Magico Bisceglie! Doppio Lattanzio ed è (quasi) aggancio!

Contro tutto e tutti. Contro chi era scettico sulle reali potenzialità di rimonta del Bisceglie Calcio ad inizio campionato, contro tutte le squadre che han dato filo da torcere al clan nerazzurro stellato, contro quel Trastevere da un rigore a partita, che tutti davano come sicuro promosso in Lega Pro prima della sconfitta di domenica a Rionero in Vulture.

E invece Nicola Ragno, lavorando al tornio da artigiano con sorrisi forzati ha dato la giusta quadratura ad una squadra che nei novanta minuti ha sofferto la supremazia territoriale della capolista ma che ha solo ed esclusivamente pensato a portare a casa i tre punti al fine di riaprire il campionato.

Diciannove anni senza la terza serie per i biscegliesi cari al presidente Nicola Canonico, primo artefice di questo splendido giocattoli, sono tantissimi ed indigesti. Ora è davvero arrivato il momento di fare la corsa su loro stessi, provando a vincere tutte le restanti sei sfide ancora in calendario, di cui solo lo storico big match contro la Nocerina può risultare insormontabile, stante gli obiettivi quasi raggiunti dalle altre compagini.

Riccardo Lattanzio ha risolto la sfida nella frazione finale dopo che i primi quarantacinque minuti si erano conclusi sullo 0-0 ma con i granata di mister Gardini che hanno avuto da recriminare per una clamorosa traversa ed un palo colpiti nel giro di due minuti rispettivamente con Ricucci e Massella.

È successivamente salito in cattedra il capitano nerazzurro con il rigore procuratosi e realizzato al cinquantasettesimo, nonché con lo stupendo colpo di tacco su tiro di Matteo Montinaro per il raddoppio dieci minuti dopo. Il Trastevere ha accorciato le distanze con l’ennesimo rigore beneficiato dall’inizio della stagione con Tajarol a venti minuti dal termine ma stavolta non è bastato.

Da annotare il rosso comminato a Pasqui al minuto ottantatre che ha drasticamente ridotto per i romani le speranze di pareggiare la partita.

Ora la vetta è distante solo due punti, con il club nerazzurro che nel prossimo match del 02 aprile sarà di scena al campo “Alfredo Viviani” di Potenza contro i rossoblu di Oberdan Biagioni, ottavi in classifica ed in netta ripresa dopo lo scorso autunno travagliato.

Trastevere-Bisceglie 1-2

Trastevere: Radaelli, Vendetti, Pasqui, Fatati, Tarantino, Paolacci, Riccucci, Mastromattei, Massella (dal 71° Pagliarini), Tajarol, Lorusso. Allenatore: Aldo Gardini. A disposizione: Ceccucci, Menichetti, Pace, Losi, Pieri, Pagliaroli, Piras, Fiorini.
Bisceglie: Di Franco, Delvino, Raucci, Diop, Petta, D’Aiello, Partipilo, Risolo, Lattanzio (dall’88° Miale), Montinaro (dal 71° Vaccaro), Montaldi. Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Biancola, Cerone, Pistola, Moccia, Petitti, Cioffi.
Terna arbitrale: Clerico di Torino (Amantea, Donato di Milano).
Reti: 58° rigore Lattanzio, 67° Lattanzio, 69° rigore Tajarol.
Note: spettatori 500, oltre 100 dei quali provenienti da Bisceglie. Ammoniti: Risolo, Diop, Pasqui, Partipilo, Paolacci, Petta, Tajarol, Raucci. Espulso Pasqui all’83° per doppia ammonizione. Calci d’angolo 7-5.

Bartolomeo Pasquale

Al Matera il primo round della finale di Coppa Italia Lega Pro

Un Matera concentrato e brillante, batte il Venezia nella gara di andata della finale riservata alle compagini di Lega Pro. In un “XXI Settembre – Franco Salerno” delle grandi occasioni, buona la prestazione dei ragazzi di mister Auteri, che creano specie nella prima frazione, numerose occasioni, sbloccando la gara in prossimità dell’intervallo con il solito Negro. Gli ospiti allenati dall’ex Milan, Filippo Inzaghi applauditissimo da tutto lo stadio, si presentano con ben dieci undicesimi cambi rispetto all’ultima gara di campionato, soffrendo la solita sfuriata materana imposta specie nella prima parte del match.

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Auteri cambia modulo ma pochi uomini rispetto alla gara contro il Messina, rilanciando la difesa a tre ed inserendo Armellino dal primo minuto, essendo stato quest’ultimo, fermato per squalifica in campionato. Inzaghi propone solo Zampano sull’out destro, degli undici in campo contro il Santarcangelo nello sfortunato pari interno. Spazio ai protagonisti di questa competizione sin dal primo turno, con Ferrari al centro dell’attacco affiancato da Caccavallo e Stulac. Pronti via ed il Matera impone un alto ritmo che sorprende il Venezia rintanato nella propria metà campo. Rapidi fraseggi ed improvvisi cambi di gioco creano alcuni grattacapi alla difesa ospite che rischia al quarto, quando lo scatto di Negro in profondità fulmina la retroguardia veneziana, ma il suo diagonale è a lato di poco. Attacca un Matera sospinto dai cinque mila del “XXI Settembre”, sulla destra l’asse Strambelli – Di Lorenzo sembra funzionare ma la rete tanto cercata non arriva per centimetri, con Negro in agguato sul traversone del fluidificante destro di casa. Armellino illumina per il solito Di Lorenzo al ventiduesimo, ma Vicario è abile a respingere in angolo. Sale il tono della gara, fioccano le prime ammonizioni specie per il Matera alimentando un diffuso malcontento dalle tribune per la condotta di gara dell’arbitraggio. Strambelli si libera al tiro dai venti metri, pallone che sibila di un soffio a lato, ma il Venezia, che ha difficoltà a stazionare nella tre quarti avversaria, si affaccia solo intorno al quarantesimo, quando Tozzo blocca facile sul rasoterra dal limite di Stulac dopo una ripartenza condotta da Caccavallo. Nell’ultimo giro di lancette, la rete che decide il match: Pellicanò protegge palla nei pressi della bandierina sulla sinistra, ma Carretta gliela sradica appoggiando dal fondo un invito allettante per Negro, abile a girare di prima intenzione in rete dall’altezza del dischetto di rigore.

Nella ripresa miglior approccio del Venezia rispetto ai primi quarantacinque minuti, ma le occasioni per i ragazzi di Inzaghi latitano. E’ il Matera ad avere la chance del raddoppio con Casoli al quarto, quando il traversone deviato si impenna per poi sbattere sulla traversa con Vicario inerme nell’occasione, mentre dal lato opposto, sibila a lato di poco il destro potente di Ferrari calciato dal limite dopo una respinta della difesa locale. Al quarto d’ora applausi a scena aperta per Armellino, dove su schema da calcio d’angolo imbeccato da Negro, colpisce a volo dai venticinque metri con la sfera di un nulla a lato. Strambelli ci riprova dal limite, ma la mira è imprecisa di un non nulla, palla alta di pochissimo. Sul ribaltamento di fronte, Acquadro è pericoloso per il Venezia, ma anche in questa occasione il destro dal limite non trova lo specchio. Primi cambi da ambo i lati, con Sartore che rileva Strambelli venendo chiamato in causa pochi secondi dopo il suo ingresso in campo, ma l’assist di Carretta dopo una cavalcata di quasi cinquanta metri, è lungo di pochi centimetri. Nel finale, Matera in dieci uomini: Ingrosso già ammonito, schiaccia con la mano un traversone di Negro dalla destra, ravvisato dal direttore di gara e sanzionato con il rosso per doppio giallo. Ci crede il Venezia, il neo entrato Garofalo fa valere la propria esperienza premendo sulla sinistra con continuità portando a casa un paio di corner dalla bandierina, ma la difesa materana fa buona guardia. Dopo tre minuti di extra time, padroni di casa in festa che centrano una vittoria di misura ma senza aver subito reti, fondamentale per il return match. Mister Inzaghi, il quale a fine partita ha esaltato il Matera e difeso la sua squadra rimarcando come abbiano giocato calciatori meno impiegati in campionato, si ritiene soddisfatto confermando di fatti, una formazione molto simile per la gara in laguna prevista per fine Aprile.

Tabellino

Matera-Venezia 1-0

Matera: Tozzo, Ingrosso, De Franco, Mattera, Di Lorenzo, De Rose, Armellino, Casoli, Strambelli (73° Sartore), Negro (84° Meola), Carretta (91° Salandria).  A disposizione: D’Egidio, Biscarini, Gigli, Bertoncini, Armeno, Didiba, Dammacco, Lanini, Infantino. Allenatore Auteri.

Venezia: Vicario, Zampano (83° Moreo), Pellicanò (78° Garofalo), Fabris, Malomo, Acquadro, Cernuto, Tortori, Stulac, Ferrari, Caccavallo. A disposizione: Facchin, Galli, Domizzi, Modolo, Falzerano, Serena, Sambo, Geijo. Allenatore Inzaghi.

Arbitro: Luigi Pillitteri di Palermo coadiuvato dagli assistenti Alessandro D’annibale di Marsala e Salvatore Sangiorgio di Catania

Rete: 45° Negro

Note: Serata mite sulla Città dei Sassi, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti Ingrosso, Strambelli, Armellino per il Matera, Malomo e Garofalo per il Venezia. Espulso al minuto numero ottanta Ingrosso (M) per doppia ammonizione. Angoli 4 a 1 per il Matera, recupero 1° p.t. 3° s.t. Spettatori cinquemila circa, con sparuta rappresentanza nel settore ospiti di tifosi provenienti da Venezia e da Andria, gemellate.

VINCENZO PIZZULLI

Lecce – Fondi 2-0 : in casa salentina non si placano le polemiche.

La brutta sconfitta di Foggia, il silenzio stampa, gli allenamenti a porte chiuse, gli appelli alla riconciliazione non sono serviti a rasserenare gli animi nonostante sia arrivata la vittoria sul Fondi. Gli strali della contestazione si sono abbattuti per tutta la partita sul tecnico Padalino, colpevole secondo la curva nord della disfatta di Foggia, foto comprese. Una situazione alquanto calda che, al momento, sembra non avere sbocchi positivi nonostante la difesa d’ufficio, a fine partita, del ds Meluso : Padalino lo conosco bene, ha atteggiamenti anche ruvidi, ma è una persona perbene, che sta dando l’anima per la squadra. Non dobbiamo abbatterci, Non è questo il momento di perdere la speranza. Mi piacerebbe che si ricomponesse il tutto nell’interesse del Lecce”. Il compito di noi cronisti è quello di raccontare i fatti, esprimere il proprio punto vista senza prendere posizioni. In questa rubrica, insieme al collega Vittorio Renna ci siamo soffermati più volte sul credo calcistico: 4 – 3 – 3 di Mister Padalino, ma le nostre osservazioni, sono rimaste solo sulla carta perché alla fine toccava e tocca al tecnico assumersi le proprie responsabilità come d’altronde ha fatto. Le sconfitte di Francavilla e Foggia ne sono la lampante dimostrazione. Nelle sette partite che mancano alla fine del campionato potrebbe succedere tutto e il contrario di tutto. Forse, per l’amore della maglia, sarebbe il caso di stringersi tutti intorno alla squadra. Non si mai.

I dati analitici della partita e su quello che potrebbe ancora succedere nelle parole del collega, Vittorio Renna :

“ Un piccolo cambiamento o un piccolo riscatto rispetto alla vergognosa partita di Foggia c’è stato. Il Lecce al contrario di quasi tutte le precedenti partite nelle quali aveva sempre “regalato” il primo tempo agli avversari, questa volta ha avuto un bell’approccio alla gara e nei primi dieci minuti ha acquisito quel 2-0 che è poi riuscito a portare fino al termine. La prestazione dei giallorossi non è stata di alto livello, ma quasi in linea con tutte le partite finora giocate. Dopo il secondo gol è sembrato come se la squadra avesse già vinto la partita non sapendo, invece, che il 2-0 è un punteggio sempre “pericoloso” perché basta un gol per riaprire i giochi. Infatti i rimanenti ottanta minuti hanno visto le due squadre quasi equivalersi, sono stati pochi i tentativi del Lecce di arrivare al terzo gol, quello della quasi sicurezza e il Fondi non si può dire che è stato l’agnello sacrificale. La squadra laziale (la 209esima venuta a giocare a Lecce in campionato, la 141esima in serie terza serie e la 19esima del Lazio) ha tentato il tutto per tutto per riaprire la partita, l’impegno c’è stato ma un pò la scarsa forza offensiva e poi la buona prestazione difensiva dei giallorossi non hanno permesso che ciò accadesse. Comunque qualche pericolo il Perucchini l’ha corso e in un paio di occasioni ha dovuto superarsi per evitare il gol. Si è, come previsto, registrata la contestazione nei riguardi di Padalino che io non condivido in toto. E’ stata una contestazione dovuta soltanto alla partita e a una foto di Foggia. Non credo che l’allenatore debba essere mandato via per così poco. Va valutata l’intera stagione nella quale sono emerse in modo chiaro alcune cose; non è riuscito a dare un’identità alla squadra pur avendo schierato ben 33 giocatori (27 giocatori in campionato più 7 in Coppa Italia), non ha minimamente pensato ad un gioco efficace sulle corsie laterali, ha avuto ben nove centrocampisti ma non ha saputo creare un bel reparto al centro del campo, in attacco non abbiamo mai visto due vere punte attaccare la porta avversaria e il povero Caturano è da due mesi fermo a quota 16 quando con un altro tipo di gioco (non il sempre bocciatissimo 4-3-3) avrebbe potuto attestarsi intorno ai 25 gol, il non idoneo utilizzo di Lepore (da capitano a …. panchinaro, ieri era squalificato), la cessione, a gennaio, di tre difensori (Vinetot, Freddi e Contessa) sostituiti dal solo e modesto Agostinone e potremmo continuare ancora per molto. Ma ci fermiamo qui. La vittoria del Foggia a Catania ha quasi spento del tutto le residue speranze di promozione. A questo punto possiamo dire che il campionato lo sta vincendo la squadra più forte se non altro perché ha commesso molti meno errori del Lecce. E’ certamente un grosso peccato veder fallire per il quinto anno di seguito la tanto attesa e sospirata promozione tra i cadetti. Un’ultima annotazione statistica sulla partita; Giuseppe Maimone è stato il 500esimo marcatore, in campionato, nella storia del Lecce (il primo fu Francesco, detto “Ciccio”, Meo che novant’anni fa, il 6 novembre 1927, nella partita Aversana – Lecce 1-1 segnò il primo storico gol del Lecce)”.

Mimmo De Gregorio

Foto di Andrea Stella

Marcatori Lega Pro girone C, Montini e Torromino tornano al gol

La trentunesima giornata del campionato di Lega Pro girone C va in archivio e si registrano 20 reti.

Tutti fermi lì in vetta, mentre tornano a far gol, Montini del Monopoli, al suo dodicesimo centro stagionale e Torromino del Lecce che segna la sua rete numero 9 in campionato.

Più giù, arriva la sesta rete per Kanoute della Juve Stabia, il quarto centro per Casoli del Matera e la terza rete per Paponi della Juve Stabia, Lanini del Matera e Sarao del Catanzaro.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 31 (prime posizioni)

 

 

16 reti: Caturano (Lecce)

15 reti: Negro (Matera)

13 reti: Mazzeo (Foggia)

12 reti: Montini (Monopoli)

11 reti: Emanuele Catania (Siracusa)

10 reti: Baclet e Statella (Cosenza), Coralli (Reggina), Pozzebon (Catania/Messina) e Ripa (Juve Stabia)

9 reti: Torromino (Lecce), Albadoro (Fondi) e Ciro Foggia (Melfi)

8 reti: De Vena (Melfi), Giovinco (Catanzaro), Lisi (Juve Stabia), N’Zola (Virtus Francavilla), Reginaldo (Paganese) e Sarno (Foggia)

7 reti: Corado (Casertana), Viola (Taranto), Calderini (Fondi), Armellino e Iannini (Matera), Izzillo (Juve Stabia), Mazzarani (Catania) e Abate (Virtus Francavilla)

 

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Il Matera travolge il Messina, pokerissimo al “XXI Settembre – Franco Salerno”

Prestazione convincente del Matera Calcio che nel posticipo delle 18.30 firma un pokerissimo d’autore, con cinque marcatori diversi, rilanciandosi in classifica e salvaguardando la terza posizione. Al cospetto, un Messina spiazzato dalla rete iniziale di Mattera, per una gara tutta in salita per i ragazzi di mister Cristiano Lucarelli, mentre i padroni di casa si sono esaltati con giocate di qualità negli spazi, esaltando un pubblico presente che non ha aderito a nessuna protesta, se non quella silente, per dissentire dagli ultimi scarsi risultati conseguiti dai ragazzi di mister Auteri.

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Parte forte il Matera che passa dopo otto giri di lancette: calcio da fermo defilato di Strambelli ed inzuccata vincente a firma di Mattera per il vantaggio di casa. Messina costretto all’inseguimento e che inevitabilmente lascia ampi spazi agli avanti materani veloci e bravi nell’inserimento senza palla. Nella fase centrale del match però, il Messina alza il ritmo, costringendo il Matera complice qualche sbavatura, a non ripartire, e soffrendo un paio di conclusioni dalla distanza dei siciliani. Prima è Anastasi ad avvitarsi di testa trovando la sfera che si perde però sul fondo, poi è Da Silva a chiamare in causa Tozzo dai venticinque metri che devia in angolo sulla sua destra. Maccarrone ci prova sugli sviluppi del corner, Tozzo blocca sull’incornata in area. Sempre l’estremo locale è impegnato al ventiseiesimo quando una staffilata dal limite di Milinkovic impegna l’ex estremo doriano che si rifugia in respinta sulla sua sinistra. Scampato il pericolo, il Matera raddoppia: Salandria pesca con un delizioso lob a scavalcare la difesa Lanini, il quale controlla e si coordina per una conclusione acrobatica che termina nell’angolo più lontano alla sinistra di Berardi. Ottima esecuzione per una rete di pregevole fattura. Matera che sino all’intervallo amministra il match rischiando poco e gestendo la sfera con rapidi fraseggi e combinazioni di buona qualità.

Nella ripresa, il Messina che è costretto a sostituire durante l’intervallo il dolorante Rea per Bruno, ma è il Matera che parte forte e che triplica al terzo con Salandria, abile a ricever palla sulla destra da Strambelli ed a scaricare un destro potente e preciso sul primo palo appena entrato in area di rigore. Matera temibile di ripartenza, con Negro all’ottavo che scavalca Berardi in uscita ma il suo pallonetto è salvato sulla linea di testa da Maccarrone. Si sveglia il Messina che accorcia le distanze al quarto d’ora. Incursione di Da Silva che dal limite spedisce la sfera sul primo palo per poi entrare in rete, battendo Tozzo sulla sua sinistra. Il Matera però è in giornata, rimacina gioco e trova il poker al ventesimo con Casoli, la cui girata di testa su corner di Negro chiude definitivamente i giochi. Ci prova l’ex (applauditissimo) Madonia per i giallorossi a cercare la rete del quattro a due, ma il suo sinistro è alto di poco e l’azione sfuma dopo una buona giocata del neo entrato ospite. Ampi spazi per un Matera che con i velocissimi Sartore e Carretta, subentrati a Negro e Strambelli, crea seri grattacapi alla difesa di mister Lucarelli. Prima Sartore finalizza al meglio un contropiede su assist di Carretta, piazzando la sfera sul palo opposto per il cinque a uno, poi lo stesso brasiliano spreca non servendo il libero Carretta in un due contro uno. Termina con un perentorio cinque a uno una gara che permette al Matera di conservare in posizione solitaria di classifica la terza piazza, in vista della finale di andata di Coppa Italia Lega Pro contro lo schiacciasassi Venezia, leader indiscusso del girone B. Segnali positivi dunque per mister Auteri, i biancoazzurri appaiono in un buono stato di forma fisica e sicuramente mentalmente più liberi dopo un periodo buio.

Tabellino 

Matera – Messina 5 – 1

Matera: Tozzo, Scognamillo, Di Lorenzo (56° Armeno), Mattera, De Franco, De Rose, Salandria, Casoli, Strambelli (73° Carretta), Negro (64° Sartore), Lanini. A disposizione: Biscarini, D’Egidio, Ingrosso, Gigli, Meola, Didiba, Dammacco, Infantino. Allenatore Auteri.

Messina: Berardi, Grifoni, De Vito, Rea (46° Bruno), Maccarrone (75° Palumbo), Musacci, Sanseverino (62° Madonia), Da Silva, Foresta, Milinkovic, Anastasi. A disposizione: Russo, Benfatta, Saitta, Ventola, Capua, Ferri, Cicconi, Akrapovic, Mancini. Allenatore Lucarelli.

Arbitro: Giuseppe Strippoli di Bari coadiuvato dagli assistenti Stefano Viola di Bari e Sante Selicato di Siena

Reti: 8° Mattera (Mat), 27° Lanini (Mat), 48° Salandria (Mat), 59° Da Silva (Mes), 63° Casoli (Mat), 82° Sartore (Mat)

Note: Pomeriggio ventilato ma soleggiato, campo in buone condizioni. Ammoniti De Rose e Casoli per il Matera, Maccarrone e Da Silva per il Messina, angoli 7 a 3 per il Matera. Recupero 1° p.t., 3° s.t. Spettatori: 2500 circa con una settantina di tifosi del Messina.

VINCENZO PIZZULLI

Bisceglie di misura sul Francavilla: il Trastevere è avvertito

Pur fornendo una prestazione lontana dagli abituali standard, il Bisceglie ha piegato di misura un Francavilla che avrebbe meritato indubbiamente qualcosa in più.

È cambiata la forma ma non la sostanza nell’assetto iniziale messo in campo daNicola Ragno, con un 4-2-3-1 che ha visto esterni alti Partipilo e Lattanzio,Cioffi regista e Montaldi a guastare i piani della retroguardia di Ranko Lazic.

Una gara dai pochi sussulti ma dall’avvio promettente. Al sesto Masiniraccoglie un pallone su cui si è avventato di testa in tuffo; Di Franco è incerto,Ousmane Diop ha rimediato in angolo. Due minuti più tardi discesa di Partipilo e cross da banda destra, Mauro Cioffi ha mancato l’incornata decisiva.

Al ventesimo è Lattanzio ha guadagnato pallone dalla sinistra e tentato l’incursione ma a tu per tu con il portiere gli è franato addosso.

È l’ultimo spunto che i nerazzurri hanno offerto nella prima frazione, fornendo una prestazione al piccolo trotto e soffrendo le rapide ripartenze avversarie. Al ventiquattresimo minuto Fanelli ha provato in spaccata dai quindici metri; Di Franco è stato attento a deviare in corner.

Al minuto ventisette contropiede di Cassata che dopo aver bruciato Delvino ha tentato di sinistro la diagonale, trovando la pronta opposizione di Petta.

Non succede più nulla nel primo tempo i cui ultimi minuti vengono condizionati da clamorose incertezze commesse dal direttore di gara in occasione dei falli subiti dalla squadra di casa, suscitando malcontento da parte dei tifosi nerazzurri.

Nella ripresa, con l’ingresso di Petitti in luogo di Cioffi, il Bisceglie è partito più pimpante trovando maggior spazio e fluidità di manovra. Già al cinquantesimoAnibal Montaldi, entrato in area, ha caricato il colpo dal vertice basso destro vedendosi respingere il cuoio in angolo. Sul corner la sfera è carambolata sulla testa di due calciatori di casa.

È il preludio al gol che arriva sei minuti più tardi: sugli scudi Anthony Partipilo, micidiale in progressione sulla destra. Il palleggio cross da bordo campo viene recepito da Riccardo Lattanzio, tiro respinto, e poi da Andrea Risolo che ha appoggiato al centro per lo stesso attaccante andriese che in acrobazia ha messo in ghiaccio la partita. Conclusione imparabile per Gravagnone e il capitano nerazzurro ha potuto festeggiare il suo tredicesimo gol in campionato.

All’ora di gioco ancora Bisceglie con Montaldi che scarica il tiro dal limite ribattuto dalla gabbia francavillese; sul proseguio Petitti ha cincischiato perdendo il pallone.

Al settantunesimo gli ospiti si sono rifatti sotto con la punizione centralissima diSekkoum, poco pungente nella sua specialità in questo match.

La girandola di cambi dei minuti seguenti ha riempito una sfida che non ci ha permesso di appuntare ulteriori azioni degne di nota. Ultimo velleitario scossone all’ultimo minuto con una pretenziosa girata di Fanelli terminata ampiamente a lato.

Non importa come la vittoria sia venuta; tutto conta per la squadra cara al presidente Nicola Canonico, soprattutto in vista dell’importante scontro diretto contro il Trastevere in programma mercoledì 29 marzo. I romani, forti del primato in classifica e dei favori del pronostico, sono avvertiti dal filotto di sette risultati utili consecutivi dei biscegliesi e sicuramente sentiranno il peso del ruolo di leader nella madre di tutte le partite di questo campionato di serie D.

BISCEGLIE-FRANCAVILLA 1-0

Bisceglie: Di Franco, Delvino, Raucci, Diop, Petta, D’Aiello, Partipilo, Risolo, Lattanzio (dal 78° Miale), Cioffi (dal 46° Petitti), Montaldi (dal 90° Vaccaro). Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Biancola, Pistola, Posillipo, Cerone, Moccia.
Francavilla in Sinni: Gravagnone, Granatiero (dal 71° Palumbo), Nicolao, Sekkoum (dall’82° Marino), Puca, Degol, Cassata, Gasparini, Masini (dal 75° Del Prete), Fanelli, Aleksic. Allenatore: Ranko Lazic. A disposizione: De Martino, Viceconte, Aggiorno, Strumbo, De Marco.
Terna arbitrale: Maninetti di Lovere (Savino di Torre Annunziata e Facchini di Parma).
Reti: 56° Lattanzio.
Note: 1200 spettatori circa. Calcio d’angolo: 4-7. Ammoniti: Raucci, Delvino, Montaldi, Partipilo, Cassata.

Bartolomeo Pasquale

Aggressione Taranto, rinviata la sfida di domenica con la Paganese

La Lega Pro ha deciso di rinviare a data da destinarsi la partita Taranto-Paganese in programma domenica 26 pv, dopo i gravissimi fatti accaduti oggi che hanno portato all’aggressione dei calciatori pugliesi.

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L’atto obbliga tutti a riflettere e, a tal fine, il Presidente Gabriele Gravina, porterà il tema nella riunione del Consiglio Federale di lunedì 27.

Taranto, calciatori aggrediti e minacciati durante gli allenamenti

Un increscioso episodio di violenza si è verificato quest’oggi tra le mura che circondano lo stadio “Erasmo Iacovone” di Taranto.

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Secondo quanto riportato da Tuttolegapro.com, un gruppo di tifosi avrebbe minacciato con mazze e coltelli alcuni giocatori rossoblu, prima di aggredire gli stessi con schiaffi e pugni. I calciatori maggiormente coinvolti sarebbero il portiere Maurantonio e i difensori Stendardo ed Altobello. Colpiti, dunque, i veri e propri leader della difesa, ma soprattutto della rosa ionica. Inoltre, mentre cercava di calmare gli animi, è stato coinvolto anche il tecnico Salvatore Ciullo.

Alessandro Mazzarino

Lecce Calcio : I massimi esponenti tornano a parlare.

A distanza di 24 ore dalla decisione di indire il silenzio stampa, presidente, direttore sportivo e allenatore hanno deciso di tornare a parlare e lo hanno fatto al “Via del Mare nel corso di una conferenza stampa.

La contestazione dei tifosi nei confronti del tecnico Padalino, manifestatasi domenica sera al rientro della squadra in sede, e quella va di ieri pomeriggio allo stadio alla ripresa degli allenamenti, hanno indotto i vertici societari, nel tentativo di riconciliare le varie anime del tifo, ad uscire allo scoperto.

Il direttore sportivo, Mauro Meluso :

“ E’ stata una sconfitta meritata, che ha portato a delle appendici successive. Delle spiegazioni tecniche sulla partita in se, le abbiamo già date domenica, poi c’è stato qualche altro che ha infastidito la piazza. Io, nella mie veste di responsabile tecnico dico che Pasquale Padalino è un tecnico importante, una persona seria ed un gran lavoratore. Tutto quello che è nato dopo la gara di domenica a Foggia credo sia tutto un equivoco. Conoscendo bene la persona di Mister Padalino so bene quale fosse il suo stato d’animo al novantesimo,sicuramente deluso e ferito per la prestazione offerta”

Il tecnico, Pasquale Padalino :

“ Non penso che qualche foto abbia potuto toccare la sensibilità di qualcuno. Se così è stato chiedo scusa. Non sono tornato a Lecce dopo la partita perché era tutto preventivato. Chi mi conosce, sa quanto sto male dopo una sconfitta. Mi assumo tutta la responsabilità per una prestazione non da Lecce. Da parte di tutti c’era la voglia di far bene e di restare in testa alla classifica. Una voglia che c’è ancora e che ci sarà sino alla fine. Con questa città ho un conto in sospeso e il mio desiderio è quello di riscattarmi con una vittoria. Mi fa soffrire la contestazione, chiedo a tutti i tifosi di tornare con noi”.

Avv.  Saverio Sticchi Damiani,Presidente Onorario :

“ E’ doloroso dover affrontare questa conferenza. Si mette in discussione la correttezza di una persona. Avrei potuto essere più autoritario e far salire tutti sul pulman, e per questo chiedo scusa.Ma non deve essere messa in discussione la professionalità di chi lavora con noi, in caso contrario non staremmo più insieme. La prestazione di domenica è stata pessima ma siamo sicuri che insieme: dirigenti, tecnici e giocatori si possa centrare il risultato”.

Al termine dell’incontro con i giornalisti, il Direttore Sportivo, Mauro Meluso, ha ribadito che il silenzio stampa continuerà  anche nei prossimi giorni. Decisione che non condividiamo e che servirà solo ad  inasprire ancora di più gli animi dei tifosi.

Mimmo De Gregorio

Foto : Archivio Us Lecce

Lega Pro: Classifica media-spettatori di tutte le 60 squadre dopo la 30^giornata

Con il posticipo serale di Bassano si è conclusa anche la 30^giornata di Lega Pro, nuovo aggiornamento nella classifica media-spettatori, ma è anche interessante andare a vedere le partite più seguite di questa giornata.

Foggia-Lecce nel girone C ha visto un pubblico da serie A con 16.061 presenti, per il derby pugliese vinto nettamente dai rossoneri, vittoria che da ora un grosso vantaggio in ottica serie B alla squadra di Stroppa. Peccato che l’agibilità dello Zaccheria non sia stata più alta, perché probabilmente avrebbe superato anche il match dell’andata al Via del Mare, quando furono 17.254 gli spettatori (dato che rappresenta il secondo numero più alto registrato nella stagione 2016/2017 in Lega Pro, di meglio era stato fatto solo nel derby emiliano Reggiana-Parma con 17.358).

Gran bel pubblico anche al Mercante nel derby veneto, tra gli uomini di Bertotto e il Venezia di Inzaghi, ben 2.650 spettatori che rappresentano anche il record stagionale del Bassano, numeri rafforzati anche dal fatto che il match era in diretta televisiva su Rai Sport 1.

GIRONE A
1° Livorno: 4.260 spettatori
2° Alessandria: 3.433
3° Cremonese: 3.033
4° Arezzo: 2.661
5° Siena: 2.610
6° Lucchese: 1.985
7° Piacenza: 1.757
8° Como: 1.807
9° Prato: 1.256
10° Viterbese: 1.105
11° Olbia: 1.050
12° Carrarese: 1.043
13° Pistoiese: 1.012
14° Giana Erminio: 840
15° Pro Piacenza: 588
16° Pontedera: 550
17° Tuttocuoio: 463
18° Racing Roma: 285
19° Renate: 279
20° Lupa Roma: 225

GIRONE B
1° Parma: 9.936 spettatori
2° Reggiana: 7.249
3° Sambenedettese: 4.216
4° Padova: 3.749
5° Venezia: 2.972
6° Modena: 2.861
7° Mantova: 2.135
8° Ancona: 1.696
9° Fano: 1.665
10° Teramo: 1.485
11° Pordenone: 1.440
12° Bassano: 1.222
13° Gubbio: 1.191
14° Forlì: 973
15° Maceratese: 933
16° Feralpisalò: 750
17° Sudtirol: 691
18° Albinoleffe: 688
19° Santarcangelo: 635
20° Lumezzane: 394

GIRONE C
1° Lecce: 11.694 spettatori
2° Foggia: 9.810
3° Catania: 7.880
4° Taranto: 4.589
5° Reggina: 3.913
6° Matera: 3.547
7° Cosenza: 2.610
8° Siracusa: 2.569
9° Fidelis Andria: 2.241
10° Messina: 1.954
11° Monopoli: 1.882
12° Catanzaro: 1.857
13° Juve Stabia: 1.855
14° Casertana: 1.480
15° Francavilla: 1.466
16° Akragas: 1.460
17° Paganese: 1.131
18° Melfi: 940
19° Vibonese: 861
20° Fondi: 393

Il Lecce continua ad avere il pubblico più numeroso di tutta la Lega Pro con 11.694 spettatori di media a partita, secondo il Parma che viaggia intorno ai 10.000 presenti al Tardini a gara, terzo il Foggia che si avvicina notevolmente alle prime 2, la sensazione è che nella parte finale del campionato, visto il grande entusiasmo che si respira intorno alla squadra di Stroppa, il gap si possa assottigliare ancora.
Per quanto riguarda il girone A il Livorno continua ad essere in testa, ma il pubblico dell’Armando Picchi ha numeri deludenti con solo 4.260 presenti a gara, che gli basta per superare Alessandria e Cremonese, ma che non rende merito alla storia recente del pubblico amaranto, certo che i risultati deludenti hanno un peso determinante, visto che il Livorno non è mai stato in corsa realmente per la vittoria del campionato.

NUMERI NEL DETTAGLIO DEI TRE GIRONI
Il bilancio delle prime 30 giornate, vede nel girone A il meno seguito solo 448.862 spettatori finora, con una media-gara di 1.496 persone, per quanto riguarda il B la situazione migliora, infatti con 706.705 totali si superano le duemila unità a gara, per la precisione 2.356 spettatori. Numeri nettamente più alti nel girone C che vede un seguito importante, con ben 921.572 spettatori e una media-gara di 3.113, incredibile il fatto che il girone del Sud doppia quasi il raggruppamento A; la differenza è notevole sembra quasi che si giochino due campionati di livello diversi.

Nella prossima giornata le partite che si preannunciano di maggiore interesse sono Sambenedettese-Reggiana, Padova-Bassano, Catania-Foggia e Matera-Messina. Da qui alla fine solo 8 giornate per determinare definitivamente le classifiche media-spettatori definitive.

FONTE: news.superscommesse.it

Lecce : clima teso alla ripresa degli allenamenti

Per motivi di ordine pubblico, la ripresa degli allenamenti, inizialmente prevista a Martignano, è stata spostata al Via del Mare. I tanti tifosi presenti, assenti gli ultras, hanno dovuto attendere circa due ore prima di vedere giocatori e tecnici uscire dal sottopassaggio. Allenamento svolto in un clima teso con una contestazione forte nei confronti del tecnico Padalino, responsabile unico, secondo gli appassionati giallorossi, della disfatta di Foggia di domenica scorsa. Le foto scattate a fine partita con Coletti e il tecnico Stroppa hanno ancora di più fatto arrabbiare il popolo giallorosso, lo striscione esposto in curva sud (foto) ne è la conferma. Più volte durante l’allenamento è stato chiesto l’esonero del tecnico, ma la società anche se in modo informale ha escluso tale provvedimento. Intanto, nel tentativo di riconciliare l’ambiente, di riportare tranquillità all’interno dello spogliatoio in vista delle ultime impegnative otto partite di campionato, la Società ha indetto, per domani pomeriggio alle 15 allo stadio di Via del Mare, un conferenza stampa con l’intervento del Presidente, Avv. Sticchi Saverio Damiani e del tecnico, Pasquale Padalino. E’ pur vero che quattro punti di svantaggio + 1 per gli scontri diretti sono tanti, ma niente è da escludere.

Mimmo De Gregorio

Foggia – Lecce 3-0. Il racconto romanzato di una giornata incredibile

luigi-garofaloSono passate da poco le cinque del pomeriggio di domenica 19 Marzo quando io ed i miei compagni di viaggio Giuseppe e Roberto ci incamminiamo lungo viale Ofanto in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti.  Il pranzo lo abbiamo saltato: niente panini o robe del genere. Così, mentre superiamo via Guido Dorso ed imbocchiamo Viale degli Aviatori, man mano che ci avviciniamo al posto prescelto per mangiare qualcosina, la fame aumenta.

Mi giro a destra, guardo il sole tramontare. Il cielo è limpido. Penso e dico a me stesso che è proprio un bella giornata. Probabilmente se quella di ieri fosse stata una qualsiasi domenica primaverile, non so se avrei fatto caso al tramonto. In realtà quello di ieri era ben diverso, perché con la sua serenità simbolicamente chiudeva una settimana piena di attesa, di tensione, di fermento per quel derby, per quel Foggia-Lecce che da tempo aspettavamo. Così in quel lento cammino post-partita accanto a noi vedo tanta gente soddisfatta che, nella tranquillità più assoluta, commenta la grande vittoria del Foggia. Dopo aver mangiato ci infiliamo in auto, in direzione Poggio Imperiale, luogo da cui siamo partiti. Nel tragitto riavvolgo ilnastro di questa giornata e di questa partita che, comunque andrà a finire questo campionato,ha rappresentato un’incredibile giornata di sport, da ricordare.

Ho pensato che questa domenica è stata un contenitore misto di emozioni e sensazioni diverse, che solo chi ha a cuore le sorti del Foggia può capire. In settimana abbiamo osservato la corsa frenetica ai biglietti, abbiamo apprezzato la Foggia-mania esplosa fin da martedì con la messa in vendita on-line dei tagliandi. Ilsold-out presto raggiunto ha contribuito ad accrescere la tensione. Foggia aveva risposto presente all’appuntamento contro la seconda in classifica. Era necessario che la squadra rispondesse a sua volta con una grande prestazione. E così è stato.

Sono le 8 di mattina quando Giuseppe mi scrive un messaggio chiedendomi: “Hai dormito?”. Allude alla sua tradizionale tensione pre-partita. Mi strappa una risata. Gli faccio gli auguri di buon onomastico, poi rifletto e penso: potrebbe essere il protagonista perfetto dell’inno dei Satanelli, quando recita  “Maledetta insonnia prima di ogni partita”. Insieme decidiamo di partire alle 11.30, senza optare per il pranzo, perché c’è da fare una fila in Tribuna Ovest inferiore (settore che  scaramanticamente- dato che ha spesso portato bene- abbiamo scelto da tempo per seguire le partite del Foggia). Nel viaggio c’è un sole incredibile. Altro che primavera, sembra quasi giugno. Dopo aver parcheggiato, di corsa  ci rechiamo all’ingresso. C’è tanta gente a fare la fila in Curva Sud al pre-filtraggio. In viale Ofanto, nel nostro settore, la fila è più scorrevole. Entriamo ad un’ora e mezza della gara. Ci accoglie un addetto che ci fornisce un volantino con il testo dell’Inno del Foggia, da cantare insieme. Gli rispondiamo che non ne avevamo bisogno. Lo conosciamo. Poi prendiamo posto. Ci accomodiamo a pochi passi dalla panchina avversaria. Giuseppe mi fa notare che è lo stesso posto di Foggia-Pisa e di quella brutta giornata. Per chi è scaramantico sarebbe stato un brutto presagio.

No, non poteva andare come quella volta. L’aria è diversa. Elettrica, ma diversa. La posta in gioco era alta, sportivamente parlando: una mini-fuga con vista promozione. Quel che balza subito ai nostri occhi è la cornice di pubblico: tutti i settori erano già pieni. Lo stadio avrebbe spinto la squadra, e questo era già un buon punto di partenza. Foggia e Lecce entrano in campo per il sopralluogo. Le prime scintille tra i giocatori ci sono fin da subito: del motivo e di come siano andate le cose lasciamo parlare ai giornalisti. Ci guardiamo negli occhi e pensiamo che sarebbero stati 90 minuti caldissimi quelli che di lì a poco stavano per iniziare. Da casa degli amici mi scrivono. Vogliono sapere atmosfera, ricevere come sempre qualche foto, leggere la formazione. Il momento della discesa in campo dei giocatori sembra non arrivare mai. Poi finalmente il riscaldamento. Notiamo i titolari: Guarna in porta; Loiacono, Coletti, Martinelli e Rubin in difesa; Agazzi, Vacca e Deli a Centrocampo. In attacco vediamo Mazzeo e Di Piazza, poi Chiricò.  Non vediamo Sarno. “Dov’è Sarno?”,  mi chiedono. Sarà in panchina? Poi arriva l’sms di conferma da casa, con le formazioni ufficiali. Chiricò ha vinto il ballottaggio con Vincenzino. Mentre la squadra si riscalda racconto ai miei amici dei complimenti che ho fatto sul gruppo Facebook “Forza Foggia!” a Tommaso Coletti, in occasione del suo rinnovo di contratto. Dico loro: “Vedrete, oggi segna”. Con un po’ di scetticismo mi guardano come per dire “Ma come ti viene in mente? Perché proprio lui?”. Prima della gara c’è il tempo di ammirare lo spettacolo di colori delle curve, sia locali che ospiti. Dopo aver cantato tutti insieme l’inno della nostra squadra, inizia la partita. Le prime due occasioni sono proprio due punizioni per il Coletti: una finisce di poco fuori, l’altra deviata in calcio d’angolo. E’ un Foggia pimpante, che surclassa gli avversari sulla corsa e sulla qualità. Il risultato sono le tante occasioni da gol. Poco dopo Mazzeo la sblocca. Lo Zaccheria impazzisce di gioia. Poi succede quello che avevo sperato e pronosticato: Coletti inventa un gol incredibile da una distanza siderale. La squadra corre ad abbracciarlo. Mi giro e dico a i  miei amici: “Ve l’avevo detto!”, non con aria di presunzione, ma con la soddisfazione di chi credeva che Tommaso un gol lo meritava. Nel girarmi però vedo uno dei due miei amici quasi commosso. Non gli chiedo se avessi visto bene, se erano vere lacrime. Credo che abbia scaricato così la tensione, come per dire: “oggi è andata bene”. A fine primo tempo c’è giusto il tempo di commentare quello che è stata la prima frazione di gioco, anche con chi non è potuto esserci, che già si ricomincia. Francesco Deli chiude la contesa con un’azione personale. E’ il 3 a 0.  Di lì in poi è solo accademia. I cambi ed il resto delle azioni fanno da cornice ad una giornata perfetta ed ad una piazza che, a detta di tutti i media, è da Serie A. Quando arriva il triplice fischio aspettiamo il passaggio della squadra per gli applausi ed i cori. Anche per Stroppa, perché sono meritati.

Soddisfatti ci incamminiamo verso l’uscita. Sentiamo i commenti della gente, guardiamo gli altri risultati. In questo momento quella tensione sportiva che c’era stata durante la settimana si stempera. La partita è finita.

Così mentre concludo ai miei occhi il flashback di questa interminabile, ma grandissima giornata, mi accorgo che sono arrivato a Poggio Imperiale. Accompagno i miei amici a casa e metto la macchina in garage. E’ buio e penso che tra poche ore anche questa giornata sarà conclusa. Così torno sulla Terra, dopo le emozioni della partita. La sera ed il buio mi fanno pensare che tutto volge al termine. Anche una domenica come quella di ieri, bella da non volerla lasciare. La cinica riflessione mi porta a pensare che il Lecce è ormai già passato. La prossima settimana e la partita con il Catania è alle porte. E’ il momento di resettare tutto.  Serve recuperare forza e concentrazione, stemperare l’eccessiva euforia in vista della prossima gara. Nulla di definitivo è compiuto. Occorre subito ripartire, per poter raggiungere un traguardo che questa città merita, che manca da troppo tempo e per poter continuare a respirare aria di vittoria. Esattamente come ieri.

Lecce : tifosi in fibrillazione

La pesante sconfitta subita a Foggia, il non gioco, il poco impegno, le foto di Padalino, a fine partita, con giocatori e tecnico del Foggia, hanno fatto ancora di più imbestialire i tanti tifosi leccesi soprattutto quelli che si sono sobbarcati a circa 600 chilometri di strada. Dopo più di 24 ore la rabbia non è per niente scemata anzi è aumentata dopo che l’U.S. Lecce, con un comunicato stampa, ha ordinato a tutti i tesserati il silenzio stampa. E’ stata una giornata convulsa durante la quale si sono accavallate voci di un possibile esonero, voci che con il passare delle ore non hanno trovato conferme ufficiali. In attesa della ripresa degli allenamenti prevista per domani, a Martignano è già pronto, per Padalino, uno striscione di “ benvenuto” come si evince dalla foto.

Tra tutti i messaggi postati su facebook, ne abbiamo scelti due che esprimono quello che è il pensiero della maggior parte dei tifosi giallorossi.

Ing. Andrea Mazzotta

“Da semplice tifoso non voglio nessun chiarimento da parte di chi, con il suo indegno comportamento, ha mancato di RISPETTO verso una città intera! Posso anche rimanere in Lega Pro, nessun problema, NOI CI SAREMO SEMPRE, ma chi ha bistrattato la mia MAGLIA, la mia TERRA, la mia FEDE, deve andare via!
PADALINO VATTENE DA LECCE!

 Avv.Oronzo Valletta

Ho difeso sempre, forse per deformazione professionale che diventa una seconda pelle, tutti i mister che si sono seduti sulla panchina del Lecce, quelli che mi piacevano e quelli che non mi piacevano, tra i quali Braglia, fino alle farneticanti conferenze di fine torneo che lo resero indifendibile.
Ho sempre difeso mister Padalino, al quale riconosco di aver fatto un buon lavoro (61 punti in 30 partite, con una squadra rifatta, sono tanta roba). Purtroppo però, mi spiace dirlo, senza neppure entrare nel merito tecnico, il post partita di ieri lo ha reso indifendibile:quei sorrisi, quegli abbracci, sono stati un colpo al cuore dei tanti che, per l’ennesima volta, hanno trascurato tutto e tutti, ben piú meritevoli (leggi famiglie), per stare vicini alla propria squadra.

Caro mister, anch’io, oltre che tifoso, mi ritengo uno sportivo, tante volte mi sono congratulato con un avversario (anche nel mio lavoro) che aveva vinto, ma se ancora, a 44 anni, non hai compreso le dinamiche del calcio, non puoi fare il mister professionista. Non potevi, ieri, fare lo sportivo con il sedere degli altri, tutti quei magnifici tifosi giallorossi che, nel settore ospiti o in tv, dopo l’umiliazione calcistica hanno dovuto sorbirsi pure la tua, di umiliazione.
Tanto dovevo, per la stima che ho sempre manifestato verso mister Padalino.

Mimmo De Gregorio

Lecce in silenzio stampa

L’U.S. Lecce comunica che i propri tesserati e dirigenti tutti, fino a diversa comunicazione, non rilasceranno dichiarazioni. L’intento della società, staff tecnico e giocatori è quello di <rialzarsi> immediatamente dopo il passo falso di ieri a Foggia, al fine di non lasciare nulla di intentato nella corsa promozione, che ci vede, comunque, al secondo posto in classifica ad otto giornate dalla fine del campionato.
Le comunicazioni ufficiali avverranno per il tramite dell’Ufficio Stampa.

Mimmo De Gregorio

Foggia – Lecce 3 – 0 : ” ORA BASTA”

Contro il Foggia, sono venuti a galla tutti i difetti tattici già in parte evidenziati nelle gare precedenti. Una gara senza né testa né coda con un Lecce debole e confusionario.  A parte la forza del Foggia, è stato proprio l’atteggiamento tattico (4-3-3), tramutatosi nel corso della partita in un 4-5-1 a far naufragare la piccola navicella giallorossa.”ORA BASTA”  si diceva nei titoli. Il popolo giallorosso, rappresentato a Foggia da circa 100° irriducibili merita rispetto, rispetto per il calore che puntualmente da alla squadra, rispetto per tutti gli sforzi e i sacrifici che si fanno sia per essere presenti al “ Via del Mare”, sia per le lunghe trasferte a cui si sottopongono., Il tutto per amore di una maglia, il  tutto per cercare di uscire dall’inferno della Lega Pro e scusate se è poco. Urgono provvedimenti urgenti. Certamente non tocca a noi suggerire quali, ma qualcosa va fatto. Se qualcuno non l’ho ancora fatto, lo faccia “suggerendo” al mister che gli uomini a sua disposizione non sono adatti al suo credo calcistico: 4-3-3. Tenga in debita considerazione il Sig. Padalino che sta “lavorando” in una piazza competente e ricca di storia calcistica.

Il collega Vittorio Renna, acuto  conoscitore del calcio leccese in modo particolare, non si sottrae, dopo lo scempio di Foggia, ad analizzare la partita.

“ E’ arrivata, così, l’ennesima, umiliante e vergognosa prestazione del Lecce. Possiamo anche dire che è l’ultima della stagione; le rimanenti otto partite non contano più niente. Il campionato dei giallorossi è finito, ma non è finito oggi bensì era finito a Francavilla quindici giorni fa. Perché la sconfitta di oggi poteva anche starci, ma il ko di Francavilla è stato quello che più di tutti ha chiarito il valore della squadra. Il Francavilla dopo il successo sul “piccolo” Lecce, la domenica dopo è stato sconfitto dalla Vibonese e oggi, in casa, dal Melfi (sono le ultime due squadre della classifica); non è fin troppo eloquente tutto questo? Oggi a Foggia il Lecce di mister Padalino ha disputato la sua solita partita, è stata uguale per filo e per segno a tutte le 29 partite precedenti. C’è poi anche un dato statistico che ha il suo valore; una squadra se perde cinque partite non riesce a vincere un campionato e il Lecce è riuscito a raggiungere questo ……traguardo. Dall’inizio del campionato abbiamo sempre detto che la promozione  diretta in serie B l’avrebbe raggiunta la squadra che avrebbe commesso meno errori; il Lecce è stato capace di commetterne a iosa. A gennaio si sarebbe potuto e dovuto apportare qualche opportuna correzione ed invece sono stati ceduti tre difensori tra i quali Contessa per prendere uno inferiore di molto di quello ceduto, il Costa Ferreira, tranne il “tiro della domenica” contro il Catania, non ha dato quell’apporto che molti speravano e forse hanno pure creduto di vedere, è arrivato Perucchini che al momento risulta il peggiore dei tre portieri schierati in questa stagione (Bleve 12 partite giocate e 9 gol subiti con una media di 0,75, Gomis 11 partite e 12 gol con una media di 1,09, Perucchini 7 partite e 9 gol con la media di 1,29). Peccato!!! La delusione dei tifosi giallorossi è grande e non sarà facile convincersi che il prossimo sarà il sesto campionato in Lega Pro (i play-off lasciamoli perdere; non sono per questo Lecce). Della partita e dei tanti errori commessi sul campo e in panchina è meglio stendere un velo pietoso. Si è chiusa, così, senza alcun dubbio la più brutta giornata dell’intera stagione.

Mimmo De Gregorio

Marcatori Lega Pro girone C, salgono Mazzeo e Baclet

24 sono le reti segnate nella trentesima giornata del campionato di Lega Pro girone C.

Sale ancora Mazzeo del Foggia, al suo tredicesimo centro stagionale.

Doppietta e salita a 10 per Baclet del Cosenza.

Nona rete per Albadoro del Fondi.

Ottava rete per Giovinco del Catanzaro, De Vena del Melfi e salita a 8 dopo una doppietta per Lisi della Juve Stabia.

Settima marcatura per Corado della Casertana.

Sesto centro per Deli del Foggia, Di Grazia del Catania e Valente del Siracusa.

Da segnalare anche la doppietta con conseguente salita a 5 per Kanoute della Juve Stabia.

 

 

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CLASSIFICA MARCATORI dopo la giornata 30 (prime posizioni)

 

16 reti: Caturano (Lecce)

15 reti: Negro (Matera)

13 reti: Mazzeo (Foggia)

11 reti: Emanuele Catania (Siracusa) e Montini (Monopoli)

10 reti: Baclet e Statella (Cosenza), Coralli (Reggina), Pozzebon (Catania/Messina) e Ripa (Juve Stabia)

9 reti: Albadoro (Fondi) e Ciro Foggia (Melfi)

8 reti: De Vena (Melfi), Giovinco (Catanzaro), Lisi (Juve Stabia), N’Zola (Virtus Francavilla), Reginaldo (Paganese), Sarno (Foggia) e Torromino (Lecce)

7 reti: Corado (Casertana), Viola (Taranto), Calderini (Fondi), Armellino e Iannini (Matera), Izzillo (Juve Stabia), Mazzarani (Catania) e Abate (Virtus Francavilla)

 

 

ALESSANDRO POLICHETTI

Foggia-Lecce, 3-0 senza storia

Un Foggia autoritario supera 3-0 il Lecce e allunga in classifica a +4. Grandissima partita dei rossoneri che si aggiudicano il big-match di un intero campionato dimostrando che il destino della stagione è nelle proprie mani. Foggia superiore al Lecce in tutti i reparti e anche nella condizione fisica.

Le reti portano le firme di Mazzeo, Coletti e Deli.

Ecco la cronaca completa del match e il tabellino della stessa.

FOGGIA-LECCE 3-0

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli (57’ Gerbo); Chiricò (78’ Agnelli), Mazzeo, Di Piazza (72’ Sarno). A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Sainz-Maza, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Pertosa, Faber. All. Giovanni Stroppa

LECCE – Perucchini; Ciancio, Giosa, Cosenza, Agostinone; Costa, Fiordilino (70’ Marconi), Tsonev (69’ Arrigoni); Pacilli (46’ Lepore), Caturano, Doumbia. A disp. Bleve, Chironi, Vitofrancesco, Mancosu, Drudi, Monaco, Muci, Maimone, Mengoli. All. Pasquale Padalino

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MARCATORI – 29’ Mazzeo (FG), 32’ Coletti (FG), 53’ Deli (FG),

AMMONITI – 54’ Ciancio (LE), 60’ Vacca (FG), 91’ Lepore (LE),

ESPULSI –

CALCI D’ANGOLO – 4-4

TIRI IN PORTA – 8-4

TIRI FUORI – 6-4

FUORIGIOCO – 2-2

ARBITRO – Antonio Giua di Olbia

ASSISTENTI – Marco Scatragli di Arezzo e Mattia Scarpa di Reggio Emilia

RECUPERO – 0’ – 3’

CRONACA – I due tecnici non optano per le sorprese e mandano in campo le due formazioni previste ampiamente alla vigilia. Tridente d’attacco con Caturano preferito a Marconi per Padalino, Agazzi a centrocampo al posto del capitano Agnelli la scelta di Stroppa. Scaramucce nel corso del riscaldamento tra giocatori delle due squadre a centrocampo. Situazione rientrata immediatamente anche grazie all’intervento dei responsabili steward in campo.

Quattro secondi di gioco. Mazzeo riceve palla al centrocampo dopo la battuta e tenta un dribbling su Costa che riesce a metà, prima che il portoghese tiri vistosamente la maglia del numero 19 rossonero. Il clima pre-gara non sembra essersi smorzato.

3’ Punizione di Coletti che termina di poco al lato. Subito Foggia vicinissimo al gol.

7’ Azione del Lecce con assist in profondità di Caturano per Pacilli che perde il tempo per il tiro ma guadagna il corner, poi sulla ripartenz Di Piazza lascia sul posto Ciancio e si invola verso la porta ma viene steso al limite dell’area, ma anche del regolamento, da Costa. Punizione ma nessun altro provvedimento.

13’ Tiro debole di Caturano su contropiede lanciato da un errore di Vacca a centrocampo.

14’ Chiricò prova dalla distanza ma trova una deviazione in angolo.

26’ Punizione di seconda di Martinelli che trova pronto a terra Perucchini. Sul tentativo di ripartenza del Lecce, palla recuperata da Deli, il cui tentativo di tiro è smorzato dalla difesa del Lecce.

29’ Foggia in vantaggio. Deli recupera palla e serve in profondità Mazzeo che mette a sedere Perucchini e insacca il gol del vantaggio. 1-0

32’ Grandissimo gol di Coletti. 2-0 del Foggia realizzato dal difensore rossonero che tira da oltre 30 metri e insacca sotto l’incrocio della porta difesa da Perucchini.

41’ Si accende il Lecce che abbozza la reazione. Costa Ferreira prova dalla distanza il contropiede ma Guarna para a terra.

42’ Chiricò sbaglia un contropiede in superiorità numerica. Tenta numerosi dribbling invece di passare ad un liberissimo Di Piazza, poi calcia debolmente e centrale.

45’ Contropiede di Di Piazza che fulmina in velocità Cosenza ma calcia di poco al lato il diagonale che avrebbe chiuso la partita.

Termina il primo tempo con il Foggia che avrebbe anche potuto arrotondare il punteggio. 2-0 per i rossoneri, con alcune occasioni sbagliate da Chiricò e Di Piazza negli ultimi minuti della prima frazione di gioco.

53’ Si aprono numerosi spazi per il Foggia che triplica le marcature con Deli, abile a partire prima del fuorigioco e ad insaccare alle spalle di Perucchini. 3-0

65’ Punizione di Mazzeo che termina sulla traversa. Il Lecce non riesce a reagire, il Foggia comanda il gioco.

73’ Si fa male Arrigoni che esce momentaneamente dal campo.

82’ Tiro debole di Sarno. Il Foggia mantiene il possesso e controlla la gara.

87’ Doumbia prova a calciare in porta ma la palla termina fuori. Azione iniziata da un errore di Vacca a centrocampo.

Alla fine del terzo minuto di recupero lo Zaccheria accoglie con un boato il triplice fischio finale. Rossoneri a +4 sul Lecce.

Fabio Lattuchella

 

 

 

Taranto, la rabbia della società dopo Messina: “Prestazioni del genere non saranno più tollerate”

La Società, i tifosi e la città tutta non meritano prestazioni vergognose, indecorose, ingiustificate ed ingiustificabili come quelle fornite dalla squadra del Taranto nel corso delle ultime due partite contro Akragas e Messina.
Prestazioni come quelle di cui sopra non saranno ulteriormente tollerate!

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A questo punto del campionato non saranno più accettati alibi e giustificazioni di vario genere e di varia natura! È necessario un immediato e concreto riscatto da parte della squadra e di tutto lo staff tecnico, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo della permanenza in Lega Pro.
La Società adotterà tutti i provvedimenti utili e necessari atti a consentire la presenza in campo di atleti legati ai colori rossoblù, seriamente motivati e rispettosi di tutti i tifosi e della Società stessa.

Nel contempo si comunica, che a partire dalla data odierna e fino a data da destinarsi, nessun tesserato è autorizzato a rilasciare interviste e dichiarazioni alla stampa.
Tanto per consentire la necessaria concentrazione e determinazione.

Il Presidente del Taranto FC 1927
Elisabetta Zelatore

Taranto, altro flop decisivo: il gol di Emmausso non basta, il Messina trionfa 3-1 allo “Scoglio”

Un’altra caduta giunta al momento sbagliato: dopo la sconfitta interna maturata contro l’Akragas, il Taranto perde anche lo scontro con il Messina e saluta un’altra possibilità di fare punti utili in chiave salvezza. Il match sembra giungere ai titoli di coda già dopo otto minuti, quando i peloritani realizzano due reti ravvicinate: Anastasi e Foresta i marcatori. Al Taranto non basta il gol di Emmausso, che riapre il match per un solo minuto, dato che, dopo lo stesso lasso di tempo, il Messina trova il tris con Milinkovic.

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Le ostilità hanno inizio con un uno-due micidiale del Messina, che, nel giro di otto minuti, mette a segno due reti: la prima, dopo soli due giri di lancette, la realizza Anastasi, abile a trafiggere Maurantonio con un colpo di tacco sotto misura; il secondo gol, invece, è griffato Foresta, il quale rifinisce un’azione iniziata da Da Silva in contropiede all’8′. Risultato choc per il Taranto, sotto 2-0 dopo neanche dieci minuti. I rossoblu, però, cercano la reazione, ma Magnaghi prima alza sopra la traversa la conclusione da posizione defilata, poi cerca la zuccata vincente nel mezzo dell’area di rigore, con la sfera che termina tra le braccia del peloritano Berardi. Al 40′, il Messina sfiora la terza rete con Foresta, il quale vede la sua conclusione respinta dal palo, la palla resta lì e il portiere Maurantonio riesce a sventare il pericolo.

Un quarto d’ora dopo l’inizio del secondo round, il Messina va vicinissimo al colpo del k.o. con Milinkovic che, a tu per tu con Maurantonio, trova l’opposizione del portiere ionico. All’81’, il tarantino Emmausso (subentrato a Potenza) sfiora la rete utile a riaprire il match con un destro dal limite dell’area che termina di poco a lato. Appuntamento con il gol rimandato a pochi minuti più tardi per Emmausso, il quale, da distanza ravvicinata, raccoglie la sponda di Cobelli e con una sontuosa rovesciata trova la rete dell’1-2. Vanificata, però, l’utilità della marcatura tarantina: al 90′, infatti, il Messina triplica con un diagonale di Milinkovic.

Alessandro Mazzarino

Foggia-Lecce. Live

FOGGIA-LECCE 3-0

FOGGIA – Guarna; Loiacono, Coletti, Martinelli, Rubin; Vacca, Agazzi, Deli (57’ Gerbo); Chiricò (78’ Agnelli), Mazzeo, Di Piazza (72’ Sarno). A disp. Sanchez, Tucci, Figliomeni, Sainz-Maza, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Pertosa, Faber. All. Giovanni Stroppa

LECCE – Perucchini; Ciancio, Giosa, Cosenza, Agostinone; Costa, Fiordilino (70’ Marconi), Tsonev (69’ Arrigoni); Pacilli (46’ Lepore), Caturano, Doumbia. A disp. Bleve, Chironi, Vitofrancesco, Mancosu, Drudi, Monaco, Muci, Maimone, Mengoli. All. Pasquale Padalino

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MARCATORI – 29’ Mazzeo (FG), 32’ Coletti (FG), 53’ Deli (FG),

AMMONITI – 54’ Ciancio (LE), 60’ Vacca (FG), 91’ Lepore (LE),

ESPULSI –

CALCI D’ANGOLO – 4-4

TIRI IN PORTA – 8-4

TIRI FUORI – 6-4

FUORIGIOCO – 2-2

ARBITRO – Antonio Giua di Olbia

ASSISTENTI – Marco Scatragli di Arezzo e Mattia Scarpa di Reggio Emilia

RECUPERO – 0’ – 3’

CRONACA – I due tecnici non optano per le sorprese e mandano in campo le due formazioni previste ampiamente alla vigilia. Tridente d’attacco con Caturano preferito a Marconi per Padalino, Agazzi a centrocampo al posto del capitano Agnelli la scelta di Stroppa. Scaramucce nel corso del riscaldamento tra giocatori delle due squadre a centrocampo. Situazione rientrata immediatamente anche grazie all’intervento dei responsabili steward in campo.

Quattro secondi di gioco. Mazzeo riceve palla al centrocampo dopo la battuta e tenta un dribbling su Costa che riesce a metà, prima che il portoghese tiri vistosamente la maglia del numero 19 rossonero. Il clima pre-gara non sembra essersi smorzato.

3’ Punizione di Coletti che termina di poco al lato. Subito Foggia vicinissimo al gol.

7’ Azione del Lecce con assist in profondità di Caturano per Pacilli che perde il tempo per il tiro ma guadagna il corner, poi sulla ripartenz Di Piazza lascia sul posto Ciancio e si invola verso la porta ma viene steso al limite dell’area, ma anche del regolamento, da Costa. Punizione ma nessun altro provvedimento.

13’ Tiro debole di Caturano su contropiede lanciato da un errore di Vacca a centrocampo.

14’ Chiricò prova dalla distanza ma trova una deviazione in angolo.

26’ Punizione di seconda di Martinelli che trova pronto a terra Perucchini. Sul tentativo di ripartenza del Lecce, palla recuperata da Deli, il cui tentativo di tiro è smorzato dalla difesa del Lecce.

29’ Foggia in vantaggio. Deli recupera palla e serve in profondità Mazzeo che mette a sedere Perucchini e insacca il gol del vantaggio. 1-0

32’ Grandissimo gol di Coletti. 2-0 del Foggia realizzato dal difensore rossonero che tira da oltre 30 metri e insacca sotto l’incrocio della porta difesa da Perucchini.

41’ Si accende il Lecce che abbozza la reazione. Costa Ferreira prova dalla distanza il contropiede ma Guarna para a terra.

42’ Chiricò sbaglia un contropiede in superiorità numerica. Tenta numerosi dribbling invece di passare ad un liberissimo Di Piazza, poi calcia debolmente e centrale.

45’ Contropiede di Di Piazza che fulmina in velocità Cosenza ma calcia di poco al lato il diagonale che avrebbe chiuso la partita.

Termina il primo tempo con il Foggia che avrebbe anche potuto arrotondare il punteggio. 2-0 per i rossoneri, con alcune occasioni sbagliate da Chiricò e Di Piazza negli ultimi minuti della prima frazione di gioco.

53’ Si aprono numerosi spazi per il Foggia che triplica le marcature con Deli, abile a partire prima del fuorigioco e ad insaccare alle spalle di Perucchini. 3-0

65’ Punizione di Mazzeo che termina sulla traversa. Il Lecce non riesce a reagire, il Foggia comanda il gioco.

73’ Si fa male Arrigoni che esce momentaneamente dal campo.

82’ Tiro debole di Sarno. Il Foggia mantiene il possesso e controlla la gara.

87’ Doumbia prova a calciare in porta ma la palla termina fuori. Azione iniziata da un errore di Vacca a centrocampo.

Alla fine del terzo minuto di recupero lo Zaccheria accoglie con un boato il triplice fischio finale. Rossoneri a +4 sul Lecce.

Fabio Lattuchella