Taranto, se il ds sarà Degli Esposti il tecnico arriverà dalla Lega Pro

Qualora Massimo Giove dovesse scegliere Alessandro Degli Esposti per il ruolo di direttore sportivo, il nuovo allenatore del Taranto potrebbe essere Flavio Destro, allenatore della Fermana. Lo scrivono i colleghi di cronachefermane.it.
Nonostante sia stato esonerato il 14 ottobre del 2019, Flavio Destro è ancora vincolato alla Fermana fino al 30 giugno 2021 e, la società marchigiana, sarebbe ben lieta di liberarlo per risparmiare un anno di stipendio.

Brindisi, calciatori sul piede di guerra: pronte le vertenze

I calciatori del Brindisi sul piede di guerra e contro la società. Come riportato dal Canale 85, infatti, questi sono pronti ad una vertenza sulle spettanze riguardanti la stagione 2019/20: dopo i confronti, si passa alle vie di fatto.
Le richieste dovrebbero partite telematicamente, per poi essere esaminate dagli organi competenti. Con casi che varierebbero da calciatore a calciatore. Senza dimenticare la querelle ancora in atto con mister Olivieri. Ciò che accadrà nelle prossime settimane potrebbe essere decisivo per il futuro della prossima stagione.

Brindisi, Marino traccia il bilancio della stagione

Intervistato dai colleghi di tuttosporttaranto.com, il capitano del Brindisi Dino Marino ha tracciato un bilancio della stagione dei biancazzurri, parlando anche dell’attuale classifica del girone H della Serie D.
Per noi terminare così il campionato andrebbe benissimo. Abbiamo compiuto un miracolo visti i pochi calciatori in rosa avuti in un periodo. Il gruppo è stato sempre compatto con il tecnico Ciullo che ha fatto un buon lavoro. Con Olivieri eravamo partiti benissimo: nessuno si aspettava, da parte nostra, un girone d’andata così importante al cospetto di corazzate e di squadre potenti economicamente. Il campionato? La classifica è giusta. Ce l’abbiamo messa tutta per salvarci. Il campionato lo avrebbe vinto il Bitonto per via della grande compattezza”.
Sul futuro, Marino si esprime così: “Ancora non si sa niente ma vorrei restare a Brindisi: questa piazza mi fa star bene. Amo la gente e la tifoseria. Poi, tutto dipenderà dalla società. Sono molto legato alla maglia”.

Audace Cerignola, il TAR rigetta il ricorso contro la FIGC

Il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso della FIGC contro l’Audace Cerignola, in merito al ripescaggio degli ofantini in Serie C:
“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Ter)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10606 del 2019, proposto da
Federazione Italiana Giuoco Calcio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Letizia Mazzarelli, Luigi Medugno, Giancarlo Viglione, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Giancarlo Viglione in Roma, Lungotevere dei Mellini 17;
contro
S.S. Audace Cerignola S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Cesare Di Cintio, Federica Ferrari, Rosario Marino e Rosa Mennuni, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
nei confronti
Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Astolfo Di Amato, Giorgio Pierantoni, Federica Fucito, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
CONI, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Alberto Angeletti, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia
delle decisioni del Collegio di Garanzia dello Sport, sezione controversie di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, n. 56/2019 e n. 64/2019;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della S.S. Audace Cerignola S.r.l., della Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro) e del CONI;
Visti gli artt. 35, co. 1, lett. c, e 85, co. 9, cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 11 febbraio 2020 la dott.ssa Francesca Romano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato che:
a) con il presente ricorso la F.I.G.C. ha chiesto l’annullamento:
– della decisione del Collegio di Garanzia n. 56 del 24 luglio 2019, con la quale è stato accolto il ricorso della società Audace Cerignola “con annullamento del provvedimento emesso dal Consiglio Federale della FIGC, di cui al C.U. n. 18/A del 12 luglio 2019, con il quale la ricorrente S.S. Audace Cerignola S.R.L. è stata esclusa dai ripescaggi in Lega Pro per la s.s. 2019/2020, ferma restando la competenza della FIGC e dei relativi organi di procedere alla verifica della attuale sussistenza dei requisiti infrastrutturali relativi alle caratteristiche del terreno di gioco ed all’impianto di illuminazione, indicati come criteri “A”, di cui al punto 2) ed al punto 8) dell’allegato a), Titolo II, del C.U. n. 101/A del 17 aprile 2019”;
– della decisione del Collegio di Garanzia n. 64 del 5 agosto 2019 con la quale è stato nuovamente accolto il ricorso della società Audace Cerignola avverso il provvedimento (C.U. n. 37/A del 25 luglio 2019) con cui la FIGC, deliberava “di respingere la domanda di integrazione dell’organico al Campionato di Serie C 2019/2020 proposta dalla Società Audace Cerignola S.r.l.” sul presupposto che “a seguito del sopralluogo effettuato dalla Lega Pro in data 24 luglio 2019 presso lo stadio Monterisi di Cerignola, come comunicato alla FIGC con la nota di pari data a firma del Presidente della Lega Pro, la “verifica dell’attuale sussistenza dei requisiti infrastrutturali relativi alle caratteristiche del terreno di gioco” ha avuto esito negativo”;
b) all’esito della camera di consiglio del 9 settembre 2019 è stata accolta la domanda cautelare proposta con conseguente sospensione dell’efficacia delle gravate decisioni;
c) in data 25 gennaio 2020, la controinteressata società Audace Cerignola ha depositato in atti dichiarazione con la quale il legale rappresentante ha rinunciato agli effetti, in proprio favore, delle gravate decisioni sopra richiamate;
d) alla pubblica udienza dell’11 febbraio 2020, parte ricorrente, preso atto della rinuncia agli effetti delle decisioni del Collegio di Garanzia da parte della società Audace Cerignola, ha dichiarato a verbale di rinunciare alle spese di lite;
Ritenuto, pertanto, essendo venuto meno l’interesse al ricorso da parte della ricorrente F.I.G.C., di dichiarare il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.;
Ritenuto, infine, stante la concorde volontà manifestata dalle parti in causa, ricorrere giusti motivi per compensare integralmente le spese di lite tra le parti;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 febbraio 2020 con l’intervento dei magistrati:
Francesco Arzillo, Presidente
Francesca Petrucciani, Consigliere
Francesca Romano, Primo Referendario, Estensore”.

Team Altamura, Gambuzza: "Mi dispiace non aver affrontato il Foggia…"

Ho passato questo periodo sia ad Altamura che in Sicilia. Mi sono allenato 6 giorni a settimana grazie anche a una struttura presente nei pressi della mia abitazione ma vi assicuro che non è la stessa cosa, dal momento in cui noi siamo abituati a ben altro”. Così Raffaele Gambuzza, fantasista del Team Altamura il quale è intervenuto nella trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone” nel corso della serata di ieri. Esso poi continua a parlare della piazza: “I tifosi dell’Altamura sono meravigliosi e non lasciano mai soli i calciatori e la squadra. Ho trovato una squadra importante e una società seria, la quale aveva l’obiettivo di salvarsi. Mi dispiace non aver affrontato il Foggia, una squadra nella quale mi rispecchio molto a livello di grinta e tenacia. Se non si applica – conclude parlando della questione sanitaria e degli stipendi – il protocollo sanitario e non si hanno le giuste strutture è difficile che il calcio possa riprendere. Pensare a una ripresa è molto complicato. Speriamo che si possa riprendere a giocare, perchè il calcio è vita per tutti noi. Paghiamo sia noi che le società, perchè chi vive solo di calcio viene penalizzato a livello economico”.

Fasano, Ganci: "Per noi questo è un lavoro e non ci sentiamo tutelati"

Facundo Ganci, centrocampista del Città di Fasano, nella serata di ieri è intervenuto nel corso della trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone”. Esso ha voluto parlare della mancata disputa della finale di Coppa Italia e non solo, le sue dichiarazioni: “Eravamo davvero entusiasti per aver raggiunto questa finale storica per il club e per i tifosi. Speriamo che si possa risolvere questo problema per poter giocarla sul campo. Giocarla a settembre o nel mese di ottobre non sarebbe la stessa cosa, perchè noi calciatori non siamo certi di rimanere qui anche il prossimo anno. Al momento non si sa con chi dovremmo giocare, perciò questo è un vero problema. Per me il – conclude parlando della questione stipendi in questo periodo – calcio è vita e lavoro, quindi è un periodo difficile anche a causa di queste mancanze. Per noi questo è un lavoro e non ci sentiamo tutelati. Io ho due figli e non prendo i soldi da gennaio. Seppur il nostro sia un ottimo presidente, anche lui ha le sue ragioni per non pagarci. Dovremmo essere tutelati dalle federazioni, non dalle società in questo momento”.

Casarano, Morleo: "Nessuno ha pensato a noi calciatori"

Il difensore del Casarano, Archimede Morleo, intervenuto in diretta nella trasmissione La Puglia nel Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’impatto dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus nel mondo del calcio dilettantistico: “In questa situazione ci abbiamo perso tutti. Purtroppo nessuno ha pensato a noi calciatori. Specialmente nelle categorie dilettantistiche siamo lavoratori come altri. Molti di noi hanno una famiglia da mantenere e questa situazione è certamente un danno. Non ci sono molte soluzioni: o qualcuno ci aiuta oppure dobbiamo ripartire, seppur con le dovute cautele, cercando di finire questo campionato; anche senza tifosi“.

Buon compleanno Foggia!

A Tonino Marinosci, che ci ha salutato nel giorno del compleanno del suo immenso amore, il Foggia.

Il 12 maggio 1920, in via Galliani iniziava la storia del Foggia Calcio. Cento anni che ricorrono oggi, “cento anni di puro amore”: è questo il titolo della clip prodotta dal Foggia per celebrare il primo secolo di vita dei satanelli.

Un secolo di vita raccolto in poco più di sei minuti di video, in cui vengono passate in rassegna le immagini dei personaggi che hanno scritto la storia del club, foto accompagnate dalla musica di Morricone e da “Gocce di memoria”, di Giorgia.

A circa un minuto dalla fine del video compaiono si intravede Stroppa ed i suoi ragazzi che, insieme, esultano per l’imminente vittoria del campionato; poi c’è quella Piazza Cavour, così gremita nel festeggiare la promozione in serie B.

Ed è proprio mentre scorrono queste immagini la voce di Giorgia intona dei versi: “le promesse sono infrante, come pioggia su di noi. Le parole sono stanche…aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità”.

Promesse infrante e parole stanche: altre parole non potevano accompagnare quelle istantanee. Il perché è evidente.

Riavvolgiamo il nastro dei ricordi e fermiamolo all’inverno del 2018. Il Foggia disputa il primo campionato di Serie B dopo 19 anni. I tifosi inondano gli spalti d’Italia, trasudando amore, respirando tifo pulito. Dopo un inizio difficile, la squadra si lancia in una rimonta che la porterà a sfiorare i play off per la Serie A. In questo contesto, probabilmente accarezzata dalla brezza dell’entusiasmo, la proprietà si lascia scappare una promessa: “vogliamo festeggiare il centenario in Serie A”.

La storia, purtroppo, ha raccontato altro. Ha narrato di una promessa mancata: di una retrocessione, di una colletta mal riuscita, dell’onta della D.

Così Foggia ed i Foggiani si sono dovuti fermare ad aspettare un altro viaggio, un altro destino, come recita la canzone.

Quel destino, per fortuna, è arrivato, seppur dalla lontana Sardegna. Altro che centenario in Serie A, il Foggia festeggia il suo secolo tra i dilettanti. Ma poco importa, davvero.

Troppo importante il passato dei satanelli, troppo grande la passione dei suoi tifosi, per non essere celebrata con un sorriso sulle labbra.

Quello stesso sorriso che devono essersi scambiati il colonello Carlo Gigliotti ed i fratelli Tiberini, quando, in via Galliani, furono gettate le basi per l’inizio della storia dei Satanelli, chiamati così per differenziarsi dai rossoneri del Milan, che all’epoca si chiamavano Sporting Club Foggia.

Da quel 12 Maggio 1920, storia e favole si mischiano in un vortice di emozioni a tinte rossonere.

La cronistoria racconta della prima stagione in Serie B, nel 1934-1934.

Poi ci sono le storiche promozioni in Serie A. La prima grande favola è quella di Oronzo Pugliese, il mago del sud, che si è seduto sulla panchina del Foggia dal 1961 al 1963. Con Pugliese il Foggia arriverà a battere persino la Grande Inter di Helenio Herrera.

Nello stesso traguardo riuscirà Tommaso Maestrelli: per lui il Foggia dello storico capitano Pirazzini è stata una palestra importante negli anni 1968-1971, prima dei successi con la Lazio.

Ancora altre campionati di Serie A con Toneatto (1973) e Balestri (1976).

Poi il 1986: l’arrivo di Casillo. Con lui Pavone e Zeman. È l’inizio di un’ascesa. I satanelli del trio Signori-Baiano-Rambaudi incanteranno l’Italia e l’Europa, arrivando a sfiorare la Coppa Uefa nel 1991-1992. Saranno anni stupendi, culminati da successi di prestigio, come il 2-1 del Foggia alla Juventus di Trapattoni nel 1992-1993. Anche le migliori favole, però, finiscono, ed il Foggia va a fondo insieme alle vicende del suo patron: perderà la massima serie nel 1994-1995, per non più riconquistarla.

Seguiranno anni bui, di retrocessioni in Seri C1 ed in Serie C2. Una vittoria in C2 apre il nuovo millennio : che bello quel Foggia allenato da Pasquale Marino, con la luce Roberto De Zerbi in campo.

Poi tanti anni di anonimato, fino al 2012, l’anno della prima onta, del primo fallimento. Dal quale il Foggia rinasce. Prima Padalino, poi gli anni indimenticabili di calcio frizzante con De Zerbi, che da mister sfiorerà la B di un soffio.

Infine, Giovannino Stroppa, un altro calciatore diventato allenatore, che ha riportato entusiasmo allo Zaccheria, con la sua promozione in B.

Ed è qui che il nastro dei ricordi ritorna e si inceppa. La macchina cade, prende una bella botta e si ammacca. Ed il cine-teatro Zaccheria rischia di chiudere.

Per fortuna, però, c’è qualcuno pronto a raccogliere quel nastro di storia ed rimetterlo in sesto. Sono Felleca, Pintus e Pelusi, che riaprono il cine-teatro dei tifosi Foggiani e lo affidano a Ninni Corda. I giorni passati raccontano dissidi societari che potranno produrre qualsiasi cosa: un successo o l’ennesimo fallimento.

Insomma, un altro destino, un altro viaggio da scrivere, sperando sia all’altezza della storia di questo glorioso club.

Luigi Garofalo

Gianluca Sansone alla Gazzetta del Mezzogiorno: "Ho rifiutato offerte dalla B e dalla C…"

Mi dispiace non aver avuta la possibilità di disputare le ultime 8 gare, eravamo pronti a giocarci il tutto nel finale. Nell’ultimo periodo avevo intuito che bastavano due vittorie per esaltare l’ambiente, oppure un pareggio o una sconfitta per far sì che si avviasse una contestazione. Noi ad ogni modo abbiam fatto di tutto per accorciare sulle prime in classifica”. Così Gianluca Sansone, esterno dell’Audace Cerignola sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, riguardo al blocco del campionato di Serie D e non solo. Esso poi continua a parlare spiegando il perchè della sua scelta di scendere in Serie D dopo annate tra Serie B e Serie A: “Ho rifiutato offerte dalla B e dalla C perchè questa esperienza mi stuzzicava tanto e mi stuzzica tutt’ora. Qui si vive di calcio, ad ogni angolo del paese senti parlare della squadra. Avendo giocato tutte le categorie, la differenza non vi è tra la categoria, bensì tra gli ambienti e i valori. Qui ho riscoperto valori umani e calcistici, che nelle massime categorie si perdono”.

Fasano, Corvino: "Scelta della Lega Pro? La reputo giusta. E sul futuro…"

Vincenzo Corvino è stato uno degli attaccanti che si è meglio distinto nella scorsa stagione in Serie D/H con la maglia del Fasano. Il Taranto aveva messo gli occhi su di lui già nel mercato invernale ed è uno dei calciatori che piace ed anche tanto al presidente rossoblu Giove. I colleghi di giornalerossoblu lo hanno intervistato per comprendere come sta vivendo questa situazione legata alla pandemia e magari capire di più sul suo futuro.
Come stai vivendo questa fase 2?
Sto bene, sono a casa e mi sto allenando ogni giorno, cercando di mantenermi in forma. Speriamo di uscire presto da questa situazione”.
È di queste ore la decisione da parte della Serie C di concludere qui i campionati, scelta che potrebbe coinvolgere anche la Serie D. In virtù anche della vostra finale di Coppa Italia, non ancora disputata, secondo una tua opinione, è stato giusto procedere in questa maniera?
Il protocollo sanitario in C è complicato per le varie società. Secondo me é stata presa la giusta decisione, ora è importante cercare di ripartire al meglio per la prossima stagione. Ovviamente dispiace per la nostra finale di Coppa. Abbiamo lottato in ogni match e siamo arrivati fino in fondo, raggiungendo un traguardo storico, che purtroppo, molto probabilmente, non potrà essere portato a termine”.
Come giudichi il tuo campionato, sia a livello di squadra che di gruppo?
Abbiamo fatto un bel campionato, è stata una stagione molto positiva. Per quanto riguarda la mia annata personale, diciamo che mancavano ancora un bel po’ di partite e potevo dire ancora la mia. Sono arrivato in doppia cifra, ed è stata una bella soddisfazione”.
Vorresti rimanere ancora in biancoazzurro, hai già parlato con la società?
Con la società ancora non ho parlato, è ancora presto. Il mio contratto scade il 30 Giugno, poi vedremo sul da farsi. Sperando che la situazione sia più chiara di quello che è oggi”.
A Taranto si inizia a fare il tuo nome, quanto c’è di vero?
Vestire la maglia del Taranto per un giocatore di Serie D, ma anche di C è tanta roba. Le voci che mi affiancano alla società rossoblù mi fanno piacere, ma come dicevo prima ancora è molto presto. Ad oggi nessuno ha intrapreso dei contatti veri e propri”.

Spaccatura in casa Foggia, ormai è guerra Felleca-Pintus

Situazione surreale in casa Foggia. Felleca e Pelusi (60% delle quote) provvederanno da soli alla programmazione economica di chiusura dell’attuale stagione calcistica.
Alla fine del CDA di ieri, della Corporate Investment Group, la società che gestisce l’80% delle quote del Calcio Foggia 1920 (l’altro 20% è di Davide Pelusi), le parti non sono riuscite a trovare alcun accordo sull’aumento di capitale per concludere l’attuale stagione, colpita economicamente dalla situazione successiva all’epidemia da Covid19. A comunicarlo sono il presidente Felleca (Socio al 50% della Corporate) e l’amministratore Delegato Davide Pelusi, rimarcando che la negazione dell’aumento di capitale è stata formalizzata dalla Map Consulting, le cui quote sono della dottoressa Maria Assunta Pintus e che provvederanno loro stessi, personalmente, alla conclusione della stagione.
“Il Presidente Felleca e l’Amministratore Delegato Pelusi valuteranno, inoltre, le strade più opportune da intraprendere per la tutela degli interessi e dell’immagine del Calcio Foggia 1920”. Si legge a margine del comunicato stampa.
Fabio Lattucchella

Brindisi, si pensa già alla prossima stagione. Si parte da tre conferme?

In casa Brindisi ci si interroga sul futuro e sulle strategie da adottare, sia sul fronte societario che sul mercato.
Fa il punto generale della situazione Canale 85. Il presidente Vangone prosegue gli incontri telematici con dirigenti e non, per capire chi vorrà proseguire col progetto biancazzurro. Il presidente vorrebbe un campionato di vertice, ed una società con una sola anima, senza divisioni in tronconi. Si proverà soprattutto a ripartire dagli under, soprattutto da profili come Dario, Escu e Maglie, che già si erano comportati bene.

Taranto, Goretta: "Se si terminasse la stagione ci classificheremmo più in alto"

Sul momento del suo recupero e quando stava iniziando a giocare più spesso il campionato di serie D/H è stato sospeso per via del Coronavirus: stiamo parlando dell’attaccante Gustavo Actis Goretta che, a Tutto Sport Taranto parla di questa sfortunata stagione: “La prima fase è stata dura e strana visto che abbiamo dovuto fare dei sacrifici per rallentare il virus. Abito in un appartamento in cui allenarsi è difficile: si può fare solo qualcosa. Adesso, con la fase due, almeno si potrà correre e ovviamente capire quale sarà definitivamente la situazione tra qualche giorno”.
LA SOLUZIONE: “Sarebbe una cosa strana chiudere i campionati in questo modo visto che in palio ci sono ancora tanti punti. E’ una situazione difficile visto che tante compagini hanno speso molto per provare a vincere. Molte, inoltre, sono attaccate alla vetta. Non so come potranno andare le cose…”.
L’ARRIVO A TARANTO: “Sono arrivato a Taranto a dicembre e non ero al top della condizione visto che venivo da un infortunio. Stavamo facendo bene e sono convinto che continuando a giocare, alla fine del campionato, ci saremmo piazzati più in alto in classifica”.
GORETTA: “La mia stagione personale non la ritengo buona. A Taranto sono stato solo tre mesi giocando cinque gare da titolare. Quando stavo trovando continuità è stato stoppato tutto…”.
SERIE D/H: “Giocandolo ho appreso che è un bel girone, molto tosto, duro e difficile. Però, questi campionati sono il bello del calcio visto che ti permettono di allenare meglio facendoti restare sempre concentrato: al minimo errore rischi di perdere la gara. Mi piace molto”.
CONTESTAZIONE: “Spesso ci hanno fischiato ma non prendo ciò con negatività. Ci fanno capire che stiamo sbagliando spronandoci a fare meglio e a non rilassarci”.
GLI OBIETTIVI: “E’ quasi impossibile che il campionato riprenda ma se si dovesse scendere in campo vogliamo conquistare i play off. Personalmente, invece, voglio riprendere a giocare nel modo in cui l’ho fatto nelle ultime due, tre gare in cui stavo bene”.
FUTURO: “Mi piacerebbe restare a Taranto: è un bel posto, una bella città oltre che un’ottima società”.

Cerignola, Grieco rassicura la piazza: "Manteniamo sempre la parole date, i tifosi siano sereni"

Voglio rassicurare tutti i tifosi per tutto quello che può accadere in futuro: resto e resteremo come gruppo alla guida dell’Audace Cerignola“. Nicola Grieco, presidente dei gialloblu, non molla ed intente completare il suo sogno: portare l’Audace Cerignola in Serie C. “Manteniamo sempre la parola data – rilancia il massimo dirigente dell’Audace -, i tifosi e i nostri simpatizzanti devono stare sereni qualunque sarà il campionato che disputeremo quando e se si ripartirà: noi saremo al fianco dell’Audace anche in futuro“.
Il Cerignola, comunque, resta alla finestra in attesa degli eventi anche se il sogno sarebbe quello di un ripescaggio in C. “Ci atterremo a quelle che saranno le regole – puntualizza Nicola Grieco -. Con il presidente Ghirelli abbiamo un ottimo rapporto che intendiamo rispettare, il presidente è sempre stato cordiale con me chiamandomi anche in occasione della morte di mia zia“.
Il Coronavirus ha fermato l’ascesa della sua squadra: con 8 gare da giocare e la vetta a soli 6 punti, tutto poteva ancora succedere. “Mi sembrerebbe inutile non affermare che questa situazione ci ha penalizzato molto – spiega ancora il presidente dell’Audace -, perchè tutti noi siamo a conoscenza di quello che è accaduto in estate. Abbiamo finito di completare la rosa a ottobre, ottenendo 11 punti in altrettante gare. Poi per fortuna siamo stati protagonisti di una grande cavalcata con il tecnico Feola, ma anche grazie all’aggiunta di qualche innesto. Siamo tutti coscienti del fatto che le squadre di Serie D e C solitamente si costruiscono tra giugno e luglio. Ribadisco, tale blocco ci ha penalizzati perchè eravamo a sei punti di distanza dalla capolista e in più ci mancava lo scontro diretto con la stessa. Non dico che avremmo vinto il campionato, però avremmo detto la nostra. Noi tutti credevamo a questa rincorsa“.
L’Audace Cerignola è stata una delle prime società che ha deciso di cautelare non solo i calciatori ma anche tutti i suoi tesserati. La società del presidente Nicola Grieco ha applicando le norme per come esse esistono e accettarne il responso con responsabilità e sensibilità. Poi sul mancato ripescaggio in Serie C dell’estate scorsa. “Non attribuisco – conclude – le colpe a nessuno, se non che a noi. Abbiamo creduto in una promozione che poi non è avvenuta, e ciò ci ha condizionati. Io non penso sia colpa di nessuno e tanto meno del presidente Ghirelli”. Audace Cerignola che attende l’evolversi degli eventi, ma un fatto ora è certo: Nicola Grieco resta e resterà saldamento al comando dell’Audace Cerignola.

Taranto, è lotta a due per la carica di ds: Liguori supera Degli Esposti?

La rosa per il ruolo di direttore sportivo del Taranto dopo l’addio di De Santis si è ristretta a due nomi, ovvero l’ex Cerignola Degli Esposti e Vincenzo De Liguori ex calciatore non solo ionico ma anche di Benevento e Nocerina.
Se molti media danno il primo per favorino, nella realtà è il secondo aldilà di alcune smentite a nutrire i maggiori favori dei pronostici per motivi molto ovvi.
De Liguori ha fame e voglia di far bene, conosce in modo eccellente la piazza di Taranto, ma soprattutto vanta un rapporto egregio con il presidente Massimo Giove che cercherà un appuntamento nei prossimi giorni.
Anche il nome di Degli Esposti ha da sempre stuzzicato il patron ionico, che ha già avuto più di un colloquio con l’ex dirigente del Cerignola. Da scartare l’ipotesi Pagni che sembra vicino ad un nuovo ingaggio.

Taranto, Allegrini al CdS: "Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato…"

Intervistato dal Corriere dello Sport, Giacinto Allegrini, difensore del Taranto, ha parlato di diversi argomenti, tra cui la stagione attuale, non del tutto in linea con le aspettative iniziali.
Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato ma, alle prime difficoltà, tuttavia, ci siamo smarriti, nonostante il gruppo abbia al suo interno atleti di qualità e dall’elevato tasso tecnico. Ripenso, ad esempio, all’inizio di stagione: in diverse circostanze siamo stati sfortunati, ma la sorte prima o poi gira e non è raro, soprattutto in D, assistere a clamorosi ribaltoni in vetta”.
È stata una delle peggiori stagioni della mia carriera. Questo per me è stato un anno complicato caratterizzato, purtroppo, da qualche infortunio di troppo, oltre che da una discontinuità a livello di prestazioni che, probabilmente, ha contribuito a destabilizzarmi: il mio rammarico più grande è quello di non aver potuto dimostrare qui a Taranto il mio reale valore, mentre altrove ci sono quasi sempre riuscito. Taranto è una piazza esigente, alla quale sento di dover chiedere scusa per aver deluso le aspettative. Mi piacerebbe rimanere, seppur a determinate condizioni, per potermi riscattare”.

ultras Foggia preoccupati per il futuro del club

Gli ultras del Foggia hanno diramato un comunicato in queste ore per spiegare la loro preoccupazione riguardo il futuro del club rossonero.
Di seguito è riportato il comunicato integrale.
Apprendiamo con stupore che nei primi giorni del mese di maggio ci sarà un CDA tra i vari soci per discutere del futuro, avremmo preferito saperlo da qualcuno di voi, dagli addetti ai lavori per vie ufficiali, ma vogliamo pensare che vi è sfuggito di dircelo; certo è che avete tutto il diritto di mantenere riservate le vostre attività ma considerato che questo teatrino societario prosegue ormai da mesi e dopo aver ascoltato le parole di qualcuno che parla di futuro, ci sentiamo chiamati in causa ed è nostro dovere contornare questa vostra diatriba con alcune considerazioni e consigli che siamo certi vorreste percepire come gratuiti e per il bene del Foggia Calcio. Non sono di certo mancate, in questo anno calcistico e con alcuni di voi, le occasioni per un costruttivo confronto in cui abbiamo sempre rispettato i ruoli ed abbiamo sempre cercato di camminare nella stessa direzione per il bene di tutti, siamo stati sempre schietti e diretti, abbiamo pacificamente contestato quando si è ritenuto di farlo e diversamente applaudito quando c’è ne è stato il bisogno. Ora con la stessa sincerità esprimiamo le nostre preoccupazioni per quanto concerne il futuro del Foggia Calcio, ascoltare dichiarazioni in merito a programmazioni future continuano a stupirci e non poco considerato che dovreste sistemare prima alcune cose passate e presenti, parliamo di adempimenti tanto per intenderci, ma forse la cosa non vi preoccupa così molto. Vero è che se ci fosse stata una sorta di commissione a vigilire sui i conti societari, come qualcuno falsamente aveva promesso, oggi potremmo parlare con cognizione di causa, ma comunque a meno che non si sia ciechi, e noi non lo siamo, la situazione è ben chiara ed evidente. Pertanto cari signori soci del Foggia calcio cercate di arrivare ad un accordo immediato per traghettare la società fino a fine campionato senza il bisogno di ricorrere a “certi uffici”, perché noi non resteremo di certo inermi ad assistere ai vostri teatrini né tantomeno vi permetteremo di recare danno alla nostra storica maglia, e se in passato qualcuno ci ha accusato di non aver avuto polso, vorrà dire che questa volta ce li metteremo tutti e due. Perché come si dice dalle parti nostre :”live u cane e live ‘a ragge”.
LA FOGGIA ULTRAS”.

Brindisi, Montinaro: "Peccato per lo stop, potevamo toglierci qualche soddisfazione"

Matteo Montinaro, centrocampista del Brindisi, ha parlato ai microfoni di Agenda Brindisi per parlare della sua carriera e delle sue prime settimane a Brindisi.
Ecco le dichiarazioni: “Ho iniziato a tirare i primi calci molto presto, in una piccola scuola calcio, la San Guido. Successivamente ho effettuato tutta la trafila nel settore giovanile del Lecce, fino a 18 anni, per poi passare al Padova in Serie D. In seguito sono andato al Nardò per due anni e poi due anni a Bisceglie e uno a Monopoli”.
Le caratteristiche principali: “Una buona tecnica e una buona visione di gioco. Mi piace fare gol, ne ho realizzati 18, e farli fare ai compagni. Sono un centrocampista offensivo, fino a due anni fa ho sempre fatto l’esterno, ora sono mezzala“.
L’arrivo a Brindisi: “Ho iniziato gli allenamenti a metà dicembre, mi sono subito inserito nel gruppo grazie a dei compagni fantastici. Grazie a loro, alla stima di mister Ciullo e al preparatore atletico Cristian Manco, a febbraio ho deciso di fare parte del progetto. Ho giocato a sorpresa prima in casa con il Nardò e successivamente a Bitonto. Non giocavo da un anno. Sono contento delle mie prestazioni e mi dispiace che si sia tutto bruscamente interrotto a causa dell’emergenza Covid-19, potevamo toglierci qualche soddisfazione“.
Il futuro: “Spero di fare una buona carriera da calciatore, poi mi piacerebbe diventare allenatore anche se non è facile. Mi auguro che questo periodo finisca presto per tornare sui campi di calcio a fare il nostro lavoro e continuare la nostra passione“.

Cerignola, Grieco torna sul mancato ripescaggio: "Colpa nostra che ci abbiamo creduto"

Nella serata di ieri è intervenuto su Antenna Sud Nicola Grieco, presidente dell’Audace Cerignola, il quale ha voluto parlare delle conseguenze che ha causato questo blocco alla sua squadra: “Mi sembrerebbe inutile non affermare che questa situazione ci ha penalizzato molto, perchè tutti noi siamo a conoscenza di quello che è accaduto in estate. Abbiamo finito di completare la rosa a ottobre, ottenendo 11 punti in altrettante gare. Poi per fortuna siamo stati protagonisti di una grande cavalcata con il tecnico Feola, ma anche grazie all’aggiunta di qualche innesto. Simo tutti coscienti del fatto che le squadre di Serie D e C solitamente si costruiscono tra giugno e luglio. Ribadisco, tale blocco ci ha penalizzati perchè eravamo a sei punti di distanza dalla capolista e in più ci mancava lo scontro diretto con la stessa. Non attribuisco – conclude parlando di quanto accaduto in estate quando al sodalizio ofantino fu negata la promozione in Serie C – le colpe a nessuno, se non che a noi. Abbiamo creduto in una promozione che poi non è avvenuta, e ciò ci ha condizionati. Io non penso sia colpa di nessuno e tanto meno del presidente Ghirelli, il quale è sempre stato cordiale con me, chiamandomi anche in occasione della morte di mia zia”.

Team Altamura, il ds Martelli: "Bitonto indubbiamente la più forte, lo dicono i numeri"

Nel corso della trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone”, è intervenuto il direttore sportivo del Team Altamura, Massimo Martelli.
Queste alcune sue dichiarazioni relative al alla ripresa:“Sicuramente nelle nostre categorie non sarà possibile rispettare alcuni protocolli perchè gli spazi sono talmente ridotti, da non poter garantire la giusta salvaguardia. Nei professionisti bisognerà fare una riforma fiscale e spero che sia permesso alle prime dei gironi di quarta divisione di salire in Serie C. Anche alle seconde, in caso di ripescaggi, sarebbe giusto farle salire tra i professionisti. In questo modo non si farebbero torti a nessuno. La lega di C dovrebbe capire prima quali sono le società capaci di offrire certezze, perchè quest’anno erano diverse le formazioni con un bilancio tutt’altro che positivo”.
La squadra più forte è stata senza dubbio il Bitonto, lo dicono i numeri. Hanno una rosa ben costruita con un tecnico che riesce a tirare il meglio dai suoi”. Prosegue parlando dell’attuale stagione e delle squadre più forti affrontate nel corso dell’attuale annata: “Anche il Cerignola mi ha impressionato, ha giocatori a disposizione che farebbero la differenza in Lega Pro. Forse quest’ultimi hanno pagato un inizio sotto tono”. Conclude con una battuta in riferimento al futuro del movimento calcistico italiano: “Indubbiamente ci sarebbero dei cambiamenti, a partire dai budget di ogni società. Le disponibilità economiche saranno limitate e bisognerà muoversi in tempo per cercare di aiutare ogni società a contenere le spese”.

Brindisi, D'Ancora: "Verdetti difficili da decretare. Bitonto e Cerignola le più forti"

Salvatore D’Ancora, centrocampista del Brindisi, intervenuto ai microfoni della trasmissione La Puglia del Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e degli avversari affrontati in campionato: “Durante questo campionato le due squadre che mi hanno maggiormente impressionato sono state il Bitonto e l’Audace Cerignola. Credo che siano le due squadre più forti del girone. Annullamento del campionato? Onestamente mi metto nei panni di chi, con otto giornate alla fine, voleva giocarsi le proprie carte per salvarsi o cercare la promozione. È anche vero, però, che due terzi del campionato sono stati giocati e onestamente non saprei come si potrebbe gestire la situazione, dato che, in questi casi, è inevitabile creare dei malumori nelle società per quelle che saranno le decisioni future, di una situazione comunque davvero eccezionale nel suo genere“.

Il presidente Vangone: "L'anno prossimo Brindisi da vertice. Ciullo? Vorrei confermarlo"

Ai microfoni del Corriere dello Sport – Edizione Puglia, il numero uno del Brindisi Football Club, Umberto Vangone, ha affrontato la tematica legata alla sospensione dei campionati dilettantistici, parlando anche dei progetti futuri del club adriatico.
“Noi presidenti di squadre di Serie D, per la maggior parte, facciamo calcio grazie agli incassi, agli sponsor e agli sforzi economici personali. Dopo un’emergenza come quella che stiamo vivendo purtroppo dovremo riorganizzare tutto per gradi a partire dalle nostre aziende per tornare poi ad investire nel calcio. Io sarei favorevole alla cristallizzazione della graduatoria: promozione in C per la prima e retrocessione per l’ultima. Poi se le seconde classificate hanno la forza economica si affideranno al ripescaggio”.
In casa brindisina, si lavora già per la prossima stagione: ci saranno novità importanti sia nell’assetto societario ma, soprattutto, a livello di rosa. Vangone si esprime così: “Per prima cosa stiamo pensando a una nuova riorganizzazione societaria che potrebbe portare alcune novità, come la carica di presidente che dovrebbe essere divisa tra me e il socio brindisino Francesco Bassi. Ma non sarebbe l’unica novità. Nei prossimi giorni parlerò con il tecnico Ciullo. Per quanto fatto vedere sarà la prima persona che vorremmo confermare. E sarà lui poi ad indicarmi quali giocatori potranno fare al caso del Brindisi per la prossima stagione. Una cosa è certa: è nostra intenzione allestire una squadra di alta classifica, mettere a disposizione del tecnico una squadra forte per disputare un campionato da vertice”.

Futuro del Taranto: si parla già del prossimo direttore sportivo

In attesa di capire come si concluderà la stagione 2019/2020, in casa Taranto si comincia a programmare il futuro.
Secondo quanto rivelato dall’edizione pugliese del Corriere dello Sport, il presidente Giove intenderebbe effettuare un’altra rivoluzione in estate: il numero uno del club ionico, negli ultimi giorni, ha effettuato i pagamenti relativi agli stipendi dei calciatori fino a febbraio, mese in cui il Taranto ha effettuato l’ultima sua partita contro il Bitonto. Ci sarebbe stato anche un colloquio, seppur a distanza, tra il proprietario del club e Vincenzo De Santis: il diesse, che non sarà riconfermato nel suo ruolo, potrebbe essere sostituito da Antonio Amodio, attuale direttore sportivo del Sorrento. Il secondo nome, invece, sarebbe quello di Fracesco Vitaglione, ex Turris e Paganese, già accostato in precedenza al club tarantino.

Cerignola, Sansone: "Se non si riprende, il campionato è nullo"

“Cerco di tenermi impegnato con obiettivi giornalieri, per cercare di mantenere attivo sia il corpo che la testa” – ha dichiarato il giocatore dell’Audace Cerignola Gianluca Sansone ad Antenna Sud – “con i miei compagni ci sentiamo spesso. Ad inizio quarantena eravamo molto più fiduciosi, pensavamo che la situazione si sbloccasse in poco tempo ma adesso, più passano i giorni e più aumenta la preoccupazione. Non sappiamo quanto ritorneremo a giocare a calcio”.
“A quanto pare non ci sono le condizioni per riprendere i campionati” – ha aggiunto Sansone – “quindi sarà difficile decidere promozioni e retrocessioni. Mancavano 8 partite con tante squadre in corsa per centrare i propri obiettivi. Io penso che a questo punto il campionato sia nullo e non assegnerei promozioni e retrocessioni. Da quello che leggo, però, dovrà essere presa comunque una decisione e non so con quali criteri la politica del calcio deciderà. Qualsiasi sarà la decisione, sarà motivo di polemiche da parte delle società che non verranno accontentate”.

Team Altamura, Monticciolo: "Noi in purgatorio, altre vogliono giocare in base…"

La Team Altamura stava disputando un grandissimo girone di ritorno come conferma, a Tutto Sport Taranto, il tecnico Alessandro Monticciolo partendo dal periodo…: “Cerco di tenere il morale sempre alto: stare tutto questo tempo in casa è dura. Scendo solo per portare un po’ il cane giù. Il pomeriggio leggo la rassegna stampa e lavoro. Fortunatamente qualcosa da fare la si trova sempre. Poi, chiamo amici, direttori e calciatori perchè c’è sempre il bisogno di sentirsi”.
LA TEAM ALTAMURA: “Precisamente non so come sta il gruppo ma, sicuramente, i ragazzi staranno facendo esercizi in casa. Se si dovesse riprendere, però, dovremo rifare la preparazione. Fondamentale sarà anche l’aspetto psicologico dei calciatori visto che il contatto con le persone manca da un po'”.
LA RIPRESA: “E’ normale che tutte le squadre vorrebbero tornare a giocare in base alla classifica: ovvio che chi sta sotto si trova penalizzato. Saranno gli organi competenti a decidere. L’Altamura si trova nel Purgatorio; vorremmo ottenere l’obiettivo sul campo. Il nostro cammino è coerente e va in linea con quello che ci eravamo prefissati”.
SERIE D/H: “I ragazzi hanno mostrato una grande crescita in un campionato in cui tutte le partite sono difficili. Nel girone di ritorno ci eravamo prefissati di non perdere in trasferta e di fatto siamo caduti soltanto, al 94′, a Nocera. Abbiamo, tra l’altro, battuto il Taranto. Ci è mancata un po’ di attenzione in più e un pizzico di buona sorte: avremmo potuto avere almeno cinque, sei punti in più. Nel complesso il girone è bello e forte con squadre che dispongono di calciatori importanti che neanche in serie C si trovano: il Cerignola ha gente come Loiodice, Rodriguez e Marotta, il Bitonto Patierno e Lattanzio. Il Casarano e il Taranto sono due squadroni. Mi auguro che con l’eventuale riforma dei campionati e con una C2 queste compagini, tra cui Taranto e Foggia, possano trovarsi in altre categorie. Anche Altamura è una cittadina che merita altri palcoscenici”.
IL TARANTO: “E’ già difficile fare una sorta di analisi in casa mia. Per quanto riguarda il Taranto, Panarelli è un amico, preparato. E’ una piazza in cui allenare è difficile perchè si vuole tutto e subito: servirebbe equilibrio nelle sconfitte. Questo punto lo dovrebbero gestire gli addetti ai lavori. Dopo cinque vittorie di fila, magari, arriva un ko e si inizia a contestare: non va bene. Non bisogna essere distruttivi. So che il troppo amore della dirigenza e della piazza porta a ciò ma bisogna stare calmi e non criticare. Serve grande programmazione”.