Archive 04/05/2020

Duro sfogo di Palazzo: «In Serie D non guadagniamo un ca**o. Abbiamo famiglia…»

Duro sfogo di Loris Palazzo attraverso un post sul proprio profilo social. L’attaccante della Fidelis Andria si è sfogato a proprosito del tema dei mancati emolumenti ai calciatori dilettanti.

Queste le parole di Palazzo: «Sapete quanto guadagna un calciatore di Serie D? Un cazzo! Ma secondo loro noi lo facciamo per gioco!
Noi abbiamo delle famiglie.. Noi abbiamo un mutuo.. Noi abbiamo delle spese fisse e impegni verso terzi… noi siamo dei lavoratori come tanti altri e secondo “qualcuno seduto alla poltrona”, possiamo stare senza stipendio se non dovesse esserci prestazione! Ma state scherzando? Ma chi cazzo vi credete di essere? Per chi non lo sa.. Ci hanno categorizzato come dilettanti e ci stanno trattando come tali. Siamo pagati 10 mesi su 12 e
ci hanno detto che non percepiremo lo stipendio di marzo aprile e maggio se il campionato non dovesse riprendere (e non riprenderà!).
Sapete cosa vuol dire? Che l’ultimo misero stipendio lo abbiamo preso a febbraio e il prossimo se tutto va bene lo percepiremo a settembre!
Se questo è il calcio dilettantistico italiano è ora di alzare la voce! Firmato un dilettante L.P.».

Taranto, è lotta a due per la carica di ds: Liguori supera Degli Esposti?

La rosa per il ruolo di direttore sportivo del Taranto dopo l’addio di De Santis si è ristretta a due nomi, ovvero l’ex Cerignola Degli Esposti e Vincenzo De Liguori ex calciatore non solo ionico ma anche di Benevento e Nocerina.
Se molti media danno il primo per favorino, nella realtà è il secondo aldilà di alcune smentite a nutrire i maggiori favori dei pronostici per motivi molto ovvi.
De Liguori ha fame e voglia di far bene, conosce in modo eccellente la piazza di Taranto, ma soprattutto vanta un rapporto egregio con il presidente Massimo Giove che cercherà un appuntamento nei prossimi giorni.
Anche il nome di Degli Esposti ha da sempre stuzzicato il patron ionico, che ha già avuto più di un colloquio con l’ex dirigente del Cerignola. Da scartare l’ipotesi Pagni che sembra vicino ad un nuovo ingaggio.

Lecce, Sticchi Damiani: "Credo nella ripresa. No al congelamento della classifica con retrocessioni"

Il presidente Saverio Sticchi Damiani, ospite della rubrica “A tu per tu con…” di TMW.com, ha parlato della ripresa dell’attività calcistica, del nodo classifica di Serie A (in caso di mancata ripresa del campionato) e sulla prossima finestra del calciomercato.

Sulla ripresa dell’attività sportiva, Damiani ha spiegato che “la Lega è compatta, vogliamo riprendere in sicurezza. L’unica soluzione per evitare un disastro finanziario e una serie di ricorsi è riprendere a giocare. Se ci sono le condizioni di temporeggiare e aspettare che da un punto di vista sanitario si possano aprire nuovi scenari, sarebbe giusto riprendere. Se lo scenario non dovesse migliorare con la riapertura la ripresa sarebbe complicata e comporterebbe una serie di problemi non di poco conto”.

Sul congelamento della classifica e sulle conseguenti retrocessioni del Lecce (attualmente i salentini sono terzultimo a pari punti col Genoa, ma senza la disputa dello scontro diretto), Damiani ha parlato di soluzione impensabile. “Sarebbe una scelta priva di fondamento giuridico e merito sportivo. Non è il momento di minacciare ricorsi e diffide con la gente che muore. Pensare di fare terrorismo attraverso minacce di ricorsi è l’ultima cosa che voglio fare. Ma non c’è alcun fondamento che possa permettere la retrocessione del Lecce. Sarebbe fuori da ogni logica. E chi pensa di potersi avvantaggiare da una situazione del genere in questo momento specula sul Covid-19”.

Damiani prosegue: “Se il Campionato dovesse riprendere, ci faremo trovare pronti. Credo nella ripresa, ma con equilibrio, responsabilità e non solo per la voglia di giocare. Il calcio genera un introito notevole, se vogliamo ripartire e per responsabilità per il Paese.

Chiusura sul calciomercato: “ne usciremo ridimensionati. Le pazzie, gli eccessi e i numeri di una volta non li vedremo più. Il prossimo dovrà essere un anno di ridimensionamento. Un anno in cui si darà più spazio ai giovani del vivaio”.

Per l’intervista completa: TMW.com

Spadafora attacca: "Prima del 18 nessuna ripresa. Non sono il ministro del calcio"

Vincenzo Spadafora, Ministro per lo Sport e le politiche giovanili, allontana la ripresa dell’attività calcistica, nonostante le parziali aperture agli allenamenti fatte da alcuni governatori di regione.

Il ministro, sulla sua pagina facebook, si è così espresso: “Leggo cose strane in giro ma nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul Calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del Campionato per ora non se ne parla proprio. – conclude Spadafora – Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri danza, piscine, ecc) che devono riaprire al più presto!”.

In risposta ad alcuni commenti degli utenti ha rincarato la dose: “Vincenzo Spadafora, Ministro per lo Sport e le politiche giovanili, pubblica su Facebook un post che spiega il suo pensiero a proposito della ripresa degli allenamenti e del campionato di calcio: “Leggo cose strane in giro ma nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul Calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del Campionato per ora non se ne parla proprio. – conclude Spadafora – Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri danza, piscine, ecc) che devono riaprire al più presto!”.

Taranto, Allegrini al CdS: "Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato…"

Intervistato dal Corriere dello Sport, Giacinto Allegrini, difensore del Taranto, ha parlato di diversi argomenti, tra cui la stagione attuale, non del tutto in linea con le aspettative iniziali.
Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato ma, alle prime difficoltà, tuttavia, ci siamo smarriti, nonostante il gruppo abbia al suo interno atleti di qualità e dall’elevato tasso tecnico. Ripenso, ad esempio, all’inizio di stagione: in diverse circostanze siamo stati sfortunati, ma la sorte prima o poi gira e non è raro, soprattutto in D, assistere a clamorosi ribaltoni in vetta”.
È stata una delle peggiori stagioni della mia carriera. Questo per me è stato un anno complicato caratterizzato, purtroppo, da qualche infortunio di troppo, oltre che da una discontinuità a livello di prestazioni che, probabilmente, ha contribuito a destabilizzarmi: il mio rammarico più grande è quello di non aver potuto dimostrare qui a Taranto il mio reale valore, mentre altrove ci sono quasi sempre riuscito. Taranto è una piazza esigente, alla quale sento di dover chiedere scusa per aver deluso le aspettative. Mi piacerebbe rimanere, seppur a determinate condizioni, per potermi riscattare”.

Lecce, Sticchi Damiani: "se non si riprende, ingiusto cristallizzare la classifica per noi"

Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, intervenuto a  Radio Punto Nuovo, ha parlato della possibilità che la classifica venga cristallizzata in caso di non ripartenza della Serie A.

Queste le dichiarazioni riportate dal portale TMW.com. “Abbiamo avuto un calendario incredibile e nelle prime 10 giornate abbiamo affrontato le big, uno stop adesso dopo aver affrontato le grandi è un peccato. Il Lecce con grande fatica è riuscito a stare a galla in un campionato incredibile, adesso ha la chance di salvezza con le dirette concorrenti, molte delle quali in casa, sarebbe antisportivo cristallizzare la classifica così. Battere la Juventus? Per mentalità la squadra ci proverà”.

Parte online una petizione per la Riforma della Lega Nazionale Dilettanti.

Arriva da due agenti sportivi, Stefano Squitieri e Valentino Viviani, una petizione per la riforma della LND, indirizzata al presidente della Lega Dilettanti Cosimo Sibilia, a Grabriele Gravina, al presidente dell’AIC Damiano Tommasi ed al presidente di Assoallenatori Renzo Ulivieri.

È possibile firmare la petizione sulla piattaforma change.org (clicca qui). Queste le parole del duo Squitieri-Viviani: «Alla luce degli anni trascorsi nel calcio dilettantistico, contemporaneamente all’attuale emergenza sanitaria in cui versa il nostro paese, abbiamo deciso di formulare una proposta di riforma strutturale ed economica inerente la Lega Nazionale Dilettanti (LND)».

La proposta prevede la creazione di una Lega Semi-Professionistica, che interessa la Serie D e l’Eccellenza, ed una nuova LND competente per i campionati dalla Promozione alla III Categoria. La petizione affronta anche altri temi: il trattamento economico dei semiprofessionisti la relativa tassazione; il rimborso spese per i dilettanti; nuove regole di tesseramento per i minorenni e l’abolizione del vincolo di tesseramento fino a 25 anni; infine, si propone una nuova regolamentazione dell’impiego degli under per la stagione 2020-2021.

Clicca qui per leggere la proposta di riforma

ultras Foggia preoccupati per il futuro del club

Gli ultras del Foggia hanno diramato un comunicato in queste ore per spiegare la loro preoccupazione riguardo il futuro del club rossonero.
Di seguito è riportato il comunicato integrale.
Apprendiamo con stupore che nei primi giorni del mese di maggio ci sarà un CDA tra i vari soci per discutere del futuro, avremmo preferito saperlo da qualcuno di voi, dagli addetti ai lavori per vie ufficiali, ma vogliamo pensare che vi è sfuggito di dircelo; certo è che avete tutto il diritto di mantenere riservate le vostre attività ma considerato che questo teatrino societario prosegue ormai da mesi e dopo aver ascoltato le parole di qualcuno che parla di futuro, ci sentiamo chiamati in causa ed è nostro dovere contornare questa vostra diatriba con alcune considerazioni e consigli che siamo certi vorreste percepire come gratuiti e per il bene del Foggia Calcio. Non sono di certo mancate, in questo anno calcistico e con alcuni di voi, le occasioni per un costruttivo confronto in cui abbiamo sempre rispettato i ruoli ed abbiamo sempre cercato di camminare nella stessa direzione per il bene di tutti, siamo stati sempre schietti e diretti, abbiamo pacificamente contestato quando si è ritenuto di farlo e diversamente applaudito quando c’è ne è stato il bisogno. Ora con la stessa sincerità esprimiamo le nostre preoccupazioni per quanto concerne il futuro del Foggia Calcio, ascoltare dichiarazioni in merito a programmazioni future continuano a stupirci e non poco considerato che dovreste sistemare prima alcune cose passate e presenti, parliamo di adempimenti tanto per intenderci, ma forse la cosa non vi preoccupa così molto. Vero è che se ci fosse stata una sorta di commissione a vigilire sui i conti societari, come qualcuno falsamente aveva promesso, oggi potremmo parlare con cognizione di causa, ma comunque a meno che non si sia ciechi, e noi non lo siamo, la situazione è ben chiara ed evidente. Pertanto cari signori soci del Foggia calcio cercate di arrivare ad un accordo immediato per traghettare la società fino a fine campionato senza il bisogno di ricorrere a “certi uffici”, perché noi non resteremo di certo inermi ad assistere ai vostri teatrini né tantomeno vi permetteremo di recare danno alla nostra storica maglia, e se in passato qualcuno ci ha accusato di non aver avuto polso, vorrà dire che questa volta ce li metteremo tutti e due. Perché come si dice dalle parti nostre :”live u cane e live ‘a ragge”.
LA FOGGIA ULTRAS”.

Brindisi, Montinaro: "Peccato per lo stop, potevamo toglierci qualche soddisfazione"

Matteo Montinaro, centrocampista del Brindisi, ha parlato ai microfoni di Agenda Brindisi per parlare della sua carriera e delle sue prime settimane a Brindisi.
Ecco le dichiarazioni: “Ho iniziato a tirare i primi calci molto presto, in una piccola scuola calcio, la San Guido. Successivamente ho effettuato tutta la trafila nel settore giovanile del Lecce, fino a 18 anni, per poi passare al Padova in Serie D. In seguito sono andato al Nardò per due anni e poi due anni a Bisceglie e uno a Monopoli”.
Le caratteristiche principali: “Una buona tecnica e una buona visione di gioco. Mi piace fare gol, ne ho realizzati 18, e farli fare ai compagni. Sono un centrocampista offensivo, fino a due anni fa ho sempre fatto l’esterno, ora sono mezzala“.
L’arrivo a Brindisi: “Ho iniziato gli allenamenti a metà dicembre, mi sono subito inserito nel gruppo grazie a dei compagni fantastici. Grazie a loro, alla stima di mister Ciullo e al preparatore atletico Cristian Manco, a febbraio ho deciso di fare parte del progetto. Ho giocato a sorpresa prima in casa con il Nardò e successivamente a Bitonto. Non giocavo da un anno. Sono contento delle mie prestazioni e mi dispiace che si sia tutto bruscamente interrotto a causa dell’emergenza Covid-19, potevamo toglierci qualche soddisfazione“.
Il futuro: “Spero di fare una buona carriera da calciatore, poi mi piacerebbe diventare allenatore anche se non è facile. Mi auguro che questo periodo finisca presto per tornare sui campi di calcio a fare il nostro lavoro e continuare la nostra passione“.

Fabio Delvino (Virtus Francavilla): "Favorevole alla ripresa, purché in sicurezza"

Fabio Delvino, difensore della Virtus Francavilla, intervistato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato: “La speranza è sempre l’ultima a morire. Onestamente ci spero, perché tornare in campo vorrebbe dire anche tornare alla normalità. Anche se, oggettivamente, credo che non si possa tornare a giocare. Il protocollo che hanno pensato per la Serie A è molto rigoroso e soprattutto dispendioso. Dubito che in Serie C tutte le squadre possano avere le risorse economiche per poterlo attuare”.
“Ovviamente sono favorevole, ma solo a condizione che non si metta a repentaglio la salute. È vero che stare lontani dal campo per noi calciatori non è affatto facile: vorrei giocare. Ma allo stesso tempo sono consapevole del fatto che se nondovesse ridursi a zero il contagio, sarebbe il caso di non riprendere. In questi casi bisogna essere oggettivi e pensare prima di tutto alla salute”.

Deghi Calcio, Alberto Paglialunga:"Si pensi a un calcio dilettantistico nuovo"

L’emergenza Coronavirus ha bloccato la quotidianità. Ridotti i contatti sociali e fermate le filiere produttive, stop anche per il caclcio. E se il mondo del professionismo attende notizie certe in merito a una possibile ripartenza, tutto tace attorno a quello dilettantistico. Un universo abnorme e capace di organizzare in un anno 550mila partite sul territorio nazionale.
«Al momento – le parole del patron della Deghi Calcio, Alberto Paglialunga – non ci sono le condizioni per ricominciare. La salute è il bene primario da salvaguardare, il resto si dovrà gestire in un secondo momento. Prima che arrivasse lo stop della Lnd in vista delle gare del 7 e dell’8 marzo scorsi, la Deghi Calcio aveva deciso di non scendere in campo in quel di San Marco in Lamis, di lì a poco considerata “Zona Rossa” a causa del Covid- 19 – aggiunge Paglialunga – in quanto la vita è più importante di qualsiasi risultato sportivo».
E da qui, il numero uno della società leccese di Eccellenza inizia un altro ragionamento: «È un momento di grande riflessione che deve coinvolgere tutte le parti che ruotano attorno al calcio dei “dilettanti”, La smania di successo e il desiderio smodato di vincere ha portato noi dirigenti a stravolgere le regole del gioco. Si spendono cifre importanti e non in linea con quello che accade attorno a noi – rimarca Alberto Paglialunga – ci sono tanti giocatori che vivono di calcio, le società di Eccellenza e Promozione pretendono le doppie sedute di allenamento e i ragazzi non si possono dedicare a un lavoro normale».
Paglialunga aggiunge: «Il calcio dilettantistico deve ripartire da novità importanti. Innanzitutto si deve investire sugli impianti che siano capaci di riportare la gente a bordo campo, si devono debellare gli episodi violenti che pure permangono e la Federazione deve presentare alle società le possibilità di credito agevolato che pure esistono. Detassare le sponsorizzazioni, abbassare i costi di iscrizione e di gestione – dice ancora – e valorizzare i settori giovanili e le scuole calcio».
Ma la «rivoluzione»s sognata dal presidente onorario della Deghi Calcio va oltre: «Immagino squadre che si fondano sui calciatori giovani. L’obiettivo non è quello di cercare il risultato nell’immediato ma costruire qualcosa che duri in maniera stabile nel tempo. Nel calcio come nella vita – l’esempio di Alberto Paglialunga – ci sta sbagliare una stagione e retrocedere e poi ripartire. Sarebbe importante se fosse abolita la regola degli Under e fosse inserita quella relativa a un numero massimo di Over da mandare in campo. Del resto – la riflessione credo sia incontrovertibile l’idea di un torneo Juniores inutile per come è costruito e rappresenti soltanto un costo per le casse societarie. Quegli stessi ragazzi di 18/19 anni dovrebbero essere messi in condizione di disputare i tornei dilettantistici maggiori. Un segnale forte e di rottura con un passato che non possiamo più sostenere. Lo sport, il calcio è palestra importante di crescita – rimarca Paglialunga – impara a fare accettare le regole del gioco, il rispetto degli altri e nutre i sogni. Non facciamo che tutto vada per aria».
L’imprenditore salentino con la passione straordinaria per il calcio conclude con un auspicio: «Sarebbe opportuno che il Comitato regionale Puglia di Figc/Lnd avesse un ruolo di raccordo con le centinaia di società abbandonate a loro stesse da troppe settimane. Un incontro aperto in videoconferenza ad esempio, nel corso del quale – la conclusione di Alberto Paglialunga – iniziare una discussione necessaria per stabilire modi e metodi della futura ripartenza».

Nardò: Foglia Manzillo ha compiuto un'impresa

Complimenti ad Antonio Foglia Manzillo da parte dei tecnici Ranko Lazic (Francavilla in Sinni) e Antonio Finamore (Grumentum V. d’Agri) e dai giornalisti  Valerio Caprino e Biagio Bianculli: “per aver reso competitivo un organico molto giovane in un campionato estremamente difficile.”
Queste le opinioni  dei tecnici intervenuti nella video conference del giornalista laziale ed esperto della categoria, Valerio Caprino. Diversi i temi trattati: dalla sospensione del campionato, ai bilanci tecnici della stagione, ai problemi della categoria e dei suoi addetti ai lavori
Valerio Caprino ha punzecchiato Foglia Manzillo sullo scontro salvezza mancato dell’ultima giornata contro il Francavilla di LazicFoglia Manzillo sorridendo ha replicato: “sicuramente non saremmo stati così rilassati nella vigilia di uno scontro diretto ma noi del Nardò saremmo comunque andati a Francavilla con la consapevolezza di giocarci le nostre carte”
Riguardo la flessione accusata dal Nardò, il tecnico napoletano ha analizzato in questi termini la situazione: “siamo partiti con grosse difficoltà ma un pò per gli equilibri ritrovati, per la maturazione dei giovani e la loro determinazione a anche per i goal di un Calemme in grande spolvero, il Nardò è riuscito ad agganciare la zona salvezza. Questo sforzo quotidiano per recuperare sulle dirette avversarie inevitabilmente doveva essere pagato con una flessione di rendimento nelle prime giornate del girone di ritorno ma già contro la Fidelis Andria avevamo l’opportunità di riagganciare la zona salvezza ospitando una squadra falcidiata da squalifiche e infortuni.”
Sulle restanti partite Foglia Manzillo è molto chiaro: “avevamo un calendario favorevole con scontri diretti in casa, un calendario che già all’andata è stato capitalizzato portando a casa punti importanti e vincendo scontri salvezza”
Il coach granata si è anche espresso sulla questione under: “sicuramente molti under abbassano il livello tecnico del campionato e tanti non sono all’altezza della categoria tuttavia è un “male” necessario per poter calmierare i costi di gestione delle società che altrimenti non potrebbero sostenere organici composti in gran parte da giocatori senior.”
Scambio di opinioni con Lazic anche sul tifo neretino. Il tecnico serbo, ex Nardò, ha ricordato eventi turbolenti nel Nardò post Serie C sfociati col suo esonero mentre Foglia Manzillo ha sottolineato la maturità del tifo granata che ha saputo sostenere la squadra in una stagione di grandi difficoltà.
Valerio Caprino courtesy
 
 
 
 

La LND sospende le attività dilettantistiche fino al 18 maggio

La LND, preso atto dell’impossibilità di riprendere tutte le attività sportiva di squadra fino al 18 maggio, ha prorogato la sospensione dei campionati dilettantistici.

Questo il comunicato della Lega di Sibilia: “La Lega Nazionale Dilettanti, in ottemperanza del DPCM del 26 aprile 2020, ha prorogato la sospensione delle attività sino a tutto il 18 maggio 2020, sia a livello nazionale che territoriale. Resta ferma ogni riserva di adottare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari all’esito di specifiche indicazioni provenienti dalle Autorità sanitarie e, comunque, contenute in successivi provvedimenti legislativi.”

Cerignola, Grieco torna sul mancato ripescaggio: "Colpa nostra che ci abbiamo creduto"

Nella serata di ieri è intervenuto su Antenna Sud Nicola Grieco, presidente dell’Audace Cerignola, il quale ha voluto parlare delle conseguenze che ha causato questo blocco alla sua squadra: “Mi sembrerebbe inutile non affermare che questa situazione ci ha penalizzato molto, perchè tutti noi siamo a conoscenza di quello che è accaduto in estate. Abbiamo finito di completare la rosa a ottobre, ottenendo 11 punti in altrettante gare. Poi per fortuna siamo stati protagonisti di una grande cavalcata con il tecnico Feola, ma anche grazie all’aggiunta di qualche innesto. Simo tutti coscienti del fatto che le squadre di Serie D e C solitamente si costruiscono tra giugno e luglio. Ribadisco, tale blocco ci ha penalizzati perchè eravamo a sei punti di distanza dalla capolista e in più ci mancava lo scontro diretto con la stessa. Non attribuisco – conclude parlando di quanto accaduto in estate quando al sodalizio ofantino fu negata la promozione in Serie C – le colpe a nessuno, se non che a noi. Abbiamo creduto in una promozione che poi non è avvenuta, e ciò ci ha condizionati. Io non penso sia colpa di nessuno e tanto meno del presidente Ghirelli, il quale è sempre stato cordiale con me, chiamandomi anche in occasione della morte di mia zia”.

Team Altamura, il ds Martelli: "Bitonto indubbiamente la più forte, lo dicono i numeri"

Nel corso della trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone”, è intervenuto il direttore sportivo del Team Altamura, Massimo Martelli.
Queste alcune sue dichiarazioni relative al alla ripresa:“Sicuramente nelle nostre categorie non sarà possibile rispettare alcuni protocolli perchè gli spazi sono talmente ridotti, da non poter garantire la giusta salvaguardia. Nei professionisti bisognerà fare una riforma fiscale e spero che sia permesso alle prime dei gironi di quarta divisione di salire in Serie C. Anche alle seconde, in caso di ripescaggi, sarebbe giusto farle salire tra i professionisti. In questo modo non si farebbero torti a nessuno. La lega di C dovrebbe capire prima quali sono le società capaci di offrire certezze, perchè quest’anno erano diverse le formazioni con un bilancio tutt’altro che positivo”.
La squadra più forte è stata senza dubbio il Bitonto, lo dicono i numeri. Hanno una rosa ben costruita con un tecnico che riesce a tirare il meglio dai suoi”. Prosegue parlando dell’attuale stagione e delle squadre più forti affrontate nel corso dell’attuale annata: “Anche il Cerignola mi ha impressionato, ha giocatori a disposizione che farebbero la differenza in Lega Pro. Forse quest’ultimi hanno pagato un inizio sotto tono”. Conclude con una battuta in riferimento al futuro del movimento calcistico italiano: “Indubbiamente ci sarebbero dei cambiamenti, a partire dai budget di ogni società. Le disponibilità economiche saranno limitate e bisognerà muoversi in tempo per cercare di aiutare ogni società a contenere le spese”.

Ventola: "Bari squadra del cuore. Dare la possibilità di giocarci la promozione"

L’ex attaccante Nicola Ventola ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, andata in edicola oggi, spendendo parole di amore per il Bari del passato e del presente.

Questi i passi principali delle sue dichiarazioni.

Sul suo amore per il Bari:  “Il Bari è la mia squadra del cuore, non ho mai tifato per altri. Sono sempre andato allo stadio con mio padre, con le farfalle nello stomaco per vedere Loseto, Maiellaro, Joao Paulo e poi ritrovarmi un giorno accanto a campioni come Protti e Kennet Andersson. Giocare nel Bari era il massimo: non volevo andar via. L’accordo iniziale con l’Inter era lasciarmi in biancorosso un’altra stagione, poi loro alzarono l’offerta e per il Bari fu un’occasione irrinunciabile. Nel 2009 in A fui ad un passo dal coronare il sogno di tornare, avrei accettato il minimo salariale, ma non rientravo nei programmi. L’amore, però, non è cambiato. 

Sul Bari attuale e sulla questione play off. La salute prima di tutto. Non possiamo dire quando si potrà giocare: i tempi sono scanditi dall’evoluzione del virus. Ma è doveroso programmare e avere diversi piani di attuazione perché parliamo di un indotto che rappresenta una risorsa irrinunciabile per l’Italia. Sul Bari ho un’idea precisa: comprendo le difficoltà della Lega Pro, ma si deve dar modo ai biancorossi di giocarsi la promozione. Il campo era stato chiaro nel dichiarare il valore di Antenucci e compagni che magari non sarebbero arrivati primi, ma di certo ai playoff si sarebbero trovati in pole. 

Chiusura sulle figure indimenticabili incontrate a Bari. Fascetti è stato esemplare nel tenere a bada i miei 18 anni. Protti perché ho vissuto i suoi 24 gol in A ed è stato un modello. Guerrero per la capacità di fare gruppo. E poi Ingesson: un uomo di grande spessore, un leader. Mi ha trattato con severità a volte, ma anche con dolcezza: mi manca tanto”.

Brindisi, D'Ancora: "Verdetti difficili da decretare. Bitonto e Cerignola le più forti"

Salvatore D’Ancora, centrocampista del Brindisi, intervenuto ai microfoni della trasmissione La Puglia del Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e degli avversari affrontati in campionato: “Durante questo campionato le due squadre che mi hanno maggiormente impressionato sono state il Bitonto e l’Audace Cerignola. Credo che siano le due squadre più forti del girone. Annullamento del campionato? Onestamente mi metto nei panni di chi, con otto giornate alla fine, voleva giocarsi le proprie carte per salvarsi o cercare la promozione. È anche vero, però, che due terzi del campionato sono stati giocati e onestamente non saprei come si potrebbe gestire la situazione, dato che, in questi casi, è inevitabile creare dei malumori nelle società per quelle che saranno le decisioni future, di una situazione comunque davvero eccezionale nel suo genere“.

Leonardo Nunzella (Virtus Francavilla): "Sono fortunato, qui sto molto bene"

Leonardo Nunzella, difensore della Virtus Francavilla, nel corso di una diretta Instagram ha fatto il punto della situazione in casa pugliese:
“Siamo in attesa di comunicazioni sulla ripresa del torneo. Nell’ultimo periodo abbiamo portato a casa risultati positivi, posizionandoci in zona playoff e siamo arrivati in linea con quelle che erano le aspettative – riporta tuttocalciopuglia.com -. Stando in giro da tanti anni, cambia poco vivere vicino casa o meno, tra allenamenti e partite. Però sono fortunato, alla Virtus sto molto bene. Trocini? È un bravo allenatore, ha le sue idee”.

Andrea Schiavone (Bari): "Sorteggio idea folle, non renderebbe giustizia"

Andrea Schiavone, centrocampista del Bari, intervenuto ai microfoni di TeleBari, come riportato da tuttobari.com, ha dichiarato:
“Io tendo ad essere fiducioso, da parte nostra c’è molta voglia di riprendere: però, alla luce di quel che sto sentendo in questi giorni, penso sia difficile tornare in campo. Non ci resta che aspettare. Il sorteggio? Sarebbe un’idea folle. Non renderebbe giustizia a nessuno”.

Bruno Trocini (Allenatore Virtus Francavilla): "In C difficilmente si tornerà a giocare a breve"

Bruno Trocini, allenatore della Virtus Francavilla, intervenuto sulle pagine del magazine ufficiale biancazzurro, ha dichiarato:
“In Serie C credo che difficilmente si possa riprendere a giocare a breve. Riprendere a giocare vuol dire ripartire con la stagione, in questo senso penso che sia complicato ricominciare davvero. Ma è altrettanto complicato secondo me dare verdetti sportivi in questo momento. Penso sia davvero difficile. Ci sono tante società che vogliono risparmiare e magari ottenere un risultato sportivo: da qualche parte bisogna mollare qualcosa, non vedo altre strade. Partiamo dalla considerazione che qualora si dovesse riprendere la stagione per concludere il campionato, sarebbe una stagione falsata. Un campionato ripreso dopo due mesi, senza pubblico, non può che essere falsato. Ma qualora si dovesse procedere con una soluzione diversa, penso che la media punti sarebbe il criterio più giusto: chi ha fatto più punti finché si è giocato dovrebbe andare in Serie B”.

Gianfranco Mancini (Allenatore Bisceglie): "Impossibile emettere verdetti in zona salvezza"

Gianfranco Mancini, allenatore del Bisceglie, ha parlato al Corriere dello Sport della possibile ripresa e del futuro:
“Congelare la classifica? Non voglio essere di parte e parlare sulla base del fatto che con la proposta avanzata dalla C il Bisceglie si salverebbe, però credo che, a eccezione di chi ha meritato di salire in B, sia impossibile emettere verdetti per tutte le altre a otto giornate dalla fine. Futuro? A oggi parlare di futuro è prematuro per tutti, l’unico pensiero è quello di cercare di venire fuori da questo periodo drammatico. Con il trascorrere del tempo, poi, si capiranno le intenzioni del patron. Va capito è se lui abbia la volontà di farlo ancora a Bisceglie o altrove. Gli indizi attuali ci dicono che lui non vorrebbe proseguire qui, anche se già in passato sono capitati dietrofront. Per come si è messa la situazione, secondo il mio parere, la separazione potrebbe essere la soluzione più corretta”.

Brindisi, D'Ancora: "Verdetti difficili da decretare. Bitonto e Cerignola le più forti"

“E’ difficile decretare promozioni e retrocessioni. Si è giocato due terzi del campionato, ma capisco chi voleva giocarsi le possibilità di salvarsi e di andare in C”: questo il pensiero di Salvatore D’Ancora, centrocampista del Brindisi.

Come riportato da notiziariocalcio.com, D’Ancora è intervenuto ai microfoni della trasmissione La Puglia del Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e degli avversari affrontati in campionato: “durante questo campionato le due squadre che mi hanno maggiormente impressionato sono state il Bitonto e l’Audace Cerignola. Credo che siano le due squadre più forti del girone. Annullamento del campionato? Onestamente mi metto nei panni di chi, con otto giornate alla fine, voleva giocarsi le proprie carte per salvarsi o cercare la promozione. È anche vero, però, che due terzi del campionato sono stati giocati e onestamente non saprei come si potrebbe gestire la situazione, dato che, in questi casi, è inevitabile creare dei malumori nelle società per quelle che saranno le decisioni future, di una situazione comunque davvero eccezionale nel suo genere”.

Foggia, il club manager Pillisio: "situazione societaria incancrenita"

Incancrenita, fortemente compromessa:  così il club manager del Foggia Simone Pillisio ha definito ai microfoni di TeleFoggia la situazione societaria del club dauno. Pillisio ha parlato della possibile cessione delle quote societarie e sul futuro dei Satanelli nella prossima stagione.

Spiega il club manager: “La situazione reale è che da tempo oramai i soci non trovano soluzioni pacifiche in consiglio di amministrazione. Hanno fatto due o tre c.d.a. ed hanno convocato altrettanti tavoli di lavoro. Se leggete delle frizioni sui giornali è perché  la situazione di contrasto societario persiste, tanto da non essere ripianata sul piano della comunicazioni. Quando si mettono di mezzo i giornali, la situazione è abbastanza incancrenita, compromessa. Per come conosco  la situazione  Felleca e Pintus sono compartecipi nella società che controlla il Foggia: non sono riusciti a trovare un’intesa sulla gestione e, di conseguenza, la situazione sta degenerando“.

Sulla possibile vendita delle quote societarie della Pintus, poi smentita. “Nei mesi scorsi la Pintus mi ha fatto richiesta di esplorazione territoriale per verificare se ci fossero dei potenziali acquirenti interessati al Foggia ed alle sue quote. Mi ha rivolto una richiesta in forma scritta ed io l’ho accettata: da lì sono intervenuto utilizzando dei contatti che avevo sviluppato sul territorio, contattando imprenditori che si sono interessati in passato al settore calcio; devo dire che si sono sviluppate delle trattative che erano arrivate anche a chiudersi. In particolare una trattativa era vicina alla chiusura ed era tutto pronto per mettere nero su bianco: questa trattativa era costruita per far entrare terze persone nel Foggia. Poi non se n’è fatto nulla, la Pintus ha cambiato idea ad un passo dalla fin, con un po’ di malumore dell’acquirente, che non ha gradito. Resto spiazzato dalla sua uscita che nega la volontà di vendere: lei (la Pintus n.d.c.) può dire quello che vuole, ma posso esibire la documentazione,  qualora mi venisse chiesto ad esempio dal primo cittadino di Foggia. Felleca inizialmente non era a conoscenza della volontà di vendere, ma poi l’ha saputo, per forza di cose. A Foggia tutti sanno tutto. Tra gli interlocutori c’era l’avvocato Palma (già vicepresidente della Juve Stabia, n.d.c.): una persona che si è posta bene, che non guardava esclusivamente al registro economico, ma all’obiettivo finale; aveva voglia di fare calcio, ma poi si è ritirato visto i tentennamenti della Pintus”.

Sulle ripercussioni dello stallo societario: “c’è preoccupazione in città, nel cittadino foggiano, nei tifosi; c’è preoccupazione per i soci, per la Pintus che non ha esternato chiaramente le sue volontà; per i dipendenti che non sanno il loro futuro”. Adesso tutti aspettano la decisione della Lega sulla sorte dei campionati, ma a prescindere dal ripescaggio o meno, bisogna oggi ricominciare a programmare la prossima stagione. Soprattutto perché se il Foggia resterà in Serie D, non si vorrà più sentire ‘siamo ripartiti gli ultimi giorni di agosto’. 

Una previsione sul futuro del Foggia: “. La società non può rimanere ingessata, bisogna capire chi ci sarà e le potenzialità della società. Ho ascoltato Felleca, che ha promesso alla piazza di poter lavorare da solo. Io invece credo che la situazione, a livello societario, è abbastanza compromessa. Qualcuno dovrà prendere la direzione di uscire dalla società: non so chi sarà, ma va fatto prima possibile. Il Foggia non può permettersi di vivere con questo patema d’animo di non sapere cosa farà l’anno prossimo o di ricostruire tutto negli ultimi giorni”. 

Ghirelli: "Il calcio parta soltanto dopo tutte le altre attività del paese"

Un articolo di suo pugno in edicola oggi sul Corriere dello Sport: così il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli è tornato a parlare della ripresa del calcio.

Ghirelli ha spiegato che il pallone deve tornare a rotolare “quando tutte, sottolineo tutte, le altre attività produttive del Paese avranno ripreso il loro cammino, nel rispetto totale della salute come bene primario e della catena di comando che vige in status di pandemia: autorità scientifiche e sanitarie-Governo-Coni-Figc-Leghe”.

Ghirelli ha poi sottolineato come la Serie A, da mondo speculativo, potrebbe diventare una sorta di laboratorio, che sperimenterà le modalità più utili per la ripresa, facendo da guida anche per le altre serie. Così il presidente: “La serie A dotata di risorse e strutture è in grado di svolgere un ruolo di sussidiarietà per tutto il movimento sportivo italiano. Nel contempo, potrebbe per la sua peculiarità nella preparazione alle gare, dare un contributo alla maggiore conoscenza del virus. La ripresa degli allenamenti in serie A prevede da parte del protocollo sanitario la costituzione di un «gruppo chiuso» per almeno 21 giorni. Una occasione irripetibile per la sperimentazione che si potrebbe fare e per mettere i risultati al servizio della scienza e della salvaguardia della salute di tutti. Un «gruppo chiuso» per tre settimane potrebbe fornire informazioni utili ad altri atleti e professionisti, da estendere ai dilettanti e anche alla popolazione. In questo modo, il calcio definito «speculativo» potrebbe così dimostrare di poter fare del bene al suo mondo e estendere benefici conoscitivi ed eventuali vantaggi ai cittadini e alla scienza”

Gravina, Santoro verso la Virtus Entella

Sembra sfumare un obiettivo di Taranto e Foggia: stando a quanto riporta blunote.it,  l’attaccante del Gravina Domenico Santoro sarebbe vicino alla firma con la Virtus Entella. La squadra ligure di Serie B, sarebbe poi pronta a girarlo in prestito in Serie C.

Era stato soprattutto il Foggia – nel mercato dicembrino –  a provare ad aggiudicarsi  le prestazioni dell’attaccante Gravinese, contando sul fattore “casa”.  Santoro, che nelle ultime stagioni  ha segnato 28 gol in 54 gare, è infatti di Lesina, cittadina alle porte della Capitanata.

Foggia, Pintus: "Resto, se me lo consentono". Ma Pillisio: "Voleva vendere sue quote a Febbraio"

Dopo settimane passate a discutere delle possibilità dei rossoneri di arrivare in Serie C (con la ripresa del campionato, ovvero – al peggio- con i ripescaggi in caso di stop definitivo causa Covid-19), nelle ultime ore a tenere banco in casa Foggia è la questione societaria.

Vi avevamo parlato nei giorni scorsi di un presidente Felleca (potete rileggere QUI) che, seppur provato dall’impegno economico e dal rischio di restare tra i dilettanti, aveva annunciato l’intenzione di acquistare le quote societarie che l’imprenditrice Maria Assunta Pintus detiene nella Corporate Investments S.r.l. (società che ha l’80% del Foggia Calcio).

Nella giornata di Mercoledì era arrivata la smentita della Pintus che, ai microfoni di calciofoggia.it, aveva dichiarato di preferire gli investimenti a lungo termine e di voler mantenere il proprio impegno nel sodalizio dauno.  La Pintus aveva inoltre dichiarato che Felleca, già da agosto 2019, aveva aperto alla possibilità di cessione del Foggia; l’imprenditrice, pertanto, si dichiarava all’oscuro dei motivi che spingessero il presidente del Foggia a voler proseguire da solo, chiosando con queste parole: “qualunque decisione intenda prendere il signor Felleca, sa bene che dovrà comunque trovare l’assenso della socia, che potrà esercitare la prelazione in caso di sua cessione della partecipazione societaria. Posso solo ipotizzare che il mio diritto di prelazione possa disturbare e che questa sia l’origine degli “inviti”a farmi da parte, anche da punto di vista mediatico. A mio parere una maggiore chiarezza sulle effettive intenzioni del signor Felleca, aiuterebbe la programmazione del futuro del Foggia Calcio”.

 Ad acuire il clima di incertezza è arrivata la pronta replica del club manager dei rossoneri, Simone Pillisio. Il dirigente ha dichiarato ai microfoni di  AntennaSud  che di “poter provare e documentare che agli inizi di febbraio, la dottoressa Pintus, ha fatto un’indagine di mercato per reperire dei potenziali acquirenti per le sue quote. Per fare ciò si è avvalsa della mia collaborazione. Indagine che ha portato risvolti positivi. Un noto avvocato campano si è prodigato anche a degli incontri, poi per cause personali la Pintus non se ne è fatto più nulla. Ed ha deciso di rivedere il tutto. Il lavoro, comunque, aveva prodotto delle discussioni con alcuni imprenditori foggiani. Pertanto trovo strano che la Pintus abbia detto di non aver mai voluto vendere le sue quote”.

Situazione, quindi, in costante divenire in casa Foggia.