Le interviste del centenario. Puntata 3 – U.S. Bitonto Calcio

TI RICORDI… MASSIMO PIZZULLI?

Dodici mesi, dodici uscite dedicate ai grandi protagonisti della storia calcistica neroverde, il più che meritato e doveroso tributo ad alcuni degli attori indimenticabili che hanno scaldato le domeniche pallonare dei bitontini nell’ultimo cinquantennio, facendoci esultare per un gol, una parata, una giocata in mezzo al campo, un intervento difensivo o semplicemente perché hanno indossato la Nostra maglia davvero con lo spirito dell’indomito Leoncello

Le interviste del Centenario sarà la rubrica che vi terrà compagnia nel corso di questo 2021 che coincide con il compleanno “secolare” del Bitonto Calcio, cento anni attraversati da gioie, dolori, speranze, delusioni, vittorie esaltanti e cadute dolorosissime. Momenti caratterizzati, sempre e comunque, nel bene o nel male, da un comune denominatore: la passione sportiva di una città che non ha mai smesso di lottare e rialzarsi.

Terzo appuntamento dedicato interamente a Massimo Pizzulli, il ragazzino di origini ginosine che a Bitonto è diventato grande. Come uomo, calciatore e allenatore. Sì, perché Massimo ha esordito giovanissimo in Prima Squadra, quale elemento di spicco di una cantera neroverde che in quel periodo (fine Anni Ottanta – inizio Novanta) poteva annoverare, con orgoglio, davvero tanti elementi di valore. Per lui, il Bitonto Calcio ha rappresentato l’eccezionale trampolino di lancio per una militanza nel professionismo sempre onorata al meglio, all’interno di una carriera da calciatore non lunghissima, causa infortuni, ma assolutamente ammirevole ed esemplare.

Infine, gli esordi e l’affermazione sulle panchine di Puglia, spesso di prestigio, con partenza e passaggio lasciando il segno dalla città del suo cuore. La nostra.

In bocca al lupo, Massimo, buona lettura a tutti!

Partiamo dalla foto scelta per questa “tua” puntata de Le interviste del Centenario. Ricordi quella stagione?

“Stagione 1989-1990, Sgobba allenatore, io in Prima Squadra a diciassette anni. Non esistevano regole sugli under, di conseguenza, in qualsiasi spogliatoio la presenza dei ‘seniores’ era predominante e inserirsi in un gruppo simile per un calciatore proveniente dalle giovanili non era affatto facile. Io giocavo anche con la Juniores al sabato (capitano, ndr), ma alla fine le partite disputate con i miei coetanei non furono tante viste le continue convocazioni in Prima Squadra. Quel Campionato di Quinta Serie lo vinse alla fine la Juve Stabia, davanti al Cerignola e a noi. È difficile ricordare tutte le stagioni disputate, ma questa in particolare la ho bene a mente perché lo zoccolo duro della società era tutta bitontina, parliamo di gente come Vitale, Bufano, Memoli, Sifanno. Ritengo sia stata una delle squadre più forti, se non la più forte, in cui ho giocato e se poi sono riuscito ad impormi anche nel professionismo è stato proprio grazie a quell’annata. La mia prima, indimenticabile stagione con i ‘grandi’…”.

Il Bitonto, per te, ha rappresentato appunto il trampolino ideale verso una gran bella carriera da calciatore professionista. Rispolvera a beneficio dei nostri tifosi, soprattutto per i cosiddetti Millennials, quali sono state le tappe che ti hanno accompagnato da giovane leoncello neroverde alla B.

“Quello fu il mio primo anno in Prima Squadra, come detto. Poi ci furono altre tre stagioni in neroverde, di cui due ancora in Interregionale ed una in Eccellenza, categoria creata da pochissimo. Il secondo fu un anno molto positivo per me perché continuai a crescere molto calcisticamente, ormai da maggiorenne, avendo più continuità con mister Putignani e Ciampoli, che lo sostituì. Quest’ultimo, ex giocatore di Serie A ed allenatore abruzzese, è una persona a cui devo molto perché, in un momento difficile della stagione, decise di affidarsi a me, dandomi estrema fiducia. Eravamo in piena zona retrocessione al suo arrivo, ma riuscimmo ad infilare un’ottima serie di risultati utili consecutivi e ci fu anche un gol mio a Ruvo campo neutro, in una partita decisiva per la nostra salvezza. L’anno dopo, con mister De Gennaro in panchina, retrocedemmo a causa di una penalizzazione che riguardava proprio una mia squalifica nella stagione precedente, rimediata durante la mia ultima partita con la Juniores. In Eccellenza, con Faccilongo Presidente, arrivammo terzi. Molto deluso per quanto accaduto l’anno precedente, avevo addirittura pensato di smettere, perché ero troppo legato al Bitonto e le cose non stavano andando come sognato. La società si rifiutò di lasciarmi andare al Torino a titolo oneroso (passai anche quattro giorni in Piemonte) dopo le innumerevoli segnalazioni arrivate durante i vari raduni con la Rappresentativa Regionale, un appuntamento fisso per me… Gli allenatori mi utilizzavano tutti come esterno sinistro di centrocampo nel 4-4-2, il mio ruolo fino alla B. Poi arrivò mister Papagni, allora allenatore del Bisceglie, che mi vide proprio in occasione dei soliti incontri della Rappresentativa e mi volle fortemente in C2. Rimasi lì ben cinque stagioni e indossai anche la fascia di capitano con Papagni che tornò nel mio quinto ed ultimo anno in nerazzurro stellato. Dopo Bisceglie, dove già al primo anno, ventunenne, feci tre gol e trenta partite da titolare provenendo dall’Eccellenza, avvenne l’approdo in Serie B con doppio salto di categoria. Dopo altre trenta partite e sei gol in C2, osservato dalla Fidelis Andria anche durante qualche allenamento, Claudio Filippi, all’epoca preparatore dei portieri dei federiciani (ora alla Juve, ndr) fu uno di quelli che relazionò sul mio conto. Il DS Angelozzi volle fare con me una chiacchierata già qualche mese prima della fine della stagione, manifestandomi la sua stima. In B iniziai con Morinini (eravamo ultimi), con cui trovavo poco spazio, ma poi all’arrivo di Rumignani giocai pressoché tutto il ritorno, 17 partite, retrocedendo purtroppo all’ultima giornata causa sconfitta a Terni. Negli anni successivi, tanti infortuni ma anche tantissime partite in C”.

Una carriera nel professionismo che ti ha impedito di incrociare in gare ufficiali, da calciatore, il Bitonto. Invece da allenatore…

“Con il Bisceglie di Papagni, per sigillare il mio passaggio dal Bitonto agli adriatici, facemmo amichevole pre-campionato dove fu bello incrociare nuovamente i miei compagni dell’Eccellenza. Sono tornato a casa mia, da allenatore, con il Barletta e con il Trani, in entrambe le occasioni in Eccellenza. Nella prima occasione perdemmo 1-0 a Bitonto e fu un’annata in cui noi raggiungemmo la finale playoff e il Bitonto si salvò. Con il Trani eliminammo il Bitonto in Coppa, che poi conquistammo a Monopoli, ma perdemmo al ‘Città degli Ulivi’ in Campionato proprio nella settimana precedente la finale. Ogni volta che sono entrato in quello stadio da avversario, calpestando quel manto erboso, mi sono tremate un po’ le gambe e, sinceramente, ho raggiunto con fatica la panchina… Devo dire che sono sempre stato accolto da applausi e affetto, perché so che i tifosi bitontini hanno sempre apprezzato la mia trasparenza e il mio attaccamento a questi colori a cui ho dedicato quasi un decennio della mia vita e a cui devo tanto”.

A proposito delle tue (ormai tante) esperienze da allenatore, ti sei seduto due volte, a distanza di quasi dieci anni l’una dall’altra, sulla panchina del Leoncello. Due esperienze totalmente diverse fra loro, parlacene.

“Due esperienze molto diverse a livello di risultati conseguiti, ma ugualmente fondamentali nel mio percorso. Nel 2008-2009, Vincenzo Cariello mi chiamò per collaborare con mister Ruisi che in carriera aveva addirittura affiancato Zeman. Una formativa stagione da vice e ci salvammo ai playout, lui venne anche esonerato e io non ne fui contento, tuttavia venne richiamato poco dopo e ci salvammo. Nella stagione 2009-2010, purtroppo, sempre più evidenti e pesanti si fecero i problemi societari; non avevamo una grande disponibilità di risorse, così si decise di ripartire con un allenatore giovane e una squadra altrettanto giovane, ma battagliera, orgogliosa e pronta a sorprendere. Infatti, chiudemmo l’andata a un passo dalla zona playoff ed eravamo la vera mina vagante del girone; poi il buio, la caduta verticale. Chiudemmo in zona playout e perdemmo in casa con il Pisticci 0-1, dopo lo 0-0 in Basilicata. Vincenzo Modesto ed io, da bitontini, cercammo in ogni modo di salvare il salvabile, considerando anche i sei mesi di squalifica del nostro campo per una pietra lanciata dalla tribuna ad un assistente, durante Bitonto-Francavilla. Una stagione maledetta dove questa pesantissima squalifica si sommò ai pregressi problemi economici della società, dovendo giocare ‘in casa’ a Benevento. A dieci anni di distanza, invece, c’è stato il Campionato del record di punti in Serie D, 59, ad oggi ancora in piedi. E della famosa vittoria al San Nicola di Bari, in Coppa, che mi auguro possa rimanere nei decenni uno dei momenti di cui andare orgogliosi da tifosi neroverdi. Alla base dei grandi risultati di quell’annata (chiusura al quarto posto in classifica, ndr) ci sono stati sia un gruppo di giocatori forti, che mi hanno seguito passo passo, sia una società solida che mi ha permesso di lavorare con tranquillità, dimostrandomi fiducia e rispetto”.

Nei tuoi primi anni da giovane calciatore chi sono state le guide calcistiche e spirituali fondamentali per affermarti subito fra i “grandi”?

“Oltre alla mia famiglia, sono stati fondamentali per me Gianfranco Cannone, il mio primo capitano, Giorgio Di Bari, venuto a mancare troppo presto e che è stato riconosciuto da tutto l’ambiente del Calcio pugliese grande uomo e capitano ideale. A livello giovanile, indubbiamente Antonio Sblendorio, mentre nel professionismo Aldo Papagni e Giorgio Rumignani. Ricordo, infine, anche Riccardo Di Bari (sempre un buon consiglio per me, al mio primo anno in C) e Ciccio Tudisco, una guida dentro e fuori dal campo, in Serie B”.

A proposito di famiglia, non tutti sanno che il tuo sangue non è 100% bitontino, essendo nato a Ginosa. Puoi spiegare come mai sei un biton-ginosino?

“Sono nato lì perché mio padre era di Ginosa e mia madre è di Ginosa Marina, infatti non ho antenati bitontini, ma in compenso lo siamo io e tutti i miei fratelli, figli, nipoti, mia moglie, eccetera. Papà, per motivi lavorativi legati ai caselli della rete autostradale, ebbe all’epoca assegnazione alla Direzione di Bari – Casello di Bitonto e quindi si trasferirono qui. Poi arrivarono ben cinque figli, due donne e tre maschietti che appunto sono tutti nati e cresciuti qui. Ecco perché siamo e ci sentiamo assolutamente bitontini a tutti gli effetti, a Ginosa Marina ci torno solo per andare al mare”.

Una stirpe, quella dei Pizzulli, letteralmente “drogata” di Calcio, tra fratelli, figlio e nipoti…

“Tutti e tre i fratelli Pizzulli hanno iniziato a giocare a pallone nelle società giovanili bitontine; il maggiore, Vito, era un ottimo centrocampista centrale, il minore, Marco, si è fatto rispettare nello stesso ruolo e in passato ha anche collaborato come dirigente con il Bitonto Calcio. Mio figlio Luca, classe 2009, il caso vuole abbia la predisposizione a fare il centrocampista centrale come i due zii e mio nipote Domenico del 2001 – da non credere, centrale di centrocampo anche lui! – è arrivato ad assaporare l’Eccellenza. L’altro figlio di Vito, Rossano, del 2005, gioca a centrocampo nell’Olimpia Bitonto. In pratica solo io nasco esterno!”.

I calciatori più forti che hai allenato negli anni bitontini.

“Da vice, ho avuto la fortuna di ‘studiare’ due giocatori che avrebbero potuto fare anche più di quello già fatto in carriera, cioè Saveriano Infantino (ora alla Carrarese, ndr) e un bitontino DOC che io reputo tutt’ora un talento clamoroso, vale dire Angelo Logrieco. Da primo allenatore, a Bitonto, Modesto e Cantatore sono stati due miei fidi guerrieri, capaci anche di buttarsi nel fuoco assieme a me per ovviare a tutte le difficoltà logistiche e gestionali del momento. In riferimento all’esperienza di tre anni fa, voglio menzionare, per quanto fatto sul campo, in una stagione memorabile: Figliola, Biason e Patierno. Figliola per le sue prodezze tra i pali e la crescita esponenziale avuta in quella stagione; Biason si è dimostrato un leader in mezzo a campo e professionista impeccabile, esemplare; infine Patierno, un calciatore a mio modo di vedere che unisce i movimenti dell’attaccante moderno alle caratteristiche tipiche del centravanti vecchio stampo, non a caso è stato spesso associato a società ambiziose di categorie superiori”.

Tu hai vissuto il passaggio dagli Anni Novanta al Terzo Millennio, sia come atleta sia da allenatore. Ora che hai una visione calcistica più completa e “tecnica”, come si potrebbero sintetizzare i cambiamenti del Pallone dello Stivale negli ultimi trent’anni?

“Il Calcio di qualche anno fa sicuramente era meno ‘didattico’ e più pratico di ora. Adesso studi la tua e la squadra avversaria tutti i giorni, qualche anno fa interessava più la tua e non si lavorava così tanto sulla tattica come adesso; ci sono anche i video esplorativi sempre pronti per l’uso, prima si usava la lavagna… A livello strettamente tecnico-tattico, è evidente come con il tempo si siano sviluppati tanti nuovi moduli ispirati dagli ‘universali’ 4-4-2 e 5-3-2. Probabilmente, la tecnica individuale era più sopraffina e pura prima, perché si lavorava sui fondamentali molto di più, ora si dedica molto tempo settimanale ai lavori collettivi in campo, di possesso, sui movimenti senza palla e con la squadra schierata in 11 vs 0. C’è sicuramente più intensità e meno ‘impatto’ nel Calcio moderno, si punta più sull’attenzione a zona che sull’uomo…”.

Da Uomo di Sport riconosciuto per professionalità ed equilibrio, al di là di come possono essere andate le vicende tra il Massimo Pizzulli allenatore e il Bitonto Calcio, dicci sinceramente: con questa proprietà e, magari, con una costante e simbiotica collaborazione fra Società e Amministrazione, la nostra città può sognare un professionismo fatto per bene e con lungimiranza?

“Da tifoso, posso dire che Bitonto calcistica ha tutto adesso per fare professionismo. Per la base impiantistica, potendo contare su due strutture potenziali da fare invidia a tante altre realità del circondario; ma anche per l’entusiasmo della tifoseria, che finalmente meriterebbe, per maturità acquisita, il grande salto. Da uomo di sport ormai prossimo ai 50 anni, invece, penso che se ci sarà sempre disponibilità verso un proficuo dialogo tra le varie parti in ballo, si potrà arrivare agli stessi obiettivi che farebbero piacere a tutti, ma accettando pure quelli che sono talvolta i tempi (lunghi) della burocrazia. Leggo che spesso si arriva a delle fratture nei rapporti tra i protagonisti del calcio locale e mi dispiaccio molto di questo. Non serve fare guerre inutili che non aiutano a crescere, ognuno deve rispettare il lavoro e gli investimenti dell’altro. Per esperienza personale, anche quest’anno a Martina Franca, sto realizzando che il feeling tra società sportive e Amministrazione cittadina porta sempre ottimi frutti”.

Puteolana, che beffa: la Fidelis Andria raggiunge il pari al 93′


Rammarico e tanta rabbia per la Puteolana che nel match valevole per la 23^ giornata del Girone H raccoglie solo un punto contro la Fidelis Andria. Alla rete di Celiento risponde un rigore siglato al 93′ di Marino, apertura di un finale ricco di polemiche e con ben 2 espulsioni. Pari che non serve alla Puteolana che sale a quota 19 punti in classifica ma resta il fanalino di coda del girone. 

FORMAZIONI – Partono dalla panchina i neo acquisto Ragosta e Bellante. I flegrei lanciano un 11 tiro con l’unica eccezione di Lauria al centro dell’attacco, a comporre il tridente lèggerò con Celiento e Fibiano. 
Dall’altra parte la Fidelis Andria orfana di Cerone si affida alle sue certezze come Prinari e Avantaggiato in avanti. 

CRONACA – Gara che inizia nel segno di Antonio Vanacore, l’ex bandiera flegrea scomparsa recentemente riceve un encomio da entrambe le squadre che gli tributano un minuto di silenzio. Aperte le ostilità la Puteolana si dimostra subito aggressiva. I padroni di casa vogliono vincere e all’11’ protestano all’indirizzo del direttore di gara per un presunto fallo da rigore. È la prima recriminazione dei granata a cui ne seguirà un’altra dieci minuti più tardi quando è Celiento ad essere atterrato in area, ancora una volta con un nulla di fatto. Il match si sblocca al 25′ quando proprio Celiento realizza la rete del vantaggio per i suoi, scattando sul filo del fuorigioco e insaccando di sinistro un gran servizio di Zingaro. Quarto centro stagionale per il ‘Marziano’ che al 37′ ha l’occasione di fare il bis con una conclusione che termina di poco alta. È l’ultima occasione di un primo tempo che si chiude con una lite sfiorata fra un giocatore della Puteolana e il tecnico della Fidelis Andria Panarelli. 

Ripresa che si rivela avara di occasioni. Mister Ciaramella (oggi assente per squalifica, ndr) fa esordire i neo acquisti Bellante e Ragosta che all’81’ quasi confezionano la rete del raddoppio, con il primo che manda a lato da ottima posizione. Nel finale la Fidelis Andria si riversa in avanti alla ricerca del pari e al secondo dei 4 minuti di recupero i pugliesi trovano il pari. Fallo dubbio su Mariano, l’arbitro però indica il dischetto tra le proteste furibonde dei calciatori di casa. Dal dischetto va lo stesso Marino che batte Romano per l’1-1 definitivo. Perdono la testa Armeno e Cigliano che nel finale rimediano un rosso lasciando in 9 uomini la squadra.

PUTEOLANA 1-1 FIDELIS ANDRIA 

PUTEOLANA: Romano 02, Zingaro 00, Armeno, Catinali (91′ Ruggiero), Granata 00, Riccio, Cigliano, Fontanarosa, Celiento (76′ Ragosta), Lauria (55′ Bellante), Fibiano 01 (46′ Romeo [91′ Massa 01]).

A disposizione: De Lucia 99, Delle Curci 02, Gentile 00, Guarracino.

Allenatore: Andrea Ciaramella.

FIDELIS ANDRIA: Petrarca 01, La Cassia 02, Clemente (66′ Mariano 00), Manzo, Fontana (77′ Paparusso), Venturini, Prinari (46′ Benvenga), Bolognese 99 (55′ Dipinto 02), Scaringella, Avantaggiato (55′ Carullo 99), Figliolia. 

A disposizione: Stasi 01, Pelliccia 00, Marino 00, Di Schiena 03. 

Allenatore: Luigi Panarelli

RETI: Celiento, (P); Mariano (FA) 

AMMONITI: Zingaro, Catinali (P); Prinari, Fontana, Benvenga (FA)

ESPULSI: Armeno, Cigliano (P)

ARBITRO: Andrea Terribile – Sez. di Bassano del Grappa

1° ASSISTENTE: Stefano Papa – Sez. di Chieti

2° ASSISTENTE: Simone Milillo – Sez. di Udine

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Il Real Agro Aversa cade col Fasano, Pellegrino e Filosa furiosi per la direzione arbitrale


Cade il Real Agro Aversa al Papa di Cardito contro il Fasano. Per i pugliesi decide Melillo al 26′ del primo tempo (1-0). Diversi tuttavia gli episodi arbitrali che hanno suscitato le ire dell’entourage normanno, dai rigori non concessi per gli interventi su Pagliuca a 20′ dal termine e Varchetta quasi ai titoli di coda, al rosso rifilato per doppia ammonizione a Faiello, passando per un giallo comminato a Gallo (diffidato) per un fallo invertito, secondo la versione granata. Insomma, c’è molta contrarietà per l’arbitraggio del torinese Simone Gauzolino e, mentre il Ds Paolo Filosa, assai furibondo, preferisce per ora non parlare, a rappresentare la voce della società è il presidente Guglielmo Pellegrino. E le sue sono parole di fuoco. 

“Se il calcio è diventato un teatrino per concedere gettoni ad arbitri incompetenti, a millantatori che ruotano intorno alla Federazione oppure a personaggi in cerca d’autore ce lo dicano subito. Noi non ci stiamo, non ci stiamo a questi giochetti di palazzo. Due calci di rigore grossi quanto una casa non visti da un arbitro che spero sia semplicemente incompetente e non in malafede. Ha espulso un nostro calciatore, Faiello, in maniera veramente superficiale, fischiando per tutta la gara a senso unico. Abbiamo disputato un secondo tempo di sacrificio, chiudendo il Fasano nella propria area nel secondo tempo. Li abbiamo obbligati a sbagliare in area, e quando si sbaglia in area poi c’è il rigore. Noi ci siamo riusciti per ben due volte, con Varchetta e Pagliuca, ma questa volta il direttore di gara aveva già deciso chi dovesse vincere il match. Il presidente della Lnd Sibilia lo conosco da tempo e so che persona è, conosco la sua passione e la sua buona fede ma ho bisogno di un incontro urgente per chiarire la nostra posizione. Siamo stati anche noi avvicinati da personaggi che dovrebbero essere eliminati da questo calcio e per questo motivo puntiamo alla massima trasparenza. Col Sorrento, oggi e in tante altre partite abbiamo subito ingiustizie vere e proprie. Se c’è un disegno contro di noi, o contro il presidente Pellegrino, lo dicano chiaramente. Se diamo fastidio in Serie D siamo pronti a togliere il disturbo”. 

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Borsino allenamento – Taranto Football Club 1927

Borsino allenamento

I rossoblù non si fermano e continuano a lavorare in vista del prossimo match in programma Giovedì 1/04/2021 ore 15:00 presso lo Stadio Erasmo Iacovone. Dopo la grande vittoria in rimonta contro il Brindisi, gli uomini di Laterza oggi si sono ritrovati per una nuova sessione di allenamento. Lavoro di scarico per gli effettivi che sono scesi in campo ieri al Fanuzzi, lavoro aerobico e partitella a campo ridotto per il resto del gruppo.

+++SuperMarioSport – live su Telesveva – Focus sui campionati

+++SUPERMARIOSPORT – LIVE SU TELESVEVA – FOCUS SUI CAMPIONATI DI E SERIE D E SULLA RIPARTENZA DI ECCELLENZA+++

Conduce:
Luca Guerra

Ospiti in studio:
Alessandro Monticciolo (allenatore Team Altamura)
Marco Santopaolo (segretario Cerignola)

In collegamento live:
Giorgio Bernardini (capitano Fasano)
Michele Andrisani (ex centrocampista Bari)
Vincenzo Greco (direttore generale Picerno)
Luca Rumma (allenatore Unione Calcio Bisceglie)
Peppino Ernesto (giornalista La Gazzetta dello Sport)

Fonte: Telesveva Official Youtube channel

La Molfetta Calcio esce sconfitta dalla trasferta di Tito per 2-1 con il Picerno.

 Al vantaggio biancorosso di Strambelli-decima rete per lui un stagione- i padroni di casa rispondono con un uno-due micidiale: due reti in due minuti a mezz’ora dal termine che risulteranno poi decisive ai fini del risultato. 

I biancorossi restano comunque a distanza di sicurezza dalla zona play-out e a pochi punti da quella play-off, in attesa del recupero del match con la Team Altamura. 
Mister Bartoli schiera i suoi con il 3-4-2-1 con Varriale e Cianciaruso esterno e Strambelli e Triggiani a supporto di Lacarra, al rientro. Out Rafetraniania per squalifica, oltre a Pinto, Dubaz e Legari infortunati. 
Modulo speculare per il Picerno con Origlia ed Esposito a supporto di Albadoro. 

Avvio di gara molto tattico con entrambe le squadre attente a non scoprirsi. Prime occasioni per i padroni di casa che tra il 20′ ed il 21′ si rendono pericolosi prima con Albadoro e poi con Girasole, di testa, che non riescono ad inquadrare la porta da buona posizione. I biancorossi rispondono con la conclusione di Fucci da fuori area di poco a lato al 24′ e con la spaccata di Triggiani al 26′ che sfiora a pochi metri dalla porta un assist di Strambelli da destra. Poi ancora Molfetta in avanti al 38′ con il destro a lato di Varriale. In chiusura di frazione Origlia pericolosissimo con un sinistro sull’esterno della rete su grande assist di tacco di Albadoro. 

Nella ripresa, al 49′, Strambelli si accentra e trova con una gran sinistro che si infila sotto la traversa la sua decima realizzazione personale in stagione. Vantaggio biancorosso che però dura poco: tra il 54′ ed il 55′ infatti il Picerno prima pareggia con il piatto di D’Angelo, grazie ad una gran giocata di Albadoro tra tre uomini, e poi si porta in vantaggio con il destro di Esposito dopo grande controllo dello stesso fantasista di casa. Al 75′ Pittaresi potrebbe chiudere il match ma il suo destro colpisce il palo.

La Molfetta Calcio ci crede sino alla fine e, in pieno recupero, colpisce il palo su punizione di Strambelli. 
Prossimo match in programma per i biancorossi giovedì 1 aprile con il Brindisi, prima dello stop del campionato per le feste pasquali. 

Premio “Gaetano Naglieri”. Mariani il migliore di Bitonto-Francavilla – U.S. Bitonto Calcio

Per il premio “Gaetano Naglieri”, i giornalisti bitontini – Nicola Lavacca (La Gazzetta dello Sport), Mario Sicolo (La Gazzetta del Mezzogiorno), Mario Romano (Datasport), Pasquale Scivittaro (Da Bitonto), Danilo Cappiello (Bitontolive) e Massimiliamo Dilettuso (TuttocalcioPuglia) – hanno eletto migliore in campo del Bitonto, nel match contro il Francavilla, il centrocampista Francesco Mariani, protagonista della rete che ha sbloccato il punteggio e giunto alla sua terza affermazione stagionale.

Il premio “Gaetano Naglieri” è sponsorizzato da Foodness, sponsor ufficiale U.S. Bitonto Calcio.

Fidelis Andria, Panarelli: «Si tratta di un risultato positivo»

Punto in trasferta per la Fidelis Andria, ottenuto nella trasferta di Pozzuoli contro la Puteolana. Ad analizzare la partita il tecnico Luigi Panarelli.


Queste le sue dichiarazioni a fine gara: «Si tratta di un risultato positivo. Venire qua adesso, in questo momento, con una squadra tutta rinnovata, con giocatori anche di categoria superiore, perché hanno fatto investimenti importanti e vogliono salvarsi e quindi sarà difficile per tutti. Chiaro però che il primo tempo lo abbiamo non giocato come il secondo. Il primo tempo eravamo più leziosi, siamo stati al gioco loro. Sapevamo di dover combattere anche sotto l’aspetto dei nervi perchè era una partita agonisticamente impegnativa. E ci siamo fatti prendere un po’ dal nervosismo, abbiamo preso tante ammonizioni. Però andiamo via con un risultato positivo. Dobbiamo cercare di migliorare sotto l’aspetto della prestazione. La voglia di riagguantare il pareggio a tutti i costi e non mollare fino all’ultimo minuto, ci ha premiato. È questo che dobbiamo avere noi, sopperire magari anche a delle carenze tecniche in questo momento. Ci mancavano giocatori importanti sotto l’aspetto tecnico ma usciamo con un risultato positivo per quella che sarà la partita di giovedì. Nel girone di ritorno si azzera tutto perchè tutte le squadre vogliono raggiungere i loro risultati. Questo è un campionato tosto e particolare, quindi ci prendiamo questo punto e dobbiamo preparare subito la gara con l’Aversa di giovedì».

Divertente 2-2 tra Sorrento ed Altamura: Cunzi pareggia a tempo scaduto


Sorrento-Team Altamura potrebbe essere definita come la partita infinita. Otto i minuti di recupero e tanta rabbia in bocca per l’Altamura che esce dal campo con un 2-2 che lascia spiazzati gli ospiti. Gioisce invece il Sorrento, che con la doppietta di Evan Cunzi dal dischetto continua la striscia positiva cominciata contro il Gravina nel recupero infrasettimanale.

BOCCIATURA PER MANCINO – Il Team Altamura torna in campo dopo un mese circa di stop a causa dei contagi da Covid. Il ritmo è forsennato, tant’è che sin da subito La Scala cerca di far quadrare il suo assetto tattico. Una formazione, quella di Monticciolo che alza il baricentro, mettendo rapidamente all’angolo i padroni di casa. Rispondono bene i costieri, ma solo dopo il 27′, quando il tecnico locale decide di cambiare. Out Mancino, che parte malissimo, tenendo basso il baricentro dei rossoneri, e dento Cunzi, per un imprinting diverso al match. Mossa che sembra subito dare i suoi frutti nonostante arrivi il vantaggio dopo la mossa di Pino La Scala. Per Mancino una bocciatura vera e propria, ma non è per la prestazione che il trequartista è costretto a lasciare il campo. Infortunio per lui, che sembra aver accusato uno stiramento.

LA GARA DEI CALCI PIAZZATI –Finisce 2-2 la gara che va in scena allo stadio Italia di Sorrento. Un risultato da over certamente, ma che viene fuori da ben quattro calci piazzati. Al 38′ Masullo stende un avversario. Per il direttore di gara non ci sono dubbi. Punizione da posizione interessantissima che viene trasformata da Spano, ultimo acquisto dei biancorossi. Risponde appena dieci minuti più tardi il Sorrento con Evan Cunzi, dal dischetto. Sfatato il tabù rigori per i padroni di casa, che ne ricevono uno per l’atterramento di Cacace in area. Il numero 20 batte e trasforma sia nel primo che nel secondo tempo. La ripresa regala la stessa trama di gioco: ritmi altissimi, foga, ma velocità diminuita. Al 64′ ci mette una mano Camara e il Team Altamura può godere di un altro calcio di punizione dalla trequarti. Stavolta alla battuta va Casiello, ma nonostante siano cambiati i termini, il risultato è lo stesso. Palla in porta e Scarano non può nulla.  Il pareggio arriva quando ormai sembra arrivata la fine. Al 98′: palla per Cassata che circumnaviga l’area di rigore e viene atterrato non appena riceve nuovamente palla da Liccardi. Pochi dubbi, rigore per il tocco di Baradaji.

Dopo la vittoria arriva quindi un pareggio importante per la rincorsa alla salvezza da parte del Sorrento, che ha ancora qualche lacuna da colmare, ma sembra aver trovato una quadra promettente per un finale di stagione scoppiettante.

TABELLINO

Sorrento-Team Altamura 2-2 (1-1 pt)

SORRENTO (3-4-1-2): Scarano; Cacace, Mezavilla, Fusco; Basile, Camara (73′ Cesarano), La Monica, Masullo; Mancino (27′ Cunzi); Procida (66′ Cassata), Liccardi. A disposizione: Orazzo, Terminello, Gargiulo Ale., Cesarano, Cassara, Gargiulo Alf., Vitale, Maranzino, Cunzi. Allenatore.: Pino La Scala.

TEAM ALTAMURA (3-5-2): Donini; Russo (72′ Pantano), Kanoute, Lanzolla; Fedel, Baradji, Giadalupi (72′ Langone), Logoluso (92′ Lorenso), Casiello (72′ Lo Russo); Spano (84′ Bozzi), Croce. A disposizione: Bozzi, Langone, Terrevoli, Lorenso, Ansani, Lo Russo, Bozzi, Pantano. Alenatore: Alessandro Monticciolo

arbitro: Ferdinando Emanuel Toro di Catania
assistenti: Danilo Giacomini di Viterbo e Davide Rignanese di Rimini

marcatori: 38′ Spano, 43′ e 98′ Cunzi (rig), 64′ Casiello
tiri: 9-17
angoli: 1-3
fuorigioco: 4-2

ammoniti: Camara, Gaudalupi, Russo, Cesarano, Logoluso, Casiello
espulsi: 

recuperi: +2′, +8

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Il Presidente Salvatore Donadei domani ospite Skype a Radio Altamura Uno.

Il Presidente Salvatore Donadei ospite a “Radio Altamura Uno”

Domani sera, alle 19:30, interverrà via Skype il Presidente dell’A.C. Nardò Salvatore Donadei a Radio Altamura Uno nella trasmissione “Quarta Dimensione”, condotta in studio da Vito Contento e Vito Prigigallo. La “D” vista alla radio; programma visibile sulla pagina FB della Radio e sulla pagina FB di Calcio Club.