Su Sportweek: gli animali degli sportivi, la Parigi-Roubaix

Alla scoperta degli animali degli sportivi. Il bulldog di Hamilton ha pure il pass per i paddock! Intervista a Federico Fresi e Nicola del Freo, tifosi di Inter e Milan e stelle della Scala. E ancora la Parigi-Roubaix e la pallavolista ucraina Gerasymova

Viaggiano in jet, vestono alla moda, imperversano sui social. Roscoe, il bulldog di Lewis Hamilton, ha pure il pass per i paddock di Formula 1. Altro che vita da cani… Gli animali degli sportivi conducono un’esistenza da nababbi. E occupano un posto privilegiato nel cuore dei loro padroni. Mauro Icardi, per dire, salutava così il suo Coco detto Cokito, un Weimaraner morto prematuramente: “Grazie per tutti i momenti vissuti. Sei stato il primo ad arrivare e te ne sei andato via così presto, ma sicuramente ovunque tu sia starai bene e sarai sempre tra noi perché il ricordo non si cancellerà mai. Ti vogliamo tanto bene Cokito. La tua famiglia”. Sportweek, in edicola sabato con la Gazzetta dello Sport, racconta il legame…

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Zaniolo: ma è più la Roma a volerlo vendere o lui a cercare nuovi stimoli?

Questione di soldi come sempre: il club vorrebbe fare plusvalenza visto che lo ha acquistato per 4,5 milioni, il ragazzo – che sta benissimo nella Capitale – punta ad ottenere un ingaggio al pari dei big, di sicuro superiore ai 2.2 milioni netti attuali

C’è un tempo per tutto. Per essere felici insieme e per dirsi addio, se conviene a entrambi. Oppure no: anche per giurarsi eterno amore. Il calcio del Terzo Millennio è questo, generoso e crudele, e lo sta scoprendo sulla propria pelle anche un ragazzo di 22 anni chiamato Nicolò Zaniolo. Forte della sua infinita giovinezza, adesso è tornato l’uomo vetrina della Roma, quando i pronostici della vigilia contro il Bodo lo volevano in panchina. Motivo? Semplice:

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Inter, Perisic in panchina contro lo Spezia

Storicamente il croato dell’Inter ha prodotto un terzo delle partecipazioni ai gol nelle ultime giornate di campionato: Gosens favorito come titolare, ma Ivan ha già segnato in casa dello Spezia

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E Ivan Perisic, appena la temperatura si alza e l’obiettivo stagionale si avvicina, nella categoria dei “duri” si fionda senza pensarci due volte. Decisivo contro il Verona con due assist al bacio, spina nel fianco delle difese avversarie, il croato è l’asso nella manica dell’Inter di Inzaghi. Eppure, contro lo Spezia, Simone dovrebbe decidere di lasciarlo in panchina, con l’obiettivo di averlo al top nel derby di Coppa contro il Milan. Da una parte c’è Gosens, che scalpita per una maglia da titolare, dall’altra il Perisic delle ultime settimane: una pedina indispensabile nella corsa-scudetto, alla quale diventa sempre più difficile rinunciare.

Quota cento

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In questa Serie A, il numero 44 ha già collezionato 5 gol e 4…

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Juve, Danilo a centrocampo per Allegri? I precedenti

Già due volte in stagione il tecnico ha spostato il brasiliano davanti alla difesa, preferendolo in entrambi i casi alla possibilità di mettere in mezzo Rabiot: un’intuizione vista un anno fa già con Pirlo per declinare le caratteristiche dell’ex Porto nella zona nevralgica del campo

Se la possibilità sarà esplorata sarà una decisione delle ultime ore, ma in ogni caso la questione si riproporrà mercoledì nella semifinale di ritorno di coppa Italia, quando i numeri della Juventus in mezzo al campo saranno gli stessi: serve un centrocampista? Danilo dice presente. A mandare in emergenza la mediana bianconera è stato l’infortunio alla caviglia destra che un paio di giorni fa ha privato Allegri anche di Arthur, oltre che di McKennie e Locatelli. Così, nel reality a eliminazione che è diventato il reparto, restano solo in due: Denis Zakaria, a sua volta rientrato solo da un paio di settimane, e Adrien Rabiot, costretto a un impiego più interno rispetto a come lo vede…

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Calciomercato: il Milan cerca i gol, stretta per Origi. E il belga vuole solo il Diavolo

Si avvicina sempre di più il colpo a costo zero. Pesa il desiderio del bomber del Liverpool, ma l’assist è il Decreto crescita. L’unica variabile è la clausola di rinnovo unilaterale nel contratto con i Reds

Quando Divock Origi è venuto a vedere quella che potrebbe diventare la sua nuova casa, si è sentito subito a proprio agio: ha stampato un pallone alle spalle di Maignan per vedere l’effetto che fa segnare a San Siro. Quella notte di dicembre il Milan ha detto addio alla Champions, ma ha anche capito che il belga del Liverpool è l’attaccante che può irrobustire l’attacco rossonero di esperienza e di gol. Gli occhi dolci e il dialogo avviato nei tempi giusti sono serviti a scaldare l’atmosfera, la voglia di Origi di vestire la maglia di un club ricco di storia e di titoli hanno fatto il resto: dopo sei stagioni – e cinque trofei vinti – con i Reds, la chiamata del Milan è l’occasione per rilanciarsi da protagonista in un’altra grande d’Europa. Ecco perché il matrimonio…

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Roma-Bodo, Zaniolo protagonista: la Juventus continua a seguirlo

Il 22enne della Roma è tornato a incantare con la tripletta contro il Bodo Glimt, ma il suo rinnovo è in stallo e i bianconeri busseranno alla porta giallorossa: lo Special One lo ritiene sacrificabile

E se fosse la scintilla giusta? La tripletta di Nicolò Zaniolo al Bodo Glimt, d’incanto, spazza via tutti gli interrogativi sorti negli ultimi mesi. E rimette fatalmente il talento giallorosso al centro del mercato. Sì, perché è difficile pensare che questa impresa in Conference League possa cambiare il suo destino in giallorosso.

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Mourinho dopo Roma-Bodo Glimt: “Tocca a noi portare la bandiera dell’Italia”

Il tecnico giallorosso dopo il poker ai norvegesi: “Si parla troppo di Zaniolo perché ‘vende’ i giornali. Giocare bene? Va bene solo se poi vinci le partite”

José Mourinho è naturalmente soddisfatto, dopo aver raggiunto la qualificazione alle semifinali di Europa League: “Tocca a noi prendere in mano la bandiera dell’Italia adesso, siamo l’unica squadra rimasta in corsa in una coppa europea – dice ai microfoni di Sky Sport -. Ero fiducioso anche dopo la sconfitta 2-1 di Bodo, non ho visto grandi problemi nemmeno lì, sentivo che eravamo superiori. Siamo più forti di loro, è inaccettabile aver vinto solo alla quarta partita contro il Bodo. Ma ciò che conta è che l’1-2 sia diventato 5-2 Abbiamo avuto grande qualità dal primo minuto. Anche quando il risultato era ancora 1-0 o 2-0, sapevamo che era fatta”.

Zaniolo sovraesposto

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La tripletta di Zaniolo è un’altra grande notizia della serata giallorossa: “Zaniolo vende… Si parla troppo di lui sui media, sarebbe meglio…

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Intervista Gregucci: “Garra, visione, tiro. Inter, Paredes oltre Brozovic”

Il vice di Mancini allo Zenit conosce bene il centrocampista che piace a Marotta: “Non solo regista, Leandro top anche da mezzala. Cresciuto anche grazie ai successi con Psg e Argentina”

“Visione e intelligenza. Ma, soprattutto, tantissima garra charrua”. Sul biglietto da visita c’è scritto ‘Leandro Paredes’. A passarcelo nella mano, invece, è Angelo Gregucci, vice di Mancini quando l’argentino giocava allo Zenit: “Lo volemmo a tutti i costi perché credevamo nelle sue potenzialità. Ci avevamo visto giusto e ve lo posso assicurare: il calciatore che ricordate con Empoli e Roma adesso è cresciuto”. Se n’è accorto Marotta, che ha trovato il consenso di tutto l’ambiente interista: così, Paredes è finito in cima alla lista degli obiettivi dei nerazzurri per l’estate.

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Europa League: Atalanta-Lipsia 0-2: doppietta di Nkunku

Dopo il pareggio dell’andata, la Dea cade al Gewiss Stadium 2-0 sotto i colpi dell’attaccante francese

Dal nostro inviato Andrea Elefante

Non c’è spazio per i sogni: Atalanta fuori anche dall’Europa League, come dalla Coppa Italia, come dalla corsa per uno dei primi quattro posti in campionato. Dopo averla disputata per tre anni di seguito, l’anno prossimo non giocherà in Champions League, che poteva sperare ancora di agganciare solo vincendo questo trofeo. Ma in semifinale ci va il Lipsia con due gol di Nkunku e una vittoria assolutamente legittima. Sotto gli occhi del socio americano dei Percassi, Steve Pagliuca, e con gli applausi finali di uno stadio comunque meraviglioso, un’altra caduta al Gewiss, l’ennesima, qui dove la Dea ha compromesso buona parte della stagione. Che ora rischia di diventare fallimentare se non verrà raggiunto uno dei posti che danno diritto perlomeno a giocare una delle coppe europee “minori”. Ma non sarà facile, se…

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Calciomercato, Juve-Rudiger: la strategia bianconera e l’incognita del bonus alla firma

L’assist del Decreto Crescita ha permesso al club di giocare d’anticipo con l’obiettivo di evitare aste, stabilendo condizioni già fissate per chiudere la trattativa. Sotto traccia, per rispetto della situazione delicata del Chelsea. Ma con un nodo fondamentale ancora da affrontare: il bonus alla firma

C’è un nome su tutti che la Juve ha individuato per garantire solidità al reparto difensivo nel post Chiellini: quello di Rudiger. Esperto, funzionale e ancora motivato nonostante col Chelsea abbia vinto tanto: l’ex giocatore della Roma è un grande top e l’opportunità di dimostrarlo di nuovo in Italia lo stuzzica abbastanza. La Signora si è già mossa: e l’entourage ha fatto intendere di voler approfondire sulle condizioni già palesate nei primi sondaggi. La trattativa comincerà nell’idea di chiudere, insomma. Al netto di alcuni dettagli che non si possono sottovalutare.

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Milan-Genoa, il doppio ex Bertolacci: “In Turchia sono rinato”

Il doppio ex di Milan-Genoa ha rilanciato la carriera in Turchia. Ora gioca a Kayseri: “Mi piace tutto qui, ma la pasta me la porto dall’Italia…”

Francesco Pietrella

Ormai la Turchia è casa. Gli piace tutto: “Il cibo, i dolci, la gente, il tifo, la vita quotidiana”. Il traffico un po’ meno. “A Istanbul, quando c’è casino, ci metti un’ora per fare un chilometro. Del resto sono nato e cresciuto a Roma, quindi so bene cosa vuol dire”. Andrea Bertolacci sorride, sta alla grande. Non aveva mai segnato così tanto: “Otto gol tra Fatih Karagümrük e Kayserispor. Al massimo ero arrivato a sei l’anno di Genova con Gasperini”. Quando il suo nome era sui taccuini di mezza Serie A, d.s. agguerriti pronti a strapparlo ai colleghi. Ora si diverte in Turchia, si gode la famiglia, non pensa al passato, ma l’indice, prima o dopo le partite, scorre sempre sullo smartphone per cercare i risultati della Serie A. Venerdì c’è Milan-Genoa, un pezzo di vita, 4 anni al Ferraris…

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Juve-Bologna, la probabile formazione: rientra Bonucci, idea 4-2-3-1

Le assenze in mezzo al campo orientano anche la scelta del modulo, con soli due centrocampisti di ruolo a disposizione a meno di soluzioni d’emergenza. L’abbondanza in difesa dà la possibilità di scegliere e di far rifiatare Chiellini

L’emergenza a centrocampo è nota, Allegri deve solo decidere se affrontare il Bologna riproponendo Danilo davanti alla difesa o affidare il centrocampo agli unici due giocatori di ruolo a disposizione: Zakaria e Rabiot. McKennie, Locatelli e anche Arthur sono fuori dai giochi, il tecnico conta di ritrovare in gruppo il giovane Miretti, il classe 2003 aggregato dall’Under 23, che però è alle prese con qualche problemino a una caviglia: niente di grave ma ancora oggi ha lavorato a parte.

VERSO IL BOLOGNA

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Il rientro di Morata e De Sciglio aumenta le possibilità in avanti e sopratutto sulle corsie esterne, dove anche Alex Sandro è pronto per riprendersi il posto da titolare. Tutti i centrali di difesa sono a disposizione, non è…

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Volata scudetto Milan, Inter, Napoli, Juve: cosa dicono le statistiche

Quattro squadre in sei punti, accomunate da un unico obiettivo finale. Quattro allenatori che sognano la vetta e, guardando al loro passato, sperano di fare ancora meglio. A sei turni dal termine del campionato, Milan, Inter, Napoli e Juve sono ancora in corsa per la lotta-scudetto più pazza dell’era dei 3 punti a vittoria. Per chiudere in vetta la stagione, sarà necessario collezionare il maggior numero di successi possibile da qui alla 38esima giornata. In attesa di scoprire chi riuscirà a spuntarla, abbiamo provato a giocare con il passato di Pioli, Inzaghi, Spalletti ed Allegri. Il nostro obiettivo? Scoprire, semplicemente, chi di loro ha raccolto più punti… nelle ultime sei giornate di Serie A.

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Paredes all’Inter, come cambia il mercato: le trattative

L’eventuale arrivo dell’argentino consentirebbe a Inzaghi di coprire due o tre ruoli con un solo elemento

Più qualità e sostanza a costi inferiori rispetto a quelli attuali. Il doppio obiettivo del prossimo mercato nerazzurro, già tracciato a chiare lettere dall’ad Giuseppe Marotta, spiega le ragioni del prepotente ritorno di fiamma per Leandro Paredes, che col suo arrivo darebbe un decisivo impulso al progetto tecnico nell’ottica del contenimento dei costi dettato dalla proprietà. L’innesto dell’argentino, vecchio pallino dell’ad nerazzurro, definirebbe infatti le strategie in mezzo, innescando quel ricambio nell’aria già da un po’.

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Napoli, lo stadio Maradona in vendita? il punto tra sindaco Manfredi e De Laurentiis

Il sindaco Manfredi smentisce, ma l’impianto potrebbe rientrare, con l’ippodromo di Agnano nell’accordo per la creazione di un Fondo per valorizzare e vendere immobili municipali. Al momento con De Laurentiis c’è dialogo, ma…

Quello dello stadio rimane un problema principale per la programmazione futura di Napoli e del Napoli. Nel senso che il San Paolo, ribattezzato Maradona, nonostante il restyling per le Universiadi 2019 ha problemi strutturali (a partire dalla fatiscente copertura alla scarsa visibilità calcistica con la pista di atletica) che per essere risolti hanno bisogno di investimenti da decine di milioni di euro che attualmente né il pubblico né il privato hanno messo o stanno pensando di sborsare.

Il sindaco Gaetano Manfredi rimane aperto al dialogo con il presidente De Laurentiis: “Il nostro interesse primario è migliorare il comfort dello stadio, creare la miglior casa possibile per il Napoli, perché le famiglie possano andare in sicurezza – sottolinea…

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Milan, Hauge porta 12 milioni dall’Eintracht Francoforte

Il norvegese era stato ceduto in prestito con obbligo di riscatto condizionato alla salvezza dei tedeschi. Che sta per concretizzarsi. Per il club rossonero denaro utile da reinvestire

Quando il Milan ha chiarito, senza se e senza ma, che lo avrebbe ceduto, molti tifosi ci sono rimasti male e hanno pure invitato il club a ripensarci. La missione non è andata a buon fine perché Hauge la scorsa estate ha fatto le valigie con destinazione Francoforte, ma la sua resta una di quelle storie belle del calcio, e le sue iniziali – JPH – vengono ricordate con affetto dalla gente rossonera.

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Juve, De Ligt capitano? L’idea dei tifosi, tra anzianità e mercato

Con Dybala in uscita, a chi darà la fascia Chiellini? Leadership e forza fanno dell’olandese il candidato perfetto dei fans, ma potrebbe andare via se arriva l’offerta giusta. E poi il criterio dell’anzianità…

La prima volta che Matthijs de Ligt si è ritrovato sul braccio la fascia di capitano in prima squadra aveva da poco compiuto diciotto anni. Era la ventisettesima giornata di Eredivisie, l’Ajax giocava in casa contro l’Heerenveen (vinse 4-1) e la scelta cadde sul ragazzone che nel settore giovanile aveva bruciato tutte le tappe possibili per qualità tecniche e umane. Sia le prime sia le seconde hanno ora conquistato il popolo bianconero, che lo candida con forza per il dopo Chiellini.

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Plusvalenze, la Juventus attacca la Procura grazie a un’intervista. Poi tocca al Napoli

Seconda giornata di audizioni davanti al Tribunale federale, oggi tocca anche a Napoli, Genoa e Samp. La difesa bianconera ha tirato fuori le dichiarazioni di chi stima i giocatori per Transfermarkt, sito utilizzato nell’impianto accusatorio: “Sono un assistente sociale, faccio queste cose per divertimento. È irreale che l’industria del calcio prenda sul serio queste mie valutazioni”

Seconda giornata del processo plusvalenze oggi a Roma. Davanti al Tribunale federale presieduto da Carlo Sica parlano le difese di Juventus, Napoli, Genoa e Samp, ancora collegate in videoconferenza.

La difesa bianconera

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A iniziare intorno alle 10.45 è stata la difesa di Luca Campedelli del Chievo (per lui la Procura Figc ha chiesto 10 mesi e 5 giorni), quindi, poco dopo le 11, è toccato ai legali dei bianconeri, chiamati a difendere non solo il club (per cui il procuratore Chinè ha chiesto un’ammenda da 800 mila euro) ma anche e soprattutto i dirigenti, dal presidente Agnelli (chiesti…

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Di Salvo: "Il peso di muscoli e testa nella lotta scudetto. Barella da 10. Una volta mandai CR7 alle Maldive…"

Di Salvo: “Il peso di muscoli e testa nella lotta scudetto. Barella da 10. Una volta mandai CR7 alle Maldive…”
Il responsabile dell’area performance e ricerca della Figc, ex preparatore di Lazio, Real e Manchester United: “Un match di Champions prosciuga il doppio di uno normale. La differenza tra correre poco e correre male, le lezioni di Ferguson”
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Milan, sprint scudetto: a Pioli manca il bomber di scorta

Non c’è un giocatore in grado di garantire un buon numero di gol entrando a gara in corso. Inter e Napoli invece ce l’hanno. E con Ibra ancora out…

Quando Pioli si gira verso la panchina trova tutto, dagli utili rincalzi agli esterni offensivi, tranne i gol, perché con il forfait di Ibra i guizzi di chi è a disposizione vengono a mancare in modo quasi netto. Carenza di reti a gara in corso quindi, quel “numero 12” che butti dentro e qualcosa combina. Magari ti risolve persino la partita. Se la difesa regge – 564’ di imbattibilità tra campionato e coppa, un solo gol subito nelle ultime sei partite -, l’attacco fatica.

POCHI GOL

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Contro il Toro è arrivato il secondo 0-0 di fila, solo 4 reti in 7 partite. Leao non segna dal 25 febbraio, Messias dal 19, Giroud dal 6 marzo, Brahim addirittura da settembre. E in panchina c’è carenza di gol. Basta vedere la probabile formazione in vista del match contro il Genoa di venerdì: con Ibra fuori gioco altri dieci giorni…

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Juve, Morata al rientro: favorito come spalla di Vlahovic

Dopo la squalifica lo spagnolo vuol dimostrare di poter innescare il serbo: finora ha realizzato un solo assist

La via che lo ha riportato a Torino è stata tortuosa, con incroci più o meno pericolosi con Luis Suarez e Edin Dzeko. La deviazione che a gennaio doveva portarlo a Barcellona è diventata una strada senza uscita quando la sagoma di Dusan Vlahovic è comparsa all’orizzonte. Alvaro Morata è stato bloccato da Allegri perché col serbo sarebbe diventato «ancora più importante», ora deve dimostrare di esserlo davvero, per evitare di mettersi di nuovo in viaggio. E di esserlo non solo per la squadra in generale, ma in particolare per il centravanti, attorno al quale verrà costruito l’attacco.

Morata e Vlahovic hanno giocato, fin qui, dodici partite insieme: due punti per gara in media, ma hanno perso le due più importanti, con Villarreal e Inter. Alvaro è funzionale al serbo perché può spostare un po’ di attenzioni sul centro sinistra, dialogare con lui,…

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