Il d.s. che scelse Stefano nel 2017: “Io e Corvino lo consideravamo la figura ideale. Umanamente è un gigante, merita di giocarsi lo scudetto col Milan. E che lavoro con Tonali, Tomori, Diaz e Saelemaekers”
Uno che ha fatto il giornalista certe dinamiche le sa, e quindi ti regala un titolo. “Pioli è la persona migliore mai conosciuta in vent’anni di calcio”. E infatti quando ne parla pesa le parole, si prende dei secondi, perché da vecchio cronista ne conosce l’importanza. Carlos Freitas lavora nel pallone da una vita. Ai tempi dello Sporting notò tre talenti niente male – Ronaldo, Nani e Quaresma -, mentre dal 2016 al 2019 è stato il d.s della Fiorentina (con Corvino direttore generale). Furono loro a puntare su Pioli, oggi primo in classifica con il Milan, a pari punti con il Napoli. E sabato Pioli tornerà al Franchi da capolista.
Leonardo Colucci, nuovo tecnico del Picerno, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella consueta conferenza stampa di presentazione
Nuovo tecnico in casa Picerno. Esonerato Antonio Palo dopo quattordici gare in cui ha conquistato sedici punti, frutto di quattro vittorie altrettanti pareggi e sei sconfitte. Al suo posto ecco LeonardoColucci, tecnico ex Ravenna e conosciuto dai più pe aver indossato in carriera le maglie di Verona e Bologna tra le altre.
Classe 1972, Colucci ha iniziato la carriera di allenatore nelle giovanili del Bologna, disputando poi quattro campionati di Serie C con Pordenone, Vis Pesaro, Reggiana e appunto, Ravenna. Le dichiarazioni del neo tecnico dei lucani nel corso della consueta conferenza stampa di presentazione.
“Il Picerno lo conosco, ho avuto modo di vedere qualche partita e ho già allenato qualche giocatore. L’allenatore è importante, il giocatore fa da cassa da risonanza al suo lavoro. Devo essere bravo a mettere la squadra nelle condizioni di segnare. Il campionato? I cavalli si vedono all’arrivo. La squadra deve essere viva, deve combattere. Non mi piace snaturare la squadra, avrò un confronto con loro. Non sono un’integralista, mi metto a disposizione. Non faccio promesse, per ora serve solo dedizione e lavoro. Sono qui con entusiasmo, è la prima volta che mi allontano così tanto da casa. Sono qui perché convinto dall’ambiente e dal progetto”.
Il c.t. all’Europeo ha trasmesso un’idea esaltante a una squadra senza individualità. Ma senza il triangolo Jorginho-Verratti-Insigne la squadra ha perso l’anima…
Sono passati 137 giorni dalla finale di Londra al disastro di Belfast. Cos’è successo in mezzo? È successo che strofiniamo la lampada e non esce più il gioco che era la nostra vera magia.
Eleganza, corsa, personalità. E un modello, Luka Modric. Nicolò Rovella si piazza al quinto posto in questa speciale classifica, con i suoi 11,36 km percorsi in media a questo punto della stagione (1.093 i minuti giocati). Nato a Segrate, in provincia di Milano, il 4 dicembre del 2001, dopo le buone prestazioni dello scorso campionato il centrocampista del Genoa corre senza sosta per vivere un’annata da protagonista.
Il cileno costretto a chiedere il cambio dopo 36’ di gioco contro l’Ecuador: le prime voci dal Cile parlano di possibile contrattura. Il Toro invece si è fermato dopo il primo tempo contro il Brasile a causa delle dure entrate ricevute
Non bastasse l’infortunio di De Vrij con l’Olanda, per l’Inter giungono altre notizie allarmanti, questa volta dal Sudamerica. L’ultima giornata di Eliminatorias ha infatti mandato k.o. Sanchez e Lautaro, vale a dire mezzo attacco nerazzurro. Secondo quanto riferito dai media cileni, il Nino ha accusato un problema muscolare alla gamba destra tale da richiedere la sostituzione dopo 36’ di gioco contro l’Ecuador, quando la Roja si trovava già sotto di un gol e con un uomo in meno per l’espulsione di Vidal. Il bomber argentino è invece rimasto negli spogliatoi dopo la fine del primo tempo perché – stando alle indiscrezioni di Infobae – avrebbe lamentato dolore dopo due brutti falli subiti intorno alla mezzora di gioco nel clasico…
“Solo l’Inter può infastidire Napoli e Milan per lo Scudetto. La Juve può rientrare tra le prime quattro”
A “1 Football Club” su 1 Station Radio, è intervenuto Antonio Cabrini, campione del mondo 1982 ed ex calciatore, fra le tante, di Juventus ed Atalanta. “C’è stata una crescita esponenziale del calcio femminile, la quale ha portato a prendere decisioni importanti da parte delle società che hanno accorpato le ragazze agli uomini. Non sarà facile arrivare al professionismo, perché ci sono sport che sono partiti prima e non ci sono ancora arrivati.
Nazionale? Siamo abituati a subire critiche quando le cose non vanno bene, ma non è giusto criticare i ragazzi di Mancini dopo quello che hanno fatto in questi tre anni. Non siamo sul baratro come successo per Russia 2018, questo va ricordato. Le critiche che stanno arrivando oggi sono influenzate dalla vittoria a Euro 2020.
Atalanta? Si riprenderà in campionato e raggiungerà una posizione in linea con quelle delle…
All’esame la possibilità di posticipare la giornata del 20 marzo per dare più tempo al c.t. di preparare gli spareggi. Sorteggio il 26 novembre
Dal nostro inviato Fabio Licari
La cosa più terribile di questo (si spera) infinito 2021? I quattro mesi che portano dal sorteggio del 26 novembre ai playoff del 24/25 marzo nel nuovo anno. Quattro mesi a tormentarsi, ipotizzare scenari, chiedersi se è possibile che l’Italia, quattro coppe, possa saltare il secondo Mondiale consecutivo.
Pochi giorni dopo la cessione della società alla 777 Partners, Enrico Preziosi, ormai ex presidente del Genoa, ospite a Telenord ha condiviso il suo pensiero toccando tutti i temi del mondo rossoblù.
777 PARTNERS – Primo tema affrontato da Preziosi la cessione della società agli investitori statunitense: “Ho ceduto agli americani per le grandi capacità economiche e poi perchè sono persone per bene e molto ambiziose. Avevamo tre trattative in corso ma l’unica seria era quella con la 777 Partners. Non prenderà nessun’altra squadra ma lascio con il dispiacere di non aver potuto regalare soddisfazioni ai tifosi. Vado via con qualche rimpianto anche se ho fatto quello che potevo e dormo sereno avendo fatto tutto in buona fede e nell’interesse della società. Dicono che c’è il Milan dietro agli americani ma non è assolutamente vero. E’ una romanzata senza verità sotto”.
MERCATO – Il Genoa è stata sempre una società che ha movimentato il mercato e ogni anno è stata rivoluzionata…
Franco Baresi, vice presidente onorario del Milan, è tra coloro i quali hanno ricevuto l’ambito ‘Ambrogino d’Oro’ dal Comune di Milano
Come ogni anno il Comune di Milano concede l’ambito ‘Ambrogino d’Oro’, un premio per coloro i quali danno lustro alla città meneghina. Franco Baresi, vice presidente onorario del Milan, figura nella lista dei meritevoli di questa edizione. Insieme all’eterno numero 6 presenti, tra gli altri, la campionessa paralimpica Arjola Trimi e Tommaso Claudi, il diplomatico italiano che nei giorni della conquista di Kabul da parte dei talebani è rimasto a presidiare l’ambasciata italiana in Afghanistan. La premiazione ufficiale avverrà martedì 7 dicembre. Le top news di oggi: Milan sul nuovo Pedri, il Real Madrid punta Brahim Diaz
In 14 hanno risposto alle convocazioni: bilancio positivo per Rrhamani (in gol contro la Grecia), assist per Zielinski e Koulibaly. Ritorno amaro per gli italiani
Da oggi Luciano Spalletti comincerà a riavere i suoi nazionali. Sono 14 i giocatori del Napoli che hanno risposto alla convocazione nelle proprie rappresentative.
GLI AZZURRI Non è stata una parentesi felice per i tre azzurri, Lorenzo Insigne, Giovanni Di Lorenzo e Alex Meret: tornano senza aver centrato la tanto attesa qualificazione diretta dell’Italia al Mondiale. Insigne ha giocato per 148 minuti nelle gare contro Svizzera e Irlanda del Nord, firmando l’assist che ha mandato in gol Di Lorenzo (in campo per tutti i 180 minuti) contro gli elvetici. Panchina per Meret.
GLI ALTRI Parentesi da protagonista per Eljif Elmas che ha giocato per 173 minuti tra le gare contro Armenia e Islanda. Nell’ultima, con una doppietta, è stato decisivo per il successo che ha consentito alla Macedonia del Nord di entrare al…
Il tecnico Shevchenko in ansia in vista del match contro la Roma per lo stop dei due calciatori
Il Genoa questo pomeriggio ha ripreso gli allenamenti al Centro Sportivo Gianluca Signorini di Pegli in vista della sfida che opporrà i rossoblù alla Roma, domenica sera al Ferraris alle ore 20:45. Per i giocatori guidati dal tecnico Andriy Shevchenko e dal suo staff è stato il primo allenamento della settimana dopo una giornata di riposo concessa ieri. La seduta è iniziata con un riscaldamento a tema, proseguendo con la divisione della squadra in diversi gruppi: alcuni giocatori hanno eseguito allunghi, altri esercizi di possesso palla e altri partitelle. Il capitano Domenico Criscito e l’attaccante Felipe Caicedo hanno dovuto fermarsi prima della fine della seduta, accusando entrambi un fastidio muscolare. La diagnosi verrà resa nota dopo gli esami strumentali già previsti per le prossime ore.
Mohamed Ihattaren è finito al centro delle cronache in queste ultime settimane: la decisione di abbandonare la Sampdoria e di scappare in Olanda, il cambio di agente che lo vedrà passare da Mino Raiola ad Ali Dursun, un futuro con la Juve tutto da scrivere, persino le voci riguardo un possibile ritiro dal calcio a soli 19 anni. Ma ora la volontà di Ihattaren è quella di rimettersi in forma prima di capire come voltare pagina. Ad aiutarlo in questo percorso c’è Jordy Best, personal coach che in passato ha già lavorato con altri talenti olandesi come Ismael Aissati o Jurgen Colin: è con lui che Ihattaren sta seguendo un percorso di allenamento mirato a ritrovare forma ed energia. Ed è Best a spazzare via le ipotesi sull’eventuale ritiro di Ihattaren: “Secondo me non ha mai pensato di lasciare il…
L’ex patron dell’Inter risponde al sindaco che l’aveva esortato a comprare il Meazza: “Ha detto che prende lui le decisioni? Bene, allora proceda”
Chiamato in causa dal sindaco Beppe Sala, Massimo Moratti non le manda certo a dire. In mattinata il primo cittadino di Milano aveva esortato l’ex patron dell’Inter a comprare San Siro, visto l’appoggio al comitato favorevole al mantenimento dello storico impianto. E Moratti alla Gazzetta ha risposto così: “Ho trovato l’uscita del sindaco Sala abbastanza infelice. Come si fa a dire ‘se lo compri lui’? È una battuta da paese”.
Ora si proceda
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“Non è che per San Siro non ci dorma la notte… – ha proseguito il presidente del Triplete -. Piuttosto, con queste parole Sala ha annunciato ufficialmente che il nuovo stadio si fa, mentre credevo che ci fosse ancora margine per ripensarci. Ha detto che le scelte le fa lui, ha fatto una scelta e ora attendo che si proceda, senza fermarsi alle parole”.
BOLOGNA, ITALY – OCTOBER 18: Walter Sabatini technical director of Bologna FC looks in prior the beginning of the Serie A match between Bologna FC and US Sassuolo at Stadio Renato Dall’Ara on October 18, 2020 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)
Fiorentina-Milan sarà anche la sfida tra il presidente viola e la squadra che cercò di acquistare nell’estate 2018 dalle mani di Li Yonghong
Era l’estate dei Mister, quella del 2018. Non intesi come allenatori, bensì come proprietari di club. “Mister X sta cercando di rilevare il Milan dalle mani di Mister Li”, si leggeva su tutti i media sportivi negli ultimi giorni di primavera. E il 23 giugno la Gazzetta sostituiva finalmente quella “X” con un nome e un cognome: Rocco Commisso.
Spalletti, ti ricordi l’Inter? Sarri, e tu la Juve? Storia di ex con voglia di rivincita Due osservati speciali dei big match in programma a San Siro e all’Olimpico. Due ex messi alla porta nonostante avessero centrato obiettivi non trascurabili. E ora… [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]
Il sindaco di Milano risponde al comitato “Sì Meazza”: “Tenerlo in vita da impianto sicuro costa. Se vogliono comprarlo siamo disposti a venderlo”
La questione “salviamo San Siro” continua a tenere banco. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, è tornato oggi sull’argomento: “Faccio un appello a chi vuole salvare lo stadio San Siro: il modo migliore è trovare un uso, una formula, si facciano avanti e noi siamo disponibili, quando sarà il momento, a cedere questo bene. Mi rivolgo, per esempio a Massimo Moratti, visto che ho sentito la sua disponibilità a far parte di questa iniziativa”.
Il primo cittadino lo ha detto rispondendo a una domanda sul comitato “Sì Meazza”, nato con l’obiettivo di evitare la demolizione della storica casa di Milan e Inter in vista della costruzione del nuovo stadio dopo l’intesa fra le squadre e il Comune.
referendum
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“Il referendum lo facciano, non è che il referendum – ha aggiunto – può togliere al sindaco la…
Il Sottosegretario allo Sport è intervenuto al Social Football Summit parlando anche degli aiuti al calcio: “Puntiamo a introdurre la rateizzazione di imposte fiscali e contributive in sede di conversione del decreto fiscale. Sul betting stiamo lavorando sulla sospensione con una forma di mediazione”
Il giorno dopo la delusione di Belfast, Valentina Vezzali, Sottosegretario allo Sport e in questo caso soprattutto concittadina del c.t. Mancini, riesce comunque a non perdere l’ottimismo: “Reputo ancora il fatto che l’Italia non si qualifichi al Mondiale un qualcosa lontano anni luce. Anzi penso positivo, la nostra Italia, guidata sapientemente da Roberto che sono certa riuscirà a motivare i ragazzi, andrà avanti per la sua strada e ci regalerà altre emozioni – ha detto a margine del Social Football Summit in corso a Roma —. Le partite di ieri e di venerdì sono state gare difficili. Questo a dimostrazione che nello sport nulla è scontato e bisogna sempre rimettersi in gioco….
L’attuale allenatore bianconero ha schierato 12 squadre diverse in 12 partite, ma in A le big cambiano meno
Cambio, dunque sono. Massimiliano Allegri ha ereditato da Andrea Pirlo una Juventus senza identità, dove variare tanto e spesso era diventata la regola, come dimostrano i dati della scorsa stagione: 38 formazioni diverse in altrettante partite, mai il Maestro ha mandato in campo per due volte di fila la stessa squadra in campionato nella sua unica stagione da allenatore bianconero. Non sappiamo con quante Signore differenti chiuderà l’annata il suo successore, però possiamo dire che è sulla buona strada, perché alla stessa epoca (dopo 12 giornate di Serie A) Max ha cambiato tanto quanto Pirlo, ovvero sempre.
“Cambiare due o tre giocatori a partita non è un problema, l’importante è mantenere lo stesso modo di approcciare e interpretare la gara”, ha sempre detto Allegri tutte le volte che nelle conferenze stampa è stato affrontato l’argomento. Però la sensazione…
Il difensore, rientrato dalla Nazionale, firmerà un contratto superiore ai 3 milioni a stagione fino al 2026. Vicino anche l’accordo con il giovane centrocampista, escluso da Mou a Venezia
Ormai manca solo l’annuncio ma, a meno di due mesi all’inizio del mercato di gennaio, Tiago Pinto ha messo a punto i rinnovi di Darboe e, soprattutto, Gianluca Mancini, vice capitano della Roma. Il difensore, rientrato dalla Nazionale, firmerà fino al 2026 un contratto superiore ai 3 milioni a stagione e l’accordo potrebbe essere annunciato già questa settimana o la prossima. In ogni caso, al netto di qualche sbavatura (non solo sua) nelle ultime prestazioni, la Roma ha scelto di blindare Mancini per la sua importanza in campo – è un fedelissimo di Mou e il portoghese non vuole gente distratta dai contratti – e nello spogliatoio. Con Pellegrini, Cristante e Spinazzola, con cui il legame è saldissimo anche fuori dal campo, rappresenta la colonna della squadra e la Roma si augura che…
Gli infortuni di Calabria e Ballo-Touré sono la notizia peggiore per il tecnico. Attesa per le partite degli africani Bennacer e Kessie (anche in vista del calendario di marzo)
Torna a riempirsi Milanello: tra oggi e giovedì torneranno a disposizione di Stefano Pioli tutti i 13 giocatori convocati in nazionale durante questa sosta di campionato. O meglio, saranno di nuovo presenti al centro tecnico, perché due di loro sono procurati infortuni che li collocano direttamente nell’elenco degli indisponibili per la trasferta di sabato a Firenze.
Difensori
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Partiamo dalla difesa. Sorridono Hernandez e Kjaer, che si sono qualificati per il Mondiale 2022. Theo ha giocato tutto il match col Kazakistan e stasera potrebbe bissare in una gara importante solo per la Finlandia, avversaria della Francia. Il danese, invece, ha perso la sfida con la Scozia dopo aver già ottenuto il pass per il Qatar: è stato capitano sia nella gara con le Far Oer che in quella coi britannici, e la…
Reti inviolate a Reggio Emilia. Per i rosanero quarto successo nelle ultime cinque partite. Ok l’Entella. Sconfitto il Lecco che cambia panchina
Ecco quanto accaduto nel ricco programma domenicale di Serie C. La giornata numero 14 terminerà lunedì con il posticipo del girone C Turris-Catanzaro alle 17.30.
Girone A
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Il Sudtirol è in questo momento una macchina perfetta che non conosce ostacoli: ancora una vittoria, 1-2 in casa del Seregno, gol da tre punti di Odogwu dopo che Galeotafiore aveva replicato all’iniziale vantaggio di Rover. Complice il rinvio di Padova-Juventus U23, la squadra di Ivan Javorcic ha adesso ben sette punti sulla più immediata inseguitrice, il Renate – miglior attacco delle categorie professionistiche con 32 gol – che ha steso la Pro Patria (4-1, ancora a segno Galuppini), penalizzata dall’espulsione di Pierozzi a metà primo tempo. La Feralpisalò pareggia in casa con la Virtus Verona (1-1), trovando comunque il decimo risultato utile consecutivo grazie a Miracoli che ha risposto al vantaggio ospite di Pellacani. Domenica nera per il Lecco: il k.o. interno con l’AlbinoLeffe (2-3, doppietta nel finale del classe 2003 Zoma) ha spinto il patron Di Nunno all’esonero del tecnico Zironelli e del d.s. Fracchiolla. Pari e un gol per tempo (1-1) nel derby Fiorenzuola-Piacenza, inedito tra i professionisti: Currarino, poi Dubickas su rigore per il pari piacentino. Sotto dopo l’intervallo per il pallonetto vincente di Belcastro e in dieci per l’espulsione di Ligi alla mezz’ora della ripresa, la Triestina riacciuffa comunque il Trento (1-1 anche qui) con la zampata di Litteri allo scadere. Cade ancora in casa la Pro Vercelli, superata dal Legnago (0-1, Sgarbi) per il quarto k.o. nelle ultime cinque giocate al Piola. Al debutto in panchina di Matteo Contini, la Giana fa 1-1 con la Pergolettese.
Girone B
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Finisce in parità il big match Reggiana-Cesena: 0-0 davanti ai quasi ottomila spettatori del Città del Tricolore, con la supremazia granata che non si è tramutata in gol anche per le parate importanti di Nardi. Tra le due litiganti sorride il Modena, 2-1 alla Vis Pesaro (sesta vittoria di fila per Tesser) e vetta adesso a meno due: al vantaggio iniziale di Mosti ha risposto Cannavò dal dischetto, poi la firma decisiva di Minesso. In striscia positiva anche l’Entella: l’1-0 al Grosseto (Lescano su rigore) è il terzo successo consecutivo dei liguri, risaliti al quinto posto. Una doppietta di Gambale nella ripresa ha rilanciato il Montevarchi (4-1) contro un’Imolese irriconoscibile, colpita già due volte nel primo quarto d’ora da un’autorete e da Jallow. La Fermana batte la Pistoiese (1-0) e grazie al gol di Pannitteri se la mette alle spalle in zona playout.
Girone C
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Torna la spinta del tifo organizzato al San Nicola e il Bari riparte, pur senza brillare: 2-0 alla Vibonese ultima della classe, a segno Botta nel primo tempo e Antenucci dal dischetto (proteste calabresi per il gol annullato a Ngom per fuorigioco, sull’1-0). La squadra di Mignani difende così i quattro punti di vantaggio sulle inseguitrici che sono scese in campo. Il Palermo centra contro il Potenza il quarto successo nelle ultime cinque partite, un 2-0 maturato tutto nel secondo tempo (Fella – che nell’esultanza ha chiesto alla compagna di sposarlo – e Silipo) con i rosanero scaltri a sfruttare le incertezze difensive dei lucani. Continua anche la marcia da sogno del Monopoli, vera sorpresa nelle zone altissime: 2-0 nella sfida tutta pugliese con il Taranto, doppietta di Grandolfo. Continua la risalita dell’Avellino, che passa a Messina (0-1) in casa dell’ex Capuano centrando con la firma di Kanoute il primo successo esterno stagionale. A pari punti con la squadra di Braglia c’è il Francavilla, che espugna Picerno (0-1) con il colpo di testa di Caporale a punire la vulnerabilità dei lucani sulle palle inattive (è il terzo gol consecutivo subito così). Sorride il Foggia, al termine della settimana in cui sono arrivati quattro punti di penalizzazione: il rigore di Ferrante nel recupero stoppa la serie utile del Catania sorpassato in rimonta (1-2), dopo il vantaggio rossazzurro di Russini e il pari di Gallo. Colpo della Fidelis Andria, che lascia l’ultimo posto vincendo in casa della Paganese con il gol dell’ex Gaeta (0-1). In zona bassa muovono la classifica anche il Monterosi (l’1-1 sul campo della Juve Stabia è il primo punto della gestione Menichini) e il Latina, che travolge 4-1 il Campobasso con le due doppiette di Carletti e Sane.
L’ultimo capocannoniere della B si sta confermando, anche se si vede cambiato. “Davanti siamo esplosivi, mi assistono alla perfezione. Ma io sono maturato, non vivo più solo per il gol. Anche se a 25 reti c’è un bonus speciale…”
Giuseppe Calvi
È un altro Baroni, ma è anche un altro Coda. Stenterebbero a riconoscersi, rivedendosi nelle precedenti avventure vissute insieme. Soprattutto nel loro segno, il Lecce si è messo a correre verso la vetta della classifica, ora distante solo un punto. Facendo un salto triplo, dopo il clamoroso 4-0 rifilato al Parma, sua ex squadra, Massimo Coda è balzato al comando della graduatoria dei marcatori, con 8 gol. Non è certo una novità per il centravanti, capocannoniere nello scorso campionato, con 22 reti (con una tripletta alla Reggiana).
“Viaggio con lo stesso ritmo della stagione passata – dice l’attaccante nato a Cava de’ Tirreni – credevo che, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3, avrei segnato meno, perché svolgo altri compiti tattici. Non mi illudo che in ogni incontro mi girerà tutto bene, come è successo contro il Parma. Ho segnato di testa e con i due piedi”.
Oltre alle 3 reti, ha fatto un tiro al bersaglio contro Buffon: altre 5 conclusioni in porta, con 3 interventi straordinari di SuperGigi
“Non mi sembrava vero, arrivavo con facilità al tiro. Continuo a vivere alla giornata, pensando alle critiche subite quando ho sprecato qualche occasione”.
A che punto è la trattativa per il rinnovo contrattuale?
“Sono in scadenza a giugno 2022. A breve parlerò con il direttore Corvino”.
Con Baroni aveva già lavorato nella Cremonese e nel Benevento. Quanto è cambiato il suo modo di allenare?
“Tantissimo. Ho scoperto un altro tecnico, con una vocazione molto più offensiva. Punta ad attaccare gli avversari sino alla loro area, esalta l’aggressività e in allenamento ci fa divertire”.
E Baroni ha trovato un Coda diverso?
“Sì. Sono più maturo, non vivo solo per il gol. Il mister mi sprona, mi dice di non accontentarmi e di provare a segnare pure qualche rete… sporca, di quelle semplici”.
Secondo in classifica, a un punto dal Brescia. Una serie positiva di 11 partite, secondo miglior attacco con 21 gol, e seconda miglior difesa (10 reti al passivo, come Frosinone e Monza) del campionato: il Lecce si confermerà una potente macchina da gol, come con Corini? “Siamo davvero esplosivi in attacco. Ma preferirei che la squadra risultasse la meno perforata: con una difesa di ferro quasi sempre si vincono i campionati”.
Coda, firmerà almeno 22 gol, come nella scorsa Serie B?
“Posso farcela. Tenterò di nuovo di arrivare al tetto di 25 reti che Corvino ha fissato pure quest’anno per un bonus speciale. Strefezza e Di Mariano sono straordinari fornitori di assist. Metto un premio speciale per chi mi detterà 10 passaggi vincenti”.
Non solo goleador, ma anche rifinitore: con Baroni ha indossato una nuova veste tattica?
“Mi piace partecipare al gioco. Come modelli per l’interpretazione del mio ruolo, scelgo Higuain, Suarez e Aguero».
Rivincerà la classifica cannonieri?
“Come sempre, sarà una lotta avvincente. Tra i soliti noti, metto in prima fila Dionisi e i miei due partner speciali: Lapadula, che è stato con me nel Nova Gorica, e Donnarumma, che ho avuto al fianco nella Salernitana”.
E tra i giovani?
“Ho visto dal vivo Mulattieri, mi ha fatto una grande impressione: è rapido, sa attaccare la profondità e ha il fiuto del gol. Osservati per ora solo in televisione, mi sono piaciuti anche Colombo e Lucca”.
Chi la sta sorprendendo tra i compagni?
“Strefezza, Gendrey e Hjulmand meriterebbero di giocare in Serie A, pure lo stesso Di Mariano. Hjulmand è nel mirino dei nostri sfottò: lo chiamiamo “la biondina”, perché gli diciamo che si è imborghesito, rispetto a qualche mese fa, quando randellava gli avversari”.
Rodriguez freme per trovare spazio. Un consiglio per lui?
“Pablo deve tornare a giocare spensierato, a fare le cose semplici, senza avvertire il peso dei 6 gol segnati l’anno scorso. I tifosi lo hanno un po’… pompato e lui va in campo per strafare”.
Quali formazioni sono favorite per la promozione diretta?
“Noi, il Brescia e il Benevento”.
Scaricato in fretta e furia dalla vecchia proprietà della Spal, che per esigenze di bilancio lo ha lasciato andare per appena 600.000 euro, Gabriel Strefezza (foto dal profilo Instagram) ha impiegato pochissimo tempo a diventare l’uomo di riferimento del Lecce di Marco Baroni, probabilmente la squadra più in forma del momento del campionato di Serie B. Più ancora del capocannoniere del torneo Massimo Coda, l’esterno offensivo brasiliano è la vera gallina dalle uova d’oro di una formazione capace di mettere in fila 11 risultati utili consecutivi dopo la sconfitta all’esordio contro la Cremonese e issarsi al secondo posto in classifica, con un solo punto in meno rispetto al Brescia.
L’INTUIZIONE DI CORVINO – Cinque reti e due assist: con questi numeri, Strefezza è indiscutibilmente uno dei volti da copertina della prima parte di stagione in Serie B e recentemente è stato insignito del premio di miglior calciatore per quanto riguarda il mese di ottobre. Un rendimento finalmente continuo e in linea col valore del classe ’97, che a Ferrara si era affacciato in maniera promettente sul palcoscenico della Serie A e aveva lasciato intravedere colpi e giocate tali da spiccare prontamente il volo verso lidi più ambiziosi. Torino, Fiorentina, Cagliari e Genoa ci hanno fatto più di un pensiero, ma non hanno mai affondato concretamente, finendo per spianare la strada la scorsa estate all’intuizione di Pantaleo Corvino e di un Lecce che, approfittando della delicata situazione finanziaria della Spal della gestione Colombarini e di un contratto che sarebbe scaduto nell’estate 2022, si sono portati a casa Strefezza con un indennizzo quasi irrisorio.
VALORE MOLTIPLICATO – Il valore dell’esterno giallorosso si è già moltiplicato in maniera considerevole e le sue quotazioni di mercato sono destinate ad impennarsi, riaccendendo magari piste ed interessi che sembravano svaniti o quanto meno sopiti. Merito anche del lavoro del nuovo allenatore del Lecce Marco Baroni, che sta puntando su un’idea di calcio e un sistema di gioco che hanno valorizzato al massimo anche il talento di Strefezza: stabilmente largo a destra ma con licenza di accentrarsi, per calciare o proporre l’ultimo passaggio, in virtù dell’intesa costruita sul suo binario col terzino francese Gendrey, altra intuizione molto interessante del club salentino. A riprova del fatto che, quando le idee non mancano, ci si può tranquillamente accontentare di un mercato a saldo zero per sognare il ritorno in Serie A.
Entrò, segnò nella nebbia il gol del 2-1 ma non festeggiò nessuno. Parla il protagonista di una delle partite più strane del calcio italiano: “Nessuno voleva vincerla. Ma che bella Venezia, e quanto era forte Recoba: arrivava ad allenamento iniziato e…”
Cosa vi dice Moacir Bastos? I nostalgici hanno già capito, per gli altri c’è un aiutino: aggiungiamo “Tuta”, il soprannome che si porta dietro da una vita e neanche sa perché: “Me lo diede mio padre quand’ero piccolo”. In Brasile è famoso per i gol e perché ha giocato in grandi club (Flamengo, Fluminense, Gremio), da noi per una rete maledetta. Tuta è “quello che segnò in Venezia-Bari nel 1999”, il ragazzone di un metro e novanta che andò a raccontare cose scomode – “Maniero mi disse che l’1-1 andava bene a tutti” -, salvo poi ritrattare giorni dopo. Aveva 24 anni, non capiva l’italiano, giocava a Venezia. Si ritrovò in mezzo alla nebbia dopo una vita sul mare. Oggi è tornato in Brasile e sogna di fare l’allenatore. Appena lo contattiamo mette le mani avanti: “Mi scuso per il mio italiano”.
Il boemo e le sue mille partite in panchina: “I tifosi meritano gol e spettacolo. Il Foggia fu una rivoluzione, Totti il top”
Andrea Di Caro
“Mi ricordo che faceva tanto caldo…”. È il 21 agosto del 1983, derby di Coppa Italia serie C, Licata-Agrigento Akragas: un ragazzo alto, biondo, magro, entra in campo, passo lento, sigaretta accesa tra le dita, guarda gli spalti e poi si dirige verso una panchina. Si chiama Zdenek Zeman, ha solo 36 anni, ed è il nuovo allenatore del Licata, alla sua prima partita da professionista dopo nove anni passati tra i dilettanti, dal Cinisi al Bacigalupo fino alla Primavera del Palermo.
In Sicilia sono già in tanti a conoscere questo giovane tecnico visionario, nato a Praga e nipote del famoso Vycpálek, con tante idee e così poche parole da essere soprannominato in seguito “u’ mutu”, il muto. Trentotto anni e 999 partite dopo, un signore di 74 anni, entra allo stadio Zaccheria di Foggia: i capelli si sono diradati e le rughe sul volto raccontano quanta vita c’è stata, in campo e fuori. Il passo è sempre lo stesso, così come il modulo proposto in campo: 4-3-3. Il coro che lo accompagna in panchina è quello familiare “Olé olé olé olé, Zeman, Zeman…”. Contro la Paganese finisce 3-0, gol spettacolo e sprazzi di Zemanlandia, vocabolo che la Treccani spiega così: “Sistema di gioco, fantasioso e votato all’attacco, ideato e adottato dall’allenatore di calcio boemo Zdenek Zeman”.
ZeMille… Complimenti, mister. Se lo ricorda quel Licata-Akragas?
“Certamente, finì 1-1, meritavamo di vincere ma sbagliammo troppe occasioni…”.
Che effetto le fa essere arrivato a questo traguardo in Italia?
“Mi fa capire che gli anni sono passati… Ma che qualcosa di buono devo averlo fatto per raggiungere un numero così alto di panchine”.
Se dovesse scegliere la partita più bella o la sua squadra che ha giocato meglio?
“In un lontano Udinese-Foggia ci ritrovammo in nove uomini, ma in campo sembravamo in 12: movimenti perfetti, pareggiammo. Il mio Licata in Serie C ha forse interpretato al meglio le mie idee… Ma se do queste risposte mi prendete per matto. E allora ammetto che il Foggia dei miracoli nel primo anno in A e quello che nel secondo arrivò nono pur avendo cambiato dieci undicesimi della squadra, rappresentò una rivoluzione. Che l’8-2 della Lazio alla Fiorentina di Ranieri, Batistuta e Rui Costa e il 4-0 alla Juve di Lippi, Del Piero e Vialli, furono spettacolo puro. E che il 5-0 della mia Roma al Milan di Capello, non fu una brutta partita… Il mio Lecce ebbe il secondo attacco della A, con 66 gol uno in meno della Juve campione. E non dimentico tante partite del Pescara che venne in A, quando Verratti, Immobile e Insigne erano solo bambini e non ancora campioni d’Europa”.
Una infinità di giocatori lanciati e valorizzati: carneadi fatti diventare calciatori e talenti fatti diventare campioni…
“Totti è stato il più grande di tutti, ma il suo talento non è stato merito mio. Signori quando lo volli non aveva mai segnato e divenne un bomber implacabile. Ma la soddisfazione maggiore è stata mandare in Nazionale da club piccoli, giocatori che non ci si erano mai avvicinati”.
Il mio calcio non è utopia. Ho sempre cercato anch’io il risultato, ma provando a ottenerlo con lo spettacolo e la bellezza
Zdenek Zeman
Lei non ha vinto scudetti e Coppe, eppure viene chiamato Maestro da tecnici enormi, come Sacchi e Guardiola, per la mentalità offensiva, le idee e il gioco d’attacco.
“Ringrazio chi lo dice, ho sempre pensato che per vincere bisognasse segnare un gol in più dell’avversario. E questo ho sempre chiesto alle mie squadre. Non è vero che non curavo la fase difensiva, ma l’obiettivo è sempre stato imporre il gioco, cercare il gol e soprattutto divertire il pubblico. Il mio calcio non è mai stato utopia: ho sempre inseguito anch’io il risultato, ma cercando di ottenerlo attraverso lo spettacolo e la bellezza, nel rispetto delle regole e di chi faceva sacrifici per venire allo stadio. Magari non sempre ci sono riuscito, ma non ho mai smesso, né smetterò mai di pensare che questa era è e sarà sempre la strada giusta”.
Mille partite in campo e altrettante fuori. Nel 1998 era all’apice della carriera quando affermò che il calcio doveva uscire dalle farmacie e dagli uffici finanziari. Le sue denunce durissime, coraggiose, spesso affrontate in solitudine, le hanno regalato la stima degli sportivi, ma frenato la carriera. Le rifarebbe?
“Senza nessun dubbio. Non mi sono mai pentito di quel che ho detto e sostenuto. Il tempo mi ha dato ragione e il riconoscimento della gente ancora oggi è per me motivo di grande orgoglio. Ho sempre cercato di difendere i valori dello sport e del calcio. Vincere barando, non rispettando le regole o, peggio ancora, mettendo a rischio la salute degli atleti è una pratica criminale. Sono scoppiati scandali, ci sono stati processi sportivi e ordinari, condanne. È stato dimostrato che c’era tanto marcio. Non so quanto le mie parole siano servite a sollevare il coperchio sulla deriva che il calcio stava prendendo. Ma so che tanti all’interno del Sistema sapevano e speculavano perché su quelle derive si costruivano vittorie e fortune, si esaltavano o affossavano carriere. Io ho solo detto ciò che ritenevo giusto. Mi addolora solo sapere che a pagare il prezzo delle mie denunce siano state anche le mie squadre in campo”.
Un bilancio 1000 partite dopo?
“Io mi sono divertito… Ringrazio i giocatori che mi hanno seguito e permesso di farmi conoscere e i presidenti che mi hanno dato un’opportunità, soprattutto quando era rischioso farlo. Spero di aver divertito chi è venuto a vedere le partite e di continuare a farlo a lungo. Perché non ho ancora finito…”.
Il tecnico boemo a tutto campo: “Conte è meglio di Inzaghi, Lazio e Roma discontinue come sempre. Draghi? Giocavamo a golf…”
Alla polemica sulle dichiarazioni di Cassano su Francesco Totti (“tra 20 anni sarà dimenticato“) si aggiunge anche Zdenek Zeman, attuale tecnico del Foggia in serie C con un passato in giallorosso. “Cassano non ha ragione, Totti rimane sempre il simbolo della Roma. Si è visto anche domenica scorsa, quando gli hanno dedicato molti cori” dichiara il boemo in diretta su Rai Radio 1, ospite di Un Giorno da Pecora.
“Sto con Totti”
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Durante Roma-Napoli, finita 0-0, quei “pochi cori contro” citati Zeman, erano rivolti soprattutto a Luciano Spalletti. “Io non li avrei fatti – il parere dell’allenatore 74enne – anche se preferisco sicuramente Totti, con cui avevo rapporti diversi. Sarà ricordato, io sto dalla sua parte”. E di Cassano tra 20 anni ci si ricorderà? “A Bari, forse” risponde Zeman.
Per lo scudetto
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“La Juve non si capisce come possa andare, vince ma non convince. È da sempre basata sulla difesa e continua ad esserlo” il suo parere sui bianconeri. “Sta meritando tanto” risponde invece quando gli chiedono se il Napoli può essere una candidata attendibile per lo scudetto”. Lazio e Roma, sue ex squadre, le vede “come sempre: hanno momenti positivi e negativi e non si capisce il perché”. Meglio Mourinho o Sarri? “Bravi entrambi, ma sono al primo anno nelle rispettive società”. Antonio Conte o Inzaghi all’Inter? “Meglio Conte, lavora di più nel senso che fa capire meglio ai giocatori cosa devono fare” il suo parere a Rai Radio 1. E ancora sull’Inter: “Credo che quest’anno i calciatori decidono un po’ di più, penso che dopo lo scudetto credono di poter fare loro….”.
La politica
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“Una volta ci ho giocato a golf” racconta Zeman a proposito di Mario Draghi. “Ai tempi ero più forte io… Che giocatore potrebbe essere? Un regista”. Sulla simpatia per il Movimento 5 Stelle: “È partito con le idee giuste e poi per necessità sono cambiati, ma resto amico di Alessandro Di Battista. Se ha fatto bene a farsi da parte? Chi non sta bene fa sempre bene ad uscire”. Poi gli chiedono se alle Comunali di Roma ha votato di nuovo 5s e Zeman risponde “Raggi, perché non ha fatto debiti. Al secondo turno non ho votato, non avrei votato nessuno dei due”. Infine una domanda sul Quirinale: Berlusconi potrebbe fare il presidente della Repubblica? “Secondo me no – conclude Zeman a Rai Radio 1 – è troppo anziano”.
Pari allo Zaccheria tra Foggia e Taranto. Il Catanzaro inciampa a sorpresa. Domenica amara per Gilardino: arriva l’esonero
Girone A
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C’è una nuova prima della classe, almeno per una notte: il Sudtirol, passando a Mantova allo scadere con Odogwu (0-1), ha superato il Padova che sarà di scena questa sera alle 21 nel più atteso dei posticipi sul campo della Feralpisalò. Sulla squadra di Pavanel ci sarà una significativa pressione, visto che la capolista ha una partita da recuperare e a quota 23 è arrivato anche un Renate in grande forma. Al Città di Meda lo scatenato Galuppini (sei gol nelle ultime tre partite e 10 in totale, poi ha segnato anche Maistrello) ha messo la firma nel successo per 2-1 sulla Triestina, che non è riuscita a completare la rimonta avviata da Ligi. Pari tra Pro Patria e Pro Vercelli, 1-1 tutto nel secondo tempo: al rigore di Piu ha risposto per i piemontesi Gatto. Ancora un pari per la Juventus U23, uscita con un punto da un pomeriggio che sembrava stregato: ad Alessandria è finita 1-1 con la Pro Sesto – Da Graca nel finale ha risposto al pallonetto di Capogna -, ma i bianconeri hanno sprecato ben due rigori con Cudrig (sullo 0-0) e con Soulé sull’1-1. Un gol per tempo senza troppe emozioni tra Piacenza e Giana (1-1): biancorossi in vantaggio con Rabbi, poi il pari di Carminati. Mercoledì 27 si torna in campo al Garilli per il recupero che vedrà di fronte proprio Piacenza e Juventus U23. Tra AlbinoLeffe e Seregno, entrambe in affanno nei precedenti risultati, hanno avuto la meglio gli ospiti (0-1, rigore di D’Andrea). Sempre di misura i successi casalinghi del Legnago sul Trento (1-0, Ricciardi) e della Pergolettese sul Lecco (1-0, Scardina). Dalla zona playout si chiama fuori la Virtus Verona, al quarto risultato utile consecutivo: 2-1 al Fiorenzuola, Oneto ha accorciato solo in pieno recupero dopo i gol di Pittarello e Marchi nel primo tempo.
Girone B
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In attesa di Pontedera-Reggiana (l’altro Monday night), si avvicina alla vetta anche il Modena. A Olbia è arrivato il terzo successo consecutivo della squadra di Tesser, uno 0-3 mai in discussione (Gerli, Ogunseye dal dischetto e Scarsella) anche per la superiorità numerica sin dal 27’ (tra i sardi espulso Udoh) e per il rigore parato da Gagno a Ragatzu sullo 0-2. Rimane lento invece il ritmo dell’Entella, un’altra grande favorita dell’estate: Dessena ha risposto a D’Auria salvando i liguri nella trasferta di Carrara e per la squadra di Volpe il successo manca ormai da sei turni. Non vinceva da un mese la Pistoiese, che si è sbloccata nel derby toscano con il Montevarchi: 2-0, con le firme di Vano e D’Antoni. È stata una domenica pomeriggio amara per Alberto Gilardino, esonerato dalla guida del Siena dopo il pari con il Pescara nel big match del sabato. Massimiliano Maddaloni è il grande favorito per la successione, attesa a breve l’ufficialità.
Girone C
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Del tutto inattesa la caduta contemporanea delle prime due, Bari e Catanzaro, che sabato si ritroveranno di fronte al San Nicola. Pomeriggio da ricordare per il Francavilla, che interpreta la partita perfetta e rifila alla corazzata di Mignani un sonoro 3-0 (primo k.o. stagionale, a segno Ekuban, Caporale e Ventola). Il vantaggio del Bari su chi insegue rimane però immutato, perché il Catanzaro non ne ha saputo approfittare: dopo quattro successi di fila i giallorossi sono caduti al Ceravolo contro il Monopoli (1-2), trafitti dalla doppietta del difensore Arena su sviluppo di due palle inattive prima del gol di Carlini che ha dimezzato lo svantaggio. Il Monopoli risale così a meno uno dal secondo posto, dove si arrampica anche il Palermo al secondo successo di fila: 1-3 in rimonta sul campo della Vibonese, passata in vantaggio con il tiro cross di Golfo (palermitano di nascita) e ribaltata dalla doppietta del ritrovato Fella – primi centri in campionato – e dal tris di Soleri. Dopo due pareggi riparte l’Avellino, che non prende gol in casa da 414’: 3-0 alla Paganese, punita dopo l’espulsione di Bianchi da Di Gaudio, Tito e Gagliano. Nei giorni bui del Catania – in settimana i giocatori hanno messo in mora il club – arriva il quinto risultato utile e continua a brillare la luce di Luca Moro, capocannoniere del girone: il giovane attaccante di proprietà del Padova ha firmato il successo rossazzurro sul campo del Monterosi (1-4) con una doppietta che lo porta in doppia cifra. Pari allo Zaccheria tra Foggia e Taranto (1-1): ospiti avanti con Saraniti su rigore (fischio arbitrale contestato), pari di Petermann a metà secondo tempo. La Fidelis Andria è tornata al successo che mancava da un mese: 1-0 alla Turris, a segno Venturini per la prima gioia della gestione Ginestra. Hanno pagato nell’immediato anche i cambi di allenatore degli ultimissimi giorni: Stefano Sottili ha esordito sulla panchina della Juve Stabia battendo il Messina (1-0, Stoppa), Bruno Trocini ha iniziato bene a Potenza rifilando al Latina il terzo k.o. di fila (2-1, decisivo l’uruguaiano Sepe). Continuano a muovere la classifica Campobasso e Picerno, 1-1 al Romagnoli.
La sfida al vertice del girone C si chiude senza vincitori. Successi per Sudtirol, Virtus Verona, Catanzaro e Palermo
Dopo il martedì dedicato al girone B con l’allungo in vetta della Reggiana, sono scesi in campo gli altri due raggruppamenti nella giornata più intensa del turno infrasettimanale di Serie C. Ecco quanto accaduto nel pomeriggio e nella serata, ricordando che il programma si completerà domani (giovedì 21 ottobre) con i posticipi del girone A Pro Vercelli-Giana alle 17 e Lecco-Renate alle 21.
GIRONE A
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Frenata del Padova nel testacoda sul campo della Pro Sesto (2-2): la squadra di Pavanel va sotto per merito di Gattoni, rimonta con Ceravolo e Terrani, spreca con lo stesso Ceravolo il rigore della sicurezza prima di farsi raggiungere nel recupero da Ghezzi. Ne approfitta il Sudtirol, che accorcia a meno due dalla vetta e ha una partita in meno (venerdì la sentenza della Corte d’appello Figc sul ricorso per la gara sospesa a Legnago): a Bolzano basta l’uno-due firmato da Rover e Broh per superare il Piacenza (2-0), con Poluzzi che colleziona il sesto clean sheet consecutivo. Il primato entra nel mirino anche della Feralpisalò, che vince a Trento (1-2) centrando il sesto risultato utile di fila: al vantaggio ospite di Guerra ha risposto Belcastro, poi l’ha risolta il solito Davide Luppi entrando dalla panchina.
Alla Juventus U23 non basta il primo gol in Italia di Kaio Jorge (che prima si è fatto parare un rigore dallo specialista Rossi) per battere l’AlbinoLeffe: a Gorgonzola finisce 2-2, il brasiliano – fuori dalla lista Champions e lasciato da Allegri a Zauli per questo turno – risponde a Manconi, poi un errore di Garofani regala il gol a Giorgione prima del definitivo pari bianconero di Pecorino. Seconda vittoria in tre giorni per la Triestina: battuto il Mantova (2-1) con un gol per tempo di Gomez e Galazzi, Bertini ha accorciato solo nel recupero. La Virtus Verona passa a Seregno (1-3), sfruttando l’inferiorità numerica dei padroni di casa per l’espulsione di Jimenez arrivata già al 16′ del primo tempo. Vittoria esterna anche della Pro Patria a Legnago (2-3): l’ha risolta Piu nel finale dopo due gol per parte nel primo tempo. Vittoria in rimonta per il Fiorenzuola sulla Pergolettese (3-1): gli emiliani prima vanno sotto, poi pareggiano e sorpassano, doppietta di Oneto e Godano a chiudere i conti nel recupero.
GIRONE C
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Davanti agli oltre ventimila del San Nicola (e la trasferta era vietata agli ospiti), finisce in parità (1-1) l’attesissimo derby Bari-Foggia: biancorossi avanti con Maita che sfrutta l’uscita incerta di Alastra, pari con un gran sinistro di Alexis Ferrante – quinto gol dell’argentino – nel secondo tempo a premiare la buona prova dei ragazzi di Zeman in casa della capolista. La serata sorride al Catanzaro, che adesso è a meno quattro dalla vetta (il 30 ottobre al San Nicola lo scontro diretto): Calabro nel frattempo centra a Latina il quarto successo di fila (0-2) con il rigore di Vazquez e il raddoppio di Scognamillo. I giallorossi si isolano al secondo posto, perché la Turris scivola in casa per mano del Campobasso che si affaccia in zona playoff: campani avanti con Giannone, poi la ribaltano Di Francesco, Liguori e Vitali prima del 2-3 di Franco. Al gruppone a quota 16 punti si aggancia anche il Palermo, che si mette alle spalle lo scivolone di Torre del Greco e supera il Francavilla (1-0, Brunori lesto su un retropassaggio errato di Caporale) in una partita resa complicata dall’espulsione di Perrotta alla mezz’ora.
Il Monopoli esce dalla crisi di risultati superando la Juve Stabia (1-0): è il rigore trasformato da Mercadante a rendere amaro l’esordio da primo allenatore di Edoardo Imbimbo, che ha preso il posto dell’esonerato Novellino. Secondo pari di fila per Catania e Avellino, che avrebbero avuto bisogno entrambe dei tre punti: al Massimino finisce invece 2-2 tra ribaltamenti di fronte, nervosismi e l’ennesimo gol (l’ottavo in nove partite) del capocannoniere Luca Moro. Torna a far festa dopo quattro turni il Taranto, che allo Iacovone ribalta la Fidelis Andria nell’altra sfida tutta pugliese (2-1): tutto nel secondo tempo, Fidelis avanti con Sabatino, poi il rigore del pari di Saraniti e il guizzo decisivo di Santarpia. Si risolleva la Paganese, che condanna il Potenza (2-0) al secondo k.o. di fila: le firme di Murolo dopo 15′ e di Piovaccari in pieno recupero, ma sull’1-0 la squadra di Fabio Gallo ha colpito due pali. Sorride l’altra lucana: sei punti in due partite per il Picerno, che ferma la serie positiva del Monterosi (2-0) e lo scavalca in classifica: Vivacqua e Pitarresi su punizione risolvono nel secondo tempo. Muovono la classifica senza segnare Messina e Vibonese (0-0), nello scontro salvezza del Franco Scoglio.
La capolista, già sotto dopo 2’, al 9’ sbaglia un rigore con De Vitis. Pugliesi raggiunti dall’Ascoli a 15’ dalla fine, ai calabresi a Vicenza basta un gol di Galabinov, umbri show a Pordenone. Cosenza-Frosinone e Perugia-Brescia in campo dalle 16.15, Como-Alessandria dalle 18.30
Il Pisa cade a Crotone, perde la prima partita del suo campionato e da alla Cremonese (in campo domani col Benevento) un’occasione enorme per portarsi a -1 dalla vetta. È 2-1 per i rossoblù il risultato dello Scida, con i calabresi che conquistano la prima vittoria in stagione e riescono, per una volta, a portare i tre punti a casa da una situazione di vantaggio. Non ne approfitta il Lecce, che pareggia per 1-1 con l’Ascoli dopo essere stata a lungo avanti. I salentini hanno gli stessi punti della Cremonese, 15, e sono momentaneamente secondi, mentre l’Ascoli allunga a tre la serie di match senza vittorie. Bene la Reggina, che batte il Vicenza per 1-0 (biancorossi penultimi) e sale al sesto posto. La Ternana vince in casa del Pordenone (3-1) e centra il terzo successo nelle ultime quattro, i friulani sono sempre più ultimi. Alle 16.15 Cosenza-Frosinone e Perugia-Brescia, alle 18.30 chiude il programma del sabato Como-Alessandria.
Crotone-Pisa 2-1
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Il Crotone passa subito avanti dopo due minuti: bella palla in profondità di Marin per Mulattieri, l’attaccante scuola Inter è freddo e infila Nicolas. Sei minuti dopo Sibilli si fa stendere in area e l’arbitro assegna rigore, ma dagli undici metri De Vitis si fa ipnotizzare da Contini (secondo rigore sbagliato in stagione). Così, al 28’, i calabresi raddoppiano: Mastinu perde una palla velenosa sulla trequarti, Zanellato controlla, calcia e grazie a una deviazione di Caracciolo batte ancora Nicolas. Nel recupero del primo tempo Toure accorcia le distanze di testa su cross dalla sinistra di Marsura. Nella ripresa lo stesso Toure, da un metro, si divora il gol del pari.
Ascoli-Lecce 1-1
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Al 7’ gli ospiti sono avanti: cross dalla sinistra di Barreca, Strefezza di testa non sbaglia. Poco dopo Di Mariano ci prova in mezza rovesciata ma Leali è attento. Al 65’ Quaranta colpisce la traversa di testa su punizione di Sabiri, con Gabriel immobile. Al 74’ Iliev, entrato da poco, pareggia con un bel sinistro a incrociare dopo una grandissima giocata di Dionisi tra due avversari.
Vicenza-Reggina 0-1
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La Reggina passa al 31’: calcio d’angolo dalla sinistra, il pallone rimane in area e Cionek lo aggiusta per Galabinov. Stop di petto e tiro al volo del bulgaro su cui Grandi non può nulla. L’occasione migliore per il Vicenza arriva al 59’, ma il calcio di punizione di Taugourdeau sbatte contro il palo.
Pordenone-Ternana 1-3
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I rossoverdi la chiudono nei tre minuti tra il 10’ e il 13’: apertura col sinistro di Palumbo, sponda di testa di Furlan e gol di Alfredo Donnarumma, ben appostato, per l’1-0. Il raddoppio nasce da un’ennesima grande giocata di Partipilo (quinto assist in stagione), che trova Falletti in area con un passaggio filtrante: il destro dell’uruguagio è imprendibile. Al 69’ Falletti ruba palla a Camporese a metà campo e parte in contropiede, chiede e ottiene l’uno-due con Capone, salta Perisan e cala il tris. Il gol dell’1-3 del Pordenone è un siluro di Falasco dai 20 metri su punizione di seconda.