Una stagione no per il Taranto che l’attaccante Fabio Oggiano analizza così, a Tutto Sport Taranto: “Quelli appena trascorsi sono stati due mesi infernali vista la pandemia che ha cambiato il mondo. E’ stata dura ma sono riuscito ad allenarmi continuando tutt’ora nonostante il campionato fosse finito. Ho superato i trent’anni e se non lo facessi la ripresa sarebbe devastante”.
SERIE D/H: “E’ sempre il girone più difficile tra tutti e posso confermarlo avendone fatti altri come l’I con la Reggina. E’ il più tosto che ci sia. Bisognava partire forte per restare su come ha fatto il Bitonto. Per quanto riguarda le retrocessioni dovrebbero scendere le ultime quattro compagini, una cosa non proprio giusta visto che anche se si tratta di piazze più piccole fanno sempre grossi sacrifici. Vedremo poi, cosa accadrà in serie C: molte non si iscriveranno”.
IL TARANTO: “Prima dell’inizio del campionato pensavo che ce l’avremmo fatta: avevamo a disposizione un organico incredibile ma capita che anche in serie A pur avendo una sorta di armata qualcosa non gira. Non siamo riusciti ad esprimere tutto il nostro potenziale e a fare uno sprint vincente dall’inizio. In D, forse, non mi ero mai trovato in un organico così forte. Le cause della stagione negativa? O abbiamo peccato di presunzione o qualcuno ha pensato a propri interessi. Diciamo tante circostanze messe insieme che non ci hanno aiutato. Poi, si sa, non sempre vince chi ha uno squadrone: vedi l’Atalanta che con una discreta rosa sta facendo cose incredibili. A calcio si gioca undici contro undici e ogni gara a una storia a se considerando che con il Taranto tutti raddoppiano le forze”.
OGGIANO: “Con il tecnico Ragno non venivo proprio preso in considerazione tanto che a Foggia mi fece giocare come quinto di difesa. Poi, con l’arrivo di Panarelli le cose sono cambiate: lui ha un modo similare al mio, più offensivo, di vedere il calcio e con me e D’agostino in campo si sono visti risultati. Con questo non sto a fare preferenze anzi: per me sono tutti e due dei grandi allenatori ma che hanno visioni ben diverse”.
IL FUTURO: “Qualcosa inizia a muoversi ma ridò la priorità al Taranto. Ho parlato con il Presidente Giove ma è ancora tutto da vedere anche perché stanno per cambiare ds e allenatore. Taranto è una piazza importante e voglio togliermi soddisfazioni. Sono caratterialmente uno tosto e voglio raggiungere l’obiettivo con questa maglia”.
Bitonto, Biason: "Siamo stati primi tutto il campionato. Attendiamo l'ufficialità della C"
L’attaccante del Bitonto, Carlos Biason, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato della possibile promozione dei neroverdi in Serie C: “Era nell’aria da diverse settimane, attendevamo solo l’ufficialità. Adesso attendiamo tutti il 4 giugno per l’ufficialità. Siamo davvero tutti felici, perché attraverso il duro lavoro svolto in questi mesi abbiamo raggiunto un obiettivo fantastico. Questa promozione, però, non deve far dimenticare a tutti quanti che è ampiamente meritata. Siamo stati per tutto il campionato in vetta alla classifica, ce lo meritiamo”.
Mister Laterza: "Nessun contatto col Taranto. Al nostro presidente piacciono tanto gli argentini"
Con la fine del campionato in Serie D sancita dal decreto federale della settimana scorsa e con qualche verdetto ancora da conoscere, soprattutto per quanto riguarda le formazioni retrocesse che sono sul piede di guerra, proseguiamo il nostro giro di opinioni.
I colleghi di giornalerossoblu hanno intervistato il tecnico del Fasano Giuseppe Laterza, reduce da un ottimo piazzamento in campionato e dalla finale di Coppa Italia conquistata che la società biancoazzurra e il suo tecnico sperano di disputare in qualche modo dopo l’emergenza Covid-19.
Quali sono le esperienze che ha avuto a Fasano e i successi? Che ricordi hai delle finali conquistate di cui l’ultima quest’anno in Serie D?
Sono a Fasano da 8 anni, 2 da calciatore e 6 da allenatore…in questi anni abbiamo costruito tanto, vinto e soprattutto riportato tanta gente allo stadio. Abbiamo costruito una scuola calcio e un settore giovanile importante guidato oggi dall’associazione “Il Fasano siamo noi”, abbiamo vinto 2 campionati, una Coppa Italia e disputato 4 finali di coppa, compresa quella di questa stagione che spero ci facciano giocare, perché lo meritiamo per il percorso importante fatto eliminando Savoia, Taranto, Foggia e Tolentino nel doppio impegno in semifinale 4 a 0 in casa e per la città perché è una finale storica.
Che bilancio conclusivo fa di questa stagione calcistica alla guida del Fasano? Chi si sente di ringraziare? Siete anche quest’anno la formazione che ha schierato più giovani.
Un bilancio più che positivo, siamo la squadra che ha giocato più di tutti, siamo partiti in anticipo per giocare la Tim Cup a Bolzano contro il Sudtirol; ci siamo giocati la doppia competizione al massimo, abbiamo fatto un ottimo girone di andata tra le prime in classifica, purtroppo nel girone di ritorno qualche infortunio non ci ha permesso di sfruttare al meglio la rosa e giocando spesso siamo andati in difficoltà, costringendoci a fare delle scelte diverse per la partita contro il Tolentino. Tutto questo conquistando per il secondo anno consecutivo la vetta della squadra più giovane del campionato. Ovviamente ringrazio tutti perché il nostro è sempre stato un lavoro di un grande gruppo, dalla società con il presidente D’Amico, Custodero e il direttore sportivo perché non ci hanno mai fatto mancare nulla essendo sempre presenti e puntuali in tutto, all’associazione “Il Fasano Siamo Noi” che ormai è una grossa realtà e un esempio di grande organizzazione e programmazione dentro e fuori dal campo, a tutta la gente che lavora tantissimo dietro le quinte e che ci permette di fare il nostro lavoro senza difficoltà, al mio staff competente e professionale, grandi lavoratori, ai miei ragazzi che ringrazio per il rispetto, la professionalità e l’impegno che ci hanno messo dal primo giorno, un gruppo eccezionale, e infine al cuore pulsante di questa città: i tifosi, che anche quest’anno non ci hanno mai lasciati soli e ci hanno sostenuto sempre, riempito lo stadio come tanti anni fa.
La tua bella stagione e i risultati conseguiti nella città adriatica hanno attirato su di te varie voci di mercato. Una di queste ti vorrebbe sulla panchina del Taranto la prossima stagione. Hai avuto contatti con la dirigenza ionica?
Mi fa piacere che il nostro lavoro sia stato apprezzato dagli addetti ai lavori, vuol dire che si è lavorato bene. No, non ho avuto contatti con la società del Taranto, solo una chiacchierata tempo fa con il presidente Giove che ci augurò un in bocca al lupo per la semifinale di Coppa Italia contro il Tolentino.
Qual è il tuo parere sulla stagione degli ionici, partiti con i favori del pronostico insieme a Foggia e Cerignola? Cosa può essere successo, nonostante l’organico allestito e il cambio dei due allenatori? È stato forse questo il problema? La mancanza di continuità e credere nel progetto?
La società ha costruito una super squadra in estate, allestendo una rosa numerosa di giocatori importanti e under di qualità con uno staff tecnico di assoluto valore. Ho affrontato il Taranto ad agosto nel torneo Birra Raffo e posso dire con certezza che quella sera il Taranto mi piacque tanto; tra tutti Guaita, ce lo avevo davanti a pochi metri e per qualità e velocità di giocata fu il migliore. Poi ovviamente, da esterno, non so cosa sia successo e non mi sento di giudicare, dalle parole dei diretti interessati si evince che qualche problema c’è stato e penso che la società sarà intervenuta per questo motivo.
Come si vincono i campionati di D? Nella composizione e scelta dell’organico come ci si muove? Mix di giovani e over è la ricetta giusta? Quanto può incidere la pressione di una piazza come Taranto quando in campo si incontrano le difficoltà?
Non c’è una ricetta giusta per farlo, vincere non è mai facile in nessuna categoria…bisogna programmare per bene nell’allestimento iniziale della rosa, lavorare sodo in settimana per esser pronti la domenica. La fame e l’ambizione in questa categoria fanno la differenza. Io penso che la pressione e l’ambizione viaggino di pari passo, se arrivi a giocare a Taranto devi essere orgoglioso di te stesso e giocarti questa opportunità al 100%. Le difficoltà vanno combattute dal gruppo; una volta superate il gruppo ne uscirà più forte e compatto.
È vero che i giocatori argentini in campo e nello spogliatoio rendono di più a livello di motivazione e hanno più grinta, sono molto professionali?
Al presidente D’Amico piacciono tanto gli argentini e in questi anni mi ha dato la possibilità di allenarne diversi. In effetti hanno qualcosa in più, sono molto affidabili, veri professionisti dentro e fuori dal campo, rispettosi, hanno grande cultura del lavoro e soprattutto tanta fame.
Mi puoi indicare i nomi dei tre allenatori migliori di questa stagione? Il Bitonto a tuo avviso, a prescindere dalle 8 giornate ancora mancanti, merita la Lega Pro? Quale squadra ha deluso un poco le tue aspettative, a parte il Taranto?
Penso che Maiuri abbia fatto un grande lavoro, il Sorrento oltre ad aver avuto continuità aveva una sua identità di gioco importante; Taurino, perché ha fatto numeri importanti nel suo primo anno in una nuova piazza, è stata la squadra più quadrata, in testa per tante partite e quindi merita la Lega Pro; Feola, perché subentrare non è facile ma lui è riuscito a dare gioco alla squadra e a mettere i singoli in condizione di far bene.
Taranto, nuova idea per il prossimo direttore sportivo
Il Taranto continua a sondare il terreno per trovare il prossimo direttore sportivo.
Ai nomi più gettonati degli ultimi giorni, quelli di Vincenzo De Liguori e Alessandro Degli Esposti, se ne aggiunge uno nuovo: Marco Mignano, tra i maggiori artefici della rinascita del Savoia, club che spera nel ripescaggio in Serie C dopo aver messo paura alla corazzata Palermo (Girone I) nella stagione chiusa con largo anticipo a causa del coronavirus.
A corroborare questa ultima indiscrezione raccolta da Blunote, l’addio ufficiale al Savoia dello stesso Mignano concretizzatosi un paio di giorni fa. E un eventuale accordo con il direttore sportivo napoletano farebbe aumentare le quotazioni di Carmine Parlato per la panchina rossoblu.
La Fidelis Andria pensa al futuro: si riparte da Moscelli? Nodo allenatore
Sono giorni di riflessione in casa Fidelis Andria. Secondo quanto scrivono i colleghi di tuttocalciopuglia, la società del presidente Rosselli pensa al futuro, in cui a meno di clamorose novità ci sarà il direttore Fabio Moscelli: il dirigente barese, tornato a ricoprire la carica di direttore a metà stagione, sarà uno dei pilastri da cui ripartirà il progetto biancazzurro.
Sarà da sciogliere subito il nodo legato a mister Favarin, che percepisce un importante ingaggio per la Serie D. Verrà, dunque, valutato anche questo nella scelta del tecnico.
Taranto, Giove: "Noi, Messina ed altre piazze non possiamo stare in D"
Il presidente del Taranto, Massimo Giove, è stato intervistato dai colleghi di studio 100:
TORNEI CRISTALLIZZATI – “Lo avevo previsto, era difficile che il campionato di Serie D terminasse. Ora bisogna capire se ci sarà una riforma dei campionati. Si parla di tanti progetti, tante situazioni. Qualsiasi sarà la decisione che prenderà il Consiglio Federale noi la rispetteremo.”
LE RIFORME – “Da imprenditore sostengo da tempo che il calcio deve essere riformulato. Bisogna rendere le aziende come club sportivi sostenibili, in modo che vadano avanti con le proprie forze. Sono presidente del Taranto e ritengo che piazze come Taranto stessa o Messina e tante altre non possono militare in Serie D. Dobbiamo cercare delle formule che vadano bene per tutti quanti.”
LAVORO COSTANTE – “Attualmente siamo paralizzati dagli eventi. Non possiamo fare nulla se non sappiamo in quale campionato saremo l’anno prossimo ed inoltre quando inizierà. Si parla di una ripresa per settembre o addirittura ottobre. Questa paralisi vale per tutti, non solo per il Taranto, ovviamente.”
LA SOCIETA’ – “Stiamo lavorando sulla struttura e siamo a buon punto. Stiamo valutando l’ingresso di nuove figure come quelle di direttore generale, direttore sportivo, addetto stampa, team manager e responsabile dell’area medica. Quando saremo pronti daremo le ufficialità. Al momento è sicuro del posto solo Antonio Borsci nel ruolo di responsabile del settore giovanile, avendo svolto un ottimo lavoro.”
RAPPORTI CON COMUNE – “Firmeremo la convenzione nelle prossime settimane. Con l’amministrazione comunale i rapporti sono sereni e troveremo di certo un accordo. Una delle incognite che avremo nella prossima stagione è relativa alla possibilità di giocare a porte chiuse. Lo verificheremo in futuro.”
Allenatore e direttore sportivo: le ultime in casa Taranto
Il Taranto lavora nella discrezione più totale, con una tattica attendista che sembra voler cogliere le occasioni che quest’estate potrà offrire. Il diktat in casa jonica è risparmiare cercando di ottenere il massimo: lo stravolgimento del calcio potrebbe portare molti allenatori e giocatori a ridurre le pretese di ingaggio e la società di piazzale Bestat cercherà di essere attenta su questo aspetto.
Per l’area tecnica tiene banco, naturalmente, la scelta del nuovo DS dopo l’addio a Vincenzo De Santis: ormai è ballottaggio a due, uno tra Degli Esposti e De Liguori dovrebbe ricoprire un ruolo delicato, dal quale, successivamente, scaturirà la scelta dell’allenatore.
Tra i tanti nomi sul taccuino degli uomini del proprietario Giove alcuni sono stati depennati: dopo Giacomarro e Feola, che ripartiranno dlle rispettive squadre, sembra che anche Bitetto seguirà la stessa sorte. Anche il Casarano del presidente Maci pianifica la nuova stagione e con molta probabilità concederà al tecnico siciliano l’opportunità di allestire un proprio progetto assieme al DS Pitino.
Restano valide le ipotesi Laterza e Catalano, ma sembra che in queste ore si sia pensato anche a Carmine Parlato, attualmente al Savoia, che quest’anno ha dato filo da torcere al Palermo nel girone I, fermando la sua rincorsa al secondo posto.
Il consiglio federale della prossima settimana, vararà una riforma dei campionati che delineerà il futuro del calcio e di tante società, rossoblù compresi. Probabilmente solo da allora, con le idee chiare su quale campionato disputare, il Taranto si muoverà per allestire e ripartire.
Casarano, il presidente Maci: "Da incontrare prima il main sponsor e poi decideremo…"
Il presidente del Casarano, Giampiero Maci, intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport (ed. Puglia) ha parlato anche di quello che sarà il futuro sulla panchina della compagine salentina:
“La situazione è sicuramente ancora in stand by. Prima di parlare dell’area tecnica, di confermare o comprare è necessario fare i conti con il budget; la nostra è una società pragmatica, per cui ci sono alcune azioni preliminari da portare a termine. Non abbiamo ancora avuto contatto con il main sponsor, cosa che avverrà nel più breve tempo possibile, perciò solo quando avremo un quadro più chiaro decideremo il da farsi”.
Brindisi, ci sarà l'incontro tra società e calciatori per la questione stipendi
Con la conclusione ufficiale della stagione 2019/2020, la società del Brindisi lavora affinchè possano essere sbrigate tutte le pratiche burocratiche legate, anche, ai compensi di giocatori e staff tecnico.
Capitan Marino, insieme al resto dei giocatori, incontreranno i vertici societari per trovare un accordo anche sulle spettanze arretrate della stagione corrente. L’esperto centrocampista biancazzurro vorrebbe rimanere ancora in riva all’Adriatico, anche nella prossima stagione, a patto che la situazione societaria possa ben delinearsi. Nelle prossime settimane attesi ulteriori sviluppi.
Taranto, Giove ha una chiara preferenza per la carica di direttore sportivo
Il Taranto ha scelto il suo direttore sportivo, si tratta di Alessandro Degli Esposti ex dirigente del Cerignola attualmente collaboratore del Pescara. Degli Esposti giovane e rampante, ma già con una buona esperienza alle spalle, ha avuto diversi contatti con la dirigenza ionica nella settimana appena passata, stilando le prime idee su quello che sarà il futuro tecnico della compagine rossoblu ionica, ma per ufficializzarlo bisognerà ancora attendere che si concretizzino alcuni dettagli, come l’eventuale cessione di Ferrara al Parma.
Degli Esposti è legato fino al 30 Giugno da un contratto con il Pescara e non potrà essere ufficializzato prima del primo luglio. Qualora la firma dovesse saltare, il Taranto ha già in mano un accordo di massima con Vincenzo De Liguori che tornerebbe in riva allo Ionio da dirigente, dopo l’esperienza da calciatore, con grande entusiasmo.
Il direttore sportivo è il primo tassello da piazzare per programmare la prossima stagione, successivamente si penserà al nuovo allenatore. L’arrivo di Degli Esposti spalancherebbe la porta a Lillo Catalano, legato al dirigente ex Cerignola da una collaborazione nel Parma. Le alternative sono Laterza del Fasano, che piace e non poco al presidente Giove, tanto da averlo contattato diverse settimane or sono e Foglia Manzillo la scorsa stagione sulla panchina del Nardò. Difficile arrivare a Feola che dovrebbe restare a Cerignola e Parlato del Savoia, mentre il nome di Bitetto non sembra gradito dall’entourage del presidente Giove. Possibile anche l’ipotesi Latartara promosso dal settore giovanile.
Taranto, Luigi Manzo: "Non abbiamo gestito bene dicembre. Se dovessi rientrare nel progetto, resterei volentieri"
La stagione del Taranto è ufficialmente finita, con il rompete le righe, qualche giorno fa con il difensore centrale Luigi Manzo che, a Tutto Sport Taranto, l’analizza così: “Circa una settimana fa ci sentimmo con il prof per il rompete le righe e per una continuazione facoltativa degli allenamenti. Qualche mio compagno, intanto, è ancora a Taranto”.
IL PERIODO: “E’ stato tutto inaspettato: mi sono sempre allenato passando del tempo con la mia famiglia e mio figlio”.
SERIE D/H: “E’ stato un girone competitivo in cui c’erano otto giornate, ancora, da giocare e in palio 24 punti. Sia in zona retrocessione che in quella promozione era ancora tutto aperto”.
IL TARANTO: “Il nostro cammino è sotto gli occhi di tutti: inizialmente eravamo i favoriti ma poi abbiamo vissuto un periodo altalenante. Sotto le due gestioni non siamo riusciti a trovare la continuità”.
TARANTO: “Mi sono trovato molto bene. Quella dei Due Mari è una bella città, con gente molto calorosa. Nel periodo di dicembre tre ko di fila e il mercato hanno rappresentato il vero nostro problema che non siamo riusciti a gestirlo bene. Tutto ciò ha infierito fino alla fine”.
IL FUTURO: “Le decisioni spetteranno al Presidente e al nuovo staff. Se dovessi rientrare nel progetto resterei volentieri”.
Fasano, mister Laterza: "Da prendere in considerazione l'idea di finire la coppa sul campo"
Intervenuto ai microfoni di Telesveva, il tecnico del Fasano, Giuseppe Laterza, ha parlato della proposta di portare al termine la Coppa Italia e della possibilità quindi di disputare la finale. Non è mancato inoltre il suo pensiero in merito agli ultimi provvedimenti della LND inerenti alle promozioni e alle retrocessioni. Queste le sue parole:
“Quella della Coppa Italia è una proposta che può essere attuata e serve a recuperare quello che è stato un percorso in una competizione importante durante l’annata. Ci sono da giocare ancora due partite e secondo me è una proposta che deve essere presa in considerazione perché siamo quasi alla fine di questa competizione ed è un peccato buttarla via, la piazza di Fasano merita di giocare questa partita.
Il campionato lo ha vinto sicuramente la squadra che ha fatto un grandissimo torneo, il Bitonto ha disputato il girone d’andata e gran parte del girone di ritorno sempre in vetta, quindi merita il primo posto. È chiaro che i campionati vanno vinti giocando tutte le partite, però questa è una situazione particolare e se vanno prese delle decisioni è ovvio che il Bitonto è in testa e quindi deve vincere questo campionato.
In un contesto del genere, in una situazione catastrofica, secondo me vanno dati i meriti a chi ha fatto bene, ma non si possono danneggiare quelle squadre che erano ancora in corsa per la salvezza. Capisco il rammarico dei presidenti del Nardò e del Grumentum, perché c’era ancora da giocare e la salvezza si poteva conquistare. Ovviamente mi dispiace, sono cose difficili da mandare giù, purtroppo delle decisioni andavano prese e non è facile accontentare tutti.
Indipendentemente dalla Coppa, come ogni anno, mi siederò con il presidente e parleremo del futuro come abbiamo sempre fatto con molta tranquillità e trasparenza, cercando sempre di migliorarci. Io sono contento di allenare in una piazza così importante che è patrimonio del calcio pugliese, una società solida e importante che sta facendo le cose in grande anno per anno. In questo momento però è ancora troppo presto per parlare di futuro”.
Ipotesi retrocessioni, le reazioni. Da Nardò: "Ci opporremo in tutti i modi possibili"
Il presidente del Nardò, Salvatore Donadei, ha commentato la decisione odierna della LND:
“Sono sconcertato, infuriato ed avvilito sia come uomo di sport che come uomo di legge. Se il prossimo consiglio federale dovesse dare seguito a queste proposte, sarebbero violati in maniera indecorosa tutti i diritti. Per questo motivo non staremo a guardare, e lo faremo in tutti i modi possibili: lo devo a tutte le componenti del Nardò”.
Fidelis Andria, mister Favarin: "Ringrazierò sempre questa piazza. Non so cosa succederà"
Giancarlo Favarin, tecnico della Fidelis Andria, in un’intervista rilasciata ai colleghi di tuttoc.com ha parlato anche del suo futuro: “È ancora presto, in questo momento ci sono ben altre priorità”. La volontà del club è quella di continuare con l’esperto allenatore 61enne e anche la piazza spinge per la permanenza dell’attuale guida tecnica, ma qualora dovesse arrivare una chiamata dalla Serie C il destino è tutt’altro che scritto.
Di recente proprio Favarin ha dichiarato: “Ringrazierò sempre questa piazza per quello che mi ha trasmesso in tre anni. Non so cosa succederà in futuro, se vi saranno i giusti presupposti per realizzare qualcosa di importante, non avrei problemi a rimanere, viceversa ci saluteremo con il massimo del rispetto”.
Mister Nicola Ragno: "La mia personalità ha infastidito qualche calciatore del Taranto…"
Mister Nicola Ragno, ex tecnico di Taranto e Potenza, è stato intervistato dai colleghi del Corriere dello Sport:
In sede di presentazione a Taranto furono chieste le ragioni del suo esonero a Potenza, domanda alla quale rispose categoricamente con un “il Potenza, in serie C, è come se non lo avessi mai allenato”. A distanza di mesi ritiene che una situazione simile le sia capitata anche in riva allo Jonio?
Indipendentemente da me, un tecnico non lo si giudica nell’arco di poche giornate: l’esonero, qualora si renda necessario, deve essere ragionato. A Potenza mi è stato detto che “questo è il sistema calcio”, espressione alla quale, ancora tuttora, non riesco a dare una spiegazione: il presidente Caiata mi chiese di raggiungere la C in un triennio, invece l’obiettivo è stato centrato dopo un solo anno nonostante non fossimo partiti tra i favoriti. Questo è un mondo in cui non sempre vi è riconoscenza. A Taranto mi è capitato di essere contestato perfino durante il ritiro, dinamica mai accaduta prima: il presidente Giove è una persona straordinaria e nei suoi confronti nutro il massimo della stima, tant’è che siamo rimasti in ottimi rapporti, forse però ha risentito di qualche influenza esterna che lo ha indotto a esonerarmi dopo sole otto giornate. Spero che in futuro, per il bene del Taranto, assuma decisioni in maniera autonoma senza rinnegare il progetto tecnico alla prima difficoltà. Purtroppo, però, a livello generale, il cliché è questo: nelle prime 12 giornate si sono registrati 13 esoneri, cifre che inducono a riflettere.
Dal suo Taranto ci si aspettava senza dubbio qualcosa in più, ma è anche vero che siete stati bersagliati dalla sfortuna: ogni minima disattenzione vi è costata una sconfitta.
Se il Taranto, con me al timone, ha collezionato 12 punti su 24, evidentemente meritava quelli, ma il discorso di prima ritorna qui: escluso il secondo tempo di Bitonto, nessuno ci ha mai messi sotto a livello di prestazioni. Con il Brindisi abbiamo perso una gara dominata dall’inizio alla fine, il Sorrento ha espugnato lo Iacovone facendo un solo tiro in porta in un’azione viziata da un clamoroso fallo di mano non segnalato, perfino a Foggia in dieci uomini e senza difensori di ruolo non abbiamo mai subito. Bisogna sempre tener presente l’obiettivo a lungo termine e non limitarsi ai risultati iniziali. Se non ci sono problemi di gruppo e ogni componente rema nella stessa direzione, i campionati si vincono.
Dalle sue parole si evince che, a livello di gruppo, abbia riscontrato più di qualche problema.
Sin dal mio arrivo ho cercato di instaurare un rapporto amichevole, ma al contempo professionale con il gruppo: questa mia personalità, forse, ha infastidito tre-quattro calciatori i quali, anziché dare il massimo per la maglia, hanno pensato più in termini individuali, mal digerendo la panchina. Io la faccia, a differenza di altri, l’ho sempre messa. Per me non esistono titolari o riserve: chiunque, in qualsiasi momento, può diventare un punto fisso o, viceversa, non esserlo. Credo fortemente nella meritocrazia: con me gioca chi da tutto in allenamento ed è un aspetto su cui non transigo.
Secondo lei, perciò, il suo esonero è dipeso anche da un rapporto non idilliaco con alcuni calciatori in rosa?
Alleno da 24 anni e, a conti fatti, ho subito pochi esoneri. riuscendo quasi sempre a raggiungere gli obiettivi che mi erano stati prefissati: a Taranto ho avuto a disposizione una grande squadra a livello tecnico, ma per vincere è necessario un gruppo forte e unito. L’esonero fa parte del mestiere, tuttavia ritengo che gli ultimi due siano dipesi anche e soprattutto da altri fattori. Poi chiaramente qualche errore l’ho commesso anch’io, ad esempio nella valutazione prettamente umana di alcuni calciatori.
Nardò, Cavalera: "Decisione palesemente lontana da qualsiasi criterio di oggettività"
Il Club Manager del Nardò, Marco Cavalera, ha commentato la proposta della LND:
Resto allibito da una decisione palesemente lontana da qualsiasi criterio di oggettività, dichiara il Club Manager dell’AC Nardò Marco Cavalera. Sicuramente stiamo vivendo una situazione assolutamente senza precedenti ed impossibile da prevedere, ma proprio per questo ci si aspettavano decisioni che fossero quanto più attente possibile. Se proprio si doveva decidere per le retrocessioni (personalmente le avrei bloccate….) si sarebbe dovuta considerare la classifica congelandola alla fine del girone di andata. Questo non perché il Nardò fosse salvo ma perché rimane l’unica possibilità di valutare la classifica in maniera equa e oggettiva!
Bitonto, il presidente Rossiello: "Giocare a Bari è un'ipotesi per l'anno prossimo"
Ufficiosamente il Bitonto sarà in Serie C l’anno prossimo.
Il presidente del club barese, Francesco Rossiello, ha parlato a tuttoc.comdell’emozione che sta provando la città intera in queste ore:
“Ho passato la notte pensando al nostro percorso, è stato speciale. Abbiamo chiuso nel migliore dei modi e col giusto riconoscimento un capitolo fatto di lavoro, lotte e sacrifici iniziato cinque anni fa. Credo che la ratificazione avverrà nel Consiglio Federale del 3 giugno, siamo in attesa. La prima volta in Serie C arriverà nell’anno del centenario del club, festeggiare questi due eventi in concomitanza ci rende tutti orgogliosi. Giocare al San Nicola? E’ una delle ipotesi. Chiaramente faremo di tutto per poter giocare in casa col sostegno dei nostri tifosi. Il Bari lo abbiamo già incontrato l’anno scorso in Coppa Italia-Serie D. Vedere il Bitonto in Serie C è un vanto per tutta la città, oltre ai baresi affronteremo squadre e piazze blasonate del calibro di Avellino e Palermo”.
A Bitonto, festeggiamenti per la C….e qualche multa per assembramenti
Come annunciato ieri, la LND proporrà al Consiglio FIGC la promozione delle prime in classifica di ogni girone dei campionati di Serie D al momento dello stop e la retrocessione delle ultime 4 in classifica.
La notizia non poteva che far felice il Bitonto (ed i suoi tifosi), primo nel girone H di Serie D.
La gioia per il passaggio in Serie C, ancora ufficioso per la verità, ha spinto alcuni tifosi a scendere in piazza a festeggiare. Non tutti però hanno rispettato le ristrettezze imposte dalla situazione emergenziale che stiamo vivendo.
Ad annunciarlo è stato lo stesso sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, che si è detto felice della promozione dei neroverdi, ma costretto ad annunciare le sanzioni della polizia municipale a quei tifosi che non hanno rispettato il distanziamento sociale.
Spiega Abbaticchio: “siamo felicissimi per la promozione, ma vi avevo pregato di non festeggiare in piazza per i noti motivi. Sono intervenute le forze dell’ordine con la polizia municipale e dopo 20 minuti sono riuscite a riportare la situazione generale in stato di sicurezza. Con qualche sanzione. Alcuni sono stati riconosciuti e credo saranno perseguiti. Mi dispiace, davvero, per tutto quanto quello che ne consegue”.
Foto: pagina FB Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto
Foggia, Gerbaudo: "Decisione sulla D tardiva. Sul futuro…"
Il centrocampista del Foggia, Matteo Gerbaudo, ha commentato la chiusura del campionato di Serie D ai microfoni di RadioBianconera.
Per Gerbaudo, che si aspettava la fine del campionato, la chiusura o meno della Serie D andava decisa un mese fa: “ero a casa, mi è arrivato un messaggio dal mio agente che mi ha detto che la Serie D è ufficialmente chiusa e che proveranno a far ripartire i professionisti. Io me l’aspettavo, ciò che mi dispiace sono le tempistiche e i modi. Bisognava dare modo a noi di iniziare a preparare la stagione successiva, cioè riprendere gli allenamenti e organizzarci in modo che per l’anno prossimo possiamo essere di nuovo in forma. Dire subito un mese fa che la Serie D sarebbe stata chiusa ci avrebbe aiutati a preparare la stagione successiva per la squadra e per i giocatori stessi. Anche gli agenti così possono iniziare a organizzare la stagione dei loro assistiti.
Sul Foggia: “per ora il Foggia sta aspettando ufficialmente il momento in cui diranno eventuali ripescaggi, promozioni e retrocessioni. Poi da lunedì prenderanno una linea e andranno su quella strada”.
Nel futuro di Gerbaudo nulla di certo: “la stagione successiva parte il 1 settembre, c’è ancora un po’ di confusione. Sono sempre in contratto con il mio procuratore che mi aiuterà a capire legalmente e fiscalmente come muovermi. Con lui c’è un bel rapporto”.
Nardò, il presidente Donadei: "Sono avvilito, violati tutti i diritti. Non resteremo a guardare"
Il presidente del Nardò, Salvatore Donadei, ha commentato la decisione odierna della LND:
“Sono sconcertato, infuriato ed avvilito sia come uomo di sport che come uomo di legge. Se il prossimo consiglio federale dovesse dare seguito a queste proposte, sarebbero violati in maniera indecorosa tutti i diritti. Per questo motivo non staremo a guardare, e lo faremo in tutti i modi possibili: lo devo a tutte le componenti del Nardò”.
Il ds De Santis al Casarano? Arriva la risposta del diretto interessato
“Ad oggi, non c’è stata nessuna chiamata con il presidente Maci. Il Casarano non mi ha mai contattato per ricoprire il ruolo di direttore sportivo in vista della prossima stagione. Ci sono delle trattative in cantiere, mi riserverò di valutare le varie proposte pervenute”.
Queste le dichiarazioni di Vincenzo De Santis, ex direttore sportivo, tra le altre, di Taranto e Fidelis Andria, intervistato dai colleghi di tuttocalciopuglia.com.
Taranto, anche Parlato sulla lista di Giove. Ma sul tecnico ci sono tre squadre di C
Il Taranto del presidente Giove è alla ricerca dell’allenatore per la stagione 2020-2021. Tra i vari profili, si valuta anche quello di Carmine Parlato, tecnico che quest’anno ha guidato il Savoia al secondo posto nel girone I di serie D.
Secondo quanto scrive tuttoc, però, sul tecnico ci sono anche tre compagini di serie C: Vibonese, Rieti e Cavese
Fidelis Andria, decretato un aumento di capitale sociale di 200mila euro
Riunitasi nel pomeriggio di ieri, come da convocazione dei giorni scorsi, l’assemblea dei soci della “Uniti per la Fidelis”. Al centro della discussione l’aumento del capitale sociale, sia per concludere la stagione in corso, poi definitivamente chiusa dalle decisioni del Consiglio Federale, e sia per cominciare a porre le basi per il futuro.
Al termine della riunione ha voluto parlare l’Amministratore Unico della “Uniti per la Fidelis” Pietro Lamorte per spiegarne gli esiti: «Un ringraziamento a tutti i soci presenti ed anche a quelli che hanno delegato. Ampia è stata la discussione sul primo tema all’ordine del giorno e cioè l’aumento di capitale sociale di 200mila euro – ha spiegato Lamorte – abbiamo ragionato sulle idee concrete su cosa volesse dire rinnovare l’impegno in questo progetto soprattutto dopo aver ricordato l’attività svolta in questi due anni dai soci Catapano e Roselli. Un impegno il loro non solo economico-finanziario ma anche di responsabilità verso tutti gli atleti, tecnici e collaboratori oltre che di tempo – ha voluto ricordare Pietro Lamorte – Sia Catapano che Roselli hanno non solo rinnovato il loro impegno sottoscrivendo la quota di capitale a loro spettante, ma hanno anche coperto le quote degli altri quattro soci che non sono state sottoscritte».
Per gli altri quattro soci delle posizioni differenti per svariate ragioni: «Loro quattro, a cui va comunque il nostro grazie per l’impegno profuso sino a questo momento – spiega Lamorte – hanno espresso la loro volontà di fermarsi e di continuare a voler bene alla Fidelis in altre forme. Oggettivamente sulla base di quello che può essere il loro impegno sia finanziario che di tempo da dedicare non ci sono più le condizioni vista anche la situazione contingente di questo momento. Si sono resi conto che potranno aiutare il progetto sicuramente con delle sponsorizzazioni che valuteremo più in là verso l’arrivo del prossimo campionato».
Importante è stata anche la modifica allo statuto della società che ha permesso di snellire l’eventuale accesso di altri soci: «Un passaggio essenziale era mettere ordine al nostro interno – ha concluso Pietro Lamorte – Ora c’è più chiarezza sia su quelli che devono esser gli interlocutori per eventuali nuovi soci interessati ed anche snellito lo statuto all’unanimità votando la modifica per eventuali nuovi ingressi in società. Alcune piccole interlocuzioni ci sono state anche se le porte della Fidelis restano assolutamente aperte».
Casarano, è corsa a due per il prossimo direttore sportivo?
Dopo diverse stagioni, il Casarano potrebbe non ripartire da Marcello Pitino, e, secondo quanto scrivono i colleghi di Blunote, per il ruolo di direttore sportivo sarebbero in lizza due ex Taranto: Luca Evangelisti e Vincenzo De Santis.
Nardò, mister Foglia Manzillo: "Ultimo stipendio a dicembre per alcuni calciatori"
Intervistato dai colleghi di pugliasportnews, il tecnico del Nardò, Antonio Fogliamanzillo, ha parlato della crisi economica che coinvolge la serie D:
“Questo è il problema dei problemi, perchè vi sono alcuni calciatori che hanno preso il loro ultimo stipendio a dicembre, causa società che non adempiono in tempo ai pagamenti. Quest’ultimi rischierebbero di prendere il prossimo stipendio a novembre 2020. Io sono un padre di famiglia e questo è un problema molto grave. Non è facile e mi auguro che il governo dia una mano a questi ragazzi, che se non dovessero prendere lo stipendio per otto o nove mesi potrebbero andare incontro a gravi difficoltà. Non capisco come si possa andare avanti, e non sono certo che tutti i calciatori di Serie D possano trovare un impiego alternativo per percepire uno stipendio. Per quanto concerne la crisi generale, è chiaro che tutti i presidenti di Serie D hanno delle aziende, quindi il loro primo pensiero non sarà il calcio, bensì quello di rimettere in moto la loro attività e i dipendenti. Il calcio diverrà un secondo pensiero, causando così un forte ridimensionamento per circa il 50% di tutte le società dilettantistiche”.
Taranto, potrebbe esserci un ritorno di fiamma con Esposito
Tra Taranto e Vittorio Esposito l’amore potrebbe tornare a sbocciare.
Le parti che si sono separate esattamente un anno fa, non hanno mai smesso di dialogare, tanto che il presidente Giove avrebbe voluto riportare il calciatore nel corso del mercato invernale.
Esposito ormai ristabilito dall’infortunio che lo ha fermato nella scorsa stagione tanto da costringerlo ad un intervento, gradirebbe la destinazione rossoblu. Stando ad alcune indiscrezioni raccolte dalla redazione di giornalerossoblu, la trattativa sarebbe in stato avanzato, il che potrebbe confermare anche la pista che porta a Degli Esposti come nuovo direttore sportivo, essendo un estimatore del calciatore reduce da una positiva esperienza con la Vastese.
Brindisi, capitan Marino: "Non possiamo far finta di niente, c'è gente ferma allo stipendio di ottobre"
Dino Marino, capitano del Brindisi, ha rilasciato un’intervista ai colleghi della carta stampata in cui rende nota una situazione spiacevole in casa pugliese:
“Siamo arrivati a un punto dove non possiamo più far finta di niente. C’è gente che avanza le mensilità di novembre e dicembre e siamo quasi a fine maggio. Ci hanno dato appena una piccola parte di gennaio, sento parlare dell’anno prossimo e ancora non ci hanno dato certezze per questa stagione che ancora non è finita”.
Il Casarano pensa al futuro: in panchina un ex Taranto e Potenza?
Il Casarano inizia a muovere i primi passi per programmare la stagione 20-21 valutando la posizione dell’attuale tecnico Dino Bitetto.
Secondo quanto raccolto da TUTTOcalcioPUGLIA.com, l’idea per la panchina dei salentini sarebbe Nicola Ragno, ex di Potenza e Taranto.