Marcatori Lega Pro girone C, allunga Mazzeo

Sono 27 le reti messe a segno le trentaseiesimo turno del campionato di Lega Pro girone C.

Diciannovesima rete stagionale e allungo nella classifica marcatori per i capo cannoniere del torneo, Fabio Mazzeo della fresca neopromossa in B, Foggia.

Doppietta e salita a quota 14 per Emanuele Catania del Siracusa e quattordicesima marcatura per Ripa della Juve Stabia.

Dodicesima rete per Ciro Foggia del Melfi.

Decima marcatura per Albadoro del Fondi.

Doppietta e salita a 9 per Abate della Virtus Francavilla.

Ottavo gol stagionale per Corado della Casertana e Gambino del Fondi.

Segnano la loro settima rete in campionato, Kanoute della Juve Stabia e Zanini del Catanzaro.

Sesto gol per Genchi del Monopoli.

Bella doppietta per Ali Sowe della Vibonese, ora salito a quota 5 reti.

Quinta rete per Bangu della Reggina.

Quarta marcatura per Anastasi del Messina, Esposito del Monopoli e Rajcic della Casertana.

Da segnalare anche la terza marcatura per Bianchimano della Reggina e la seconda rete per il suo compagno di squadra, Vito Leonetti.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 36 (prime posizioni)

 

 

19 reti: Mazzeo (Foggia)

17 reti: Caturano (Lecce)

16 reti: Negro (Matera)

14 reti: Emanuele Catania (Siracusa) e Ripa (Juve Stabia)

13 reti: Coralli (Reggina)

12 reti: Ciro Foggia (Melfi), Montini (Monopoli) e Statella (Cosenza)

11 reti: Baclet (Cosenza) e Reginaldo (Paganese)

10 reti: Albadoro (Fondi), Pozzebon (Catania/Messina) e Torromino (Lecce)

9 reti: Abate e N’Zola (Virtus Francavilla), De Vena (Melfi) e Giovinco (Catanzaro)

8 reti: Corado (Casertana), Gambino (Fondi/Cosenza), Calderini (Fondi), Lisi (Juve Stabia), Mazzarani (Catania) e Sarno (Foggia)

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

 

Bisceglie-Ciampino 2-1: Montaldi-Petta e il primato in classifica è realtà

La gara del 23 aprile 2017 è sicuramente una gara da riportare agli annali. Una vittoria da cardiopalma contro un Ciampino, ormai in caduta libera nell’Eccellenza laziale, che ha decretato il momentaneo sorpasso sul Trastevere in vetta alla classifica del campionato di Serie D girone H.

Mister Nicola Ragno, squalificato nell’occasione e sostituito dal vice Giuseppe Leonetti, ha variato solo la fascia sinistra con Pistola al posto dello squalificato Raucci, intento a riscattare la cocente eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Albalonga.

Avvio grintoso per un Bisceglie abile a fare sin dalle prime battute possesso palla. Al terzo minuto la prima occasione con il colpo al volo di Montinaro che ha severamente impegnato Sottoriva; palla in angolo. Poco prima del quarto d’ora ci ha provato capitan Riccardo Lattanzio con una bordata di prima intenzione dal limite dell’area ma il baluardo romano si è fatto trovare ancora preparato.

Il Ciampino ha guadagnato metri di campo ed ha creato qualche grattacapo a Di Franco al diciassettesimo con un lob dai ventitré metri di Fischetti. Colpo di reni dell’estremo difensore classe 1997 e palla in corner.

Il Bisceglie si è rialzato ed è pervenuto al vantaggio al minuto ventitré: Anibal Daniel Montaldi non ci ha pensato due volte ad infilare su tap in Sottoriva, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto leggermente da Petta per lo stesso Montinaro. Per la punta argentina è il diciottesimo sigillo con il team del presidente Nicola Canonico.
Dopo quindici minuti ancora Bisceglie con Anthony Partipilo che ha ricevuto il pallone su prezioso suggerimento di Montinaro: l’ex ala di Cluj e Savoia si è accentrato ed ha caricato un destro deviato dalla retroguardia laziale.

Al quarantaduesimo il Bisceglie ha raddoppiato, mettendo in ghiaccio il confronto: la punizione di Montinaro respinta fuori area dal portiere viene rigettata in profondità trovando presente Andrea Petta: il mediano di casa non ci ha pensato due volte a trovare il tempo per mettere il pallone da pochissimi passi nel sette. Una doppia festa per i mille spettatori accorsi al Gustavo Ventura, sempre con il pensiero rivolto allo scontro diretto fra trasteverini e falchi gialloblu.

Nella ripresa si è denotato il risveglio del Ciampino partito veemente e subito in gol dopo appena tre minuti: è Damiani che involatosi in area di rigore ha trafitto in diagonale un Di Franco impacciato nell’uscita. Al cinquantacinquesimo è ancora la squadra aeroportuale a farsi pericolosa con un esterno di Fischetti ma la sfera ha attraversato senza pericoli tutta la porta di casa. Al minuto sessantatré occasionissima per Petta che ha tentato la personale doppietta con un colpo di testa spentosi sul fondo. Mister Leonetti ha rimosso precauzionalmente Partipilo e Montinaro rimpiazzandoli con Vaccaro e Petitti, favorendo la freschezza dei due atleti ed una maggior copertura a centrocampo.

Il Ciampino ha provato a farsi vedere con velleitari calci piazzati battuti dall’esperto capitano Carnevali ma nulla di più per una squadra che ha provato in ogni modo a salvare la faccia ad una stagione sostanzialmente fallimentare.

Sul finale di partita doppia occasione sprecata dagli ospitanti: all’ottantacinquesimo Vaccaro si è involato in area col pallone incollato ai piedi; prezioso il suggerimento per Montaldi che ha perso il tempo nella conclusione venendo recuperato da Giampietro; nel secondo dei quattro minuti di recupero assegnati dal giudice di gara è stato lo stesso Vaccaro a mangiarsi la palla del tre a uno sotto lo sguardo di Sottoriva: la sfera ha fatto la barba al palo per la disperazione del ventunenne nerazzurro.

Poco importa di questa occasione sciupata se poi Picci ha donato al Gravina il trionfo sul Trastevere: al triplice fischio lo spettacolo si è trasferito sugli spalti del Gustavo Ventura, con canti e cori a quegli eroi che fino a questo momento sono stati più forti di tutto. Più forti di tre punti di penalità, più forti di un rigore a partita che le altre rivali ricevono, più forti della malasorte o di persone che hanno sentito troppo il peso di questa maglia provocando svarioni che ci potevano costare caro lungo l’arco del torneo.

Mancano solo centottanta minuti al termine della regular season di questa lunga ed estenuante annata; il Bisceglie non può più sbagliare e deve assolutamente azzeccare il doppio colpo per realizzare un sogno rincorso per ben diciannove anni. Il prossimo ostacolo si chiama Nocerina, guidato dall’ex Simonelli e già sicuro del terzo posto ottenuto con un risultato tennistico ai danni del malcapitato Agropoli, ricevente Lattanzio e compagni nell’impianto comunale “San Francesco” domenica 30 aprile.

BISCEGLIE-CIAMPINO 2-1

Bisceglie: Di Franco, Delvino, Pistola (dal 84° Posillipo), Diop, Petta, D’aiello, Partipilo (dal 57° Petitti), Risolo, Lattanzio, Montinaro (dal 79° Vaccaro), Montaldi. Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Biancola, Miale, Moccia, Cerone, Cioffi.
Ciampino: Sottoriva, Moisa, Giampietro, Fazio (dall’89° Pansera), Carnevali, Citro, Turmalaj (dal 62° Ramcheski), Blandino, Trani, Fischetti, Damiani (dal 76° Cassetti). Allenatore: Simone Santoni. A disposizione: Peri, Angi, Cececcotto, Famà, Solfiti, Tiozzo.
Terna arbitrale: D’Amato di Siena (Pellino di Frattamaggiore e Di Tommaso di Isernia)
Reti: 23° Montaldi, 42° Petta, 48° Damiani
Note: 1000 spettatori circa. Ammoniti: Citro, Turmalaj, Carnevali. Calci d’angolo: 7-5.

Bartolomeo Pasquale

Lecce : In via d’uscita il tecnico Padalino.

Manca solo l’ufficilità, ma l’esonero del tecnico Padalino dalla guida tecnica del Lecce sembrerebbe vicina. Dopo l’ennsima brutta figura e la sconfitta rim ediata contro il Messina, i dirigenti si sono subito riuniti per decidere il da farsi. Nell’ultimissima ora pare che si stato deliberato l’esonero di Padalino. Al suo posto dovrebe arrivare un leccese doc. Roberto Rizzo ( foto). Il neo tecnico con un passato da giocatore e da allenatore del Lecce, dovrebbe già da domani prendere in mano le re3dini della squadra. Compito non facile, ma Rizzo ha tutte le carte in regola per fare bene. Ora, salvo ripensamenti,  bisogna solo attendere la comunicazione ufficiale.

Mimmo De Gregorio

Lecce – Messina 0 – 1 : ” SEMPRE PEGGIO”

Per una indecorosa prestazione, come quella odierna contro il Messina, non ci sono attenuanti che tengano. E’ stato il nulla del nulla. In questo modo, chi pensa di prepararsi ai play off in questo modo, è completamente fuori strada. La  macabra prestazione contro i siciliani, gli allenamenti a porte chiuse e il perdurare del silenzio stampa non aiutano a ricreare intorno alla squadra quel clima di serenità e di unità d’intenti, che esistevano intorno alla squadra prima della disastrosa e disastrata partita di Francavilla Fontana. La “grandinata” di fischi caduti sui giallorossi a fine partita ne sono la conferma. In queste condizioni è oggettivamente impossibile prepararsi con serenità ai play off.

Tra i tanti commenti apparsi sui social, ci piace riproporre quello dell’Avv. Oronzo Valletta, una riflessione che inquadra bene passato, presente e futuro del “suo”  Lecce. Un pensiero certamente condiviso  della maggior parte dei tifosi giallorossi :

“ Brutta sconfitta del Lecce, sostanzialmente non pervenuto, e credo che ad un mese dai play off non possa essere archiviata con un “motivazioni assenti, ai play off sará diverso”.
Può certamente essere, il Calcio è imprevedibile, però preoccupa, e molto, il pessimo momento di troppi giocatori cardine (gli attaccanti su tutti), unito ad infortuni importanti (Mancosu, Giosa, Doumbia, Drudi), tanto che oggi nel finale mancavano tutti e tre i centrali a disposizione.
Soprattutto, inutile girarci attorno, aleggia pesantemente sull’ambiente il problema Padalino, ormai inviso alla stragrande maggioranza dell’ambiente.
Personalmente, al contrario di tanti che pensano che il Lecce avesse il miglior organico, ho sempre pensato, da luglio, che il Foggia fosse la squadra migliore, anche perchè partiva da piú avanti, per cui non imputo al mister – che ho sempre difeso – il secondo posto, pur dovendo riconoscere che è mancato qualcosa a livello di qualitá del gioco (sempre ricordandoci che siamo in Lega Pro).
Dopo Foggia ho capito e condiviso la decisione di non cambiare, però francamente mi ha molto colpito e fatto riflettere l’espulsione del mister a Matera: grave offesa all’arbitro per un episodio insignificante a centrocampo, flemmatica e lentissima passeggiata verso gli spogliatoi con la squadra che in quel momento perdeva. Non nascondo (se l’espulsione non era cercata) che il mister mi è sembrato quanto meno in notevole difficoltá, quasi rassegnato, ed allora, mancandomi da semplice tifoso tanti elementi di valutazione che i dirigenti invece hanno, mi chiedo: sono certi che il mister abbia la serenitá e le motivazioni giuste per fare dare il massimo alla squadra?Il Presidente dell’Alessandria disse che avrebbe deciso su Braglia dopo averlo guardato negli occhi ed il giorno dopo lo esonerò, che si legge oggi in quelli di Padalino?E sono certi che la squadrá trarrá piú motivazioni dalla contestazione al “loro” mister (lo è ancora?) o potrebbe giovarle di piú una ritrovata serenitá dell’ambiente?
Sono per principio contrario al cambio in corsa del mister, figuriamoci a 2 partite dalla fine, ma se si captassero insicurezza e perplessitá in Padalino e/o nella squadra, penso sarebbe il caso di cambiare per giocarsi i play off al massimo delle possibilitá, almeno mentali.
Naturalmente sono perfettamente consapevole delle enormi difficoltá di chi gestisce e deve decidere, ma nel Calcio, che ha strane regole tutte sue, può capitare anche spesso”.

Mimmo De Gregorio

Foto archivio Us Lecce

Taranto a picco, il Melfi vince 1-0: retrocessione ad un passo

La matematica ancora non condanna, ma sembra essere dietro l’angolo la retrocessione del Taranto, che in quel di Melfi crolla per 1-0, grazie al rigore realizzato da Foggia al fotofinish, dopo che il portiere rossoblu De Toni aveva neutralizzato un altro penalty calciato dal melfitano De Angelis.

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L’occasione cardine della gara si verifica al 47′, quando l’arbitro Guccini concede un calcio di rigore in favore del Melfi a causa di una trattenuta di Pambianchi ai danni di Foggia: sul dischetto si presenta De Angelis, ma l’estremo difensore ionico De Toni neutralizza la conclusione. Pochi minuti più tardi, il Melfi resta in dieci uomini per l’espulsione di Marano (doppia ammonizione). Il risultato sembra poter essere quello dello 0-0, ma allo scadere del match, al 91′, l’arbitro assegna un altro penalty alla formazione di casa e Foggia realizza dagli undici metri la rete valevole per l’1-0 che condanna il Taranto ad una retrocessione sempre più vicina.

Alessandro Mazzarino

Fidelis Andria sconfitta a Castellammare di Stabia

Seconda sconfitta consecutiva per la Fidelis Andria che ad oggi sarebbe fuori dalla griglia playoff.

 

Trentaseiesima giornata del campionato di Lega Pro girone C, al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia va in scena il match tra i padroni di casa della Juve Stabia e la Fidelis Andria.

La formazione di casa, guidata in panchina da mister Guido Carboni, si affida al 4-2-3-1 col tridente composto da Kanoute, Cutolo e Lisi a supporto dell’unica punta Ripa.

Rispondono gli ospiti allenati da Giancarlo Favarin, con il consueto 3-5-2, la conferma di Curcio come interno di centrocampo e la coppia d’attacco composta da Volpicelli e Croce.

Il match nel primo tempo vede una Juve Stabia più determinata rispetto ai pugliesi.

Le vespe, dopo aver sfiorato il vantaggio in un paio di occasioni, passano in vantaggio al 44’ con Kanoute.

L’esterno senegalese sigla il suo settimo gol stagionale e lo fa in un modo superbo mettendo a sedere sia il suo diretto marcatore che il portiere ospite Cilli.

Si va al riposo con la Juve Stabia avanti di una rete.

Nella ripresa al 58’ Favarin per gli ospiti, opera due cambi inserendo un centrocampista (Vasco) per il difensore Allegrini e l’attaccante Cianci per il centrocampista Minicucci.

Al 76’ però arriva il raddoppio delle vespe con Ripa che sfrutta un cross da sinistra di Lisi e trafigge Cilli con una zampata decisiva.

Quattordicesima rete in stagione per l’attaccante gialloblù.

Tre minuti dopo la Fidelis accorcia con il bolide su calcio di punizione di Curcio sulla quale il portiere di casa, Russo beffato, nulla può.

A questo punto i biancoazzurri ci credono ma al minuto 87 ci prova Mastalli per la Juve Stabia ma la sua conclusione è parata da Cilli.

Nei minuti di recupero il risultato non cambia e così la Juve Stabia porta a casa i tre punti condannando la Fidelis Andria alla seconda sconfitta consecutiva.

La Juve Stabia sale a quota 58 punti e consolida il suo quarto posto in piena zona playoff,

Discorso diverso per la Fidelis che resta a quota 45 e viene estromessa dalla zona playoff.

Mancano soltanto due giornate alla fine della regular season e nella prossima giornata la Fidelis giocherà la sua ultima partita stagionale al “Degli Ulivi” contro la Reggina mentre la Juve Stabia sarà di scena ad Agrigento contro l’Akragas.

 

 

 

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JUVE STABIA-FIDELIS ANDRIA 2-1

 

JUVE STABIA (4-2-3-1): Russo; Cancellotti, Allievi, Morero, Liviero; Mastalli, Matute; Kanoute (88’ Salvi), Cutolo (72’ Capodaglio), Lisi; Ripa (82’ Paponi).

A disposizione: Bacci, Tabaglio, Santacroce, Marotta, Manari, Giron, Izzillo, Esposito.  All. Guido Carboni

 

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Cilli; Aya, Rada, Allegrini (58’ Vasco); Tartaglia, Minicucci (58’ Cianci), Onescu, Curcio, Tito (80’ Bottalico); Volpicelli, Croce.

A disposizione: Lullo, Pop, Fall, Colella, Ippedico, Cruz, Annoni. All. Giancarlo Favarin

 

ARBITRO: Fabio Schirru di Nichelino

 

MARCATORI: 44’ Kanoute (JS), 76’ Ripa (JS), 79’ Curcio (FA)

 

AMMONITI: 30’ Allegrini (FA), 30’ Ripa (JS), 38’ Cancellotti (JS), 39’ Volpicelli (FA), 49’ Onescu (FA), 62’ Kanoute (JS), 73’ Vasco (FA)

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Il Bisceglie perde la testa e saluta la Coppa Italia

Contro ogni pronostico l’Albalonga ha steso un Bisceglie irriconoscibile sul terreno amico del Pio XII di Albano Laziale, nella semifinale di ritorno della Coppa Italia di Serie D.

E’ venuta fuori la voglia implacabile di emergere dei capitolini di mister Roberto Chiappara, settimi in campionato e quasi fuori da una eventuale promozione ai play off; un confronto di certo demotivante rispetto all’ottima stagione della truppa guidata da Nicola Ragno.

Padroni di casa già in vantaggio all’ottavo con Succi, fortunato con il proprio destro dal limite a trovare la deviazione di Delvino.

Il raddoppio laziale è del’inizio ripresa, al minuto quarantasette, in cui Corsetti appoggia sempre dai venti metri Magliocchetti abile a scaricare un potente colpo di destro alle spalle di Di Franco.

Rocco D’Aiello ci mette una pezza ed accorcia le distanze con un’incornata sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina otto minuti più tardi. E’ una lieve gioia poiché è l’ex Reggiana Mario Gurma a chiudere la pratica con una diagonale imprendibile per il baluardo nerazzurro solo all’ora di gioco.

Nervi tesi sul finale di gara: Delvino stende in area di rigore De Santis, lanciato da un ispiratissimo Corsetti. L’arbitro non ha dubbi concedendo il rigore ed espellendo il giovane esterno bitontino. Dagli undici metri Giannone trasforma, rischiando il respingimento del pallone da Di Franco. Due minuti più tardi gli ospiti restano in nove per la doppia ammonizione di capitan Lattanzio.

E’ suonata pertanto un’amarissima sveglia nella camerata nerazzurra: mai il Bisceglie aveva preso quattro gol in questa stagione ed in una sola partita. La finalissima del 20 maggio vedrà quindi fronteggiarsi i romani dell’Albalonga ed il Chieri.

ALBALONGA-BISCEGLIE 4-1

Albalonga: Faiella, Albanese, Succi, Vaccaro, Martinelli, Panini, De Santis (dall’80° Tamburlani), Giannone (dal 90° Traditi), Gurma (dall’84° Cruz) Corsetti, Magliocchetti. Allenatore: Roberto Chiappara. A disposizione: Galluccio, Tomassetti, Bernardi, La Terra, Trincia, Pintori.
Bisceglie: Di Franco, Delvino, Raucci, Diop, Miale, D’Aiello, Partipilo (dall’80° Posillipo), Cerone, Lattanzio, Risolo (dal 46° Montinaro), Montaldi. Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Posillipo, Biancola, Pistola, Vaccaro, Petitti, Moccia, Cioffi.
Terna arbitrale: Tolve di Salerno (De Ambrosis di Busto Arsizio, Ferrari di Rovereto).
Reti: 8° Succi, 47° Magliocchetti, 56° D’Aiello, 62° Gurma, 79° rigore Giannone.
Note: spettatori 400. Ammoniti: Miale, D’Aiello, Raucci, Lattanzio. Espulsi Delvino al 78° per doppia ammonizione e Lattanzio all’82° per comportamento non regolamentare. Calci d’angolo: 1-5.

Bartolomeo Pasquale

Taranto nel baratro, la Paganese cala il poker allo “Iacovone”: 0-4

Era stata etichettata come “terra di conquista” dal tecnico del Taranto Salvatore Ciullo. Oggi, la conferma: lo stadio “Erasmo Iacovone” non è più il fortino difficilmente espugnabile che era una volta. Ad avvalorare la tesi giunge il poker calato dalla Paganese ai danni del Taranto tra le mura amiche degli ionici. Un 4-0 che non ammette repliche né polemiche (se non quelle legate ad episodi dubbi) che manda il Taranto sempre più nel baratro dell’ultimo posto in classifica.

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Il match si sblocca dopo dieci giri di lancette, quando la Paganese passa in vantaggio grazie al destro a giro scagliato dal limite dell’area da Firenze che trafigge Contini e si insacca all’angolino alto. Al tramonto del primo round, gli ospiti trovano la via del raddoppio, conquistando un calcio di rigore a dir poco dubbio, che causa l’espulsione del difensore rossoblu Di Nicola: sul dischetto si presenta Cicerelli che mira il centro della porta e insacca la rete del 2-0. Nella ripresa, il Taranto recrimina per un fallo di mano nell’area di rigore avversaria non ravvisato dall’arbitro. Al 79′, spazio anche per il 3-0 della Paganese: lo realizza Reginaldo, abile a beffare Contini in uscita. Sul finale di gara, arriva la gioia personale per Parlati, che cala il poker campano e chiude definitivamente i giochi. Anche, probabilmente, quelli riguardanti la salvezza diretta del Taranto.

Alessandro Mazzarino

Fondi-Foggia, arbitra Camplone di Pescara

E’ stato designato il signor Giacomo Camplone della sezione di Pescara per la gara Fondi-Foggia di domenica prossima. Il fischietto abruzzese, alla terza designazione con i rossoneri in campo.

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Le due volte precedenti, tutte in coppa Italia Lega Pro (2012 a Termoli e 2016 Foggia-Matera), videro il Foggia perdere la propria gara.

In totale, Camplone, ha diretto 24 gare in due stagioni di Lega Pro.

A coadiuvarlo, Michele Nocenti della sezione di Padova e Patric Lenarduzzi della sezione di Merano.

Fabio Lattuchella

Matera – Lecce 1 – 1 : un pari per rinsaldare le fila.

Come ci ricorda il collega Marco Errico nell’articolo odierno sulla Gazzetta dello Sport a sua firma, le possibilità di ben figurare nei play off e di sbarcare in serie B sono notevoli alla luce anche di quanto è successo in passato. Il secondo posto nel girone “C” mette il Lecce in condizione di disputare i play off in una posizione privilegiata. Detto questo, rimane da sbrogliare una matassa lunga diversi chilometri, a partire dalla tranquillità ambientale che manca da diverse settimane. Sembra comunque di essere sulla strada giusta. Alla riapertura del dialogo con stampa e tifoseria da parte dei dirigenti, ora è necessario che anche giocatori e tecnici interrompano il noioso ed inutile silenzio stampa. Dall’inizio del campionato tutti abbiamo espresso e continuiamo ad esprimere liberamente il proprio pensiero su squadra, tecnico, società e quant’altro, ma ora è arrivato il momento di rinsaldare le fila nell’interesse comune. E’ giunto il momento di mettere da parte il proprio “io” e di mettersi a remare tutti nella stessa direzione: a me la Lega Pro dà fastidio, a voi no?

Il pari di sabato a Matera nelle riflessioni del collega Vittorio Renna;

“Come commentare una inutile “partita amichevole” come quella andata in onda a Matera? E pensare che fino a gennaio le tifoserie delle due squadre erano più che convinte che Matera – Lecce sarebbe stata la partita che avrebbe senza alcun dubbio deciso l’assegnazione del primo posto finale in questo campionato. Ma poi c’è stato il “suicidio” dei biancoazzurri e il notevole “rallentamento” dei giallorossi. Comunque la prima impressione che il tifoso del Lecce ha avuto dopo la partita e stata l’occasione persa (la prima) per presentare una squadra “d i v e r s a” in vista dei benedetti play-off. La squadra è scesa in campo con i soliti e ormai consueti cambiamenti di formazione (fatti in 34 delle 35 partite giocate finora); fuori Arrigoni, Torromino e Caturano e dentro Fiordilino, Marconi e Doumbia…… ma a questo siamo ormai abituati fin da settembre. La partita ha detto, per noi, molto poco. Il Lecce ha fatto la sua solita gara che possiamo definire una fotocopia delle 34 precedenti e il Matera è stato un po’ più intraprendente e ha tentato anche di vincerla, come era giusto che fosse, però il bravo Perucchini ha evitato che accadesse. Potremo dilungarci a lungo sui novanta minuti del Lecce a Matera ma perderemo soltanto tempo e lo faremo perdere anche ai pazienti lettori che forse immeritatamente ci seguono. E allora basta un dato  …… di livello mondiale …… i calci d’angolo sono stati ……. state attenti!!!….. 16 a 0, è si o no un record mondiale? E’ mai accaduto nel calcio del nostro pianeta? Ma poi ha pensato in nostro direttore sportivo, il signor Meluso, a chiarirci le idee, a fine partita ha detto testualmente “FINO AD OGGI ERAVAMO ANCORA IN CORSA PER LA PROMOZIONE DIRETTA” e poi ha aggiunto “LA PARTITA DI OGGI E’ STATA UNO SPOT PER IL CAMPIONATO E PER LA LEGA PRO”. E un altro dirigente ha detto che la squadra è pronta per i play-off. A questo punto mi sono accorto che di calcio non capisco proprio niente e, quindi, mi sono messo l’animo in pace. E’ arrivato così il nono pareggio stagionale che con le cinque sconfitte fanno salire a tredici le partite …..deludenti. Un’ultima curiosità riguarda le partite giocate alla vigilia di Pasqua. Fino al 1978 si è giocato sempre nella domenica di Pasqua, dal 1979 si decise di anticipare al sabato. Le partite giocate dal Lecce il Sabato Santo sono state 33 delle quali 16 fuori casa, il Lecce ne ha vinte 2, pareggiate 7 e perdute 7.

A questo punto, quindi possiamo stare più ché tranquilli. La squadra, a detta dei dirigenti, ha disputato una grande partita e poi è soprattutto pronta per i play-off. Cosa si poteva pretendere di più?” (Vittorio Renna)

Mimmo De Gregorio

Monopoli, storia del ‘miracolo’ ionico di San Diego Zanin

Alla fine il riscatto, seppur sofferto, è arrivato. Un vero e proprio regalo pasquale anticipato di qualche ora dalla resurrezione di Gesù Cristo, il Monopoli ritrova una vittoria assente nell’intero girone di ritorno, dato tremendamente negativo compensato meritatamente nel caloroso derby di Puglia col Taranto. La chiave di volta, eleborata nel corso dei complessivi novanta minuti regolamentari, porta la firma dell’ex di turno Genchi, abile a destreggiarsi abilmente tra i ‘birilli’ umani avversari per poi ammutolire uno ‘Iacovone’ già depresso di per sè mediante un bolide sganciato dal suo sinistro a pochi secondi dal triplice fischio finale. Una doccia fredda ionica che potrebbe – salvo incredibili scenari – sentenziare la retrocessione diretta degli uomini di Ciullo, considerate le prossime e determinanti sfide da affrontare con mentalità diametralmente differente rispetto a quanto emerso nel confronto con l’organico in riva all’Adriatico.

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Nell’altra sponda pugliese, invece, Zanin ammutolisce i pregiudizi generali raccolti nell’intera stagione calcistica grazie ad un’impresa titanica se paragonata alle passate performance emerse nel recente passato. L’ex tecnico di AltoVicentino e Reggina colpisce e affonda al momento giusto tutte le considerazioni umoristiche riversate nei suoi confronti, mostrando gli attributi sempre richiesti dall’ambiente circostante la squadra, presa di posizione rilevante atta a smuovere determinatamente il posizionamento riscosso all’interno della graduatoria generale. I tempi dei festeggiamenti, tuttavia, dovranno essere rimandati a data da destinarsi, l’arrivo del Catania nella struttura del ‘Vito Simone Veneziani’, rappresenta un ennesimo ostacolo da sormontare col giusto spirito, senza deteriorare quanto di buono raccolto nell’ultima trasferta. Work hard, play hard, because there’s a light that never goes out.

Alessandro Chimenti

conferenza stampa Monopoli, Zanin e Genchi.

Intervenuto nel corso della conferenza stampa post-partita, Diego Zanin ha analizzato la performance di un vittorioso Monopoli al cospetto del Taranto di Ciullo: “Abbiamo sconfitto un Taranto agguerrito, ci aspettavamo una reazione che alla fine è arrivata sul finire della partita. Ho cercato di compensare alcuni tasselli nel corso della seconda frazione, alla fine il risultato è stato più che positivo, si è vista una squadra matura ed abile a portare a casa tre punti vitali per il seguito della stagione“.

Giuseppe Genchi ha commentato così l’importante vittoria riscossa dai biancoverdi grazie alla rete messa a segno dallo stesso attaccante barese: “Contento per il gol, porto un enorme rispetto nei confronti della curva del Taranto, nonostante i fischi seguiti da applausi al termine della partita. Sono orgoglioso di aver onorato i colori rossoblù, spero che la rete messa a segno quest’oggi non condanni gli uomini di Ciullo, piuttosto mi auguro che sia unicamente una semplice coincidenza. Non ho mai voluto abbandonare questa piazza, ho firmato col Monopoli nel momento in cui non rientravo più nei progetti dell’organico ionico“.

Alessandro Mazzarino

Matera, pari e rimpianti contro il Lecce

Un buon Matera non va oltre il pari casalingo contro il Lecce nel trentacinquesimo e quartultimo turno della “Regular Season”, in una sfida pre-pasquale tra due compagini quotate e distanti dal Foggia, che rinvia di una sola settimana la festa del salto in Serie B. Nonostante il match non conti molto ai fini della classifica, con i salentini ed i lucani saldamente in seconda e terza posizione, il “XXI Settembre – Franco Salerno” è stato teatro di scena di una sfida gradevole, ben giocata da entrambe le compagini e dominata dai padroni di casa specie nella ripresa, subendo però il pari nonostante l’inferiorità numerica degli ospiti.

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Qualche cambio per il Lecce di mister Padalino, l’ex di turno applaudito dai supporter materani. In avanti, dentro Marconi per Caturano inizialmente in panchina assieme a Torromino, mentre mister Auteri deve rinunciare a Casoli infortunato, rilanciando dal primo minuto Armeno, mentre in avanti riproposto il trio composto da Strambelli, Negro e Carretta. Ottimo l’avvio materano nei primi minuti di gara: Carretta e Negro, due salentini doc mostrano la loro buona condizione mettendo in apprensione la retroguardia giallorossa in un paio di circostanze, ma la mira nel primo caso risulta imprecisa, mentre nel secondo il bomber del Matera è anticipato di un soffio da un difensore ospite. Al tredicesimo, un angolo per il Matera respinto di testa, viene raccolto da Armeno che si coordina e dalla distanza lascia partire un fendente che sfiora il palo con Perucchini battuto. Ancora il Matera con Negro, si rende pericoloso dopo un break di De Rose che conquista un buon pallone, la botta con il mancino è potente ma risulta centrale, impegnando comunque Perucchini che libera di pugni non con qualche difficoltà. Dopo un avvio in sordina affaccia il Lecce, mostrando pericolosità specie nelle ripartenze con i veloci Lepore e Doumbia. Proprio Doumbia sfugge via in velocità al quarto d’ora ma è monumentale Ingrosso ad anticipare sul più bello la conclusione dell’ala giallorossa, stoppando una ghiotta occasione. Brividi per i materani anche al ventesimo quando una nuova ripartenza partita da Doumbia e rifinita da Marconi, libera sulla destra l’accorrente Lepore il cui diagonale è preda di Tozzo che si distende e blocca. Al ventisettesimo però, il Matera la sblocca: schema su punizione dalla tre quarti con De Rose in appoggio per Strambelli che la scodella in mezzo, aggancio di Mattera che rigira in area piccola dove Negro controlla, elude l’intervento di un difensore prima di scaricare un destro potente nel sette dove nulla ha potuto Perucchini. Vantaggio Matera ed applausi per il capocannoniere della Città dei Sassi che non esulta. Padroni di casa che forti del risultato, si esaltano e sciorinano un buon calcio, l’asse Di Lorenzo – Carretta porta quest’ultimo alla conclusione dopo un pregevole lob ad un difensore ospite, mira alta di poco. Calcio di punizione ottenuto in buona posizione dal Matera che due minuti più tardi ci riprova, il mancino di Strambelli non trova il bersaglio per pochi centimetri. Finale di prima frazione con un Lecce nervoso per qualche decisione dell’arbitro a detta di mister Padalino ingiusta, proteste del tecnico punite con l’allontanamento dalla panchina ed applausi per un sincero saluto visto il buon campionato alla guida del Matera nella passata stagione.

Nella ripresa il Lecce si ritrova sin da subito in inferiorità numerica. Trascorrono tre giri di lancette infatti, ed un anticipo maldestro di Cosenza su Strambelli viene punito con il rosso diretto, reo di aver colpito a gamba alta il numero dieci di casa. Il Matera gestisce la sfera e conquista alcuni calci da fermo, dove su schema all’ottavo, scarico per De Rose che con il destro dai venticinque metri sfiora il primo palo. Buona la fase di pressione dei biancoazzurri che in una delle poche occasioni, concedono la rete del pari. Al sessantaquattresimo punizione calciata da Lepore, respinta di testa della difesa locale centrale con Costa Ferreira che anticipa Carretta ed esplode un destro che termina nell’angolino alla destra di Tozzo. Pari leccese e Matera che si riversa in avanti alla ricerca del nuovo vantaggio, sbattendo però su un super Perucchini. Al ventunesimo Carretta è servito da un affondo di Negro sulla sinistra, si gira sul destro e calcia sul primo palo, reattivo l’estremo ospite a distendersi e respingere. Preme in continuazione il Matea, Armellino ci prova dal limite, palla a lato di poco, mentre alla mezzora clamorosa occasione per Carretta che arpiona la sfera dopo uno slalom in area di Salandria, ma la sua girata di prima intenzione è respinta dal reattivo Perucchini. Prosegue la sfida tra Carretta e Perucchini: angolo al trentaquattresimo calciato da Negro sul primo palo, girata di Carretta e super deviazione del portiere giallorosso ad evitare la capitolazione. Altro angolo quattro minuti più tardi dalla medesima posizione, è il neo entrato Infantino a schiacciare di testa con Perucchini che respinge sulla sua destra, ma l’occasione clamorosa capita al novantesimo sui piedi di Armellino. Ottimo scambio tra Di Lorenzo e Negro, scatenato, ed abile nel servire a due passi dalla porta Armellino che di prima intenzione colpisce male con la sfera che si impenna oltre la traversa, tra i rimpianti del pubblico presente. Dopo una serie di angoli risoluti dalla difesa salentina, triplice fischio finale, che sancisce altri due punti guadagnati dal Foggia con un piede e mezzo in B, ed un Matera che può recriminare le numerose occasioni sciupate, avendo subito la rete del pari con un uomo in più.

Tabellino

Matera-Lecce  1-1

Matera: Tozzo, Ingrosso, Mattera, De Franco, De Rose, Di Lorenzo, Armellino, Armeno (62° Salandria), Strambelli (78° Sartore), Negro,  Carretta (84° Infantino). A disposizione: D’Egidio, Biscarini, Bertoncini, Gigli, Didiba, Iannini, Lanini, Dammacco. Allenatore Auteri.

Lecce: Perucchini, Cosenza, Giosa, Vitofrancesco, Fiordilino, Costa Ferreira, Ciancio, Tsonev (65° Caturano), Lepore, Marconi (76° Maimone), Doumbia (46° Torromino). A disposizione: Bleve, Chironi, Agostinone, Arrigoni, Pacilli, Drudi, Monaco, Muci, Mengoli. Allenatore Padalino.

Arbitro: Pierantonio Perotti di Legnano coadiuvato dagli assistenti: Tommaso Diomaiuta di Albano Laziale e Riccardo Fabbro di Roma 2

Reti: 27° Negro (M), 65° Costa Ferreira (L)

Note: Pomeriggio soleggiato, temperatura primaverile, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti De Rose per il Matera, Giosa e Fiordilino per il Lecce. Espulso al 48° Cosenza (L) per gioco scorretto. Angoli 15 a 0 per il Matera, recupero 1° p.t., 4° s.t. Spettatori 2 mila circa, circa 150 i supporter ospiti.

VINCENZO PIZZULLI 

Calderini punisce la Fidelis Andria

Con una rete di Calderini al 32’ del primo tempo, il Fondi sbanca il “Degli Ulivi” e condanna la Fidelis Andria alla sconfitta.

 

Trentacinquesima giornata del campionato di Lega Pro girone C, al “Degli Ulivi” c’è la sfida tra i padroni di casa della Fidelis Andria e il Fondi.

Mister Favarin per la Fidelis è in formazione rimaneggiata, tante le assenze nel team biancoazzurro con Tartaglia che torna a fare il centrale di difesa.

Il Fondi di Pochesci si presenta con il suo 4-3-3 e tridente d’attacco affidato a Giannone, l’ex Gambino e Calderini.

Nel primo tempo è la Fidelis ad essere propositiva ma i biancoazzurri non riescono a sfondare al contrario degli ospiti che passano in vantaggio al 32’ nella prima vera occasione da rete con Elio Calderini che ricevuta palla da Giannone, calcia in porta e Cilli respinge ma nella seconda conclusione è abile l’esterno ospite a mettere dentro per il vantaggio dei suoi e il suo ottavo gol in campionato.

L’inedita coppia d’attacco della Fidelis composta da Volpicelli e Cruz, non crea particolari grattacapi alla difesa ospite.

Al 36’ ci prova Volpicelli in torsione su assist di Minicucci ma il n. 7 biancoazzurro non inquadra la porta.

Così la prima frazione di gioco termina col Fondi in vantaggio di misura.

Nel secondo tempo la situazione non cambia con la Fidelis che mantiene il pallino del gioco ma non punge e il Fondi che si difende.

Al minuto 82 è sfortunata la Fidelis quando Rada colpisce la traversa con una sforbiciata.

Ma il risultato non cambia e il Fondi può esultare.

Sbancando il “Degli Ulivi”, la squadra rossoblù aggancia proprio i biancoazzurri a quota 45 punti in classifica.

Dopo la vittoria esterna di Francavilla Fontana, arriva dunque una brutta sconfitta interna per la Fidelis, che è vero che ha dovuto far fronte a numerose assenze ma non ha saputo essere incisiva al cospetto della ordinata squadra allenata da Pochesci.

A questo punto mancano soltanto tre gare alla fine del torneo e l’obiettivo playoff per i biancoazzurri è ancora a portata di mano.

Nella prossima gara la Fidelis renderà visita alla Juve Stabia in una gara non certo facile, il Fondi invece giocherà in casa contro il Foggia a cui manca solo un punto per avere la certezza matematica della promozione in Serie B.

 

 

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FIDELIS ANDRIA-FONDI 0-1

 

 

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Cilli; Tartaglia, Rada, Allegrini; Annoni (77’ Bottalico), Minicucci (61’ Vasco), Onescu, Curcio, Tito (61’ Fall); Volpicelli, Cruz.

A disposizione: Lullo, Pop, Colella, Caponero, Paolillo, Ippedico, Berardino, Spinelli. All. Giancarlo Favarin

 

FONDI (4-3-3): Baiocco; Galasso, Bertolo, Marino, Tommaselli; Varone, De Martino, D’Angelo; Giannone (76’ Tiscione), Gambino (23’ Pompei), Calderini (84’ Albadoro).

A disposizione: Coletta, Battistoni, Sernicola, Capuano, Carcatella, Ferullo. All. Sandro Pochesci

 

ARBITRO: Andrea Capone di Palermo

 

MARCATORI: 32’ Calderini (F)

 

AMMONITI: 38’ Tartaglia (FA), 45’ Varone (FO), 50’ D’Angelo (FO), 62’ Fall (FA), 88’ Baiocco (FO)

 

ANGOLI: 8-1 per la Fidelis Andria

 

RECUPERO: 3’ nel primo tempo e 3’ nel secondo tempo

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Taranto, l’ex Genchi pesca il jolly al 92′: il Monopoli espugna lo “Iacovone” e manda i rossoblu all’ultimo posto

Torna in quella che è stata la sua Taranto per due stagioni e lascia un segno importante ed indelebile: Giuseppe Genchi pesca il jolly al 92′ e trafigge i rossoblu regalando al Monopoli una vittoria fondamentale ai fini della classifica e mandando all’ultimo posto gli ionici.

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Le due compagini lottano tramite varie offensive ma non riescono a realizzare la fondamentale rete del vantaggio: tra i “quasi marcatori” spiccano i nomi del tarantino Emmausso e dell’ex rossoblu, ora in forza al Monopoli, Genchi. Proprio quest’ultimo, sul tramonto della gara, riesce a trovare la rete del vantaggio, accentrandosi e scagliando un mancino dal limite dell’area con sfera che si insacca all’angolino alle spalle di Contini.

Una rete dell’ex che sa di beffa per i rossoblu, costretti, ora, a dover guardare dal basso tutte le altre diciannove squadre del girone, anche il Melfi, trionfante in quel di Messina (3-4), che sorpassa il Taranto e si pone a +1 sulla compagine ionica.

Alessandro Mazzarino

Lecce : Corrado Liguori, vice presidente, in esclusiva

 

La riapertura al dialogo da parte dell’Us Lecce con stampa, tifosi e l’intero ambiente giallorosso, ci ha permesso di intervistare, in esclusiva  per Calciowebpuglia, il Vice Presidente, Corrado Liguori.

Questa vostra apertura, contribuirà a riportare tranquillità nella tifoseria?

“  Ritengo che sia giusto e doveroso riprendere il dialogo con tutto l’ambiente perché solo attraverso l’unione e la compattezza si possono ottenere determinati risultati. Il nostro silenzio non era assolutamente una forma di protesta, ma era finalizzato ad evitare che alcune parole o concerti potessero essere equivocati in momenti di tensione molto alti”.

 Possiamo affermare che dopo tanta tempesta, sia arrivata la tanto sospirata quiete ?

“ Non lo so, lo spero di cuore perchè raggiungere la promozione è necessario “ anche” un ambiente sereno “.

 Sfumata la promozione diretta anche se la matematica non ha ancora messo la firma, come vi state avvicinando ai play off ?

“ Con l’imopegno di sempre ed il lavoro, tanto lavoro…..Le partite andranno tutte affrontate con il massimo impegno e per il massimo risultato! E’ evidente che se qualche giocatore dovesse accusare il minimo fastidio, in questa fase non prenderemo rischi”.

 La promozione in B, sarebbe il giusto premio e riconoscimento a tutti i vostri sforzi passionali e economici. Vi pare?

“ E’ il sogno e il desiderio di tutti! Dei tifosi, dei giornalisti, dei calciatori, dello staff tecnico e di noi dirigenti…..Abbiamo effettuato a giugno una programmazione ben precisa, rivedendo  di fatto tutto…Una seria programmazione non può non portare nei giusti tempi a risultati importanti”.

Un appello ai tifosi te lo senti di fare?    

“ Si, abbiamo sempre considerato i nostri tifosi un elemento fondamentale ed imprescindibile…

Comprendo la loro delusione, è anche quella di noi tutti per la mancata promozione diretta…

Ora però abbiamo un’altra chance e dovremo spuntarla con tutte le nostre forze, tutti uniti….Forza Lecce “.

Mimmo De Gregorio

Herculaneum-Bisceglie; un infrasettimanale che sa di tre punti

Come se fosse domenica, sperando di ripetere la grande prestazione casalinga contro l’Anzio, porgendo l’orecchio a ciò che accadrà a Roma dove il Trasetevere renderà visita ad un Nardò decimato dalle squalifiche.

Il Bisceglie Calcio è pronto in quel di Mugnano di Napoli per una sfida sulla carta abbordabile ma sostanzialmente delicata: l’Herculaneum è squadra rognosa e sul sintetico del “Vallefuoco” molte grandi hanno steccato.

Fondamentale, in ogni caso, sarà piegare la tenace formazione di mister Rosario Campana, che s’impegnerà al massimo, com’è giusto che sia, per mettere in difficoltà la vicecapolista.

A disposizione di Nicola Ragno l’intera formazione con il rientro di Petta e D’Aiello dalla squalifica. Torna Partipilo dopo il riposo forzato delle palme; unico ballottaggio a centrocampo fra Cerone e Risolo.

L’incontro sarà diretto dal signor Daniele Parenzoni di Rovereto, supportato dagli assistenti Fabio Alemani di Legnano e Donato Simeone di Lomelina.

Bartolomeo Pasquale

Lecce – Taranto 3-0 : il derby dei rimpianti sopratutto in casa salentina.

Rimpianti per entrambe le squadre che alla vigilia del derby speravano di trovarsi in ben altra posizione di classifica. Invece, la situazione è ben diversa con il Lecce dietro di 6 punti dal capolista Foggia e il Taranto in piena lotta per la sopravvivenza. Il successo del Lecce porta a mille pensieri per quello che poteva essere e non è stato, ma niente è perduto: ci sono i play off che, a differenza delle altre volte, potrebbero portare buone nuove in casa salentina. Probabilmente è arrivato il momento di ricompattare l’ambiente. Tutti: tifosi, società, giocatori e tecnico sono ora chiamati a fare un passo indietro rispetto agli ultimi avvenimenti, Un passo da fare tutti insieme se veramente con i fatti si vuole bene alla maglia. Quello che è stato, è stato, accantoniamo momentaneamente il passato e pensiamo positivamente al futuro, per il passaggio in serie B nulla è compromesso. Un’operazione che si può fare conoscendo da tempo l’intelligenza delle parti in causa. Un sogno realizzabile sarebbe quello di interrompere il silenzio stampa e di aprire le porte a tutte le sedute di allenamento sempre nel rispetto reciproco. Solo così si può sperare di lasciare, dopo tante sofferenze, l’inferno della Lega Pro,

E, come ogni lunedì non possiamo, che ospitare in questa rubrica le acute argomentazioni del collega, Vittorio Renna :

“  E, così’, è ritornato, dopo ben ventiquattro anni, quello che nel secolo scorso, dagli anni Venti agli Ottanta ha infiammato numerose generazioni di tifosi delle due città e che tutti gli sportivi della nostra regione e la stampa sportiva hanno sempre definito “il derbyssimo della Puglia”. Grande è stata l’attesa per questo derby “macchiata”, però, dalla stranissima e non comprensibile decisione del prefetto di Lecce di vietare la trasferta ai tifosi jonici; in un secolo di calcio, di sfide infinite tra le due squadre di Lecce e le dieci di Taranto (oltre cento) mai era successa una cosa del genere; è il segno di un cambiamento (in peggio) che amaramente dobbiamo constatare. Peccato !!!

La partita è iniziata con il Lecce che ha presentato le ormai solite e consuete 4-5 novità in formazione (in trentaquattro partite, solo a Foggia è stata schierata la squadra della partita precedente; una sola volta, quindi, in un intero campionato). Il Taranto ancora una volta ha dovuto rinunciare a ben cinque titolari (Maurantonio, Stendardo, Altobello, Emmauso e Som). E non può una squadra già debole di suo che debba poi non poter schierare in una importante partita il 50% dei suoi più bravi titolari. Il campo ha, quindi, evidenziato, la notevole differenza tecnica delle due squadre. I giallorossi, dopo una prima fase di studio, si sono portati con più decisione in avanti e in tre minuti, dal 24’ al 27’, hanno chiuso la “pratica derby”. Nella ripresa si è notata la voglia e la volontà del Taranto di cercare di riaprire la partita e pur giocando bene ha trovato grosse difficoltà in fase realizzativa, ma nel complesso la seconda parte della gara ha fatto vedere che se la squadra rossoblù recupera gli assenti del derby può e deve sperare nella salvezza. Per quanto riguarda il primo gol del Lecce mi si permetta un’amara considerazione. Tra i giallorossi c’è il bravo Sasà Caturano che fino ad oggi ha condotto in testa la classifica dei cannonieri e cosa succede nel derby? Sul dischetto si presenta Lepore (ottima la realizzazione), ma il rigore, secondo il nostro modesto parere, doveva essere calciato dal bomber Caturano. Vedi il Foggia che ieri ha fatto tirare il rigore a Mazzeo il quale ora si è portato al primo posto. Ma possibile che accadano questi errori? Non poteva partire dalla panchina un ordine? Non poteva il Lepore dare il pallone a Caturano? C’è un buon rapporto tra i giocatori? Così facendo si spiana la strada al bomber rossonero. Peccato, perché nella storia del Lecce solo cinque giocatori (Pavesi (Aurelio de Marco), Anselmo Bislenghi, Livio Noè, Carlo Giovanni Ferrari e Gaetano Montenegro, quarant’anni fà) hanno avuto il piacere di vedere il proprio nome al primo posto della speciale classifica; Caturano doveva essere il sesto, ma la squadra non lo aiuta e i compagni non gli danno una mano. Se poi Caturano non è arrivato ad almeno 25 reti lo si deve ad alcuni motivi che alla fine del campionato cercheremo di capire. Il derby, quindi, si è chiuso per il Lecce con la sua 21esima vittoria della stagione, con il secondo posto in questo campionato (è la nona volta che accade nella stroria degli ottantacinque campionati del Lecce); anche nel campionato di serie C 1961\62 la classifica vide il Foggia al primo posto davanti al Lecce secondo.

Allora campionato finito per il Lecce? Ovviamente si. Rimane l’ultima speranza legata ai benedetti (o maledetti) play-off. Potrebbe vincerli? Riteniamo che se il tecnico dovesse apportare qualche leggera modifica (ma non l’ha mai fatta in campionato) potrebbe sperare nel “colpaccio”. Il reparto difensivo, tranne qualche dubbio sui due esterni, è ormai collaudato, nella zona centrale del campo il mister ha ben nove buoni centrocampisti; trovare i migliori quattro è soltanto un gioco da ragazzi, in attacco poiché non ci sono partite che si possono pareggiare, ma vincerle a tutti i costi, allora la migliore soluzione sarebbe quella di schierare due punte vere nei pressi dell’area di rigore. Qualcuno, a questo punto, si chiederà …… ma si dovrebbe cambiare modulo di gioco? Riteniamo di sì perché un bel 4-4-2 o, ancora meglio, un 3-5-2 darebbe certamente molte più garanzie del 4-3-3 utilizzato in tutto campionato. Ma l’allenatore giallorosso tenterà di fare questo? Ne dubitiamo molto. Non ci resta che aspettare questa appendice del campionato e sperare …….  sperare ….. sperare”. (Vittorio Renna)

Mimmo De Gregorio

Foto : Salento Giallorosso 1908 – Centro di Coordinamento

Marcatori Lega Pro girone C, Mazzeo si prende la vetta

Sono 24 le reti segnate nel trentaquattresimo turno del campionato di Lega Pro girone C.

C’è un cambio in vetta alla classifica marcatori, infatti con la doppietta messa segno ieri e la conseguente salita a quota 18 reti segnate, è Mazzeo del Foggia, il nuovo capo cannoniere del girone. Superato Caturano.

Undicesima rete per Baclet del Cosenza.

Doppietta e salita a quota 10 per Reginaldo della Paganese, decima rete anche per Torromino del Lecce.

Settima marcatura per Carretta del Matera.

Sesta rete per Lepore del Lecce e Milinkovic del Messina.

Toccano quota 5, Cianci della Fidelis Andria e Di Piazza del Foggia.

Da segnalare anche la quarta marcatura per Doumbia del Lecce, De Silvestro e Paulo Azzi del Siracusa, mentre arriva il terzo gol per Croce della Fidelis Andria.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 34 (prime posizioni)

 

18 reti: Mazzeo (Foggia)

17 reti: Caturano (Lecce)

15 reti: Negro (Matera)

12 reti: Emanuele Catania (Siracusa), Coralli (Reggina), Montini (Monopoli) e Ripa (Juve Stabia)

11 reti: Baclet e Statella (Cosenza)

10 reti: Reginaldo (Paganese), Torromino (Lecce), Ciro Foggia (Melfi) e Pozzebon (Catania/Messina)

9 reti: Albadoro (Fondi), Giovinco (Catanzaro)

8 reti: Mazzarani (Catania), De Vena (Melfi), Lisi (Juve Stabia), N’Zola (Virtus Francavilla) e Sarno (Foggia)

7 reti: Carretta, Armellino e Iannini (Matera), Firenze (Paganese), Di Grazia (Catania), Gambino (Fondi), Saraniti (Vibonese), Deli (Foggia/Paganese), Corado (Casertana), Viola (Taranto), Calderini (Fondi), Izzillo (Juve Stabia) e Abate (Virtus Francavilla)

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Cianci-Croce! E la Fidelis Andria espugna Francavilla

Con le reti nel primo tempo di Cianci e Croce, la Fidelis Andria sbanca Francavilla Fontana e torna alla vittoria.

 

Con le reti del primo tempo siglate da Cianci e il subentrato Antonio Croce, la Fidelis Andria è corsara sul campo della Virtus Francavilla e si rimette in corsa per i playoff.

La squadra di mister Favarin ha colpito al 14’ con Pietro Cianci, al suo quinto gol stagionale.

L’azione parte da Minicucci che lancia in contropiede Volpicelli, il quale va via sulla fascia destra e serve in area Cianci, l’attaccante barese scaglia un piattone che batte Albertazzi e porta avanti i suoi.

Intorno alla mezzora Cianci uscirà e al suo posto entrerà l’autore della seconda rete dei federiciano murgiani, Antonio Croce che al 39’ porta a due le reti dei suoi con un gol al volo di pregevole fattura su assist da sinistra di Tito.

Terza rete in maglia biancazzurra per l’attaccante ex Monopoli e Teramo.

Nel secondo tempo la Fidelis amministra bene il vantaggio e porta a casa tre punti preziosi.

Dopo le ultime deludenti prestazioni, quindi, la squadra di Favarin torna a far bottino pieno e salendo a quota 45 punti in classifica, si rimette in carreggiata per i playoff.

Mancano 4 gare alla fine della regular season e nella prossima gara i biancoazzurri ospiteranno il Fondi al “Degli Ulivi” sabato 15, in quello che sembra essere un vero e proprio spareggio playoff.

Brutta sconfitta per la Virtus Francavilla, che comunque resta sesto in classifica con i suoi 50 punti e nel prossimo match i brindisini se la vedranno contro la Juve Stabia nella gara interna di sabato 15.

 

 

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VIRTUS FRANCAVILLA-FIDELIS ANDRIA 0-2

VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Albertazzi; Pino (42′ N’Zola), Idda, Vetrugno; Albertini, Prezioso, Galdean, Alessandro (67′ Triarico), Pastore (20′ Gallu’); Abate, Ayina.

A disposizione: Costantini, Casadei, De Toma, Biason, Salatino, Turi, Abruzzese, Finazzi. All. Antonio Calabro

 

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Cilli; Aya (28′ Annoni), Rada, Allegrini; Tartaglia, Minicucci, Onescu, Cruz, Tito; Volpicelli (80′ Berardino), Cianci (33′ Croce).

A disposizione: Lullo, Pop, Piccinni, Fall, Colella, Ippedico, Vasco, Bottalico. All. Giancarlo Favarin

 

ARBITRO: Simone Sozza di Seregno

 

MARCATORI: 14’ Cianci e 39’ Croce

 

ESPULSO al 86’ Abate (VF)

 

AMMONITI: 40′ Onescu (FA), 46′ Croce (FA), 59′ Galdean (VF), 73′ Tito (FA), 88′ Albertini (VF)

 

ANGOLI: 2-7 per la Fidelis Andria

 

RECUPERO: 3’ nel primo tempo e 3’ nel secondo tempo

 

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Lecce – Taranto 3-0

Le prime reazioni di un derby agro-dolce nelle ponderate riflessioni del tifoso giallo-rosso, Avv. Oronzo Valletta.

Partita subito sbloccata su rigore e poi chiusa con Torromino. Un Taranto troppo inferiore non la vede proprio nel primo tempo, nel secondo è costretto a “giocare” (sterilmente) causa pennichella del Lecce, che si limita a controllare e quasi per inerzia segna il terzo gol con Doumbia.
Il Lecce sale a 71 punti (gli stessi con cui il Benevento lo scorso anno trionfò per distacco), ma l’ennesima vittoria netta del Foggia conferma che questa squadra, giá forte all’inizio, ha man mano trovato una quadratura tecnica, tattica e mentale che per me la rendono ampiamente la piú forte di tutte.
Rispetto (è Pallone, opinabilissimo) chi sostiene che il nostro organico sarebbe di uguale forza e che con un altro mister meno integralista … qui e lí, subbra e sutta, intru e fore, ecc ecc., io resto dell’idea che la nostra forza è quella fedelmente espressa dalla classifica.
Ora c’è da chiudere quanto prima il discorso secondo posto e gestire al meglio -contestazione oramai cronica compresa – il mese e passa che ci separa dai play (per noi appuntamento al 21 maggio se arriviamo secondi). Sono convinto che il Lecce se la possa giocare con tutti (il che non significa che certamente vincerá) e che l’aria pesante possa paradossalmente rappresentare una molla in piú  per la squadra, essendo piena, la storia del calcio, di squadre caricate proprio dalla sfiducia latente di gran parte dell’ambiente”. (Oronzo Valletta)
Mimmo De Gregorio