Manfredonia-Arzanese 2-2
gara sotto tono dei sipontini

Solo un pari al “Miramare” in una gara ampiamente alla portata dei sipontini. L’Arzanese non è la Fidelis ma approccia bene al match con intensità, corsa e determinazione. Al contrario gli amaranto (i delfini) sono avulsi dal gioco e subiscono incessantemente le sfuriate dei campani. Al 7′ Vitale “spaventa” De Gennaro che si rifugia in corner. Sugli sviluppi il vantaggio ospite con Calabuig che raccoglie la sponda di Cavaliere, approfittando dell’immobilismo della retrogardia sipontina. Due minuti più tardi ancora corner e raddoppio sfiorato da Cavaliere. A questo punto il Donia si desta , trascinato da Re Antonio, inizia a dare segnali di vita. L’Arzanese ora vale i punti che ha in classifica e va in tilt. Al 25′ De Vita sfiora il pari, che arriva al 45′ con la magia di Re Antonio “sporcata” da Scognamiglio (deviazione decisiva). Un pizzico di fortuna accompagna ancora una volta i ispontini, che però cambiano faccia ed assediano ad inizio ripresa i campani sino al 2-1 firmato sempre da Re Antonio sotto porta. E’ il momento di gestire il vantaggio ed invece…
Dopo appena 6′ Figliolia ringrazia De Gennaro per la clamorosa uscita a vuoto e sigla il definitivo 2-2. Non accade più nulla, le due squadre si accontentano ma è partita vera con il nervosismo che affiora nei minuti conclusivi.
Un passo indietro per il Donia sul piano della personalità e tattica, ma un passo in avanti in classifica quasi decisivo ormai.

MANFREDONIA (3-4-2-1): De Gennaro, Romeo (82’ Basta), Forte, Gentile C., Vergori, Rizzi, Romito, Colombaretti, Bozzi, La Porta (76’ Molenda), De Vita (69’ Stajano). A disposizione: Palma, Coluccio, Morsillo, Totaro, De Rita, Coccia. All. Vadacca
ARZANESE (4-5-1): Prisco, Savarise, Criscito, Rinaldi, Calabuig, Scognamiglio, Roghi (85’ Barone), Cavaliere, Vitale, Figliolia (67’ Tarascio), Giacinti (92’ Baratto). A disposizione: Della Gatta, Montagna, Cretella, Esposito, Zogu K., Cirelli. All. Potenza
Arbitro: Sig. Paterna di Teramo
Assistenti: Sig. Paglianiti e Cortese di Vibo Valentia
Marcatori: 8’ Calabuig, 45’ e 57’ La Porta, 63’ Figliolia
Ammoniti: Romito, Calabuig e Figliolia
Espulsi: nessuno
Note: presenti circa 800 spettatori; osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Colosimo e dell’ex Presidente del sodalizio sipontino Pasquale Sdanga; Corners: 6-5; recuperi: 1’ + 4’

Stefano Favale

Manfredonia-Pomigliano 3-0
nel segno di La Porta

Bozzi

Minuto 64: scroscianti applausi per Antonio La Porta che abbandona il campo, autore di una splendida prestazione dopo ben 3 mesi di assenza per il noto infortunio. E’ la vittoria del gruppo, basta leggere i nomi della panchina per rendersi conto che l’obiettivo salvezza è virtualmente già raggiunto. Vadacca si permette il lusso di far accomodare Bozzi in panchina, poi a segno, Molenda e Vergori su tutti. L’esigenza di schierare Re Antonio penalizza ovviamente il talentuoso Molenda ed il conseguente rispolvero del giovane Coluccio in difesa. Evidente la bocciatura di Vergori, al quale è stato preferito Romeo, se esclusivamente di natura tecnica.
Il match è tutto in discesa, già al 9′ sugli sviluppi del terzo corner Romeo svetta più alto di tutti ed infila Del Rossi. Al 18′ Baldassarre annulla una rete a Scippo, su respinta corta del portiere, con qualche dubbio sulla posizione del centravanti. I ritmi scendono e gli errori di fraseggio abbondano su ambedue i fronti. Il Pomigliano, in tenuta amaranto, si affida alle giocate di Pastore ma è davvero modesto e si rende pericoloso una volta sola nei 90′ guarda caso con Pastore che impegna dalla distanza De Gennaro al 37′. La ripresa inizia con l’innesto di Totaro per un evanescente Scippo, Vadacca rinforza il centrocampo apparso in effetti fragile e in difficoltà. De Vita dà ragione al tecnico salentino al 52′ con la complicità di Rizzi. Il neoentrato Bozzi completa il tris con una staffilata al 76′. Poi il doppio giallo a Pastore e nulla più da raccontare.
Il Donia si porta a +10 sulla zona playout, il traguardo è a pochi metri.

MANFREDONIA: De Gennaro, Romeo, Colombaretti, Palumbo, Coluccio, Rizzi, Romito, Gentile, Scippo (1′st Totaro), La Porta (19′st Bozzi), De Vita (27′st Molenda). A disposizione: Barcellona, Vergori, Forte, Stajano, De Rita, Coccia. Allenatore: Vadacca

POMIGLIANO: Del Rossi; Russo, Schettino (14′st Marasco), Terracciano; Parentato, Panico, Visciano, Somma, D’Apolito; Pastore, Longobardi (31′st Romano). A disposizione: Caliendo, Di Finizio, D’Andrea, Brangi, Festa, Gatta, Minicone. Allenatore: Francioso

ARBITRO: Lorenzo Dalla Palma della sezione di Milano.
MARCATORI: 9′pt Romeo (M), 7′st De Vita (M), 30′ st Bozzi.
AMMONITI: Romito, Palumbo (M), Panico, Pastore (P)
ESPULSO: 35′st Pastore per somma di ammonizioni.
NOTE: Gara giocata al “Miramare” di Manfredonia davanti a circa 1000 spettatori, di cui una decina provenienti da Pomigliano. Corner: 6-2. Recupero: 1′; 4.

Le pagelle di Manfredonia-Scafatese, sfilza di insufficienze

Ecco puntuali le nostre pagelle critiche relative al match Manfredonia-Scafatese 1-2:

MANFREDONIA

De Gennaro 5,5: salva la porta nel primo tempo, ma non è esente da colpe sul 1-2;

Romeo 4,5: molle e troppo timido, ingenuo in occasione dell’espulsione;

Colombaretti 5: tanti i rilanci sbagliati, poca grinta oggi;

Stajano 4,5: la luce si è spenta e vaga come un fantasma in campo;

Vergori 3: non si può regalare un gol così, a metà strada tra uno scellerato retropassaggio ed una scarpata sul sintetico;

Rizzi 6,5: l’unico che lotta, corre, dà l’anima;

Coccia 5: presto contagiato dalla spossatezza generale;

Basta 5: suo l’assist del gol, ma corre con la “prima” oggi;

Scippo s.v.

Romito 5: il capitano è poco lucido, la volontà non basta;

Bozzi s.v.: non gli arriva un solo pallone giocabile;

De Vita 5: il gol non basta, è lezioso prima ed evanescente dopo;

Molenda 5,5: a correnti alternate, l’unico in grado di inventare una giocata;

Vadacca 4: un solo compito in settimana: mettere in guardia i ragazzi dalle insidie di dover incontrare una squadra disperata. Ebbene ha fallito, discutibile il cambio di Rizzi.

SCAFATESE Gallo 5,5; Romano 5; Terlino 5; Comegna 6;, Cuomo 5; Cirillo 5,5; Marano 5,5; Manzo 5,5; Farriciello 6; Mattioli 5,5; Marcucci 6

Stefano Favale

Manfredonia – Scafatese 1-2
scivolone del Donia da fine stagione

Un’immagine della gara

E’ molto difficile commentare una “non” partita dei sipontini, assenti nonostante il casuale vantaggio dopo soli 4′. La modestissima Scafatese ringrazia il Manfredonia, dopo il netto 2-0 dell’andata.

Mai in partita, molli, senza mordente, senza cattivera, distratti e improvvisamente brocchi con tanti, troppi errori tecnici come ad esempio l’erroraccio da censura di Vergori e le colpe di De Gennaro sul secondo gol, trafitto sul suo palo.

E la sostituzione di Rizzi? incomprensibile, era il migliore in campo!

Il primo match point per la salvezza è così gettato al vento, nessun dramma ma ci aspettiamo una strigliata del Presidente a tutti.

Il pubblico non ha gradito lo scarso impegno sul campo, il clima era strano: sembrava una partita di fine stagione..

Per la cronaca al 4′ il vantaggio siglato da De Vita, abile ad infilarsi tra le maglie difensive dei canarini. Al 22′ gol fotocopia di De Vita ma annullato per posizione di fuorigioco. Al 25′ Mattiello, complice un rimpallo, si ritrova una palla che scotta tra i piedi e calcia tra le braccia di De Gennaro in uscita.
Nella ripresa il patatrack: al 2′ Vergori regala palla a Farriciello che ringrazia e firma l’1-1. Al 25′ addirittura Scafatese in vantaggio con Marcucci tra le belle statuine biancocelesti.

TABELLINO

MANFREDONIA (3-4-2-1): De Gennaro, Romeo, Colombaretti, Stajano (50’Gentile C.),Vergori, Rizzi (58’Coccia), Basta (73’ Scippo), Romito, Bozzi, De Vita, Molenda
A disposizione: Barcellona, Coluccio, Palumbo, Gentile A., De Rita, Totaro. Allenatore: Vadacca.
SCAFATESE (4-3-1-2): Gallo, Romano, Terlino, Comegna, Cuomo, Cirillo, Marano, Manzo (86’ Tedesco), Farriciello (79’ Rizzo), Mattioli (69’ Perrino), Marcucci. A disposizione: Mangini, Santangelo, Bouchouca, Lombardi, Morgillo, Amarante. Allenatore: Amura

Marcatori: 4’ De Vita, 47’ Farriciello, 70’ Marcucci
Arbitro: Sig. Fagnani di Termoli
Assistenti: Martinelli e Capolupo di Matera
Ammoniti: Romeo, Vergori, Romito, Cirillo
Espulsi: Romeo per doppia ammonizione

Note: presenti sugli spalti circa 1000 spettatori; Corners: 5-2; recuperi: 1’+6’

Stefano Favale

Manfredonia-Cavese, l’altra critica del match

La maglia amaranto e l’infortunio di De Vita sono probabilmente presagi della sconfitta…scherzi a parte nessun dramma, l’obiettivo salvezza resta sempre alla portata dei sipontini ma analizziamo attentamente il match:

per la quarta volta consecutiva al Miramare i sipontini approcciano in maniera disastrosa alla gara, se 15 giorni fa Vadacca sbagliava la formazione oggi sbaglia clamorosamente la strategia iniziale.

STRATEGIA INIZIALE: Vadacca schiera il 3-4-2-1, che tradotto significa Romeo, Colombaretti e il “rispolverato” Fiore sulla linea difensiva; l’inedito Vergori centrale sulla seconda linea arretrata con Gentile, oltre a Romito e Rizzi esterni. Molenda e De Vita alle spalle di Bozzi.

Vergori in quella posizione non è mai pervenuto, dopo circa mezzora Vadacca infatti correggeva la sua posizione.

A proposito di De Rosa, il 34enne attaccante ha fatto sfracelli…nessuna contromisura per lui! la linea difensiva non ha mai scalato e restava allineata mentre il bomber si accentrava in assoluta libertà. Poco contrastato, errore gravissimo.

Vadacca ha difatti rimesso Vergori, ma dopo ben 28′, al centro della difesa passando al 4-4-2 e rendendola più equilibrata.

Fanno discutere altre due decisioni: il cambio di Bozzi e la designazione di Vergori a rigorista.

Parecchi gli errori tecnici visti in campo, ad esempio in occasione del rigore regalato su palla persa al limite dell’area, corners calciati male e un pò di leggerezza.

Anche la Cavese ha commesso alcuni errori: incredibile come Agovino non abbia preso contromisure sulla fascia dominata da un super Rizzi (9 angoli lo dimostrano), la fragilità di una squadra che evidentemente resterà in Serie D anche l’anno prossimo, il precoce “abbassamento” del baricentro ogni qualvolta passavano in vantaggio anche con l’uomo in più!

Stefano Favale