Il difensore del Taranto, Alex Benvenga, intervistato sulle colonne del Corriere dello Sport (ed. Puglia) ha parlato anche del suo rapporto con la società rossoblu: “Avremmo dovuto e potuto fare di più. Mi ritengo una persona estremamente cinica: credo che la fortuna bisogna essere in grado di costruirsela, ma per noi quest’anno ogni errore è stato devastante, soprattutto agli inizi della stagione. Ci sono mancate continuità e forse un pizzico di personalità necessaria per gestire le pressioni in campo e fuori, tant’è che in trasferta i risultati ci hanno sorriso il più delle volte“.
E sul futuro chiarisce: “Sono un calciatore che vive di emozioni e Taranto è una piazza straordinaria. Accetterei soprattutto per provare a riscattare la stagione in corso: le contestazioni e i fischi subiti devono trasformarsi in uno stimolo per fare meglio“.
Bitonto, il ds Rubini: "Annulare la stagione? Ridateci i soldi allora"
Leonardo Rubini, direttore sportivo della capolista Bitonto, è stato intervistato dai colleghi di Tuttomercatoweb: “A livello societario ci sentiamo continuamente con tutto lo staff -spiega il ds Rubini-. I ragazzi sono seguiti dal preparatore atletico, si allenano da casa e non è la stessa cosa. Da quando c’è lo stop totale, poi, non è allenamento propedeutico al calcio. Purtroppo il campionato è falsato”.
Voi siete primi.
“Sarebbe bello vincere e festeggiare sul campo. Personalmente bloccherei tutto, facendo salire le prime due di ogni categoria ma vedo che ci sono sempre difficoltà. Potremmo fare un quarto girone di C ma si lamenterebbero dalla terza alla quinta. Serve il modo per rendere meno scontenti possibili. Oppure… Dei play-off a fine preparazione, ma che con che rosa? E’ un bel problema”.
A livello societario il contraccolpo è forte.
“Le società si mantengono con gli sponsor o con un presidente che mette a disposizione gli utili della sua azienda. Però le aziende sono bloccate… Il nostro presidente sta mantenendo i suoi impegni, li sta onorando”.
Gli spunti in giro per l’Europa non mancano.
“Ho sentito molti aggiornamenti, molte idee. Ho visto anche in Germania, come lavora il Bayern. Da noi chi è fuori sede, vive in un B&B, ognuno ha una stanza, ogni due stanze c’è un bagno. E’ comunque condivisa. E dove li facciamo mangiare? Una decisione deve essere imminente. Noi continuiamo a pagare gli affitti dei fuori sede. In D abbiamo questi problemi, come possiamo dire ai proprietari degli appartamenti ‘non ti paghiamo perché non giochiamo’? C’è un onore degli impegni da mantenere, anche con soggetti estranei alla gestione sportiva”.
E annullare la stagione?
“E come fate? Ridateci i soldi spesi, allora…”.
Indennità per i collaboratori sportivi: informazioni e modalità per presentare le domande
La Lega Nazionale Dilettanti, attraverso il Comunicato Ufficiale N.290 del 6 aprile 2020, ha riportato le modalità per la corresponsione dell’indennità di 600 euro spettante ai soggetti che hanno un rapporto di collaborazione sportiva presso le Federazioni Sportive Nazionali, gli Enti di Promozione Sportiva, le Associazioni e Società Sportive dilettantistiche.
La LND, per il tramite del suo Centro Studi Tributari, aveva già fornito tempestiva informazione al riguardo con la Circolare n. 7/2020, riportata su Circolare LND n. 50 del 26 Marzo 2020, specificando che con un successivo Decreto sarebbero state rese note le modalità operative per richiedere detta indennità.
Tutte le informazioni sui requisiti e per la presentazione delle domande sono disponibili QUI
Bitonto, il presidente Russiello: "Ogni presidente coltiva il proprio orticello…"
Continua il ciclo di interviste “neroverdi” in occasione di questa sosta forzata causata dall’emergenza sanitaria del Covid-19 da parte della redazione di dabitonto.com. Questa volta lunga chiacchierata tra il prof. Giuseppe Urbano e il Presidente del Bitonto Calcio, Francesco Rossiello: seduti idealmente ad un “Bar dello Sport” virtuale, come la situazione impone, i nostri due interlocutori hanno scambiato idee ed impressioni non solo su quel che è stata e potrebbe ancora essere la stagione in stand-by degli amati leoncelli neroverdi ma anche e soprattutto sui disagi e gli sviluppi “bitontini” che questa tremenda pandemia ha innescato.
Ciao Francesco. Come state tu e i tuoi cari?
Ciao prof.! Ringraziando il cielo, stiamo tutti bene…
A proposito di famiglia, le attività del gruppo aziendale facente capo alla famiglia Rossiello stanno procedendo regolarmente o questa emergenza fuori dall’ordinario vi ha frenati molto?
Le nostre aziende hanno avuto una brusca frenata in quanto sono al servizio di attività produttive di vario genere; ma è proprio in queste circostanze che elaboriamo nuove idee di mercato e si va avanti.
Da bitontino e tifoso del Bitonto, come ti sembra la nostra città ai tempi della “grande epidemia”? Tante difficoltà, talvolta anche per mettere qualcosa a tavola, ma anche tantissima solidarietà…
Sì, hai ragione, le difficoltà sono tantissime, ma dalle sabbie mobili delle difficoltà emergono storie di straordinaria solidarietà e sensibilità. Sono sotto gli occhi di tutti.
Aiutare il prossimo in condizioni critiche, appunto: da parte del Bitonto Calcio è stata già avviata qualche iniziativa o è in cantiere qualcosa per provare a dare una piccola grande mano ai nostri concittadini più svantaggiati? Magari questa chiacchierata pubblica può diventare un traino eccezionale…
Io sono dell’avviso che tutto quello che si può fare lo si deve fare senza la necessità di metterlo in evidenza. Però, se devo proprio dirtelo, nei prossimi giorni il Bitonto Calcio metterà a disposizione delle famiglie più bisognose un banco alimentare giornaliero di beni di prima necessità. Seguiranno a breve, ovviamente, tutte le indicazioni in merito…
La squadra di calcio della città, un tuo grande amore ormai da anni. Come stai vivendo questa separazione forzata dai ragazzi? Calciatori, staff tecnico, dirigenti o collaboratori a vario titolo che possano essere, sappiamo che i rapporti con i componenti dell’altra tua famiglia – quella sportiva – solitamente non sono mai solo professionali, anzi, tendi a stringere legami molto stretti con gli uomini che ti circondano. Con che frequenza vi sentite?
Con i dirigenti ho contatti telefonici quotidiani per aggiornarci e scambiare opinioni su quello che stiamo vivendo. Con tutti gli altri mi sento un po’ meno ma ci pensa mio padre a tenere la squadra su di morale! È in costante contatto con i ragazzi, molto più di me, infatti tutti loro hanno un rapporto speciale con lui e di questo ne sono molto molto felice… La sensazione è comunque sempre la stessa, per me: c’è un carico d’affetto pronto per essere scaricato in qualsiasi momento, la voglia di tornare ad abbracciarsi è davvero tanta.
Proviamo quantomeno ad avvicinarci un po’ al “campo”, non potendo tornarci su per chissà ancora quanto… Come hai lasciato il gruppo dopo il pareggio casalingo contro il Brindisi? Eri preoccupato dopo le tre partite consecutive senza vittorie o fiducioso per un prosieguo di cammino sempre davanti al resto del plotone?
Nell’ultimo periodo, cioè nelle ultime tre partite disputate, abbiamo tirato un po’ il fiato, sì, ma soltanto per prepararci al meglio in vista del rush finale che, ne sono sicuro, anche grazie al sostegno dei nostri tifosi, sarà strabiliante. Non ho detto ‘sarebbe stato’, attenzione, ho detto ‘sarà’…!
Quindi, secondo te, si riuscirà a tornare in campo per disputare le ultime otto giornate in calendario?
Ho già espresso in precedenza la mia opinione sull’argomento e la ribadisco: bisogna tornare a giocare – certamente solo quando le possibilità di contagio saranno pari a zero – senza partite infrasettimanali, poiché noi saremmo disposti a giocare anche nei mesi estivi, facendo slittare l’inizio della prossima stagione, se necessario. Le restanti otto giornate in calendario, in un modo o nell’altro, vanno disputate.
In caso di impossibilità oggettive, come dovrebbe comportarsi il “palazzo”? Annullare del tutto la stagione potrebbe rivelarsi mossa fallimentare, ad ogni livello…
Annullare un Campionato, quando si sono disputati regolarmente i due terzi delle partite, la trovo un’assurdità. Gli organi federali dovrebbero quindi considerare, in caso di oggettiva impossibilità nel proseguire ogni attività agonistica dovuta ad una causa di forza maggiore (come lo è questa pandemia, evidentemente), ritenere conclusa ogni contesa al 1° marzo, domenica in cui si è giocata l’ultima giornata di Serie D. Mi auguro che la LND faccia di tutto per permetterci di concludere ‘sul campo’ il Campionato, sia chiaro, altrimenti dovrebbe diramare ufficialmente ogni verdetto alla succitata data: promozione diretta in C per tutte le squadre al primo posto e delle migliori necessarie fra le nove seconde, senza disputare i playoff. Anche le retrocessioni in Eccellenza verrebbero così stabilite a classifica ‘congelata’, abolendo i playout.
Nell’ultimo mese hai avuto modo di scambiare pareri, sensazioni e idee con altri presidenti di squadre inserite nello stesso girone del Bitonto? Siete stati contattati da rappresentanti della LND?
No, non ho sentito nessuno. Ogni Presidente poi coltiva il proprio orticello, quindi, quello che penso io ‘potrebbe’ non andar bene ai miei omologhi di Foggia, Cerignola, Sorrento e viceversa… Lasciamo che siano i più alti in grado a decidere e quando lo faranno ci contatteranno per comunicarci ogni decisione.
Tra le fila neroverdi ci sono degli stranieri, famiglie al seguito anche. Sono rimasti in Italia o sono andati via?
Dei nostri giocatori stranieri, solo Foufoué è tornato in patria (Francia, ndr), gli altri tre sono rimasti in Italia, anche perché due di loro vivono stabilmente qui con le loro famiglie; Montaldi vive a Monopoli e Merkaj a Perugia, mentre Biason è rimasto a Bitonto. Lui torna in Argentina tutti gli anni, una volta finita la stagione.
Come pensi di gestire il delicato nodo-rimborsi? Immaginiamo bene come non si possano attuare nelle serie minori le stesse misure dei massimi campionati europei, dove circolano stipendi milionari…
Per quanto concerne i rimborsi, sono sempre per il rispetto delle regole. Tutti i calciatori e gli uomini dello Staff tecnico conoscono bene il mio pensiero: per il periodo successivo a marzo (mese per il quale ho rispettato ogni impegno, nonostante non sia ‘maturato’ per intero, a livello di prestazioni sportive) aspettiamo che ci vengano date dalla Federazione delle disposizioni ufficiali. Nel frattempo, il sostentamento non è mancato a nessuno, com’è giusto che sia.
Dovessi selezionare l’istantanea neroverde più “libidinosa” (per usare un’espressione licenziosa tanto cara a mister Ventura) della stagione fin qui andata in scena, su quale momento cadrebbe la tua scelta?
Sono tutte belle le istantanee riconducibili al momento in cui la squadra al completo va a prendersi il meritato tributo dei nostri calorosi tifosi, sotto la tribuna. Alla fine facciamo tutto ciò solo per rendere felici i sostenitori del Bitonto.
E il giorno in cui sei tornato a casa più preoccupato, deluso o triste?
Delusione e tristezza mi pervadono solo quando mi accorgo di non riuscire a trasmettere alla piazza bitontina il mio entusiasmo e la voglia di emergere. Non sono quindi dei sentimenti che ho potuto ricondurre alle prestazioni sul campo, quest’anno. La squadra merita solo applausi e gioia, per quanto fatto fin qui!
Chiudiamo rispondendo a mister Taurino, se lo merita. In una recente intervista gentilmente concessaci, ha consigliato alla Bitonto sportiva (testuali parole): “tenetevi ben stretto Francesco Rossiello e la sua straordinaria famiglia”. Con la speranza di lasciarci il prima possibile alle spalle questo maledettissimo virus, ed a prescindere dalla categoria, cosa diciamo a lui ed a tutti i tifosi bitontini?
Con mister Taurino ho un gran bel rapporto, sincero e leale. Sono sicuro di poter costruire con lui un percorso che porterà il Bitonto Calcio a giocare su palcoscenici sino ad ora inimmaginabili…
Nardò, mister Foglia Manzillo: "La prima settimana siamo stati bene, poi…"
Antonio Foglia Manzillo, allenatore del Nardò, intervenuto sulle colonne del Quotidiano di Puglia, ha parlato di come la compagine neretina stia vivendo questa quarantena: “La prima settimana ci ha fatto bene, ci siamo riposati. Però poi non sappiamo stare senza calcio. Ci manca il quotidiano, non solo la domenica: vederci tutti i giorni al campo con i ragazzi, scambiare due chiacchiere con la dirigenza, parlare di calcio, di tutto. Però adesso le priorità sono altre e quindi con tanta pazienza stiamo cercando di fare il nostro dovere restando a casa e invitando i tifosi a fare altrettanto“.
Serie D, chi vuole ricominciare e chi no: facciamo chiarezza
L’incertezza regna sovrana sul campionato di serie D 2019-2020 e, da diverse settimane, stiamo raccogliendo tanti punti di vista degli addetti ai lavori con tantissime esclusive sul portale www.notiziariocalcio.com; continueremo a farlo anche nei prossimi giorni, cercando di dare voce a tutte le società della quarta serie.
Oggi proviamo a mettere ordine sui vari pensieri raccolti finora, fermo restando la costrizione a “generalizzare”, poiché specificare il pensiero di 166 società, più altri addetti ai lavori e vertici della LND, appare davvero complicato.
CHI VUOLE CONTINUARE?
Innanzitutto è la Federazione a voler cercare di completare la stagione e, ad onor del vero, i vertici della LND non si sono neanche nascosti più di tanto. Il presidente Sibilia, infatti, ha ribadito a più riprese che, qualora ce ne fosse la possibilità, vorrebbe concludere la stagione, auspicando prima di tutto che la comunità scientifica dia il via libero ad eventi sportivi. Ed il motivo è chiaro: in questo modo, sarebbe il campo a decretare promozione e retrocessioni, evitando alla LND il duro compito di decidere cosa fare con promozioni e retrocessioni, qualora non si riuscisse a continuare.
Tanta voglia di ricominciare ce l’hanno anche i calciatori: al netto di qualcuno che ha una più che comprensibile paura, la maggior parte degli atleti di serie D vorrebbe tornare in campo, qualora l’emergenza sanitaria si placasse. Il motivo è molto semplice: con lo stop definitivo, si perderebbero come minimo tre stipendi (Marzo, Aprile e Maggio), senza contare che, ne siamo certi, più di una società di serie D ha altre mensilità arretrate. Una situazione molto particolare che, ovviamente, riguarda anche altre componenti: staff tecnico, staff medico, team manager, magazziniere, e tutte quelle figure che, con alcune centinaia di euro mensili, riescono a dare una mano ai propri nuclei familiari.
CHI NON VUOLE CONTINUARE?
La maggior parte dei presidenti di serie D non vuole continuare questa stagione, lo scriviamo senza paura di essere smentiti. Non solo abbiamo ascoltato diversi presidenti a riguardo, ma è una situazione che appare più che comprensibile: la maggior parte dei proprietari delle squadre di calcio di serie D sono anche imprenditori che, in questo periodo di crisi, vorrebbero dedicarsi maggiormente alla salvaguardia delle proprie aziende. Molti, poi, si sentono responsabili della salute dei propri tesserati e, soprattutto in alcune zone del Nord Italia, pare difficile pensare di tornare ad allenarsi entro una ventina di giorni.
Chiaro che, ovviamente, non mancano i “banditi”, ovvero quei presidenti a cui non dispiacerebbe affatto risparmiare 3 mesi di stipendi, magari perché il campionato non ha molto da offrire alla propria squadra; questo, poi, è un altro discorso, ma va tenuto in considerazione. Ciò che pare certo è che, per quelle società che ricevono linfa vitale da biglietteria, sponsorizzazioni e centri sportivi, quest’emergenza ha indubbiamente tolto molto; la biglietteria è in parte recuperabile (ma dovremmo parlare delle poche presenze di pubblico dei turni infrasettimanali), ma trovare sponsor disponibili a tornare in campo appare molto difficile, e la chiusura dei centri sportivi (tanti tornei sono stati già definitivamente annullati) non è recuperabile.
COSA FARE?
La cosa migliore è, paradossalmente, non decidere: sarà la comunità scientifica prima ed il governo, poi, a decidere se e quando si potrà tornare in campo. Spesso il presidente Sibilia ha parlato di una quarantina di giorni utili, in modo da concludere il campionato entro il 30 giugno: ipotesi ottimistica che, però, pare si allontani sempre di più. Se proprio si vuole tentare di concludere il campionato una volta affievolita l’emergenza, forse sarebbe meglio iniziare a capire se e come prolungare la scadenza dei contratti. Sperando di poter quanto prima tornare a scrivere e parlare di calcio giocato.
L'allarme di Tommasi: «Servono garanzie per i giocatori di Serie C e D»
Intervistato da Rainews24, Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, ha parlato della questione dei tagli degli stipendi, tema molto discusso negli ultimi giorni.
Queste le parole del numero uno Aic: «Il Monza? Sono accordi che singolarmente i club stanno iniziando a cercare con i loro tesserati. Quello di cui stiamo parlando con la Lega Pro è un tema a cui teniamo molto, che sono i redditi più bassi. Soprattutto in Lega Pro, Serie D e nel calcio donne ci sono giocatori che mantengono la famiglia con redditi molto bassi, ma che rischiano oggi di non venire rispettati per la crisi. Il tentativo che stiamo facendo è capire se le risorse che si risparmiano e che si riescono a recuperare dal sistema possono aiutare ad avere almeno una garanzia e una tutela di questi stipendi più bassi, senz’altro non paragonabili a quelli che sentiamo sui giornali dei grandi campioni. Il 70% dei giocatori di lega Pro guadagna meno di 50 mila euro lordi. Sono tanti i ragazzi che oggi non hanno una prospettiva davanti perché non si sa quando e se si riprenderà a giocare. La Serie D conta più di 160 squadre ed è complicato trovare una situazione di sicurezza totale in tutto il territorio e quindi il rischio di finire anticipatamente è molto alto e questo ovviamente mette in difficoltà parecchi ragazzi che vivono di calcio. Al di là della tutela della salute dei singoli atleti, credo che abbiamo anche la responsabilità di far ripartire una macchina che non coinvolge solo atleti, allenatori e dirigenti, ma anche magazzinieri, massaggiatori, autisti, addetti al campo. Tutte queste persone devono essere messe in sicurezza e tornare al lavoro quando le condizioni lo permetteranno. Come abbiamo visto è troppo veloce l’inizio di un nuovo focolaio e non possiamo permettercelo».
Foggia, Viscomi: "speriamo si possa ripartire"
Il difensore del Foggia Francesco Viscomi ha analizzato il momento che sta attraversando ai colleghi del Corriere dello Sport: “Se penso che proprio ora avremmo potuto cominciare a divertirci… Foggia è una città che ti entra dentro, una tifoseria molto esigente ma caldissima. Lì ti senti davvero un calciatore arrivato anche se sei soltanto in Serie D. Sarebbe un sogno per me giocare il prossimo anno in C, non lo nascondo. Ci sono tutte le condizioni perchè ciò accada, ma c’erano anche prima quando correvamo in classifica per soffiare il primo posto al Bitonto. Ci stavamo riuscendo, eravamo ormai a un punto. Per questo dico che ci siamo fermati proprio sul più bello. Speriamo almeno che si possa ripartire”.
Team Altamura, il presidenca Calia: "Non ha senso pensare di tornare in campo"
Fatto (ahinoi) il Coronavirus, bisognava fare anche gli altamurani. La città di Altamura – tra le più colpite dalla pandemia dell’area metropolitana di Bari – non si è comunque persa d’animo, cercando di rispondere (e rialzarsi) attraverso le sue armi migliori. Tra queste spicca in primo piano lo sport cittadino, grazie alla Team Altamura.
Il club biancorosso, attraverso i suoi canali social, ha infatti promosso la consegna dei beni di prima necessità per le famiglie bisognose nei centri di raccolta di San Giovanni Bosco, San Lorenzo, Saero Cuore, Sant’Agostino e San Michele. Ma non solo: è infatti possibile la partecipazione con un contributo libero alla raccolta fondi per consentire l’acquisto di buoni spesa (codice IBAN per le donazioni IT46 B053 8541 3340 0000 0000 760). «Il nostro impegno – si legge nella nota societaria – non si ferma e continueremo uniti ai nostri amici, dirigenti, sponsor, tifosi e donatori. Vogliamo rifornire il più possibile e fino alla fine dell’emergenza. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, unitevi a noi. Facciamolo per la nostra città». Perchè a volte è soprattutto con la solidarietà che si può andare in gol. L’avversario da affrontare è ostico, la partita decisiva: si può vincere solo di squadra.
L’iniziativa è caldamente sostenuta e meglio illustrata dal presidente biancorosso Michele Calia: «È nata – dice – dall’ultimo Dpcm del presidente Conte. Abbiamo usato i fondi offerti ai vari comuni per aiutare le famiglie bisognose. Ci sentivamo in dovere di aiutare tante persone. Un grazie va ai soci ed a tutti i nostri sponsor, c’è stata una risposta incredibile da parte di tutti. Stiamo offrendo e distribuendo beni di prima necessità. Il tutto viene smistato in vari punti di raccolta. Notevole, per una città grande come Altamura. Noi rappresentiamo questa realtà a livello calcistico, dovevamo dare un segnale. La speranza, ovviamente, è quella di tornare al più presto alla normalità».
Impossibile, malgrado tutto, ignorare il calcio. L’incertezza è totale, non potrebbe essere altrimenti. Gli uomini guidati da mister Monticciolo erano impegnati nella lotta-salvezza, nel sempre ostico e competitivo girone H del campionato di Serie D. Ma la voglia (e soprattutto la possibilità) di tornare in campo deve essere forzatamente accantonata. Facile immaginare il senso di smarrimento ed un morale sotto i tacchi per Gambuzza e compagni: «Sono spesso in contatto con l’allenatore, cosi come coi calciatori. Da casa – prosegue – tutti stanno cercando di fare il massimo, ma la principale priorità al momento è quella di salvare le nostre aziende. Certo, è bene farsi trovare pronti nel caso di un’eventuale ripresa. Tutto l’ambiente è naturalmente disorientato, ciò dipende dallo stato d’incertezza attuale. Nessuno sa davvero cos’altro potrà accadere. Allo stato attuale direi che pensare al calcio giocato, e quindi proseguire l’attività sul campo, non avrebbe alcun senso. Lo sport va in secondo piano». Per tornare a riempire gli spalti del “Tonino D’Angelo” ci vorrà ancora un bel po’ di tempo, con buona pace di tutti.
CONI, il presidente Malagò: «Difficile ripartire»
«Si può ricominciare il 20 maggio? Deve essere confermato il discorso del capo della Protezione Civile: il problema non è solo la partita, ma che nelle squadre non ci siano infetti. Devono fare dei tamponi, tutti. Un eventuale positivo bloccherebbe tutto ancora una volta. Prima che questo avvenga voglio vederlo questo fi lm».
Lo dichiara il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla possibilità che il campionato di Serie A possa ripartire fi ne di maggio, dopo che Angelo Borrelli in mattinata ha detto che la “fase due”, quella della convivenza con il virus, potrebbe cominciare dal 16 di maggio.
«L’altra questione – prosegue il presidente del Coni a Radio Punto Nuovo – è che queste partite non si giocano in un’unica città. Che il 16 o il 20 maggio avremo una libertà di manovra diversa ce lo auspichiamo. Da lì ad andare in aeroporto tre volte a settimana la vedo più dura.. Capisco chi dice che sarebbe bello giocare al più presto per finire il campionato, poi però leggo le ragioni di presidenti che preferirebbero pensare già alla prossima stagione e non me la sento di dargli torto. Il calcio a porte chiuse, con 40 gradi all’ombra con 2 o 3 partite alla settimana… Al momento non la vedo facile». .
Quanto alla questione se e come finire la stagione del calcio e di tante altre discipline, Malagò sostiene che «prima di prendere una decisione si deve avere la certezza e la garanzia che vari elementi siano all’ordine del giorno. Bisogna distinguere due problematiche: la prima è quella delle richieste delle federazioni, che molto correttamente sono pervenute al Coni e noi abbiamo prodotto un documento di sintesi al governo. Poi le Leghe devono ascoltare il mandato delle federazioni riguardo il calendario e il numero dei gironi».
Il numero uno dello sport italiano, infine, ha parlato di aspetti economici: «Se è possibile che dal calcio arrivi un fondo per salvaguardare gli altri sport? La risposta è che oggi il calcio ha tanti problemi, come le altre federazioni, che si deve appellare piuttosto alle istituzioni. Oggi il mondo del calcio non è nelle condizioni di poter aiutare gli altri sport».
Il presidente Ghirelli: "Se crolla il castello, conto salato da pagare"
Sulle colonne del Corriere dello Sport, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli ha nuovamente posto il problema economico dei club alla base della necessità di tornare a giocare: “Vista la problematica, gli esperti di scienza devono dire la prima parola, poi vengono le autorità di Governo, la Figc, quindi la Lega e le società. Io sono quello che nel nome della salute ha bloccato tutto il 21 febbraio, in anticipo sul resto del calcio. Mai e poi mai permetterei che si tornasse a giocare se non fosse assolutamente certo il fattore salute. La stragrande maggioranza dei miei club è retta da proprietà appartenenti al tessuto imprenditoriale del posto, di piccola o media dimensione. Tanti di questi presidenti hanno l’acqua alla gola per le loro imprese, per i loro dipendenti: le pare che possano avere la forza per andare oltre questa crisi mettendo altri soldi nel calcio? Loro hanno bisogno di segnali urgentissimi, di appigli cui aggrapparsi altrimenti le rispettive realtà cadranno e trascineranno tutto. Che si torni a giocare o no, se non arrivano soluzioni di salvataggio del sistema, una larga fetta dei miei club non riuscirà a restare in piedi. E questo avrebbe conseguenze per tutto il campionato. Mi rendo conto che sentire cose tipo cassa integrazione possa far preoccupare ma se crolla il castello il conto da pagare sarà ben più salato per tutti”.
Taranto, Masi: "ecco come vivo questo momento particolare…"
Oggi ai microfoni di Mondorossoblù.it il calciatore del Taranto, Vincenzo Masi, ha confessato come sta vivendo questo momento particolare.
Cosa pensa della situazione attuale? Come sta vivendo questo momento da uomo e da atleta?
Penso che tutti noi stiamo vivendo un momento difficile, fatto di sconforto e di nostalgia, ma nonostante ciò non ho mai smesso di essere positivo. Questa situazione ha cambiato molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma sono fiducioso nello sperare che ritorni tutto alla normalità. Grazie al mister ed allo staff tecnico che ci fornisce giornalmente lavori e allenamenti da fare, fortunatamente, io e la squadra ci manteniamo allenati.
Il calcio come sta affrontando questa pandemia e poteva fare di più? Confida nel senso civico della gente e vede che sta rispettando le ordinanze?
Da un punto di vista calcistico credo che si siano adottate le misure giuste. La gente sta rispettando le ordinanze e ripeto: bisogna essere fiduciosi, combattere e andare avanti.
A Taranto come stanno vivendo la situazione, la città e la squadra?
La nostra squadra ha risposto bene a questa situazione, continuando ad allenarsi ,e cercando di dare il meglio. La città di Taranto, sicuramente ne avrà risentito del peso delle misure di precauzione, ma cerca di andare avanti.
Come si augura che finisca questo campionato? Qual è l’ opzione più giusta?
Mi auguro con tutto me stesso che la situazione pian piano si sblocchi e che le partite riprendano per portare a termine ciò che a settembre abbiamo cominciato.
Audace Cerignola, Coletti: "Vincere le ultime 8. Il sistema calcio ne uscirà…"
“Peccato perchè come avevamo recuperato molti punti negli ultimi tre mesi ne potevamo sicuramente recuperare altri nelle ultime otto partite”. Tommaso Coletti è rammaricato per lo stop del calcio ed in particolare per non aver potuto cavalcare il buon periodo che stava attraversando la sua Audace Cerignola, ma l’esperto calciatore è anche consapevole del momento che il Paese sta attraversando.
“Giusto fermarsi, tra l’altro l’Audace Cerignola è stata una delle prime a fermarsi – rimarca –, una decisione importante da parte della società di bloccare subito gli allenamenti per tutelare l’incolumità dei propri calciatori”.
Una situazione surreale ed il rinnovo e l’invito a tutti di stare a casa. “Avevamo un sogno in testa ma in questo momento ci sono cose più importanti, c’è una battaglia da cui si può uscire solo con l’aiuto di tutti. Ci tenevo a ringraziare tantissimo medici, infermieri e addetti al servizio sanitario che in questo momento stanno facendo qualcosa di eroico e straordinario. Torneremo ad apprezzare le piccole cose che avevamo tralasciato. Con i compagni ci sentiamo ogni giorno, è un modo per stare insieme in qualche modo, per vivere lo spogliatoio anche a distanza”.
Coletti è sicuro che se il campionato riprenderà il Cerignola disputerà un gran finale. “Abbiamo raggiunto la giusta amalgama tra di noi – spiega -, e stavamo davvero giocando bene. Se dobbiamo giocare a giugno e luglio? Per me non ci sarebbe nessun problema, l’importante è tutelare i calciatori, il pubblico e tutto quanto ruota intorno al calcio. Spero che si trova una soluzione perchè questo virus ha messo tutto a soqquadro. Certo il sistema calcio ne uscirà con le ossa rotte economicamente e soprattutto nelle nostre categorie“.
Coletti è stato sicuramente il colpo dell’estate dell’Audace Cerignola ed il suo sogno e portare nella categoria superiore la compagine gialloblu. “E’ il sogno di noi tutti – ammette Coletti -, sogniamo di vincere le ultime otto partite con le altre che magari inciampano strada facendo. A livello personale ho avuto la fortuna di giocare in piazze importanti e mi sono sempre trovato bene ma a Cerignola è nato un feeling particolare. Ho iniziato in prova, per me è stata una sorta di sfida personale. Sono vicino casa mia e qui mi sono sentito parte di un progetto importante”.
Serie C, l'esito dell'odierna assemblea dei club
uesta mattina si è svolta in videoconferenza l’Assemblea dei Club di Lega Pro, la prima durante l’emergenza Covid-19. L’Assemblea si è svolta in un clima di commozione per il complicato momento che sta attraversando il Paese e per quanti, direttamente o indirettamente, sono toccati dal virus. Durante l’Assemblea sono stati illustrati e condivisi i primi risultati concreti che il Comitato di Crisi di Lega Pro ha conseguito, avvalendosi del supporto dei professionisti interni e dei consulenti di PWC TLS. I Club hanno manifestato la necessità di adottare il prima possibile misure che permettano la sostenibilità economica, a partire dallo svincolo sulle fideiussioni e la possibilità di accedere alla Cassa Integrazione in Deroga. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, i Club chiedono al Governo, al Ministro Spadafora e al Ministro Gualtieri la possibilità di prevedere questo intervento nelle prossime misure che saranno varate.
I Presidenti hanno dato al Presidente Ghirelli mandato di rappresentare alla FIGC la specificità della Serie C, una Lega particolarmente in difficoltà in questo momento, soprattutto per quelle squadre che si trovano nelle aree del Paese dove il virus registra una maggiore diffusione. Difficile pensare di tornare a giocare in città sconvolte, pur avendo in grande cura le ragioni giuridiche. Questi due elementi vanno tenuti insieme.
” Ho già rappresentato alla Federazione – dichiara Ghirelli al termine dell’Assemblea – le necessità e le istanze dei Club. È necessario trovare un punto di equilibrio tra le questioni etiche, le responsabilità collettive e la possibilità per le squadre della Serie C di continuare a spendersi in prima linea per quel calcio che fa bene al Paese. Abbiamo tracciato una linea comune sull’esigenza di riforme basate sul taglio dei costi ai fini della sostenibilità economica – prosegue Ghirelli. Il rischio è enorme per la C anche in relazione alla continuità aziendale”.
Il Presidente Ghirelli ha avuto inoltre mandato di proseguire la trattativa con l’AIC e con Aiac affinché si possa raggiungere una soluzione che richiede la consapevolezza che tutti devono fare grandi sacrifici in un momento di crisi così drammatica.
Nel corso dell’Assemblea, il Presidente ha ribadito che la priorità è la tutela della salute ed ha ricordato che la Serie C è stata la prima a fermare, lo scorso 21 febbraio, le partite nelle cosiddette zone rosse. Finché non ci saranno le condizioni sanitarie per giocare, come da indicazioni del Governo, non si scenderà in campo. Ghirelli ha citato le parole che il Presidente Infantino ha scritto all’omonimo calciatore della Carrarese per ringraziare i club di C e il loro impegno nel sociale, legato all’emergenza “Tu e i tuoi colleghi siete un punto di riferimento dei tifosi, dei bambini. Con le tante iniziative che attraverso i social diffondete, siete un esempio di educazione nei comportamenti che occorre tenere, perché la salute, il bene più prezioso che abbiamo, venga salvaguardata. La salute al primo posto, ieri, oggi e domani. La voglia e la speranza di tornare a gioire per un goal che entra in rete. Sta in questo binomio salute e goal, cioè paura e speranza il nostro agire di ogni giorno”.
Parole di vicinanza sono state espresse nei confronti di Cesare Fogliazza, AD della Pergolettese per i recenti lutti che hanno colpito il club.
Bitonto, il presidente Rossiello: "No ai turni infrasettimanali. Giochiamo in estate"
Questo quant dichiarato del presidente del Bitonto, Francesco Rossiello ai colleghi del Corriere dello Sport: “Il pensiero societario si rispecchia nell’intenzione di tornare in campo, completando così la stagione, ma è evidente che tale scenario sarà plausibile soltanto a condizione che il rischio-contagio sia totalmente azzerato. Abbiamo l’obbligo, infatti, di salvaguardare la salute dei nostri tesserati. In caso di ripresa, servirà innanzitutto garantire due-tre settimane di allenamenti affinché i calciatori possano riacquistare la corretta forma fisica, dopo di che si dovranno assicurare le tempistiche necessarie per consentire la disputa delle otto gare conclusive in linea con quanto stabilito agli inizi della stagione, vale a dire senza turni infrasettimanali: la stagione, in tal caso, verrebbe completata nell’arco di due mesi. Come società siamo disposti a giocare in estate”
“Qualora non vi fossero le condizioni per riprendere le attività”, continua il presidente neroverde, “saremmo propensi all’ipotesi di una cristallizzazione della classifica. Il Bitonto, nel corso di questi mesi, ha meritato ampiamente quel primo posto guadagnato a metà ottobre e, da quel momento, mai più lasciato: in alcuni periodi, siamo stati anche capace di portarci a +5 sulla seconda”.
Brindisi, intervista a Niccolò Dario
Il difensore del Brindisi Niccolò Dario ha rilasciato un’intervista ai colleghi di Agenda Sport.
Questo un estratto delle sue dichiarazioni: “In attesa della ripresa dei campionati, sto seguendo le sessioni di allenamento che ci ha mandato il professor Cristian Manco. Questa situazione di emergenza, che spero finisca presto, ci fa capire la reale importanza della vita. Il calcio passa in second’ordine. Mister Ciullo? Con lui ho avuto la possibilità di giocare con continuità, per questo lo ringrazio. Mi ha dato subito fiducia e, per un giovane come me, questa è stata la cosa più importante: spero di averlo ripagato con buone prestazioni”.
Taranto, Manzo: "Cosa non è andato? Vi spiego i tre problemi…"
Ai microfoni di Giornalerossoblu.it è intervenuto Luigi Manzo, difensore centrale dei rossoblù. Tra i temi toccati la situazione Coronavirus, la stagione ionica e uno sguardo al futuro. Queste le sue dichiarazioni:
Prima di tutto come stai, e come stai passando questo periodo di riposo forzato?
“Fortunatamente io e la mia famiglia stiamo bene. Mi dedicando interamente a mio figlio, poiché in questo anno e mezzo sono stato molto fuori casa. Questo periodo non è bello sia per l’Italia che per il mondo”.
Se dovesse dipendere da te, faresti riprendere il campionato? E alla fine secondo una tua opinione cosa succederà?
“Se si riprendesse vuol dire che la situazione si sta sistemando. Sinceramente però, la vedo un po’ difficile. Perché più tempo passa e più diventa complicato concludere il campionato. Ogni giorno ci sono tante vittime e i contagiati aumentano, a me sembra difficile che il campionato si concluda”.
Cosa è andato storto in questa annata?
“Ho un mio pensiero, per me ci sono state tre situazioni che hanno fatto in modo che il Taranto non competa per la vittoria del campionato. All’inizio si partiva con i favori del pronostico e con troppa sicurezza, poi la partenza sbagliata ci ha tolto un po’ di fiducia e certezze. Eravamo un gruppo, anche a livello numerico, ed è normale, quando si parte in quella maniera, possiamo fare tutti i moralisti del mondo ma gli strascichi all’interno dello spogliatoio si fanno sentire. Con l’avvento di Panarelli, la rosa si è rinvigorita e il primo mese abbiamo fatto dei numeri importanti. Poi nella partita col Gravina ci é girato tutto storto e lì sono riusciti gli scheletri dall’armadio. Il periodo del mercato ha leso la serenità di tutti , poiché ogni giorno uscivano dei nomi. L’unico dispiacere è che il gruppo non è stato compatto in quel periodo, in quelle parte di stagione abbiamo imbarcato tanta acqua, anche perché sono arrivate critiche da tutte le parti, e le situazioni come quelle di Genchi e D’Agostino sono sfaccettature che ci si portava dietro da quando si sono venute a creare”.
Qual ora si dovesse riprendere, l’obiettivo del Taranto quale sarebbe?
“L’obiettivo comune e personale deve essere quello di fare queste partite che rimangono al massimo delle proprie possibilità. Tante volte ci siamo dati degli obiettivi e non sono stati raggiunti, perciò mi auguro di finire questo campionato nel miglior modo possibile. Alla base c’è sempre una dignità, penso che ognuno di noi debba dare il massimo fino alla fine, poi se arriviamo nei play off dobbiamo giocarceli per concludere al meglio la stagione”.
Vorresti rimanere in riva allo ionio anche la prossima stagione?
“Sinceramente mi sono trovato bene a Taranto, la città mi piace. A prescindere che l’empatia fra la squadra e i tifosi non ci sia mai stata, per via dei mancati risultati. Ci vorrebbe una linea guida, un pensiero unico, che faccia in modo che gli errori commessi negli anni precedenti non si ripetano. Detto ciò non avrei nessun problema a restare qui”.
Lnd, il presidente Sibilia conferma: "Rischia il 30% delle società"
Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, ha dichiarato: “Dalla relazione dei nostri esperti si evince che la Lega nazionale dilettanti potrebbe perdere intorno al 30% delle società sportive. Questo fa capire le condizioni in cui ci potremmo trovare, siamo molto preoccupati. Ci aspettiamo un’attenzione particolare per quanto riguarda il calcio giovanile e di base in Italia. Ci aspettiamo vicinanza per consentire di portare a termine i campionati con le certificazioni mediche dovute. Quando ci saranno le condizioni sanitarie potremo riprendere e il giudice dev’essere soltanto il rettangolo di gioco. Abbiamo la necessità di chiudere i campionati in 40-45 giorni, siamo obbligati a dare il risultato dal campo“.
Taranto, mister Panarelli: "Lo insegnano: mai dare le dimissioni"
Il tecnico del Taranto, Luigi Panarelli, ha rilasciato la seguente intervista ai colleghi della Gazzetta del Mezzogiorno:
EMERGENZA COVID-19 – Oggi la priorità è la salute. Tutto il resto è secondario. Ma ognuno di noi ha disegnato la propria esistenza inseguendo un sogno, un ideale, una passione. Io vivo di calcio. Pensare al calcio, per me, è naturale. Inevitabile.
I NUMERI – Facile far parlare i numeri. Ho lavorato su un progetto che non era il mio. Ma avevo lasciato delle tracce e da lì sono ripartito, cercando la complicità di tutti. Sono rientrato nel gruppo, portando concetti e valori in cui credo. Abbiamo intrapreso un percorso, lavorando sul fisico e sulla tattica. Non solo quattro vittorie. Anche 13 gol fatti e 1 subito. E soprattutto l’attenzione di tutti verso ciò che proponevo.
IL BARATRO – Col Gravina potevamo fare gol subito: non uno ma quattro. Poi siamo andati sotto su una palla inattiva. Non fu sbagliato l’approccio. A Fasano prima frazione dignitosa. Nella ripresa la squadra è venuta clamorosamente meno e abbiamo perso con merito. Con la Nocerina, prima di soccombere, ci sono i due gol ingiustamente annullati, un palo e diversi salvataggi sulla linea di porta. Insomma, se proprio vogliamo trovare una matrice comune, io la rintraccerei nella mole, davvero considerevole, di episodi negativi.
CASO KOSNIC E SITUAZIONI VARIE – Che era mio dovere salvaguardare l’integrità psicologica del gruppo. Io lavoro sul campo. Il mio pensiero, alla fine, va sempre lì.
IDEA DI SQUADRA INIZIALE – Pensavo fosse una buona squadra composta da ottimi giocatori, non tutti, però, congeniali al progetto vincente che stava alla base. Mancava qualcosa. E sarebbe arrivata a dicembre. Su questo punto col presidente ci fu subito totale convergenza. La pensavamo allo stesso modo.
POST FRANCAVILLA – Esiste, semmai, la partita che mi suggerisce di essere sulla strada giusta. Dopo lo 0-4 di Francavilla in Sinni mi convinco che il Taranto, ritoccato adeguatamente, può vincere il campionato. Poi, però, cominciano gli smottamenti, le frenate, le scollature. Non c’è una data del crollo. Ci sono le tappe di una resa progressiva.
DESTABILIZZAZIONE – Mentre si avvicina il mercato, un ex dirigente va in tv e fa i nomi dei calciatori che non avrebbero più fatto parte del progetto. Commette un errore imperdonabile perché rischia di destabilizzare lo spogliatoio. Così tocca farmi carico delle ansie dei calciatori, raccontando loro la verità. E gli scompensi vengono attutiti.
CASO D’AGOSTINO – A Coverciano ci hanno insegnato che le dimissioni non si danno mai. Questione di etica professionale più che di calcolo economico. Se credi in quello che fai, non lasci le cose a metà. Sull’attacco erano comunque in corso delle valutazioni. Stavamo cercando qualcosa di diverso. Croce, per esempio, chiedeva maggiore minutaggio e io non potevo garantirglielo. Favetta, dopo quell’errore dal dischetto, non era più lui: mi confessò che voleva cambiare aria, non sopportando le pressioni della piazza. L’esclusione di D’Agostino l’ho invece subita. Ero contrario e l’ho detto.
LA COERENZA – Penso di sì. Sono cinque anni che alleno e ho avuto sei-sette spogliatoi da gestire perché dopo ogni mercato cambiano le dinamiche relazionali all’interno di un gruppo, e ho sempre fondato il rapporto sulla correttezza. La offro e la pretendo. Solo così è possibile crescere.
ALLENATORE MODERNO – L’allenatore moderno è chiamato ad evolversi continuamente. Non è più tempo di integralismi. Lavoro su più sistemi di gioco. E sui tanti modi di interpretare una partita condizionata com’è dalle cosiddette variabili esterne: la forza degli avversari, lo stato di forma dei singoli, la strategia da adottare.
DIFETTO DI CRESCITA – Penso che un po’ tutti facciano riferimento alle partite di Gravina e Francavilla, parlo dello scorso campionato. Ma ci si dimentica di tutte le altre partite dove le correzioni, anche robuste, hanno prodotto benefici innegabili. A Gravina, per esempio, riempii la formazione di attaccanti, portando in mezzo al campo i due migliori palleggiatori: D’Agostino e Salatino. Lo scopo era quella di velocizzare i tempi di esecuzione della manovra, nel tentativo di stanare un avversario che si era chiuso. Non fu sufficiente.
LA DIDATTICA – È il passaggio decisivo. Si tratta di trasferire ciò che sai nella testa dei calciatori, partendo dalla postura del corpo che deve essere corretta. Perché se un centrocampista dà le spalle al lato opposto, si preclude una visuale di gioco. Ma la didattica da sola non basta. Un allenatore deve avere personalità. Deve essere percepito come il leader.
MANCANZA DI GIOCO – Rispondo che è falso. Ci sono state prestazioni in cui la bellezza del gioco ha rimandato al Taranto di Dionigi. L’ho letto. Non me lo sto inventando. E partite vinte grazie agli opportuni accorgimenti, ovvero in forza di una lettura corretta. Penso alla partita di Sorrento. Il bel gioco da solo non fa vincere. È la qualità della prestazione che ti avvicina maggiormente alla vittoria. Il bel gioco è un dato soggettivo. Per Klopp è la capacità di arrivare in porta dopo tre passaggi. Per Guardiola è l’esaltazione del possesso palla prima dell’imbucata decisiva. Mi piace allargare le possibilità d’impiego dei calciatori che alleno. Convincerli che possono fare l’una e l’altra cosa. Penso a D’Agostino che non era abituato a curare la fase di non possesso, alla versatilità di Ferrara, a Marino che da interno di centrocampo fa il terzino, a Pelliccia che nasce centrocampista.
IDENTITA’ – È qualcosa che rimanda alla mentalità e all’atteggiamento. Ho avuto la fortuna nella mia carriera di avere allenatori importanti: Mazzone, Mondonico, Gigi Simoni, in ritiro con la Roma ho visto lavorare Capello. A tutti ho rubato qualcosa. Sono stato una spugna. Ora faccio sintesi. Perché col copia e incolla non si fa strada.
CAMBIAMENTO – Serve uno sforzo corale per un processo che, oltre a coinvolgere tutti, deve avere due cardini: l’orgoglio e la progettualità. Dobbiamo dimostrare al mondo che a Taranto valiamo. Mi conforta l’idea che questa fermata generale ci stia fornendo la possibilità di una presa di coscienza individuale. Ripartire sarà come rinascere. Viverla come un’occasione: non ci resta altro.
LA RICONFERMA – Sì, per due ragioni: dare continuità al lavoro svolto e condividere il progetto sin dalla sua stesura. Il calcio è fatto di scelte da indovinare e di tempi da rispettare. Non bisogna, ogni volta, smontare tutto. Occorre continuità programmatica sull’esempio del Chievo di Delneri, della scalata del Sassuolo, dell’Atalanta di Gasperini, della Lazio di Inzaghi. Guardo a quei modelli. E ai miei 100 punti in 52 partite da allenatore del Taranto. Ed è su quella panchina che mi rivedo ancora.
Centro Studi Tributari LND: attenzione a false email sui rimborsi
Con un comunicato stampa del 31 Marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate ha messo in guardia i contribuenti da false email concernenti richieste di dati per rimborsi di imposte. “In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto diverse segnalazioni relative a nuove email di phishing che notificano ai destinatari rimborsi fiscali inesistenti con l’obiettivo di raccogliere informazioni riservate – recita la nota – Le email in questione presentano come oggetto la dicitura “Notifica per il rimborso fiscale del 2019” e provengono da indirizzi email non riconducibili all’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia ha segnalato la comunicazione alla Polizia Postale e raccomanda ai contribuenti di non aprire la mail e di cancellarla immediatamente, anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone. Inoltre, ricorda che non vengono mai inviate comunicazioni via email relative ai rimborsi fiscali e che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è possibile consultare la sezione “Come sono pagati i rimborsi” per conoscere le modalità corrette con cui vengono erogati”. Con l’occasione si fa presente che non appena saranno fornite le necessarie istruzioni da parte dell’Amministrazione finanziaria per la richiesta dell’indennità ai collaboratori sportivi, di cui al decreto “Cura Italia”, la Lega Nazionale Dilettanti provvederà a darne comunicazione con apposita Circolare ai soggetti interessati.
Nardò, Vella: "Abbiamo risolto delle vecchie pendenze, ma…"
Paola Vella, responsabile marketing e public relations del Nardò, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del Corriere dello Sport: “Sarebbe inutile negare la preoccupazione legata al triste momento e purtroppo il calcio, una volta archiviata l’emergenza, pagherà un prezzo altissimo: l’interesse primario di una qualunque azienda, com’è giusto che sia, sarà quello di garantire una ripresa economica e di salvaguardare i rispettivi dipendenti e nessuna di esse considererà prioritari ambiti come le sponsorizzazioni o gli investimenti legati a questo sporto“.
“Malgrado le difficoltà riscontrate a livello globale“, continua Vella, “la società del Nardò è solida, tant’è che di recente sono state sistemate anche alcune pendenze legate a situazioni passate. Da parte nostra vi è tutta l’intenzione di proseguire, ma per farlo necessitiamo dell’aiuto del pubblico: i tifosi sono la nostra prima forza e, malgrado io non sia del posto, ho sin da subito avvertito tutto il nostro calore e la loro passione nei confronti della causa calcistica. Quest’anno, in media, si sono registrate tra le 700 e le 1200 presenze allo stadio, con picchi ancor più elevati nelle gare di maggior spessore: la nostra stabilità dipende anche dagli incassi, senza i quali riscontreremmo alcune difficoltà. Ringrazio, a tal proposito, tutti i nostri seguaci, ma anche quelle aziende che, nonostante il default economico, continuano regolarmente a tenere fede agli impegni già sottoscritti in precedenza, mostrandoci così vicinanza e serietà“.