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| Manfredonia, Cinque: “Vinto contro una squadra di grande qualità. Bravi a crederci”
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Franco Cinque (Manfredonia), il lungo percorso
A tre settimane dalla scorsa intervista, ritorna il mister Cinque ai nostri microfoni e dichiara:
“Non è stato facile recuperare ed in effetti non penso sia ancora terminato il lavoro di rinforzamento. Essendo un tecnico, devo adattarmi all’organico che mi viene fornito e fare in modo che tutti abbiano un posto in campo. Ultimamente, seppur il mercato non sia terminato e di conseguenza bisogna parlarne alla stampa con prudenza, posso dire che abbiamo “rimpolpato” la rosa almeno con almeno tre elementi. Per fortuna, la nostra infermeria si può considerare vuota, a parte qualche normale fastidio che si può avere (a causa anche della diversa temperatura del comune di Monte Sant’Angelo rispetto alla cittadina marina sipontina, ndr)”.
È importante, dunque, ricordare che ultimamente la società si è mobilitata nel cercare rinforzi, accogliendo l’appello sia del mister che dei tifosi:
“Da parte della direzione c’è totale disponibilità e fiducia e da parte mia sono ricambiate. Altre variazioni in rosa? Se ci saranno non dipenderanno da me, ma dalle possibili circostanti che posso essere disciplinari, di competenza ecc.”
Riguardo le ultime gare, racconta:
“Contro il Vieste, come a noi accade spesso, la tenacia si è affievolita nel secondo tempo, potevamo portare a casa i tre punti, tralasciando che il rigore al 92′ è stato, a parer mio, decisamente dubbio. Penso che questi elementi possano influenzare tanto i risultati e dare meno spazio alla meritocrazia, ma questo è un aspetto fondamentale dello sport, non solo del calcio . Invece, con l’U.S Bisceglie la circostanza è stata differente. È una squadra con forti cardini ed esponenti di spicco per questa categoria, però noi volevamo a tutti i costi portare a casa la vittoria, così abbiamo regalato un’altra gioia a questo splendido pubblico che è disposto a venire in alta quota pur di seguirci”.
Domenica, i ragazzi del “Miramare” sfideranno il Di Benedetto Trinitapoli (ex Barletta, allenato da Cinque fino a settembre, ndr) e non vi è alcun dubbio che questa gara verrà affrontata a muso duro come tutte le altre, non è vero mister?
Michela Rinaldi
| Barletta sul Gargano, Corato con Orta Nova. Spicca nel girone A Trinitapoli-Manfredonia
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Manfredonia, Pres. Rodice contro l’abolizione dei playoff: “Decisione insensata. Campionato falsato”
L’Ing. Gianni Rotice è contrario a quanto stabilito di recente dal Comitato Regionale Puglia FIGC/LND, ossia abolire i playoff d’Eccellenza. Questa decisione porterà infatti soltanto le prime classificate dei due gironi a contendersi la promozione in Serie D tramite una finale in campo neutro. Ed è per questo che il presidente del Manfredonia ne ha chiesto ufficialmente la revisione.
“Una decisione che va contro le stesse regole del buon senso. Regole che dovrebbero essere stabilite prima dell’inizio del Campionato al fine di permettere alle società di investire le proprie risorse per organizzare al meglio il torneo e le stesse ambizioni finali“, è il pensiero del signor Rotice che si legge dalle pagine online del IlSipontino.net.
Rotice si è soffermato anche sul fatto che in altre regioni, come la Basilicata ad esempio, “i play off d’Eccellenza si disputeranno regolarmente, come previsto dal Comunicato ufficiale n. 1 della Lega Nazionale Dilettanti diramato il 1° luglio 2021 che, invece, è stato completamente ignorato dal direttivo pugliese“.
“Dal mese di gennaio 2022 molti organici, calcolando l’impossibilità di raggiungere obiettivi, potrebbero essere smantellati – ammette Rotice – per finalità di risparmio economico, con un campionato che risulterà completamente falsato“.
L’Unione Calcio soccombe al Manfredonia
Primo stop esterno per gli azzurri, superati per 3-2 dalla compagine garganica, al termine di una gara vivace e combattuta
S’interrompe dopo due turni la striscia positiva dell’Unione Calcio, sconfitta per 3-2 dal Manfredonia al “Comunale” di Monte Sant’Angelo nel settimo turno di campionato.
La gara entra subito nel vivo, con il punteggio che si sblocca dopo soli 15’ in virtù del vantaggio garganico siglato dall’ex Ingredda, abile a trovare l’incornata sul primo palo da corner di Trotta.
Immediata la risposta degli azzurri, affidata al pari firmato Zinetti dopo tre giri di lancette, letale nella conclusione in area piccola su assist di Piarulli.
I ritmi della contesa non accennano a calare e, pochi secondi dopo la mezz’ora, il Manfredonia rimette nuovamente la freccia ancora con Ingredda, che castiga nuovamente con un colpo di testa gli azzurri, finalizzando un contropiede.
Galvanizzati dal nuovo vantaggio, i sipontini accarezzano il tris al 39’ con Eletto, ma Lullo si supera nella risposta sulla conclusione ad incrociare dalla sinistra.
L’Unione Calcio ha la palla del 2-2 pochi minuti più tardi: Andriano pesca Manzari che manca l’aggancio a tu per tu con l’estremo Mascolo.
La prima frazione si chiude con il Manfredonia in avanti, Trotta intercetta un passaggio impreciso degli azzurri e prova a beffare Lullo con un pallonetto che termina di poco a lato.
Nella ripresa è l’Unione Calcio a far appuntare la prima occasione grazie alla conclusione dalla distanza di Manzari, disinnescata in due tempi da Mascolo.
Al 24’ Colangione atterra in area di rigore Amoroso, per il direttore di gara non ci sono dubbi sul calcio di rigore: Manzari s’incarica della battuta impeccabile, per il meritato pareggio biscegliese.
Lo stesso numero nove azzurro, due minuti più tardi, sguscia sulla sinistra, trovandosi a tu per tu con Mascolo, l’estremo di casa è bravo nell’anticipo e disinnesca l’iniziativa di Manzari.
La sfida non risparmia capovolgimenti di fronte ed al 36’ il neoentrato D’Imperio risolve in mischia sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, insaccando di testa la sfera smanacciata dal subentrato Di Bari e rimessa in area da Colangione, per il 3-2 garganico.
Ancora tutto da rifare, quindi, per l’Unione Calcio che al 40’ ci prova ancora con Manzari direttamente su calcio piazzato, provvidenziale la deviazione in corner della barriera.
Gli azzurri alzano ulteriormente il ritmo nei minuti finali ed al 43’ Camporeale tenta di risolvere con una conclusione dalla sinistra, smanacciata da Mascolo.
Forcing finale infruttuoso per i biscegliesi, che incappano nel secondo stop stagionale, il primo esterno.
Domenica prossima la compagine del tecnico Rumma tornerà al “Di Liddo”, dove ospiterà il San Marco, reduce dal pari interno contro Borgorosso Molfetta.
MANFREDONIA – UNIONE CALCIO BISCEGLIE: 3-2 (2-1 pt)
Manfredonia: Mascolo, Cicerelli, Manna, Laborda, Colangione, Morro, Trotta (46’ st Stoppiello), Eletto, Ingredda (27’ st Monopoli), De Battista (27’ st D’Imperio), Salvemini. A disp: Sarri, Ciuffreda, Persichella, Lauriola, Sementino, De Filippo, Stoppiello. All. Cinque.
Unione Calcio: Lullo (23’ st Di Bari), D’Alba (39’ st Tedone), Preziosa (1’ st Amoruso), Zingrillo, Andriano, Digiorgio, Zinetti, Inchingolo (23’ st Camporeale), Manzari, Amoroso, Piarulli. A disp: Bufi, Quacquarelli, Mastrorilli, Petrignani, Binetti. All. Rumma.
Arbitro: Rocco Epicoco (Brindisi); assistenti: Alessandro Scrima (Taranto), Luca Latini (Foggia).
Marcatori: 15’ pt e 33’ pt Ingredda (M), 18’ pt Zinetti (U), 23’ st Manzari (U) (rig.), 36’ st D’Imperio (M).
Ammoniti: Zinetti (U), Amoroso (U), De Battista (M), Colangione (M).
Ufficio Stampa Unione Calcio Bisceglie
| Atletico Vieste – Manfredonia 2-2
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Franco Cinque, un ritorno inaspettato a Manfredonia
A causa dei pochi punti raccolti nelle prime tre giornate, mister Ricucci è stato sollevato dal suo incarico e così ha ripreso il suo posto Franco Cinque, per la terza volta:
“Non mi aspettavo di essere chiamato da un dirigente sipontino così presto dopo le divergenze con il presidente del di Benedetto Trinitapoli (ex Barletta, squadra con cui ha battuto il Donia durante i play off, proprio al Miramare), ma non c’è due senza tre (ride, ndr) e sono fiero di tornare qui. Sono di Manfredonia e grande tifoso, ho sempre pensato che negli ultimi anni meritasse di più. Che gruppo ho trovato? Nonostante le difficoltà siamo uniti, sappiamo che mancano elementi importanti soprattutto in difesa e per questo la società si applicherà e aspettiamo con ansia anche il completo recupero di Sementino”.
Ha anche un occhio di riguardo nei confronti dei tifosi, aggiunge infatti: “Non è sbagliato considerarli <dodicesimo uomo in campo>, sanno darti la giusta carica e grinta, noi contiamo sempre sul loro appoggio. Tenendo in conto la diversa sede di gioco (per ora si gioca a Monta Sant’Angelo), apprezziamo chi viene a trovarci e si spera al più presto di tornare al Miramare”.
Sull’impostazione di gioco, non sembra che Cinque abbia pensieri molto rigidi: “Enfatizzare una fase è controproducente e spesso fallimentare , va messo in atto il giusto equilibrio e comprendere quali uomini si ha a disposizione, in questo modo non c’è neanche necessità di parlare di schemi o moduli, ma di gioco e basta”.
Ex difensore del Donia, ha dietro di sé una lunga carriera nelle serie minori: “Ho occupato per la prima volta l’area tecnica nel 2009, subito dopo aver terminato la mia carriera da calciatore, a Vieste, ho iniziato ad allenare. L’anno dopo, abbiamo vinto il campionato di Promozione e siamo saliti in Eccellenza. Nel 2012, mi è stata affidata per la prima volta il timone dei biancocelesti ed sono rimasto fino al 2015. Dal 2015 al 2017 sono stata a Barletta, poi un anno a Trinitapoli e prima di venire qui ero tornato di nuovo a Barletta”.
Il nuovo mister non fa troppe promesse, solo una: dare il massimo per questa nuova sfida che, date le varie circostanze, sembrerebbe essere tutta in salita…
Michela Rinaldi
| Canosa a caccia dei primi punti in campionato: domenica arriva il Manfredonia
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Manfredonia Calcio, esonerato il tecnico Celestino Ricucci
L’allenatore Celestino Ricucci è stato esonerato nella mattinata odierna. Il suo successore verrà annunciato nelle prossime ore. Personalmente a lui vanno i ringraziamenti per aver gestito la squadra in questi mesi, con dedizione e premura.
Michela Rinaldi
Francesco Ciuffreda (Manfredonia), un ragazzo cresciuto al Miramare
Ormai ha 19 anni, il difensore che ha esordito tra i “grandi” quando indossava ancora la maglia degli allievi, così Francesco Ciuffreda ci racconta di queste esperienze:
“In realtà, la mia prima squadra è stata la Salvemini, dove ho conosciuto anche Nico quando avevo 7 anni. Dopo due anni sono venuto qui e ho continuato, fino ad arrivare rapidamente in prima squadra. Anche se sono rimasto qui, penso di essere cresciuto perché l’ambiente è sempre stato favorevole, mi sono trovato in sintonia con tutti i ragazzi e mister. Se si lavora serenamente non si hanno problemi nel migliorarsi”.
A proposito di allenatori, ricorda chi gli ha dato completa fiducia: “Partendo da Agnelli, tutti mi hanno incoraggiato sempre, sia in campo che fuori, in particolar modo mister Rufini, con cui potevamo veramente coronare il sogno“.
Nel settore giovanile gli era stato affidato un posto in centrocampo, ma poi le cose sono cambiate: “Per fortuna ci si è resi conto che fare il filtro non faceva proprio per me (ride, ndr) e che era la difesa pane per i miei denti, per questo il mio è un gioco duro e rischioso da un punto di vista sanzionale. Non a caso il mio primo numero di maglia è stato il 5”.
Il suo “attaccamento alla maglia” nasce in realtà da lontano, poiché da piccolino guardava le partite al Miramare con suo nonno. Non solo, la sua famiglia ha appoggiato le varie scelte: “Mi hanno sempre apprezzato, anche se a causa degli impegni ho perso un anno a scuola. Ci tengono a vedermi giocare, perché sanno che con un pallone tra i piedi sono felice, penso siano orgogliosi di me”.
Come già ha anticipato, i ricordi sono tanti ma alcuni si possono riportare: “Il periodo del covid mi ha completamente scosso, il gruppo non era lo stesso in maniera individuale, però al ritorno abbiamo mostrato di aver superato del tutto i disagi, tralasciando il risultato. Un ricordo bello? Quando mi hanno detto che avrei giocato in prima squadra. In fin dei conti, quando vedevo in campo i calciatori del Donia dicevo che un giorno avrei voluto far lo stesso, potevo non esserne felice?”.
Anche se il suo ruolo non è “da gol”, ne ha comunque realizzati e dedicati qualcuno ad un suo amico: “Io e Niccolò viviamo le stesse emozioni, lui gioca nel Calcio a 5, così ci scambiamo le reti dedicate (ride, ndr)”.
Un giovane così innamorato del calcio, poteva non avere una fede calcistica? Risposta, no: “Certo che sono tifoso, rossonero precisamente. Mio padre tifa per i cuginetti e quando c’è il derby casa mia si trasforma. Un calciatore a cui mi ispiro? Ho tanta stima per Sergio Ramos, non esiste difensore migliore, almeno in Italia non è presente una figura del genere per il suo ruolo”.
Le considerazioni sul campionato sono abbastanza “pungenti”, poiché il difensore biancoceleste riconosce che c’è bisogno di un arduo lavoro, seppur con poche parole: “Ora che siamo fuori dalla Coppa possiamo concentrarci del tutto al campionato, io personalmente ho tanta fiducia, ma penso di non essere una voce fuori dal coro”.
In effetti, da ora si fa sul serio…
Michela Rinaldi
Manfredonia Calcio, anche Nico Salvemini torna in biancazzurro
Anche Nico Salvemini, centrocampista diciottenne manfredoniano, dopo l’esperienza triennale fatta a Ferrara, torna fra i sipontini e racconta: “A 6 anni ho iniziato a giocare a calcio con la Salvemini (prestigiosa società sportiva giovanile di Manfredonia) e non l’ho lasciato più. Ho anche vinto, qui al Miramare, un campionato con mister Marinaro Credo che sono ricordi indelebili. Giocare a Ferrara, nella Spal dall’età di 14 anni, è stato elemento di grande crescita personale e calcistica, tanto che, a proposito del mio ruolo posso dire che all’inizio giocavo come esterno e non a centrocampo, per questo non davo il massimo, poi ho fatto anche qualche presenza in Nazionale. L’ambiente era diverso, non solo per la categoria (la Spal era in Serie A) ma anche per la posizione geografica. Sono stati duri i primi giorni anche nell’ambito scolastico, ma poi man mano mi hanno conosciuto ed apprezzato. Quest’anno, dopo un periodo particolare nell’Audace Cerignola (Serie D), sono tornato su, ma le cose non sono andate benissimo e ho ricevuto la chiamata dallo staff sipontino per tornare a vestire questa maglia, potevo mai dire di no? (Ride, ndr)”.
La sua famiglia, volendo soprattutto il bene del “campione di casa”, l’ha sempre sostenuto, andando a trovarlo ogni quindici giorni (in occasioni delle sfide casalinghe). I bei ricordi sono tanti, ma in particolare il giovane ricorda “La prima sfida con i professionisti, contro il Brescia, è stata un’emozione unica, chi se la dimentica? Giocavo con gli Under 15. Sugli spalti non mancava la gente che mi conosceva, oltre alla mia famiglia. Ho fatto doppietta, addirittura una rete in zona Cesarini. Una pagina brutta, invece, è stata la sconfitta contro il Chievo. Quella finale di playoff, persa 5-1 non l’ho ancora digerito, lo ammetto”.
Parlando di numeri, è orgoglioso di dire che sulla sua prima maglia aveva c’era stampato il numero 10. Salvemini non sembrerebbe aver una grande passione per i team della serie A italiana, così accenna una sottile simpatia per la Juve. Riguardo gli idoli, il centrocampista spiega “Mi piace il carattere tecnico di Neymar e De Bruyne, penso che questo tipo di personalità formino l’aspetto vincente di una squadra, quello che i tifosi apprezzano di più”.
Prima della sfida contro il Trani, vinta 3-0 in casa, il Donia ha subito una sconfitta in Coppa Italia contro l’Atletico Vieste e su quest’ultima gara chiarisce: “Non è stato del tutto incoraggiante, lo ammetto, ma siamo stati anche un po’ sfortunati. Dopo l’espulsione di Colangione, abbiamo fatto una prestazione sofferta, ma a quel punto eravamo già in svantaggio. In panchina non avevamo a disposizione difensori centrali e Sementino ha avvertito anche dei problemi fisici, per fortuna ha recuperato rapidamente, comunque non ci abbattiamo, c’è pur sempre il ritorno. Anche se ho segnato, il gruppo non ha portato a casa la vittoria ed era questo ciò che conta, quando si è una squadra non si può ragionare in maniera individualista. Fiducia da parte del mister? Non mi aspetto nulla, durante le settimana mostro di voler stare in campo, allenandomi e se il mister lo ritiene opportuno mi schiera. Io faccio il mio dovere, ma è il mister a prendere le decisioni”.
Sia lo stadio che i tifosi sono parte integrante di questa società e Salvemini afferma: “Come già hanno dichiarato i miei compagni nelle interviste precedenti (per questa testata, ndr), è un peccato non poter usufruire del nostro campo. I ragazzi meritavano di vederci correre qui, dopo tutti i problemi legati alla pandemia”.
Il centrocampista ha parlato chiaro, ma per tornare al Miramare bisognerà aspettare almeno 4 mesi.
Michela Rinadi
| Scatta domani l'Eccellenza con numeri record: in casa Barletta, Corato e Manfredonia
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Francesco Ingredda (Manfredonia): Le esperienze mi hanno fatto crescere
Francesco Ingredda, attaccante classe 2000 di Bari, accetta di parlare un po’ di sé ai microfoni ed inizia dai suoi primi calci:
“All’età di 6-7 anni sono stato accolto in un una vecchia società sportiva barese, Green Park. Nei biancorossi (l’epoca di Matarrese, in serie A) sono andato per i pulcini e gli esordienti e subito dopo, a causa di alcuni problemi, sono tornato nel Green Park. All’età di 15 mi sono trasferito a San Marino per il settore giovanile. Bisogna dire che non è stato facile adattarmi in un luogo così lontano da casa, però ero abbastanza guidato e ho passato bei momenti. Ho giocato nel 2016 addirittura nella città eterna, la prima metà di stagione nella Vigor Perconti (eccellenza laziale) e il resto dell’annata nell’Unicusano Fondi per l’Under 17 , nella Lega Pro e vincemmo pure il campionato. Dopo queste tappe, sono tornato a casa mia, vicino Bari, nel team Altamura e ho disputato la juniores nazionale, allenandomi con la prima squadra. Nel 2018/2019 ho firmato col Terlizzi, ma ho dovuto abbandonare questa strada per andare a Bisceglie. Dopodiché, sono stato convocato al torneo delle regioni ma perdemmo la finale, vantando però il titolo personale di capocannoniere (9 gol). Nel 2019 sono tornato nel Bisceglie e nella seconda metà ho gareggiato con la maglia della Rutiglianese. Prima di approdare sul suolo sipontino, nel complicatissimo anno 2020, ho giocato nella promozione calabrese (Trebisacce, ndr), per poi ritornare a Brindisi nel 2021, ma purtroppo ci sono rimasto per poco tempo essendo arrivato a marzo”.
Il giovane, che ci tiene a precisare che ha varcato i vari campi sempre come punta centrale e che ha sempre avuto dietro le spalle il numero 9, ci parla anche un po’ della sua famiglia: “Hanno sempre appoggiato le mie scelte, anche le più complicate, come quella di trascurare la scuola. Loro vogliono vedermi felice e sanno che non sono come mio fratello a cui piace studiare (ride, ndr)”.
Riguardo i suoi gol, con gli occhi un po’ lucidi dichiara che sono dedicati a suo cugino Walter, scomparso tre anni fa all’età di 24 anni. Le sue attenzioni calcistiche sono sempre state rivolte alla squadra della sua città natale e a tal proposito spiega: “Spero di rivederlo di nuovo tra le grandi, ero troppo piccolo per godermi quei momenti in maniera intensa”.
Il suo idolo? Afferma di essere attratto dal modo in cui attacca Robert Lewandosky, del Bayer Monaco, in fin dei conti chi non lo sarebbe? Ingredda non dimentica, però, la lunga trattativa col Manfredonia: “Appena è stato contattato il mio procuratore, ci sono state alcune problematiche, ma fin da subito ho accettato questa maglia. Spero di onorarli, come ci chiedono di fare i tifosi, così da guadagnarmi il loro affetto. Questi ragazzi meritano tanto. Non tradirò la fiducia che riporrà in me il mister, il progetto parla chiaro e la cisa più importante è far valere la forza di un gruppo che ha “fame”. Un po’ dispiaciuto per il fatto che all’inizio non giocheremo al Miramare, ma l’importante è vincere, non il luogo della vittoria”.
Allora, “vittoria” sia la parola d’ordine di questa nuova annata.
Michela Rinaldi
Andrea Mascolo, anche lui difenderà la porta biancazzurra
Come ha dichiarato mister Ricucci, quest’anno sono arrivati diversi nuovi rinforzi ed il giovane portiere foggiano, Andrea Mascolo, ne fa parte. Arriva accennando un timido sorriso e titubante, ma poi inizia ad aprirsi:
“E’ il primo anno che mi allontano da Foggia, ho iniziato nella Gioventù Calcio Foggia, dove sono stato quattro anni. Quando i rossoneri erano in serie B, ho giocato sia l’Under 16 che l’Under 17 e, dopo il sofferto fallimento, ho difeso i pali della Juniores. Per ultimo, ora che è in serie C, ho indossato la maglia della Berretti e sono stato il terzo portiere della prima squadra. Un po’ mi manca la mia vecchia squadra però qui a Manfredonia mi sento bene, mi piace il clima e la gente è fantastica”.
La famiglia del giovane portiere ha sempre sostenuto le sue scelte e apprezzato il fatto che abbia raggiunto ottimi risultati scolastici nonostante i faticosi impegni sportivi:
“Finalmente mi sono diplomato e non poteva andarmi meglio, con 100. Anche se lo scientifico è un indirizzo molto impegnativo, mi sono sempre adoperato per coniugare le due cose. I miei genitori? Sono felicissimi di ciò e penso che verrano a vedermi”.
A proposito del suo “delicato” ruolo, Mascolo ha detto:
“Ho sempre indossato la maglia numero 1 o 22. Questa ruolo mi è stata assegnato dai primi calci e già da allora l’ho accettato e rispettato, facendo del mio meglio. Non amo la gente presuntuosa, io apprendo da chi ne sa più di me e vado avanti per la mia strada”.
Il calcio, come la vita, è fatto da momenti belli e altri che lo sono meno, a tal proposito il portiere espone:
“Ricordo l’emozione che ho vissuto nell’indossare la maglia del Foggia, col mio nome stampato, seppur in panchina, per la prima squadra (serie C, ndr) e non lo dimenticherò mai. Non è neanche facile cancellare dalla mente il fallimento del Foggia, essendo anche tifoso ho sognato la scalata in B da piccolino”.
Non dimentica, però, neanche chi l’ha fatto crescere in campo e nomina Gaetano Pavone, allenatore della Juniores e Berretti (ultimi due anni, ndr), ringraziandolo di tutto, aggiungendo tutti i preparatori atletici che ha incontrato. Parlando, invece, del suo arrivo nel territorio sipontino, afferma:
“Non sono stato chiamato subito, è stata la società foggiana stessa a riferirmi dell’interesse biancoceleste nei miei confronti ed ho voluto sfruttare l’occasione”.
Quando c’è la squadra rossonera, per Mascolo non esiste altro e la considera la sua unica fede calcistica:
”Seguo la serie A, ma mi reputo un grande tifoso del Foggia a tutti gli effetti. Stimo molto un ex portiere, Ermanno Fumagalli con cui mi sono allenato l’anno scorso, per me lui è un grande esempio da seguire, mentre considero Totti uno sportivo esemplare”.
Di fronte alla situazione difficile, l’estremo difensore non sembra essere intimorito:
“Credo che questo campionato sarà ancora più duro e si spera che con l’obbligo vaccinale non ci siano stop improvvisi. I tifosi? Sono la nostra energia e soprattutto i nostri sono fantastici, gli dobbiamo molto. Il 5 settembre sarà la prima partita ufficiale (contro il Vieste in Coppa Italia) e vorrei che fosse un’ottima gara. Non pretendo che il mister mi schieri come titolare, mi farebbe piacere ma non è una priorità, siamo una squadra e per questo non c’è neanche rivalità tra me e Simone Sarri”.
Da queste parole si trapela la forte emozione, quella che prova anche il resto del gruppo nel cominciare una nuova avventura con la maglia biancoceleste.
Celestino Ricucci (Manfredonia): “La mentalità non cambia”
Al Miramare alcune cose sono cambiate.
Con l’addio al mister Rufini, sarà il foggiano Celestino Ricucci a guidare i ragazzi che in gran parte conosce, poiché l’anno scorso ha affiancato l’ex allenatore:
“Ho sempre allenato in prima squadra ma l’anno scorso, come tutti sappiamo, la situazione era particolare. Danilo, essendo mio amico, mi ha chiesto di dargli una mano ma io volevo comunque tornare nel mio ruolo e dho colto con gran piacere la richiesta del Donia. Non mi aspettavo arrivasse così presto. Sono stato nell’area tecnica di San Severo, di Apricena, di Monte Sant’Angelo per ben tre anni, di Ordona, di Ascoli Satriano e, nel barese, di Canosa”.
Riguardo il clima interno ritrovato, il mister ha affermato di essere entusiasta che il “blocco manfredoniano” (Cicerelli, Stoppiello, Trotta ndr) sia stato riconfermato ancora una volta e crede che con i nuovi arrivati l’organico si intensifichi e si arrivi a completare il progetto. C’è un altro aspetto da rivelare, ed è la situazione sanitaria e il mister aggiunge:
“Da quando c’è l’obbligo del Green pass (passaporto vaccinale) per accedere agli impianti e disputare le gare, ci siamo tutti adoperati per riceverlo ed entro il 5 settembre (in programma la prima gara in Coppa contro il Vieste) saremo tutti vaccinati”.
Ricucci ha assistito da vicino alla stagione scorsa, come abbiamo già detto e facendo il punto su ciò che sarebbe venuto meno ha dichiarato:
“Il Corato ed il Barletta sono due ossi duri, anche se non dobbiamo farci intimorire. Sappiamo che hanno degli elementi forti e ciò lo appura anche il budget che impiegano. Tra l’altro, lo scorso campionato è stato molto particolare poiché dopo lo stop si è deciso di far disputare solo il girone di andata senza retrocessioni e ciò ha condizionato i play-off”.
Per delle ragioni legate all’agibilità del campo (sollevati dalla FIGC), il Donia disputerà le prime sfide casalinghe in campo neutro, a Monte Sant’Angelo e, anche se potranno esserci spettatori (salvo imprevisti dati in base alle decisioni prese dal governo), ciò ha destato più di una polemica, considerato che già lo scorso anno i tifosi non hanno potuto godere del tutto delle gare, viste le restrizioni:
”Noi continueremo ad allenarci qui, finora non sono iniziati i lavori a causa di alcuni problemi burocratici”.
Il cuore della squadra è proprio il tifo e il mister ci tiene ad aggiungere:
”Questo tipo di incitamento ce l’hanno poche realtà calcistiche e saremo felici di accoglierli, seppur al momento in alta quota (ride, ndr)”.
Sugli aspetti tecnici, il mister afferma:
“Mister Rufini applicava il 3-5-2, io preferisco un gioco più offensivo, tra l’altro vedrei meglio Trotta come esterno sinistro e non sarebbe possibile in un modulo del genere. Con questa rosa avendo delle buone ali, opterò per un 4-3-3 o 4-2-3-1, ”.
Sembrerebbe che mister Ricucci abbia le idee ben chiare, questo almeno spera chi vuole vedere questa piazza in ben altre categorie.
Michela Rinaldi
| Trotta resta al Manfredonia: “Legame particolare con questa maglia”
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| Nasce il Manfredonia di Ricucci: “4-3-3 e continuità di ambizioni con il passato”
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| Ricucci nuovo allenatore del Manfredonia: tra obiettivi, mercato e moduli
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| Cinque (allenatore Audace) su vittoria Manfredonia, momento squadra e finale con Corato
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Manfredonia-Audace Barletta, una goleada al veleno al Miramare
Nonostante la presenza dei tifosi i biancoazzurri non sono riusciti a continuare la corsa nei play-off. Fatali sono state le reti di Agodirin (18′), Vicedomini (60′, di testa), Dettoli (105′) e Rizzo (117′). Inutili la doppietta di Trotta (rigore al 90′ e 90+2′) e la rete di Nino Morra, alle temine dei supplementari. La squadra locale rimane ancora in Eccellenza.
I barlettani attaccano sin da subito e Agodirin riusciva a segnare al 18′. Lo stesso ci riprovava al 37′ ma la sfera finiva fuori. Salerno provava a rispondere con un colpo di testa ma Tricarico diceva no (38′). Il quarto uomo ha assegnava 1 minuto di recupero ma il risultato non cambiava.
Nella ripresa il raddoppio dell’Audace, con l’incornata di Vicedomini (al 60′), scaldava gli animi e dopo vari litigi nell’area tecnica, venivano cacciati due membri degli staff (uno per parte). Poco dopo l’assegnazione del recupero (7′), Morra subiva un fallo in area e Trotta trasformava il relativo rigore. Al 2′ del recupero, il capitano la spediva dentro da centrocampo. Questa rete riaccendeva le speranze sipontine e al termine del recupero si arriva ai supplementari.
Gli ospiti tornavano in vantaggio con la rete di Dettoli (2′ minuto di recupero del primo tempo supplementari), dopo il palo di Grumo. Poco dopo succedeva un evento clamoroso: l’arbitro convalidava una rete di Stoppiello, ma il guardalinee decideva di farlo annullare per un dubbio fallo del calciatore sipontino sul portiere. La rabbia dei tifosi e dei giocatori per la decisione presa era evidente. Rizzo, al 17′ del secondo tempo supplementare metteva in ghiaccio la vittoria ospiti e la rete di Nino Morra all’ultimo secondo del recupero non serviva più a nulla. Il campionato dei sipontini terminava qui.
Franco Cinque, mister dell’Audace Barletta ma conosciuto a Manfredonia per i suoi trascorsi, ha voluto dire la sua:
“Questa per me è casa mia e vincere qui non è la stessa cosa. Il pre-gara è stato preparato il maniera dettagliata, non potevamo permetterci errori, soprattutto perché sapevamo che ci avrebbero dato filo da torcere. Sulla fase difensiva siamo stati più stabili, devo dire, abbiamo avuto più occasioni e cercato di bloccare il loro intento, soprattutto in difesa della porta e sulla fascia. Comunque sia, ci godiamo questa vittoria e ci concentreremo sulla prossima sfida”.
Anche mister Rufini non si sottraeva ai microfoni, nonostante la doccia fredda:
“Hanno saputo sfruttare ogni occasione in cui eravamo in difficoltà, questa cosa va riconosciuta. Errori principali? Non credo ci sia chi ha errato di più e chi meno, i ragazzi hanno rispettato il progetto ideato da me, il loro ruolo e le decisioni le abbiamo sempre prese insieme. Sono orgoglioso di loro. Ogni partita ha la sua storia e risalire alla causa di una rete subita non è mai facile, altrettanto non è semplice attribuire colpa quando si gioca in squadra, si gioisce e si piange insieme. Ringrazio i tifosi che sono tornati sugli spalti, questa gara è stata importante anche per questo, dopo mesi che la pandemia ha negato a loro di seguirci, ma in un modo o nell’altro ci hanno supportato sempre, peccato per il risultato. Un’ultima cosa, loro sono stati impeccabili, nessuno lo mette in dubbio, ma la rete di Stoppiello per quanto mi riguarda era validissima…”.
I biancocelesti ci riproveranno l’anno prossimo e chissà se ci sarà ancora mister Rufini a guidare i ragazzi. Personalmente, ci tengo a ringraziare il mister per la totale disponibilità mai concessami da un altro tecnico del Donia, nelle dichiarazioni e nell’informarmi quando ne avevo bisogno, anche quando le cose non andavano benissimo come in questo caso. Questo lo dico da persona, non da giornalista.
Michela Rinaldi
| Manfredonia – Audace Barletta 3-4 d.t.s.
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| Manfredonia-TRINITAPOLI 3-4 , 13 06 2021
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| Dentro o fuori: scattano i playoff. Barletta attende Corato, c'è Manfredonia-Audace
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| Manfredonia pensa già ai playoff. Rufini: “Siamo concentrati sulla semifinale”
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| Barletta – Manfredonia 3-2 , 06 06 2021
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| Manfredonia, Rufini: “La nostra una grande prestazione contro una squadra fortissima”
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06 Giugno 2021 Eccellenza pugliese Barletta Manfredonia 3 2
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intervista DANILO RUFINI Allenatore Manfredonia 06 06 2021
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| Barletta – Manfredonia 3-2
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