Category Eccellenza Gir. A

Barletta 1922 Tutto pronto per Corato-Barletta

A Ruvo per provare a sfruttare il primo match point. Per la giornata numero 24 del campionato di Eccellenza pugliese il Barletta sarà di scena al “Coppi” di Ruvo di Puglia per sfidare il Corato secondo in classifica.

La settimana biancorossa

Lo scontro diretta al vertice della classifica del girone A arriva al termine di una settimana che ha visto i biancorossi protagonisti in Coppa Italia Dilettanti. La vittoria sul campo del Melfi ha portato via grandi energie psico-fisiche ma la gara contro il Corato sarà affrontata al massimo delle forze. “Domenica abbiamo la possibilità di chiudere il campionato. Proveremo – ha affermato capitan Pollidori nel pre-partita – ad ottenere un risultato positivo. Ci dispiace per l’assenza dei nostri tifosi, daremo il massimo per loro”. Assente lo squalificato Vicedomini, appiedato per 3 giornate dal giudice sportivo.

L’avversario 

Il Corato di Massimiliano Olivieri ha rappresentato per tutta la stagione l’antagonista numero 1 per la vittoria del girone A di Eccellenza. 57 sono i punti conquistati fin qui dai neroverdi che hanno il secondo miglior attacco e la miglior difesa del torneo (13 gol subiti). Nelle ultime cinque gare Di Rito e compagni hanno conquistato 11 punti, 4 in meno dei biancorossi che hanno portato a 7 lunghezze il divario in classifica. La gara di andata fu vinta dal Barletta con le reti di Russo e Pignataro cui rispose parzialmente Di Rito. L’attaccante argentino è con il portiere Addario e il centrocampista Rescio tra i neroverdi ad aver militato nel Barletta.

La terna arbitrale

A dirigere il match sarà il signor Mattia Fiorentino della sezione di Ercolano coadiuvato dal signor Pierigiorgio Battista della sezione di Lecce e dal signor Andrea Rizzi della sezione di Foggia.

Trasferta vietata

Su ordine della Prefettura di Bari è vietata la vendita dei biglietti ai residenti nella provincia BAT.

Diretta tv e streaming

La gara sarà trasmessa in diretta su Antenna sud 85 e sulla pagina fb della stessa emittente.

 

Il Canosa Calcio non ci sta’!!

Ciò che da due giorni sta colpendo l’onorabilità e la correttezza, più volte dimostrata, della nostra società è indicibile!
E’ partita una campagna mediatica ricca di accuse infondate e di autentiche invenzioni che sta ledendo la storia della società e soprattutto della città tutta.
Respingiamo con forza, e con prove, le accuse rivolte a tutti i presenti (tesserati e tifosi) giovedì pomeriggio al San Sabino.

Si sta strumentalizzando per motivi professionali (e politici??) ciò che è accaduto; cori offensivi come OGNI MALEDETTA DOMENICA in tutti gli stadi d’Italia; cori ai quali chi si occupa di calcio giocato dovrebbe essere abituato, ancor di più quando egli stesso è artefice di provocazioni e diffamazioni che con i tempi che corrono i social fanno arrivare immediatamente ai destinatari.

Provocazioni continue cominciate subito dopo la partita di andata in quel di San Ferdinando, in quando coloro che ci accusano hanno dato spettacolo davanti a più di duecento tra sostenitori, parenti dei giocatori e tesserati del Canosa Calcio.
Noi condanniamo in ogni caso e SEMPRE questi cori, rivolti a chicchessia;
ma scrivere che vi siano stati cori sessisti è errato, fuorviante e lesivo dell’onorabilità dell’intero paese..e non solo della nostra società!
MAI il San Sabino si è reso protagonista di cori di discriminazione verso qualunque categoria, e ne è riprova il fatto che i nostri spalti sono sempre pieni di donne, bambini e famiglie.
Sono due giorni che riceviamo telefonate da dirigenti di altre squadre, giornalisti, dirigenti di aziende, rappresentanti delle istituzioni, presidenti di banche e amministratori pubblici e privati tutte dello stesso tenore: stupore!

Nessuno mai aveva osato così tanto, nessuno mai aveva gettato così tanto fango sulla città e sui suoi cittadini.
La verità su come sia andata è nota a molti, compresi i funzionari delle Forze dell’Ordine presenti allo stadio che hanno testimoniato a parole e con supporti di registrazione tutto ciò che è accaduto, soprattutto nel settore ospiti dove i tifosi avversari, tra cui chi ci accusa, si sono resi protagonisti dell’aggressione e successivo allontanamento dei tesserati del Canosa presenti all’estremità del settore per motivi tecnici. E’ consuetudine dello staff dell’allenatore posizionarsi in una parte di quel settore per poter dare indicazioni tecniche agli atleti, in quanto rimanere nella tribuna principale significherebbe non far arrivare in campo le indicazioni per il solito entusiasmo dei tifosi di casa.

Il primo tempo non ha visto cori o scontri. Sono cominciati quando, nell’intervallo, i tesserati della squadra ospite, compreso il dirigente concittadino, hanno cominciato a fare gesti offensivi verso la tribuna e presi forse da trance agonistica hanno prima tentato di aggredire alcuni tesserati del Canosa, poi addirittura hanno cercato di aggredire i funzionari delle Forze dell’ordine in borghese che sono stati costretti a portare con la forza via dal campo alcuni componenti della panchina ospite.
Solo l’intercessione di alcuni nostri dirigenti, e le scuse a fine partita dei ragazzi protagonisti delle aggressioni, ha evitato che si desse seguito a provvedimenti nei confronti dei suddetti tesserati.
Persino l’allenatore dell’Orta Nova ha chiesto scusa, davanti a diversi testimoni e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, per l’atteggiamento dei ragazzi protagonisti dell’accaduto.
A seguito di quelle provocazioni la tifoseria ha preso di mira chi riteneva autore e alimentatore di questo clima surreale con gli ormai tristemente noti cori.

Di questa triste vicenda resterà solo una città ferita, tradita, mortificata.
Il tutto assume sempre più i contorni di una strategia comunicativa costruita a tavolino che mira a tentare di ottenere vantaggi attraverso una giustizia sportiva più volte chiamata a comando. Non mancano esempi, ahimè anche recenti e tristemente noti, di veri e propri episodi di sessismo ma che non sono a noi riconducibili né benché meno ai cori uditi al San Sabino.
Sotto l’aspetto regolamentare non mancano gli strumenti perché al verificarsi di atti, o gesti o cori razzisti e/o sessisti le parti offese o l’arbitro possano sospendere la partita e questo non è avvenuto, non avendo il giudice di gara percepito nulla, né tanto meno la polizia a bordo campo né i diretti interessati. Quindi quanto orchestrato e pensato subito dopo il post partita sembra sempre più la strategia di chi a tavolino cerca di recuperare un risultato sportivo negativo, ma queste logiche sono lontane dal calcio che amiamo e che ogni domenica onoriamo.

In virtù di tutto sopra riportato preannunciamo denuncia querela contro gli autori di questo sciacallaggio mediatico, l’emittente televisiva e chi per una mera logica di clickbaiting continua a buttar fango sulla nostra città.
L’ASD Canosa Calcio 1948 inoltre diffida chiunque da questo momento a proseguire l’attività di divulgazione di notizie false e denigratorie a danno dell’immagine della società e dei suoi tesserati.

comunicato stampa Canosa Calcio 1948

L’Orta Nova alza la voce. A Canosa cori sessisti ed aggressione a giovani calciatori biancoazzurri

L’ASD Team Orta Nova stigmatizza la ricostruzione del Canosa Calcio in merito alla gara di ieri presso il San Sabino. Alcuni nostri tesserati under, sarebbero stati aggrediti a fine primo tempo, da persone vicine alla società del Canosa Calcio, diversi oggetti lasciati sulla nostra panchina sono invece stati gettati nella botola alle spalle della stessa. Il nostro Direttore Sportivo, Dario Di Giacomo, è stato inoltre pesantemente insultato assieme ad alcuni membri della sua famiglia, oggetto di insulti sessisti, episodio che condanniamo fermamente, e rispetto alla quale esprimiamo solidarietà alla famiglia Di Giacomo. Crediamo che i valori dello sport e dell’accoglienza siano ben altri, come testimoniato dalla nostra società, recentemente premiata con la Coppa Disciplina per il campionato regionale Juniores.

Luca Caporale – playnews24.com

Borgorosso Molfetta, Cubaj: «ottimo momento di forma, cresiamo nella salvezza»

L’attaccante del Borgorosso Molfetta, Landi Cubaj, è stato ospite della trasmissione LuNeDì Puglia andata in onda su Antenna Sud (canale 13) con alcuni approfondimenti sui campionati di Serie D ed Eccellenza. Il calciatore albanese ha parlato della situazione in campionato e del finale di stagione: «Sono contento della doppietta di domenica anche se purtroppo non è bastata per ottenere i tre punti contro il Canosa».

«Per la salvezza noi daremo tutto – ha aggiunto – e nelle ultime tre partite di campionato siamo pronti a lottare per poter ottenere altri punti preziosi, per giunta affrontando in due occasioni squadra coinvolte con noi nella seconda parte della classifica come il Real Siti e l’Atletico Vieste».

«Sappiamo di aver dato una piega diversa alla nostra stagione – ha concluso Cubaj – soprattutto con i risultati ottenuti in casa negli ultimi mesi e adesso che manca poco alla fine siamo consapevoli che l’obiettivo sia alla nostra portata anche se dovremo conquistarcelo con prestazioni positive».

Il Manfredonia torna a vincere fuori casa battendo il Team Orta Nova

Domenica 20 marzo, allo stadio comunale di San Ferdinando, si è disputata la gara che vedeva protagonista l’ospite Donia e i padroni di casa del Team Orta Nova. I biancoazzurri sono riusciti a spuntarla grazie alle reti di Prota (34′) e di capitan Trotta (60′). 

Intervengono telefonicamente Dario Di Giacomo, dirigente sportivo dell’Orta Nova e Francesco Golia, terzino sinistro classe 2004.
Di Giacomo: “Siamo stati penalizzati dalle importanti assenze a causa dei tesserati risultati positivi nei giorni scorsi e tra l’altro dovremo fare i conti con alcune gare da recuperare. Ad esempio Bentos, la nostra  punta, l’esterno La Macchia e Mastropasqua per squalifica. Abbiamo saputo mantener testa ai rivali, poi mentalmente siamo un pò crollati dopo il fallo ai danni di Grasso, ma il direttore di gara ha ritenuto che non ci fosse nulla da sanzionare. A parte ciò, mister Franco Cinque è un grande preparatore e ha saputo gestire al meglio il match. Per ora siamo fuori dai play-out, ma dovremo continuare a fare punti fino alla fine. 

Il giovane cosentino, Francesco Golia, in maniera disponibile e diretta spiega: “Credo che questa gara sia stata energicamente poco equilibrata, purtroppo alcuni tratti ci hanno penalizzato. La difesa ha retto dall’incisività avversaria ma in attacco potevamo fare di più, alcune decisioni arbitrarli sono state determinanti. Sono qui da metà ottobre, dopo un’esperienza quaternaria a Reggio Calabria e ho voluto provare l’ebrezza di giocare in eccellenza (ride, ndr). Sono lontano dai miei ma loro mi sostengono in ogni modo ed apprezzano che alla mia età sia così audace. Non è solito che un under calabrese opti per giocare in Puglia, tra l’altro non confinano neanche (ride, ndr), ma sono stato deciso ad avvicinarmi a questa terra. Mi parlarono splendidamente dell’Eccellenza Pugliese, in particolare modo del girone garganico-barese. Differenze riscontrate? Culturalmente solo alcune, per il resto lo stile di gioco resta lo stesso, in fin dei conti devi prepararti per le gare e viverle per portare, se possibile, i famigerati tre punti a casa. Ho segnato con il mio n. 2 a San Marco e poi a Bisceglie, però quello contro i baresi sarebbe meglio non ricordarlo visto che tra l’altro non lo convalidarono (ride di nuovo, ndr). Comunque vada, avrò un meraviglioso ricordo di quest’esperienza, grazie soprattutto ai compagni di squadra, alla società e al mister Luigi Agnelli (allenatore col quale il Donia riuscì a salire di categoria)”.

Dopo le parole degli ortesi, si attendono ancora le risposte dei sipontini, oltretutto reduci di una bella vittoria dopo due sconfitte consecutive. 

Michela Rinaldi

PARI TRA BORGOROSSO E CANOSA: FINISCE 2-2

Pareggio agrodolce per il Borgorosso Molfetta contro il Canosa nella 23^ giornata del campionato di Eccellenza. I biancorossi impattano 2-2 contro i rossoblù al “Paolo Poli”, conquistando il quinto risultato utile consecutivo in casa (dopo quattro vittorie di fila) e aggiungendo un altro piccolo mattoncino nella corsa salvezza.

L’unico rimpianto per la squadra di mister Carlucci è il fatto di aver chiuso sul 2-0 il primo tempo, con la doppietta di Cubaj che al 22° e al 28° aveva portato sul +2 i molfettesi. Una prima frazione di gioco dominata non è bastata però per portare i tre punti a casa, visto che nella ripresa i canosini hanno prima accorciato le distanze con la rete di Koné e poi si sono portati sul definitivo pari a cinque minuti dal termine con Siclari che ha sfruttato un errore difensivo dei molfettesi.

Una vittoria sarebbe stata sicuramente preziosa ma già non aver perso ha permesso di lasciare a distanza il terzultimo posto, ora occupato dal San Marco che è scivolato a -5 avendo perso contro il Corato. Con la classifica attuale, infatti, oltre alla Vigor Trani matematicamente retrocessa sarebbero proprio San Marco e Canosa a giocarsi la permanenza della categoria nel play-out.

Restano ancora 9 punti a disposizione e il Borgorosso se la vedrà in questo finale di stagione contro Real Siti (in trasferta), Atletico Vieste (in casa) e Unione Calcio Bisceglie (in trasferta).

#BorgorossoMolfetta
#ForzaBorgorosso

ASD Borgorosso Molfetta

Giorgio Bambacaro, Giuseppe Palumbo e Lorenzo Murgo (Manfredonia): “Dopo la fatica iniziale ci godiamo il momento”

Tre giocatori diversi, tre ruoli distinti e tre personalità differenti, ma una sensazione in comune: la svolta dopo le difficoltà. Giorgio Bambacaro, centrocampista, fra i tre visibilmente più entusiasta della sua presenza ai microfoni. L’altro centrocampista Giuseppe Palumbo, più piccolo fra i ragazzi, appare meno confidenziale ma coinvolto, mentre Lorenzo Murgo, terzino, mostra un certo distacco all’inizio, forse dato anche dalla timidezza del momento. Seppur opposti, insieme hanno rilasciato dichiarazioni riguardo la loro esperienza agli allievi e sulle precedenti 

Inizia il centrocampista Bambacaro che racconta: “Negli anni passati sono stato a Foggia ma, una volta arrivato, non ho avuto problemi ad inserirmi. Io e Lorenzo, tra l’altro, siamo cresciuti insieme. Penso, però, che data la giovane età tendiamo a distaccarci un pò in campo e agli arbori si notava di più e i risultati lo testimoniavano. Riguardo il mio rapporto generale col calcio, ho iniziato da piccolissimo grazie soprattutto al sostegno di mio nonno Antonio, porto stretto con me il gol dedicatogli e spero di segnarne altri e come potrei dimenticarmi del numero 2, primo numero che mi è stato assegnato. Il mister Gagliardi?  Se abbiamo superato le difficoltà è anche per merito suo, ci ha sempre messi in riga e ci ha spiegato che senza l’umiltà del singolo, non esiste l’intero gruppo. Nel campionato provinciale possiamo vantare il titolo di miglior seconda, ora vogliamo dare il massimo per le regionali”.

La sua famiglia, da ciò che si evince dalle sue parole, è sempre presente e apprezza soprattutto il fatto che collezioni buoni voti a scuola, congiungendo alla perfezione così sia lo studio che lo sport. Parlando della sua ispirazione, spiega “Non credo che al giorno d’oggi il calcio venga vissuto, da noi giovani, in maniera pulita e semplice come dovrebbe essere, quindi non posso ammettere di aver avuto un calciatore come esempio di sportività, se non per il semplice gioco in campo”.

Detto questo, confessa di essere juventino.

Giuseppe Palumbo, il piccolo centrocampista/esterno, quest’anno ha dovuto fermarsi per un po’ di tempo a causa del Covid-19, però ciò non l’ha fermato: “Da due anni a questa parte capita di doversi ritirare per un po’ di tempo a causa del virus e fa male distanziarsi dai compagni e dal campo. Ricollegandomi a ciò che ha detto Giorgio, all’inizio c’erano degli screzi, non lo metto in dubbio e la cattiva mentalità influenza molto il rendimento. Io ho iniziato da piccolissimo, alla Salvemini, ma entrare nei biancocelesti è stata la miglior scelta. Anche se ho un anno in meno agli altri, non mi sono mai sentito inferiore ma al contrario, ho creduto di aver del potenziale per farne parte. Mi è sempre piaciuto il mio ruolo e ritengo che N’Golo Kanté possa essere preso come modello di gioco. Ricordo che mi piacque molto il mio primo numero 4, ero ancora alle prime armi. Soddisfatto? Abbastanza, soprattutto perché sto iniziando a capire alcuni meccanismi che vanno oltre il calcio e magari riesco a decidere cosa fare per il mio futuro. Per ora stimo sia ancora molto presto (ride, ndr)”. 

Per concludere, il terzino fa il punto, ma senza dilungarsi: “Fra i tre sono il più fedele alla maglia sipontina (ride, ndr), gioco qui dai primi calci e credo di conoscere tutti. Anche nel derby, contro lo Sporting Arena, ho affrontato dei ragazzi con cui ho legato: Matteo Ionata, mio vecchio mister, ci ha sempre aiutati ad unirci ed è grazie a lui se molti ragazzi, ancora adesso e seppur non allenati più da lui, riescono ad avere quella vecchia sintonia. Vorrei essere più certo del mio futuro, però per ora mi trovo molto bene qui. Un mio idolo? Sarò scontato, però Neymar e Ronaldo, anche se risultano antipatici ai media e avversari per i loro modi, bisogna riconoscere che portano avanti la visione del calcio, al giorno d’oggi molto più dedita alla aspettavo ”.

Con queste riflessioni, non è difficile notare come il pensiero sullo sport sia mutato tantissimo nel giro di vent’anni, in particolar modo dalle reclute e cadetti. Indipendentemente dai tre allievi in questione, sarà il tempo a stabilire se questo mutamento sia controproducente o no.

Michela Rinaldi