Lega Pro: Classifica media-spettatori finale di tutte le 60 squadre

Termina la stagione regolare di Lega Pro, dopo 38 giornate appassionanti arriva il dato definitivo di tutte e 60 le squadre, nei tre gironi hanno la meglio i tifosi del Livorno, del Parma e del Lecce.
Nel girone A primo posto del Livorno, seconda piazza della Cremonese ottenuta proprio all’ultimo tuffo, nella gara che deciso la promozione infatti erano ben 8.593 gli spettatori che hanno invaso lo Zini, mentre chiude solo terzo il pubblico di Alessandria, che nel finale ha perso terreno, con i tifosi piemontesi increduli che hanno visto piano piano sfuggire la vittoria del campionato.

Lega Pro classifica media-spettatori finale:

GIRONE A
1° Livorno: 4.261 spettatori
2° Cremonese: 3.399
3° Alessandria: 3.344
4° Siena: 2.594
5° Arezzo: 2.521
6° Como: 1.954
7° Lucchese: 1.953
8° Piacenza: 1.821
9° Prato: 1.269
10° Viterbese: 1.099
11° Olbia: 1.057
12° Carrarese: 1.055
13° Pistoiese: 966
14° Giana Erminio: 868
15° Pontedera: 569
16° Pro Piacenza: 529
17° Tuttocuoio: 439
18° Renate: 313
19° Racing Roma: 267
20° Lupa Roma: 237

Nel girone B il pubblico di Parma ha letteralmente dominato tutta la stagione, chiaramente questa netta supremazia era prevedibilissima, infatti la piazza ducale ha fatto la storia del calcio italiano ed è normale che i gialloblu abbiano un seguito così numeroso, anzi probabilmente se il Parma avesse vinto il campionato, al Tardini sarebbero stati molti di più. Ottimo risultato anche per i tifosi della Reggiana che hanno messo dietro tifoserie importanti, ottimo il terzo posto della Sambenedettese che da neopromossa, ha ottenuto un grandissimo riscontro di presenze al Riviera delle Palme.

GIRONE B
1° Parma: 10.230 spettatori
2° Reggiana: 7.100
3° Sambenedettese: 3.969
4° Padova: 4.173
5° Venezia: 3.068
6° Modena: 2.785
7° Mantova: 2.197
8° Fano: 1.693
9° Ancona: 1.663
10° Teramo: 1.593
11° Pordenone: 1.437
12° Bassano: 1.203
13° Gubbio: 1.173
14° Forli: 987
15° Maceratese: 911
16° Feralpi: 821
17° Albinoleffe: 713
18° Sudtirol: 697
18° Albinoleffe: 713
19° Santarcangelo: 620
20° Lumezzane: 369

Nel girone C alla fine la spunta il Lecce, al Via del Mare le presenze numerose di tutta la Lega Pro, molto vicino però il dato del pubblico del Foggia, che probabilmente se non avesse giocato le prime gare a porte chiuse avrebbe potuto superare i salentini.
Terzo posto per il Catania con i tifosi etnei da elogiare perché presenti in buon numero, nonostante il campionato deludente dei rossazzurri, bene anche il Taranto con oltre 4.000 di media a partita con la squadra che si è piazzata all’ultimo posto.

GIRONE C
1° Lecce: 11.403 spettatori
2° Foggia: 10.772
3° Catania: 7.550
4° Taranto: 4.096
5° Reggina: 4.053
6° Matera: 3.253
7° Siracusa: 2.592
8° Cosenza: 2.426
9° Fidelis Andria: 2.207
10° Messina: 2.119
11° Monopoli: 1.972
12° Catanzaro: 1.770
13° Juve Stabia: 1.687
14° Casertana: 1.605
15° Akragas: 1.522
16° Francavilla: 1.399
17° Paganese: 1.163
18° Vibonese: 999
19° Melfi: 974
20° Fondi: 420

DATI GENERALI DELLA STAGIONE DELLA LEGA PRO
Alla fine rispetto alle stagioni passate in Lega Pro bilancio negativo, si evidenzia infatti un calo generale. Nella stagione 2016/2017 il girone più seguito è il C con 1.172.595 spettatori e una media-gara di 3.119 spettatori, dietro si piazza il raggruppamento B con 899.762 presenze e una media a partita di 2.374, terzo staccatissimo il girone A con soli 579.817 spettatori e una media-gara di 1.526.
La gara più seguita in assoluto è stata Reggiana-Parma, il derby emiliano infatti ha registrato ben 17.358, seconda invece il derby pugliese Lecce-Foggia con 17.254 presenze, terza Foggia-Lecce quando allo Zaccheria erano presenti 16.664, in quello che è stato un grande duello per la vittoria del campionato.
Ora via ai play-off con gli stadi di Lega Pro che sicuramente avranno un’impennata di pubblico notevole, molte sfide interessanti come Juve Stabia-Catania, Padova-Albinoleffe e il derby toscano Arezzo-Lucchese, poi nella seconda fase entreranno nel tabellone anche le altre, quando si giocheranno gare di andata e ritorno.

Taranto, Zelatore: “Il destino del club si deciderà nei prossimi giorni. Retrocessione? Sono stata tradita”

Con la fine della stagione sportiva ufficiale, in qualità di Presidente, ritengo opportuno comunicare a tutti i soggetti interessati alle sorti del calcio a Taranto che, così come preannunciato al termine dell’ultima gara casalinga, prossimamente, sarà tenuta una conferenza stampa per comunicare in via ufficiale notizie ed informazioni riguardanti la vita della Società anche in relazione al suo futuro.
Il mio cuore è triste per la cocente delusione, ma, soprattutto, per le cattiverie di cui sono stata oggetto, mio malgrado, unitamente a Tonio Bongiovanni, Aldo Roselli e tutti i collaboratori della Società.

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Oggi, però, voglio comunicare a tutti i tifosi ed appassionati le mie scuse per il risultato sportivo della stagione, anche se non ritengo di avere responsabilità dirette per tale evento in quanto sento forte la percezione di essere stata tradita da alcuni soggetti “dell’universo tecnico” e da una “pubblica opinione” che, forse, utilizza strumenti di giudizio parziali e determinati dall’emotività degli eventi.
Di una cosa però, nonostante il momento, sono fiera!
Anche nel mondo del calcio, in cui molto spesso mi sono sentita fuori contesto, ho uniformato la mia azione agli ideali sinceri e puliti che hanno sempre contraddistinto le azioni di tutta la mia vita sia personale che professionale.
Nella condivisione di tali valori e comportamenti ritengo di coinvolgere anche Tonio Bongiovanni, Aldo Roselli, tutti i collaboratori del Settore Giovanile, tutti i Dirigenti impegnati nell’azione a favore della squadra, il Settore Sanitario, i collaboratori della Segreteria, Ufficio Marketing, Ufficio Stampa, Sicurezza dello stadio.
Un ringraziamento particolare all’amico tifoso Salvatore Pignatelli, che questa mattina, leggendo un suo messaggio, mi ha fornito la motivazione a comunicare con tutti i veri tifosi, con tutte le persone garbate di questa Città, che ne rappresentano la stragrande maggioranza.
Il tempo è galantuomo.

FORZA TARANTO

Il Presidente del Taranto FC 1927
Elisabetta Zelatore

Lecce – F.Andria 1-1 : a pieno ritmo verso i play off

Un pareggio utile e salutare nell’ultima di campionato contro la Fidelis Andria. Utile per le prime certezze della cura Rizzo, salutare per il ritrovato feeling con il popolo giallorosso e in modo particolare con la Curva Nord, che a fine partita ha fatto sentire tutta la sua voce di incoraggiamento alla squadra e in modo particolare al suo condottiero. Una ritrovata compattezza per andare tutti insieme verso i play off. Una partita, quella contro l’Andria, che il collega Vittorio Renna analizza con uno sguardo al futuro :

“  Proprio all’ultima giornata si è vista una bella partita al Via del Mare. Due squadre che si sono date battaglia, senza esclusioni anche di colpi …. proibiti, dal primo all’ultimo secondo. E’ arrivato, così, il primo pareggio tra le due squadre nel Salento; prima di ieri c’erano state, nelle sei partite giocate, tre vittorie per parte. Chiaramente le motivazioni erano completamente diverse. Al Lecce più che il risultato (ininfluente per la classifica) contava la prestazione e la verifica non solo dei giocatori, ma anche e soprattutto di un diverso atteggiamento tattico. Il bravo Roberto Rizzo in dieci giorni di lavoro non poteva presentare una squadra completamente diversa da quella del vecchio tecnico. Alla Fidelis Andria interessava, invece, soltanto quella vittoria che avrebbe potuto farle disputare i play-off. N’è uscita, pertanto, una piacevole partita che ha mantenuto sempre desto l’interesse degli spettatori (peccato che il Prefetto abbia vietato la trasferta dei tifosi ospiti).  Per il Lecce si è trattato, quindi, di una tappa di avvicinamento all’appendice del campionato. Si è notata da parte di tutti (tecnico, squadra e tifosi) una certa consapevolezza delle reali possibilità che la squadra ha in vista dei benedetti play-off. Si è visto pure che l’entusiasmo, la speranza e la fiducia stanno crescendo di giorno in giorno. L’impresa è chiaramente difficile, ma non impossibile.  Il Lecce non deve affrontare le altre ventisette squadre, ma soltanto quattro e che battendole otterrebbe quella promozione in serie B che attende da ben cinque anni. Il lavoro del bravo Roberto Rizzo (ha la piena fiducia di tutti) non è dei più facili. A lui non si chiedono rivoluzioni o stravolgimenti dal punto di vista tattico, ma soltanto dei piccoli e leggeri aggiustamenti nel centrocampo e in attacco; sì, li deve intervenire in modo deciso e senza ascoltare nessuno perché lasciare tutto come sta significherebbe non fare molta strada mentre, invece, ci sono le possibilità di presentare all’importante appuntamento una squadra in grado di affrontare le ……quattro avversarie nelle migliori condizioni e prospettive. Oltre che costruire la squadra intorno al suo miglior giocatore, il sempre bravo Marco Mancosu, deve anche lavorare e non poco sulla testa dei giocatori che devono dimenticare gli otto mesi con il vecchio tecnico (molto negativi sul piano del gioco) e assumere una nuova mentalità, ci auguriamo vincente, in quanto si tratta, per molti di loro, di un treno della vita che sta passando e loro devono a tutti i costi salirci sopra. A questo punto non resta che attendere il prossimo 21 maggio quando si apriranno le …..danze.(Vittorio Renna).

Mimmo De Gregorio

Foto : archivio sito Us Lecce

Marcatori Lega Pro girone C, Mazzeo si laurea capo cannoniere

21 sono le reti realizzate nel trentottesimo ed ultimo turno del campionato di Lega Pro girone C.

Doppietta e chiusura a quota 21 reti segnate per Fabio Mazzeo del Foggia che dunque si laurea capo cannoniere del torneo.

Negro del Matera, segna il suo diciassettesimo gol e raggiunge la seconda posizione nella classifica marcatori in compagnia di Caturano del Lecce.

Quattordicesima rete per Coralli della Reggina.

Doppietta e salita a quota 9 per Tiscione del Fondi.

Nona rete per Armellino del Matera.

Sesta marcatura per Mancosu del Lecce, mentre siglano la loro quarta rete stagionale, Bianchimano della Reggina, Letizia del Cosenza e Tartaglia della Fidelis Andria.

Terza rete per Ingrosso del Matera.

Doppietta e prime due reti per Caruso della Paganese, seconda rete per il suo compagno di squadra, Zerbo, Cunzi del Catanzaro, Galdean della Virtus Francavilla, Rosafio della Juve Stabia e Tripicchio della Reggina.

Proprio nell’ultima giornata di campionato arriva la prima rete stagionale per Corsi del Cosenza e Maesano della Reggina.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI FINALE (prime posizioni)

 

21 reti: Mazzeo (Foggia)

 

17 reti: Negro (Matera) e Caturano (Lecce)

15 reti: Ripa (Juve Stabia)

14 reti: Coralli (Reggina) e Emanuele Catania (Siracusa)

13 reti: Montini (Monopoli)

12 reti: Ciro Foggia (Melfi) e Statella (Cosenza)

11 reti: Albadoro (Fondi), N’Zola (Virtus Francavilla), Baclet (Cosenza) e Reginaldo (Paganese)

10 reti: Pozzebon (Catania/Messina) e Torromino (Lecce)

9 reti: Tiscione (Fondi), Armellino (Matera), Zanini (Catanzaro), Mazzarani (Catania), Firenze (Paganese), Abate (Virtus Francavilla), De Vena (Melfi) e Giovinco (Catanzaro)

8 reti: Di Grazia (Catania), Viola (Taranto), Corado (Casertana), Gambino (Fondi/Cosenza), Calderini (Fondi), Lisi (Juve Stabia) e Sarno (Foggia)

7 reti: Saraniti (Vibonese), Milinkovic (Messina), Izzillo e Kanoute (Juve Stabia), Carretta e Iannini (Matera), Deli (Foggia/Paganese) e Giannone (Fondi/Casertana)

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

 

 

Niente playoff per la Fidelis Andria

Finisce in parità il derby tra Lecce e Fidelis Andria ma è un punto che non serve ai biancoazurri. Niente playoff per la squadra di Favarin.

 

 

Ultima giornata della regular season nel campionato di Lega Pro girone C.

Al “Via del mare” c’è il derby tra i padroni di casa del Lecce e la Fidelis Andria.

I salentini, secondi in classifica e già certi da tempo di disputare i playoff, vogliono chiudere con una vittoria davanti ai propri tifosi.

Contro, ci sono i biancoazzurri della Fidelis Andria che hanno ancora speranze di agguantare i playoff.

Solito 4-3-3 per i giallorossi a cui si oppongono i nord baresi con il classico 3-5-2 di mister Favarin.

La prima frazione di gioco vede un Lecce più volitivo rispetto alla Fidelis e infatti i giallorossi allenati da mister Roberto Rizzo, dopo aver sfiorato la rete del vantaggio un paio di volte, sblocca la contesa al 31’.

Destro velenoso e preciso di Mancosu che sigla il suo sesto gol stagionale e porta avanti i suoi.

La Fidelis non reagisce e anzi è il Lecce a sfiorare il raddoppio con il bomber Caturano al 36’ con un colpo di testa finito alto.

Il primo tempo termina con il Lecce meritatamente in vantaggio di misura sui biancoazzurri di Favarin.

Nel secondo tempo la gara diventa nervosa ma la Fidelis riesca a trovare la rete del pari al minuto 66 con Tartaglia che gira di testa il suggerimento su punizione di Curcio. 1-1 e quarta rete stagionale per il n. 2 biancoazzurro.

Al 71’ rischia il portiere di casa, Perucchini quando ha un controllo infelice su retropassaggio di Cosenza, sulla palla arriva di gran carriera Croce che effettua una scivolata e compie fallo sul portiere.

Al 72’ Rizzo fa entrare Doumbia al posto di Pacilli e proprio il neo entrato si rende pericoloso e crea scompiglio nella difesa ospite.

Il Lecce spinge e prova a riportarsi in vantaggio: al 78’ ci prova Torromino con un colpo di testa finito a lato e poi al 81’ con il portoghese Costa Ferreira con una bella soluzione dalla distanza ma nulla da fare.

Al minuto 84’ c’è l’espulsione di Cianci che commette fallo sul portiere Perucchini e si vede sventolare un rosso diretto.

Fidelis Andria in 10 uomini.

Dopo un tentativo dalla distanza di Tartaglia per la Fidelis, è ancora il Lecce a provarci al 91’ con un’azione personale senza esito di Doumbia e poi al 92’ con un’azione concitata sulla quale per poco non ci arriva Caturano.

Ma il risultato non si chioda dalla parità e così termina 1 a 1.

Un punto che non serve a nulla per la Fidelis Andria che dunque chiude a quota 47 punti ma non basta per centrare i playoff.

La squadra di Favarin ha comunque disputato una buona stagione, restando sempre a ridosso dalla zona playoff e raggiungendo la salvezza con largo anticipo.

Il Lecce invece chiude al secondo posto e può prepararsi per i playoff, nella quale entrerà in gioco nella seconda fase.

 

 

 

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LECCE-FIDELIS ANDRIA 1-1

 

 

LECCE (4-3-3): Perucchini; Lepore, Ciancio, Cosenza, Giosa; Costa Ferreira, Mancosu (66’ Maimone), Arrigoni; Pacilli (72’ Doumbia), Caturano, Torromino (87’ Vitofrancesco).

A disposizione: Bleve, Chironi, Marconi, Tsonev, Marra, Monaco, Muci, Fiordilino, Mengoli. All. Roberto Rizzo

 

 

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Cilli; Allegrini, Aya, Colella (81’ Minicucci); Tartaglia, Onescu, Piccinni, Cruz, Curcio; Cianci, Croce.

A disposizione: Pop, Rada, Ippedico, Vasco, Berardino, Tito, Annoni, Bottalico. All. Giancarlo Favarin

 

ARBITRO: Giacomo Camplone di Pescara

 

MARCATORI: 31’ Mancosu (L), 66’ Tartaglia (FA),

 

AMMONITI: 10’ Allegrini (FA), 29’ Arrigoni (L), 35’ Colella (FA), 65’ Pacilli (L), 80’ Croce (FA)

 

ESPULSO: 84’ Cianci (FA) rosso diretto

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

 

Il Taranto saluta la Lega Pro con una sconfitta: 1-0 per la Juve Stabia

Gli ultimi novanta minuti del campionato del girone C di Lega Pro vedono la  Juve Stabia sconfiggere il Taranto per 1-0 allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia. I padroni di casa fanno la gara e sfiorano il gol in diverse occasioni senza concretizzare. Fino al 92′, però, quando il gialloblu Rosafio riceve il cross da corner di Kanouté e trafigge De Toni.

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Termina così il campionato tutt’altro che speculare di Juve Stabia, che chiude al terzo posto, e Taranto, il quale, come decretato dalla sconfitta interna subita domenica scorsa contro la Vibonese, retrocede in Serie D.

Bisceglie Calcio in Lega Pro. Un sogno raggiunto dopo diciannove anni

Avevamo definito il Bisceglie Calcio di inizio stagione come un’araba fenice. Dalle ceneri che tutti avevano ormai cosparso ad inizio Luglio ha avuto la forza di risorgere, di tornare a prendere forma concreta, adattandosi alle difficoltà di un campionato difficoltoso e dispendioso quale la serie D. Una categoria che da quasi vent’anni è sempre stata stretta a chi ha avuto a cuore le sorti della società, dai dirigenti ai tifosi, ma che ora possono salutare con un urlo liberatorio dopo una entusiasmante rimonta sul Trastevere già certo, ma non per sue consapevolezze, di seguire le precedenti squadre conterranee nella terza serie nazionale.

Il Bisceglie è in Lega Pro, una rincorsa durata ben diciannove anni e che ha avuto tante piccole vette in questa meravigliosa annata. La punta di un iceberg che ha messo in riga tutte le altre pretendenti è stata sicuramente l’ultima sfida con l’Agropoli, conclusasi con un risultato tennistico. Sei a uno contro una squadra già conscia del proprio destino e che ha assistito in maniera pacata alla grande festa nerazzurra.

Fabio Delvino unico assente dal primo minuto, sostituito da Biancola. Da annotare solo i gol di questo indimenticabile festival: all’undicesimo Bisceglie già in vantaggio con Anibal Montaldi che ha corretto in rete di testa una pennellata di Raucci dalla sinistra. Il raddoppio è servito al minuto ventisette sempre con la punta argentina che in percussione si è liberato di due avversari e ha battuto Cotticelli da posizione defilata: sfortunata la deviazione nel sette di un difensore ospite. Dopo tre giri di lancette Ousmane Diop ha fatto tap in sulla respinta corta del baluardo campano al tiro di Matteo Montinaro. Il poker è invece griffato Riccardo Lattanzio che ha bagnato questa giornata di gloria con un colpo al volo su sombrero al difensore; prezioso l’assist di prima del sempiterno Montaldi.

Nella ripresa Montaldi ha coronato il sogno di salire in cima alla classifica cannonieri fermando il proprio score a ventuno realizzazioni: è il minuto cinquantatré quando l’asso argentino si è incuneato nell’area salernitana trafiggendo Cotticelli, successivamente sostituito dal giovanissimo Rizzo.

Girandola di cambio anche per la comitiva di mister Nicola Ragno con doveroso omaggio a Cerone, Miale e Cioffi in luogo di Diop, D’Aiello e Montaldi. Anche il trequartista romano ex Gravina ha partecipato alla festa del gol con il 6-0 ad un quarto d’ora dalla fine. Tolino ha reso meno amara la giornata dei ragazzi di mister Luigi Sorianello al minuto settantasette appoggiando in rete il pallone baciato dal palo sulla conclusione debole di Annese.

Nessun minuto di recupero è stato concesso dall’arbitro per dar via all’invasione in campo dei tifosi nerazzurri. Troppo forte il desiderio di festeggiare, troppo forte il desiderio di gridare “siamo in Lega Pro” da parte dei quattromila spettatori giunti al Gustavo Ventura, troppo forte la voglia irrefrenabile di portare in trionfo gli artefici di una cavalcata che resterà negli annali di questa centenaria gloriosa storia.

BISCEGLIE-AGROPOLI 6-1

Bisceglie: Di Franco, Biancola, Raucci, Diop (dal 57° Cerone), Petta, D’Aiello (dal 49° Miale), Partipilo, Risolo, Lattanzio, Montinaro, Montaldi (dal 63° Cioffi). Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Pistola, Posilipo, Petitti, Preziosa, Vaccaro.
Agropoli: Cotticelli (dal 53° Rizzo), Donnarumma (dal 58° Annese), Ferrara, Bernardini, Fiorillo, Chiariello, Gagliardo, Adiletta, Delli Santi, Capozzoli (dal 46° Tolino), D’avella. Allenatore: Luigi Soraniello. A disposizione: Cherillo, Russo, Niglio.
Terna arbitrale: Di Paolo di Chieti (Alessi di Teramo, Ciancaglini di Vasto).
Reti: 11° Montaldi, 27° Montaldi, 30° Diop, 40° Lattanzio, 53° Montaldi, 73° Cerone, 77° Tolino
Note: 4000 spettatori. Calci d’angolo: 5-0. Ammonito: Petta.

Bartolomeo Pasquale

Monopoli-Akragas: le probabili formazioni 

Si vis pacem para bellum, alcuni aforismi latini sono tutt’ora validi per descrivere situazioni o periodi attraversati nel corso della propria vita o in ambito sportivo, come nel caso odiernamente trattato. Il Monopoli è alle porte del paradiso, l’ingresso dista solo pochi metri di distanza e la luce misericordiosa della salvezza è sempre più forte ed avvolgente. La visita negli inferi effettuata nel recente periodo attraversato è servita a riscattare la mentalità collettiva di una squadra apparentemente smarrita e con ben poche idee logiche atte a ferire gli avversari contrapposti. 

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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, l’obiettivo prefissato ad inizio stagione dai vertici societari sembra essere stato definitivamente conseguito per il secondo anno di fila, il tutto coadiuvato dalle sagge scelte tecniche opzionate da Diego Zanin, un miracolato sulla terra in grado di dissolvere gli innumerevoli dubbi sviluppati nel corso dell’intera stagione da parte delle solite – nonchè poco utili – contestazioni messe al mondo dai vari addetti ai lavori presenti in Puglia. Tralasciando l’aspetto dialogativo ed introducendo i nostri pensieri verso l’ultima contesa in programma domenica pomeriggio con l’Akragas, le metodologie adottate dall’ex tecnico di Altovicentino e Reggina risultano ottimamente clonabili per censurare le possibili controrisposte nemiche. Allenamenti a porte chiuse e lontane da occhi indiscreti, il segreto tattico resta ancora criptato.

PROBABILI FORMAZIONI:

Monopoli (4-3-3): Furlan, Carissoni, Esposito, Bacchetti, Mercadante; Ricucci, Nicolini, Sounas; Genchi, Montini, Pinto. All.Zanin

AKRAGAS (3-5-2): Pane; Mileto, Riggio, Thiago Cazé; Coppola, Bramati, Longo, Rotulo, Sepe; Salvemini, Cocuzza. All.: R. Di Napoli.

Alessandro Chimenti

Il Foggia resta tutto ai Sannella

Lasciano le proprie quote i fratelli Curci. Società interamente ai Sannella

Era nell’aria. Un rimpasto societario in casa rossonera era quasi cosa certa e all’indomani della promozione in B della squadra è arrivata anche la notizia ufficiale. I fratelli Massimo e Nicola Curci cedono il proprio 50% ai fratelli Sannella che, forti del già precedente 50%, restano interamente proprietari del Foggia Calcio. La cessione del pacchetto è stata totalmente gratuita, con Massimo Curci che diventa vicepresidente onorario e Nicola consigliere onorario.

Una mossa che potrebbe liberare  “posti” per eventuali altri nuovi ingressi? Potrebbe essere, per il momento i rossoneri sono al 100% di Franco e Fedele Sannella.

Fabio Lattuchella

Play-Off e Play-Out Lega Pro: introdotto il terzo tempo

In occasione dei Play Off e dei Play Out della stagione sportiva 2016/2017 la Lega Pro, anche al fine di concretizzare sul campo i valori del fair play e diffondere sui campi il vero messaggio dello sport, ha introdotto il disciplinare del cosiddetto terzo tempo da attuare, poi, anche nel corso della prossima stagione sportiva.

Il disciplinare prevede il seguente protocollo:
Fischio di inizio: i capitani entrano in campo con la maglia della squadra avversaria e scambiano il gagliardetto, così come previsto nella iniziativa “non c’è partita senza avversario”.
Fischio finale: i giocatori raggiungono il centrocampo. La partita è finita, si accetta la vittoria conseguita nel corso della corretta competizione sportiva festeggiando il divertimento e lo spettacolo della partita appena conclusa: eventuale scambio di maglie tra i calciatori. I giocatori tutti insieme percorrono un giro di campo per ringraziare gli spettatori. Una volta compiuto il giro di campo i calciatori della squadra vincente e della squadra sconfitta si dirigono verso gli spogliatoi. La squadra che è uscita sconfitta dalla gara, si schiererà all’ingresso degli spogliatoi ed accompagnerà con un applauso la discesa nello spogliatoio della squadra vincitrice dell’incontro sportivo.

Paganese – Lecce 1 – 1 : ” Uniti si può arrivare alla meta”.

Ora più che mai bisogna bandire ogni forma di polemica. Non è più il momento di pensare al passato, conta il presente e soprattutto il futuro. Conta ricompattarsi senza fare più polemiche. Se si resta uniti e compatti, il futuro sarà più roseo del previsto. La prova di Pagani, gol di Doumna (in foto) è soltanto il primo atto della nuova era. Il tempo che ci separa dal 21maggio deve servire a Mister Rizzo a modellare meglio l’assetto tattico soprattutto dal punto di vista mentale. Qualcosa si è visto, molto ancora è da vedere, ma i presupposti ci sono tutti per fare meglio. Mi sembra giusto condividere l’appello dell’amico e collega Vittorio Renna: “Ai tifosi giallorossi ci sentiamo di dire di fare di tutto per costruire intorno al tecnico e alla squadra un ambiente quanto più tranquillo possibile. Il Lecce è i buone mani e il traguardo, pur difficile, non è per niente impossibile”.

Così, sempre Vittorio Renna analizza la gara di Pagani

“Non bellissima, ma certamente gradevole e concreta la partita del Lecce a Pagani. Il risultato mi è sembrato giusto. Le due squadre con motivazioni molto diverse si sono date battaglia fino all’ultimo minuto. Il Lecce ha dovuto fare i conti con le assenze importanti di Cosenza, Giosa e in parte Caturano. In una partita di calcio spesso o quasi sempre sono le motivazioni ad orientare il risultato in un senso o nell’altro. I giallorossi ne avevano pochissime (molte invece, ne aveva il nuovo allenatore Rizzo) mentre la Paganese era motivatissima per il fatto che un risultato positivo avrebbe avuto una valenza storica; per la prima volta la squadra campana (sorta nel lontano 1926) giocherà i play-off per la promozione in serie B. N’è uscita, quindi, una buona partita da parte di entrambe le squadre. Sia l’una che l’altra avrebbero potuto vincere la gara. L’arbitro non ha concesso due evidenti rigori (uno per parte) e, quindi non ha inciso sul risultato.  La squadra ha mostrato un certo carattere non visto nelle precedenti partite, ma il lavoro del bravo Rizzo deve continuare cercando di dare alla squadra un’impronta diversa. Ieri, a parte i pochissimi giorni di lavoro nella settimana scorsa, le assenze importanti che abbiamo citato, il rientro non ancora al massimo del bravo Mancosu, le non perfette condizioni di altri giocatori, non si è visto molto di nuovo. L’impegno del nuovo tecnico non mancherà e siamo certi che per la prima partita degli spareggi (il 21 maggio p.v.) la squadra sarà in grado di presentarsi nelle migliori condizioni all’importante appuntamento. In alcuni momenti della gara si sono visti ancora gli inutili passaggetti nella zona centrale del campo (vanno eliminati subito) e sulle corsie laterali i bravi e credo insostituibili Lepore e Doumbia devono migliorare il loro gioco. Rizzo deve costruire la squadra intorno al bravissimo Mancosu (lo ritengo il migliore in assoluto dell’organico giallorosso) e deve apportare leggerissimi accorgimenti sia nel centrocampo che in attacco (ahah, come sarebbe bello vedere le “due punte”!). 41 (100 il totale). L’occasione che si presenta al Lecce è di quelle che possono lasciare un segno nella storia della società giallorossa. Sarebbe la quinta promozione in serie B, Rizzo sarebbe il quarto allenatore a raggiungere il prestigioso traguardo. Prima di lui ci sono riusciti l’ungherese Ferenc Plemich (due volte; nel 1929 e 1946) poi Antonio “Mimmo” Renna nel 1976 e Gian Piero nel 1996”. (Vittorio Renna)

Mimmo De Gregorio

Foto archivio Us Lecce

Marcatori Lega Pro girone C, doppiette per N’Zola e Zanini

Sono 27 le reti realizzate nel trentasettesimo e penultimo turno del campionato di Lega Pro girone C.

Tutto invariato in vetta alla classifica marcatori dove Mazzeo è saldamente in testa con 19 reti segnate, dietro si muove Ripa della Juve Stabia, al suo quindicesimo gol stagionale.

Tredicesima rete per Montini del Monopoli.

Doppietta e salita a quota 11 per N’Zola della Virtus Francavilla e undicesimo centro stagionale per Albadoro del Fondi.

Doppietta e quota 9 raggiunta da Zanini del Catanzaro.

Nona rete per Firenze della Paganese e Mazzarani del Catania.

Ottava marcatura per Armellino del Matera, Di Grazia del Catania e Viola del Taranto.

Settimo gol per Milinkovic del Messina, sesto centro invece per Ali Sowe della Vibonese.

Da segnalare anche la quinta marcatura per Doumbia del Lecce, De Silvestro del Siracusa e Mendicino del Cosenza.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 37 (prime posizioni)

 

19 reti: Mazzeo (Foggia)

17 reti: Caturano (Lecce)

16 reti: Negro (Matera)

15 reti: Ripa (Juve Stabia)

14 reti: Emanuele Catania (Siracusa)

13 reti: Montini (Monopoli) e Coralli (Reggina)

12 reti: Ciro Foggia (Melfi) e Statella (Cosenza)

11 reti: Albadoro (Fondi), N’Zola (Virtus Francavilla), Baclet (Cosenza) e Reginaldo (Paganese)

10 reti: Pozzebon (Catania/Messina) e Torromino (Lecce)

9 reti: Zanini (Catanzaro), Mazzarani (Catania), Firenze (Paganese), Abate (Virtus Francavilla), De Vena (Melfi) e Giovinco (Catanzaro)

8 reti: Armellino (Matera), Di Grazia (Catania), Viola (Taranto), Corado (Casertana), Gambino (Fondi/Cosenza), Calderini (Fondi), Lisi (Juve Stabia) e Sarno (Foggia)

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

 

Il Bisceglie ad un passo dalla Lega Pro: sconfitta anche la Nocerina

Vorremmo parlare della cronaca di una semplice partita, ma con tutto l’entusiasmo e l’adrenalina in corpo si dovrebbe parlare di un progetto nato otto mesi fa e che oggi ha concretamente dato i frutti a cui tutti i aspiravano: il progetto-Canonico, accolto con entusiasmo da tutta la comunità locale, ha rispettato il proprio ruolino di marcia permettendo con un’estenuante rincorsa sul Trastevere la quasi, doverosamente da dire per scaramanzia ed attenzione, promozione alla Lega Pro unica.

Un ritorno in grande stile per il Bisceglie Calcio dopo ben diciannove anni vissuti con modestia nelle serie minori e nelle categorie regionali a cui il colore nerazzurro stellato non era più abituato. L’ultimo ostacolo prima della vera ed ufficiale festa prende le sembianze dell’Agropoli, formazione invischiata nella zona rossa della graduatoria e che non ha più nulla da dire a questo campionato.

Il Bisceglie ce l’ha fatta, contro i suoi detrattori e contro avversari di difficile impatto come la Nocerina, sodalizio accreditato alla vigilia del torneo come possibile vincitore ma che si è ritrovato con un matematico terzo posto al di sotto delle proprie aspettative. Nicola Ragno ha riproiettato in campo lo stesso film, con gli stessi protagonisti che ogni domenica hanno regalato vittorie ed emozioni. Di Franco, Delvino, Raucci che sa molto di Sarti, Burgnich, Facchetti: non è cambiato il colore e di certo non è cambiato il modo con cui si vince. Mister Gianni Simonelli ha invece inserito l’idolo Alvino in fase di rifinitura reintegrando in rosa Girardi, partito dalla panchina.

Avvio forte del Bisceglie al primo giro di lancette con Matteo Montinaro, ma il tiro è stato debole e di facile preda per Sommariva. All’undicesimo è giunto il primo brivido lungo la schiena dei seicento sostenitori nerazzurri presenti allo stadio San Francesco con il gol di Siclari, su tiro di Papini, annullato per fuorigioco. Dopo appena otto minuti è Riccardo Lattanzio a provarci col piede buono ma il colpo è ribattuto fuori da Cacace. Ancora i molossi, che hanno cercato nel frangente di fare la partita, con De Iulis che ben servito da Gargiulo ha incornato malamente il pallone.

Al trentacinquesimo sono scoppiate le proteste dei viaggianti per una presunta deviazione in corner con le mani di Vitolo; a farne le spese il Direttore Sportivo Emanuele Belviso, invitato dall’arbitro a ritirarsi negli spogliatoi. Sul successivo tiro dalla bandierina l’inzuccata di Petta è finita a bordo campo. Sul finale di prima frazione errato disimpegno di Cacace, capitan Lattanzio ne ha approfittato per incunearsi in area ma la sfera ha sorvolato la traversa.

Stesso copione anche nella ripresa ma il risultato del Trastevere Stadium ha dato maggior carica ad un Bisceglie che non accettava il nuovo sorpasso. Al cinquantesimo Anibal Montaldi ha tirato ad effetto, rialzandosi dopo l’intervento pulito di Cacace, ma la conclusione è da dimenticare. Doppia chance buttata alle ortiche dai padroni di casa appena centoventi secondi dopo inizialmente con un De Iulis, ben imbeccato sulla ripartenza che ha appoggiato il pallone fra le braccia di Di Franco, successivamente con Siclari che in solitaria ha calciato come peggio non ha potuto.

All’ora di gioco si è assistito al ritorno dei leader viaggianti con due conclusioni di Lattanzio mal calibrate per l’asfissiante marcatura di Vitolo. Al sessantasettesimo il Bisceglie è andato vicinissimo al gol per effetto della traversa colpita da Montaldi: la punta argentina ha ricevuto la pennellata di Lattanzio dalla sinistra colpendo di testa di prima intenzione. Il legno ha salvato Sommariva.

Un Bisceglie a trazione anteriore, approfittando della palese stanchezza della formazione di casa, viene così premiato al minuto ottantuno con un’azione che sarà sicuramente riportata negli annali della centenaria storia calcistica biscegliese; punizione di Matteo Montinaro, deviazione di Sommariva che è rimasto a terra durante la mischia furibonda in area e Andrea Petta ha appoggiato la palla in una porta ampiamente sguarnita. Sono così esplosi di gioia i calciatori biscegliesi e con loro tutti i seicento tifosi arrivati in Campania per spingere i propri beniamini ad un sogno che si sta tramutando in realtà giorno dopo giorno.

Il Bisceglie visto a Nocera Inferiore si è comportato da studente modello: ha imparato bene la lezione in pochissimi passi e con cinismo è riuscito a portare a casa il massimo dei voti in un esame pesantissimo. Domenica sette maggio è il momento di esporre la propria tesi di laurea al Gustavo Ventura, affrontando un esame che sembrerebbe più che una formalità ma che potrebbe nascondere insidie inaspettate. Il presidente Nicola Canonico ci crede, la stanza dei bottonici crede, il tecnico Nicola Ragno ed i giocatori ci credono e chiedono a tutta la città di unirsi a loro nel raggiungimento di una favola rincorsa da ben diciannove anni.

NOCERINA-BISCEGLIE 0-1
Nocerina: Sommariva, Vitolo, Gargiulo, Albanese, Cacace, Coppola, Papini (dall’82° Milani), Fella (dall’82° Alpierta), De Iulis (dal 74° Girardi), Alvino, Siclari. Allenatore: Giovanni Simonelli. A disposizione: Cetrangolo, Cuomo, Matino, Santeramo, Rinaldi, Navas.
Bisceglie: Di Franco, Delvino, Raucci, Diop, Petta, D’Aiello, Partipilo (dal 83° Miale), Risolo (dal 79° Cerone), Lattanzio (dall’88° Posillipo), Montinaro, Montaldi. Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Biancola, Pistola, Petitti, Vaccaro, Cioffi.
Terna arbitrale: Paolo Bitonti di Bologna (Pasquale e Carrelli di Campobasso).
Rete: 81° Petta
Note: 1300 di cui 600 spettatori circa provenienti da Bisceglie. Ammonito Cacace, Montaldi, Coppola. Espulso il DS Emanuele Belviso al 35° per proteste. Calci d’angolo: 1-2.

Bartolomeo Pasquale

Taranto retrocesso in Serie D, la Vibonese trionfa allo “Iacovone”: 1-2

Ora è ufficiale: il Taranto retrocede in Serie D. Dopo meno di un anno dal ripescaggio in Lega Pro, la compagine ionica ritorna nell’inferno dei dilettanti, a causa del trionfo della Vibonese che spezza le residue ed esigue speranze dei rossoblu di giocarsi l’accesso ai play-out all’ultima giornata.

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Dopo 10 minuti di gioco, la Vibonese sblocca il match grazie ad un calcio di rigore guadagnato da Yabre, atterrato ingenuamente dal difensore tarantino Magri: sul dischetto si presenta Sowe che spiazza De Toni e porta gli ospiti in vantaggio. Il raddoppio calabrese giunge al 39′ e lo realizza Bubas, abile a superare la marcatura della retroguardia tarantina, compreso il portiere De Toni, e, quindi, a depositare la palla in rete a porta vuota. Accorcia le distanze il tarantino Viola al 91′, ma non basta.

Alessandro Mazzarino

Taranto-Vibonese, pochissimi biglietti venduti per la sfida-salvezza

Se non si tratta di un record negativo, poco ci manca: la sfida-salvezza tra Taranto e Vibonese (oggi, ore 14:30) si giocherà in uno stadio “Erasmo Iacovone” praticamente deserto. Data l’istituzione della “giornata pro-Taranto“, infatti, gli abbonamenti non convalidano l’ingresso allo stadio, ragion per cui, anche coloro che hanno deciso di “tesserare” la propria fede al club rossoblu ad inizio stagione sono costretti a pagare il biglietto. Il numero di tagliandi venduti fino a ieri sera, però, non sorride alla società ionica: solo 300 spettatori circa (35 da Vibo Valentia) sederanno sui gradoni dello “Iacovone“.

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Abituati ad altri e alti standard, si può con certezza affermare che il pubblico tarantino abbia “abbandonato” la rosa rossoblu, ma soprattutto la dirigenza, rea di non aver ritoccato al ribasso i prezzi dei biglietti in vista di importanti scontri salvezza: strategia adottata, invece, da compagini ancorate nei bassifondi della classifica, ma che comunque occupano una posizione più alta di quella impiegata dal Taranto, ora ultimo. Coincidenza?

Alessandro Mazzarino

Lecce : la quiete dopo la tempesta.

La sconfitta interna con il Messina è stata, come si dice in questi casi, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non solo la sconfitta quanto la prestazione hanno allarmato, come giusto che fosse, i massimi responsabili della società giallorossa. Il collega Vittorio Renna, infatti, nell’analizzare nei dettagli la partita degli ex Lucarelli e Conticchio, si è posto e ha posto delle domande interessanti, alle quali il gruppo dirigenziale ha risposto a stretto giro di posta con l’esonero di Padalino  e l’ingaggio del nuovo tecnico, Roberto Rizzo. Una decisione condivisa dalla maggioranza del popolo giallorosso.

 

“Il modesto Messina, così come avevano fatto quasi tutte le altre squadre, ha giocato meglio del Lecce e alla fine non ha rubato niente e ha giustamente meritato la vittoria. Il ritorno del duo Lucarelli-Conticchio è stata la nota più bella della partita; sono stati giocatori che hanno indossato con onore la maglia giallorossa e l’hanno difesa fino all’ultima goccia di sudore. Bellissimi gli applausi finali e il saluto che tutto lo stadio ha voluto tributare ai due ex. Quindi partita che non è da commentare anche perché non ci sono stati spunti di rilievo ma …..buio totale. Che delusione questa stagione! Forse più delle precedenti quattro. Molti, moltissimi errori sono stati commessi e alla fine il risultato non poteva che essere questo. Chiusa la porta della promozione diretta ora resta la finestra dei play-off, ma come affrontarli? Chiaramente non con le condizioni in questo momento esistenti. Si spera, pertanto, che ci sia un radicale cambiamento, che ci sia una degna preparazione a quest’appendice del campionato, che ci sia qualcuno che in un mese (non è poi poco) dare un minimo di gioco, che sappia gestire bene i giocatori in organico (non sono per niente scarsi) che sono stati, finora, impiegati malissimo. I tifosi giallorossi meritano molto di più di quello che finora è strato dato a loro. Speriamo, quindi, che accada quel qualcosa che possa farci ritornare la speranza di …..crederci ancora”. (Vittorio Renna)

E, in effetti qualcosa è accaduto. Ora, è importante ricompattare tutto l’ambiente, alla squadra ci penserà  Robertino Rizzo e i suoi collaboratori che saranno nominati nelle prossime ore.

Mimmo De Gregorio

Lecce : Roberto Rizzo, nuovo allenatore

Come da noi anticipato nella tarda serata di ieri, l’Unione Sportiva Lecce ha comunicato ufficialmente l’esonero del tecnico Pasquale Padalino e dei suoi più stretti collaboratori, Sergio Di Corcia (vice9 e il collaboratore tecnico, Paolo Fiore.

Dopo i ringraziamenti di rito, la società salentino ha affidato la conduzione tecnica della squadra a Mister Roberto Rizzo ( in foto) con un contratto sino al 30-6-2017, con rinnovo automatico in caso di promozione in serie B.

Rizzo sarà presentato domani 25 aprile, alle ore 15.00 presso la sala stampa “Sergio Avvantaggiato” dello stadio di Via del Mare.

Mimmo De Gregorio