Bari, le pagelle di Radio Selene dopo il derby: in attcco bravi tutti, Antenucci da 8!

Il Bari batte 3-0 la Fidelis Andria “a domicilio” e resta saldamente in testa al Girone C di Lega Pro.

La trasmissione “Passione Bari“, in onda su Radio Selene, ha stilato le pagelle: fra i migliori Antenucci, Botta, Paponi e Marras; oltre a mister Mignani.

FRATTALI 6: In un pomeriggio da (quasi) sold out è spettatore privilegiato: assiste alla partita senza pagare il biglietto

PUCINO 6.5: Molto meno timido rispetto alle ultime uscite. L’asse di destra con Botta funziona;

CELIENTO 6.5: Conferma da titolare, ripete la prova attenta vista contro la Vibonese. Imbriglia Di Piazza;

TERRANOVA 6.5: Annulla Alberti, non soffre Tulli. Gigante;

MAZZOTTA 6.5: Preferito a Ricci, vive un pomeriggio di ordinaria amministrazione e spinge con misura (dal 28′ st RICCI sv);

SCAVONE 6.5: Prosegue la sua trasformazione da titolare a inamovibile: pochi inserimenti, tanta legna;

MAITA 7: Riportato davanti alla difesa, ci mette nerbo e gamba. Sempre più leader (dal 44’ st BIANCO sv);D’ERRICO 6.5: Torna titolare in una sfida da ex. Fiammate di qualità e un’ammonizione evitabile (dal 28′ st MALLAMO sv);

BOTTA 7.5: Giocoliere chiamato a illuminare. Lo fa, in particolare quando mette in porta Antenucci per il 3-0;

PAPONI 7: Scelta a sorpresa di Mignani, porta a casa la sua missione: fare gol. Per il resto, tante sportellate (dal 33′ st CHEDDIRA sv);

ANTENUCCI 8: Da un mese è un nuovo Antenucci. Due gol, un mezzo assist e tante giocate di qualità. Dominatore. E capocannoniere. Sorpassato Barreto nell’elenco dei marcatori nella storia del Bari: sono 44 in due anni e mezzo (dal 44’ st SIMERI sv);

MISTER MIGNANI 7: Cambia ancora formazione e la scelta lo premia: il suo Bari domina e vince da primo della classe.

Lecce, il Pagellone finale di una stagione assurda

Dopo un’ annata passata a sognare l’ immediato ritorno nella massima serie, siamo finalmente giunti a fine stagione con verdetti che, oggi più che mai, definire inaspettati è ancora poco. E si perchè ad andare in Serie A, oltre alle già promosse Empoli e Salernitana, è il Venezia di Paolo Zanetti che nella semifinale playoff ha eliminato proprio il Lecce dell’ ormai ex allenatore Eugenio Corini.
Un Lecce che vista la mancata promozione dovrebbe aver senza dubbio deluso, ma se poi ci si sofferma sul tanto decantato ” progetto triennale ” arrivare quarti potrebbe significare rientrare nei piani di un tale programma, anzi lo si potrebbe considerare anche uno pseudo successo. Ovviamente non esageriamo!
Nonostante tutto cerchiamo di sorvolare ormai su questo aspetto soffermandoci nel provare a dare un giudizio finale cercando di sdrammatizzare questa cocente delusione, augurandoci che la prossima stagione possa essere all’ insegna della passione e dell’ ardore agonistico, caratteristiche fondamentali per chi veste questa maglia.

Gabriel: 6 Para il parabile, a volte fa gli straordinari, ma senza mai riuscire ad essere un leader della squadra.

Vigorito: SV Dispiace non averlo visto protagonista. Dopotutto resta uno degli “eroi” della promozione di due anni fa.

Bleve: SV

Meccariello: 6 Non sempre impeccabile. Scoordinato come pochi, probabilmente non bello da vedere, ma con un cuore e una grinta da far invidia!

Lucioni: 5,5 Ci si aspettava di più dallo “zio” e invece viene risucchiato nella mediocrità di fine stagione. Un dubbio ci assale: e se fosse stata la pedalata dell’ ultima promozione?

Pisacane: 5 Arrivato nel Salento durante il mercato di gennaio non ha mantenuto le aspettative. Ma finalmente siamo in estate e potrà godersi la bellezza del territorio e magari iniziare a provare qualcosa per questa Terra!

Dermaku: 6 Una sufficienza che sa d’ incoraggiamento. Senza lode nè infamia.

Zuta: 5 Un mezzo flop ma non sempre per propri demeriti.

Adjapong: 6 S’ infortuna sul più bello. Peccato.

Calderoni: 5,5 Dopo il gol al Milan a San Siro è diventato irriconoscibile e quest’ anno anche irreperibile!

Monterisi: SV

Gallo: 6 Si fa valere nella parte cruciale della stagione arrivando a conquistarsi un posto da titolare. Peccato si perda anche lui sul più bello. Quant’ è bella giovinezza che si fugge tuttavia…

Maggio: 6 Grande professionalità e personalità, purtroppo sfruttati meno della metà…forse per via dell’ età!

Tachtsidis: 6 Un gigante che ormai non ha la fiducia della piazza, o almeno di quella social che tutto sa! Un gladiatore ferito nell’ orgoglio. Ad ogni modo, resta anche lui uno degli eroi dell’ ultima promozione.

Hjulmand: 7 Un incrocio tra Kurt Cobain ed il principe azzurro di Biancaneve, ma da quando arriva lui è davvero rivoluzione musicale a centrocampo!

Paganini: 5,5 Troppo discontinuo.

Nikolov: 5 Nazionale macedone. Si sarà risparmiato le migliori prestazioni per l’ Europeo che, per la sua nazione, è un evento più unico che raro!

Henderson: 7 Cuore, grinta e un taglio di capelli punk da far invidia a Johnny Rotten!

Bjorkengren: 5,5 Ragazzo giovane. Da rivedere.

Majer: 5,5 E’ mancato il suo apporto, seppur abbia fatto onestamente il suo.

Mancosu: 6,5 Per il CAPITANO solo grande STIMA!

Listowski: 5,5 ” Il ragazzo si farà ” cantava De Gregori. Ce lo auguriamo. Rimandato.

Maselli: SV

Coda: 8 Bomber di razza nella regular season.

Stepinski: 6 Nove gol sono un bottino niente male, eppure ci si aspettava qualcosa in più.

Rodriguez: 6,5 Ragazzo giovane e con un futuro roseo.

Yalcin: 4,5 Oggetto misterioso.

Pettinari: 7,5 L’ uomo in più, colpito da un infortunio sul più bello. Un calciatore sul quale puntare per ripartire.

Eugenio Corini: 5 Una brava persona con un’ idea di calcio che non è riuscito a trasmettere alla squadra. Ha fallito il salto di categoria, ma nel progetto triennale ci potrebbe anche stare. Forse.

Danilo Sandalo

Eccellenza, applausi a scena aperta per la “matricola” Cerignola. Bene anche Bitonto ed Altamura. Barletta, cosi non va. Ecco il pagellone di questo 2016

La prima giornata del girone di ritorno ha chiuso questo 2016 di Eccellenza Pugliese. Nell’anno in corso, la Premier League regionale ha incoronato il Gravina come campione dandole il meritato pass per la Serie D. Chi succederà sul trono lasciato vacante dai gialloblù murgiani? E’ una domanda che un pò tutti, addetti ai lavori e tifosi, si fanno spesso con tante squadre in grado di poter ambire alla prima posizione. A fine anno, come da copione, è tempo di bilanci e pagelle per capire chi è stato buono e sotto l’albero riceverà tanti bei regali oppure chi, dalla Befana, riceverà il carbone riservato ai “cattivi”. Ecco il nostro speciale pagellone di fine 2016:

AUDACE CERIGNOLA Voto 10 – Giù il cappello davanti alla formazione gialloblù. I dauni sembrano una squadra navigata con una dirigenza esperta ma molti dimenticano che Morra e soci sono una neo-promossa. Il cambio di panchina tra Gallo e Farina ha lasciato molti perplessi ma i risultati sono, se possibile, ancora migliori. Il tecnico campano infila un filotto di risultati positivi spaventoso e la squadra dimostra carattere anche quando le partite prendono una brutta piega (vedi a Bitonto ed ad Altamura). Il mercato dicembrino consegna delle pedine fondamentali come Loiodice, Di Rito e Vicedomini con i primi due che sono letteralmente scatenati. Pensandoci su, i colori e il percorso fatto sin qui sono uguali al Gravina e a Cerignola sperano di emulare i successi della formazione barese.

ATLETICO VIESTE Voto 7 – Il lavoro di mister Franco Cinque sta dando i suoi preziosi frutti anche quest’anno. La squadra vola in zona playoff ma come spesso accade il mese di dicembre toglie parecchi pezzi da novanta al club garganico (vedi Trotta, Telera e Camasta giusto per citarne qualcuno) e il tecnico di Manfredonia deve ricucire la tela con l’arrivo di Compierchio e il ritorno dei fratelli Augelli. Come ogni anno, la salvezza è praticamente già in tasca al club foggiano che ora può ambire ad un posto nei playoff.

AVETRANA Voto 5 – La società tarantina paga lo scotto nel noviziato. L’Eccellenza come valori tecnici ed economici è tutt’altro mondo rispetto alla Promozione e l’Avetrana non sta brillando. Coquin e soci sono in piena zona playout con soli 10 punti conquistati e dietro il Trani corre.

BARLETTA Voto 5 – Che confusione! In tre mesi si è passati da battagliare per il primo posto a sperare di accedere ai playoff con la Coppa cestinata con troppa facilità. Il valzer degli allenatori che ha portato prima La Cava, poi Bitetto ed ora mister Pizzulli non sta dando assolutamente i frutti sperati con la squadra che non riesce ad imporsi. Il mercato dicembrino ha visto più cessioni che acquisti e quelli che sono andati via (vedi Di Rito e Loiodice) stanno facendo le fortune di altre squadre.

BITONTO Voto 8 – Il voto sarebbe stato anche più corposo se avessimo tralasciato le ultime tre uscite contro Cerignola, Galatina e Altamura. La squadra della sorpresa De Candia (ha vinto contro lo scetticismo di molti) gioca, molto probabilmente, il calcio più bello dell’intero girone e sino ad un mesetto fa le cose andavano divinamente. I tre passaggi a vuoto rallentano la marcia dei neroverdi ma complimenti a Manzari e soci per i gol e il gioco prodotti.

CASARANO Voto 7 – Complimenti alla formazione salentina. Lo scorso anno, dove furono presi tanti nomi tra l’estate e dicembre, ha insegnato che in Eccellenza non occorrono i calciatori affermati ma che magari hanno finito la fame (vedi Jeda) ma gente che lotta ed insegue ogni pallone. Il club allenato da Pietro Sportillo è stato bravissimo a sostituire il partente Tedesco con Pignataro e la classifica sorride ai salentini.

GALATINA voto 6.5 – Se l’Avetrana, dicevamo prima ha pagato lo scotto del noviziato, in casa Galatina sembra tutto facile. Se finisse oggi il campionato, la formazione di mister Mosca sarebbe salva con ben sei punti sulla zona playout. Un miracolo se pensiamo a come partiva il club leccese. La squadra ha fatto del proprio campo una fortezza difficile da espugnare giocando un calcio fisico, a volte spigoloso, che in questa categoria è fondamentale se ti vuoi salvare.

GALLIPOLI voto 4.5 – Più che un gallo, il Gallipoli visto in questa prima parte di stagione assomiglia più ad un pollo. La retrocessione dalla D si fa ancora sentire nel club e nell’ambiente gallipolino che ha vissuto questa prima parte da spettatore non pagante. Il club è in zona playout e urge uno scossone per evitare una seconda retrocessione che sarebbe devastante.

HELLAS TARANTO 5 – Che fine ha fatto il bunker della Faggiano Arena? Lo scorso anno, nonostante mille difficoltà, i tarantini riuscirono in casa a macinare tantissimi punti arrivando alla salvezza e regalandosi la finale di coppa col Gravina. Quest’anno a Faggiano c’è solamente un campetto spelacchiato che è stato anche lasciato per giocare altrove. I pochi punti raccolti dalla squadra ionica sono arrivati più in trasferta che in casa e la situazione è alquanto triste.

MOLFETTA 5 – La squadra di Mauro Lanza non vuol mollare (e lo ha dimostrato nell’ultimo mercato) ma non arriva alla sufficienza. La città molfettese merita altri palcoscenici e più soddisfazioni rispetto ad un club che naviga in zona playout. La salvezza è alla portata della squadra adriatica ma basterà?. I tifosi hanno visto due imprenditori molfettesi investire i propri soldi altrove (Cosmo Giancaspro a Bari e Michele Amato a Trani) e si chiedono: perchè non hanno investito nel Molfetta?

NOICATTARO 6 – La squadra vista in Coppa ad inizio stagione era da film horror. Otto gol incassati dal Bitonto facevano temere ad una stagione modalità calvario per i tifosi rossoneri. Il paziente ma costante lavoro di Castelletti con il ritorno di diverse pedine del vecchio Mola (vedi Sansonna, De Luisi, Schirone e Tenzone) danno alla squadra la propria ossatura e tengo in linea di galleggiamento la squadra barese.

NOVOLI 5.5 – L’addio a Simone Schipa in estate è stato, forse, l’errore più grosso. Il tecnico dei miracoli è tornato qualche mese dopo dando alla squadra nuova linfa vitale. Il segreto per la salvezza dei salentini dovrà essere, come sempre, l’insidioso (per gli altri) Totò Cezzi.

OTRANTO Voto 7.5 – Se nella passata stagione la squadra idruntina raccoglieva poco di quanto seminava, quest’anno si raccoglie eccome. Onore all’ottimo Andrea Salvadore che ha plasmato un gruppo con pochissimi nomi ma tantissima gente che ha voglia di lottare. Nella piccola legione straniera in Salento (diversi calciatori sono stranieri) spicca l’ex Lecce, Francisco Gavinho Lima che con i suoi 45 anni ha ancora voglia di giocare e di lottare.

TEAM ALTAMURA Voto 8.5 – Una stagione perfetta con le previsioni della vigilia. La squadra murgiana allenata da Gennaro Di Maio sta veleggiando dove e come si era prefissata ad inizio anno. La stagione sembra mettersi male per il club biancorosso che attraversa un mesetto negativo ma ne esce alla grande. Secondo posto in classifica ad un punto dal Cerignola, finale di Coppa da disputare a gennaio e 2-0 al Bitonto rendono questo Natale perfetto per i tifosi murgiani.

UNIONE CALCIO BISCEGLIE voto 6.5 – Un voto in più per l’approdo in finale di Coppa eliminando Bitonto e Barletta ma in campionato, forse, è la delusione più grande. La società del presidente Pedone allestisce una buona squadra, allenata da un buon tecnico come Zinfollino ma Moscelli e compagni non sono mai entrati nei playoff.

VIGOR TRANI Voto 4.5 – La media tra il 3 di inizio anno ed il 6 attuale è presto fatta. La città di Trani ha visto l’inferno ed è ritornata a galla (menomale). La gestione iniziale lascia il club senza soldi e giocatori con il club che va avanti con gli juniores e becca sistematicamente 9 gol a partita. La gestione Amato da serietà a tutto l’ambiente tranese che nel mercato vede arrivare pezzi da novanta come Trotta, Telera, Tedesco, Lasalandra e D’Allocco. La salvezza tramite playout è assolutamente alla portata del club tranese visti anche gli avversari mentre per quella diretta si vedrà.

ANTONIO GENCHI 

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Eccellenza, Gravina 10 e lode. Male le tarantine. Ecco il pagellone della Premier League pugliese

Con l’uscita di scena dell’Altamura per mano del Real Metapontino, termina ufficialmente l’Eccellenza pugliese. Un girone mai come quest’anno ricco di piazze blasonate, nuovi progetti, squadre che hanno stupito e altre invece che hanno deluso tifosi e addetti ai lavori. Ecco il nostro pagellone: 

ARS ET LABOR GROTTAGLIE voto 4: Pericoloso doppio salto all’indietro per i tarantini. Passare in due anni dalla Serie D alla Promozione è davvero qualcosa di delittuoso e se non si farà ordine all’interno della società tarantina le cose, sicuramente, non miglioreranno. La squadra è sempre stata ultima e non è mai riuscita a dare l’impressione di poter raggiungere i playout.

ATLETICO MOLA voto 6.5: Se fino a dicembre la squadra aveva fatto anche bene, dopo c’è stato il vero miracolo. Quando sono andati via i vari Spadavecchia, Del Core ecc… si sentiva aria di smobilitazione in casa molese ma lì è scattata l’impresa di Castelletti. Con un gruppo giovanissimo, il tecnico è riuscito a portare la squadra in porto con una salvezza raggiunta con ampio margine. Ora la parola passa al vulcanico presidente Divella che dovrà decidere se mantenere il titolo sportivo in riva all’Adriatico oppure spostarsi.

ATLETICO VIESTE voto 7: Un piccolo miracolo costruito da Franco Cinque e il suo staff. Con un organico decisamente inferiore alle altre contendenti, i foggiani hanno battagliato sino all’ultime giornate per ottenere un posto nei playoff svanito per la non vittoria di Trani. La squadra ha potuto contare su solide basi come il portiere Bua e i fratelli Augelli, ancora una volta trascinatori del collettivo dauno.

BARLETTA voto 7.5: Davvero complimenti alla banda di Massimo Pizzulli (a cui diamo un 8). La stagione era iniziata malissimo con la retrocessione dalla Lega Pro e una squadra inesistente. Il lavoro certosino di Pizzulli ha costruito un organico che se l’è giocata fino all’ultimo per arrivare ai playoff nazionali. La questione stadio ha reso, il tutto, ancora più difficoltoso ma ha reso questa stagione ancora più importante. Il futuro prossimo sicuramente non si chiamerà “Puttilli”, forse “Manzi” ma la società e i tifosi meritano più rispetto.

BITONTO voto 5.5: Per come si era messa, ad un certo punto, la stagione la salvezza acquisita dev’essere accolta con entusiasmo. L’avvento di mister Pettinicchio salva capra e cavoli e consente di mantenere la categoria. Tutto bene si ma un pizzico di amarezza ce lo consentirete: se in avanti hai gente del calibro di Tedesco, Manzari e Terrone si poteva ambire a qualcosa di ben più ambizioso.

CASARANO voto 6.5: Arrivare ai playoff è senza dubbio un traguardo che merita i complimenti ma per la rosa a disposizione dei salentini, non essere riusciti ad andare avanti è un mezzo fallimento. La confusione a livello dirigenziale e anche a livello tecnico con Oliva, Toma e poi di nuovo Oliva che si sono alternati in panchina non ha aiutato. Gli innesti di dicembre, escludendo Nicolas Dirito, non ha portato quella marcia in più ai rossoblù con Jeda e Carminati che non hanno inciso più di tanto.

CASTELLANETA voto 4: Come smettere di giocare il proprio campionato da febbraio? Chiedete al Castellaneta. Sino agli inizi del nuovo anno, la squadra biancorossa era si impelagata in zona salvezza ma dava l’impressione di potersela giocare. La diaspora a livello dirigenziale, con gli addii di Guardascione e Piarulli erano il campanello d’allarme che la nave stava affondando e cosi è stato.

GRAVINA voto 10: Quando le cose vengono fatte con criterio, sembra tutto facile. I gialloblù, da neopromossi, vincono (o meglio stravincono) un campionato che li proietta dritti dritti in D. Tutto ha funzionato, dall’allenatore ai giocatori al mercato dicembrino. L’unico rammarico, forse, è la mancata corsa nella coppa nazionale che poteva essere alla portata di Rana e compagni ma va bene cosi…

LEVERANO voto 6.5: Sufficienza piena per Schito e compagnia. I bianconeri portano a casa l’obiettivo stagionale ossia la permanenza in categoria senza tantissimi affanni. Gennari è la punta diamante di un collettivo capace di lottare contro le avversità. Avanti cosi.

MESAGNE voto 4.5: Una retrocessione che dispiace anche perchè il collettivo brindisino poteva fare di meglio. Le attenuanti sono senza dubbio il fatto di essere una neo-promossa e una squadra molto giovane senza grosse stelle.

MOLFETTA voto 5: Una piazza come quella molfettese non può essere considerata il giardino personale del presidente Lanza. L’avvento di Fumai era stato accolto con entusiasmo, visto il lavoro fatto a Mola, ma il vulcanico presidente lo manda via in quattro e quattro otto. Il nuovo tecnico è….Mauro Lanza, si proprio lui. Durante l’anno guida la squadra e si mette contro tutti: giornalisti, associazione degli allenatori e una buona fetta di tifoseria. La salvezza era alla portata e viene raggiunta tranquillamente.

NOVOLI 6.5: Onore a mister Schipa per il lavoro svolto. Lo scorso anno i meriti (giustamente) se li era presi Sasà Scarcella, capocannoniere del torneo mentre quest’anno i complimenti vanno al mister. Al “Cezzi” vanno tutti in difficoltà ed è il fortino dei rossoblù.

OTRANTO voto 6+: Salvezza ottenuta per la truppa di Salvadore che da neo-promosso guadagna la permanenza in un torneo di leoni. La squadra inizia alla grandissima poi, complice l’inesperienza, cade e si gioca la permanenza col Mesagne. L’avvento del “volpone” Villa non incide tantissimo nei gol fatti dall’ex Gallipoli e Virtus Francavilla ma da al collettivo quella malizia necessaria per salvarsi.

HELLAS TARANTO: voto 6.5: Una stagione davvero positiva per la squadra ionica. In campionato arriva una salvezza ottenuta con pieno merito mentre in coppa arriva un incredibile finale col Gravina, poi vincitore. L’Hellas Arena, è un fortino inespugnabile e ne fanno le spese grossi club come, ad esempio, il Barletta.

SUDEST voto 6: Nella stagione, forse, più turbolenta arriva il miglior posizionamento in classifica della storia della Sudest. A dicembre la squadra perde pezzi pregiati ma onore al capitano D’Ermilio di aver condotto la squadra in salvo. Gli addii dello stesso mister, del ds De Lorenzis e del presidente gettano ombre sul futuro della Sudest a Locorotondo.

ALTAMURA voto 7: Un bel voto che poteva essere sicuramente ancora migliore. I playoff nazionali portano una cocente delusione ma la squadra biancorossa ha fatto davvero un ottimo campionato. Nonostante il caos allenatore (4 tecnici in una stazione con Longo, Columbo, Fino e Panarelli), la squadra arriva seconda e si gioca le sue carte. Il punto cruciale, a nostro avviso, è l’avvento di Danilo Dammacco come ds che porta diversi fedelissimi da Mola.

UC BISCEGLIE voto 6-: Buona la prima per l’Unione che nel suo primo campionato di Eccellenza non sfigura. Si poteva fare qualcosa di più vista la capacità e l’esperienza della società e del presidente Pedone ma come primo impatto ci siamo. L’avvento di Bitetto in panchina non cambia molto rispetto all’era Di Corato.

TRANI voto 6.5: In un annata che si prospettava anonima, il Trani per poco non centra i playoff. Il tecnico Zinfollino viene contestato amaramente dai tifosi ma va avanti e conduce la squadra ad una rimonta che poteva avere dell’incredibile. Il mercato di dicembre da una marcia in più ai biancazzurri che possono essere contenti del sesto posto conseguito in classifica.

ANTONIO GENCHI 

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Eccellenza, ecco il pagellone del girone d’andata

Il giro di boa è stato raggiunto ed ora le squadre del campionato di Eccellenza si tuffano nel girone di ritorno. Ecco i nostri giudizi sulle prime 17 giornate di campionato:

ALTAMURA – Poteva essere la stagione del definitivo salto di qualità: dopo l’apprendistato dello scorso anno, i biancorossi partivano con una squadra in grado di poter ammazzare il campionato ma qualcosa si è inceppato. L’arrivo di mister Fino ha forse dato quella tranquillità che serve per raggiungere determinati traguardi. VOTO 6.5

BARLETTA – Campionato ottimo per i ragazzi di mister Pizzulli. Non era semplice ripartire dopo il doppio salto all’indietro dalla Lega Pro all’Eccellenza con una società tutt’altro che solida. Il tecnico fa un lavoro perfetto con un gruppo che nessuno dava per favorito. VOTO 7.5

BITONTO – Non ce ne vogliano gli amici di Bitonto ma onestamente mi aspettavo di più dalla squadra neroverde. Le qualità per far bene ci sono tutte ma i neoarrivati Tedesco e Manzari hanno il difficile compito di tirar fuori, innanzitutto, la squadra dalle zone paludose ed eventualmente tentare l’inseguimento. VOTO 5+

CASARANO – La quiete dopo la tempesta. I salentini erano tra i favoriti per la vittoria ma a livello tecnico e di allenatori è successo di tutto. Toma è il terzo allenatore stagionale e ora, col mercato di riparazione, pare aver trovato la quadratura. Avanti cosi allora per una delle piazze più importanti di questa categoria. VOTO 7

CASTELLANETA – Se non ci fosse stato il mercato staremmo qui a parlare di una squadra destinata al 100% a disputare al massimo i playout. La società si è affidata ad un uomo esperto come Piarulli nel ruolo di Ds e ha dato un grandissimo segnale a tifosi e avversarie: il Castellaneta non molla e se la giocherà sino alla fine. VOTO 5.5

GRAVINA – La corazzata di mister Di Maio, nonostante fosse una neopromossa, partiva con i favori del pronostico e finora è tutto in regola. Primo posto in classifica, miglior attacco, miglior difesa e +7 sulla seconda. VOTO 9

GROTTAGLIE – Retrocessione, ambiente depresso e allenatori che vanno e vengono. Ecco il riassunto della fin qui disastrosa stagione tarantina. L’ultimo posto è ormai proprietà della squadra biancazzurra che cercherà di riprendersi nel ritorno. VOTO 4-

HELLAS TARANTO – La campagna in Coppa mitiga un pò il voto della formazione tarantina. La classifica piange, e non poco, ma la finale raggiunta da un pò di allegria. VOTO 5

LEVERANO – Nei 4 mesi di campionato, fin qui disputati, la formazione bianconera non ha mai abbandonato gli ultimi posti della classifica. Capiamo che è una neopromossa però per salvarsi occorre invertire la rotta. VOTO 5-

MESAGNE – Campionato nella media per mister Ribezzi. La squadra non è oggettivamente granchè ma la salvezza è un obiettivo alla portata per la compagine brindisina. Deve migliorare il rendimento esterno. VOTO 5.5

MOLA – La stagione dei biancazzurri è una stagione da montagne russe. Alla vigilia nessuno dava gli adriatici tra i primi ma il grandissimo lavoro del tecnico Castelletti aveva portato il Mola nelle primissime posizioni in classifica. Il mercato di dicembre ha stravolto la squadra che sino a quel momento aveva fatto bene e le numerose partenze (non o mal sostituite) hanno rovinato un pò tutto. VOTO 5,5

MOLFETTA – Il giudizio sulla squadra biancorossa si ferma, ahimè, alla situazione societaria e tecnica. Il vulcanico presidente Lanza inizia la stagione col buon Muzio Fumai esonerato dopo alcune buone prestazioni e rimpiazzato da….Mauro Lanza. VOTO 4

NOVOLI – Ottima, fin qui, la stagione della squadra allenata da mister Schipa. Il “Cezzi” di Novoli con la sua terra battuta è un insidia per tantissime squadre (vedi Gravina e Barletta ndr) e anche lontano dalla cittadina salentina la squadra si esprime a buoni livelli. VOTO 6.5

OTRANTO – La squadra di mister Salvadore sta facendo un campionato da quotazioni in borsa. Nella prima parte in rialzo con la squadra idruntina in piena zona playoff, nella parte centrale un calo vertiginoso ed ora si vede una ripresa. Nessun problema, comunque, per un gruppo giovane e neopromosso. VOTO 6

SUDEST – “Salvate il soldato D’Ermilio”. Se fosse un film, il titolo sarebbe senz’altro questo. La squadra barese inizia la stagione con buoni propositi ma il mercato ha indebolito tantissimo il roster che è passato dalla zona playoff a quella playout in 2 mesi. VOTO 4

TRANI – Dispiace vedere una piazza blasonata ed importante come Trani dover lottare per la salvezza e niente più. Capiamo le difficoltà societarie ma la tifoseria contesta e forse non ha tutti i torti. VOTO 5

UC BISCEGLIE – Primo anno di Eccellenza per la cenerentola Unione Calcio. La formazione biancazzurra può contare però sulla grandissima esperienza di Mimmo Di Corato in panchina e su una squadra all’altezza. La società del presidente Pedone è molto forte e capace e la posizione in classifica rispecchia a pieno la situazione. VOTO 7

VIESTE – La squadra garganica può essere considerata la vera e propria rivelazione del torneo sinora. Il Vieste, per carità, ha sempre fatto bene però vedendo le varie squadre non era quella che partiva con i favori del pronostico. Grandissimo il lavoro di mister Cinque che sta portando questo gruppo al secondo posto. Peccato per il mercato dicembrino un pò scarso… VOTO 7.5

ANTONIO GENCHI 

 

Le pagelle di Manfredonia-Scafatese, sfilza di insufficienze

Ecco puntuali le nostre pagelle critiche relative al match Manfredonia-Scafatese 1-2:

MANFREDONIA

De Gennaro 5,5: salva la porta nel primo tempo, ma non è esente da colpe sul 1-2;

Romeo 4,5: molle e troppo timido, ingenuo in occasione dell’espulsione;

Colombaretti 5: tanti i rilanci sbagliati, poca grinta oggi;

Stajano 4,5: la luce si è spenta e vaga come un fantasma in campo;

Vergori 3: non si può regalare un gol così, a metà strada tra uno scellerato retropassaggio ed una scarpata sul sintetico;

Rizzi 6,5: l’unico che lotta, corre, dà l’anima;

Coccia 5: presto contagiato dalla spossatezza generale;

Basta 5: suo l’assist del gol, ma corre con la “prima” oggi;

Scippo s.v.

Romito 5: il capitano è poco lucido, la volontà non basta;

Bozzi s.v.: non gli arriva un solo pallone giocabile;

De Vita 5: il gol non basta, è lezioso prima ed evanescente dopo;

Molenda 5,5: a correnti alternate, l’unico in grado di inventare una giocata;

Vadacca 4: un solo compito in settimana: mettere in guardia i ragazzi dalle insidie di dover incontrare una squadra disperata. Ebbene ha fallito, discutibile il cambio di Rizzi.

SCAFATESE Gallo 5,5; Romano 5; Terlino 5; Comegna 6;, Cuomo 5; Cirillo 5,5; Marano 5,5; Manzo 5,5; Farriciello 6; Mattioli 5,5; Marcucci 6

Stefano Favale

Le pagelle di Manfredonia-Monopoli con tante insufficienze

Ecco puntuali le nostre pagelle critiche e assai “temute”…relative alla gara MANFREDONIA-MONOPOLI (1-0):

MANFREDONIA

Addario 5: la sua uscita a vuoto rischia di compromettere seriamente la gara; incerto nei rilanci di piede, meglio tra i pali;
Cassandro 6: esordio sufficiente per il nuovo arrivato (al posto di Simonetti), da rivedere;
Vergori 7: il suo salvataggio sulla linea equivale ad un gol; prende per mano la difesa con grande spirito di sacrificio;
Vairo 5,5: è in rodaggio, gli manca il ritmo partita e si vede;
Forte 5,5: fa quello che può, non è la sua partita;
Basta 5,5: apprezzabili alcuni suoi numeri ma poi la voglia di strafare lo penalizza;
Stajano 6: lotta ed è autore di una bella conclusione nel primo tempo, non male;
Gentile C. 5,5: meno brillante del solito, ma è gara maschia non di fioretto;
Rizzi 5,5: nè punge e nè tiene la marcatura; ha l’attenuante di giocare fuori ruolo;
De Vita 6,5: si dà un gran da fare, sta crescendo tantissimo e la sua tecnica disorienta gli avversari;
La Porta 7,5: gran gol, assist ed una prestazione generosa a tutto campo; un grande professionista, il vero trascinatore del Donia;
Coccia 5,5: corre parecchio ma meno brillante del solito.
Vadacca 6,5: ha il merito di rigenerare i ragazzi, il coraggio di rinunciare a Del Prete e finalmente un pò di grinta dalla panchina.

MONOPOLI

Turi 5; Librano 5,5; Esposito 5,5; Castaldo 5,5; Pinto 5; Difino 6; Laboragine 5,5; Salvestroni 5; Grimaudo 4; Manzo 5; Murano 5; Branicki 5. All: Passiatore 5.

Stefano Favale

Le pagelle di Manfredonia – Gladiator

Leo 6: pressocchè inoperoso, più sicuro nelle uscite;

Balestrieri 6,5: esordio positivo per il giovane difensore che presidia bene la zona del campo a lui assegnata;

Coccia 7: ha nella velocità la sua arma migliore, sfiora il gol e si inventa l’assist per il gol vittoria;

Gentile 6,5: lotta e imposta nel cuore del centrocampo con lucidità;

Corbo 6: ordinaria amministrazione per lui, si lascia sorprendere dopo 2 minuti;

Cuomo 6,5: dalle sue parti non si passa;

De Vita 6: ha pochi palloni giocabili, stenta ad entrare in partita;

Totaro 7: una diga in mezzo al campo con i piedi buoni;

Compierchio 6: inizia bene poi cala nell’inedito ruolo di punta centrale. C’era forse un rigore su di lui;

De Rita 6,5: splendide alcune sue aperture, ma è poco assistito dai suoi compagni;

Arigò 7: la classe non è acqua. Crea scompiglio nell’area avversaria, arretra per impostare il gioco e realizza un gran gol;

Esposito 6,5: determinato e propositivo in avanti;

Trotta 6: lotta su ogni pallone ma soffre la marcatura. Pochi gli spunti;

Cinque 7: bravo a motivare la squadra, a dare una svolta tattica con i 2 cambi e lo spostamento di Coccia a sinistra.

GLADIATOR: Munao 6; Mazza 5,5; Degli Innocenti 5,5; Carfagno 6; Ferrara 6; Esposito 6; Puccinelli 6; Bonavolontà 6,5; Santaniello 6,5; De Falco 6,5; Mele 6. All. Di Somma 6

Stefano Favale

Le pagelle di San Severo – Manfredonia

De Gennaro il migliore del Donia nella vittoria contro i cugini del Manfredonia… il ragazzino compie 3 interventi prodigiosi e ha tanto coraggio ed un pizzico di mestiere già. Tutti al di sopra della sufficienza con il numero 1 Leo inoperoso e quindi senza voto.

Leo s.v.: inoperoso sino all’intervento d’istinto su Ladogana;

Granatiero 6: si sacrifica in fase difensiva, messo alle corde ad inizio ripresa;

De Gennaro 7,5: il migliore del Donia, il ragazzino compie 3 interventi prodigiosi e ha tanto coraggio ed un pizzico di mestiere già;

Esposito 6: la sua leggerezza poteva costare molto cara al Donia, non si risparmia;

Pollidori 7: a tutto campo, interdizione ed impostazione con eleganza;

D’Arienzo 7: un leone in mezzo alla difesa, impenetrabile;

Cuomo 7: idem D’Arienzo;

Coccia 7: corre come un “matto”, un assist per lui ed un’ottima condizione atletica;

Romito 7: tiene bene la posizione, esperienza da vendere;

Palazzo 7: un gran gol, due falliti per un soffio e tanta corsa per lui. Ma deve ancora migliorare;

De Rita 7: delizioso il gol, penalizzato dall’espulsione;

Trotta 6: gioca in un ruolo non suo, da centrocampista laterale di contenimento;

Gentile 6,5: 12 minuti prima dell’infortunio. In mezzo il formidabile assist per Palazzo;

Totaro 6: dà il suo contributo in fase di contenimento nel finale.

SAN SEVERO: Pizzolato 5,5; Semerano 5,5; (57’ Burdo 5,5), Russi 6; Della Ventura 6; Ianniciello 6; Musca 5,5; De Vivo 6; Ganci 5,5;(57’ Cesareo 5,5), Galetti 5,5; Di Matera 6,5; Ladogana 6

Stefano Favale

Le pagelle di Manfredonia-Marcianise

Puntuali, come sempre, le pagelle critiche relative al match tra pugliesi e campani. La Porta migliore in campo per i sipontini:

Leo 6: gli avversari lo impensieriscono solo su palle inattive. Non impeccabile in occasione del corner che consente al Marcianise di sfiorare il pari;

Granatiero 6,5: voto di incoraggiamento per l’intrepido sedicenne che galoppa sulla corsia di pertinenza. Ottimo il primo tempo, cala nella ripresa;

Esposito 6: meno propositivo di Granatiero, lotta nella ripresa quando gli avversari affondano sulle fasce;

Pollidori 7: primo tempo sontuoso, una diga tra difesa e centrocampo (Taranto docet). Qualità ed ordine tattico al servizio della squadra. Nella ripresa cala anche lui;

D’Arienzo 6: qualche sbavatura ma pur sempre una prestazione positiva per lui;

Cuomo 6: idem D’Arienzo, senza fronzoli i suoi rinvii;

Arigò 6,5: il bravo Davide è autore di una bella gara nei primi 45′. Controlli di palla a seguire, ottimo movimento senza palla e giocate deliziose. Anche lui, comprensibilmente, cala nei secondi 45′;

Romito 6,5: il capitano ruggisce ancora, dai suoi piedi parte l’azione del gol partita. Corre come un ventenne, esperienza per il Donia;

Palazzo 6: suo l’assist per La Porta, corre tanto e mostra una certa intesa con i compagni d’attacco. Prima degli altri accusa la stanchezza;

Lacarra s.v.

La Porta 8: tatticamente sembra l’ultimo Di Pinto, ma le sue giocate ricordano…Vadacca! la Curva ieri lo ha osannato. E’ il numero 10 di un tempo, classe e visione di gioco da categoria superiore;

Gentile 7: ancora una volta tra i migliori il ragazzo che ricorda Tardelli (tatticamente) per la sua grande generosità in campo e capacità di appoggiare la fase offensiva. Salva anche un “quasi” gol sulla linea;

Coccia s.v.

Cinque 7: bene così, il disastro Taranto è in archivio, il modulo convince e gli interpreti anche. Bandito il quinto difensore che ha sempre provocato l’effetto contrario. Ma c’è tanto da lavorare con la linea difensiva, piuttosto vulnerabile ancora.

MARCIANISE: Imbimbo 6; Ciano 5,5; (70’ Tenneriello 6,5), Corduas 6; Conte 6; (70’ Alegretta 6), Lagnena 6,5; Pagano 5,5; Verdone 6,5; Temponi 6; Iadaresta 6,5; Citro 7; D’Anna 5,5.

Stefano Favale

Le pagelle di Manfredonia – Taranto 1-4

Ecco puntuali le pagelle critiche di Manfredoniasport.net

MANFREDONIA

Leo 5: non esente da colpe in occasione del primo gol degli ospiti, colpevole sul terzo. Paga anche una scarsa sicurezza che la linea difensiva gli dà;

Granatiero 5: tanta buona volontà ma soffre terribilmente in fase di marcatura (i 3 gol su azione del Taranto nascono dalla zona di campo da lui presidiata);

Esposito 5,5: ha ampi margini di crescita, da rivedere;

Pollidori 6: fa quello che può in non perfette condizioni ed in balià della superiorità numerica degli avversari in mezzo al campo;

D’Arienzo 5,5: Balistreri e Clemente, veri mattatori dell’incontro, giocano larghi e lo disorientano;

Cuomo 5,5: idem D’Arienzo con meno eleganza nei rinvii;

Portosi 5,5: non è ancora in condizioni fisiche ottimali (ha saltato la preparazione);

Arigò 6,5: a mezzo servizio ma capace di galvanizzare un reparto offensivo spento;

Gentile 6,5: davvero bravo, lotta e fraseggia bene;

Albano 5,5: non tira mai in porta ma non lesina l’impegno. Pochi palloni giocabili per lui;

De Rita: s.v.

Palazzo 6: un bel gol e qualche guizzo non bastano;

Trotta 5: annullato dagli avversari, non si registra alcun guizzo.

Cinque 5: non convince il suo 4-3-3, sbaglia forse a giocare a viso aperto

 

TARANTO

Marani 6;  Viscuso 6,5; Prosperi 6; Muwana 7; Miale 6,5; Marchitelli 6,5; Migoni 6,5; Carloto 6,5; Giarcià 6,5;  Clemente 8; Balistreri 7.

Maiuri 6,5

Le pagelle del Manfredonia 2012/13…
un trionfo e la D!

Manfredonia - Carminati

Raphael Carminati

Ecco le pagelle di fine stagione del Manfredonia 2012/13 targato Mr. Cinque. Il migliore risulta essere bomber Carminati, che ha trascinato la squadra alla meritata serie D con i suoi gol e giocate da categoria superiore. Il Manfredonia deve ripartire da lui.

Della Torre 7,5: esempio di professionalità dentro e fuori dal campo. La finale di ritorno a Campofranco il giusto premio ad una carriera straordinaria;

Leo 8: il suo esordio con il Vieste è il bigliettino da visita del portierino tanto amato dai tifosi. Decisivo più volte nell’arco della stagione;

Rinaldi 6,5: parte titolare con D’Arienzo e con Cinque nei playoff nazionali. All’occorrenza c’è;

Quitadamo 7-: il suo ruolo è esterno destro nel centrocampo a 5. Da esterno basso soffre in fase di marcatura;

Paglione s.v.: ingiudicabile;

D’Arienzo 8: baluardo centrale tutta forza e grinta. Implacabile nel gioco aereo, sempre corretto nei contrasti. Fa la differenza;

Corbo 7-: alla ricerca della continuità, disputa ottimi playoff. Stagione in crescita;

Papagno 7+: tatticamente perfetto. Accusa un leggero calo ma poi si riprende alla grande nei playoff;

Vairo 6,5: da lui ci si aspetta qualcosa in più. Il suo contributo nella prima parte della stagione è importante;

D’Angelo s.v.: ingiudicabile;

Simone 7: cresce molto rispetto alla passata stagione, più mordente e personalità;

Totaro 7: gioca poco ma non delude mai tatticamente. Migliorato in fase di impostazione;

Pollidori 8: si sacrifica a difensore centrale e non va, parte in sordina a centrocampo ma…diventa ogni domenica sempre più padrone del suo reparto. Inventiva e fisicità da vendere;

Romito 7,5: altra stagione da incorniciare. Dà tutto il capitano, un esempio per i giovani;

Portosi 7,5: l’avevamo presentato come un top player e lui non ci ha smentiti. Un fenomeno di tecnica, devastante sulla corsia;

Scarano 6,5: gioca poco ma è ordinato e pulito nei fraseggi. Un jolly sempre a disposizione;

Moro 7+: meriterebbe 9 per la sua carriera a Manfredonia. Una stagione ad alti livelli nonostante spesso fuori ruolo;

Trotta 7,5: finale da incorniciare. Una media gol vertiginosa, tenacia da vendere;

Di Pinto 8: girone d’andata da capocannoniere. Poi viene arretrato e si sacrifica per la squadra, da lui però tanti assist. Il grande primo colpo di mercato di Ciuffreda;

Carminati 9: il bomber ritrovato. Trascina la squadra alla meritata serie D con i suoi gol e giocate da categoria superiore. Il Manfredonia deve ripartire da lui.

Cinque 8: inizia tra mille difficoltà e finisce in trionfo.

Stefano Favale

Laudato e Baldassarre allergici… al Manfredonia
ma perchè?

Puntuali le pagelle critiche ed obiettive alla terna arbitrale di turno:

Sig. Meloni 3: sottratto alla splendida Iglesias, in Sardegna, è un vero disastro. Due pesi due misure sui provvedimenti disciplinari, tollerante con Maggi, fiscale con Leo. Giusto il rosso, ma mancano diversi gialli all’appello e qualche calcio di punizione. A volte controlla la distanza della barriera, altre si disinteressa voltando le spalle con superbia;

Sig. Laudato 4: temevamo peggio, ma ci ha messo del suo per istigare il civilissimo pubblico sipontino. Non vede un fuorigioco al Terlizzi nel primo tempo, ne vede altri al Manfredonia nella ripresa. Nel finale è più attento (Curriculum: gol convalidato sebbene realizzato di mano ai danni del Manfredonia e pessimo arbitraggio in Manfredonia-Racale 2-3);

Sig. Baldassarre 2: un disastro, ma è soltanto incompetenza? alza a senso unico la bandierina nel primo tempo, quando il Donia attacca dalle sue parti, innervosisce tutti. (Curriculum: rosso a Romito e rigore al Molfetta).

Ora ci chiediamo a gran voce: avranno refertato tutto il commissario di campo e l’osservatore?

Stefano Favale

Le pagelle di Manfredonia – Cerignola
I voti ai protagonisti

La Fossa dei Leoni di Manfredonia torna a ruggire nell’appuntamento tanto prestigioso quanto atteso, il derby con il Cerignola. Tifosi in festa e lunghi applausi per gli 11 “leoni” biancocelesti meritevoli della vittoria finale per 2-1.

E non finisce qui, infatti il Terlizzi elimina il deludente Molfetta e domenica prossima finale ancora al Miramare, a dimostrazione dell’importanza della terza posizione in classifica.

Questi i voti ai protagonisti della gara

Leo 7,5: decisivo in 3 circostanze, solo un paio di incertezze nella ripresa ma ancora una volta tra i migliori;

Quitadamo 6,5: generoso e meritevole dell’assist per il raddoppio, Zotti gli sguscia pericolosamente un paio di volte nella ripresa;

Papagno 7: tatticamente prezioso, troppo “basso” nel primo tempo, propositivo nella ripresa;

Simone 7: Cinque può essere soddisfatto della sua prestazione, quantità e qualità assicurate;

Portosi 7,5: il gol è una gemma, le sue giocate sono da applausi. A volte vuole strafare ma glielo concediamo volentieri;

Romito 7: il guerriero è su ogni palla, un baluardo a centrocampo;

Di Pinto 7: corre come un ragazzino, le sue giocate di prima sono sempre invenzioni. Prezioso anche quando non conclude mai a rete come oggi;

Pollidori 8: è padrone del centrocampo, ottimo palleggiatore, ruba un’infinità di palloni e si propone in avanti oltre che a proteggere la difesa;

Carminati 8: conferma di essere in gran forma mentale ed atletica. Segnerà ancora domenica prossima.

Cinque 7

CERIGNOLA: Vurchio 6; Corcelli 6; Colucci 6; Riontino 6,5; (Caggianelli 7), Ingrosso 6,5; Matera 6,5; Piscopo 7; De Santis 7; Russo 6; (Augello 6); Zotti 6,5; Lasalandra 6

Atletico Vieste – Manfredonia 0-3
Le pagelle della gara

Ecco le pagelle di Atletico Vieste-Manfredonia

Leo 6,5: salva su Gentile e Longo, sempre attento;

Quitadamo 6: solita gara generosa con qualche limite;

Papagno 6: un pò spento, si risparmia in vista del gran finale;

Moro 6,5: si sacrifica per necessità in un ruolo non suo, grande impegno;

D’Arienzo 6,5: dalle sue parti raramente si passa, una garanzia;

D’Angelo 5: non pervenuto;

Simone 6: ordinato e presente nel vivo del gioco;

Portosi 6,5: comprendiamo il suo disappunto al momento della sostituzione, è suo il numero da applausi;

Di Pinto 6,5: un gol e qualche giocata di “fino”, seppure sia in lieve calo;

Romito 6,5: lotta su ogni pallone, grinta e cuore ma anche qualche errore di fraseggio;

Trotta 6: impegno da vendere ma poco lucido sotto porta oggi;

Pollidori 6,5: esperienza e personalità a centrocampo;

Carminati 8: è in forma smagliante, è l’uomo in più del Donia

Atletico Vieste: Bua 5; Silvestri 5,5; Sollitto 6; Ricucci 6,5; Campanella 5,5; Pelusi 5,5; R.Augelli 5,5; Longo 6,5; Grieco 5; Basso 5,5; Gentile 6; Colella 6,5; Perlangeli 5,5; Pasquariello s.v.

Manfredonia – San Severo 3-1
Le pagelle…

Ecco le pagelle dei sipontini, relative alla gara interna contro il San Severo. Migliore in campo Carminati, abbondantemente sopra la sufficienza tutti gli altri.

Leo 7: inoperoso per un’ora, provvidenziale su Ladogana e sempre padrone dell’area piccola. Cresce il talentino “scaricato” dal Foggia;

Quitadamo 6,5: grande impegno e corsa ma anche parecchi errori dovuti all’esuberanza, dovrebbe giocare con maggiore tranquillità;

Papagno 6,5: disciplinato tatticamente, cura maggiormente la fase difensiva piuttosto che quella offensiva;

Corbo 7: ordinato e puntuale sugli anticipi. Affiatato con D’Arienzo, abbina fisicità e senso della posizione;

D’Arienzo 7,5: dalle sue parti non si passa. Galetti è un pesce fuor d’acqua sovrastato anche elegantemente da Pasquale;

Moro 7: una scheggia sulla corsia, instancabile a tutto campo. Complimenti per le 100 presenze;

Simone 6,5: schierato come vertice alto del “rombo” infastidisce le fonti iniziali del gioco ospite. Alla distanza cala per stanchezza;

Rinaldi s.v.

Romito 7: dà tutto in campo, il capitano è sempre prezioso e trascina la squadra al successo;

Di Pinto 7: vicinissimo al gol in 2 occasioni, è sempre nel vivo della manovra offensiva del Donia. Esperienza, scaltrezza e classe da vendere;

Trotta 7,5: entra e segna: cosa desiderare di più?

Pollidori 7,5: straordinario metronomo e per giunta realizzatore. Il centrocampo ha cambiato aspetto, è l’arma in più del Donia in questo finale di stagione;

Carminati 8: il migliore in campo, non ci sono dubbi. Lotta su ogni pallone, segna, fa assist e percorre chilometri su chilometri. Il Donia ha bisogno del miglior Carminati oggi.

Portosi s.v.

Cinque 7: il suo “rombo” spiazza Rufini, il resto lo fanno i ragazzi in campo. Qualche perplessità sul 5-3-2 a 20 minuti dal termine, ma resta un semplice dettaglio.

SAN SEVERO: Pizzolato 6; Mangiacotti 5,5; (Kamano 6), Russi 5,5; Silvestri 6; Ianniciello 5,5; Conte 5,5; Ladogana 6; Piano 5 (Ganci s.v.); Galetti 5; Lanave 5;(Cesareo 7), Selvaggi 5,5.

All. Rufini 6: le prova tutte, cambiando 2 volte modulo, i suoi ragazzi sono apparsi un pò intimoriti dagli avversari e dal clima.

Stefano Favale

Manfredonia – Gallipoli 3-0
Le pagelle di Manfredonia-Gallipoli

Leo 6,5: attento ed ordinato quando è chiamato in causa, si conferma un ottimo acquisto;

Quitadamo 6+: i salentini si rendono pericolosi sempre dalle sue parti, in difficoltà nel ruolo di terzino. Meglio nella ripresa quando con Portosi si alterna tra difesa e centrocampo;

Papagno 6,5: prezioso tatticamente, difende bene e si “sgancia” in avanti se necessario. Un altro ottimo acquisto;

Corbo 6,5: dalle sue parti non si passa. Un baluardo insormontabile il pupillo di Cinque;

D’Arienzo 7: un’altra grande prestazione. E’ il leader della difesa, si è integrato benissimo. Un muro difensivo ma anche piedi buoni nel fraseggio; E’ lui il top player tra i nuovi acquisti;

Simone 6,5: in tandem con Romito si sobbarca il peso del centrocampo con buoni risultati;

Trotta 7,5: due gol e sempre nel vivo del gioco; ripaga la fiducia concessagli da Cinque alla grande;

Romito 6,5: ineccepibile sino al momento dell’infortunio. Il capitano si arrende tra gli applausi;

Portosi 7: ravviva la gara (anche se già virtualmente chiusa) con la sua vivacità e classe sulla fascia. L’avevamo presentato come un fuoriclasse e non ci sta smentendo. Metterà non poco in difficoltà Cinque nelle sue scelte;

Di Pinto 7,5: il “matador” è in splendida forma. Corre come un ragazzino, fraseggia di prima e con tocchi deliziosi. Implacabile dagli 11 metri;

Pollidori 7: un passo in avanti nel suo ruolo naturale. Nella ripresa piace anche nel 4-4-2;

Carminati 6,5: non si risparmia e sfiora in più occasioni il gol, che però può diventare il suo assillo. Cinque deve intervenire;

Cinque 7: è anche sua la vittoria. Audace, stratega e camaleonte.

Gallipoli: Laguardia 5,5, Alessandrì D. 5, Coccioli 5,5, Alessandrì A. 5,5, Sportillo 5 , Versori 5, Casalino 5,5, Marzo 5,5, Migali 5, Presicce 5,5, Negro 5,5. All. Calabro 5

Manfredonia – Atletico Corato 3-2
Le pagelle

Leo 6,5: incolpevole sui 2 gol, è sempre attento e grintoso. Bravo anche ad accelerare o rallentare la ripresa del gioco, a differenza dei più maturi compagni di squadra;

Quitadamo 5,5: in balìa di uno strano “virus”: la svogliatezza e la mancata consapevolezza del compito da espletare in campo;

Papagno 6: ingenuo in occasione del fallo da rigore, ma si riscatta con un gran numero di cross spesso precisi. Deve migliorare, come tutta la squadra, la battuta dei corners. E’ un Rizzi tatticamente più ordinato;

Vairo 6-: espulso dopo pochi minuti Scaringella, presidia agevolmente la sua zona prima di essere sostituito;

D’Arienzo 6,5: il migliore con Leo. A volte costretto agli straordinari per chiudere alcune falle, è meritevole anche di aver realizzato un gol. Una garanzia;

Moro 6: l’impressione è che non renda al meglio in quel ruolo (interno). Sulla fascia renderebbe di più. Nulla da eccepire sull’impegno;

De Vita 5,5: propizia il gol del 2-2, è vivace ma la fisicità degli avversari lo spegne quasi;

Romito 6: a tutto campo non si risparmia mai. Tuttavia è meno preciso del solito;

Di Pinto 6-: a parte il gol ed un paio di conclusioni, ci saremmo aspettati di più da lui;

Pollidori 5-: probabilmente non al top, ha un passo troppo lento e di facile marcatura. Non crediamo sia il suo ruolo quello;

Portosi 6: dà un po’ di vivacità alla manovra offensiva. Qualche spunto ed il coraggio di “puntare” l’uomo. Se sta bene è titolare inamovibile;

Carminati 6+: un gol ed un legno per lui. Non lesina mai impegno e corsa. Va bene così.

Cinque 5,5: fallisce (per ora) l’esperimento Pollidori, che forse andava sostituito prima. Per il resto non crediamo proprio che avesse chiesto quel tipo di atteggiamento alla squadra.

CORATO: Tarantini 5,5, Frascolla 6, Roselli 6, Asselti 5, Sardella 6, Amoruso 6, Burdo 6,5, Maurelli 6,5, Scaringella 3, Terrone 6, Stefanini 6.

Loseto 6,5: sfiora l’impresa in 8 uomini, ma per i miracoli neanche lui può nulla. Un bravo allenatore.

Stefano Favale

Manfredonia – Atletico Vieste 3-1
Le Pagelle!

MANFREDONIA

DELLA TORRE 6,5: determinante al 3’ con il suo “volo” all’incrocio dei pali. Qualche incertezza nell’occasione della traversa colpita da Gentile, prestazione positiva;

LEO 7,5: che dire? decisivo nell’economia del match con i suoi 2-3 interventi prodigiosi. Carica la squadra a dispetto dei suoi 18 anni, il pubblico già lo ama. Ma è da rivedere, la sua giustificabile esuberanza rischia di compromettere la gara al 75’.

QUITADAMO 5,5: “schiacciato” nella propria metà campo dagli avversari, soffre parecchio in fase di marcatura;

PAGLIONE 5,5: idem Quitadamo con scarsa progressione in avanti;

PORTOSI 6: la sua fisicità nella ripresa, finchè sta bene, giova alla squadra. Ma da lui ci aspettiamo anche qualità. Da rivedere;

TOTARO s.v.

VAIRO 6,5: nonostante non sia al top della condizione si sacrifica molto e non si tira mai indietro nei contrasti. Ammirevole;

POLLIDORI 6: al di là del “pastrocco”, non gli si può rimproverare nulla. Non è un difensore, non ha il passo di un centrale difensivo (spiegati i tanti gialli). Corbo potrebbe dargli la possibilità di esprimersi a centrocampo;

SIMONE 5,5: spaesato ed annebbiato da Colella, meglio nella ripresa;

TROTTA 7: tra i migliori in campo. Sta bene, corre come un “matto” ed è l’unico che non dispiace nel deludente primo tempo dei sipontini;

ROMITO 6,5: il capitano (250 presenze) è sempre una garanzia. Anche lui corre a vuoto nel primo tempo ma si riscatta nel secondo, procurandosi anche il rigore;

DI PINTO 6: per oltre un’ora quasi assente, poi in 5 minuti assist e gol su rigore. Va bene così per una volta;

MORO 6: impalpabile nel primo tempo, Cinque lo rigenera spostandolo ad esterno basso. Lui fa il resto assumendo prepotentemente il ruolo di esterno alto. Iniziativa vincente;

CARMINATI 6,5: anche lui brancola nel buio per 60 minuti, poi il guizzo del gol gli dà coraggio fino al bel pallonetto con cui chiude i conti;

VIESTE: Muscato 6, P.Augelli 6, Pelusi 6,5, Camasta 7, Campanella 6,5, Ricucci 6,5, R.Augelli 6,5, Greco 7, Gentile 7, Colella 8, Perlangeli 7.

Stefano Favale