Bitonto, Rossiello: «Crediamo ancora in un 2021 davvero speciale…»

La famiglia Rossiello è a capo del calcio bitontino già da qualche anno, prima dando il suo apporto in silenzio e nell’ombra ad una società e ad un gruppo di amici naviganti ormai a vista nell’infido mare del calcio dilettantistico, poi prendendo direttamente e saldamente in mano le redini della situazione. Famiglia Rossiello, abbiamo di proposito principiato, perché è vero che Francesco incarna fin dal primo momento la presidenza di questo New Deal del pallone nostrano, mettendoci la faccia (e non solo…) nella buona e nella cattiva sorte, ma è altrettanto sicuro che alle sue spalle c’è una certezza ancor più solida e tranquillizzante del suo stesso impegno personale: la sua famiglia, appunto.

Il sito ufficiale del club neroverde ha pubblicato una interessante intervia a Giuseppe Rossiello, da questa stagione Presidente onorario del Bitonto Calcio e, soprattutto, orgoglioso pater familias settantatreenne (“Settantatré già compiuti, vado per i settantaquattro, scrivilo senza problemi perché ne sono fiero”), a suo dire poco loquace, simpatizzante juventino e, incredibile ma vero, che non aveva mai messo piede in uno stadio fin quando l’ambizioso Francesco non l’ha coinvolto/travolto nella sua avventura pallonara. “Quella di entrare nel mondo del calcio con la nostra azienda è stata un’iniziativa autonoma di mio figlio. Anzi, ci tengo a dire che le mie idee spesso sono state diverse da quelle di Francesco, in merito al Bitonto Calcio; per tanti aspetti lui vede quest’avventura con occhi differenti dai miei, sarà pure per l’età… Io mi prefiggo tempi e scadenze, ad esempio, lui invece si fa trascinare così tanto dall’entusiasmo che guarda molto oltre, non intende nemmeno immaginarsi alla ‘fine della corsa’, corre e pensa sempre in avanti. Tornando a me, sono abbastanza appassionato di calcio, ma il ‘Città degli Ulivi’ è il primo stadio in cui sono entrato da tifoso. Fino al mese di luglio del 2019, quasi avversavo Francesco e la sua decisione, poiché vedevo questo impegno come tempo sottratto a sé, alla sua famiglia e al lavoro. Quasi un potenziale danno per lui e invece a Camerino, in ritiro, è nato un amore incredibile verso il gruppo-Bitonto Calcio in tutte le sue sfaccettature, anche per me e mia moglie. Da allora, io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentare lo stadio tutte le domeniche”, sottolinea subito.

In effetti, da parte di Francesco, qualche piccola bugia bianca a fin di bene e un paio di tranelli concreti sono stati messi in atto in questi anni, pur di avere vicinissimo a sé gli amati genitori anche nell’avventura sportiva oggi caratterizzata da forti tinte neroverdi… Nella suddetta Camerino, ad esempio, ce li mandò con la scusa della vacanza estiva immersa nella sacra quiete dell’ondulato entroterra marchigiano, mentre il coinvolgimento ufficiale di papà Giuseppe, a livello di cariche societarie, è stato possibile grazie ad una voluta “omissione”: “A dire la verità, sapevo solo di essere un socio dell’U.S. Bitonto Calcio, poi sempre più persone hanno iniziato a chiamarmi ‘presidentissimo’, ma pensavo si trattasse esclusivamente di una carineria, un modo di dire dell’ambiente e invece… Io comunque non ho mai letto da nessuna parte che sono il Presidente onorario della squadra, dov’è scritto? Francesco mi ha tenuto all’oscuro di tutto!”, ribadisce con il sorriso sulle labbra. Una volta soddisfatta ogni curiosità, in tempo reale, il sorriso si allarga ancor più di prima e quegli occhi vissuti, resi più espressivi dall’ormai inseparabile, per tutti noi, mascherina protettiva, letteralmente s’illuminano di una toccante felicità, di un pudico orgoglio difficile anche da descrivere.

Parlare con il papà del Presidente del Bitonto Calcio, riavvolgere il nastro della sua vita lavorativa (“Lavoro dall’età di 18 anni. 35 li ho passati in FIAT come caporeparto-quadro, prima a Torino, poi a Lecce e infine a Bari, dove mia moglie ha trascorso una vita da maestra di scuole elementari, al San Paolo, precisamente. Dal 2005 sono in pensione, ma nel frattempo avevo già ampliato all’esterno la mia esperienza professionale in FIAT, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’azienda di famiglia”), ascoltare i suoi racconti, i modi di fare e pensare ereditati dagli avi, portatori di immarcescibili valori umani, è stato come sedere di fronte a quei nonni che ti fanno rimanere lì impalato a prestare attenzione ad ogni singolo aneddoto, ad ogni singola frase, parola per parola… E come un papà-nonno, in base alla loro età, hanno via via imparato a conoscerlo anche i calciatori, gli uomini, i giovani che hanno vestito la casacca neroverde in questi anni.

“Da quel famoso ritiro di Camerino, dove, vivendo a stretto contatto con la squadra per più giorni di fila, ho imparato ad ‘innamorarmi’ di chi lavora per il Bitonto Calcio, sono abituato a restare in contatto con tutti i calciatori, tramite WhatsApp o chiamandoli direttamente al telefono. Tutti si affezionano subito a me, prim’ancora che a Francesco (ride, ndr), e con ognuno di loro si viene a creare un rapporto che va molto oltre il calcio. Parliamo delle loro famiglie, dei loro bimbi ed è vero che mi trattano e rispettano come un padre o un nonno. Credo che il punto di forza e di debolezza della Famiglia Rossiello sia, allo stesso tempo, proprio questa nostra facilità nell’affezionarci ai ragazzi che lavorano con noi, infatti, lo stesso vale per i dipendenti dell’azienda”, ci racconta a cuore aperto.

Eppure, rendere “sostenibile” la gestione di una società sportiva dilettantistica in un’ottica pluriennale, parallelamente alle attività economiche di famiglia, non è affatto facile. A maggior ragione ai tempi della pandemia, anche se da fuori sembra tutto rose e fiori…

“Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta. Ci si guarda allo specchio ad inizio anno e si dice: ‘Quest’anno ci prefissiamo di perdere X mila euro, nella gestione sportiva del Bitonto Calcio’. Le categorie dilettantistiche sono da sempre così e, quest’anno in particolare, noi siamo ancora al timone soprattutto per dare lustro, voce alla città di Bitonto, in cui io e mia moglie affondiamo le radici da generazioni. Anche da un punto di vista gestionale, la Serie C e il professionismo sarebbero molto meglio di una D senza introiti extra-sponsor: dopo il maltolto giudiziario, un altro buon motivo per credere ancora e con più forza nel salto di categoria…”, evidenzia a tal proposito, il dirigente sportivo-imprenditore Giuseppe Rossiello.

L’assist è servito. Impossibile, a questo punto della chiacchierata confidenziale, non parlare della tremenda estate pallonara vissuta dalla squadra, dai tifosi e, ovviamente, da chi sorregge sulle proprie spalle tutta la “giostra” del ludus più amato anche dai bitontini…

“Il raggiungimento sul campo della Serie C ha rappresentato l’apice toccato con mano dalla nostra gestione, anzi, dall’intera storia della nostra città sportiva. Ma, poco dopo, si è trasformato nel momento più drammatico, più duro, che non avrei mai voluto vivere… Ho visto mio figlio giù di morale come mai prima ed è stato proprio allora che mi sono rimboccato nuovamente le maniche e sono sceso ancor più ‘di persona’ in campo, per difendere lui a spada tratta e cercare di far capire ai tifosi, in primis, ma anche a tutti coloro che hanno seguito la vicenda da fuori, che i Rossiello non c’entravano e non c’entrano nulla con quella bruttissima storia. Infatti, siamo ancora qua, con un fortissimo desiderio di riscatto dentro, nonostante gli ‘schiaffi’ presi siano stati tanti ed alcuni molto molto dolorosi… C’è stato un primo momento in cui sembrava ormai inevitabile mollare, lo ammetto, perché sia io che Francesco eravamo troppo abbattuti e ci siamo sentiti umiliati da tanta mala-informazione, addirittura cattiva, in certi casi. Nella nostra famiglia, tuttavia, siamo tutte persone di carattere, come quei calciatori grintosi che non vogliono perdere: non potevamo uscirne sconfitti così, ingiustamente. Per fortuna, siamo altresì persone che riescono a dimenticare in fretta il male subito, ove necessario, e ora non intendo affatto allontanarmi da Francesco, da Bitonto e dal Bitonto”. Qui, un autentico fiume in piena di pensieri e parole, il sig. Rossiello con le sue ferite non ancora del tutto cicatrizzatesi, però non perde mai l’equilibrio, la pace interiore e l’invidiabile capacità di trasmettere sicurezza, serenità a chi gli sta di fronte.

Dopo circa un’ora di amabile conversazione, la doverosa chiusura e i saluti a tutti i concittadini-tifosi, con tanto di auguri per un nuovo anno all’insegna del riscatto, della rinascita e…del Centenario neroverde: “Partiamo proprio dal Centenario, vorremmo tanto festeggiarlo come immaginiamo noi e non aggiungo altro. Ripetersi nello sport è difficile, lo so, ma noi crediamo ancora in un 2021 doppiamente speciale… Poi, che sia o no Serie C, i Cento Anni del Bitonto verranno comunque festeggiati a dovere. Sarà il Centenario di tutti i bitontini, tifosi e non, di chi ha sofferto insieme a noi quest’estate e di chi non segue più il Bitonto da anni. Saluto i lettori, i miei cari concittadini e spero di cuore che il prossimo possa essere un anno diverso dal 2020, con salute, fiducia e serenità per chiunque”.

Taranto, test in famiglia. Sette gol alla Juniores, sugli scudi Abayan e Santarpia

est in famiglia per i rossoblù. Questo pomeriggio il Taranto ha affrontato la formazione Juniores. A segno Abayan doppietta per lui, Santarpia anche per lui doppietta, Falcone, Acquadro, Mastromonaco ed infine Diaby.

Mister Laterza dispone del gruppo al completo ad eccezione di Matute e Ferrara che continuano un lavoro a parte oltre a Corvino ed Alfageme.

Bitonto, il presidente onorario Rossiello: «Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta»

La Famiglia Rossiello è a capo del calcio bitontino già da qualche anno, prima dando il suo apporto in silenzio e nell’ombra ad una società e ad un gruppo di amici naviganti ormai a vista nell’infido mare del calcio dilettantistico, poi prendendo direttamente e saldamente in mano le redini della situazione. Famiglia Rossiello, abbiamo di proposito principiato, perché è vero che Francesco incarna fin dal primo momento la presidenza di questo New Deal del pallone nostrano, mettendoci la faccia (e non solo…) nella buona e nella cattiva sorte, ma è altrettanto sicuro che alle sue spalle c’è una certezza ancor più solida e tranquillizzante del suo stesso impegno personale: la sua famiglia, appunto.

Abbiamo incontrato e scambiato sul serio “due chiacchiere” – tecnicamente, non la si può nemmeno inquadrare come un’intervista classica, pura – con il sig. Giuseppe Rossiello, da questa stagione Presidente onorario del Bitonto e, soprattutto, orgoglioso pater familias settantatreenne (“Settantatré già compiuti, vado per i settantaquattro, scrivilo senza problemi perché ne sono fiero”), a suo dire poco loquace, simpatizzante juventino e, incredibile ma vero, che non aveva mai messo piede in uno stadio fin quando l’ambizioso Francesco non l’ha coinvolto/travolto nella sua avventura pallonara. “Quella di entrare nel mondo del calcio con la nostra azienda è stata un’iniziativa autonoma di mio figlio. Anzi, ci tengo a dire che le mie idee spesso sono state diverse da quelle di Francesco, in merito al Bitonto Calcio; per tanti aspetti lui vede quest’avventura con occhi differenti dai miei, sarà pure per l’età… Io mi prefiggo tempi e scadenze, ad esempio, lui invece si fa trascinare così tanto dall’entusiasmo che guarda molto oltre, non intende nemmeno immaginarsi alla ‘fine della corsa’, corre e pensa sempre in avanti. Tornando a me, sono abbastanza appassionato di calcio, ma il ‘Città degli Ulivi’ è il primo stadio in cui sono entrato da tifoso. Fino al mese di luglio del 2019, quasi avversavo Francesco e la sua decisione, poiché vedevo questo impegno come tempo sottratto a sé, alla sua famiglia e al lavoro. Quasi un potenziale danno per lui e invece a Camerino, in ritiro, è nato un amore incredibile verso il gruppo-Bitonto Calcio in tutte le sue sfaccettature, anche per me e mia moglie. Da allora, io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentare lo stadio tutte le domeniche”, sottolinea subito.

In effetti, da parte di Francesco, qualche piccola bugia bianca a fin di bene e un paio di tranelli concreti sono stati messi in atto in questi anni, pur di avere vicinissimo a sé gli amati genitori anche nell’avventura sportiva oggi caratterizzata da forti tinte neroverdi… Nella suddetta Camerino, ad esempio, ce li mandò con la scusa della vacanza estiva immersa nella sacra quiete dell’ondulato entroterra marchigiano, mentre il coinvolgimento ufficiale di papà Giuseppe, a livello di cariche societarie, è stato possibile grazie ad una voluta “omissione”: “A dire la verità, sapevo solo di essere un socio dell’U.S. Bitonto Calcio, poi sempre più persone hanno iniziato a chiamarmi ‘presidentissimo’, ma pensavo si trattasse esclusivamente di una carineria, un modo di dire dell’ambiente e invece… Io comunque non ho mai letto da nessuna parte che sono il Presidente onorario della squadra, dov’è scritto? Francesco mi ha tenuto all’oscuro di tutto!”, ribadisce con il sorriso sulle labbra. Una volta soddisfatta ogni curiosità, in tempo reale, il sorriso si allarga ancor più di prima e quegli occhi vissuti, resi più espressivi dall’ormai inseparabile, per tutti noi, mascherina protettiva, letteralmente s’illuminano di una toccante felicità, di un pudico orgoglio difficile anche da descrivere.

Parlare con il papà del Presidente del Bitonto Calcio, riavvolgere il nastro della sua vita lavorativa (“Lavoro dall’età di 18 anni. 35 li ho passati in FIAT come caporeparto-quadro, prima a Torino, poi a Lecce e infine a Bari, dove mia moglie ha trascorso una vita da maestra di scuole elementari, al San Paolo, precisamente. Dal 2005 sono in pensione, ma nel frattempo avevo già ampliato all’esterno la mia esperienza professionale in FIAT, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’azienda di famiglia”), ascoltare i suoi racconti, i modi di fare e pensare ereditati dagli avi, portatori di immarcescibili valori umani, è stato come sedere di fronte a quei nonni che ti fanno rimanere lì impalato a prestare attenzione ad ogni singolo aneddoto, ad ogni singola frase, parola per parola… E come un papà-nonno, in base alla loro età, hanno via via imparato a conoscerlo anche i calciatori, gli uomini, i giovani che hanno vestito la casacca neroverde in questi anni.

“Da quel famoso ritiro di Camerino, dove, vivendo a stretto contatto con la squadra per più giorni di fila, ho imparato ad ‘innamorarmi’ di chi lavora per il Bitonto Calcio, sono abituato a restare in contatto con tutti i calciatori, tramite WhatsApp o chiamandoli direttamente al telefono. Tutti si affezionano subito a me, prim’ancora che a Francesco (ride, ndr), e con ognuno di loro si viene a creare un rapporto che va molto oltre il calcio. Parliamo delle loro famiglie, dei loro bimbi ed è vero che mi trattano e rispettano come un padre o un nonno. Credo che il punto di forza e di debolezza della Famiglia Rossiello sia, allo stesso tempo, proprio questa nostra facilità nell’affezionarci ai ragazzi che lavorano con noi, infatti, lo stesso vale per i dipendenti dell’azienda”, ci racconta a cuore aperto.

Eppure, rendere “sostenibile” la gestione di una società sportiva dilettantistica in un’ottica pluriennale, parallelamente alle attività economiche di famiglia, non è affatto facile. A maggior ragione ai tempi della pandemia, anche se da fuori sembra tutto rose e fiori…

“Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta. Ci si guarda allo specchio ad inizio anno e si dice: ‘Quest’anno ci prefissiamo di perdere X mila euro, nella gestione sportiva del Bitonto Calcio’. Le categorie dilettantistiche sono da sempre così e, quest’anno in particolare, noi siamo ancora al timone soprattutto per dare lustro, voce alla città di Bitonto, in cui io e mia moglie affondiamo le radici da generazioni. Anche da un punto di vista gestionale, la Serie C e il professionismo sarebbero molto meglio di una D senza introiti extra-sponsor: dopo il maltolto giudiziario, un altro buon motivo per credere ancora e con più forza nel salto di categoria…”, evidenzia a tal proposito, il dirigente sportivo-imprenditore Giuseppe Rossiello.

L’assist è servito. Impossibile, a questo punto della chiacchierata confidenziale, non parlare della tremenda estate pallonara vissuta dalla squadra, dai tifosi e, ovviamente, da chi sorregge sulle proprie spalle tutta la “giostra” del ludus più amato anche dai bitontini…

“Il raggiungimento sul campo della Serie C ha rappresentato l’apice toccato con mano dalla nostra gestione, anzi, dall’intera storia della nostra città sportiva. Ma, poco dopo, si è trasformato nel momento più drammatico, più duro, che non avrei mai voluto vivere… Ho visto mio figlio giù di morale come mai prima ed è stato proprio allora che mi sono rimboccato nuovamente le maniche e sono sceso ancor più ‘di persona’ in campo, per difendere lui a spada tratta e cercare di far capire ai tifosi, in primis, ma anche a tutti coloro che hanno seguito la vicenda da fuori, che i Rossiello non c’entravano e non c’entrano nulla con quella bruttissima storia. Infatti, siamo ancora qua, con un fortissimo desiderio di riscatto dentro, nonostante gli ‘schiaffi’ presi siano stati tanti ed alcuni molto molto dolorosi… C’è stato un primo momento in cui sembrava ormai inevitabile mollare, lo ammetto, perché sia io che Francesco eravamo troppo abbattuti e ci siamo sentiti umiliati da tanta mala-informazione, addirittura cattiva, in certi casi. Nella nostra famiglia, tuttavia, siamo tutte persone di carattere, come quei calciatori grintosi che non vogliono perdere: non potevamo uscirne sconfitti così, ingiustamente. Per fortuna, siamo altresì persone che riescono a dimenticare in fretta il male subito, ove necessario, e ora non intendo affatto allontanarmi da Francesco, da Bitonto e dal Bitonto”. Qui, un autentico fiume in piena di pensieri e parole, il sig. Rossiello con le sue ferite non ancora del tutto cicatrizzatesi, però non perde mai l’equilibrio, la pace interiore e l’invidiabile capacità di trasmettere sicurezza, serenità a chi gli sta di fronte.

Dopo circa un’ora di amabile conversazione, la doverosa chiusura e i saluti a tutti i concittadini-tifosi, con tanto di auguri per un nuovo anno all’insegna del riscatto, della rinascita e…del Centenario neroverde: “Partiamo proprio dal Centenario, vorremmo tanto festeggiarlo come immaginiamo noi e non aggiungo altro. Ripetersi nello sport è difficile, lo so, ma noi crediamo ancora in un 2021 doppiamente speciale… Poi, che sia o no Serie C, i Cento Anni del Bitonto verranno comunque festeggiati a dovere. Sarà il Centenario di tutti i bitontini, tifosi e non, di chi ha sofferto insieme a noi quest’estate e di chi non segue più il Bitonto da anni. Saluto i lettori, i miei cari concittadini e spero di cuore che il prossimo possa essere un anno diverso dal 2020, con salute, fiducia e serenità per chiunque”. Ci associamo al 100%. Che il countdown abbia inizio…!

Brindisi, il presidente Vangone: «Cerchiamo un terzino sinistro e una punta»

Intervenuto ai microfoni di Studio 100 nel corso della trasmissione “100 Sport Magazine”, il presidente del Brindisi Umberto Vangone ha fatto il punto sulle ultime notizie di mercato in casa biancazzurra. Queste le sue parole: 

“Siamo alla ricerca di alcuni ruoli nella quale ancora non siamo coperti, nel dettaglio stiamo sondando un terzino sinistro e una punta. Kacorri è un profilo interessante, bisognerà capire se per il Savoia è in uscita. Con loro c’è un grande rapporto e quindi vedremo, pare che invece D’Ancora sia sull’orlo della partenza. Fino al 26 febbraio ci saranno uscite ed entrate, in funzione di tante cose. 

De Luca è un mister davvero aziendalista, che non si arrende mai e che vuole andare avanti. Con il Lavello mi sono piaciuti i nuovi arrivati, sono ragazzi che hanno voglia e che hanno dimostrato di poter giocare”. 

Taranto, il ds Montervino: «Fino a questo momento nessun ragazzo ci ha chiesto di essere ceduto»

In concomitanza con la ripresa degli allenamenti che condurranno il Taranto alla prossima sfida interna del sei gennaio contro il Fasano, abbiamo ascoltato il direttore sportivo del Taranto Francesco Montervino con il quale abbiamo parlato del momento positivo attraversato dalla squadra di mister Laterza, del rapporto simbiotico tra tecnico e lo stesso dirigente e di quelli che sono le speranze per il prossimo anno calcistico.

Buoni presupposti per il nuovo anno: “Prima di questa brave sosta abbiamo chiuso il campionato al primo posto in coabitazione, la squadra ha avuto modo di riposare a dovere e l’ho ritrovata carica e già pronta per rimettersi a lavorare con più ardore di prima, il mister come al solito è tanto stimolato e voglioso. Credo che al di là del primo posto ci siano tanti presupposti anche per l’anno nuovo.”

Importanza del gruppo: “Credo che nelle ultime due gare, se consideriamo le innumerevoli defezioni, tutto il gruppo, compreso chi gioca meno, ma soprattutto gli under abbiano saputo fare gruppo e affrontare situazioni difficili. Inoltre penso che a volte si impara sulla propria pelle; quando capita di ottenere dei risultati non positivissimi come quelli di Casarano e Gravina per via di alcune situazioni, si cerca di giovare da quelli che sono gli insegnamenti. Indubbiamente la squadra era più abituata a soffrire, nel momento in cui è arrivato il momento in cui avevamo preso gol nel recupero, la squadra è stata brava a gestirlo e non prendere gol.”

Impermeabilità difensiva: “ Questo è un aspetto che non è dovuto solo dai difensori ma anche dal lavoro che ha fatto un attaccante come Abayian o come gli esterni che hanno giocato in queste partite. È un lavoro sporco che ti consente di non prendere gol che parte dal reparto offensivo.”

Attaccante di manovra: “Non ci dobbiamo fossilizzare sul concetto dell’attaccante come colui che fa un gran numero di gol. Attaccante per noi è soprattutto colui che fa respirare la squadra, guadagna qualche punizione, gioca di sponda e fa salire la squadra. Abayian a mio avviso nelle sue apparizioni ha fatto molto bene, non va considerato il fatto he non abbia fatto gol ma il lavoro che ha fatto ai fini della squadra.”

Rapporto con Laterza: ” Il mio ruolo è quello di prendere delle decisioni ma non di giudicare il mio allenatore, bensì di sostenerlo, incoraggiarlo e consigliarlo ove ce ne fosse bisogno. Il rapporto con Giuseppe è un rapporto straordinario, eccezionale, è un ragazzo serio e voglioso che ha voglia di far crescere sia il Taranto che se stesso. Ho avuto con tutti gli allenatori un buon rapporto e sicuramente con lui condivido tante idee molto simili, credo che stiamo andando molto bene.”

No al mercato lungo: “ Per me è un male e condivido l’idea di mister Laterza. Non si può lasciare un mercato aperto per tutto questo tempo però ormai c’è e andiamo avanti, tanto comunque non ci facciamo condizionare da tutte queste dinamiche, abbiamo le idee chiare e faremo quello che riterremo opportuno.”

Tanti nomi, trattative da chiudere: “Diaz è un calciatore forte che a me piace, un giocatore forte che conosce bene anche il mister, anche il suo è un nome interessante come quelli che sono stati fatti, vedremo nei prossimi giorni che cosa accadrà, speriamo quanto prima di chiudere con un attaccante.”

Mercato in uscita: “ Ci sta che qualche ragazzo possa chiedere più spazio ma la bravura di una società sta nel far capire che lo spazio per tutti arriverà. Ma devo essere sincero, sino a questo momento nessun ragazzo ci ha chiesto di essere ceduto.”

Calendario: “Se è vero che nel prossimo mese giocheremo tre partite in casa su quattro, bisogna dire che a mio avviso in questo campionato non esistono partite facili, basti pensare alle difficoltà che ci hanno creato squadre come Gravina e Aversa. Siamo stati avvantaggiati dal fatto che oggi siamo primi e abbiamo fatto tantissimi scontri diretti. Ma per me incontrare il Fasano è come incontrare il Casarano.”

Soddisfatto non solo per i risultati: “ Sono molto contento perché il problema a Taranto non è costruire una squadra ma ricostruire totalmente un ambiente che ci è sempre stato avverso e che forse oggi ci guarda con un poco più di simpatia. L’obiettivo di tutti, miei e nostro è quello di ricompattare quella che potrebbe essere la vera forza di questa città, lavoriamo giorno per giorno con questo obiettivo.”

Fasano, Squillante si defila: i pugliesi vanno verso la soluzione Costantini

Nuova svolta per quanto concerne il futuro della panchina del Fasano. Secondo quanto raccolto dalla redazione di tuttocalciopuglia.com, il club biancazzurro ha avrebbe momentaneamente deciso di confermare il tecnico della Juniores, Vito Costantini, già sulla panchina della compagine nel match di mercoledì 23 contro la Fidelis Andria, conclusosi con un pareggio. Dunque in netto vantaggio il tecnico della selezione giovanile su Luigi Squillante, quest’ultimo maggiore indiziato fino a poche ore fa. 

Fasano: i nomi che circolano per la successione di mister Catalano

Il Fasano è sempre alla ricerca di un nuovo allenatore a cui affidare il nuovo progetto di rilancio dopo l’esonero di Raimondo Catalano. Al momento, sarebbero tre i tecnici su cui si è focalizzata l’attenzione della società presieduta da Franco D’Amico.

I tre nomi corrisponderebbero a quelli di Dino Bitetto, Francesco Bitetto e Antonio Foglia Manzillo. Il primo è reduce dall’avventura alla guida del Casarano dopo l’esperienza a Cerignola con la quale ha centrato la vittoria dei play-off di Serie D. Il secondo è una grande conoscenza del calcio pugliese per i suoi trascorsi sulle panchine tra le tante di Martina, Bisceglie, Barletta e Nardò. Foglia Manzillo infine ha guidato nell’ultima stagione il Nardò, conducendo i neretini alla salvezza.

Brindisi, mister De Luca: «La società è al corrente di dove dobbiamo migliorare a livello tecnico»

Intervenuto ai microfoni di Antenna Sud 85 nel corso della trasmissione ”Passione biancazzurra 2.0”, il tecnico del Brindisi Claudio De Luca ha fatto il punto in casa messapica in seguito alle ultime vicende, analizzando poi nel dettaglio il pareggio ottenuto nell’ultima gara con il Lavello. Queste le sue parole: 

“Le festività sono andate bene. Abbiamo ripreso subito, già domenica abbiamo effettuato il primo allenamento e quindi abbiamo programmato dal 27 la ripresa allenandoci tutti i giorni fino al 31 mattina, per poi riprendere il 2 gennaio e preparare al meglio la trasferta di Francavilla. Con il Lavello si è iniziato ad intravedere il frutto del lavoro effettuato nel corso della settimana, abbiamo rivoluzionato la rosa e non era semplice. Abbiamo avuto qualche indicazione positiva, abbiamo fatto un grande primo tempo contro una delle migliori squadre del campionato. Sono sicuro che con il lavoro si può fare ancora di più. 

Con lo staff siamo abituati a lavorare con l’organico che ci viene messo a disposizione. Io non posso fare altro, abbiamo una squadra giovane con qualche giocatore esperto e ho giocato le ultime partite con diversi under, quindi per noi non sarà un problema fare questo. Ripeto c’è bisogno di lavoro e soprattutto di tempo per superare le difficoltà, sto trasmettendo questo ai ragazzi. Noi non ci siamo tirati indietro, crediamo in questi ragazzi che vanno supportati e sopportati in tutti i modi, quindi io mi aspetto di ripartire con quella cattiveria e quella grinta con la quale abbiamo affrontato l’ultima gara. Mercato? La società è al corrente di dove dobbiamo migliorare a livello tecnico.

Speriamo che il 2021 possa essere diverso, porgo gli auguri alla città e ai tifosi e chiedo loro di stare vicini alla squadra, non devo essere io a dirlo perché so che Brindisi è una piazza molto passionale, che tiene a cuore la propria squadra. Questi ragazzi onoreranno la maglia che indossano, l’augurio è quello di rivedere lo stadio pieno per avere una spinta in più. La nostra salvezza passa anche da qui”. 

Fasano, ripresa la preparazione: c’è un volto nuovo…

Dopo tre giorni di riposo dovuti alle festività natalizie, il Fasano è tornato ad allenarsi presso il centro sportivo “Sportlandia” di Locorotondo, in vista della ripresa del campionato di Serie D fissato per il giorno dell’Epifania, quando i biancazzurri scenderanno in campo allo stadio “Erasmo Iacovone” contro il Taranto dell’ex Giuseppe Laterza.

Doppie sedute e tanto lavoro per i biancazzurri agli ordini di mister Vito Costantini che, reduci dal buon pareggio casalingo contro la Fidelis Andria, sono in attesa di conoscere il nome del nuovo allenatore che verrà ufficializzato nei prossimi giorni.

Nel frattempo, la società comunica che è stato ingaggiato come nuovo preparatore il prof. Luigi D’Oria, vecchia conoscenza del mondo biancazzurro. Per D’Oria infatti si tratta di un ennesimo ritorno: già preparatore atletico del Fasano nella stagione 2009/2010, in serie D, con la squadra allenata da Enzo Maiuri, due anni prima invece ha fatto parte dello staff tecnico con la squadra che ha vinto il campionato di Eccellenza. L’ultima esperienza del prof. D’Oria al “Vito Curlo” è stata quella del campionato di Serie D 2018/2019 quando, insieme a Giovanni Musa, ha curato la preparazione atletica dei calciatori nello staff di mister Giuseppe Laterza.

Fidelis Andria, quattro assenti per il tecnico Panarelli

Ripresi gli allenamenti in casa Fidelis Andria questo pomeriggio presso lo stadio Sant’Angelo dei Ricchi. I biancazzurri, però ieri mattina, hanno svolto una piccola seduta di allenamento, attraverso l’utilizzo in remoto di una piattaforma digitale, agli ordini del preparatore Giuseppe Ciciriello.

Assenti il calciatore andriese Daniele Paparusso, che sta svolgendo lavoro differenziato ed il giovane Vito Lacassia che sosterrà gli esami strumentali di controllo nella giornata di domani, oltre a Gogovski ancora in patria e Zammit in via di recupero dopo l’intervento al ginocchio. La Fidelis tornerà in campo mercoledì 6 gennaio al “Degli Ulivi” contro la FBC Gravina.

Taranto, test effettuati: ripresi gli allenamenti

Riprendono gli allenamenti per i rossoblù. Dopo  la bella vittoria contro il Nardò e qualche giorno di riposo, i ragazzi di mister Laterza si sono ritrovati allo Iacovone per tornare a lavoro.

Sessione incentrata sulla mobilità e sui possessi. La squadra ha inoltre svolto un riscaldamento tecnico seguito da un lavoro aerobico. L’allenamento, si è chiuso con una partita a campo ridotto.

Tutti gli atleti e tutti i componenti dello staff del Taranto FC 1927 sono stati sottoposti a screening effettuando  tamponi naso-rinofaringei come da protocollo sanitario. L’attività, coordinata dai sanitari della società non ha evidenziato positività al Covid-19.

Nardò, il presidente Donadei: «Proviamo a gettare le basi societarie e tecniche per una stagione 2021-22 che…»

La sconfitta interna contro il Taranto, ha fatto calare il sipario sul 2020 del Nardò. Nonostante l’ultimo passo falso nel derby, quello che volge al termine non può che considerarsi un anno positivo per i granata, almeno sotto l’aspetto prettamente calcistico, come confermatoci in esclusiva anche dal presidente Salvatore Donadei.

BILANCIO – “Parlando sotto l’aspetto strettamente di sportivo e societario, credo che il 2020 per noi non può che considerarsi positivo. Nello scorso campionato abbiamo centrato quello che di fatto era l’obbiettivo dichiarato, vale a dire la permanenza in categoria. Ad otto giornate dal termine la squadra era a soli due punti dalla salvezza diretta, che verosimilmente sarebbe arrivata anche sul campo. Con grande passione, voglia e battaglie legali, ce l’abbiamo comunque fatta, portando a casa il traguardo che ci eravamo e avevamo promesso. In questo momento saremmo invece abbondantemente salvi, con addirittura vista sui playoff, riuscendo quindi a mantenere le promesse e le premesse, parlando di crescita sia della società che della squadra, situazioni che per ora si possono riscontrare sul campo”.

SPERANZE – “Per ciò che riguarda il nuovo anno, mi auguro di poter a rivedere quanto prima i tifosi allo stadio. In maniera contingentata e ovviamente controllata, come avvenuto per una sola partita in questa stagione; serve veramente trovare una soluzione a questo problema, perchè non se ne può davvero più. Questo lo dico sia da un punto di vista societario legato agli incassi, ma soprattutto da un punto di vista legato ai valori e alla passione. Il calcio è della gente, e senza tifosi, calore, coreografie e quant’altro, non è vero calcio. Questa è la mia speranza più grande, ma credo anche la più fattibile. Con un po’ di buon senso e meno ipocrisia da parte delle istituzioni, questo desiderio può tornare ad essere realtà, con la speranza, che la curva torni nuovamente ad abbassarsi. Parlando sotto l’aspetto tecnico, mi auguro che si possa continuare a fare bene. Questo per il Nardò è una sorta di anno zero; nello scorso campionato abbiamo ripianato i debiti della precedente gestione, mentre quest’anno non avendo grossi problemi, nonostante la questione Covid, abbiamo comunque messo su una buona squadra. Contiamo di fare un campionato oltremodo tranquillo, provando poi a gettare le basi societarie e tecniche per una stagione 2021-22 che, chissà, potrebbe rinverdire gli antichi fasti di questa gloriosa società”.

Gravina, ora parte il toto allenatore: le ultime per il dopo De Leonardis

Pasquale De Candia, ex tecnico di Casarano e team Altamura sembrerebbe essere uno degli allenatori sul taccuino del diesse del Gravina Gabriel Maule, il quale dopo l’esonero di Deleonardis è alla ricerca di un nuovo trainer.

Quella che porterebbe a De Candia sarebbe più che una semplice ipotesi, dal momento in cui sembrerebbe che il neo acquisto Carlo Vicedomini stia spingendo per ritrovare il suo ex allenatore. Questo è quanto fino ad ora raccolto dalla redazione di tuttocalciopuglia.com, seguiranno aggiornamenti. 

Fasano, due nomi “caldi” per sostituire mister Catalano

Dino Bitetto oppure Antonio Foglia Manzillo.

È corsa a due per la panchina del Fasano, con il presidente Franco D’Amico che si è preso qualche giorno di tempo per completare le proprie riflessioni in merito alla figura dell’allenatore che andrà a prendere il posto dell’esonerato Raimondo Catalano.

Se il primo è reduce da esperienze da vertice con Cavese, Cerignola e Casarano, il secondo è un esperto di imprese-salvezza.

Brindisi, Franzese: «Ho visto piangere i miei compagni di squadra»

“Sono molto contento della prestazione anche se avremmo meritato di vincere”.

Cosi il nuovo attaccante del Brindisi Lorenzo Franzese ai microfoni di Studio 100 Tv: 

“Diciamo che questo può essere un punto di partenza per il futuro, mi sono ambientato subito qui con i miei nuovi compagni, fa piacere anche aver trovato subito il gol, per un attaccante è importante e avrei potuto anche raddoppiare, purtroppo la palla è uscita di poco”.

E sulla settimana Franzese aggiunge:

“E’ stata una settimana particolare. Dedichiamo questa prestazione a Roberto, ho visto i miei compagni piangere e ho capito quanto fosse importante per loro”. 

Nardò, Antico: «Le nostre ambizioni da campionato tranquillo restano tali»

Alessio Antico, Amministratore Unico del Nardò, commenta cosi il ko del toro contro il Taranto:

“L’arbitro ha concesso troppe perdite di tempo al Taranto, soprattutto nel secondo tempo. Ma il Nardò visto non è stato quello delle ultime partite, il primo tempo è stato letteralmente regalato agli avversari. Abbiamo avuto nella ripresa anche 2-3 occasioni ecclatanti per pareggiare ma non è bastato. Le nostre ambizioni da campionato tranquillo, comunque, restano tali. Abbiamo dimostrato anche oggi di essere una squadra forte”. 

Nardò, il presidente Donadei: «Taranto? Ha avuto una condotta ostruzionistica avallata dall’arbitro»

“E’ una partita che ci lascia l’amaro in bocca per il risultato” – ha dichiarato il presidente del Nardò Donadei al termine della sfida tra neretini e Taranto – “un pareggio sarebbe stato ampiamenete meritato e più giusto. Lo dico in maniera oggettiva alla luce di un primo tempo in cui il Taranto ha sovrastato il Nardò ed è andato al gol con Matute. Nella ripresa, però, c’è stata una sola squadra in campo, il Nardò: il Taranto ha rinunciato a giocare avendo anche una condotta ostruzionistica avallata dall’arbitro che ha consentito di tutto e di più. Ma queste sono carattetistiche tipiche delle grandi squadre”.

“Voglio fare i complimenti a Sposito” – conclude il presidente – “è un giocatore che mi è sempre piaciuto e la parata fatta su Granado nei minuti finali è stata sensazionale”.

Brindisi, mister De Luca: «Questa è una squadra nuova che sta insieme da una settimana»

“Abbiamo bisogno solo di un po’ di tempo, questa è una squadra nuova che sta insieme da una settimana. E’ come se stessimo facendo un ritiro prestagione”.

Cosi l’allenatore del Brindisi Claudio De Luca ai microfoni di Studio 100 Tv dopo la buona prestazione contro il Lavello:

“Sono contento perchè non era facile preparare una gara in tre giorni e probabilmente avremmo meritato anche la vittoria, basta vedere la traversa colpita da Botta nel secondo tempo dopo una bellissima azione. I ragazzi che sono arrivati ancora non sono al top. Problemi? Io non sono uno che cerca alibi, sono un lavoratore e un dipendente del club, allenerò i calciatori che mi mette a disposizione la società, cercando di raggiungere il massimo risultato. Ho la fortuna di allenare in una piazza importantissima e proprio alla città e ai nostri tifosi voglio augurare buone feste. E’ stato un anno difficile per tutti a causa di questo maledetto Covid”. 

Cerignola, mister Pazienza: «A Pozzuoli è difficile giocare»

“Sapevamo che sarebbe stata una partita molto difficile”: a parlare è Michele Pazienza, tecnico dell’Audace Cerignola al termine del pareggio esterno in casa della Puteolana ultima in classifica. 

Tante energie spese nell’ultima uscita stagionale per i gialloblù:

“Abbiamo speso tantissimo contro il Bitonto dove abbiamo giocato in dieci per più di un tempo. Oggi abbiamo giocato su un campo difficile sia per noi che per loro. Però se andiamo a considerare gli episodi di entrambe le squadre, credo che il pareggio sia giusto”.

Nardò, mister Danucci: «La nostra stagione è più che positiva e ci rimetteremo subito sulla retta via»

Tarantino di nascita con un passato da calciatore proprio nelle fila rossoblù oggi mistr Ciro Danucci al termine dell’incontro mastica amaro per una sconfitta a suo dire eccessiva nei confronti del Nardò. Queste le sue dichiarazioni in sala stampa a fine gara.

Primo tempo confusionario:

” Nel primo tempo mi sarei aspettato qualcosa di più dalla mia squadra, avevamo una disposizione e un atteggiamento un poco confusionaria in campo; inoltre abbiamo sofferto la fisicità del Taranto che con Abayian, molto bravo nel gioco aereo si appoggiava spesso su di lui dando sfogo alla manovra. Nonostante questo credo che Milli il nostro portiere abbia subito un unico turo in porta.”

Ripresa arrembante:

” Nel secondo tempo rispetto al primo ci siamo sistemati meglio e ho inserito da subito giocatori più offensivi. Abbiamo spinto alla ricerca del pari che avremmo meritato ma Sposito in un paio di circostanze è stato eccellente, soprattutto su Granado.”

Taranto bravo e scaltro:

” Il Taranto ha capitalizzato bene l’occasione che si è creato ed ancor di più è stato bravo e scaltro con qualche perdita di tempo a portare a casa la partita, le squadre che devono vincere i campionati vincono anche così. Quanto a noi la nostra stagione è più che positiva e ci rimetteremo subito sulla retta via.”

Casarano, mister Feola: «Il campionato è lungo e ci sarà bisogno di tutti»

“La cosa importante era vincere. Abbiamo vinto e convinto”. 

Questo il commento di mister Feola al termine della gara che ha visto il Casarano guadagnare tre punti che lo proiettano al vertice della classifica, assieme a Taranto e Sorrento.

“Siamo stati molto più cattivi nel secondo tempo, nel primo tempo – commenta mister Feola – eravamo un po’ più lenti nel giro palla, ma abbiamo creato delle occasioni anche nella prima frazione di gara. Tra l’altro, il campo era pesante e questo ci ha condizionato. Volevamo subito andare a concludere. Invece io avevo detto ai ragazzi che dovevamo essere bravi a costruire le occasioni. Anche perché mister Lazic aveva preparato bene la gara. Loro erano tutti dietro la palla ed era difficile per noi trovare spazi. Dopo il gol loro si sono aperti ed è diventato più facile. Nel secondo tempo c’è stata una grande reazione e abbiamo meritato la vittoria. Era una partita difficile e bisognava avere pazienza, per cogliere l’occasione giusta. Noi siamo stati bravi nel farlo. Non posso che fare un plauso ai miei ragazzi”.

Sulle scelte dei titolari il tecnico ribadisce quanto detto in altre circostanze. 

“Sono tutti ragazzi – aggiunge Feola – che meritano di giocare. Quando hai a disposizione una rosa così importante è difficile scegliere. Io continuo a ripetere che si devono far trovare pronti, perché il campionato è lungo e ci sarà bisogno di tutti”. 

Non si lascia andare a facili entusiasmi il tecnico delle Serpi.

“La classifica – taglia corto l’allenatore – non la guardo. Mi interessa lavorare settimana per settimana e vedere la crescita dei ragazzi. I conti li faremo alla fine”.

Taranto, mister Laterza: «I risultati che stiamo ottenendo fanno piacere e ci gratificano per i sacrifici fatti»

Il Taranto grazie a una rete di Kelwin Matute messa a segno al 18′ espugna il “Giovanni Paolo II” di Nardò, cosa che non accadeva da cinquant’anni e in virtù dei risultati provenienti dagli altri campi potrà trascorrere una Natale in vetta alla classifica appaiato a Sorrento e Casarano. Nel post gara mister Giuseppe Laterza non può che essere contento per la prestazione offerta dai suoi.

Risultato importante:

” Si è trattato di una partita tirata contro un avversario, il Nardò, che è in un ottimo periodo di forma e ottime individualità. Abbiamo giocato con la giusta mentalità e atteggiamento positivo. Nonostante le assenze e le squalifiche e pur avendo giocato con sei juniores nel finale, chi ha giocato oggi ha dimostrato di meritare di far parte di questo gruppo e non hanno fatto sentire la mancanza degli assenti. Mi riferisco ad esempio a Marino e Mastromonaco; questo per me è molto importante, raccogliamo i frutti del lavoro settimanale.”

Scelte:

” Inizialmente ci siamo schierati con un centrocampo a tre, poi dopo l’infortunio occorso a Matute siamo ritornati al 4-2-3-1. Tuttavia come dico sempre non sono i numeri ad essere importanti bensì l’aggressività e l’atteggiamento. Abbiamo fatto una gran partita dal punto di vista tattico nonostante avessimo di fronte una squadre che non prendeva gol da cinque gare. ”

Progressi di gestione: 

” I due pareggi subiti all’ultimo contro Casarano e Gravina ci hanno scottato come era prevedibile, ma ci abbiamo anche lavorato su e credo che questo aspetto oggi lo abbiamo migliorato, nonostante gli oltre otto minuti di recupero.”

Soddisfazione:

” Siamo venuti qui a giocare senza tre titolari più gli infortunati lungodegenti e le loro assenze non si sono notate, vuol dire che il gruppo sa aiutarsi nelle difficoltà. ”

Niente classifica:

”Chiaramente i risultati che stiamo ottenendo fanno piacere e ci gratificano per i sacrifici fatti, ma io personalmente esigo sempre il massimo. La vittoria da continuità, la strada è quella giusta, dobbiamo continuare così senza distrazioni.

Molfetta ko ad Aversa. Bartoli: «Questa squadra si salverà»

Non il miglior viatico per un Natale sereno il ko subito ieri dal Molfetta in casa del Real Agro Aversa. A commentare la partita ci pensa il tecnico Bartoli.

«Abbiamo fatto un buon primo tempo: siamo passati in vantaggio e abbiamo avuto due buone occasioni per portarci sul 2-0. Quelle occasioni vanno sfruttate con cattiveria. Inoltre, dopo il goal subito e per tutto il secondo tempo, chi è subentrato, rispetto al solito, non è stato di supporto alla squadra. Ora serve equilibrio: non ci siamo considerati “forti” dopo le vittorie rimediate contro Cerignola, Picerno e Puteolana e non vogliamo di certo passare come “scarsi” dopo questa sconfitta. Dobbiamo avere un equilibrio sia dopo le vittorie che dopo le sconfitte. Abbiamo dieci punti in classifica (con una partita da recuperare) dopo otto turni di campionato. Questa squadra si salverà, ma per farlo, su campi diversi dal nostro, dobbiamo adattarci meglio e avere atteggiamenti caratteriali diversi. In questo periodo dobbiamo recuperare tutti gli infortunati per riprendere la marcia per la salvezza. Siamo stati da sempre consapevoli che si sarebbe stato da soffrire ma alla lunga vedrete che tutti uniti raggiungeremo il nostro obiettivo».

Fasano, Costantini: «Pari con l’Andria ottenuto col cuore»

Il Fasano smuove la classifica grazie al pareggio di ieri contro la Fidelis Andria. Ora la classifica dice cinque punti (con una partita da recuperare) e soprattutto la prestazione dei pugliesi dà dimostrazione che qualità e personalità erano caratteristiche soltanto, momentaneamente, assopite.

“Sono contento per i ragazzi – ha dichiarato a fine partita mister Vito Costantini – è stato un risultato ottenuto col cuore in una situazione per niente facile. Se lo meritano per come hanno lavorato in questi giorni e sono felice di aver visto un po’ di sorrisi sulle loro facce. È stato messo il cuore oltre l’ostacolo e il pareggio, tutto sommato, è giusto. Era fondamentale un’iniezione di fiducia perché questo gruppo ha ampi margini di miglioramento. Io traghettatore fino alla fine della stagione? Sono l’allenatore della Juniores e sono affezionato ai miei ragazzi. Mi sono messo a disposizione perché ho a cuore il progetto Fasano ma sto bene nel ruolo che già ricopro”.

Taranto, Laterza fa il pompiere: «Classifica? Per ora non la guardiamo»

Il Taranto ieri si è aggiudicato il derby con il Nardò ed agganciato coi tre punti conquistati il primo posto, seppure in condominio con Sorrento Casarano.

Ad analizzare il successo è stato il tecnico Laterza:

«Sapevamo di affrontare una squadra in gran forma come il Nardò, ma il Taranto ha approcciato con l’atteggiamento giusto nonostante le assenze. A tal proposito, chi ha giocato si è ben disimpegnato a dimostrazione che ho a disposizione una rosa di livello. Questa vittoria è fatto di una gran partita dal punto di vista tecnico/tattico: siamo stati perfetti. Massimo risultato con il minimo sforzo? Assolutamente no, abbiamo faticato per avere ragione del Nardò. Siamo in vetta alla classifica? È motivo di orgoglio, ma per ora non la guardiamo perché siamo solo all’inizio del percorso. Può sembrare una frase fatta, ma è così: per il momento pensiamo solo a completare il nostro percorso di crescita. Ci tengo, anche a nome della società, a ringraziare il Nardò per l’ottima ospitalità».

Il Fasano ci mette il cuore e frena la Fidelis Andria

Dopo lo scossone dell’esonero di mister Catalano e con la panchina momentaneamente affidata a mister Vito Costantini, il Fasano era chiamato ad una prova di cuore e coraggio contro la quotata Fidelis Andria, reduce da un buon 1-1 contro la corazzata Casarano.

Primo tempo di grande equilibrio, con Bernardini e Lugo Martìnez padroni del centrocampo biancazzurro (quest’oggi in maglia gialla) che orchestrano meravigliosamente le azioni dei padroni di casa, due volte vicine al gol entrambe con Nadarevic.

Dopo mezz’ora di grande equilibrio, 5’ di blackout biancazzurro: in seguito ad una punizione, Lugo Martìnez si infortuna e inizia a zoppicare vistosamente. Il Fasano stacca la spina ed è fatale al 28’ l’incursione dalla sinistra di Avantaggiato che mette al centro una palla bassa e tesa prontamente respinta da Suma ma, sulla ribattuta, l’ex Prinari non perdona, segna e non esulta.

Nel secondo tempo la reazione dei padroni di casa è rabbiosa: il Fasano prende in mano le chiavi della gara con i neoentrati Monaco, Cavaliere e Gaetani e si rende pericoloso in diverse occasioni, tra cui la traversa, direttamente su punizione, colpita da Monaco. Le azioni dei ragazzi di Costantini sono insistenti e all’86’ Nadarevic si procura e realizza un calcio di rigore, suonando la carica ai suoi per tentare di completare la rimonta e guadagnare il bottino pieno.

Tuttavia le velleità dei biancazzurri vengono spente da alcune decisioni arbitrali alquanto discutibili: il doppio giallo a Cassano prima, all’87’, e poi il vantaggio non assegnato al Fasano con Gaetani che si sarebbe ritrovato a tu per tu con Anatrella.

Il Fasano smuove la classifica portandosi a cinque punti (con una partita da recuperare) e soprattutto dà dimostrazione che qualità e personalità erano caratteristiche soltanto, momentaneamente, assopite.

Fasano-Fidelis Andria 1-1

Reti: 28’ Prinari (A), 86’ Nadarevic rig.

Us Città di Fasano: Suma, De Carolis (46’ Trové), Brescia, Lugo Martinez (30’ Monaco), Cassano, Russo, Narese, Bernardini, Stracqualursi (52’ Cavaliere), Nadarevic, Lanzone (73’ Gaetani). A disp. Caccetta, Angelini, Procida, Castrovilli, Taddeo. All. Vito Costantini.
Fidelis Andria: Anatrella, Tutino (78’ Dipinto), Carullo, Manzo, Fontana, Venturini, Avantaggiato (69’ Zingaro), Bolognese, Cristaldi (63’ Russo), Cerone (63’ Mariano), Prinari. A disp. Petrarca, Frisenda, Carretta, Notaristefano, Di Schiena. All. Luigi Panarelli.

Ammoniti: Nadarevic (F), Trovè (F), Avantaggiato (A), Anatrella (A), Zingaro (A), Manzo (A)
Note: 86’ espulso Cassano (F) per doppio giallo.
Rec. pt 1’; st 5’
Arbitro: Burlando di Genova.

Il Casarano piega il Francavilla. Succede tutto nel secondo tempo

Il Casarano supera nella ripresa le resistenze del Francavilla incamerando tre punti che la proiettano in testa alla classifica con Taranto e Sorrento. Un successo firmato dai gol di Negro ed Atteo.

Casarano-Fc Francavilla 2-0

Reti: 57′ Negro, 89′ Atteo

Casarano (4-3-3) Guido; Onda, Benvenga Mattera, Pagliai (91′ Pedicone); Giacomarro, Bruno, Tascone (73′ Atteo); Sansone (75′ El Ouazni), Favetta (55′ Rodriguez), Negro (69′ Mincica).  A disp. D’Ancora, Lobjanidze, Longhi, A. Feola. All. Feola.

FC Francavilla (3-5-2) Cefariello; Nicolao (46′ Fanelli), Pagano, Di Ronza; Sellitti (6′ Vukmirovic) Caponero, Galdean, Petruccetti (23′ Tarantino), Morleo; Nolè, Cappiello (32′ Pisanello). A disp. Chingari, Tedesco, Spadafora, Ferraiuolo, D. Lazic All. Lazic.

Arbitro: Andrea Zanotti di Rimini.

Note: Ammoniti: Bruno (C), Tarantino (F); angoli: 9-1; rec. 0′ – 4′.

Gravina, chiarimenti in merito al comunicato ufficiale della Team Altamura

La FBC Gravina rigetta categoricamente le pesanti accuse ed esternazioni apparse nelle scorse ore sui profili social di alcuni dirigenti altamurani e sulla pagina Facebook ufficiale della Team Altamura e rilanciata dagli organi di stampa. Frasi pesanti e offese tese ad infangare l’immagine di una società modello nel panorama calcistico nazionale e a ledere un rapporto consolidato fra le due società.

Di seguito la cronaca dei fatti accaduti nella giornata di ieri: per la gara FBC Gravina – Team Altamura, la società gravinese, visti i rapporti di amicizia tra i due sodalizi e il clima instauratosi negli ultimi anni, ha concesso alla società altamurana un numero di accrediti superiore a quanto previsto. Un gesto senz’altro cortese e ospitale, permettendo inoltre l’ingresso di due autovetture all’interno dello stadio. All’arrivo presso lo stadio Vicino, al nutrito gruppo di accreditati è stato concessa l’intera gradinata locale, definita nel comunicato della Team Altamura “𝐠𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚”, e non il solo settore ospiti e l’accesso sul campo sino all’inizio del match. Per tutta la gara, come sottolineato ripetutamente durante la diretta Facebook dai tanti utenti che hanno seguito il match, dirigenti altamurani hanno proferito frasi, parole e minacce nei confronti dei nostri calciatori. Lo testimoniano le immagini tutt’ora visibili e a disposizione di tutti (https://bit.ly/3aFmDpB). Infine, è doveroso precisare come “𝐥’𝐚𝐠𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞” innescatasi nel post gara sia stata propiziata da una tacchettata data da un calciatore della Team Altamura nei confronti del nostro portiere, come chiaramente evincibile dalle immagini registrate in nostro possesso. Ad ogni modo il referto arbitrale chiarisce quanto avvenuto.

In ultimo, si sottolinea come, vista la situazione concitata in essere, le forze dell’ordine, al fine di garantire e ristabilire l’ordine pubblico, in rispetto delle normative vigenti, hanno preferito attendere il rientro negli spogliatoi di tutte le persone presenti sul campo da gioco prima di concedere l’accesso agli spogliatoi ai soli dirigenti altamurani che, tuttavia, hanno richiesto, con parole gravemente offensive e minatorie, di entrare nel campo con l’intero gruppo di persone presenti in gradinata. Si è trattato di un’attesa prima di entrare all’interno del campo e non di un “sequestro” come scritto offensivamente.

La FBC Gravina auspica che quanto avvenuto sia stato solamente uno spiacevole episodio in una gara ed evento sportivo di grande importanza per l’intero territorio murgiano. Il sodalizio gravinese, ben sapendo di aver agito in maniera del tutto regolare, si rende disponibile ad un chiarimento formale e resta a disposizione per un confronto costruttivo con la società della Team Altamura.

Asd Team Altamura, sgomento per quanto accaduto a Gravina

Asd Team Altamura esprime il massimo sconcerto per quanto accaduto ieri in occasione del derby con la FBC Gravina .
Già dall’arrivo al Vicino , i nostri dirigenti sono stati accolti in maniera scortese e maleducata , durante tutta la gara la panchina e la squadra sono state ricoperte da minacce ed insulti .
A fine gara il parapiglia generato da insulti di un tesserato della FBC verso la dirigenza altamurana e sfociato con la squallida e violenta aggressione dei dirigenti gravinesi verso i nostri calciatori e staff . In particolare si è reso protagonista il Direttore Generale della Fbc con una aggressione diretta ad un nostro tesserato .
A gara terminata , i nostri dirigenti sono rimasti rinchiusi nella gabbia del settore ospiti per quasi un’ora , solo alle 17.15 sono stati ‘liberati’ dalle forze dell’ordine e scortati direttamente all’uscita senza aver avuto la possibilità di entrare negli spogliatoi per capire cosa fosse successo e per salutare la propria squadra . Trattati come dei delinquenti . Neanche un dirigente gravinese si è mai degnato di avvicinarsi o proferire chiarimenti per quanto accaduto .

Una esperienza mai vissuta e di certo non consona ad un campionato importante come il nostro .
Mai avremmo pensato di poter vivere una esperienza simile e tra l’altro generata da chi ha sempre professato l’intento di instaurare un rapporto di amicizia tra le due città legate da affetti , vicinanza e lavoro .
Da sempre abbiamo sostenuto che erano frasi e comunicazioni piene di ipocrisia e falsità , ieri ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione in maniera più subdola e violenta.
Asd Team Altamura si riserva di formulare un esposto a chi di dovere per quanto accaduto .