Sulla questione del Calcio Foggia 1920, interviene il sindaco di Foggia, Franco Landella. Il sindaco – sentito telefonicamente – ha rilasciato alla nostra emittente una nota sulle vicende di questi giorni del club rossonero.
“Che nessuno pensi di fare cassetta con il blasone del Foggia e con il titolo sportivo che – sia chiaro – appartiene alla città.
Follieri nella scorsa estate era tra coloro i quali ambivano al titolo sportivo del Foggia. La sua proposta all’epoca non fu accolta dal tavolo tecnico. Non vorrei che qualcuno oggi decidesse di far entrare dalla finestra chi è stato accompagnato alla porta.
Chiarisco di non avere alcun pregiudizio o preconcetto nei confronti di Follieri ma questa situazione necessita di chiarezza a 360 gradi.
Condivido la preoccupazione dei tifosi e ritengo che sia giunto il momento di relazionare in maniera dettagliata sulla situazione societaria del Calcio Foggia 1920 e sul progetto futuro.
A tal fine convocherò in settimana a palazzo di città i soci Pelusi, Felleca e Pintus perché se si dovesse continuare in questa maniera, il titolo sportivo verrebbe ritirato dal comune di Foggia.
Qualsiasi operazione societaria dovrà avere la condivisione e la verifica di tutti gli atti così come previsto nella convenzione che Felleca firmò dinanzi al sottoscritto ma soprattutto dinanzi all’intera città e ai tifosi.
Se qualcuno pensa di fare cassetta con la storia del Calcio di Foggia, a questo qualcuno, lo ripeto, dico che fin quando ci sarà il sindaco Landella sbatterà contro un muro”.
Dileo: “L’IVA pretesto per non acquisire il Barletta”
Botta e risposta. Nei giorni scorsi aveva preso quota e sembrava potesse concretizzarsi ma nella giornata di mercoledì la trattativa per l’acquisizione del titolo sportivo del Barletta 1922 da parte di un gruppo di imprenditori avellinesi rappresentati da Pino Sollazzo ha subito una brusca e definitiva frenata.
Dopo una lunga interlocuzione con il sindaco Cosimo Cannito che dall’11 luglio detiene il titolo la cordata che farebbe riferimento Zeus Energia di Roma ha deciso di interrompere i contatti denunciando la presenza di un debito non sanato dalla vecchia proprietà. Per questo motivo il vice-presidente dimissionario della compagine biancorossa intervenuto nel corso della trasmissione di Teleregione Calciococktail ha voluto esporre la sua versione dei fatti.
Evidenziando come il debito della società sia rappresentato dall’IVA e come non ci sia alcuna pendenza verso calciatori o fornitori Dileo ha anche ribadito come il pagamento, dilazionabile, stia regolaramente avvenendo da parte sua, del presidente dimissionario Mario Dimiccoli e di tutti i rappresentanti delle precedenti gestioni.
Chiarita la posizione della società dimissionaria sulla trattativa naufragata con la cordata avellinese, Dileo non cancella le incognite sul futuro di un club regolarmente iscritto al campionato ma senza ancora una proprietà che possa allestire una squadra competitiva.