Tra Taranto e Vittorio Esposito l’amore potrebbe tornare a sbocciare.
Le parti che si sono separate esattamente un anno fa, non hanno mai smesso di dialogare, tanto che il presidente Giove avrebbe voluto riportare il calciatore nel corso del mercato invernale.
Esposito ormai ristabilito dall’infortunio che lo ha fermato nella scorsa stagione tanto da costringerlo ad un intervento, gradirebbe la destinazione rossoblu. Stando ad alcune indiscrezioni raccolte dalla redazione di giornalerossoblu, la trattativa sarebbe in stato avanzato, il che potrebbe confermare anche la pista che porta a Degli Esposti come nuovo direttore sportivo, essendo un estimatore del calciatore reduce da una positiva esperienza con la Vastese.
Taranto, se il ds sarà Degli Esposti il tecnico arriverà dalla Lega Pro
Qualora Massimo Giove dovesse scegliere Alessandro Degli Esposti per il ruolo di direttore sportivo, il nuovo allenatore del Taranto potrebbe essere Flavio Destro, allenatore della Fermana. Lo scrivono i colleghi di cronachefermane.it.
Nonostante sia stato esonerato il 14 ottobre del 2019, Flavio Destro è ancora vincolato alla Fermana fino al 30 giugno 2021 e, la società marchigiana, sarebbe ben lieta di liberarlo per risparmiare un anno di stipendio.
Taranto, il sogno per la panchina è Taurino del Bitonto
Secondo quanto riportato da blunote.it, il Taranto avrebbe un primo, grande obiettivo per la panchina della prossima stagione: si tratta di Roberto Taurino, mister del Bitonto primo in classifica nel girone H di Serie D.
Taurino è stato pubblicamente confermato nelle scorse settimane dal presidente del Bitonto. Ciononostante, secondo blunote.it, il tecnico leccese non sarebbe certo della sua permanenza a Bitonto, viste le tante richieste ricevute, anche in Serie C. In corsa per Taurino ci sarebbe anche il Casarano, che non dovrebbe continuare con Dino Bitetto.
Taranto. Corsa a tre per la panchina
Secondo quanto riporta il portale pugliasport.news, per la panchina del Taranto della prossima stagione è corsa a tre.
Una prima pista porterebbe al Cerignolano Giovanni Zichella, di recente alla guida del Teramo, in Serie C. Gli altri due nomi sul taccuino dei tarantini sarebbero Dino Bitetto, attualmente in forza al Casarano, ma con un’esperienza ventennale in serie C, ed infine al tecnico Michele Cazzarò, già in passato alla guida dei rossoblu
Taranto: "in atto un rinnovamento della nostra struttura"
Il Taranto getta le basi per il futuro. Con una nota stampa, il club rossoblu ha annunciato un potenziamento e rinnovamento della struttura organizzativa interna ed, in particolare, dell’area comunicazione e marketing.
“La F.C. Taranto 1927 Srl , con riferimento alla stagione sportiva 2020/21, sta attuando un programma che prevede, tra le altre, il potenziamento ed il rinnovamento della propria struttura. Per quanto attiene il settore della comunicazione e dell’immagine mediatica, comunichiamo che dal prossimo mese di giugno entrerà in funzione un nuova pagina internet ufficiale, con una grafica totalmente rinnovata. Informiamo al proposito che è stata oscurata quella in funzione sino ad alcuni giorni orsono. Ci scusiamo delle eventuali carenze che in questo lasso di tempo fossero riscontrate dai nostri tifosi, dagli appassionati tutti e dai media che seguono il nostro club. In quella che sarà la nuova pagina ufficiale della F.C. Taranto 1927 Srl sarà creato un corner per poter acquistare, on line, l’abbigliamento, sportivo e non, riconducibile al brand della nostra società. Il progetto prevede altresì la realizzazione e registrazione di un nuovo marchio di proprietà che andrà a sostituire quello attuale”.
Taranto, Giove: "Se Genchi vuole rimanere…."
Nella giornata di ieri il centravanti del Taranto Massimo Genchi aveva pubblicamente dichiarato di volersi fermare a Tarano anche nella prossima stagione.
Non si è fatta attendere la risposta del suo presidente, Massimo Giove. Contattato dalla redazione di cronachetarantine, il numero uno del club ionico ha dichiarato: “Sarò felicissimo di trattenerlo. Quest’anno in molti non hanno avuto la loro migliore stagione, ma sono convinto che Genchi potrà darci quel contributo che tutti i tifosi si aspettano”.
Taranto, Goretta: "Se si terminasse la stagione ci classificheremmo più in alto"
Sul momento del suo recupero e quando stava iniziando a giocare più spesso il campionato di serie D/H è stato sospeso per via del Coronavirus: stiamo parlando dell’attaccante Gustavo Actis Goretta che, a Tutto Sport Taranto parla di questa sfortunata stagione: “La prima fase è stata dura e strana visto che abbiamo dovuto fare dei sacrifici per rallentare il virus. Abito in un appartamento in cui allenarsi è difficile: si può fare solo qualcosa. Adesso, con la fase due, almeno si potrà correre e ovviamente capire quale sarà definitivamente la situazione tra qualche giorno”.
LA SOLUZIONE: “Sarebbe una cosa strana chiudere i campionati in questo modo visto che in palio ci sono ancora tanti punti. E’ una situazione difficile visto che tante compagini hanno speso molto per provare a vincere. Molte, inoltre, sono attaccate alla vetta. Non so come potranno andare le cose…”.
L’ARRIVO A TARANTO: “Sono arrivato a Taranto a dicembre e non ero al top della condizione visto che venivo da un infortunio. Stavamo facendo bene e sono convinto che continuando a giocare, alla fine del campionato, ci saremmo piazzati più in alto in classifica”.
GORETTA: “La mia stagione personale non la ritengo buona. A Taranto sono stato solo tre mesi giocando cinque gare da titolare. Quando stavo trovando continuità è stato stoppato tutto…”.
SERIE D/H: “Giocandolo ho appreso che è un bel girone, molto tosto, duro e difficile. Però, questi campionati sono il bello del calcio visto che ti permettono di allenare meglio facendoti restare sempre concentrato: al minimo errore rischi di perdere la gara. Mi piace molto”.
CONTESTAZIONE: “Spesso ci hanno fischiato ma non prendo ciò con negatività. Ci fanno capire che stiamo sbagliando spronandoci a fare meglio e a non rilassarci”.
GLI OBIETTIVI: “E’ quasi impossibile che il campionato riprenda ma se si dovesse scendere in campo vogliamo conquistare i play off. Personalmente, invece, voglio riprendere a giocare nel modo in cui l’ho fatto nelle ultime due, tre gare in cui stavo bene”.
FUTURO: “Mi piacerebbe restare a Taranto: è un bel posto, una bella città oltre che un’ottima società”.
Taranto, è lotta a due per la carica di ds: Liguori supera Degli Esposti?
La rosa per il ruolo di direttore sportivo del Taranto dopo l’addio di De Santis si è ristretta a due nomi, ovvero l’ex Cerignola Degli Esposti e Vincenzo De Liguori ex calciatore non solo ionico ma anche di Benevento e Nocerina.
Se molti media danno il primo per favorino, nella realtà è il secondo aldilà di alcune smentite a nutrire i maggiori favori dei pronostici per motivi molto ovvi.
De Liguori ha fame e voglia di far bene, conosce in modo eccellente la piazza di Taranto, ma soprattutto vanta un rapporto egregio con il presidente Massimo Giove che cercherà un appuntamento nei prossimi giorni.
Anche il nome di Degli Esposti ha da sempre stuzzicato il patron ionico, che ha già avuto più di un colloquio con l’ex dirigente del Cerignola. Da scartare l’ipotesi Pagni che sembra vicino ad un nuovo ingaggio.
Taranto, Allegrini al CdS: "Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato…"
Intervistato dal Corriere dello Sport, Giacinto Allegrini, difensore del Taranto, ha parlato di diversi argomenti, tra cui la stagione attuale, non del tutto in linea con le aspettative iniziali.
“Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato ma, alle prime difficoltà, tuttavia, ci siamo smarriti, nonostante il gruppo abbia al suo interno atleti di qualità e dall’elevato tasso tecnico. Ripenso, ad esempio, all’inizio di stagione: in diverse circostanze siamo stati sfortunati, ma la sorte prima o poi gira e non è raro, soprattutto in D, assistere a clamorosi ribaltoni in vetta”.
“È stata una delle peggiori stagioni della mia carriera. Questo per me è stato un anno complicato caratterizzato, purtroppo, da qualche infortunio di troppo, oltre che da una discontinuità a livello di prestazioni che, probabilmente, ha contribuito a destabilizzarmi: il mio rammarico più grande è quello di non aver potuto dimostrare qui a Taranto il mio reale valore, mentre altrove ci sono quasi sempre riuscito. Taranto è una piazza esigente, alla quale sento di dover chiedere scusa per aver deluso le aspettative. Mi piacerebbe rimanere, seppur a determinate condizioni, per potermi riscattare”.
Taranto, parte il toto allenatore
Il Taranto sta iniziando a preparare la prossima stagione (inizio a luglio, con il ritiro precampionato?), chiaramente partendo dall’individuazione del tecnico e quindi dalla composizione della rosa , stagione 2020 – 21, in un campionato, quello di serie D che, al netto del Bitonto (dovrebbe transitare in serie C) rivedrebbe ai nastri di partenza, Foggia, Cerignola, Casarano e Taranto (senza tener conto di ulteriori ripescaggi in terza serie, necessari per il completamento del format – originariamente da 60 formazioni, come l’attuale, in quanto un numero consistente di società è a rischio di fallimento o rinuncia alla disputa della serie C), pertanto il club rossoblu valuterà se continuare nel girone H o richiedere l’inserimento in qualche altro girone meno “ingolfato” di “ex teste coronate” e pretendenti al ballo delle “debuttanti” (squadre big) per il salto di qualità, ovvero di categoria.
Superato questo prima aspetto, il quesito che ci si pone da diverse settimane è: chi il traghettatore della stagione 2020 – 21, e quindi colui che dovrà dare le indicazioni per l’apertura del calcio mercato sessione estiva?
Si fanno i primi nomi, chiaramente non confermati, che vedono Cazzarò in pole position per sostituire Panarelli, con altri nomi circolanti da Giacomarro a Feola, da Calabro a Parlato per passare da Rosario Campana , ex Gragnano, abile con i giovani a farsi strada.
Quale però l’identikit del neo tecnico? Un allenatore, sicuramente carismatico che però non subisca troppo la pressione ambientale, un incrocio tra un “sergente di ferro” della vecchia nomenclatura ed un uomo attento alla psicologia, all’equilibrio dello spogliatoio, durante la settimana ed anche la domenica, con idee chiare e che indichi, con precisione, quali gli atleti utili alla causa, ma che possano adattarsi, in pieno, agli schemi e moduli di gioco e ultimi ad arrendersi, sempre proiettati alla ricerca del risultati, quindi attaccati alla maglia e ligi ai dettami tecnici.
Deve soprattutto essere un tecnico intenditore di giovani, teso a valorizzarli e non abbia remore nel lanciarli nella mischia quando necessario, coniugando il giusto mix tra over ed under e soprattutto gran lettore della partita, tale da effettuare i cambi giusti, nei momenti giusti.
Difficilmente potrà sedere sulla panchina ionica, una “scommessa” perché la piazza, chiaramente come la società, si aspetta una stagione di svolta importante per il futuro del club rossoblu, magari concludentesi con un’ambizione o speranza di intravedere un paradiso migliore, ed uscire dagli inferi della quarta serie.
Si è vociferato di alcuni atleti che potrebbero essere riconfermati, quali i due Manzo, Benvenga, Guaita, Genchi ed un numero di under, i migliori quelli che si sono messi in evidenza quest’anno, poi per nuovi arrivi si sono fatti i nomi di Mattera dal Casarano, Aliperta (vecchio palino di mister Panarelli che lo ebbe ad Altamura) attualmente alla Turris.
I nodi centrali sono esclusivamente tre:
a) la punta quella dalla doppia cifra che ci manca dai tempi del primo Genchi, e, precedentemente, dall’epoca di Hernan Molinari;
b) un centrocampista, con funzione quasi di regista che dovrebbe, e potrebbe, dettare i tempi del gioco per orchestrare i giochi d’attacco che il reparto avanzato finalizzerebbe per le punte;
c) il portiere, da anni scelto tra gli under, allo scopo di mettere più qualità e tecnica a centrocampo o in avanti, ruolo questo dell’estremo difensore che ha portato tanti forum in Città, sul caso che si insita su un over piuttosto che under, quindi di maggiore garanzia.
Nomi per i tre ruoli se ne faranno tanti sino all’apertura della sessione estiva, ma da quello che è trapelato dalle svariate interviste al presidente Giove, pur sembrando tutto fermo, in attesa dell’uscita dall’emergenza Coronavirus, in realtà, sotto traccia si sta lavorando, ma una cosa appare chiara.
La prossima stagione non potrà essere di transizione, o meglio di un tranquillo centro classifica con mira massima della zona play off e imbottitura di tanti under in formazione, in quanto, sicuramente, la programmazione, l’ambizione, le speranze sono tese ad altro, al momento il club sta cercando di intuire quando verrà messa la parola fine alla stagione 2019 – 20, poi si partirà subito, con l’organizzazione, per la stagione addivenire, e quindi si riprenderà da dove ci si è interrotti, per evitare, quanto meno, eventuali errori commessi in questa stagione, letali e causanti la caduta delle ambizioni di primato, già nel mese di dicembre.
A tal proposito, un altro quesito fondamentale si pone subito all’orizzonte immediato: chi sarà il direttore sportivo della stagione 2020 – 21?
Confermato alla nostra testata dal presidente Giove che De Santis, non sarà riconfermato, anche per questo incarico delicato, ma importante, si sono fatti una serie di nomi tra i quali, De Liguori è quello più ricorrente.
Un direttore carismatico, che ricorda la famosa promozione in C1, l’ultima sul campo, nel Taranto di Papagni che frequenta sia la D che la serie C, insomma un giovane che conosce bene la piazza ionica e per questo potrebbe assolutamente trovarsi bene ed essere gradito all’ambiente.
Tutto questo però, assieme a quanto sopra esposto, rappresenterà un altro capitolo da scrivere, nelle prossime settimane o meglio nei mesi seguenti, ora bisogna solo attendere.
da:notiziariocalcio.com
Taranto, possibile sinergia col Parma di Faggiano
Dai microfoni di blunote.it rimbalzano le voci di un tentativo del presidente del Taranto Massimo Giove di avviare una sinergia col Parma e con il ds Faggiano.
Secondo il portale molto vicino alle vicende dei Tarantini, Massimo Giove si rimetterà in moto per programmare la prossima stagione. Dopo tre tentativi falliti, il numero uno del club rossoblu si starebbe giocando l’ultimo jolly per riconquistare la fiducia di una tifoseria che non lo vorrebbe più a capo del sodalizio rossoblu.
Se le quotazioni del diesse Vincenzo De Santis sembrano in netto ribasso perché Massimo Giove starebbe lavorando a una sorta di alleanza con Daniele Faggiano, direttore sportivo del Parma, club che ha già in mano Antonio Ferrara (1999).
Qualora questa collaborazione tra società dovesse decollare, allora potrebbe prendere quota la candidatura di Alessandro Degli Esposti nel ruolo di direttore sportivo. Una volta scelto, o confermato, il nuovo diesse, si potrà pensare a chi affidare la panchina, anche se non è da escludere la conferma di Gigi Panarelli.
Futuro del Taranto: si parla già del prossimo direttore sportivo
In attesa di capire come si concluderà la stagione 2019/2020, in casa Taranto si comincia a programmare il futuro.
Secondo quanto rivelato dall’edizione pugliese del Corriere dello Sport, il presidente Giove intenderebbe effettuare un’altra rivoluzione in estate: il numero uno del club ionico, negli ultimi giorni, ha effettuato i pagamenti relativi agli stipendi dei calciatori fino a febbraio, mese in cui il Taranto ha effettuato l’ultima sua partita contro il Bitonto. Ci sarebbe stato anche un colloquio, seppur a distanza, tra il proprietario del club e Vincenzo De Santis: il diesse, che non sarà riconfermato nel suo ruolo, potrebbe essere sostituito da Antonio Amodio, attuale direttore sportivo del Sorrento. Il secondo nome, invece, sarebbe quello di Fracesco Vitaglione, ex Turris e Paganese, già accostato in precedenza al club tarantino.
Clamoroso Taranto: Giove pensa al ritorno di Cazzarò?
Messa in archivio la firma sulle liberatorie e con il campionato ormai destinato ad essere definitivamente cristallizzato, almeno per quel che riguarda la Serie D, la dirigenza del Taranto sta iniziando ad interrogarsi su quello che sarà il prossimo futuro. Il presidente Giove ha un ampio margine di tempo per prendere ogni decisione con il massimo della serenità, ma si cercherà di fare tutto con rigore di logica per non sbagliare vista la stagione deludente che sta per concludersi.
Il primo nodo da sciogliere sarà quello legato al nome del nuovo direttore sportivo. Nonostante Massimo Giove stia comunque conservando un buon rapporto con De Santis, se pur ampiamente raffreddato, secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, starebbe pensando ad una figura giovane e rampante per sostituirlo. Alla base della decisione però ci deve stare la forza di un elemento capace di reggere la pressione della piazza. Per questo l’ipotesi che sta prendendo corpo è quella di Vincenzo De Liguori, ben conosciuto sia dal presidente Giove che dal consulente Galigani. Un dirigente che conosce la piazza di Taranto per averci giocato in diverse annate, vantando anche degli importanti successi. Nei prossimi giorni il primo tifoso ionico proverà a tessere i primi rapporti. In alternativa piace il nome di Fracchiolla, anche se le percentuali di accordo tra le parti sono relativamente basse. Non è nei pensieri di Giove invece il giovane Amodio del Sorrento, differentemente Luca Evangelisti è ancora legato alla Ternana e difficilmente potrà svincolarsi.
Capitolo allenatore. In questi giorni le quotazioni di Panarelli sembravano piuttosto alte, ma l’idea di Giove è quella di puntare su un calcio differente e per questo starebbe pensando all’ipotesi di un clamoroso ritorno di Michele Cazzarò, esonerato alla vigilia della stagione 2018/19. Cazzarò adotta un calcio che si avvicina molto a ciò che il primo tifoso rossoblu vorrebbe realizzare e ha dimostrato in più circostanze di ben sopportare la pressione della piazza. Per questo motivo è finito sul taccuino del presidente, assieme a quello di altri nomi più blasonati come quelli di Calabro, Giacomarro, Parlato e Feola.
Tatticamente sarà un Taranto differente, incline al 4-4-2 come modulo e adatto per esaltare le qualità di alcuni elementi che non si sono bene espressi nello scorso campionato come Genchi in particolare e Leo Guaita, anche per via di alcuni tatticismi vincolati all’utilizzo di D’Agostino. Proprio i nomi dei due ex Potenza assieme a quelli dei due Manzo e Benvenga nutrono buone speranze di riconferma, anche se sono differenti i nomi dell’attuale organico che potrebbero essere confermati.
fonte: notiziariocalcio.com
Taranto, Olcese: "Otto gare sono poche, giochiamole. Ho ancora voglia di giocare"
Emiliano Olcese, attaccante del Taranto, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del Corriere dello sport:
Emiliano Olcese, come sta trascorrendo la quarantena?
«Mi sto godendo la famiglia, ma pensavo che fosse una situazione che potesse risolversi in tempi brevi. Mi alleno tutti i giorni fortunatamente ho a disposizione lo spazio adeguato per farlo. Svolgo tutto il programma che ci dà il preparatore atletico, anche se
mi manca ovviamente il campo».
Lei è di origine argentina, com’è la situazione nel suo Paese?
«Anche in Argentina sono in quarantena, ma diversamente da quanto accaduto in Italia è iniziata quando c’erano poche decine di casi e dunque la situazione sembrerebbe sotto controllo. Ora ci sono alcune migliaia di contagi con un centinaio di decessi, pochi se confrontati a quelli registrati in Italia o altri Paesi del mondo».
Passando al calcio giocato, secondo lei il campionato andrebbe concluso?
«Se fosse per me tornerei a giocare, perché alla fine si tratterebbe di otto turni: in questo modo si porrebbe fine a ogni tipo di discussione sulle promozioni e le retrocessioni».
Qual è la sua idea sugli stipendi ai calciatori?
«Al momento nessuno parla di soluzioni e siamo preoccupati. La crisi ha colpito tutti, giocatori e società. Abbiamo famiglia e non ricevere gli stipendi è chiaramente un problema; dall’altra parte comprendiamo bene tutte le difficoltà che affrontano i presidenti, che investono tanto nel calcio a prezzo di enormi sacrifici e che perciò si trovano in difficoltà. Bisognerà trovare un accordo, che alla fine, tra persone di buon senso, ci sarà».
Cosa l’ha spinta a lasciare il Casarano per il Taranto?
«Mi affascina la piazza, poi concretamente mi hanno cercato sia il presidente Giove che il direttore sportivo De Santis, con cui avevo
vinto un campionato ad Andria. Già due anni fa firmai per il Taranto, ma un problema familiare mi costrinse a rimanere dove ero. Ho scelto Taranto nonostante una situazione complicata, perché per me costituisce un’altra sfida».
Come valuta questa breve esperienza durata, al momento, lo spazio di dieci gare?
«Secondo me non abbiamo fatto male, ma tutto è stato condizionato dall’obbligo di dovere vincere e questo ci ha fatto giocare con un po’ di ansia. Questa, e lo dico con l’esperienza che ho, è una squadra molto forte e che con certi equilibri potrebbe fare molto, ma molto bene. Nel girone di ritorno abbiamo perso solo due partite, una ad Altamura, dove abbiamo giocato male e l’altra con il Foggia contro cui avremmo meritato altra sorte».
In questa stagione ha avuto tre allenatori, De Candia, Bitetto e Panarelli: com’è cambiato il suo modo di giocare?
«Ogni allenatore ha le proprie idee e i propri schemi, ma io mi adatto a ciascuna richiesta. Rimango un centravanti puro, non statico ma di movimento, che prende palla per attaccare lo spazio creato, quando porto fuori posizione un difensore».
Con quale attaccante, nel corso della sua lunga carriera si è trovato meglio?
«Direi con tanti, ma mi viene in mente Ivan Bonocunto, con cui ho giocato a Pesaro, San Marino e Rimini».
Com’è nata l’idea di venire in Italia?
«Tramite un procuratore argentino, che lavorava con un collega italiano: mi propose Matera per la stagione 2004/05 e io accettai; poi sono rientrato in Argentina, ma dal 2007 in poi ho scelto di tornare qui. Prima di giungere in Italia, a vent’anni, l’Argentinos Juniors mi diede in prestito gli scozzesi del Livingston. Recentemente, con i sammarinesi de’ La Fiorita, ho avuto la possibilità di giocare le qualificazioni per la Champions League, contro i nord irlandesi del Linfield».
Quali sono i tuoi miti calcistici?
«Direi Maradona, ma anche Batistuta e Crespo, Inzaghi e Trezeguet: da ciascuno si può imparare qualcosa».
Qual è la sua squadra del cuore?
«Non ho dubbi, direi il Boca Juniors, mentre in Italia, avendo vissuto molto tempo in Campania, direi il Napoli».
Il prossimo 14 maggio compirà 37 anni: ha ancora voglia di giocare?
«Certo, perché anche in questo periodo di inattività mi sto allenando come se dovessimo riprendere a giocare domani. Sto progettando il mio futuro e per questo sto studiando Scienze motorie, una materia che mi appassiona tanto. Più che allenatore mi vedo preparatore atletico».
Nella stagione 2020/21, Olcese sarà ancora a Taranto?
«È ancora presto per dirlo, perché dobbiamo capire come finirà questa stagione».
Taranto, mister Panarelli: "Fiducia in Sibilia e Barbiero. Sicuramente ci sarà un verdetto"
Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, il tecnico del Taranto Luigi Panarelli ha parlato in riferimento all’emergenza Coronavirus ed alle possibilità di ripresa della stagione agonistica.
“Credo che la salute venga prima di tutto: è uno slogan che si ripete in continuazione ma è la pura verità. Nel momento in cui si dovesse giocare, significherebbe che il virus sia stato quasi eliminato: sarebbe la cosa migliore per noi che torneremmo sul campo a fare il nostro lavoro. Ci sono le persone preposte per poter prendere delle decisioni, noi possiamo solo rispettare le regole: dobbiamo avere fiducia in Cosimo Sibilia e Luigi Barbiero. E’ chiaro che più tempo passa e più sarà difficile completare la stagione. Ripresa dei campionati? Qualsiasi decisione venga presa, inevitabilmente, scontenterebbe qualcuno: ci sarà comunque un verdetto, in un modo o nell’altro. Spesso e volentieri si fa la distinzione tra dilettanti e professionisti: nel nostro girone, di dilettantismo c’è ben poco. Nel caso in cui si dovesse ripartire il prossimo anno, andrebbero rivisti i format dei campionati, sia per gli addetti ai lavori che per i calciatori ed i club che ne fanno parte. Secondo il mio punto di vista, bisognerebbe ripartire con la speranza che ci possa essere un aiuto ed un’unità di intenti per far ripartire la stagione calcistica: ok la passione ma per noi questo è un lavoro vero e proprio“.
Taranto, Matute: "Belli e buoni? Non serve in D. Guardate il Foggia…"
Sulla Gazzetta del Mezzogiorno odierna, si legge un’intervista al calciatore del Taranto Kelvin Matute: “Oggi dobbiamo pensare principalmente a restare a casa affinché si abbassi il numero dei contagiati. Fortunatamente nel mio paese, il Camerun, il virus non ha avuto una grande espansione. La stagione col Taranto? La sconfitta alla prima giornata contro il Brindisi ha fatto tanti danni. Si è perso qualcosa che non abbiamo più ritrovato; è stato un fallimento generale, non lo nascondo. Neanche lo scorso anno ad Avellino le cose iniziarono bene, poi, però, gli episodi ci hanno aiutato e siamo riusciti a svoltare la situazione“.
“Ad Avellino ci diede una grande mano il terreno di gara del Partenio”, ammette Matute, ” che ci permise di recuperare tanti punti; il manto dello Iacovone, invece, non ci ha agevolato. Forse abbiamo badato ad essere belli e buoni, cosa sbagliata in questa categoria. Il Foggia, ad esempio, è brutto ma vincente“.
Taranto, nota societaria: "Ora è il momento di fare chiarezza"
Il presidente del FC Taranto, Massimo Giove, ha firmato il seguente comunicato stampa:
Concordo con l’assessore Fabiano Marti sul fatto che sia giunto il momento di fare chiarezza sul rapporto tra l’Amministrazione Comunale di Taranto e la società sportiva che rappresento.
A dire il vero che rappresenta la città.
A tal proposito sto raccogliendo i dati per rendere, già da mercoledì prossimo, le opportune risposte al signor Marti, in qualità di Assessore, relative al periodo in cui risulto essere presidente della F.C. Taranto 1927 S.r.l. Ho, infatti, la netta sensazione che lo stesso, in tutta la vicenda, abbia trascurato e non voglio assolutamente pensare lo abbia fatto volutamente, alcuni passaggi fondamentali.
Rimando poi al mittente ogni considerazione riguardante “questioni più importanti e meno strumentali” alle quali dovrei dedicarmi ed alle quali fa riferimento il signor Marti.
Invito, altresì, l’assessore a comunicare lui stesso, eventualmente e di farsene anche carico, la volontà di codesta amministrazione di non voler sottoscrivere una nuova convenzione con la mia società per l’utilizzo futuro dello stadio E. Iacovone.
Taranto, l'onestà di Allegrini: "Questa stagione è un fallimento"
La redazione di Giornalerossoblu.it ha intervistato il calciatore del Taranto
Prima di tutto come stai? Come stai vivendo questo periodo di riposo forzato?
“Non è facile restare chiusi in casa. È una situazione difficile. Restiamo a casa, non ci muoviamo e nel frattempo tentiamo di tenerci in forma, per quello che si può fare”.
Secondo una tua opinione, si ritornerà a giocare e cosa reputi giusto fare?
“Nei campionati non professionistici sarà molto dura riprendere. In serie A e B magari hanno i mezzi per continuare il campionato. In Serie D sarà molto difficile che la stagione possa concludersi”.
Cosa non è andato in questa annata?
“È un fallimento per quello che si era prefissati all’inizio della stagione. Siamo partiti con i favori del pronostico, ma purtroppo non contano solo i nomi. La rosa è composta da giocatori di grande qualità, e di questo ne sono sicuro, perché da un anno all’altro non si diventa brocchi. L’errore che abbiamo commesso un po’ tutti, è stato quello di perderci nei momenti di difficoltà, non essere uniti e compatti nel credere nel nostro obiettivo. Penso alla prima partita col Brindisi, dove sono sorte delle problematiche, che ci siamo trascinati nel nostro percorso, quello che ne è derivato successivamente, è stato tutto una conseguenza. In futuro spero che si faccia tesoro di questi errori, senza farsi prendere dalle difficoltà. Anche Bitonto, Foggia e Cerignola hanno avuto delle problematiche, ma i rispettivi gruppi sono rimasti uniti e hanno continuato a lavorare, adesso sono lì in cima”.
La partita di Altamura forse non sarà ricordata come una delle tue migliori, cosa è successo?
“Quella partita è totalmente da dimenticare. Probabilmente il risultato è tutto dipeso dalla mia espulsione. Mi sono fatto prendere dalla frenesia, commettendo un fallo da rigore a pochi minuti dal fischio di inizio. Sono comunque dell’idea che bisogna andare avanti, purtroppo però non ho avuto occasione per recuperare, dato che il campionato è stato sospeso dopo due settimane. Sono cose che capitano. Non bisogna analizzare solo gli errori individuali, poiché siamo tutti responsabili di questo fallimento”.
Dopo Ragno cosa è cambiato con l’avvento di Mister Panarelli?
“Dopo l’esonero di Mister Ragno abbiamo ottenuto diversi risultati positivi. Pensavamo che la situazione si fosse messa per il verso giusto, ma alla prima difficoltà sono riemersi i limiti di questa squadra. Se alla base non vi é unità di intenti, non si va da nessuna parte, purtroppo non siamo stati capaci di reagire. Il cambio di allenatore non ha portato i suoi frutti, i problemi evidentemente erano altri. Probabilmente è stato sbagliato proprio il modo in cui si è approcciato il campionato”.
L’anno prossimo ti auguri di vestire ancora rossoblù?
“Quest’anno è stato un fallimento. Sono onesto con me stesso, ero arrivato a Taranto per regalare una gioia ai tifosi, che da anni aspettano la vittoria del campionato. Le colpe sono da attribuire a tante persone. Fossi il Presidente valuterei prima tutte le situazioni e ci penserei due volte prima di scegliere un calciatore di questa rosa. Tutti vorrebbero una seconda possibilità, ma questo non spetta a me”.
Futuro Taranto, Giove annuncia: "Cambieranno le strategie"
Massimo Giove, presidente del Taranto, è stato intervistato dai colleghi de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le dichiarazioni del patron rossoblù: “Ci troviamo di fronte ad una situazione inimmaginabile ed è impossibile azzardare ipotesi su un’eventuale ripresa dell’attività sportiva. L’ideale sarebbe completare i campionati anche con formule ad hoc, ma penso che farlo a porte chiuse significherebbe togliere valore al calcio. Chi deve decidere ha una grande responsabilità. Insieme a tutti i club di serie D attendiamo le decisioni di Sibilia, alle quale dovremmo adeguarci. Vedremo che succede, ma secondo me la stagione sportiva è compromessa“.
Sulla situazione in casa Taranto: “Ho sentito diversi calciatori ma non abbiamo parlato di accordi sulle retribuzioni qualora non si riuscisse a tornare in campo. Vediamo gli sviluppi, anche se il mio auspicio è che si trovi una soluzione uguale per tutta la serie D in considerazione dei notevoli danni economici subiti dalle società. Adesso, però, sono concentrato sulle mie aziende dell’indotto ex Ilva, sui miei dipendenti in difficoltà e costretti a stare a casa per la crisi. Va tamponata in fretta anche questa emergenza“.
Sul futuro: “Stavo iniziando a pensare ad un nuovo piano per il Taranto ma, alla luce di quanto sta accadendo, dovranno necessariamente cambiare tutte le strategie, pure nel mondo del calcio. Nel breve periodo, si dovrà ragionare in modo diverso perché nulla sarà più come prima e mi riferisco anche alle sponsorizzazioni. I prossimi mesi ci aiuteranno a capire come muovervi anche in base a quanto accadrà tra i professionisti. Panarelli? Tutto è sospeso, preferisco essere cauto, senza illudere nessuno visto che non sappiamo dove ci porterà quest’esperienza drammatica. Stesso discorso vale anche per il ds De Santis, a cui non posso rimproverare nulla, il clima ostile non l’ha aiutato“.
Taranto, Avvantaggiato a La Gazzetta del Mezzogiorno "cerco di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura…"
Alessandro Avvantaggiato, 20enne calciatore del Taranto, è stato intervistato da Alfredo Ghionna de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le sue dichiarazioni: “Mi alleno restando a casa, cercando di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura. I nostri tecnici ci chiamano molto frequentemente e questo continuo contatto fa in modo che l’impegno di ognuno di noi, sebbene a distanza, prosegua nel modo più giusto. Non vedo l’ora di tornare a calcare i campi di gioco per provare a centrare l’obiettivo playoff che, al momento, è l’unico perseguibile qualora il campionato dovesse riprendere. Sul piano del rendimento personale posso affermare con certezza che posso e devo dare di più. Mister Panarelli? Mette tutti sullo stesso piano e ci dice la formazione solo 10 minuti prima dell’inizio“.
Taranto, Avvantaggiato: "Panarelli ci dà la formazione 10 minuti prima della partita…"
Alessandro Avvantaggiato, 20enne calciatore del Taranto, è stato intervistato da Alfredo Ghionna de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le sue dichiarazioni: “Mi alleno restando a casa, cercando di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura. I nostri tecnici ci chiamano molto frequentemente e questo continuo contatto fa in modo che l’impegno di ognuno di noi, sebbene a distanza, prosegua nel modo più giusto. Non vedo l’ora di tornare a calcare i campi di gioco per provare a centrare l’obiettivo playoff che, al momento, è l’unico perseguibile qualora il campionato dovesse riprendere. Sul piano del rendimento personale posso affermare con certezza che posso e devo dare di più. Mister Panarelli? Mette tutti sullo stesso piano e ci dice la formazione solo 10 minuti prima dell’inizio“.
Taranto, Benvenga: "Sono cinico, la fortuna va costruita. Sul futuro…"
Il difensore del Taranto, Alex Benvenga, intervistato sulle colonne del Corriere dello Sport (ed. Puglia) ha parlato anche del suo rapporto con la società rossoblu: “Avremmo dovuto e potuto fare di più. Mi ritengo una persona estremamente cinica: credo che la fortuna bisogna essere in grado di costruirsela, ma per noi quest’anno ogni errore è stato devastante, soprattutto agli inizi della stagione. Ci sono mancate continuità e forse un pizzico di personalità necessaria per gestire le pressioni in campo e fuori, tant’è che in trasferta i risultati ci hanno sorriso il più delle volte“.
E sul futuro chiarisce: “Sono un calciatore che vive di emozioni e Taranto è una piazza straordinaria. Accetterei soprattutto per provare a riscattare la stagione in corso: le contestazioni e i fischi subiti devono trasformarsi in uno stimolo per fare meglio“.
Taranto, Masi: "ecco come vivo questo momento particolare…"
Oggi ai microfoni di Mondorossoblù.it il calciatore del Taranto, Vincenzo Masi, ha confessato come sta vivendo questo momento particolare.
Cosa pensa della situazione attuale? Come sta vivendo questo momento da uomo e da atleta?
Penso che tutti noi stiamo vivendo un momento difficile, fatto di sconforto e di nostalgia, ma nonostante ciò non ho mai smesso di essere positivo. Questa situazione ha cambiato molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma sono fiducioso nello sperare che ritorni tutto alla normalità. Grazie al mister ed allo staff tecnico che ci fornisce giornalmente lavori e allenamenti da fare, fortunatamente, io e la squadra ci manteniamo allenati.
Il calcio come sta affrontando questa pandemia e poteva fare di più? Confida nel senso civico della gente e vede che sta rispettando le ordinanze?
Da un punto di vista calcistico credo che si siano adottate le misure giuste. La gente sta rispettando le ordinanze e ripeto: bisogna essere fiduciosi, combattere e andare avanti.
A Taranto come stanno vivendo la situazione, la città e la squadra?
La nostra squadra ha risposto bene a questa situazione, continuando ad allenarsi ,e cercando di dare il meglio. La città di Taranto, sicuramente ne avrà risentito del peso delle misure di precauzione, ma cerca di andare avanti.
Come si augura che finisca questo campionato? Qual è l’ opzione più giusta?
Mi auguro con tutto me stesso che la situazione pian piano si sblocchi e che le partite riprendano per portare a termine ciò che a settembre abbiamo cominciato.
Taranto, Manzo: "Cosa non è andato? Vi spiego i tre problemi…"
Ai microfoni di Giornalerossoblu.it è intervenuto Luigi Manzo, difensore centrale dei rossoblù. Tra i temi toccati la situazione Coronavirus, la stagione ionica e uno sguardo al futuro. Queste le sue dichiarazioni:
Prima di tutto come stai, e come stai passando questo periodo di riposo forzato?
“Fortunatamente io e la mia famiglia stiamo bene. Mi dedicando interamente a mio figlio, poiché in questo anno e mezzo sono stato molto fuori casa. Questo periodo non è bello sia per l’Italia che per il mondo”.
Se dovesse dipendere da te, faresti riprendere il campionato? E alla fine secondo una tua opinione cosa succederà?
“Se si riprendesse vuol dire che la situazione si sta sistemando. Sinceramente però, la vedo un po’ difficile. Perché più tempo passa e più diventa complicato concludere il campionato. Ogni giorno ci sono tante vittime e i contagiati aumentano, a me sembra difficile che il campionato si concluda”.
Cosa è andato storto in questa annata?
“Ho un mio pensiero, per me ci sono state tre situazioni che hanno fatto in modo che il Taranto non competa per la vittoria del campionato. All’inizio si partiva con i favori del pronostico e con troppa sicurezza, poi la partenza sbagliata ci ha tolto un po’ di fiducia e certezze. Eravamo un gruppo, anche a livello numerico, ed è normale, quando si parte in quella maniera, possiamo fare tutti i moralisti del mondo ma gli strascichi all’interno dello spogliatoio si fanno sentire. Con l’avvento di Panarelli, la rosa si è rinvigorita e il primo mese abbiamo fatto dei numeri importanti. Poi nella partita col Gravina ci é girato tutto storto e lì sono riusciti gli scheletri dall’armadio. Il periodo del mercato ha leso la serenità di tutti , poiché ogni giorno uscivano dei nomi. L’unico dispiacere è che il gruppo non è stato compatto in quel periodo, in quelle parte di stagione abbiamo imbarcato tanta acqua, anche perché sono arrivate critiche da tutte le parti, e le situazioni come quelle di Genchi e D’Agostino sono sfaccettature che ci si portava dietro da quando si sono venute a creare”.
Qual ora si dovesse riprendere, l’obiettivo del Taranto quale sarebbe?
“L’obiettivo comune e personale deve essere quello di fare queste partite che rimangono al massimo delle proprie possibilità. Tante volte ci siamo dati degli obiettivi e non sono stati raggiunti, perciò mi auguro di finire questo campionato nel miglior modo possibile. Alla base c’è sempre una dignità, penso che ognuno di noi debba dare il massimo fino alla fine, poi se arriviamo nei play off dobbiamo giocarceli per concludere al meglio la stagione”.
Vorresti rimanere in riva allo ionio anche la prossima stagione?
“Sinceramente mi sono trovato bene a Taranto, la città mi piace. A prescindere che l’empatia fra la squadra e i tifosi non ci sia mai stata, per via dei mancati risultati. Ci vorrebbe una linea guida, un pensiero unico, che faccia in modo che gli errori commessi negli anni precedenti non si ripetano. Detto ciò non avrei nessun problema a restare qui”.
Taranto, mister Panarelli: "Lo insegnano: mai dare le dimissioni"
Il tecnico del Taranto, Luigi Panarelli, ha rilasciato la seguente intervista ai colleghi della Gazzetta del Mezzogiorno:
EMERGENZA COVID-19 – Oggi la priorità è la salute. Tutto il resto è secondario. Ma ognuno di noi ha disegnato la propria esistenza inseguendo un sogno, un ideale, una passione. Io vivo di calcio. Pensare al calcio, per me, è naturale. Inevitabile.
I NUMERI – Facile far parlare i numeri. Ho lavorato su un progetto che non era il mio. Ma avevo lasciato delle tracce e da lì sono ripartito, cercando la complicità di tutti. Sono rientrato nel gruppo, portando concetti e valori in cui credo. Abbiamo intrapreso un percorso, lavorando sul fisico e sulla tattica. Non solo quattro vittorie. Anche 13 gol fatti e 1 subito. E soprattutto l’attenzione di tutti verso ciò che proponevo.
IL BARATRO – Col Gravina potevamo fare gol subito: non uno ma quattro. Poi siamo andati sotto su una palla inattiva. Non fu sbagliato l’approccio. A Fasano prima frazione dignitosa. Nella ripresa la squadra è venuta clamorosamente meno e abbiamo perso con merito. Con la Nocerina, prima di soccombere, ci sono i due gol ingiustamente annullati, un palo e diversi salvataggi sulla linea di porta. Insomma, se proprio vogliamo trovare una matrice comune, io la rintraccerei nella mole, davvero considerevole, di episodi negativi.
CASO KOSNIC E SITUAZIONI VARIE – Che era mio dovere salvaguardare l’integrità psicologica del gruppo. Io lavoro sul campo. Il mio pensiero, alla fine, va sempre lì.
IDEA DI SQUADRA INIZIALE – Pensavo fosse una buona squadra composta da ottimi giocatori, non tutti, però, congeniali al progetto vincente che stava alla base. Mancava qualcosa. E sarebbe arrivata a dicembre. Su questo punto col presidente ci fu subito totale convergenza. La pensavamo allo stesso modo.
POST FRANCAVILLA – Esiste, semmai, la partita che mi suggerisce di essere sulla strada giusta. Dopo lo 0-4 di Francavilla in Sinni mi convinco che il Taranto, ritoccato adeguatamente, può vincere il campionato. Poi, però, cominciano gli smottamenti, le frenate, le scollature. Non c’è una data del crollo. Ci sono le tappe di una resa progressiva.
DESTABILIZZAZIONE – Mentre si avvicina il mercato, un ex dirigente va in tv e fa i nomi dei calciatori che non avrebbero più fatto parte del progetto. Commette un errore imperdonabile perché rischia di destabilizzare lo spogliatoio. Così tocca farmi carico delle ansie dei calciatori, raccontando loro la verità. E gli scompensi vengono attutiti.
CASO D’AGOSTINO – A Coverciano ci hanno insegnato che le dimissioni non si danno mai. Questione di etica professionale più che di calcolo economico. Se credi in quello che fai, non lasci le cose a metà. Sull’attacco erano comunque in corso delle valutazioni. Stavamo cercando qualcosa di diverso. Croce, per esempio, chiedeva maggiore minutaggio e io non potevo garantirglielo. Favetta, dopo quell’errore dal dischetto, non era più lui: mi confessò che voleva cambiare aria, non sopportando le pressioni della piazza. L’esclusione di D’Agostino l’ho invece subita. Ero contrario e l’ho detto.
LA COERENZA – Penso di sì. Sono cinque anni che alleno e ho avuto sei-sette spogliatoi da gestire perché dopo ogni mercato cambiano le dinamiche relazionali all’interno di un gruppo, e ho sempre fondato il rapporto sulla correttezza. La offro e la pretendo. Solo così è possibile crescere.
ALLENATORE MODERNO – L’allenatore moderno è chiamato ad evolversi continuamente. Non è più tempo di integralismi. Lavoro su più sistemi di gioco. E sui tanti modi di interpretare una partita condizionata com’è dalle cosiddette variabili esterne: la forza degli avversari, lo stato di forma dei singoli, la strategia da adottare.
DIFETTO DI CRESCITA – Penso che un po’ tutti facciano riferimento alle partite di Gravina e Francavilla, parlo dello scorso campionato. Ma ci si dimentica di tutte le altre partite dove le correzioni, anche robuste, hanno prodotto benefici innegabili. A Gravina, per esempio, riempii la formazione di attaccanti, portando in mezzo al campo i due migliori palleggiatori: D’Agostino e Salatino. Lo scopo era quella di velocizzare i tempi di esecuzione della manovra, nel tentativo di stanare un avversario che si era chiuso. Non fu sufficiente.
LA DIDATTICA – È il passaggio decisivo. Si tratta di trasferire ciò che sai nella testa dei calciatori, partendo dalla postura del corpo che deve essere corretta. Perché se un centrocampista dà le spalle al lato opposto, si preclude una visuale di gioco. Ma la didattica da sola non basta. Un allenatore deve avere personalità. Deve essere percepito come il leader.
MANCANZA DI GIOCO – Rispondo che è falso. Ci sono state prestazioni in cui la bellezza del gioco ha rimandato al Taranto di Dionigi. L’ho letto. Non me lo sto inventando. E partite vinte grazie agli opportuni accorgimenti, ovvero in forza di una lettura corretta. Penso alla partita di Sorrento. Il bel gioco da solo non fa vincere. È la qualità della prestazione che ti avvicina maggiormente alla vittoria. Il bel gioco è un dato soggettivo. Per Klopp è la capacità di arrivare in porta dopo tre passaggi. Per Guardiola è l’esaltazione del possesso palla prima dell’imbucata decisiva. Mi piace allargare le possibilità d’impiego dei calciatori che alleno. Convincerli che possono fare l’una e l’altra cosa. Penso a D’Agostino che non era abituato a curare la fase di non possesso, alla versatilità di Ferrara, a Marino che da interno di centrocampo fa il terzino, a Pelliccia che nasce centrocampista.
IDENTITA’ – È qualcosa che rimanda alla mentalità e all’atteggiamento. Ho avuto la fortuna nella mia carriera di avere allenatori importanti: Mazzone, Mondonico, Gigi Simoni, in ritiro con la Roma ho visto lavorare Capello. A tutti ho rubato qualcosa. Sono stato una spugna. Ora faccio sintesi. Perché col copia e incolla non si fa strada.
CAMBIAMENTO – Serve uno sforzo corale per un processo che, oltre a coinvolgere tutti, deve avere due cardini: l’orgoglio e la progettualità. Dobbiamo dimostrare al mondo che a Taranto valiamo. Mi conforta l’idea che questa fermata generale ci stia fornendo la possibilità di una presa di coscienza individuale. Ripartire sarà come rinascere. Viverla come un’occasione: non ci resta altro.
LA RICONFERMA – Sì, per due ragioni: dare continuità al lavoro svolto e condividere il progetto sin dalla sua stesura. Il calcio è fatto di scelte da indovinare e di tempi da rispettare. Non bisogna, ogni volta, smontare tutto. Occorre continuità programmatica sull’esempio del Chievo di Delneri, della scalata del Sassuolo, dell’Atalanta di Gasperini, della Lazio di Inzaghi. Guardo a quei modelli. E ai miei 100 punti in 52 partite da allenatore del Taranto. Ed è su quella panchina che mi rivedo ancora.
Casarano, il pensiero di Morleo sulle altre salentine
Intervenuto sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia, il difensore del Casarano Archimede Morleo esprime il suo pensiero anche sulle altre pugliesi del girone H, Taranto e Brindisi in primis. Ecco uno stralcio della sua intervista, pubblicata oggi:
Parliamo delle altre quattro squadre salentine: Fasano, Taranto, Brindisi e Nardò.
Il Fasano è a metà classifica e con la finale di Coppa Italia da giocare è quella che la classifica alla mano sta perdendo più di tutti. Mi aveva impressionato molto all’inizio del campionato, un gruppo consolidato anche se in casa li abbiamo battuti. Il loro livello è venuto fuori, hanno un bel gioco ma sono calati fisicamente.
Il Taranto è partita tra le favorite ed è secondo me una buona squadra anche se ha perso qualche pezzo. La piazza è esigente e particolare e avrebbe bisogno di più tranquillità per poter raggiungere importanti risultati. Se il campionato riprenderà, se la giocherà con noi per i playoff ma credo che abbiano comunque disputato un torneo sottotono, salvo qualche partita.
Il Brindisi è la squadra dove ho tanti amici anche per stagioni passate. Anche li una piazza importante e una buona squadra dove la tranquillità sarebbe fondamentale per centrare traguardi di rilievo. Comunque un campionato positivo anche se con alti e bassi.
Il Nardò è la squadra che in Coppa Italia ci aveva impressionato, specie con i giocatori davanti. Ha avuto qualche difficoltà all’inizio, poi con qualche rinforzo sono ripartiti e hanno ottenuto una serie di risultati utili consecutivi. All’andata li abbiamo battuti e non era la squadra vista in estate. Al ritorno, sia pure a sprazzi, l’abbiamo rivista.