Archive 29/06/2021

Corriere dello Sport – Da Berra a Brosco, il Bari cambia volto

© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L’edizione odierna di Corriere dello Sport fa il punto su alcune trattative portate avanti dal Bari in questi primi giorni di mercato. “Via libera a Filippo Berra rientrato dal prestito al Pordenone che un anno e mezzo fa era stato spodestato proprio dal terzino abruzzese Ciofani. C’è invece Riccardo Brosco che può dare un nuovo volto all’assetto arretrato”.

Rassegna Stampa CalcioWebPuglia.it

Taranto, novità societarie in vista? La situazione


Sono giorni importanti in casa Taranto in vista dell’imminente futuro. Nella giornata di mercoledì 30 giugno, il Tribunale di Taranto valuterà la possibilità che Massimo Giove venga affiancato nella gestione del club: il nodo cruciale riguarda le quote azionarie della società, da poco meno di un anno sequestrate dalla Guardia di Finanza nell’operazione giudiziaria che ha riguardato l’attuale presidente del Taranto.

Se il Tribunale dovesse decidere per il dissequestro delle quote, l’imprenditore in questione, il cui identikit dovrebbe corrispondere a Domenico Distante, attualmente editore di Antenna Sud, entrerebbe nella compagine azionaria ionica, con tutta probabilità acquisendo la maggioranza delle quote. Lo riporta tuttocalciopuglia.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Pordenone e ALEA OFFICE ancora insieme

Il progetto del Pordenone Calcio, Club pronto ad affrontare la sua terza stagione di Serie BKT, cresce all’insegna di una forte continuità e di un percorso comune con prestigiosi partner del territorio. Dopo Omega, è Alea Office a essere confermato sponsor di maglia per l’annata 2021/22. Il marchio dell’azienda di Sarone di Caneva, leader nell’arredamento d’ufficio, sarà nuovamente presente sulla manica sinistra di tutte le divise da gioco. Il prolungamento della partnership è stato ufficializzato dai vertici di Alea, i fratelli Michela, Paolo e Tiziano Carlot, e il presidente del Pordenone Calcio Mauro Lovisa, incontratisi per la firma al centro sportivo Bruno De Marchi.

Dichiarazione vertici Alea Michela, Paolo e Tiziano Carlot: «Il Pordenone Calcio è per noi una famiglia, di cui siamo fieri di far parte dalla stagione 2017/18. Proseguiamo il nostro cammino con il Club del presidente Lovisa certi che la squadra ci regalerà grandi emozioni e soddisfazioni sportive. In un progetto che non è però solo calcio e campo: il Pordenone valorizza i giovani, l’educazione, il sociale e il territorio. Valori che accomunano anche la nostra realtà».

Dichiarazione del presidente del Pordenone Calcio Mauro Lovisa: «La famiglia Carlot è da sempre vicina al progetto neroverde, contraddistinguendosi per un affetto e una passione per i nostri colori davvero speciali. Siamo orgogliosi di dare ulteriore continuità alla partnership con una realtà del territorio così bella e prestigiosa».

Alea è un’azienda di arredamento ufficio specializzata in soluzioni Office design made in Italy. Avviata nel 1973 da Rino Carlot e Aldo Comelli, da sempre presente e operante nel mercato interno ed estero, mantiene una struttura a conduzione familiare.

 

Nella foto, da sinistra, Paolo Carlot, Mauro Lovisa e Tiziano Carlot.

Fonte: LEGA BTK – legab.it

Un percorso storico e moderno per il futuro del calcio bitontino – U.S. Bitonto Calcio

Intesa raggiunta tra Amministrazione Comunale e U.S. Bitonto Calcio, per una nuova gestione condivisa dello stadio “Città degli Ulivi”: la famiglia Rossiello dunque resta a Bitonto

Sempre più uniti per rilanciare e valorizzare il sogno calcistico di un’intera città, nonostante i tempi lunghi di burocrazia e appalti pubblici.

L’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Michele Abbaticchio, e la società neroverde del Presidente Francesco Rossiello guardano al futuro e programmano un percorso storico e moderno.

In questi giorni, infatti, sono stati diversi gli incontri tra le parti con l’obbiettivo di rilanciare lo stadio “Città degli Ulivi” con una gestione condivisa per migliorarne vivibilità e visibilità.

L’impianto di via Megra, come noto da mesi, sarà rimodernato e adeguato alla Serie C.

“Bitonto si apre ad una visione moderna di stadio, inteso come casa del commercio sportivo e punto di ritrovo a prescindere dagli appuntamenti sportivi – spiega il Sindaco Abbaticchio. L’armonia di questi giorni rappresenta un punto di ripartenza chiaro e definitivo per lavorare ancora insieme, allontanando polemiche non utili al bene della squadra e dell’immagine della Città”.

“Tutte le parti in causa hanno sofferto in silenzio, per colpe spesso non proprie, ma sono unite da un unico desiderio a tinte neroverde – continua il Sindaco –. Per i lavori allo stadio, dopo aver ottenuto il mutuo del credito sportivo, attendiamo a breve la graduatoria del bando “sport e periferie” a cui abbiamo partecipato con un progetto esecutivo, una volta chiuso questo iter saremo pronti ad appaltare gli interventi”.

“All’esito dei predetti interventi – aggiunge il primo cittadino –, la società neroverde procederà ad un ulteriore ammodernamento dell’impianto sportivo, a fronte di una concessione in utilizzo del medesimo, affinché lo stesso sia resa la moderna casa del calcio cittadino, luogo di aggregazione sportiva e sociale, nonché strumento di rilancio del paese sotto gli unici colori neroverdi”.

Il sogno del presidente Rossiello è quello di portare nel nuovo stadio le famiglie bitontine, nell’ottica calcistica più moderna.

“Dinanzi all’impegno assunto dal sindaco Abbaticchio e dall’Amministrazione comunale nel lavorare, nelle forme previste dalla legge, insieme, al fianco dell’U.S. Bitonto Calcio, ad un progetto di concessione pluriennale dello stadio, la famiglia Rossiello ha deciso di continuare a fare calcio nella città di Bitonto e coi colori neroverdi – è il commento del numero uno neroverde, Francesco Rossiello. La nostra società è pronta dunque a investire nuovamente per provare a riconquistare sul campo quel professionismo già guadagnato e che tutta la città merita. Siamo già al lavoro, col mio staff, per pianificare la prossima stagione e continuare a portare sempre più in alto il nome di Bitonto”.

Le interviste del Centenario, puntata sei – U.S. Bitonto Calcio

TI RICORDI… ANTONIO DELL’OGLIO?

Dodici mesi, dodici uscite dedicate ai grandi protagonisti della storia calcistica neroverde, il più che meritato e doveroso tributo ad alcuni degli attori indimenticabili che hanno scaldato le domeniche pallonare dei bitontini nell’ultimo cinquantennio, facendoci esultare per un gol, una parata, una giocata in mezzo al campo, un intervento difensivo o semplicemente perché hanno indossato la Nostra maglia davvero con lo spirito dell’indomito Leoncello

Le interviste del Centenario sarà la rubrica che vi terrà compagnia nel corso di questo 2021 che coincide con il compleanno “secolare” del Bitonto Calcio, cento anni attraversati da gioie, dolori, speranze, delusioni, vittorie esaltanti e cadute dolorosissime. Momenti caratterizzati, sempre e comunque, nel bene o nel male, da un comune denominatore: la passione sportiva di una città che non ha mai smesso di lottare e rialzarsi.

Si può giocare una soltanto stagione con il neroverde addosso e rimanere per sempre nel cuore dei tifosi che venivano ad applaudirti al “Città degli Ulivi”, nonostante un’età non più verdeggiante e senza vincere alcun trofeo?

Sì, se ti chiami Antonio Dell’Oglio. Il difensore-centrocampista nato a Milano nel 1963 ha infatti giocato per il Bitonto solo nel 2003-2004, una stagione sportiva senza grandi acuti per i leoncelli, capaci di ottenere una salvezza tranquilla (42 punti, classificandosi al dodicesimo posto) e di raggiungere gli ottavi in Coppa Italia di Serie D. Quella del Bitonto è stata la penultima casacca indossata dal calciatore Antonio Dell’Oglio, prima del ritiro con la maglia dell’Ostuni e dopo una carriera costellata di numeri importanti nel professionismo: due Campionati di Serie B e una Mitropa Cup vinti, centinaia di presenze fra A, B e C, nonché una finale di Coppa Uefa persa con la Fiorentina di Roby Baggio e Dunga contro la Juventus di Schillaci, Casiraghi, Tacconi, eccetera…

Qualche mal informato potrebbe pensare che il buon Antonio – persona davvero buona, anzi, squisita ed esemplare dal punto di vista umano – sia venuto a suo tempo a “svernare” nel nostro paese, giocando da quarantenne la sua penultima stagione giusto ad onor di firma, senza grande impegno o passione. E invece, chi se lo ricorda sia in campo che fuori, ha ben impressa la sua immagine di atleta ancora fortissimo, integro, elegante e impeccabile, nel rettangolo verde, ma soprattutto educato, equilibrato e serio all’ennesima potenza, anche lontano da esso. Un autentico Signore del Pallone. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e conversarci, appena tornato dall’Abruzzo, dove con la Vastese della quale è stato vice-allenatore in questa stagione ha chiuso a metà classifica il girone F della Serie D 2020-2021. Leggiamo le sue parole esternate, con le consuete buone maniere, per la sesta uscita delle nostre “Interviste del Centenario” del Bitonto Calcio, squadra alla quale Antonio Dell’Oglio ha senz’altro lasciato un’indimenticabile traccia del suo passaggio professionale e umano.

Ciao Antonio. Come si fa a giocare una sola stagione in una squadra, senza vincere nulla tra l’altro, e lasciare un ricordo indelebile nei suoi tifosi?

“Probabilmente perché ho sempre seguito alla lettera la mia regola principale: dare tutto, comportandosi da professionisti dal primo all’ultimo giorno. Inoltre, ho giocato a Bitonto al mio penultimo anno da calciatore, non pensando assolutamente alla carriera passata, perché in quel momento aveva senso solo giocare al massimo delle mie possibilità in quella squadra, come se stessi ancora in A, B o C”.

Quali sono, invece, i tuoi di ricordi legati al Bitonto e a Bitonto.

“Viaggiavo ogni giorno da Trani a Bitonto, con piacere. Avevamo Forte come DS e Ragno in panchina e ci salvammo bene. Purtroppo, però, quella stagione vissuta da ‘pendolare’ mi ha fatto vivere poco la città, eppure il calore della gente bitontina si sentiva eccome! Mi ricordo, in particolare, che i tifosi pretendevano l’attaccamento alla maglia e, prim’ancora di chiedere la vittoria in campo, ti chiedevano di sudartela fino all’ultimo secondo senza tirarsi mai indietro. Spero di non averli delusi in questo”.

Dopo il ritiro da calciatore, ti si è visto spesso sulla tribuna coperta del “Città degli Ulivi”. Solo lavoro o anche il piacere di tornare in un ambiente che ti ha lasciato sensazioni e “fotografie” piacevoli?

“Sicuramente anche piacere e non solo lavoro. Ho trovato tante belle persone e amici a Bitonto, devo essere sincero. La stagione recente del Leoncello che ho vissuto maggiormente dagli spalti del ‘Città degli Ulivi’ è stata quella con Taurino in panchina. Ho allenato Roberto a Brindisi, era già un leader e allenatore in campo, con lui è rimasto un gran bel rapporto anche al di fuori del rettangolo verde. Mi sono divertito quell’anno, finché si è giocato. Peccato soltanto per com’è andata a finire, perché il Bitonto, il suo allenatore, i ragazzi (una squadra composta da ottimi giocatori) e la città avevano meritato al 100% quanto raggiunto sul campo…”.

Nonostante la prima fase della tua vita trascorsa al Nord, hai giocato l’intera seconda parte della tua carriera per squadre del Sud Italia, fra cui molte in Puglia, dove hai deciso anche di vivere. Come mai queste scelte?

“I miei genitori sono di Trani, dove vivo tutt’ora, ma il ‘nominativo’ Dell’Oglio è originario di Bisceglie, addirittura ho degli antenati con il titolo di ‘Conti’ nel territorio di Bisceglie! Trascorrere qui al Sud la seconda parte della mia vita e della mia carriera da calciatore è stato per me un vero ritorno alle origini, alle radici, pur essendo nato a Milano. L’ho fatto principalmente per cercare di dare una certa serenità ai miei figli e poi perché le atmosfere calcistiche che si respirano sui campi meridionali sono uniche. Infatti, anche il girone H della Serie D è il più affascinante, competitivo e stimolante di tutti, per un uomo di calcio a questi livelli, senza alcun dubbio”.

In questo tuo quadro personale a forti tinte meridionali, quale ruolo hanno giocato i colori e gli appassionati neroverdi?

“Ho giocato in D anche in piazze con un pedigree maggiore rispetto a Bitonto, ma nonostante ciò ho trovato nella vostra città una stabilità notevole, tanto da reputare quella di venire da voi nel 2003 la scelta migliore che avrei potuto fare in quel momento preciso della mia carriera. Ho sempre voluto mostrare ai bitontini prima le mie qualità di persona e poi quelle del calciatore Antonio Dell’Oglio. Spero di esserci riuscito…”.

Tranquillo, Antonio, a Bitonto sportivi e tifosi ti ricordano tutti con molto piacere: il guerriero che con classe e buone maniere trascinava sempre gli altri compagni in campo, l’ultimo a mollare, nonostante i quarant’anni pieni stampati sulla tua carta d’identità di allora.

Segui sempre le vicende pallonare di Bitonto?

“Guardo sempre i risultati del girone H, non solo per lavoro, ma anche perché ho tanti amici nel calcio pugliese, tra cui Pizzulli e Taurino, come già detto. Sì, negli ultimi tempi ho sempre seguito le vicende del Bitonto, sia quelle brutte che quelle belle, come ad esempio l’ottimo assetto societario che si è creato. E i risultati delle annate recenti lo confermano… Ovunque vada ad allenare ripeto sempre la famosa ‘addizione’ di Fabio Capello: buoni giocatori + buona società = ottimi risultati. E a Bitonto si sta andando verso quella direzione già da un po’!”.

A tal proposito, hai avuto modo di conoscere personalmente l’attuale Dirigenza neroverde, a partire dal Presidente Rossiello?

“Di persona, non ho conosciuto ancora nessuno, ma mi farebbe molto piacere se accadesse. Soprattutto il Presidente Rossiello andrebbe esaltato più di quanto già si faccia, per quello che sta dando alla comunità sportiva bitontina. Merita solo tanto rispetto, io ho girato tanto per squadre / società e nel calcio dilettantistico (ma non soltanto…) situazioni solide come la vostra sono difficili da trovare, a maggior ragione dopo gli ultimi due anni pandemici che abbiamo vissuto…”.

Presidente, lo invitiamo o no a Bitonto per un “caffè”, al buon Antonio?

Un tuo giudizio sul girone H terminato con la finale playoff Picerno – Fidelis Andria. Il Campionato è stato vinto dalla compagine per te più forte, vale a dire il Taranto di cui sei stato anche calciatore? Il resto della graduatoria, con Picerno, Fidelis Andria, Bitonto e Casarano, ha rispettato i reali valori tecnici delle big in ballo?

“Comprare tanti giocatori e di qualità non dà la certezza di vincere un Campionato, credo che il Taranto lo abbia dimostrato alla grande. È stata una stagione anomala, lo sappiamo bene, il girone H è il top che ci sia in Serie D e primeggiarvi è ogni anno difficilissimo. Il Taranto è stata la squadra più costante, per questo ha meritato di vincere. Il Picerno è da C e ci tornerà prima o poi, ha una proprietà seria alle spalle e forse paga solo il piccolo ‘bacino d’utenza’. L’Andria, in cui gioca uno dei miei pupilli Manzo, è stata la vera sorpresa del Campionato; un gran bel gruppo dove sono stati fatti acquisti mirati e funzionali al modo di giocare del suo allenatore che, tra l’altro, è stato molto bravo a creare quello che ha creato. La piazza poi è di quelle importanti, anche se ‘particolare’, con un pubblico esigente e facile alla contestazione. Ma se le cose vanno bene, sempre pronto a sostenere alla grande la squadra. Il Casarano è stata la delusione maggiore, mentre il Bitonto ha patito sicuramente la partenza ad handicap, lo stesso cambio di allenatore fan ben capire come sia stata una stagione tribolata, condizionata da tanti, troppi problemi”.

Non puoi esimerti nemmeno dal dirci la tua sul girone F, dove si è registrato il dominio del forte Campobasso di mister Cudini. Il bilancio della vostra stagione.

“Nel nostro girone avrebbero sicuramente potuto contrastare un po’ di più il Campobasso l’ambizioso Notaresco, a cui è stata fatale proprio la sconfitta contro di noi che avevamo bisogno di punti salvezza, e il Pineto che ha alle spalle una società incredibile, forse quella più di prospettiva di tutto l’Abruzzo dilettantistico. Il miglior gioco che si è visto è stato quello del Campobasso, un 4-3-3 bello da vedere e costruito alla perfezione dal suo allenatore e dagli uomini che si sono occupati del mercato assieme a lui. Complimenti. Noi abbiamo avuto due ondate Covid che ci hanno interrotto in entrambi i casi le strisce di risultati utili consecutivi che stavamo ottenendo. Con gli impegni sempre ravvicinati, a causa dei tanti recuperi (anche voi a Bitonto ne sapete qualcosa…), è stata dura risalire la china, ma i nostri tifosi, seppur esigenti visto che hanno visto anche la Serie C da quelle parti, ci hanno applaudito a fine stagione. E noi li ringraziamo, l’importante era salvarsi, per come si stavano mettendo le cose laggiù in zona playout…”.

Nel vostro raggruppamento militavano, tra gli altri, due ex neroverdi quali Silvio Merkaj e Pasquale Tedone. Hai avuto modo di incrociarli?

“Con Merkaj ho avuto anche un piccolo battibecco in campo, ma devo dire la verità: mi ha fatto ricredere sulle sue qualità. Infatti, giocherà in C l’anno prossimo… L’anno a Bitonto con Taurino non lo aveva visto grande protagonista, tanta panchina e pochi gol fatti, invece, quest’anno ha disputato una grande stagione e ci ha pure segnato! Tedone invece no, non l’ho incrociato”.

Lasciamoci con un saluto per tutto il popolo bitontino e, perché no, magari con un arrivederci ad un futuro prossimo che possa riproporre Antonio Dell’Oglio e il Leoncello di nuovo insieme…

“Sarei onorato di tornare, perché il popolo bitontino mi ha sempre lanciato tanti attestati di stima. Oltre alle altre piazze blasonate in cui ho giocato, Bitonto è rimasta nel mio cuore, ho conosciuto tante belle persone e, quindi, chissà un domani… Per il momento, auguro a questi colori di salire il più in alto possibile, ormai ci sono tutte le componenti giuste per poter ambire ad un futuro stabile nel professionismo. Forza Bitonto!”.

Barletta 1922 Grazie a tutti i nostri sponsor e a coloro i quali ci hanno sostenuto

Grazie a tutti i nostri sponsor

Con la chiusura della stagione 2020-2021 che ha decretato la promozione in serie D della Virtus Matino, cui vanno le nostre congratulazioni, è arrivato il momento di rivolgere un caloroso GRAZIE a tutti coloro i quali ci hanno sostenuto.

Grazie a Vitulano, Risparmio Casa, Dimac, Automurgia, Teknofilati /Teknoaccessori, Ascensori Fiore, In service, Studio dentistico Palladino, Bianca D. Ed a tutti i ristoratori che hanno ospitato staff e calciatori.

Grazie, naturalmente, anche a chi ha dato in qualsiasi modo il suo piccolo contributo alla causa biancorossa. Forza Barletta!

Tonino Donatiello (Vicepresidente Virtus Francavilla): “Taurino uno di noi. Perez? Patito sua assenza”


Tonino Donatiello, vicepresidente della Virtus Francavilla, ha parlato ai colleghi del Quotidiano di Brindisi dei ritorni di Taurino in panchina e Perez in campo: “Taurino è uno di noi, al di là che sia stato capitano di questa squadra, è serio, è competente, ama troppo il suo lavoro, lavora tutto il giorno come magari alcuni suoi predecessori. Per fare bene serve questo. Perez? Leo ha fatto una scelta importante. Sono convinto che con il suo carisma farà bene, non ci nascondiamo: quando è andato via, abbiamo subito tanto la sua assenza sotto tutti i punti di vista. Sono felice che sia tornato con noi“.

Fonte:TuttoC.com

Dilettanti per passione. Diretta FB questa sera ore 19.30. Conduce Sipontina Prencipe

Dilettanti per passione. Diretta FB questa sera ore 19:30. Ospite Fernando Pero, Segretario Generale A.C. Nardò.

Nardò 28 giugno 2021

Questa sera alle 19.30 in diretta Facebook, sul profilo della giornalista Sipontina Prencipe, andrà in onda “Dilettanti Per Passione,” programma di sport a 360 °.Temi del giorno:
Playoff Eccellenza Pugliese;
Serie D Girone H, con particolare attenzione all’AC Nardò;
Ottavi Di Finale Uefa Euro 2020, Italia-Austria e prossima gara degli azzurri.
Ospiti della trasmissione:
– Sabino Paradiso, Team Manager Canosa Calcio 1948;
– Fernando Pero, Segretario Generale A.C. Nardò;
– Giuseppe Scaringella, Allenatore Corato;
– Mimmo Oliva, Allenatore Ugento;
– Antonio Baldassarre, giornalista Manfredonia News.