Gravina a Sky Sport: “Rischiamo di perdere 3000 società dilettantistiche”

Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, è intervenuto a Sky Sport, soffermandosi sulle strategie in merito alle tante ipotesi sulla ripresa dei campionati attualmente fermi a causa dall’emergenza Coronavirus: “L’ipotesi di passare ad una Serie A a 22 squadre dovrebbe confrontarsi con un campionato che probabilmente partirà già in ritardo e dovrà comunque finire a maggio 2021 per l’Europeo: mi apparirebbe cosa schizofrenica avere l’esigenza di giocare meno partite e fare una A con 22 squadre. Sarebbe un campionato ingestibile. Sono preoccupato per tutto il calcio, la A, la B, la C e il mondo dilettantistico – dice ancora Gravina -. Anzi, comincerei da lì perché è un settore che rischia di perdere oltre tremila società: un disastro”.

Vigor Trani calcio 1999: “this is the end” oggi l’atto conclusivo…potrebbe scriversi la parola fine.

 

Trani – “This is the end” non è solo il titolo di una canzone cantata da Adele, famosa cantante anglosassone, ma un sipario che cala ad un epilogo  che in giornata dovrebbe sancire e scrivere definitivamente la parola addio della Vigor Trani calcio 1999.

Non essendoci più stati contatti con l’ultima cordata di imprenditori barlettani, (Pollidori-Dimiccoli-Orizzonte) gli unici che concretamente avevano tentato  di capire se vi erano le reali possibilità di salvare la Vigor, e non ultima, anche la decisione del vice presidente Costantino Baratta, responsabile del settore giovanile di non far scendere più in campo i propri ragazzi, la conclusione finale è quasi scontata: ritirare la squadra dal campionato è solo questione di ore.

Lo stesso dimissionaro presidente Luciano Savi ha fatto sapere, nella tarda serata di ieri, che non essendoci più interlocutori o soggetti interessati a rilevare la società, per la giornata di oggi avrebbe richiesto di esser ricevuto dal sindaco Bottaro e in presenza del vice preseidente Baratta,  firmare l’atto di consegna della società a favore del sindaco e il vice presidere.

 

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Atto suggerito nel corso di una riunione tenutasi giovedì 6 ottobre, tra tifosi e dirigenza, nella disquisione veniva esplicitamente chiesto, lo sciogliemento della società e conseguenzialmente la rinuncia al campionato della prima squadra, proseguendo soltato con il settore giovanile, in caso di ulteriore stallo.

Venendo meno tutti i presupposti nel proseguire e non essendoci altre soluzioni all’orizzonte, attendiamo che avvenga questo atto scritto che sancisca l’ennesiama fine del calcio a Trani.

 

ENZO CHICCO

Crisi-Vigor Trani: ancora fumo e niente arrosto, ma …

 

Trani – Questa mattina il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, finalmente ha avuto modo di incotrare alcuni rappresentanti del gruppo interessato a rilevare la società Vigor Trani calcio.

All’incontro erano presenti oltre al sindaco, anche Mario Dimiccoli, Pino Pollidori e Michele Orizzonte, i quali nel loro interloquire  hanno avuto modo di rappresentare la situazione della trattativa ancora in corso con il dimissionario presidente, Luciano Savi.

Preso atto, il sindaco ha auspicato che vi sia una definizione quanto più rapida possibile della vicenda, ribadendo, in caso di positiva conclusione  della trattativa, massima disponibilità nell’interlocuzione con l’eventuale nuovo sodalizio societario nel rispetto delle regole e dei ruoli.

 

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ENZO CHICCO

Crisi-V.Trani, in giornata dal sindaco e sapremo: “fumata nera o fumata bianca?”

 

Trani – Fumata bianca o fumata nera ? questo il dubbio amletico che in tarda mattinata di oggi, potrebbe aver una sua risposta. La pietra lanciata nel  mare del silenzio e dell’incertezza dalla virtuale mano dal mister Fumai, a 48 ore dalle trasferta di Altamura,  potrebbe aver “colpito”nel  punto giusto.

Useremo sempre il condizionale fino ad una ufficializzazione. Sembrerebbe che nelle scorse ore di ieri, vi sia stato un concreto e fruttoso incontro tra la cordata di imprenditori barlettani, si fanno insistentemente i nomi di Pollidori-Dimiccoli, e l’ex presidente L.Savi, i quali in mattianta sarebbeto attesi a “Palazzo di Città” dal sindaco Amedeo Bottaro.

Se sul tavolo del sindaco, dovesse giungere una bozza di progettualità concreta e che dia vere, solide e durature  garanzie sul futuro della Vigor Trani, potrebbe arrivare la tanto agoniata “fumata bianca”.

 

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Augurando che tutto porti ad un esito positivo, e finalemente ci sia questo famigerato incotro tra le parti, il tutto porterebbe,  non solo nello scongiurare l’immediato pericolo di non presentarsi all’Antonio D’Angelo di Altamura, ma finalmente allontanerebbe, fino alla prossima crisi societaria, lo spettro della scomparsa del calcio a Trani, storiella ormai troppe volte per gli sportivi e tifosi biancazurri, abituati a sentire e risentire come nell’ultimo ventennio.

Attendendo lumi in questione e che in giornata la fumata possa giungere  “bianca”, ci auguriamo finalmente di poter raccontare sin da subito, solo di calcio giocato dalla Vigor Trani, di successi e obiettivi raggiunti.

 

ENZO CHICCO

Manfredonia, un calcio alla crisi o ribaltone?

Le difficoltà economiche che attanagliano buona parte delle società dilettantistiche (e non solo) rispecchiano un generale disinteresse intorno al mondo del pallone a questi livelli.
I tempi in cui il calcio dilettantistico era una mera passione da condividere con la gente, che affollava gli spalti, sono ormai ricordi sbiaditi.
Il calcio moderno è un’azienda, laddove latita un’attenta programmazione inevitabilmente i risultati scarseggiano.
Non si sottrae a questa regola il Manfredonia, puntualmente in “apnea” per promesse disattese, budget sforato e programmazione a breve termine.
Ecco quindi avvicinarsi puntuale il tormentone estivo: riuscirà l’attuale dirigenza a superare le attuali difficoltà? riuscirà ad iscrivere la squadra al prossimo campionato?
La gente è preoccupata, la delusione per la mancata iscrizione del 2010 è ancora una ferita aperta e pertanto alcune voci accrediterebbero una nuova cordata di imprenditori pronta a fare da “salvagente”.

Sarà vero? [adinserter block=”2″]

Nell’imminenza occorre conquistare sul campo la salvezza, poi da maggio inizierà una nuova telenovela sul chiacchierato ribaltone societario. Manfredonia è una piazza importante, afflitta però da quel disinteresse di cui accennavamo prima.
La ricetta? è molto semplice: dirigenza appassionata (attuale o nuova che sia), programmazione a medio termine con budget predefinito, valorizzazione dei giovani, attenta e parsimoniosa costruzione della rosa. E’ evidente come lo staff tecnico abbia un peso rilevante nel buon esito di un progetto, se opportunamente finanziato dalla società.
Il disinteresse dei tifosi improvvisamente si trasformerà in entusiasmo e ritrovato spirito di appartenenza, Cerignola docet.

Stefano Favale

L’oasi felice del Cerignola in mezzo ad un oceano tempestoso

La crisi che attanaglia il calcio dilettantistico è cosa risaputa, e forse in tanti dovrebbero ammirare il “modello” Cerignola che, risorto dalle ceneri, sta facendo incetta di campionati vinti con ragazzi indigeni ed una valorizzazione importante del vivaio, la reale fonte di sostentamento di una società di calcio. Il calcio è rinato e la gente si è riavvicinata in maniera sensibile allo stadio, spinta da un ritrovato senso di appartenza alla propria città.
Ma questa è un’oasi felice ed isolata, circondata dall’oceano tempestoso delle difficoltà economiche, della mancata programmazione, delle mediocri competenze tecniche, del perduto feeling con la propria tifoseria ed altro ancora.
Una cosa è certa: chi, nonostante reclami giustamente le gratifiche pattuite e non corrisposte, decide di scendere in campo deve essere consapevole di assumersi una grossa responsabilità, ovvero quella di onorare la maglia comunque. In caso contrario è un’offesa alla gente che va allo stadio e di riflesso ai colori della città che rappresentano, questo il coro unanime dei tifosi al quale ci associamo.

Stefano Favale

Manfredonia, è il momento della verità

Il comunicato stampa dei calciatori del Manfredonia non lascia adito ad alcun dubbio: è crisi economica, quella stessa crisi che probabilmente è una delle cause del rendimento altalenante in campionato.
I ragazzi lamentano gravi inadempienze da parte della società, che a sua volta lamenta di essere stata “abbandonata” a se stessa.
Ciò non rappresenta comunque per noi un pieno alibi al rendimento discontinuo soprattutto da parte di chi, con molta leggerezza, ha nuovamente accettato di vestire la maglia biancoceleste pur essendo perfettamente a conoscenza delle difficoltà economiche emerse anche nel recente passato.
Così come restiamo fermamente convinti che l’organico attuale sia carente tecnicamente, fattori esterni esclusi, tuttavia in grado di raggiungere la salvezza anche in virtù del livello mediocre delle dirette concorrenti.
Ma queste sono considerazioni che approfondiremo a fine stagione.
Si resta ora in attesa comunicato ufficiale della società.

Stefano Favale

Crisi San Severo, ora si fa dura

La salvezza dei giallogranata a rischio, Manfredonia mette un altro tassello.

Una serie negativa che porta ad una crisi incredibilmente pericolosa. Il San Severo, perdendo 4-0 a Monopoli (il secondo 4-0 consecutivo dopo quello di Matera), si mette ulteriormente a rischio permanenza nel campionato di Serie D. Non sarà semplice, al terzultimo posto e con soli 2 punti di vantaggio sulle ultime della classe Gladiator e Puteolana, rialzare la testa, anche perché le altre scappano via, con il Grottaglie che vince in esterna (0-1 in casa del Gelbison), col Metapontino che supera il Mariano Keller (1-0) e con Real Hyria e Manfredonia che si dividono la posta in palio (0-0). In alto c’è un cambio di vedetta, con il Matera che conquista la prima posizione superando nella propria gara la Puteolana (2-1)e col Marcianise (0-0) che si ferma in casa contro il Bisceglie. Il Taranto supera il Brindisi nel derby di bassa Puglia e continua a mettere in pressione le prime due della classe. Il Francavilla (1-4 a Santa Maria Capua Vetere) ritorna in zona playoff spodestando il Brindisi.

Fabio Lattuchella

Moria di squadre nei campionati dilettantistici

Dopo la Sanseverese e l’Ordona, anche Castriotta Manfredonia, Ischitella, Real Torremaggiore e Us Apricena spariscono definitivamente dalla geografia del calcio dilettantistico. Altre squadre si sono iscritte nelle ultime ore e solo nei prossimi giorni, dopo che la Lega regionale, avrà esaminato la documentazione si saprà se potranno o meno partecipare ai campionati di Prima o Seconda categoria. In un colpo solo sei squadre fuori, con tanto di blasone come Castriotta (30 anni di attività) ed Apricena (che ha disputato anche la serie D). E non potrebbero essere le sole: nei prossimi giorni la federazione diramerà gli organici di Prima e Seconda categoria ed altre squadre potrebbero essere non ammesse.
Una vera e propria moria di società: la crisi che sta attanagliando il calcio dilettantistico si sente eccome. La Sanseverese ha rinunciato a partecipare a quello che sarebbe stato il suo quarto campionato consecutivo di Prima categoria pugliese. A nulla sono valsi gli appelli per salvare la ‘prima squadra’ arancio-nera, nonostante nelle scorse settimane vi fossero stati dei contatti con alcuni appassionati di calcio locali, impegnati spesso nella partecipazione ai tanti tornei amatoriali dell’estate di Capitanata. Alla fine però lo scenario di un possibile passaggio di consegne dalla dirigenza Del Grosso, Grippa, Manicone a nuove leve in grado di garantire la sopravvivenza del progetto, non è avvenuto. Dopo 30 anni di attività la società del castriotta Manfredonia lascia. Era già tutto nell’aria ed ora arriva anche l’ufficialità proprio dai dirigenti della società sipontina: la Castriotta, dopo 30 anni di attività, lascia e non iscrive la propria squadra a nessun campionato. I motivi sarebbero da ricercare nello scarso interesse della cittadina e degli sponsor attorno al progetto, cosa non nuova, visto che anche il Manfredonia, fresco di serie D, da tempo manifesta (in proporzioni diverse) lo stesso problema. Via dalla mappa calcistica anche l’Apricena: hanno alzato bandiera bianca i dirigenti, non solo per un fatto economico, ma quanto per il problema del campo (il Garibaldi si sta rifacendo il look e sarà chiuso per diversi mesi) e con ulteriori costi di gestione. L’Ordona non c’è più, l’Ischitella neanche: la dirigenza garganica è entrata a far parte del progetto Gargano Calcio. Si è arreso anche il Real Torremaggiore con il patron Pierino Ferrucci, hanno sofferto e forse ce la faranno, il Troia, la Nuova Daunia e il Lesina. Difficile ad oggi stilare una lista di chi sta dentro e chi fuori, nei prossimi giorni i verdetti ufficiali che potrebbero riservare altre sorprese.

Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno