Intervistato da VFC Magazine, il tecnico della Virtus Francavilla Bruno Trocini ha fatto un punto della situazione con il campionato ancora fermo.
“Mi auguro che ci sia l’opportunità per rendere la Serie C più sostenibile, questo è quello che spero. È evidente che qualcosa non funziona, moltissime società stanno utilizzando questa pandemia per premere sulla Federazione per modificare qualcosa, perché questa Serie C ha dei costi eccessivi rispetto ai ricavi. Ritengo che si debba anche rivedere il calcio a livelli più alti. Nulla sarà più come prima, probabilmente, neanche in Serie A. Bisogna darsi tutti una regolata, mica soltanto in Serie C”.
Karim Laribi (Bari): "La cosa più folle è il sorteggio, noi pronti a giocare"
“Sarà difficilissimo tornare in campo, sono molto schietto. Ci sono costi elevati e molte società, a differenza nostra, non hanno calcolato questi costi: la B e la C probabilmente non potranno ripartire. Noi vorremmo comunque giocare e fare eventualmente dei playoff, abbiamo un obiettivo”.
Così Karim Laribi, centrocampista del Bari, nel corso di un’intervento a TeleBari commenta le chance di ripartenza della stagione.
“Ognuno cerca di tirare a sé lo scenario più giusto per sé: la cosa più folle è il sorteggio. Così come non è corretto non poter disputare delle finali, noi siamo pronti per giocare, e faremo di tutto per far sì che si ritorni in campo. Non andar su per una media punti fasulla, magari di una squadra terza in classifica, non è corretto”, le parole riprese da tuttobari.com.
Sulla piazza pugliese e il suo futuro, l’ex Empoli ha dichiarato:
“Son sempre rimasto colpito da questa piazza, ci feci la semifinale play-off di B. Quel timbro di quello stadio non va via. Se resto il prossimo anno? Non si può sapere, aimè. Vediamo cosa accadrà: l’anno prossimo ci sarà un declino del calcio per il virus. Speriamo di tornare allo stadio, con i tifosi. Sto bene a Bari, vediamo cosa accadrà”.
Serie B a 40 squadre (in due gironi), Serie C a 60: l'indiscrezione di Sportitalia
Se dovessero trovare conferma le indiscrezioni lanciate ieri sera da Sportitalia, il calcio italiano si verrebbe a trovare di fronte ad una vera e propria rivoluzione, e non già ad un semplice cambio di format dei campionati.
Secondo l’emittente guidata da Michele Criscitiello, il campionato di Serie A resterebbe l’unico torneo invariato nel suo format: 20 squadre, con tre retrocessioni in Serie B.
Il campionato di B dovrebbe essere trasformato in una maxi seconda serie composta da 40 squadre, suddivise in due gironi. Dalla Serie B verrebbero promosse in massima serie le vincitrici dei due raggruppamenti. Al termine del campionato dovrebbero poi essere disputati dei playoff unici per i due gironi, da cui uscirebbe la terza promossa in Serie A. Tre squadre per ogni girone dovrebbero retrocedere in Serie C.
La terza serie si appresterebbe, invece, a diventare un campionato non professionistico. Il format sarebbe quello di 60 squadre semiprofessionistiche, suddivise in tre gironi, che promuoveranno sei squadre in Serie B: la prima di ogni raggruppamento; le vincitrici di playoff di ogni singolo girone. Infine, nove squadre retrocesse in Serie D: tre per ogni girone.
Una vera rivoluzione, insomma. Non resta che attendere il Consiglio Federale di giovedì 7 Maggio per capire se la “bomba” lanciata da Sportitalia deflagherà o verrà disinnescata.
Zaccaria Hamlili (Bari): "Giusto che sia il campo a decretare i verdetti"
Il centrocampista del Bari Zaccaria Hamlili ha risposto alle domande dei tifosi biancorossi sulla pagina Facebook del club:
“E’ un momento difficile per tutti – riporta TuttoBari.com – ma per uscirne in fretta dobbiamo rispettare le regole. Io sono a Bari, la mia famiglia è a Brescia. Le mie giornate le passo allenandomi, cercando di mantenermi in forma, il pomeriggio e la sera gioco con i miei amici online alla play station, alternando qualche serie tv su Netflix. Mi è dispiaciuto molto fermarmi proprio quando stavo rientrando dall’infortunio, ma è stata la decisione più giusta. Ripresa? Aspettiamo per capire: credo sia giusto che sia il campo a decretare i verdetti, e non assolutamente un sorteggio. Con questa maglia vorrei raggiungere il prima possibile la promozione in B”.
Leonardo Perez (Virtus Francavilla): “Lo stop è la soluzione migliore per tutti”
Aumenta col passare delle ore il partito dei favorevoli ad uno stop definitivo del campionato di Serie C. In una diretta Instagram con il giornale Cronache Picene, anche l’attaccante della Virtus Francavilla, Leonardo Perez ha parlato della situazione attuale, dichiarandosi scettico verso una ripresa: “In Serie C non ci sono le condizioni per andare avanti. Ci vuole una riforma ed un aiuto concreto da parte di chi comanda. Purtroppo nessuno sarà contento, la soluzione migliore per tutti quanti è concludere qui il campionato”.
Sulla sua avventura in biancazzurro, come riporta “TuttoCalcioPuglia”, Perez ha dichiarato: “Ho deciso da solo dove andare, nessuno mi ha dato una mano, anche se a Cosenza il ds Trinchera mi aveva consigliato di fare un anno lì. In 24 presenze ho realizzato undici gol in campionato ed uno in coppa. Ci vuole fiducia, io non sono un fenomeno ma neanche scarso. Se ho la fiducia e gioco, i gol li faccio. Non lo dico io, ma la mia carriera: quando ho giocato, ho segnato. In una stagione ci sono momenti dove va tutto bene e altri dove per due mesi non fai gol”.
Giuseppe Fella (Monopoli): "Il mio nome scritto sulle spalle di un vero campione"
Giuseppe Fella, bomber del Monopoli, ha condiviso sul proprio profilo social la foto di un operatore sanitario che sul proprio dispositivo di protezione individuale sfoggia sulle spalle il nome e il numero dell’attaccante biancoverde.
Queste le parole di Fella che accompagnano l’immagine:
“I “veri campioni” non collezionano grandi trofei, non calcano palcoscenici importanti, e non vivono sulla scia di grandi consensi. I “veri campioni” sono coloro che nell’anonimato, tutti i giorni, con dedizione, passione ed umiltà, si vestono di responsabilità, si armano di tanto coraggio e dedicano il meglio di loro stessi, affinché qualcuno possa tornare a sorridere alla vita. Io non so chi tu sia; ma posso assicurarti che questo gesto mi ha onorato tantissimo. Devo solo ringraziarti, perché il mio nome scritto sulle tue spalle, ha un valore in più: è su un VERO campione… e stavolta tocca a me ammirarti e fare il tifo!”.
Fabio Delvino (Virtus Francavilla): "Favorevole alla ripresa, purché in sicurezza"
Fabio Delvino, difensore della Virtus Francavilla, intervistato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato: “La speranza è sempre l’ultima a morire. Onestamente ci spero, perché tornare in campo vorrebbe dire anche tornare alla normalità. Anche se, oggettivamente, credo che non si possa tornare a giocare. Il protocollo che hanno pensato per la Serie A è molto rigoroso e soprattutto dispendioso. Dubito che in Serie C tutte le squadre possano avere le risorse economiche per poterlo attuare”.
“Ovviamente sono favorevole, ma solo a condizione che non si metta a repentaglio la salute. È vero che stare lontani dal campo per noi calciatori non è affatto facile: vorrei giocare. Ma allo stesso tempo sono consapevole del fatto che se nondovesse ridursi a zero il contagio, sarebbe il caso di non riprendere. In questi casi bisogna essere oggettivi e pensare prima di tutto alla salute”.
Leonardo Nunzella (Virtus Francavilla): "Sono fortunato, qui sto molto bene"
Leonardo Nunzella, difensore della Virtus Francavilla, nel corso di una diretta Instagram ha fatto il punto della situazione in casa pugliese:
“Siamo in attesa di comunicazioni sulla ripresa del torneo. Nell’ultimo periodo abbiamo portato a casa risultati positivi, posizionandoci in zona playoff e siamo arrivati in linea con quelle che erano le aspettative – riporta tuttocalciopuglia.com -. Stando in giro da tanti anni, cambia poco vivere vicino casa o meno, tra allenamenti e partite. Però sono fortunato, alla Virtus sto molto bene. Trocini? È un bravo allenatore, ha le sue idee”.
Andrea Schiavone (Bari): "Sorteggio idea folle, non renderebbe giustizia"
Andrea Schiavone, centrocampista del Bari, intervenuto ai microfoni di TeleBari, come riportato da tuttobari.com, ha dichiarato:
“Io tendo ad essere fiducioso, da parte nostra c’è molta voglia di riprendere: però, alla luce di quel che sto sentendo in questi giorni, penso sia difficile tornare in campo. Non ci resta che aspettare. Il sorteggio? Sarebbe un’idea folle. Non renderebbe giustizia a nessuno”.
Bruno Trocini (Allenatore Virtus Francavilla): "In C difficilmente si tornerà a giocare a breve"
Bruno Trocini, allenatore della Virtus Francavilla, intervenuto sulle pagine del magazine ufficiale biancazzurro, ha dichiarato:
“In Serie C credo che difficilmente si possa riprendere a giocare a breve. Riprendere a giocare vuol dire ripartire con la stagione, in questo senso penso che sia complicato ricominciare davvero. Ma è altrettanto complicato secondo me dare verdetti sportivi in questo momento. Penso sia davvero difficile. Ci sono tante società che vogliono risparmiare e magari ottenere un risultato sportivo: da qualche parte bisogna mollare qualcosa, non vedo altre strade. Partiamo dalla considerazione che qualora si dovesse riprendere la stagione per concludere il campionato, sarebbe una stagione falsata. Un campionato ripreso dopo due mesi, senza pubblico, non può che essere falsato. Ma qualora si dovesse procedere con una soluzione diversa, penso che la media punti sarebbe il criterio più giusto: chi ha fatto più punti finché si è giocato dovrebbe andare in Serie B”.
Gianfranco Mancini (Allenatore Bisceglie): "Impossibile emettere verdetti in zona salvezza"
Gianfranco Mancini, allenatore del Bisceglie, ha parlato al Corriere dello Sport della possibile ripresa e del futuro:
“Congelare la classifica? Non voglio essere di parte e parlare sulla base del fatto che con la proposta avanzata dalla C il Bisceglie si salverebbe, però credo che, a eccezione di chi ha meritato di salire in B, sia impossibile emettere verdetti per tutte le altre a otto giornate dalla fine. Futuro? A oggi parlare di futuro è prematuro per tutti, l’unico pensiero è quello di cercare di venire fuori da questo periodo drammatico. Con il trascorrere del tempo, poi, si capiranno le intenzioni del patron. Va capito è se lui abbia la volontà di farlo ancora a Bisceglie o altrove. Gli indizi attuali ci dicono che lui non vorrebbe proseguire qui, anche se già in passato sono capitati dietrofront. Per come si è messa la situazione, secondo il mio parere, la separazione potrebbe essere la soluzione più corretta”.
Ghirelli: "Il calcio parta soltanto dopo tutte le altre attività del paese"
Un articolo di suo pugno in edicola oggi sul Corriere dello Sport: così il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli è tornato a parlare della ripresa del calcio.
Ghirelli ha spiegato che il pallone deve tornare a rotolare “quando tutte, sottolineo tutte, le altre attività produttive del Paese avranno ripreso il loro cammino, nel rispetto totale della salute come bene primario e della catena di comando che vige in status di pandemia: autorità scientifiche e sanitarie-Governo-Coni-Figc-Leghe”.
Ghirelli ha poi sottolineato come la Serie A, da mondo speculativo, potrebbe diventare una sorta di laboratorio, che sperimenterà le modalità più utili per la ripresa, facendo da guida anche per le altre serie. Così il presidente: “La serie A dotata di risorse e strutture è in grado di svolgere un ruolo di sussidiarietà per tutto il movimento sportivo italiano. Nel contempo, potrebbe per la sua peculiarità nella preparazione alle gare, dare un contributo alla maggiore conoscenza del virus. La ripresa degli allenamenti in serie A prevede da parte del protocollo sanitario la costituzione di un «gruppo chiuso» per almeno 21 giorni. Una occasione irripetibile per la sperimentazione che si potrebbe fare e per mettere i risultati al servizio della scienza e della salvaguardia della salute di tutti. Un «gruppo chiuso» per tre settimane potrebbe fornire informazioni utili ad altri atleti e professionisti, da estendere ai dilettanti e anche alla popolazione. In questo modo, il calcio definito «speculativo» potrebbe così dimostrare di poter fare del bene al suo mondo e estendere benefici conoscitivi ed eventuali vantaggi ai cittadini e alla scienza”
Pierluigi Frattali (Bari): "Niente playoff? Premiare noi che abbiamo fatto più punti"
Intervenuto a TeleBari, il portiere Pierluigi Frattali parla dei galletti e delle chance di promozione del club in caso di stop ai tornei:
“Ho in mente di riportare il Bari nei palcoscenici migliori: in questo momento ancora di più sento questo peso di non poter scendere in campo. Il sorteggio non starebbe né in cielo né in terra, sarebbe contro ogni etica sportiva. Bisogna dare valore al campo: giocare i playoff, e se non ci fosse questa possibilità penso bisognerebbe premiare chi ha fatto più punti, ovvero noi, sia con più partite che a parità di partite. Il nostro auspicio è guadagnare la B sul campo. Il salto? Tanti hanno già giocato in B, il nostro gioco è più adatto ad una categoria superiore, secondo me in B saremmo più pronti che in Serie C”, le parole riportate da tuttobari.com.
Bisceglie, l'ex tecnico Sandro Pochesci all'attacco: "Il calcio era l'ultimo dei problemi"
Senza peli sulla lingua, come suo solito, Sandro Pochesci denuncia quanto è andato storto nella sua breve esperienza sulla panchina del Bisceglie: “Non ha funzionato perché, quando parli con delle persone, credi che siano uomini veri: il calcio era l’ultimo dei problemi. Sono subentrato ad un tecnico che, secondo me, stava facendo un ottimo lavoro ma i problemi reali erano altri: quando ci si mette contro la piazza e contro tutti, non si ha una lunga vita”, ha dichiarato il tecnico a tuttocalciopuglia.com.
Il problema, a detta dell’ex allenatore della Ternana, è stata l’assenza della società nerazzurro-stellata: “La base di una squadra di calcio è la società: se manca la componente principale, i risultati non arrivano. Nel nostro cammino, abbiamo perso sempre di misura e, talvolta, anche per sfortuna. Abbiamo fermato la Paganese che, fino a quel momento, aveva vinto tutte le partite, raccolto un punto prezioso a Catania e poi perso col Bari per 3-0. Non comandano sempre i risultati: quando ci sono dei problemi interni e vengono fatte scelte sbagliate, vengono pagate a caro prezzo. Non si possono acquistare dodici giocatori stranieri che non conoscono il campionato italiano e farli giocare tutti assieme. Quella squadra, con quella rosa, poteva tranquillamente stare a metà classifica, se ognuno fosse stato in grado di rispettare i propri ruoli. Era una squadra volenterosa, ricca di giovani bravi e di prospettiva: sono mancati gli elementi fondamentali per fare bene in una gestione del club”.
Infine un bilancio complessivo del suo percorso pugliese: “Per me quella di Bisceglie è stata una bella esperienza: mi ha insegnato anche a relazionarmi, contemporaneamente, con diversi giocatori stranieri e non mi era mai capitato. C’erano giocatori come Montero che, una volta arrivato, faticava nel capire i movimenti offensivi: giornata dopo giornata, migliorava sensibilmente e riuscì a fare gol anche al Monopoli. Nelle prime nove partite, poi, il Bisceglie è stata la squadra che è riuscita a recepire più fondi anche grazie alla Legge Melandri: con l’impiego di diversi giocatori giovani, eravamo i primi in classifica in questa speciale graduatoria”.
Macalli: "Serie D? Facciano i dilettanti e non diano 100mila euro ai giocatori. Fregarsene dell'AIC"
Ospite di StadioAperto a TMWRadio, Mario Macalli – ex presidente della Lega Pro- non lesina critiche ed attacca ad ampio raggio Serie D (“facciano i dilettanti”), AIC (“bisogna fregarsene di quello che dice”) ed i promotori di una Serie C Elite.
Questo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente, raccolte dalla redazione notiziariocalcio.com.
“Se governassi io farei l’impossibile perché chi lavora con me accetti che il calcio italiano non regge più queste sessanta società. Bisogna fare le riforme e invece hanno inventato un girone di élite e due gironi di semi-professionismo, che sarebbe la tomba per questa categoria. Ci sono presidenti di squadre di Lega Pro che sono fior fiore dell’industria italiana: è evidente che anche loro hanno difficoltà, perché prima pensano a produrre e alle migliaia di famiglie che stanno a casa. Ci sono però ancora troppi presidenti banditeschi, dei briganti che provano a mandare tutto in malora. La soluzione c’è, e deve partire dalla Federazione passando dal cambiare la legge dello Stato che rimane lì da trent’anni, e che li definisce professionisti. Bisogna fregarsene di cosa direbbe l’AIC. Bisogna che: primo, le squadre di C portano garanzie bancarie effettive, dopo anni in cui si è visto di tutto, e due devi giocare con il 70% di calciatori del tuo territorio. In più serve ottenere dal Governo una cosa determinante: fino a 25 anni sei un apprendista sportivo. Il contratto di apprendistato va dato anche al calcio. Così si riducono i costi, stabilizzando le rose. Cosa si lamentano le squadre di Lega Pro, che hanno 35 giocatori in rosa? Li hanno presi loro, ora li paghino. Quelli che hanno gestioni milionarie non devono parlare, devono stare zitti. Allo stadio, facendo giocare più ragazzi del territorio, avresti pure più persone. Anche la Serie B deve darsi una regolata, sono indebitati mediamente per 20 milioni di euro. Questi si sparano. Poi la Serie A faccia cosa vuole… Produce di più. Per chiedergli dei soldi bisogna assicurare che saranno spesi in una certa maniera: questo è il calcio nuovo. Se si parla di élite e semi-pro, scavate pure la fossa”.
La direzione sembra quella di ripristinare la C2…
“Questo è l’errore fondamentale. Parliamoci chiaro: secondo lei una squadra di Serie D, con cinque allenamenti la settimana e gente che prende 100.000 euro, è davvero dilettante? Il dilettante deve fare il dilettante, non il professionista di terzo livello. La riforma che ho fatto io a 60 squadre, se andate a leggervela, non è mica stata applicata. I bilanci c’è scritto di controllarli prima, ma quando mai l’hanno fatto? Saltano società indebitate in maniera paurosa dopo 3 mesi e nessuno aveva visto niente. Io di errori ne ho commessi cinquemila, sicuramente, perché chi fa, falla. Ma quei presidenti che sbattono i pugni sul tavolo sono gli stessi che fanno rose a 35 giocatori e spendono più di quanto potrebbero. Quelli sono cortigiani, non collaboratori. Il calcio italiano si può salvare, ma se si parla a schemi… Chi vivrà, vedrà ma con la C2 significa indebitare e alimentare il nero”.
Alessandro Laricchia (Amministratore Unico Monopoli): "Affidare i verdetti al campo o annullare i campionati"
L’amministratore unico del Monopoli Alessandro Laricchia ha parlato al Corriere dello Sport della situazione di stallo del calcio italiano:
“Accetteremo tutto quello che verrà deciso per il bene del sistema ma la scelta più giusta è affidare i verdetti al campo o annullare i campionati. Si deve trovare un equilibrio, anche con le retrocessioni di cui non si sta parlando. È giusto che chi ha investito poco o nulla retroceda, senza sperare in un’amnistia che blocchi tutto. Siamo comunque pronti a qualsiasi soluzione, anche a ricominciare a giocare a luglio, ma vogliamo che si tutelino i nostri investimenti”.
Onofrio Lopez (Presidente Monopoli) a TC: "Quando ci faremo un esame di coscienza?"
Ai microfoni di TuttoC.com il presidente del Monopoli Onofrio Lopez non risparmia critiche al mondo del calcio:
“In questo momento drammatico per il nostro Paese, leggo e sento nel mondo del calcio solo di presidenti che in barba a quanto accaduto e che continua ad avvenire purtroppo, pensano esclusivamente ad interessi personali. Proseguire i campionati, disputare i playoff, effettuare un sorteggio, retrocessioni sì o no, ma quando ci faremo un esame di coscienza?”.
LegaPro, rinviata al 7 Maggio l'assemblea che discuterà di promozioni e ripescaggi
Il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ha annunciato il rinvio al 7 Maggio dell’Assemblea dei Club di Serie C, già convocata per il giorno 4 maggio 2020.
L’Assemblea si occuperà della tanto discussa proposta di Lega per lo stop definitivo dei campionati di terza serie: promozioni per le attuali prime dei gironi di Serie C, playoff a sorteggio, blocco delle retrocessioni e blocco dei ripescaggi dalla Serie D per la stagione 2020-2021.
Beppe Scienza (Monopoli): "Sembra che soluzione Italia sia tagliare stipendi calcio"
Giuseppe Scienza, allenatore del Monopoli, intervenuto ai microfoni di RaiSport, ha dichiarato: “Sembra che la soluzione dei problemi in Italia sia togliere gli stipendi al mondo del calcio. Io credo che tante squadre, come la nostra, siano andate incontro ai club, per salvaguardare il futuro del nostro mondo. Ci toglieremo tutto quello che ci sarà da togliere nella dignità più totale. Ma non credo sia questo il vero problema. Abbiamo bisogno di soluzioni, di capire se il progetto di cassa integrazione possa garantire ha chi ha gli stipendi bassi un salario dignitoso. Sono mesi che si parla di cose del genere e non ci sono risposte. A me disturba molto quando mi sento dire che il calcio è l’ultima cosa alla quale bisogna pensare. La salute va sicuramente messa in primo piano, ma la maggior parte dei miei giocatori guadagnano il minimo o poco più. Parliamo di venti o trentamila euro l’anno, di sicuro non si possono definire dei facoltosi. Bisogna salvaguardare questi aspetti, c’è gente che mantiene le famiglie, penso ai magazzinieri e a tutte le attività collaterali legate al calcio. Bisogna che in qualche modo si provi a ripartire, giustamente rispettando i protocolli. Fabio Capello ha giustamente detto che il calcio può servire alla gente come sfogo. Ricevo tanti messaggi da appassionati che mi dicono che manca loro l’allenamento della settimana, l’attesa della partita, la conferenza di presentazione. La gente ha bisogno dello sport, non il calcio, ma lo sport in generale. Bisogna trovare delle soluzioni. Di chiacchiere ne sono state fatte molte, ma di soluzioni ne ho viste poche”.
“Ripartire e concludere il campionato mi sembra piuttosto difficile se non impossibile, tra l’altro a noi mancano 8 partite ma negli altri due giorni molte di più. Però con tutti i criteri di sicurezza possibili il discorso playoff secondo me può essere affrontato. Bisogna provare a dare un senso alla stagione. Giocarsela tramite sorteggio sarebbe un affronto a tutti noi che facciamo del calcio il nostro lavoro principale. Dei playoff che magari non contemplassero dalla seconda alla decima, cosa che credo sia comprensibile a tutti, sia una soluzione da provare a fare”.
“Per quanto riguarda le promozioni, il B è decisamente aperto, mentre l’A e il C sono più decisi. Si potrebbe dire che le prime tre vadano in Serie B ma questo sicuramente lascerà scontento qualcuno e questo accadrà per ogni decisione presa. Per questo io propongo dei playoff, nel momento in cui si stabilisce una prima in classifica”.
Valerio Di Cesare (Bari): "Il sorteggio? Pensavo fosse uno scherzo"
Valerio Di Cesare, capitano del Bari, intervenuto ai microfoni di RadioBari, come riportato da tuttobari.com, ha dichiarato:
“Pensavo fosse uno scherzo. Poi mi hanno detto che è la verità. Una promozione non si può decidere a sorteggio. Il Bari ha speso tanti soldi, non mi sembra corretto andare a fare un sorteggio. Ci sono tante opzioni: possiamo fare i play-off, si possono guardare bacino d’utenza, storia e altre cose. L’unica opzione da scartare è il sorteggio. Possiamo giocarcela alla play-station (ride, ndr). Sento parlare spesso i presidenti che non vogliono giocare, forse per altri interessi. Non mi sembra corretto. C’è chi non vuole giocare perché è vicino alla zona play-out, ci sono tante cose che vanno risolte”.
Sibilia risponde a Ghirelli: tuteleremo nostre società su campionati e assegnazione titoli.
Sì alla collaborazione in Federazione, ma con priorità alla tutela delle squadre dilettantistiche sulla conclusione dei campionati e sull’assegnazione dei titoli. Arriva la replica di Cosimo Sibilia, presidente della LND, alle dichiarazione di Ghirelli, presidente della Lega Pro (che aveva precisato di non volere lo stop delle promozioni dalla Serie D alla C ).
“Ringrazio il Presidente Ghirelli per la sua disponibilità e per lo spirito di collaborazione. Il nostro orientamento rimane sempre quello di confrontarci nell’ambito del sistema federale per attuare tutte le necessarie misure per il bene del calcio italiano, nella sua interezza, e a sostegno del movimento dilettantistico. Fermo restando il principio che le nostre società saranno sempre tutelate dalla LND, anche e soprattutto in ordine alle modalità di conclusione dei campionati e all’assegnazione dei titoli. Con criteri di trasparenza e senza alcuna discriminazione, così come ha richiamato la UEFA nelle linee guida inviate alle federazioni nazionali” .
Manuel Scavone (Bari): "Finire stagione con norme promozioni e retrocessioni"
La questione sorteggio per la quarta promozione in Serie B è ancora calda, anche se dovrà essere discussa in Assemblea di Lega Pro per poi essere presentata al Consiglio Federale.
Sull’argomento è intervenuto dalle colonne del Corriere dello Sport Manuel Scavone, centrocampista del Bari:
“Siamo fiduciosi che prima o poi potremo riprendere a giocare per terminare questa stagione e vogliamo farlo con le norme che prevedono promozioni e retrocessioni”.
La società biancorossa sta anche valutando l’ipotesi di ritiro per concentrarsi sull’aspetto fisico in vista dell’eventuale rush finale:
“Nessun problema, in questo periodo di quarantena ci atterremo alle disposizioni che arriveranno sul lavoro da svolgere”.
Ghirelli scrive a Sibilia: "mai pensato di togliere le promozioni alla SerieD"
“Caro Sibilia, stiamo fianco a fianco. Serie C e LND siamo l’impianto sociale del calcio. Non ho mai pensato di bloccare le promozioni dalla D“. Questa l’estrema sintesi della lunga lettera che Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha inviato a Cosimo Sibilia, presidente della LND. Un invito a collaborare, che sa più di dietrofront dopo la proposta fatta da Ghirelli di bloccare ripescaggi in terza serie.
Questo il contenuto della lettera di Ghirelli.
“Caro Cosimo, ho lasciato passare qualche giorno dalla fase polemica scatenata da una lettera data alla stampa, da uno “scienziato” che (faccio volutamente l’ingenuo) non so perché lo abbia fatto. La decisione sulla interruzione del campionato e sui collegati spetta al Consiglio federale, non devo ricordarlo io lo dicono le carte federali. E tu, ricoprendo la carica di vice Presidente federale sai meglio di me le prerogative che stanno in capo al Consiglio Federale o quelle che sono specifiche di ogni singola lega. Noi della Lega Pro stiamo facendo lo stesso percorso che ritengo tu stesso stia facendo in LND, consultare spesso i presidenti di club formalmente, quella che svolgeremo il prossimo 4 di maggio e’ la seconda assemblea di Lega in un mese, poi partecipo ad una chat a cui sono aggregati tutti i sessanta presidenti dei club di Lega Pro e il nostro consiglio direttivo è convocato in permanenza. Un percorso democratico a tal punto che i miei sono meravigliati che se qualcuno mi fa una domanda per esempio “Pensa che ci possa essere la C2?“, io rispondo “Non posso escludere tale soluzione”. Il mio rispondere, così, è segnato dal rispetto del ruolo dell’assemblea, quindi, tutte le soluzioni debbono arrivare al dibattito ed io devo accompagnare questa discussione. Poi, il ruolo della governance è metterci la faccia ed esprimere ciò che pensa. Se ci fosse un provvedimento che conferisse poteri a FIGC, evitando i ricorsi e il pericolo di “impantanare” il campionato che ha già tanti problemi, allora, veramente potremmo ragionare e definire la riforma del calcio italiano. Caro Cosimo, ti assicuro che l’ultima cosa che mi passa per “l’anticamera“ (espressione traslata da mia nonna Peppina) del cervello, è quella di togliere le promozioni alla Serie D. Ma perché dovrei farlo o, ancor prima, perché dovrei pensarlo di fare? Noi, Serie C e LND, l’impianto sociale del calcio italiano, sarebbe veramente assurdo che ci facessimo azioni contro. Fammelo dire con un‘immagine simbolica. Renzo porta i capponi al mercato e loro si beccano, noi non possiamo essere i capponi. Se non stiamo insieme, i nostri mondi che sono contigui rischiano di sfasciarsi. Noi saremmo, siamo obbligati a stare insieme. Dovremmo, dobbiamo avere un tavolo permanente di consultazione in cui far partecipare i presidenti. Noi della Serie C, siamo allocati nella faglia tra professionismo e dilettanti. Noi, LND e Serie C si potrebbe dire che “ci tocchiamo più che vederci” perché siamo vicini, abbiamo una immensità di problemi simili: credito di imposta la battaglia che da mesi conduciamo insieme a FIGC riguarda, prioritariamente, anche le tue società; il progetto Sport e Periferia per i centri giovanili, tu lo sai da tempo, riguarda tutte e due; una maggiore mutualità di sistema, al di là della denominazione, riguarda in pieno i nostri due mondi ecc. E’ venuto il tempo che ci sediamo, permanentemente insieme, per affrontare le problematiche che sono urgentissime e definiranno le sorti dei nostri rispettivi campionati. Definire proposte, perseguire azioni che ci consentano risultati sono azioni che richiedono fatica, pretendono conoscenza e studio, l’esatto opposto delle chiacchiere e di sciocchi proclami. Dobbiamo stare attenti ai falsi profeti di divisione, agitatori in ogni stagione, il cui scopo è confondere la realtà per far dimenticare il disastro che si può abbattere e fanno l’agitazione per distogliere la attenzione dai problemi di interesse generale. Caro Cosimo, lasciamo alle spalle la stagione dei chiacchieroni e passiamo, insieme, alla stagione delle riforme, possiamo darci una mano reciprocamente e potremmo trasformarci in un’alleanza utile e forte per il calcio italiano. Io ho battuto un colpo, ora con deferenza aspetto un segnale. Faremmo un servizio per i nostri club. Un abbraccio, Francesco”
Spadafora: "Insufficienti i protocolli per la ripresa. Pressioni dal calcio, vogliamo sicurezza"
Il protocollo elaborato dalla FIGC per la ripresa è stato valutato insufficiente. Ed ancora: si sta scambiando la volontà di prendere decisioni in sicurezza con l’intenzione di penalizzare il calcio; dal calcio tante pressioni per riprendere. Questi, in estrema sintesi, i concetti chiave dell’intervista rilasciata dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora alla trasmissione Che tempo che Fa di Fabio Fazio.
Sulla ripresa dal 18 maggio e sui protocolli da adottare. “Sì, nella misura in cui però si arriva al 18 maggio con condizioni e protocolli di sicurezza. In questi giorni c’è un tentativo maldestro da presidenti e commentatori di trasformare sicurezza e serietà nell’incapacità di decidere, o nel voler penalizzare il calcio. Non è così, ma la ripresa deve essere graduali sennò i sacrifici fatti diventano nulla. La FIGC ha presentato un protocollo, e ieri sera il Comitato tecnico-scientifico ha valutato non essere ancora sufficiente. Serviranno approfondimenti, e da quelli trarremo la conclusione”.
Sulle pressioni della Serie A per la ripresa e sull’ipotesi sospensione definitiva. “Con Gravina ho un ottimo rapporto, ma poi se andiamo a vedere nel dettaglio delle leghe, non credo che la Serie A sia incline ad accettare la sospensione del campionato da parte del Governo, tutt’altro, e lo dico dalle pressioni che riceviamo costantemente. Rispetto e sostengo il calcio, ma poco fa anche il mio omologo spagnolo ha detto che non sa se ripartiranno, l’Olanda ha già chiuso. Noi dobbiamo dare dei segnali, e questi primi sono importanti, ma le fasi successive ce le dobbiamo conquistare noi italiani, nulla è scontato. Immagino già gli improperi della Lega Serie A, ma io devo tutelare tutto lo sport“.
Sul calcio dilettantistico e femminile. “Intanto diamo una buona notizia: da domani Sport&Salute potrà emettere i primi 27mila bonifici per i lavoratori dello sport. Rispetto all’INPS ci abbiamo messo più tempo, ma la cosa straordinaria che ho scoperto è che questo mondo non ha tutele per i suoi lavoratori, e vado da istruttori di palestra a chi taglia l’erba di un campo. Estendiamo i 600 euro pure a loro. E c’è un fondo da 100 milioni del Credito Sportivo per tutte le attività sportive che in questo momento sono chiuse e non hanno altre agevolazioni”.
Raffaele Bianco (Bari): "Sorteggio? idea nata e morta sul nascere"
Ai microfoni di TeleBari è intervenuto Raffaele Bianco, mediano del Bari, per parlare della possibile ripresa del campionato.
Queste le dichiarazioni, riportate da TuttoBari, dell’ex Perugia.
“Noi siamo mentalizzati sul tornare in campo: speriamo che questo possa avvenire. Il sorteggio è un’idea nata e morta sul nascere. Non sarebbe la soluzione giusta. Sarebbe un’ingiustizia in ogni caso, anche dovessimo vincerlo noi. Attendiamo il 4 maggio, anche se il protocollo sanitario non è di facile attuazione per la nostra categoria. Ma se ci sono società come la nostra che possono rispettarlo è giusto che ciò valga qualcosa. Una promozione a sorteggio scatenerebbe una serie di ricorsi, che rischia di incasinare ancor di più la situazione. Penso sia una via poco praticabile: veniamo da una stagione dura, la promozione ce la vogliamo conquistare sul campo”.
La Repubblica: "Bari, per la ripresa c'è già il protocollo"
In attesa di capire se ed in che modo il campionato di Serie C ripartirà, secondo il quotidiano La Repubblica, in edicola oggi, a Bari ci sarebbe già il protocollo per la ripresa degli allenamenti
La società pugliese starebbe, infatti, tenendo alta la guardia in vista di una possibile ripresa degli allenamenti. Da nord a Sud, diverse società di Serie C avevano proposto di riprendere con dei playoff da giocare in unica sede ed ad otte squadre. La proposta – scrive la Repubblica – è una motivazione forte per i biancorossi che si presenterebbero agli spareggi da testa di serie, quale miglior seconda dei tre gironi.
Nel frattempo i giocatori del Bari si allenano da soli a casa.
Resta l’incognita dell’esito della proposta della Lega Pro (di cui calciowebpuglia vi aveva parlato QUI e relativa ai playoff affidati al sorteggio), che verrà discussa nell’assemblea di Lega il 4 Maggio.
Visto il clamore suscito da più parti, è realistico ipotizzare che la Lega Pro stia pensando a proposte alternative per la soluzione dell’emergenza che coinvolge anche la terza serie del calcio italiano.
Francesco Salvemini (Monopoli): "A Reggio la gara più importante della stagione"
L’attaccante del Monopoli, Francesco Salvemini, traccia un bilancio della propria stagione ai microfoni dell’ufficio stampa del club pugliese:
“La partita contro la Reggina è stata la più importante del campionato, purtroppo per me è stata anche l’unica gioia della stagione. Segnare in casa della capolista è motivo di orgoglio”. L’ex Akragas scalpita per riprendere: “La situazione è brutta, soprattutto per chi lavora. Io mi alleno a casa con qualsiasi cosa, anche con le casse d’acqua o correndo in terrazzo. Il calcio mi manca troppo, c’è prima di tutto la passione, poi l’aspetto economico”.
Mariano Fernandez (DS Virtus Francavilla): "Attendiamo assemblea, stagione andrebbe chiusa qui"
Mariano Fernandez, direttore sportivo della Virtus Francavilla, intervenuto ai microfoni di AntennaSud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato:
“Noi come società attendiamo quello che sarà il riscontro dell’assemblea del 4 maggio. Abbiamo sempre rispettato le regole, cercando di ragionare con tutte le altre squadre. Stiamo vivendo una situazione surreale e inimmaginabile, difficile gestirla. Faccio fatica a pensare di poter giocare a calcio in una tale situazione di emergenza, con 400 persone morte al giorno. Parlare di calcio ora è poco serio. La Virtus è dentro alla zona playoff e voleva giocare le ultime giornate per migliorare la sua classifica. Avremmo lo stesso diritto delle altre di giocarsi la chance playoff. Oggi, però, le società non possono pensare ognuna ai propri interessi; la soluzione migliore è quella di finire il campionato adesso per far migliorare tutto e ripartire nel prossimo anno”
FIGC, stagione prolungata fino al 2 Agosto.
La stagione ufficiale calcistica verrà prorogata al 2 Agosto.
Ad annunciarlo è il presidente della FIGC Gabriele Gravina, la cui decisione si rende necessaria per portare a termine regolarmente i campionati sospesi per l’emergenza COVID-19.
Nelle prossime ore la FIGC adotterà una delibera che, nel rispetto delle raccomandazioni UEFA e delle misure Governative, darà ufficialità alla decisione già annunciata. Ancora da decifrare, invece, è la questione dei contratti in scadenza al 30 Giugno 2019.
“Il mondo del calcio – dichiara il presidente Gravina al sito ufficiale figc.it – sta lavorando incessantemente e in maniera responsabile per trovare soluzioni concrete e sostenibili alla crisi generata dal Covid-19, comprese quelle necessarie e indispensabili per salvaguardare le competizioni 20/21. Anche per questo merita rispetto, invece di essere strumentalmente utilizzato per polemiche destituite di qualunque fondamento. Ringrazio il Ministro Spadafora per l’attenzione riservata nella riunione di ieri, durante la quale è stato spiegato approfonditamente qual è il nostro approccio: tornare a giocare in sicurezza perché ce lo dice il buon senso e perché ce lo chiedono gli organismi internazionali a cui il calcio italiano è collegato. Confermando quanto affermato durante l’incontro e animati dal consueto spirito di collaborazione, sarà mia cura inviare al CONI il protocollo che abbiamo realizzato, restando a disposizione per eventuali preziose indicazioni. Siamo soddisfatti del costante confronto che stiamo avendo col Ministro per lo Sport, ma anche con quelli della Salute e dell’Economia e delle Finanze, ai quali abbiamo prospettato tutte le misure necessarie. Mi stupisce, invece, dover constatare ancora una volta quanto la tentazione di parlare continuamente di calcio, per la notorietà che da questo discende, induca diversi interlocutori a commentare cose di cui sono evidentemente male informati”.
Alessandro Laricchia (Amministratore Unico Monopoli) e la proposta playoff: "Minicompetizione al Sud in 7 giorni"
“Nessun risultato dovrà essere definito a tavolino. Il campo è quello che deve decretare tutti i verdetti”.
E’ categorico Alessandro Laricchia, amministratore unico del Monopoli, sul futuro della Serie C dalle colonne dell’edizione Puglia & Matera del Corriere del Mezzogiorno. Il massimo dirigente biancoverde torna quindi sulla proposta del sorteggio emersa all’interno del Direttivo di Lega Pro:
“E’ irrealizzabile per problemi giuridici e non si può finire il campionato con una piccola lotteria. Sarebbe inverosimile. Occorrerebbe – conclude quindi Laricchia – terminare la stagione regolare e riprendere con i playoff non prima di metà giugno, magari con una mini competizione da disputarsi al Sud, dove è meno grave l’emergenza, in una sola settimana”.