Brindisi, il presidente Vangone: "Vertenze non ce ne sono. Il 70% dei calciatori era con noi anche l'anno scorso"

Umberto Vangone, presidente del Brindisi, a Canale 85 ha fatto il punto sul caso stipendi: “Il 70% dei calciatori erano con noi già lo scorso anno in Eccellenza: non avevano un contratto e tutti sono stati soddisfatti, non capisco perché quest’anno tutti abbiano parlato in anticipo. E non capisco quali problemi ci possano essere. Non ho problemi a parlare con avvocati o calciatori, con alcuni ho già raggiunto accordi economici. Il Brindisi Calcio continuerà a rispettare i suoi impegni, fermo restando che i ragazzi si sono sempre tutelati. Olivieri? Non ne parlerei. È stato mandato via per una sua leggerezza, ha fatto una richiesta e il Collegio Arbitrale gli ha concesso addirittura due mensilità in più di quelle richieste. Anche con lui ci incontreremo…”.

Sul futuro societario: “C’è la volontà dei soci di fare un’unica società, con la possibilità d’ingresso di altre figure. Ma tutte queste problematiche ci sono ovunque, si parla solo del Brindisi. Si parla solo delle vertenze e allo stato attuale non ne vedo nemmeno una. Oggi dobbiamo solo chiudere le debitorie, poi il bilancio e solo alla fine parleremo del nuovo anno”.

Taranto, il neo ds Pagni: "No ai proclami, ma non vogliamo solo partecipare. Giove è…"

Dopo l’accordo con il Taranto Fc, ecco l’intervista realizzata ad Dodicesimo Uomo al nuovo direttore sportivo rossoblù Danilo Pagni.

Direttore buonasera. Innanzitutto bentornato. Come mai Taranto nonostante l’interesse nei tuoi confronti di clubs di categoria superiore?
“Ho accettato Taranto innanzitutto perché avevo un capitolo aperto con i rossoblu, dato che dopo quella bellissima salvezza ottenuta a Sorrento nel 2009 sono stato scippato della possibilità di continuare con quella squadra a causa della cessione della società da parte di Blasi, che reputo un grandissimo presidente. È vero che ho avuto contatti con alcune società di B e C, Trapani e Feralpisalò, ma sono stato convinto dal progetto presentato dal presidente Giove e dal mio carissimo amico Galigani.”

Si vociferava che il tuo ingaggio fosse vincolato ad un eventuale ripescaggio in C.
“Questo è nato dal fatto che all’inizio si era parlato in quest’ottica, ma poi Giove e Galigani sono stati “bravi” a convincermi anche per la D.”

Che idea ti sei fatto della contestazione che c’è nei confronti della proprietà?
“Anche con Blasi c’era contestazione e che contestazione, i tifosi hanno ragione ad essere delusi, ma come sempre dico che bisogna stringersi attorno e fare quadrato, le vittorie non si ottengono mai da sole.”

Come hai trovato Giove, l’hai visto colpito dalla contestazione?
“No tutt’altro, Giove è motivatissimo, l’ho trovato combattivo e convinto.”

Attorno alla tua figura Giove vuole costruire un progetto triennale, hai intenzione di illustrarlo attraverso una conferenza stampa?
“È una domanda che va posta alla società ed all’addetto stampa. Un progetto triennale che porti ovviamente risultati positivi, che poi è nell’interesse di tutti.”

Non potresti anticiparci qualcosa? Il Taranto in D partirà per vincere?
“Non voglio fare proclami e promesse. Dico solo che il Taranto non può limitarsi a partecipare.”

Hai seguito le vicende del Taranto in questa ultima stagione, perché è naufragato tutto nonostante Ragno ed una squadra sulla carta molto forte?
“Non lo so, non voglio ficcare il naso o fare commenti sul lavoro di altri, era una buona squadra, ma non ho idea dei motivi per cui non si è fatto bene.”

L’impressione dal di fuori era che mancava un uomo forte che tenesse in pugno la situazione…
“Ripeto, non posso parlare di cose che non conosco…”

Taranto, confermato l'incontro con Pagni. In mattinata si può chiudere ed ufficializzare

Nella giornata di ieri era circolata la voce di un potenziale accordo tra Danilo Pagni ed il Trapani a scapito del Taranto FC 1927. Nonostante la fonte autorevole della notizia, la sensazione è sembrata più un’azione di disturbo e per questo abbiamo cercato conferme.

Contattata sia la società del Taranto FC 1927 che lo stesso Danilo Pagni dalla redazione di giornalerossoblu, le parti hanno rimarcato che per lunedì mattina alle ore 10 ci sarà l’incontro definitivo. Una sora di dentro o fuori, che oltre all’ex dirigente del Gallipoli, vedrà la presenza di Massimo Giove, presidente del Taranto e del consulente Vittorio Galigani. Le sensazioni affinché l’accordo vada in porto al momento sono positive. Bisogna solo attendere, come ci disse nel corso di un’intervista lo stesso Pagni, perché se saranno rose fioriranno.

Il Nardò ha già comunicato gli avvocati che dovranno difendere la società in caso di retrocessione

L’A.C. Nardò, per il tramite del suo Presidente Avv. Salvatore Donadei, in vista del Consiglio Federale di lunedì prossimo, si augura vivamente che la proposta avanzata dalla LND, di retrocessione delle ultime quattro squadre per ogni girone, non venga ratificata. Ciò alla luce di tutte le motivazioni formalizzate nella diffida nei confronti della Lega e della Federazione. Argomentazioni che si concretano nella salvaguardia dei veri valori sportivi e dei più alti principi di legalità e giustizia.  L’A.C. Nardò confida che il massimo organo federale possa ricondurre nel giusto alveo della equità e dell’equilibrio il tema dei campionati cristallizzati, tenendo nel debito conto che la ragione vera che ne ha cagionato l’interruzione è stata la pandemia da virus Covid 19, eccezionale causa di forza maggiore, che ovunque, in Europa, ha determinato una scelta univoca, vale a dire il blocco delle retrocessioni. Fra le altre cose, nelle considerazioni a sostegno della nostra posizione, soccorre un ulteriore e non certo trascurabile orientamento della serie A, che ha deciso di proporre al Consiglio Federale, in caso di nuovo stop, la medesima soluzione. Siccome la questione che ci occupa va valutata anche in punto di diritto, si dovrebbe applicare, in via analogica, ai Dilettanti. Dispiace, infine, dover sottolineare il rincrescimento per la totale mancanza di interlocuzione, preventiva e post diffida,  con chi, istituzionalmente, è (sarebbe)  deputato a tutelare le posizioni delle società affiliate, vale a dire quella LND che, nella persona del Presidente Dott. Sibilia, ha ritenuto di non avere alcun dialogo con il Nardò e con tutte le altre società aderenti, di non riscontrare la richiesta di accesso agli atti per avere contezza della delibera all’esame  del Consiglio Federale dell’8 giugno p.v., perseverando e assumendosi la responsabilità di una scelta iniqua quanto sleale ed antisportiva. Ove mai si dovesse procedere alla ratifica della proposta della LND, con il Nardò ingiustamente, illegittimamente e contro ogni principio di etica sportiva condannato alla retrocessione a tavolino e causa pandemia in “Eccellenza”, la società, per bocca del suo Presidente, comunica che gli interessi, sacrosanti, saranno tutelati dinanzi agli organi di giustizia sportiva dall’Avv. Lucia Bianco, co-founder dello studio VM Law&Sport e dallo studio dell’Avv. Edoardo Chiacchio, legali di eccellente livello professionale e di riconosciuta esperienza ed autorevolezza nell’ambito del diritto sportivo, ai quali l’A.C. Nardò, facendo ogni sforzo possibile, ha già dato mandato per perorare la propria causa. “Faccio un appello – dichiara il Presidente Salvatore Donadei – a tutta la piazza, all’Amministrazione Comunale a tutti coloro che hanno davvero a cuore le sorti della maglia granata, in un momento in cui si starebbe per consumare un’ingiustizia clamorosa, di essere vicini alla società sotto ogni aspetto. Siamo fiduciosi che lunedì si possa tornare a sorridere e si possano finalmente cancellare queste settimane di enorme tensione emotiva e di grande e dispendioso lavoro. Forza Rossi, Avanti Nardò”.

Futuro Brindisi: diversi nomi per la panchina biancoazzurra

Il Brindisi è al lavoro per chiudere la stagione in corso e programmare la prossima. La società biancazzurra sta cercando di trovare un equilibrio interno per poi tuffarsi negli aspetti tecnici.  In questo senso risulterà decisiva l’assemblea dei soci che si terrà tra qualche giorno.

ALLENATORE – Intanto il direttore sportivo è al lavoro sul fronte allenatore. La priorità sembra essere la riconferma di Salvatore Ciullo anche se si stanno sondando anche altre alternative. Per questo da lunedì inizieranno alcune consultazioni. Semplici sondaggi, almeno per ora. Tra gli altri, secondo Studio 100 Tv, piacciono Enzo Maiuri, Salvatore Campilongo, Michele Cazzarò. In più ci sarebbero due nomi a sorpresa ancora top secret. Profili molto diversi tra loro, ma i dirigenti vorrebbero ascoltare e recepire diversi progetti tecnici prima di scegliere. Già avviate anche le trattative per le riconferme di acuni calciatori. 

Taranto, Pagni già all'opera: i nomi sul taccuino per il prossimo mister

Danilo Pagni dovrebbe sottoscrivere il contratto col Taranto il prossimo 8 giugno, data in cui è in programma anche il Consiglio Federale che sancirà definitivamente il rinvio della riforma dei campionati alla stagione 2021/2022. Il diesse calabrese è pronto a ripartire dalla serie D legandosi al club rossoblù che gli ha messo sul piatto un’allettante proposta triennale per aprire un nuovo ciclo. Giove e il suo fido Galigani ritengono Pagni la figura giusta per provare a vincere il sempre ostico girone H riportando il Taranto nel calcio che conta. Una volta ufficializzato il direttore sportivo, sarà il turno del tecnico. Giacomarro è un nome ricorrente, un profilo di spessore che intriga da tempo al pari di Calabro e Auteri, tutti allenatori vincenti e legati in qualche modo a Pagni.

Fra i tre, Giacomarro potrebbe nutrire maggiori possibilità in virtù dello stretto rapporto d’amicizia con Pagni (non sarebbe un ostacolo insormontabile il vincolo col Picerno) ma non mancano le alternative. Si guarda con interesse anche a Rigoli e al sempreverde Orlandi senza trascurare due new entry. Piacciono Costantino (l’ultima esperienza a Messina) e Longo (ex Cavese e Caratese) che ha come secondo l’ex rossoblù Migliaccio. Nel frattempo, la Figc ha istituito il Fondo Salva Calcio con una dotazione da 21,7 milioni di euro per alleviare dalla B in giù la crisi del sistema calcio, messo a dura prova dall’emergenza Covid-19. Per diventare operativo il Fondo dovrà passare, lunedì prossimo, attraverso l’approvazione del Consiglio Federale. 5 milioni del Fondo sono destinati alla Lnd che potrà disporre di risorse per gestire al meglio la ripresa delle attività.

Foggia, smentito l'interesse dell'imprenditore Marco A. Romano (pres. Viterbese)

L’imprenditore Marco Arturo Romano non è interessato al Foggia Calcio. L’attuale presidente della Viterbese ed ex vicepresidente del Livorno non farà il suo ingresso nella società di Capitanata.

Con un comunicato ufficiale è la stessa Viterbese a smentire l’interessamento del proprio presidente per il Foggia: “A.S. Viterbese comunica, in merito agli articoli apparsi su un presunto interessamento da parte del Presidente Romano all’acquisizione del Foggia Calcio, che tali notizie sono false e prive di ogni fondamento. Il Presidente ribadisce la sua volontà nel continuare il progetto iniziato lo scorso Luglio a Viterbo, dove è a lavoro con l’intera società per perseguire gli obiettivi prefissati, quelli della costruzione di un progetto giovane, sano e che mira a regalare alla città la tanto attesa Serie B”.

Marco Arturo Romano, è fondatore, proprietario, amministratore unico di Tecnologia & Sicurezza Spa, azienda specializzata nella sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro, con sedi in tutta Italia (ed anche a Foggia).
Il suo nome era circolato nelle scorse ore in alcune testate ed emittenti daune, in particolare sul Quotidiano “L’Attacco” e nella trasmissione Kick-off, in onda sulla web tv Mitico Channel.

Nulla di nuovo, quindi, per il futuro societario del Foggia.

Brindisi, Capone: "Retrocessione per fortuna solo sfiorata. Un casino bloccare tutto…"

Intervenuto su Canale 85 nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, il difensore del Brindisi, Alessandro Capone, ha parlato della difficile stagione vissuta dai biancazzurri e delle ultime proposte avanzate dalla LND inerenti a promozioni e retrocessioni. Queste le sue parole:
“Noi per fortuna non siamo rientrati in questa situazione delle retrocessioni, però l’abbiamo sfiorata. Siamo contenti ovviamente del risultato perché quest’anno abbiamo avuto veramente tantissime difficoltà su tutti i punti di vista e ricollegandomi al discorso di prima questa situazione è veramente difficile per tutti, anche per chi deve decidere. Io mi metto anche nei loro panni ed è una situazione davvero surreale, non capita tutti i giorni una pandemia che blocca tutto e che non ti permette più di scendere in campo, purtroppo qualsiasi decisione verrà presa qualcuno rimarrà per forza scontento. È un’ingiustizia per quelle squadre che retrocedono solamente per un punto, per un gol o per uno scontro diretto. Non so proprio quale poteva essere la decisione giusta perché anche bloccare tutto senza retrocessioni e promozioni comunque sarebbe stato un casino. Se posso dare un consiglio, nel caso la decisione venisse confermata, alcune squadre andrebbero poi comunque ripescate”.

Casarano, bomber Mincica rassicura l'ambiente: "Vi dico perché spero di restare…"

Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, l’attaccante del Casarano, Salvatore Mincica, ha parlato del proprio futuro:
“Appartengo al Casarano e spero di rimanerci per tanti motivi. Per me questa è una seconda famiglia, la società non ci ha mai fatto mancare nulla e mastica calcio, lo stadio è uno dei migliori in Italia, e la tifoseria è fantastica, qualsiasi giocatore vorrebbe averne una simile. Ci sono tutti i presupposti giusti per far si che io resti in rossazzurro”.

Brindisi, Ciullo potrebbe andar via. E si parla già del sostituto

In casa Brindisi si comincia a pensare al futuro. Come appreso dalla redazione di tuttocalciopuglia, nelle ultime ore la dirigenza biancazzurra avrebbe avuto dei contatti con Luigi Panarelli per poter guidare la squadra adriatica nella prossima stagione. L’ex Taranto potrebbe ripartire, quindi, dalla società pugliese, dopo la sua seconda esperienza in riva allo Ionio.
L’approdo del tecnico sarebbe legato, anche, ad eventuale sviluppi societari: l’attuale presidente Vangone, proprietario del 50% del club, vorrebbe acquisire ulteriori quote societarie per avere pieno potere decisionale. Insieme all’ex Taranto, potrebbe trasferirsi anche Leo Guaita: il giocatore, che è legato alla società del presidente Giove, potrebbe trasferirsi in riva all’Adriatico. Panarelli potrebbe sostituire, quindi, mister Ciullo che, a fine campionato, era stato riconfermato dal numero uno della società in vista della prossima stagione: l’allenatore nativo di Taurisano ha ricevuto proposte da diversi club e starebbe vagliando tutte le varie possibilità.

Il Taranto si muove tra il futuro allenatore e le riconferme

Giorni importanti in casa Taranto. Diventa sempre più concreta l’ipotesi Pino Rigoli che è legato al Rende fino al 30 giugno ma, visto l’ottimo rapporto con Danilo Pagni, il tecnico messinese potrebbe arrivare in riva allo Ionio qualora l’ex Ternana dovesse ricoprire nuovamente la carica di DS. Lunedì 8 Massimo Giove dovrebbe incontrarlo per definire gli ultimi dettagli che riporterebbero l’ex direttore sportivo della Ternana a Taranto.
Si comincia anche a parlare di eventuali riconferme tra i calciatori. Non dovrebbero essere più di quattro o cinque ma tutto dipenderà dal nome che verrà scelto per la panchina. Nel frattempo non sono mancate parole d’amore per la città da parte di Leo Guaita, l’esterno offensivo ha dato priorità al Taranto per la prossima stagione, stesso discorso per Stefano Manzo che resterebbe volentieri e anche la dirigenza sarebbe favorevole.
Discorso diverso per Genchi, più volte ribadito il forte legame che lo lega a Taranto, l’attaccante ha recentemente dichiarato che resterà solo se sicuro di rientrare nel progetto tecnico. Non sono da escludere altre riconferme, qualora il consiglio federale accettasse la proposta della LND di considerare under le stesse classi utilizzate nella passata stagione, potrebbero vestire ancora la casacca rossoblù anche Sposito e Marino.

Fondo "Salva Calcio": dalla FIGC 21 milioni per club e tesserati

Il Comitato di Presidenza della Figc ha annunciato di aver istituito, su proposta del Presidente Gabriele Gravina, un il Fondo Salva Calcio. Si tratta di 21 milioni e 700 mila euro di aiuti destinati a: calcio femminile, Serie B, Serie C e LDN. Lo stanziamento, che per diventare operativo dovrà passare lunedì prossimo attraverso l’approvazione del Consiglio Federale,  è diretto ad aiutare i club professionistici e dilettantistici che stanno patendo il mancato incasso ai botteghini.

Il fondo sarà così ripartito: 5 milioni sono destinati al sostegno delle società della Lega di Serie B ed altrettanti saranno messi a disposizione dei club di Lega Pro; sempre 5 milioni verranno destinati ai club  appartenenti alla Lega Nazionale Dilettanti. Al calcio femminile sono invece stati destinati 700mila euro.

Infine, 3 milioni di euro saranno destinati ai calciatori in difficoltà e la stessa cifra è stata stanziata anche per allenatori, assistenti tecnici e preparatori.
Per il presidente Gravina si tratta di “un’iniziativa che non ha precedenti e che appresenta una grande assunzione di responsabilità che la Figc prende in favore del sistema calcio nel suo complesso. Si tratta di uno stanziamento diretto la cui entità fungerà sicuramente da volano per la ripresa”.

Bisogna attendere il consiglio di Lunedì per comprendere come sarà possibile accedere ai fondi.

Taranto, a giorni sarà ufficializzato Pagni. Idee chiare per la panchina

Massimo Giove e Danilo Pagni si sono dati appuntamento nei prossimi giorni per ufficializzare la nuova avventura del DS ex Ternana. Impressionato positivamente da una nuova avventura in riva allo Jonio, Pagni è il candidato numero uno al ruolo già ricoperto in era Blasi: la società conta di poter chiudere l’accordo e poter ripartire ricostruendo l’area tecnica dopo l’addio di De Santis e Panarelli.
L’arrivo di Pagni cambia gli scenari sul toto-allenatore, che vedono un ritorno di fiamma per Giacomarro (che il Picerno vorrebbe trattenere) ma un altro nome importante è quello di Auteri, (attualmente al Catanzaro) anche se è difficile arrivare al tecnico ex Gallipoli e Matera. I nomi più papabili sono quelli del lombardo Nevio Orlandi della Vibonese e di Pino Rigoli, quest’anno a Rende e una carriera da allenatore spesa prevalentemente tra Sicilia e Calabria.
A seguire la società inizierà a valutare le conferme dei calciatori (da non sottovalutare che la LND ha proposto considerare under le stesse classi di questa stagione (1999, 2000, 2001) e preparare la nuova stagione, della quale si avranno le prime indicazioni dal prossimo consiglio federale.

Taranto, Genchi: "In D c'è chi non arriva a 800 euro. Con il blocco, vantaggi alle società"

Giuseppe Genchi, capitano del Taranto, ha rilasciato un’intervista ai colleghi di giornalerossoblu:
CORONAVIRUS – “Sono riuscito a lavorare da casa, avendo molto spazio, per non perdere la forma fisica. Ho seguito i programmi del preparatore e quando si è chiusa ufficialmente la stagione mi sono adeguato in altro modo. Il calcio ci manca e siamo delusi per le decisioni prese, ma in questo momento la viviamo in maniera più serena, anche vedendo i dati dell’emergenza che migliorano giorno dopo giorno. Il calcio in momenti del genere passa in secondo piano”.
DECISIONI – “Bloccare gli stipendi in tutti i campionati dilettantistici è assolutamente sbagliato. Per bloccare un’intera categoria bisogna avere delle soluzioni in partenza, anche perchè sappiamo bene che i compensi in queste categorie non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli dei professionisti. C’è gente che non arriva a guadagnare neanche 800€ al mese e deve mantenere una famiglia. La Serie D tra l’altro non ti permette di svolgere un altro mestiere, in quanto gli allenamenti sono identici alle categorie professionistiche. La cosa che ci fa più male è vedere che a breve riapriranno anche i campetti e si potrà giocare a calcetto, la differenza tra una partita di Serie D ed una partita tra amici è inesistente perchè si verrebbe comunque a stretto contatto. Questo ci ha lasciati senza parole. Se non ci fossero state tali contraddizioni ci saremmo rassegnati a questa situazione ma in questa maniera è quasi una presa in giro. E’ chiaro che la maggior parte delle società hanno dei vantaggi in questo blocco dei campionati perchè le squadre che avevano già raggiunto la salvezza hanno potuto risparmiare tre mesi di stipendi, quelle in testa sapevano già di andare in Serie C e magari anche le squadre in griglia playoff non hanno mai avuto il reale interesse di ricominciare in quanto sappiamo che gli spareggi non servono a niente. E’ logico che la quasi totalità delle squadre abbia pressato verso la chiusura anticipata, penalizzando i calciatori ma anche le squadre che non hanno potuto lottare per il proprio obiettivo”.
PAGNI – “Non lo conosco personalmente ma so quello che ha fatto nel mondo del calcio e le vittorie che ha conquistato parlano da sole. Penso che sia un nome importantissimo per Taranto ma non so quanto siano solide le basi, un incontro può voler dire tante cose. Mi auguro che possa arrivare perchè se si punta su un direttore del genere penso sia ovvio che si vorrà fare qualcosa di importante”.
PERMANENZA – “Sono sei anni che mi chiedono se mi faccia piacere restare a Taranto ed io rispondo sempre nello stesso modo. E’ dal mio primo anno che mi sento legato a questa città perchè mi ha dato tantissimo, la volontà di restare c’è sempre perchè ormai riportare il Taranto in C è diventata una questione di principio. Per venire a Taranto ho rinunciato ad offerte più importanti ed anche per la prossima stagione ho il mio mercato ma la volontà è quella di rimanere e non di certo per convenienza mia o della società. A Taranto il primo anno guadagnavo la stessa somma del secondo, dopo aver fatto ventisette gol e non ho mai preteso cifre astronomiche”.
CONTESTAZIONE – “Parlo con il cuore e con estrema sincerità: se dovesse arrivare una mia riconferma ma non sarò messo nelle condizioni di esprimermi al meglio me ne andrò perchè altrimenti farei il male del Taranto ma anche mio. La mia scelta è scontata e l’ho detta prima, se la società vorrà puntare ancora su di me ma la tifoseria non sarà di questa opinione e lo dimostrerà contestandomi o in altre maniere, andrò via. Sicuramente il rispetto della piazza va meritato, ma partire prevenuti perchè la scorsa stagione è andata male non mi permetterebbe di giocare come so e si troverà un’altra soluzione, lasciando il posto a qualcun’altro”.
ENTUSIASMO INIZIALE – “Quando c’è tanto entusiasmo tutto viene più facile. Ricordo bene il giorno della presentazione in cui fui atteso da tanti giornalisti e tanti tifosi contenti del mio ritorno. Penso che sia l’unico ricordo bello dell’annata. La stagione purtroppo sappiamo tutti com’è andata ed il giudizio si è ribaltato. Bisogna anche avere rispetto per la volontà della tifoseria, la gente si può stufare ed è un dato di fatto da accettare”.
RAPPORTO CON LA STAMPA – “E’ capitato spesso in passato che anche dopo una partita difficile almeno un calciatore andasse in sala stampa a parlare. Quest’anno purtroppo c’è stata una confusione generale e sono state tirate fuori notizie sbagliate: quando uno spogliatoio viene attaccato il rapporto di fiducia con la stampa viene a mancare. Io leggo poco perchè a Taranto è meglio fare così, però so che quest’anno sono state scritte notizie false ed interviste travisate. Il silenzio stampa è arrivato di conseguenza. Quando ci sono voci false di calciomercato non dev’essere il calciatore direttamente interessato a smentirla, ma qualcun’altro. E’ mancata la voce di qualcuno a negare queste notizie sbagliate, anche perchè per assurdo mi sarei trovato a smentire notizie che in realtà erano veritiere e magari ancora non si erano concretizzate. Sono mancate le smentite al momento giusto”.
RAPPORTO CON D’AGOSTINO – “Io ho la mia personalità e lui la sua. Personalmente andavo avanti per la mia strada e posso dire che non c’è mai stato uno scontro tra noi. A volte si fanno azioni per non scombussolare lo spogliatoio e se ci sono rami marci vanno tagliati, altrimenti finisce per rovinare tutta la pianta. Il ramo ad un certo punto della stagione era anche guarito ma poi è stato aggiunto altro veleno e la pianta ha iniziato a marcire. Inizialmente si era giunti ad una soluzione per compattare lo spogliatoio ma dopo un po’ sono ripartiti i “giochetti”. Lo spogliatoio è sacro e non si deve parlare alle spalle degli altri all’esterno, altrimenti va a finire come quest’anno in cui ad un certo punto non si è capito più niente. Se un giocatore da inizio novembre legge di dover andar via è normale che giochi con una mentalità sbagliata e senza voglia. Io in primis se so di dovermi cercare un’altra squadra cerco di essere prudente e di dare qualcosa in meno, anche per evitare infortuni. In una situazione normale ad inizio mercato viene comunicato ai giocatori interessati la possibilità di andar via e solo dopo averli venduti si parla con la stampa. Leggevo sui giornali tante cose private che nello spogliatoio non uscivano, non deve esistere una situazione del genere. Succede ovunque ed in tanti spogliatoi ma è dannoso per la squadra”.
CALCIOMERCATO – “Nella seconda parte della stagione la qualità è rimasta, ma la rosa era troppo corta. Siamo usciti indeboliti dal mercato. Quando si destabilizza uno spogliatoio non è facile e le notizie poi si sono rivelate false perchè per esempio io, Matute o Allegrini, che eravamo dati per partenti, siamo regolarmente rimasti come tanti altri”.
I MISTER – “Il mister Ragno ha fatto la squadra più forte degli ultimi anni per la categoria. Penso che questa squadra è pari solo a quella del mio primo anno a Taranto. Sono state fatte scelte ponderate ma spesso quando una squadra non si riesce a confermare sul campo, la colpa viene data all’allenatore. Penso però che quando si cambia un allenatore, il sostituto deve far collimare le proprie idee tattiche con la rosa a disposizione altrimenti si creano problemi. E’ successo proprio questo, con Panarelli che è stato costretto a mettere fuori ruolo tanti giocatori. Quando si sfruttano diversamente le caratteristiche dei giocatori è una scommessa: se da Genchi in un ruolo ci si poteva aspettare il massimo, in un altro si è trovato ad esprimersi al cinquanta percento”.
FUORI ROSA PER 24 ORE – “Il presidente capì male una mia affermazione, interpretandola in maniera fortemente diversa rispetto a quello che in realtà dissi. A dire il vero non fui mai messo fuori rosa perchè era già in programma un incontro chiarificatore che non durò neanche un quarto d’ora, fu un semplice fraintendimento”.

Taranto, si fa strada l'idea di un ritiro precampionato in città

Il coronavirus ha cambiato molte delle nostre abitudini e, almeno fino a quando non si troverà un vaccino, se si troverà, dovremo conviverci. Gli effetti nefasti del covid si sono riverberati in particolar modo in un settore come il calcio: partite senza la passione degli spettatori, niente abbracci tra calciatori dopo un gol e tanti controlli.
Proprio in virtù di questa nuove disposizioni, il Taranto starebbe pensando di far svolgere il prossimo ritiro pre campionato proprio in riva allo Ionio. I calciatori potrebbero essere ospitati per tre settimane al Relais Histò, dove svolgerebbero il lavoro aerobico per poi trasferirsi allo “Iacovone” nelle ore meno calde della giornata (anche in notturna) per riprendere confidenza con il pallone.
Ovviamente, si tratta solo di un’ipotesi perché la decisione definitiva verrà presa di concerto con il nuovo allenatore.

Foggia, Felleca scrive ai tifosi: "Deluso per la scarsa fiducia"

A livello societario la situazione del Foggia è delicatissima. Nelle ultime ore sembra saltato il passaggio di società a Follieri (ve ne abbiamo parlato qui: Foggia, Fellleca: “Follieri allontanato dallo scetticismo di parte dei tifosi” ). Adesso a tenere banco è una lettera aperta di Felleca, presidente dei rossoneri, indirizzata a tutti i tifosi. Rammaricato e deluso per la scarsa fiducia e lo scetticismo della piazza, Felleca ha parlato così:

“Alla luce degli avvenimenti delle ultime ore, ed in particolar modo delle dichiarazioni del Sindaco Landella, non posso negare la mia sorpresa ed amarezza. Sembra il “leit motive” di questa stagione calcistica. L’ho capito fin dal primo minuto quando poco dopo l’assegnazione del titolo da parte del Sindaco, sui muri dello Zaccheria comparve uno striscione pieno di scetticismo nei miei confronti.
All’epoca la mia risposta fu sia di comprensione nei confronti della manifestazione d’ansia e preoccupazione dei tifosi, scottati dalle profonde delusioni dei mesi precedenti, sia di richiesta di fiducia per poter lavorare ad un’impresa che andava costruita da zero.
I tifosi sono stati stupendi nel loro pragmatismo sottoscrivendo 4000 abbonamenti.
Da zero, nonostante i ritardi e tutti gli handicap che una partenza ad agosto comporta, abbiamo allestito una squadra competitiva che alla fine del girone di andata era prima in classifica con il Bitonto, davanti a Taranto e Cerignola, società consolidate e con progetti ambiziosissimi.
Nel contempo non sono stati trascurati tutti gli altri aspetti, il settore giovanile con inclusa la squadra femminile; progetti per far partire gli store fisico ed online, ma anche tante iniziative benefiche per il territorio.
Molto di quello che è stato fatto, l’abbiamo potuto fare grazie alla collaborazione dei tifosi e di alcuni imprenditori davvero amici, appassionati e disinteressati e che ancora non ho potuto ringraziare a sufficienza, come realmente meriterebbero.
Tutto questo non è bastato e a gennaio c’è stata una nuova contestazione nei miei confronti, solo per un presunto ritardo con il quale è arrivata la tanto agognata punta. Ho compreso e metabolizzato anche quella inaspettata contestazione dura ed offensiva; in tutta sincerità anche grazie alla solidarietà del Sindaco Landella. Ci siamo rimboccati le maniche ancor di più ed abbiamo risposto con i fatti. E scontro diretto dopo scontro diretto abbiamo guadagnato terreno arrivando ad un punto dalla capolista.
Poi improvviso il cigno nero del Coronavirus, che spariglia le carte e manda in crisi centinaia di società non solo sportive, ma nei settori più diversi.
Il nostro sodalizio, non senza qualche affanno, non lo nego, rispetta gli accordi presi con staff, calciatori e collaboratori. E tranne alcune piccole posizioni debitorie ancora aperte, lavora alacremente alle celebrazioni del centenario, necessariamente in tono minore. Presentiamo il logo del centenario che rimarrà per sempre patrimonio della tifoseria, e che riscuote un incredibile gradimento e la maglia celebrativa personalizzata (e non certo dozzinale) entrambi elaborati da uno dei migliori esperti del territorio. Il tutto viene accolto con straordinario entusiasmo dalla piazza che dimostra di apprezzare il lavoro svolto fin qui. Piazza, che tranne gli immancabili odiatori, esprimere piena fiducia alla società, la quale, prima in Italia, all’annuncio del rimborso dell’abbonamento per la quota parte delle partite mancanti, riceve un fiume di rinunce al rimborso
degli abbonamenti stessi, preannunciando di essere già pronti a sottoscrivere gli abbonamenti per la prossima stagione.
Eppure tutto questo lavoro, gradito ed apprezzato dai tifosi, non è bastato a vincere lo scetticismo nei miei confronti. Non nascondo che la cosa mi ferisce, ma continuerò ad accettarlo e a lavorare per convincervi del contrario.

Di errori ne ho commessi, per la stessa esuberanza che mi porta a raggiungere traguardi ambiziosi, come alcuni nodi che devo ancora risolvere e che conto di sciogliere quanto prima.

C’è l’intenzione di rinforzare la compagine sociale e questo è sempre stato parte integrante del progetto fin dall’inizio, ed anche oggetto di ricorrenti conversazioni con il Sindaco, al quale ho già avuto modo di manifestare il mio ringraziamento per essere stato al mio fianco, non solo con le manifestazioni di solidarietà, ma anche con i fatti, risolvendo velocemente i problemi dello stadio. E con il quale ho condiviso a più riprese il reciproco rammarico per non aver visto nessuno degli imprenditori locali avvicinarsi al Calcio Foggia. Fino alla recente esternazione da parte del Sindaco stesso, che analizzava il perché sia così difficile attirare investitori nel Foggia.

Ancor di più alla luce della sua analisi sul perché nessun investitore si avvicina al Foggia, sono rimasto spiazzato dalla veemenza con cui ha esternato le sue, pur legittime, preoccupazioni, sulla trattativa, a mio avviso ben instradata, ma non certo in fase conclusiva, con il gruppo Effe Investment.

Non riesco a nascondere il mio dispiacere per questa nuova mancanza di fiducia nei miei confronti, soprattutto perché arriva da quella che per me è la figura di riferimento principale a Foggia. Non sono uno sprovveduto. Durante questa stagione ho incontrato decine di potenziali investitori. A tutti loro ho dedicato del tempo, senza preconcetti, li ho ascoltati e pesati. Quasi tutti si sono dissolti come neve al sole. La trattativa con la Effe Investmente ha superato diverse fasi, non superate da altri investitori. Ci sarebbero dovuti essere ancora numerosi step prima di giungere al closing, e ci sarebbe stato tutto il tempo per fare le verifiche, DOVEROSE in situazioni delicate come quelle in cui ci sono in gioco i sentimenti di decine di migliaia di persone.

Perché tanta fretta? Perché esternare prima la preoccupazione a mezzo stampa e poi farmi pervenire la convocazione per fare il punto della situazione? Perché minacciare di ritirare il titolo che ho sempre onorato con enorme impegno e professionalità? Perché accusarmi di fare cassetta, quando si sa bene quali sono i costi che comporta una stagione da protagonisti, con ulteriori investimenti per rinforzarsi a gennaio, e che molto probabilmente si sarebbe chiusa in maniera trionfale e che invece è stata colpita dai danni enormi del COVID? Perché minare alle basi una trattativa appena entrata nel suo vivo? Cui Prodest?

Per ora confortato solo dalla stima dei vertici federali e dei tanti tifosi che mi stanno tributando la loro stima, in attesa dell’incontro di giovedì, in cui conto di dirimere gran parte dei legittimi dubbi del Sindaco, inclusi i miei, continuerò a lavorare con serenità ed immutato impegno alla nuova stagione che spero, ma a questo punto nessuno sembra desiderarlo realmente, a parte i tifosi veri, ci vedrà fra i protagonisti della Lega Pro”.

Taranto, qualcosa si muove. Sarà una settimana importante

La scorsa settimana per i nostri attentissimi lettori avevamo chiesto alla società di uscire allo scoperto, di far capire a tutti i tifosi e seguaci del Taranto quale impronta voleva dare la società di Massimo Giove alla nuova stagione, in un periodo di forti incertezze per il calcio in generale. Dare una prova di esserci.
Questa settimana è stata foriera di tante novità, alcune che hanno fatto piacere alla piazza, altre un po’ meno. La prima, la più importante è legata al progetto tecnico: il Taranto ha incontrato Danilo Pagni, ex DS dell’era Blasi che sembra davvero in procinto di accasarsi in rossoblù. Parlando con il dirigente calabrese ci ha impressionato la lucidità di visione: scegliere una squadra significa scegliere un percorso da fare insieme alla dirigenza, che deve portare a risultati non solo sportivi. Ed essenzialmente è questo che è mancato al Taranto: un percorso abbastanza lungo. Se son rose, fioriranno si dice.
La società le aveva preannunciate un paio di settimane fa ed ecco arrivare a sorpresa, di lunedì pomeriggio, un trittico di novità: il nuovo sito, il nuovo logo e il nuovo addetto stampa. I tifosi si sono scatenati alla vista del nuovo stemma sociale, con pareri fortemente critici (è in corso il nostro sondaggio e le percentuali di voto sono quasi bulgare su oltre 1.200 voti on-line): ma a determinare le sorti di una squadra non c’è il logo, la “forma”, in generale: quello che rende una società forte e affidabile è la “sostanza”. E la gente si aspetta proprio ciò, i risultati, unica medicina per guarire il malato. Sui gusti non si discute, ma se la finalità del “rebranding” della società è un fatto squisitamente di merchandising, sarà proprio questo settore a determinarne il successo.
Apprendiamo con soddisfazione il ritorno in rossoblù del dottor Eligio Galeone nel ruolo di responsabile dell’area comunicazione, una scelta di primo livello. Il buon Eligio è alla sua seconda esperienza con la presidenza Giove: il nostro in bocca al lupo è sincero e siamo certi che la sua professionalità emergerà netta. Nel frattempo il vecchio predecessore, che a dicembre scorso aveva etichettato alcuni suoi colleghi inetti e frustrati, ha salutato l’ambiente su Facebook con un predicozzo in stile Osho. Insomma, diciamo che non è rimasto proprio affezionato all’ambiente.

Brindisi, quattordici calciatori pronti ad ingiunzioni contro il club

Situazione calda in casa Brindisi. O meglio: sempre più calda, visto il clima dei giorni precedenti.
Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di tuttocalciopuglia, infatti, alla riapertura degli uffici federali e della LND – prevista il 3 giugno – sarebbero pronti contro il club messapico quattordici ingiunzioni da parte di altrettanti calciatori biancazzurri.
Il motivo è relativo ai mancati pagamenti dei mesi scorsi.

Taranto, Genchi: “Spogliatoio sacro: se metti il veleno e non l’acqua…”

A campionato finito, arriva il momento della resa dei conti. Il primo a togliersi qualche sassolino è Beppe Genchi, che prende di mira soprattutto Panarelli e il suo modo di giocare, a lui non congeniale. L’attaccante barese non ci gira attorno e a domanda precisa risponde: “Con Ragno avrei segnato molto di più”. La rivelazione arriva nel corso di Tifo Web, trasmissione curata dai colleghi di giornalerossoblu.it. “Non è una questione di bravura – prosegue Genchi -, perché entrambi gli allenatori hanno delle qualità, ma con Ragno venivo impiegato nel mio ruolo naturale, in attacco. Quando è andato via le cose sono cambiate, mi è stato chiesto altro: da professionista sono stato costretto ad adeguarmi alle nuove direttive, ma la gente non può pensare che possa fare gol giocando in un ruolo che non è il mio. Il bravo allenatore si vede soprattutto quando riesce a tirare fuori il meglio da ogni calciatore. Evidentemente, il modulo tattico di Ragno esaltava le mie caratteristiche, con Panarelli mi sono sacrificato. Credo di non essere stato il solo, e quando snaturi troppo una squadra, a risentirne è la qualità”.
“RAMO MARCIO” Beppe Genchi prova a spiegare la stagione fallimentare con una metafora: “Lo spogliatoio è sacro. Immaginate che all’interno di quelle quattro mura ci sia una piantina: se ogni giorno si alimenta sopravvive, ma se al posto dell’acqua ci metti del veleno appassisce e muore. In uno spogliatoio ci vuole rispetto per il gruppo, non bisogna nascondersi parlando all’orecchio. Tutte queste cose avvelenano l’ambiente. Cosa è successo? Non lo dirò mai, ripeto: lo spogliatoio è sacro. Purtroppo, sono state fatte delle scelte a cui non si è più potuto porre rimedio. Un esempio? Il mercato. Sono andati via diversi calciatori di qualità, ma non tutti sono stati rimpiazzati: la qualità c’era, ma numericamente eravamo pochi.
FUTURO “Pagni? Non lo conosco personalmente, però ha vinto tanto. Non so se arriverà, ma è certo che resterò solo se funzionale al progetto. In caso contrario, andrò via perché non voglio essere di peso a nessuno”.

Taranto, con Pagni diesse chi sarà il nuovo allenatore? La lista

Il ritorno di Danilo Pagni nel ruolo di direttore sportivo del Taranto incontra di sicuro i favori della piazza.
Un accordo tutto da definire in tempi ragionevoli e con una settimana d’attesa da consumare prima del Consiglio Federale dell’8 giugno. Ci sono, però, una lista di nomi tra i desiderata del club ionico che tengono banco in queste ore: i “sogni proibiti” di Antonio Calabro, legato alla Viterbese fino al 2021, e Gaetano Auteri del Catanzaro.
Altri nomi papabili sarebbero quelli di Nevio Orlandi, ex Vibonese e soprattutto Pino Rigoli del Rende, la sua candidatura avrebbe preso prepotentemente quota nelle ultime ore. Altro nome trapelato è quello di Sandro Pochesci, ex Fondi e Bisceglie. Una lista lunga che potrebbe essere già ampiamente scremata nei prossimi giorni.

Gravina, mister Loseto: "Partiti per una salvezza tranquilla. Santoro lo capisco solo se…"

Il campionato del Gravina si è concluso con l’ottavo posto in classifica. I meriti sono anche di Valeriano Loseto, un tecnico che ha sempre proposto l’idea di dominare le partite e non aspettare l’avversario. Per tracciare un bilancio, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva proprio l’allenatore gialloblù.
Mister, sono giorni particolari in attesa del 4 giugno quando ci sarà il Consiglio Federale. Che idea si è fatto?
“È una situazione paradossale, non si riesce a capire dove si vuole arrivare. Da altre parti hanno già iniziato, da noi no. Spero si possa arrivare quanto prima a una soluzione finale, anche per programmare il futuro”.
Il suo Gravina ha concluso la stagione all’ottavo posto. Tutto sommato è stata un’altra bella stagione.
“Sapevamo quello che era il nostro obiettivo, come squadra e staff tecnico. Siamo partiti per centrare una salvezza tranquilla, in un campionato che può tranquillamente essere paragonato a una C2, con piazze blasonate e con grande passato. Abbiamo offerto un buon calcio e belle prestazioni. Con un pizzico di fortuna saremmo potuti essere noi il Sorrento di turno. Arrivare dietro Taranto, Casarano, Bitonto, Foggia e Cerignola è comunque tanta roba”.
Più bella la vittoria a Taranto o quella in casa contro il Foggia?
“Sono arrivate in due momenti particolari: col Taranto è arrivata la prima vittoria fuori casa; a Foggia abbiamo messo fine al ciclo di inizio gennaio privo di vittorie e con il solo pareggio di Nardò. Sono state un toccasana per riprendere il nostro cammino, d’altre parti la situazione sarebbe precipitata”.
4-3-3 o 3-5-2: qual è il modulo preferito di Loseto?
“Ho improntato la stagione sul 4-3-3, ma in corso d’opera c’è stata l’esplosione di qualche giovane tipo Silletti, che non mi sono mai sentito di lasciare fuori per quanto trasmetteva in settimana. Allo stesso modo Ficara e Chiaradia meritavano di giocare. Quando c’è stata la possibilità di schierare il tridente l’ho sempre fatto. Ma anche con il 3-5-2 ci siamo espressi positivamente”.
Considerazione provocatoria: avrebbe potuto togliere Santoro…
“E come fai?! (sorride, ndr)”.
Quanto è importante per una squadra di Serie D un calciatore come lui?
“Uno capisce la sua importanza solo se lo allena. Per me è stata una piacevole scoperta, fin dal mio arrivo è sceso in campo: contro il Pomigliano lui fece gol, ma vedevo che era un po’ freddo nei miei confronti. Forse pensava sarebbe andato via dopo il cambio di guida tecnica. Poi ne parlammo e ha fatto quello che ha fatto…”.
I calciatori la descrivono come un allenatore molto empatico.
“Qualche presidente di club blasonati hanno parlato di me come tecnico giovane ed emergente. Ma io ho fatto la gavetta, alleno da tredici anni: dalla C alla Promozione. Forse l’aspetto dà questa impressione, ma ho le mie esperienze. Punto molto sul rapporto con i calciatori, so come prenderli. Sono il mio sponsor, perché ho tante amicizie ma ho sempre lavorato con gente prestata al mondo del calcio. Ad esempio a Gravina Costantiello è un socio della FBC, vive di altro. Probabilmente pago il fatto di non essere agganciato al carro giusto”.
Inevitabile una domanda sul futuro. Dopo un anno e mezzo a Gravina sente l’esigenza di una nuova avventura?
“Io amo Gravina. In un rapporto deve esserci un amore bilaterale. Qui mi esprimo al meglio, ho la possibilità di lavorare con serenità. Anche nel mese in cui i risultati sono venuti meno, la proprietà mi ha confermato, ha creduto nella mia persona. Anche dopo qualche mugugno della tifoseria. Non ho mai avuto la paura di essere esonerato, ho sentito la fiducia di tutti e della squadra in primis”.
Eppure qualche rumors di mercato c’è…
“Fa piacere essere accostato a grandi piazze. Però non ci penserei più di tanto se non arrivasse un’altra chiamata: sarei l’allenatore più felice del mondo dovessi restare qui. So io cosa significa Gravina per me”.

Taranto, Pelliccia: "L'aggressione di febbraio? Un semplice episodio"

Salvatore Pelliccia, ormai ex terzino del Taranto, ha parlato della stagione di Serie D che si è conclusa da pochi giorni attraverso i microfoni del Corriere dello Sport, edizione Puglia. Ecco le sue parole: “È stata un’annata particolare, perché non sono arrivati i risultati. Quando, a Taranto, incominci male è difficile riprendersi. Sono convinto che fossimo una grande squadra e, forse proprio per questo, abbiamo pensato che le vittorie venissero da sole”.
Primi mesi: “Ho avuto un infortunio, che mi ha tenuto fermo una ventina di giorni, poi ho ricominciato ad allenarmi, ma per scelta tecnica, sono rimasto in panchina, ma non ho nulla da dire perché mister Ragno è un grande allenatore, come lo è anche Panarelli”.
La crescita: “Taranto mi ha fatto crescere tanto, professionalmente e caratterialmente, perché non è una piazza di Serie D. Sono rimasto affezionato alla città, che porterò sempre nel mio cuore”.
Aggressione di febbraio: “Io che conosco Taranto e i tarantini posso dire che si è trattato di un semplice episodio e perciò il mio pensiero sulla città rimane ugualmente positivo”.

Nardò, Donadei: "Gravissimo non parlare di un aspetto: chi abbiamo votato, non ci ha tutelati"

Il 4 giugno dovrebbe essere il giorno della verità per il Nardò, che dopo l’ultimo consiglio direttivo rischia la retrocessione in Eccellenza. Per fare il punto della situazione, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva il patron dei granata, l’avvocato Salvatore Donadei.
Presidente, sono giorni di attesa…
“Sono giorni di attesa e c’è molta tensione, ma sono anche giorni di lavoro. Come ho già detto e ripetuto, niente verrà lasciato al caso. Si lavora su più fronti per fare in modo che il 4 giugno l’inaccettabile e antisportiva proposta possa non arrivare sul tavolo del Consiglio Federale. Stiamo lavorando tutti, comprese le altre trenta società nella nostra condizione, per avere tutti gli elementi giusti affinché non avvenga la ratifica. Quindi giorni di attesa sì, ma anche di grande lavoro. E ci tengo a sottolineare una cosa…”.
Prego.
“Oggi ricorre un anniversario molto importante. Era il 1966 e allo stadio Flaminio si disputava Nardò-Savoia, spareggio in finale unica e centrammo una storica salvezza in C. E fa un certo effetto ricordarlo in queste ore, quando nel frattempo si propone la nostra retrocessione in questo modo, senza tener conto di niente e nessuno. Ci furono pullman provenienti dalla Germania, una cornice di pubblico fantastica: Nardò è tutto questo. Stride la proposta con tutti i valori sportivi, ma anche con storia e blasone”.
Avete sentito qualcuno della LND?
“Purtroppo si sono sempre espressi allo stesso modo, dicendo che chi non è d’accodo può fare ricorso. Loro sono granitici, c’è ben poco da dire o fare. Qui in pochi stanno parlando di questa proposta della Lega, ma credo ci siano stati anche dei passaggi attraverso i presidenti regionali e ancor prima con quelli interregionali, con figure e rappresentanti votati dalle società e che avrebbero dovuto tutelare le società. Risulta che questa proposta sia partita da lì, nessuno ne ha parlato ed è gravissimo. Ho anche avuto una lunga telefonata con Tisci dopo la lettera in cui descrivevo la situazione e richiamavo principi giuridici. E devo dire che non è rimasto insensibile”.
Se le cose non dovessero andare come il presidente Donadei si aspetta?
“Le vie sono già tracciate. Abbiamo individuato anche un pool di avvocati. Se il consiglio Federale dovesse ratificare quelle proposte, dal 5 mattina saremo a lavoro per ricorrere al CONI. E ancora al TAR. Di sicuro non ci fermeremo dinanzi a nulla. Mi parlano di ripescaggi e noi faremo di tutto, ma è l’ultima delle possibilità, anche perché non sono stati nemmeno resi noti i criteri e sappiamo benissimo che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, purtroppo le istituzioni sportive possono fare ciò che vogliono. Ma noi non ci arrendiamo”.

Fasano, Obbiettivo: "Increscioso far retrocedere 4 squadre d'ufficio per ogni girone"

Antonio Obbiettivo, direttore generale del Fasano, nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, è intervenuto sulla questione legata all’interruzione, definitiva, dei campionati e delle attività dilettantistiche.
“Sarebbe prestigioso e bello poterla giocare. Mi rendo conto, però, che si andrebbe incontro a delle situazioni non ideali. Sarebbe anche brutto giocare la finale di Coppa con un’altra squadra, senza dare la possibilità di alzare il trofeo a chi se l’è guadagnata sul campo. In fase di calciomercato, può succedere di tutto: attendiamo le decisioni e ci comporteremo di conseguenza. Le classifiche? Inizialmente, ero schierato per riprendere il campionato qualora ci fossero state le modalità: spostando l’avvio della nuova stagione, probabilmente, tante società non sarebbero rimaste scontente. Retrocedere d’ufficio quattro club mi sembra increscioso: il Consiglio Federale deve anche deliberare tutto. C’è tanta confusione, al momento: è prematuro parlare di qualsiasi cosa”.

Danilo Pagni: "Incontro con Giove più bello di quanto mi aspettassi…"

Massimo Giove ha deciso di svoltare. Al suo Taranto vuol dare un’impronta più professionale, indipendentemente dalla categoria.
Per questo, quasi a sorpresa, ha contattato Danilo Pagni per un incontro “esplorativo” che sembra aver soddisfatto il direttore sportivo calabrese:
“Appena arrivato a Taranto – dice Pagni a Blunote – mi sono recato allo “Iacovone”, stadio che personalmente rievoca nei ricordi. Tornare in questa città è sempre un grande piacere. In merito all’incontro con Massimo Giove e Vittorio Galigani, è stato molto piacevole. Ricordo che quando ero agli inizi della mia carriera, il presidente Giove mi ospitò in occasione della famosa gara di Campobasso: pur essendo un “estraneo”, mi buttò dentro lo spogliatoio per festeggiare. Mi ha fatto piacere rivedere anche Vittorio Galigani, che ritengo essere uno dei maggiori professionisti del panorama calcistico italiano. L’incontro è stato più bello di quanto mi aspettassi, torno a casa contento e ci aggiorneremo dopo il consiglio federale: auguro al Taranto di far parte della nuova Serie C d’élite”.

Brindisi, il ds Dionisio: "Ci sono state difficoltà quest'anno. Futuro? Prevista una riunione"

Intervenuto su Canale 85 nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, il direttore sportivo del Brindisi, Nicola Dionisio, ha parlato del futuro della compagine biancazzurra e delle ultime decisioni prese dalla LND. Non sono mancati inoltre i complimenti al Bitonto, ormai prossimo a festeggiare l’ufficialità della promozione in Serie C. Queste le sue parole:
“Innanzitutto voglio fare i complimenti alla società del Bitonto e a tutti i calciatori perché per me è stata la squadra più forte. Lo dimostrano anche i numeri: miglior attacco, miglior difesa e quindi vanno fatti veramente i complimenti per l’ottimo lavoro fatto. Sono contento anche perché secondo me il Bitonto non era la squadra favorita, erano altre, però ancora una volta il calcio ci insegna che non bisogna dare niente per scontato, quindi complimenti a loro e gli auguro di fare anche un grande campionato in Serie C.
Premiare le prime era l’unica scelta che si potesse fare, questo è un evento giunto all’improvviso, una pandemia che ha colpito tutto il mondo e che non ha lasciato spazio ad altre interpretazioni. Noi non siamo dei professionisti, il nostro campionato è un campionato molto difficile e particolare dove non abbiamo nemmeno i mezzi per poter affrontare una ripartenza come magari la Serie A e la Serie B. Chiaramente dispiace per tutte quelle squadre che erano ancora in lotta sia per la promozione che per la retrocessione, ma purtroppo ci troviamo dinanzi a questa emergenza e nel bene o nel male bisogna accettare le decisioni prese, anche perché non si potrà mai accontentare tutti. Da parte sua il Consiglio Federale sta cercando di venire incontro a tutti e pertanto si sta cercando di accelerare per dare vita a questa riforma che andrebbe a creare meno malumori tra i club.
Per quanto riguarda il futuro del Brindisi dobbiamo vedere cosa succederà a livello societario nei prossimi giorni, dopo la riunione prevista potremo avere un po’ le idee più chiare. Ci auguriamo che le cose possano andare meglio di quest’anno, la società da parte sua ce l’ha messa tutta anche se ci sono state diverse difficoltà come tutti sappiamo e a tal proposito volevo ringraziare tutte le componenti. È chiaro che se si vuole alzare l’asticella c’è bisogno di un’organizzazione diversa, come merita una piazza del genere”.

Gravina, capitan Chiaradia: "Il Nardò non meritava una retrocessione d'ufficio"

Giuseppe Chiaradia, capitano del Gravina, è intervenuto nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, in onda ogni giovedì sera su Canale 85. Il giocatore dei murgiani ha parlato della sospensione dei campionati e della salvezza raggiunta nell’ultima stagione.
“Avremmo preferito raggiungere la salvezza sul campo. Abbiamo fatto la nostra parte durante il campionato, cercando di intraprendere una strada che, all’inizio, era il nostro obiettivo. Non siamo riusciti a dare seguito ad alcuni risultati ottenuti nel corso della stagione ma era importante rimanere in Serie D. Promozioni e retrocessioni? Il Nardò non meritava una retrocessione d’ufficio: erano partiti male, poi hanno fatto una seconda parte di campionato importante, inanellando diversi risultati consecutivi. Quantomeno, i neretini avrebbero dovuto disputare i playout. D’altro canto, è anche difficile attuare i protocolli per la ripresa in Serie D: non è facile, per la LND, prendere delle decisioni in questo momento”.

Taranto, Giove incontra l'ex Pagni. Incontro proficuo

Oggi il Presidente del Taranto Massimo Giove ed i dirigenti della società ionica hanno incontrato l’ex Direttore Sportivo rossoblu Danilo Pagni. Si sarebbe trattato di un vertice proficuo al termine del quale le parti avrebbero trovato alcuni punti in comune per la gestione dell’area tecnica ionica.
Pagni è stato con il Taranto durante la gestione di Gigi Blasi in serie C1. Recentemente è stato alla Ternana, in passato è stato protagonista di una doppia promozione con il Gallipoli.