Serie C, risultati primo turno playoff: sorpresa Foggia. Juve Stabia, c’è il Palermo

La Lega dovrà pronunciarsi su Triestina-Virtus Verona, rinviata per dieci positivi tra gli ospiti. Sarà derby col Bari al prossimo turno per la squadra di Marchionni

Il fattore campo, derivante dalla migliore posizione in classifica, è già saltato in tre delle otto sfide che hanno aperto i playoff di Serie C. Non si è giocata Triestina-Virtus Verona, rinviata a data da destinarsi per i contagi nel gruppo squadra ospite (dieci i positivi, è intervenuta l’Asl a impedire la trasferta). Nella mattinata di lunedì la Lega Pro deciderà il da farsi: lo scenario più probabile è attendere la disputa della partita mancante per poi ripartire al completo, con nuove date e una tempistica accorciata tra un turno e l’altro. Nel prossimo step, entreranno in scena le due peggiori quarte e la quinta del girone B (dove il Modena, migliore quarta, ha già al collo il pass per la fase nazionale).

Girone A

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Doppio colpo esterno. Il Grosseto – ai playoff da neopromossa, con il nono posto – piazza il poker a Lecco (1-4) stendendo la squadra di Gaetano D’Agostino. Iocolano ha risposto a Raimo, poi però il Grosseto ha dilagato con Sicurella e la doppietta di Merola. A caldo, il patron Paolo Di Nunno ha messo in vendita il Lecco. Avanti anche la Juventus U23, che a Busto Arsizio ha fermato la corsa della Pro Patria (1-2): botta e risposta nel primo tempo tra Latte Lath e Ranocchia (su punizione), poi il palo colpito da Kolaj e il sorpasso di Brighenti. Sfrutta il vantaggio di giocare in casa l’AlbinoLeffe, che supera il Pontedera (1-0) in pieno recupero con il sedicesimo gol stagionale di Manconi. Secondo turno: Pro Vercelli-Juventus U23, AlbinoLeffe-Grosseto.

Girone B

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Nell’unico anticipo di sabato, il Cesena ha superato il Mantova (2-1) con le reti di Bortolussi e Caturano, entrambe generate dagli assist di un sontuoso Di Gennaro. Di Ganz dal dischetto, prima dell’intervallo, il gol che ha tenuto in partita gli ospiti. Nonostante il grande cuore della Sambenedettese – fallita in tribunale in settimana –, è il Matelica a vincere la sfida marchigiana di Macerata (3-1). Tutto nel secondo tempo: D’Angelo ha replicato a Calcagni, poi il rosso a Goicoechea ad aprire la strada al raddoppio di Moretti su rigore e al tris di Alberti nel recupero.

Secondo turno (da definire):

a) Se si qualifica la Triestina: Feralpisalò-Matelica, Triestina-Cesena.

b) Se si qualifica la Virtus Verona: Feralpisalò-Virtus Verona, Cesena-Matelica.

Girone C

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Il Foggia si prende la copertina, ribaltando il pronostico a Catania. Al Massimino finisce 1-3, con la doppietta – primo e terzo gol – di Ibou Balde (fratello minore del sampdoriano Keita). La squadra di Marchionni si era portata sul doppio vantaggio grazie all’ex Alessio Curcio, di Maldonado la rete che aveva provvisoriamente dimezzato lo svantaggio. I rossoneri, vera sorpresa del girone C, si regalano così un derby da sogno al San Nicola contro il Bari di Auteri. Risale nel finale la Juve Stabia, che al Menti era finita sotto contro la Casertana: l’1-1 è maturato tutto nell’ultimo quarto d’ora, con il rigore di Marotta che ha risposto al vantaggio dell’eterno Castaldo (ex della partita). La squadra di Pasquale Padalino giocherà di nuovo in casa, contro il Palermo. Per i rosanero, successo convincente sul Teramo (2-0): apre Floriano dal dischetto, poi il gol da copertina realizzato in rovesciata da Luperini.

Secondo turno: Bari-Foggia, Juve Stabia-Palermo.

La Gazzetta dello Sport

Matteo Mancosu (Lecce): “Mi sono operato di tumore, ho avuto paura”

Il capitano dei salentini con un post su Instagram ha fatto chiarezza sulle sue condizioni: “I medici avevano detto che la mia stagione era finita. Dopo due settimane ero in campo a correre”

Non era una banale appendicite. Il capitano del Lecce, Matteo Mancosu, ha saltato quattro partite ad aprile dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico. Lo scorso weekend è tornato in campo contro il Cittadella per guidare i suoi verso l’obiettivo promozione. Oggi con un post su Instagram ha fatto chiarezza: “Mi sono operato il 26 marzo. Di tumore. Ho visto un mondo che non avrei mai pensato di conoscere, ho visto il terrore negli occhi delle persone che amo, ho visto il terrore e la preoccupazione di mia moglie che per lo stesso motivo ha perso il padre quest’estate, ho avuto la paura di non poter crescere mia figlia, ho fatto esami nei migliori centri italiani con affianco gente che ad oggi non so nemmeno se sia viva, se sia riuscita a superare la propria malattia”.

Coraggio

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Un lungo post per annunciare la malattia. I medici gli avevano comunicato che la sua stagione era finita. Mancosu non si è arreso: ” In quella sala d’aspetto non ci sono ragioni sociali, non conta se sei un avvocato, un calciatore, un presidente o un normalissimo impiegato, là siamo tutti uguali, tutti alle prese con qualcosa che non possiamo controllare. I medici mi hanno detto che la mia stagione era finita e che dovevo pensare all’anno prossimo, dopo due settimane ero in campo a correre. Dopo un mese sarei dovuto tornare a Milano per sapere se dovessi fare la chemio o meno, non ci sono ancora andato perché voglio fare la cosa che amo di più al mondo, giocare a calcio, poi si vedrà a fine campionato. Io ho già vinto. La vita può non essere sempre giusta perché non penso che nè io nè nessun altro a questo mondo meriti di avere un tumore ma penso anche che non debba mai mancare il coraggio, il coraggio di affrontare ogni tipo di avversità che la vita ci mette davanti, il coraggio di prendersi responsabilità, il coraggio di mostrarsi deboli ed essere più forti di quanto si creda”.

Le scuse

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Il capitano del Lecce ha deciso di accendere una luce sulla sua situazione per scusarsi con tutti quelli a cui aveva dovuto mentire nascondendo la malattia: “Questo per me significa essere UOMO e sinceramente, credetemi, di tutti gli errori che faccio, di un rigore alto o di un errore davanti al portiere, di queste cose non me ne frega un ca… perché sono cose che succedono solo a chi si prende la responsabilità di fare, di avere coraggio, di provare, di sbagliare e riprovare ancora. Ho deciso di parlarne solo ora perché prima non mi sentivo pronto, avevo bisogno di viverla in riservatezza con le persone che amo e per questo mi voglio scusare con chi ho mentito per nascondere il reale motivo del mio problema. Mi sono operato il 26 marzo e da quel giorno sono ancora più orgoglioso di me stesso e di chi ho affianco”. Alla fine del campionato mancano due giornate, gli uomini di Corini vogliono la A. Guidati da capitan Mancosu.

La Gazzetta dello Sport

Bari, tifosi infuriati e contestazione shock al ‘San Nicola’: “Se non ci credete questa fine farete”. E spunta una testa di maiale…

Un gruppo di supporters biancorossi ha affisso uno striscione fuori dal “San Nicola” esponendo inoltre una testa di maiale

PALERMO, ITALY – APRIL 30: Nene’ oif Bari celebrates with teammates after scoring the equalizing goal during the serie A match between US Citta di Palermo and AS Bari at Stadio Renzo Barbera on April 30, 2018 in Palermo, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Aria pesante in casa Bari.

Non si placano gli animi in casa biancorossa dopo una stagione marcatamente al di sotto delle aspettative, che non ha portato ai galletti la tanto sperata promozione diretta in Serie B. Delusione ulteriormente alimentata dall’ultimo pesante ko rimediato dalla compagin epugliese in casa della Turris, che ha  messo a rischio la conquista del quarto posto per la formazione guidata da Auteri. Un ennesimo risultato amaro che ha portato ad una durissima contestazione dei tifosi che, questa mattina, hanno affisso uno striscione fuori dal “San Nicola” che recitava: Se non ci credete, questa fine farete“.

Oltre allo striscione è stata esposta la testa di un maiale mozzata. Nel pomeriggio, intanto, è prevista la seduta d’allenamento in vista dell’ultimo impegno della regular season del Bari che domenica incontrerà il Bisceglie.

La Gazzetta dello Sport

Roma-Lecce 2-3 del 1986, 35 anni fa la beffa dello scudetto mancato

I giallorossi persero partita e tricolore per una giornata storta? O come denunciò Cavallo Pazzo c’era un piano della mala? La storia semplice di un match che resta un colpo al cuore per i tifosi romanisti

Questa è una storia semplice. Oppure oscura e misteriosa. Dipende da che punto di vista la si guarda. È come un caleidoscopio: te lo giri tra le mani e hai una nuova prospettiva, muovi appena il polso e ne hai un’altra. È la storia di una squadra che ha già vinto lo scudetto. Lo dicono tutti: l’ha già vinto, ce l’ha in tasca. E invece no. Succede che lo perde, quello scudetto.

La Gazzetta dello Sport

Serie C, ribaltone in casa Bari: ufficiale l’esonero di Carrera, fatale il pari contro il Palermo. Vicino il ritorno di Auteri

Decisiva la prestazione deludente contro il Palermo al San Nicola

Clamoroso ribaltone in casa Bari.

Il club biancorosso, dopo il 2-2 interno rimediato nel trentaseiesimo turno del Girone C di Serie C controil Palermo, ha deciso di sollevare dall’incarico il tecnico Massimo Carrera. Fatale la prestazione poco brillante della compagine pugliese, dominata dai siciliani per settanta minuti e sotto di due reti  fino a quindici minuti dalla fine del match. Il pari comunque riagguantato in extremis, grazie alle reti di Mercurio al 75′ e Perrotta al 91′, non è bastato all’ex tecnico dello Spartak Mosca per salvare la panchina. Stagione fin troppo deludente per la formazione biancorossa, le cui ambizioni nel campionato in corso sono state ridimensionate anche dalla cavalcata brillante della Ternana di Cristiano Lucarelli, promossa in Serie B con sei turni di anticipo. Il club di proprietà De Laurentiis cambia ancora guida tecnica e potrebbe essere richiamato sulla panchina pugliese Gaetano Auteri, esonerato lo scorso febbraio dalla società biancorossa.

La Gazzetta dello Sport

Lecce, Corini: “Così è nata la rimonta verso la Serie A”. L’intervista

In 55 giorni i giallorossi hanno rovesciato la classifica e adesso vedono vicino il traguardo della promozione in A. Ma l’allenatore avverte: “Guai a gestire”

È artefice del suo destino. Può raggiungere la promozione diretta, senza fare i conti con i risultati delle avversarie. In 55 giorni il Lecce ha rovesciato la sua classifica, passando dall’ottavo al secondo posto. Serie positiva di 11 partite (8 vinte e 3 pari), cominciata con il 2-2 contro il Brescia il 9 febbraio, 27 punti conquistati, volando rispetto a Venezia e Salernitana (18), Empoli (17, con due gare in meno), Monza (16), Spal (12), Cittadella (11) e Chievo (9), che allora gli erano davanti.

La Gazzetta dello Sport

Audio Roma, k.o. anche El Shaarawy. Serie B: il Monza frena, il Lecce vola

Ancora una frenata del Monza in serie B: la squadra di Brocchi pareggia in casa 11 e si allontana dal secondo posto, occupato dal Lecce (1-0 sul campo del Pisa). Non disputata Empoli-Chievo: i veneti potrebbe chiedere il 3-0 al tavolino, i toscani vogliono la ripetizione del match a causa del focolaio covid che lo tiene fermo da giorni. C’è un nuovo caso di positività al Torino, mentre la Roma deve fare i conti con un nuovo infortunio muscolare, quello El Shaarawy.

La Gazzetta dello Sport

Serie B: Empoli fermo per Covid, Lecce in trasferta a Pisa. Per il Monza c’è il Pescara

La capolista non scenderà in campo al Castellani, dove ci saranno il Chievo e la terna arbitrale. I giallorossi di Corini cercano la sesta vittoria di fila. Apre il programma alle 12.30 Pordenone-Entella, lo chiude alle 21 Salernitana-Frosinone

Si comincia con la prima gara alle 12.30, l’ultima è alle 21: la Serie B gioca oggi, nel giorno di Pasquetta, la sua 32esima giornata. In classifica comanda l’Empoli con 59 punti e una gara in meno, segue il Lecce a 55, quindi Monza e Salernitana a 51 e via via le altre.

Solito “teatrino”?

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A seguito dei numerosi contagi e relativo focolaio in atto (13 coinvolti nel team), l’Asl ha bloccato l’Empoli ma la Lega di B non ha disposto il rinvio della partita contro il Chievo, per cui assisteremo probabilmente al solito teatrino, con i veronesi al Castellani assieme alla terna arbitrale ma senza la squadra di casa. Classico rinvio degli atti al giudice sportivo e via con la trafila a suon di carte e avvocati.

Il Lecce prova a staccarsi

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Passiamo al Lecce che sarà ospite in quel di Pisa: i giallorossi sono lanciatissimi verso la vetta della classifica grazie ad uno straordinario momento testimoniato dai numeri che indicano una serie utile da dieci giornate, con cinque vittorie di fila. Il tecnico Corini è consapevole dell’importanza di tutto questo, ma mette in guardia i suoi uomini dalle insidie della gara contro i toscani: “Abbiamo la consapevolezza di affrontare una squadra che ci creerà tante difficoltà – dichiara -. Si stanno giocando i playoff ed hanno qualità importanti, dunque sarà dura e dobbiamo esprimerci a livelli importanti se vogliamo andare avanti su questa strada. Arriviamo in un punto fondamentale del nostro cammino, siamo in un ottimo momento, lo sappiamo e sappiamo anche che questo è frutto del lungo e paziente lavoro. Solo andando avanti, lavorando nel modo giusto e perseguendo le nostre idee possiamo allungare il periodo positivo. Adesso abbiamo la fortuna di poter pensare esclusivamente a noi stessi, ma sappiamo che il lavoro è ancora lungo”.

Le altre gare

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Il Monza di Brocchi, sempre più zoppicante, affronterà il Pescara reduce dall’aver battuto il Pisa 3-1, mentre il Venezia andrà a Ferrara contro la Spal. Ad ora di pranzo se la vedranno Pordenone ed Entella (scontro diretto per la salvezza), l’Ascoli attende il Vicenza mentre il Cittadella la Reggina e la Reggiana il Brescia. Altro scontro diretto è quello in programma in Calabria tra Cosenza e Cremonese, chiude la giornata alle 21 la Salernitana che ospita all’Arechi il Frosinone del nuovo tecnico Grosso.

La Gazzetta dello Sport

GdS, Serie B: Empoli inarrestabile, risveglio Lecce, Monza deludente

Dopo 30 giornate la corsa alla A sembra delineata, tra previsioni rispettate e altre disattese: spicca anche il fortino difensivo della Salernitana e l’outsider Venezia di Paolo Zanetti

di Nicolò Delvecchio per La Gazzetta dello Sport

Due settimane di stop, poi si riparte. E si riparte forte, per lo sprint finale che vuol dire Serie A. Dopo 30 giornate il quadro della B è abbastanza chiaro: c’è una squadra in fuga solitaria sostanzialmente da sempre, una che ha deciso di mettere il turbo nell’ultimo mese, un’altra che subisce pochissimi gol. E poi le due sorprese, in positivo e in negativo: la formazione che ha il motore più potente, ma alterna strappi a 200 all’ora e brusche frenate. E quella che, invece, è la migliore scoperta della stagione, nonostante a inizio campionato ci avrebbero scommesso in pochi. Sono le prime cinque della classifica di B: Empoli, Lecce, Salernitana, Monza e Venezia. Il campionato è ancora lungo, certo, e ai playoff prenderanno parte in sei (al momento, nella zona spareggi ci sono anche Cittadella, Spal e Chievo), per cui tutti i risultati sono ancora in discussione. Ma la stagione ha dato indicazioni ben precise, e quelle che al momento occupano i primi cinque posti sembrano, per condizione e per campionato svolto, le più serie candidate ai tre posti che valgono la A.

UN PERCORSO INARRESTABILE

I paragoni con i precedenti spaventano e possono far male: Sarri, Giampaolo e Andreazzoli sono stati solo gli ultimi allenatori a portare l’Empoli ai vertici, ma Dionisi sembra pronto a ripercorrere senza paura le loro orme. A partire dal modulo, quel 4-3-1-2 diventato ormai un marchio di fabbrica in Toscana. Gli interpreti sono ovviamente diversi: non ci sono Tavano e Maccarone, e nemmeno Caputo e Donnarumma. Le punte sono La Mantia e Mancuso, 23 gol in due. Il gioiello è Bajrami, trequartista svizzero-albanese da un anno in Toscana che al San Paolo, in Coppa Italia, ha sorpreso tutti con una doppietta. Tra le armi in più degli azzurri c’è anche una batteria di terzini che in categoria non ha eguali: da un lato Fiamozzi e Sabelli, da anni tra i migliori esterni bassi a destra. Dall’altro Parisi e Terzic, rispettivamente 20 e 21 anni, esplosi alla loro prima stagione in B. I risultati di questa alchimia perfetta sono sotto gli occhi di tutti: 24 risultati utili consecutivi, l’Empoli non perde dallo 0-2 di Venezia dello scorso 1 novembre (prima e finora unica sconfitta in stagione). I punti di vantaggio sulla terza sono otto, e superato il momento di cinque pareggi di fila a febbraio, viziato da parecchie sviste arbitrali che la Var non avrebbe mai concesso, la squadra ha preso a correre di nuovo. Dopo la sosta Dionisi se la vedrà col Chievo, poi saranno tutte sfide abbordabili prima degli scontri con Salernitana e Lecce delle ultime due giornate. Ma, a quel punto del campionato, i verdetti potrebbero essere in bilico solo per le avversarie.

SCUSATE IL RITARDO

Un inizio altalenante, una seconda parte di stagione implacabile. Il Lecce, retrocesso lo scorso anno, ha cominciato il campionato come una delle favorite alla promozione finale, nonostante la brusca separazione con mister Liverani. Al suo posto Corini, che ha costruito una squadra in cui giovani ed esperti, soprattutto tra i nuovi acquisti, hanno dato vita a un gruppo esploso con l’avvicinarsi della primavera. Nelle prime cinque solo una vittoria, poi quattro successi di fila con diciassette gol fatti (tra cui cinque all’Entella e sette alla Reggiana), poi ancora cinque partite senza tre punti, il momento più critico della stagione. Da lì, fino al pari interno con l’Entella del 2 marzo, la squadra è rimasta stabilmente tra settimo e ottavo posto, frenata anche dai pareggi contro le ultime due in classifica (il Pescara e i liguri). Poi Massimo Coda ha deciso di cambiare le cose: quattro doppiette di fila tra la 27° e la 30°, quattro successi e squadra trascinata al secondo posto. Ma non è solo merito dell’ex Benevento: la difesa è blindata da Gabriel, Lucioni e Meccariello; Maggio, arrivato a gennaio, ha fatto vedere come a 39 anni la fascia destra sia ancora casa sua. E poi ci sono i ragazzi: la stella è Pablo Rodriguez, diciannovenne preso a titolo definitivo dal Real Madrid e già autore di 5 gol in 473 minuti, a lungo fermato da un infortunio. E anche il classe ‘99 John Bjorkrengen, talentino della Svezia under 21, si è ritagliato il suo spazio tra i titolari. Se lo slancio dovesse proseguire, sarebbero davvero in poche le squadre capaci di fermare i giallorossi di Corini.

LA FORZA DELLA DIFESA

In Italia c’è il dibattito tra giochisti e risultatisti, e poi c’è Fabrizio Castori. Squadra quadrata, la sua Salernitana, ereditata da Giampiero Ventura che, nella scorsa stagione, aveva mancato i playoff solo all’ultima giornata. Il tecnico della prima promozione in A del Carpi, in Campania, non ha inventato niente (e chi ha detto che è obbligatorio?), ma con le sue idee e con il buon materiale a disposizione ha dato vita ad una formazione tremendamente difficile da affrontare. A parte lo 0-5 contro l’Empoli, ultima di tre sconfitte consecutive tra dicembre e gennaio, la Salernitana è squadra che subisce pochissimo, e i dati sono lì a dimostrarlo: terza miglior difesa del campionato, i granata vengono da dodici risultati utili di fila e da sette partite non subiscono gol. Fanno oltre 630 minuti di imbattibilità, un record in stagione. Ultima rete subita il 13 febbraio, da Giacomelli del Vicenza all’83’. Un dato aiutato dalla bravura tra i pali di Belec, ma che si spiega soprattutto per una fase difensiva pressoché perfetta (e infatti Giacomelli riuscì a segnare solo con un tiro da fuori): Bogdan – decisivo nell’ultima con il Brescia -, Gyomber e Veseli sono la spina dorsale dell’ultimo periodo granata, con Aya fuori da un po’ ma altrimenti sempre presente. Poi in avanti c’è Tutino, alla sua miglior stagione dal punto di vista realizzativo in carriera. I difetti? Segna e vince poco: nelle ultime 12 solo 4 vittorie, 10 gol fatti e cinque 0-0 (risultato che nelle prime 19 era arrivato solo una volta, col Frosinone). Per centrare la promozione diretta servirà vincere di più, ma con un buon piazzamento ai playoff potrebbero bastare gli 0-0.

LA DELUSIONE

Inutile girarci intorno, il Monza di Brocchi è la squadra che avrebbe dovuto ammazzare il campionato, o almeno oscillare costantemente tra la prima e la seconda posizione. Invece, nonostante un organico costruito già per la Serie A, i brianzoli sembrano avvitati in una stagione in cui non riescono ad avere continuità, tra ottime vittorie e sconfitte inattese. Eppure gli elementi per vincere ci sarebbero tutti: Mario Balotelli, Kevin Prince Boateng e Gabriel Paletta non hanno bisogno di presentazioni, Bellusci è un veterano, Frattesi e Pirola giovani speranze azzurre. Poi ancora Gytkjaer, trentenne da 5 gol in 9 presenze con la nazionale danese, 55 reti in tre stagioni col Lech Poznan; Dani Mota Carvalho, strappato alla Juventus e futuro del calcio portoghese. E poi due arrivi illustri a gennaio: Marco D’Alessandro, preso dalla Spal, e Davide Diaw, dieci gol col Pordenone nel girone d’andata (e 0 da quando è in Brianza). Certo, Balotelli è stato fermato spesso dagli infortuni e ha giocato solo 7 partite (con due reti), ma una squadra così potrebbe anche fare a meno di Super Mario. Invece, la prima parte di stagione è stata parecchio mediocre – con la squadra ottava a metà dicembre – e il buon cammino da fine 2020 in poi, col secondo posto raggiunto a febbraio, è stato interrotto dagli stop inaspettati contro Pisa, Reggina e soprattutto Venezia, che a Monza ha passeggiato vincendo 4-1. Se non dovessero centrare la promozione diretta, i biancorossi sarebbero comunque in pole per la vittoria finale per i playoff: con quell’organico non si può non partire favoriti. Ma molto spesso solo l’organico non basta.

LA SORPRESA

La mina vagante del campionato vive in Laguna, ed è il Venezia di Paolo Zanetti. Dopo il decimo posto dello scorso anno con Dionisi in panchina, i veneti hanno deciso di puntare sull’ex tecnico dell’Ascoli, esonerato dai marchigiani a gennaio 2020 con la squadra a 3 punti dai playoff. Una scelta azzeccatissima, sulla quale si è deciso di scommettere con convinzione, e non è un caso che il tecnico sia stato blindato con un biennale. Non ci sono fenomeni, tra gli arancioneroverdi, ma la rosa è composta da giocatori esperti e da ottimi prospetti per il futuro. In porta c’è il 40enne Pomini, come terzino sinistro il 38enne Molinaro, arrivato a gennaio. Il resto è un fiorire di giocatori che nel 4-3-1-2 (all’occorrenza 4-3-3) di Zanetti sono semplicemente perfetti, da Maleh – già protagonista con l’Under 21 di Nicolato – a Fiordilino, da Aramu (alla migliore stagione in carriera) a Forte, capocannoniere della squadra con 12 gol; e ancora i veterani Modolo e Taugurdeau e i giovanissimi Johnsen e Sebastiano Esposito. Alcuni risultati danno l’idea della stagione dei lagunari: unica squadra capace di battere l’Empoli, il Venezia ha annientato il Monza allo U-Power stadium nell’ultimo turno. E, seppur sconfitti dal Lecce due giornate fa, hanno costretto i salentini a un tiratissimo 3-2. La squadra gioca a memoria e, tra fine gennaio e inizio marzo, è stata in grado di salire dal decimo al secondo posto. Forse, dopo le prime due, è la più in forma del campionato, e questo nella off-season potrà essere un fattore determinante. Se volete scommettere su una outsider, puntate sul Venezia.