Cerignola, Longo: "Danneggiati dal non ripescaggio, poi con Feola…"
“Stiamo vivendo una situazione difficile ma credo che la salute venga prima di tutto” – ha dichiarato il centrocampista dell’Audace Cerignola Lorenzo Longo a TeleSveva. “La nostra stagione? E’ stata di alti e bassi” – ha aggiunto Longo – “all’inizio siamo stati penalizzati dalla questione ripescaggio, partendo in ritardo anche dal punto di vista della costruzione della rosa. Dopo l’arrivo di Feola abbiamo fatto un filotto importante di risultati che ci ha portato vicino alle prime posizioni“.
“Inizio del campionato? Ci spero tantissimo” – ha aggiunto il centrocampista – “è durissima restare a casa ma la vedo difficile. Se riniziasse, noi continueremo a cred
ere nelle prime posizioni perchè siamo una squadra costruita per vincere“.
Fasano, mister Laterza: "La finale di Coppa? Credo sarà un rimpianto…"
Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, l’allenatore del Fasano Giuseppe Laterza ha espresso il proprio parere circa l’emergenza COVID-19 parlando, anche, della storica cavalcata dei biancazzurri verso la finale della Coppa Italia di Serie D che, ad oggi, non si sa se e quando verrà disputata.
“Credo che potrebbero bastare 40/45 giorni per finire il campionato: bisognerebbe prevedere giornate di campionato con turni infrasettimanali per terminarlo in questi termini. Sicuramente abbiamo tanta voglia tutti di tornare in campo ma dobbiamo essere realisti: i numeri non sono dalla nostra parte, non ci sono le condizioni e la salute è la cosa più importante per noi che andiamo in campo e che poi torniamo a casa dalle nostre famiglie. Non abbiamo le stesse possibilità economiche della Serie A e vedo tutto così difficile, ad oggi. La Coppa Italia? Purtroppo penso che ci rimarrà l’amaro in bocca: è una Coppa che, a Fasano, sarebbe diventata un evento storico. Da fasanese, mi sarebbe piaciuto giocare quella sfida, vincerla e portarla a casa: se non dovessimo giocarla, ci riproveremo il prossimo anno. In questo momento, sarebbe stata la ciliegina sulla torta dopo un campionato bello ed importante ma temo che davvero possa rimanerci l’amaro in bocca“.
Il presidente Sibilia: "Da capire chi debba mettere le risorse finanziarie…"
Torna a parlare Cosimo Sibilia, presidente della LND, nel corso della trasmissione radiofonica Tutti Convocati.
Questo quanto dichiarato “Mi aspetto che la vicinanza del ministro dello sport ci sia al di là delle parole, mi aspetto un aiuto concreto dal Governo. Mi rendo conto che la Serie A è la locomotiva economica del calcio, ma esistiamo anche noi dilettanti, quelli del calcio di base e del sociale. Abbiamo numeri elevatissimi, e il punto vero è la necessità che, in caso di ripresa, venga garantita la sicurezza di tutti, giocatori, allenatori, dirigenti, staff. Vanno fatti esami ogni quattro giorni? Allora attendiamo le risultanze del comitato scientifico e della federazione per capire chi debba mettere le risorse finanziarie per pagare tutto questo“.
Taranto, mister Panarelli: "Fiducia in Sibilia e Barbiero. Sicuramente ci sarà un verdetto"
Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, il tecnico del Taranto Luigi Panarelli ha parlato in riferimento all’emergenza Coronavirus ed alle possibilità di ripresa della stagione agonistica.
“Credo che la salute venga prima di tutto: è uno slogan che si ripete in continuazione ma è la pura verità. Nel momento in cui si dovesse giocare, significherebbe che il virus sia stato quasi eliminato: sarebbe la cosa migliore per noi che torneremmo sul campo a fare il nostro lavoro. Ci sono le persone preposte per poter prendere delle decisioni, noi possiamo solo rispettare le regole: dobbiamo avere fiducia in Cosimo Sibilia e Luigi Barbiero. E’ chiaro che più tempo passa e più sarà difficile completare la stagione. Ripresa dei campionati? Qualsiasi decisione venga presa, inevitabilmente, scontenterebbe qualcuno: ci sarà comunque un verdetto, in un modo o nell’altro. Spesso e volentieri si fa la distinzione tra dilettanti e professionisti: nel nostro girone, di dilettantismo c’è ben poco. Nel caso in cui si dovesse ripartire il prossimo anno, andrebbero rivisti i format dei campionati, sia per gli addetti ai lavori che per i calciatori ed i club che ne fanno parte. Secondo il mio punto di vista, bisognerebbe ripartire con la speranza che ci possa essere un aiuto ed un’unità di intenti per far ripartire la stagione calcistica: ok la passione ma per noi questo è un lavoro vero e proprio“.
Bitonto, mister Taurino: "Inevitabile parlare per interessi. Sistema-calcio da salvare"
Il tecnico del Bitonto Roberto Taurino, ospite della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, ha parlato della pandemia che ha colpito l’intero paese, affrontando anche il tema dell’eventuale ripresa dei campionati di Serie D.
“Bisognerebbe avere la sfera magica per sapere se si riprenderà a giocare o meno. Il pensiero di tutti è quello di tornare alla normalità: significherebbe aver superato questo momento delicato e, soprattutto, tornare a calcare il campo da calcio. Chi fa questo mestiere lo fa per la passione e per la voglia di respirare il clima degli spogliatoi: presumo che chi governa il calcio possa avere un’idea di quella che potrebbe essere una data entro la quale ricominciare e portare a termine la stagione. Si parla del 4 maggio come data di inizio di attività per la Serie A ma, se si vanno a guardare bene i protocolli, alcuni elementi sono complicati da seguire in C e D rispetto ad altri campionati: ci sono spese che, in Serie D, si fanno fatica a sostenere“.
Sull’ipotesi annullamento: “L’annullamento della stagione? Si sono sentite tantissime ipotesi in quest’ultimo mese, ce ne sono state tante: preferisco evitare di dare un parere perché in questo momento è quasi inevitabile che uno parli in base agli interessi personali. Vedremo cosa decideranno gli organi competenti in riferimento a quella che è la situazione: qualora non si dovesse tornare a giocare, o si annullano i campionati oppure si mantiene la classifica attuale. Sarebbe difficile anche far disputare dai playoff allargati perchè, comunque, bisognerebbe ritornare a calcare i campi di gioco. In questo momento la nostra preoccupazione è quella di salvare il ‘sistema-calcio’: il massimo degli sforzi, in questo momento, deve essere quello di organizzare il meglio la prossima annata. Bisogna cercare di far ripartire la stagione nel migliore dei modi, trovando dei fondi che possano essere utilizzati dalle società per salvaguardare il movimento calcistico. Mi auguro di poter tornare alla normalità nel più breve tempo possibile e di poter vivere delle domeniche di sport quanto prima“.
Nardò, mister Foglia Manzillo: "Impossibile continuare, ma è ingiusto annullare tutto"
L’allenatore della Nardò, Antonio Foglia Manzillo, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in diretta su Canale 85 tutti i giovedì sera, ha parlato del momento in casa neretina: “Il virus ci sta facendo capire quanto sia quasi impossibile riprendere nella nostra categoria. Qui al sud siamo stati colpiti meno rispetto al nord. Si sono giocate 26 gare su 34. Annullare il campionato non sarebbe giusto. Il Bitonto è primo e ha vinto il campionato, sarebbe giusto che salisse. Retrocessioni? Annuliamole. Sarebbe il caso che nessuno retrocedesse“.
Cerignola, mister Feola: "Futuro complicato, i contagi diminuiscono ma…"
L’allenatore del’Audace Cerignola, Vincenzo Feola, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in diretta su Canale 85 tutti i giovedì sera, ha parlato del momento in casa gialloblu: “Il discorso è molto complicato. Fare dei tamponi ed avere il protocollo che si sta valutando per la Serie A è quasi impossibile. Io dico che per ora dobbiamo pensare alla salute, poi il calcio viene in un secondo momento. È vero che stanno diminuendo i contagi, ma è un virus che può attaccare in qualsiasi momento e perciò la paura è tanta. Spero che se si dovesse tornare in campo, si faccia senza alcun rischio sanitario“.
Altamura, mister Monticciolo attacca Corda: "Non fa calcio, è irrispettoso"
Nel corso di una trasmissione su Canale 85 dedicata alla Serie D duro attacco del tecnico della Team Altamura, Alessandro Monticciolo, nei confronti di quello del Foggia, Ninni Corda: “Non gioca a calcio, fa un altro tipo di sport. Mi assumo la responsabilità di ciò che dico, se ne stia a casa. Sono anni che lo conosco, dai tempi dell’Alghero. So i suoi comportamenti e gli atteggiamenti, non fanno parte di questa disciplina. Ha un modo di comportarsi che non mi piace e non è rispettoso dell’avversario, del sistema e dello sport, dei suoi valori. A me non piace, gliel’ho già detto. Non ho niente di personale nei suoi confronti, ma quello che trasmette a me non piace“.
Foggia, Russo: "Vorrei essere messo ancora alla prova"
Attraverso le colonne del Corriere dello Sport, l’attaccante Francesco Russo ha parlato di questi mesi con la casacca rossonera: “In campo cerco sempre di guadagnarmela la pagnotta, a Foggia credo di aver disputato finora le mie migliori prestazioni in carriera. Sono soddisfatto, ma sento di poter dare di più soprattutto in fase realizzativa. Vorrei essere messo ancora alla prova. La cosa bella nella nostra squadra è che chi lavora duro in settimana poi la domenica gioca. Così è capitato anche a me, nessuno ti regala niente”.
Gravina, il vicepresidente Giannelli: "alquanto complicata un’eventuale ripresa"
Non c’è l’ufficialità che riguarda il mondo dilettantistico, ma pensare a una ripresa sembra sempre più difficile.
Ne ha parlato il vicepresiente dell’FBC Gravina Tonino Giannelli in diretta sulla pagina Facebook del club gialloblù: “Considero alquanto complicata un’eventuale ripresa del campionato poiché rispettare le norme igienico-sanitarie non sarebbe semplice, soprattutto in uno sport di contatto come il calcio. In più vi sono da risolvere le difficoltà legate all’aspetto economico: gli accordi con i calciatori scadono il 30 giugno, perciò oltre quella data si riscontrerebbero ostacoli oggettivi di natura amministrativa, si registrano inoltre diverse difficoltà a livello di sponsorizzazioni e, per quel che riguarda il contesto-Gravina, la riduzione delle attività lavorative dei soci è uno scenario da analizzare con estrema attenzione“.
Bitonto, Patierno: "Ci alleniamo grazie ai programmi del preparatore, in casa si fa ciò che si può…"
Kikko Patierno, capocannoniere del girone H, è intervenuto ai microfoni di TeleSveva: “Ci alleniamo grazie ai programmi del preparatore, in casa si fa ciò che si può. Passo le giornate con la mia famiglia, aiuto i piccoli con la scuola, e mi alleno un’ora al giorno. Tornare in campo? All’inizio ci credevo, ma ora credo sia difficile riprendere. Lo spero, ma i casi aumentano e, purtroppo, non tutti restano in casa e la situazione non migliora. In caso di mancata ripresa il Bitonto meriterebbe assolutamente di giocare la serie C: siamo primi dal 19 ottobre, non da una settimana. Abbiamo un solo punto di vantaggio, è vero, ma la vetta non l’abbiamo mai persa. Chiaramente mancherebbero otto giornate alla fine, ma 26 partite non sono poche e, lo stop, non dipende da nessuno. Il gol più bello? La giornata che ricorderò con più piacere è quella di Brindisi, quando sono usciti dagli applausi del pubblico locale. Altra trasferta da ricordare a Nardò, quando realizzai una tripletta; ma, tutto sommato, quest’anno tutte le gare sono state emozionanti“.
Foggia, mister Corda al Corriere dello Sport:" ecco come cambierei la regola degli under"
Il tecnico del Foggia Ninni Corda, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport: “Io cambierei il regolamento per far crescere meglio questi ragazzi: in questo modo, infatti, rischiano di avere davanti a sè solo il confronto col proprio pari-quota. La regola è questa, dobbiamo tenercela. Io comunque ho fatto sempre giocare i migliori, quelli che mi fornivano più garanzie in quel momento sul piano tecnico dopo averlo dimostrato prima di tutto in allenamento. Sarei più favorevole a una maggiore libertà di gestione da parte dei tecnici, oltretutto così facendo i ragazzi stessi affronterebbero prima l’impatto con il clima di uno spogliatoio. Le garanzie possono far rilassare qualcuno. I bravi devono giocare a prescindere, questa è stata sempre la mia bussola: detto ciò mi sono rigidamente attenuto al regolamento per tutta la stagione. I nostri ragazzi sono cresciuti con noi, vedremo cosa saranno capaci di fare nel prosieguo della loro carriera“.
Cosimo Sibilia: "400 milioni per il calcio dilettantistico, vanno messi in pratica"
Dalle colonne di Tuttosport, ecco le parole del presidente della Lega Serie D Cosimo Sibilia, che ha fatto il punto della situazione circa la sua categoria: “Contiamo che, dopo quanto ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e per lo sport Vincenzo Spadafora, che ha assicurato 400 milioni di euro per i Dilettanti, questo possa essere messo in pratica. Siamo fiduciosi che dopo quando annunciato pubblicamente la cifra che ci è stata promessa arrivi nei tempi adeguati. Fermo restando che debbono continuare i proventi che già adesso ci vengono dati per la Legge Melandri, che contribuisce anche al nostro mondo in particolar modo per le giovanili. Oltre a questo, mi aspetto un aiuto concreto da parte delle amministrazioni comunali per la gestione degli impianti sportivi“.
Andando poi al futuro: “E’ innegabile che i Dilettani rivestono un ruolo primario nel percorso di crescita dei giovani. Siamo indiscutibilmente da sempre non solo vicini, ma fondamentali per l’aspetto sociale. In particolar modo nei piccoli centri, dove il calcio Dilettanti è aggregazione, positività, contribuisce a togliere i giovani dai pericoli della strada, aiutandoli nella loro formazione e nella loro crescita. Guai a pensare di lasciarli soli, di perderli, perché le società causa la crisi economica a cui potremmo andare incontro, non dovessero avere i mezzi per partecipare ai vari campionati“.
Ma c’è prima da sciogliere il nodo della stagione attuale: “Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo, che debba essere il campo a decidere. Il giudice supremo in grado di emettere i suoi verdetti, nel segno della trasparenza, con promozioni e retrocessioni. Senza che nessuno possa aver nulla da ridire. Ma con una premessa, avere la certezza di poter dare la sicurezza sanitaria, nessun rischio, perché è doveroso sostenere che la salute viene prima di tutto“.
Taranto, Matute: "Belli e buoni? Non serve in D. Guardate il Foggia…"
Sulla Gazzetta del Mezzogiorno odierna, si legge un’intervista al calciatore del Taranto Kelvin Matute: “Oggi dobbiamo pensare principalmente a restare a casa affinché si abbassi il numero dei contagiati. Fortunatamente nel mio paese, il Camerun, il virus non ha avuto una grande espansione. La stagione col Taranto? La sconfitta alla prima giornata contro il Brindisi ha fatto tanti danni. Si è perso qualcosa che non abbiamo più ritrovato; è stato un fallimento generale, non lo nascondo. Neanche lo scorso anno ad Avellino le cose iniziarono bene, poi, però, gli episodi ci hanno aiutato e siamo riusciti a svoltare la situazione“.
“Ad Avellino ci diede una grande mano il terreno di gara del Partenio”, ammette Matute, ” che ci permise di recuperare tanti punti; il manto dello Iacovone, invece, non ci ha agevolato. Forse abbiamo badato ad essere belli e buoni, cosa sbagliata in questa categoria. Il Foggia, ad esempio, è brutto ma vincente“.
Coronavirus – Guerra (OMS) e Borrelli sulla ripresa dei campionati
Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ed Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni ai vari organi di stampa nazionali.
Così Ranieri Guerra a La7: “Stiamo cercando di dare delle indicazioni e se tali vengono rispettare ci può essere una ipotesi di riapertura. Quali indicazioni? I test continui per tutti i soggetti interessati ma anche il distanziamento sociale che però essendo uno sport di contatto è difficilissimo da mantenere. Occorrerà fare una serie di verifiche, che al momento mi appaiono difficili da superare”.
Questo invece quanto dichiarato da Angelo Borrelli in merito alla possibile riapertura delle attività produttive prima del termine del 3 maggio prossimo fissato dal Governo: “Al momento qualsiasi ipotesi sulla possibile riapertura di alcune filiere produttive nelle prossime settimane è prematura. Al momento la task force è al lavoro su un report, poi una valutazione sarà fatta dal decisore politico”
AIC, Calcagno: «Decretare promozioni e retrocessioni è un dovere sportivo»
Intervistato da Radio1 Rai, il vicepresidente AIC Umberto Calcagno ha commentato anche la possibilità che i campionati della stagione sportiva 2019-2020 non vengano conclusi a causa dell’emergenza Coronavirus.
Queste se sue parole: “Sono convinto che se non riusciremo a completare i campionati, e purtroppo le esperienze passate ce lo insegnano, il prossimo campionato rischia di partire molto più tardi perché il contenzioso che si creerà sui due terzi di campionato già disputato, e sulle decisioni che per forza di cose il nostro mondo dovrà prendere, perché abbiamo la responsabilità sportiva di decretare promozioni e retrocessioni, porteranno a posizioni che sicuramente scontenterebbero qualcuno. Il mio augurio è che la stagione si possa concludere, vorrebbe dire anche preservare gli investimenti di chi quest’anno ha fatto calcio“.
Taranto, nota societaria: "Ora è il momento di fare chiarezza"
Il presidente del FC Taranto, Massimo Giove, ha firmato il seguente comunicato stampa:
Concordo con l’assessore Fabiano Marti sul fatto che sia giunto il momento di fare chiarezza sul rapporto tra l’Amministrazione Comunale di Taranto e la società sportiva che rappresento.
A dire il vero che rappresenta la città.
A tal proposito sto raccogliendo i dati per rendere, già da mercoledì prossimo, le opportune risposte al signor Marti, in qualità di Assessore, relative al periodo in cui risulto essere presidente della F.C. Taranto 1927 S.r.l. Ho, infatti, la netta sensazione che lo stesso, in tutta la vicenda, abbia trascurato e non voglio assolutamente pensare lo abbia fatto volutamente, alcuni passaggi fondamentali.
Rimando poi al mittente ogni considerazione riguardante “questioni più importanti e meno strumentali” alle quali dovrei dedicarmi ed alle quali fa riferimento il signor Marti.
Invito, altresì, l’assessore a comunicare lui stesso, eventualmente e di farsene anche carico, la volontà di codesta amministrazione di non voler sottoscrivere una nuova convenzione con la mia società per l’utilizzo futuro dello stadio E. Iacovone.
Marcello Quinto a NC: "Francavilla club modello in questo momento di crisi"
Metà di una lunga carriera tra i professionisti dedicata al Foggia, la squadra della sua terra di cui ha vissuto la rinascita nel 2012. E poi una serie di evoluzioni tattiche che da qualche anno lo hanno trasformato, da metronomo di centrocampo, in un centrale difensivo di buon profitto. Marcello Quinto a Francavilla ci è arrivato da svincolato, ma da quel momento il posto in squadra non glielo ha tolto più nessuno. Versatilità ed esperienza sono le sue compagne di viaggio, da sempre. “Sì, ho iniziato ad Andria due anni fa, giocando da difensore centrale per metà stagione – ricorda il giocatore di Stornarella ai nostri microfoni -. Poi ho proseguito lo scorso anno a Prato e anche a Francavilla sono stato impiegato così. Adattarmi è stato semplice: quando fai il play per tanti anni, è quasi automatico riuscire a governare un reparto arretrato. Devi saper leggere le traiettorie anche in fase difensiva, ma la chiave tattica è la stessa. Magari cambia che ti trovi spesso e volentieri a marcare l’uomo dentro l’area, cosa che ad un play capita solo in poche occasioni. Essendo un giocatore di costruzione, attiravo io la marcatura dell’avversario in fase di possesso. E ho potuto agire in questo modo in squadre fortissime, allenate da grandi allenatori. Questo ha reso tutto più semplice per me”.
Prima della sosta a causa dell’emergenza Covid-19, eravate in piena lotta per salvarvi nonostante il penultimo posto. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
“A mio avviso abbiamo raccolto molto meno di quello che la squadra avrebbe potuto esprimere. Considerata la qualità tecnica dei singoli, questo gruppo ha valori importanti. Ma ci abbiamo messo troppo tempo per trovare una quadratura del cerchio. L’alta competitività del girone ci ha relegati giù pur con una squadra molto forte. Tuttavia ci siamo dovuti fermare proprio quando sembrava che avessimo trovato certi equilibri”.
In questo periodo di incertezza, ci sono anche società che continuano a mantenere un rapporto virtuoso con i loro calciatori.
“E il Francavilla è un esempio lampante di questo. Dopo lo stop dei campionati, e in piena quarantena, ci hanno assicurato il pagamento di due mensilità. Davvero un gesto lodevole per il quale – e parlo anche a nome di tutta la squadra – non possiamo che ringraziare la famiglia Cupparo. E’ stato un atto di grande moralità e sensibilità. Il nostro presidente ha capito il momento di difficoltà dei suoi giocatori, nonostante nessuno gli avesse fatto pressioni. Oggi per molti imprenditori la priorità è quella di salvaguardare le proprie aziende. Lui ha pensato anche alla sua squadra di calcio”.
Un gesto che, tuttavia, in troppi vogliono eludere nel vasto mondo della serie D.
“Ed è per questo che la scelta della famiglia Cupparo va rimarcata in modo chiaro e netto. Sono queste le società che più di tutte meritano attenzione e tutela. In D i calciatori vivono per larghissima parte solo ed esclusivamente di calcio. Non hanno un doppio lavoro. So che addirittura molti club stanno evitando di onorare gli arretrati: tutto questo non è normale e va respinto. Di recente ci siamo riuniti in videoconferenza con tutti i rappresentanti del girone H di serie D. Si è parlato ovviamente di questi temi. Io ho ribadito un concetto semplice: club e calciatori si trovano nella stessa barca, e solo dalla tutela dei primi ne deriva anche la nostra tutela. Si rischia di non vedere più ai nastri di partenza tantissime società tra C e D. Bisogna evitarlo. E solo la politica può intervenire con un articolato piano di sostegno per impedire la cancellazione di quei club che oggi sono in difficoltà. I famosi 600 euro per i collaboratori sportivi non bastano. E’ un primo passo, ma non sufficiente. Proteggere le società significherebbe invece far ripartire il sistema del calcio dilettantistico. In questo senso, società e calciatori devono portare avanti una linea comune”.
Che ne pensi del protocollo Figc su ritiri blindati e controlli medici periodici per riprendere i campionati in sicurezza?
“Idea sicuramente affascinante, ma difficile da praticare per tutti a causa dei costi notevoli che comporterebbe. E’ complicato che una società di serie D abbia strutture su cui appoggiarsi e uno staff medico tale da praticare tamponi continui ai calciatori. Se fosse per noi calciatori, non ci sarebbe alcun problema. Noi siamo del parere che occorra terminare i campionati sul campo se non sussiste alcun rischio per la salute di tutti. E per farlo non avremmo nulla in contrario rispetto ad uno sforamento fino a luglio dell’attività. E’ questa la linea guida dell’AIC. Poi è chiaro che deciderà il governo e, a catena, la Figc e le Leghe. Non decidiamo noi, tantomeno quei club che ora parlano di annullamento dei campionati solo per finalità speculative”.
Basket e pallavolo trovano un accordo al loro interno e dichiarano chiusa la stagione. Nel calcio sembra sempre tutto più difficile…
“Ma il nostro è un mondo che muove interessi economici e sociali più estesi. Il calcio ha una rilevanza diversa, anche a livello mediatico. Si incastrano troppi soggetti, anche extrasportivi, portatori di interessi personali. Per questa ragione, il sistema calcio va rimesso in moto quanto prima. La conseguenza potrebbe essere un’estate tra i tribunali, ed è un rischio che va assolutamente scongiurato. Poi parliamoci chiaro: la speranza principale è che questo virus venga definitivamente debellato e non metta più in pericolo nessuno, facendoci tornare tutti ad una vita normale”.
Nell’eventualità non si dovesse tornare in campo, quale soluzione adotteresti per uscire dall’impasse?
“Non c’è uno sbocco che possa mettere tutti d’accordo. Se sdoganiamo le promozioni d’ufficio delle prime, puniamo non solo le retrocesse che si stanno giocando la permanenza in categoria, ma anche quelle squadre che sono ad un passo dalla vetta ed avrebbero tutte le possibilità per vincere i campionati. Se annulliamo tutto, ne deriverebbe un danno per chi si è guadagnato il primato investendo e lavorando sul campo. Ecco perché non saprei trovare una soluzione ideale se non quella della ripresa dei campionati. Noi stessi, come Francavilla, stiamo rispettando le direttive del nostro preparatore atletico per cercare di avvicinarci alla migliore condizione possibile in caso di ripartenza. Ci alleniamo a casa e seguiamo un programma giornaliero che ci consente di fare lavori di forza e, parzialmente, anche di aerobica, andando a curare anche l’aspetto metabolico”.
Audace Cerignola, Longhi: "Mancano solo 8 gare, finiamo il campionato"
“Nonostante qui nelle nostre zone i numeri di contagio siano alti, noi stiamo bene” – ha dichiarato Alessandro Longhi, calciatore dell’Audace Cerignola residente ora a Salò, sul profilo facebook della società gialloblù – “stiamo rispettando a pieno questa quarantena”.
“Mi manca la quotidianità” – ha aggiunto il calciatore – “andare al campo, entrare nello spogliatoio e allenarmi al massimo. Speriamo si ritorni il prima possibile in modo da giocare anche la domenica, che poi è l’aspetto che mi manca di più. Vorrei ritornare allo stadio e rivedere tutta la nostra gente, per riscattare anche l’ultima partita fatta. La ripresa dei campionati? Prima di tutto viene la salute” – conclude Longhi – “un pensiero al campo va. In D mancano solo 8 partite e quindi la speranza è quella di riuscire comunque a finire questo campionato e tornare sul rettangolo verde“.
Taranto, l'onestà di Allegrini: "Questa stagione è un fallimento"
La redazione di Giornalerossoblu.it ha intervistato il calciatore del Taranto
Prima di tutto come stai? Come stai vivendo questo periodo di riposo forzato?
“Non è facile restare chiusi in casa. È una situazione difficile. Restiamo a casa, non ci muoviamo e nel frattempo tentiamo di tenerci in forma, per quello che si può fare”.
Secondo una tua opinione, si ritornerà a giocare e cosa reputi giusto fare?
“Nei campionati non professionistici sarà molto dura riprendere. In serie A e B magari hanno i mezzi per continuare il campionato. In Serie D sarà molto difficile che la stagione possa concludersi”.
Cosa non è andato in questa annata?
“È un fallimento per quello che si era prefissati all’inizio della stagione. Siamo partiti con i favori del pronostico, ma purtroppo non contano solo i nomi. La rosa è composta da giocatori di grande qualità, e di questo ne sono sicuro, perché da un anno all’altro non si diventa brocchi. L’errore che abbiamo commesso un po’ tutti, è stato quello di perderci nei momenti di difficoltà, non essere uniti e compatti nel credere nel nostro obiettivo. Penso alla prima partita col Brindisi, dove sono sorte delle problematiche, che ci siamo trascinati nel nostro percorso, quello che ne è derivato successivamente, è stato tutto una conseguenza. In futuro spero che si faccia tesoro di questi errori, senza farsi prendere dalle difficoltà. Anche Bitonto, Foggia e Cerignola hanno avuto delle problematiche, ma i rispettivi gruppi sono rimasti uniti e hanno continuato a lavorare, adesso sono lì in cima”.
La partita di Altamura forse non sarà ricordata come una delle tue migliori, cosa è successo?
“Quella partita è totalmente da dimenticare. Probabilmente il risultato è tutto dipeso dalla mia espulsione. Mi sono fatto prendere dalla frenesia, commettendo un fallo da rigore a pochi minuti dal fischio di inizio. Sono comunque dell’idea che bisogna andare avanti, purtroppo però non ho avuto occasione per recuperare, dato che il campionato è stato sospeso dopo due settimane. Sono cose che capitano. Non bisogna analizzare solo gli errori individuali, poiché siamo tutti responsabili di questo fallimento”.
Dopo Ragno cosa è cambiato con l’avvento di Mister Panarelli?
“Dopo l’esonero di Mister Ragno abbiamo ottenuto diversi risultati positivi. Pensavamo che la situazione si fosse messa per il verso giusto, ma alla prima difficoltà sono riemersi i limiti di questa squadra. Se alla base non vi é unità di intenti, non si va da nessuna parte, purtroppo non siamo stati capaci di reagire. Il cambio di allenatore non ha portato i suoi frutti, i problemi evidentemente erano altri. Probabilmente è stato sbagliato proprio il modo in cui si è approcciato il campionato”.
L’anno prossimo ti auguri di vestire ancora rossoblù?
“Quest’anno è stato un fallimento. Sono onesto con me stesso, ero arrivato a Taranto per regalare una gioia ai tifosi, che da anni aspettano la vittoria del campionato. Le colpe sono da attribuire a tante persone. Fossi il Presidente valuterei prima tutte le situazioni e ci penserei due volte prima di scegliere un calciatore di questa rosa. Tutti vorrebbero una seconda possibilità, ma questo non spetta a me”.
Foggia, Felleca: «Lasciarci in Serie D non sarebbe giusto…»
Tra le categorie che risentiranno maggiormente di questo momento storico, c’è sicuramente la Serie D, il primo step dopo il professionismo, ma anche quella categoria che va da apripista al “calcio maggiore”.
Quello che sarà è difficile dirlo, ma per provare a fare un punto della situazione, i colleghi di TuttoMercatoWeb.com, hanno intervistato il presidente del Foggia Roberto Felleca.
Mesi particolari quelli che stiamo vivendo. Ci sarà un futuro per l’ultimo scorcio di questo campionato?
“Inizialmente, quando la situazione non era ancora drammatica, speravo in una pronta ripresa, ero anche convinto che ci fossero i presupposti, ma adesso, vedendo come si è evoluta la situazione legata al virus e il protocollo sanitario, dico che è impossibile riprendere: la Serie D non ha i mezzi finanziari per sostenerlo. I bilanci adesso sono duri, è difficile continuare”.
Si aprirebbe quindi il dibattito delle promozioni e delle retrocessioni.
“Noi, così come altri club tipo Palermo e Lucchese, abbiamo pagato un ingente fondo perduto per poter stare in Serie D, e, oltre a questo, abbiamo sempre disputato campionati di livello: noi siamo secondi, la C la meritiamo. E’ facile dire che abbiamo preso il Foggia in Serie D, la piazza merita gli investimenti che facciamo, che sono però da alta Serie C. Due anni tra i dilettanti sarebbero insostenibili”.
Quindi si andrebbe per vie legali se non fosse Serie C?
“Il fondo perduto pagato non è solo per il titolo sportivo, ma anche per rimettere in moto un certo sistema. Lasciare una piazza come questa in Serie D non sarebbe giusto, e noi siamo pronti anche a vie legali”.
Capitolo stipendi: come vi muoverete?
“In questo momento le entrate, che sono praticamente esigue, non ci sono, e vengono a mancare anche situazioni come sponsor o web TV che davano un contributo. Fino a febbraio abbiamo pagato tutto, adesso stiamo dando qualche residuo, poi vedremo il da farsi in base a quello che sarà l’evolversi della cosa. Chiaramente una promozione gioverebbe anche in tal senso, oltre a essere un reale merito sportivo di una squadra che sta provando coi fatti a fare il salto”.
Futuro Taranto, Giove annuncia: "Cambieranno le strategie"
Massimo Giove, presidente del Taranto, è stato intervistato dai colleghi de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le dichiarazioni del patron rossoblù: “Ci troviamo di fronte ad una situazione inimmaginabile ed è impossibile azzardare ipotesi su un’eventuale ripresa dell’attività sportiva. L’ideale sarebbe completare i campionati anche con formule ad hoc, ma penso che farlo a porte chiuse significherebbe togliere valore al calcio. Chi deve decidere ha una grande responsabilità. Insieme a tutti i club di serie D attendiamo le decisioni di Sibilia, alle quale dovremmo adeguarci. Vedremo che succede, ma secondo me la stagione sportiva è compromessa“.
Sulla situazione in casa Taranto: “Ho sentito diversi calciatori ma non abbiamo parlato di accordi sulle retribuzioni qualora non si riuscisse a tornare in campo. Vediamo gli sviluppi, anche se il mio auspicio è che si trovi una soluzione uguale per tutta la serie D in considerazione dei notevoli danni economici subiti dalle società. Adesso, però, sono concentrato sulle mie aziende dell’indotto ex Ilva, sui miei dipendenti in difficoltà e costretti a stare a casa per la crisi. Va tamponata in fretta anche questa emergenza“.
Sul futuro: “Stavo iniziando a pensare ad un nuovo piano per il Taranto ma, alla luce di quanto sta accadendo, dovranno necessariamente cambiare tutte le strategie, pure nel mondo del calcio. Nel breve periodo, si dovrà ragionare in modo diverso perché nulla sarà più come prima e mi riferisco anche alle sponsorizzazioni. I prossimi mesi ci aiuteranno a capire come muovervi anche in base a quanto accadrà tra i professionisti. Panarelli? Tutto è sospeso, preferisco essere cauto, senza illudere nessuno visto che non sappiamo dove ci porterà quest’esperienza drammatica. Stesso discorso vale anche per il ds De Santis, a cui non posso rimproverare nulla, il clima ostile non l’ha aiutato“.
Taranto, Avvantaggiato a La Gazzetta del Mezzogiorno "cerco di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura…"
Alessandro Avvantaggiato, 20enne calciatore del Taranto, è stato intervistato da Alfredo Ghionna de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le sue dichiarazioni: “Mi alleno restando a casa, cercando di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura. I nostri tecnici ci chiamano molto frequentemente e questo continuo contatto fa in modo che l’impegno di ognuno di noi, sebbene a distanza, prosegua nel modo più giusto. Non vedo l’ora di tornare a calcare i campi di gioco per provare a centrare l’obiettivo playoff che, al momento, è l’unico perseguibile qualora il campionato dovesse riprendere. Sul piano del rendimento personale posso affermare con certezza che posso e devo dare di più. Mister Panarelli? Mette tutti sullo stesso piano e ci dice la formazione solo 10 minuti prima dell’inizio“.
Taranto, Avvantaggiato: "Panarelli ci dà la formazione 10 minuti prima della partita…"
Alessandro Avvantaggiato, 20enne calciatore del Taranto, è stato intervistato da Alfredo Ghionna de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le sue dichiarazioni: “Mi alleno restando a casa, cercando di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura. I nostri tecnici ci chiamano molto frequentemente e questo continuo contatto fa in modo che l’impegno di ognuno di noi, sebbene a distanza, prosegua nel modo più giusto. Non vedo l’ora di tornare a calcare i campi di gioco per provare a centrare l’obiettivo playoff che, al momento, è l’unico perseguibile qualora il campionato dovesse riprendere. Sul piano del rendimento personale posso affermare con certezza che posso e devo dare di più. Mister Panarelli? Mette tutti sullo stesso piano e ci dice la formazione solo 10 minuti prima dell’inizio“.
Brindisi, D'Ancora: "Viviamo di calcio, sacrificherei l'estate per giocare"
La Serie D è ferma, ormai, da un mese a causa dell’emergenza Coronavirus ma i giocatori delle varie squadre continuano a sostenere dei programmi mirati di allenamento, seguendo le indicazioni dello staff tecnico. Il centrocampista d’esperienza del Brindisi, Salvatore D’Ancora, ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com, si racconta a 360°: tanti i punti toccati con l’ex Savoia che racconta il suo periodo di quarantena, analizzando anche la questione stipendi e l’eventuale ripresa dei campionati nelle prossime settimane.
L’emergenza Coronavirus sta costringendo voi atleti ad allenarvi presso i propri domicili: come si svolge il programma di allenamenti?
“Cerchiamo di allenarci nel miglior modo possibile, seguendo le indicazioni dello staff tecnico. Si sa, il campo è un’altra cosa: speriamo che questa pandemia finisca presto così potremo tornare, nel più breve tempo possibile, alla normalità”
Quanto è difficile, per un atleta mantenere la concentrazione e la costanza negli allenamenti lontano dal terreno di gioco?
“Più che la concentrazione, ciò che manca è proprio la quotidianità di un atleta: il lavoro settimanale, gli allenamenti, il ritiro prepartita del sabato e la partita della domenica. È ciò che manca di più ad un calciatore: sappiamo che può essere un periodo di emergenza e cerchiamo, nel miglior modo possibile, di continuare a lavorare sperando di calcare il terreno di gioco quanto prima”.
Come si vive lo spogliatoio ai tempi del COVID?
“Siamo, fortunatamente, un gruppo unito: ci sentiamo tutti i giorni tramite chiamate e videochiamate. Lo spogliatoio manca molto, insieme alla quotidianità: l’importante ora è la tutela della salute nostra e delle famiglie. Siamo speranzosi di poter ricominciare il prima possibile: vogliamo allenarci e svolgere il nostro lavoro”.
Negli ultimi giorni si è parlato tanto del taglio degli stipendi ai calciatori di Serie D e C: qual è il suo pensiero a riguardo?
“Noi viviamo di calcio, le nostre famiglie vivono di calcio: dobbiamo essere tutelati per non creare disagi partendo dal più piccolo alla persona più anziana. Questo, per noi, è un lavoro vero e proprio: non è un gioco. Il rischio di perdere lo stipendio è molto alto: speriamo che l’AIC, come già sta facendo, continui ad impegnarsi per trovare una soluzione affinché tutte le parti siano d’accordo. Non dimentichiamo, comunque, che siamo una situazione d’emergenza: un sacrificio dobbiamo farlo tutti quanti però bisogna venirsi incontro. Come calciatori, dobbiamo essere tutelati: si vive di calcio e di questi stipendi e se ad un ragazzo che ha famiglia vengono tolti quei soldi, si rischia di andare in difficoltà”.
Quale futuro vede, ad oggi, per i campionati italiani e, in particolar modo, per il campionato di Serie D?
“Credo che Serie A, B e C possano riprendere, in un modo o nell’altro: in D, invece, la vedo un poco più complicata, soprattutto per le norme igieniche e sanitarie che devono essere rispettate. Ci sono molte squadre che non hanno una forza economica tale da poter permettere il rispetto di queste norme, partendo dai loro impianti: credo che in Serie D sia più difficile ripartire, almeno in tempi brevi. Naturalmente, io spero che si possa ricominciare e che si possa trovare una soluzione che metta d’accordo tutti quanti. Credo che, eventualmente, si continuerà a giocare a porte chiuse: il calcio senza i tifosi perde tantissimo ma, in una situazione di emergenza come questa, si dovranno fare dei sacrifici per il bene comune”.
Tu ed i tuoi colleghi sareste disposti a sacrificare le ferie estive per poter proseguire il campionato?
“Per quanto mi riguarda, sono pronto a rinunciare al periodo estivo: è vero, serve per staccare un attimo la spina e, con la preparazione, ci si appresta ad affrontare la stagione successiva, ma io sono comunque dell’idea che il campionato vada portato a compimento il prima possibile, anche per rispetto di quelle società che hanno fatto degli investimenti importanti e per gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Non importa se finiranno a giugno o luglio, noi vogliamo scendere in campo”.
Ad oggi, il Brindisi si trova una spanna sopra la zona playout: crede che la posizione occupata dai biancazzurri sia veritiera?
“Per quello che è il valore dei giocatori e degli uomini che compongono questa rosa e, soprattutto, per ciò che abbiamo fatto, credo che meriteremmo qualcosa in più. Abbiamo sempre messo in campo il massimo delle nostre potenzialità, siamo un grande gruppo e speriamo di ricominciare quanto prima per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati, all’inizio della stagione: vogliamo ottenere la salvezza sul campo, com’è giusto che sia”.
Hai calcato campo di B e C, militando in Puglia anche nelle fila del Bisceglie. Quest’anno l’esperienza con la maglia del Brindisi, in una piazza che vive di pane e calcio: che giudizio dai al tuo campionato?
“Fino a dicembre ho fatto un gran campionato, poi potevo fare qualcosa in più: ho avuto, purtroppo, dei problemi fisici che mi hanno costretto a stare fuori qualche settimana. Personalmente, tendo sempre a fare un po’ di autocritica: potevo fare qualcosa in più e spero di poter dimostrare nelle otto partite restanti, qualora dovessero riprendere i campionati, quanto di buono fatto sono riuscito a mostrare nella prima parte della stagione”.
Alla vigilia della sosta forzata, il Bitonto vantava una lunghezza di vantaggio nei confronti del Foggia e cinque punti sul Sorrento: in caso di ripresa, chi vedi come squadra favorita alla promozione in Serie C?
“Se devo essere sincero, Bitonto e Cerignola sono le due squadre che mi hanno impressionato: credo che queste due si contenderanno il primo posto. Hanno dimostrato di essere un gradino sopra le altre: esprimono un ottimo gioco ed hanno due rose di grandissima qualità. La sosta potrebbe sfalsare gli equilibri che si sono creati fino a qualche settimana fa: ormai è un mese che siamo tutti quanti fermi e non svolgiamo allenamenti di gruppo. Avrà un impatto abbastanza forte: chi sarà più bravo a mantenere la condizione in questo periodo di emergenza, sia dal punto di vista mentale, sia quello fisico, ne uscirà vincitore”.
Al momento sembrerebbe prematuro parlarne ma vedrebbe il suo futuro in riva all’Adriatico?
“Adesso spero solo di ricominciare a giocare e portare a casa l’obiettivo in queste ultime otto partite di campionato. Penso solo a finire la stagione, qualora ci dovessero dare l’opportunità, nel miglior modo possibile: valuterò poi, con la mia famiglia, la scelta migliore per me e per la mia carriera”.
San Marco, Aniello Calabrese:"Stiamo vivendo qualcosa di tremendo"
Dopo oltre un mese di completa inattività abbiamo ascoltato le parole del presidente celeste granata Aniello Calabrese in un’ampia intervista.
EMERGENZA CORONAVIRUS
“Stiamo vivendo qualcosa di tremendo, di incredibile, uno tsunami che in brevissimo tempo ha sconvolto la vita di intere comunità. Finora nessuno di noi ha avuto voglia di parlare di calcio. Troppe vittime, troppe persone stanno soffrendo per la perdita dei cari e tante altre stanno combattendo. Ci siamo chiesti più volte cosa possiamo fare per renderci utili e la risposta è stata quella di affidarci al personale sanitario e alle direttive del governo stando a casa e soprattutto essere solidali con chi non ha avuto la nostra stessa fortuna. Il periodo che stiamo attraversando è catastrofico, ma non possiamo pensare che andrà peggio, anzi, andrà decisamente meglio. Giorno dopo giorno tutti insieme ne verremo fuori e saremo più forti e coesi di prima. Non vedo i ragazzi dalla trasferta di Otranto del Primo Marzo e mi mancano molto, ma ora non è tempo di pensare a giocare. Abbiamo altre priorità, ognuno di noi ha l’obbligo morale di provare ad aiutare chi è in grosse difficoltà e vi posso garantire che a San Marco di persone bisognose ce ne sono”.
CAMPIONATO ANNULLATO O SI RIPRENDERÀ?
“Non so cosa accadrà io, come tutti del resto in questo periodo, sto navigando a vista e non so come andrà a finire. Ovviamente bisogna attendere che la pandemia giunga al termine e che si azzerino i contagi, solo dopo potremo ragionare, perchè fin quando ci sarà un minimo rischio di contagio nessuno dei miei tesserati scenderà in campo a prescindere da quello che si deciderà. Quando torneremo alla normalità gli organi competenti decideranno in merito cosa sarà meglio fare. Certo non è semplice ritornare in campo dopo mesi di inattività e in condizioni psicologiche certamente difficili”.
A CINQUE GARE DAL TERMINE CON LA MATEMATICA POSSIBILITÀ DI SALVARSI
“Dopo aver conquistato l’Eccellenza l’anno scorso ci siamo trovati ad un bivio. Abbiamo la forza economica per affrontare questo campionato? Il grande entusiasmo della gente, le promesse di molti e le nostre consuete certezze insieme alla decisione ferma e decisa di mister Iannacone di rinunciare ad allenare qualche piazza importante per offrire l’Eccellenza alla sua Città, ci hanno spinto ad affrontare questa stimolante, ma difficile sfida. Fin dal principio abbiamo avuto grossi problemi per completare la rosa e siamo partiti in pochi e con pochissimi under. Poi abbiamo pressato fino a Dicembre tutte le persone che a Maggio erano sul carro dei vincitori a promettere mari e monti con la speranza di un aiuto per aggiungere qualche ragazzo al gruppo, ma non abbiamo avuto risposte.
Quando ci siamo resi conto che al mercato dicembrino le promesse risultavano non mantenute, non abbiamo potuto completare la rosa e siamo andati avanti con pochissimi ragazzi. I risultati, seppur condizionati, a volte da decisioni arbitrali assurde, altre da errori macroscopici dei giovani portieri agli ultimi istanti di gara, sono stati negativi e figli principalmente di una rosa ristretta con pochissime alternative e diversi ragazzi non pronti per l’Eccellenza. Nonostante tutto eravamo in piena lotta salvezza con cinque scontri diretti di cui tre in casa e nell’ultimo periodo fisicamente eravamo molto cresciuti, aumentando gli allenamenti, per giocarci il rush finale”.
ASD SAN MARCO E SOLIDARIETÀ
“Il progetto Asd San Marco è stato nominato Educare attraverso lo Sport. Educare alla solidarietà è un nostro obiettivo. In questi anni abbiamo realizzato parecchie iniziative. L’emergenza coronavirus ha spinto ogni componente della grande famiglia Asd San Marco a prodigarsi per sostenere le famiglie più bisognose di San Marco. Un plauso a tutti i ragazzi del settore giovanile e scolastico che hanno rinunciato con gioia al loro salvadanaio, col quale avrebbero dovuto festeggiare al termine delle attività, per devolverlo a famiglie bisognose. Continueremo fino alla fine dell’emergenza a stare vicino ai bisognosi”.
SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO ASD SAN MARCO
“L’obiettivo del progetto era rendere il settore giovanile e scolastico il fiore all’occhiello della provincia di Foggia. Credo che pochissime squadre di Eccellenza abbiano fatto esordire ragazzi del 2003 del loro stesso vivaio.
Con noi lo hanno fatto 4 o 5 sammarchesi giovanissimi premiati con coraggio dopo un lavoro straordinario fatto da tutti gli addetti ai lavori del settore giovanile. La crescita dei nostri giovani è stata costante e continua, non posso che complimentarmi con tutti”.
FUTURO CELESTE GRANATA
“Ora è difficile pensare al futuro se prima non si supera questo momento. Dopo il problema salute ci sarà da affrontare una forte crisi economica. Noi sopravviviamo con i pochi contributi che commercianti, piccoli imprenditori e gente comune ci offre. Ognuno di loro certamente ne risentirà e difficilmente sarà nuovamente propenso ad una sponsorizzazione. Intanto vediamo come si concluderà la stagione calcistica e poi riprogrammeremo. La voglia di continuare a regalare emozioni alla nostra gente c’è, ma ora, ripeto, non è ancora tempo di giocare”.
APPELLO DEL PRESIDENTE
“Stiamo vedendo i risultati del distanziamento sociale e delle restrizioni imposte dal Governo. Continuiamo a restare a casa e presto ne usciremo tutti insieme più forti di prima.
Restiamo a casa e andrà tutto bene”.
Il presidente Ghirelli al Sole 24 Ore… "Vi spiego cosa potranno fare le società di C"
Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha pubblicato sulle colonne de Il Sole 24 Ore, le sue proposte per sostenere economicamente club e giocatori di Serie C: “Nell’immediato, per fare fronte ai danni cagionati dalla sospensione dell’attività sportiva, che potrebbe protrarsi fino a maggio inoltrato, sarà di fondamentale importanza fare leva sugli ammortizzatori sociali. In effetti le società di Lega Pro potrebbero avvalersi della Cig ordinaria e di altre forme di integrazione salariale a favore dei propri dipendenti. Per la categoria degli sportivi professionisti, calciatori e diverse figure dello staff tecnico con uno stipendio lordo annuale sotto i 50mila euro, invece si dovrebbe poter accedere alla Cig in deroga. Essendo quest’ultima una novità assoluta, tuttavia è necessario che siano rapidamente risolte alcune difficoltà regolamentari che potrebbero vanificare la piena operatività di questo istituto, come peraltro abbiamo già sottolineato sia al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora”-