Serie C, risultati: Padova- Seregno 1-1, Pescara-Reggiana 2-3, Bari-Monopoli 1-0

Vittorie per Albinoleffe, Sudtirol, Turris e Legnano, si fermano Pro Vercelli e Paganese

Tante le sorprese in Serie C: dal pareggio del Padova contro il Seregno (1-1) alla Reggiana, che con la vittoria in rimonta sul Pescara (2-3) raggiunge e supera Ancona Matelica, capolista soltanto per una notte. Prima fuga per il Bari, vincente contro il Monopoli (1-0).

GIRONE A

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Non si può mica vincere sempre. La notizia è che il Padova, dopo sei successi consecutivi, è stato fermato. Merito della matricola Seregno, che strappa l’1-1 all’Euganeo grazie all’ex Andrea Cocco che ha replicato al vantaggio di Santini (non segnava da febbraio, complice la lunga squalifica). Si rifanno sotto l’AlbinoLeffe e il Sudtirol, entrambe protagoniste in trasferta. I bergamaschi di Marcolini hanno festeggiato al Nereo Rocco, 2-3 su una Triestina (senza Bucchi in panchina, squalificato) che per due volte aveva riacciuffato il pari, ma è stata punita in pieno recupero dal diciannovenne Poletti. Peso specifico ancora maggiore per il successo del Sudtirol nel big match di Vercelli: 0-2, con un gol per tempo di Malomo e Fischnaller a stendere la squadra di Scienza (in formazione rimaneggiata) e scavalcarla in classifica. Considerando il ricorso pendente per la gara sospesa a Legnago sullo 0-1, il Sudtirol potrebbe anche raggiungere il Padova in vetta. Riparte la marcia della Juventus U23, che dopo due k.o. consecutivi si prende i tre punti a Mantova grazie al rigore di Miretti (atterrato Akè, bene nell’inedita posizione di terzino destro).

Convince il Renate: 4-0 al Trento, scatenato Galuppini con due gol e un assist. Non trova continuità il Lecco, superato 2-1 da un Fiorenzuola che non vinceva da agosto: gli emiliani passano in rimonta con il rigore di Tommasini nel finale. Seconda vittoria stagionale per la Pro Patria, che supera la Virtus Verona (1-0) grazie all’iniziativa individuale di Pierozzi a fine primo tempo. Il tiro da fuori area del croato Buric è bastato al Legnago per vincere sul campo della Giana la prima partita della sua stagione. A Crema, Pergolettese-Piacenza finisce pari e per la squadra di casa è la seconda gara interna consecutiva in cui rimonta da 0-2 a 2-2 (due rigori di Varas e Scardina in risposta ai centri di Corbari e Dubickas nel primo tempo).

GIRONE B

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L’ebbrezza della vetta, per il sorprendente Ancona Matelica, è durata una notte. Ha risposto da big infatti la Reggiana, uscita in trionfo dall’attesissima sfida dell’Adriatico: 2-3 sul Pescara in rimonta, quarto successo di fila firmato nel finale da Zamparo su rigore dopo l’espulsione del portiere Di Gennaro (cambi terminati per Auteri, è andato tra i pali il centrocampista Rizzo). Nel primo tempo D’Ursi aveva risposto a Guglielmotti, poi Pescara avanti con Ferrari prima dei cambi di Diana (squalificato) che ha rovesciato la partita buttando dentro Lanini, autore del 2-2 e protagonista del fallo subito per il penalty decisivo (con i biancazzurri in dieci per rosso a Diambo). Torna al successo il Pontedera, 2-1 sull’Entella che si conferma altalenante: dopo l’espulsione di Cleur, partita spaccata dalla doppietta di Magnaghi, Morosini ha accorciato troppo tardi. L’imbattibilità del Gubbio finisce a Olbia (1-0), risolve Lella e Ciocci salva il risultato a dieci minuti dalla fine su Mangni.

GIRONE C

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È una prima, piccola fuga: il Bari supera un buon Monopoli nella sfida di vicinato – le due città distano una quarantina di chilometri – e allunga a più quattro sulle inseguitrici, ringraziando il secondo gol in campionato di Manuel Scavone (di testa su assist di Ricci). Il Monopoli rimane secondo a 13 punti, raggiunto dal Francavilla (0-0 con il Taranto nell’altra sfida tutta pugliese, traversa di Maiorino su rigore) e soprattutto dalla Turris, che nel prossimo weekend farà visita al Bari. La squadra di Bruno Caneo, ex vice di Gasperini al Genoa e all’Inter, trova il terzo successo di fila (non aveva ancora vinto in casa) superando 3-1 il Latina e risale la classifica spinta dall’entusiasmo. Lo stesso che si percepisce a Foggia: altri tre gol per i rossoneri, che iniziano ad avere una media realizzativa zemaniana: rimontato il Messina (da 0-1 a 3-1), ma solo nel finale sono arrivati il sorpasso di Merkaj e il tris di Curcio a chiudere i conti. Suona invece l’allarme per l’Avellino, battuto a Viterbo dal Monterosi (2-1) che trova così il primo successo della sua avventura tra i professionisti nonostante due terzi di partita in inferiorità numerica: “Abbiamo fatto una pessima figura, andiamo a due all’ora” l’analisi, a caldo, di Piero Braglia a cui il club ha confermato la fiducia. Si sblocca in casa il Campobasso, un gol per tempo alla Paganese (2-0) con Di Francesco e Rossetti. La prima vittoria deve ancora arrivare per Vibonese e Potenza, che fanno 1-1 al termine di una battaglia sotto la pioggia: prima dell’intervallo già tre espulsioni (due per gli ospiti), poi il botta e risposta tra Vergara e Zampa. Tre i posticipi: lunedì 4 ottobre Picerno-Catania alle 15 (prima volta per i lucani nel loro stadio) e Juve Stabia-Palermo alle 21. Martedì Catanzaro-Fidelis Andria alle 15.30.

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Serie B, Lecce-Monza 3-0 e quarta vittoria consecutiva

La squadra di Baroni continua a vincere grazie alle reti di Strefezza, Di Mariano e Coda. Gran balzo in graduatoria

È un Lecce da favola. I giallorossi di Baroni abbattono il Monza, conquistano la quarta vittoria di fila e, in attesa delle altre partite, agganciano il Brescia – secondo – a quota 14. È 3-0 il risultato del Via del Mare, frutto delle reti di Strefezza, Di Mariano (terzo gol di fila) e Coda, in una gara che il Lecce ha saputo trasformare in un match a senso unico. Perché, al termine di un primo tempo equilibrato al limite del noioso, i salentini hanno trovato il primo gol, quasi casuale ma prodotto dalla voglia di attaccare fino all’ultimo secondo. E nella ripresa, dopo un avvio di personalità del Monza, la squadra di Baroni ha saputo colpire perfettamente in contropiede per ben due volte. Per gli uomini di Stroppa è un risveglio amaro: il successo contro il Pordenone raccolto nell’ultimo turno aveva forse illuso e fatto credere che i problemi fossero alle spalle, ma evidentemente non è così. Le assenze pesanti (Dani Mota, Valoti) hanno sicuramente inciso, ma da un organico di questa qualità si deve pretendere molto di più. Malissimo la retroguardia brianzola: in tutti e tre i gol del Lecce c’è lo zampino dei difensori di Stroppa, poco concentrati e sempre anticipati dagli avversari. Il Monza è undicesimo a nove punti, la seconda sconfitta stagionale rende la prossima gara contro il Parma già una sfida da dentro o fuori.

La partita

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Il Lecce passa nel primo minuto di recupero del primo tempo. Cross dalla destra, il pallone arriva dall’altro lato a Di Mariano che la rimette in mezzo: non ci arriva Coda, non ci arriva nemmeno Caldirola ma ci arriva Strefezza, che controlla e di destro batte Di Gregorio. Il Monza parte bene nella ripresa, ma è il Lecce a raddoppiare al 55’: conclusione sporca di Coda, Di Gregorio non trattiene e Di Mariano da due passi non perdona. Al 70’ il tris: Lucioni stoppa un’offensiva brianzola in area di rigore, parte palla al piede, evita quattro avversari e arriva al limite dell’area del Monza prima di servire Di Mariano. Il tiro dell’ex Venezia è toccato da Di Gregorio, ma il pallone finisce sulla testa di Coda che a porta vuota non sbaglia. All’87’ Di Gregorio si fa rubare palla da Gargiulo, ma è poi bravo a stoppare Blin in tuffo e a evitare il quarto gol.

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Serie C, i risultati di ieri. Vittoria per il Palermo e Bari, male la Juve U23

I rosanero superano il Campobasso 3-1 mentre i pugliesi rimangono in testa al girone C. Nel girone A vincono Lecco e Sudtirol, si ferma invece la Pro Vercelli seconda

Dopo le partite del weekend, la Serie C torna in campo nel turno infrasettimanale valido per la sesta giornata di campionato. Ecco come sono andati i match di ieri pomeriggio, aspettando le cinque gare in programma in serata.

GIRONE A

In attesa di scendere in campo, il Padova capolista (e a punteggio pieno) sorride per il secondo pari consecutivo della Pro Vercelli. La squadra di Beppe Scienza frena ancora, ma prende tutto sommato un buon punto (2-2) sul campo della Virtus Verona dove ha dovuto rimontare due volte: Auriletto ha risposto al rigore di Danti, Vitale a Tronchin. Riparte la corsa del Sudtirol, che era stata fermata domenica solo dalla sospensione per pioggia del match di Legnago (sullo 0-1, si attende la data del recupero): nel frattempo, netto 2-0 al Renate con il centrocampista Jeremie Broh che si traveste da bomber e fa doppietta. Non decolla ancora la stagione della Juventus U23: la squadra di Zauli – non in formazione tipo tra acciacchi ed esigenze della Youth League – perde ancora (0-1 al Moccagatta con la Giana, colpo di testa di Pinto) ed è il quarto k.o. nelle ultime cinque partite. Seconda gioia per la Triestina di Bucchi: in casa della Pro Sesto basta il gol lampo di Procaccio dopo un minuto per lo 0-1 gestito fino alla fine. Passo spedito anche quello del Lecco, che batte la Pro Patria (3-0) per la prima volta dal 2010: all’epoca servì la doppietta di un giovane Michele Marconi, questa volta ci hanno pensato Masini, Giudici e Kraja.

GIRONE C

Il Bari difende la vetta, passando a Messina d’autorità con un gol per tempo (0-2): prima Ruben Botta su assist in profondità di D’Errico (seconda gioia consecutiva per l’argentino), poi Paponi, entrato al posto di Simeri e bravo a sfruttare l’invito di Scavone. Il podio del girone meridionale rimane tutto pugliese. Secondo è il Monopoli che riparte battendo il Picerno (2-0, Piccinni e Mercadante su rigore), terzo il Francavilla che vince anche a Potenza (0-1) con uno splendido gol in rovesciata di Danilo Ventola, nipote d’arte, per la gioia dello zio Nicola. Torna a vincere il Palermo: 3-1 al Campobasso, un’espulsione per parte e partita girata definitivamente quando il molisano Bontà ha stampato sulla traversa il rigore del possibile 2-2, innescando il capovolgimento di fronte su cui Brunori ha chiuso i conti. Continua la risalita della Juve Stabia: 0-1 a Latina con l’eterno bomber Felice Evacuo (classe ’82, al secondo centro in quattro presenze, ma prima si era fatto parare un rigore da Cardinali). Un altro vecchio pirata delle aree di rigore, il 39enne Gigi Castaldo, regala in extremis alla sorprendente Paganese il successo (1-0) su una Vibonese sempre più in crisi. Vola il Foggia di Zeman, che ad Andria non rischia nulla e trova un successo esterno che non era ancora arrivato: Curcio ha stappato la partita nel primo tempo, poi l’uno-due di Ferrante e Merola per fissare il tabellone sullo 0-3. Nessun gol tra Taranto e Monterosi, ma i padroni di casa si mangiano le mani per il calcio di rigore che Giovinco si è fatto parare da Borghetto a 10’ dalla fine.

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Serie C, il Padova non si ferma più. Il Bari frena ma resta in testa

Nel girone A continua la marcia dei veneti, nel gruppo C i pugliesi fermati sul pari dalla Paganese ma sempre primi

Dopo il sabato dedicato al girone B, gli altri due raggruppamenti si prendono la scena della domenica in un periodo pienissimo. Domani il monday night Catanzaro-Catania (alle 21, diretta anche su Rai Sport) chiuderà il programma del girone C, ma già da martedì inizierà la tre giorni del turno infrasettimanale. Occhio anche al mercato, con il Cesena che ha ufficializzato in mattinata l’ingaggio dello svincolato Simone Missiroli. Un altro grande nome che atterra sul pianeta Serie C.

GIRONE A

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Sempre più Padova, adesso solitario in vetta. Quinto successo in altrettante giornate per la squadra di Pavanel, questa volta in rimonta (1-2) sul campo di una buona Pro Patria. Il gol di Pierozzi prima dell’intervallo è stato ribaltato nella ripresa da due difensori: prima Valentini, poi Salvatore Monaco che si è fatto un bel regalo per la presenza numero 200 tra i professionisti. A perdere contatto col primato è la Pro Vercelli, bloccata sull’1-1 dalla solida matricola Trento, a oggi battuta solo una volta: ospiti avanti con Barbuti, pari di Comi, poi – nel finale – Cazzaro ha parato un rigore a Rolando negando alla Pro la gioia del sorpasso. Al secondo posto ci arriva anche l’AlbinoLeffe: 0-1 (Ravasio allo scadere) sul campo della Giana e decimo risultato utile consecutivo in trasferta, a partire dalla passata stagione. Festa anche per il Renate (3-0 alla Pro Sesto, ultima, che ha annunciato il nuovo tecnico Banchieri in panchina). Non si rilancia la Juventus U23, al terzo k.o. nelle ultime quattro, superata stavolta (3-1, doppietta di Luppi) dalla Feralpisalò che aveva invece battuto in coppa. Si sblocca al Nereo Rocco la Triestina di Bucchi, al primo successo stagionale: 2-0 sul Lecco grazie alla coppia d’attacco Giuseppe De Luca-Trotta. Non aveva visto mai i tre punti anche il Seregno, che li strappa in pieno recupero sul campo del Fiorenzuola: finisce 2-3, con gli emiliani ribaltati oltre il novantesimo dal micidiale uno-due di Cernigoi e Cocco. Altra rimonta quella della Pergolettese (da 0-2 a 2-2 con la Virtus Verona), mentre a Mantova – in un contesto di tanto nervosismo, tre le espulsioni – cade per la prima volta il Piacenza (2-1), punti nel finale (quando era in nove contro dieci) da De Cenco. Non è arrivata a conclusione Legnago-Sudtirol, sospesa per pioggia a fine primo tempo (tabellone sullo 0-1, gol di Odogwu) e rinviata a data da destinarsi: si ripartirà dal punteggio acquisito.

GIRONE C

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Nonostante una frenata, il Bari rimane in vetta da solo: è la Paganese a prendersi un punto al San Nicola in un pareggio grandi firme, con Marco Firenze che ha replicato nel secondo tempo al vantaggio iniziale di Ruben Botta. C’è da dire che la squadra di Mignani si è complicata la vita da sola: prima dell’intervallo rosso diretto a Bianco per un colpo a Cretella, poi – nonostante l’uomo in meno – Antenucci si è fatto respingere un rigore da Baiocco. “Non si può vincere sempre – il commento del tecnico – ma gli applausi dei tifosi ci hanno fatto piacere, hanno apprezzato lo spirito di sacrificio”. Tanta (altra) Puglia nelle zone altissime della classifica: il Francavilla si aggiudica il derby col Monopoli (3-1, doppietta dal dischetto di Maiorino), ma a quota 10 punti si arrampica anche il Taranto che stende 2-0 il Latina nel secondo tempo (a segno Pacilli e Giuseppe Giovinco, nel giorno del suo trentunesimo compleanno). Vince per la prima volta l’Avellino di Braglia: 1-0 al Potenza, gol di Carriero. Finisce in pareggio allo Zaccheria la sfida tra Zeman e Novellino, veterani delle panchine: al Foggia – sempre troppo sprecone – serve un grandissimo gol di Nicoletti per riprendere la Juve Stabia, avanti con Panico nel primo tempo. Solo un punto anche per un deludente Palermo, a Viterbo, casa del Monterosi (1-1): rosanero avanti con Brunori, pari di Cancellieri dopo l’intervallo. Secondo successo di fila del Picerno, che rimonta il Messina (2-1) e fa festa grazie al rigore trasformato da Reginaldo: proteste della squadra di Sasà Sullo per il fallo di mano di Damian, ritenuto fuori area. Poker pesantissimo della Turris (1-4, Caneo ritrova i gol degli attaccanti) sul campo di una Vibonese che rimane all’ultimo posto. La Fidelis Andria passa a Campobasso (1-3), ma al Romagnoli si materializza il giallo di giornata: sullo 0-1 gli ospiti buttano palla fuori per far soccorrere un giocatore avversario, sulla rimessa il Campobasso lancia lungo per restituire il possesso ma Tenkorang – distratto ? – ne approfitta andando a segnare. Scontato il parapiglia, con il giovane italo-ghanese accusato di scarsa sportività. Per rimediare, alla ripresa del gioco il Campobasso “regala” quasi immediatamente alla Fidelis il gol di Bubas che rimette le cose a posto, riportando avanti la squadra di Panarelli. Le polemiche, in ogni caso, non mancheranno.

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Serie C: Padova e Pro Vercelli show, Bari colpo a Catania

Nel girone A, le due capolista alla quarta vittoria di fila. Pescara in fuga nel girone B. Siena fermato sullo 0-0, così come il Palermo che sbaglia un rigore con Brunori

Ecco quanto accaduto nel ricco programma domenicale della quarta giornata di Serie C.

GIRONE A

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È presto per parlare di corsa a due, ma arriva la quarta vittoria di fila per Padova e Pro Vercelli, che condividono la vetta e non sbagliano un colpo. All’Euganeo cade la Triestina (2-0) sotto i colpi di Ceravolo e Ronaldo: la squadra di Pavanel – che ha confermato Antonio Donnarumma tra i pali, dopo la coppa -, ha segnato in questo avvio di stagione 11 gol subendone soltanto uno. “Non batti la Triestina se non fai una grande partita”, ha analizzato a caldo il tecnico veneto, prima di prendere atto che la Pro Vercelli non ha alcuna voglia di mollare. Ad Alessandria, convincente (0-2) il successo nel derby sulla Juventus U23: bianconeri al secondo stop di fila sotto i colpi di Macchioni e Rolando, Miretti allo scadere ha stampato sul palo un calcio di rigore. Tengono il passo delle prime Sudtirol e AlbinoLeffe, a quota 10. A Bolzano basta il tiro cross di Beccaro per superare (1-0) un’ostica Pergolettese (“una buona settimana, con due successi in campionato e uno in coppa”, il commento soddisfatto di Ivan Javorcic). Il rigore trasformato da Cori basta all’AlbinoLeffe per superare il Mantova (1-0), resistendo anche nel finale con l’uomo in meno per l’espulsione di Petrungaro. Dolce il ritorno al rinnovato stadio Briamasco per il Trento: la perla su punizione dell’ex juventino Pasquato (1-0) sigla il successo sulla Giana. Caparbio il Piacenza a evitare il k.o. al Garilli contro la Pro Patria: ospiti avanti con Parker, poi l’espulsione di Tafa (entrato dalla panchina) che però non ha impedito ai biancorossi di trovare il pari nel finale con Gonzi. Due vittorie di misura nelle altre sfide tutte lombarde: 1-0 del Lecco sulla Feralpisalò (Iocolano), stesso risultato in esterna per il Renate che passa a Seregno con il secondo gol consecutivo di Maistrello. Juventus U23-Triestina (alle 16.30) e Virtus Verona-Piacenza (21) i recuperi in programma mercoledì 27 settembre. Da registrare anche un cambio in panchina: dopo il pari contro il Fiorenzuola nell’anticipo del sabato, la Pro Sesto (un punto in quattro partite) ha esonerato il tecnico Antonio Filippini affidando temporaneamente la squadra al suo secondo Stefano Di Gioia. Alle 20.30 Virtus Verona-Legnago.

GIRONE B

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Il Pescara piazza l’allungo: vince a Montevarchi (1-2) e si isola in vetta: biancazzurri avanti con la punizione dello specialista Memushaj, poi il black out e pari toscano di Lischi, prima della zampata finale di Frascatore. Auteri comanda ora in solitaria, con due punti di vantaggio su un quartetto: Siena e Cesena hanno raggiunto Gubbio e Reggiana. Ai bianconeri di Gilardino – che non hanno ancora subito gol – manca l’acuto sul campo dell’Imolese, dove matura uno 0-0 comunque vivace per le occasioni su entrambi i fronti. Quota 8 anche per il Cesena, che evidenzia le difficoltà della Viterbese battendola a domicilio (0-1, Caturano) per il secondo successo esterno consecutivo dopo quello di Lucca. Si accende finalmente il Modena di Tesser, che ancora non aveva mai vinto: travolgente lo 0-4 sul campo della Fermana del grande ex (da giocatore) Maurizio Domizzi, calano il poker Scarsella, Minesso, Ingegneri e Armellino. Spinto dall’entusiasmo dello stadio Del Conero (riaperta la curva Nord), vince ancora l’Ancona Matelica: 2-0 al Pontedera con i gol nella ripresa di Sereni e Rolfini, a rimediare il rigore fallito da Moretti dopo un quarto d’ora. Punti salvezza preziosi quelli conquistati dalla Vis Pesaro, in rimonta a Teramo: abruzzesi avanti con Balotti, poi il ribaltamento di Gucci e De Respinis con le parate di Farroni a difendere il risultato. Prima gioia per i pesaresi, così come per la Carrarese di Totò Di Natale, sorridente dopo il 2-1 (arrivato anche qui inseguendo) nel derby contro il Grosseto: maremmani in vantaggio con una magia di Cretella, poi il gol dell’ex di Galigani e quello di Doumbia hanno cambiato la storia. Il pomeriggio delle rimonte si è chiuso con quella della Lucchese sull’Olbia (2-1), che comandava al Porta Elisa grazie a Biancu prima che Semprini e Nanni nel secondo tempo rimettessero le cose a posto per i rossoneri.

GIRONE C

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Primo, almeno per una notte: il Bari si arrampica in vetta vincendo a Catania nel recupero (1-2) con il colpo di testa del solito Simeri, nuovamente letale dalla panchina e bravo a sfruttare l’assist di Marras (al primo gol in biancorosso di Emanuele Terranova aveva risposto Moro, per il provvisorio pari). Mignani, che ha parlato di “una vittoria che vale tantissimo”, guarderà con interesse il posticipo del lunedì sera: il Monopoli, a punteggio pieno dopo tre giornate, attende l’Avellino che deve ancora sbloccarsi. Delude l’altro big match Palermo-Catanzaro: 0-0 e highlight scarni con la traversa di Carlini e il rigore che Brunori ha stampato sul palo, mentre nella ripresa Porcino ha salvato sulla linea su tiro ravvicinato di Dall’Oglio. Al terzo posto, è la Paganese a raggiungere il Taranto a 7 punti superandolo nell’incrocio diretto: campani avanti con l’ultimo arrivato Marco Firenze, pari di Saraniti, guizzo decisivo del ritrovato (per il calcio italiano) Federico Piovaccari, al secondo gol stagionale. Raggiunto a Latina il Foggia di Zeman, che ha sprecato: al gol di Ferrante ha risposto nel finale Tessiore su rigore contestato dal boemo (fallo e cartellino rosso a Martino). Sorride il Messina, tornato nel suo stadio: il primo successo stagionale arriva sul Francavilla (1-0) grazie al centravanti croato Vukusic. Potenza e Monterosi, invece, mancano ancora l’appuntamento con i tre punti: l’1-1 matura tutto nel finale, quando Coccia replica a Mbende. Fa festa l’altra lucana: colpo del Picerno nello scontro salvezza di Torre del Greco (0-1, gol lampo di Setola – entrato in campo da soli 24’’ – su assist di Reginaldo), dopo che la Turris aveva colpito due traverse. Finisce 1-1 tra Fidelis Andria e Vibonese: vantaggio di casa con Di Noia nel primo tempo, Sorrentino allo scadere ha gelato il Degli Ulivi.

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Serie B, Benevento e Lecce pareggiano nell’anticipo

Termina con un pareggio l’anticipo di Serie B. Gli ospiti sono più pericolosi e centrano anche un palo. La squadra di Caserta soffre l’assenza dell’attaccante

Il big match della terza giornata di Serie B finisce 0-0, ma è solo un caso. Benevento e Lecce danno vita a una gara bella, ricca di occasioni ma praticamente a senso unico, almeno per 70 minuti. La formazione che ai punti avrebbe meritato la vittoria, infatti, è quella di Baroni, molto più pericolosa e molto più “squadra” rispetto agli uomini di Caserta (17-8 il totale dei tiri). Un copione inaspettato, visto che entrambe le rose si sono rafforzate in estate e i due allenatori hanno a disposizione uomini di altissimo livello. Ma, almeno al momento, il Benevento è parso decisamente più indietro. Per il Lecce, la sensazione è che i tre punti mancati siano stati davvero una questione di sfortuna, perché gioco e identità ci sono e sono anche ben definiti. Manca però il gol, che i salentini non hanno ancora trovato su azione in tre partite. Barone può sorridere per una batteria di esterni di altissimo livello, con Di Mariano e Strefezza che hanno creato le occasioni migliori. Spuntato Coda, che ha sbagliato un paio di occasioni non da lui. Caserta dovrà invece aggiustare qualcosa soprattutto sui calci d’angolo, perché ha rischiato di subire gol ogni volta che i salentini hanno battuto un salentini. Pesante l’assenza di Lapadula, con Moncini che non è riuscito a sostituirlo a dovere. I sanniti salgono a quota 4 in classifica, i salentini rinviano ancora l’appuntamento con la vittoria e vanno a 2.

LA PARTITA

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Il Lecce parte fortissimo e dopo un minuto conquista già un corner, al 3’ Vogliacco è provvidenziale e ferma Coda a pochi passi dalla porta. I primi istanti di gara fanno subito capire l’andazzo del match: Lecce arrembante e vicinissimo al gol, Benevento arroccato dietro e salvo per qualche centimetro. A confermarlo, al 7’ Di Mariano e Strefezza sfiorano la rete a pochi secondi di distanza, ma Paleari si salva. Il primo squillo dei sanniti arriva al 26’: cross di Foulon dalla sinistra, Lucioni mette il piede ma costringe Gabriel al miracolo per evitare l’autogol. Il Benevento prova ad alzare i ritmi, ma il portiere salentino non corre più rischi. La ripresa è ancora di più un assolo del Lecce: i salentini si vedono annullare dal Var un rigore assegnato per un tocco di mano di Calò (che non c’è) al 49’, poco dopo Paleari è fenomenale su Hjulmand. Foulon si fa murare da Gallo a un passo dal gol, ma al 64’ il Lecce ha l’occasione più clamorosa: Strefezza incrocia il destro dal limite, la palla si infrange sul palo. L’azione non finisce e, pochi secondi dopo, Coda si divora il vantaggio di testa. Il Benevento vive di folate, al 68’ Sau scappa sul fondo e va al centro per Improta, che segna: il gol è però annullato per fuorigioco dell’attaccante sardo. I ritmi si abbassano a e 3’ dalla fine Improta si divora il vantaggio: cross di Foulon dalla sinistra, Gabriel la tocca e la aggiusta involontariamente per il numero 16, che si fa sorprendere dalla deviazione e la manda a lato a porta vuota.

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Monterosi, fair play in casa del Bari: spogliatoio ripulito dopo la sconfitta per 4-0

La compagine laziale ha mostrato grande sportività nonostante la sonora sconfitta in casa del più quotato Bari

Il gesto del Monterosi ha dato una grande lezione di sportività a tutto il campionato di Serie C e non solo.

Nonostante la brutta sconfitta per 4-0 subita sul campo del Bari, la formazione laziale ha lasciato il migliore dei ricordi all’interno dell’impianto pugliese. Al termine dell’incontro, infatti, staff e giocatori biancorossi si sono adoperati nel pulire lo spogliatoio utilizzato prima e dopo la gara, lasciando anche un messaggio di augurio e ringraziamento al Bari.

Questo il messaggio, accompagnato dal bel gesto, del Monterosi, che dimostra ancora di più quanto, nello sport come nel calcio, si possa andare oltre la vittoria o la sconfitta. Vinti sul campo ma vincitori fuori, per un club che rappresenta in assoluto il comune più piccolo presente nel campionato di Lega Pro, con poco più di 4000 abitanti all’attivo. Anche sui canali social del club è stato reso noto il gesto, pubblicando di seguito un nuovo messaggio all’insegna della sportività e del fair play: “Non dimentichiamolo mai: il calcio è uno sport, ma è anche il gioco più bello al mondo. Che si vinca o si perda, il calcio ti insegna sempre qualcosa, nel campo e per la vita. Quindi grazie per l’ospitalità SSC Bari e in bocca al lupo”.

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Serie C: Foggia ne rifila quattro al Potenza. Il Pescara solo in testa

I pugliesi segnano 3 gol in 6’ e domani attendono l’annuncio di Kragl, ultimo colpo di mercato. Nel girone B, abruzzesi solo in vetta dopo la vittoria in casa della Carrarese

In attesa del derby Modena-Reggiana nel posticipo di domani (ore 21, diretta Rai Sport), la seconda giornata di Serie C ha visto scendere in campo oggi tutto il resto del girone B e le quattro sfide mancanti del girone C dopo gli anticipi di sabato.

Girone B

Trascorsi 180 minuti, c’è già una sola squadra al comando. E’ il Pescara di Auteri, che viaggia a punteggio pieno dopo il successo sul campo della Carrarese (1-2): nel primo tempo Battistella ha risposto al vantaggio abruzzese di De Marchi, dopo l’intervallo Pompetti si è fatto respingere un rigore da Vettorel prima del guizzo decisivo di capitan Memushaj. Battuto all’esordio proprio dai biancazzurri, si riscatta invece l’Ancona-Matelica: festa al Del Conero per il successo sull’Olbia (2-1, doppietta di Moretti poi espulso) in una gara nervosissima conclusa con tre cartellini rossi (due a carico dei sardi, penalizzati anche dalle incertezze del portiere Ciocci). Vittoria in rimonta del Cesena al Porta Elisa: Lucchese avanti con Corsinelli, poi il ribaltamento firmato da Ardizzone e Candela. I bianconeri di Viali salgono a quattro punti, quota raggiunta anche dal Siena (0-0 a Teramo) e dall’ambizioso Gubbio che ha battuto 1-0 la Fermana con gol di Bulevardi che si è fatto poi espellere nel finale (proteste ospiti per un rigore non concesso su Marchi). La sorpresa arriva dalla Toscana, con la caduta dell’Entella (3-1) sul neutro di Pontedera che ospita il neopromosso Montevarchi: al tris di Jallow, Gambale e Tozzuolo (incertezza di Paroni) ha risposto troppo tardi Schenetti (secondo gol in due partite) dal dischetto. Curiosità: il Montevarchi non batteva i liguri dal 1984 e in quella occasione fece gol l’attuale tecnico Roberto Malotti.

Si è ripetuto dopo la prima giornata anche Michele Vano, centravanti della Pistoiese nuovamente a segno nel derby contro il Grosseto (1-1, pari di Scaffidi nel recupero, non impeccabile il portiere Crespi). In casa della Vis Pesaro il Pontedera è stato abile a risalire da 0-2 a 2-2, riprendendo la partita dopo l’intervallo. Tonfo della Viterbese, punita a domicilio (0-3) dagli errori in difesa che hanno prodotto nel secondo tempo i tre graffi dell’Imolese.

Girone C

Lampi di Zemanlandia: un Foggia a tratti travolgente ha steso 4-1 il Potenza, con tre gol in sei minuti piazzati nel cuore del secondo tempo. Il tabellone dello Zaccheria era fermo sull’1-1 (Ricci aveva replicato a Ferrante), quando l’onda rossonera si è abbattuta sui lucani – nel loro momento migliore – mandando in porta Petermann, Merkaj e Curcio. Domani è atteso l’annuncio di Oliver Kragl, il regalo di mercato del presidente Canonico al tecnico boemo. Primo acuto stagionale del Bari dopo gli stenti di Coppa Italia e dell’esordio in campionato: al San Nicola nessun lieto fine per la favola Monterosi (4-0), score aperto da capitan Di Cesare e completato da Cheddira (prima gioia in biancorosso, assist di D’Errico) e dai rigori di Antenucci e Simeri. A guardare dall’alto anche le piazze storiche c’è però il Monopoli, sempre più solida realtà, unica squadra che ha sempre vinto: 1-2 il risultato in casa della Turris, partita stappata dopo appena 2’ dal terzo gol in due partite del capocannoniere Starita (che si è fatto anche parare un rigore da Perina). Riparte il Francavilla: 1-0 alla Vibonese, a segno Ventola arrivato in prestito dall’Ascoli. Il k.o. di Latina, intanto, ha fatto saltare la panchina della Paganese: Lello Di Napoli, esonerato, è stato sostituito da Gianluca Grassadonia che torna in un club dove già ha fatto bene.

La Gazzetta dello Sport

“Solo marketing e niente progetto”: “Adesso basta”, i tifosi del Bari contro i De Laurentiis

Alla tifoseria organizzata barese non è piaciuto il calciomercato del club. Lo conferma lo striscione apparso in serata ieri all’Antistadio, accompagnato sulle pagine social dei gruppi della Curva Nord da un durissimo comunicato

Nel mirino dei tifosi del Bari è finita la gestione De Laurentiis: “Avete avuto la vostra possibilità, è giunta l’ora di passare la mano”, si legge in una nota del popolo dei galletti.

Questo il testo del comunicato dei tifosi: “Con il triste epilogo dello scorso campionato, il “progetto triennale” dichiarato nel 2018 dalla presidenza (salto dalla D alla B entro il 2021) ha visto il suo fallimento. Abbiamo voluto dare un’ultima chance alla società in questo avvio di stagione, nonostante – a distanza di tre anni dagli annunci del presidente Luigi De Laurentiis – a Bari non ci sia ancora ombra di progetto, tecnico e sportivo. Allo stesso tempo, speravamo che gli errori del passato potessero essere di aiuto alla SSC Bari per comprendere che i campionati non si vincono privandosi dei migliori giovani (tra l’altro, in assenza di un vero vivaio) e comprando giocatori a fine carriera; non si vincono nemmeno cambiando sei allenatori in tre anni, o sostituendo tre Direttori Sportivi nello stesso lasso di tempo (con l’aggravante di aver affrontato il girone di ritorno dello scorso campionato senza un DS). Il tutto, senza mai programmare nei tempi la stagione e nell’approssimazione più totale. Il mercato delle ultime ore, a costo zero e affidato alle sole abilità del DS attuale, è l’ennesima prova di quanto scritto sopra. La SSC Bari, ad oggi, più che una società di calcio si è dimostrata una società di Marketing di basso profilo, rivolta alla tutela della propria immagine piuttosto che impegnata a lavorare per quegli obiettivi annunciati davanti ai microfoni con una sciarpa al collo, o in diretta streaming durante la presentazione di un’anonima maglia verde.

Abbiamo sopportato anche prestazioni imbarazzanti da parte di calciatori che raramente hanno onorato la maglia, talvolta subendo sconfitte in campi di cui ignoravamo l’esistenza. Ma adesso la nostra pazienza è finita ed anche in virtù delle nuove norme riguardanti la “multiproprietà”, riteniamo opportuno prendere una posizione e fare un po’ di chiarezza: crediamo che sia giunta l’ora per la famiglia De Laurentiis di passare la mano. Avete avuto la vostra possibilità; ora date a noi la nostra”.

La Gazzetta dello Sport

Palermo, ‘Barbera’ da record: tra Serie B e C solo il Lecce con più spettatori

Soltanto la compagine salentina ha avuto, considerando l’affluenza totale dei tifosi, più spettatori presenti sulle tribune rispetto al Palermo

I 6.091 spettatori di Palermo-Latina sono già un numero record per la Serie B e la Serie C.

“Il ‘Barbera’ è stato lo stadio col maggior numero di spettatori di tutta la Serie C, il secondo tra Serie B e Serie C e il quindicesimo d’Italia per tutti i campionati professionistici, considerando le prime due giornate di Serie A e i due turni del campionato cadetto”. Così l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, che sottolinea in maniera marcata la cospicua affluenza dei tifosi rosanero in occasione della prima apparizione casalinga nel campionato di Serie C. Numeri importanti, specialmente considerata la situazione legata al Covid 19 e, soprattutto, all’attuale categoria di pertinenza dei rosanero.

6.091 tifosi presenti in occasione dell’esordio in campionato della formazione di Giacomo Filippi hanno garantito al Palermo, non solo il primato in Serie C e il secondo posto tra per numero di tifosi presenti allo stadio, ma anche e soprattutto il quindicesimo posto considerando anche la Serie A. Riguardo quest’ultimo aspetto, è tangibile come il numero di spettatori presenti in occasione di Palermo-Latina sia anche superiore a ben cinque gare dell’ultima giornata del massimo campionato italiano. “Torino -Atalanta (3.475 spettatori), Empoli-Lazio (3.655 spettatori), Sampdoria-Milan (4.966 spettatori), Cagliari-Spezia (5.387 spettatori) e Vero- na-Sassuolo (5.448 spettatori)”.

Numeri da massima serie, come ricordato anche dal quotidiano, ma che verranno presto abbattuti dalla zona gialla che, in Sicilia, è entrata in vigore da oggi (1 settembre) e che risparmierà al ‘Renzo Barbera’ solo i 2500 tifosi abbonatisi durante la campagna delle tessere della scorsa settimana.

La Gazzetta dello Sport

Lecce, fuori Mancosu dalle gare ufficiali: il club salentino denuncia l’agente del giocatore

La vicenda Mancosu diventa legale, il commento del procuratore ha generato la reazione del club

Il post critico di Kael Grimaldi, pubblicato appena dopo la conferenza del presidente Sticchi Damiani e del direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino, non è piaciuto dalle parti di via Colonnello Costadura, tanto che la società ha scelto di presentare un esposto.

Parole importanti, da parte del tecnico dei pugliesi Marco Baroni, sul centrocampista cagliaritano. “Mi dispiace toccare questo argomento – afferma nelle parole riportate da CalcioLecce.it e confermate da CalcioCasteddu.it –, ho parlato con lui perché ha manifestato la voglia di cambiare, la società ha deciso che non parteciperà alle gare ufficiali, a me dispiace ma ne prendo atto”. Questo poi il comunicato del club tramite la seguente nota apparsa sui canali ufficiali: “L’U.S. Lecce S.p.a. con riferimento ai contenuti pubblicati sulla pagina lnstagram riferibile al sig. Kael Grimaldi in data 14 agosto 2021 ha denunciato quanto avvenuto agli organi competenti”.

La Gazzetta dello Sport

Coppa Italia, risultati: avanti Venezia, Empoli e Lecce

Ferragosto coi 32esimi di finale: i veneti eliminano il Frosinone, i toscani battono il Vicenza. Colpo dei pugliesi al Tardini

Festeggiano Empoli, Lecce e Venezia, vittoriose nei trentaduesimi di Coppa Italia disputati a Ferragosto.

L’Empoli batte il Vicenza 4-2 e nel prossimo turno, ai sedicesimi, affronterà il Verona. La squadra di Andreazzoli ha subito iniziato molto bene la sfida portandosi sul 3-0. In gol Bajrami, schierato da attaccante, Haas, oggi trequartista, e Mancuso. Ma dopo il terzo gol la squadra toscana si è come spenta, forse accontentata, ed è apparsa sulle gambe considerando che si giocava con 35 gradi. È uscito quindi il Vicenza. Le urla di Di Carlo hanno condotto al gol di Dalmonte al 39’. Nella ripresa lo stesso Dalmonte ha servito a Lanzafame la palla per accorciare ulteriormente le distanze, al 56’. Sul 3-2 Andreazzoli ha optato per qualche sostituzione. Fra queste anche il nuovo acquisto Cutrone. Subito a segno ma gol annullato per fuorigioco. Poi la partita l’ha chiusa Crociata all’88’ con una parabola su punizione imprendibile per Pizzignacco.

Il Lecce supera il Parma per 3-1 e ai sedicesimi se la vedrà con lo Spezia. Gli emiliani si portano in vantaggio in avvio con Brunetta, a segno al 7’, ma poi subiscono il ritorno dei pugliesi, che sbancano il Tardini grazie alla doppietta di Coda, in gol al 9’ e al 76’, e alla rete di Tuia al 40’. In porta, nel Parma, non c’era Buffon, out per un problema muscolare: al suo posto Colombi. Il tecnico Maresca spera di avere l’ex juventino per l’esordio in campionato venerdì col Frosinone.

VENEZIA-FROSINONE 9-8 d.c.r

Il Venezia passa il turno dopo una maratona ai calci di rigore, con Ebuehi che al nono penalty fa centro piegando la parità col Frosinone. Dopo un primo tempo senza gol in cui il Frosinone appare più brillante, nella ripresa gli ospiti hanno una clamorosa occasione per passare al 50′ ma Rohdén sbaglia sotto porta. Nessuna delle due squadre sblocca il risultato, si va ai supplementari. Al 95′ arriva il gol di Gori sugli sviluppi di un corner. Al 102′ pareggia il Venezia su rigore, con Di Mariano, per fallo di Szyminski su Johnsen. Servono i rigori per decidere la vincitrice: Bertinato para il secondo rigore del Frosinone, tirato da Maiello, Ravaglia intercetta il quarto del Venezia, calciato da Tessman. Gatti calcia in curva il nono rigore del Frosinone, Ebuehi invece fa centro e manda avanti il Venezia.

La Gazzetta dello Sport

Il Bari in maglia verde. Tifosi inviperiti: “Mai con i colori dell’Avellino”

Per la terza maglia del Bari, Robe di Kappa ha optato per un verde speranza, che ricorda il colore dell’Avellino. Tifosi sul piede di guerra.

I tifosi del Bari sono sul piede di guerra dopo la presentazione delle nuove divise da gioco per la prossima stagione. 

Alla tradizionale maglia bianca e alla seconda di colore rosso è stata affiancata una terza, completamente verde “come la speranza”, si legge nello slogan di Robe di Kappa, sponsor tecnico del Bari. Un colore che richiama evidentemente quello tanto caro ai sostenitori dell’Avellino.

E proprio questo ha fatto inviperire gli appassionati baresi, da sempre “rivali” di quelli irpini soprattutto per quel gemellaggio che li lega agli ultras della Salernitana.

Tantissimi i commenti negativi postati sotto le foto pubblicate sul profilo Facebook del Bari. “È inaccettabile”, “Verde come l’Avellino”, “Il completo dell’Avellino assolutamente no”, sono solo alcuni dei messaggi indirizzati dai tifosi baresi al club e allo sponsor tecnico. Chissà se il Bari farà dietrofront o lascerà tutto invariato.

La Gazzetta dello Sport

Covid, calcio e no vax: dallo Spezia al Bari, problemi già in ritiro

Aumentano i contagiati dello Spezia, il presidente del Lecce denuncia la presenza in rosa di un giocatore che rifiuta il vaccino, i cugini del Bari con 7 defezioni…

Come se non bastassero i timori per le Olimpiadi di Tokyo, il Covid spaventa anche il mondo del pallone. Dal calcio internazionale alle categorie minori la sostanza non cambia: tra raduni e ritiri i casi di positività tra giocatori e membri dello staff non mancano, così come i professionisti che rifiutano il vaccino.

Lo Spezia in vetrina

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Il caso più clamoroso è quello dello Spezia, isolato durante il ritiro di Prato dello Stelvio per via di 14 positivi, di cui quattro annunciati oggi, mercoledì 21 luglio: un calciatore e tre persone dello staff. Nonostante questo, la squadra di Thiago Motta, fa sapere il club, “continua a svolgere allenamenti individuali”. All’estero è stata l’Arsenal ad entrare nella morsa del virus, costretta pure a disdire l’amichevole con l’Inter, che a sua volta ha rinunciato alla tournée negli Usa.

I no-vax

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Commentando la situazione della società ligure, era stato proprio il professor Vincenzo Salini, medico sociale dello Spezia, a introdurre l’argomento più caldo delle ultime ore: la presenza di giocatori no vax, cioè quelli che non vogliono farsi vaccinare. Un pericolo per la stabilità delle piccole “bolle” che ogni squadra sta cercando di creare. “Abbiamo provveduto a dare la prima dose di vaccino, però due calciatori non hanno voluto effettuarlo e si è creato un piccolo cluster” ha spiegato Salini. Numeri che si ritrovano un po’ in tutta la serie A, con il 90 per cento, circa, degli atleti che ha ricevuto almeno una dose e 2-3 elementi no vax all’interno di ogni rosa.

Serie B e C

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Timori condivisi anche ai piani inferiori del nostro calcio, dove le complicazioni sono le medesime. Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce (serie B), si è detto “preoccupato” per la presenza di un no vax nello spogliatoio giallorosso. “Non ha alcuna intenzione di farsi il vaccino – ha ribadito – e sono preoccupato per i possibili problemi che possono derivare”. “La vicenda dei calciatori che non vogliono vaccinarsi verrà disciplinata dalla Figc nel prossimo protocollo sanitario” ha continuato Sticchi Damiani. Comunque sia nessuno potrà obbligarli, per questo qualcuno propone che siano loro a pagare le spese per le terapie e i “danni” fatti al club. In serie C, invece, sono 7 i giocatori del Bari ad essere risultati positivi al Covid. “Nella giornata di domenica, giorno della partenza per il ritiro di Lodrone” si legge in una nota, ad allarmare la società sono stati “i lievi sintomi segnalati da un atleta”, poi positivo così insieme ad altri sei compagni in seguito al doppio screen effettuato tra lunedì e martedì.

La Gazzetta dello Sport

Malore per Babacar: l’ex Lecce fermato per uno spasmo cardiaco

 

 

L’attaccante, ora all’Aytemiz Alanyaspor, si è sentito male durante un allenamento. Ulteriori accertamenti in giornata

 

Grosso spavento per l’ex Lecce (ma anche Fiorentina e Sassuolo) El-Khouma Babacar. L’attaccante, attualmente in forza all’Aytemiz Alanyaspor, si è sentito male in allenamento durante i primi giorni di ritiro della squadra turca in vista dell’avvio della stagione.

Gli esami hanno riscontrato un problema al cuore, si parla di spasmo cardiaco, ovvero un’improvvisa contrazione della parete muscolare che avvolge i vasi coronarici che determina a sua volta una repentina riduzione al flusso di sangue a valle proprio come se ci fosse un’occlusione. Sul senegalese saranno effettuati ulteriori accertamenti in giornata.

La Gazzetta dello Sport

Bari-Taranto, torna il derby delle Murge: dopo una assenza di ventotto anni!

L’ultima sfida assoluta è avvenuta in Serie B a Taranto il 21 febbraio 1993, ed è terminata col punteggio di 0-0

Nel prossimo campionato di Serie C torna, dopo 28 anni, il derby Bari-Taranto. Chiamato anche il derby delle Murge, è l’incontro tra le squadre delle due città pugliesi più popolose. Il primo confronto si giocò a Bari il 4 novembre 1951 in Serie C e finì con una vittoria per il Bari per 4-2. Il derby venne disputato anche in serie cadetta varie volte, la prima delle quali sempre a Bari il 25 settembre 1955, dove vinsero per 4-2 i rossoblu.

Tuttobari.com lo presenta così: “Il derby manca dal 1993, quando allo Iacovone Bari e Taranto, all’epoca in serie B, si spartirono la posta in palio con un pareggio a reti inviolate. Indelebile nei ricordi dei tifosi biancorossi è rimasto il derby d’andata di quella stessa stagione: nel settembre 1992 il Bari si impose in rimonta al San Nicola con il risultato di tre a uno. A riportare la parità fu Sandro Tovalieri con una girata al volo in area di rigore, rete del vantaggio siglata da un portentoso stacco di testa di Giovanni Loseto e sigillo finale targato Igor Protti. Lo storico dei derby tra Bari e Taranto conta quarantasei precedenti: diciannove le vittorie dei galletti, tredici quelle dei rossoblu.

La prima volta risale al campionato di serie C 1951-1952 quando il Bari prevalse per quattro a due; nella partita di ritorno fu invece il Taranto a conquistare il suo primo derby con una vittoria di misura (1-0). Celebre il due a zero rifilato dal Bari al Taranto nel derby dei ritorno della stagione 1988-1989: ad andare a segno furono Loseto e Maiellaro, protagonisti di una vittoria che consolidò il primato dei galletti e che spianò la strada verso la promozione in massima serie”.

Foggia, le parole di Zeman: “Qui per fare calcio propositivo”

Il tecnico boemo è pronto a iniziare la quarta avventura col club rossonero. A 74 anni: “Avevo voglia di tornare ad allenare”

Zdenek Zeman torna a casa. Foggia riabbraccia l’allenatore boemo. È la quarta esperienza sulla panchina del club rossonero per il tecnico. Oggi la firma sul contratto annuale e la conferenza stampa di presentazione. “È una giornata molto importante – ha dichiarato il neo presidente del club Nicola Canonico -. Sono felice di aver portato il Maestro a casa. Zeman non lo scopro io, ho visto nei suoi occhi una grande determinazione e voglia di far calcio a grandi livelli. C’è un affetto mostruoso in città per quello che ha fatto. Ha tanti ammiratori sparsi in Italia e nel mondo per l’essenza del suo calcio. Sono onorato di dargli la possibilità di portare il Foggia a livelli importanti. E giocarsi con serenità le ambizioni personali, della società e di tutti i tifosi. Dobbiamo restare con i piedi per terra, è arrivato il Maestro che insegna calcio. Ho chiesto al mister di farci divertire, il calcio è bello per questo”.

L’obiettivo

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Zeman si è presentato così: “Avevo voglia di rientrare nel calcio. Serie A? Andiamo piano. Sono qui per fare un calcio propositivo con la speranza che la società mi metta a disposizione una squadra all’altezza. Non un gruppo di nomi, ma calciatori che abbiano fame di arrivare. Dicono che qui sono di casa, è l’ottavo campionato che farò a Foggia. Significa che mi sono trovato bene, Foggia ha significato tanto per la mia carriera. Ci siamo presi grosse soddisfazioni. Spero di poterne dare altre ai tifosi e al club.

Quanta esperienza

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Dopo tre anni di stop, il Boemo torna in panchina: “Ho vissuto male il calcio in questo periodo, senza pubblico non ha senso”. E infine una battuta sui suoi 74 anni: “Mi sento migliorato rispetto a quando ero giovane. Spero di dimostrarlo”.

La Gazzetta dello Sport

Zeman a Foggia: dal tridente delle meraviglie a Insigne

Quarta volta al Foggia. Da Mancini libero coi guanti allo scugnizzo, lo show con Rambaudi-Signori-Baiano, quanti talenti lanciati dal Boemo

Francesco Pietrella

Zeman IV al via. Il quarto mandato del Boemo a Foggia. Il primo in C1 nel 1986-87, il secondo più lungo tra 1989 e il 1994. Quello dei “miracoli”, “zemanlandia”, “Rambaudi-Signori-Baiano”, lo spauracchio per le big e i due russi talentuosi. Il terzo dieci anni fa in Lega Pro con Insigne e Sau, più di venti gol a testa in un’annata da protagonisti. Ora un’altra tappa in Puglia, ancora in Serie C come la prima. Ecco i 10 giocatori più importanti dei suoi mandati.

MAURIZIO CODISPOTI

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Ne parlavano così: “Sprinter prestato al calcio”. “Maestro dell’auto lancio”. Codispoti è stato uno dei primi terzini d’attacco di Zeman, presente nel primo e nel secondo mandato della sua gestione. “Full back” mancino dalla grande corsa, per farlo capire ai giovani d’oggi potremmo usare una frase di Ranieri all’indirizzo di Kante, tutt’altro tipo di giocatore ovviamente. “Un giorno lo vedrò crossare e andare a colpire la stessa palla di testa”. Codispoti ci riusciva. Palla lunga e cross, non sempre preciso però. Pare che a Foggia, per aggiustargli la mira, gli avessero messo centomila lire nello scarpino sinistro. Sei anni allo Zaccheria, 186 gare e 6 gol. Ha giocato in C1, in B e in Serie A. Zemaniano fin dal prologo. Nel 2010-11 ha allenato la Berretti del Foggia. Il Boemo guidava i “grandi” in C.

Francesco Mancini

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Libero coi guanti come voleva ZZ. “Franco” Mancini è stato il portiere dei miracoli nel Foggia, numero uno di Zeman dalla Serie B alla A, scomparso nel 2012 per un infarto. Era l’allenatore dei portieri del Pescara promosso in Serie A. Quello di Immobile, Insigne e Verratti, oggi stelle dell’Italia del Mancio. Fedelissimo di Zeman fin dal giorno uno. Mancini aveva una sfilza di passioni: il calcio, il Foggia, la musica reggae, Bob Marley e la batteria. Se n’è andato a 43 anni, all’improvviso, lasciando un vuoto. Più di 230 partite con i rossoneri, ha giocato anche con Lazio, Bari, Matera, Napoli, Pisa, Sambenedettese, Salernitana, Teramo. La curva nord dello Zaccheria è dedicata a lui, e la band foggiana “Avenida” gli ha dedicato anche una canzone: “Il volo del campione”.

Giuseppe Signori

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Un “benvenuto” diventato storia: “Appena arrivato a Foggia mi disse ‘ciao bomber’. Avevo segnato appena 5 gol a Piacenza in B…”. Sfiorerà quota 300 tra i pro. Beppe Signori è il manifesto di Zemanlandia, la punta di diamante forgiata dai gradoni e dai movimenti. “Un maestro, mi ha cambiato la carriera”. Trentotto gol in Puglia prima della Lazio. Se il Foggia dei miracoli è diventato tale è proprio grazie a Signori: annata 1989-90, primo campionato di B, dopo il girone d’andata i rossoneri sono messi male. Zeman rischia, la gara col Messina è decisiva, con una sconfitta il Boemo torna a casa. Lo salva il mancino di Beppe: “Da lì in poi non ci siamo più fermati”. Ottavi il primo anno, promossi in A il secondo. Il terzo è storia nota: 11 gol nel tridente delle meraviglie con Baiano e Rambaudi.

Roberto Rambaudi

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Sei stagioni insieme tra Foggia e Lazio, “Rambo” Rambaudi e Sdengo Zeman, l’anarchico e il sergente di ferro. “Impossibile fare il furbo con lui”. Giri di campo saltati? Si rifanno. Ancora, fino allo sfinimento. “Bevete acqua e zucchero, poi si ricomincia”. Il bello è che fu proprio il Boemo a presentare Rambaudi al presidente Casillo. “Ma chi mi hai portato?”, disse lui. “Questi sono tutti gracili…”. E Zeman: “Tranquillo, non si spezzano”. Trentuno gol a Foggia, un po’ meno a Roma, oggi “Rambo” allena il Flaminia in Serie D: “Guai a dirmi che sono come Zeman però”. Uno che dopo aver preso 5 gol disse ai suoi che avevano giocato la miglior partita dell’anno. “Ad Ascoli perdiamo 5-2, Casagrande ne fece 4, ma secondo lui avevamo fatto benissimo. Zeman è questo”. Nel bene, nel male.

Francesco Baiano

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Ha riassunto Zemanlandia come meglio non si può: “Passavamo ore a provare gli schemi, ma dopo un po’ venivano in automatico. Sapevo benissimo dove fossero Signori, Rambaudi e gli altri, potevo anche passarla senza vederli”. “Ciccio” Baiano è stato un altro alfiere del Boemo, anche se i due hanno trascorso insieme solo due anni (38 gol in archivio però…). Capocannoniere in Serie B nel 1990-91 con 22 squilli. Partner d’attacco di Batistuta nella Viola qualche stagione dopo, a Firenze per 10 miliardi nel 1992. “Zeman è una macchina da guerra, mi ha cambiato la vita”. Anche con qualche tirata d’orecchie. “Una volta segnai un bel gol, ma lui, invece di congratularsi, mi rimproverò: secondo la sua visione in quel momento dell’azione dovevo essere da un’altra parte”.

IGOR SHALIMOV

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Dostoevskij, gli scacchi e il Foggia. La vita italiana di Shalimov andava così. Passava il tempo a leggere i classici della letteratura russa, vestiva elegante e – si dice – frequentava sempre belle donne. Capello lungo e aria da intellettuale, ha giocato in Puglia solo nel 1991-92. Nove gol in 32 partite prima dell’Inter. Jolly mancino di centrocampo, 20 partite con l’URSS e 23 con la Russia, pare che Casillo lo acquistò per un miliardo e… un camion di grano, la seconda parte del pagamento. Qualche vizio di troppo e un coro tutto suo. “E’ venuto dalla Russia, lo ha mandato Gorbaciov, lui è alto e robusto e si chiama Shalimov. Igor Shalimov…”. Oggi fa l’allenatore. L’ultima esperienza l’ha visto in Cecenia all’Akmat Grozny. Dal 2008 al 2011 ha allenato la Russia femminile.

IGOR KOLYVANOV

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Fac simile di Shalimov, russo di Mosca come il collega, anche lui mancino, punta estrosa e tecnica: 22 gol in 106 partite (1991-1996). Kolyvanov è arrivato a Foggia nel 1991 ed è rimasto cinque anni. Dopo aver chiuso la carriera nel Bologna si è messo ad allenare. Nel 2009-10 ha guidato l’U21 della Russia, dal 2012 al 2015 l’Ufa. Dopo un paio d’anni nella Torpedo Mosca ha guidato l’ Ararat in Armenia. Legatissimo a Foggia come a Bologna, per lui Zeman è “un maestro”.

LUIGI DI BIAGIO

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Uno dei zemaniani più “recenti”, insieme a Foggia dal 1992 al 1994. “Mi ha aperto un mondo, nessuno aveva la sua cultura del lavoro”. Di Biagio è stato il mediano del Boemo per due anni. Da ragazzino giocava a basket, faceva il playmaker, gli dicevano che a calcio non era abbastanza bravo. “Vai in porta, non sei capace”. Ferita nell’orgoglio. Prima della Roma, dell’Inter, del Brescia e della Nazionale ci sono stati gli allenamenti nella parrocchia di San Ciro a Foggia. “Era pieno di tifosi”. Anche lui fa allenatore come molti suoi colleghi: dal 2013 al 2019 ha guidato l’U21 azzurra. Nel 2020 la Spal in A. Non è riuscito a salvarla.

JOSÉ CHAMOT

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“El Flaco” come Pastore. Cioè lo smilzo. Il mito di Nesta alla Lazio: “Era il migliore”. Un solo anno a Foggia col Boemo: 1993-94, 30 partite e nono posto in Serie A. Svezzato da Lucescu a Pisa, Chamot arriva a Foggia dopo un paio di campionati in Serie B. Centrale difensivo, Zeman lo porterà alla Lazio nell’estate successiva. Insieme per due stagioni. “Era chiaro e sincero, mi è piaciuto molto lavorare con lui”. Parola di José. Dopo 4 anni nel Milan da riserva ha chiuso la carriera in Argentina. Ovviamente anche lui siede in panchina: nel 2019 ha guidato il Libertad, mentre nel 2011 è stato vice di Almeyda al River Plate.

LORENZO INSIGNE

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Nella vita di “Lorenzinho” c’è lo zampino di Sdengo. Dieci anni fa, a Foggia in Lega Pro, secondo mandato del Boemo, Insigne aveva vent’anni e segnò 26 gol in un anno (19 in campionato, 7 in Coppa Italia Serie C). Con lui anche Marco Sau (20 gol), Diego Farias (3), Vasco Regini (Samp) e Simone Romagnoli (Empoli, neopromosso in A). Qualche giorno fa ZZ ha ricordato i vecchi tempi: “Insigne è il più forte calciatore italiano”. E ancora, mesi prima: “Più passa il tempo e più diventa bravo”. Anche se sono serviti un po’ di gradoni. “Mi diceva di pensare solo a divertirmi, e di giocare come se fossi in strada”. Fase offensiva mon amour.

La Gazzetta dello Sport

Per i fratelli Inzaghi serata a Monopoli: cena di mare per due panchine

Simone e Pippo si sono trovati in Puglia a parlare di calcio, per la felicità del gestore del locale, milanista

Il nuovo corso in panchina dei fratelli Inzaghi è iniziato da una rimpatriata in Puglia. Avvistati nel centro storico di Monopoli, uno dei più gettonati della regione, non si sono sottratti alla curiosità di chi non ha perso tempo nel riconoscerli. Simone, fresco di panchina dell’Inter, ha vestito i panni di ospite del fratello. Pippo, neo allenatore del Brescia, era già stato visto in passato nelle viuzze della zona antica della città adriatica.

“L’anno scorso mi aveva autografato la foto che lo vedeva esultare nella finale di Champions di Atene sotto la curva dei milanisti. Rimase stupito perché in quella immagine, in prima fila, ero immortalato anch’io, mentre esultavo a pochi passi dall’eroe di quella indimenticabile serata”, ricorda Gianni Greco, presidente del locale Milan Club.

cena

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I fratelli Inzaghi hanno cenato in un noto ristorante della caratteristica Piazza Palmieri. “Hanno parlato solo di calcio, evidentemente avevano tanto da raccontarsi. Conferma è stato il fatto che mi hanno chiesto di sedersi all’interno, evitando l’esposizione in piazzetta”, ha confidato il proprietario Stefano Dalessio. Menu su richiesta: “Entrambi hanno scelto tartare di tonno rosso, spaghetti alle vongole e frittura di pesce accompagnati da vino pugliese. Simone ha evitato il dolce, mentre Pippo non ha mancato di gustare il tiramisù”. La serata si è conclusa con una foto di gruppo scattata dalle rispettive compagne che Dalessio conserverà gelosamente. “Certo, spero, che Simone torni a trovarci, anche se sono milanista…”, dice sorridendo.

La Gazzetta dello Sport

Le braccia al cielo di Pablito! Così Foggia fa rinascere le case popolari cittadine

La prima reazione degli sportivi foggiani è stata: “Un murales dedicato al mostro amatissimo Pablito Rossi? Onore alla città e agli esecutori materiali”. Il progetto è quello delle “Case POPolari, belle e intelligenti”.

A Foggia, le braccia al cielo e il volto di Paolo Rossi non saranno più solo qualcosa di letto sui giornali o di percepito di sfuggita sui social. Saranno un pezzo vero, concreto, importante e simbolico, della città. L’immagine di Pablito, liberata negli ultimi giorni dall’impalcatura e dai lavori che erano in corso, adesso sta spopolando. L’iniziativa, promossa dalla Regione Puglia e dall’Arca, fa parte del progetto delle nuove “Case POPolari, belle e intelligenti” e sarà presentata l’11 giugno prossimo a Foggia, dal governatore Michele Emiliano, col vicepresidente Raffaele Piemontese, l’amministratore unico di ARCA Capitanata Denny Pascarella, Salvatore Pepe di “Graffiti for Smart City” e Luca Barbieri di Casa Klima Bolzano.

L’edificio si trova all’incrocio tra via Ammiraglio Alberto Da Zara e via Brigata Pinerolo a poca distanza dal centro. Il murale occupa una superficie di 200 metri quadri. “E’ bello che in un momento in cui lItalia sta cercando di uscire da una crisi, torna l’immagine di un uomo che è stato simbolo di rinascita negli anni Ottanta! Incredibile, in questo la Puglia ci ha dato una lezione!”. E’ stato proprio questo il commento di Federica Cappelletti, vedova di Paolo Rossi, alla notizia del mosaico gigante che raffigura il campione scomparso con le braccia rivolte al cielo nell’esultanza della vittoria dei mondiali del 1982 sulla facciata dell’edificio popolare nel centro di Foggia.

La Gazzetta dello Sport

Playoff Serie C, l’Avellino elimina il Palermo. Fuori anche il Bari

È un palermitano, D’Angelo, a firmare il gol che lancia gli irpini. I pugliesi non vanno oltre lo 0-0 con la Feralpi Salò. Fuori anche il Modena con l’Albinoleffe e la Pro Vercelli con il Sud Tirol

Il primo turno della fase nazionale si chiude con due grandi sorprese: Bari e Modena sono già fuori. Al San Nicola – sotto gli occhi dell’ex c.t. Giampiero Ventura – la Feralpisalò rischia qualcosa in avvio, poi sviluppa una partita di grande solidità tenendo lo 0-0 che vale la meritata qualificazione. Al Bari, battuto 1-0 all’andata, sarebbe bastato vincere di misura. La squadra di Auteri non è invece riuscita ad andare oltre i propri limiti, più volte manifestati in una stagione che si può definire fallimentare. Una delusione ancora maggiore, questa, rispetto al ko nella finale di Reggio Emilia della scorsa estate. Per il tecnico di Floridia la Feralpisalò risulta nuovamente indigesta: già nel 2019 lo eliminò contro pronostico, quando allenava il Catanzaro. Nel prossimo impegno Pavanel dovrà fare a meno di Carraro e del capitano Legati, entrambi diffidati e ammoniti al San Nicola.

Modena, tonfo inatteso

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Tonfo del tutto inatteso quello del Modena, unica squadra a vincere in trasferta all’andata. Al Braglia – dove la squadra di Mignani aveva costruito le sue fortune – succede tutto nel finale, quando i padroni di casa pensano di essere già al sicuro ed entrano in modalità gestione. AlbinoLeffe in vantaggio all’89’ con il destro a giro di Tomaselli che si infila sul secondo palo. Il Modena sarebbe ancora qualificato, ma vede i fantasmi nei cinque minuti di recupero: fallo in area di Rabiu e Manconi (terzo gol nei playoff, 18 in stagione) è freddissimo dal dischetto, trascinando la banda di Zaffaroni a un insperato passaggio del turno. Al sorteggio di domani, in diretta alle 11 su Eleven Sports, sarà il Sudtirol la quarta testa di serie che andrà ad unirsi ad Alessandria, Padova e Catanzaro. Missione compiuta per gli altoatesini bravi a restituire alla Pro Vercelli il 2-1 dell’andata. A Bolzano il punteggio è lo stesso: subito a segno Odogwu di testa, poi il 2-0 è la solita punizione dello specialista Casiraghi. Nell’ultimo quarto d’ora, la Pro accorcia con l’ex Costantino, a segno dal dischetto come già accaduto domenica. Nel finale, Nielsen e Zerbin cestinano le occasioni per il pari. Nei 180’, ben cinque gol su sei sono arrivati su palla inattiva. Rispetta il pronostico il Renate, che mette fine alla favola del Matelica. Anche qui il risultato è lo stesso dell’andata (1-1) e basta alla squadra di Aimo Diana per andare avanti. Al 35’ apre il mancino dal limite di Kabashi, pari marchigiano nella ripresa con una magia di Volpicelli. Per il Matelica, decimato dai contagi da Covid-19, termina così una stagione da matricola andata comunque oltre le migliori aspettative.

Fuori anche il Palermo

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L’ultimo verdetto arriva dal Partenio-Lombardi. È un palermitano, Sonny D’Angelo, a fermare la corsa del Palermo. Avanti l’Avellino di Piero Braglia (1-0), che pone rimedio al k.o. dell’andata con il gol segnato in avvio: azione personale di Maniero, bravo a mandare in porta il compagno (arrivato in doppia cifra, da centrocampista). Dopo l’intervallo il Palermo – che ha subito il primo gol del suo cammino nei playoff – ha spinto in cerca del pari, andandoci vicino con Kanoute e Valente. Si torna in campo domenica 30 maggio e mercoledì 2 giugno, il sorteggio ci dirà come.

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Lecce, Mancosu è guarito: il capitano ha sconfitto il cancro

Niente chemioterapia per il capitano giallorosso, che si era operato lo scorso marzo

Ha vinto la partita più difficile, scacciando l’incubo che ha dominato la sua vita negli ultimi mesi. Marco Mancosu è guarito definitivamente, ha sconfitto il cancro. Il capitano del Lecce non dovrà sottoporsi alla chemioterapia, ma effettuare soltanto controlli semestrali di routine. Dopo la visita presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano, il centrocampista ha avuto la conferma di aver debellato il tumore, per il quale era stato operato il 26 marzo.

Mancosu aveva rivelato la sua battaglia contro il male in un commovente post sul suo profilo Instagram il 5 maggio. Aveva annunciato di voler restare al fianco del Lecce, impegnato nella volata verso la promozione in Serie A, rinviando il controllo previsto in quel periodo.

Il destino

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Un atroce, beffardo destino ha messo poi Marco di fronte al rigore più pesante della sua carriera. Nella semifinale di ritorno contro il Venezia, al Via del Mare, giovedì 20 maggio, ha sbagliato sull’1-1 il tiro dal dischetto che è costato l’eliminazione della squadra salentina. Mancosu in lacrime era stato consolato da compagni e avversari a fine incontro, mentre l’allenatore Eugenio Corini esprimeva la stima verso il giocatore. “Vorrei sempre avere con me calciatori come Marco, con i suoi valori eccezionali. Sceglierei ancora lui, mille altre volte, per far tirare quel rigore”.

Ad agosto compirà 33 anni, il capitano è legato al Lecce sino al 2023: cinque campionati in giallorosso, 50 gol segnati (8 nell’ultimo torneo) e due promozioni consecutive, dalla C alla A. La vita, per lui, è adesso. Nel Salento o altrove, merita di godersi nuove avventure, con il coraggio di battere un altro calcio di rigore.

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Playoff serie C: il Bari cade con la Feralpi Salò. Il Palermo batte l’Avellino

La squadra di Auteri battuta 1-0, per i rosanero decisivo il rigore di Floriano nel finale. Successi per Pro Vercelli e Modena, pari tra Matelica e Renate

Primo atto della fase nazionale dei playoff di Serie C, si replica mercoledì in casa delle teste di serie che potranno passare il turno in caso di parità nel conteggio dei gol dopo 180’ (non ci sono supplementari e rigori).

FATTORE CAMPO

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Nelle gare d’andata, il fattore campo salta solo a Gorgonzola dove avanza il Modena sull’AlbinoLeffe (0-1): decisivo il destro al volo di Spagnoli al 28’ su assist di Pierini, dopo che la squadra di Mignani aveva rischiato di andare sotto (tiro di Tomaselli deviato sulla traversa da Pergreffi). Nella ripresa, il Modena ha amministrato andando anche vicino al raddoppio con Gerli e Mattioli. Vantaggio significativo in vista di gara 2. Nella sfida che alle 15.30 ha aperto la giornata, rimonta della Pro Vercelli sul Sudtirol (2-1) in un match totalmente condizionato dalle palle inattive. Primo tempo subito vivace, con un rigore per parte: Rolando lo calcia fuori graziando Poluzzi, mentre Casiraghi è preciso per il vantaggio ospite. Dopo l’intervallo, il pareggio della Pro arriva su punizione battuta magistralmente da Emmanuello. In pieno recupero, altro rigore – sfortunato fallo di mano di Fabbri, spalle al pallone – trasformato da Rocco Costantino. Cade il Bari a Salò (1-0), punito da un destro a giro di Tulli dai 20 metri al 56’. La squadra di Auteri ha sfiorato il pari con il palo colpito da D’Ursi e un’occasione fallita da Sarzi Puttini, ma deve ringraziare anche il portiere Frattali per aver limitato le proporzioni del ko. Al San Nicola Antenucci e compagni dovranno vincere, con qualsiasi risultato, per andare avanti. Lo stesso obbligo lo avrà l’Avellino, battuto a Palermo (1-0) in una battaglia non priva di momenti di tensione. La firma all’87’ di Floriano dal dischetto, rigore contestato per una trattenuta non veemente di Dossena su Broh. Al Renzo Barbera, in ogni caso, c’è stato spazio anche per un momento toccante: alle 17.57 il gioco si è fermato, per ricordare Giovanni Falcone e le altre vittime della strage di Capaci a 29 anni esatti da quel tragico pomeriggio. Pari nella sfida tra outsider Matelica-Renate (1-1), che si è giocata a Macerata sotto gli occhi del presidente della Lega Pro Ghirelli. Marchigiani limitati dal Covid-19: assenti sei giocatori positivi, oltre al tecnico Colavitto. Al colpo di testa di Mbaye ha risposto Silva su punizione, consentendo al Renate di mantenere il vantaggio di due risultati su tre nei 90 minuti in programma – salvo complicazioni legate ai contagi – mercoledì al Città di Meda. Nel turno successivo entreranno in gioco le tre seconde (Alessandria, Padova e Catanzaro), teste di serie insieme alla migliore delle cinque qualificate. Giovedì 27 maggio il sorteggio, si giocherà domenica 30 e mercoledì 2 giugno per determinare le semifinaliste.

PLAYOUT

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Due i verdetti arrivati sabato, con le retrocessioni di Ravenna e Bisceglie dopo il ritorno del playout. I romagnoli, già battuti di misura all’andata, sono stati travolti 3-0 dal Legnago – doppietta di Bulevardi e Buric – e finiscono tra i dilettanti per la seconda stagione consecutiva (in estate hanno beneficiato del ripescaggio). Al debutto tra i professionisti, il Legnago difende così la categoria grazie al cambio di passo di cui la squadra ha beneficiato dall’arrivo in panchina di Giovanni Colella. La “classica” Paganese-Bisceglie, già playout nel 2019, vede festeggiare i campani sui titoli di coda con il 3-2 (doppietta dello scatenato Diop) che ribalta il 2-1 dell’andata. Si salva la Paganese per il migliore posizionamento in classifica, il Bisceglie retrocede per la terza stagione di fila (per due volte è stato riammesso). Nessun gol tra Fano e Imolese, che hanno però giocato la sfida d’andata: sabato 29 maggio a Imola sarà scritta l’ultima parola.

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Il Lecce esonera Corini, i nomi per la successione

Dopo la doppia sconfitta con il Venezia il club chiude con il tecnico, in arrivo Baroni?

Non ha perso tempo il Lecce: ha esonerato Eugenio Corini, il giorno dopo l’eliminazione nella semifinale playoff contro il Venezia. Il tecnico bresciano è legato al club salentino per altre due stagioni e resterà a libro paga finché non dovesse trovare sistemazione in altra squadra. La società presieduta da Saverio Sticchi Damiani ufficializzerà l’esonero in una conferenza stampa indetta per stamattina alle ore 12. L’allenatore saluterà i giocatori nell’appuntamento fissato per le ore 10.30 per la ripresa dei lavori.

Il crollo

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Il Lecce ha valutato attentamente il crollo del rendimento della squadra nella fase finale del campionato, quando da seconda in classifica è stata a un passo dalla promozione diretta. Poi, nelle ultime 8 partite, solo un successo e un pareggio, oltre a 6 sconfitte. Tra i candidati per la successione c’è in pole position Marco Baroni, difensore giallorosso ai tempi di Mazzone.

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Serie B, Lecce-Venezia 1-1: la squadra di Zanetti va in finale playoff

La squadra di Zanetti pareggia la sfida di ritorno contro i salenti. Decisivo il successo dell’andata e il rigore sbagliato da Mancosu

Due rigori, una traversa e tantissime occasioni, e alla fine esulta il Venezia: la squadra di Paolo Zanetti è la prima finalista dei playoff di Serie B, grazie all’1-1 maturato oggi al Via del Mare. Esce tra i rimpianti il Lecce, tra le favorite per la promozione finale ma penalizzato da una gara d’andata ampiamente sottotono, e anche da tanta sfortuna nel match di ritorno. Non fatevi ingannare dal risultato: il Lecce ha dominato per tutti i 90’, ma non è bastato.

La squadra di Corini, costretta a vincere per ribaltare il k.o. del Penzo, ha creato tantissime occasioni, ma si è trovata davanti un Maenpaa in formato-super. E quando il portiere del Venezia non ci è arrivato, ci ha pensato lo stesso Lecce a farsi male da solo, con un rigore sbagliato da Mancosu al 78’ che avrebbe potuto portare i salentini al turno successivo. Al Venezia il merito di aver giocato un’andata perfetta e di aver resistito fino al 96’ agli assalti dei padroni di casa. Domenica c’è la prima finale playoff nella storia dei lagunari, mentre alle 20.45 si gioca l’altra semifinale tra Monza e Cittadella (all’andata 3-0 per i veneti).

La partita

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Il primo tempo è un assolo giallorosso. Al 22’ una conclusione di Maggio da buona posizione viene deviata da Maleh in angolo, poco dopo il Lecce ha un’occasione colossale: un tiro di Henderson viene deviato da Svoboda, Maenpaa non blocca e la butta involontariamente sul petto di Molinaro, che la appoggia sulla traversa. Sarebbe stato un autogol clamoroso. Un minuto dopo Pettinari va al tiro col destro da fuori, ma la sua conclusione sfiora il palo. Il Venezia è tutto in un tiro da fuori debole di Aramu, tutt’altra squadra rispetto a quella dell’andata. Eppure, in vantaggio passano gli ospiti: al 46’, su un’azione da calcio d’angolo, Maggio stende Svoboda in area, ma Irrati lascia correre. Solo dopo, richiamato dal Var, assegna rigore per il Venezia che Aramu non sbaglia. Passa un minuto e Maenpaa è straordinario su una conclusione ravvicinata di Coda.

Il secondo tempo inizia ancora con la pressione del Lecce, che al 65’ trova il pari: cross dalla sinistra di Coda, Dermaku la gira di testa ma trova la respinta di Maenpaa. Sul pallone arriva Lucioni, che di prima la mette in mezzo per Pettinari, da due passi non può sbagliare. Al 78’ Irrati dà rigore al Lecce, per un tocco di mano di Maleh su conclusione di Maggio. Dal dischetto, però, Mancosu la spara alle stelle. L’assalto finale dei salentini non porta frutti, e dopo 6’ di recupero arriva il triplice fischio.

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Play-off Serie C: avanti Bari, Palermo, Matelica e Albinoleffe

Nel secondo turno, il derby pugliese va ai biancorossi che saranno testa di serie. Cesena k.o. in casa contro la matricola maceratese. Passano anche i rosanero contro la Juve Stabia e l’AlbinoLeffe con il Grosseto

Era la partita più attesa, il Bari non l’ha steccata. Nel sentitissimo derby del San Nicola, la squadra di Gaetano Auteri ha superato il Foggia (3-1) con una prova convincente. Al 25’ a segno Marras, che ha esultato mostrando la maglia del compagno Minelli (fermato da problemi cardiologici successivi al contagio da Covid-19). Bellissimo il raddoppio, con l’assist al volo di Antenucci per D’Ursi. Il Foggia ha accorciato con Di Jenno, prima che lo stesso D’Ursi chiudesse ancora i conti con un destro a giro per la personale doppietta. Al sorteggio di domani il Bari – finalista della passata edizione – sarà testa di serie insieme alle tre terze classificate (Renate, Sudtirol e Avellino) e al Modena migliore quarta.

Cesena-Matelica 2-3

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Su due campi è saltato il pronostico. Partita pazzesca al Manuzzi, dove il Matelica tocca il punto più alto della propria storia eliminando il Cesena (2-3) e arrampicandosi da matricola alla fase nazionale. È successo di tutto: ospiti avanti al 37’ con Magri, poi Bortolussi si è fatto parare da Vitali il sesto rigore fallito dai bianconeri in stagione. Nella ripresa, raddoppio del Matelica con Calcagni e svantaggio dimezzato da Di Gennaro. Nel finale succede di tutto: al 96’, in dieci per l’espulsione di Favale, il Cesena trova con Ardizzone un pari che sa illusoriamente di qualificazione. La doccia fredda per i padroni di casa arriva però dopo lunghissimi otto minuti di recupero, con il gol decisivo di Balestrero che ha bucato Nardi sul primo palo.

Juve Stabia-Palermo 0-2

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Colpo esterno anche del Palermo a Castellammare di Stabia, nonostante le assenze in avanti di Lucca e Rauti. Juve Stabia stesa da un gol per tempo (0-2), entrambi di testa: Valente al 18’ su imbeccata dell’ex Kanoute, Saraniti – entrato nel secondo tempo – su assist dello stesso Valente. Si ferma nel derby di Vercelli la corsa della Juventus Under 23: alla Pro sarebbe bastato anche il pari, ma Rocco Costantino a dieci minuti dal termine ha firmato la vittoria che alimenta la corsa della squadra di Francesco Modesto. Avanza anche la Feralpisalò, sfruttando il vantaggio dei due risultati su tre: con la Virtus Verona finisce 1-1, al vantaggio casalingo di Guerra al 19’ ha replicato Pittarello dopo l’intervallo. Le emozioni, in ogni caso, non sono mancate: due i legni colpiti dai padroni di casa, mentre Legati ha salvato sulla linea il colpo di testa che sarebbe valso la doppietta di uno scatenato Pittarello.

AlbinoLeffe-Grosseto 2-1

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Porte della fase nazionale aperte anche per l’AlbinoLeffe, che supera il secondo ostacolo toscano: dopo il Pontedera al primo turno, questa volta tocca al Grosseto che si fa rimontare (2-1) dopo essersi portato avanti con Polidori. Del solito Manconi (secondo gol consecutivo nei playoff, 17 in stagione) e di Canestrelli i sigilli alla qualificazione dei ragazzi di Zaffaroni. Domani il sorteggio del primo turno della fase nazionale: andata domenica 23 maggio, il ritorno il 26 maggio in casa delle teste di serie. Sfide di andata e ritorno, senza la previsione dei supplementari. Avanti chi avrà realizzato più gol nei 180’ o – in caso di parità – la testa di serie.

Verso il sorteggio

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Da definire-Renate (ritorno a Meda), da definire-Sudtirol (ritorno a Bolzano), da definire-Avellino (ritorno ad Avellino), da definire-Modena (ritorno a Modena), da definire-Bari (ritorno a Bari).

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Serie B, semifinale playoff: Lecce-Venezia

Semifinale di ritorno dei playoff di Serie B al Via del Mare: i veneti partono dall’1-0 dell’andata, ma con un successo dei salentini (con qualunque risultato) sarebbero eliminati

La rete di Forte in avvio di secondo tempo ha regalato al Venezia il successo nel match d’andata contro il Lecce. Ma il discorso è tutt’altro che chiuso: in virtù del miglior piazzamento in classifica, ai salentini basterà vincere al ritorno, anche con un gol di scarto, per raggiungere la finale. La semifinale di ritorno è in programma al Via del Mare giovedì 20 maggio alle 18.30.

LA SITUAZIONE

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Il Lecce ha chiuso al quarto posto in classifica, il Venezia al quinto. Le regole dei playoff di Serie B prevedono che la miglior classificata, oltre a giocare il match di ritorno in casa, passi il turno in caso di risultato uguale. Non valgono i gol in trasferta e non sono presenti i tempi supplementari: i salentini passeranno il turno vincendo con qualunque risultato, anche 1-0 (che, normalmente, porterebbe ai supplementari) e 2-1 (che in un’altra competizione darebbe la qualificazione al Venezia). La vittoria nel match d’andata per gli uomini di Zanetti è preziosa, ma i veneti non devono perdere al Via del Mare.

I NUMERI

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Prima di sfidare il Lecce, il Venezia aveva dovuto superare il Chievo nel primo turno: 3-2 ai supplementari in gara secca, anche se ai veneti sarebbe bastato il pareggio dopo i 120’. Prosegue invece il momento complicato per i salentini, che avevano chiuso la stagione regolare con tre sconfitte e un pareggio: l’ultima vittoria è datata 17 aprile, sul campo del Vicenza. Con la vittoria nella semifinale d’andata, i veneti hanno interrotto una striscia di otto partite di fila senza vittorie contro i giallorossi in Serie B e sono tornati al successo in casa contro il Lecce a 26 anni di distanza dall’ultima volta: era il 1995. Insomma, un tabù è stato sfatato. Ma il Venezia dovrà ancora sudare per raggiungere la finale, dopo che nell’ultima partecipazione ai playoff (2017/18) era arrivata l’eliminazione in semifinale a opera del Palermo. Il Lecce cerca invece la seconda promozione in altrettante partecipazioni ai playoff, dopo esserci riuscito nel 2007/08 eliminando Pisa e AlbinoLeffe.

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Serie B, semifinale playoff: Venezia-Lecce 1-0, gol di Forte

Gabriel evita ai salentini un passivo maggiore, ora a Corini basterà vincere nel ritorno per andare in finale. Ma la squadra di Zanetti è un osso duro

Un gol di Forte regala il primo round della semifinale playoff al Venezia. La squadra di Zanetti ha giocato molto meglio rispetto al Lecce, ma non è riuscita a capitalizzare le tanti occasioni avute. I giallorossi sono rimasti a galla grazie a Gabriel, autore di un miracolo su Forte nel primo tempo, ma hanno creato davvero troppo poco. E il Venezia, con una prestazione ottima dall’inizio alla fine, ha ampiamente meritato la vittoria. Al Via del Mare, però, alla squadra di Corini basterà vincere con un gol di scarto per andare in finale. Si torna in campo per il ritorno giovedì 20: alle 18.30 Lecce-Venezia, alle 20.45 Monza-Cittadella.

la partita

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Il primo tempo è un assolo del Venezia, che già al 1’ è pericoloso con un bel destro di Johnsen, potente ma centrale per Gabriel. Al 18’ azione da moviola: Forte va al cross, Dermaku la tocca col braccio in area: arbitro e Var lasciano correre. Il Lecce è tutto in un colpo di testa di Stepinski (35’) centrale per Maenpaa. Al 42’ il Venezia ha un’occasione enorme: numero di Johnsen, che riesce a controllare una palla che sembrava persa, e cross basso a centro area per Forte; sulla conclusione di prima Gabriel è reattivo e devia in angolo. A inizio ripresa gli sforzi del Venezia vengono premiati: palla scodellata da Aramu in area per Maleh, tacco al volo della mezzala per Forte che, col sinistro, batte Gabriel. Al 66’ Modolo devia in porta una punizione di Taugourdeau, ma lo fa di mano e la rete viene annullata (con ammonizione). Il Lecce alza i ritmi e la pressione, ma non è quasi mai pericoloso e non basta.

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Comparazione quote, Venezia-Chievo: chi passa raggiunge il Lecce in semifinale

Gara secca, con gli uomini di Zanetti che passerebbero il turno anche in caso di pareggio dopo i 120’.Equilibrio nei precedenti tra le due squadre, che si ritrovano dopo il 3-1 recente

Empoli e Salernitana hanno strappato il pass per la Serie A. Monza e Lecce, terza e quarta in classifica, sono già alle semifinali playoff. E quattro squadre si giocano i due posti ancora disponibili: Cittadella, Brescia, Venezia e Chievo. Due sfide secche, tra la sesta e la settima e la quinta e l’ottava in classifica: chi passa il turno tra Cittadella e Brescia raggiungerà il Monza in semifinale, mentre chi uscirà tra Venezia e Chievo se la vedrà con il Lecce. In caso di pareggio al 90’ ci saranno i supplementari: se dovesse resistere il pari anche dopo i 120’, a passare sarà la squadra meglio classificata delle due sfide. Ovvero, Cittadella e Venezia.

IL MOMENTO

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Il Venezia ha chiuso la stagione con tre pareggi nelle ultime tre giornate: 2-2 in casa del Pisa, 0-0 contro il Pordenone e 1-1 proprio in casa del Cittadella. La formazione di Paolo Zanetti ha vinto solamente due partite nelle ultime otto giornate: l’11 aprile contro il Cosenza e il primo maggio contro il Chievo, entrambe in casa. I veronesi sono stati dunque l’ultima vittima del Venezia e ora tornano al Penzo per provare a raggiungere la semifinale: gli uomini di Aglietti hanno chiuso bene la stagione regolare, vincendo contro Entella e Ascoli nelle ultime due giornate.

I PRECEDENTI

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Per entrambe le squadre si tratta della seconda partecipazione ai playoff di Serie B. Il Venezia aveva partecipato nella stagione 2017/18, uscendo in semifinale contro il Palermo dopo aver superato il turno preliminare; il Chievo ci torna per il secondo anno consecutivo, dopo essere stato eliminato dallo Spezia in semifinale l’anno scorso. Tra le due formazioni si sono giocate quattordici partite in Serie B e il bilancio è quasi in perfetto equilibrio: cinque vittorie del Chievo, altrettanti pareggi e quattro successi del Venezia. In caso di vittoria della formazione di Zanetti, dunque, si raggiungerebbe l’equilibrio assoluto. Un dato interessante, che dimostra la differenza di gioco tra le due squadre, è quello relativo ai cross: il Venezia è la formazione che ne ha effettuati di più (733), il Chievo invece quella con la più bassa percentuale di cross riusciti (16%).

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Giudice sportivo: caos Benevento, campionato finito per il d.s. Foggia

Squalificato fino a fine torneo il dirigente, che ha insultato più volte gli arbitri al termine dell’incontro contro il Cagliari. Fermati 6 giocatori per un turno

Il Giudice sportivo di Serie A ha squalificato sei giocatori per una giornata. Si tratta di Andrea Pereira e Lucas Leiva della Lazio, Nicolas Nkoulou del Torino, Matteo Ricci dello Spezia, Alexis Saelemaekers del Milan e Pasquale Schiattarella del Benevento.

D.s. Foggia, campionato finito

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Squalificato fino al termine del campionato Pasquale Foggia (multato anche di 10 mila euro), direttore sportivo del Benevento “per avere, al termine della gara (Benevento-Cagliari, ndr), nel tunnel che adduce agli spogliatoi, rivolto all’arbitro espressioni gravemente offensive; per avere, successivamente, nello spazio antistante gli spogliatoi degli ufficiali di gara, rivolto epiteti gravemente ingiuriosi all’arbitro e al Var, non percepiti dai medesimi soggetti (infrazione rilevata dai collaboratori della Procura Federale); per avere infine, nel parcheggio interno dello stadio, mentre gli Ufficiali di gara si accingevano a uscire, rivolto al Var, con atteggiamento intimidatorio, reiterate frasi irriguardose”.

Sono entrati in diffida invece German Pezzella della Fiorentina, Jean Akpa Akpro, Danilo Cataldi e Luiz Filipe della Lazio, Victor Osimhen del Napoli e Luca Vignali dello Spezia. In diffida è entrato anche l’allenatore del Verona, Ivan Juric.

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