ZEMAN: “NON ESISTONO GARE FACILI”

“Non esistono gare facili, esistono gare che bisogna rendere facili facendo quello che sappiamo fare”. Zdenek Zeman sgombra subito il campo, la gara d domani contro il Monterosi è da affrontare con la massima attenzione, sarà una squadra diversa da quella affrontata all’andata, non foss’altro che domani sulla panchina dei laziali ci sarà Menichini: “Lo conosco bene – ammette Zeman – da secondo di Mazzone l’ho affrontato tante volte, schiera le sue squadre sempre alla stessa maniera, imposta le gare su difesa e contropiede e noi dobbiamo essere bravi a leggere bene la gara e approfittare dei loro punti deboli”.
Infine un occhio al futuro: “La classifica dice che il Bari è avanti a tutti anche se squadre con la Turris dal punto di vista del gioco hanno fatto meglio. Noi nel girone di ritorno dobbiamo sfruttare bene il fattore campo visto che qui dovranno venire il Bari, il Catanzaro, l’Avellino ed il Palermo”.

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ZEMAN: “MENO QUALITÀ E PIÙ AGONISMO MA SIAMO STATI BRAVI”

“Oggi non era facile riprendere la gara nei minuti di recupero, è stata una partita dove non si è vista molta qualità, abbiamo giocato più sull’agonismo ma siamo stati bravi”.

Pacato, sereno, soddisfatto. Zdenek Zeman entra soddisfatto in sala stampa a fine gara rimarcando la prova dei suoi ragazzi e avendo anche qualcosa da recriminare: “Oggi abbiamo sbagliato qualche gol come Di Pasquale nel primo tempo. Devo dire che Di Pasquale poi si è rifatto con un gran gol”.
A chi gli fa notare le distrazioni della difesa Zeman risponde spiegando: “Noi avevamo problemi solo a prendere maniero sui colpi di testa, abbiamo preso 2 gol su palle ferme”.
Sul futuro del Foggia Zeman dà appuntamento a tutti allo Zaccheria: “Io sono sicuro che al ritorno faremo bene, abbiamo in casa tutte le gare più difficili, Bari, Palermo, Catanzaro, lo stesso Avellino vediamo che succede”.

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ZEMAN: “AD AVELLINO PER IMPORRE IL NOSTRO GIOCO”

“L’Avellino è una squadra di carattere, una squadra aggressiva sul piano fisico e noi speriamo di riuscire ad evitarli spostando prima la palla, è una squadra che rispecchia il suo allenatore, d’altronde Braglia anche a Foggia ha cercato di giocare con aggressività e puntare sul piano fisico e poi hanno buone individualità, hanno una buina difesa, e infatti è la squadra che ha perso meni di tutti”.
Zeman passa l’Avellino ai raggi x. Nella conferenza stampa pre-gara il mister rossonero elenca con chirurgica precisione tutti i punti di forza degli irpini, ovviamente, però, non ha nessuna intenzione di partire battuto: “Noi dobbiamo rispondere alla loro aggressività spostando velocemente la palla, poi non dobbiamo farci intimorire, dobbiamo evitare le proteste. Noi, come sempre andremo a giocare a calcio e proveremo a vincere la partita”.
Rispetto per tutti paura per nessuno, tanto per essere chiari.
Sugli uomini a disposizione Zeman è lapalissiano anzi zemaniano: “A Pescara ho vinto il campionato con 15 giocatori, qui me ne mancano 5 ma ne ho altri 20 la squadra si fa sempre”.
E quando provano a schierare un Foggia più prudente, magari rinunciano a Tuzzo per il più fisico e difensivo Martino Zeman non ha dubbi: “Noi proveremo a vincere e un attaccante in meno non ci farebbe fare bene”.

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AVELLINO-FOGGIA, L’ULTIMA VITTORIA PORTA LA FIRMA DI ZEMAN

Chiamatelo Piazza d’Armi, chiamatelo Partenio, chiamatelo Adriano Lombardi, fatto sta che per il Foggia ad Avellino è sempre stata dura. A volte (spesso) di goleada, a volte di misura ma il Foggia dall’Irpinia poche volte è tornato felice.
10 sconfitte, 5 vittorie, 3 pareggi questo il bilancio, poco lusinghiero, in 18 incontri di campionato, vediamo le curiosità principali.
Goleade
Dicevamo delle sconfitte, nette, pesanti, vere e proprie batoste.
Per 2 volte, nel 1953 in IV Serie e nel 2017 in Serie B, la gara è finita 5-1 per i biancoverdi.
In 4 occasioni il Foggia ne ha presi 4. In una sola occasione, nel 2005 i rossoneri riuscirono a segnarne 2 con Mounard e Cellini, nelle altre tre occasioni, nel 1949, nel 2012 e nel 2021 scena muta assoluta.
La delusione
Il 3-0 del 17/06/2007 rimarrà, negativamente, nella storia del Foggia. Tra la gente rossonera basta un aggettivo (maledetto) e un nome (Rivaldo) per evocare tristissimi ricordi. È la finale di ritorno play-off del campionato di serie C. All’andata, allo Zaccheria, el pescador Salgado aveva regolato con un gol d’astuzia gli irpini. Al Partenio il Foggia va con 2 risultati utili su 3. I rossoneri si giocano la gara alla grande. Vanno vicini al gol una, due, tre volte. Mastronunzio, Salgado, ancora Mastronunzio sfiorano il vantaggio ma non passano. A 5 minuti dalla fine Ametrano si fa espellere lasciando in 10 i suoi compagni.
Sembra fatta.
Sembra.
A un minuto dalla fine su respinta da calcio d’angolo, Rivaldo inventa un tiro a volo da fuori area che si infila alle spalle di Marruocco.
Incredibile! Ma vero.
Si va ai supplementari, ci sarebbe ancora speranza, l’Avellino è in 10. E invece…
3000 persone si riversano ai bordi del campo. I supplementari si giocano in un clima di intimidazione evidente verso i rossoneri. Il signor Tommasi di Bassano del Grappa non ha il coraggio di sospendere la gara e di ricacciare la gente sugli spalti. Il resto lo fanno Biancolino ed Evacuo.
Finisce 3-0, in B ci va l’Avellino.
Le gioie
Poche, abbiamo detto, sempre di misura, ma significative.
La prima, 3-2 nel ’51, in serie C. La seconda, 1-0 in IV Serie, nel ’57. La terza, 1-2, nel ’60 con doppietta di Vittorio Nocera. E veniamo alle ultime due. L’undici febbraio del 1990 il Foggia passa grazie ad un gol di Beppe Signori. È un Foggia che rivede la B dopo 17 anni, un Foggia che sta mettendo le basi per quello che diventerà il periodo più bello della sua storia.
Il 7 aprile del 1991, poco più di un anno dopo, un Foggia lanciato in corsa verso la promozione in serie A sbanca il Partenio grazie a una doppietta di Ciccio Baiano. Il gol di Battaglia anestetizza, ma non evita, la sconfitta biancoverde. Di lì a un mese il 5-1 contro la Triestina sancì il ritorno in A tra l’entusiasmo di uno Zaccheria che impazzisce di gioia.
Da allora solo pareggi, due, nel 1995 e nel 1999, o sconfitte, sei.  Trent’anni di bocconi amari. Un tempo troppo lungo, una tradizione, negativa, da spezzare.
Ah! Piccolo particolare.
Sulla panchina delle ultime due vittorie al Partenio-Lombardi sedeva Zdenek Zeman…

03/04/1949 Serie C 4-0 15/04/1951 Serie C 2-3 Leonzio (R), Lanciaprima, Di Fonte 11/01/1953 IV Serie 5-1 Orlando (R) 27/12/1953 IV Serie 0-0 03/11/1957 IV Serie 0-1 Bortolotti 18/04/1960 IV Serie 1-2 Nocera, Nocera 09/03/1975 Serie B 2-0 22/02/1976 Serie B 2-0 11/02/1990 Serie B 0-1 Signori 07/04/1991 Serie B 1-2 Baiano (R), Baiano 17/09/1995 Serie B 0-0 26/02/1999 Serie C1 1-1 Oshadogan 20/02/2005 Serie C1 4-2 Mounard, Cellini 18/02/2007 Serie C1 2-0 17/06/2007 Fin. Playoff C 1-0 (3-0 dts) 18/03/2012 Serie C 4-0 09/09/2017 Serie B 5-1 Mazzeo 17/02/2021 Serie C 4-0

ZEMAN: “OBIETTIVO 30 RAGGIUNTO, SPERO MEGLIO NEL RITORNO“

“Buon primo tempo, abbiamo fatto meglio noi. Nel secondo tempo ci siamo allungati e loro sono stati più bravi a creare azioni pericolose”. Questo è il commento chiaro e lucido di mister Zeman nel post partita contro la Virtus Francavilla.  Sulla gestione della gara chiosa: “L’arbitro non mi è piaciuto”. Non è mancato un commento sulla situazione della classifica: “Volevo arrivare a 30 punti e, sul campo, ci siamo riusciti. Speriamo di fare ancora meglio nel girone di ritorno”.

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ZEMAN: “PORTARE IN CAMPO IL LAVORO SETTIMANALE”

Uno sguardo alla sconfitta di Catanzaro, un piccolo bilancio della stagione, un passaggio sul mercato che sta per aprirsi e un’occhiata all’immediato futuro.
C’è un po’ di tutto nella conferenza stampa pre-gara di Mister Zeman.
Impossibile, quindi, non cominciare dalla sconfitta in terra di Calabria: “Io penso che non ci sia squadra che gioca bene per tutti i 90 minuti, noi abbiamo momenti buoni e momenti cattivi e dobbiamo saper sfruttare i momenti buoni. A Catanzaro non ci è riuscito niente di quello che abbiamo provato e, inoltre, credo abbia influito molto il terreno: per chi, come noi, vuol, giocare palla a terra è molto difficile farlo su questi campi”.
Argomento gol. Domanda: Perché in attacco segnano solo Curcio e Ferrante? Risposta lapalissiana: “Perché non ho attaccanti. Merola e Di Grazia sono fuori da tempo, Tuzzo ha fatto un gol, e ne può fare altri, ma, a dire il vero, a me non interessa chi fa gol: basta che li facciamo”.
Poi il discorso scivola sul grado di soddisfazione per il cammino fatto e sul mercato alle porte: “Io sono soddisfatto: abbiamo una squadra completamente nuova, abbiamo conquistato 28 punti sul campo: se giriamo alla fine del girone d’andata a 30 punti credo sia un buon risultato. Sul mercato dico che abbiamo degli obiettivi per migliorare la squadra, speriamo che riusciamo a raggiungerli”.
La chiusura è sull’avversario di domani: “Il Francavilla è una buona squadra, ha buoni giocatori e gioca un bel calcio, giocheranno a 5 dietro? Contro di noi la maggior parte delle squadre gioca così, noi dobbiamo essere bravi a sfruttare lo spazio e per farlo dobbiamo prima giocare nel mezzo e poi andare in area di rigore. Domani voglio in campo ordine tattico, io ci tengo che in partita ci riesca quello che proviamo in settimana in allenamento e spero che la squadra si concentri sulla fase difensiva”.

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ZEMAN: “HA VINTO CHI HA FATTO GOL”

“La partita è stata equilibrata, abbiamo giocato di più noi ma nel calcio valgono i gol e quelli li hanno fatti loro”.
Zeman fa un’analisi lucida del match contro il Catanzaro.

“Abbiamo costruito molte occasioni ma non siamo riusciti a finalizzare. Alla squadra non rimprovero nulla perché ho visto l’impegno. Certo, nel primo tempo dovevamo approfittare di più delle occasioni avute!”

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ZEMAN: “IL CAMBIO DI ALLENATORE A CATANZARO NON CI VOLEVA”

“Domani giochiamo contro una squadra che alla vigilia di questo campionato veniva indicata come una corazzata, una squadra che avrebbe dovuto lottare per la promozione diretta e invece, è abbastanza indietro”.
Focus, inevitabile, sul Catanzaro per Zdenek Zeman alla vigilia della sfida contro i giallorossi calabresi. Un focus che non può non passare dal cambio alla guida tecnica avvenuto in settimana:
“Il cambio dell’allenatore è una qualcosa che forse non ci voleva in questo momento, solitamente il cambio della guida tecnica dà sempre una piccola scossa. Certo quando si cambia allenatore vuol dire che qualcosa non funzionava”.
Poi si passa agli indisponibili: “Non ci saranno ancora Markic, Di Grazia, Merola e Alastra. Partirà con noi, invece, Rocca”.
La chiusura è su Ferrante che a luglio virò decisamente verso il Foggia di Zeman dopo che era già sulla strada di Catanzaro: “Sono contento che ha scelto noi, io l’ho avuto a Roma, l’ho portato in panchina in Coppa Italia speriamo che si riesca a migliorare sempre di più”.

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CATANZARO-FOGGIA: ZEMAN, TI RICORDI? – Calcio Foggia 1920

Sette pareggi, quindici vittorie del Catanzaro, otto per il Foggia.
Da Pavanello a Curcio passando per Fratena e Pidone.
Catanzaro-Foggia porta con sé tanti spunti interessanti, tante curiosità e soprattutto: tante gare.
Sono state 30, finora. In A, in B, in C1 e in C2. Rossoneri e giallorossi si sono sfidati in quasi tutte le categorie con amarcord statistici molto suggestivi.
Vediamone i più interessanti.
Dicevamo di Pavanello: è stato il primo rossonero a fare gol alla formazione calabrese.
Stagione 1934/1935, i giallorossi si chiamano Catanzarese ed è la prima volta che le due squadre si incontrano. Il Foggia perde sonoramente. Il già citato Pavanello segna il momentaneo pareggio, dopo il vantaggio calabrese di Dapas, poi i padroni di casa calano il poker: finirà 5-1.
Non male come inizio!
L’anno dopo succede di tutto. Catanzaro e Foggia si ritrovano alla 31’ giornata, è il 2 giugno del 1947. La sfida è decisiva per la salvezza di entrambe. I giallorossi passano in vantaggio con Sacco, ma il Foggia impiega un solo minuto per pareggiare con Catalano. Il pari fa comodo al Foggia. Al 72’ però accade l’imponderabile. L’attaccante giallorosso Venditto si invola verso l’estremo rossonero Bisson angola il tiro ma colpisce il palo e la palla torna in campo. Il Foggia crede di aver scampato il pericolo ma il direttore di gara, il signor Banti di Pontedera, tra l’incredulità dei rossoneri, assegna la rete al Catanzaro. In campo scoppia il finimondo, le proteste rossonere sono veementi, il più esagitato è il rossonero Citarelli che per la rabbia sferra un pugno ad un guardalinee. La partita viene sospesa. Il Foggia perderà la gara per 2-0 per decisione del giudice sportivo. La sconfitta decreterà la retrocessione del Foggia in C e, tra l’altro, non servirà nemmeno al Catanzaro che subirà la stessa sorte del Foggia.
Per trovare la prima vittoria a Catanzaro del Foggia bisognerà andare alla stagione successiva. Il Foggia si impone per 3-1 grazie alla doppietta di De Brita e al gol, questa volta valido, di Catalano.
Catanzaro-Foggia ha anche un precedente, amaro per i rossoneri, in A. Nella stagione 1976/1977, sul campo neutro di Reggio Calabria, i rossoneri soccombono per 3-1. All’autorete di Pirazzini fa seguito il raddoppio di Improta. Nella ripresa il gol di Domenghini sembra riaprire la gara ma a 10’ dalla fine il giallorosso Michesi sigla il definitivo 3-1. A fine stagione i rossoneri si salveranno a scapito proprio del Catanzaro che finirà in B assieme a Sampdoria e Cesena.
E veniamo a Zeman, fresco di festeggiamenti per la centesima vittoria in rossonero contro i calabresi della Vibonese. Una serie iniziata nel lontano 1986. indovinate con chi?
Contro il Catanzaro, of course.
È il 28 settembre 1986. A Catanzaro si gioca la seconda gara della stagione. Sulla panchina rossonera siede un, quasi sconosciuto, allenatore boemo. Lo ha scovato a Licata Peppino Pavone. Con i siciliani ha intervallate gare spettacolari e sconfitte incredibili. E proprio con una di queste inizia la sua avventura in rossonero. All’esordio allo Zaccheria il Foggia domina, letteralmente, il Sorrento. i campani, dopo essere passati in vantaggio al 10’ vengono annichiliti dai rossoneri che, però, falliscono un numero incredibile di palle gol. Finisce 1-0 e, nonostante, la bella prova partono i primi mugugni. A Catanzaro, però, c’è subito il riscatto. Anche qui partenza in salita. Dopo 3’ i giallorossi sono già in vantaggio. Stavolta, però, il Foggia trova il gol, anzi ne trova due. Fratena prima, e Pidone, poi, su rigore, ribaltano il risultato. Per il Foggia è la prima vittoria della stagione contro una squadra, peraltro, che a fine campionato volerà in B. Per Zeman è la prima di una lunga serie di vittore che, ci auguriamo, non si esaurisca mai.
E veniamo ai giorni nostri.
L’ultimo squillo rossonero in terra calabrese porta le firme di Di Piazza e Mazzeo. Il gol di Maita riaccende le speranze giallorosse ma non basta, finisce 2-1 per i rossoneri di Stroppa che a fine stagione festeggeranno una storica promozione in B.
Stesso punteggio, ma a favore dei giallorossi, quello registrato nell’ultima sfida tra le due formazioni. Un anno fa, il 18 ottobre, i giallorossi passano con Evacuo. Il pareggio di Curcio, su rigore, riequilibra la gara. Nella ripresa Carlini sigla il definito 2-1 chiudendo, per il momento, la storia degli incontri tra le due formazioni.
Prossimo capitolo: domenica 5 dicembre… all’ora di pranzo.
Perché Catanzaro-Foggia non è mai stata una partita banale!

1 1934/1935 B Catanzarese Foggia 5 – 1 Pavanello 2 1946/1947 B Catanzaro Foggia 2 – 0 Catalano 3 1947/1948 C Catanzaro Foggia 1 – 3 De Brita(2), Catalano 4 1948/1949 C Catanzaro Foggia 0 – 0 5 1949/1950 C Catanzaro Foggia 0 – 2 Geraci, Sbardellini 6 1950/1951 C Catanzaro Foggia 1 – 0 7 1951/1952 C Catanzaro Foggia 2 – 1 Di Fonte 8 1958/1959 C Catanzaro Foggia 0 – 0 9 1960/1961 B Catanzaro Foggia 3 – 1 Merlo 10 1962/1963 B Catanzaro Foggia 2 – 0 11 1963/1964 B Catanzaro Foggia 1 – 0 12 1967/1968 B Catanzaro Foggia 1 – 1 Traspedini 13 1968/1969 B Catanzaro Foggia 1 – 1 Banelli 14 1969/1970 B Catanzaro Foggia 2 – 1 Villa 15 1972/1973 B Catanzaro Foggia 2 – 0 16 1974/1975 B Catanzaro Foggia 1 – 1 Doldi 17 1975/1976 B Catanzaro Foggia 0 – 0 18 1976/1977 A Catanzaro Foggia 3 – 1 Domenghini 19 1984/1985 C1 Catanzaro Foggia 3 – 2 Tappi, Sassarini 20 1986/1987 C1 Catanzaro Foggia 1 – 2 Fratena, Pidone 21 1989/1990 B Catanzaro Foggia 0 – 1 Fonte 22 1999/2000 C2 Catanzaro Foggia 1 – 1 Pietranera 23 2000/2001 C2 Catanzaro Foggia 2 – 1 ricchetti 24 2001/2002 C2 Catanzaro Foggia 3 – 1 Del core 25 2002/1903 C2 Catanzaro Foggia 1 – 2 Greco, Del Core 26 2003/2004 C1 Catanzaro Foggia 1 – 0 27 2014/2015 C Catanzaro Foggia 3 – 0 28 2015/1916 C Catanzaro Foggia 0 – 3 Sarno, Agnelli, Sarno 29 2016/2017 C Catanzaro Foggia 1 – 2 Di Piazza, Mazzeo, Maita 30 2020/2021 C Catanzaro Foggia 2 – 1 Evacuo, Curcio(R), Carlini

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ZEMAN: “CONTENTO PER GIOCO E RISULTATO”

“Sono contento del primo tempo non solo per il risultato ma, soprattutto, per il gioco costruito”. Zeman commenta così la gara con la Vibonese. “Nel secondo tempo abbiamo sofferto un po’ ma siamo riusciti comunque a costruire tre palle gol oltre il rigore”. Sulla classifica non si accontenta: “Mi aspetto sempre qualcosa in più”. Non è mancata una battuta sulle sue cento vittorie in rossonero: “Non le ricordo tutte ma, sicuramente, la più prestigiosa è stata il 2-1 contro la Juventus. Quella contro il Bari? No, quella è stata facile vincere”.

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ZEMAN: ”NON ESISTONO PARTITE FACILI”

“La Vibonese è squadra esperta, partecipa alla C da diversi anni, magari quest’anno non sta andando molto bene ma questo non vuol dire nulla, non esistono gare facili, noi dobbiamo affrontare la Vibonese alla stessa maniera in cui affronteremmo il Bari”.
Zdenek Zeman, alla vigilia della sfida contro la Vibonese, smorza subito facili entusiasmi: per lui Bari e Vibonese pari sono, almeno nello spirito con cui affrontarle e specifica anche cosa ha di buono la formazione di D’Agostino: “Loro hanno un buon centrocampo e speriamo di non farlo rendere al massimo”.
Poi si passa al capitolo infortuni: “Non riusciamo a recuperare nessuno, anzi a Markic, Rocca, Di Grazia e Merola si aggiunge Alastra che a Campobasso si è stirato al quadricipite calciando un rinvio”.
Poi fa una carezza a Tuzzo: “Da quando gioca lui in attacco abbiamo molte più occasioni, lui stesso ha molte occasioni ogni gara, ancora non riesce a metterle a frutto ma sono certo che ci riuscirà presto”.
La chiusura è sul futuro: “Ho sempre detto che questa squadra ha ampi margini di miglioramento, spero che diventi presto una farfalla, chi ha memoria ricorderà che nel primo torneo di B con me, con una squadra tecnicamente più forte di questa, alla fine dell’andata eravamo molto indietro, io spero che questa squadra maturi prima”.

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ZEMAN: “POCA LUCIDITÀ NELLA SECONDA PARTE DI GARA”

“Abbiamo preso gol dopo un fallo netto su Petermann non fischiato e dopo il pari non siamo riusciti a esprimere quanto di buono fatto nella prima frazione di gara”. Così mister Zeman commenta la gara contro il Campobasso.

“Nella seconda frazione di gara non ci è stato fischiato nulla e non siamo riusciti ad avere la lucidità giusta per poter portare a casa i tre punti, anche i cambi effettuati non hanno dato quella spinta in più”.

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ZEMAN: “CAMPOBASSO MI PIACE MA VOGLIAMO VINCERE”

“Il Campobasso è una buona squadra, mi piace, gioca un bel calcio. In questo momento loro sono più organizzati di noi anche se noi abbiamo più corsa, ma… noi andiamo lì per fare un risultato positivo”.
L’elogio, la considerazione positiva dell’avversario non cambiano di una virgola l’intenzione di Mister Zeman alla vigilia della gara di domani: a Campobasso si va per vincere. Anche se i giocatori a disposizione sono sempre contati: “Domani mancherà ancora Rocca, non ci sarà Curcio che, lo sapete, è un giocatore importante, ma di sicuro non giocheremo in 10 e non dico a voi chi giocherà al posto di Curcio, prima lo sapranno i giocatori”. Un cenno, infine alla soddisfazione sulla rosa a disposizione: “Io sono contento della squadra che alleno, certo nella costruzione della squadra non sono arrivati alcuni giocatori perché hanno trovato spazio in A in B e altri perché avevano pretese troppo alte”.

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Zeman: “Voglio rivedere lo stesso Foggia che ha battuto la Paganese”


Zdenek Zeman, allenatore del Foggia, come riportato dal sito ufficiale rossonero, ha presentato così il match di domani: “Contro il Catania vorrei rivedere la squadra che ha battuto la Paganese, anzi vorrei che fosse anche meglio di quella. In settimana abbiamo provato alcune cose per contrastare i rossoazzurri, speriamo che riescano. Loro sono una buona squadra, hanno qualche problema tra infortunati e squalificati, ma quelli ce li abbiamo anche noi”.

Fonte:TuttoC.com

ZEMAN : “VOGLIO IL FOGGIA DI DOMENICA SCORSA”

“Contro il Catania vorrei rivedere la squadra che ha battuto la Paganese, anzi vorrei che fosse anche meglio di quella”.

Riparte dal 3-0 contro li campani d Grassadonia mister Zeman per presentare la sfida di domani contro il Catania: “In settimana abbiamo provato alcune cose per contrastare i rossoblu, speriamo che riescano”.

Infine un occhio ai problemi degli altri: “Loro sono una buna squadra, hanno qualche problema tra infortunati e squalificati, ma quelli cd l’abbiamo anche noi”.

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Zeman, 1000 panchine, intervista: “Io, il Foggia, Totti, la Juve e….”

Il boemo e le sue mille partite in panchina: “I tifosi meritano gol e spettacolo. Il Foggia fu una rivoluzione, Totti il top”

Andrea Di Caro

“Mi ricordo che faceva tanto caldo…”. È il 21 agosto del 1983, derby di Coppa Italia serie C, Licata-Agrigento Akragas: un ragazzo alto, biondo, magro, entra in campo, passo lento, sigaretta accesa tra le dita, guarda gli spalti e poi si dirige verso una panchina. Si chiama Zdenek Zeman, ha solo 36 anni, ed è il nuovo allenatore del Licata, alla sua prima partita da professionista dopo nove anni passati tra i dilettanti, dal Cinisi al Bacigalupo fino alla Primavera del Palermo.

In Sicilia sono già in tanti a conoscere questo giovane tecnico visionario, nato a Praga e nipote del famoso Vycpálek, con tante idee e così poche parole da essere soprannominato in seguito “u’ mutu”, il muto. Trentotto anni e 999 partite dopo, un signore di 74 anni, entra allo stadio Zaccheria di Foggia: i capelli si sono diradati e le rughe sul volto raccontano quanta vita c’è stata, in campo e fuori. Il passo è sempre lo stesso, così come il modulo proposto in campo: 4-3-3. Il coro che lo accompagna in panchina è quello familiare “Olé olé olé olé, Zeman, Zeman…”. Contro la Paganese finisce 3-0, gol spettacolo e sprazzi di Zemanlandia, vocabolo che la Treccani spiega così: “Sistema di gioco, fantasioso e votato all’attacco, ideato e adottato dall’allenatore di calcio boemo Zdenek Zeman”.

ZeMille… Complimenti, mister. Se lo ricorda quel Licata-Akragas?

“Certamente, finì 1-1, meritavamo di vincere ma sbagliammo troppe occasioni…”.

Che effetto le fa essere arrivato a questo traguardo in Italia?

“Mi fa capire che gli anni sono passati… Ma che qualcosa di buono devo averlo fatto per raggiungere un numero così alto di panchine”.

Se dovesse scegliere la partita più bella o la sua squadra che ha giocato meglio?

“In un lontano Udinese-Foggia ci ritrovammo in nove uomini, ma in campo sembravamo in 12: movimenti perfetti, pareggiammo. Il mio Licata in Serie C ha forse interpretato al meglio le mie idee… Ma se do queste risposte mi prendete per matto. E allora ammetto che il Foggia dei miracoli nel primo anno in A e quello che nel secondo arrivò nono pur avendo cambiato dieci undicesimi della squadra, rappresentò una rivoluzione. Che l’8-2 della Lazio alla Fiorentina di Ranieri, Batistuta e Rui Costa e il 4-0 alla Juve di Lippi, Del Piero e Vialli, furono spettacolo puro. E che il 5-0 della mia Roma al Milan di Capello, non fu una brutta partita… Il mio Lecce ebbe il secondo attacco della A, con 66 gol uno in meno della Juve campione. E non dimentico tante partite del Pescara che venne in A, quando Verratti, Immobile e Insigne erano solo bambini e non ancora campioni d’Europa”.

Una infinità di giocatori lanciati e valorizzati: carneadi fatti diventare calciatori e talenti fatti diventare campioni…

“Totti è stato il più grande di tutti, ma il suo talento non è stato merito mio. Signori quando lo volli non aveva mai segnato e divenne un bomber implacabile. Ma la soddisfazione maggiore è stata mandare in Nazionale da club piccoli, giocatori che non ci si erano mai avvicinati”.

Il mio calcio non è utopia. Ho sempre cercato anch’io il risultato, ma provando a ottenerlo con lo spettacolo e la bellezza

Zdenek Zeman

Lei non ha vinto scudetti e Coppe, eppure viene chiamato Maestro da tecnici enormi, come Sacchi e Guardiola, per la mentalità offensiva, le idee e il gioco d’attacco.

“Ringrazio chi lo dice, ho sempre pensato che per vincere bisognasse segnare un gol in più dell’avversario. E questo ho sempre chiesto alle mie squadre. Non è vero che non curavo la fase difensiva, ma l’obiettivo è sempre stato imporre il gioco, cercare il gol e soprattutto divertire il pubblico. Il mio calcio non è mai stato utopia: ho sempre inseguito anch’io il risultato, ma cercando di ottenerlo attraverso lo spettacolo e la bellezza, nel rispetto delle regole e di chi faceva sacrifici per venire allo stadio. Magari non sempre ci sono riuscito, ma non ho mai smesso, né smetterò mai di pensare che questa era è e sarà sempre la strada giusta”.

Mille partite in campo e altrettante fuori. Nel 1998 era all’apice della carriera quando affermò che il calcio doveva uscire dalle farmacie e dagli uffici finanziari. Le sue denunce durissime, coraggiose, spesso affrontate in solitudine, le hanno regalato la stima degli sportivi, ma frenato la carriera. Le rifarebbe?

“Senza nessun dubbio. Non mi sono mai pentito di quel che ho detto e sostenuto. Il tempo mi ha dato ragione e il riconoscimento della gente ancora oggi è per me motivo di grande orgoglio. Ho sempre cercato di difendere i valori dello sport e del calcio. Vincere barando, non rispettando le regole o, peggio ancora, mettendo a rischio la salute degli atleti è una pratica criminale. Sono scoppiati scandali, ci sono stati processi sportivi e ordinari, condanne. È stato dimostrato che c’era tanto marcio. Non so quanto le mie parole siano servite a sollevare il coperchio sulla deriva che il calcio stava prendendo. Ma so che tanti all’interno del Sistema sapevano e speculavano perché su quelle derive si costruivano vittorie e fortune, si esaltavano o affossavano carriere. Io ho solo detto ciò che ritenevo giusto. Mi addolora solo sapere che a pagare il prezzo delle mie denunce siano state anche le mie squadre in campo”.

Un bilancio 1000 partite dopo?

“Io mi sono divertito… Ringrazio i giocatori che mi hanno seguito e permesso di farmi conoscere e i presidenti che mi hanno dato un’opportunità, soprattutto quando era rischioso farlo. Spero di aver divertito chi è venuto a vedere le partite e di continuare a farlo a lungo. Perché non ho ancora finito…”.

La Gazzetta dello Sport

Foggia, Zeman: “Abbiamo fatto benino, possiamo giocarcela con tutti”


Una vittoria schiacciante per il Foggia, 3-0 il risultato finale allo Zaccheria contro la Paganese e come riportato da tuttocalciopuglia ha commentato così il successo il tecnico boemo Zdenek Zeman. “Abbiamo fatto benino. Non sarò mai soddisfatto finché non capiranno il mio gioco. I fischi presi mercoledì ci hanno fatto bene perché abbiamo preso coraggio e abbiamo capito che possiamo giocarcela con tutti”.

Fonte:TuttoC.com

Foggia, panchina numero 1000 per Zeman: l’omaggio della Lega Pro


Quella di oggi pomeriggio contro la Turris sarà la panchina numero 1000 in Italia per Zdenek Zeman. Per questo la Lega Pro si è voluta congratulare col tecnico boemo del Foggia, attraverso un post sui suoi canali social.

Fonte:TuttoC.com

ZEMAN: “VOGLIO SEMPRE FAR DIVERTIRE”

“Io mi diverto ancora ad allenare e voglio far divertire la gente”.
La filosofia non cambia. Zdenek Zeman ha sempre un unico obiettivo in mente: divertirsi e far divertire, certo del fatto che se si riesce a far divertire il pubblico i risultati non possono non arrivare. Poi, però, c’è anche il campo, il campionato, che per il Foggia si chiama Paganese: “Loro hanno un buon gioco ed hanno anche un buon allenatore, certo anche loro ho letto che hanno qualche problema”.
E qui è impossibile non guardare ai guai di casa nostra: “Recupererò Rocca e Petermann anche se non sono sicuro di poterli schierare domani. Restano fuori Merola, Di Grazia, Markic e Nicoletti”.
Poi il discorso scivola sulle altre squadre, sul campionato, sulle gare che, al momento della conferenza stampa, sono appena finite e che sentenziato: Bari sconfitto a Castellammare di Stabia: “È vero il Bari ha perso ma io vedo tante gare equilibrate: tutti possono vincere e perdere con tutti e non conta avere giocatori che hanno fatte 250 gare in B e 40 gare in A”.

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ZEMAN: “CREDERCI DI PIÚ” – Calcio Foggia 1920

“La squadra ha cercato di giocare, ha pressato tanto ma non siamo stati fortunati anche per qualche errore nell’arbitraggio”. Mister Zeman difende i suoi dopo la sconfitta contro l’Andria. “Sicuramente abbiamo sbagliato alcune scelte, occorreva più convinzione”. Sulla prestazione di Maselli afferma “non mi lamento, è un regista”. Sulle contestazioni dei tifosi al termine della gara chiosa “Giustamente loro vogliono i risultati, ma a questa squadra si può rimproverare tutto ma non la mancanza di impegno”.

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ZEMAN: “SAREI CONTENTO DI RIPETERE IL RISULTATO DEL CAMPIONATO”.

“Loro hanno cambiato l’allenatore, anche se i giocatori sono gli stessi, non credo che sarà lo stesso Andria del campionato ma io sarei contento di ripetere lo stesso risultato”.
Si accontenta di poco mister Zeman alla vigilia della gara di domani contro l’Andria valevole per il passaggio ai quarti di Coppa Italia.
Impossibile non fare, però, prima un passo indietro, alla gara di Picerno: “Il campo ha certamente influito sulla prestazione, ma noi dobbiamo saperci adattare. Secondo me giochiamo troppo la palla, abbiamo sempre un possesso palla superiore agli avversari, tiriamo in porta, le statistiche dicono che siamo in C quelli che tirano di più, ma non facciamo gol. È normale, poi, che qualche rischio lo prendi, e così arrivano i rigori che si potevano evitare”.
Sulla gara di domani dall’infermeria non arrivano buone notizie: “Siamo 18, a Nicoletti, Merola, Di Grazia e Markic, si sono aggiunti Rocca, che a Picerno ha preso una botta alla caviglia, e Petermann che ha un problema al ginocchio. Saremo in 19 ma ci devo provare, anche senza giocatori”.

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ZEMAN: “DOBBIAMO GIOCARE UN ALTRO CALCIO”

Zeman: “L’inizio è stato buono, abbiamo provato a giocare un pò più stretti. Con il gol ci siamo allungati, ma noi giochiamo un altro calcio”. Questa è l’analisi che mister Zeman ha fatto nel post gara. Sull’avversario afferma: “Il Picerno ha fatto bene. Pareggio meritato”.

Non è mancato un pensiero alla gara di coppa Italia di mercoledì contro l’Andria: “le competizioni ufficiali bisogna giocarsele tutte e, a parte gli infortuni, credo di confermare quasi tutti gli undici iniziali di oggi”.

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Zeman: “Proveremo a vincere” – Calcio Foggia 1920

“Palo vorrà dimostrare le sue qualità, la sua squadra probabilmente giocherà con molta accortezza dietro e poi proverà a ripartire in attacco, dovremo stare attenti ma proveremo a vincere”.
Non smentisce il suo credo mister Zeman in vista della trasferta di Picerno dove troverà, come allenatore, un ex rossonero. Vincere, o provare a farlo sempre, è nel DNA delle sue squadre. Così come accoglie con un sorriso la domanda di un cronista che gli chiede se, viste le assenze, potrebbe passare al 4-4-2: “Grazie, ma io non voglio cambiare i miei 50 anni di storia, le mie squadre giocano sempre con il 433 anche se poi gli altri ultimamente ci dicono che giochiamo con il 4-1-4-1 e hanno ragione visto che gli attaccanti esterni non vanno dentro”.
Sul rendimento della squadra mostra soddisfazione: “Sono abbastanza contento perché la squadra cerca di imporsi sempre e infatti non ci ha messo sotto nessuno, però ci abbiamo problemi in attacco, anche se le statistiche dicono che tra tutte le 60 squadre della Lega Pro siamo tra quelle che tira di più”. La chiusura è sugli infortunati: “Domani non potremo contare su Di Grazia, Markic, Di Pasquale e Merola, ho meno soluzioni a disposizione ma va bene così”.

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Foggia, Zeman: “Attacchiamo ma non arriviamo al goal”


“Come volume di gioco abbiamo giocato tanto anche se non sempre con precisione e lucidità, è stata una partita che abbiamo cercato di vincere ma non ce la abbiamo fatta”. Zdenek Zeman, tecnico del Foggia, prova ad analizzare il pareggio interno contro il Taranto, prova a dare una spiegazione ad una vittoria che poteva arrivare se si fosse sfruttato meglio il gran volume di gioco fatto: “Noi attacchiamo ma non arriviamo al gol, dentro l’area di rigore ci siamo poco, oggi in area sono arrivato molti cross, Di Jenno e Garattoni hanno messo qualche palla dentro ma non l’abbiamo sfruttata e meno che è arrivato il gol di Petermann”.

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ZEMAN:” ABBIAMO PROVATO A VINCERE, NON CE L’ABBIAMO FATTA”

“Come volume di gioco abbiamo giocato tanto anche se non sempre con precisione e lucidità, è stata una partita che abbiamo cercato di vincere ma non ce la abbiamo fatta”.
Zdenek Zeman prova ad analizzare il pareggio interno contro il Taranto, prova a dare una spiegazione ad una vittoria che poteva arrivare se si fosse sfruttato meglio il gran volume di gioco fatto: “Noi attacchiamo ma non arriviamo al gol, dentro l’area di rigore ci siamo poco, oggi in area sono arrivato molti cross, Di Jenno e Garattoni hanno messo qualche palla dentro ma non l’abbiamo sfruttata e meno che è arrivato il gol di Petermann”.

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ZEMAN: “CONCENTRATI COME A BARI”

“A Bari siamo stati concentrati, dobbiamo mantenere le cose buone e non ripetere quelle che vanno male e spero che domani, contro il Taranto i ragazzi scendano in campo con la stessa concentrazione”.
Impossibile parlare del Taranto senza fare un passaggio sulla sfida di mercoledì al San Nicola. Troppo fresca, troppo bella per mandarla subito in soffitta e così il mister rossonero la cita come esempio da seguire.
Poi, però, c’è un Taranto da affrontare: “Il Taranto verrà a Foggia per fare risultato, come tutte le squadre. Sono partiti bene, vengono da 3 pareggi, ed una sconfitta (a Catanzaro ndr). Mercoledì ha vinto ad Andria, è una squadra da rispettare, speriamo di imporre il nostro ritmo alla gara”.
La chiusura è sugli assenti. “Mancheranno Nicoletti, che non si è fatto male allo stesso punto dell’altra volta, Di Grazia, Markic. Credo che saranno fuori per altri 10 giorni. Gli altri sono tutti disponibili”.

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ZEMAN: “VOLEVAMO CONTRASTARE LA CAPOLISTA, CI SIAMO RIUSCITI”

“La squadra ha dimostrato che se la voleva giocare, ci ha provato ed è riuscita a contrastare la capolista”.
È uno Zeman soddisfatto quello che a mente fredda, il giorno dopo, analizza il derby del san Nicola.
Davanti alla capolista ed ai suoi 20000 tifosi la sua squadra in campo ha annullato le differenze in classifica. “È vero, abbiamo fatto una buona gara, certo c’è ancora molto da migliorare, ma non mi posso lamentare. Abbiamo giocato contro una squadra costruito per vincere il campionato, nel secondo tempo abbiamo provato a vincere ma ci manca ancora qualcosa negli ultimi 16 metri”.
La chiusura è per i tifosi: assenti al san Nicola, ma presenti nel piazzale dello Zaccheria al ritorno della squadra a Foggia: “Sono contento che ci hanno aspettato fino a tardi e spero che questa occasione si ripeta più spesso”.

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