Archive 04/01/2021

Il Nardò riparte da Portici

Il Nardò riparte da Portici per riallacciare il discorso salvezza interrotto con la sconfitta casalinga col Taranto. Non sarà semplice. Il Portici, pur navigando nei bassifondi con uno score di 2 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte, reduce dalla sconfitta di Picerno, possiede un’alta percentuale realizzativa con 14 goal fatti in 9 partite e il capocannoniere del campionato Vincenzo Maione, autore di 8 goal. La difesa con 21 goal subiti rappresenta il tallone d’Achille della compagine allenata da Vincenzo Panico.


Tutti a disposizione di Ciro Danucci i ragazzi del Nardò con possibilità di riproporre il modulo ultra-offensivo  4-2-4 schierato nelle ultime domeniche. Il coach neretino dovrà lavorare sulla concretizzazione della mole di gioco prodotta. Solo 8 goal segnati di cui 4 dallo stesso giocatore, Antonio Caputo e 2 dallo svedese Toernros. Meglio invece l’assetto difensivo dove l’arretramento di Cancelli sulla linea dei difensori e l’inserimento di Sepe hanno dato solidità ad un reparto in grosse difficoltà nelle prime uscite in campionato.


Precedenti solo nel campionato 1994-95 quando il Nardò fu sconfitto a Portici per 1-0 e si rifece nel ritorno travolgendo i vesuviani per 4-0.Si giocherà su terreno sintetico a porte chiuse con diretta streaming istituzionale.
Inizio ore 14.30 dallo Stadio San Ciro di Portici (NA).
Queste le probabili formazioni e la terna arbitrale.


PORTICI 1906: (4-3-3) Schaeper, Bisceglia, Donnarumma, Nappo, Arpino, Illuminato, Savarise, Guadagni, Prisco, De Luca , Maione.
Bench. Spina, Marigliano, Petrosino, Del Gaudio, De Martino, Conte, De Luca, Esposito A., D’Acunto.
Coach: Domenico Panico

AC NARDO’: (4-2-4): Milli; Cancelli, De Giorgi, Stranieri, Sepe; Mengoli, Scialpi; Gallo, Toernros, Massari, Caputo.
Bench: Mirarco, Romeo, Trinchera, Palazzo, Zappacosta, Potenza, Valzano, Politi, Granado.
Coach: Ciro Danucci


Arbitro: Sebastian Petrov di Roma
Assistenti: Fabrizio Cozza di Paola e Luca Marucci di Rossano

Lecce-Monza: torna Corini. Le probabili formazioni

Nel big match del diciasettesimo turno di Serie B il Lecce affronterà il Monza e potrà finalmente contare di nuovo sulla presenza del proprio tecnico Eugenio Corini assente nelle ultime uscite stagionali e risultato negativo agli ultimi test effettutati.
Una presenza importante quella del tecnico bresciano che potrà così dirigere al meglio la squadra e dare le giuste motivazioni durante lo svolgimento della gara.

Le probabili formazioni

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Adjapong, Dermaku, Meccariello, Zuta; Henderson, Tachtsidis, Listkowski; Mancosu; Coda, Stepinski. All. Corini

Monza (4-3-3): Di Gregorio; Donati, Bellusci, Bettella, Carlos Augusto; Barberis, Barillà, Frattesi; Balotelli, Boateng, Gytkjaer. All. Brocchi

Danilo Sandalo

Il Foggia inizia la preparazione in vista del match con la Juve Stabia

Il Foggia si è ritrovato ieri mattina agli ordini di mister Marchionni sul manto erboso dello Zaccheria per archiviare le feste e riprendere a sudare in vista del posticipo serale di lunedì prossimo contro la Juve Stabia, valido per la diciottesima giornata del campionato di Serie C. Mattinata interamente dedicata allo svolgimento di test aerobici per i satanelli, divisi in più gruppi; allenamento in palestra invece per i portieri, impegnati in un lavoro basato sulla forza, guidati da mister Carafa. Oggi doppia seduta, divisa tra Zaccheria e campo comunale di Troia.

Giancarlo Romairone (Ds Bari): “Cianci capitolo chiuso, nessuna richiesta per Simeri”

Giancarlo Romairone a 360 gradi sul mercato nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport: “I tifosi debbono essere certi che faremo il massimo – dice il direttore sportivo del Bari – per fortuna abbiamo una rosa solo da rifinire senza dover ricorrere dietro a nomi. Cercheremo di portare un pizzico di diversità perchè la brillantezza morale sarà molto importante quando il campionato entrerà nel vivo. Prenderemo tre, quattro giocatori mettendo in uscita quelli che hanno avuto poco spazio. Pandolfi è un giovane di belle speranze: vede la porta, ha grande forza, corsa. Ci provo, ma lo vogliono tante squadre. La Turris pensa di guadagnare dei soldi e quindi tiene botta. Per Cianci non c’è nessuna trattativa, ha un nuovo procuratore che lo propone in giro. Cianci è stato vicino in estate, ma il capitolo è chiuso. Montalto al Pescara? Assolutamente no, non è un giocatore in uscita. Per Simeri non ho avuto richieste, magari questi club hanno parlato con qualcun altro. Quest’anno il mercato della C è molto statico e subirà inevitabilmente i contraccolpi delle difficoltà economiche in generale. Su Hamlili ci sono Viterbese, Monopoli e altre squadre, è giusto che giochi non potendo essere preso in considerazione per motivi tecnico-tattici. Marfella è un giocatore forte a cui teniamo molto. Credo che anche rimanendo al nostro interno possa ancora crescere molto anche se scalpita per andare a giocare”.

Il Taranto ha ufficialmente chiesto il rinvio delle prossime due gare

Il Taranto FC 1927 comunica che dopo aver sottoposto il gruppo squadra ai tamponi naso faringei molecolari ieri pomeriggio, test eseguiti dalla FederLab, il numero degli esiti positivi è superiore a quanto previsto in materia dalla LND. La Società ha provveduto a richiedere il rinvio delle partite in programma il 05.01.2021  contro l’ US Fasano ed il  10.01.2021 contro la Fidelis Andria, valide per la decima e undicesima giornata di Campionato Serie D, girone H.

Intenso lavoro tecnico/tattico per il Casarano

Dopo la doppia seduta di ieri, la squadra si è allenata anche nella giornata odierna con un intenso lavoro tecnico e tattico. A fine allenamento, come prescritto dagli organi federali, tutto il gruppo si è sottoposto al tampone laringofaringeo che ha dato esito negativo.

Buone notizie arrivano anche dall’infermeria, che si è quasi completamente svuotata. Mattera e Figliomeni, infatti, hanno svolto tutto il lavoro dei loro compagni, partitelle finali comprese. L’unica eccezione è costituita da Pitarresi, che in ogni caso si aggregherà al gruppo a partire da giovedì.

Fidelis Andria, tutti a disposizione del tecnico Panarelli

Allenamento pomeridiano per la Fidelis Andria presso lo stadio Sant’Angelo dei Ricchi. Tutti a disposizione del tecnico Panarelli eccezion fatta per il difensore Paparusso che sta recuperando dal fastidio al polpaccio.

Ritorno in gruppo per il giovane Lacassia che ha smaltito le noie muscolari patite dopo il match casalingo contro il Casarano. Seduta intensa per il gruppo che ha svolto un lavoro di potenza e di Repetead sprint ability agli ordini del prof. Ciciriello. Seduta di tecnica podalica per il gruppo dei portieri con mister Petrelli.

Cinque vittorie e due pareggi nelle partite delle ore 15

Il ritorno in campo dopo le feste offre la scorpacciata di gol di San Siro all’ora di pranzo, mentre nelle gare del pomeriggio si scatenano Atalanta (5 reti al Sassuolo) e Napoli (4 gol al Cagliari in trasferta). Successi in trasferta per 1 -0 dell’Hellas Verona sul campo dello Spezia (spendido gol in rovesciata di Zaccagni) e del Torino per 3 – 0 a Parma (Singo all’8, Izzo all’88’ e Gojak al 95′). La Roma supera all’Olimpico la Sampdoria con un gol di Dzeko al 72′, mentre pareggiano la Fiorentina contro il Bologna (0 – 0) e il Genoa con la Lazio (1 – 1).

Nella parte alta della classifica il Sassuolo esce dalla zona Champions, mentre sul fondo il Crotone si stacca dal terzetto che viaggia a 11 punti (Torino, Genoa e Spezia).

(Foto Getty Images).

Bari, attesa per esito tampone: un calciatore è in isolamento domiciliare

La SSC Bari rende noto che i risultati dell’ultimo ciclo di tamponi a cui è stato sottoposto ieri il gruppo squadra hanno dato esito negativo. Si rimane in attesa di conoscere l’esito degli esami effettuati da un calciatore presso la sua residenza; al momento lo stesso rimane in isolamento domiciliare in attesa di potersi riunire al gruppo squadra.

Il calciomercato del Bari: si sogna il ritorno di Galano

È sempre il reparto offensivo ad animare il mercato del Bari. I biancorossi potrebbero salutare Simeri e forse anche Montalto nella sessione invernale e, qualora entrambe le uscite dovessero andare in porto, si troverebbero nella condizione di trovare altrettanti sostituti. Oltre ai nomi di Cianci del Potenza e Pandolfi della Turris, il Corriere del Mezzogiorno lancia una suggestione legata al ritorno in Puglia di Cristian Galano, attualmente al Pescara.

Difficile, però, che il club abruzzese lasci andare il 29enne foggiano, che a Bari ha percorso la trafila nel settore giovanile e disputato 171 gare in prima squadra. 

Il calciomercato del Foggia: punta cercasi

È stato l’anno del ritorno tra i professionisti per il Foggia, seppur in maniera rocambolesca vista la vicenda riguardante la combina di Picerno-Bitonto che vide di fatto promossi i satanelli a tavolino. Dopo un inizio di stagione burrascoso tra mille intemperie causa COVID 19, la panchina dei foggiani non ha trovato pace fino al 10 ottobre a campionato iniziato. Sono stati infatti tre gli avvicendamenti per quanto riguarda la guida tecnica, inizialmente affidato all’istrionico Eziolino Capuano che viste le differenze caratteriali con il dg Ninni Corda e qualche episodio extra campo ha visto le “dimissioni” del tecnico di Pescopagano, usiamo il virgolettato in quanto il contratto non era ancora stato depositato stato in Lega; subito dopo è stato il turno di Vincenzo Maiuri, anche lui ha salutato dopo poco per divergenze con la dirigenza e infine l’attuale tecnico, Marco Marchionni, autore fin qui di un vero e proprio capolavoro. Le quattro vittorie consecutive a chiudere il 2020 hanno fatto si che la squadra terminasse al terzo posto in coabitazione con più squadre, nell’inferno del girone C. 


Ai nostri microfoni il dg dei rossoneri Ninni Corda ha fatto il punto sull’inizio del calciomercato: “Abbiamo vissuto il mercato fino al primo ottobre, l’abbiamo praticamente finito ieri con grande stress. Adesso invece vivremo gennaio in maniera serena: non abbiamo niente e nessuno da inseguire, a differenza di qualche mese fa. Siamo in sovrannumero a centrocampo quindi ci saranno un paio di uscite tra gli over che non ci hanno convinto al massimo. Siamo alla ricerca solo di una punta under di qualità. E poi ci saranno degli scambi tra giovani”.  Il dg si è anche soffermato sul rapporto di collaborazione con la Salernitana, facile quindi ipotizzare qualche colpo in prestito dai granata. Sarà un mercato ragionato quello dei satanelli, senza colpi da 90. 

Notizia di qualche giorno fa è il tesseramento del difensore classe 1999, Valerio Cardamone. Piede sinistro, vanta tante esperienze in Serie C. Il presidente Felleca, intervistato dai colleghi di TuttoCalcioPuglia ha dichiarato che la società è a lavoro per ingaggiare una punta under da regalare a mister Marchionni. Altra idea in entrata anche la punta della Viterbese Mamadou Tounkara e il capocannoniere del girone C Pietro Cianci, per quest’ultimo trattativa difficile vista l’ampia concorrenza anche nelle categorie superiori. A centrocampo si valuta il ritorno del giovanissimo greco classe 2002 Christos Kourfalidis, ex rossonero tra i protagonisti della scorsa stagione in Serie D, pista raffreddata al momento ma il club pugliese lo ha richiesto al Cagliari che al momento sarebbe restio a privarsene.

Per quanto riguarda le uscite, di sicuro saranno prima queste le protagoniste del mercato, difficile che i pezzi pregiati possano salutare subito, così come anche dichiarato dal Dg Corda ai nostri microfoni. Probabile invece qualche plusvalenza, per creare introiti che al momento mancano a questo calcio, vista la chiusura degli stadi. Probabile anche l’addio di Federico Gentile, il capitano dei satanelli è rimasto scottato da quanto accaduto qualche settimana fa quando gli fu incendiata la porta di casa durante la notte. Lo stesso Felleca ai microfoni de L’Immediato ha spiegato come l’episodio abbia turbato Gentile e la sua famiglia.  

Ninni Corda (Foggia) a Tutto C: “Gentile? Ci sto ancora male. Ma ha deciso di andar via”

Il momento peggiore di casa Foggia è facile da individuare: il brutto episodio di cronaca di cui è stato protagonista il capitano Federico Gentile e su cui è tornato il responsabile dell’area tecnica rossonera Ninni Corda ai microfoni di tuttoc.com:

La vile intimidazione a capitan Gentile mi fa stare male ancora oggi. Parliamo di uno degli artefici della promozione in Serie C: senza di lui, Anelli e Fumagalli non saremmo mai saliti in C e non saremmo mai stati terzi in Lega Pro. Oltre che inaspettato, quello ai suoi danni è stato un gesto bruttissimo all’indirizzo di una persona che avrebbe meritato solamente del bene da parte di tutti. Quello che accade in spogliatoio resta all’interno ma posso tranquillamente confessarvi che lui è sempre stato uno dei leader e uno che ha saputo tenere unita la squadra nei momenti difficili. Spiace che il gesto isolato di un vigliacco abbia portato a parlare male, a livello nazionale, di una città e di una società come Foggia. Ma spiace, soprattutto, che probabilmente non vedremo più Gentile con la maglia rossonera: questa è una brutta sconfitta per me e per tutti noi. Parliamo di uno che ha dato tutto per la maglia e, in cambio, si è visto bruciare la porta di casa. Ha deciso di andare via e lo comprendo anche se sto cercando di convincerlo a restare fino all’ultimo. Però lo capisco, la sua famiglia è scioccata visto che sono andati a bruciargli casa con moglie e bambini dentro“.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): “Affrontare la Juventus sarebbe un sogno”

Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, ha parlato ad Antenna Sud dei progetti per lo stadio ‘Giovanni Paolo II’, sede delle gare interne della formazione pugliese:

Abbiamo partecipato al bando e preso lo stadio in gestione per quindici anni. Siamo in attesa per l’approvazione dei progetti e in contatto per ottenere il finanziamento. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, in primavera possiamo iniziare i lavori per una curva di 1.500 posti e l’aumento della capienza a 3.500 posti – le parole riprese da tuttocalciopuglia.com –. Ma anche la realizzazione di una tribuna centrale degna della Serie C. Trasformeremo l’attuale gradinata in tribuna centrale con la realizzazione di uno sky-box. Quando vengono realtà importanti ci sentiamo in difficoltà nel non poterli ospitare a dovere. Poi è previsto l’ampliamento a 5.500 posti e la realizzazione della nuova sede societaria, dello store e degli uffici della società. Affrontare la Juventus? Quella frase ha creato grande scalpore (sorride, ndr). Sarebbe un mio sogno incontrare la Juventus anche solo in amichevole. Sarà possibile in futuro poterlo fare? È chiaro che bisogna avere una struttura adeguata, ci auguriamo di avverare questo sogno“.

Ninni Corda (Foggia) a Tutto C: “Capuano? Se ci sarà ancora a Potenza lo saluterò”

Ninni Corda, responsabile dell’area tecnica del Foggia, nel corso dell’intervista a tuttoc.com ha ricordato i tanti allenatori succedutisi sulla panchina rossonera nel corso del 2020. Lanciando una frecciatina a mister Capuano, attualmente al Foggia, rimasto giusto qualche settimana in Puglia prima della rottura:

“Dopo la promozione abbiam cambiato tre mister in poche settimane. Capuano e Maiuri? Hanno sbagliato loro ad andare via da Foggia, non abbiamo sbagliato noi a prendere Marchionni. Io comunque resto sempre vicino all’allenatore, prendiamo insieme le scelte sulla gestione giornaliera delle cose ma la formazione la fa sempre lui. Io faccio in modo che il pensiero societario sia sempre presente, cosa che non era ben chiara con gli altri due mister. Se saluterò Capuano a febbraio in Potenza-Foggia? Se ci sarà ancora sarò costretto a farlo. Anche perché la stretta di mano non si nega a nessuno. Salutare è un dovere, rispondere è un piacere”.

Casarano, il ds Pitino: «Siamo in una sorta di fase di rinascita»

Marcello Pitino, direttore sportivo del Casarano, intervenuto su Antenna Sud 85 ha parlato del momento dei salentini: 

“Abbiamo vissuto un 2020 molto difficile, iniziato male con la tragedia della scomparsa del nostro Raffaele (scomparso qualche giorno prima dell’inizio del 2020). Poi è stato un anno difficile con la pandemia che ha coinvolto tutti e continuiamo a vivere con grandi difficoltà ma con la speranza di ottenere risultati positivi. Dopo una prima fase buona dove eravamo in crescita ci siamo un po’ fermati. Ora siamo in una sorta di fase di rinascita, ma questo primo posto ci dà fiducia. Speriamo che i tifosi possano tornare al più presto allo stadio, perché ne abbiamo davvero bisogno”.

Cerignola, mister Pazienza: «Ci sono state delle difficoltà nella fase iniziale ma ora cominciamo a raccogliere i frutti»

Michele Pazienza, tecnico dell’Audace Cerignola, compie un bilancio di quanto fatto fin qui in terra ofantina nel corso di un’ampia intervista rilasciata a tuttomercatoweb.com: 

“Da un po’ di tempo ho iniziato questo nuovo percorso da allenatore e per la prima volta quest’anno ho cominciato da inizio stagione. L’esperienza a Cerignola mi sta fortificando, ci sono state delle difficoltà nella fase iniziale ma ora cominciamo a raccogliere i frutti del lavoro. Non c’è un allenatore in particolare a cui mi ispiro, sono stato fortunato ad avere tanti tecnici bravi e nell’arco della mia carriera da giocatore ho cercato di rubare qualcosa da ognuno di loro”

Audace Cerignola, il presidente Caterino: «Crediamo che la nostra squadra non necessiti di essere puntellata»

In un’intervista rilasciata all’edizione pugliese del Corriere dello Sport, il presidente dell’Audace Cerignola Luigi Caterino ha parlato dell’attuale momento in casa gialloblù:

“Malgrado tutto – si legge sul quotidiano -, insieme al mio staff ci riteniamo ugualmente soddisfatti, consapevoli però che non bisogna mai cullarsi e che un percorso simile richiede il massimo del lavoro. Questo è un periodo particolare: il virus ha stravolto il panorama calcistico, perciò una società di D deve anche fronteggiare la problematica dei mancati incassi dovuta agli stadi vuoti, oltre che monitorare costantemente i propri tesserati”.

Si prospetta un mercato senza acquisti particolari:

“Crediamo che la nostra squadra non necessiti di essere puntellata. Questo, inoltre, è un periodo delicato dal punto di vista economico, perciò non essendovi particolari esigenze tecniche riteniamo più opportuno non intervenire sul mercato”.

Bitonto, Rossiello: «Crediamo ancora in un 2021 davvero speciale…»

La famiglia Rossiello è a capo del calcio bitontino già da qualche anno, prima dando il suo apporto in silenzio e nell’ombra ad una società e ad un gruppo di amici naviganti ormai a vista nell’infido mare del calcio dilettantistico, poi prendendo direttamente e saldamente in mano le redini della situazione. Famiglia Rossiello, abbiamo di proposito principiato, perché è vero che Francesco incarna fin dal primo momento la presidenza di questo New Deal del pallone nostrano, mettendoci la faccia (e non solo…) nella buona e nella cattiva sorte, ma è altrettanto sicuro che alle sue spalle c’è una certezza ancor più solida e tranquillizzante del suo stesso impegno personale: la sua famiglia, appunto.

Il sito ufficiale del club neroverde ha pubblicato una interessante intervia a Giuseppe Rossiello, da questa stagione Presidente onorario del Bitonto Calcio e, soprattutto, orgoglioso pater familias settantatreenne (“Settantatré già compiuti, vado per i settantaquattro, scrivilo senza problemi perché ne sono fiero”), a suo dire poco loquace, simpatizzante juventino e, incredibile ma vero, che non aveva mai messo piede in uno stadio fin quando l’ambizioso Francesco non l’ha coinvolto/travolto nella sua avventura pallonara. “Quella di entrare nel mondo del calcio con la nostra azienda è stata un’iniziativa autonoma di mio figlio. Anzi, ci tengo a dire che le mie idee spesso sono state diverse da quelle di Francesco, in merito al Bitonto Calcio; per tanti aspetti lui vede quest’avventura con occhi differenti dai miei, sarà pure per l’età… Io mi prefiggo tempi e scadenze, ad esempio, lui invece si fa trascinare così tanto dall’entusiasmo che guarda molto oltre, non intende nemmeno immaginarsi alla ‘fine della corsa’, corre e pensa sempre in avanti. Tornando a me, sono abbastanza appassionato di calcio, ma il ‘Città degli Ulivi’ è il primo stadio in cui sono entrato da tifoso. Fino al mese di luglio del 2019, quasi avversavo Francesco e la sua decisione, poiché vedevo questo impegno come tempo sottratto a sé, alla sua famiglia e al lavoro. Quasi un potenziale danno per lui e invece a Camerino, in ritiro, è nato un amore incredibile verso il gruppo-Bitonto Calcio in tutte le sue sfaccettature, anche per me e mia moglie. Da allora, io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentare lo stadio tutte le domeniche”, sottolinea subito.

In effetti, da parte di Francesco, qualche piccola bugia bianca a fin di bene e un paio di tranelli concreti sono stati messi in atto in questi anni, pur di avere vicinissimo a sé gli amati genitori anche nell’avventura sportiva oggi caratterizzata da forti tinte neroverdi… Nella suddetta Camerino, ad esempio, ce li mandò con la scusa della vacanza estiva immersa nella sacra quiete dell’ondulato entroterra marchigiano, mentre il coinvolgimento ufficiale di papà Giuseppe, a livello di cariche societarie, è stato possibile grazie ad una voluta “omissione”: “A dire la verità, sapevo solo di essere un socio dell’U.S. Bitonto Calcio, poi sempre più persone hanno iniziato a chiamarmi ‘presidentissimo’, ma pensavo si trattasse esclusivamente di una carineria, un modo di dire dell’ambiente e invece… Io comunque non ho mai letto da nessuna parte che sono il Presidente onorario della squadra, dov’è scritto? Francesco mi ha tenuto all’oscuro di tutto!”, ribadisce con il sorriso sulle labbra. Una volta soddisfatta ogni curiosità, in tempo reale, il sorriso si allarga ancor più di prima e quegli occhi vissuti, resi più espressivi dall’ormai inseparabile, per tutti noi, mascherina protettiva, letteralmente s’illuminano di una toccante felicità, di un pudico orgoglio difficile anche da descrivere.

Parlare con il papà del Presidente del Bitonto Calcio, riavvolgere il nastro della sua vita lavorativa (“Lavoro dall’età di 18 anni. 35 li ho passati in FIAT come caporeparto-quadro, prima a Torino, poi a Lecce e infine a Bari, dove mia moglie ha trascorso una vita da maestra di scuole elementari, al San Paolo, precisamente. Dal 2005 sono in pensione, ma nel frattempo avevo già ampliato all’esterno la mia esperienza professionale in FIAT, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’azienda di famiglia”), ascoltare i suoi racconti, i modi di fare e pensare ereditati dagli avi, portatori di immarcescibili valori umani, è stato come sedere di fronte a quei nonni che ti fanno rimanere lì impalato a prestare attenzione ad ogni singolo aneddoto, ad ogni singola frase, parola per parola… E come un papà-nonno, in base alla loro età, hanno via via imparato a conoscerlo anche i calciatori, gli uomini, i giovani che hanno vestito la casacca neroverde in questi anni.

“Da quel famoso ritiro di Camerino, dove, vivendo a stretto contatto con la squadra per più giorni di fila, ho imparato ad ‘innamorarmi’ di chi lavora per il Bitonto Calcio, sono abituato a restare in contatto con tutti i calciatori, tramite WhatsApp o chiamandoli direttamente al telefono. Tutti si affezionano subito a me, prim’ancora che a Francesco (ride, ndr), e con ognuno di loro si viene a creare un rapporto che va molto oltre il calcio. Parliamo delle loro famiglie, dei loro bimbi ed è vero che mi trattano e rispettano come un padre o un nonno. Credo che il punto di forza e di debolezza della Famiglia Rossiello sia, allo stesso tempo, proprio questa nostra facilità nell’affezionarci ai ragazzi che lavorano con noi, infatti, lo stesso vale per i dipendenti dell’azienda”, ci racconta a cuore aperto.

Eppure, rendere “sostenibile” la gestione di una società sportiva dilettantistica in un’ottica pluriennale, parallelamente alle attività economiche di famiglia, non è affatto facile. A maggior ragione ai tempi della pandemia, anche se da fuori sembra tutto rose e fiori…

“Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta. Ci si guarda allo specchio ad inizio anno e si dice: ‘Quest’anno ci prefissiamo di perdere X mila euro, nella gestione sportiva del Bitonto Calcio’. Le categorie dilettantistiche sono da sempre così e, quest’anno in particolare, noi siamo ancora al timone soprattutto per dare lustro, voce alla città di Bitonto, in cui io e mia moglie affondiamo le radici da generazioni. Anche da un punto di vista gestionale, la Serie C e il professionismo sarebbero molto meglio di una D senza introiti extra-sponsor: dopo il maltolto giudiziario, un altro buon motivo per credere ancora e con più forza nel salto di categoria…”, evidenzia a tal proposito, il dirigente sportivo-imprenditore Giuseppe Rossiello.

L’assist è servito. Impossibile, a questo punto della chiacchierata confidenziale, non parlare della tremenda estate pallonara vissuta dalla squadra, dai tifosi e, ovviamente, da chi sorregge sulle proprie spalle tutta la “giostra” del ludus più amato anche dai bitontini…

“Il raggiungimento sul campo della Serie C ha rappresentato l’apice toccato con mano dalla nostra gestione, anzi, dall’intera storia della nostra città sportiva. Ma, poco dopo, si è trasformato nel momento più drammatico, più duro, che non avrei mai voluto vivere… Ho visto mio figlio giù di morale come mai prima ed è stato proprio allora che mi sono rimboccato nuovamente le maniche e sono sceso ancor più ‘di persona’ in campo, per difendere lui a spada tratta e cercare di far capire ai tifosi, in primis, ma anche a tutti coloro che hanno seguito la vicenda da fuori, che i Rossiello non c’entravano e non c’entrano nulla con quella bruttissima storia. Infatti, siamo ancora qua, con un fortissimo desiderio di riscatto dentro, nonostante gli ‘schiaffi’ presi siano stati tanti ed alcuni molto molto dolorosi… C’è stato un primo momento in cui sembrava ormai inevitabile mollare, lo ammetto, perché sia io che Francesco eravamo troppo abbattuti e ci siamo sentiti umiliati da tanta mala-informazione, addirittura cattiva, in certi casi. Nella nostra famiglia, tuttavia, siamo tutte persone di carattere, come quei calciatori grintosi che non vogliono perdere: non potevamo uscirne sconfitti così, ingiustamente. Per fortuna, siamo altresì persone che riescono a dimenticare in fretta il male subito, ove necessario, e ora non intendo affatto allontanarmi da Francesco, da Bitonto e dal Bitonto”. Qui, un autentico fiume in piena di pensieri e parole, il sig. Rossiello con le sue ferite non ancora del tutto cicatrizzatesi, però non perde mai l’equilibrio, la pace interiore e l’invidiabile capacità di trasmettere sicurezza, serenità a chi gli sta di fronte.

Dopo circa un’ora di amabile conversazione, la doverosa chiusura e i saluti a tutti i concittadini-tifosi, con tanto di auguri per un nuovo anno all’insegna del riscatto, della rinascita e…del Centenario neroverde: “Partiamo proprio dal Centenario, vorremmo tanto festeggiarlo come immaginiamo noi e non aggiungo altro. Ripetersi nello sport è difficile, lo so, ma noi crediamo ancora in un 2021 doppiamente speciale… Poi, che sia o no Serie C, i Cento Anni del Bitonto verranno comunque festeggiati a dovere. Sarà il Centenario di tutti i bitontini, tifosi e non, di chi ha sofferto insieme a noi quest’estate e di chi non segue più il Bitonto da anni. Saluto i lettori, i miei cari concittadini e spero di cuore che il prossimo possa essere un anno diverso dal 2020, con salute, fiducia e serenità per chiunque”.

Quando il calcio è donna. Esempio Rossella Ditaranto, presidente Audace Fragagnano

Il calcio e il tabù donne ancora da sfatare. Anni e anni di retaggi sessisti che in Italia, in particolare nel sud, esistono ancora, anche se ora vengono combattuti e, in talune circostanze, vinti. In provincia di Taranto ci è riuscita Rossella Ditaranto, presidente della neonata Audace Fragagnano 2020, società che si è affidata alla sua passione e alle grandi capacità organizzative per far rinascere questa disciplina nel piccolo ma ambizioso centro dell’Alto Salento.

Collaboravo dietro le quinte da alcuni anni con i componenti del mio direttivo e pian piano ho iniziato ad amare questo mondo anche se non sono tifosa – sottolinea Rossellainfatti in tv vedevo solo le partite dei mondiali: ora tiferò sempre e solo per la mia Audace Fragagnano 2020. Negli anni passati controllavo le entrate e le uscite del campo durante le partite ufficiali in casa, perché mi è sempre piaciuto relazionare con la gente e quindi avevo questo compito che intendo riprendere volentieri appena potremo disputare le partite a porte aperte. Anzi, adesso da presidente devo controllare ancora meglio perché interessata in prima persona. Bisogna dare il buon esempio indipendentemente dal ruolo assunto“.

L’Audace Fragagnano è iscritta al campionato di Terza Categoria, che a causa dell’emergenza sanitaria non è ancora iniziato: “Il covid ha condizionato un po’ tutto, il mondo del calcio ne ha risentito. Abbiamo fatto i primi allenamenti e poi ci siamo fermati, ma solo sul campo perché il nostro team ha continuato a lavorare, programmare per la prossima riapertura, in modo da essere pronti per affrontare la stagione. Abbiamo lanciato anche l’iniziativa dell’Audace mask che ha avuto e sta avendo molto successo, infatti ho avuto richieste anche da gente di Fragagnano e non, residente al nord, a cui abbiamo spedito la nostra mascherina. Insomma abbiamo creato un nostro brand nel rispetto delle regole: anche Igor Cassina, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004, ha indossato per noi la mascherina dell’Audace. Si, sono molto soddisfatta di di ciò che abbiamo fatto finora seppur con tante restrizioni. Tanta gente ci sta supportando, forse perché abbiamo portato quel cambiamento generazionale che ci voleva e credo e spero che una presenza femminile possa far avvicinare al mondo del calcio anche chi prima lo guardava da lontano, proprio come è successo a me“.

Quali sono gli obiettivi dell’Audace Fragagnano? “Sicuramente vogliamo vincere il campionato di Terza. Spero di raggiungere un gradino più alto ogni anno e arrivare alla Promozione…e alla serie A, anche se il mio direttivo ci scherza su ogni volta che lo dico pubblicamente. L’obiettivo mio nel lungo termine è di arrivare quanto più lontano possibile, la serie A appunto, e di intraprendere nuove collaborazioni per migliorarci sempre più. Mi è capitato di parlare con alcuni tifosi del mio paese e, in ognuno di loro , ciò che mi ha meravigliato è stato vedere brillare i loro occhi mentre mi raccontavano aneddoti di quando il Fragagnano era in Promozione: voglio rivedere quella stessa luce mentre parlano dell’Audace… non possiamo vivere di ricordi, dobbiamo vivere il presente e noi ci impegneremo affinché sia un bel presente“.

Il club biancoverde è molto attento ai giovani: “Il settore giovanile è in crescita, sia con i primi calci che con gli allievi. L’anno scorso abbiamo vinto, abbiamo una squadra forte e spero di vincere anche quest’anno… i nostri ragazzi sono entusiasti e non vedono l’ora di ripartire: certo, bisogna stargli sempre dietro ma come tutti gli adolescenti hanno bisogno di essere guidati in questo periodo particolare della loro vita e noi faremo del nostro meglio. Lo sport, il calcio in questo caso, è, oltre che svago, anche impegno, disciplina, sacrificio, possibilità di relazionarsi agli altri, educazione alimentare: insomma, benessere a 360 gradi e i nostri mister, oltre che essere tali, assumono anche il ruolo di educatori, sempre avendo come fine ultimo il bene dei ragazzi“.

Il tifo organizzato fragagnanese ha già mostrato vicinanza al nuovo progetto: “Sono stata contattata da un un esponente degli “Skonvolt” che si è complimentato per il nostro operato e che non vede l’ora di ritornare a tifare con il suo gruppo, per il Fragagnano in modo sano e pulito. Spero che anche gli altri tifosi, le Teste matte e gli Ultras siano con noi e che un po’ tutti i fragagnanesi facciano il tifo per la nostra Audace che rappresenta tutta Fragagnano. Noi siamo nati proprio per riportare il gioco del calcio a Fragagnano, abbiamo solo interesse a operare nel bene del nostro paese e ci stiamo mettendo la faccia impegnandoci in prima persona e quindi mi auguro di avere un bel seguito. Non mi piace vincere facile, ma non mi piace neanche perdere quindi spero che il mio paese del quale sono orgogliosa di farne parte, sia con noi in questa avventura“.