Il Lecce vola grazie a super Strefezza: è costato 600.000 euro, può scatenare un’asta in Serie A

Scaricato in fretta e furia dalla vecchia proprietà della Spal, che per esigenze di bilancio lo ha lasciato andare per appena 600.000 euro, Gabriel Strefezza (foto dal profilo Instagram) ha impiegato pochissimo tempo a diventare l’uomo di riferimento del Lecce di Marco Baroni, probabilmente la squadra più in forma del momento del campionato di Serie B. Più ancora del capocannoniere del torneo Massimo Coda, l’esterno offensivo brasiliano è la vera gallina dalle uova d’oro di una formazione capace di mettere in fila 11 risultati utili consecutivi dopo la sconfitta all’esordio contro la Cremonese e issarsi al secondo posto in classifica, con un solo punto in meno rispetto al Brescia. 

L’INTUIZIONE DI CORVINO – Cinque reti e due assist: con questi numeri, Strefezza è indiscutibilmente uno dei volti da copertina della prima parte di stagione in Serie B e recentemente è stato insignito del premio di miglior calciatore per quanto riguarda il mese di ottobre. Un rendimento finalmente continuo e in linea col valore del classe ’97, che a Ferrara si era affacciato in maniera promettente sul palcoscenico della Serie A e aveva lasciato intravedere colpi e giocate tali da spiccare prontamente il volo verso lidi più ambiziosi. Torino, Fiorentina, Cagliari e Genoa ci hanno fatto più di un pensiero, ma non hanno mai affondato concretamente, finendo per spianare la strada la scorsa estate all’intuizione di Pantaleo Corvino e di un Lecce che, approfittando della delicata situazione finanziaria della Spal della gestione Colombarini e di un contratto che sarebbe scaduto nell’estate 2022, si sono portati a casa Strefezza con un indennizzo quasi irrisorio.

VALORE MOLTIPLICATO – Il valore dell’esterno giallorosso si è già moltiplicato in maniera considerevole e le sue quotazioni di mercato sono destinate ad impennarsi, riaccendendo magari piste ed interessi che sembravano svaniti o quanto meno sopiti. Merito anche del lavoro del nuovo allenatore del Lecce Marco Baroni, che sta puntando su un’idea di calcio e un sistema di gioco che hanno valorizzato al massimo anche il talento di Strefezza: stabilmente largo a destra ma con licenza di accentrarsi, per calciare o proporre l’ultimo passaggio, in virtù dell’intesa costruita sul suo binario col terzino francese Gendrey, altra intuizione molto interessante del club salentino. A riprova del fatto che, quando le idee non mancano, ci si può tranquillamente accontentare di un mercato a saldo zero per sognare il ritorno in Serie A.

La Gazzetta dello Sport

Lecce, “nero” Natal: a Ferrara termina 1-0 per la Spal

Il Lecce esce sconfitto dal “Paolo Mazza” di Ferrara contro la Spal grazie al gran gol di Strefezza che al 79′ minuto ha lasciato partire un bolide su cui l’ incolpevole Gabriel non ha potuto farci niente.
Nonostante la sconfitta i giallorossi hanno disputato una buona gara, ben disposti in campo e spesso propositivi. Come si dice in queste occasioni, è mancato solo il gol che il Lecce avrebbe potuto realizzare almeno in due nitide occasioni con Massimo Coda il quale, solo dinanzi a Thiam, ha concluso malamente mettendo il pur bravo estremo difensore estense nella condizione di respingere il pallone e fare bella figura. Inoltre al 93′ minuto, con il Lecce alla ricerca disperata del pareggio, Lucioni svetta più in alto di tutti e di testa spedisce sulla traversa.
Insomma, troppa sfortuna e poco cinismo hanno determinato l’ esito della gara, ma va detto che una circostanza determina spesso l’ altra perchè come si suol dire “la fortuna aiuta gli audaci” pertanto a buon intenditor…
Non ci sono da fare allarmismi per una sconfitta che ci può stare, ma bisogna essere più cinici e concreti agonisticamente già a partire dalla prossima gara contro il Vicenza in programma il 27 dicembre allo “Stadio Via del Mare” dove bisognerà fare necessariamente risultato per non vedere allontanarsi troppo obiettivi e sogni di una piazza calorosa, che vive di il calcio non solo come uno sport, ma come passione viscerale e orgoglio da gridare ai quattro venti.

Danilo Sandalo