Giuseppe Laterza, tecnico del Taranto, al termine della vittoria sul Catania, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato: “Il gruppo è alla base di tutto, e mi riferisco a tutti quelli che lavorano e devono essere orgogliosi di stare nel Taranto. Abbiamo provato tutta la settimana Falcone a sinistra ma purtroppo ha sentito un fastidio muscolare e oggi ho dovuto cambiare tutto. Quando hai di fronte la gente giusta è tutto più facile. Oggi purtroppo si è fatto male subito Ferrara e l’unica alternativa era De Maria. Civilleri ha avuto problemi e avevamo finito gli slot, ma è entrato in campo lo stesso. Abbiamo avuto il giusto spirito per conquistare la vittoria, lo avevo notato anche durante la settimana”.
Alessandro Laricchia, presidente del Monopoli, è tornato dalle colonne de La Gazzetta dello Sport – ed.Puglia&Basilicata sulla presenza insieme a lui di un paio di conoscenti stranieri allo stadio in occasione della vittoria sul Taranto: “Nuovi investitori? Andiamo piano, al momento erano solo ospiti curiosi. Ecco, posso dire che è stata l’occasione per prendere conoscenza del nostro ambiente“. E sul derby ha chiosato: “È stato perfetto per il Monopoli quello di domenica contro il Taranto. Ho assistito a un doppio spettacolo, in campo per merito dei nostri giocatori e sugli spalti grazie alla presenza di un pubblico davvero trainante per i nostri colori“.
Botta e risposta tra Saraniti (dal dischetto) e Petermann e il derby tra Foggia e Taranto si è chiuso sul risultato di parità. In sala stampa è intervenuto il viceallenatore rossoblù Giuseppe Lentini: “Sapevamo che non sarebbe stato facile venire qui a Foggia, loro sono una squadra attrezzata e costruita da giocatori importanti. Noi siamo riusciti ad andare in vantaggio, poi ci siamo difesi nella nostra metà campo. Sapevamo che il Foggia poteva crearci difficoltà, ma anche che in contropiede potevamo far loro male. Potevamo fare il 2-0 prima della fine del primo tempo: con un pizzico di cattiveria in più, avremmo potuto fare un’altra gara. Sull’1-1, spinti dal pubblico, ci siamo risvegliati creando loro dei grattacapi, rischiando anche di fare il 2-1“.
Lentini vede comunque il bicchiere mezzo pieno, anche a livello difensivo: “Sicuramente è stata fatta una gara di grande sacrificio da parte di tutti, forse potevamo essere più lucidi quando avevamo la palla fra i piedi. A volte siamo stati frenetici, merito anche del Foggia che ci toglieva tutti i riferimenti in mezzo al campo. Però sapevamo che potevamo trovare spazi alle spalle della loro difesa: siamo arrivati 3-4 volte in contropiede creando grattacapi. Peccato perché in alcune situazioni potevamo raddoppiare“.
In chiusura Lentini ha spiegato l’obiettivo dei rossoblù: “Quest’anno abbiamo creato una squadra di ragazzi, anche oggi (ieri, ndr) siamo partiti con diversi under, l’obiettivo principale è quello della salvezza. Ma con 17 punti a questo punto del campionato… La salvezza è l’obiettivo, ma quello che verrà in più oltre la soglia dei 40, lo raccoglieremo. Siamo ambiziosi e non ci fermiamo al pareggio, possiamo crescere tantissimo, ci sono giovani interessanti e gente esperta che ci permette di crescere i giovani“.
Domani pomeriggio il Taranto scende in campo allo Iacovone per affrontare l’ennesima sfida di questo campionato di Lega Pro. Dopo anni di sofferenze e sacrifici siamo tornati a calcare palcoscenici degni dei nostri colori.
Ci auguriamo che la nostra Casa, la VOSTRA CASA, sia gremita e pronta a sostenere i nostri ragazzi. Si fa appello al vostro senso di responsabilità, alla vostra fede, all’amore incondizionato per la maglia. La Società si appella alla tifoseria chiedendo di tifare con tutta la passione sportiva il Taranto nel rispetto delle regole evitando ogni tipo di comportamento che possa essere, agli occhi degli organi competenti, che vigilano durante ogni evento sportivo, soggetto a pesanti sanzioni.
Il nostro pubblico è, e deve rimanere, motivo di orgoglio. Sapere di poter contare sul 12° uomo è per noi motivo di forza. Il calore incessante, il volume assordante dei cori che fanno eco allo Iacovone e che trascinano la squadra in questo campionato, sono la vera essenza del nostro sport. Ogni Domenica facciamo appello come previsto dal Codice di Giustizia Sportivo, seguendo le regole indicate dalla FIGC nel suddetto Comunicato: “a non esporre striscioni con simboli, emblemi o slogans, o effettuare cori espressione di violenza, di discriminazione razziale o territoriale; a non fare lancio di oggetti in campo e sugli spalti; a non commettere atti di violenza, né all’interno, né all’esterno dello stadio; a porre in essere una condotta di cooperazione con la Società e con le Forze dell’Ordine, sia per la prevenzione di fatti violenti, che per l’individuazione di responsabili di fatti violenti; ad annullare, all’insorgere, i cori e le altre manifestazioni offensive con applausi e quant’altro esprime correttezza sportiva.”
LA NOSTRA FORZA, I NOSTRI VALORI I NOSTRI COLORI PRIMA DI TUTTO. Domani tutti insieme un solo grido SEMPRE FORZA TARANTO SFT ❤💙
Secondo pareggio in due giorni per la Molfetta Calcio che, ieri pomeriggio, al Poli, ha affrontato il Taranto, vincitrice dell’ultimo girone H di serie D.
Dopo la frizzante gara contro la Virtus Francavilla, a farla da padrone è il gran caldo.
Bartoli schiera Viola in porta, difeso da Pinto, Panebianco e Demoleon. Sugli esterni trovano spazio Boccadamo e Turitto, interni di centrocampo Legari, Rafetraniaina e Camara. In avanti il duo Caputo – Pozzebon.
I biancorossi sono più pericolosi nella prima frazione, ci provano più volte con la soluzione dalla distanza e pungono tantissimo sugli esterni, creando buoni spunti. Il Taranto, nella prima parte di gara, è guardingo, subisce il gioco dei molfettesi, ma tiene bene e si rende pericoloso con tutti i calci piazzati, ben calciati dal capitano Marsili
Nella ripresa girandola di cambi, a farla da padrone sono il caldo e la stanchezza. Termina a reti bianche: per la Molfetta Calcio, però, la sensazione dopo le due amichevoli è che si sta andando nella direzione giusta.
Molfetta in dieci per oltre settanta minuti per un doppio giallo inflitto a Rafetraniaina
I biancorossi disputano un buon match in trasferta con la capolista Taranto ma escono sconfitti per 3-1 dallo Iacovone.
Pesa sul match l’inferiorità numerica generata dal doppio giallo fiscale inflitto a Rafetraniaina; il secondo al 23’ del primo tempo per un fallo su Ferrara al limite dell’area. Sino a quel momento i biancorossi, disposti a specchio con gli avversari in un 4-2-3-1, con lo stesso undici vincente in casa con il Sorrento, tengono bene il campo e pungono specialmente in ripartenza.
I padroni di casa, che devono rinunciare a Guaita per infortunio ma schierano dall’inizio Versienti e Rizzo sulla trequarti con Tissone e Marsili in mediana, creano di più ma soffrono la verve dei biancorossi, in particolare Triggiani e Varriale sugli esterni. Da uno spunto dell’esterno napoletano Cianciaruso avrebbe la palla del vantaggio al 18’ ma non riesce a superare il portiere di casa a pochi metri dalla linea di porta. Poco prima, al 17’, è Acosta a sfiorare la marcatura con un destro da posizione defilata che termina sull’esterno della rete.
Il Taranto, invece, impensierisce la Molfetta già al 1’ con il giovane Santarpia, sinistro sull’esterno della rete, e successivamente con le conclusioni da fuori di Marsili e di Tissone al 24’. Con il Molfetta in dieci, i padroni di casa trovano subito la rete con Serafino, subentrato al posto dell’infortunato Santarpia, lesto a ribattere in rete una palla vagante su azione d’angolo. Gli jonici spingono sull’acceleratore alla ricerca del raddoppio: Rizzo spara alto da ottima posizione mentre Rollo salva ancora su Serafino al 32’.
Nella ripresa, la Molfetta Calcio, riorganizzato in una sorta di 3-5-1-1 con l’ingresso di Caprioli a dar man forte in mediana al posto di Triggiani, deve rinunciare anche a Pinto infortunato, al suo posto Forte.
Prima azione degna di nota al 58’ con il colpo di testa del tarantino Diaz, altro entrato da poco, di una spanna alto. La partita cala un po’ di intensità e a ravvivarla ci pensa Rizzo, tra i migliori, che si incunea in area e costringe al fallo Di Bari. Calcio di rigore che Diaz trasforma al 68’: 2-0 per i padroni di casa con due reti siglate da subentranti.
Entrano in gioco, a questo punto, la forza d’animo e la combattività della Molfetta Calcio: al 75’ Strambelli riporta in pista i biancorossi con una velenosa punizione da posizione defilata che non trova la deviazione di nessun compagno e termina la sua corsa in rete, ingannando il portiere.
2-1 e padroni di casa ora timorosi di veder naufragare un match che sino a quel momento pareva in controllo. All’88’ ci pensa però ancora lo scatenato Rizzo ad ottenere l’ennesimo rigore di giornata, stavolta concesso per fallo di Fucci. A trasformare è Corvino, altro subentrato, rientrato dall’infortunio nelle scorse settimane, per il punto del 3-1 finale.
La Molfetta Calcio resta comunque al settimo posto in classifica a quota 33 punti, a +10 sulla zona play-out chiusa al momento dal Brindisi a quota 23 punti (con un match in più rispetto ai biancorossi).
Mercoledì 24 marzo va in scena il recupero della 13esima giornata di campionato
Big match in programma per i biancorossi che mercoledì 24 marzo scenderanno in campo allo stadio Iacovone di Taranto per il recupero della 13esima giornata di campionato; non disputata a causa della positività al covid di alcuni componenti della squadra rossoblù.
I biancorossi faranno visita alla capolista, in grado sin qui di ottenere 39 punti nei 21 match sin qui disputati, forti di ben sei risultati utili consecutivi ed un settimo posto in classifica a quota 33 punti (con un match da recuperare rispetto agli jonici).
Le dichiarazioni di mister Bartoli alla vigilia del match
“Taranto è una grande piazza, con uno stadio stupendo, grande tifo e ottimo organico: hanno tutto per poter vincere il campionato. Noi invece siamo una matricola, con Strambelli e Di Bari (ex del match ndr) a fare da chioccia ai tanti giocatori giovani che per la prima volta calcano questa categoria, con tanta voglia di farsi notare e dimostrare a tutti il proprio valore…la fame nel calcio sopperisce spesso al blasone. Andiamo a Taranto per giocarcela e non per fare catenaccio
Credo molto nel valore dei miei calciatori, sia sotto l’aspetto umano che calcistico. Ora però è inutile guardare troppo oltre: pensiamo al raggiungimento matematico della salvezza e poi vedremo.
Sull’imbattibilità casalinga che dura da ormai due anni:
L’imbattibilità dipende da tanti fattori, è merito di tutti: società, calciatori, collaboratori e infine di noi staff tecnico. Non è casuale o dipeso dalla fortuna del Poli, quando si ottengono questi risultati dietro c’è un lavoro ed una organizzazione”.
Tra i biancorossi mancheranno gli infortunati Dubaz, Marolla e Legari.
Fischio d’inizio previsto per le ore 14:30 con diretta streaming del match garantita da canale 85. Arbitrerà l’incontro il sig. Mucera di Palermo coadiuvato dagli assistenti Chichi di Palermo e Tagliaferro di Catania.
Il Bitonto si appresta ad affrontare domani pomeriggio, al “Città degli Ulivi”, il Taranto nel turno infrasettimanale della 19^ giornata del girone H di Serie D. Fischio d’inizio alle 14,30.
Mister Valeriano Loseto, al termine dell’allenamento di rifinitura del pomeriggio, ha convocato, per la sfida ai rossoblu jonici, 25 giocatori: torna Triarico, sempre indisponibile Sirri, assenti i lungodegenti Dicecco e Palmisano.
Nessun squalificato tra i neroverdi, che però devono far attenzione al fattore diffidati: alla prossima ammonizione scatterà un turno di stop per Biason, Figliola, Petta, Piarullii, Taurino, Mariani e Lattanzio. Squalificati invece nel Taranto il grande ex, Max Marsili, ed il tecnico Giuseppe Laterza, fermato per due giornate dal Giudice Sportivo.
Il Taranto ha impattato contro il Picerno. Un match che si prevedeva combattuto e difficile così come lo è stato.
Ad analizzare la gara come sempre il tecnico Giuseppe Laterza. Queste le parole dell’allenatore degli ionici: «Sono un po’ rammaricato. Soprattutto nel secondo tempo c’è mancato quel guizzo per poterla vincerla. Abbiamo provato anche con qualche sostituzione a riempire un po’ più l’area ma non siamo riusciti. Dispiace perché i ragazzi ce l’hanno messa tutta, avevo la sensazione potessimo riuscirci e dispiace. Anche loro hanno fatto una buona gara ed in ripartenza si sono resi pericolosi in un paio di occasioni. Il risultato possiamo dire che è giusto se guardiamo le azioni da una parte e dall’altra. Un po’ più di supremazia in campo l’abbiamo avuta e con un guizzo vincente potevamo vincerla. Alla fine merito ai ragazzi per la prestazione e pensiamo subito alla prossima perché tra due giorni dobbiamo scendere di nuovo campo. Bitonto? Sta dimostrando di essere in ripresa. Il cambio di allenatore ha giovato, dal punto di vista della personalità individuale sta venendo fuori qualcosina in più. Sono sicuro che rivedendo la partita sarò contento della prestazione che abbiamo fatto, abbiamo avuto coraggio nella fase di possesso e di non possesso ma un po’ di rammarico lo ho perché potevamo vincerla anche se sapevamo della difficoltà della partita. Il pareggio è giusto, ci sta e ce lo teniamo stretto. Classifica? Abbiamo visto risultati strani, il campionato è molto equilibrato. Dobbiamo essere bravi e avere molta continuità».
Sul momento del suo recupero e quando stava iniziando a giocare più spesso il campionato di serie D/H è stato sospeso per via del Coronavirus: stiamo parlando dell’attaccante Gustavo Actis Goretta che, a Tutto Sport Taranto parla di questa sfortunata stagione: “La prima fase è stata dura e strana visto che abbiamo dovuto fare dei sacrifici per rallentare il virus. Abito in un appartamento in cui allenarsi è difficile: si può fare solo qualcosa. Adesso, con la fase due, almeno si potrà correre e ovviamente capire quale sarà definitivamente la situazione tra qualche giorno”. LA SOLUZIONE: “Sarebbe una cosa strana chiudere i campionati in questo modo visto che in palio ci sono ancora tanti punti. E’ una situazione difficile visto che tante compagini hanno speso molto per provare a vincere. Molte, inoltre, sono attaccate alla vetta. Non so come potranno andare le cose…”. L’ARRIVO A TARANTO: “Sono arrivato a Taranto a dicembre e non ero al top della condizione visto che venivo da un infortunio. Stavamo facendo bene e sono convinto che continuando a giocare, alla fine del campionato, ci saremmo piazzati più in alto in classifica”. GORETTA: “La mia stagione personale non la ritengo buona. A Taranto sono stato solo tre mesi giocando cinque gare da titolare. Quando stavo trovando continuità è stato stoppato tutto…”. SERIE D/H: “Giocandolo ho appreso che è un bel girone, molto tosto, duro e difficile. Però, questi campionati sono il bello del calcio visto che ti permettono di allenare meglio facendoti restare sempre concentrato: al minimo errore rischi di perdere la gara. Mi piace molto”. CONTESTAZIONE: “Spesso ci hanno fischiato ma non prendo ciò con negatività. Ci fanno capire che stiamo sbagliando spronandoci a fare meglio e a non rilassarci”. GLI OBIETTIVI: “E’ quasi impossibile che il campionato riprenda ma se si dovesse scendere in campo vogliamo conquistare i play off. Personalmente, invece, voglio riprendere a giocare nel modo in cui l’ho fatto nelle ultime due, tre gare in cui stavo bene”. FUTURO: “Mi piacerebbe restare a Taranto: è un bel posto, una bella città oltre che un’ottima società”.
La rosa per il ruolo di direttore sportivo del Taranto dopo l’addio di De Santis si è ristretta a due nomi, ovvero l’ex Cerignola Degli Esposti e Vincenzo De Liguori ex calciatore non solo ionico ma anche di Benevento e Nocerina.
Se molti media danno il primo per favorino, nella realtà è il secondo aldilà di alcune smentite a nutrire i maggiori favori dei pronostici per motivi molto ovvi.
De Liguori ha fame e voglia di far bene, conosce in modo eccellente la piazza di Taranto, ma soprattutto vanta un rapporto egregio con il presidente Massimo Giove che cercherà un appuntamento nei prossimi giorni.
Anche il nome di Degli Esposti ha da sempre stuzzicato il patron ionico, che ha già avuto più di un colloquio con l’ex dirigente del Cerignola. Da scartare l’ipotesi Pagni che sembra vicino ad un nuovo ingaggio.
Intervistato dal Corriere dello Sport, Giacinto Allegrini, difensore del Taranto, ha parlato di diversi argomenti, tra cui la stagione attuale, non del tutto in linea con le aspettative iniziali.
“Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato ma, alle prime difficoltà, tuttavia, ci siamo smarriti, nonostante il gruppo abbia al suo interno atleti di qualità e dall’elevato tasso tecnico. Ripenso, ad esempio, all’inizio di stagione: in diverse circostanze siamo stati sfortunati, ma la sorte prima o poi gira e non è raro, soprattutto in D, assistere a clamorosi ribaltoni in vetta”.
“È stata una delle peggiori stagioni della mia carriera. Questo per me è stato un anno complicato caratterizzato, purtroppo, da qualche infortunio di troppo, oltre che da una discontinuità a livello di prestazioni che, probabilmente, ha contribuito a destabilizzarmi: il mio rammarico più grande è quello di non aver potuto dimostrare qui a Taranto il mio reale valore, mentre altrove ci sono quasi sempre riuscito. Taranto è una piazza esigente, alla quale sento di dover chiedere scusa per aver deluso le aspettative. Mi piacerebbe rimanere, seppur a determinate condizioni, per potermi riscattare”.
In attesa di capire come si concluderà la stagione 2019/2020, in casa Taranto si comincia a programmare il futuro.
Secondo quanto rivelato dall’edizione pugliese del Corriere dello Sport, il presidente Giove intenderebbe effettuare un’altra rivoluzione in estate: il numero uno del club ionico, negli ultimi giorni, ha effettuato i pagamenti relativi agli stipendi dei calciatori fino a febbraio, mese in cui il Taranto ha effettuato l’ultima sua partita contro il Bitonto. Ci sarebbe stato anche un colloquio, seppur a distanza, tra il proprietario del club e Vincenzo De Santis: il diesse, che non sarà riconfermato nel suo ruolo, potrebbe essere sostituito da Antonio Amodio, attuale direttore sportivo del Sorrento. Il secondo nome, invece, sarebbe quello di Fracesco Vitaglione, ex Turris e Paganese, già accostato in precedenza al club tarantino.
Emiliano Olcese, attaccante del Taranto, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del Corriere dello sport: Emiliano Olcese, come sta trascorrendo la quarantena?
«Mi sto godendo la famiglia, ma pensavo che fosse una situazione che potesse risolversi in tempi brevi. Mi alleno tutti i giorni fortunatamente ho a disposizione lo spazio adeguato per farlo. Svolgo tutto il programma che ci dà il preparatore atletico, anche se
mi manca ovviamente il campo». Lei è di origine argentina, com’è la situazione nel suo Paese?
«Anche in Argentina sono in quarantena, ma diversamente da quanto accaduto in Italia è iniziata quando c’erano poche decine di casi e dunque la situazione sembrerebbe sotto controllo. Ora ci sono alcune migliaia di contagi con un centinaio di decessi, pochi se confrontati a quelli registrati in Italia o altri Paesi del mondo». Passando al calcio giocato, secondo lei il campionato andrebbe concluso?
«Se fosse per me tornerei a giocare, perché alla fine si tratterebbe di otto turni: in questo modo si porrebbe fine a ogni tipo di discussione sulle promozioni e le retrocessioni». Qual è la sua idea sugli stipendi ai calciatori?
«Al momento nessuno parla di soluzioni e siamo preoccupati. La crisi ha colpito tutti, giocatori e società. Abbiamo famiglia e non ricevere gli stipendi è chiaramente un problema; dall’altra parte comprendiamo bene tutte le difficoltà che affrontano i presidenti, che investono tanto nel calcio a prezzo di enormi sacrifici e che perciò si trovano in difficoltà. Bisognerà trovare un accordo, che alla fine, tra persone di buon senso, ci sarà». Cosa l’ha spinta a lasciare il Casarano per il Taranto?
«Mi affascina la piazza, poi concretamente mi hanno cercato sia il presidente Giove che il direttore sportivo De Santis, con cui avevo
vinto un campionato ad Andria. Già due anni fa firmai per il Taranto, ma un problema familiare mi costrinse a rimanere dove ero. Ho scelto Taranto nonostante una situazione complicata, perché per me costituisce un’altra sfida». Come valuta questa breve esperienza durata, al momento, lo spazio di dieci gare?
«Secondo me non abbiamo fatto male, ma tutto è stato condizionato dall’obbligo di dovere vincere e questo ci ha fatto giocare con un po’ di ansia. Questa, e lo dico con l’esperienza che ho, è una squadra molto forte e che con certi equilibri potrebbe fare molto, ma molto bene. Nel girone di ritorno abbiamo perso solo due partite, una ad Altamura, dove abbiamo giocato male e l’altra con il Foggia contro cui avremmo meritato altra sorte». In questa stagione ha avuto tre allenatori, De Candia, Bitetto e Panarelli: com’è cambiato il suo modo di giocare?
«Ogni allenatore ha le proprie idee e i propri schemi, ma io mi adatto a ciascuna richiesta. Rimango un centravanti puro, non statico ma di movimento, che prende palla per attaccare lo spazio creato, quando porto fuori posizione un difensore». Con quale attaccante, nel corso della sua lunga carriera si è trovato meglio?
«Direi con tanti, ma mi viene in mente Ivan Bonocunto, con cui ho giocato a Pesaro, San Marino e Rimini». Com’è nata l’idea di venire in Italia?
«Tramite un procuratore argentino, che lavorava con un collega italiano: mi propose Matera per la stagione 2004/05 e io accettai; poi sono rientrato in Argentina, ma dal 2007 in poi ho scelto di tornare qui. Prima di giungere in Italia, a vent’anni, l’Argentinos Juniors mi diede in prestito gli scozzesi del Livingston. Recentemente, con i sammarinesi de’ La Fiorita, ho avuto la possibilità di giocare le qualificazioni per la Champions League, contro i nord irlandesi del Linfield». Quali sono i tuoi miti calcistici?
«Direi Maradona, ma anche Batistuta e Crespo, Inzaghi e Trezeguet: da ciascuno si può imparare qualcosa». Qual è la sua squadra del cuore?
«Non ho dubbi, direi il Boca Juniors, mentre in Italia, avendo vissuto molto tempo in Campania, direi il Napoli». Il prossimo 14 maggio compirà 37 anni: ha ancora voglia di giocare?
«Certo, perché anche in questo periodo di inattività mi sto allenando come se dovessimo riprendere a giocare domani. Sto progettando il mio futuro e per questo sto studiando Scienze motorie, una materia che mi appassiona tanto. Più che allenatore mi vedo preparatore atletico». Nella stagione 2020/21, Olcese sarà ancora a Taranto?
«È ancora presto per dirlo, perché dobbiamo capire come finirà questa stagione».
Sulla Gazzetta del Mezzogiorno odierna, si legge un’intervista al calciatore del Taranto Kelvin Matute: “Oggi dobbiamo pensare principalmente a restare a casa affinché si abbassi il numero dei contagiati. Fortunatamente nel mio paese, il Camerun, il virus non ha avuto una grande espansione. La stagione col Taranto? La sconfitta alla prima giornata contro il Brindisi ha fatto tanti danni. Si è perso qualcosa che non abbiamo più ritrovato; è stato un fallimento generale, non lo nascondo. Neanche lo scorso anno ad Avellino le cose iniziarono bene, poi, però, gli episodi ci hanno aiutato e siamo riusciti a svoltare la situazione“.
“Ad Avellino ci diede una grande mano il terreno di gara del Partenio”, ammette Matute, ” che ci permise di recuperare tanti punti; il manto dello Iacovone, invece, non ci ha agevolato. Forse abbiamo badato ad essere belli e buoni, cosa sbagliata in questa categoria. Il Foggia, ad esempio, è brutto ma vincente“.
Il presidente del FC Taranto, Massimo Giove, ha firmato il seguente comunicato stampa:
Concordo con l’assessore Fabiano Marti sul fatto che sia giunto il momento di fare chiarezza sul rapporto tra l’Amministrazione Comunale di Taranto e la società sportiva che rappresento.
A dire il vero che rappresenta la città.
A tal proposito sto raccogliendo i dati per rendere, già da mercoledì prossimo, le opportune risposte al signor Marti, in qualità di Assessore, relative al periodo in cui risulto essere presidente della F.C. Taranto 1927 S.r.l. Ho, infatti, la netta sensazione che lo stesso, in tutta la vicenda, abbia trascurato e non voglio assolutamente pensare lo abbia fatto volutamente, alcuni passaggi fondamentali.
Rimando poi al mittente ogni considerazione riguardante “questioni più importanti e meno strumentali” alle quali dovrei dedicarmi ed alle quali fa riferimento il signor Marti.
Invito, altresì, l’assessore a comunicare lui stesso, eventualmente e di farsene anche carico, la volontà di codesta amministrazione di non voler sottoscrivere una nuova convenzione con la mia società per l’utilizzo futuro dello stadio E. Iacovone.