Archive 07/05/2020

Sansone: "Cerignola società importante. I risultati arriveranno"

Fiore all’occhiello della campagna acquisti dell’Audace Cerignola Cerignola, Gianluca Sansone, ai microfoni di TuttoBari ha parlato dell’esperienza passata i galletti, su quella attuale al Cerignola, con un pensiero circa la ripresa del calcio.

Sul cammino del Bari in questa stagione – “La concorrenza è tanta, nel Girone C le partite sono tutte difficile. Nella parte iniziale ci si aspettava qualcosa in più, anche perché c’è una rosa molto competitiva. Si vede però che qualcosa non ha funzionato e poi con il cambio di tecnico si è iniziato a girare bene. Purtroppo le altre squadre sono partite forte e il Bari si è trovato a rincorrere. Senza stop, la mia percezione è che se la sarebbe giocata fino alla fine per la vittoria”.

Sull’attuale situazione – “Situazione surreale, senza precedenti. Sarà davvero difficile riprendere. I problemi con le strutture per garantire la sicurezza agli atleti sono tanti, soprattutto nei nostri campionati, in cui le risorse sono limitate. A mio parere retrocessioni e promozioni non si possono decidere con così tante partite da giocare. Il Bari, giustamente, andrà avanti a lungo per vie legali. Riforme? Non riesco ad immaginarmi una doppia Serie B”.

Sull’arrivo al Cerignola – “Scendere di categoria non è mai facile, se non si va con la giusta mentalità, rischi di fare una brutta figura. Personalmente ho accettato di andare a Cerignola con testa e motivazioni e sono stato contentissimo. E’ una società forte e con importanti capacità economiche, anche per categorie superiori. Spero abbiano pazienza perché secondo me i risultati arriveranno”.

Apulia Trani : il benvenuto alla United Sly nel “segno del drago”

 
 
Trani – Quando l’unione di intenti e la comunione di obiettivi si uniscono nasce una sinergia forte che sfocia in entusiasmo. Ha supportare questo nuovo progetto del calcio tranese (maschile) targato United Sly Trani del patron Danilo Quarto scende in campo anche la squadra di calcio femminile Apulia Trani il tutto nel “segno del drago
La dirigenza dell’Apulia nel suo Presidente, l’avv. Alessio Scarcella, attraverso una nota pubblicata sulla propria pagina social ha voluto far pervenire il benvenuto alla neo arrivata società calcistica con l’entusiasmo e i migliori auspici di collaborazione augurando ad entrambe le società di raggiungere successi e obiettivi sempre più stimolanti.
La scelta del nuovo logo e la sua presentazione, avvenuta qualche giorno fa da parte della United Sly Trani nel quale richiama al centro il “drago”, presente anche nello stemma ufficiale della “Città di Trani” .
Quella scelta (il drago) simbolo di forza è stato un collante che ne ha visto in primis l’impegno della Apulia Trani attraverso una lodevole e goliardica iniziativa di una calciatrice.
Fonte ispiratrice anche per la baby calciatrice Federica Lomonte, la quale, lo scorso anno volle raffigurare e dipingere a mano nel “cuore” dello stadio ovvero nella tribuna centrale questo emblema creato nell’anno 1098 vuole rappresentare la forza della città: sopravvivere ad ogni tipo di circostanza, grazie alla sua intrepida gente pronta a difendersi ma anche a contrattaccare con grande intraprendenza.
In virtù di questo connubio e collaborazione – prosegue la nota – rinnoviamo i nostri auguri alla Sly e che questo simbolo possa portare loro e alla “Città di Trani” innumerevoli successi e vittorie.
 
ENZO CHICCO

Addio a Giuseppe Cocomazzi, da oltre trent'anni presidente dell'A.C. San Giovanni Rotondo

Si è spento ieri nella città di Tarquinia Giuseppe Cocomazzi, presidente dell’A.C. San Giovanni Rotondo, storica formazione calcistica della città di San Pio.

Cocomazzi era presidente dei gialloblu da oltre trent’anni. La sua squadra quest’anno disputava il campionato di Terza Categoria, ma durante la gestione del compianto presidente il San Giovanni Rotondo era arrivato a disputare il campionato di Promozione nell’anno 2011.

Al San Giovanni Rotondo ed alla famiglia del presidente arrivano il cordoglio della nostra redazione.

Taranto, Giove: "Se Genchi vuole rimanere…."

Nella giornata di ieri il centravanti del Taranto Massimo Genchi aveva pubblicamente dichiarato di volersi fermare a Tarano anche nella prossima stagione.

Non si è fatta attendere la risposta del suo presidente, Massimo Giove. Contattato dalla redazione di cronachetarantine, il numero uno del club ionico ha dichiarato: “Sarò felicissimo di trattenerlo. Quest’anno in molti non hanno avuto la loro migliore stagione, ma sono convinto che Genchi potrà darci quel contributo che tutti i tifosi si aspettano”.

Mattia Maita (Bari): "Sarebbe un sollievo tornare in campo, io sono pronto"

Mattia Maita, centrocampista del Bari, ospite di TeleBari racconta il periodo che sta attraversando in attesa di notizie certe sul prosieguo della stagione:
“Va tutto bene, sono in attesa di notizie perché tutti noi non vediamo l’ora di tornare a fare quello che amiamo. Ci siamo sempre allenati, anche con la bike che ci ha inviato la società. Col nuovo decreto si può anche andare a correre, è un passo verso il ritorno alla normalità. Manca tutto, per fortuna sono con la mia compagna qui a Bari. Gol? Ne avrei voluto realizzare qualche altro, qualche volta sono stato un po’ sfortunato. Sarebbe un sollievo tornare in campo, io sono pronto. Tra compagni ci sentiamo e non vediamo l’ora di tornare. Abbiamo tenuto il tono muscolare abbastanza forte. Io sono per conquistare tutto sul campo, ma non siamo noi a decidere”, le parole riprese da tuttobari.com.

Foggia, Corda: "Sì al semiprofessionismo di C, darebbe respiro dalla pressione fiscale"

Interpellato dalla redazione di TMW.com, Ninni Corda, tecnico del Foggia, si è dichiarato favorevole alla riforma dei campionati ipotizzata da Sportitalia (ve ne abbiamo parlato QUI ).

Per il mister sardo la riforma dei campionati “darebbe respiro a una categoria come la Serie C, che per vari motivi è l’anello debole del calcio: basti pensare che il 95% dei fallimenti dei club arriva da li. Probabilmente nel corso degli anni non c’è stata una gestione al top, ma la colpa più grande è anche della pressione fiscale, ora impossibile da sostenere, visto che anche gli introiti che c’erano fino a qualche anno fa sono andati a scemare. Il coronavirus è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi piacerebbe vedere una terza serie come in Spagna e Inghilterra, e con una pressione fiscale al 23%“.


Corda definisce la nuova serie “semiprofessionistica” e non “semidilettantistica”, ma al di là delle definizioni
saremmo comunque nel terzo torneo di Italia. Non solo, andare in Serie B sarebbe anche più semplice, squadre come noi o il Palermo potremmo immediatamente ambire anche al doppio salto. Ogni società ambiziosa ha messo il suo fondo perduto, e non ragiono su questo, ma dico che si devono comunque mettere in moto le grandi piazze”.

Il mister del Foggia esclude, invece, l’ipotesi di una permanenza in serie D: “è un’ un’ipotesi che neppure prendo in considerazione, ma nel caso faremo ricorso, ci muoveremo subito. A livello di media punti, come noi, ci sono Ostia Mare e Savoia, ma la miglior seconda su tutte siamo noi, a -1 dalla vetta occupata dal Bitonto, col quale per altro dovevamo giocarci lo scontro diretto: non mi sento quindi secondo, e le altre squadre non hanno un margine così ridotto[…]A ogni modo ho molta fiducia nell’operato di Sibilia e Barbiero, che ci rappresentano“.

Ultim'ora, Spadafora alla Camera: "dibattito aspro. Non è possibile fissare una data per la ripresa del campionato"

Al momento non è possibile fissare una data per la ripartenza dei campionati: ancora una doccia gelata per le leghe professionistiche di calcio arriva dalle risposte date pochi minuti fa dal ministro dello Sport Spadafora al Question Time odierno alla Camera Dei Deputati.

Il ministro ha annunciato che domani la FIGC incontrerà il comitato tecnico scientifico del Governo: “Dobbiamo continuare a tutelare la salute: dal 4 maggio sono ripresi gli allenamenti individuali, dal 18 riprenderanno gli allenamenti collettivi. Spero che domani il CTS possa dare il via libera al protocollo della Figc visto che il calcio non permette né distanze di sicurezza, né l’utilizzo di dispositivi di sicurezza. Negli ultimi giorni il dibattito è diventato sempre più aspro. L’idea di definire ora e subito la data della ripresa del campionato contrasta con quella di definire i passi sulla base dell’andamento dei dati. In Europa, in questo momento, le uniche date certe sono quelle dei paesi che hanno deciso di bloccare i campionati, di bloccarli per sempre. […] Di fronte a tali pressioni, non posso che ribadire lamia linea e quella del Governo: speriamo che i campionati possano riprendere regolarmente. Ma oggi è impossibile definire una data certa perché dobbiamo valutare come reagisce la curva dei contagi nelle prossime due settimane dal momento che solo due giorni fa il Paese ha avvito la fase 2. Solo dopo le valutazioni del comitato tecnico-scientifico il Governo potrà decidere”.

Bitonto, il presidente Rossiello alla Repubblica: "La struttura è il nostro tallone d'Achille…"

Il presidente Francesco Rossiello, intervistato dai colleghi della Repubblica di Bari, ha fatto il punto della situazione in casa Bitonto.
Queste le sue dichiarazioni: “La struttura è stata per anni il nostro tallone d’Achille, va adeguata. Sono però certo che tutti nell’amministrazione comunale ora sapranno rispondere presente. Abbiamo uno spettacolo tanto atteso da tutta la città da gustare e non dobbiamo farci trovare impreparati. Siamo pronti ad intervenire ma, ovviamente, gli sono degli iter che l’amministrazione deve perseguire per ottenere le autorizzazioni necessarie, sono stati presi degli impegni e ora dettare i tempi giusti spetta a loro. Noi attendiamo con fiducia. Bitonto è pronta per il primo storico campionato di C, e non vorremmo recitare un ruolo da comprimari“.

Ghirelli: "La riforma? Fake news". Poi attacca…

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, bolla come “fake news” la proposta di riforma dei campionati di serie B e serie C, circolata nei giorni scorsi. L’indiscrezione, di cui CalciowebPuglia vi aveva ampiamente parlato ( “L’indiscrezione sulla riforma dei campionati”) prevedeva una Serie B a 40 squadre in 10 gironi ed una Serie C a 60 squadre, divisa in tre gironi semiprofessionistici.

Ghirelli a Italpress ha dichiarato: “Girano fake news da un po’ di ore su una presunta riforma della Serie C: si dice B1 e B2 e poi dilettantismo. Essendo una persona per bene, rispondo in modo civile. Nessuna idea più fantasiosa poteva essere partorita. Non esiste semplicemente. Senza il volere e la decisione dei sessanta presidenti di Serie C non si va da nessuna parte. La Serie C non si fa invadere da predatori dell’Arca Perduta spalleggiati da qualche “cavallo di Troia” infiltrato tra di noi e disperato per il fallimento del suo progetto economico-finanziario che si gioca tutto puntando come al gioco della roulette su un solo numero. Troppo scoperto il gioco per mostrare subito la sua caducità totale. Noi faremo le riforme in accordo con il presidente federale Gabriele Gravina, mostrando il meglio di chi ragiona a sistema”.

Altro giorno, altro capitolo (diverso) scritto sulla sorte dei campionati. La sensazione è che per le serie minori del calcio italiano la fase-2 è ancora molto lontana.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): "C deve essere il campionato di formazione dei giovani"

Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport riguardo le riforme da attuare per la Serie C.
“Io credo che la Serie C si deve dare una mission. I club professionistici sono troppi dobbiamo andare verso il semiprofessionismo perché abbiamo costi della A e B ma con entrate decisamente minori. Bisogna andare verso l’apprendistato per i giovani calciatori fino a 25 anni quindi sgravio contributi e darci appunto tutti insieme la missione di valorizzare i giovani altrimenti la Serie C non ha senso di esistere. Questo deve essere il campionato della formazione dei giovani e proprio per questa funzione ci dobbiamo far riconoscere qualcosa a lviello di sistema e quindi di Federazione. In questo mondo potremmo contenere i costi e al tempo stesso offrire un campionato interessante che permette a 60 squadre di mettere in gioco 60 comuni di Italia. Noi con il nostro lavoro svolgiamo anche un ruolo sociale che ha una sua importanza non marginale”

Nardò: le statistiche di una stagione interrotta

Una stagione incompleta ma che ha comunque espresso dei valori tecnici evidenti come la consacrazione del talento di Luigi Calemme, la maturazione di molti giovani come Trinchera, Cancelli, Natalucci, Centonze, Mengoli e Frisenda, l’apporto dell’esperienza di Danucci, Aquaro (solo iniziale), Pantano e Mirarco. Non sono mancate però le delusioni. Nel dettaglio le tabelle di rendimento della rosa 2019-20: la stagione interrotta.

  presenze Goal f/s ASSIST AMM ESP VOTO
Alessandro Mirarco 15 1 / 21   2   7
Joakim Milli 6 0 / 7       6
Leonardo Montagnolo 6 0 / 6   1   6
Pietro Spagnolo 12 0   1   6
Luca Matere 1 0       5
Giuseppe Centonze 18 1   5 1 7
Giordano Pantano 14 0 1 5   8
Marco Colonna 7 0       5
Pietro Stranieri 23 1   7   8
Matteo Frisenda 21 0       6
Mattia Trinchera 21 1 1 2   8
Luigi Vecchio 6 0       ng
Gabriele Botrugno 1 0       ng
Ciro Raia 1 0       ng
Ciro Danucci 23 0 1 6 1 7
Giacomo Mengoli 24 2 3 2 1 8
Francesco Bruno 1 0       3
Crocefisso Cancelli 24 1 1 3 1 8
Luigi Calemme 26 9 4 1   9
Nunzio Montaperto 21 0 1     6
Emanuele Trofo 9 3       6
Armand Iannucci 4 0       5
Antonio Natalucci 16 4       8
Salvatore Manfrellotti 11 2       5
Souleymane Camara 26 5   2   6
Andrea Marchionna 4 0       5
Giuseppe Aquaro 11 1       6
John-Christophe Ayina 5 0       4
Alessandro Avantaggiato 15 0       4

Lega Pro: "è il momento delle riflessioni sul futuro della Serie C"

Si è riunito nella giornata di ieri il Consiglio Direttivo di Lega Pro, al fine di studiare una linea comune da portare all’Assemblea di tutti i club, che si terrà domani, giovedì 7 maggio. Questa la nota rilasciata dal consiglio al termine dei lavori.


“Il Consiglio Direttivo di Lega Pro si è riunito oggi per aggiornare e finalizzare le proposte da portare all’esame dell’Assemblea di Lega del 7 maggio, che avrà come argomento centrale di discussione il campionato. Il Direttivo, pur comprendendo le necessità delle serie maggiori di portare a completamento il campionato, ancora una volta ha voluto porre in rilievo il valore primario della salute, avendo per primi bloccato il campionato sin dallo scorso 21 febbraio, rimarcando la specificità della Lega Pro e l’impossibilità della ripresa del campionato di Serie C, come hanno confermato anche i 60 medici sociali dei club. Pertanto, nel rispetto delle normative federali e del Consiglio Federale che sarà chiamato alla decisione finale, il Consiglio Direttivo si è confrontato sulle proposte da presentare all’Assemblea nella consapevolezza di dover trovare una soluzione di buon senso. In una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo l’Assemblea sarà chiamata ad un fondamentale momento di riflessione che porti a sottoporre al Consiglio Federale la proposta che abbia il minor impatto sui club e la maggiore sostenibilità giuridica. Il Consiglio Direttivo si è inoltre ampiamente confrontato sul futuro della Serie C, anche alla luce dell’emergenza Covid-19 che sta mettendo a dura prova la continuità aziendale dei Club e l’intero impianto sociale del calcio. Intanto Lega Pro sta portando avanti, con il supporto di PwC Tls, il percorso di sviluppo strategico del calcio di Serie C che oggi si è arricchito anche grazie ai contributi emersi nel corso del Consiglio”.

Brindisi, si pensa già alla prossima stagione. Si parte da tre conferme?

In casa Brindisi ci si interroga sul futuro e sulle strategie da adottare, sia sul fronte societario che sul mercato.
Fa il punto generale della situazione Canale 85. Il presidente Vangone prosegue gli incontri telematici con dirigenti e non, per capire chi vorrà proseguire col progetto biancazzurro. Il presidente vorrebbe un campionato di vertice, ed una società con una sola anima, senza divisioni in tronconi. Si proverà soprattutto a ripartire dagli under, soprattutto da profili come Dario, Escu e Maglie, che già si erano comportati bene.

United Sly Trani: ecco il nuovo logo che omaggia la città

 
 
Trani – E’ ora ufficiale: la United Sly F.C. Trani ha il suo logo che lo caratterizzerà e lo rappresenterà per gli anni futuri in lungo e largo i campi ed i campionati ai quali parteciperà.
E’ la stessa dirigenza della neonata U. Sly Trani a renderne pubblica visione a tutti i tifosi biancazzuzzi tramite il suo A.s. Davide Abbrescia il quale nel tardo pomeriggio, attraverso un nota informativa ha spiegato come alla creazione del nuovo logo si sia giunti tenendo presenti vari aspetti imprescindibili.
Si riparte, spiega la nota informativa,  “con i colori biancazzurri e con la presenza del dragone, simbolo della città di Trani, all’interno del proprio logo che ha mantenuto l’identità grafica del marchio Sly United. L’eleganza abbinata alla storia: il dragone, il biancazzurro e il ‘1929’, data di nascita del calcio tranese, che accompagnano il marchio (l’occhio) della Sly Service Security Group”.
Il numero uno della società Danilo Quarto ha voluto esprimere un personale elogio: “Siamo orgogliosi di indossare il bianco e l’azzurro, saranno i nostri colori sociali. Abbiamo voluto omaggiare la storia di questa gloriosa piazza con la scelta del dragone e con il 1929 per vivere a pieno il fascino storico della tifoseria e di Trani. Non vedo l’ora di poter essere in città per incominciare a vivere a pieno questo progetto, lavoriamo senza sosta per farci trovare pronti. Stiamo progettando a livello tecnico la squadra, ma la stiamo abbinando a un tipo di progetto che sarà a 360 gradi”.
 
ENZO CHICCO

Gravina: "Rinviato il Consiglio Federale dell'8 maggio. E sulla riforma dei campionati.."

Rinviato il consiglio Federale dell’8 Maggio. La notizia dell’ultim’ora arriva direttamente dal portale della FIGC.

Il presidente Gravina non ha confermato né smentito le indiscrezioni sul nuovo format del campionato (notizia circolata nelle scorse ore, di cui vi abbiamo parlato qui): “con riferimento all’ipotesi di riforma dei campionati, in particolare sulla Serie C, circolata nelle ultime ore su alcuni organi di informazione e sui social media, la FIGC precisa che nel tavolo di confronto istituito dal presidente Gabriele Gravina con tutte le componenti federali lo scorso gennaio, sono stati discussi diversi scenari, ma i lavori si sono interrotti a causa dell’emergenza da Covid-19. Non appena possibile, è volontà della Federazione riprendere a discutere alcune proposte di riforma nel rispetto delle norme statutarie“.

Prosegue Gravina: “la riunione del Consiglio Federale programmata l’8 maggio è stata posticipata per la necessità di maggiori approfondimenti. Per consentire al sistema calcio di fronteggiare la crisi contingente, il Consiglio Federale sarà prossimamente riconvocato con all’ordine del giorno le tematiche inerenti la ripresa dell’attività sportiva e per stabilire le linee guida per l’iscrizione ai prossimi campionati”.

Non è comunque che la proposta di riforma dei campionati delle scorse abbia suscitato importanti spunti di riflessione in Federazione, tanto da prendere tempo per un Consiglio Federale decisivo per il calcio italiano.

Rambaudi: "A Foggia anni fantastici, abbiamo riscritto la storia del calcio"

Dici Foggia e pensi a Zeman ed al suo tridente delle meraviglie composto  da Ciccio Baiano, Giuseppe Signori e Roberto Rambaudi.

Proprio “Rambo”, come era soprannominato Rambaudi, ha parlato della sua storia personale con il Foggia ed i Foggiani, in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta Del Mezzogiorno”.

Zeman era un genio, un maestro di calcio per idee, qualità di gioco, cultura del lavoro. Con Baiano e Signori c’era un’intesa perfetta”: esordisce così Rambaudi, che a Foggia è arrivato nel 1989, dal Perugia.

In rossonero due campionati di Serie B ed uno di Serie A, centosette presenze e 31 reti: questo il bottino delle tre stagioni in capitanata. Anni definiti fantastici da Rambaudi: “un periodo di grande crescita per me, per la squadra, per la città e per i tifosi. L’italia scoprì una formazione di provincia unica nel suo modo di proporre calcio e di affrontare tutti all’attacco ed a testa alta. Un’esperienza bellissima anche sul piano umano” (in quegli anni a Foggia nacque suo figlio Simone, n.d.c.).

Rambaudi è stato il padrone della fascia destra del Foggia per tre anni: “del tridente ero il più tattico, non ero un bomber, ma a Foggia segnai tanto rispetto alle mie medie. Ricordo il debutto in B, la doppietta nel 5-1 allo Zaccheria contro la Triestina che valse la promozione in Serie Serie A, il debutto in serie A con l’Inter in trasferta. […]. Fu un pomeriggio da sogno, per me, per il Foggia, per i nostri tifosi”.   Quella partita finì 1-1, con gol foggiano di Baiano su assist di Rambaudi”.

Sembrano lontani anni luce quegli anni, adesso che il “suo” Foggia è in Serie D. Rambaudi si è detto dispiaciuto per il fallimento: “avevo seguito il torneo cadetto per la Rai ed era una gioia rivedere il Foggia in B ed i suoi tifosi affollare in migliaia gli stadi di tutta Italia. Uno spettacolo. La squadra era forte , poteva ambire a qualcosa in più dei playoff”.

Adesso Rambaudi sta allenando, in Eccellenza Laziale, all’Atletico Lodigiani, ma nel suo futuro ci saranno ancora i Satanelli: “Un domani allenerò il Foggia– conclude Rambo –non ora, mancherei di rispetto a chi sta lavorando in questo momento, ma un giorno mi piacerebbe tornare a Foggia da tecnico e scrivere una nuova pagina di storia in rossonero“.

Bisceglie, è saltata la cessione del club

Da notiziariocalcio.com arrivano aggiornamenti sulla possibile cessione del Bisceglie al gruppo guidato dall’avvocato Ingravale. La vendita del club neroazzurro apparre, al momento, saltata.
“In un momento di piena crisi come questa era difficile pensare di investire in questa società”. Esordisce con questo annuncio importante, Ingravalle, presidente della cordata che aveva raggiunto l’accordo per l’acquisizione del Bisceglie Calcio. “Tale situazione difficile – prosegue – a livello economico e sanitario, ha causato la caduta delle componenti che fondavano la nostra intuizione di acquisto della squadra. Nonostante ciò – conclude –, assicuro che Canonico mi ha ribadito la sua ferma volontà di cedere il club”.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): "Troppi club professionistici in Italia"

Il presidente della Virtus Francavilla, Antonio Magrì, traccia la rotta per riformare il calcio italiano:
“Io credo che la C si debba dare una mission – spiega ai microfoni di Tuttosport – I club professionistici sono troppi, dobbiamo andare verso il semiprofessionismo perché abbiamo stessi costi della A e della B ma con entrate decisamente minori. Bisogna andare verso l’apprendistato per i giovani calciatori fino a 25 anni, quindi sgravio contributivo e darci appunto tutti insieme la missione di valorizzare i giovani, altrimenti la Serie C non ha senso di esistere. Questo deve essere il campionato della formazione dei giovani e proprio per questa funzione ci dobbiamo far riconoscere qualcosa a livello di sistema e di Federazione. In questo modo potremmo contenere i costi e al tempo stesso offrire un campionato interessante che permette a 60 squadre di mettere in gioco 60 comuni d’Italia. Noi svogliamo anche un ruolo sociale che ha una sua importanza non marginale”.

Bruno Trocini (Allenatore Virtus Francavilla): "Spero sia l'occasione per rendere C più sostenibile"

Intervistato da VFC Magazine, il tecnico della Virtus Francavilla Bruno Trocini ha fatto un punto della situazione con il campionato ancora fermo.
“Mi auguro che ci sia l’opportunità per rendere la Serie C più sostenibile, questo è quello che spero. È evidente che qualcosa non funziona, moltissime società stanno utilizzando questa pandemia per premere sulla Federazione per modificare qualcosa, perché questa Serie C ha dei costi eccessivi rispetto ai ricavi. Ritengo che si debba anche rivedere il calcio a livelli più alti. Nulla sarà più come prima, probabilmente, neanche in Serie A. Bisogna darsi tutti una regolata, mica soltanto in Serie C”.

Karim Laribi (Bari): "La cosa più folle è il sorteggio, noi pronti a giocare"

“Sarà difficilissimo tornare in campo, sono molto schietto. Ci sono costi elevati e molte società, a differenza nostra, non hanno calcolato questi costi: la B e la C probabilmente non potranno ripartire. Noi vorremmo comunque giocare e fare eventualmente dei playoff, abbiamo un obiettivo”.
Così Karim Laribi, centrocampista del Bari, nel corso di un’intervento a TeleBari commenta le chance di ripartenza della stagione.
“Ognuno cerca di tirare a sé lo scenario più giusto per sé: la cosa più folle è il sorteggio. Così come non è corretto non poter disputare delle finali, noi siamo pronti per giocare, e faremo di tutto per far sì che si ritorni in campo. Non andar su per una media punti fasulla, magari di una squadra terza in classifica, non è corretto”, le parole riprese da tuttobari.com.
Sulla piazza pugliese e il suo futuro, l’ex Empoli ha dichiarato:
“Son sempre rimasto colpito da questa piazza, ci feci la semifinale play-off di B. Quel timbro di quello stadio non va via. Se resto il prossimo anno? Non si può sapere, aimè. Vediamo cosa accadrà: l’anno prossimo ci sarà un declino del calcio per il virus. Speriamo di tornare allo stadio, con i tifosi. Sto bene a Bari, vediamo cosa accadrà”.

Serie B a 40 squadre (in due gironi), Serie C a 60: l'indiscrezione di Sportitalia

Se dovessero trovare conferma le indiscrezioni lanciate ieri sera da Sportitalia, il calcio italiano si verrebbe a trovare di fronte ad una vera e propria rivoluzione, e non già ad un semplice cambio di format dei campionati.

Secondo l’emittente guidata da Michele Criscitiello, il campionato di Serie A resterebbe l’unico torneo invariato nel suo format: 20 squadre, con tre retrocessioni in Serie B.

  Il campionato di B dovrebbe essere trasformato in una maxi seconda serie composta da 40 squadre, suddivise in due gironi. Dalla Serie B verrebbero promosse in massima serie le vincitrici dei due raggruppamenti. Al termine del campionato dovrebbero poi essere disputati dei playoff unici per i due gironi, da cui uscirebbe la terza promossa in Serie A. Tre squadre per ogni girone dovrebbero retrocedere in Serie C.

La terza serie si appresterebbe, invece, a diventare un campionato non professionistico. Il format sarebbe quello di 60 squadre semiprofessionistiche, suddivise in tre gironi, che promuoveranno sei squadre in Serie B: la prima di ogni raggruppamento; le vincitrici di playoff di ogni singolo girone. Infine, nove squadre retrocesse in Serie D: tre per ogni girone.

Una vera rivoluzione, insomma. Non resta che attendere il Consiglio Federale di giovedì 7 Maggio per capire se la “bomba” lanciata da Sportitalia deflagherà o verrà disinnescata.

Taranto, Goretta: "Se si terminasse la stagione ci classificheremmo più in alto"

Sul momento del suo recupero e quando stava iniziando a giocare più spesso il campionato di serie D/H è stato sospeso per via del Coronavirus: stiamo parlando dell’attaccante Gustavo Actis Goretta che, a Tutto Sport Taranto parla di questa sfortunata stagione: “La prima fase è stata dura e strana visto che abbiamo dovuto fare dei sacrifici per rallentare il virus. Abito in un appartamento in cui allenarsi è difficile: si può fare solo qualcosa. Adesso, con la fase due, almeno si potrà correre e ovviamente capire quale sarà definitivamente la situazione tra qualche giorno”.
LA SOLUZIONE: “Sarebbe una cosa strana chiudere i campionati in questo modo visto che in palio ci sono ancora tanti punti. E’ una situazione difficile visto che tante compagini hanno speso molto per provare a vincere. Molte, inoltre, sono attaccate alla vetta. Non so come potranno andare le cose…”.
L’ARRIVO A TARANTO: “Sono arrivato a Taranto a dicembre e non ero al top della condizione visto che venivo da un infortunio. Stavamo facendo bene e sono convinto che continuando a giocare, alla fine del campionato, ci saremmo piazzati più in alto in classifica”.
GORETTA: “La mia stagione personale non la ritengo buona. A Taranto sono stato solo tre mesi giocando cinque gare da titolare. Quando stavo trovando continuità è stato stoppato tutto…”.
SERIE D/H: “Giocandolo ho appreso che è un bel girone, molto tosto, duro e difficile. Però, questi campionati sono il bello del calcio visto che ti permettono di allenare meglio facendoti restare sempre concentrato: al minimo errore rischi di perdere la gara. Mi piace molto”.
CONTESTAZIONE: “Spesso ci hanno fischiato ma non prendo ciò con negatività. Ci fanno capire che stiamo sbagliando spronandoci a fare meglio e a non rilassarci”.
GLI OBIETTIVI: “E’ quasi impossibile che il campionato riprenda ma se si dovesse scendere in campo vogliamo conquistare i play off. Personalmente, invece, voglio riprendere a giocare nel modo in cui l’ho fatto nelle ultime due, tre gare in cui stavo bene”.
FUTURO: “Mi piacerebbe restare a Taranto: è un bel posto, una bella città oltre che un’ottima società”.

Cerignola, Grieco rassicura la piazza: "Manteniamo sempre la parole date, i tifosi siano sereni"

Voglio rassicurare tutti i tifosi per tutto quello che può accadere in futuro: resto e resteremo come gruppo alla guida dell’Audace Cerignola“. Nicola Grieco, presidente dei gialloblu, non molla ed intente completare il suo sogno: portare l’Audace Cerignola in Serie C. “Manteniamo sempre la parola data – rilancia il massimo dirigente dell’Audace -, i tifosi e i nostri simpatizzanti devono stare sereni qualunque sarà il campionato che disputeremo quando e se si ripartirà: noi saremo al fianco dell’Audace anche in futuro“.
Il Cerignola, comunque, resta alla finestra in attesa degli eventi anche se il sogno sarebbe quello di un ripescaggio in C. “Ci atterremo a quelle che saranno le regole – puntualizza Nicola Grieco -. Con il presidente Ghirelli abbiamo un ottimo rapporto che intendiamo rispettare, il presidente è sempre stato cordiale con me chiamandomi anche in occasione della morte di mia zia“.
Il Coronavirus ha fermato l’ascesa della sua squadra: con 8 gare da giocare e la vetta a soli 6 punti, tutto poteva ancora succedere. “Mi sembrerebbe inutile non affermare che questa situazione ci ha penalizzato molto – spiega ancora il presidente dell’Audace -, perchè tutti noi siamo a conoscenza di quello che è accaduto in estate. Abbiamo finito di completare la rosa a ottobre, ottenendo 11 punti in altrettante gare. Poi per fortuna siamo stati protagonisti di una grande cavalcata con il tecnico Feola, ma anche grazie all’aggiunta di qualche innesto. Siamo tutti coscienti del fatto che le squadre di Serie D e C solitamente si costruiscono tra giugno e luglio. Ribadisco, tale blocco ci ha penalizzati perchè eravamo a sei punti di distanza dalla capolista e in più ci mancava lo scontro diretto con la stessa. Non dico che avremmo vinto il campionato, però avremmo detto la nostra. Noi tutti credevamo a questa rincorsa“.
L’Audace Cerignola è stata una delle prime società che ha deciso di cautelare non solo i calciatori ma anche tutti i suoi tesserati. La società del presidente Nicola Grieco ha applicando le norme per come esse esistono e accettarne il responso con responsabilità e sensibilità. Poi sul mancato ripescaggio in Serie C dell’estate scorsa. “Non attribuisco – conclude – le colpe a nessuno, se non che a noi. Abbiamo creduto in una promozione che poi non è avvenuta, e ciò ci ha condizionati. Io non penso sia colpa di nessuno e tanto meno del presidente Ghirelli”. Audace Cerignola che attende l’evolversi degli eventi, ma un fatto ora è certo: Nicola Grieco resta e resterà saldamento al comando dell’Audace Cerignola.

Foggia, come si è arrivati all'attuale momento

La classifica potrebbe restare questa per sempre. Vicini alla sospensione definitiva del campionato di D. Ecco come il Foggia di Ninni Corda ha perso le occasioni di aggancio alla vetta nel tempo
Con la chiusura della stagione ormai ad un passo, il rammarico grande del Foggia è quello di non esser riuscito a ricucire, definitivamente, lo strappo che teneva lontani i rossoneri dalla capolista Bitonto. Potrebbe, quello del Foggia, essere un vero e proprio harakiri, nel caso in cui la decisione finale giovasse soltanto alle prime classificate.
Foggia che, dopo il passo falso iniziale di Fasano, ha risalito la china fino ad arrivare in vetta alla sesta giornata, al termine di un derby con il Taranto molto sofferto, ma vinto in maniera determinata al 95esimo. Difficile ipotizzare una permanenza in vetta da allora, ma il fatto che il primo posto sia durato soltanto una settimana è sintomatico dell’incostanza di Gentile e compagni nei momenti topici. Costanza che, invece, si è trovata quando si doveva inseguire, per cui quando il Bitonto ha inanellato una serie di risultati utili, anche il Foggia lo ha fatto, a parte in qualche occasione. Dopo il pareggio di Brindisi, costato la vetta alla settima giornata, ecco anche quello casalingo contro il Casarano e, dopo due vittorie di fila, la sconfitta casalinga contro il Sorrento all’undicesima giornata. Per esempio. Foggia secondo in classifica, a quel punto, insieme al Taranto e a -4 dai bitontini. E il distacco diventa di due punti quando i rossoneri battono in casa l’Altamura, mentre i neroverdi pareggiano a Sorrento. Lo scontro diretto, finito in parità a Bitonto, da al Foggia una nuova certezza, quella di essere alla pari degli avversari. Di non essergli inferiori. Per cui, mirino abilitato alla 14esima e vetta pareggiata alla 16esima giornata. Foggia corsaro a Francavilla e Bitonto che pareggia sul campo del Gelbison. A questo punto il vento sembra soffiare tutto dalla parte degli uomini di Ninni Corda, ma proprio due settimane più tardi, in casa contro il Fasano prima e ad Agropoli poi, il Foggia trova due pareggi inaspettati. È questo il momento clou negativo della stagione, quello che permette al Bitonto di ritornare solo in vetta con due punti sui rossoneri. Soprattutto il pareggio di Agropoli, senza quasi un tiro un porta tentato, è l’emblema della differenza dei due Foggia visti quest’anno. Troppo differenti tra di loro. Quello determinato che trova sempre il modo di vincere, vedi le belle affermazioni su Cerignola, Nocerina e Brindisi nel girone di ritorno, insieme alla trasferta di Taranto e quello capace poi, alla 25esima giornata, di perdere in malo modo a Casarano, meritatamente e senza un briciolo di reazione. Il terra salentina il Foggia, alla vigilia, ci arriva al secondo posto e con due punti da recuperare, ma non approfitta del mezzo passo falso della capolista a Taranto. Oggi c’è un punto di distacco tra le due, che quasi certamente non sarà mai recuperato. Si dice, “inutile piangere sul latte versato” e a poco serve piangere sullo scontro diretto in casa mai disputato, che poi andrebbe anche vinto e non è un fatto così scontato. Il latte lo si è versato prima.
Fabio Lattuchella

Calemme si smarca, il Nardò non gradisce

Botta e risposta tra il procuratore  di Luigi Calemme, Roberto Nitto, e la società neretina.
Il procuratore aveva annunciato alla stampa lo svincolo del proprio assistito il 1 luglio alla scadenza dell’attuale contratto. Calemme, dopo una stagione molto positiva con 9 goal e diversi assist in maglia granata aveva avuto diverse richieste di mercato già nella sessione invernale.
Il fantasista del Nardò aveva resistito alle lusinghe di compagini ambiziose di Serie D e di categoria superiore restando a Nardò per dare un ulteriore contributo alla salvezza del Toro.
A campionato sospeso, in attesa dell’ufficialità della chiusura dell’attuale stagione calcistica, il procuratore Nitto ne annuncia il prossimo svincolo per accasare Calemme presso una squadra professionistica toscana, presumibilmente l’Arezzo.
La società neretina però non ha gradito nè i tempi, nè i modi di questa esternazione e si riserva di prendere le relative decisioni nel momento in cui dovrà definire l’organico della stagione 2020-21.
 

Zaccaria Hamlili (Bari): "Giusto che sia il campo a decretare i verdetti"

Il centrocampista del Bari Zaccaria Hamlili ha risposto alle domande dei tifosi biancorossi sulla pagina Facebook del club:
“E’ un momento difficile per tutti – riporta TuttoBari.com – ma per uscirne in fretta dobbiamo rispettare le regole. Io sono a Bari, la mia famiglia è a Brescia. Le mie giornate le passo allenandomi, cercando di mantenermi in forma, il pomeriggio e la sera gioco con i miei amici online alla play station, alternando qualche serie tv su Netflix. Mi è dispiaciuto molto fermarmi proprio quando stavo rientrando dall’infortunio, ma è stata la decisione più giusta. Ripresa? Aspettiamo per capire: credo sia giusto che sia il campo a decretare i verdetti, e non assolutamente un sorteggio. Con questa maglia vorrei raggiungere il prima possibile la promozione in B”.

Leonardo Perez (Virtus Francavilla): “Lo stop è la soluzione migliore per tutti”

Aumenta col passare delle ore il partito dei favorevoli ad uno stop definitivo del campionato di Serie C. In una diretta Instagram con il giornale Cronache Picene, anche l’attaccante della Virtus Francavilla, Leonardo Perez ha parlato della situazione attuale, dichiarandosi scettico verso una ripresa: “In Serie C non ci sono le condizioni per andare avanti. Ci vuole una riforma ed un aiuto concreto da parte di chi comanda. Purtroppo nessuno sarà contento, la soluzione migliore per tutti quanti è concludere qui il campionato”.
Sulla sua avventura in biancazzurro, come riporta “TuttoCalcioPuglia”, Perez ha dichiarato: “Ho deciso da solo dove andare, nessuno mi ha dato una mano, anche se a Cosenza il ds Trinchera mi aveva consigliato di fare un anno lì. In 24 presenze ho realizzato undici gol in campionato ed uno in coppa. Ci vuole fiducia, io non sono un fenomeno ma neanche scarso. Se ho la fiducia e gioco, i gol li faccio. Non lo dico io, ma la mia carriera: quando ho giocato, ho segnato. In una stagione ci sono momenti dove va tutto bene e altri dove per due mesi non fai gol”.

Giuseppe Fella (Monopoli): "Il mio nome scritto sulle spalle di un vero campione"

Giuseppe Fella, bomber del Monopoli, ha condiviso sul proprio profilo social la foto di un operatore sanitario che sul proprio dispositivo di protezione individuale sfoggia sulle spalle il nome e il numero dell’attaccante biancoverde.
Queste le parole di Fella che accompagnano l’immagine:
“I “veri campioni” non collezionano grandi trofei, non calcano palcoscenici importanti, e non vivono sulla scia di grandi consensi. I “veri campioni” sono coloro che nell’anonimato, tutti i giorni, con dedizione, passione ed umiltà, si vestono di responsabilità, si armano di tanto coraggio e dedicano il meglio di loro stessi, affinché qualcuno possa tornare a sorridere alla vita. Io non so chi tu sia; ma posso assicurarti che questo gesto mi ha onorato tantissimo. Devo solo ringraziarti, perché il mio nome scritto sulle tue spalle, ha un valore in più: è su un VERO campione… e stavolta tocca a me ammirarti e fare il tifo!”.