Catania, Welbeck: "Siamo una squadra operaia. Non pensiamo al Bari"

Il Catania ha cambiato passo dalla vittoria contro la Vibonese di metà novembre. Da allora una sola sconfitta in dodici partite, merito anche delle prestazioni di Nana Welbeck, che proprio contro i rossoblù si è ripreso definitivamente una maglia da titolare, lasciata solo a Viterbo per una squalifica. Il ghanese ha spiegato il segreto dei rossazzurri ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “Siamo una squadra operaia, abbiamo raggiunto un’intesa graduale e ora che il mercato invernale si è chiuso, dobbiamo aiutare i nuovi. Il nostro obiettivo è fare più punti, senza programmi e senza guardare al secondo posto del Bari. Il mio rendimento? Ringrazio mister Raffaele, cerco di ripagare le sue scelte, senza dimenticare che ho accanto sempre giocatori di spessore e per questo tutto riesce più semplice”. 

Stangata sul Bisceglie, Bucaro fermato sette turni

In virtù dell’espulsione patita durante la pesante batosta dell'”Angelino Nobile” di Lentini ed il conseguente scontro con uno dei soci del Catania Calcio, il Giudice sportivo ha deciso di usare la mano pesante nei confronti di Giovanni Bucaro, trainer del Bisceglie, fermandolo per sette giornate.

Secondo le motivazioni del provvedimento Bucaro «dopo essere stato allontanato dal campo dall’arbitro su segnalazione del quarto collaboratore» avrebbe tenuto un «comportamento offensivo verso un tesserato della società avversaria. Altresì in base alle ricostruzioni, il Bucaro rientrando negli spogliatoi metteva le mani al collo di un calciatore del Catania».

Infine, al termine della gara, all’interno degli spogliatoi, «il medesimo aggrediva, spingendolo a terra, il presidente della squadra avversaria, generando una colluttazione (a seguito della reazione dell’aggredito) che veniva sedata solo dall’intervento di addetti alla sicurezza e altri tesserati».

Fino al 3 Febbraio 2021 viene invece inibito il massimo dirigente etneo Gaetano Nicolosi, «perché al termine della gara, dopo aver subito un’aggressione fisica dall’allenatore della squadra avversaria, reagiva generando una colluttazione che veniva sedata solo dall’intervento di addetti alla sicurezza e altri tesserati. Successivamente, a seguito della richiesta da parte del direttore di gara di procedere alla sua identificazione, rivolgeva al medesimo una frase offensiva».

Bartolomeo Pasquale

Dopogara Catania-Bisceglie, parla Edoardo Vona: «Non meritavamo i primi due gol; dobbiamo subito voltare pagina»

Anche Edoardo Vona, esperto centrale difensivo nerazzurro, ha accompagnato le parole del vice Carlo Ricchetti successivamente alla pesante batosta patita col Catania.

Il numero sei del Bisceglie calcio ha espresso la sua con significative parole di incoraggiamento: «Sono un po’ amareggiato. Nella prima frazione i due gol di scarto non ce li meritavamo: avevamo subito poco, però purtroppo questo è il calcio e ci deve servire da lezione. Dobbiamo voltare pagina e pensare al difficile impegno con la Ternana. Andremo lì come una squadra che non ha nulla da perdere per provare a fare risultato».

Bartolomeo Pasquale

Rinviata anche la sfida tra Catania e Bisceglie

Nonostante non emergano ulteriori positività dai test sierologici eseguiti nella giornata del 09 novembre, rimanendo pertanto a diciassette positività tra i tesserati, la Lega Pro ha annunciato il rinvio del turno infrasettimanale previsto per giovedì 12 novembre tra Catania e Bisceglie alle ore 20:30 presso lo stadio “Cibali-Angelo Massimino”.

Impossibile affrontare un lungo viaggio per i rimanenti atleti del roster nerazzurro stellato che con molta probabilità salterà anche a sfida di domenica 15 con la Casertana.

Bartolomeo Pasquale

Blitz Catania nel silenzio, il Bisceglie cade ancora al Ventura

Non è un’epidemia a far paura al Bisceglie in questo scorcio del campionato di serie C da giocarsi in un clima vuoto e surreale ma importante per la tutela della salute pubblica. La malattia più forte sembra invece chiamarsi play out, ancora lontani per la matematica ma che sembrano essere inevitabili dopo la sconfitta casalinga con un Catania dalle poche ambizioni.

Con il ritorno di mister Gianfranco Mancini dalla squalifica resta in auge il 3-4-1-2 che ha fruttato l’importante punto di Terni domenica primo marzo: a braccetto con l’uomo di Polignano è ritentrato Diallo nella propria casella difensiva a fianco a Joao Silva e Karkalis. Mastrippolito ha vinto il ballottaggio con Longo sulla sinistra mentre hanno trovato spazio dal primo minuto Zibert e Trovade come vertici del centrocampo, ricevendo il testimone da Rafetraniaina e Ungaro. È Claudio Ferrante la mezzapunta di centro a sostegno di Montero e Gatto.

Mister “miliardo” Cristiano Lucarelli ha optato per il 4-2-3-1; modulo spregiudicato per invertire la tendenza e placare l’anemia di risultati utili lontano dal Cibali con Beleck centravanti mobile sostenuto da Capanni, Curcio ed il milanese di chiare origini biscegliesi Davide Di Molfetta (quasi un derby per lui, ndr).

Ed è proprio questo assetto ad aver contrassegnato l’avvio promettente degli etnei con un gioco brillante ed ossessivo sembrato poi sciogliersi come neve al sole: nel giro di tre minuti il piattone di Beleck clamorosamente finito fuori e la traversa colpita da ventuno metri da parte di Pinto hanno rappresentato la veemenza diretta dei siciliani con un baricentro sempre più avanzato e rapidi tocchi di palla che hanno disorientato il sopra cintola stellato.

La prima occasione dei nerazzurri è del ventiduesimo con Alessandro Gatto bravo a raccogliere di testa il traversone morbido di Zibert ma la palla ha sfiorato il palo. Dieci minuti dopo è lo stesso ex Reggina ad incocciare dai venti metri con un destro in movimento ma si è subita la stessa sorte.

Il Catania ha insistito negli ultimi minuti della prima frazione ma senza pungere effettivamente la retroguardia ben ordinata dei nerazzurri. Nella seconda frazione Lucarelli ha giocato la carta Marco Biagianti al posto di Bruno Vicente ma è dalla sinistra che si è trovato lo spunto per il gol: Pinto ha servito Curcio che controllando male ha colpito in modo impreciso da pochi passi.

Attivissimo Zibert, il più pericoloso del team caro al patron Nicola Canonico, che in due occasioni al cinquantesimo ha provato a centrare il sette senza fortuna. Sulla punizione pericolosa battuta da Pinto ed intercettata da Beleck il portiere nerazzurro Casadei ha accusato un dolore alla spalla.

La malasorte ha così accompagnato il portiere ex Gozzano che ha ceduto il posto all’esordiente Messina, classe 2002, subito messo alla prova dalla compagine rossazzurra. E alla prima occasione il cast di mister Lucarelli ha messo in ghiaccio la partita con Salandria, lesto nel beffare in contropiede la formazione di casa su prezioso filtrante di Di Molfetta. La botta di destro dall’interno dell’area ha dato subito il benvenuto al giovane portiere che ha tuttavia sciorinato una buona prova, forse più che promettente per il futuro.

L’infortunio di Casadei ha scombinato i piani e Mancini ha così rafforzato la mediana con gli innesti di Nacci e Rafetranina in luogo dei nevralgici più offensivi, ovvero Trovade e Ferrante, ma le scorribande non sono arrivate. È stato così il Catania a poter gestire il risultato non creando occasioni interessanti e senza soffrire la manovra dei locali, ancora attivi dalla panchina con gli ingressi tardivi di Longo e Ungaro per Mastrippolito e Petris.

L’affanno offensivo dei biscegliesi è rappresentato dal primo calcio d’angolo ottenuto in gara solo all’ottantottesimo, rendendo così troppo relativa la reazione del collettivo messosi in luce solo in pieno recupero con il tiro rimpallato di Zibert ed il conseguente colpo pieno di Gatto che non ha inquadrato lo specchio della porta.

Prima del triplice fischio, come ormai da prassi, l’ennesimo rosso agli ospitanti: stavolta il protagonista è stato Montero rimandato anzitempo negli spogliatoi per somma di ammonizioni e per due scorrettezze francamente inutili.

L’ennesima espulsione patita dal club stellato è il simbolo più evidente di come si voglia ballare un valzer con poca concentrazione, rendendolo troppo lento per i gusti di una classifica ormai sempre più complicata.


BISCEGLIE-CATANIA 0-1

Bisceglie (3-4-1-2): 1 Casadei (dal 56° 12 Messina), 2 Diallo, 6 Mastrippolito (dall’83° 17 Longo), 9 Montero, 10 Gatto, 19 Karkalis, 20 Joao Silva, 27 Ferrante (dal 67° 4 Nacci), 29 Trovade (dal 67° 11 Rafetranianina), 30 Zibert, 31 Petris (dall’83° 24 Ungaro). Allenatore: Gianfranco Mancini. A disposizione: 3 Tarantino, 7 Dellino, 8 Armeno, 16 Abonckelet, 26 Murolo, 28 Tessadri.
Catania (4-2-3-1): 1 Furlan, 3 Mbende, 4 Vicente (dal 46° 27 Biagianti), 5 Silvestri, 7 Capanni (dal 64° 21 Biondi), 8 Di Molfetta (dal 79° 19 Manneh), 9 Beleck (dall’85° 28 Esposito), 10 Curcio, 16 Salandria, 20 Pinto, 26 Calapai. Allenatore: Cristiano Lucarelli. A disposizione: 22 Martinez, 6 Welbeck, 11 Curiale, 13 Saporetti, 15 Marchese, 25 Di Grazia.
Arbitro: Michele Di Cairano di Ariano Irpino.
Assistenti: Rosario Caso di Nocera Inferiore e Fabio Mattia Festa di Avellino.
Reti: 62° Salandria.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: 18° Vicente (gioco scorretto), 59° Capanni (proteste), 72° Montero (proteste), 90° Silvestri (gioco scorretto). Espulso Montero al 93° per somma di ammonizioni. Calci d’angolo: 1-3. Recupero: primo tempo nessuno; secondo tempo quattro minuti.

Bartolomeo Pasquale

La prima gemma di Ebagua lascia l'amaro in bocca a Lucarelli. Catania-Bisceglie 1-1

Importante pareggio esterno per il Bisceglie che certifica la crisi senza fine di un Catania desideroso di tornare in fretta nelle categorie che merita rimanendo sempre bollata come un’eterna compiuta.
Mister Sandro Pochesci con la novità Camporeale in mezzo al campo a supporto del trequartista Zibert nel 3-5-2 in cui l’assente Zigrossi è rimpiazzato da Turi mentre è Montero a fungere da partner offensivo di Gatto uscito già malconcio dopo appena un quarto d’ora e sostituito da Longo.
Nell’occasione è giunta la prima palla gol del Bisceglie con una punizione tagliata di Zibert in profondità con Gatto che in girata ha provato la conclusione sfilata sul fondo di poco. La torsione ha così causato un problema presunto all’adduttore per il cannoniere nerazzurro ed il trainer laziale ha dovuto correre ai ripari cercando più il fraseggio e l’avvio rapido piuttosto che il lancio lungo.
Alla mezz’ora Zibert da trenta metri è riuscito a trovare il varco per il secondo insidioso tiro degli stellati con la palla che si è spenta oltre la porta. E il Catania? Sofferente al centro del rettangolo del “Cibali-Angelo Massimino” ha avuto più possibilità di mostrare la propria pasta sulle corsie esterne dove hanno vagato costantemente Biagianti e Mbende e provocando sofferenze in Mastrippolito e Tarantino, punti deboli nell’occasione.
Al trentottesimo è proprio Mbende a servire di sponda Mazzarani con la scivolata dell’attaccante etneo respinta d’istinto sulla traversa da Casadei. Due minuti dopo palla d’oro per gli ospiti con il colpo di testa di Hristov su cui si è dimostrato superlativo Furlan.
Nel momento migliore per i nerazzurro stellati, come da paradosso, è arrivato il vantaggio dei rossazzurri di Cristiano Lucarelli, al ritorno sulla panchina etnea dopo l’esonero di Andrea Camplone: corner battuto da Ciccio Lodi su cui si è avventato Mbende con un irruento colpo di testa, venendo lasciato libero da un distratto Mastrippolito.
È proprio lui a restare negli spogliatoi dopo l’intervallo con l’ingresso di Ferrante a dare la sveglia alla manovra offensiva stellata: l’asse Zibert-Ferrante-Camporeale a cominciato a funzionare con una costruzione lenta e costante che ha portato frutti all’ora di gioco con la bordata di prima intenzione di quest’ultimo che ha sorvolato la traversa. A dimostrazione dell’abile lettura di gara, mister Pochesci ha inserito al settantesimo Giulio Ebagua al posto dello stesso Camporeale, autore di una buonissima prova, ed è stato il cambio decisivo. Sessanta secondi e chiara occasione da gol con il liscio di Biagianti su cui si è avventato Longo a tu per tu con Furlan sparando alle stella la propria cartuccia con l’italonigeriano libero da marcature.
Al settantasettesimo Piccinni ha perso il controllo di Di Piazza abile a servire Curiale con una finezza il cui destro in corsa si è smarrito in curva. Dieci minuti più tardi e Furlan ha salvato il risultato su Ferrante piegandosi sulla voleé rasoterra del giovane atleta viaggiante ma nulla ha potuto all’ultimo minuto in cui proprio l’ex di turno Giulio Ebagua ha ristabilito l’equilibrio con un’incornata sotto misura su pallone partito dalla fascia sinistra.
Con questo risultato il Bisceglie raggiunge doppia cifra e sale a dieci punti in classifica. Prossimo turno casalingo previsto per domenica 27 ottobre: al Gustavo Ventura sarà la sorprendente Virtus Francavilla a rendere visita alla comitiva cara al presidente Nicola Canonico.

CATANIA-BISCEGLIE 1-1

Catania (3-5-2): 1 Furlan, 3 Mbende, 27 Biagianti, 5 Silvestri, 26 Calapai (dall’86° 21 Biondi), 10 Lodi (dall’80° 4 Bucolo), 6 Welbeck, 18 Rizzo, 15 Marchese (dall’86° 13 Saporetti), 22 Mazzarani (dal 61° 11 Curiale), 9 Di Piazza (dall’80° 19 Catania). Allenatore: Cristiano Lucarelli. A disposizione: 22 Martinez, 2 Noce, 17 Barisic, 29 Rossetti, 24 Distefano.
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 21 Turi, 25 Hristov, 23 Piccinni, 6 Mastrippolito (dal 46° 27 Ferrante), 16 Abonckelet, 30 Zibert, 14 Camporeale (dal 70° 13 Ebagua), 3 Tarantino (dal 61° 15 Cardamone), 10 Gatto (dal 17° 17 Longo), 9 Montero. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 22 Borghetto, 26 Murolo, 4 Wilmots, 20 Spedaliere, 7 Dellino, 29 Manicone.
Arbitro: Federico Longo di Paola (Cosenza).
Assistenti: Amir Salama di Ostia Lido, Domenico Fontemurato di Roma.
Reti: 43° Mbende, 90° Ebagua.
Note: spettatori 6724, 1039 paganti compresi i 7 ospiti; incasso di 7800 euro esclusa la quota abbonati. Ammoniti: Montero al 53° per simulazione. Calci d’angolo: 5-2. Recupero: primo tempo un minuto, secondo tempo. Cambi di modulo: nessuno.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto di Giulio Ebagua)

Delvino gela le velleità da primato del Catania

Ancora un punto, ancora un passettino alla volta ma ormai il traguardo è vicino per il Bisceglie che ha messo in difficoltà una grande per la seconda volta di fila: la vittima di stasera è stata il Catania, la quale dovrebbe aver salutato in anticipo le proprie velleità di promozione diretta, scendendo sul terreno di Carrara Salsello in un modo sostanzialmente approssimativo.

Mister Gianfranco Mancini conferma l’undici che ha conquistato a Trapani un insperato punto. Cristiano Lucarelli dall’altro canto ha dato fiducia a Francesco Ripa nel tridente composto altresì da Barisic e Manneh con il capocannoniere Devis Curiale a rifiatare in panchina.

Gara partita col botto sin dai primi minuti con due formazioni che hanno abbandonato ogni cauto atteggiamento: il Catania è partito a razzo già al decimo con la girata sul fondo di Biagianti su pennellata di Francesco Lodi; al quarto d’ora è invece toccato a Manneh inquadrare lo specchio della porta con un colpo di testa in tuffo ben neutralizzato da Crispino con un volo plastico.

Quattro minuti più tardi azione prolungata dei padroni di casa: retropassaggio di D’Ursi all’indirizzo di Toskic il cui rasoterra viene preso con sicurezza da Pisseri. Bisceglie in avanscoperta: al ventitreesimo scambio rapido D’Ursi-Montinaro con l’ala leccese che ha concluso in velocità creando l’illusione del gol ai tifosi accorsi al “Gustavo Ventura”.

Alla mezz’ora l’episodio che poteva dare la svolta al confronto con la vice capolista: Jovanovicviene trattenuto da Bucolo sull’incornata in porta e per il direttore di gara non v’è dubbio. Dagli undici metri l’acclamato D’Ursi colpisce la base del montante per poi spedire alto il secondo tentativo in movimento col portiere ampiamente battuto. Amarezza e scoraggiamento degli stellati hanno portato ad un ritorno degli etnei che hanno pareggiato il computo dei legni in virtù di un calcio di punizione angolatissimo e liftato di Lodi.

Negli ultimi cinque minuti ancora Catania pericoloso: prima con Ripa lanciato a rete per via centrali, il centravanti numero ventinove ha reclamato invano il rigore nell’occasione, e dopo sempre con Ripa che in due tempi prova a ribadire verso lo specchio della porta trovando l’opposizione di un attento Toni Markic.

Nella seconda frazione è partito spigliato il collettivo di Mancini con un colpo di testa in torsione di D’Ursi finito di poco a lato; è solo un sussulto prima del vantaggio etneo di Maks Barisic che al cinquanteseiesimo ha infilato sotto rete il baluardo nerazzurro su prezioso assist di Porcino.

Girandola di cambi per entrambe le formazioni nel corso del successivo quarto d’ora che ha portato la variazione degli assetti tattici, rispettivamente 4-4-2 per i nerazzurri e 3-5-2 per i viaggianti. Al settantunesimo ospitanti vicinissimi al pareggio con un colpo di testa di Ayina smanacciato da Pisseri il quale ha successivamente anticipato in uscita l’accorrente Delvino.

Cinque giri di lancette più tardi ed è ancora il Bisceglie a minacciare la rete rossazzurra con Montinaro lesto ad approfittare di un’uscita coi pugni del portiere avversario per tentare il colpo dalla distanza; la sfera ha fatto la barba al palo.

All’ottantaquattresimo si è eretto capitan Petta con una pericolosa incornata spazzata dalla retroguardia ospite. Il Bisceglie ci ha creduto di più, il Catania con un gioco in souplesse e molto accomandante sembra essersi accontentato di una risicata vittoria di misura nonostante le individualità in campo, peccando così di presunzione.

La punizione al piccolo trotto degli etnei è sopraggiunta nel primo dei cinque minuti di recupero assegnati dal direttore di gara con la rete del pareggio siglata da Fabio Delvino: cuoio telecomandato in piena area di rigore da Matteo Montinaro su cui si è avventato il giovane difensore bitontino che da pochi passi ha regalato un punto importante ai propri compagni spedendo, con più di una probabilità, il titolo di campione del girone C nelle mani del Lecce.

BISCEGLIE-CATANIA 1-1

Bisceglie (3-5-2): 1 Crispino, 5 Petta, 6 Jurkic, 7 D’Ursi, 9 Jovanovic (dal 71° 14 Ayina), 10 Toskic (dal 71° 19 Vrdoljak), 13 Giron (dal 63° 25 Dentello Azzi), 15 Delvino, 17 Montinaro (dal 93° 11 D’Ancora), 21 Risolo, 24 Markic. Allenatore: Gianfranco Mancini. A disposizione: 12 Vassallo, 2 Colella, 4 Diallo, 8 Pirolo, 16 Prezioso, 23 Migliavacca, 22 Alberga.
Catania (4-3-3): 12 Pisseri, 4 Aya, 5 Tedeschi, 8 Porcino (dal 74° 15 Marchese), 9 Barisic (dal 74° 6 Rizzo), 10 Lodi, 16 Blondett, 17 Bucolo (dal 74° 26 Bogdan), 19 Manneh (dall’85° 7 Russotto), 27 Biagianti, 29 Ripa (dall’85° 11 Curiale). Allenatore: Cristiano Lucarelli. A disposizione: 22 Martinez, 13 Semenzato, 14 Brodic, 21 Esposito, 23 Di Grazia, 26 Bogdan, 32 Mazzarani.
Arbitro: Vincenzo Valiante di Salerno.
Assistenti: Marco Cecchi di Pistoia e Alessio Berti di Prato.
Reti: 56° Barisic, 91° Delvino.
Note: spettatori 1064 di cui 530 paganti (150 ospiti); incasso di 8682.42 euro. Ammoniti: Delvino (43°), Montinaro (68°), Rizzo (80°) per gioco scorretto, Pisseri (81°) per perdita di tempo, Curiale (95°) per gioco scorretto. Calci d’angolo: 3-6. D’Ursi al 29° ha calciato un rigore sul palo.
Cambi di modulo: dal 63° Bisceglie 4-4-2, dal 74° Catania 3-5-2.

Bartolomeo Pasquale (foto di Fabio Delvino per gentile concessione di Emmanuele Mastrodonato)

Verso Catania-Bisceglie, Zavettieri chiede una buona dose di “cazzimma”

Dopo una batosta come quella interna patita sabato scorso con il Trapani, trovare il blasonato Catania nel dodicesimo turno del campionato di serie C non è certo l’avversario contro cui si può aspirare alla vittoria. Tuttavia sono proprio queste le sfide affascinanti che possono dare morale ad una squadra ferita come quella nerazzurra.

Sono ormai lontani i ricordi di quella vittoria per 2-1 ottenuta nel settembre 1995 (reti di Canistro e Raffaele Simone contro la rete del vantaggio etneo di D’Isidoro, ndr) e dei successivi due pareggi per 1-1 nella stagione 1997/98 ma le motivazioni e l’entusiasmo nell’affrontare un club importante del calcio italiano, con all’attivo diciassette partecipazioni alla massima serie ed una partecipazione alla Coppa delle Alpi nonché alla Mitropa Cup, sono elevatissime per qualunque club.

Nunzio Zavettieri è consapevole dell’importante prova da affrontare nel pomeriggio di sabato 04 novembre contro avversari che hanno avuto l’onore di vestire l’azzurro quali Marco Biagianti e Francesco LodiServirà una squadra che corra, che sia intelligente nel gestire le fasi di gioco e che abbia “cazzimma”. Queste solo le prerogative che la mia squadra dovrà avere per affrontare il Catania, formazioni con l’organico più forte della categoria. Gare come quella di Catania sono le partite che ti fanno capire, a tutti e a ogni calciatore, quanto sei forte dentro. Non siamo in un momento felice dal punto di vista dei risultati, e ci sta che durante una stagione si possa passare un momento difficile, anche se ritengo che dal punto di vista delle prestazione non stiamo facendo male.La serie C è un capitale importante per tutti, soprattutto per l´intera Città. Noi da parte nostra ci teniamo a voler centrare il nostro obiettivo per mantenere la categoria. Non dobbiamo perdere entusiasmo e continuare a lavorare. I veri uomini, calciatori, allenatori, tifosi, dirigenti si vedono in questo momento. Dobbiamo vedere le cose in modo equilibrato e non perdere la testa. Noi come squadra accettiamo le critiche ma non dobbiamo farci condizionare dai risultati. La nostra forza deve essere la consapevolezza nel lavoro».

Nelle fila nerazzurre tutti e venti gli atleti a disposizione del tecnico calabrese sono stati convocati, fatto salvo Giron fermato dal giudice sportivo per due turni dopo il rosso ricevuto negli istanti finali dell’ultimo match. Tra i rossoazzurri guidati da Cristiano Lucarelli, recupero lampo di Ciccio Lodi; operato all’avambraccio nei giorni scorsi, il portentoso centrocampista ex Parma e Udinese sarà fra i convocabili di “mister miliardo” per la sfida del “Cibali-Massimino” prevista alle ore 16:30.

Per la sfida Catania-Bisceglie è stato designato il signor Nicolò Cipriani di Empoli, il quale dirigerà per la prima volta un incontro dei nerazzurro stellati. A supporto ci saranno gli assistenti Antonio Catamo di Saronno e Alessandro Rotondale di L´Aquila.

Bartolomeo Pasquale