Nessuna sorpresa, solo tanta voglia di rivalsa. Zdnek Zeman è il nuovo (vecchio) allenatore del Foggia: “Zeman ha firmato. Ma Foggia sapeva già tutto prima delle 15 di ieri, quando il tecnico boemo ha siglato un contratto annuale per il suo ritorno in rossonero. Ci sarà un’altra Zemalandia, che poi è sempre la stessa. Una storia infinita. Si sa solo che è nata nel 1986, ma non si è mai interrotta. Questione di cuore. Zeman è andato via, ma poi è sempre tornato. Non poteva finire come nel maggio del 2011 quando il boemo salutò tutti con lo sguardo obliquo perché non aveva vinto”.
Foggia ha di nuovo il suo Re, Zednek Zeman torna ancora sulla panchina dei satanelli: “La giostra di Zemanlandia è ripartita. Il tecnico boemo è il nuovo allenatore del Foggia, dove torna per la quarta volta nella sua lunga carriera da allenatore. L’ultima volta, 11 anni fa, fu un’esperienza esaltante sul campo, conclusasi amaramente con l’addio inaspettato a fine stagione”.
Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Zeman torna dalla sua amata Foggia per la quarta volta nella sua vita:”C’è la fumata bianca per la quarta volta Zdnek Zeman sulla panchina del Foggia. Il 74enne tecnico boemo, dopo avere firmato il contratto con il club rossonero, è stato presentato ieri pomeriggio nel corso di una conferenza stampa. Per lui è il ritorno in panchina dopo tre anni di stop”.
Festa grande a Foggia, sulla panchina dei satanelli torna Zeman e tutta la città sogna: “Hanno avuto ragione il patron Nicola Canonico e la presidentessa Assunta Pintus: ieri ha firmato, contratto annuale, l’allenatore Zdnek Zeman (74 anni). Quarta volta alla guida dei rossoneri, con al suo fianco lo storico ds Giuseppe Pavone (71 anni) che ha rescisso con la Juve Stabia, per tornare col boemo”.
Il tecnico boemo è pronto a iniziare la quarta avventura col club rossonero. A 74 anni: “Avevo voglia di tornare ad allenare”
Zdenek Zeman torna a casa. Foggia riabbraccia l’allenatore boemo. È la quarta esperienza sulla panchina del club rossonero per il tecnico. Oggi la firma sul contratto annuale e la conferenza stampa di presentazione. “È una giornata molto importante – ha dichiarato il neo presidente del club Nicola Canonico -. Sono felice di aver portato il Maestro a casa. Zeman non lo scopro io, ho visto nei suoi occhi una grande determinazione e voglia di far calcio a grandi livelli. C’è un affetto mostruoso in città per quello che ha fatto. Ha tanti ammiratori sparsi in Italia e nel mondo per l’essenza del suo calcio. Sono onorato di dargli la possibilità di portare il Foggia a livelli importanti. E giocarsi con serenità le ambizioni personali, della società e di tutti i tifosi. Dobbiamo restare con i piedi per terra, è arrivato il Maestro che insegna calcio. Ho chiesto al mister di farci divertire, il calcio è bello per questo”.
L’obiettivo
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Zeman si è presentato così: “Avevo voglia di rientrare nel calcio. Serie A? Andiamo piano. Sono qui per fare un calcio propositivo con la speranza che la società mi metta a disposizione una squadra all’altezza. Non un gruppo di nomi, ma calciatori che abbiano fame di arrivare. Dicono che qui sono di casa, è l’ottavo campionato che farò a Foggia. Significa che mi sono trovato bene, Foggia ha significato tanto per la mia carriera. Ci siamo presi grosse soddisfazioni. Spero di poterne dare altre ai tifosi e al club.
Quanta esperienza
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Dopo tre anni di stop, il Boemo torna in panchina: “Ho vissuto male il calcio in questo periodo, senza pubblico non ha senso”. E infine una battuta sui suoi 74 anni: “Mi sento migliorato rispetto a quando ero giovane. Spero di dimostrarlo”.
Nicola Canonico, socio del Foggia, in conferenza stampa si è così espresso sull’arrivo di Zdenek Zeman: “Sono felice di poter dire che ho riportato il Maestro a casa. Zeman non lo scopro io, ho visto una grande determinazione nei suoi occhi di far calcio ad alti livelli. A Foggia c’è un affetto mostruoso nei suoi confronti. Ha tanti ammiratori in giro per l’Italia e per il mondo per l’essenza del suo calcio, per il suo modo di pensare e per come si è messo contro i poteri forti. Sono onorato di dargli la possibilità di portare il Foggia a livelli importanti, a potersi giocare con serenità quelle che sono le ambizioni personali, della società e dei tifosi. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, essere sereni che è arrivato il Maestro. Dobbiam farlo lavorare in tranquillità, non potevo fare cosa più bella in questi giorni. Il mister non ama far contratti biennali ma annuali, come è giusto che sia. Lo staff lo ha deciso totalmente lui, metteremo a sua disposizione tutte le figure che ci ha chiesto. Ha piena autonomia nel poter lavorare con i suoi uomini”.
FOGGIA – “Volevo rientrare nel calcio, sperando che finisca il Covid ce che si riveda il calcio vero, quello con la gente”. Lo ha dichiarato Zdenek Zeman, nella propria conferenza stampa da nuovo allenatore del Foggia. Il boemo ha firmato un contratto fino al 2022: “La Serie A? Andiamoci piano. Sono qui per fare un calcio propositivo, sperando di avere a disposizione da parte della società una squadra all’altezza. Non una squadra di nomi, ma di gente che abbia fame di arrivare. La mia ultima volta qui ero in SerieC, ora sette giocatori giocano in A. Purtroppo per la società non ci furono vantaggi. Qui a casa? E’ l’ottavo campionato, la quarta volta che vengo al Foggia. Ho avuto la possibilità di lavorare bene qui, spero di averla anche in futuro. Per la mia carriera Foggia ha significato tanto, il primo anno abbiamo avuto difficoltà ad esprimerci, negli altri cinque ci siamo tolti tante soddisfazioni. Spero di poter dare altre soddisfazioni alla città, ai tifosi e alla società che mi ha scelto. Devo qualcosa a loro. Casillo? E’ stato il presidente per me più importante. Dava a me alla squadra la carica pe far sempre meglio. Io ‘anziano’? Mi sento migliorato rispetto a quando ero giovane…”.
La SSD Fidelis Andria 2018 nella persona del Presidente Aldo Roselli si dissocia nella totalità dalle dichiarazioni del sig. Pietro Lamorte e dalle ricostruzioni giornalistiche su di una possibile crisi societaria. Né La società biancazzurra né l’ufficio stampa erano al corrente della presenze del sig. Pietro Lamorte negli studi di Telesveva per una intervista e per questo tutto quanto dichiarato dal sig. Lamorte è da intendersi esclusivamente una ricostruzione a carattere personale.
La Fidelis in questi giorni è proiettata verso la prossima stagione, sta portando avanti delle trattative con potenziali soci per poter allargare la base societaria e sta lavorando sugli aspetti tecnici. Tali dichiarazioni fuorvianti potrebbero destabilizzare i contatti in corso ed è davvero inspiegabile. La società biancazzurra metterà in campo tutte le azioni necessarie a propria tutela nelle sedi opportune.
Quarta volta al Foggia. Da Mancini libero coi guanti allo scugnizzo, lo show con Rambaudi-Signori-Baiano, quanti talenti lanciati dal Boemo
Francesco Pietrella
Zeman IV al via. Il quarto mandato del Boemo a Foggia. Il primo in C1 nel 1986-87, il secondo più lungo tra 1989 e il 1994. Quello dei “miracoli”, “zemanlandia”, “Rambaudi-Signori-Baiano”, lo spauracchio per le big e i due russi talentuosi. Il terzo dieci anni fa in Lega Pro con Insigne e Sau, più di venti gol a testa in un’annata da protagonisti. Ora un’altra tappa in Puglia, ancora in Serie C come la prima. Ecco i 10 giocatori più importanti dei suoi mandati.
MAURIZIO CODISPOTI
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Ne parlavano così: “Sprinter prestato al calcio”. “Maestro dell’auto lancio”. Codispoti è stato uno dei primi terzini d’attacco di Zeman, presente nel primo e nel secondo mandato della sua gestione. “Full back” mancino dalla grande corsa, per farlo capire ai giovani d’oggi potremmo usare una frase di Ranieri all’indirizzo di Kante, tutt’altro tipo di giocatore ovviamente. “Un giorno lo vedrò crossare e andare a colpire la stessa palla di testa”. Codispoti ci riusciva. Palla lunga e cross, non sempre preciso però. Pare che a Foggia, per aggiustargli la mira, gli avessero messo centomila lire nello scarpino sinistro. Sei anni allo Zaccheria, 186 gare e 6 gol. Ha giocato in C1, in B e in Serie A. Zemaniano fin dal prologo. Nel 2010-11 ha allenato la Berretti del Foggia. Il Boemo guidava i “grandi” in C.
Francesco Mancini
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Libero coi guanti come voleva ZZ. “Franco” Mancini è stato il portiere dei miracoli nel Foggia, numero uno di Zeman dalla Serie B alla A, scomparso nel 2012 per un infarto. Era l’allenatore dei portieri del Pescara promosso in Serie A. Quello di Immobile, Insigne e Verratti, oggi stelle dell’Italia del Mancio. Fedelissimo di Zeman fin dal giorno uno. Mancini aveva una sfilza di passioni: il calcio, il Foggia, la musica reggae, Bob Marley e la batteria. Se n’è andato a 43 anni, all’improvviso, lasciando un vuoto. Più di 230 partite con i rossoneri, ha giocato anche con Lazio, Bari, Matera, Napoli, Pisa, Sambenedettese, Salernitana, Teramo. La curva nord dello Zaccheria è dedicata a lui, e la band foggiana “Avenida” gli ha dedicato anche una canzone: “Il volo del campione”.
Giuseppe Signori
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Un “benvenuto” diventato storia: “Appena arrivato a Foggia mi disse ‘ciao bomber’. Avevo segnato appena 5 gol a Piacenza in B…”. Sfiorerà quota 300 tra i pro. Beppe Signori è il manifesto di Zemanlandia, la punta di diamante forgiata dai gradoni e dai movimenti. “Un maestro, mi ha cambiato la carriera”. Trentotto gol in Puglia prima della Lazio. Se il Foggia dei miracoli è diventato tale è proprio grazie a Signori: annata 1989-90, primo campionato di B, dopo il girone d’andata i rossoneri sono messi male. Zeman rischia, la gara col Messina è decisiva, con una sconfitta il Boemo torna a casa. Lo salva il mancino di Beppe: “Da lì in poi non ci siamo più fermati”. Ottavi il primo anno, promossi in A il secondo. Il terzo è storia nota: 11 gol nel tridente delle meraviglie con Baiano e Rambaudi.
Roberto Rambaudi
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Sei stagioni insieme tra Foggia e Lazio, “Rambo” Rambaudi e Sdengo Zeman, l’anarchico e il sergente di ferro. “Impossibile fare il furbo con lui”. Giri di campo saltati? Si rifanno. Ancora, fino allo sfinimento. “Bevete acqua e zucchero, poi si ricomincia”. Il bello è che fu proprio il Boemo a presentare Rambaudi al presidente Casillo. “Ma chi mi hai portato?”, disse lui. “Questi sono tutti gracili…”. E Zeman: “Tranquillo, non si spezzano”. Trentuno gol a Foggia, un po’ meno a Roma, oggi “Rambo” allena il Flaminia in Serie D: “Guai a dirmi che sono come Zeman però”. Uno che dopo aver preso 5 gol disse ai suoi che avevano giocato la miglior partita dell’anno. “Ad Ascoli perdiamo 5-2, Casagrande ne fece 4, ma secondo lui avevamo fatto benissimo. Zeman è questo”. Nel bene, nel male.
Francesco Baiano
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Ha riassunto Zemanlandia come meglio non si può: “Passavamo ore a provare gli schemi, ma dopo un po’ venivano in automatico. Sapevo benissimo dove fossero Signori, Rambaudi e gli altri, potevo anche passarla senza vederli”. “Ciccio” Baiano è stato un altro alfiere del Boemo, anche se i due hanno trascorso insieme solo due anni (38 gol in archivio però…). Capocannoniere in Serie B nel 1990-91 con 22 squilli. Partner d’attacco di Batistuta nella Viola qualche stagione dopo, a Firenze per 10 miliardi nel 1992. “Zeman è una macchina da guerra, mi ha cambiato la vita”. Anche con qualche tirata d’orecchie. “Una volta segnai un bel gol, ma lui, invece di congratularsi, mi rimproverò: secondo la sua visione in quel momento dell’azione dovevo essere da un’altra parte”.
IGOR SHALIMOV
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Dostoevskij, gli scacchi e il Foggia. La vita italiana di Shalimov andava così. Passava il tempo a leggere i classici della letteratura russa, vestiva elegante e – si dice – frequentava sempre belle donne. Capello lungo e aria da intellettuale, ha giocato in Puglia solo nel 1991-92. Nove gol in 32 partite prima dell’Inter. Jolly mancino di centrocampo, 20 partite con l’URSS e 23 con la Russia, pare che Casillo lo acquistò per un miliardo e… un camion di grano, la seconda parte del pagamento. Qualche vizio di troppo e un coro tutto suo. “E’ venuto dalla Russia, lo ha mandato Gorbaciov, lui è alto e robusto e si chiama Shalimov. Igor Shalimov…”. Oggi fa l’allenatore. L’ultima esperienza l’ha visto in Cecenia all’Akmat Grozny. Dal 2008 al 2011 ha allenato la Russia femminile.
IGOR KOLYVANOV
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Fac simile di Shalimov, russo di Mosca come il collega, anche lui mancino, punta estrosa e tecnica: 22 gol in 106 partite (1991-1996). Kolyvanov è arrivato a Foggia nel 1991 ed è rimasto cinque anni. Dopo aver chiuso la carriera nel Bologna si è messo ad allenare. Nel 2009-10 ha guidato l’U21 della Russia, dal 2012 al 2015 l’Ufa. Dopo un paio d’anni nella Torpedo Mosca ha guidato l’ Ararat in Armenia. Legatissimo a Foggia come a Bologna, per lui Zeman è “un maestro”.
LUIGI DI BIAGIO
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Uno dei zemaniani più “recenti”, insieme a Foggia dal 1992 al 1994. “Mi ha aperto un mondo, nessuno aveva la sua cultura del lavoro”. Di Biagio è stato il mediano del Boemo per due anni. Da ragazzino giocava a basket, faceva il playmaker, gli dicevano che a calcio non era abbastanza bravo. “Vai in porta, non sei capace”. Ferita nell’orgoglio. Prima della Roma, dell’Inter, del Brescia e della Nazionale ci sono stati gli allenamenti nella parrocchia di San Ciro a Foggia. “Era pieno di tifosi”. Anche lui fa allenatore come molti suoi colleghi: dal 2013 al 2019 ha guidato l’U21 azzurra. Nel 2020 la Spal in A. Non è riuscito a salvarla.
JOSÉ CHAMOT
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“El Flaco” come Pastore. Cioè lo smilzo. Il mito di Nesta alla Lazio: “Era il migliore”. Un solo anno a Foggia col Boemo: 1993-94, 30 partite e nono posto in Serie A. Svezzato da Lucescu a Pisa, Chamot arriva a Foggia dopo un paio di campionati in Serie B. Centrale difensivo, Zeman lo porterà alla Lazio nell’estate successiva. Insieme per due stagioni. “Era chiaro e sincero, mi è piaciuto molto lavorare con lui”. Parola di José. Dopo 4 anni nel Milan da riserva ha chiuso la carriera in Argentina. Ovviamente anche lui siede in panchina: nel 2019 ha guidato il Libertad, mentre nel 2011 è stato vice di Almeyda al River Plate.
LORENZO INSIGNE
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Nella vita di “Lorenzinho” c’è lo zampino di Sdengo. Dieci anni fa, a Foggia in Lega Pro, secondo mandato del Boemo, Insigne aveva vent’anni e segnò 26 gol in un anno (19 in campionato, 7 in Coppa Italia Serie C). Con lui anche Marco Sau (20 gol), Diego Farias (3), Vasco Regini (Samp) e Simone Romagnoli (Empoli, neopromosso in A). Qualche giorno fa ZZ ha ricordato i vecchi tempi: “Insigne è il più forte calciatore italiano”. E ancora, mesi prima: “Più passa il tempo e più diventa bravo”. Anche se sono serviti un po’ di gradoni. “Mi diceva di pensare solo a divertirmi, e di giocare come se fossi in strada”. Fase offensiva mon amour.
FOGGIA – «Zeman allenerà il Foggia per la stagione 2021/2022. Vi aspettiamo alle 18.30 allo stadio Zaccheria». E’ quanto ha annunciato sul proprio profilo Facebook il presidente del club rossonero Nicola Canonico, che ha postato anche una foto che lo ritrae insieme al tecnico boemo mentre firma il contratto. Zdenek Zeman, alla sua quarta volta sulla panchina rossonera, sarà presentato ufficialmente in conferenza stampa alle 18:30 allo stadio comunale di Foggia. Le trattative con il tecnico boemo sono partite già sabato scorso in un incontro a Roma tra la presidenza della società Calcio Foggia 1920 e lo stesso Zeman.
Virtus Francavilla Calcio comunica che nei giorni scorsi presso la sede della Lega Pro a Firenze, è stata depositata la domanda di iscrizione al prossimo campionato di serie C, in netto anticipo rispetto alla scadenza prevista per il 28 giugno prossimo, corredata dalla fideiussione bancaria e da tutti gli oneri richiesti,
Il campionato di serie D 2020-2021 sarà ricordato sicuramente come uno dei più lunghi ed estenuanti, ma, nonostante la pandemia, anche quest’anno il campo ha dato i suoi verdetti. Qui di seguito, tutte le società che sono retrocesse in Eccellenza, in attesa della penultima del girone I di serie D:
E’ tempo di presentazioni in casa rossonera, dove questo pomeriggio è stato annunciato ufficialmente il nuovo allenatore, colui il quale condurrà i satanelli nel prossimo campionato di Serie C 2021/22: come promesso, a guidare il Foggia sarà Zdeněk Zeman.
“E’ con estremo orgoglio e soddisfazione che annuncio di aver riportato il Maestro a casa – l’esordio del dott. Nicola Canonico – Zeman avrà piena autonomia e libertà di scelta, a partire dal suo staff di fiducia. Adesso diamogli il tempo di lavorare con serenità assieme al direttore sportivo, che verrà annunciato la prossima settimana. L’accordo è annuale. Cosa ho chiesto al mister? Di farci divertire, perchè il calcio è bello proprio per questo”.
Alle ore 18:30 giunge il momento tanto atteso e sperato, quello in cui il sogno di ogni tifoso foggiano, magicamente, si realizza. In un caldo sabato di giugno. Eccolo il tecnico di Praga classe 1947, di nuovo seduto nella Sala Conferenze “A. Fesce” dello Zaccheria per aggiungere presenze alle 239 già collezionate (in sette anni) sulla panchina rossonera, di cui detiene ancora oggi il record tra tutti gli allenatori. “Ho tanta voglia di ricominciare e lo faccio da Foggia, città che ha significato tanto per la mia carriera, dove ci siamo tolti belle soddisfazioni in passato. Voglio riportare il mio calcio, quello propositivo, con una squadra buona e calciatori motivati, che vogliono far bene. Due anni senza calcio non li ho vissuti bene, anche perchè senza pubblico non si può parlare di calcio vero. Spero di poter rivedere gli stadi pieni come un tempo, perchè questo sport è della gente. L’età? Per me non conta, darò sempre il massimo”.
Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi…ritornano. A casa.
“Domani vi aspetto alle 18.00, Stadio Zaccheria per la presentazione del Maestro (Zeman)“. Così Nicola Canonico, nuovo socio del Foggia, annuncia dal suo profilo social il ritorno ufficiale di Zdenek Zeman sulla panchina rossonera.
oggi vi aspetto alle 18.00, Stadio Zaccheria per la presentazione del Maestro (Zeman)❤️