L’Audace cade in casa, al “Monterisi” passa il Real Aversa

Il Cerignola cade inaspettatamente in casa contro il Real Aversa, in una partita che sulla carta gli ofantini avrebbero potuto fare propria, per quanto visto in campo. Il fantasista Achick illumina il “Monterisi” con le sue giocate, ma si conferma poco incisivo sotto porta sbagliando diverse nitide occasioni da rete. L’Audace, dopo aver combattuto alla pari nella prima fase del match, passa in vantaggio al 36’ quando Syku crossa da destra tagliando tutto il campo per l’accorrente Esposito che supera il portiere normanno, in posizione dubbia di offside, ma il direttore di gara, avvalorato nella sua decisione dall’assistente, convalida la rete.

La squadra campana si compatta negli spogliatoi, e al ritorno in campo appare più volitiva. La partita è bella, con continui capovolgimenti di fronte, ma al 76’ gli ospiti pareggiano con Improta abile a sfruttare il cross di Mariani e a battere l’incolpevole Chironi. La poca concretezza dei gialloblu, nonostante le diverse occasioni create, viene rimarcata dal vantaggio granata: ancora Improta, all’81, riesce a battere per la seconda volta il portiere di casa, ribaltando il risultato iniziale.Mister Pazienza cambia diversi degli uomini in campo, con la speranza di sovvertire l’andamento della gara, ma nulla cambia fino al triplice fischio. Sconfitta amara per l’Audace, che non ha tempo di piangersi addosso, perché mercoledì sarà impegnata, nel turno infrasettimanale,in trasferta contro l’ostico Fasano.

Matteo Bancone

Manfredonia, un calcio alla crisi o ribaltone?

Le difficoltà economiche che attanagliano buona parte delle società dilettantistiche (e non solo) rispecchiano un generale disinteresse intorno al mondo del pallone a questi livelli.
I tempi in cui il calcio dilettantistico era una mera passione da condividere con la gente, che affollava gli spalti, sono ormai ricordi sbiaditi.
Il calcio moderno è un’azienda, laddove latita un’attenta programmazione inevitabilmente i risultati scarseggiano.
Non si sottrae a questa regola il Manfredonia, puntualmente in “apnea” per promesse disattese, budget sforato e programmazione a breve termine.
Ecco quindi avvicinarsi puntuale il tormentone estivo: riuscirà l’attuale dirigenza a superare le attuali difficoltà? riuscirà ad iscrivere la squadra al prossimo campionato?
La gente è preoccupata, la delusione per la mancata iscrizione del 2010 è ancora una ferita aperta e pertanto alcune voci accrediterebbero una nuova cordata di imprenditori pronta a fare da “salvagente”.

Sarà vero? [adinserter block=”2″]

Nell’imminenza occorre conquistare sul campo la salvezza, poi da maggio inizierà una nuova telenovela sul chiacchierato ribaltone societario. Manfredonia è una piazza importante, afflitta però da quel disinteresse di cui accennavamo prima.
La ricetta? è molto semplice: dirigenza appassionata (attuale o nuova che sia), programmazione a medio termine con budget predefinito, valorizzazione dei giovani, attenta e parsimoniosa costruzione della rosa. E’ evidente come lo staff tecnico abbia un peso rilevante nel buon esito di un progetto, se opportunamente finanziato dalla società.
Il disinteresse dei tifosi improvvisamente si trasformerà in entusiasmo e ritrovato spirito di appartenenza, Cerignola docet.

Stefano Favale