Archive 30/05/2020

Gravina, mister Loseto: "Partiti per una salvezza tranquilla. Santoro lo capisco solo se…"

Il campionato del Gravina si è concluso con l’ottavo posto in classifica. I meriti sono anche di Valeriano Loseto, un tecnico che ha sempre proposto l’idea di dominare le partite e non aspettare l’avversario. Per tracciare un bilancio, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva proprio l’allenatore gialloblù.
Mister, sono giorni particolari in attesa del 4 giugno quando ci sarà il Consiglio Federale. Che idea si è fatto?
“È una situazione paradossale, non si riesce a capire dove si vuole arrivare. Da altre parti hanno già iniziato, da noi no. Spero si possa arrivare quanto prima a una soluzione finale, anche per programmare il futuro”.
Il suo Gravina ha concluso la stagione all’ottavo posto. Tutto sommato è stata un’altra bella stagione.
“Sapevamo quello che era il nostro obiettivo, come squadra e staff tecnico. Siamo partiti per centrare una salvezza tranquilla, in un campionato che può tranquillamente essere paragonato a una C2, con piazze blasonate e con grande passato. Abbiamo offerto un buon calcio e belle prestazioni. Con un pizzico di fortuna saremmo potuti essere noi il Sorrento di turno. Arrivare dietro Taranto, Casarano, Bitonto, Foggia e Cerignola è comunque tanta roba”.
Più bella la vittoria a Taranto o quella in casa contro il Foggia?
“Sono arrivate in due momenti particolari: col Taranto è arrivata la prima vittoria fuori casa; a Foggia abbiamo messo fine al ciclo di inizio gennaio privo di vittorie e con il solo pareggio di Nardò. Sono state un toccasana per riprendere il nostro cammino, d’altre parti la situazione sarebbe precipitata”.
4-3-3 o 3-5-2: qual è il modulo preferito di Loseto?
“Ho improntato la stagione sul 4-3-3, ma in corso d’opera c’è stata l’esplosione di qualche giovane tipo Silletti, che non mi sono mai sentito di lasciare fuori per quanto trasmetteva in settimana. Allo stesso modo Ficara e Chiaradia meritavano di giocare. Quando c’è stata la possibilità di schierare il tridente l’ho sempre fatto. Ma anche con il 3-5-2 ci siamo espressi positivamente”.
Considerazione provocatoria: avrebbe potuto togliere Santoro…
“E come fai?! (sorride, ndr)”.
Quanto è importante per una squadra di Serie D un calciatore come lui?
“Uno capisce la sua importanza solo se lo allena. Per me è stata una piacevole scoperta, fin dal mio arrivo è sceso in campo: contro il Pomigliano lui fece gol, ma vedevo che era un po’ freddo nei miei confronti. Forse pensava sarebbe andato via dopo il cambio di guida tecnica. Poi ne parlammo e ha fatto quello che ha fatto…”.
I calciatori la descrivono come un allenatore molto empatico.
“Qualche presidente di club blasonati hanno parlato di me come tecnico giovane ed emergente. Ma io ho fatto la gavetta, alleno da tredici anni: dalla C alla Promozione. Forse l’aspetto dà questa impressione, ma ho le mie esperienze. Punto molto sul rapporto con i calciatori, so come prenderli. Sono il mio sponsor, perché ho tante amicizie ma ho sempre lavorato con gente prestata al mondo del calcio. Ad esempio a Gravina Costantiello è un socio della FBC, vive di altro. Probabilmente pago il fatto di non essere agganciato al carro giusto”.
Inevitabile una domanda sul futuro. Dopo un anno e mezzo a Gravina sente l’esigenza di una nuova avventura?
“Io amo Gravina. In un rapporto deve esserci un amore bilaterale. Qui mi esprimo al meglio, ho la possibilità di lavorare con serenità. Anche nel mese in cui i risultati sono venuti meno, la proprietà mi ha confermato, ha creduto nella mia persona. Anche dopo qualche mugugno della tifoseria. Non ho mai avuto la paura di essere esonerato, ho sentito la fiducia di tutti e della squadra in primis”.
Eppure qualche rumors di mercato c’è…
“Fa piacere essere accostato a grandi piazze. Però non ci penserei più di tanto se non arrivasse un’altra chiamata: sarei l’allenatore più felice del mondo dovessi restare qui. So io cosa significa Gravina per me”.

Taranto, Pelliccia: "L'aggressione di febbraio? Un semplice episodio"

Salvatore Pelliccia, ormai ex terzino del Taranto, ha parlato della stagione di Serie D che si è conclusa da pochi giorni attraverso i microfoni del Corriere dello Sport, edizione Puglia. Ecco le sue parole: “È stata un’annata particolare, perché non sono arrivati i risultati. Quando, a Taranto, incominci male è difficile riprendersi. Sono convinto che fossimo una grande squadra e, forse proprio per questo, abbiamo pensato che le vittorie venissero da sole”.
Primi mesi: “Ho avuto un infortunio, che mi ha tenuto fermo una ventina di giorni, poi ho ricominciato ad allenarmi, ma per scelta tecnica, sono rimasto in panchina, ma non ho nulla da dire perché mister Ragno è un grande allenatore, come lo è anche Panarelli”.
La crescita: “Taranto mi ha fatto crescere tanto, professionalmente e caratterialmente, perché non è una piazza di Serie D. Sono rimasto affezionato alla città, che porterò sempre nel mio cuore”.
Aggressione di febbraio: “Io che conosco Taranto e i tarantini posso dire che si è trattato di un semplice episodio e perciò il mio pensiero sulla città rimane ugualmente positivo”.

Nardò, Donadei: "Gravissimo non parlare di un aspetto: chi abbiamo votato, non ci ha tutelati"

Il 4 giugno dovrebbe essere il giorno della verità per il Nardò, che dopo l’ultimo consiglio direttivo rischia la retrocessione in Eccellenza. Per fare il punto della situazione, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva il patron dei granata, l’avvocato Salvatore Donadei.
Presidente, sono giorni di attesa…
“Sono giorni di attesa e c’è molta tensione, ma sono anche giorni di lavoro. Come ho già detto e ripetuto, niente verrà lasciato al caso. Si lavora su più fronti per fare in modo che il 4 giugno l’inaccettabile e antisportiva proposta possa non arrivare sul tavolo del Consiglio Federale. Stiamo lavorando tutti, comprese le altre trenta società nella nostra condizione, per avere tutti gli elementi giusti affinché non avvenga la ratifica. Quindi giorni di attesa sì, ma anche di grande lavoro. E ci tengo a sottolineare una cosa…”.
Prego.
“Oggi ricorre un anniversario molto importante. Era il 1966 e allo stadio Flaminio si disputava Nardò-Savoia, spareggio in finale unica e centrammo una storica salvezza in C. E fa un certo effetto ricordarlo in queste ore, quando nel frattempo si propone la nostra retrocessione in questo modo, senza tener conto di niente e nessuno. Ci furono pullman provenienti dalla Germania, una cornice di pubblico fantastica: Nardò è tutto questo. Stride la proposta con tutti i valori sportivi, ma anche con storia e blasone”.
Avete sentito qualcuno della LND?
“Purtroppo si sono sempre espressi allo stesso modo, dicendo che chi non è d’accodo può fare ricorso. Loro sono granitici, c’è ben poco da dire o fare. Qui in pochi stanno parlando di questa proposta della Lega, ma credo ci siano stati anche dei passaggi attraverso i presidenti regionali e ancor prima con quelli interregionali, con figure e rappresentanti votati dalle società e che avrebbero dovuto tutelare le società. Risulta che questa proposta sia partita da lì, nessuno ne ha parlato ed è gravissimo. Ho anche avuto una lunga telefonata con Tisci dopo la lettera in cui descrivevo la situazione e richiamavo principi giuridici. E devo dire che non è rimasto insensibile”.
Se le cose non dovessero andare come il presidente Donadei si aspetta?
“Le vie sono già tracciate. Abbiamo individuato anche un pool di avvocati. Se il consiglio Federale dovesse ratificare quelle proposte, dal 5 mattina saremo a lavoro per ricorrere al CONI. E ancora al TAR. Di sicuro non ci fermeremo dinanzi a nulla. Mi parlano di ripescaggi e noi faremo di tutto, ma è l’ultima delle possibilità, anche perché non sono stati nemmeno resi noti i criteri e sappiamo benissimo che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, purtroppo le istituzioni sportive possono fare ciò che vogliono. Ma noi non ci arrendiamo”.

Fasano, Obbiettivo: "Increscioso far retrocedere 4 squadre d'ufficio per ogni girone"

Antonio Obbiettivo, direttore generale del Fasano, nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, è intervenuto sulla questione legata all’interruzione, definitiva, dei campionati e delle attività dilettantistiche.
“Sarebbe prestigioso e bello poterla giocare. Mi rendo conto, però, che si andrebbe incontro a delle situazioni non ideali. Sarebbe anche brutto giocare la finale di Coppa con un’altra squadra, senza dare la possibilità di alzare il trofeo a chi se l’è guadagnata sul campo. In fase di calciomercato, può succedere di tutto: attendiamo le decisioni e ci comporteremo di conseguenza. Le classifiche? Inizialmente, ero schierato per riprendere il campionato qualora ci fossero state le modalità: spostando l’avvio della nuova stagione, probabilmente, tante società non sarebbero rimaste scontente. Retrocedere d’ufficio quattro club mi sembra increscioso: il Consiglio Federale deve anche deliberare tutto. C’è tanta confusione, al momento: è prematuro parlare di qualsiasi cosa”.

Danilo Pagni: "Incontro con Giove più bello di quanto mi aspettassi…"

Massimo Giove ha deciso di svoltare. Al suo Taranto vuol dare un’impronta più professionale, indipendentemente dalla categoria.
Per questo, quasi a sorpresa, ha contattato Danilo Pagni per un incontro “esplorativo” che sembra aver soddisfatto il direttore sportivo calabrese:
“Appena arrivato a Taranto – dice Pagni a Blunote – mi sono recato allo “Iacovone”, stadio che personalmente rievoca nei ricordi. Tornare in questa città è sempre un grande piacere. In merito all’incontro con Massimo Giove e Vittorio Galigani, è stato molto piacevole. Ricordo che quando ero agli inizi della mia carriera, il presidente Giove mi ospitò in occasione della famosa gara di Campobasso: pur essendo un “estraneo”, mi buttò dentro lo spogliatoio per festeggiare. Mi ha fatto piacere rivedere anche Vittorio Galigani, che ritengo essere uno dei maggiori professionisti del panorama calcistico italiano. L’incontro è stato più bello di quanto mi aspettassi, torno a casa contento e ci aggiorneremo dopo il consiglio federale: auguro al Taranto di far parte della nuova Serie C d’élite”.

Brindisi, il ds Dionisio: "Ci sono state difficoltà quest'anno. Futuro? Prevista una riunione"

Intervenuto su Canale 85 nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, il direttore sportivo del Brindisi, Nicola Dionisio, ha parlato del futuro della compagine biancazzurra e delle ultime decisioni prese dalla LND. Non sono mancati inoltre i complimenti al Bitonto, ormai prossimo a festeggiare l’ufficialità della promozione in Serie C. Queste le sue parole:
“Innanzitutto voglio fare i complimenti alla società del Bitonto e a tutti i calciatori perché per me è stata la squadra più forte. Lo dimostrano anche i numeri: miglior attacco, miglior difesa e quindi vanno fatti veramente i complimenti per l’ottimo lavoro fatto. Sono contento anche perché secondo me il Bitonto non era la squadra favorita, erano altre, però ancora una volta il calcio ci insegna che non bisogna dare niente per scontato, quindi complimenti a loro e gli auguro di fare anche un grande campionato in Serie C.
Premiare le prime era l’unica scelta che si potesse fare, questo è un evento giunto all’improvviso, una pandemia che ha colpito tutto il mondo e che non ha lasciato spazio ad altre interpretazioni. Noi non siamo dei professionisti, il nostro campionato è un campionato molto difficile e particolare dove non abbiamo nemmeno i mezzi per poter affrontare una ripartenza come magari la Serie A e la Serie B. Chiaramente dispiace per tutte quelle squadre che erano ancora in lotta sia per la promozione che per la retrocessione, ma purtroppo ci troviamo dinanzi a questa emergenza e nel bene o nel male bisogna accettare le decisioni prese, anche perché non si potrà mai accontentare tutti. Da parte sua il Consiglio Federale sta cercando di venire incontro a tutti e pertanto si sta cercando di accelerare per dare vita a questa riforma che andrebbe a creare meno malumori tra i club.
Per quanto riguarda il futuro del Brindisi dobbiamo vedere cosa succederà a livello societario nei prossimi giorni, dopo la riunione prevista potremo avere un po’ le idee più chiare. Ci auguriamo che le cose possano andare meglio di quest’anno, la società da parte sua ce l’ha messa tutta anche se ci sono state diverse difficoltà come tutti sappiamo e a tal proposito volevo ringraziare tutte le componenti. È chiaro che se si vuole alzare l’asticella c’è bisogno di un’organizzazione diversa, come merita una piazza del genere”.

Gravina, capitan Chiaradia: "Il Nardò non meritava una retrocessione d'ufficio"

Giuseppe Chiaradia, capitano del Gravina, è intervenuto nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, in onda ogni giovedì sera su Canale 85. Il giocatore dei murgiani ha parlato della sospensione dei campionati e della salvezza raggiunta nell’ultima stagione.
“Avremmo preferito raggiungere la salvezza sul campo. Abbiamo fatto la nostra parte durante il campionato, cercando di intraprendere una strada che, all’inizio, era il nostro obiettivo. Non siamo riusciti a dare seguito ad alcuni risultati ottenuti nel corso della stagione ma era importante rimanere in Serie D. Promozioni e retrocessioni? Il Nardò non meritava una retrocessione d’ufficio: erano partiti male, poi hanno fatto una seconda parte di campionato importante, inanellando diversi risultati consecutivi. Quantomeno, i neretini avrebbero dovuto disputare i playout. D’altro canto, è anche difficile attuare i protocolli per la ripresa in Serie D: non è facile, per la LND, prendere delle decisioni in questo momento”.

Lega Pro, le proposte del Direttivo su format, promozioni e retrocessioni

Il Consiglio Direttivo della Lega Pro si è riunito nel pomeriggio di ieri. Era presente anche il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.

L’intervento di Gravina sulla riforma dei campionati. 
Il direttivo si è aperto proprio con l’intervento di Gravina: il presidente federale ha puntualizzato gli interventi posti in essere dalla Federazione a sostegno delle società di Lega Pro e dei loro tesserati. Il Presidente Federale ha ricordato alle componenti di Lega Pro che il  Decreto Rilancio  consente alla Federazione di adottare “anche in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento sportivo provvedimenti relativi alla prosecuzione e alla conclusione dei campionati professionistici e dilettantistici”; lo stesso decreto però permette di attuare al momento la riforma dei campionati.
Gravina ha comunque sottolineato l’esigenza di ripensare al format dei campionati già dalla stagione sportiva 2021/2022, al fine di valorizzare il fondamentale ruolo di formatrice di giovani talenti che riveste la Lega Pro.

Le decisioni del Direttivo sulla prosecuzione del Campionato. 

Dopo le parole di Gravina, il direttivo di Serie C ha ribadito la necessità di comunicare alla Federazione la impossibilità di disputare tutte le partite già previste dal calendario ordinario entro il 20 agosto 2020.

La Lega Pro, quindi, proporrà alla FIGC di non riprendere il campionato di Serie C con la regular season, ma direttamente dalla disputa di play-off e play out.

Conseguentemente, per Monza, Vicenza e Reggina (le attuali prime in classifica dei tre gironi di Serie C) il campionato non riprenderà, con la promozione diretta in Serie B. Retrocesse le ultime in classifica di ogni girone.

Si disputeranno, invece, i consueti maxi play-off ed i playout per ogni girone.  La Lega, infine, proporrà di non disputare i play-out nel Girone C, con la retrocessione diretta di Bisceglie e Rieti, per il forte distacco delle due squadre dalle dirette rivali per gli spareggi salvezza.

Gli scenari.

Era già sul piede di guerra il presidente del Bisceglie, Nicola Canonico, che si era detto pronto a diffidare FIGC e Lega Pro se al Bisceglie non fosse data la possibilità di scendere in campo (Leggi: ). Qualora la proposta della Lega Pro dovesse passare in Consiglio Federale, Canonico potrebbe dare il là ad una battaglia legale.

Può sorridere il Bari che vede scongiurato il rischio di una promozione diretta del Carpi. I galletti non avrebbero più scuse adesso e dovrebbero conquistare la Serie B sul campo.

Guardano con favore agli esiti del direttivo anche i club di Serie D. Tra questi anche il Foggia, secondo nel girone H, a -1 dal promosso Bitonto. Scongiurato il pericolo del blocco delle retrocessioni, i Satanelli possono sperare nel ripescaggio qualora, come frequentemente accade, qualche società non si iscriverà al campionato di Serie C 2020-2021

Taranto, Giove incontra l'ex Pagni. Incontro proficuo

Oggi il Presidente del Taranto Massimo Giove ed i dirigenti della società ionica hanno incontrato l’ex Direttore Sportivo rossoblu Danilo Pagni. Si sarebbe trattato di un vertice proficuo al termine del quale le parti avrebbero trovato alcuni punti in comune per la gestione dell’area tecnica ionica.
Pagni è stato con il Taranto durante la gestione di Gigi Blasi in serie C1. Recentemente è stato alla Ternana, in passato è stato protagonista di una doppia promozione con il Gallipoli.

Taranto, Oggiano: "Panarelli tecnico più offensivo. Futuro? Ho parlato con Giove…"

Una stagione no per il Taranto che l’attaccante Fabio Oggiano analizza così, a Tutto Sport Taranto: “Quelli appena trascorsi sono stati due mesi infernali vista la pandemia che ha cambiato il mondo. E’ stata dura ma sono riuscito ad allenarmi continuando tutt’ora nonostante il campionato fosse finito. Ho superato i trent’anni e se non lo facessi la ripresa sarebbe devastante”.
SERIE D/H: “E’ sempre il girone più difficile tra tutti e posso confermarlo avendone fatti altri come l’I con la Reggina. E’ il più tosto che ci sia. Bisognava partire forte per restare su come ha fatto il Bitonto. Per quanto riguarda le retrocessioni dovrebbero scendere le ultime quattro compagini, una cosa non proprio giusta visto che anche se si tratta di piazze più piccole fanno sempre grossi sacrifici. Vedremo poi, cosa accadrà in serie C: molte non si iscriveranno”.
IL TARANTO: “Prima dell’inizio del campionato pensavo che ce l’avremmo fatta: avevamo a disposizione un organico incredibile ma capita che anche in serie A pur avendo una sorta di armata qualcosa non gira. Non siamo riusciti ad esprimere tutto il nostro potenziale e a fare uno sprint vincente dall’inizio. In D, forse, non mi ero mai trovato in un organico così forte. Le cause della stagione negativa? O abbiamo peccato di presunzione o qualcuno ha pensato a propri interessi. Diciamo tante circostanze messe insieme che non ci hanno aiutato. Poi, si sa, non sempre vince chi ha uno squadrone: vedi l’Atalanta che con una discreta rosa sta facendo cose incredibili. A calcio si gioca undici contro undici e ogni gara a una storia a se considerando che con il Taranto tutti raddoppiano le forze”.
OGGIANO: “Con il tecnico Ragno non venivo proprio preso in considerazione tanto che a Foggia mi fece giocare come quinto di difesa. Poi, con l’arrivo di Panarelli le cose sono cambiate: lui ha un modo similare al mio, più offensivo, di vedere il calcio e con me e D’agostino in campo si sono visti risultati. Con questo non sto a fare preferenze anzi: per me sono tutti e due dei grandi allenatori ma che hanno visioni ben diverse”.
IL FUTURO: “Qualcosa inizia a muoversi ma ridò la priorità al Taranto. Ho parlato con il Presidente Giove ma è ancora tutto da vedere anche perché stanno per cambiare ds e allenatore. Taranto è una piazza importante e voglio togliermi soddisfazioni. Sono caratterialmente uno tosto e voglio raggiungere l’obiettivo con questa maglia”.

Giovanni Terrani (Bari): "Vogliamo conquistare la promozione in B sul campo"

L’attaccante del Bari, Giovanni Terrani è intervenuto sulla pagina Instagram del club biancorosso:
“La società ci è sempre stata dietro, anche nel pieno del lockdown: ci ha fatto arrivare delle bike, ci sono state molto utili nell’allenamento. Appena le restrizioni si sono allargate siam riusciti a svolgere le esercitazioni del preparatore atletico. Con le giuste precauzioni si può riprendere. Promozione? Noi ci crediamo, e speriamo di poterci giocare la promozione sul campo, è quello che desideriamo tanto. Facciamo sacrifici, ci rende orgogliosi giocare per una città così storica”.

Bitonto, Biason: "Siamo stati primi tutto il campionato. Attendiamo l'ufficialità della C"

L’attaccante del Bitonto, Carlos Biason, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato della possibile promozione dei neroverdi in Serie C: “Era nell’aria da diverse settimane, attendevamo solo l’ufficialità. Adesso attendiamo tutti il 4 giugno per l’ufficialità. Siamo davvero tutti felici, perché attraverso il duro lavoro svolto in questi mesi abbiamo raggiunto un obiettivo fantastico. Questa promozione, però, non deve far dimenticare a tutti quanti che è ampiamente meritata. Siamo stati per tutto il campionato in vetta alla classifica, ce lo meritiamo”.

Foggia, Follieri, ancora tu…. ma non dovevamo vederci più?

“Ancora tu.. non mi sorprende, lo sai?
Ancora tu: ma non dovevamo vederci più?”

Ci voglia scusare il compianto Lucio Battisti, ovunque si trovi, per aver utilizzato un passo della sua canzone come incipit di una storia che racconta di beghe societarie, di quote e di soldi. Ma non abbiamo resistito. Sono così adatte quelle parole a raccontare la possibile reazione dei tifosi foggiani alla notizia dell’interessamento di Raffaello Follieri all’acquisto del Foggia Calcio.

Del possibile ingresso di Follieri nel Foggia vi avevamo già parlato nei giorni scorsi, tanto che lo stesso presidente dei Satanelli, Felleca, aveva dato conferma direttamente dell’indiscrezione: “Follieri è un nome che non possiamo escludere. Stiamo valutando. Quando arriveremo alle verifiche fiscali con la holding capiremo se c’è dietro anche lui” (per saperne di più: Felleca: “Possibile ingresso di Follieri nel Foggia” ).

Per chi non lo sapesse, Raffaello Follieri è un imprenditore/finanziere foggiano che più volte ha cercato di acquistare società calcistiche: lo scorso anno ha provato a comprare prima il fallito Palermo, poi – nei mesi scorsi – il quasi fallito Catania. Ed anche la squadra della sua città: con il Foggia in serie B, Follieri ed i Sannella, allora proprietari dei rossoneri, giunsero ad un accordo di massima, tanto che il finanziere fece la sua comparsa a bordo campo allo Zaccheria nel dicembre 2018, in occasione del pareggio in extremis dei satanelli con il Venezia. Il mese seguente, però, con uno scarno comunicato il Foggia annunciò il naufragio della trattativa.

Lo scorso anno Follieri era tra quelli che presentarono manifestazione di interesse per il nuovo Calcio Foggia 1920, venendo battuto proprio dal suo attuale e potenziale venditore, Roberto Felleca.

Le questioni extracalcio di Follieri raccontano di una holding che, secondo la rivista Forbes, avrebbe raggiunto picchi di patrimonio di 2 miliardi di dollari. Un patrimonio costruito nel tempo, partendo da una società di cosmetici, la Beauty Planet. Poi negli U.S.A. Follieri ha trovato – e non solo a parole –  l’America: i grandi investimenti immobiliari con l’acquisto e la rivendita di immobili della Chiesa statunitense; il lusso ed i salotti di prestigio frequentati anche grazie a presunti rapporti con la Chiesa di Roma; il fidanzamento con la star del cinema “stellestrisce” Anne Hateway; infine, il patteggiamento di quattro anni e mezzo di carcere per truffa.

Adesso Raffello Follieri ci riprova e, secondo alcune emittenti foggiane, avrebbe raggiunto un accordo di massima con il presidente dei Rossoneri, Roberto Felleca. L’imprenditore porterebbe con sé una holding con fatturati importanti e che prevede un piano industriale sia tecnico che di sviluppo della Società che, nelle idee, troverebbe concordi sia Felleca che Ninni Corda.

Quello di Follieri sembra un eterno ritorno. Questa volta destinato a concludersi, visto il terreno fertile trovato per seminare gli attuali propositi di fare calcio nella sua città: l’acredine dei rapporti tra i due soci di maggioranza del Foggia, Felleca e Pintus, è ormai il segreto di Pulcinella.

Di nuovo c’è che con la proprietà rossonera che ormai si parla soltanto a colpi di stampa e social, con un futuro totalmente incerto, dal campo ai quadri dirigenziali, con nessun altro interesse in concreto manifestato per i rossoneri, all’ingresso di Follieri non sembrano esserci alternative.

Ed è questo che, forse, preoccupa di più i tifosi foggiani, che hanno il timore dell’ennesima crisi, qualora non si concretizzasse il passaggio di società.

Mister Laterza: "Nessun contatto col Taranto. Al nostro presidente piacciono tanto gli argentini"

Con la fine del campionato in Serie D sancita dal decreto federale della settimana scorsa e con qualche verdetto ancora da conoscere, soprattutto per quanto riguarda le formazioni retrocesse che sono sul piede di guerra, proseguiamo il nostro giro di opinioni.
I colleghi di giornalerossoblu hanno intervistato il tecnico del Fasano Giuseppe Laterza, reduce da un ottimo piazzamento in campionato e dalla finale di Coppa Italia conquistata che la società biancoazzurra e il suo tecnico sperano di disputare in qualche modo dopo l’emergenza Covid-19.
Quali sono le esperienze che ha avuto a Fasano e i successi? Che ricordi hai delle finali conquistate di cui l’ultima quest’anno in Serie D?
Sono a Fasano da 8 anni, 2 da calciatore e 6 da allenatore…in questi anni abbiamo costruito tanto, vinto e soprattutto riportato tanta gente allo stadio. Abbiamo costruito una scuola calcio e un settore giovanile importante guidato oggi dall’associazione “Il Fasano siamo noi”, abbiamo vinto 2 campionati, una Coppa Italia e disputato 4 finali di coppa, compresa quella di questa stagione che spero ci facciano giocare, perché lo meritiamo per il percorso importante fatto eliminando Savoia, Taranto, Foggia e Tolentino nel doppio impegno in semifinale 4 a 0 in casa e per la città perché è una finale storica.
Che bilancio conclusivo fa di questa stagione calcistica alla guida del Fasano? Chi si sente di ringraziare? Siete anche quest’anno la formazione che ha schierato più giovani.
Un bilancio più che positivo, siamo la squadra che ha giocato più di tutti, siamo partiti in anticipo per giocare la Tim Cup a Bolzano contro il Sudtirol; ci siamo giocati la doppia competizione al massimo, abbiamo fatto un ottimo girone di andata tra le prime in classifica, purtroppo nel girone di ritorno qualche infortunio non ci ha permesso di sfruttare al meglio la rosa e giocando spesso siamo andati in difficoltà, costringendoci a fare delle scelte diverse per la partita contro il Tolentino. Tutto questo conquistando per il secondo anno consecutivo la vetta della squadra più giovane del campionato. Ovviamente ringrazio tutti perché il nostro è sempre stato un lavoro di un grande gruppo, dalla società con il presidente D’Amico, Custodero e il direttore sportivo perché non ci hanno mai fatto mancare nulla essendo sempre presenti e puntuali in tutto, all’associazione “Il Fasano Siamo Noi” che ormai è una grossa realtà e un esempio di grande organizzazione e programmazione dentro e fuori dal campo, a tutta la gente che lavora tantissimo dietro le quinte e che ci permette di fare il nostro lavoro senza difficoltà, al mio staff competente e professionale, grandi lavoratori, ai miei ragazzi che ringrazio per il rispetto, la professionalità e l’impegno che ci hanno messo dal primo giorno, un gruppo eccezionale, e infine al cuore pulsante di questa città: i tifosi, che anche quest’anno non ci hanno mai lasciati soli e ci hanno sostenuto sempre, riempito lo stadio come tanti anni fa.
La tua bella stagione e i risultati conseguiti nella città adriatica hanno attirato su di te varie voci di mercato. Una di queste ti vorrebbe sulla panchina del Taranto la prossima stagione. Hai avuto contatti con la dirigenza ionica?
Mi fa piacere che il nostro lavoro sia stato apprezzato dagli addetti ai lavori, vuol dire che si è lavorato bene. No, non ho avuto contatti con la società del Taranto, solo una chiacchierata tempo fa con il presidente Giove che ci augurò un in bocca al lupo per la semifinale di Coppa Italia contro il Tolentino.
Qual è il tuo parere sulla stagione degli ionici, partiti con i favori del pronostico insieme a Foggia e Cerignola? Cosa può essere successo, nonostante l’organico allestito e il cambio dei due allenatori? È stato forse questo il problema? La mancanza di continuità e credere nel progetto?
La società ha costruito una super squadra in estate, allestendo una rosa numerosa di giocatori importanti e under di qualità con uno staff tecnico di assoluto valore. Ho affrontato il Taranto ad agosto nel torneo Birra Raffo e posso dire con certezza che quella sera il Taranto mi piacque tanto; tra tutti Guaita, ce lo avevo davanti a pochi metri e per qualità e velocità di giocata fu il migliore. Poi ovviamente, da esterno, non so cosa sia successo e non mi sento di giudicare, dalle parole dei diretti interessati si evince che qualche problema c’è stato e penso che la società sarà intervenuta per questo motivo.
Come si vincono i campionati di D? Nella composizione e scelta dell’organico come ci si muove? Mix di giovani e over è la ricetta giusta? Quanto può incidere la pressione di una piazza come Taranto quando in campo si incontrano le difficoltà?
Non c’è una ricetta giusta per farlo, vincere non è mai facile in nessuna categoria…bisogna programmare per bene nell’allestimento iniziale della rosa, lavorare sodo in settimana per esser pronti la domenica. La fame e l’ambizione in questa categoria fanno la differenza. Io penso che la pressione e l’ambizione viaggino di pari passo, se arrivi a giocare a Taranto devi essere orgoglioso di te stesso e giocarti questa opportunità al 100%. Le difficoltà vanno combattute dal gruppo; una volta superate il gruppo ne uscirà più forte e compatto.
È vero che i giocatori argentini in campo e nello spogliatoio rendono di più a livello di motivazione e hanno più grinta, sono molto professionali?
Al presidente D’Amico piacciono tanto gli argentini e in questi anni mi ha dato la possibilità di allenarne diversi. In effetti hanno qualcosa in più, sono molto affidabili, veri professionisti dentro e fuori dal campo, rispettosi, hanno grande cultura del lavoro e soprattutto tanta fame.
Mi puoi indicare i nomi dei tre allenatori migliori di questa stagione? Il Bitonto a tuo avviso, a prescindere dalle 8 giornate ancora mancanti, merita la Lega Pro? Quale squadra ha deluso un poco le tue aspettative, a parte il Taranto?
Penso che Maiuri abbia fatto un grande lavoro, il Sorrento oltre ad aver avuto continuità aveva una sua identità di gioco importante; Taurino, perché ha fatto numeri importanti nel suo primo anno in una nuova piazza, è stata la squadra più quadrata, in testa per tante partite e quindi merita la Lega Pro; Feola, perché subentrare non è facile ma lui è riuscito a dare gioco alla squadra e a mettere i singoli in condizione di far bene.

Nicola Canonico (Presidente Bisceglie): "Noi possiamo riprendere a giocare senza problemi"

Nicola Canonico, presidente del Bisceglie, intervenuto ai microfoni di AntennaSud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato:
“In molti hanno detto che le prime sono promosse: non è affatto vero. Non si devono poter disputare nè playoff nè playout, solo in quel caso ci saranno promozioni e retrocessioni che il Consiglio Federale deciderà. Se il Consiglio Federale, che incontrerà il ministro Spadafora, dirà che la Serie C deve ripartire, il Bisceglie riprende il campionato senza problemi, rispettando i protocolli sanitari. La situazione attuale è diversa rispetto a quella di un mese e mezzo fa”.
“Gravina ha fatto bene a chiedere la disponibilità a giocare, piano piano i protocolli cui attenersi, come ho detto, saranno meno rigidi e sono certo che in campo si potrà tornare. Giocando, si evitano anche i ricorsi. Per quanto poi, dopo il lungo stop, sarà comunque un altro campionato”.
Nicola Canonico, presidente del Bisceglie, ai microfoni di TMW si dice favorevole alla ripartenza e alla disputa dei playout.
“Assolutamente si, noi vogliamo giocare, nessuno può dirci che siamo retrocessi a tavolino, a fronte di una scelta presa arbitrariamente senza regole scritte – tuona il numero uno dei pugliesi -. Dopo il Consiglio Direttivo di Lega Pro, ho letto sugli organi di stampa di un documento dove si richiedeva appunto che il tutto fosse deciso in tale maniera, ma a noi non è stato notificato niente: qualora però trovassi questo documento, chiederò le dimissioni del Direttivo e del Presidente Ghirelli”.

Foggia, papà e figlio telefonano all'a.d.: "vi vogliamo aiutare. Rinunciamo al rimborso dell'abbonamento"

In giorni in cui a Foggia si discute della bagarre societaria tra il presidente Felleca e la sua socia, Maria Assunta Pintus, testimonianze d’amore per i rossoneri arrivano direttamente dai tifosi.

Nella serata di ieri l’a.d. del Foggia, Davide Pelusi, ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook, raccontando l’esperienza vissuta con Antonio ed Alessio, i quali, con un atto di amore, hanno voluto nel loro piccolo aiutare la propria squadra del cuore, rinunciando al rimborso degli abbonamenti.

Questo il messaggio di Pelusi.
“Non sempre è tutt’oro quello che luccica. Anzi. Il Foggia, soprattutto in questi giorni, è tensione, duro lavoro per risolvere una miriade di micro e macro problemi, bocconi amari duri da ingoiare, insulti e veleni … e poi inaspettata ti arriva una telefonata da un numero sconosciuto. Rispondi. “Sei Pelusi?” Si, chi parla? “E’ vero che rimborsate gli abbonamenti?” Come ha fatto ad avere il mio numero, comunque si, certo, li rimborsiamo. “Io non lo voglio!” Cosa? “Il rimborso, non lo voglio. Io e mio figlio vogliamo rinunciare, come si fa? Siamo contenti, state facendo bene. Io ho settanta anni, mi chiamo Antonio Biscotti con mio figlio Alessio vi vogliamo aiutare e se potessimo vi aiuteremmo di più.”
Sono senza parole, i nodi in fondo all’anima si allentano. Questo riconoscimento, è la più profonda soddisfazione della mia vita professionale!
Sono questi cuori immensamente innamorati, gentili, non prepotenti, generosi, che continuano a fare grande il Foggia, come la sua storia. Gli uomini passano, ma il Foggia e i suoi tifosi resteranno per sempre!”

Serie C, sulla ripresa decide il Consiglio Federale. In stand-by le Pugliesi

Al termine del vertice di ieri tra il ministro Spadafora ed il presidente della FIGC Gravina sono arrivate imprtante decisioni: la serie A ripartirà il prossimo 13 giugno (ve ne abbiamo parlato qui:  La Serie A riparte: ecco come)sei giorni più tardi toccherà alla serie B.

Più complicata la situazione in Serie C, soprattutto per la difficoltà delle società di attuare i protocolli imposti per la ripresa delle gare.

Ci sarà quindi da attendere il prossimo consiglio Federale, per capire se la Serie C dovrà completare la regular season di Lega Pro o se far disputare direttamente i playoff e i playout.

Scongiurata definitivamente, a quanto pare, la fine anticipata del campionato.

Ci vorrà qualche giorno d’attesa ancora per le pugliesi di terza serie: Bari, Bisceglie, Francavilla e Monopoli dovranno aspettare il vertice della FIGC- che si terrà probabilmente la prossima settimana – per capire se ci sarà “il rompete le righe”, ovvero si dovrà ricominciare a correre per i rispettivi obiettivi. a

Riparte anche la Serie B, Balata: "Grazie Spadafora. Al via il 20 Giugno"

Al termine del vertice tra Spadafora e Gravina (di cui vi abbiamo parlato qui Serie A al via: ecco come ) arrivano importanti reazioni dal calcio professionistico: riparte anche la Serie B.

L’annuncio è di Mauro Balata, presidente di Lega: “La Serie B potrà ripartire il 20 giugno in linea con quanto avevamo deliberato e di questo ringraziamo il ministro Spadafora per il grande lavoro svolto. Abbiamo sempre apprezzato l’attività portata avanti dal Governo in queste settimane, impegnato per la ripartenza del calcio e noi abbiamo contribuito perché ciò avvenisse. Un ringraziamento va anche alla Federazione e alla volontà espressa da sempre dal presidente Gravina”. 

La ripresa è un segno positivo per tutte le squadre di Serie C, Bari in primis, che mirano al salto di categoria. Scongiurato il pericoloso di uno stop definitivo della Serie B e del blocco delle retrocessioni.

La Serie A riparte: ecco come

La riunione decisiva di ieri. Il vertice decisivo per la ripartenza del calcio professionistico italiano c’è stata. Ed ha sortito esiti positivi. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e le componenti della FIGC, guidate dal presidente Gabriele Gravina hanno tenuto un incontro, in cui si è programmata la ripartenza di Serie A, B e Lega Pro.

Segnali positivi per la ripresa erano arrivati già nel pomeriggio di ieri, quando il Comitato Tecnico Scientifico aveva dato il lasciapassare al protocollo messo a punto dalla FIGC per lo svolgimento di allenamenti e gare.

Tuttavia, prima dell’annuncio ufficiale c’è voluto un ultimo vertice tra il ministro dello sport  Spadafora e il premier Conte

Le decisioni. La Serie A prenderà il via il 20 giugno. Se la Lega Calcio non si opporrà, dovrà prima completarsi la Coppa Italia: il 14 le semifinali di ritorno (Napoli-Inter e Juventus-Milan), il 17 la finale in gara unica. Il 20 Giugno il campionato potrebbe ripartire dalle gare non disputate della 25° giornata: Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Torino-Parma, Verona-Cagliari.

Per l’unica pugliese in campo, il Lecce, bisognerà attendere (forse) ancora qualche giorno.

Poco male, il calcio sta per tornare.

Fonte Foto:social Lecce

Taranto, nuova idea per il prossimo direttore sportivo

Il Taranto continua a sondare il terreno per trovare il prossimo direttore sportivo.
Ai nomi più gettonati degli ultimi giorni, quelli di Vincenzo De Liguori e Alessandro Degli Esposti, se ne aggiunge uno nuovo: Marco Mignano, tra i maggiori artefici della rinascita del Savoia, club che spera nel ripescaggio in Serie C dopo aver messo paura alla corazzata Palermo (Girone I) nella stagione chiusa con largo anticipo a causa del coronavirus.
A corroborare questa ultima indiscrezione raccolta da Blunote, l’addio ufficiale al Savoia dello stesso Mignano concretizzatosi un paio di giorni fa. E un eventuale accordo con il direttore sportivo napoletano farebbe aumentare le quotazioni di Carmine Parlato per la panchina rossoblu.

Marco Perrotta (Bari): "Mi aspetto chiarezza, l'attesa non è facile per nessuno"

Intervenuto ai microfoni di RadioBari, il difensore biancorosso Marco Perrotta, come riportato da tuttobari.com, ha dichiarato:
“Mi aspetto chiarezza. Star così ad aspettare non si sa quanto e come è una situazione un po’ difficile per tutti. Poi per il bene del Bari mi aspetto la soluzione migliore. Timore per tornare a giocare? Sicuramente dopo tutto questo tempo senza giocare il timore subentra, perché non sai se potrai ripartire subito forte. Non sarà facile e con gli stadi vuoti non avremo il vantaggio di poter giocare in casa e mettere timore all’avversario. Per una squadra come la nostra è una grossa pesantezza. Ci dobbiamo però mentalizzare, perché non possiamo sbagliare nulla. Quanto manca il campo? Tantissimo, spero di fare altri gol”.

Nember: "Favorire gli investimenti degli imprenditori italiani nel calcio. Il Foggia merita altri palcoscenici"

L’ex direttore sportivo del Foggia, Luca Nember, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TMW.com, parlando dell’attuale situazione del calcio italiano a causa del COVID-19, dell’eventuale riforma dei campionati e della sua ex squadra, i satanelli.

In particolare Nember ha sottolineato che: “nessuno era preparato ad affrontare questa situazione anomala data dalla pandemia, è normale che anche il calcio ci abbia rimesso. Adesso ci sono spiragli di ripartenza, ma è chiaro che a livello fisico questa lunga interruzione peserà, però quello che appunto è più emerso è stata proprio la divisione, la spaccatura dovuta al fatto che ogni lega è gestita in modo diverso e, soprattutto, ha interessi diversi: sarebbe necessario un organo che, come per lo stop, obblighi a seguire una linea unitaria, senza delegare alle squadre le più svariate responsabilità. Non è che non si va d’accordo, è che si fa fatica ad accordarci, nonostante l’unità di intenti sia fondamentale perché il calcio è uno solo, e tutti apparteniamo allo stesso sistema”
Sulle riforme dei campionati e sulla possibile rivoluzione alla Serie B: “dalle rivoluzioni non si può tornare indietro, ce ne sono state già tante nel mondo del calcio italiano ma se molto spesso si parla di riforme vuol dire che quanto è stato svolto, non è stato fatto con completezza: non si possono richiedere così frequentemente interventi. Dovremmo prendere da esempio altri paesi, anche per far tornare più imprenditori italiani a investire nel calcio nostrano”.

Sulla sua ex squadra, il Foggia, Nember ha chiosato: “il Foggia merita altri palcoscenici, non la Serie D, specie dopo quello che la città, innamorata della squadra, ha subito”.

La Fidelis Andria pensa al futuro: si riparte da Moscelli? Nodo allenatore

Sono giorni di riflessione in casa Fidelis Andria. Secondo quanto scrivono i colleghi di tuttocalciopuglia, la società del presidente Rosselli pensa al futuro, in cui a meno di clamorose novità ci sarà il direttore Fabio Moscelli: il dirigente barese, tornato a ricoprire la carica di direttore a metà stagione, sarà uno dei pilastri da cui ripartirà il progetto biancazzurro.
Sarà da sciogliere subito il nodo legato a mister Favarin, che percepisce un importante ingaggio per la Serie D. Verrà, dunque, valutato anche questo nella scelta del tecnico.

Luigi De Laurentiis (Presidente Bari): "Questa piazza non appartiene alla Serie C"

Il Bari è tra le società di Serie C che hanno spinto per tornare in campo e contestato il merito sportivo come criterio adottato dall’Assemblea di Lega Pro per determinare la quarta promozione in B. Il presidente dei biancorossi, Luigi De Laurentiis, ne ha parlato ai microfoni di Gianluca Di Marzio:
“Ci siamo sempre difesi con il coltello tra i denti ed è ovvio che nel momento in cui i nostri interessi sono lesi, ci facciamo valere. Il Bari è la nostra Ferrari, è diventato un pensiero fisso. Se ci fossero le condizioni per tornare a giocare ne saremmo contentissimi, abbiamo impegni verso sponsor, tifosi e tante aree che devono essere soddisfatte.” Sulle possibili riforme dei campionati: “Sono d’accordo, mi pare di capire che ci saranno problemi per alcune squadre di B, questo mi fa capire le difficoltà che saranno acuite in C. Sono contrario all’abolizione delle fideiussioni, i controlli devono essere più stringenti ed il comparto professionistico dovrebbe passare dai 100 attuali ad un numero tra 52 e 60”. De Laurentiis spera di poter chiudere la stagione sul campo: “Bari non si sente di appartenere a questa categoria, dalle assemblee ho ricevuto segnali che confermano l’incapacità di stare in piedi a livello economico per la C. 52 società su 59 hanno votato lo stop del campionato e così non si può andare avanti. Bisogna lavorare su una riforma o arrivare in fondo sul campo”.

Taranto, Giove: "Noi, Messina ed altre piazze non possiamo stare in D"

Il presidente del Taranto, Massimo Giove, è stato intervistato dai colleghi di studio 100:
TORNEI CRISTALLIZZATI – “Lo avevo previsto, era difficile che il campionato di Serie D terminasse. Ora bisogna capire se ci sarà una riforma dei campionati. Si parla di tanti progetti, tante situazioni. Qualsiasi sarà la decisione che prenderà il Consiglio Federale noi la rispetteremo.”
LE RIFORME – “Da imprenditore sostengo da tempo che il calcio deve essere riformulato. Bisogna rendere le aziende come club sportivi sostenibili, in modo che vadano avanti con le proprie forze. Sono presidente del Taranto e ritengo che piazze come Taranto stessa o Messina e tante altre non possono militare in Serie D. Dobbiamo cercare delle formule che vadano bene per tutti quanti.”
LAVORO COSTANTE – “Attualmente siamo paralizzati dagli eventi. Non possiamo fare nulla se non sappiamo in quale campionato saremo l’anno prossimo ed inoltre quando inizierà. Si parla di una ripresa per settembre o addirittura ottobre. Questa paralisi vale per tutti, non solo per il Taranto, ovviamente.”
LA SOCIETA’ – “Stiamo lavorando sulla struttura e siamo a buon punto. Stiamo valutando l’ingresso di nuove figure come quelle di direttore generale, direttore sportivo, addetto stampa, team manager e responsabile dell’area medica. Quando saremo pronti daremo le ufficialità. Al momento è sicuro del posto solo Antonio Borsci nel ruolo di responsabile del settore giovanile, avendo svolto un ottimo lavoro.”
RAPPORTI CON COMUNE – “Firmeremo la convenzione nelle prossime settimane. Con l’amministrazione comunale i rapporti sono sereni e troveremo di certo un accordo. Una delle incognite che avremo nella prossima stagione è relativa alla possibilità di giocare a porte chiuse. Lo verificheremo in futuro.”

Serie C, la proposta della LegaPro per le promozioni in B e le retrocessioni in D

Si è tenuto ieri il Consiglio della Lega Pro. I vertici della terza serie hanno dovuto rimodular le proposte per la conclusione della stagione, dopo il consiglio della FIGC del 20 Maggio, che ha disposto il ritorno in campo anche della Serie C.

La Lega Pro ha deciso di proporre al consiglio federale la promozione in Serie B delle prime in classifica dei tre gironi (Monza Vicenza e Reggina). La quarta promossa sarebbe individuata dai play off, che verrebbero però giocati solo da chi decide di farlo e in base alla classifica attuale.

In Serie D andrebbero le ultime tre dei gironi (Gozzano, Rimini e Rieti) a cui si aggiungerebbero nel girone C anche Rende e Bisceglie visto l’ampio distacco da quartultima e quintultima, mentre le altre retrocessioni saranno decise dai play out.

La parola passa adesso al al Consiglio Federale, la cui convocazione è attesa ad inizio giugno.

Virtus Francavilla, ufficiale il rinnovo del d.s. Mariano Fernandez

Con un comunicato ufficiale la Virtus Francavilla ha comunicato il prolugamento del contratto del direttore sportivo Mariano Fernandez fino al 2021.

“Virtus Francavilla Calcio comunica la prosecuzione del rapporto contrattuale, già stipulato lo scorso anno, con il direttore sportivo Mariano Fernandez fino al termine della prossima stagione.
La società augura un grande in bocca al lupo al direttore per le prossime sfide professionali in biancazzurro”.

Foggia, Felleca: "ingresso di Follieri in società non da escludere. Faremo la C"

Il presidente  del Foggia Roberto Felleca, ha rilasciato una lunga intervista a GianlucaDiMarzio.com, svelando retroscena su dei possibili nuovo ingressi societari (con Follieri in pole), sul presente e sul futuro della società rossonera.
Felleca ha rivelato una trattativa ben avviata per l’entrata in partecipazione di una holding nella società, confermando le indiscrezioni di Telefoggia“Voglio provare a dare un futuro importante al Foggia, mi sono organizzato per cercare qualche partner per degli investimenti importanti. Nel giro di 15/20 giorni i nostri tifosi avranno delle belle notizie. Una holding inglese ci sta facendo delle proposte, ha un capitale sociale importante e un fatturato altissimo. È un gruppo solido. Follieri? È un nome che non possiamo escludere. Stiamo valutando. Quando arriveremo alle verifiche fiscali con la holding capiremo se c’è dietro anche lui.
Felleca ha poi parlato dell’investimento di inizio anno.  “Per prendere il Foggia la scorsa estate bisognava mettere 500 mila euro in 24 ore. Soltanto un pazzo come me staccò l’assegno personale per accedere a questo bando. Una società, come quella di Follieri, in quel momento non poteva permetterselo. Ora, chiunque si affiancherà al Foggia avrà ricevuto la radiografia giusta da parte dei miei. Abbiamo la forza di andare avanti anche da soli perché quando ho proposto di investire sul campo sportivo, nessuno mi ha dato una mano. Nel calcio i soldi non si recuperano così facilmente. Oggi è ancora il momento di investire“. 
L’obiettivo del Foggia è la Serie C: “Giusto fermare la D. Siamo sicuri sul ripescaggio”.
Felleca è intervenuto anche sul rapporto con  la socia storica Maria Assunta Pintus“Abbiamo fatto 7 anni bellissimi insieme, negli ultimi tempi a Foggia non si è riusciti a mantenere l’equilibrio dei ruoli e dei compiti che ha portato alla mancanza di fiducia. Lei a gennaio ha provato a vendere le quote”.

Sulla piazza di Foggia e sul mercato Felleca ha concluso così: “Se saliremo in C terremo 10/12 giocatori quando. Fumagalli è confermato, Gentile ha passato una vita in C. Li vogliamo trattenere. Faremo una squadra da 24 giocatori. Sono stanco di giocare in Serie D, la passione che c’è a Foggia è propria di poche squadre in Serie A. Sono innamorato di questa piazza. Con Giulini del Cagliari abbiamo un buon rapporto, ci ha dato diversi giocatori. Abbiamo diverse società che ci danno un supporto, specialmente in Serie A e dall’anno prossimo in C. In Serie D meno”