Sansone: "Cerignola società importante. I risultati arriveranno"

Fiore all’occhiello della campagna acquisti dell’Audace Cerignola Cerignola, Gianluca Sansone, ai microfoni di TuttoBari ha parlato dell’esperienza passata i galletti, su quella attuale al Cerignola, con un pensiero circa la ripresa del calcio.

Sul cammino del Bari in questa stagione – “La concorrenza è tanta, nel Girone C le partite sono tutte difficile. Nella parte iniziale ci si aspettava qualcosa in più, anche perché c’è una rosa molto competitiva. Si vede però che qualcosa non ha funzionato e poi con il cambio di tecnico si è iniziato a girare bene. Purtroppo le altre squadre sono partite forte e il Bari si è trovato a rincorrere. Senza stop, la mia percezione è che se la sarebbe giocata fino alla fine per la vittoria”.

Sull’attuale situazione – “Situazione surreale, senza precedenti. Sarà davvero difficile riprendere. I problemi con le strutture per garantire la sicurezza agli atleti sono tanti, soprattutto nei nostri campionati, in cui le risorse sono limitate. A mio parere retrocessioni e promozioni non si possono decidere con così tante partite da giocare. Il Bari, giustamente, andrà avanti a lungo per vie legali. Riforme? Non riesco ad immaginarmi una doppia Serie B”.

Sull’arrivo al Cerignola – “Scendere di categoria non è mai facile, se non si va con la giusta mentalità, rischi di fare una brutta figura. Personalmente ho accettato di andare a Cerignola con testa e motivazioni e sono stato contentissimo. E’ una società forte e con importanti capacità economiche, anche per categorie superiori. Spero abbiano pazienza perché secondo me i risultati arriveranno”.

Taranto, Giove: "Se Genchi vuole rimanere…."

Nella giornata di ieri il centravanti del Taranto Massimo Genchi aveva pubblicamente dichiarato di volersi fermare a Tarano anche nella prossima stagione.

Non si è fatta attendere la risposta del suo presidente, Massimo Giove. Contattato dalla redazione di cronachetarantine, il numero uno del club ionico ha dichiarato: “Sarò felicissimo di trattenerlo. Quest’anno in molti non hanno avuto la loro migliore stagione, ma sono convinto che Genchi potrà darci quel contributo che tutti i tifosi si aspettano”.

Foggia, Corda: "Sì al semiprofessionismo di C, darebbe respiro dalla pressione fiscale"

Interpellato dalla redazione di TMW.com, Ninni Corda, tecnico del Foggia, si è dichiarato favorevole alla riforma dei campionati ipotizzata da Sportitalia (ve ne abbiamo parlato QUI ).

Per il mister sardo la riforma dei campionati “darebbe respiro a una categoria come la Serie C, che per vari motivi è l’anello debole del calcio: basti pensare che il 95% dei fallimenti dei club arriva da li. Probabilmente nel corso degli anni non c’è stata una gestione al top, ma la colpa più grande è anche della pressione fiscale, ora impossibile da sostenere, visto che anche gli introiti che c’erano fino a qualche anno fa sono andati a scemare. Il coronavirus è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi piacerebbe vedere una terza serie come in Spagna e Inghilterra, e con una pressione fiscale al 23%“.


Corda definisce la nuova serie “semiprofessionistica” e non “semidilettantistica”, ma al di là delle definizioni
saremmo comunque nel terzo torneo di Italia. Non solo, andare in Serie B sarebbe anche più semplice, squadre come noi o il Palermo potremmo immediatamente ambire anche al doppio salto. Ogni società ambiziosa ha messo il suo fondo perduto, e non ragiono su questo, ma dico che si devono comunque mettere in moto le grandi piazze”.

Il mister del Foggia esclude, invece, l’ipotesi di una permanenza in serie D: “è un’ un’ipotesi che neppure prendo in considerazione, ma nel caso faremo ricorso, ci muoveremo subito. A livello di media punti, come noi, ci sono Ostia Mare e Savoia, ma la miglior seconda su tutte siamo noi, a -1 dalla vetta occupata dal Bitonto, col quale per altro dovevamo giocarci lo scontro diretto: non mi sento quindi secondo, e le altre squadre non hanno un margine così ridotto[…]A ogni modo ho molta fiducia nell’operato di Sibilia e Barbiero, che ci rappresentano“.

Ghirelli: "La riforma? Fake news". Poi attacca…

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, bolla come “fake news” la proposta di riforma dei campionati di serie B e serie C, circolata nei giorni scorsi. L’indiscrezione, di cui CalciowebPuglia vi aveva ampiamente parlato ( “L’indiscrezione sulla riforma dei campionati”) prevedeva una Serie B a 40 squadre in 10 gironi ed una Serie C a 60 squadre, divisa in tre gironi semiprofessionistici.

Ghirelli a Italpress ha dichiarato: “Girano fake news da un po’ di ore su una presunta riforma della Serie C: si dice B1 e B2 e poi dilettantismo. Essendo una persona per bene, rispondo in modo civile. Nessuna idea più fantasiosa poteva essere partorita. Non esiste semplicemente. Senza il volere e la decisione dei sessanta presidenti di Serie C non si va da nessuna parte. La Serie C non si fa invadere da predatori dell’Arca Perduta spalleggiati da qualche “cavallo di Troia” infiltrato tra di noi e disperato per il fallimento del suo progetto economico-finanziario che si gioca tutto puntando come al gioco della roulette su un solo numero. Troppo scoperto il gioco per mostrare subito la sua caducità totale. Noi faremo le riforme in accordo con il presidente federale Gabriele Gravina, mostrando il meglio di chi ragiona a sistema”.

Altro giorno, altro capitolo (diverso) scritto sulla sorte dei campionati. La sensazione è che per le serie minori del calcio italiano la fase-2 è ancora molto lontana.

Rambaudi: "A Foggia anni fantastici, abbiamo riscritto la storia del calcio"

Dici Foggia e pensi a Zeman ed al suo tridente delle meraviglie composto  da Ciccio Baiano, Giuseppe Signori e Roberto Rambaudi.

Proprio “Rambo”, come era soprannominato Rambaudi, ha parlato della sua storia personale con il Foggia ed i Foggiani, in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta Del Mezzogiorno”.

Zeman era un genio, un maestro di calcio per idee, qualità di gioco, cultura del lavoro. Con Baiano e Signori c’era un’intesa perfetta”: esordisce così Rambaudi, che a Foggia è arrivato nel 1989, dal Perugia.

In rossonero due campionati di Serie B ed uno di Serie A, centosette presenze e 31 reti: questo il bottino delle tre stagioni in capitanata. Anni definiti fantastici da Rambaudi: “un periodo di grande crescita per me, per la squadra, per la città e per i tifosi. L’italia scoprì una formazione di provincia unica nel suo modo di proporre calcio e di affrontare tutti all’attacco ed a testa alta. Un’esperienza bellissima anche sul piano umano” (in quegli anni a Foggia nacque suo figlio Simone, n.d.c.).

Rambaudi è stato il padrone della fascia destra del Foggia per tre anni: “del tridente ero il più tattico, non ero un bomber, ma a Foggia segnai tanto rispetto alle mie medie. Ricordo il debutto in B, la doppietta nel 5-1 allo Zaccheria contro la Triestina che valse la promozione in Serie Serie A, il debutto in serie A con l’Inter in trasferta. […]. Fu un pomeriggio da sogno, per me, per il Foggia, per i nostri tifosi”.   Quella partita finì 1-1, con gol foggiano di Baiano su assist di Rambaudi”.

Sembrano lontani anni luce quegli anni, adesso che il “suo” Foggia è in Serie D. Rambaudi si è detto dispiaciuto per il fallimento: “avevo seguito il torneo cadetto per la Rai ed era una gioia rivedere il Foggia in B ed i suoi tifosi affollare in migliaia gli stadi di tutta Italia. Uno spettacolo. La squadra era forte , poteva ambire a qualcosa in più dei playoff”.

Adesso Rambaudi sta allenando, in Eccellenza Laziale, all’Atletico Lodigiani, ma nel suo futuro ci saranno ancora i Satanelli: “Un domani allenerò il Foggia– conclude Rambo –non ora, mancherei di rispetto a chi sta lavorando in questo momento, ma un giorno mi piacerebbe tornare a Foggia da tecnico e scrivere una nuova pagina di storia in rossonero“.

Serie B a 40 squadre (in due gironi), Serie C a 60: l'indiscrezione di Sportitalia

Se dovessero trovare conferma le indiscrezioni lanciate ieri sera da Sportitalia, il calcio italiano si verrebbe a trovare di fronte ad una vera e propria rivoluzione, e non già ad un semplice cambio di format dei campionati.

Secondo l’emittente guidata da Michele Criscitiello, il campionato di Serie A resterebbe l’unico torneo invariato nel suo format: 20 squadre, con tre retrocessioni in Serie B.

  Il campionato di B dovrebbe essere trasformato in una maxi seconda serie composta da 40 squadre, suddivise in due gironi. Dalla Serie B verrebbero promosse in massima serie le vincitrici dei due raggruppamenti. Al termine del campionato dovrebbero poi essere disputati dei playoff unici per i due gironi, da cui uscirebbe la terza promossa in Serie A. Tre squadre per ogni girone dovrebbero retrocedere in Serie C.

La terza serie si appresterebbe, invece, a diventare un campionato non professionistico. Il format sarebbe quello di 60 squadre semiprofessionistiche, suddivise in tre gironi, che promuoveranno sei squadre in Serie B: la prima di ogni raggruppamento; le vincitrici di playoff di ogni singolo girone. Infine, nove squadre retrocesse in Serie D: tre per ogni girone.

Una vera rivoluzione, insomma. Non resta che attendere il Consiglio Federale di giovedì 7 Maggio per capire se la “bomba” lanciata da Sportitalia deflagherà o verrà disinnescata.

Parte online una petizione per la Riforma della Lega Nazionale Dilettanti.

Arriva da due agenti sportivi, Stefano Squitieri e Valentino Viviani, una petizione per la riforma della LND, indirizzata al presidente della Lega Dilettanti Cosimo Sibilia, a Grabriele Gravina, al presidente dell’AIC Damiano Tommasi ed al presidente di Assoallenatori Renzo Ulivieri.

È possibile firmare la petizione sulla piattaforma change.org (clicca qui). Queste le parole del duo Squitieri-Viviani: «Alla luce degli anni trascorsi nel calcio dilettantistico, contemporaneamente all’attuale emergenza sanitaria in cui versa il nostro paese, abbiamo deciso di formulare una proposta di riforma strutturale ed economica inerente la Lega Nazionale Dilettanti (LND)».

La proposta prevede la creazione di una Lega Semi-Professionistica, che interessa la Serie D e l’Eccellenza, ed una nuova LND competente per i campionati dalla Promozione alla III Categoria. La petizione affronta anche altri temi: il trattamento economico dei semiprofessionisti la relativa tassazione; il rimborso spese per i dilettanti; nuove regole di tesseramento per i minorenni e l’abolizione del vincolo di tesseramento fino a 25 anni; infine, si propone una nuova regolamentazione dell’impiego degli under per la stagione 2020-2021.

Clicca qui per leggere la proposta di riforma

La LND sospende le attività dilettantistiche fino al 18 maggio

La LND, preso atto dell’impossibilità di riprendere tutte le attività sportiva di squadra fino al 18 maggio, ha prorogato la sospensione dei campionati dilettantistici.

Questo il comunicato della Lega di Sibilia: “La Lega Nazionale Dilettanti, in ottemperanza del DPCM del 26 aprile 2020, ha prorogato la sospensione delle attività sino a tutto il 18 maggio 2020, sia a livello nazionale che territoriale. Resta ferma ogni riserva di adottare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari all’esito di specifiche indicazioni provenienti dalle Autorità sanitarie e, comunque, contenute in successivi provvedimenti legislativi.”

Brindisi, D'Ancora: "Verdetti difficili da decretare. Bitonto e Cerignola le più forti"

“E’ difficile decretare promozioni e retrocessioni. Si è giocato due terzi del campionato, ma capisco chi voleva giocarsi le possibilità di salvarsi e di andare in C”: questo il pensiero di Salvatore D’Ancora, centrocampista del Brindisi.

Come riportato da notiziariocalcio.com, D’Ancora è intervenuto ai microfoni della trasmissione La Puglia del Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e degli avversari affrontati in campionato: “durante questo campionato le due squadre che mi hanno maggiormente impressionato sono state il Bitonto e l’Audace Cerignola. Credo che siano le due squadre più forti del girone. Annullamento del campionato? Onestamente mi metto nei panni di chi, con otto giornate alla fine, voleva giocarsi le proprie carte per salvarsi o cercare la promozione. È anche vero, però, che due terzi del campionato sono stati giocati e onestamente non saprei come si potrebbe gestire la situazione, dato che, in questi casi, è inevitabile creare dei malumori nelle società per quelle che saranno le decisioni future, di una situazione comunque davvero eccezionale nel suo genere”.

Foggia, il club manager Pillisio: "situazione societaria incancrenita"

Incancrenita, fortemente compromessa:  così il club manager del Foggia Simone Pillisio ha definito ai microfoni di TeleFoggia la situazione societaria del club dauno. Pillisio ha parlato della possibile cessione delle quote societarie e sul futuro dei Satanelli nella prossima stagione.

Spiega il club manager: “La situazione reale è che da tempo oramai i soci non trovano soluzioni pacifiche in consiglio di amministrazione. Hanno fatto due o tre c.d.a. ed hanno convocato altrettanti tavoli di lavoro. Se leggete delle frizioni sui giornali è perché  la situazione di contrasto societario persiste, tanto da non essere ripianata sul piano della comunicazioni. Quando si mettono di mezzo i giornali, la situazione è abbastanza incancrenita, compromessa. Per come conosco  la situazione  Felleca e Pintus sono compartecipi nella società che controlla il Foggia: non sono riusciti a trovare un’intesa sulla gestione e, di conseguenza, la situazione sta degenerando“.

Sulla possibile vendita delle quote societarie della Pintus, poi smentita. “Nei mesi scorsi la Pintus mi ha fatto richiesta di esplorazione territoriale per verificare se ci fossero dei potenziali acquirenti interessati al Foggia ed alle sue quote. Mi ha rivolto una richiesta in forma scritta ed io l’ho accettata: da lì sono intervenuto utilizzando dei contatti che avevo sviluppato sul territorio, contattando imprenditori che si sono interessati in passato al settore calcio; devo dire che si sono sviluppate delle trattative che erano arrivate anche a chiudersi. In particolare una trattativa era vicina alla chiusura ed era tutto pronto per mettere nero su bianco: questa trattativa era costruita per far entrare terze persone nel Foggia. Poi non se n’è fatto nulla, la Pintus ha cambiato idea ad un passo dalla fin, con un po’ di malumore dell’acquirente, che non ha gradito. Resto spiazzato dalla sua uscita che nega la volontà di vendere: lei (la Pintus n.d.c.) può dire quello che vuole, ma posso esibire la documentazione,  qualora mi venisse chiesto ad esempio dal primo cittadino di Foggia. Felleca inizialmente non era a conoscenza della volontà di vendere, ma poi l’ha saputo, per forza di cose. A Foggia tutti sanno tutto. Tra gli interlocutori c’era l’avvocato Palma (già vicepresidente della Juve Stabia, n.d.c.): una persona che si è posta bene, che non guardava esclusivamente al registro economico, ma all’obiettivo finale; aveva voglia di fare calcio, ma poi si è ritirato visto i tentennamenti della Pintus”.

Sulle ripercussioni dello stallo societario: “c’è preoccupazione in città, nel cittadino foggiano, nei tifosi; c’è preoccupazione per i soci, per la Pintus che non ha esternato chiaramente le sue volontà; per i dipendenti che non sanno il loro futuro”. Adesso tutti aspettano la decisione della Lega sulla sorte dei campionati, ma a prescindere dal ripescaggio o meno, bisogna oggi ricominciare a programmare la prossima stagione. Soprattutto perché se il Foggia resterà in Serie D, non si vorrà più sentire ‘siamo ripartiti gli ultimi giorni di agosto’. 

Una previsione sul futuro del Foggia: “. La società non può rimanere ingessata, bisogna capire chi ci sarà e le potenzialità della società. Ho ascoltato Felleca, che ha promesso alla piazza di poter lavorare da solo. Io invece credo che la situazione, a livello societario, è abbastanza compromessa. Qualcuno dovrà prendere la direzione di uscire dalla società: non so chi sarà, ma va fatto prima possibile. Il Foggia non può permettersi di vivere con questo patema d’animo di non sapere cosa farà l’anno prossimo o di ricostruire tutto negli ultimi giorni”. 

Gravina, Santoro verso la Virtus Entella

Sembra sfumare un obiettivo di Taranto e Foggia: stando a quanto riporta blunote.it,  l’attaccante del Gravina Domenico Santoro sarebbe vicino alla firma con la Virtus Entella. La squadra ligure di Serie B, sarebbe poi pronta a girarlo in prestito in Serie C.

Era stato soprattutto il Foggia – nel mercato dicembrino –  a provare ad aggiudicarsi  le prestazioni dell’attaccante Gravinese, contando sul fattore “casa”.  Santoro, che nelle ultime stagioni  ha segnato 28 gol in 54 gare, è infatti di Lesina, cittadina alle porte della Capitanata.

Taranto, parte il toto allenatore

Il Taranto sta iniziando a preparare la prossima stagione (inizio a luglio, con il ritiro precampionato?), chiaramente partendo dall’individuazione del tecnico e quindi dalla composizione della rosa , stagione 2020 – 21, in un campionato, quello di serie D che, al netto del Bitonto (dovrebbe transitare in serie C) rivedrebbe ai nastri di partenza, Foggia, Cerignola, Casarano e Taranto (senza tener conto di ulteriori ripescaggi in terza serie, necessari per il completamento del format – originariamente da 60 formazioni, come l’attuale, in quanto un numero consistente di società è a rischio di fallimento o rinuncia alla disputa della serie C), pertanto il club rossoblu valuterà se continuare nel girone H o richiedere l’inserimento in qualche altro girone meno “ingolfato” di “ex teste coronate” e pretendenti al ballo delle “debuttanti” (squadre big) per il salto di qualità, ovvero di categoria.

Superato questo prima aspetto, il quesito che ci si pone da diverse settimane è: chi il traghettatore della stagione 2020 – 21, e quindi colui che dovrà dare le indicazioni per l’apertura del calcio mercato sessione estiva?

Si fanno i primi nomi, chiaramente non confermati, che vedono Cazzarò in pole position per sostituire Panarelli, con altri nomi circolanti da Giacomarro a Feola, da Calabro a Parlato per passare da Rosario Campana , ex Gragnano, abile con i giovani a farsi strada.

Quale però l’identikit del neo tecnico? Un allenatore, sicuramente carismatico che però non subisca troppo la pressione ambientale, un incrocio tra un “sergente di ferro” della vecchia nomenclatura ed un uomo attento alla psicologia, all’equilibrio dello spogliatoio, durante la settimana ed anche la domenica, con idee chiare e che indichi, con precisione, quali gli atleti utili alla causa, ma che possano adattarsi, in pieno, agli schemi e moduli di gioco e ultimi ad arrendersi, sempre proiettati alla ricerca del risultati, quindi attaccati alla maglia e ligi ai dettami tecnici.

Deve soprattutto essere un tecnico intenditore di giovani, teso a valorizzarli e non abbia remore nel lanciarli nella mischia quando necessario, coniugando il giusto mix tra over ed under e soprattutto gran lettore della partita, tale da effettuare i cambi giusti, nei momenti giusti.

Difficilmente potrà sedere sulla panchina ionica, una “scommessa” perché la piazza, chiaramente come la società, si aspetta una stagione di svolta importante per il futuro del club rossoblu, magari concludentesi con un’ambizione o speranza di intravedere un paradiso migliore, ed uscire dagli inferi della quarta serie.

Si è vociferato di alcuni atleti che potrebbero essere riconfermati, quali i due Manzo, Benvenga, Guaita, Genchi ed un numero di under, i migliori quelli che si sono messi in evidenza quest’anno, poi per nuovi arrivi si sono fatti i nomi di Mattera dal Casarano, Aliperta (vecchio palino di mister Panarelli che lo ebbe ad Altamura) attualmente alla Turris.

I nodi centrali sono esclusivamente tre:

a) la punta quella dalla doppia cifra che ci manca dai tempi del primo Genchi, e, precedentemente, dall’epoca di Hernan Molinari;

b) un centrocampista, con funzione quasi di regista che dovrebbe, e potrebbe, dettare i tempi del gioco per orchestrare i giochi d’attacco che il reparto avanzato finalizzerebbe per le punte;

c) il portiere, da anni scelto tra gli under, allo scopo di mettere più qualità e tecnica a centrocampo o in avanti, ruolo questo dell’estremo difensore che ha portato tanti forum in Città, sul caso che si insita su un over piuttosto che under, quindi di maggiore garanzia.

Nomi per i tre ruoli se ne faranno tanti sino all’apertura della sessione estiva, ma da quello che è trapelato dalle svariate interviste al presidente Giove, pur sembrando tutto fermo, in attesa dell’uscita dall’emergenza Coronavirus, in realtà, sotto traccia si sta lavorando, ma una cosa appare chiara.

La prossima stagione non potrà essere di transizione, o meglio di un tranquillo centro classifica con mira massima della zona play off e imbottitura di tanti under in formazione, in quanto, sicuramente, la programmazione, l’ambizione, le speranze sono tese ad altro, al momento il club sta cercando di intuire quando verrà messa la parola fine alla stagione 2019 – 20, poi si partirà subito, con l’organizzazione, per la stagione addivenire, e quindi si riprenderà da dove ci si è interrotti, per evitare, quanto meno, eventuali errori commessi in questa stagione, letali e causanti la caduta delle ambizioni di primato, già nel mese di dicembre.

A tal proposito, un altro quesito fondamentale si pone subito all’orizzonte immediato: chi sarà il direttore sportivo della stagione 2020 – 21?

Confermato alla nostra testata dal presidente Giove che De Santis, non sarà riconfermato, anche per questo incarico delicato, ma importante, si sono fatti una serie di nomi tra i quali, De Liguori è quello più ricorrente.

Un direttore carismatico, che ricorda la famosa promozione in C1, l’ultima sul campo, nel Taranto di Papagni che frequenta sia la D che la serie C, insomma un giovane che conosce bene la piazza ionica e per questo potrebbe assolutamente trovarsi bene ed essere gradito all’ambiente.

Tutto questo però, assieme a quanto sopra esposto, rappresenterà un altro capitolo da scrivere, nelle prossime settimane o meglio nei mesi seguenti, ora bisogna solo attendere.
da:notiziariocalcio.com

Taranto, possibile sinergia col Parma di Faggiano

Dai microfoni di blunote.it rimbalzano le voci di un tentativo del presidente del Taranto Massimo Giove di avviare una sinergia col Parma e con il ds Faggiano.

Secondo il portale molto vicino alle vicende dei Tarantini,  Massimo Giove si rimetterà in moto per programmare la prossima stagione. Dopo tre tentativi falliti,  il numero uno del club rossoblu si starebbe giocando l’ultimo jolly per riconquistare la fiducia di una tifoseria che non lo vorrebbe più a capo del sodalizio rossoblu.

Se le quotazioni del diesse Vincenzo De Santis sembrano in netto ribasso perché Massimo Giove starebbe lavorando a una sorta di alleanza con Daniele Faggiano, direttore sportivo del Parma, club che ha già in mano Antonio Ferrara (1999).

Qualora questa collaborazione tra società dovesse decollare, allora potrebbe prendere quota la candidatura di Alessandro Degli Esposti nel ruolo di direttore sportivo. Una volta scelto, o confermato, il nuovo diesse, si potrà pensare a chi affidare la panchina, anche se non è da escludere la conferma di Gigi Panarelli.

Cerignola, Grieco: "impegno economico importante in questi anni. E sulla possibilità di restare in D…"

Il Presidente del Cerignola Grieco ha parlato della situazione attuale del calcio dilettantistico, del suo impegno nella città ofantina, delle prospettive di ripresa dopo lo stop forzato legato al Coronavirus ed, infine, delle possibilità dell’Audace di andare in Serie C. Lo ha fatto ai microfoni di Antenna Sud.

Queste le sue dichiarazioni.
“In questi giorni se ne sta dicendo di tutto e di più riguardo a promozioni, retrocessioni, play off, ripescaggi, chiusura dei campionati di Serie A, B, C e D. Secondo me si sta parlando troppo perché ancora non si sa quale sarà la decisione finale del presidente Gravina, possiamo dire quello che vogliamo, ma non c’è ancora nulla di ufficiale. Per me il campionato è finito perché nessuno si aspettava questa epidemia e, per me, è più importante la salute di qualsiasi altra cosa. Il calcio è bello, piace a tutti, ma dobbiamo prima risolvere questo problema che stiamo affrontando, anche perché in primis ci sono le aziende da far ripartire, il calcio è un divertimento, un hobby”.

Sulla possibilità di promozione – “Sono stati tre anni pesanti sul piano economico, quando investi tanti soldi e non sali, cominci a farti un esame di coscienza. Stiamo pagando il brutto inizio ma abbiamo le carte in regola per salire anche se, se bloccheranno promozioni e retrocessioni secondo me dovremmo fare un altro anno in D. Secondo me, però, non si potrà ricominciare fino a che non verrà trovato un vaccino. La serie D è più penalizzata degli altri campionati perché la gran parte dei guadagni arriva dagli sponsor, che, in questo periodo difficile, vengono a mancare. Se si dovesse giocar a porte chiuse sarebbe un disastro: finirebbe il calcio dilettantistico”.

Ficara: "Che soddisfazione la doppietta al Foggia. Gravina piazza calda"

Alessandro Ficara, attaccante del Gravina, stava disputando un’ottima stagione prima dello stop forzato del campionato. Ficara ha parlato del campionato trascorso e del suo futuro ai microfoni di tuttocalciopuglia.com

“Sicuramente è stata una bella stagione – esordisce – non mi aspettavo al primo anno nel girone H di fare così bene. È un raggruppamento tosto, con club di blasone. Una C2, in pratica. Sono felice del mio campionato, forse potevo fare meglio all’inizio. Ma da gennaio in poi ho fatto grandi cose e ho aiutato la squadra”.

Il gol più bello?
“Il penultimo, la rete del vantaggio al 45’ contro la Gelbison. Però anche la doppietta segnata contro il Foggia è stata una bella soddisfazione…”.

Che piazza ha trovato a Gravina?
“Molto calda, come d’altronde tutte le altre del girone H. Mi hanno accolto benissimo i tifosi. La nostra è una squadra importante, questa città può ambire ad altri palcoscenici. Quest’anno ci sono mancati gli ultras e la loro assenza si è fatta sentire, ci avrebbero dato una spinta in più”.

Che idea si è fatto di questo stop ai campionati?
“È stata una doccia fredda, è scoppiata questa pandemia che ci ha trovato tutti impreparati. Ci sono stati tanti morti, è davvero una brutta parentesi. Io credo non si possa riprendere, dopo due mesi lontano dal campo. Già fanno fatica in Serie A, noi non siamo professionisti. E poi…”.

Prego.
“Bisogna già pensare alla prossima stagione, dal mio punto di vista. Con la speranza che possano arrivare aiuti da Governo e FIGC per noi calciatori, perché questo per è un lavoro a tutti gli effetti. Noi viviamo di calcio, con lo stipendio mensile”.

Nel suo curriculum diverse avventure in Germania.
“Ho giocato a Messina, poi sono andato a Coverciano con la Nazionale U20 di Lega Pro e lì mi ha visto uno scout tedesco, che mi ha seguito tutto l’anno. A fine stagione mi ha chiesto di seguirlo al Duisburg e lì ho trovato un altro mondo: sono venti-trent’anni avanti a noi. Ho firmato un biennale, poi ho avuto altre esperienze nella C tedesca”.

Il futuro di Ficara?
“Discuterne ora è difficile, non lo so. Non ho parlato con nessuno del Gravina, però se dovesse arrivare una proposta di rinnovo sarei contento di restare. Mi hanno dato tanto quest’anno, a gennaio ho rifiutato offerte importanti pur di restare. Vedremo”.

Macalli: "Serie D? Facciano i dilettanti e non diano 100mila euro ai giocatori. Fregarsene dell'AIC"

Ospite di StadioAperto a TMWRadio, Mario Macalli – ex presidente della Lega Pro- non lesina critiche ed attacca ad ampio raggio Serie D (“facciano i dilettanti”), AIC (“bisogna fregarsene di quello che dice”) ed i promotori di una Serie C Elite.

Questo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente, raccolte dalla redazione notiziariocalcio.com.

 “Se governassi io farei l’impossibile perché chi lavora con me accetti che il calcio italiano non regge più queste sessanta società. Bisogna fare le riforme e invece hanno inventato un girone di élite e due gironi di semi-professionismo, che sarebbe la tomba per questa categoria. Ci sono presidenti di squadre di Lega Pro che sono fior fiore dell’industria italiana: è evidente che anche loro hanno difficoltà, perché prima pensano a produrre e alle migliaia di famiglie che stanno a casa. Ci sono però ancora troppi presidenti banditeschi, dei briganti che provano a mandare tutto in malora. La soluzione c’è, e deve partire dalla Federazione passando dal cambiare la legge dello Stato che rimane lì da trent’anni, e che li definisce professionisti. Bisogna fregarsene di cosa direbbe l’AIC. Bisogna che: primo, le squadre di C portano garanzie bancarie effettive, dopo anni in cui si è visto di tutto, e due devi giocare con il 70% di calciatori del tuo territorio. In più serve ottenere dal Governo una cosa determinante: fino a 25 anni sei un apprendista sportivo. Il contratto di apprendistato va dato anche al calcio. Così si riducono i costi, stabilizzando le rose. Cosa si lamentano le squadre di Lega Pro, che hanno 35 giocatori in rosa? Li hanno presi loro, ora li paghino. Quelli che hanno gestioni milionarie non devono parlare, devono stare zitti. Allo stadio, facendo giocare più ragazzi del territorio, avresti pure più persone. Anche la Serie B deve darsi una regolata, sono indebitati mediamente per 20 milioni di euro. Questi si sparano. Poi la Serie A faccia cosa vuole… Produce di più. Per chiedergli dei soldi bisogna assicurare che saranno spesi in una certa maniera: questo è il calcio nuovo. Se si parla di élite e semi-pro, scavate pure la fossa”.

La direzione sembra quella di ripristinare la C2…
“Questo è l’errore fondamentale. Parliamoci chiaro: secondo lei una squadra di Serie D, con cinque allenamenti la settimana e gente che prende 100.000 euro, è davvero dilettante? Il dilettante deve fare il dilettante, non il professionista di terzo livello. La riforma che ho fatto io a 60 squadre, se andate a leggervela, non è mica stata applicata. I bilanci c’è scritto di controllarli prima, ma quando mai l’hanno fatto? Saltano società indebitate in maniera paurosa dopo 3 mesi e nessuno aveva visto niente. Io di errori ne ho commessi cinquemila, sicuramente, perché chi fa, falla. Ma quei presidenti che sbattono i pugni sul tavolo sono gli stessi che fanno rose a 35 giocatori e spendono più di quanto potrebbero. Quelli sono cortigiani, non collaboratori. Il calcio italiano si può salvare, ma se si parla a schemi… Chi vivrà, vedrà ma con la C2 significa indebitare e alimentare il nero”.

Bitonto, pres. Rossiello: "Difficile riprendere. Fatto qualcosa di eccezionale. Saremo pronti alla Serie C"

Francesco Rossiello, presidente del Bitonto primo in classifica nel campionato di Serie D, girone H, ha parlato ai microfoni di Telesport Telesveva.  Per il patron dei neroverdi non ci sono i presupposti per continuare la stagione, che ha visto il Bitonto – secondo Rossiello- meritatamente al comando.

Queste le dichiarazioni rilasciate. “Non posso che trovarmi d’accordo con Tisci. Non ci sono le possibilità per continuare il campionato. Rimaniamo in attesa finché qualcuno della Lega non tiri fuori un comunicato.  La speranza  di fare la Serie C non arriva solo dalle parole di Ghirelli, che non vuole bloccare i ripescaggi. La speranza arriva dopo tutto quello che abbiamo fatto quest’anno sul campo. La squadra ha fatto un grande lavoro: siamo primi da ottobre; abbiamo la miglior difesa ed il miglior attacco; abbiamo in squadra il capocannoniere del campionato. Insomma, sul campo abbiamo meritato il primo posto. Continueremo il progetto di crescita costante a piccoli passi. Qualora dovessimo sbarcare nel professionismo, non ci fermeremo, ma coltiveremo il nostro serbatoio, anche nel settore giovanile. Come il Bitonto, tutte le squadre dilettantistiche non possono sostenere a livello economiche ed organizzativo (penso a strutture spogliatoi, docce, centro analisi) il protocollo per la ripresa. L’emergenza che stiamo vivendo non ha eguali e non possiamo mettere a repentaglio la vita dei calciatori. Abbiamo avuto degli incontri video con allenatore e staff tecnico. Con mister Taurino il matrimonio continuerà a prescindere dalla categoria. Se saremo in Serie C, l’obiettivo sarà quello di disputare un campionato per mettere in mostra i nostri ragazzi e far tornare l’entusiasmo sopito.  Il nostro tallone d’achille è la struttura, che deve essere adeguata. Sono sicuro che il Sindaco e l’amministrazione si faranno trovare pronti”.

Il Bitonto quindi strizza l’occhio al professionismo, provando a farsi trovare pronto alla Serie C.

LegaPro, rinviata al 7 Maggio l'assemblea che discuterà di promozioni e ripescaggi

Il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ha annunciato il rinvio al 7 Maggio dell’Assemblea dei Club di Serie C,  già convocata per il giorno 4 maggio 2020.

L’Assemblea si occuperà della tanto discussa proposta di Lega per lo stop definitivo dei campionati di terza serie: promozioni per le attuali prime dei gironi di Serie C, playoff a sorteggio, blocco delle retrocessioni e blocco dei ripescaggi dalla Serie D per la stagione 2020-2021.

Foggia, Felleca al Corsport: "Ho tutto sulle mie spalle, restare in D sarebbe devastante"

Il patron del Foggia Felleca ha rilasciato un’intervista alle pagine pugliesi del Corriere dello Sport, nell’edizione andata in edicola oggi. Il presidente dei Satanelli ha parlato del futuro societario e delle diverse prospettive del club dauno in Serie D o Serie C.

Trovano conferma le voci di un’uscita di scena dalla compagine societaria dall’imprenditrice Maria Assunta Pintus (socia di Felleca nella Corporate Investments  s.r.l., società che detiene l’80% del Foggia Calcio).

Non è da escludere, quindi, che Felleca vada in cerca di nuovi investitori per la nuova stagione.

Queste le sue dichiarazioni del presidente Foggiano.  
“Ormai sono quasi da solo ad affrontare tutto il carico della situazione economica, c’è Pelusi con me ma come ben sapete con una quota minoritaria. Quasi tutto il carico della gestione è dunque sulle mie spalle. […] Probabilmente prenderò le quote di Pintus . Io comunque potrei andare avanti anche da solo, purché ci sia futuro davanti. Se andassimo in C avremmo delle prospettive, rimanere in D sarebbe per noi devastante e non credo che per i costi da affrontare si potrebbe affrontare quella che ritengo allo stato sia un’ipotesi remota”.

Del Core: "A Foggia emozioni uniche ed indescrivibili. Non si discute il ripescaggio in C"

Quando i tifosi del Foggia leggono il nome di Umberto Del Core, non possono che pensare a quella stagione 2002-2003, quando i rossoneri, guidati in panchina da Pasquale Marino, vinsero il campionato di C-2, ottenendo la promozione in terza serie.

Di quel Foggia Umberto Del Core fu recordman di presenze (33) e di gol (18) in stagione. In rossonero Del Core ha giocato nel biennio 2002-2004 e nella stagione del ritorno 2007-2008.  L’attaccante ha parlato degli anni vissuti in capitana in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, di cui vi proponiamo i tratti salienti.

Con i Satanelli Del Core ha realizzato 53 gol in 130 presenze, tanto da entrare nella top five di sempre dei cannonieri rossoneri:  «Ne vado fiero. Il Foggia mi ha dato tanto, io mi sono sempre impegnato al massimo. E’ stata un’esperienza eccezionale, nonostante alcune delusioni, che fanno parte dello sport. Anni impossibili da dimenticare, ricordi che custodisco con affetto».

Sul Foggia in D: «Purtroppo accade spesso, in particolare in realtà del Sud, anche blasonate, che ci siano dei fallimenti. Avviene perché il più delle volte non ci sono società serie al comando, che fanno le cose per bene. Ne ho vissute anche io di esperienze negative del genere, di cui ho pagato le conseguenze».
Sulla ripresa: «Credo che si dovrebbe ricominciare a settembre.
Per prudenza, buon senso, rispetto dei morti e di chi ha perso i propri cari. Non va sottovalutato il rischio dei contagi di
ritorno. Il Foggia è secondo e va ammesso alla terza serie. Senza neanche starci a pensare. Chi più del Foggia può avere diritto ad
essere ripescato in C? Non c’è nemmeno da discuterne».

Sulla stagione della promozione: “Stagione memorabile, la più bella vissuta a Foggia. Segnai 19 gol quell’anno. Festa meravigliosa al “Flaminio”, e poi a Foggia».

Sulle delusioni più grandi: «I due play-off persi, in C2 col Paternò e in C1 con la Cremonese. Mai sconfitti in quelle quattro sfide, ma i pareggi non bastarono per la posizione in classifica». 
Chiusura sui 100 anni del Foggia: «Una squadra che ha tifosi eccezionali, davvero il 12.mo uomo in campo. Sono orgoglioso
di aver fatto parte di questa storia, che mi ha regalato emozioni uniche».

Foggia, Fumagalli: "Taglio stipendi? Facile essere eroi con stipendio da A. Aiutate economicamente il nostro calcio".

Per Fumagalli, portiere del Foggia, è facile definire “eroi” i campioni di Serie A per un taglio allo stipendio che verrà rimborsato in quelli successivi. I calciatori di Serie D non sono pagati da tre mesi perché non scendo in campo, con il prossimo stipendio in arrivo tra tra sei mesi.  Si è così sfogato sfogo di Ermanno Fumagalli, portiere del Foggia in una lunga lettera inviata alla redazione di tuttomercatoweb.com, che di seguito riportiamo.

“Vorrei esprimere il pensiero di un umile calciatore. Se così si può ancora chiamare. In questo periodo abbiamo ascoltato tantissime chiacchiere, ma alle parole avrebbero dovuto far seguito i fatti. Per molti è solo un semplice sport, ma per noi è un lavoro. Indubbiamente privilegiato, ma un lavoro. Come tutti, abbiamo fatto dei sacrifici e delle rinunce pur di coronare i nostri sogni. Facile incoronare come star le stelle della A, quelle che si tagliano il 30% dello stipendio con la garanzia di ottenere quella cifra sul contratto successivo. E noi, vincolati a società che giustamente non ci pagano perché da tre mesi non scendiamo in campo. Il prossimo stipendio, se tutto va bene, arriverà tra sei mesi: se loro sono eroi, noi cosa siamo? Sappiamo benissimo che difficilmente riprenderemo, ma finitela di prenderci in giro e di giocare con la nostra dignità. Non siamo stupidi e fa male sentir parlare della riapertura delle piste ciclabili quando amici e familiari non possono mettere il piatto a tavola. Il pallone si sta sgonfiando: aiutate economicamente il calcio, ci penseremo noi a farlo rotolare ancora. Vi assicuro che siamo pronti a giocare anche sulla luna, metteteci in condizione”.

Sibilia risponde a Ghirelli: tuteleremo nostre società su campionati e assegnazione titoli.

Sì alla collaborazione in Federazione, ma con priorità alla tutela delle squadre dilettantistiche sulla conclusione dei campionati e sull’assegnazione dei titoli. Arriva la replica di Cosimo Sibilia, presidente della LND, alle dichiarazione di Ghirelli, presidente della Lega Pro (che aveva precisato di non volere lo stop delle promozioni dalla Serie D alla C ).

“Ringrazio il Presidente Ghirelli per la sua disponibilità e per lo spirito di collaborazione. Il nostro orientamento rimane sempre quello di confrontarci nell’ambito del sistema federale per attuare tutte le necessarie misure per il bene del calcio italiano, nella sua interezza, e a sostegno del movimento dilettantistico. Fermo restando il principio che le nostre società saranno sempre tutelate dalla LND, anche e soprattutto in ordine alle modalità di conclusione dei campionati e all’assegnazione dei titoli. Con criteri di trasparenza e senza alcuna discriminazione, così come ha richiamato la UEFA nelle linee guida inviate alle federazioni nazionali” .

Ghirelli scrive a Sibilia: "mai pensato di togliere le promozioni alla SerieD"

“Caro Sibilia, stiamo fianco a fianco. Serie C e LND siamo l’impianto sociale del calcio.  Non ho mai pensato di bloccare le promozioni dalla D“.  Questa l’estrema sintesi della lunga lettera che Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha inviato a Cosimo Sibilia, presidente della LND. Un invito a collaborare, che sa più di dietrofront dopo la proposta fatta da Ghirelli di bloccare ripescaggi in terza serie.

Questo il contenuto della lettera di Ghirelli.

“Caro Cosimo, ho lasciato passare qualche giorno dalla fase polemica scatenata da una lettera data alla stampa, da uno “scienziato” che (faccio volutamente l’ingenuo)  non so perché lo abbia fatto. La decisione sulla interruzione del campionato e sui collegati spetta al Consiglio federale,  non devo ricordarlo io lo dicono le carte federali. E tu, ricoprendo la carica di vice Presidente federale sai meglio di me le prerogative che stanno in capo al Consiglio Federale o quelle che sono specifiche di ogni singola lega. Noi della Lega Pro stiamo facendo lo stesso percorso che ritengo tu stesso stia facendo in LND, consultare spesso i presidenti di club formalmente, quella che svolgeremo il prossimo 4 di maggio e’ la seconda assemblea di Lega in un mese, poi partecipo ad una chat a cui sono aggregati tutti i sessanta presidenti dei club di Lega Pro e il nostro consiglio direttivo è convocato in permanenza. Un percorso democratico a tal punto che i miei sono meravigliati che se qualcuno mi fa una domanda per esempio “Pensa che ci possa essere la C2?“, io rispondo “Non posso escludere tale soluzione”. Il mio rispondere, così, è segnato dal rispetto del ruolo dell’assemblea, quindi, tutte le soluzioni debbono arrivare al dibattito ed io devo accompagnare questa discussione. Poi, il ruolo della governance è metterci la faccia ed esprimere ciò che pensa. Se ci fosse un provvedimento che conferisse poteri a FIGC, evitando i ricorsi e il pericolo di “impantanare” il campionato che ha già tanti problemi, allora, veramente potremmo ragionare e definire la riforma del calcio italiano. Caro Cosimo, ti assicuro che l’ultima cosa che mi passa per “l’anticamera“ (espressione traslata da mia nonna Peppina) del cervello, è quella di togliere le promozioni alla Serie D. Ma perché dovrei farlo o, ancor prima, perché dovrei pensarlo di fare? Noi, Serie C e LND, l’impianto sociale del calcio italiano, sarebbe veramente assurdo che ci facessimo azioni contro. Fammelo dire con un‘immagine simbolica. Renzo porta i capponi al mercato e loro si beccano, noi non possiamo essere i capponi. Se non stiamo insieme, i nostri mondi che sono contigui rischiano di sfasciarsi. Noi saremmo, siamo obbligati a stare insieme. Dovremmo, dobbiamo avere un tavolo permanente di consultazione in cui far partecipare i presidenti. Noi della Serie C, siamo allocati nella faglia tra professionismo e dilettanti. Noi, LND e Serie C si potrebbe dire che “ci tocchiamo più che vederci” perché siamo vicini, abbiamo una immensità di problemi simili: credito di imposta la battaglia che da mesi conduciamo insieme a FIGC riguarda, prioritariamente, anche le tue società; il progetto Sport e Periferia per i centri giovanili, tu lo sai da tempo, riguarda tutte e due; una maggiore mutualità di sistema, al di là della denominazione, riguarda in pieno i nostri due mondi ecc. E’ venuto il tempo che ci sediamo, permanentemente insieme, per affrontare le problematiche che sono urgentissime e definiranno le sorti dei nostri rispettivi campionati. Definire proposte, perseguire azioni che ci consentano risultati sono azioni che richiedono fatica, pretendono conoscenza e studio, l’esatto opposto delle chiacchiere e di sciocchi proclami. Dobbiamo stare attenti ai falsi profeti di divisione, agitatori in ogni stagione, il cui scopo è confondere la realtà per far dimenticare il disastro che si può abbattere e fanno l’agitazione per distogliere la attenzione dai problemi di interesse generale. Caro Cosimo, lasciamo alle spalle la stagione dei chiacchieroni e passiamo, insieme, alla stagione delle riforme, possiamo darci una mano reciprocamente e potremmo trasformarci in un’alleanza utile e forte per il calcio italiano. Io ho battuto un colpo, ora con deferenza aspetto un segnale. Faremmo un servizio per i nostri club. Un abbraccio, Francesco”

Nessun accenno di Conte sulla ripresa dei dilettanti: verso la sospensione definitiva?

Il mantra della la fase-2, quella della convivenza con il Coronavirus, è mantenere le distanze di sicurezza.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto più volte riferimento al distanziamento sociale nella conferenza stampa tenuta ieri sera, al fine di spiegare le strategie per una ripresa graduale del sistema Paese, fissata per il 4 Maggio.

Il presidente del Consiglio ha spiegato come dal 4 Maggio sarà possibile fare sport all’aperto e riprendere gli allenamenti, anche nei centri sportivi, ma solo per gli atleti di discipline individuali e con il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Venendo al calcio, ed in generale agli altri sport di squadra, il premier ha annunciato che gli allenamenti delle società professionistiche riprenderanno dal 18 maggio e che “sulla ripresa del campionato proseguirà il tavolo col ministro Spadafora nei prossimi giorni, siamo tutti tifosi ma dobbiamo tutelare in maniera scrupolosa la salute dei nostri beniamini”.

Nessun riferimento, quindi, ai campionati semiprofessionisti (Serie D) e dilettantistici. Una svista che per il momento lascia nel limbo il dilettantismo, un mondo che rappresenta il 95% del calcio italiano.

La querelle dilettanti passerà nelle mani di Spadafora? Oppure,  nonostante il silenzio sul punto del premier, verrà regolata anche l’attività dei non professionisti col d.p.c.m  che entrerà in vigore dal 4 maggio?

Ed ancora, sotto il profilo economico, al di là del già previsto bonus individuale per i collaboratori sportivi, estese anche agli istruttori di palestre e custodi delle strutture sportive, quali misure verranno adottate per evitare il tracollo delle società del settore dilettantistico, giovanile e scolastico?

In questo quadro di incertezza il ministro Spadafora ha mostrato perplessità sull’efficacia degli esosi protocolli FIGC per la ripresa degli allenamenti professionistici (ne abbiamo parlato qui: Spadafora: protocolli per la ripresa insufficienti ).

A questo proposito, sempre più concreta è  la possibilità che il povero sistema dilettantistico possa decidere di fermarsi definitivamente.

I campionati dalla Serie D in giù viaggiano sempre più velocemente verso la sospensione definitiva.

All’orizzonte, però, si staglia un altro problema: format dei campionati, promozioni e  retrocessioni.

Paolo Bianco: "Al Foggia devo tutto. Sogno di allenarlo"

Paolo Bianco, ex calciatore del Foggia nativo di Ordona, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

Bianco, cresciuto nel vivaio rossonero e con 8 stagioni in rossonero alle spalle,  ha appeso le scarpe al chiodo. Adesso  è collaboratore tecnico di De Zerbi al Sassuolo.

Nel suo futuro la carriera da allenatore«Era il mio obiettivo da quando avevo 25 anni. Giampaolo, a Treviso, mi ha fatto vedere il calcio in maniera diversa. Le prime esperienze le ho fatte in Sicilia, in C, con Siracusa e Sicula Leonzio. A ottobre scorso sono tornato al Sassuolo. Più in là riprenderò il percorso da capo allenatore».

Sull’esperienza al Foggia: «Otto anni, inclusa la trafila nel settore
giovanile. Era un bel vivaio […]. Fui fortunato ad avere come maestri Nocera e Cosmano: mi  hanno insegnato a stare al mondo, prima che a stare in campo. Devo tanto inoltre, se non tutto, a Pavone e Burgnich, che hanno creduto in me. Il mister mi coccolava come si fa con un figlio».

Sulla ricetta per arrivare in alto: «Intelligenza tattica e voglia di emergere. Ovunque, mi sono sempre considerato il meno forte: questo mi ha portato ad impegnarmi più degli altri e ad essere quasi
sempre titolare». 

 Sul Foggia in D: «Ho seguito il torneo, nel Cerignola giocano due miei ex compagni al Sassuolo: Longhi e Sansone. Corda mi chiamò l’estate scorsa, qualche giorno prima del ritiro: mi chiese se fossi disponibile ad allenare il Foggia. Diedi l’ok per un incontro, ma non fui più richiamato e presero Mancini. Auguro al Foggia di tornare in C».

Chiusura sulla possibilità di sedere, un giorno, sulla panchina del Foggia: «Mai dire mail. E’ un mio sogno, la squadra della mia città, a cui non si può dire di no».

Corda: "Piena fiducia in Sibilia, Barbiero e Ghirelli. Il Foggia merita la C”

Piena fiducia in Sibilia (presidente della LND) e massima stima per il presidente della Lega Pro Ghirelli: lo ribadisce Ninni Corda, tecnico del Foggia,  precisando la portata delle proprie dichiarazioni rilasciate giovedì all’emittente Canale 85.

“Non ho mai parlato di impedimenti da parte del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, nel quale nutro massima stima e fiducia così come ho pieno rispetto nell’operato del presidente della LND, Cosimo Sibilia e del coordinatore LND, avv. Luigi BarbieroSono altresì certo – spiega Corda  che si opererà per garantire il pieno rispetto di tutte le società, così come sono sicuro che il Foggia merita di disputare il campionato di Serie C la prossima stagione”.

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, mister Corda aveva affermato che “nessuno ci potrà togliere il diritto di andare in Serie C” e che “siamo la migliore seconda come quoziente di ripescaggi per la Serie C. Senza contare che già ancor prima del Coronavirus c’erano almeno tre squadre di Serie C e una di Serie B che il prossimo anno non si potranno iscrivere, perciò nessuno ci potrà togliere questo diritto di andare in C. In questo momento, se una squadra come il Bitonto si sente in Serie C, mi sento ovviamente anche io in quella categoria“.