Taranto, ci siamo: oggi l’ufficialità del nuovo allenatore

Sarà oggi venerdì 10 Luglio il giorno dell’ufficialità di Giuseppe Laterza come nuovo allenatore del Taranto.

Il tecnico ex Fasano, si è incontrato con la dirigenza rossoblu per definire gli ultimi dettagli relativi al suo ingaggio. Nelle ultime ore sta lavorando allo staff che accompagnerà il tecnico nella sua nuova avventura in riva allo Ionio. Potrebbero seguirlo il tecnico in seconda Lentini, il preparatore atletico Musa e l’allenatore dei portieri Indiveri. Per la conferenza stampa di presentazione invece si dovrà attendere ulteriormente.

Taranto, nodo allenatore: domani incontro con Laterza

Il Taranto prova a stringere per il tecnico: torna di moda Giuseppe Laterza, che nelle ultime stagioni ha fatto benissimo con il Fasano. E nonostante i biancazzurri vorrebbero trattenerlo, sarebbe previsto per domani un incontro tra l’allenatore e Massimo Giove per cercare un accordo.

Un tecnico giovane, con un gioco interessante e spumeggiante: il Taranto ci prova…

Taranto, Pagni al lavoro. Possibile obiettivo dalla C?

Il direttore sportivo del Taranto, Danilo Pagni sta lavorando anche al mercato che verrà nonostante il primo nodo da sciogliere sia ancora quello legato al prossimo allenatore dei rossoblù.

A parlare di possibile obiettivo dalla Serie C, per quanto concerne la rosa, sono i colleghi di tuttocalciopuglia.com secondo i quali sarebbe stato effettuato un sondaggio per il difensore Roberto Sabato (32) che nell’ultima stagione ha vestito la casacca del Cesensa. Sia centrale che difensore di fascia mancina, sarebbe Sabato uno dei possibili rinforzi per il prossimo Taranto. Al momento non abbiamo trovato riscontri in merito a questo presunto sondaggio.

Taranto, gli ultimi nomi per la panchina sono Foglia Manzillo e Laterza

Giuseppe Laterza, secondo quanto riportato da Canale 85, assieme a Foglia Manzillo del Nardò, sembra essere uno degli indiziati numero uno per il futuro della panchina del Taranto. Nonostante ciò, secondo un’indiscrezione raccolta dalla redazione di mondorossoblu, nelle ultime settimane non vi sono stati mai contatti tra la dirigenza tarantina e il tecnico del Fasano, bensì si è tenuta una chiacchierata informale oltre un mese fa.

L’interesse della compagine rossoblù rimane ovviamente “vivo”, ma ad oggi Laterza attende l’incontro con il presidente del club biancazzurro – Fasano – per poter valutare il prolungamento del contratto. Questa sarà la settimana chiave per capire quale sarà il prossimo allenatore che siederà sulla panchina delle due compagini, quindi nelle prossime ore il Taranto potrebbe provare l’affondo definitivo per accaparrarsi il tecnico. 

Taranto, Galigani: “Prossimo mister? Alcuni allenatori sono ancora impegnati…”

Nel corso della trasmissione Rossoblu85, in onda su Canale 85, è intervenuto anche Vittorio Galigani, consulente personale del presidente Giove che ha chiarito alcuni aspetti come il rapporto tra Pagni e la società, la questione allenatore e quella relativa alla convenzione d’uso dello stadio Iacovone.

ALLENATORE, QUANDO SI CHIUDE? – “In serie C si sono giocati fino a ieri i play-out e sono ancora in corso i play-off. Per cui molti allenatori sono ancora vincolati alle loro società. Pagni sta avendo molti contatti e sta valutando quello che sarà il profilo più utile alla causa del Taranto”.

INCONTRO COMUNE-TARANTO FC – “La questione convenzione la stiamo portando avanti da più di un mese. Dobbiamo fare i conti con alcuni pregressi precedenti alla gestione Giove e in più abbiamo presentato tutti i documenti relativi alle spese sostenute dalla società per la manutenzione del campo A e B. Ci dovrà essere una compensazione su queste partite contabili e poi ci sarà il rinnovo dell’uso dello Iacovone. Per quanto riguarda il campo B, invece, una volta che i lavori sono finiti è emersa la volontà dell’amministrazione di utilizzare l’impianto non solo per il calcio ma renderla una struttura polivalente. C’è un dialogo aperto e stiamo trovando gli ingranaggi giusti per riuscire ad utilizzare l’impianto insieme ad altre società che lavorano su altri sport. Questa è una routine che è sempre accaduta e l’esperienza mi insegna che si è sempre trovato un accordo”.

CHIAREZZA SUL RAPPORTO PAGNI-TARANTO FC – “L’accordo con Pagni è stato trovato lo scorso 8 giugno. Danilo (Pagni, ndr) da quel giorno sta lavorando alacremente sugli aspetti tecnici della società. Per quanto riguarda il contratto, è chiaro che si tratta di un rapporto privato tra la società e il prestatore d’opera. I regolamenti dicono che in questa categoria è possibile depositare un contratto di rimborso spese e non economico, con un tetto massimo di 30.000 euro circa. Il nostro è un rapporto impostato su valori diversi: si tratta di un triennale e i nostri avvocati, quelli di Danilo (Pagni, ndr) e della società, si sono sentiti più volte e stanno perfezionando il contratto a tutela e con garanzie per entrambi. Se come tutti speriamo, il Taranto successivamente raggiungerà la terza serie, sarà possibile depositare il contratto economico e questo discorso sarà definitivamente chiuso. Ma parlando con Barbiero e con Sibilia, si vuole risolvere questo inghippo già da quest’anno perchè non è giusto che una persona laureata a Coverciano come direttore sportivo, non possa esercitare la propria professione nei dilettanti”.

TUTTI VOGLIONO VENIRE A TARANTO – “Ho sempre detto che il Taranto non è una piazza da serie D. Tutti i calciatori della passata stagione vorrebbero rimanere a Taranto, altri calciatori vorrebbero venire e tanti allenatori vorrebbero sedersi sulla panchina di questa squadra. Per cui Danilo (Pagni, ndr) si sta impegnando con contatti continui per scegliere il profilo migliore che sappia soddisfare le esigenze della società e dei tifosi”.

Taranto, Galigani: "Prossimo mister? Alcuni allenatori sono ancora impegnati…"

Nel corso della trasmissione Rossoblu85, in onda su Canale 85, è intervenuto anche Vittorio Galigani, consulente personale del presidente Giove che ha chiarito alcuni aspetti come il rapporto tra Pagni e la società, la questione allenatore e quella relativa alla convenzione d’uso dello stadio Iacovone.

ALLENATORE, QUANDO SI CHIUDE? – “In serie C si sono giocati fino a ieri i play-out e sono ancora in corso i play-off. Per cui molti allenatori sono ancora vincolati alle loro società. Pagni sta avendo molti contatti e sta valutando quello che sarà il profilo più utile alla causa del Taranto”.

INCONTRO COMUNE-TARANTO FC – “La questione convenzione la stiamo portando avanti da più di un mese. Dobbiamo fare i conti con alcuni pregressi precedenti alla gestione Giove e in più abbiamo presentato tutti i documenti relativi alle spese sostenute dalla società per la manutenzione del campo A e B. Ci dovrà essere una compensazione su queste partite contabili e poi ci sarà il rinnovo dell’uso dello Iacovone. Per quanto riguarda il campo B, invece, una volta che i lavori sono finiti è emersa la volontà dell’amministrazione di utilizzare l’impianto non solo per il calcio ma renderla una struttura polivalente. C’è un dialogo aperto e stiamo trovando gli ingranaggi giusti per riuscire ad utilizzare l’impianto insieme ad altre società che lavorano su altri sport. Questa è una routine che è sempre accaduta e l’esperienza mi insegna che si è sempre trovato un accordo”.

CHIAREZZA SUL RAPPORTO PAGNI-TARANTO FC – “L’accordo con Pagni è stato trovato lo scorso 8 giugno. Danilo (Pagni, ndr) da quel giorno sta lavorando alacremente sugli aspetti tecnici della società. Per quanto riguarda il contratto, è chiaro che si tratta di un rapporto privato tra la società e il prestatore d’opera. I regolamenti dicono che in questa categoria è possibile depositare un contratto di rimborso spese e non economico, con un tetto massimo di 30.000 euro circa. Il nostro è un rapporto impostato su valori diversi: si tratta di un triennale e i nostri avvocati, quelli di Danilo (Pagni, ndr) e della società, si sono sentiti più volte e stanno perfezionando il contratto a tutela e con garanzie per entrambi. Se come tutti speriamo, il Taranto successivamente raggiungerà la terza serie, sarà possibile depositare il contratto economico e questo discorso sarà definitivamente chiuso. Ma parlando con Barbiero e con Sibilia, si vuole risolvere questo inghippo già da quest’anno perchè non è giusto che una persona laureata a Coverciano come direttore sportivo, non possa esercitare la propria professione nei dilettanti”.

TUTTI VOGLIONO VENIRE A TARANTO – “Ho sempre detto che il Taranto non è una piazza da serie D. Tutti i calciatori della passata stagione vorrebbero rimanere a Taranto, altri calciatori vorrebbero venire e tanti allenatori vorrebbero sedersi sulla panchina di questa squadra. Per cui Danilo (Pagni, ndr) si sta impegnando con contatti continui per scegliere il profilo migliore che sappia soddisfare le esigenze della società e dei tifosi”.

Taranto, Giove torna a parlare: «Non possiamo sbagliare il tecnico. Dovrei chiedere scusa perché…»

Il presidente Massimo Giove torna a far sentire la sua voce e come sempre espone il pensiero in modo chiaro, forte e soprattutto deciso, alla vigilia della stagione 2020 – 21, annata che dovrà rappresentare la tanto agognata, ed attesa, svolta nella vita del club di Piazzale Dante.

In una lunga intervista rilasciata a Lorenzo D’Alò della Gazzetta del Mezzogiorno, il numero uno ionico ha toccato più temi, spiegando la cronologia e l’intento della compagine societaria, aspetti che hanno attivato la diffidenza (o ostilità, come etichettata dall’opinione pubblica) da parte di una fetta di tifoseria circa le reali intenzioni del numero uno rossoblu.

Ed in merito a questo aspetto che, ovviamente, non fa sinergia con tutte le componenti atte a determinare i successi di una stagione sportiva, il patron rossoblu ha chiaramente espresso la sua idea, nel merito, rispondendo:

«Non parlerei di ostilità. Semmai di dissenso che rimanda a una forma legittima di delusione. Ai tifosi, in realtà, dovrei chiedere scusa. Perché ancora non ho vinto, malgrado l’impegno profuso, il tempo dedicato e le risorse investite. Ma vincere nel calcio non è mai facile, specie nel girone H della D. Con le istituzioni territoriali, invece, sto cercando di coltivare un dialogo costruttivo. No, non percepisco diffidenza».

Incalzato dall’intervistatore, si accennato alla questione del logo che ha occupato i mesi di aprile e maggio in una querelle arrivata alla sua conclusione ed il pensiero del Presidente è molto chiaro, anche su questo aspetto:

«Io dico solo questo: abbiamo rimesso la società nella condizione in cui si trova la totalità dei club. Forse ci sono state delle incomprensioni. Probabilmente ci sono state delle forzature. Ma ottenere la piena disponibilità del logo rappresentava un passaggio non più rinviabile».

Inevitabile qualche accenno sulle tante voci, approcci e conseguenti smentite di trattative certe o fantastiche per la cessione della società. Anche qui l’argomento è stato liquidato in poche parole che però riassumono la posizione del numero rossoblu:

«Ci sono stati dei contatti, non posso negarlo. Ma niente di più».

In un quesito successivo, in merito alla difficoltà di poter acquisire il club da altri soggetti per condizioni difficilmente praticabili, la risposta è stata:

«Non è così. Questa non è affatto la verità. È solo un tentativo maldestro di travisarla».

Un’ulteriore domanda posta, non poteva riguardare sia il ruolo di Galigani che l’ingaggio di Pagni, fermo restando che il patron abbia il diritto di scegliersi i collaboratori di cui può avere la massima fiducia.

Nella piega delle domande, l’appendice è stata quello di chiedere “perchè continuare a volgere lo sguardo al passato per mettere in cantiere un futuro finalmente diverso ?” e la risposta molto chiara, decisa, tale da non avere bisogno di ulteriori commenti ed approfondimenti:

«Io vivo di presente e di cose da fare oggi. Non mi lascio condizionare da ciò che è stato. Galigani, in questa fase, è un consulente personale. Carte federali, rapporti istituzionali, abilità manageriale: porta un bagaglio di conoscenze specifiche e cerco di sfruttarlo. Pagni è il nuovo direttore sportivo. L’ho scelto perché può aiutarci a crescere. Credo che la sua competenza sia fuori discussione».

Non si poteva ovviamente fare un riferimento sulla programmazione della stagione 2020 – 2021, pure con i tre massimi campionati nazionali ancora in svolgimento sia per la fine della stagione regolare che per l’appendice dei play out e play off (per quanto riguarda la serie C).

L’attivismo ed il dinamismo del club sono stati confermati da Giove che ha aggiunto:

«Non siamo fermi. Lavoriamo per migliorare la struttura organizzativa e per allestire un organico che possa rivelarsi all’altezza delle aspettative».

E, in previsione della nuova stagione, il toto allenatore ha portato ad una ridda di nomi, tutti con profili non indiffrenti, ma per motivi strettamente federali, dovendo attendere la conclusione dei campionati maggiori e la stagione 2019 – 20, adesso siamo solo nel campo delle ipotesi, ma il patron rossoblu ha esplicitamente dichiarato:

«Stiamo valutando diversi profili. Il Taranto ha bisogno di una guida ferma e credibile. La scelta del tecnico è decisiva. Non possiamo sbagliare».

In proposito ad eventuali errori commessi in passato, non poteva l’intervistatore porre un quesito, che la piazza si è posto nell’immediato comunicato di conclusione della stagione attuale e quindi sulle motivazioni dell’esonero di Panarelli e l’allontanamento del Direttore De Santis, oggetti di forum, incontri, post, articoli sui mass media e social, tutti alla ricerca delle possibili spiegazioni ed interpretazioni societarie, ma Giove, anche in risposta a questo dubbio, spinoso, ha chiarito che:

«Quando si tirano le somme, si tiene conto di tutto. Abbiamo convenuto che era necessario cambiare. Nessun esonero: c’erano dei contratti che abbiamo lasciato scadere».

Il prossimo campionato inizierà con il problema della disputa delle gare a porte chiuse, quindi con alcune entrate nei bilanci societari che potrebbero venire meno (biglietti domenicali, abbonamenti, sponsor) con sofferenza per il club dal punto di vista finanziario.
Il quesito, di stringente attualità, è stato se questo motivo potrebbe essere limitativo per le eventuali ambizioni.

Risposta secca, decisa, forte e chiara da parte del presidente del club ionico:

«Le stagioni vincenti sono spesso un mix di scelte oculate, conti in equilibrio e sorte benevola. Dobbiamo tendere a questa sintesi».

Quindi la nuova formazione ionica in fase di allestimento dovrebbe seguire i dettami del nuovo settore tecnico e di questo ne è convinto Giove, che specifica ulteriormente:

«Sono valutazioni che competono l’area tecnica. Io dico che c’era del buono, e non poco, nel vecchio Taranto, quello che, l’anno scorso di questi tempi, tutti pensavano avrebbe stravinto il campionato».

Dulcis in fundo, Ferrara.

La scorsa settimana divenuto “over” (per la classificazione dei nuovi under indicati originariamente a seguito del C. U. del dicembre 2019), poi a seguito del sondaggio tra i club di serie D, il classe 1999, per la prossima stagione, è ancora under quindi il club farà le dovute valutazioni come d’altronde il patron ionico ha voluto specificare:

«Ferrara è un calciatore di valore che a Taranto ha quasi completato il suo processo di maturazione. Ha molti estimatori. Di certo non lo svendiamo».

In riferimento al sopralluogo, congiunto, effettuato dalla LND – FIGC con i tecnici comunali del settore Lavori Pubblici, per il campo B e quindi la nuova convenzione da sottoscrivere con l’Ente civico per l’uso dello Iacovone, il presidente esplica il suo pensiero:

«Ci siamo mossi per rinnovare la convenzione. Lo Iacovone è la casa del Taranto».

Non poteva mancare un accenno sulle altre massime espressioni sportive sul territorio come la Prisma Volley ed il Cus Jonico che potrebbero essere la concorrenza per l’offerta sportiva domenicale sul territorio nonchè deprimere il patron rossoblu, ma anche in questo caso Giove ha le idee chiare, forti e decise, tanto da affermare:

«Perché dovrebbe deprimermi? Sono, anzi, felice per la mia città che può finalmente beneficiare di un’offerta sportiva variegata e di grande spessore».

Chiusura con un pizzico di nostalgia, o meglio mista all’attesa per il primo giorno del campionato 2020 – 21, ovvero immaginare la gara inaugurale della stagione post epidemia, ma è chiaro che il numero uno rossoblu, pur con idee molto chiare, forti e decise, non ha nascosto un pizzico trepidazione:

«Sarà emozionante ritrovarsi. E vorrà significare tante cose: che il peggio è alle spalle e che possiamo ancora farcela. Insieme. Ho un sogno: riconquistare la fiducia dei tifosi. Ma per realizzarlo devo vincere il campionato».

Un Giove come sempre deciso, attento nella programmazione nella prossima stagione, oculato nelle scelte (dal Direttore Sportivo, Pagni, all’allenatore, ai calciatori), insomma questa volta alla ricerca del massimo risultato possibile, ma questo si potrà avere con la sinergia di tutte le componenti, tifoseria compresa, che potrà fare una parte rilevante nella prossima stagione, prevista come sempre, impegnativa e con chiara concorrenza pronta a dar battaglia alla pattuglia rossoblu.

Taranto, Giove: "La piena disponibilità del logo rappresenta un passaggio non più rinviabile"

Il presidente del Taranto Massimo Giove, ai microfoni della Gazzetta del Mezzogiorno ha analizzato diversi temi riguardanti la società rossoblù. Il primo punto trattato è stata la questione legata alla cessione della società. Nel corso delle settimane ci sono state diverse conferme e allo stesso tempo smentite. Dunque, fare chiarezza attraverso le parole del numero uno del Taranto è piuttosto opportuno. Giove ha sottolineato che ci sono stati contatti ma nulla di concreto. Quindi, la verità è che i Delfini ripartiranno con serenità e con umiltà dalla prossima stagione.

Tuttavia, il presidente, si è soffermato sulla vicenda riguardante la proprietà del logo. “Abbiamo rimesso la società nella condizione in cui si trova la totalità del club. Sicuramente ci sono state delle incomprensioni. Inoltre, penso che ottenere la piena disponibilità del logo rappresenta un passaggio non più rinviabile” sono state le parole di Giove. 

Per concludere, il numero uno rossoblù si è soffermato sulle figure di Vittorio Galigani e Danilo Pagni. “Io vivo di presente. Non mi lascio condizionare da ciò che è stato. In questo momento, Galigani è un semplice consulente personale. Porta un bagaglio di conoscenze specifiche. Pagni, invece, è il nuovo direttore sportivo. L’ho scelto perchè può aiutarci a crescere”. Conoscenza e competenze, dunque, al servizio del Taranto.

Taranto, ritiro precampionato in Calabria dopo Ferragosto

opo aver sondato nei giorni scorsi la possibilità di un ritiro pre-campionato in Calabria, il Taranto sembra aver chiuso per la sede della preparazione estiva: si tratterà della frazione di Moccone, facente parte del Comune di Spezzano, a 2 kilometri da Camigliatello.

La struttura individuata è già stata utilizzata in passato da altre squadre negli anni passati (come Crotone e Cosenza) ed è fornita di un campo da calcio per gli allenamenti. A due passi da Camigliatello, la frazione è famosa per il servizio ferroviario turistico del “trenino della Sila”.

L’anno scorso a Moccone fu il Catanzaro di mister Auteri a soggiornarvi per il ritiro pre-campionato e, visto che il nome del tecnico è stato accostato al Taranto, chissà se questo non è un indizio da prendere in considerazione sul prossimo allenatore del Taranto.

Taranto, Galigani: "Nessuno degli addetti ai lavori ha crediti con la società"

Vittorio Galigani, attuale consulente del presidente Massimo Giove, parla ai microfoni di Studio 100 Tv, spiegando la sua posizione in società e quello che è lo stato di salute del club rossoblù:

“Come sapete sono stato uno dei più acerrimi critici di Massimo Giove negli anni passati, finchè un giorno mi ha chiamato, mi ha fatto vedere i conti e mi sono reso conto di come la società sia sana” – esordisce Galigani – “tutti i pettegolezzi che ci sono in città sono assurdi. Con Massimo (Giove, ndr) ero amico da oltre 30 anni, ci siamo chiariti e da quel momento mi ha chiesto se volessi essere un suo consulente. Non sono all’interno del Taranto, io non sono nell’organigramma e ho quindi ho accettato la sua proposta”.

“Oggi possiamo dire che quella del Taranto è una società sana” – ha aggiunto Galigani – “contrariamente a quanto i denigratori pensano. Giove ha ereditato una massa debitoria importante dalle gestione precedenti nei confronti dell’ufficio delle entrate ma il debito è stato cristalizzato, rateizzato in 10 anni e Giove lo sta pagando. Questo rappresenta l’unico debito che ha la società. Dall’altra parte ha un patrimonio costituito da qualche giocatore, qualche credito e da degli sponsor importanti. Ma il Taranto soprattutto, con la gestione Giove, ha riacquistato credibilità a livello di istituzioni e in questo ci può essere anche del mio lavoro. Anche a livello di calciatori, tutti vorrebbero rimanere qui, tutti vorrebbero giocare in questa squadra e tutti vorrebbero allenare il Taranto”.

“Non ci sono debiti nei confronti dei tesserati e dei procuratori” – conclude – “me ne sono occupato personalmente perchè è stato uno degli incarichi che mi ha affidato Giove. Abbiamo sistemato tutto e non c’è un tesserato o un addetto ai lavori che vanta dei crediti nei confronti del Taranto. Questo ha contribuito a dare alla società un’immagine nuova con una certa credibilità a livello istituzionale. A tal proposito, conoscete i miei buoni rapporti con le istituzioni calcistiche, il Taranto ne sta giovando ma anche per le capacità imprenditoriali di Giove nel gestire la società”.

Indiscrezioni da Taranto: un ex Altamura in pole per la panchina

Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di mondorossoblu, sembra che la società del Taranto sia in procinto di chiudere con Alessandro Monticciolo per il ruolo di allenatore dei rossoblù per la prossima stagione.

Il tecnico di Massa Marittima quest’anno ha allenato l’Altamura, conducendo i biancorossi ad un tranquillo campionato di metà classifica, togliendosi anche la soddisfazione di battere Brindisi, Fidelis Andria e Taranto.

Taranto, non si molla la pista che porta a Giacomarro. Diverse le alternative

Sembra stringersi il cerchio sulla questione allenatore in casa Taranto. Secondo blunote, è viva più che mai la candidatura di Mimmo Giacomarro, impegnato a salvare la prima Serie C del Picerno nella sfida playout con il Rende.

Anche se remote, non si affievoliscono le speranze di portare in riva allo Ionio Gaetano Auteri del Catanzaro. Al momento, però, l’ostacolo principale è rappresentato dall’ingaggio del tecnico di Floridia. Ancora in piedi la candidatura di Luca Tiozzo, che piace molto al diesse rossoblu Danilo Pagni.

Taranto, per la difesa piace Viscomi del Foggia

Il Taranto, nonostante sia ancora alla ricerca di un allenatore, si starebbe muovendo già per i primi acquisti. Secondo quanto riportato da Canale 85, il direttore sportivo dei Tarantini, Danilo Pagni, avrebbe messo nel mirino Francesco Viscomi. Difensore classe 1991, nella stagione 2019-2020 ha totalizzato 22 presenze con il Foggia. Viscomi non dovrebbe essere riconfermato dal tecnico dei rossoneri Ninni Corda. Il Taranto attende interessato.

Taranto, si riduce a due disoccupati la corsa alla panchina

Cambiano i nomi ma non la sostanza: il Taranto sembra in dirittura d’arrivo, tramite il suo DS Danilo Pagni, per l’allenatore che guiderà i rossoblù nella prossima stagione. Nelle ultime ore hanno guadagnato consistenza le voci che vedono in Massimo Costantino (ex Messina) e Luca Tiozzo (ex Adriese). Il primo, ha raccolto nelle ultime quattro esperienze tre esoneri (Torres, Vibonese e Messina) e una dimissione (Sanremese) ed è attualmente svincolato.

Il secondo, che ha allenato soprattutto al nord (Delta Porto Tolle, Mestre, Abano, Matelica) ha vissuto quest’anno l’esonero dall’Adriese e gennaio. Con i marchigiani del Matelica nel 2018/2019 ha compiuto una vera impresa sportiva, arrivando secondo dietro il Cesena con ben 80 punti e vincendo la Coppa Italia di serie D. Tiozzo è un tecnico apprezzato ma da allenare in un paese di 9000 anime e allenare a Taranto c’è  sicuramente differenza: Pagni ha comunque affermato che il prossimo tecnico sarà capace di reggere e gestire la pressione della piazza.

Sembra che la società abbia però già in tasca il nome dell’allenatore e aspetta gli inizi di luglio per ufficializzarlo, alla fine dei playoff e playout della serie C e chissà se, nella rosa dei nomi che gira da tempo, il prossimo trainer non sia impegnato proprio nell’appendice del campionato di serie C.

Taranto, Feola è già sfumato. Ormai tutto porta ad un ex Messina

Giungono sempre più conferme su Massimo Costantino come successore di Luigi Panarelli (nel frattempo accostato alla Fidelis Andria) sulla panchina rossoblu ionica. Ne parla Maurizio Mazzarella su giornalerossoblù.

L’ex allenatore del Messina, giova della forte stima di Danilo Pagni e calza a pennello il vestito tracciato dall’identikit realizzato dallo stesso diesse ex Ternana negli scorsi giorni. Cade di conseguenza in toto l’ipotesi Morgia, che ha dichiarato di non aver ricevuto alcun contatto.

Sfumate del tutto le ipotesi Feola e Giacomarro, resta in piedi la pista Rigoli. Scartata anche l’ipotesi di una potenziale promozione di Latartara in prima squadra. L’ex centrocampista resterà alla Juniores.

Taranto, il ds Pagni ha già scelto il tecnico. Di chi si tratta?

Mentre gli operatori dell’informazione sono alla ricerca degli indizi e dei concreti contatti della società per conoscere il prossimo allenatore del Taranto, ci pensa Danilo Pagni a fare chiarezza. Le dichiarazioni rilasciate martedì a Studio100 sono palesi, l’allenatore è stato già scelto ma occorrerà attendere altri 15-20 giorni prima dell’ufficializzazione. Superflui, se non addirittura deleteri, perciò, altri possibili incontri che si sarebbero concretizzati ultimamente (si è parlato con insistenza di un probabile incontro fuori città tra Vincenzo Feola e un emissario della società).

Questo lasso di tempo è l’indizio che fa pensare che il nuovo trainer sia impegnato in serie C per la chiusura del campionato e che, comunque, sia sotto contratto fino a fine stagione. Di certo i tempi di attesa sono normali, d’altronde l’anno scorso a metà giugno si ripeteva che occorreva attendere i primi di luglio per avere l’ufficialità di Nicola Ragno (il tecnico venne presentato ufficialmente il 2 luglio). Reggono, quindi, le ipotesi di Rigoli e di Giacomarro, nomi che circolano da diversi giorni.

Nel frattempo, Pagni si divide tra la riorganizzazione dei rapporti tra le varie aree societarie (ieri ha avuto un colloquio con il dott. Volpe) e la conferma di alcune pedine della scorsa stagione: nonostante il campionato appena concluso sia stato disastroso sotto tutti i punti di vista, c’è la volontà di recuperare quei giocatori di alto profilo che l’anno scorso non hanno reso. Potrebbero rimanere Stefano Manzo e Leo Guaita, che avevano già espresso la volontà e la disponibilità di continuare a vestire il rossoblù: allo stesso modo si cerca nel parco under qualche conferma: è il caso di Alex Sposito (classe 2001) e del duo di centrocampo Marino e Cuccurullo (entrambi classe 2000).

Taranto, salgono le quotazioni di mister Feola per il nuovo allenatore

In casa Taranto salgono le quotazioni di mister Feola, un profilo che piace al ds Pagni ma anche alla piazza, mentre resta alto (anche se, sembra, poco praticabili) il desiderio verso Giacomarro e Calabro.

Rigoli e Orlandi, gli altri nomi che circolano da giorni completano l’elenco dei “papabili”, anche se qualche altro nome, cercato e apprezzato, è stato già depennato dalla lista di Pagni. La valutazione del progetto, l’incertezza del futuro prossimo del calcio in generale dovrebbero diradare le nebbie e concretizzare un altro tassello fondamentale.

Taranto, nome nuovo per la panchina rossoblù

Il neo direttore sportivo del Taranto, Danilo Pagni, ex Acr Messina, sta valutando diversi profili per la panchina in vista della prossima stagione. Secondo “Studio 100” non c’è solo Antonio Calabro (Viterbese) tra i papabili.

Il nome nuovo è quello di Massimo Costantino, nell’ultima stagione all’Fc Messina in Serie D e che in passato ha guidato Vigor Lamezia, Vibonese e Torres in Serie C. Costantino era stato sollevato dall’incarico dal club del presidente Arena l’11 novembre, una settimana dopo aver vinto per 3-0 la stracittadina con l’Acr.

Tecnico e calciatori: le idee di Pagni per il prossimo Taranto

Danilo Pagni ha già le idee chiare. Per il nuovo DS arrivare a Taranto in piena contestazione non è un problema, il programma che verrà portato avanti punta proprio a ritrovare il feeling perso con la tifoseria. La carica del dirigente calabrese è alta, il quadro della situazione chiaro: occorre ricostruire una base tecnica, ma prima di ciò ristabilire tranquillità e compattezza all’ambiente.

Pagni ha rilasciato dichiarazioni in proposito, affermando che sarà proprio la compattezza una delle armi vincenti di questo Taranto, dove allenatore e squadra saranno blindati e protetti dalle pressioni esterne. A proposito dell’identikit dell’allenatore, Pagni punta su un profilo di autorevolezza. Il nuovo tecnico dovrà guidare i suoi ragazzi facendo valere qualità tecniche ma anche di personalità e di carattere. I nomi che sono circolati negli ultimi giorni, e che sembrano i più acreditati, sono quelli di Rigoli e Orlandi, anche se non è mai tramontata l’idea di Calabro. Nonostante le decise smentite di tutti gli interessati, nel gioco delle parti, dovrebbe essere proprio uno di questi tecnici il più accreditato a sedere sulla panchina dei rossoblù.

L’ex DS del Gallipoli conosce bene l’ambiente di Taranto, anche nei suoi momenti più accesi e sa che l’unica ricetta, a tutte le latitudini, è quella della vittoria. Anche la rosa del Taranto della prossima stagione sarà un mix di esperienza, personalità, giovani di valore e qualche scommessa: Pagni non è nuovo nel rivalutare giocatori o nello scovare talenti e punterà proprio su questo per dare identità alla rosa degli jonici.

Nel frattempo la società, nella persona del presidente Massimo Giove, cerca di stemperare alcune tensioni, come nel caso dei rapporti con la APS Taras: la richiesta di ottenere a titolo gratuito l’attuale logo del Taranto con la promessa e l’impegno di non cambiarlo fin quando ci sarà lui al timone della società, può essere un primo passo verso il riavvicinamento con una parte importante della rappresentanza della tifoseria. Piccoli passi che, nella bufera della contestazione, possono essere un segnale importante di distensione.

Taranto, il neo ds Pagni: "No ai proclami, ma non vogliamo solo partecipare. Giove è…"

Dopo l’accordo con il Taranto Fc, ecco l’intervista realizzata ad Dodicesimo Uomo al nuovo direttore sportivo rossoblù Danilo Pagni.

Direttore buonasera. Innanzitutto bentornato. Come mai Taranto nonostante l’interesse nei tuoi confronti di clubs di categoria superiore?
“Ho accettato Taranto innanzitutto perché avevo un capitolo aperto con i rossoblu, dato che dopo quella bellissima salvezza ottenuta a Sorrento nel 2009 sono stato scippato della possibilità di continuare con quella squadra a causa della cessione della società da parte di Blasi, che reputo un grandissimo presidente. È vero che ho avuto contatti con alcune società di B e C, Trapani e Feralpisalò, ma sono stato convinto dal progetto presentato dal presidente Giove e dal mio carissimo amico Galigani.”

Si vociferava che il tuo ingaggio fosse vincolato ad un eventuale ripescaggio in C.
“Questo è nato dal fatto che all’inizio si era parlato in quest’ottica, ma poi Giove e Galigani sono stati “bravi” a convincermi anche per la D.”

Che idea ti sei fatto della contestazione che c’è nei confronti della proprietà?
“Anche con Blasi c’era contestazione e che contestazione, i tifosi hanno ragione ad essere delusi, ma come sempre dico che bisogna stringersi attorno e fare quadrato, le vittorie non si ottengono mai da sole.”

Come hai trovato Giove, l’hai visto colpito dalla contestazione?
“No tutt’altro, Giove è motivatissimo, l’ho trovato combattivo e convinto.”

Attorno alla tua figura Giove vuole costruire un progetto triennale, hai intenzione di illustrarlo attraverso una conferenza stampa?
“È una domanda che va posta alla società ed all’addetto stampa. Un progetto triennale che porti ovviamente risultati positivi, che poi è nell’interesse di tutti.”

Non potresti anticiparci qualcosa? Il Taranto in D partirà per vincere?
“Non voglio fare proclami e promesse. Dico solo che il Taranto non può limitarsi a partecipare.”

Hai seguito le vicende del Taranto in questa ultima stagione, perché è naufragato tutto nonostante Ragno ed una squadra sulla carta molto forte?
“Non lo so, non voglio ficcare il naso o fare commenti sul lavoro di altri, era una buona squadra, ma non ho idea dei motivi per cui non si è fatto bene.”

L’impressione dal di fuori era che mancava un uomo forte che tenesse in pugno la situazione…
“Ripeto, non posso parlare di cose che non conosco…”

Taranto, confermato l'incontro con Pagni. In mattinata si può chiudere ed ufficializzare

Nella giornata di ieri era circolata la voce di un potenziale accordo tra Danilo Pagni ed il Trapani a scapito del Taranto FC 1927. Nonostante la fonte autorevole della notizia, la sensazione è sembrata più un’azione di disturbo e per questo abbiamo cercato conferme.

Contattata sia la società del Taranto FC 1927 che lo stesso Danilo Pagni dalla redazione di giornalerossoblu, le parti hanno rimarcato che per lunedì mattina alle ore 10 ci sarà l’incontro definitivo. Una sora di dentro o fuori, che oltre all’ex dirigente del Gallipoli, vedrà la presenza di Massimo Giove, presidente del Taranto e del consulente Vittorio Galigani. Le sensazioni affinché l’accordo vada in porto al momento sono positive. Bisogna solo attendere, come ci disse nel corso di un’intervista lo stesso Pagni, perché se saranno rose fioriranno.

Taranto, Pagni già all'opera: i nomi sul taccuino per il prossimo mister

Danilo Pagni dovrebbe sottoscrivere il contratto col Taranto il prossimo 8 giugno, data in cui è in programma anche il Consiglio Federale che sancirà definitivamente il rinvio della riforma dei campionati alla stagione 2021/2022. Il diesse calabrese è pronto a ripartire dalla serie D legandosi al club rossoblù che gli ha messo sul piatto un’allettante proposta triennale per aprire un nuovo ciclo. Giove e il suo fido Galigani ritengono Pagni la figura giusta per provare a vincere il sempre ostico girone H riportando il Taranto nel calcio che conta. Una volta ufficializzato il direttore sportivo, sarà il turno del tecnico. Giacomarro è un nome ricorrente, un profilo di spessore che intriga da tempo al pari di Calabro e Auteri, tutti allenatori vincenti e legati in qualche modo a Pagni.

Fra i tre, Giacomarro potrebbe nutrire maggiori possibilità in virtù dello stretto rapporto d’amicizia con Pagni (non sarebbe un ostacolo insormontabile il vincolo col Picerno) ma non mancano le alternative. Si guarda con interesse anche a Rigoli e al sempreverde Orlandi senza trascurare due new entry. Piacciono Costantino (l’ultima esperienza a Messina) e Longo (ex Cavese e Caratese) che ha come secondo l’ex rossoblù Migliaccio. Nel frattempo, la Figc ha istituito il Fondo Salva Calcio con una dotazione da 21,7 milioni di euro per alleviare dalla B in giù la crisi del sistema calcio, messo a dura prova dall’emergenza Covid-19. Per diventare operativo il Fondo dovrà passare, lunedì prossimo, attraverso l’approvazione del Consiglio Federale. 5 milioni del Fondo sono destinati alla Lnd che potrà disporre di risorse per gestire al meglio la ripresa delle attività.

Il Taranto si muove tra il futuro allenatore e le riconferme

Giorni importanti in casa Taranto. Diventa sempre più concreta l’ipotesi Pino Rigoli che è legato al Rende fino al 30 giugno ma, visto l’ottimo rapporto con Danilo Pagni, il tecnico messinese potrebbe arrivare in riva allo Ionio qualora l’ex Ternana dovesse ricoprire nuovamente la carica di DS. Lunedì 8 Massimo Giove dovrebbe incontrarlo per definire gli ultimi dettagli che riporterebbero l’ex direttore sportivo della Ternana a Taranto.
Si comincia anche a parlare di eventuali riconferme tra i calciatori. Non dovrebbero essere più di quattro o cinque ma tutto dipenderà dal nome che verrà scelto per la panchina. Nel frattempo non sono mancate parole d’amore per la città da parte di Leo Guaita, l’esterno offensivo ha dato priorità al Taranto per la prossima stagione, stesso discorso per Stefano Manzo che resterebbe volentieri e anche la dirigenza sarebbe favorevole.
Discorso diverso per Genchi, più volte ribadito il forte legame che lo lega a Taranto, l’attaccante ha recentemente dichiarato che resterà solo se sicuro di rientrare nel progetto tecnico. Non sono da escludere altre riconferme, qualora il consiglio federale accettasse la proposta della LND di considerare under le stesse classi utilizzate nella passata stagione, potrebbero vestire ancora la casacca rossoblù anche Sposito e Marino.

Taranto, a giorni sarà ufficializzato Pagni. Idee chiare per la panchina

Massimo Giove e Danilo Pagni si sono dati appuntamento nei prossimi giorni per ufficializzare la nuova avventura del DS ex Ternana. Impressionato positivamente da una nuova avventura in riva allo Jonio, Pagni è il candidato numero uno al ruolo già ricoperto in era Blasi: la società conta di poter chiudere l’accordo e poter ripartire ricostruendo l’area tecnica dopo l’addio di De Santis e Panarelli.
L’arrivo di Pagni cambia gli scenari sul toto-allenatore, che vedono un ritorno di fiamma per Giacomarro (che il Picerno vorrebbe trattenere) ma un altro nome importante è quello di Auteri, (attualmente al Catanzaro) anche se è difficile arrivare al tecnico ex Gallipoli e Matera. I nomi più papabili sono quelli del lombardo Nevio Orlandi della Vibonese e di Pino Rigoli, quest’anno a Rende e una carriera da allenatore spesa prevalentemente tra Sicilia e Calabria.
A seguire la società inizierà a valutare le conferme dei calciatori (da non sottovalutare che la LND ha proposto considerare under le stesse classi di questa stagione (1999, 2000, 2001) e preparare la nuova stagione, della quale si avranno le prime indicazioni dal prossimo consiglio federale.

Taranto, Genchi: "In D c'è chi non arriva a 800 euro. Con il blocco, vantaggi alle società"

Giuseppe Genchi, capitano del Taranto, ha rilasciato un’intervista ai colleghi di giornalerossoblu:
CORONAVIRUS – “Sono riuscito a lavorare da casa, avendo molto spazio, per non perdere la forma fisica. Ho seguito i programmi del preparatore e quando si è chiusa ufficialmente la stagione mi sono adeguato in altro modo. Il calcio ci manca e siamo delusi per le decisioni prese, ma in questo momento la viviamo in maniera più serena, anche vedendo i dati dell’emergenza che migliorano giorno dopo giorno. Il calcio in momenti del genere passa in secondo piano”.
DECISIONI – “Bloccare gli stipendi in tutti i campionati dilettantistici è assolutamente sbagliato. Per bloccare un’intera categoria bisogna avere delle soluzioni in partenza, anche perchè sappiamo bene che i compensi in queste categorie non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli dei professionisti. C’è gente che non arriva a guadagnare neanche 800€ al mese e deve mantenere una famiglia. La Serie D tra l’altro non ti permette di svolgere un altro mestiere, in quanto gli allenamenti sono identici alle categorie professionistiche. La cosa che ci fa più male è vedere che a breve riapriranno anche i campetti e si potrà giocare a calcetto, la differenza tra una partita di Serie D ed una partita tra amici è inesistente perchè si verrebbe comunque a stretto contatto. Questo ci ha lasciati senza parole. Se non ci fossero state tali contraddizioni ci saremmo rassegnati a questa situazione ma in questa maniera è quasi una presa in giro. E’ chiaro che la maggior parte delle società hanno dei vantaggi in questo blocco dei campionati perchè le squadre che avevano già raggiunto la salvezza hanno potuto risparmiare tre mesi di stipendi, quelle in testa sapevano già di andare in Serie C e magari anche le squadre in griglia playoff non hanno mai avuto il reale interesse di ricominciare in quanto sappiamo che gli spareggi non servono a niente. E’ logico che la quasi totalità delle squadre abbia pressato verso la chiusura anticipata, penalizzando i calciatori ma anche le squadre che non hanno potuto lottare per il proprio obiettivo”.
PAGNI – “Non lo conosco personalmente ma so quello che ha fatto nel mondo del calcio e le vittorie che ha conquistato parlano da sole. Penso che sia un nome importantissimo per Taranto ma non so quanto siano solide le basi, un incontro può voler dire tante cose. Mi auguro che possa arrivare perchè se si punta su un direttore del genere penso sia ovvio che si vorrà fare qualcosa di importante”.
PERMANENZA – “Sono sei anni che mi chiedono se mi faccia piacere restare a Taranto ed io rispondo sempre nello stesso modo. E’ dal mio primo anno che mi sento legato a questa città perchè mi ha dato tantissimo, la volontà di restare c’è sempre perchè ormai riportare il Taranto in C è diventata una questione di principio. Per venire a Taranto ho rinunciato ad offerte più importanti ed anche per la prossima stagione ho il mio mercato ma la volontà è quella di rimanere e non di certo per convenienza mia o della società. A Taranto il primo anno guadagnavo la stessa somma del secondo, dopo aver fatto ventisette gol e non ho mai preteso cifre astronomiche”.
CONTESTAZIONE – “Parlo con il cuore e con estrema sincerità: se dovesse arrivare una mia riconferma ma non sarò messo nelle condizioni di esprimermi al meglio me ne andrò perchè altrimenti farei il male del Taranto ma anche mio. La mia scelta è scontata e l’ho detta prima, se la società vorrà puntare ancora su di me ma la tifoseria non sarà di questa opinione e lo dimostrerà contestandomi o in altre maniere, andrò via. Sicuramente il rispetto della piazza va meritato, ma partire prevenuti perchè la scorsa stagione è andata male non mi permetterebbe di giocare come so e si troverà un’altra soluzione, lasciando il posto a qualcun’altro”.
ENTUSIASMO INIZIALE – “Quando c’è tanto entusiasmo tutto viene più facile. Ricordo bene il giorno della presentazione in cui fui atteso da tanti giornalisti e tanti tifosi contenti del mio ritorno. Penso che sia l’unico ricordo bello dell’annata. La stagione purtroppo sappiamo tutti com’è andata ed il giudizio si è ribaltato. Bisogna anche avere rispetto per la volontà della tifoseria, la gente si può stufare ed è un dato di fatto da accettare”.
RAPPORTO CON LA STAMPA – “E’ capitato spesso in passato che anche dopo una partita difficile almeno un calciatore andasse in sala stampa a parlare. Quest’anno purtroppo c’è stata una confusione generale e sono state tirate fuori notizie sbagliate: quando uno spogliatoio viene attaccato il rapporto di fiducia con la stampa viene a mancare. Io leggo poco perchè a Taranto è meglio fare così, però so che quest’anno sono state scritte notizie false ed interviste travisate. Il silenzio stampa è arrivato di conseguenza. Quando ci sono voci false di calciomercato non dev’essere il calciatore direttamente interessato a smentirla, ma qualcun’altro. E’ mancata la voce di qualcuno a negare queste notizie sbagliate, anche perchè per assurdo mi sarei trovato a smentire notizie che in realtà erano veritiere e magari ancora non si erano concretizzate. Sono mancate le smentite al momento giusto”.
RAPPORTO CON D’AGOSTINO – “Io ho la mia personalità e lui la sua. Personalmente andavo avanti per la mia strada e posso dire che non c’è mai stato uno scontro tra noi. A volte si fanno azioni per non scombussolare lo spogliatoio e se ci sono rami marci vanno tagliati, altrimenti finisce per rovinare tutta la pianta. Il ramo ad un certo punto della stagione era anche guarito ma poi è stato aggiunto altro veleno e la pianta ha iniziato a marcire. Inizialmente si era giunti ad una soluzione per compattare lo spogliatoio ma dopo un po’ sono ripartiti i “giochetti”. Lo spogliatoio è sacro e non si deve parlare alle spalle degli altri all’esterno, altrimenti va a finire come quest’anno in cui ad un certo punto non si è capito più niente. Se un giocatore da inizio novembre legge di dover andar via è normale che giochi con una mentalità sbagliata e senza voglia. Io in primis se so di dovermi cercare un’altra squadra cerco di essere prudente e di dare qualcosa in meno, anche per evitare infortuni. In una situazione normale ad inizio mercato viene comunicato ai giocatori interessati la possibilità di andar via e solo dopo averli venduti si parla con la stampa. Leggevo sui giornali tante cose private che nello spogliatoio non uscivano, non deve esistere una situazione del genere. Succede ovunque ed in tanti spogliatoi ma è dannoso per la squadra”.
CALCIOMERCATO – “Nella seconda parte della stagione la qualità è rimasta, ma la rosa era troppo corta. Siamo usciti indeboliti dal mercato. Quando si destabilizza uno spogliatoio non è facile e le notizie poi si sono rivelate false perchè per esempio io, Matute o Allegrini, che eravamo dati per partenti, siamo regolarmente rimasti come tanti altri”.
I MISTER – “Il mister Ragno ha fatto la squadra più forte degli ultimi anni per la categoria. Penso che questa squadra è pari solo a quella del mio primo anno a Taranto. Sono state fatte scelte ponderate ma spesso quando una squadra non si riesce a confermare sul campo, la colpa viene data all’allenatore. Penso però che quando si cambia un allenatore, il sostituto deve far collimare le proprie idee tattiche con la rosa a disposizione altrimenti si creano problemi. E’ successo proprio questo, con Panarelli che è stato costretto a mettere fuori ruolo tanti giocatori. Quando si sfruttano diversamente le caratteristiche dei giocatori è una scommessa: se da Genchi in un ruolo ci si poteva aspettare il massimo, in un altro si è trovato ad esprimersi al cinquanta percento”.
FUORI ROSA PER 24 ORE – “Il presidente capì male una mia affermazione, interpretandola in maniera fortemente diversa rispetto a quello che in realtà dissi. A dire il vero non fui mai messo fuori rosa perchè era già in programma un incontro chiarificatore che non durò neanche un quarto d’ora, fu un semplice fraintendimento”.

Taranto, si fa strada l'idea di un ritiro precampionato in città

Il coronavirus ha cambiato molte delle nostre abitudini e, almeno fino a quando non si troverà un vaccino, se si troverà, dovremo conviverci. Gli effetti nefasti del covid si sono riverberati in particolar modo in un settore come il calcio: partite senza la passione degli spettatori, niente abbracci tra calciatori dopo un gol e tanti controlli.
Proprio in virtù di questa nuove disposizioni, il Taranto starebbe pensando di far svolgere il prossimo ritiro pre campionato proprio in riva allo Ionio. I calciatori potrebbero essere ospitati per tre settimane al Relais Histò, dove svolgerebbero il lavoro aerobico per poi trasferirsi allo “Iacovone” nelle ore meno calde della giornata (anche in notturna) per riprendere confidenza con il pallone.
Ovviamente, si tratta solo di un’ipotesi perché la decisione definitiva verrà presa di concerto con il nuovo allenatore.

Taranto, qualcosa si muove. Sarà una settimana importante

La scorsa settimana per i nostri attentissimi lettori avevamo chiesto alla società di uscire allo scoperto, di far capire a tutti i tifosi e seguaci del Taranto quale impronta voleva dare la società di Massimo Giove alla nuova stagione, in un periodo di forti incertezze per il calcio in generale. Dare una prova di esserci.
Questa settimana è stata foriera di tante novità, alcune che hanno fatto piacere alla piazza, altre un po’ meno. La prima, la più importante è legata al progetto tecnico: il Taranto ha incontrato Danilo Pagni, ex DS dell’era Blasi che sembra davvero in procinto di accasarsi in rossoblù. Parlando con il dirigente calabrese ci ha impressionato la lucidità di visione: scegliere una squadra significa scegliere un percorso da fare insieme alla dirigenza, che deve portare a risultati non solo sportivi. Ed essenzialmente è questo che è mancato al Taranto: un percorso abbastanza lungo. Se son rose, fioriranno si dice.
La società le aveva preannunciate un paio di settimane fa ed ecco arrivare a sorpresa, di lunedì pomeriggio, un trittico di novità: il nuovo sito, il nuovo logo e il nuovo addetto stampa. I tifosi si sono scatenati alla vista del nuovo stemma sociale, con pareri fortemente critici (è in corso il nostro sondaggio e le percentuali di voto sono quasi bulgare su oltre 1.200 voti on-line): ma a determinare le sorti di una squadra non c’è il logo, la “forma”, in generale: quello che rende una società forte e affidabile è la “sostanza”. E la gente si aspetta proprio ciò, i risultati, unica medicina per guarire il malato. Sui gusti non si discute, ma se la finalità del “rebranding” della società è un fatto squisitamente di merchandising, sarà proprio questo settore a determinarne il successo.
Apprendiamo con soddisfazione il ritorno in rossoblù del dottor Eligio Galeone nel ruolo di responsabile dell’area comunicazione, una scelta di primo livello. Il buon Eligio è alla sua seconda esperienza con la presidenza Giove: il nostro in bocca al lupo è sincero e siamo certi che la sua professionalità emergerà netta. Nel frattempo il vecchio predecessore, che a dicembre scorso aveva etichettato alcuni suoi colleghi inetti e frustrati, ha salutato l’ambiente su Facebook con un predicozzo in stile Osho. Insomma, diciamo che non è rimasto proprio affezionato all’ambiente.

Taranto, Genchi: “Spogliatoio sacro: se metti il veleno e non l’acqua…”

A campionato finito, arriva il momento della resa dei conti. Il primo a togliersi qualche sassolino è Beppe Genchi, che prende di mira soprattutto Panarelli e il suo modo di giocare, a lui non congeniale. L’attaccante barese non ci gira attorno e a domanda precisa risponde: “Con Ragno avrei segnato molto di più”. La rivelazione arriva nel corso di Tifo Web, trasmissione curata dai colleghi di giornalerossoblu.it. “Non è una questione di bravura – prosegue Genchi -, perché entrambi gli allenatori hanno delle qualità, ma con Ragno venivo impiegato nel mio ruolo naturale, in attacco. Quando è andato via le cose sono cambiate, mi è stato chiesto altro: da professionista sono stato costretto ad adeguarmi alle nuove direttive, ma la gente non può pensare che possa fare gol giocando in un ruolo che non è il mio. Il bravo allenatore si vede soprattutto quando riesce a tirare fuori il meglio da ogni calciatore. Evidentemente, il modulo tattico di Ragno esaltava le mie caratteristiche, con Panarelli mi sono sacrificato. Credo di non essere stato il solo, e quando snaturi troppo una squadra, a risentirne è la qualità”.
“RAMO MARCIO” Beppe Genchi prova a spiegare la stagione fallimentare con una metafora: “Lo spogliatoio è sacro. Immaginate che all’interno di quelle quattro mura ci sia una piantina: se ogni giorno si alimenta sopravvive, ma se al posto dell’acqua ci metti del veleno appassisce e muore. In uno spogliatoio ci vuole rispetto per il gruppo, non bisogna nascondersi parlando all’orecchio. Tutte queste cose avvelenano l’ambiente. Cosa è successo? Non lo dirò mai, ripeto: lo spogliatoio è sacro. Purtroppo, sono state fatte delle scelte a cui non si è più potuto porre rimedio. Un esempio? Il mercato. Sono andati via diversi calciatori di qualità, ma non tutti sono stati rimpiazzati: la qualità c’era, ma numericamente eravamo pochi.
FUTURO “Pagni? Non lo conosco personalmente, però ha vinto tanto. Non so se arriverà, ma è certo che resterò solo se funzionale al progetto. In caso contrario, andrò via perché non voglio essere di peso a nessuno”.