Serie D – Nardò, per il dopo-Ragno in ballo due ipotesi

Dopo aver salutato mister Nicola Ragno, la panchina del Nardò è in cerca di un nuovo padrone.

Secondo il portale tuttocampo.it, la scelta della dirigenza neretina sarà tra due tecnici molto diversi tra loro. Il primo profilo è quello di Massimiliano Vadacca (in foto), ex tecnico del Manfredonia con cui ha iniziato ad allenare dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Il tecnico, nativo di Copertino, ha condotto i dauni ad una salvezza tranquilla nonostante una squadra molto giovane e con pochissima esperienza.

Il secondo profilo parla straniero e porta il nome di Ranko Lazic. Il tecnico, di nazionalità serba, guida da diverse stagioni il Francavilla in Sinni che ha condotto fino in finale playoff contro il Fondi, persa poi contro i laziali.

ANTONIO GENCHI 

[adinserter block=”3″]

Manfredonia-Cavese, l’altra critica del match

La maglia amaranto e l’infortunio di De Vita sono probabilmente presagi della sconfitta…scherzi a parte nessun dramma, l’obiettivo salvezza resta sempre alla portata dei sipontini ma analizziamo attentamente il match:

per la quarta volta consecutiva al Miramare i sipontini approcciano in maniera disastrosa alla gara, se 15 giorni fa Vadacca sbagliava la formazione oggi sbaglia clamorosamente la strategia iniziale.

STRATEGIA INIZIALE: Vadacca schiera il 3-4-2-1, che tradotto significa Romeo, Colombaretti e il “rispolverato” Fiore sulla linea difensiva; l’inedito Vergori centrale sulla seconda linea arretrata con Gentile, oltre a Romito e Rizzi esterni. Molenda e De Vita alle spalle di Bozzi.

Vergori in quella posizione non è mai pervenuto, dopo circa mezzora Vadacca infatti correggeva la sua posizione.

A proposito di De Rosa, il 34enne attaccante ha fatto sfracelli…nessuna contromisura per lui! la linea difensiva non ha mai scalato e restava allineata mentre il bomber si accentrava in assoluta libertà. Poco contrastato, errore gravissimo.

Vadacca ha difatti rimesso Vergori, ma dopo ben 28′, al centro della difesa passando al 4-4-2 e rendendola più equilibrata.

Fanno discutere altre due decisioni: il cambio di Bozzi e la designazione di Vergori a rigorista.

Parecchi gli errori tecnici visti in campo, ad esempio in occasione del rigore regalato su palla persa al limite dell’area, corners calciati male e un pò di leggerezza.

Anche la Cavese ha commesso alcuni errori: incredibile come Agovino non abbia preso contromisure sulla fascia dominata da un super Rizzi (9 angoli lo dimostrano), la fragilità di una squadra che evidentemente resterà in Serie D anche l’anno prossimo, il precoce “abbassamento” del baricentro ogni qualvolta passavano in vantaggio anche con l’uomo in più!

Stefano Favale