Primi movimenti in casa Unione Calcio per quanto concerne la composizione della rosa che prenderà parte al campionato di campionato di Eccellenza 2019/2020, il quinto consecutivo del sodalizio biscegliese.La compagine azzurra ha perfezionato l’acquisto del difensore Luigi Zinetti.Nato a Corato il 24 agosto nel 1995, il neoacquisto azzurro, che all’occorrenza può ricoprire il ruolo di centrocampista ed ala, è cresciuto nelle giovanili del Bari. Le ottime prestazioni gli sono valse la chiamata della Lucchese nell’ottobre del 2013, all’epoca militante in Serie D.Nel luglio del 2014 torna in Puglia, accasandosi al Brindisi mentre, nell’agosto del 2015, veste la casacca della Correggese.L’anno successivo passa alla Virtus Bergamo, tutte compagini militanti in serie D.Nel luglio del 2016 Zinetti approda al Nardò (serie D) e, quattro mesi dopo, torna nella sua città natale, dove vince i playoff regionali nel campionato di Promozione.Lo scorso anno ha collezionato 17 presenze con la maglia del Corato, segnando 3 gol, di cui due contro l’Unione Calcio Bisceglie nel match di campionato vinto dai neroverdi per 2-1.
In difesa di Cristian Agnelli
La pazienza di un popolo, quando viene messa troppe volte alla prova, diventa rabbia.
Così, ben si comprende l’ira del tifoso foggiano che, per la seconda volta nel giro di sette anni, dopo la mancata iscrizione del Foggia in Serie C, sarà costretto a seguire la propria squadra nell’oblio del calcio, i dilettanti.
Chiariamoci: la rabbia verso la proprietà, purché non trascenda in violenza, è sentimento comune a tutti i tifosi foggiani. Ci si sarebbe sorpresi di una mancata reazione: l’assenza di rabbia avrebbe significato indifferenza, una delle peggiori mancanze umane.
Tra le manifestazioni di rabbia e protesta, davvero non riusciamo a comprendere quella rivolta al capitano della squadra, Cristian Agnelli.
“Agnelli traditore della Patria”, recita uno striscione comparso nella serata di ieri nel capoluogo dauno.
Cristian Agnelli non ha bisogno di un avvocato e, probabilmente, ne farebbe volentieri a meno. Tuttavia ci sentiamo di difendere l’ormai ex capitano, sperando che questa nostra difesa traballi meno di quella impersonificata da altri calciatori del Foggia.
Agnelli non ha il talento di Modric, né la tecnica di Verratti. Se fosse stato diversamente la sua carriera non si sarebbe snodata tra Serie B (poca) e (tanta) Serie C. Non è nemmeno il giocatore che fa sognare i ragazzini con i suoi dribbling.
Agnelli è foggiano ed è tifoso del Foggia. Ed è vero, non basta essere tifosi del Foggia per ingraziarsi i tifosi: del resto, quest’anno, altri figliol prodighi sono rientrati alla base senza che i risultati siano stati ottimi.
Eppure non ci sentiamo di fare di Agnelli un capro espiatorio. Già, perché l’ormai ex numero 4 rossonero, in sette anni non si è mai allontanato dal senso di appartenenza ai colori dei satanelli, dal senso di etica della fatica. Lo si vedeva dalla voglia che ci metteva quando entrava in campo, da come “ronzava” da una parte all’altra del centrocampo, cercando di dare una mano ai suoi compagni.
Si percepiva la sua voglia di fare del bene sia quando giocava bene, che quando smistava con troppa fretta dei palloni, quando sbagliava la soluzione da adottare, il passaggio od il cross da fare.
Ed era giusto che, come tutta la squadra, si beccasse in silenzio il mormorio ed i fischi del tifoso foggiano. Si è fatto carico delle responsabilità, da ultimo alla Gazzetta dello Sport, nell’intervista di due giorni fa, in cui ha dichiarato: “da capitano, per quanto accaduto sul campo, mi assumo tutte le responsabilità: si sarebbe potuto fare di più, la squadra doveva conquistare la salvezza. E’ stata una stagione dura, paragonabile ad un incubo: non abbiamo alibi e non bisogna cercare giustificazioni”.
Ma non può accertarsi l’abuso della parola “tradimento”, specie se accostata al concetto di “Patria”. Agnelli non è un qualsiasi Badoglio che ha tradito il suo esercito; non ha vilipeso il plotone rossonero, ma l’ha difeso con le sue forze; forze che, per poca generosità della natura, sono inferiori alle potenzialità di altri ex “beniamini” rossoneri, già emigrati verso altri lidi, che evidentemente non garantivano lo stesso impegno.
Al netto delle sue doti da calciatori, che colpa ha Agnelli? Di che peccato si è macchiato? Forse semplicemente quello di aver fatto parte di una truppa troppo debole, incapace di far fronte ad una stagione “da battaglia”, piene di insidie e di difficoltà, senza mezzi sufficienti a vincerla.
Dalle sconfitte si può e si deve ripartire. Ma con equilibrio di giudizio, per comprendere le cause degli errori. E non ricommetterli più.
Il Carpi si aggiudica il Premio Fair Play e lo Spezia quello Disciplina 2018/19
L’ ultimo atto dell’ appena conclusa stagione di Serie B regala l’ ennesimo colpo di scena consegnando al Carpi il Premio Fair Play e allo Spezia quello Disciplina. Nei due trofei Rispetto istituiti dalla Lega B si tiene conto esclusivamente dei provvedimenti disciplinari adottati dal Giudice sportivo per il comportamento dei tifosi e dei tesserati delle società.
Proprio nel primo dei due premi si concentrano le maggiori riserve riguardo all’assegnazione e all’intera classifica. Senza nulla togliere al Carpi vincitore, và sottolineato che 2 delle prime 3 posizioni sono occupate da squadre che hanno un seguito di tifoserie molto inferiore (o praticamente nullo nel caso degli emiliani) rispetto a quelle che occupano le ultime posizioni, le quali sono rappresentate da città con un cospicuo numero di abitanti, un grande blasone alle spalle e soprattutto il perseguimento di obiettivi sportivi come promozione, lotta salvezza, playoff e playout, che verso fine stagione coinvolgono ulteriormente il numero degli interessati facendolo di conseguenza lievitare. Quindi risulta quasi normale che una società come il Lecce, promossa in Serie A proprio grazie allo sprint finale, e che ha fatto registrare il maggior numero di presenze in casa e in totale tra partite casalinghe e trasferta, piazzandosi per presenze fuori casa solo dietro al Brescia (altra promossa!!!), sia più facilmente esposta a subire sanzioni avendo dalla sua un grandissimo seguito di presenze in un clima di grande entusiasmo visti i risultati. Con questi criteri possono essere facilmente tracciate di inciviltà realtà che oltre a una grande storia calcistica hanno dimostrato di possedere una grandissima maturità,battute finali dello scorso campionato, basti pensare ai tifosi del Foggia che nonostante una situazione societaria disastrosa, hanno seguito la squadra fino all’ultima giornata sostenendola in maniera civile e colorando gli stadi di tutta Italia offrendo uno spettacolo che per questa Serie B è risultato essere un autentico lusso.
Senza polemizzare con nessuno o ergersi a giudice supremo di questa o altre situazioni, dopo aver fatto le dovute riflessioni e analizzato per bene i fatti, ci sentiamo di dire che è evidente che il criterio di assegnazione del punteggio per stilare la classifica è alquanto discutibile proprio in virtù di di quanto detto precedentemente.
L’ unica nota positiva rappresentata da questo episodio è che va a scagionare tutte quelle persone componenti la Lega B che fin dall’inizio del campionato scorso a causa di decisioni a dir poco particolari come la formula a 19 squadre, poi il caso Palermo, i playout annullati e ripristinati, erano stati accusati dall’opinione pubblica di presunta malafede. In quest’ ultimo caso, meno grave degli altri, si denota benissimo che i problemi e le lacune alla base sono ben altri e il fatto che si arrivi costantemente allo sbandamento ne è la prova.
Insomma la linea di menefreghismo ultra secolare già enunciata da Dante nel IV Canto del Purgatorio in cui il sommo poeta descriveva con i seguenti versi “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!“ sembra prevalere e perdurare nel tempo nel nostro stivale. Senza fine.
Danilo Sandalo
Audace, settimana decisiva per il “Monterisi”
Si apre una settimana decisiva in casa Audace Cerignola. L’inizio del mese di luglio coincide con il rush finale in vista del ripescaggio, che dipende per gran parte dallo stadio Monterisi. La manutenzione della struttura è condizione necessaria per disputare il prossimo campionato di Serie C.
Nel fine settimana, il sindaco Metta e la famiglia Grieco, a capo del club ofantino, hanno incontrato il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, per fare il punto sulla questione impiantistica sportiva. Un confronto che ha anticipato gli appuntamenti della settimana: il 5 luglio scadranno i termini per la manutenzione del Monterisi, mentre l’8 luglio è in programma il sopralluogo che deciderà il destino dell’Audace.
INTERVISTA GHIRELLI-METTA
Tutto si deciderà con il sopralluogo di lunedì prossimo, mentre il 12 luglio è il giorno in cui verrà ufficializzato l’organico definitivo della Serie C.
Nel frattempo, l’Audace ha ufficializzato l’addio a Dino Bitetto in panchina. Confermato il rinnovo di Di Cecco, mentre si continua a lavorare per la riconferma di Longo. Ai saluti invece capitan Allegrini, nonostante i tentativi del club. Il calciatore ha scelto ufficialmente di lasciare Cerignola dopo un anno e mezzo.
Via al calciomercato: le trattative delle pugliesi
Comincia il mese di luglio e, con esso, anche il calciomercato. Le squadre pugliesi fanno i conti con i giocatori svincolati e con i primi trasferimenti: le operazioni della sessione estiva entrano nel vivo.
Si intensificano i lavori in casa Lecce, con la rosa per la Serie A in via di allestimento. I salentini sono in attesa di conoscere gli sviluppi relativi all’attacco, in cui si è inserito anche Gianluca Lapadula. I giallorossi dovranno sgomitare col Verona, ma nel frattempo preparano gli annunci di Moreo in avanti e Gabriel tra i pali. Il Vicenza punta Riccardi, sempre più lontano dal Salento.
Situazione delicata anche per i giocatori del Foggia, che potrebbero accasarsi altrove prima che il club rossonero conosca il suo destino. Greco va verso Reggio Calabria, Deli e Gerbo potrebbero ritrovare Stroppa a Crotone. Agnelli ha già annunciato che lascerà la squadra dopo 8 anni, Kragl rimane in standby.
Il Bari, dopo Kupisz, si prepara a chiudere anche per Frattali, Corapi e Bifulco, mentre ha proposto un triennale ad Antenucci: l’attaccante sta valutando la proposta. Marfella sempre più vicino alla riconferma, al momento l’unica in dirittura d’arrivo insieme a Nannini. L’amministrazione comunale, intanto, ha approvato la proposta del club di De Laurentiis per la gestione quinquennale del San Nicola.
In Serie C, è ormai ufficiale l’addio tra Sounas e il Monopoli. Vicina anche la separazione con Scoppa, mentre si lavora all’affare Arrigoni. Folorunsho non ha ancora sciolto le sue riserve: il calciatore va verso Bari, ma non c’è ancora l’accordo con la Virtus Francavilla per la cessione. Bisceglie si concentra sullo stadio, per poi guardare al calciomercato. Nel frattempo, però, scadono i contratti di Giacomarro, Markic e Risolo.
Bisceglie calcio, avanti con Rodolfo Vanoli
Il Bisceglie riparte da mister Rodolfo Vanoli. Nella giornata del ventinove giugno è arrivata la sospirata conferma dell’ex allenatore di Pordenone e CSKA Sofia nonché ex difensore di Lecce e Udinese.
Dopo un’attenta analisi del lavoro svolto dal mese di Febbraio, la stanza dei bottoni del club nerazzurro stellato ha voluto dare una nuova importante chance al trainer di Gavirate, artefice della salvezza con riammissione del sodalizio.
Nel suo trascorso sulla panchina biscegliese mister Vanoli ha raccolto 16 punti in 13 partite con la vittoria decisiva nel primo spareggio playout con la Paganese.
Confermata la panchina nerazzurra, per i vertici biscegliesi è il momento di pensare all’avvio dei lavori presso il “Gustavo Ventura“: restyling doveroso, con sistemazione del manto erboso, dell’illuminazione e l’aggiornamento dei sediolini, allo scopo di utilizzare nel minor tempo possibile lo stadio “San Nicola” di Bari, primo impianto considerato alla domanda di riammissione nella terza divisione nazionale.
Bartolomeo Pasquale