Archive 31/12/2020

Roberto Felleca (Presidente Foggia): “Promozione e terzo posto… il 2020 si commenta da solo”

Roberto Felleca, presidente del Foggia, è intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport per tracciare un bilancio dell’anno dei rossoneri: 

“Dal punto di vista sportivo si è aperto col Foggia primo in classifica in D a gennaio, poi la promozione in C e ora questo terzo posto. Credo si commenti da solo. Tifosi? Ci sono stati errori di comunicazione, che non è stata perfetta da parte nostra. Alle questioni societarie è stato dato troppo peso a causa del fatto che non si giocava. Ora è acqua passata, andiamo avanti”

Mattia Maita (Bari): “Auteri ha dato una svolta alla mia vita, sogno la Serie A”

Il centrocampista del Bari Mattia Maita si è raccontato in un lunga intervista pubblicata sui canali ufficiali del club pugliese:

“Bisogna far andare tutti nella stessa direzione quello che conta è vincere ogni partita e raggiungere l’obiettivo, che qui è vincere il campionato. Auteri ha dato una svolta alla mia vita, con lui ho cambiato mentalità e ho capito che bisogna andare oltre i propri limiti. In campo mi trasformo, è giusto che sia così, chi mette qualcosa in più ottiene il risultato. La mia voglia è di giocare sempre in piazze così, Bari e Catanzaro sono piazze che con la C non c’entrano nulla. Quando smetterò mi ricorderò i momenti più belli, che per un calciatore riguardano giocare con 20.000 tifosi. Non vedo l’ora di rivederli allo stadio, da quando sono qui ho giocato solo cinque partite con loro. Dove mi vedo tra cinque anni? Spero di stare ancora in campo e di non avere nessun problema in questi anni, e chi lo sa, essere ancora qui a Bari, magari in Serie A”.

Roberto Felleca (Presidente Foggia): “Bari, Catanzaro e Avellino sarebbero prime nel girone A”

Ospite della trasmissione C di Calcio, in onda su Antenna Sud, il presidente del Foggia, Roberto Felleca, ha ribadito le difficoltà del girone C.

“Questo girone  non ha niente a che vedere a livello qualitativo con gli altri due raggruppamenti. Squadre come Bari, Catanzaro o Avellino sarebbero prime in classifica nel girone A senza dubbio. Il fatto che il Palermo sia decimo la dice lunga su quanto sia competitivo questo campionato“.

Il numero uno rossonero parla anche del mercato:

Noi abbiamo scelto un percorso di valorizzazione dei giovani, stiamo valutando un attaccante under importante da aggiungere alla rosa. Questa estate dovevamo prendere Fella che non è venuto da noi perché evidentemente non eravamo abbastanza blasonati, alla fine abbiamo preso D’Andrea che ha già segnato 5 gol mentre Fella è fermo a 3. Gentile non è riuscito a riprendersi dopo quello che è successo, ha chiesto la cessione e al 90% andrà via”. 

Cittadella-Lecce 2-2: si chiude con un pareggio il 2020 dei giallorossi.

Finisce 2-2 tra Cittadella e Lecce l’ ultima sfida del 2020. I giallorossi di Corini, anche oggi assente e sostituito da Lanna, non riescono ad approfittare delle numerose assenze in casa veneta e sciupano una ghiotta occasione per accorciare le distanze nella scalata in classifica.Dopo il vantaggio iniziale del Cittadella con Ogunseye il Lecce riesce a ribaltare con una doppieta di Massimo Coda chiudendo il primo tempo sul 2-1. Nella ripresa il pareggio dei locali arriva con Tavernelli al 64′ minuto fissando il punteggio su quello che poi sarà il risultato finale.

Danilo Sandalo

Taranto, test in famiglia. Sette gol alla Juniores, sugli scudi Abayan e Santarpia

est in famiglia per i rossoblù. Questo pomeriggio il Taranto ha affrontato la formazione Juniores. A segno Abayan doppietta per lui, Santarpia anche per lui doppietta, Falcone, Acquadro, Mastromonaco ed infine Diaby.

Mister Laterza dispone del gruppo al completo ad eccezione di Matute e Ferrara che continuano un lavoro a parte oltre a Corvino ed Alfageme.

Bitonto, il presidente onorario Rossiello: «Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta»

La Famiglia Rossiello è a capo del calcio bitontino già da qualche anno, prima dando il suo apporto in silenzio e nell’ombra ad una società e ad un gruppo di amici naviganti ormai a vista nell’infido mare del calcio dilettantistico, poi prendendo direttamente e saldamente in mano le redini della situazione. Famiglia Rossiello, abbiamo di proposito principiato, perché è vero che Francesco incarna fin dal primo momento la presidenza di questo New Deal del pallone nostrano, mettendoci la faccia (e non solo…) nella buona e nella cattiva sorte, ma è altrettanto sicuro che alle sue spalle c’è una certezza ancor più solida e tranquillizzante del suo stesso impegno personale: la sua famiglia, appunto.

Abbiamo incontrato e scambiato sul serio “due chiacchiere” – tecnicamente, non la si può nemmeno inquadrare come un’intervista classica, pura – con il sig. Giuseppe Rossiello, da questa stagione Presidente onorario del Bitonto e, soprattutto, orgoglioso pater familias settantatreenne (“Settantatré già compiuti, vado per i settantaquattro, scrivilo senza problemi perché ne sono fiero”), a suo dire poco loquace, simpatizzante juventino e, incredibile ma vero, che non aveva mai messo piede in uno stadio fin quando l’ambizioso Francesco non l’ha coinvolto/travolto nella sua avventura pallonara. “Quella di entrare nel mondo del calcio con la nostra azienda è stata un’iniziativa autonoma di mio figlio. Anzi, ci tengo a dire che le mie idee spesso sono state diverse da quelle di Francesco, in merito al Bitonto Calcio; per tanti aspetti lui vede quest’avventura con occhi differenti dai miei, sarà pure per l’età… Io mi prefiggo tempi e scadenze, ad esempio, lui invece si fa trascinare così tanto dall’entusiasmo che guarda molto oltre, non intende nemmeno immaginarsi alla ‘fine della corsa’, corre e pensa sempre in avanti. Tornando a me, sono abbastanza appassionato di calcio, ma il ‘Città degli Ulivi’ è il primo stadio in cui sono entrato da tifoso. Fino al mese di luglio del 2019, quasi avversavo Francesco e la sua decisione, poiché vedevo questo impegno come tempo sottratto a sé, alla sua famiglia e al lavoro. Quasi un potenziale danno per lui e invece a Camerino, in ritiro, è nato un amore incredibile verso il gruppo-Bitonto Calcio in tutte le sue sfaccettature, anche per me e mia moglie. Da allora, io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentare lo stadio tutte le domeniche”, sottolinea subito.

In effetti, da parte di Francesco, qualche piccola bugia bianca a fin di bene e un paio di tranelli concreti sono stati messi in atto in questi anni, pur di avere vicinissimo a sé gli amati genitori anche nell’avventura sportiva oggi caratterizzata da forti tinte neroverdi… Nella suddetta Camerino, ad esempio, ce li mandò con la scusa della vacanza estiva immersa nella sacra quiete dell’ondulato entroterra marchigiano, mentre il coinvolgimento ufficiale di papà Giuseppe, a livello di cariche societarie, è stato possibile grazie ad una voluta “omissione”: “A dire la verità, sapevo solo di essere un socio dell’U.S. Bitonto Calcio, poi sempre più persone hanno iniziato a chiamarmi ‘presidentissimo’, ma pensavo si trattasse esclusivamente di una carineria, un modo di dire dell’ambiente e invece… Io comunque non ho mai letto da nessuna parte che sono il Presidente onorario della squadra, dov’è scritto? Francesco mi ha tenuto all’oscuro di tutto!”, ribadisce con il sorriso sulle labbra. Una volta soddisfatta ogni curiosità, in tempo reale, il sorriso si allarga ancor più di prima e quegli occhi vissuti, resi più espressivi dall’ormai inseparabile, per tutti noi, mascherina protettiva, letteralmente s’illuminano di una toccante felicità, di un pudico orgoglio difficile anche da descrivere.

Parlare con il papà del Presidente del Bitonto Calcio, riavvolgere il nastro della sua vita lavorativa (“Lavoro dall’età di 18 anni. 35 li ho passati in FIAT come caporeparto-quadro, prima a Torino, poi a Lecce e infine a Bari, dove mia moglie ha trascorso una vita da maestra di scuole elementari, al San Paolo, precisamente. Dal 2005 sono in pensione, ma nel frattempo avevo già ampliato all’esterno la mia esperienza professionale in FIAT, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’azienda di famiglia”), ascoltare i suoi racconti, i modi di fare e pensare ereditati dagli avi, portatori di immarcescibili valori umani, è stato come sedere di fronte a quei nonni che ti fanno rimanere lì impalato a prestare attenzione ad ogni singolo aneddoto, ad ogni singola frase, parola per parola… E come un papà-nonno, in base alla loro età, hanno via via imparato a conoscerlo anche i calciatori, gli uomini, i giovani che hanno vestito la casacca neroverde in questi anni.

“Da quel famoso ritiro di Camerino, dove, vivendo a stretto contatto con la squadra per più giorni di fila, ho imparato ad ‘innamorarmi’ di chi lavora per il Bitonto Calcio, sono abituato a restare in contatto con tutti i calciatori, tramite WhatsApp o chiamandoli direttamente al telefono. Tutti si affezionano subito a me, prim’ancora che a Francesco (ride, ndr), e con ognuno di loro si viene a creare un rapporto che va molto oltre il calcio. Parliamo delle loro famiglie, dei loro bimbi ed è vero che mi trattano e rispettano come un padre o un nonno. Credo che il punto di forza e di debolezza della Famiglia Rossiello sia, allo stesso tempo, proprio questa nostra facilità nell’affezionarci ai ragazzi che lavorano con noi, infatti, lo stesso vale per i dipendenti dell’azienda”, ci racconta a cuore aperto.

Eppure, rendere “sostenibile” la gestione di una società sportiva dilettantistica in un’ottica pluriennale, parallelamente alle attività economiche di famiglia, non è affatto facile. A maggior ragione ai tempi della pandemia, anche se da fuori sembra tutto rose e fiori…

“Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta. Ci si guarda allo specchio ad inizio anno e si dice: ‘Quest’anno ci prefissiamo di perdere X mila euro, nella gestione sportiva del Bitonto Calcio’. Le categorie dilettantistiche sono da sempre così e, quest’anno in particolare, noi siamo ancora al timone soprattutto per dare lustro, voce alla città di Bitonto, in cui io e mia moglie affondiamo le radici da generazioni. Anche da un punto di vista gestionale, la Serie C e il professionismo sarebbero molto meglio di una D senza introiti extra-sponsor: dopo il maltolto giudiziario, un altro buon motivo per credere ancora e con più forza nel salto di categoria…”, evidenzia a tal proposito, il dirigente sportivo-imprenditore Giuseppe Rossiello.

L’assist è servito. Impossibile, a questo punto della chiacchierata confidenziale, non parlare della tremenda estate pallonara vissuta dalla squadra, dai tifosi e, ovviamente, da chi sorregge sulle proprie spalle tutta la “giostra” del ludus più amato anche dai bitontini…

“Il raggiungimento sul campo della Serie C ha rappresentato l’apice toccato con mano dalla nostra gestione, anzi, dall’intera storia della nostra città sportiva. Ma, poco dopo, si è trasformato nel momento più drammatico, più duro, che non avrei mai voluto vivere… Ho visto mio figlio giù di morale come mai prima ed è stato proprio allora che mi sono rimboccato nuovamente le maniche e sono sceso ancor più ‘di persona’ in campo, per difendere lui a spada tratta e cercare di far capire ai tifosi, in primis, ma anche a tutti coloro che hanno seguito la vicenda da fuori, che i Rossiello non c’entravano e non c’entrano nulla con quella bruttissima storia. Infatti, siamo ancora qua, con un fortissimo desiderio di riscatto dentro, nonostante gli ‘schiaffi’ presi siano stati tanti ed alcuni molto molto dolorosi… C’è stato un primo momento in cui sembrava ormai inevitabile mollare, lo ammetto, perché sia io che Francesco eravamo troppo abbattuti e ci siamo sentiti umiliati da tanta mala-informazione, addirittura cattiva, in certi casi. Nella nostra famiglia, tuttavia, siamo tutte persone di carattere, come quei calciatori grintosi che non vogliono perdere: non potevamo uscirne sconfitti così, ingiustamente. Per fortuna, siamo altresì persone che riescono a dimenticare in fretta il male subito, ove necessario, e ora non intendo affatto allontanarmi da Francesco, da Bitonto e dal Bitonto”. Qui, un autentico fiume in piena di pensieri e parole, il sig. Rossiello con le sue ferite non ancora del tutto cicatrizzatesi, però non perde mai l’equilibrio, la pace interiore e l’invidiabile capacità di trasmettere sicurezza, serenità a chi gli sta di fronte.

Dopo circa un’ora di amabile conversazione, la doverosa chiusura e i saluti a tutti i concittadini-tifosi, con tanto di auguri per un nuovo anno all’insegna del riscatto, della rinascita e…del Centenario neroverde: “Partiamo proprio dal Centenario, vorremmo tanto festeggiarlo come immaginiamo noi e non aggiungo altro. Ripetersi nello sport è difficile, lo so, ma noi crediamo ancora in un 2021 doppiamente speciale… Poi, che sia o no Serie C, i Cento Anni del Bitonto verranno comunque festeggiati a dovere. Sarà il Centenario di tutti i bitontini, tifosi e non, di chi ha sofferto insieme a noi quest’estate e di chi non segue più il Bitonto da anni. Saluto i lettori, i miei cari concittadini e spero di cuore che il prossimo possa essere un anno diverso dal 2020, con salute, fiducia e serenità per chiunque”. Ci associamo al 100%. Che il countdown abbia inizio…!

Brindisi, il presidente Vangone: «Cerchiamo un terzino sinistro e una punta»

Intervenuto ai microfoni di Studio 100 nel corso della trasmissione “100 Sport Magazine”, il presidente del Brindisi Umberto Vangone ha fatto il punto sulle ultime notizie di mercato in casa biancazzurra. Queste le sue parole: 

“Siamo alla ricerca di alcuni ruoli nella quale ancora non siamo coperti, nel dettaglio stiamo sondando un terzino sinistro e una punta. Kacorri è un profilo interessante, bisognerà capire se per il Savoia è in uscita. Con loro c’è un grande rapporto e quindi vedremo, pare che invece D’Ancora sia sull’orlo della partenza. Fino al 26 febbraio ci saranno uscite ed entrate, in funzione di tante cose. 

De Luca è un mister davvero aziendalista, che non si arrende mai e che vuole andare avanti. Con il Lavello mi sono piaciuti i nuovi arrivati, sono ragazzi che hanno voglia e che hanno dimostrato di poter giocare”. 

Taranto, il ds Montervino: «Fino a questo momento nessun ragazzo ci ha chiesto di essere ceduto»

In concomitanza con la ripresa degli allenamenti che condurranno il Taranto alla prossima sfida interna del sei gennaio contro il Fasano, abbiamo ascoltato il direttore sportivo del Taranto Francesco Montervino con il quale abbiamo parlato del momento positivo attraversato dalla squadra di mister Laterza, del rapporto simbiotico tra tecnico e lo stesso dirigente e di quelli che sono le speranze per il prossimo anno calcistico.

Buoni presupposti per il nuovo anno: “Prima di questa brave sosta abbiamo chiuso il campionato al primo posto in coabitazione, la squadra ha avuto modo di riposare a dovere e l’ho ritrovata carica e già pronta per rimettersi a lavorare con più ardore di prima, il mister come al solito è tanto stimolato e voglioso. Credo che al di là del primo posto ci siano tanti presupposti anche per l’anno nuovo.”

Importanza del gruppo: “Credo che nelle ultime due gare, se consideriamo le innumerevoli defezioni, tutto il gruppo, compreso chi gioca meno, ma soprattutto gli under abbiano saputo fare gruppo e affrontare situazioni difficili. Inoltre penso che a volte si impara sulla propria pelle; quando capita di ottenere dei risultati non positivissimi come quelli di Casarano e Gravina per via di alcune situazioni, si cerca di giovare da quelli che sono gli insegnamenti. Indubbiamente la squadra era più abituata a soffrire, nel momento in cui è arrivato il momento in cui avevamo preso gol nel recupero, la squadra è stata brava a gestirlo e non prendere gol.”

Impermeabilità difensiva: “ Questo è un aspetto che non è dovuto solo dai difensori ma anche dal lavoro che ha fatto un attaccante come Abayian o come gli esterni che hanno giocato in queste partite. È un lavoro sporco che ti consente di non prendere gol che parte dal reparto offensivo.”

Attaccante di manovra: “Non ci dobbiamo fossilizzare sul concetto dell’attaccante come colui che fa un gran numero di gol. Attaccante per noi è soprattutto colui che fa respirare la squadra, guadagna qualche punizione, gioca di sponda e fa salire la squadra. Abayian a mio avviso nelle sue apparizioni ha fatto molto bene, non va considerato il fatto he non abbia fatto gol ma il lavoro che ha fatto ai fini della squadra.”

Rapporto con Laterza: ” Il mio ruolo è quello di prendere delle decisioni ma non di giudicare il mio allenatore, bensì di sostenerlo, incoraggiarlo e consigliarlo ove ce ne fosse bisogno. Il rapporto con Giuseppe è un rapporto straordinario, eccezionale, è un ragazzo serio e voglioso che ha voglia di far crescere sia il Taranto che se stesso. Ho avuto con tutti gli allenatori un buon rapporto e sicuramente con lui condivido tante idee molto simili, credo che stiamo andando molto bene.”

No al mercato lungo: “ Per me è un male e condivido l’idea di mister Laterza. Non si può lasciare un mercato aperto per tutto questo tempo però ormai c’è e andiamo avanti, tanto comunque non ci facciamo condizionare da tutte queste dinamiche, abbiamo le idee chiare e faremo quello che riterremo opportuno.”

Tanti nomi, trattative da chiudere: “Diaz è un calciatore forte che a me piace, un giocatore forte che conosce bene anche il mister, anche il suo è un nome interessante come quelli che sono stati fatti, vedremo nei prossimi giorni che cosa accadrà, speriamo quanto prima di chiudere con un attaccante.”

Mercato in uscita: “ Ci sta che qualche ragazzo possa chiedere più spazio ma la bravura di una società sta nel far capire che lo spazio per tutti arriverà. Ma devo essere sincero, sino a questo momento nessun ragazzo ci ha chiesto di essere ceduto.”

Calendario: “Se è vero che nel prossimo mese giocheremo tre partite in casa su quattro, bisogna dire che a mio avviso in questo campionato non esistono partite facili, basti pensare alle difficoltà che ci hanno creato squadre come Gravina e Aversa. Siamo stati avvantaggiati dal fatto che oggi siamo primi e abbiamo fatto tantissimi scontri diretti. Ma per me incontrare il Fasano è come incontrare il Casarano.”

Soddisfatto non solo per i risultati: “ Sono molto contento perché il problema a Taranto non è costruire una squadra ma ricostruire totalmente un ambiente che ci è sempre stato avverso e che forse oggi ci guarda con un poco più di simpatia. L’obiettivo di tutti, miei e nostro è quello di ricompattare quella che potrebbe essere la vera forza di questa città, lavoriamo giorno per giorno con questo obiettivo.”

Fasano, Squillante si defila: i pugliesi vanno verso la soluzione Costantini

Nuova svolta per quanto concerne il futuro della panchina del Fasano. Secondo quanto raccolto dalla redazione di tuttocalciopuglia.com, il club biancazzurro ha avrebbe momentaneamente deciso di confermare il tecnico della Juniores, Vito Costantini, già sulla panchina della compagine nel match di mercoledì 23 contro la Fidelis Andria, conclusosi con un pareggio. Dunque in netto vantaggio il tecnico della selezione giovanile su Luigi Squillante, quest’ultimo maggiore indiziato fino a poche ore fa. 

Cittadella-Lecce, una sfida caratterizzata dalle assenze.

Il Lecce di mister Corini, ancora assente per via della positività al Covid, affronterà nel pomeriggio il Cittadella. Una partita che sarà caratterizzata dalle tante assenze da entrambe le parti. Nel Lecce mancheranno Falco, Felici, Vigorito e Pettinari, meetre tra le file dei veneti mancheranno mister Venturato e il suo vice, oltre a diversi elementi della rosa tutti alle prese con la positività al tampone. L’ unica nota positiva tra i salentini è dettata dal rientro di Dermaku che potrebbe trovar spazio tra i titolari.
Una sfida che chiude il 2020, un anno unico per la singolarità degli eventi, su tutti il Covid-19 che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere.

Danilo Sandalo

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): “Mercato? Forse faremo qualcosa anche in difesa”

La conferma di come si muoverà la Virtus Francavilla sul mercato che sta per partire arriva anche dalla viva voce del presidente Antonio Magrì, che dalle colonne del Quotidiano di Brindisi parla anch’egli del possibile arrivo di un attaccante a sopperire l’infortunio di Ekuban, come già dichiarato dal ds Fernandez:

Sicuramente prenderemo un altro attaccante perché davanti siamo numericamente pochi. Forse faremo qualcosa anche in difesa, ma prima ci deve essere qualche uscita. In generale siamo contenti del gruppo che abbiamo e credo che non faremo grandi cose, salvo l’imprevedibilità del mercato“.

Magrì chiude con una nota su Castorani:

E’ un giocatore che stiamo valorizzando, attenzionato da diverse squadre di Serie B, ma credo che deve continuare il suo processo di crescita almeno fino a fine stagione. Insieme a lui ci sono altri giovani importanti che stanno crescendo, merito della politica societaria e di uno staff tecnico che sa lavorare sui giovani“.

Roberto Felleca (Foggia): “Adesso pensiamo alla salvezza, poi vedremo”

Roberto Felleca, presidente del Foggia, ad Antenna Sud indica la via circa gli obiettivi del club rossonero:

“La classifica ci sorride davvero tanto, non tanto per la posizione, più che altro per il blasone. Stiamo regalando gioie ai nostri tifosi e allo stesso tempo stiamo valorizzando diversi giovani, che non è una cosa da poco. Adesso vogliamo pensare prima a raggiungere la salvezza e poi vedremo dove potremo arrivare”, le parole riprese da tuttocalciopuglia.com.

Mariano Fernandez (Ds Virtus Francavilla): “Arriverà un attaccante. Mastropietro può partire”

Mariano Fernandez, direttore sportivo della Virtus Francavilla, ha fatto il punto sulle strategie di mercato biancazzurre dalle colonne del Corriere dello Sport:

Con l’infortunio di Ekuban è fisiologica la necessità che arrivi un attaccante, mentre altrove siamo al completo. E’ normale che se dovessero esserci delle possibilità che ci consentono di aumentare la qualità di questa rosa, come sempre, ci faremo trovare pronti“.

Ovviamente ci saranno anche delle uscite:

Chi ha trovato meno spazio e ha bisogno di un maggiore minutaggio potrebbe partire. E’ il caso di Mastropietro. Nei prossimi giorni ci confronteremo col ragazzo, che in ogni caso partirà soltanto se dovesse arrivare un’offerta adeguata“.

Bari, ritrovo e nuovo ciclo di tamponi fissato per Capodanno

Dopo una prima parte di campionato vissuta a ritmi frenetici, ora il Bari sta trascorrendo qualche giorno di relax seguendo comunque una tabella di lavoro giornaliera stilata dallo staff tecnico e monitorata grazie ai dati gps. Il sito ufficiale della formazione pugliese riporta il programma della ripresa.

Venerdì 01 gennaio appuntamento a Bari per la ripresa: si comincerà con un nuovo ciclo di tamponi e test sierologici, dunque allenamenti individuali fino ai risultati degli stessi, quindi, verificata la situazione, il ritorno al lavoro di gruppo in vista dell’impegno contro la Turris in programma il 10 gennaio al San Nicola.

Si ricorda che le sedute verranno svolte a porte chiuse in ottemperanza ai protocolli sanitari in vigore che non permettono assembramenti di nessun genere, ne possibilità di autografi o selfie con il gruppo squadra senza eccezione alcuna. 

Fasano: i nomi che circolano per la successione di mister Catalano

Il Fasano è sempre alla ricerca di un nuovo allenatore a cui affidare il nuovo progetto di rilancio dopo l’esonero di Raimondo Catalano. Al momento, sarebbero tre i tecnici su cui si è focalizzata l’attenzione della società presieduta da Franco D’Amico.

I tre nomi corrisponderebbero a quelli di Dino Bitetto, Francesco Bitetto e Antonio Foglia Manzillo. Il primo è reduce dall’avventura alla guida del Casarano dopo l’esperienza a Cerignola con la quale ha centrato la vittoria dei play-off di Serie D. Il secondo è una grande conoscenza del calcio pugliese per i suoi trascorsi sulle panchine tra le tante di Martina, Bisceglie, Barletta e Nardò. Foglia Manzillo infine ha guidato nell’ultima stagione il Nardò, conducendo i neretini alla salvezza.

Brindisi, mister De Luca: «La società è al corrente di dove dobbiamo migliorare a livello tecnico»

Intervenuto ai microfoni di Antenna Sud 85 nel corso della trasmissione ”Passione biancazzurra 2.0”, il tecnico del Brindisi Claudio De Luca ha fatto il punto in casa messapica in seguito alle ultime vicende, analizzando poi nel dettaglio il pareggio ottenuto nell’ultima gara con il Lavello. Queste le sue parole: 

“Le festività sono andate bene. Abbiamo ripreso subito, già domenica abbiamo effettuato il primo allenamento e quindi abbiamo programmato dal 27 la ripresa allenandoci tutti i giorni fino al 31 mattina, per poi riprendere il 2 gennaio e preparare al meglio la trasferta di Francavilla. Con il Lavello si è iniziato ad intravedere il frutto del lavoro effettuato nel corso della settimana, abbiamo rivoluzionato la rosa e non era semplice. Abbiamo avuto qualche indicazione positiva, abbiamo fatto un grande primo tempo contro una delle migliori squadre del campionato. Sono sicuro che con il lavoro si può fare ancora di più. 

Con lo staff siamo abituati a lavorare con l’organico che ci viene messo a disposizione. Io non posso fare altro, abbiamo una squadra giovane con qualche giocatore esperto e ho giocato le ultime partite con diversi under, quindi per noi non sarà un problema fare questo. Ripeto c’è bisogno di lavoro e soprattutto di tempo per superare le difficoltà, sto trasmettendo questo ai ragazzi. Noi non ci siamo tirati indietro, crediamo in questi ragazzi che vanno supportati e sopportati in tutti i modi, quindi io mi aspetto di ripartire con quella cattiveria e quella grinta con la quale abbiamo affrontato l’ultima gara. Mercato? La società è al corrente di dove dobbiamo migliorare a livello tecnico.

Speriamo che il 2021 possa essere diverso, porgo gli auguri alla città e ai tifosi e chiedo loro di stare vicini alla squadra, non devo essere io a dirlo perché so che Brindisi è una piazza molto passionale, che tiene a cuore la propria squadra. Questi ragazzi onoreranno la maglia che indossano, l’augurio è quello di rivedere lo stadio pieno per avere una spinta in più. La nostra salvezza passa anche da qui”. 

Fasano, ripresa la preparazione: c’è un volto nuovo…

Dopo tre giorni di riposo dovuti alle festività natalizie, il Fasano è tornato ad allenarsi presso il centro sportivo “Sportlandia” di Locorotondo, in vista della ripresa del campionato di Serie D fissato per il giorno dell’Epifania, quando i biancazzurri scenderanno in campo allo stadio “Erasmo Iacovone” contro il Taranto dell’ex Giuseppe Laterza.

Doppie sedute e tanto lavoro per i biancazzurri agli ordini di mister Vito Costantini che, reduci dal buon pareggio casalingo contro la Fidelis Andria, sono in attesa di conoscere il nome del nuovo allenatore che verrà ufficializzato nei prossimi giorni.

Nel frattempo, la società comunica che è stato ingaggiato come nuovo preparatore il prof. Luigi D’Oria, vecchia conoscenza del mondo biancazzurro. Per D’Oria infatti si tratta di un ennesimo ritorno: già preparatore atletico del Fasano nella stagione 2009/2010, in serie D, con la squadra allenata da Enzo Maiuri, due anni prima invece ha fatto parte dello staff tecnico con la squadra che ha vinto il campionato di Eccellenza. L’ultima esperienza del prof. D’Oria al “Vito Curlo” è stata quella del campionato di Serie D 2018/2019 quando, insieme a Giovanni Musa, ha curato la preparazione atletica dei calciatori nello staff di mister Giuseppe Laterza.

Fidelis Andria, quattro assenti per il tecnico Panarelli

Ripresi gli allenamenti in casa Fidelis Andria questo pomeriggio presso lo stadio Sant’Angelo dei Ricchi. I biancazzurri, però ieri mattina, hanno svolto una piccola seduta di allenamento, attraverso l’utilizzo in remoto di una piattaforma digitale, agli ordini del preparatore Giuseppe Ciciriello.

Assenti il calciatore andriese Daniele Paparusso, che sta svolgendo lavoro differenziato ed il giovane Vito Lacassia che sosterrà gli esami strumentali di controllo nella giornata di domani, oltre a Gogovski ancora in patria e Zammit in via di recupero dopo l’intervento al ginocchio. La Fidelis tornerà in campo mercoledì 6 gennaio al “Degli Ulivi” contro la FBC Gravina.

Taranto, test effettuati: ripresi gli allenamenti

Riprendono gli allenamenti per i rossoblù. Dopo  la bella vittoria contro il Nardò e qualche giorno di riposo, i ragazzi di mister Laterza si sono ritrovati allo Iacovone per tornare a lavoro.

Sessione incentrata sulla mobilità e sui possessi. La squadra ha inoltre svolto un riscaldamento tecnico seguito da un lavoro aerobico. L’allenamento, si è chiuso con una partita a campo ridotto.

Tutti gli atleti e tutti i componenti dello staff del Taranto FC 1927 sono stati sottoposti a screening effettuando  tamponi naso-rinofaringei come da protocollo sanitario. L’attività, coordinata dai sanitari della società non ha evidenziato positività al Covid-19.

Bisceglie, colpo a centrocampo: arriva Romizi

Colpo di mercato invernale per il Bisceglie calcio che si assicura le prestazioni del centrocampista centrale Marco Augusto Romizi.

Il centrale classe 1990 giunge alla corte di mister Giovanni Bucaro a parametro zero dopo la passata stagione trascorsa nel Picerno.

Abile a giostrare su tutto il cerchio di centrocampo, prevalentemente sulla trequarti, il trentenne cresciuto calcisticamente nella Fiorentina ha indossato le maglie di Reggiana, Vicenza e Albinoleffe. Altresì è stato uno degli elementi di punta del Bari allenato da Nunzio Zavettieri e Roberto Alberti nella famosa “stagione fallimentare” 2013/2014.

Il club nerazzurro stellato ha piazzato nel proprio mosaico un tassello importante e ci si attendono ulteriori rinforzi al fine di migliorare una classifica tornata ad essere piacevole dopo il colpo casalingo prenatalizio contro il Teramo.

Bartolomeo Pasquale

Marco Piccinni (Monopoli): “Non è l’attacco in discussione, lo siamo tutti”

Marco Piccinni, mediano del Monopoli, è tornato dalle colonne de La Gazzetta dello Sport – ed. Puglia & Basilicata sulla sconfitta casalinga ad opera del Potenza, che ha confermato le problematiche del Gabbiano:

Quella con il Potenza è stata una sconfitta particolarmente amara. Ci tenevamo moltissimo ad affrontare il Natale in maniera più serena, d’altronde dopo il successo contro la Paganese le condizioni c’erano tutte per risalire la classifica. E, poi, mi è dispiaciuto moltissimo per il mister in una giornata che l’avrebbe visto entrare, a pieno titolo, nella storia di questo club (era la panchina numero 109 per lui, ndr)”.

Piccinni recrimina anche per un episodio:

Coccia è un mio amico, mi ha confessato di aver toccato il pallone con un braccio. Ancora un rigore non concesso, ma non cambia la sostanza delle cose. Abbiamo 16 punti, francamente sono pochi“.

Ma poi traccia la strada:

Una cosa deve essere chiara a tutti, non è il settore offensivo in discussione, lo siamo tutti! Abbiamo fatto pochi gol e ne abbiamo incassati tanti. E’ la dimostrazione che tutti i reparti hanno le loro responsabilità. Da questa situazione si esce tutti assieme, ritrovando grinta e unità“.

Beppe Scienza (Monopoli): “Oramai l’obiettivo non è gara ma passare tampone”

Giuseppe Scienza, alla guida del Monopoli, ha centrato un record per la storia del club, diventando il tecnico più longevo dei biancoverdi: proprio prima di Natale, nella sfida col Potenza, ha raggiunto le 109 panchine. Ai colleghi de La Stampa ha tracciato un bilancio di questa difficile prima parte di stagione:

Abbiamo subito un attacco feroce da parte del Covid. Si fa fatica a giocare ogni tre giorni e quando ci sono dieci giocatori assenti, come ci è capitato, diventa ancor più dura perché la rosa non riesce a sopperire a tutte le mancanze. Rispetto all’anno scorso siamo un po’ più indietro, ma siamo una squadra totalmente rinnovata: sono rimasti solo due atleti, c’è stato un cambio generazionale totale, ci vuole tempo. Ma siamo una squadra viva“.

Il tecnico ha spiegato come e quanto il Covid ha inciso sulla vita del Gabbiano:

Quando è successo la prima volta, noi eravamo in riunione e mentre aspettavamo l’esito dei tamponi stavamo guardando il video degli avversari. Quando è arrivato il nostro dirigente e ha indicato dicendo “tu, tu e anche tu a casa in isolamento” abbiamo visto dieci giocatori sparire con le lacrime agli occhi: per dieci giorni sono stati nascosti al mondo e questo ci ha portato grossi problemi in rosa. La partita in questi momenti non è diventata più l’obiettivo della settimana, ma lo è stato passare l’esito del tampone. Ciononostante tutto sta funzionando: i ragazzi (tutti tranne due) erano asintomatici e se non avessero fatto il tampone, sarebbero andati in giro normalmente. Così invece, quantomeno non portiamo danni alla comunità“.

In chiusura il sogno nel cassetto di Scienza:

Riavere un’altra chance, dopo quella avuta a Brescia, per affrontare la serie B. Allora, dopo un inizio strepitoso, era andato tutto storto. Mi piacerebbe quindi potermi riproporre per vedere se a distanza di anni qualche errore in meno si può fare. Di sicuro cerco sempre di portare con onore la nostra zona nel mondo del calcio e vorrei poter essere da apripista, come lo sono stato da atleta, per altri colleghi del territorio che lavorano tra i dilettanti e son molto bravi“.

Nardò, il presidente Donadei: «Proviamo a gettare le basi societarie e tecniche per una stagione 2021-22 che…»

La sconfitta interna contro il Taranto, ha fatto calare il sipario sul 2020 del Nardò. Nonostante l’ultimo passo falso nel derby, quello che volge al termine non può che considerarsi un anno positivo per i granata, almeno sotto l’aspetto prettamente calcistico, come confermatoci in esclusiva anche dal presidente Salvatore Donadei.

BILANCIO – “Parlando sotto l’aspetto strettamente di sportivo e societario, credo che il 2020 per noi non può che considerarsi positivo. Nello scorso campionato abbiamo centrato quello che di fatto era l’obbiettivo dichiarato, vale a dire la permanenza in categoria. Ad otto giornate dal termine la squadra era a soli due punti dalla salvezza diretta, che verosimilmente sarebbe arrivata anche sul campo. Con grande passione, voglia e battaglie legali, ce l’abbiamo comunque fatta, portando a casa il traguardo che ci eravamo e avevamo promesso. In questo momento saremmo invece abbondantemente salvi, con addirittura vista sui playoff, riuscendo quindi a mantenere le promesse e le premesse, parlando di crescita sia della società che della squadra, situazioni che per ora si possono riscontrare sul campo”.

SPERANZE – “Per ciò che riguarda il nuovo anno, mi auguro di poter a rivedere quanto prima i tifosi allo stadio. In maniera contingentata e ovviamente controllata, come avvenuto per una sola partita in questa stagione; serve veramente trovare una soluzione a questo problema, perchè non se ne può davvero più. Questo lo dico sia da un punto di vista societario legato agli incassi, ma soprattutto da un punto di vista legato ai valori e alla passione. Il calcio è della gente, e senza tifosi, calore, coreografie e quant’altro, non è vero calcio. Questa è la mia speranza più grande, ma credo anche la più fattibile. Con un po’ di buon senso e meno ipocrisia da parte delle istituzioni, questo desiderio può tornare ad essere realtà, con la speranza, che la curva torni nuovamente ad abbassarsi. Parlando sotto l’aspetto tecnico, mi auguro che si possa continuare a fare bene. Questo per il Nardò è una sorta di anno zero; nello scorso campionato abbiamo ripianato i debiti della precedente gestione, mentre quest’anno non avendo grossi problemi, nonostante la questione Covid, abbiamo comunque messo su una buona squadra. Contiamo di fare un campionato oltremodo tranquillo, provando poi a gettare le basi societarie e tecniche per una stagione 2021-22 che, chissà, potrebbe rinverdire gli antichi fasti di questa gloriosa società”.

Gravina, ora parte il toto allenatore: le ultime per il dopo De Leonardis

Pasquale De Candia, ex tecnico di Casarano e team Altamura sembrerebbe essere uno degli allenatori sul taccuino del diesse del Gravina Gabriel Maule, il quale dopo l’esonero di Deleonardis è alla ricerca di un nuovo trainer.

Quella che porterebbe a De Candia sarebbe più che una semplice ipotesi, dal momento in cui sembrerebbe che il neo acquisto Carlo Vicedomini stia spingendo per ritrovare il suo ex allenatore. Questo è quanto fino ad ora raccolto dalla redazione di tuttocalciopuglia.com, seguiranno aggiornamenti. 

Roberto Felleca (Presidente Foggia): “La squadra c’è. Gli odiatori e i disfattisti perdono sempre”

Il Foggia ha chiuso il 2020 a quota 27 punti, al terzo posto anche se a pari punti con Avellino, Catania, Teramo e Catanzaro, dietro alle due favorite (Ternana e Bari):

Il fatto che oggi siamo lì a pari punti con chi ha investito decisamente molto più di noi, dimostra che la squadra c’è, e soprattutto credo che i fatti dicano che è tutto merito della nostra competenza” ha confidato Roberto Felleca, presidente rossonero ai microfoni di gianlucadimarzio.com.

Eppure l’avvio non è stato eccellente: dopo la prima vittoria all’esordio in casa, sono arrivate quattro sconfitte consecutive, con il Foggia in zona retrocessione.

Nei momenti difficili il segreto è stato seguire il progetto tecnico-societario senza farci influenzare dai fattori esterni – ha ammesso Felleca – eravamo convinti dei nostri mezzi e del lavoro che stavamo mettendo in pratica, il resto lo ha fatto l’affinamento degli automatismi, lo spirito di volontà e l’amalgama, oggi posso dire che siamo un gruppo bellissimo“.

Alcuni episodi tuttavia hanno rischiato di intaccare questa serenità:

Per quella che è adesso la nostra posizione ed il trend di risultati avrei tutte le armi per togliermi sassolini dalle scarpe, ma non voglio farlo – ha raccontato il numero uno del club pugliese. – A Foggia ci sono tante brave persone che amano questi colori e voglio godermi queste. Se mai dovessi salutare Foggia vorrei farlo così: ricordando l’amore incondizionato di questa città per questa squadra. A chi in modo esagerato scrive e critica ma soprattutto offende la gente nell’animo dico solo che gli odiatori e i disfattisti perdono sempre“.

E oggi si inizia a parlare di mercato.

Sarà condiviso con Corda e Marchionni – ha concluso Felleca – cercando di capire quello che può migliorarsi ed intervenendo in maniera intelligente dando, ovviamente, sempre uno sguardo a chi esce per individuare chi entrerà“.

Filippo D’Andrea (Foggia): “Obiettivo salvezza, c’è rammarico per l’avvio lento”

Autore di quattro gol nell’ultimo mese, Filippo D’Andrea è uno dei giocatori più in forma del Foggia che ha chiuso l’anno solare con una striscia positiva di sei risultati utili e quattro vittorie consecutive:

Qui sto imparando tanto e sto crescendo grazie all’aiuto dei compagni – afferma l’ex SFF Atletico ai microfoni della Gazzetta dello Sport – La maglia del Foggia va onorata e ringrazio chi mi ha dato la possibilità di farlo. Nel 2021 spero di aiutare ancora di più la squadra a centrare l’obiettivo salvezza. Ora stiamo facendo bene, anche se c’è il rammarico per qualche punto perso all’inizio”. 

Fasano, due nomi “caldi” per sostituire mister Catalano

Dino Bitetto oppure Antonio Foglia Manzillo.

È corsa a due per la panchina del Fasano, con il presidente Franco D’Amico che si è preso qualche giorno di tempo per completare le proprie riflessioni in merito alla figura dell’allenatore che andrà a prendere il posto dell’esonerato Raimondo Catalano.

Se il primo è reduce da esperienze da vertice con Cavese, Cerignola e Casarano, il secondo è un esperto di imprese-salvezza.