Trani – Us Bitonto 1-1
Terrone chiama, Manzari risponde.

Così come all’andata, a decidere sono sempre i due bomber. I neroverdi, però, devono recriminare per il gol subito in pieno recupero. Domenica altro derby contro l’Altamura

In una partita poco spettacolare ma molto combattuta, a decidere sono ancora una volta i guizzi dei due bomber. A giochi fatti, però, chi deve recriminare sono senz’altro i neroverdi, raggiunti dal capocannoniere del campionato al 93′.

La partita.Privo di Sangirardi, Roselli e Daddario, Muzio di Venere ripropone Moschetto tra i pali, ritrova Campanella e Bonasia al centro della difesa e rischiera Martellotta sulla sinistra, consegna a Mastrolonardo le chiavi del centrocampo supportato da Caringella e Piperis, si affida a Terrone in avanti servito da Modesto e Giallonardo.

Fin dai primi minuti, la contesa è spenta e tutta raccolta a centrocampo. I biancoazzurri padroni di casa si affidano alle genialate degli ex TerlizziManzari e Albrizio, gli ospiti provano a sfondare sulla destra con Modesto ma lasciano Terrone spesso impossibilitato a lottare in mezzo a Rubini (bitontinissimo) e Pinto. Nella prima mezz’ora, a parte qualche timido tentativo dell’ariete tranese, non c’è niente da segnalare. Al 33′, invece, c’è l’emozione forte: cross di Triozzi dalla destra, colpo di testa di Terrone che costringe Orizzonti a respingere sul palo, la palla arriva a Modesto che a porta vuota e portiere a terra scaraventa ancora sul legno. Incredibile. Sul capovolgimento di fronte, invece, è l’altro bitontino di Trani, il capitano Nicola De Santis, a provarci senza successo da fuori.

Poi soltanto sbadigli fino all’intervallo.

Nella ripresa, sembra partire meglio il Trani, ma è il Bitonto a rendersi pericoloso con l’asse Terrone – Modesto, ma la conclusione del fantasista sul primo palo finisce sull’esterno della rete da ottima posizione.

Orizzonti, poi, al 23′, deve disinnescare una punizione malefica di Mastrolonardo dai 20 metri. Si capisce, insomma, che i neroverdi debbano segnare e così è. È il 28′: Terrone riceve palla dal limite dell’area di rigore, la lascia rimbalzare e la scarica pregevolmente sotto la traversa, dove nulla può il pur ottimo giovane estremo difensore di casa. Nono centro in campionato per l’attaccante tranese doc, che ovviamente non esulta, e che torna a gonfiare la rete dopo 5 partite di astinenza.

Sullo 0 – 1, ci si aspetta la veemente reazione dei ragazzi di mister Costantino. Così non è, perché il Bitonto retto da un insuperabile Campanella corre davvero pochi grattacapi.

Almeno fino al 38′, quando l’ex difensore del San Severo si fa espellere (doppia ammonizione) per aver rallentato l’uscita dal campo per ricevere i soccorsi. I padroni di casa cingono d’assedio l’area neroverde, e sono premiati al 93′, terzo dei 5 minuti di recupero concessi dal signor Andreano di Foggia. Cross dalla sinistra di Quercia, Naglieri spizzica di testa però sui piedi di Manzari che al volo non lascia scampo a Moschetto.

Finisce 1 – 1. Significa un punto per il Bitonto, che torna a muovere la classifica dopo tre sconfitte consecutive. Vuol dire che a 5 turni dal termine, Modesto e compagni hanno 5 lunghezze di vantaggio sulla zona playout.

Da difendere con le unghie e con i denti. Già da domenica prossima, quando al “Città degli Ulivi” arriverà lo Sporting Altamura, per un altro derby carico da 90.

L’analisi. I neroverdi devono recriminare. Raggiunti ancora una volta allo scadere o nei minuti di recupero (vedi Molfetta, Locorotondo, Mola, Taranto), Modesto e compagni sono da elogiare per la prestazione ma non per il risultato. In 180′, infatti, il Bitonto non ha assolutamente dimostrato di essere inferiore alla Vigor Trani, quarta forza del campionato.

Emerge, però, l’annoso problema della stagione: importante mole di gioco, ma gol con il contagocce, appena 26 in 25 partite. Terrone è l’unico attaccante andato a segno in campionato, Ventura e Chisena entrano quasi sempre a contesa in corso, Modesto e Roselli – fermati anche da infortuni e squalifiche – hanno centrato la porte poche volte rispetto ai loro standard.

Negli spogliatoi.Il presidente Francesco Paolo Noviello vede il bicchiere mezzo pieno. «A inizio partita –dice – avremmo sottoscritto per un pareggio a Trani, perciò è un gran bel risultato anche per la prestazione dei ragazzi. Certo, potevano essere tre, ma ci rifaremo domenica».

Le pagelle. Moschetto 6; Triozzi 6, Campanella 6,5, Bonasia 6, Martellotta 6; Mastrolonardo 6, Piperis 6, Caringella 6; Modesto 5,5 (Ventura sv), Giallonardo 5,5 (Naglieri sv), Terrone 7 (Chisena sv).

Il migliore. Il destino della sua stagione è chiaro fin da settembre: combattere spesso da solo contro l’intera difesa avversaria. Anche ieri. Nando Terrone, però, accetta la sfida e esce dal cilindro gol da cineteca come quello di ieri. Guerriero.

Michele Cotugno Depalma – dabitonto.com

Us Bitonto-Vieste: “stangatina” del giudice sportivo. Cariello inibito fino al 2020

Sanzionati anche Morgese, Incantalupo, Sangirardi, Roselli e Daddario. Niente multa e squalifica del campo. Il presidente Noviello: “Non siamo un peso ma ci faremo sentire in Federazione”

Ci si attendeva una vera e propria stangata. È arrivata, invece, una “stangatina”.

Dopo i brutti fatti del post partita di Us Bitonto – Atletico Vieste (parapiglia generale e uno dei due assistenti del direttore di gara, Cleopazzo di Lecce, finito in ospedale), la società neroverde può tirare un piccolo sospiro di sollievo.

Il timore più grosso, infatti, è svanito.Niente multa e, soprattutto, squalifica ad oltranza del campo, che avrebbe costato partite casalinghe in campo neutro e a porte chiuse fino al termine della stagione.

Il giudice sportivo ha “soltanto” inibito per 5 anni, fino al 5 marzo 2020, il vicepresidente Vincenzo Cariello, resosi protagonista del pugno che ha mandato ko il guardalinee, e per una giornata il direttore sportivo Francesco Morgese e il medico Vincenzo Incantalupo.

Squalifica di due turni, invece, per Giuseppe Sangirardi, espulso anzitempo domenica, e una per Nico Roselli e Vanni Daddario.

Tre giorni dopo la sfida contro i foggiani, e dopo le (legittime) sfuriate a caldo (con tanto di minaccia di far scendere in campo la juniores), «silenzio e riflessione» albergano nell’animo del presidente neroverde, Francesco Paolo Noviello.

«Ho chiesto – afferma – un incontro ufficiale in Federazione, e sto aspettando la convocazione. Quando mi sarà concesso, porterò una disamina degli ultimi episodi arbitrali che ci sono capitati».

All’ombra dell’olivo, quello che è successo contro Francavilla e Vieste (e un paio di mesi fa contro il Nardò), è difficile da digerire.

«Non credo che il Bitonto sia un peso per la federazione – prosegue Noviello –ma è assolutamente necessario farci sentire anche per chiedere chiarezza».

Ma al patron neroverde ha fatto più male l’episodio di domenica o quello di 5 anni fa, la pietra al guardalinee gettata dagli stadi durante l’incontro con il Francavilla sul Sinni, in serie D? «Sono due episodi diversi – spiega – e ambedue brutti. Quest’ultimo non lo giustifico, ma lo capisco come persona che ha dato tanto e di più per i neroverdi. Effetto negativo sui giocatori? Spero proprio di no».

Loro, Modesto e compagni, intanto, hanno iniziato la preparazione in vista della difficile trasferta di Trani. Mister Di Venere riabbracceràNaglieri, Bonasia, Campanella e Modesto, che rientreranno dalla squalifica. 

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Us Bitonto – Atletico Vieste 1-2
Bitonto bello ma ancora sconfitto

A fine partita, però, si scatena la rabbia dei neroverdi contro l’ennesimo arbitraggio discutibile. A farne le spese uno dei due collaboratori dell’arbitro, finito in ospedale

Us Bitonto-Vieste, purtroppo, parte dalla fine.

Quando, al fischio finale dell’arbitro Federico Votta di Moliterno, si scatena la rabbia dei neroverdi, convinti di aver subito un altro arbitraggio a dir poco discutibileE nel parapiglia ad avere la peggio è un assistente del direttore di gara, Edoardo Federico Cleopazzi di Lecce, che finisce in ospedale colpito al volto. E a farlo sarebbe stato, probabilmente, un dirigente bitontino.

Sul campo, invece, un coriaceo e combattivo Bitonto deve cedere il passo (1-2) all’Atletico Vieste, terza forza del campionato, collezionando così la terza sconfitta consecutiva che però non complica il cammino verso la salvezza, con la zona playout lontana ancora 4 punti.

A uscire con le ossa rotte, però, ieri è stato il calcio.

La partita. Sul neutro a porte chiuse di Terlizzi, mister Di Venere deve raccapezzarsi con una squadra falcidiata dalle squalifiche. Così, senza Naglieri, Bonasia, Campanella e Modesto, si affida a Nuzzo tra i pali, Giallonardo, Daddario, Sangirardi e Martellotta in difesa; Caringella, Mastrolonardo e Piperis a centrocampo; Roselli a imbeccare Ventura e Chisena.

I ritmi non sono altissimi, e fin dai primi scambi i padroni di casa tengono testa al più quotato avversario. In realtà, poco accade fino al 20′, poi due sussulti. Il vantaggio dei foggiani con un colpo di testa di Salerno su calcio piazzato battuto appena fuori dall’area di rigore. Il pareggio immediato dei neroverdi, con Piperis che deve solo appoggiare a porta sguarnita una bellissima azione corale imbastita d Ventura, Roselli e Caringella. Seconda marcatura stagionale per il centrocampista barese. Il Bitonto gioca bene, sfruttando soprattutto la posizione tutt’altro che fissa e ferma di Roselli, e non dimostra alcuna minima apprensione e timore nonostante la lunga lista di assenti. Anzi, potrebbe andare anche in vantaggio a fine primo tempo, ma Ventura non riesce a essere preciso su una bella palla proveniente da una genialata di Mastrolonardo. Davvero grave l’errore dell’ex attaccante di Bisceglie e Mola, ancora a secco di reti all’ombra dell’olivo.

Nella ripresa, accade ancora meno. Il Vieste prova a farsi vedere con le sgroppate di Augelli sulla fascia e qualche zuccata del solito Salerno, il Bitonto fa buona guardia, ma conclude poco. L’unico sussulto lo regala Giallonardo, che poco prima della mezz’ora salva sulla linea un intervento a vuoto di Nuzzo. Al 31′, invece, nessuno riesce a spingere in rete una bella punizione di Roselli.

Il pareggio sembra scritto, ma a 10′ dal termine il direttore di gara decide di sanzionare (molto generosamente) con il rigore il fallo di Daddario su Caesar, che cadendo male, sarà costretto al ricovero in ospedale per la frattura della fibula. Dal dischetto, Salerno non sbaglia e fa 1-2.

Punito eccessivamente, il Bitonto sbanda, e viene salvato prima da Nuzzo, che compie un miracolo su Sciangalepore, e poi da Caringella, che salva sulla linea un colpo di testa da azione di calcio d’angolo.

Ma perde anche la testa con le espulsioni di Sangirardi e del vicepresidenteVincenzo Cariello. Entrambi avrebbero protestato troppo considerando esiguo il recupero (2′) concesso.

A fine partita, poi, lo sbandamento si trasforma in rabbia. Già, perché dopo Nardò e Francavilla, il Bitonto si sente eccessivamente danneggiato dagli arbirtri e ha già chiesto un incontro al presidente della Figc Puglia Vito Tisci.

Settimana da dimenticare. Con la sconfitta di ieri, si chiude una settimana da horror per la squadra bitontina. Cominciata domenica scorsa, con il ko (con polemiche) contro la capolista Francavilla. Continuata martedì, con la stangata del giudice sportivo, che ha deciso di infliggere 500 di euro di multa e una partita da disputare a porte chiuse e a campo neutro. Già, ma adesso cosa succederà? Quel che è certo è che c’è da preparare l’ostica trasferta di Trani.

Le pagelle.Nuzzo 4,5; Giallonardo 6, Sangirardi 5,5, Daddario 5, Martellotta 6,5; Caringella 6,5, Mastrolonardo 6, Piperis 6, Roselli 7, Ventura 6, Chisena 5,5 (Terrone sv).

Il migliore. Nico Roselli dimostra di essere in uno stato di forma smagliante. Tutte le azioni pericolose dei neroverdi passano dai suoi piedi. Prezioso. Importante anche la prestazione di Marco Martellotta, che non ha affatto sfigurato in un ruolo tutt’altro che congeniale.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Bitonto – Atletico Vieste 1-2
Battuto il Bitonto sul neutro di Terlizzi

stemma Atletico ViesteA due mesi e mezzo dal successo a Francavilla contro la Virtus, l’Atletico Vieste torna a vincere in trasferta battendo per 2-1 il Bitonto sul neutro di Terlizzi, gara giocata in assenza di pubblico per la squalifica comminata in settimana alla squadra barese. La gioia del successo con la doppietta di Lorenzo Salerno viene attenuata dal tumultuoso dopopartita e, soprattutto, dall’infortunio che costa a Cesar la chiusura anticipata della stagione.

Al fischio di inizio le due squadre si presentavano senza numerose pedine per gli infortuni e le squalifiche che hanno costretto Di Venere ed Olivieri a correre ai ripari. Nelle prime fasi di gioco, il Bitonto si affidava a Ventura, terminale offensivo, supportato da Roselli, Caringella e Chisena, ma senza mai superare l’attenta coppia centrale difensiva composta da Mandorino (al suo ritorno dal primo minuto dopo l’infortunio, sostituendo lo squalificato Sollitto) e dal bitontino Camasta.

Alla prima vera occasione da rete, cambiava il risultato: Colella calciava una punizione dalla linea di fondo pennellando per la testa di Salerno che girava verso il secondo palo trafiggendo il baby Nuzzo. Era il 23mo. Nemmeno il tempo di gioire che il Bitonto perveniva al pari nell’unica disattenzione della difesa viestana: un’apertura a scavalcare la retroguardia garganica consentiva a Caringella di crossare rasoterra per Piperis che dal limite dell’area piccola depositava nella rete sguarnita.

Le reti infiammavano la gara fino a quel momento avara di occasioni pericolose; poco dopo la mezz’ora Mastrolonardo pescava Ventura in area ma la sua deviazione in spaccata aerea sfiorava di poco il palo alla destra di Tucci. Poco dopo Paolo Augelli crossava per Salerno ma la sua girata di testa veniva deviata in corner dal suo marcatore diretto. Il primo tempo si chiudeva con l’uscita di Quaresimale per problemi muscolari, lasciando il posto a Lombardi.

Al ritorno dagli spogliatoi Olivieri cercava di dare maggior brio al suo reparto di attacco sostituendo De Carlo con Rubino (arretrando Silvestri sulla linea difensiva) ma le squadre si preoccupavano più di difendere che di attaccare. Col passare dei minuti saliva la tensione in campo e le reiterate proteste provenienti dalla panchina bitontina costavano l’espulsione a due componenti (diventeranno tre poco prima del novantesimo). Di Venere provava a mescolare le carte spostando Ventura sulla fascia (anche per cercare di arginare le discese di Paolo Augelli) e piazzando Terrone al centro dell’attacco (subentrato a Chisena a metà ripresa).

Il grigiore di una brutta partita veniva illuminato al 36mo da Cesar Kouame che entrava in area dalla destra ma veniva atterrato da Daddario: il signor Votta, arbitro giunto dalla provincia di Potenza, non aveva dubbi indicando il dischetto del rigore che Salerno realizzava batteva Nuzzo, riportando davanti i suoi. A seguito dello scontro, Cesar doveva abbandonare il terreno di gioco in barella; al Pronto Soccorso gli veniva diagnosticata la frattura del perone, per lui campionato finito.

La rete faceva perdere la testa ai bitontini che fino al termine si preoccupavano più di provocare che di segnare. I viestani riuscivano a tenere i nervi saldi e a punzecchiare Nuzzo in più riprese: il tiro al 40mo di Lombardi dal limite non veniva bloccato dal portiere barese che si rifaceva con gli interessi sventando la ribattuta a colpo sicuro di Sciangalepore (subentrato a Cesar). Al 43mo Colella dalla bandierina trovava la testa dello stesso Sciangalepore ma il pallone veniva tolto dalla rete dalla provvidenziale testata di un difensore bitontino appostato sulla linea di porta. I brividi per i neroverdi proseguivano per qualche indecisione di troppo di Nuzzo che rischiavano di aumentare il divario nel punteggio.

Prima del triplice fischio, il direttore di gara mandava negli spogliatoi Sangirardi, reo di aver protestato troppo animosamente per i 4 minuti di recupero assegnati, e un altro dirigente del Bitonto. E proprio il triplice fischio dava il via ad un altro match, sicuramente più brutto della peggiore partita di calcio, fatto di scontri e di colpi proibiti: il primo a pagarne le spese era il signor Cleopazzo, primo assistente di linea, messo ko mentre si avviava verso lo spogliatoio; si accendeva una mischia attorno alla terna a cui partecipavano anche i Carabinieri in servizio al Comunale di Terlizzi, intervenuti per sedare gli animi. Poco distante da lì, a bordo campo, iniziavano delle discussioni tra un dirigente bitontino e i giocatori viestani che sfociavano in una vera e propria zuffa all’ingresso degli spogliatoi, con Mandorino oggetto delle maggiori attenzioni da parte dei suoi avversari. Con non poca fatica, gli uomini delle forze dell’ordine riuscivano a separare i rappresentanti delle due squadre mandando ciascuno nel proprio spogliatoio.

Col pareggio tra Virtus Francavilla e Nardò, il Vieste accorcia di due punti il distacco dalle due squadre che lo precedono, diventando autentico ago della bilancia di questo fine campionato se si considera che entrambe dovranno giocare al “Riccardo Spina”. Si inizierà tra 7 giorni quando la capolista Virtus giungerà sul Gargano. Il Bitonto, invece, proseguirà la sua strada per conquistare la permanenza in Eccellenza (la zona play-out dista 6 punti) andando a giocare a Trani, altra squadra lanciata nelle zone alte della classifica.

Bitonto: Nuzzo, Giallonardo, Martellotta, Piperis, Mastrolonardo, Daddario, Chisena (27st Terrone), Sangirardi, Ventura, Rosellli, Caringella. A disposizione Moschetto, Cantatore, Triozzi, Pagone, Signorile, Lafirenze. Allenatore Muzio Di Venere

Atletico Vieste: Tucci, Augelli P., De Carlo (1st Rubino), Silvestri, Mandorino, Camasta, Kouame (36st Sciangalepore), Balzano, Salerno, Colella, Quaresimale (38pt Lombardi). A disposizione Innangi, Pafundi, De Leo, Chionchio. Allenatore Massimo Olivieri

Arbitro Federico Votta della sezione di Moliterno (PZ), assistenti Edoardo Federico Cleopazzo e Danilo Maci di Lecce

Reti: 23pt Salerno (V), 26pt Piperis (B), 37st Salerno (V) su rigore

Ammoniti: Sangirardi, Mastrolonardo, Daddario (B), Mandorino, Silvestri (V)

Espulso Sangirardi (B) al 46st per proteste

Sandro Siena

Bitonto – Virtus Francavilla 0-1
Bitonto sconfitto ma da applausi

Bitonto e Virtus Francavilla al calcio d’inizio

I neroverdi, però, si sentono penalizzati dalla direzione del direttore di gara e hanno inoltrato un reclamo contro il comportamento del primo assistente

Sul campo, è la Virtus Francavilla ad avere la meglio con un gollonzo di Villa a finir di primo tempo e a continuare la sua corsa solitaria in vetta alla classifica.

Fuori dal rettangolo di gioco, scoppia la rabbia dell’Us Bitontoche ha già predisposto un ricorso alla procura federale contro il primo assistente dell’arbitro Pierpaolo Loffredo, reo di aver avuto atteggiamenti minacciosi dapprima nei confronti di Modesto e poi dell’intera panchina.

La partita.Dinanzi alla prima della classe, Muzio Di Venere schiera la formazione attesa alla vigilia: Moschetto; Naglieri, Campanella, Bonasia, Daddario; Sangirardi, Caringella, Giallonardo; Modesto, Roselli e Terrone. Anche i brindisini di mister Calabro rispondono con un 4-3-3.

Nonostante moduli all’apparenza offensivi, la partita è spenta. Il Francavilla prova a fare la partita, ma il Bitonto non ha certamente brodo nelle vene e ribatte colpo su colpo. Anzi, sono i neroverdi a sorprendere: pressing alto, squadra corta e ben messa in campo, controllo agevole del centrocampo.

E a recriminare un rigore all’11’, quando uno scatenato Modesto viene atterrato in area, ma per il direttore di gara di Torino (no, non è un errore, ieri l’arbitro era davvero del profondo Nord) non c’è nulla e anzi il capitano è da ammonire per simulazione.

Poi solo torpore, gioco maschio, contrasti duri (alla fine saranno ben 9 i cartellini gialli, di cui 6 soltanto dei padroni di casa) e pochi, pochissimi tiri. A svegliare il “Città degli Ulivi” ci pensaBricca poco dopo la mezz’ora, che costringe Moschetto all’angolo dopo un’azione sviluppata da calcio d’angolo.

Al 40′ è Roselli, invece, a tentare la via della rete con una punizione dai 20 metri tutt’altro che precisa.

A un minuto dal thè caldo, è Villa a trovare il vantaggio con una punizione velenosa dalla sinistra. Palla insidiosa, nessuno ci arriva e Moschetto è battuto. Si va al riposo sullo 0 – 1.

Nella ripresa, il Bitonto si presenta a testa bassa e prova a stringere d’assedio una squadra che non prendeva gol da oltre 900′. La buona volontà c’è, ma i tiri scarseggiano anche perché Terrone è lasciato solo solingo in mezzo ai centrali della difesa brindisina, e nulla cambia con l’ingresso di Chisena e Ventura.

Il Francavilla, dal canto suo, fa il compitino e si limita a dare segnali di presenza con qualche contropiede non sfruttato da Villa. Troppo poco per chi comanda la classifica.

Nel frattempo, l’arbitro continua a far parlare di sé. Negativamente.

C’è lavoro anche per Iurlo, che al 44′ intercetta in bello stile la bomba da fuori di Mastrolonardo. L’ultimo (o il primo, fate voi) tentativo dei neroverdi di riaddrizzare una partita che doveva finire diversamente. Perché il Bitonto ha dimostrato di valere il Francavilla. Ma deve masticare amaro, ancora. Per la seconda volta consecutiva, la quarta in casa, la decima stagionale. La classifica, però, è ancora sorridente, perché la zona playout è lontana ancora 5 punti.

Domenica altra sfida difficilissima. Arriva il Vieste, terza forza del campionato. Da affrontare senza gli squalificati Naglieri, Bonasia, Campanella e Modesto.

Negli spogliatoi.L’amarezza si legge nello sguardo di Muzio Di Venere. «Ho visto una gran bella squadra –dice – ed è stata la mia. Devo fare i complimenti ai miei ragazzi, per come hanno interpretato la gara.L’arbitraggio? È sempre la solita storia, viene a distruggere le squadre di casa».

Le pagelle.Moschetto 6; Naglieri 6, Bonasia 7, Campanella 7, Daddario 6 (Chisena sv); Sangirardi 6,5, Caringella 6, Giallonardo 6; Modesto 6 (Ventura sv), Roselli 6 (Mastrolonardo 6), Terrone 6.

Il reclamo.Al termine della partita, la società neroverde ha allegato al referto arbitrale la denuncia contro il comportamento del primo assistente dell’arbitro.

«La società –si legge nel reclamo –esprime tutto il proprio rammarico e dispiacere, per gli incresciosi e intollerabili episodi di violenza verbale, di cui si è reso protagonista l’assistente di gara, nei confronti dei tesserati della società stessa. Assistente di gara che ha dapprima redarguito con parole e toni inadeguati ad una conversazione in ambito calcistico, il capitano Vincenzo Modesto, proferendo nei suoi confronti le seguenti parole al minuto 28 del p.t. ” Se non ti allontani, ti spacco la bandierina in testa. Non pensare che l’arbitro è di Torino. Io capisco perfettamente il vostro dialetto barese, stai zitto”. Si è poi reso protagonista del medesimo atteggiamento arrogante e minaccioso, nei confronti dei tesserati U.S. Bitonto 1921, presenti in panchina, riferendosi a loro con “Io capisco il dialetto barese, state zitti o vi butto tutti fuori”». 

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Bitonto–Virtus Francavilla 0–1, Villa regala tre punti d’oro ai biancazzurri.

Bitonto – Virtus Francavilla

Una punizione dell’ex Gallipoli permette alla Virtus di superare l’insidia Bitonto. Sfortunato Montaldi che esce in barella.

BITONTO.  Tredicesima vittoria consecutiva per la Virtus Francavilla, che supera di misura un ottimo Bitonto mai domo.  I biancazzurri non hanno disputato la loro miglior partita, ma hanno saputo soffrire senza mai prestare il fianco all’avversario. Mister Di Venere, rispetto alla gara con l’Hellas Taranto, deve rinunciare ancora una volta a Triozzi, sostituito da Naglieri. Mister Calabro lancia Rescio titolare affianco a Bricca, con Biason e Galdean in panchina.

Ritmo basso in partenza, con poche occasioni da entrambe le parti. Al 13’, protesta il Bitonto per un contatto in area di rigore tra Liberio e Modesto, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi per il calcio di rigore e ammonisce il giocatore bitontino per simulazione.  Al 25’ Bonasia commette fallo con gomito alto su Montaldi al limite dell’area. Il giocatore argentino resta a terra privo di sensi, e viene soccorso dai sanitari della Virtus. L’infortunio però non gli permette di continuare la gara e deve uscire in barella; frattura della mandibola per lui ed un mese di stop. Grave tegola questa per Calabro, che a sette giorni dal big match con il Nardò, deve rinunciare, oltre a Quarta, anche al suo più prolifico attaccante. Al 33’ ci prova Bricca da fuori, ma Moschetto si stende e manda in angolo.  Al 40’ ci prova Roselli su punizione, ma la sua parabola termina alta. Al 44’ il gol della Virtus: sugli estremi di un calcio di punizione battuto da Villa, Vetrugno non arriva sulla sfera ma inganna Moschetto che resta immobile e permette alla sfera di insaccarsi alla sua sinistra.  Il bomber di Soresina sale così a quota 7 reti in campionato. Termina così un primo tempo avaro di occasioni da rete, con un gioco limitato fortemente dalle condizioni meteo non favorevoli.

Nella ripresa cambia sostanzialmente poco, con un Bitonto che tenta il tutto per tutto e con la Virtus che prova a gestire più che affondare il colpo. Al 60’ bella discesa di Gallù sulla sinistra, che crossa magistralmente sulla testa di Villa, il quale tutto solo stacca di testa, ma non riesce ad inquadrare lo specchio.  Al 63’, ancora Villa, non arriva in estirada sul tiro cross di Liberio dalla destra. Al 90’, bolide dai trenta metri di Mastrolonardo sul quale Iurlo compie un autentico miracolo, deviando in angolo e salvando la sua imbattibilità.

Si chiude così una gara difficile per la Virtus, che non è riuscita ad esprimere il suo solito gioco armonioso, anche per la grinta e la tenacia messa in campo dal Bitonto. Qualità che sono state estremizzate alla fine della gara quando per eccesso di foga, i giocatori bitontini non hanno permesso alla Virtus di raccogliere il saluto dei propri tifosi, intimando loro di andare negli spogliatoi e di lasciare anzitempo lo stadio. Scena poco edificante e soprattutto poco sportiva. Davvero un peccato, poiché l’undici di Muzio Di Venere, ha ampiamente dimostrato contro la capolista,  di poter raggiungere tranquillamente la salvezza senza particolari patemi d’animo.

TABELLINO

BITONTO – V. FRANCAVILLA C. 0-1 (44′ Villa)

BITONTO: Moschetto, Naglieri, Daddario (64’ Chisena), Giallonardo, Campanella, Bonasia, Modesto (75’ Ventura), Sangirardi, Terrone, Roselli (81’ Mastrolonardo), Caringella. A disp.: Nuzzo, Cantatore, Capriati, Piperis. All. Di Venere

V. FRANCAVILLA C.: Iurlo, Bartoli, Vetrugno, Bricca, Taurino, Gallù, Liberio, Rescio (74’ Biason), Di Rito (70’ Richella), Marolla, Montaldi (29′ Villa). A disp.: D’Urso, Corso, Colluto, Galdean. All. Calabro

Arbitro: Loffredo, di Torino (Laghetti-Giudetti)

Note: Ammoniti: Naglieri, Giallonardo, Campanella, Bonasia, Modesto, Sangirardi (BI), Gallù, Rescio (VF) Recupero: 3’pt; 3’st

 FABIANO IAIA per CalcioWEBdilettanti.it

 

L’Us Bitonto pronta a sfidare la capolista Francavilla.

Roselli e Terrone: “Siamo fiduciosi”

Domani arriva la squadra più forte del campionato, ma Modesto e compagni sognano lo sgambetto come all’andata. La società chiama a raccolta i tifosi con la giornata neroverde

L’affascinante sfida che domani alle 15 andrà in scena al “Città degli Ulivi” ha il chiaro sapore biblico.

Da una parte c’è il “piccolo” Us Bitonto, il Davide della situazione, che naviga in una zona ibrida (è 10° in classifica, a +5 sulla zona playout e -8 da quella playoff), e non può permettersi troppi passi falsi.

Dall’altra c’è la “grande” Virtus Francavilla, il Golia di turno, capolista con due lunghezze di vantaggio sul Nardò, già vincitore della Coppa Italia di categoria, reduce da 12 vittorie consecutive di cui 10 senza subire reti, Iurlo imbattuto da oltre 900′, una condizione di forma davvero invidiabile.

Fermandoci a questi dettagli o soltanto alla differenza di punti (i ragazzi di mister Calabro ne possono vantare 51, i neroverdi 27), sulla carta non ci dovrebbe essere partita perché i brindisini dovrebbero far polpette degli avversari.

Il calcio, però, non è una scienza esatta. Sfide impossibili non esistono. Squadre imbattibili non sono mai state create.

Il Bitonto, allora, può tranquillamente sgambettare la lanciatissima capoclassifica.

Sia perché lo ha già fatto all’andata (incredibile 1-2 il 3 novembre scorso, con il blitz firmato Roselli-Palazzo, ed era diverso da quella attuale), sia perché i ragazzi di mister Di Venere con le grandi non hanno (quasi) mai fallito. Battendo Molfetta e Francavilla, pareggiando con Vieste e Trani.

Sia perché Modesto e compagni hanno dato segnali di vitalità nell’ultimo periodo, trovando lo schema tattico ideale (4-3-3), mostrando anche un buon calcio e una discreta condizione di forma.

Un risultato positivo sarebbe una grande inizione di fiducia per il ciclo terribile che attende i neroverdi: Francavilla, Vieste, Trani, Altamura, Nardo e Casarano. Sei partite di alta quota che decideranno il destino stagionale della più vecchia società calcistica della città.

Per la sfida alla capolista, la società ha deciso di istituire la“giornata neroverde”, e tutta la cittadinanza è invitata a rispondere in massa, in maniera partecipe ed entusiasta. Domani, infatti, non saranno disponibili accrediti e non saranno validi gli abbonamenti. Tutti sono invitati al “Città degli Ulivi” per assistere alla gara, contribuendo al pagamento del biglietto che consiste in 5 euro per tribuna laterale e gradinata, 10 per la tribuna numerata, 3 per donne, e 7 per il settore ospiti.

A poche ore dal big match, Nicola Roselli e Nando Terrone danno la carica.

«Ho sensazioni positive – spiega l’ex centrocampista di Monopoli, Terlizzi e Noicattaro – anche se giochiamo contro la squadra più forte del campionato. Dovremmo fare la partita perfetta e sfruttare quelle occasioni che ci capiteranno».

«Nel calcio non esistono sfide impossibili – afferma invece l’ex attaccante del Trani – lo sappiano tutti, può succede sempre di tutto. Mi sento abbastanza fiducioso. Abbiamo preparato bene questa gara allenandoci al massimo perchéci teniamo tanto a fare bene».

Arbitro della contesa sarà Pierpaolo Loffredo della sezione di Torino.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Hellas Taranto – Bitonto 1-0
inopinato ko a San Giorgio Jonico

I neroverdi dominano la partita ma non riescono a sfondare, e devono cedere con un gol al 90′. Domenica arriva la capolista Francavilla

Hellas Taranto – Bitonto (giocata sul campo in terra battuta di San Giorgio Jonico) è il grimaldello per capire come lo sport più bello del mondo, il pallone, sia anche quello più crudele e spietato.Perché quando una squadra, in questo caso gli ospiti neroverdi, dominano tutta la partita, prendono d’assedio la retroguardia padrona di casa, creano 3-4 nitide occasioni da rete non buttando mai la palla nel bersaglio grosso, e poi esce sconfitta con un gol subito al 90′ con un solo tiro in porta subito, deve gridare alla rabbia e all’amarezza. Ma anche imprecare contro se stessa, perché nel calcio quando non si concretizza, c’è il rischio concreto di essere fottuti.

La partita. Privo di Triozzi (in dubbio anche per il Francavilla) e Mastrolonardo, ma con i rientranti Giallonardo e Chisena, mister Di Venere resta al fedele al 4-3-3 delle ultime uscite con Moschetto tra i pali; Capriati, Campanella, Bonasia e Daddario in difesa; Sangirardi, Caringella e Giallonardo a centrocampo; Modesto e Roselli a supporto di Terrone.
Fin dal fischio iniziale, è un monologo neroverde, che conferma l’ottimo momento di forma e sfrutta la maggiore qualità rispetto ai tarantini, costretti a più riprese all’angolo e ad alzare le barricate davanti al giovane Valentino.
L’occasione più propizia capita sui piedi di Caringella al 33′ che, servito da Terrone, calcia di poco al lato a tu per tu col portiere.
Nella ripresa il Bitonto non molla la presa e continua l’assedio al fortino tarantino. Al 57’, sugli sviluppi di una punizione,Campanella viene vistosamente trattenuto da un difensore, ma per l’arbitro è tutto regolare e non concede il rigore. Due giri di orologio più tardi, Danieli Vaz (il bomber dell’Hellas) ci prova dalla distanza, ma Moschetto dice di no. Altri due minuti ed è ancora Caringella, servito da Roselli sulla sinistra, a stoppare di destro, a calciare al volo di sinistro a botta sicura, ma trova sulla sua strada un miracoloso Valentino a negargli la seconda marcatura stagionale. Al 75’, invece, è Giallonardo a provarci dal limite dell’area, ma trova sulla sua strada la spalla di un difensore a negargli il gol.
La porta ionica sembra stregata, ma il Bitonto si accorge che anche la gara è maledetta perché al 90’ arriva il gol locale. A timbrarlo è la capocciata del neo entrato Simonetti, che batte l’estremo difensore neroverde sfruttando al meglio un cross proveniente dalla sinistra.
È il gol da tre punti per l’Hellas, che centra il secondo successo consecutivo e sale a quota 19. Il Bitonto, invece, perde dopo cinque risultati utili consecutivi, resta inchiodato a quota 27, e vede a scendere a 5 i punti di vantaggio sulla zona playout. E recrimina perché, tra andata e ritorno, ha perso 4 punti contro una esordiente assoluta in Eccellenza.

Per la serie: il campionato dei rimpianti non ha mai fine.

Sfide d’alta quota.Modesto e compagni devono mandare giù, e alla svelta, questo calice amarissimo perché da domenica c’è un tour de force difficilissimo.I brividi: Virtus Francavilla (capolista), Vieste (terza forza del campionato), Trani (quarto in classifica), Altamura (sesto), Nardò (seconda e una grande corazzata), Casarano (tutt’altro rispetto al girone di andata).

Serviranno prestazioni all’altezza e il supporto dei tifosi.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Bitonto – Pro Italia Galatina 3-0
Bitonto bello, spettacolare e vincente

Punteggio di 3-0 con le reti di Campanella, Sangirardi e Modesto. Quinto risultato consecutivo e salvezza sempre più vicina. Domenica trasferta a Taranto

Il Bitonto, per una la prima volta in questa stagione, si veste formato champagne e bollicine e ottiene quattro risultati. Batte 3 – 0 il non trascendentale Galatina, vede più vicina la salvezza (+8 sull’Ostuni, quint’ultima), segna per la prima volta tre reti in campionato, torna a essere effervescente al “Città degli Ulivi”, dove l’ultimo tris mancava addirittura dal 15 dicembre 2013, quando a farne le spese è stato il Canosa.

Una vittoria in bello stile che conferma lo stato di grazia dei ragazzi di mister Muzio di Venere.

La partita. Il mister neroverde, Giallonardo e Chisena a parte (la vittoria è stata dedicata a loro, ndr), si affida al collaudato 4-3-2-1 con Moschetto; Triozzi, Naglieri, Campanella, Bonasia; Mastrolonardo, Sangirardi, Caringella; Modesto, Roselli; Terrone.

Fin dal fischio iniziale, ci sono soltanto i neroverdi in campo. Squadra corta, pressing a tutto campo, nessun punto di riferimento in attacco, gioco veloce sviluppato sulle fasce, dove Bonasia da un lato e il duo Roselli/Triozzi dall’altro sono incontenibili. Già al 1′, allora, è Caringella a provarci da fuori senza fortuna. Al 4′ è Roselli a scaldare i pugni di Esposito con una velenosa punizione da fuori. Al 7′ c’è il vantaggio: angolo dalla sinistra, sponda di testa di Naglieri sul secondo palo, botta vincente di Campanella. Primo gol in neroverde per l’ex difensore di Andria e San Severo, arrivato a dicembre all’ombra dell’olivo.

Il motivo del match non cambia. I padroni di casa continuano a dominare, il Galatina si dimostra troppo fragile in difesa e soffre terribilmente l’inserimento dei centrocampisti neroverdi.

Non sorprende, allora, il numero spropositato di occasioni. Sangirardi sbaglia a tu per tu con il portiere al 10′; Terrone tenta l’eurogol da fuori senza esito al 16′; Modesto non riesce a segnare dopo una bella azione sviluppata sulla destra sull’asse Roselli-Triozzi al 26′; colpo di testa fuori di Terrone imbeccato ottimamente da Bonasia dalla sinistra al 41′; Sangirardi e Modesto non riescono a raddoppiare dopo un’azione sontuosa di Roselli sempre dalla sinistra al 45′. Nel frattempo, poco dopo la mezz’ora, il Galatina rimane in inferiorità numerica per l’espulsione (doppia ammonizione) di Buono. E qualche secondo prima del tè caldo, arriva il raddoppio conSangirardi lanciato solo davanti a Esposito da un tocco soffice e geniale di Terrone. Anche per il metronomo è la prima rete in campionato, ed è il 12° marcatore neroverde ad andare a segno in questa stagione.

Nella ripresa, lo scenario non muta di una virgola. Il Bitonto si diverte e continua a divertire, il Galatina può fare veramente poco. Al 23′ arriva anche il tris con una botta terrificante di Modesto dal limite dell’area, ben servito da una sponda di Terrone. Per il capitano è il quinto centro in campionato, il secondo consecutivo, il terzo nelle ultime 4 partite.

Il punteggio potrebbe ancora più pesante se Piperis non angolasse troppo (il cronometro segna il minuto 35′) la conclusione sul secondo palo, e se Esposito non fosse miracoloso per ben due volte su Ventura (38′ e 41′).

Quisquiglie. Il Bitonto di ieri merita soltanto applausi. Quinto risultato utile consecutivo, 11 punti nelle ultime 5 partite, 27 punti in classifica, e zona playout sempre più lontana. Potrebbe esserlo ancora di più domenica, quando i neroverdi andranno a fare visita all’Hellas Taranto, penultima forza del campionato.

L’analisiIl Bitonto vince e convince. Finalmente. Messo alle spalle il periodo nero di fine 2014, i neroverdi hanno ritrovato brillantezza, condizione fisica, convinzione, gioco, e schema tattico. Già (sarà soltanto un caso?), perché con il 4-3-2-1, sono arrivati 10 gol in 5 partite e prestazioni di una certa caratura. Che, però, aumentano il rammarico per i troppi punti persi per strada.

Negli spogliatoi. L’uomo assist di giornata, Nando Terrone, è soddisfatto. «Ora stiamo bene fisicamente e dobbiamo sfruttare questo momento raggiungendo la salvezza alquanto prima, e domenica a Taranto sarà un’altra partita importante. Il rammarico? I tre punti contro l’Ascoli Satriano, con i quali adesso saremmo ancora più tranquilli».

Guardano positivo anche il vicepresidente Vincenzo Cariello e il direttore sportivo Francesco Morgese, secondo cui «abbiamo giocato una bella partita, in modo intenso e vivo per tutti i 90′ minuti. È una vittoria che vale sei punti perché contro una diretta concorrente. Ma da martedì dobbiamo pensare al Taranto».

Le pagelle. Moschetto sv; Triozzi 6,5, Naglieri 6, Campanella 7, Bonasia 7; Mastrolonardo 6,5 (Piperis 6), Caringella 6,5, Sangirardi 7; Modesto 7, Roselli 7 (Ventura 6,5); Terrone 7.

Il miglioreAnche se non ha segnato, Nicola Roselli è stato un macinatore di chilometri. Crossava da destra così come da sinistra, e micidiale anche dai calci piazzati. Quando lui, il 38enne ex Terlizzi, Noicattaro, Monopoli è in forma, gira tutta la squadra. Prezioso.

Michele Cotugno Depalma – dabitonto.com

Bitonto: Al “Città degli Ulivi” arriva il Galatina

I neroverdi allo stadio di Mola © BitontoLive.it

Sfida salvezza. Calcio d’inizio alle 15

Riparte oggi la marcia salvezza dei leoncelli, che al “Città degli Ulivi” ospitano i leccesi della Pro Italia Galatina.

La settimana che ha preceduto la gara è stata in gran parte dominata dal problema “manto erboso” dello stadio comunale, particolarmente rovinato dopo le ultime gare ufficiali sia dell’US Bitonto che dell’Omnia Bitonto. La speranza è che il terreno di gioco sia in condizioni accettabili, funzionali ad esprimere i valori tecnici dei neroverdi e degli ospiti.

La squadra  bitontina, reduce da tre risultati utili consecutivi, potrà contare su quasi tutti gli uomini a disposizione, fatta eccezione per Chisena ancora ai box e per il lungodegente Di Gioia.

Analizzando l’avversario di oggi, si percepisce subito che non sarà una gara scontata, come testimonia l’importante vittoria casalinga del Galatina contro un avversario di spessore come la Vigor Trani. Nelle file dei leccesi, assenti gli squalificati Volpe e De Ronzi.

Intanto, nella consueta amichevole del giovedì, disputata sul campo comunale di Corato contro la squadra padrona di casa, sono arrivati ottimi segnali per Mr. Di Venere.

Si parte alle 15 al “Città degli Ulivi”. Arbitra Daniele Labianca della sezione di Foggia.

Gaetano Masiello – BitontoLive

Bitonto – Atletico Mola 2-2
pari in odor di “vendetta”

I neroverdi allo stadio di Mola © BitontoLive.it

Prossima sfida salvezza con il Galatina
Per due volte in svantaggio, i neroverdi rimontano con Modesto e Caringella

Al di là dei 3 punti, ciò che contava era cancellare definitivamente il fantasma dell’ex di turno mai amato. Contava guardarsi negli occhi e trovarci dentro il fuoco della “vendetta”. Vendetta per le sofferenze patite, per le crisi d’identità e per i risultati negativi. Contava “vendicare” non solo i risultati, ma un’intera tifoseria, delusa per i troppi bocconi amari ingoiati.

Così, al “Caduti di Superga” di Mola, il Bitonto è riuscito a portare a casa un punto d’oro, che vale il quarto risultato utile consecutivo. Un punto conquistato grazie all’ennesima prova di carattere da parte dei leoncelli, che indomabili hanno ripreso per due volte il Mola, dopo essere passati in svantaggio e aver sofferto a centrocampo. A siglare le reti del doppio pareggio, capitan Modesto abile a colpire di testa sul secondo palo, e Caringella che di prima, a tu per tu col portiere, ha siglato la sua prima rete in neroverde.
Ottima la direzione di gara dell’arbitro Pascariello di Lecce.

La partita:
Parte forte il Mola, che sulla sua strada incrocia un super Moschetto, miracoloso a tu per tu con Schirone.Al 29’ la gara si sblocca. D’Addario commette fallo da rigore sull’avanzata di Fumai. Dagli undici metri, lo stesso Fumai insacca nell’angolino alto1-0 Mola.
Dopo una fase di stallo, al 42’ Roselli inventa lungo sul secondo palo, dove Modesto sbuca alle spalle del difensore insaccando di testa il goal dell’1-1all’intervallo.
Nella ripresa cala il ritmo, le due squadre si pungono senza correre troppi pericoli. Per il Mola il più pericoloso è Fumai, per il Bitonto a creare scompiglio è Terrone con una conclusione dal limite. Al 66’ i padroni di casa tornano in vantaggio con il goal di Schirone, che stacca di testa in area per il 2-1 MolaIl Bitonto non getta la spugna e al 78’ trova il pari con Caringella che su assist al bacio di Piperis , fredda il portiere avversario con un destro fulminante sul primo palo, per il 2-2 finale.
Un risultato giusto per quanto visto in campo. Seppur pareggiando, “vendetta” è stata fatta.
Ora testa alla sfida con il Galatina, in quello che rappresenta uno scontro diretto per la corsa salvezza.

Atletico Mola: Petruzzella; Frappampina, Fumai, Renna, Lorusso; Salvadore, D’Ambuoso, Schirone, Guglielmi, Tenzone, Fumai.

US Bitonto: Moschetto; D’Addario, Campanella, Naglieri, Triozzi; Sangirardi, Caringella, Piperis; Modesto, Roselli, Terrone.

Danilo Cappiello – bitontolive.it

Atletico Mola – Bitonto 2-2
un pareggio che sa di beffa

 

Atletico Mola – Bitetto

È un Mola largamente rimaneggiato quello sceso in campo al Caduti di Superga per affrontare il Bitonto nella quinta giornata di ritorno del campionato di eccellenza pugliese. Non sono della contesa Grimaldi, Palermo, Vittorio, DeTullio, Acquaviva e Fieroni mentre il convalescente Pongo va in panchina. 

I biancazzurri si schierano con Petruzzelli tra i pali, Lorusso e Renna difensori centrali,  Fumai N. e Frappampina terzini, Salvadore e Schirone a formare la diga di centrocampo, in avanti quattro uomini di fantasia D’Ambruoso, Guglielmi, Fumai M. e Tenzone. Il Bitonto di Mister Di Venere si schiera con Moschetto, Triozzi, Daddario, Piperis, Campanella,  Naglieri, Modesto, Sangirardi, Terrone,  Roselli e Caringella. Al secondo minuto di gioco Tenzone su punizione impegna l’estremo bitontino, cinque minuti più tardi arriva il primo intervento dubbio in area ospite con la palla che sbatte sul braccio di un difensore neroverde ma l’arbitro Pascariello di Lecce, insufficiente la sua direzione, fa proseguire il gioco tra le proteste dei calciatori molesi e dell’intera tifoseria.

Al 13′ ci prova M.Fumai dalla distanza, Moschetto respinge come può, sulla ribattuta Guglielmi è anticipato al momento della conclusione a rete dal recupero provvidenziale di un difensore ospite. Sessanta secondi dopo è ancora protagonista Moschetto che nega la gioia del gol a Schirone. Il Bitonto si affaccia in avanti al 17′ con una punizione di Roselli agevolmente sventata da Petruzzelli. L’Atletico Mola passa in vantaggio al 27′ grazie al calcio di rigore concesso per l’atterramento in area di D’Ambruoso e magistralmente battuto da M.Fumai. Al 41′ ci prova Caringella ma la palla si spegne alta sulla traversa. Al 42′ il Bitonto inaspettatamente giunge al pareggio grazie alla rete di Modesto in sospetta posizione di fuorigioco. Il Mola prova a concludere la prima frazione di gioco in vantaggio con M.Fumai che dalla distanza impegna l’estremo bitontino. La ripresa si apre con una gran conclusione di D’Ambruoso che vedendo Moschetto fuori dai pali, tenta di sorprenderlo con un pallonetto dalla lunga distanza, il portiere riesce, non senza problemi, a bloccare la conclusione.
Al 57′ Schirone con un colpo di testa sfiora la rete mentre al 60′ è M. Fumai a sfiorare la traversa. A venti minuti dal termine arriva il meritato vantaggio dei biancazzurri con capitan Schirone abile, con un gran colpo di testa, a superare l’estremo ospite sfruttando nei migliori dei modi un perfetto cross di N.Fumai. Al 78′ arriva la seconda doccia fredda per i locali, Caringella supera con un bel diagonale Petruzzelli, un calciatore molese in scivolata riesce a deviare la palla destinata in fondo al sacco che si impenna e sbatte sotto la traversa per rimbalzare in campo ed essere allontanata dalla difesa, per l’assistente Cleopazzo la sfera ha superato la linea di porta ed il Bitonto riagguanta il pari. Gli ultimi quindici minuti di gara scorrono senza particolari sussulti ma al 93′ un tiro di N.Fumai viene respinto con un braccio all’interno della propria area di rigore da un difensore neroverde,  nuovamente il direttore di gara fa proseguire il gioco. Termina così in parità una gara divertente in cui i biancazzurri avrebbero meritato di conquistare l’intera posta in palio.

Adesso testa e gambe alla prossima sfida quando l’Atletico Mola sarà ospite della capolista Virtus Francavilla Calcio.

Delre Pierangelo

 

 

 

Bitonto – Sudest 1-1
Il Bitonto spinge ma non passa

Le squadre a centrocampo

Ancora rimpianti per la squadra neroverde, che in casa ha raccolto 10 punti su 27 disponibili. Migliore in campo il portiere ospite, Cofano.

Il “Città degli Ulivi” si conferma campo nemico per l’Us Bitonto, che anche ieri non è andato oltre l’1 – 1 (il quarto, dopo quelli con Mola, Taranto e Trani) contro la Sud Est Locorotondo, in una partita che avrebbe meritato ampiamente di vincere.

La partita. 
Muzio Di Venere resuscita una squadra che fino a sabato, causa influenza, era ko. E si affida allo stesso modulo, il 4-3-2-1, con cui ha sorpreso e battuto il Molfetta settimana scorsa.
Il primo tempo è per gli amanti della pennichella, perché accade davvero poco. Il Bitonto fa (anzi, prova a farla) la partita ma fa girare lentamente la palla, Terrone è assistito poco da Roselli e Modesto, e sbaglia troppo negli ultimi 16 metri. La Sud Est ringrazia e si limita a controllare.
A svegliare i tifosi dal torpore ci pensa proprio Roselli, che al 35′ prova l’improvvisa conclusione da fuori deviata da Cofano (prendete nome di questo cognome, perché sarà decisivo nella ripresa). Al 41′, invece, improvviso abbaglio di De Palma che serve la palla a Terrone che entra in area ed è messo a terra dallo stesso difensore ospite. Sacrosanto rigore che il numero 9 neroverde non fallisce.
Bitonto in vantaggio e settimo sigillo stagionale per l’attaccante tranese.
Nella ripresa, i padroni di casa potrebbero subito raddoppiare perché una punizione velenosa di Roselli crea il caos nell’area barese, che si salva in affanno. E sempre su punizione. È il 15′, quando un calcio piazzato di Marini trova sul secondo palo Camassa che indisturbato batte Moschetto per il pareggio ospite.
Due giri di orologio più tardi, invece, Rotolo raggiunge anzitempo gli spogliatoi per una brutta entrata su Giallonardo. È l’episodio che accende la contesa, che diventa entusiasmante: il Bitonto staziona nella metàcampo avversaria e prende d’assedio la retroguardia avversaria; il Locorotondo alza una linea Maginot davanti a Cofano, baluardo insuperabile e mai pronto ad alzare bandiera bianca.
Tra il 22′ e il 26′ il Bitonto va vicino al gol tre volte. I pericoli maggiori arrivano tutti dalla sinistra, dove l’asse Bonasia – Roselli è indiavolato, mentre sulla destra Capriati è troppo timido. Dapprima è Terrone a non arrivare sul rasoterra messo in mezzo da Modesto; poi sono il numero 9 bitontino e Giallonardo a essere in ritardo sulla palla di Bonasia; infine è Cofano a dire “no” allo splendido colpo di testa di Modesto che risponde presente alla invitante palla di Roselli.
L’estremo difensore barese, poi, è superlativo al fischio finale, quando devia sulla traversa la botta a colpo sicuro di Modesto, al termine di un’azione corale davvero bella del Bitonto nata da Campanella e impreziosita dalla sponda di testa di Giallonardo per il capitano.
È il segnale che anche questa volta al “Città degli Ulivi” è giornata no.
Finisce 1 – 1, con i neroverdi che recriminano per aver gettato altri due punti. A domicilio, quest’anno, è la stagione dei rimpianti e degli applausi senza bottino pieno.

La classifica, comunque, continua a sorridere ai neroverdi: 23 punti, 10 in più della penultima e 5 avanti alla quint’ultima.

Salvezza ampiamente raggiunta.
E domenica si va a Mola, ottava forza del campionato.

L’analisi. Quella con il Locorotondo è l’emblema di un Bitonto poco fortunato in casa perché, così come contro Trani e Taranto, i neroverdi macinano gioco, occasioni, falliscono di tutto, trovano un portiere eroico e alla fine devono recriminare. E i numeri spiegano tutto: su 27 punti disponibili, ne sono stati raccolti sotanto 10. Confortante, però, è la prestazione, figlia di una squadra in ripresa e che ha trovato una sua identità precisa.

Negli spogliatoi. Di Venere è visibilmente amareggiato. «Non posso rimproverare nulla ai miei –dice –perché hanno creato tanto e meritavano di vincere contro un avversario che ha tirato soltanto una volta. In casa non siamo fortunati ed è un problema, ma la prestazione mi fa essere fiducioso».

Il segretario generale, Emanuele Santoruvo, guarda il bicchiere mezzo pieno: «Abbiamo creato più occasioni delle altre volte ma non siamo stati fortunati. Rimpianti? Esattamente un girone fa eravamo spacciati, adesso siamo ampiamente salvi».

Le pagelle. Moschetto sv; Capriati 6, Naglieri 7, Campanella 6,5, Bonasia 6,5; Sangirardi 7,5, Piperis 7 (Ventura sv), Giallonardo 6; Modesto 6, Roselli 6,5, Terrone 6.
Il migliore. In un Bitonto che finalmente torna a giocare bene, il direttore d’orchestra sta a centrocampo. È Giuseppe Sangirardi. Ancora una volta dispensatore di palloni, geometrie e idee. Infaticabile.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Bitonto – Sudest Locorotondo 1-1
Camassa riacciuffa il bitonto

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Buon punto esterno in rimonta per la Sudest Locorotondoin quel di Bitonto. Al Città degli Ulivi, mister D’Ermilio perde Faliero per squalifica. Il tecnico lancia nella mischia il debuttante Andrea Ruggieri, classe 1997 prelevato dalla juniores di mister Trullo. Salvati affianca Beltrame, Rotolo invece converge al centro insieme a Fumarola e Marini. I padroni di casa devono ancora rinunciare a Chisena in attacco. Si rivede Ventura, che però partirà dalla panchina insieme a Triozzi febbricitante. Piperis parte titolare a centrocampo insieme a Sangirardi. Naglieri, invece, affianca Campanella in difesa.

TERRONE SBLOCCA SU RIGORE – La posta in palio delicata riserva un avvio di gara tattico e con poche emozioni. E’ Modesto a rompere gli indugi alla mezz’ora ma a tu per tu con Cofano spreca malamente. Al 34′, Roselli dalla lunga distanza impegna Cofano che devia in volo plastico. La Sudest Locorotondo, tuttavia, soffoca a dovere la manovra neroverde ma al 42′, De Palma atterra Terrone in piena area di rigore. Per Daddato non c’è alcun dubbio nel decretare la massima punizione. Dagli undici metri, l’attaccante spiazza Cofano e sblocca il parziale quasi inaspettatamente.

GUIZZO CAMASSA, COFANO SUPERLATIVO – Nella ripresa, Chimenti ci prova subito da posizione defilata con un tiro cross velenoso, bloccato da Moschetto. Al 10′, una punizione di Roselli crea scompiglio in area blaugrana ma Blonda corre ai ripari spazzando ogni velleità. Al 14′, Salvati viene atterrato da Bonasia al limite dell’area di rigore. Fumarola, lestamente, ferma la sfera e batte la punizione sorprendendo tutti e insaccando alle spalle di Moschetto. Daddato, però, ferma tutto e fa riprendere il gioco con un calcio piazzato tra le proteste blaugrana. Dal calcio di punizione di Marini, Camassa sbuca alle spalle della difesa locale e insacca Moschetto con un piattone preciso e millimetrico. Per l’arcigno difensore locorotondese, seconda marcatura stagionale. Al 18′, però, Rotolo lascia i suoi in inferiorità numerica per un fallo di reazione a centrocampo a gioco fermo. Il Bitonto si galvanizza, la Sudest Locorotondo, invece, si riordina con gli innesti di Sgaramella e Fiume a dar manforte in difesa. Di Venere gioca la carta Ventura. Su cross di Modesto al 22′, Terrone manca l’aggancio. Un minuto più tardi, stesso copione. Bonasia crossa ma Roselli non trova il varco giusto a porta vuota. Al 26′, sale in cattedra Carlo Cofano che disinnesca un colpo di testa ravvicinato di Modesto, spedendo in angolo. Ma al 90′, è straordinario il riflesso del numero uno blaugrana sempre su botta ravvicinata di Modesto. Un colpo di reni decisivo che indirizza la sfera sulla traversa.

TOUR DE FORCE CON FRANCAVILLA E NARDO’ – La Sudest Locorotondo conquista un punto prezioso mostrando una crescita tangibile sul piano dell’agonismo e della volontà. Per il Bitonto, terzo risultato utile di fila dopo due vittorie consecutive. I blaugrana, ora, affronteranno un ciclo terribile con Virtus Francavilla nel recupero di giovedì 29 gennaio, Nardò domenica 1 febbraio e Atletico Vieste, l’8 febbraio.

BITONTO (4-4-2): Moschetto, Capriati, Bonasia, Piperis (25′ st Ventura), Campanella, Naglieri, Modesto, Sangirardi, Terrone, Roselli, Giallonardo. A disp.: Nuzzo, Triozzi, Martellotta, Caringella, Mastrolonardo, Cantatore. All.: Muzio Di Venere

SUDEST LOCOROTONDO (3-5-2): Cofano, Chimenti, Ruggieri (20′ st Sgaramella), Blonda, Camassa, De Palma, Fumarola, Rotolo, Salvati (38′ st Longo), Marini, Beltrame (20′ st Fiume). A disp.: Donatelli, Mignone, Catalano, Soleti. All.: Roberto D’Ermilio

ARBITRO: Daddato di Barletta coadiuvato da Torneo e Bari di Bari
MARCATORI: 42′ pt rig. Terrone (B), 15′ st Camassa (SL)
NOTE: giornata nuvolosa, campo di gioco in erba naturale. Spettatori: 250 circa. Ammoniti: Roselli (B), Modesto (B); Ruggieri (SL), De Palma (SL), Fumarola (SL).Espulsi: al 18′ st Rotolo (SL) per fallo di reazione. Al 45′ st Modesto (B) coglie la traversa. Recupero: 1′ pt, 5′ st.

Roberto Pirolo

Libertas Molfetta – Bitonto 0-2
derby capolavoro, 0-2 al Paolo Poli

L’esultanza dei neroverdi al Paolo Poli di Molfetta © BitontoLive.it

La domenica del derby non è mai una domenica qualunque. È la domenica che rende pesantissima la maglia che indossi, tingendoti il cuore di neroverde. È la domenica dove le certezze non devono venir meno, perché non c’è spazio per i vinti ma solo per i vincitori. Così al “Paolo Poli” di Molfetta, con il mare Adriatico a fare da sfondo, l’US Bitonto vince il derby per 2 a 0.

Dopo un trend negativo durato più di un mese, la squadra bitontina trova il secondo successo di fila, che l’allontana vistosamente dal vortice play out. Una gara perfetta quella di ieri, dominata per tutti i novanta minuti senza mai correre grandi pericoli. Un successo attesissimo da tutta la tifoseria bitontina giunta in massa a Molfeta, conquistato grazie alle reti dei due bitontini doc Bonasia e Modesto, e grazie ad una prova superlativa di tutta la squadra.

Il Bitonto sin dai primi minuti fa valere la propria supremazia in campo. Supremazia che si concretizza al 13’ quando sull’angolo di Roselli, Bonasia è più lesto di tutti a insaccare in rete da pochi passi, per il vantaggio Bitonto. Il Molfetta è inerme, e al 40’ il Bitonto prova il raddoppio con Caringella, che calcia al volo, trovando però l’ottima risposta di Musacco in angolo.
Nella ripresa il Bitonto chiude i giochi al 49’ quando Terrone apparecchia per la corrente Modesto, che dal limite dell’area, esplode un destro che trafigge Musacco per lo 0-2 Bitonto. Al 27’ il Molfetta resta in dieci per il roso al capitano Cantatore. Così, ferito nell’orgoglio, prova a reagire. Ma sui tentativi di Cesareo e Vitale, Moschetto è insuperabile. Nel finale il Bitonto ha la palla del tris, ma Piperis subentrato a Roselli, non vede libero Giallonardo sul secondo palo, provando la conclusione che termina di molto al lato. Nei cinque minuti di recupero non accade più nulla, e al fischio finale è apoteosi neroverde, in campo e sugli spalti.

Una domenica perfetta, di quelle da ricordare e raccontare a lungo. Prossimo impegno domenica contro la Sudest Locorotondo, per avvicinare sempre più il traguardo salvezza.

Molfetta: Musacco; Muciaccia, Calefato, Amoruso, Gadaleta; Dentamaro, Vitale, Cantatore, Lanave; Tiritto, Giancaspero.US Bitonto: Moschetto; Triozzi, Campanella, Bonasia, D’Addario; Caringella, Sangirardi, Modesto; Giallonardo, Terrone, Roselli.
Danilo Cappiello – BitontoLive

Bitonto – Ostuni 2-1
Un Bitonto tutto cuore torna a sorridere.

Bitonto – Ostuni

Terrone, Naglieri e… il cuore. E Il Bitonto torna a sorridere. Battuto 2-1 l’Ostuni. Decisiva la rete di Naglieri all’86’. Vittoria meritata per i neroverdi, che salgono a 19 punti in classifica. E domenica derby contro il Molfetta

Vittoria fondamentale per i neroverdi che, seppur senza brillare e con qualche sofferenza di troppo, hanno la meglio (2 – 1) sull’Ostuni, centrano la seconda vittoria consecutiva in casa, e salgono a quota 19, lasciandosi alle spalle la zona caldissima della classifica.

Match winner il giovanissimo Matteo Naglieri, che dopo tante reti salvate ed evitate agli avversari si regala la prima personale gioia con la casacca bitontina.

Ma i tre punti sono l’unico sorriso per una squadra in piena convalescenza.

La partita.Per la prima panchina in neroverde, mister Angelo Coscia (Di Venere è out per squalifica), rivede la squadra rispetto alle precedenti uscite: 4-3-1-2 con Moschetto tra i pali; Capriati, Bonasia, Campanella, Triozzi; Sangirardi, Martellotta, Caringella; Modesto; Terrone, Chisena.

Per i primi 20′ accade veramente poco. Il pallino del gioco è in mano ai padroni di casa, che però mordono poco e sbagliano tanto in fase di impostazione di manovra. L’Ostuni, dal canto suo, prova a dare segnali di vita pressando alto e con qualche timido contropiede.

Il torpore si rompe al 26′, quando Kreshpa atterra Terrone in area. È calcio di rigore, che lo stesso numero 9 neroverde segna con un forte collo all’angolino.Sesto centro in campionato per l’attaccante tranese, che si sblocca dopo oltre due mesi di digiuno.

Il gol, però, non cambia la partita. C’è sempre poco da vedere e tanto da sbadigliare, almeno fino al 46′, minuto del pareggio ospite. A firmarlo èCristofaro, bravo a calciare sotto la traversa in piena area un’azione da calcio d’angolo.

Nella ripresa, accade qualcosa di più. Il Bitonto lascia le paure e le timidezze negli spogliatoi, e si sveglia. Al 13′ è sfortunato, allorché Sangirardi colpisce clamorosamente il palo a botta sicura dopo un’azione prolungata da corner.

Già, Sangirardi. Da questo momento in poi – e con i primi cambi di mister Coscia (fuori Martellotta e dentro Mastrolonardo, poi Giallonardo per Caringella e Naglieri per Capriati) – il metronomo neroverde prende in mano le redini del gioco e il Bitonto inizia a crescere e a spingere, più con il cuore che con la testa. Ingrana anche Modesto, che sulla destra diventa un satanasso. Ma la rete non arriva, perché a parte due tentativi da fuori di Chisena, nulla accade. Al 41′, però, ecco il boato: galoppata di Modesto sulla destra, cross rasoterra dove Naglieri – con la complicità di un difensore ospite – deve solo appoggiare.

E c’è ancora tempo per un tentativo di Modesto (47′, bel diagonale ma da posizione impossibile), e per la parata salva risultato di Moschetto, che si supera sulla rovesciata di Lorusso al 49′.

Il “Città degli Ulivi” esplode di gioia per una vittoria preziosa quanto il pane. Per i condimenti, però, bisogna passare più in là.

Da domani, però, bisogna pensare già al derby contro la Libertas Molfetta, quinta forza del campionato.

L’analisi. Il Bitonto vince ma non convince e mostra ancora tutte le difficoltà mostrate nell’ultimo periodo. Specie nel primo tempo, la squadra di mister Di Venere/Coscia è sembrata impaurita, abulica, spenta, incapace di fare gioco e creare azioni da rete, con troppi giocatori giù di tono. Nella ripresa, i cambi hanno dato quel brio e quel pizzico di gioco in più che hanno portato alla vittoria. Incoraggiante, però, che così come il Novoli, il Bitonto migliore sia uscito fuori alla distanza e negli ultimi 20′ di partita.

Negli spogliatoi. E proprio dagli ultimi 20′ vuole ripartire il vicepresidente Vincenzo Cariello«Non abbiamo fatto un buon primo tempo – ammette – poi però mi è piaciuta la grinta e il cuore dei ragazzi, soprattutto nell’ultima parte. E questo fatto mi fa ben sperare per il futuro. Chisena? Non ha fatto la sua miglior partita, ma è stato fermo a lungo ed è chiaro che ha bisogno di tempo per tornare in forma. Ma puntiamo tantissimo su di lui e ci darà una grossa mano».

Raggiante anche Nando Terrone, tornato al gol dopo un lungo digiuno. «Me lo sentivo che avrei segnato – ragiona il bomber tranese – e così è stato. Ma sono contento anche per i tre punti, davvero fondamentali per il nostro campionato e per il morale anche perché arrivati contro una diretta concorrente. Il primo tempo? Eravamo stanchi per il lavoro pesante fatto in settimana».

Le pagelle.Moschetto 6,5; Capriati 5,5 (Naglieri 6,5); Campanella 6,5, Bonasia 6, Triozzi 6; Sangirardi 7, Caringella 5,5 (Giallonardo sv), Martellotta 5 (Mastrolonardo 6); Modesto 7; Terrone 6, Chisena 5,5.

Il migliore. Sarà un caso, ma il Bitonto cresce quando Sangirardi prende per mano la squadra. Partita di grande quantità e qualità quella dell’ex centrocampista del Mola, instancabile distributore di palloni e metronomo del la zona nevralgica del campo. Dominatore.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Us Bitonto, domani gara dentro o fuori con l’Ostuni.

Il vicepresidente Cariello

Di Venere: “Ci siamo preparati bene”. Scontro salvezza fondamentale per i neroverdi che vogliono riscattare le ultime deludenti uscite. Cariello: “Dobbiamo soltanto vincere”

Us Bitonto – Ostuni è una gara che pesa come un macigno, perché non è un semplice scontro salvezza tra due squadre che hanno bisogno di punti.Non lo è senz’altro per i neroverdi, che dopo un finale di anno da incubo e un principio di 2015 nerissimo, hanno bisogno di ritornare sulla retta via.

La chiede la classifica – il Bitonto è in piena zona play out a quota 16 punti, un punto sotto i brindisini –l’aspettano i tifosi, che a più riprese hanno invitato Modesto e compagni a mostrare impegno e rispetto per la maglia, la invoca l’ambiente neroverde tutto, che ha bisogno di ritrovare serenità e tranquillità.

E soprattutto di ritrovare gioco, un po’ di brillantezza e i gol, soprattutto degli attaccanti. Già, perché uno dei problemi del Bitonto di questa stagione è la stitichezza delle punte: Terrone è fermo da ottobre a quota 5, Palazzo ha soltanto fatto due gol così come Roselli, Capriati è partito senza mai centrare il bersaglio, Modesto è ancora a quota 1 ma bloccato da tanti guai fisici. E non sempre possono segnare i difensori o i centrocampisti.

«Anche l’anno scorso ha avuto un periodo di flessione – racconta Terrone, il capocannoniere della squadra – durato sempre 4 partite ma poi mi sono sbloccato. Speriamo che anche questa volta sia così».

Domani il bomber tranese, vista l’assenza per squalifica di Ventura, dovrebbe essere affiancato da Antonio Chisena, che dopo gli spezzoni di Satriano e Novoli potrebbe partire dall’inizio.

Oltre a Ventura, non sarà della partita neanche Roselli, squalificato, mentre Modesto è a rischio per un attacco influenzale.

Mister Di Venere (out anche lui, in panchina per le prossime due partite siederà Angelo Coscia), però, non pensa a chi ci sarà e chi no, ma solo a fare risultato. «E’ una partita importante – dice – e dobbiamo fare bene perché è uno scontro salvezza, e ci siamo preparati con dedizione durante la settimana. Squadra in crisi? Non direi, piuttosto è vero che abbiamo sfortuna perché al primo errore ci fanno rete e noi non sfruttiamo quello che costruiamo. A Satriano è stata una giornataccia, mentre a Novoli abbiamo fatto bene ma siamo stati puniti da un calcio d’angolo».

E ancora: «Il calcio non si fa nei bar e nelle piazze – spiega riferendosi alle critiche ricevute negli ultimi tempi su alcune scelte di formazione – ma sul campo, e quando schiero una squadra non lo faccio in modo capotico ma idee ben precise e perché voglio unire qualità e quantità. Ma spesso si dimentica che ci sono anche gli avversari».

E il prossimo, l’Ostuni, è diverso da quello affrontato e battuto all’andata (0 – 1 gol all’ultimo respiro di Martellotta) è stato rigenerato dal mercato autunnale, ed è reduce dalla vittoria sul Mola e dal pareggio contro il Trani.

«Se mi sento a rischio? Io non mi sono mai sentito in bilico – prosegue Di Venere – perché sono sempre stato abituato a guardare avanti e non dietro».

In vista di domani, è anche il vicepresidente Vincenzo Cariello a suonare la carica: «Non possiamo pensare a un risultato diverso dalla vittoria. È una gara davvero molto importante».

La gara sarà diretta dal signor Vincenzo Andreano di Foggia.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Il Nucleo Compatto Bitonto non ci sta

Il Nucleo Compatto Bitonto non ci sta: «Perché sempre noi i colpevoli?»

La parte calda del tifo neroverde, sotto accusa per gli scontri durante la partita col Novoli, fa sentire le proprie ragioni

Mea culpa, accuse alle istituzioni e alla stampa locale, rifiuto di etichette scomode e ingiuriose cucitegli addosso. Il Nucleo Compatto Bitonto 2013 ne ha davvero per tutti, e in un comunicato stampa esprime rammarico, delusione e rabbia per la serie di vicende spiacevoli che vedono coinvolto il loro gruppo ultras. Ultima e più grave, l’arresto di un tifoso bitontino dopo i fatti di cronaca del post gara Novoli-Bitonto di domenica scorsa.
Di seguito pubblichiamo il comunicato del 7 gennaio scorso del NCB
.

«È da circa un paio di mesi che siamo nell’occhio del ciclone e balziamo agli onori di cronache locali per cose che ci vengono attribuite gratuitamente. Siamo stati etichettati come vandali, ladri, zingari, devastatori, vichinghi, albanesi, ubriachi e quello che più ci ha fatto rabbia è che, dopo la partita di campionato di Eccellenza pugliese tra Ascoli Satriano e Bitonto, un fantomatico giornalista locale ha scritto testuali parole: “… La cosa che fa rabbia è la poca sportività dei tifosi del Bitonto che, completamente ubriachi e sopraffatti dalla rabbia, hanno aggredito un pubblico inerme, formato per lo più da donne e bambini…”. Il vero criminale è quello che scrive queste cose, che abusa del diritto di stampa e di parola per avere un posto in paradiso. Proprio in quella occasione, alla fine del primo tempo, siamo stati costretti a buttar giù il cancello della “gabbia” dove ci rinchiusero per permettere alle nostre donne e a i nostri concittadini di andare in bagno».«Domenica scorsa invece, al termine della partita contro il Novoli, disputata in terra leccese – prosegue il comunicato – ce ne siamo tornati con un arresto e con la nostra tifoseria sotto inchiesta. Ora, non ci stiamo giustificando, questo è chiaro, vogliamo solo toglierci qualche sassolino dalla scarpa. Noi siamo Ultras, conosciamo il codice morale e tutto quello che abbiamo fatto è frutto di coerenza e mentalità. Non siamo santi, agiamo di conseguenza a tutto quello che accade e se ci vengono a prendere a sassate dobbiamo difenderci. Non abbiamo mai picchiato né donne, né bambini, non usiamo mai pietre, non abbiamo rotto nessun bagno e non siamo dei pezzi di merda. Andiamo in trasferta a sostenere la nostra squadra e i nostri colori e di quello che succede in campo non ce ne frega nulla. Se vogliono farci diventare capro espiatorio con l’intenzione di fermarci hanno sbagliato indirizzo. Se vogliono farci nemici di tutte le tifoserie hanno sbagliato indirizzo. Se vogliono tatuarci addosso la parola “vandalo” per reprimere la nostra fede hanno sbagliato indirizzo. Noi non cadremo mai».

Intanto piove sul bagnato per l’US Bitonto. A seguito della gara col Novoli, sono stati inflitti cinque turni di squalifica a Mr. Muzio Di Venere e due turni all’attaccante Davide Ventura, mentre alla società è stata inflitta una multa di 600 euro.

Danilo Cappiello – bitontolive

– Gli ultras del NCB 2103 © BitontoLive.it (Francesco Cuoccio)

Us Bitonto, stangata del giudice sportivo dopo Novoli: 600 euro di multa

Francesco Paolo Noviello

Decretati anche 5 turni di squalifica a mister Di Venere, due turni a Ventura e uno a Roselli. Noviello: “Ora basta, sono stanco e amareggiato”

Seicento euro di multa. Mister Di Venere squalificato per cinque giornate fino all’8 febbraio. Due turni di stop a Davide Ventura, più uno a Nicola Roselli.

Mano pesantissima del giudice sportivo che, dopo i fattacci di domenica scorsa al termine di Novoli – Bitonto, ha inflitto una vera e propria stangata ai danni dei neroverdi.

Che non è andata giù alla società, che attraverso una nota ufficiale sulla sua pagina Facebook, fa notare come questa decisione «è la prova, ancora una volta lampante, che qualcosa all’interno di un qualche sistema, non funziona correttamente».

Il presidente Francesco Paolo Noviello però va anche oltre e lancia parole durissime: «Questa è l’ennesima multa che dobbiamo pagare, e adesso sono veramente stanco, deluso e amareggiato. È chiaro che qualcuno cerca in tutti i modi di crearci difficoltà, e ci sta riuscendo».

Questo qualcuno ha un identikit ben preciso: i tifosi («a chi causa le multe»,sottolinea il patron), «dai quali mi aspetto che autonomamente ammettano e contribuiscano a pagare, e che se vogliono danneggiarci è meglio che lo dicano chiaramente».

Non è la prima volta in questa stagione che Noviello chiama all’ordine i tifosi.Già un paio di settimane fa, infatti, aveva chiesto ai fedelissimi di “controllarsi” per evitare continui salassi alla società e la chiusura della tribuna scoperta.

Michele Cotugno Depalma – dabitonto

Novoli – Bitonto 1-0
Bitonto sconfitto e preso a pietrate

A Novoli va in scena la vergogna dei tifosi di casa. Sul campo, i neroverdi escono battuti per 1 – 0 precipitando in zona playout. Decisivo il gol di Elia a inizio ripresa. Domenica sfida da dentro o fuori con l’Ostuni.

La cronaca di Novoli – Bitonto parte dal fischio finale, allorché alcuni supporters dei padroni di casa, assiepati all’esterno, hanno “festeggiato” il successo di Elia e compagni scagliando grosse pietre all’indirizzo dei tifosi neroverdi, ancora all’interno dello stadio con le forze dell’ordine, mettendone a serio rischio l’incolumità fisica. Il lancio di sassate è andato avanti per molti minuti e ha costretto gli ultras bitontini a lasciare il campo scortati dai carabinieri. Una vergogna che ha a poco a che fare con il calcio. Perché il pallone, quello vero, ha decretato l’ennesimo ko dell’Us Bitonto,sconfitto 1 – 0 anche dai rossoblu di mister Schipa in una partita non emozionante, ma agonisticamente accesa e intensa, specie nei minuti finali.
Più che il risultato negativo – il quinto nelle ultime sei partite – è ancora una volta la prestazione dei neroverdi a spaventare: manovra prevedibile, troppi errori in fase di impostazione, poco movimento senza palla, difficoltà nel creare azioni da rete, incapacità di reagire allo svantaggio. A questo poi si aggiunge un pizzico di sfortuna (incredibile la traversa di Modesto al 92′) e alcune scelte discutibili di Muzio Di Venere, che ancora una volta ha schierato una formazione forse non all’altezza della situazione.
L’idillio di ottobre e novembre è già uno sbiadito ricordo.
La partita. Su un terreno in terra battuta e sotto un vento fastidiosissimo, iniziano meglio i neroverdi, che impostano il loro gioco lungo la fascia sinistra dove le scorribande di Bonasia e Modesto mettono in soggezione Fasiello, e mandano due volte Sangirardi e una voltaMastrolonardo a tentare di impensierire Antonica nei primi 20′. Dopo la mezz’ora, però, sale in cattedra il Novoli, che inizia a impossessarsi del centrocampo con Marasco e a creare grattacapi con gli esterni offensivi Iaia e Scarcella, sul quale è prodigiosoMoschetto a salvare al 37′.
La ripresa si apre con il vantaggio dei padroni di casa: è il 6′ quando capitanElia sfrutta alla perfezione un calcio d’angolo battuto dalla sinistra e punisce una difesa neroverde disattenta. È l’episodio che spacca la partita, perché il Novoli (che potrebbe raddoppiare al 13′, ma la punizione di Scarcella si stampa sulla traversa) viaggia sull’entusiasmo e mette la contesa sul piano dell’agonismo, il Bitonto è incapace di reagire e sembra un pugile suonato all’angolo.
Gli ultimi 20′, però, valgono il prezzo del biglietto: Al 27′ i due allenatori raggiungono anzitempo gli spogliatoi per reciproci battibecchi e al 34′ èVentura a raggiungerli dopo una presunta gomitata rifilata a Schiavone.
I neroverdi sono in inferiorità numerica, ma con gli ingressi diChisena eTerrone al posto di Giallonardo e Mastrolonardo, si svegliano dal torpore e cingono di assedio l’area rossoblu. E al 42′ vanno vicino al pareggio conNaglieri, che non mette il tap-in vincente sulla passa messa in mezzo da Terrone.
Un giro di orologio dopo, il direttore di gara sventola il rosso anche per un giocatore del Novoli che sedeva in panchina, che tenta di colpire con un calcio da dietro Roselli prima di una rimessa laterale.
In pieno recupero, poi, la capocciata di Modesto da calcio d’angolo di Chisena si stampa sulla traversa e, secondo la terna arbitrale, ricade al di qua della linea di porta. Le ultimissime occasioni, però, portano la firma di Rizzo, che calcia fuori davanti a Nuzzo, eCarlucci, che si fa ipnotizzare dal giovane estremo difensore neroverde.
Al fischio finale, esulta il Novoli ma si scatena il caos in campo con alcune scaramucce tra i giocatori e la vergogna fuori dal terreno di gioco con lo spettacolo indegno offerto da alcuni tifosi leccesi.
Forse gli unici in Italia a festeggiare un successo lanciando pietre ai tifosi avversari.
Con questa ennesima sconfitta, il Bitonto resta inchiodato a quota 16 e precipita in piena zona play-out. E domenica altro bollente scontro salvezza, perché al “Città degli Ulivi” (forse) arriva l’Ostuni, un punto sopra i neroverdi.

Le pagelle. Moschetto 6,5 (Nuzzo 6,5); Triozzi 6,5, Campanella 7, Naglieri 6, Bonasia 6; Mastrolonardo 5 (Terrone sv), Sangirardi 6, Giallonardo 5 (Chisena 7); Modesto 6, Ventura 5,5, Roselli 5.

I migliori:In un Bitonto che annaspa, spiccano le prestazioni di Campanella, che nel primo tempo tiene a galla la difesa e che per tutti i 90′ è impeccabile anche nelle uscite palle al piede, e Chisena, che entrato negli ultimi 15′ crea scompiglio e imprevedibilità alla manovra degli ospiti. Forse avrebbe bisogno di giocare con maggiore costanza.

Michele Cotugno Depalma – dabitonto.com

Festa di fine anno per l’USD Città di Bitonto

Il patron Noviello

L’augurio è per un 2015 colmo di successi.

Si è tenuta sabato 20 presso la palestra del Liceo Scientifico la consueta festa di fine anno dell’USD Città di Bitonto, per salutare insieme le imminenti festività natalizie.
L’Usd Città di Bitonto nasce dal sodalizio di cinque giovani bitontini uniti dalla passione del gioco del calcio che ha come obbiettivo finale la crescita culturale e sportiva dei giovani atleti, portando sempre in alto i colori della città di Bitonto. La società conta circa 150 iscritti, suddivisi in base all’età nei seguenti gruppi:
– primi calci guidati dal presidente della società Alessio Gaudimundo, da Giuseppe Ruggiero e Gaetano Rinaldi
– pulcini seguiti dal mister Pasquale Morea
– Daniele Carbonara, Matteo Caracciolo e Alessandro Minichino allenano il gruppo esordienti
– giovanissimi guidati dai mister Roberto Cardinale, Bruno Cortese, Luigi Marrone e Vito Matera con Antonio Liso allenatore dei portieri per tutte le categorie
Il presidente, il vicepresidente Giuseppe Santoruvo e i mister tutti hanno accolto i genitori e i bambini della società  per lo scambio di auguri di un sereno Natale e felice anno nuovo.
Il presidente ha voluto omaggiare tutti i presenti e ha così concluso: «Nel ringraziare tutti coloro che hanno reso questa serata indimenticabile, auguro a tutti di vivere al meglio queste festività natalizie.Un ringraziamento particolare va a Francesco Mancazzo, Francesco Rossiello e ai dirigenti dell’Omnia per la loro ammirazione nei confronti del nostro progetto sportivo. La speranza della nostra grande famiglia per il 2015 è quella di continuare a crescere, con l’augurio di migliorare sempre più per dare nuova linfa al movimento calcistico nostrano».

Vito Matera – DaBitonto.it

Ascoli Satriano – Bitonto 1-0
Panettone amaro per il Bitonto

Decide il gol di Rizzi all’86’. Brutta prova dei neroverdi, apparsi brutti e inconcludenti, che però oggi sarebbero salvi. Dopo la pausa, c’è trasferta di Novoli. Brutto e inconcludente. E anche sconfitto.

Natale amaro per l’Us Bitonto, che deve cedere il passo (1 – 0) al modesto Ascoli Satriano, fino a ieri penultimo in classifica, e su un campo dove i padroni di casa arrivavano da 6 sconfitte consecutive (unica vittoria il 21 settembre contro la capolista Vieste).

Perché hanno perso i neroverdi? Semplice, perché nonostante in campo siano scesi tutti i neo acquisti (a proposito, ottima la prova di Fabio Campanella), hanno sfoggiato la peggior partita della gestione Di Venere con una manovra lenta, prevedibile e involuta, pochissimo movimento senza palla, quasi assente il gioco sulle fasce e i rifornimenti per gli attaccanti. E suona come una sentenza il fatto che l’unica parata di Liocco è stata quella al 26′ del secondo tempo, chiudendo benissimo su Bonasia.

La prestazione bitontina, allora, è stata ancora più brutta di quella (già non trascendentale) offerta contro il Castellaneta, solo che l’Ascoli Satriano, poca qualità ma tanto impegno, volontà e corsa è stato più consistente dei tarantini, nonostante non segnasse da ben 4 partite.

E non può essere un alibi un terreno di gioco viscido e scivoloso che non ha certamente giovato alla causa.

La partitaMister Di Venere manda subito in campo tre dei quattro arrivati,schierando Campanella al centro della difesa accanto a Naglieri, Giallonardo in un centrocampo tutta qualità con Mastrolonardo e Sangirardi, Ventura accanto a Terrone supportati da Roselli. In porta l’ex di turno, Moschetto.

Il 4 – 3 – 1 – 2 dei neroverdi non provoca sussulti, perché sono i padroni di casa, sfondando spesso dalle parti di Triozzi con un velocissimo Doumbia e creando grattacapi con Ballotta e Rizzi in contropiede, a farsi gradire in un primo tempo comunque soporifero. Al 38′ l’unico sussulto neroverde conVentura che gira alto di testa un cross di Roselli.

Si va al riposo a reti inviolate.

Nella ripresa, il Bitonto si schiera con un più offensivo 4 – 2 – 4 con Roselli e Giallonardo larghi sulle fasce ancora più a supporto delle due punte. Ed è proprio l’ex centrocampista dell’Andria a scaldare i guanti del portiere ospite dopo 1′. Purtroppo, è un fuoco di paglia, perché l’Ascoli risponde subito con un bel tentativo di Dell’Oglio disinnescato da Moschetto in calcio d’angolo, e con una bella azione corale conclusa da Lonigro che però trova ancora l’estremo difensore bitontino attentissimo, mentre dall’altra parteTriozzi al 22′ tenta il gol della domenica con una conclusione da oltre 40 metri alta di poco.

Il gioco comunque latita, perché i gialloblu padroni di casa agiscono soltanto in contropiede e mostrano una qualità non eccelsa, il Bitonto invece va a corrente troppo alternata e si accende soltanto con qualche guizzo di Giallonardo, che al 26′ mette Bonasia davanti al portiere defilato sul secondo palo, ma la conclusione è respinta, e al 34′ appoggia a Roselli che vede la sua botta sicura respinta da Crescente.

Al 41′, poi, il gol che non ti aspetti: errore di Mastrolonardo in fase d’attacco, contropiede velocissimo dell’Ascoli Satriano con squadra neroverde spaccata, palla arriva a Rizzi che vince una serie di rimpalli e scaraventa alle spalle di Moschetto.

È l’ultimo episodio di una partita mediocre e poco spettacolare, e che i ragazzi di mister Matteo Zito fanno loro senza rubare nulla.

Dopo la parentesi Castellaneta, torna il buio in casa Us Bitonto, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite e che chiude il girone d’andata a quota 16 punti, con 4 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte, 14 gol fatti e ben 22 subiti, la peggior difesa del campionato assieme al Taranto.

La nota positiva, però, è che oggi i neroverdi sarebbero salvi, ma prestazioni del genere non possono essere più tollerate e tollerabili.

Dopo la pausa natalizia, il Bitonto andrà a far visita al Novoli per un altro scontro salvezza.

Dialogo con i tifosi. Al fischio finale, confronto pacifico e pacato tra i fedelissimi neroverdi e i giocatori sotto lo spicchio di tribuna destinato ai tifosi ospiti. Davanti anche a mister Di Venere, gli ultras hanno chiesto a Sangirardi e compagni maggiore impegno e di onorare meglio la maglia che indossano.

Pagelle.  Moschetto 6,5; Triozzi 6, Naglieri 6, Campanella 7, Bonasia 7; Mastrolonardo 5,5, Sangirardi 6, Giallonardo 6; Roselli 5 (Chisena sv); Ventura 5,5, Terrone 5,5 (Piperis sv).

Michele Cotugno Depalma – dabitonto

Us Bitonto, «Mercato importante e di prestigio». La soddisfazione del patron Noviello

patron Noviello

Il presidente, poi, racconta la verità sul caso Palazzo e risponde per le rime ai tifosi

Dopo alcune settimane negative, in casa Us Bitonto sembra sentirsi un’aria nuova. Il merito è del mercato perché – senza possibilità di essere smentiti – la società neroverde ha fatto i botti assicurandosi uomini di esperienza come Moschetto, Campanella, Chisena e Ventura, e giovani di sicuro valore come Giallonardo e Nuzzo, andando a rendere la rosa a disposizione di Muzio Di Venere più completa a livello numerico e qualitativo.

Il più gioioso di tutti sembra essere il presidente Francesco Paolo Noviello, ormai da tempo inennarabile nel mirino degli ultras, ma che ancora una volta ha messo mano al portafoglio per il bene dei colori neroverdi.

E adesso, a campagna acquisti invernale chiusa, il patron ha un pensiero per tutti, ovviamente senza fare polemica con nessuno come è sempre stato nel suo stile.

«I tifosi? Elegessero un nuovo presidente». Il primo è rivolto proprio agli ultras scioperanti, che dovrebbero restare in silenzio anche domani ad Ascoli Satriano. «Hanno ragione quando dicono che sono assente e povero – principia – ma lo sono per motivi professionali e perché ho investito molti soldi per il bene dell’Us Bitonto. La mia presenza, però non deve essere in campo, ma negli spogliatoi a parlare con i ragazzi perché io non devo scendere in campo. Anzi, i tifosi che scioperano potrebbero eleggere un nuovo presidente che faccia valere la sua presenza nella società».

Poi i soliti refrain («non ho mandato io la squadra in Terza categoria ma un uomo mandato dall’amministrazione Valla che mi aveva garantito l’iscrizione in Eccellenza, ma così non è stato e poi è scomparso»),l’apertura a gente che abbia davvero a cuore le sorti del Bitonto, «a cui darei la squadra anche gratis se ha davvero un progetto serio»,di avere incontrato soltanto una volta Francesco Rossiello, l’imprenditore che negli ultimi due anni aveva manifestato interesse verso la squadra, di continuare con la presidenza finché avrà le forze e le risorse per farlo.

Noviello invita i tifosi, inoltre, a mettere la parola fine al lancio di petardi, fumogeni, bottigliette e bombe carta «perché ci sono costati oltre mille euro di multa e potrebbero costringere il Commissario di pubblica sicurezza a chiudere il settore».

Mercato importante. Il presidente si coccola il mercato, doppiamente di prestigio sia perché ha rafforzato la squadra, sia perché si è riusciti nella difficile impresa a dicembre di prendere un portiere e giovani classe ’96 (Nuzzo e Giallonardo), «anche se gli obiettivi non cambiano – riflette il patron – perché siamo una matricola e dobbiamo salvarci per preparare al meglio la prossima stagione».

Palazzo? Non ha avuto l’orgoglio di indossare la maglia neroverde. Noviello dice la sua anche sulla partenza di Loris Palazzo, e lo fa senza spirito di polemica, ma solo per dare l’esatta connotazione a una vicenda male interpretata anche perché i giornali, per svariate motivazioni, hanno riportato il fatto soltanto a metà.

Cosa è successo davvero, allora? Tutto si è consumato tra giovedì 11 dicembre e martedì 16 dicembre. «Giovedì il giocatore ha manifestato alla società il suo malcontento nel restare quì, venendo meno alla parola presa qualche mese prima, mentre domenica, dopo la partita contro il Castellaneta, ha addirittura detto di non avere più stimoli.  

Lunedì, allora, c’è stato un incontro tra Palazzo e il vicepresidente Vincenzo Cariello, nel quale il giocatore chiedeva un ritocco al suo ingaggio del 25%, e la società decide di accontentarlo facendolo lievitare del 12,5%. Sembra tutto finito, ma in realtà martedì l’ex giocatore di Foggia e Bisceglie mi ha chiesto precise garanzie, e cioè che voleva un titolo in mano a totale copertura del rimborso spese. Io mi sono sentito offeso come professionista ma anche perché era una richiesta che avrebbe minato l’equilibrio dello spogliatoio, oltre che una mancanza di rispetto verso tutti gli altri in primis gli altri bitontini Modesto e Bonasia. In realtà, Palazzo non ha avuto l’orgoglio di giocare nella squadra della sua città e anche i suoi post su Facebook non sono stati per nulla corretti».

Fino? Non sono pentito ma non rifarei la scelta. Il vicepresidente Vincenzo Cariello, invece, torna sulla scelta di affidare a Onofrio Fino la squadra a inizio stagione. «Non sono pentito della mia scelta perché volevo farlo tornare ad allenare in una grande piazza, ma non la rifarei». 

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Bitonto scatenato: acquistati anche Ventura e Campanella

Fabio Campanella

Dopo Chisena, la squadra neroverde puntella la squadra con l’atttaccante ex Mola e l’ex difensore dell’Andria. Palazzo al Nardò. Venerdì presentazione ufficiale dei nuovi acquisti

Ultimi botti di mercato per l’Us Bitonto che, dopo un inizio di sessione soltanto all’apparenza difficile, immobile e fatto di sole cessioni, nelle ultime ore ha piazzato altri due colpi di spessore che danno qualità e quantità alla rosa.

Dopo Chisena, l’attaccante prelevato dallo Sporting Altamura, la società neroverde si è aggiudicata anche le prestazioni di un altro bomber,Davide Ventura, 23 anni, proveniente dall’Atletico Mola, e del centrale difensivo Fabio Campanella, 31enne, fino a qualche settimana fa in forza al San Severo in serie D, e che va a colmare il vuoto apertosi con l’addio di Montrone.

Ventura, invece, arriva per rimpiazzare Loris Palazzo, che dopo due mesi ha già concluso la sua avventura con la maglia neroverde, e si è già accasato al Nardò.

Già, Palazzo. La giornata di ieri è iniziata proprio con la cessione del 23enne ex Bisceglie, Manfredonia e Foggia, arrivato soltanto a ottobre alla corte di Muzio Di Venere. «La società neroverde fa sapere che – si legge in una nota pubblicata sul profilo ufficiale –tra le due parti non è stato raggiunto l’accordo economico necessario per il proseguimento del rapporto professionale e quindi lo ha interrotto consensualmente».

La dirigenza – in modo particolare il vicepresidente Vincenzo Cariello, il direttore sportivo Francesco Morgese e il segretario generale Emanuele Santoruvo – non si è persa d’animo e dopo qualche ora ha già trovato il sostituto: Davide Ventura, ex attaccante di Monopoli e Mola, e che al Bitonto ha già fatto male quest’anno con due reti nella doppia sfida di Coppa Italia.

E che con Terrone e Chisena va a formare un reparto offensivo dal potenziale di tutto rispetto.

Ieri pomeriggio, invece, è stato trovato l’accordo anche con Fabio Campanella, obiettivo di mercato della prima ora, e giocatore che porta esperienza e qualità in una difesa che già poteva contare su Naglieri e Bonasia. Ed è il curriculum a parlare per il marcatore nativo di Locorotondo: Fasano, Martina Franca, Nardò, Noicattaro, Modica, Molfetta, Bisceglie, Locorotondo, Manfredonia, Vieste, Andria, San Severo. Un valzer di campi tra l’ex serie C1 e la Promozione.

Il Bitonto, dunque, chiude il mercato invernale con 6 facce nuove: Nuzzo, Moschetto, Giallonardo, Chisena, Ventura e Campanella.

«Con questi nuovi innesti –si legge ancora nella nota della società –il Bitonto manda al tappeto tutte le critiche e tutte le voci di disapprovazione aleggianti sulla questione mercato, chiarendo che il silenzio attorno al mercato, era figlio della furbizia necessaria per portare a termine con successo importanti operazioni come quelle che sono state svolte».

«Abbiamo fatto un mercato importante – afferma invece Emanuele Santoruvo – perché abbiamo centrato tutti gli obiettivi che stavamo seguendo e cercando e che vanno sicuramente a rinforzare la squadra».

Squadra che adesso può preparare con più tranquillità e fiducia la delicata sfida salvezza di domenica ad Ascoli Satriano, ultima gara del 2014, ma che prima sarà impegnata domani, alle 15.30, nel derby amichevole di natale contro i cugini dell’Omnia allo stadio “Città degli Ulivi”. Dove, venerdì, saranno presentati ufficialmente i nuovi arrivati. 

Michele Cotugno Depalma

Bitonto – Castellaneta 2-0
primo acuto casalingo stagionale

Bitonto – Castellaneta

Il Bitonto dà segni di risveglio: 2-0 al Castellaneta e primo acuto casalingo stagionale. Decidono le reti di Piperis e Palazzo. Si è giocato in un clima surreale per la protesta degli ultras. Domenica ultima gara di andata ad Ascoli Satriano

Bitonto – Castellaneta è (innanzitutto) la partita del numero 1. Prima vittoria in casa della stagione, primo gol in campionato per Michele Piperis, primo acuto a domicilio per Loris Palazzo, prima gara senza subire reti dal ritorno di Muzio Di Venere, prima volta che i neroverdi segnano più di una rete al “Città degli Ulivi”.

È poi quella dell’incredibile protesta degli ultras, in silenzio per tutti i 90′ e che hanno parlato soltanto attraverso uno striscione in gradinata e un manifesto affisso all’ingresso, con il quale hanno ricordato che il patron Noviello «è un menefreghista e così ignorante da non saper gestire la società»,e che il Bitonto non può essere di giocatori come Roselli, Mastrolonardo e Montrone, ma soltanto loro, degli ultras, «di quelli che ogni domenica lasciano tutto e corrono allo stadio».

Il silenzio – a quanto pare – dovrebbe proseguire anche domenica ad Ascoli Satriano.

Così, in questo clima surreale e inspiegabile, sul campo Modesto e compagni hanno avuto la meglio 2 – 0 sul Castellaneta, conquistando tre punti fondamentali in chiave morale, salvezza e classifica. Il risultato, però, è l’unico sorriso di una contesa dai ritmi sonnolenti, dai tanti errori, dalla scarsa qualità (specie degli ospiti) e dalle poche, pochissime emozioni. Tutte targate Bitonto, che ha meritato di vincere perché ha tentato di farlo, di imporre gioco e manovra, di affacciarsi dalle parti avversarie.

La partita. Privo ancora di Roselli e Mastrolonardo, con una rosa decimata e portato l’ultimo arrivo,Giallonardo, in panchina, mister Di Venere è costretto a fare di necessità virtù per schierare la formazione, optando per Moschetto tra i pali; Triozzi, Naglieri, Bonasia e Daddario in difesa; Piperis, Sangirardi e Caringella a centrocampo; Modesto a rifinire Terrone e Palazzo.

I ritmi sono soporiferi fin dal fischio d’inizio, anche se il Bitonto prova per lo meno ad attaccare, anche se a folate e senza continuità. Al 27′, però, sblocca il risultato con Piperis, che batte Robertone dopo una prolungata azione da calcio d’angolo.

Il primo tempo è tutto qui. No, non è esagerazione.

Nella ripresa, gol fallito di Palazzo in apertura a parte, accade ancora meno. Il Castellaneta è non pervenuto, e il Bitonto prova a non far addormentare i (pochi) tifosi presenti. Bel sussulto al 16′, quando un caparbio Sangirardi serve a Palazzo che calcia di prima intenzione, il portiere respinge sui piedi di Terrone che calcia a botta sicura ma trova la respinta del difensore tarantino. Il gol è soltanto rimandato: stupenda galoppata sulla fascia destra di Triozzi, cross basso per Palazzo che colpisce di prima intenzione mandando prima sul palo più lontano e poi, secondo l’arbitro e l’assistente, in rete. A nulla valgono le vibranti proteste di Antonicelli e compagni.

L’azione, in effetti, è alquanto dubbia.

Siamo al 18′, e la partita ha poco da dire, anche se c’è tempo per un pallonetto di Terrone da fuori respinto da Robertone in angolo con un colpo di reni (46′), e per la parata bello stile di Moschetto su punizione da fuori di Martinucci.

2 – 0 al fischio finale e incubo “Città degli Ulivi” esorcizzato, proprio nell’ultima gara casalinga del 2014. Piccole soddisfazioni in attesa di tempi migliori.Quarta vittoria stagionale e decimo posto in classifica, a quota 16 punti.

Domenica, ad Ascoli Satriano, ultima gara del girone di andata e dell’anno.

E sarà ancora uno scontro salvezza. Prima, però, c’è da pensare al mercato.

Negli spogliatoi.Muzio Di Venere sorride per il primo sigillo casalingo. «I ragazzi – dice – hanno disputato una buona partita, creando anche buone occasioni da rete, anche senza Roselli e Mastrolonardo. Sapevo che avrebbero reagito dopo un periodo difficile in cui però non abbiamo fatto male. Adesso tuffiamoci sul mercato, e poi penseremo a domenica, dove sarà un’altra battaglia. Palazzo? Sta crescendo, io credo tantissimo in lui e deve dimostrare tutto quello che vale». Il patron Noviello, invece, risponde con sarcasmo alla protesta dei tifosi: «Il loro silenzio? A volte fa bene, e forse dovrebbero protestare contro loro stessi».

Le pagelle. Moschetto 6; Triozzi 7, Naglieri 7, Bonasia 7, Daddario 6,5, Piperis 6,5, Sangirardi 7; Caringella 6; Modesto 5; Terrone 6, Palazzo 5,5.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Us Bitonto, con il Castellaneta gara da dentro o fuori

Gigi Moschetto

Di Venere: “Dobbiamo vincere”

Domani importante scontro salvezza per i neroverdi, che vogliono mettere alle spalle le ultime tre sconfitte consecutive e una settimana difficile
In casa Us Bitonto l’obiettivo dichiarato per la partita di domani contro il Castellaneta è vincere.

Potrebbe non essere una sorpresa – visto che si scende in campo ogni domenica per conquistare i tre punti – ma i neroverdi hanno un assoluto bisogno di tornare a prendere l’intera posta in palio, che manca da oltre un mese un mezzo, con l’acuto a Francavilla del 2 novembre scorso.

Da allora, infatti, Modesto e compagni hanno realizzato 2 punti in 5 partite, ma soprattutto sono reduci da ben tre sconfitte consecutive (Altamura, Nardò e Casarano) che hanno fatto precipitare il Bitonto in zona play out, oltre a oscurare quanto di buono visto fino a un mese fa.

Vincere, allora. E lo si deve fare sia per la classifica (domani è un vero scontro diretto con i biancorossi tarantini avanti solo tre punti), sia per celebrare degnamente l’ultima gara casalinga del 2014, dove i neroverdi non hanno ancora vinto in questa stagione (l’ultimo acuto è del 18 maggio, in Promozione, 2-0 al Carapelle), sia per mettere un po’ a tacere il malumore dei tifosi, in subbuglio dopo le ultime prestazioni negative e scontenti di un mercato, a loro dire, povero. Ma anche per lasciare alle spalle una settimana davvero movimentata, caratterizzata dall’addio forzato di Gianni Montrone in direzione Nardò e quelli di De Blasio e Giuseppe Capriati, ma dall’arrivo del 27enne portiere ex Noicattaro e Ascoli Satriano Gigi Moschetto.

Per tornare ad avere mani piene, però, è fondamentale blindare una difesa colabrodo (già 21 le reti subite in 13 partite, la più perforata del campionato) e che l’attacco inizi a segnare con una certa regolarità (soltanto 12 le reti messe a segno, di cui 5 da Terrone, e si attendono ancora gli acuti di Palazzo e Modesto).

«Domani è una partita molto importante – afferma mister Muzio Di Venere –perché è uno scontro diretto da non fallire. Soltanto dopo la gara, penseremo poi al mercato. Squadra in crisi? Non credo, perché ad Altamura abbiamo creato tanto ma non abbiamo concretizzato, con il Nardò non fa testo, mentre con il Casarano ho visto molto bene la squadra per 50′ contro una squadra che ha preso giocatori di categoria. Mi aspetto che vengano i tifosi veri, quelli che vogliono incitare la squadra».

Non vede l’ora di cominciare anche Moschetto, l’ultimo arrivato, che promette «il massimo dell’impegno sia in allenamento che in campo, a cui associerò l’umiltà e volontà di andare dare sempre il 110%. L’ambiente è molto caldo e ho avuto la fortuna di conoscere gente come Sangirardi e Roselli. Di Venere? Un mister molto preparato e molto umano».

Fischio d’inizio alle 14.30. A dirigere la gara sarà Vincenzo Andreano di Foggia.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto.com

Us Bitonto, scenario ribaltato: Giovanni Montrone sbatte la porta e se ne va

Il difensore centrale si accasa al Nardò di mister Ragno. Fondamentale il battibecco avuto con i tifosi dopo la partita contro il Casarano.

Giovedì scorso, un comunicato apparso sulla pagina Facebook, annunciava trionfante che «l’Us Bitonto Calcio 1921, alla luce delle notizie riguardanti il proprio tesserato Giovanni Montrone, comunica con grande gioia e piacere che il fortissimo difensore neroverde rimarrà per tutta la stagione con la maglia dei leoncelli, nonostante la richiesta di un’altra ambiziosissima società militante nel nostro stesso campionato». La squadra in questione era il Nardò, che offriva al centrale difensivo un contratto per nulla da buttare.

Sembrava la più bella storia d’amore tra un giocatore e la sua squadra più forte di ogni cifra.

Già, sembrava, perché lo scenario si è completamente capovolto.

L’ex difensore di Quartieri Uniti e Libertas Molfetta ha sbattuto la porta, ha salutato i compagni e si è accasato in maglia granata, alla corte di Nicola Ragno.

La notizia, in realtà, era già nell’aria da domenica, quando un post pubblicato dallo stesso Montrone («Game over»), non lasciava presagire buoni propositi. E, ieri, infatti, tutto è diventato ufficiale. Fondamentale, in negativo si intende, è stato il brutto e violento battibecco – sia verbale che fisico – che il giocatore barese ha avuto con alcuni tifosi neroverdi al termine della sfida (perduta) contro il Casarano.

«L’Us Bitonto comunica – recita la nota ufficiale della società pubblicata ieri sera sulla pagina ufficiale Facebook – che il forte difensore barese Gianni Montrone non fa più parte della rosa. Con grande rammarico e dispiacere per quanto accaduto, la società ringrazia il giocatore per la serietà, l’umiltà e la professionalità con la quale ha onorato la maglia neroverde e rinnova al difensore i più sinceri auguri per il prosieguo della sua carriera».

Dopo le sconfitte sul campo (momento nerissimo per i neroverdi, con 3 ko consecutivi e soltanto una vittoria nelle ultime 6 partite), il brutto periodo per l’Us Bitonto prosegue anche sul mercato, finora senza grossi sussulti (arrivato soltanto il giovane portiere Nicola Nuzzo) ma con tante cessioni (prima diMontrone, sono andati via Loseto, Di Virgilio, Miccoli, D’Ambrosio e Vittorio). Fonti vicine alla società fanno sapere che il patron Francesco Paolo Noviello, il vicepresidente Vincenzo Cariello e la dirigenza sono già alla ricerca del sostituto di Montrone, oltre che di giovani di belle promesse e di uomini di esperienza per puntellare la squadra. E devono anche respingere le importanti richieste che stanno arrivando per gli altri pezzi da novanta della rosa.

In questa atmosfera tutt’altro che semplice, Modesto e compagni hanno iniziato a preparare il delicato match salvezza di domenica contro il Castellaneta.

Michele Cotugno Depalma – dabitonto.com

Casarano – Bitonto 3-1
Pesante sconfitta anche a Casarano. Ed è notte fonda

Illusorio per i neroverdi il vantaggio di Bonasia, e domenica già sfida decisiva contro il Castellaneta. Già finito l’effetto Di Venere?

Altri tre gol sul groppone, e per il Bitonto è notte fonda.

Terza sconfitta consecutiva per i neroverdi, che escono pesantemente battuti (3 – 1) anche da Casarano, e questa volta non certamente per colpa dell’arbitro.

Già, perché ieri nel profondo leccese Modesto e compagni hanno perso per propri demeriti, dimostrando di non essere all’altezza di una compagine, quella di mister Toma, che naviga nei bassifondi della classificata ma rigenerata dagli arrivi in settimana di giocatori di esperienza come Tedesco, Carminati, Negro, Puglia, Zaminga e Sportillo. E non è un caso che ad affossare i bitontini nel secondo tempo siano stati proprio i primi due citati.

Al “Capozza”, insomma, si è visto ancora un Bitonto opaco, deludente, lontano parente di quello ammirato fino a tre domeniche fa. Che non ha saputo sfruttare il vantaggio di Bonasia dopo 18′, che ha dimostrato di avere ancora una difesa colabrodo (la peggiore del campionato, con ben 21 reti incassate in 13 partite, di cui 8 nelle ultime 3), un attacco decisamente sterile (soltanto 12 i gol messi a segno, di cui 5 da Terrone), di non poter fare a meno di alcuni uomini come Roselli e Mastrolonardo (ieri assenti per squalifica, e lo saranno anche domenica), di aver bisogno ulteriori e significativi rinforzi, che fino ad ora si sono limitati soltanto al portiere Nuzzo. Anche perché – come spesso hanno insegnato queste categorie – a dicembre inizia sempre un nuovo campionato, e il Bitonto non deve farsi trovare impreparato.

E pensare che la domenica bitontina era iniziata nel migliore dei modi perché, dopo alcuni pericoli iniziali – traversa di Tedesco al 12′ – è stato Bonasia a sbloccare il risultato con un furbesco calcio piazzato da fuori area che non lascia scampo a Pellegrino. I padroni di casa, però, sospinti da Tedesco, Negro e Carminati, non si scompongono e, dopo aver rischiato di subire il raddoppio, trovano il pareggio al 37′ con una sfortunata autorete di Triozzi che, braccato da Tedesco, insacca alle spalle di Nuzzo un cross in mezzo di Negro.

Nella ripresa, poi, i rossoblu hanno alzato ulteriormente i ritmi e, per i ragazzi di mister Di Venere – che per l’occasione ha rispolverato Daddario in mezzo alla difesa accanto a Montrone dirottando Naglieri in panchina – c’è stato parecchio da soffrire, tanto da crollare sotto i colpi di Carminati al 23′ e diTedesco al 41′. E a nulla sono serviti i lampi di Palazzo, uno dei pochi a non demeritare nel buio pomeriggio leccese.

L’effetto Di Venere, dunque, è gia finito? Difficile dirlo, anche se purtroppo i numeri parlano chiaro e disegnano un Bitonto in evidente difficoltà e che deve assolutamente invertire la rotta. Anche perché la classifica, 12esimo posto, non sorride.

Ecco perché la sfida salvezza di domenica contro il Castellaneta (tre punti sopra i neroverdi) al “Città degli Ulivi” è già decisiva.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Bitonto – Nardò 0-3
Tra Bitonto e Nardo non c’è storia

A divertirsi, però, è stato soprattutto il direttore di gara, Daniele De Tommaso, il cui arbitraggio ha danneggiato i padroni di casa

Bitonto – Nardò doveva essere la sfida tra i due allenatori, e invece il grande protagonista indiscusso è stato il direttore di gara: Daniele De Tommaso, della sezione di Rieti. Il suo nome resterà indelebile nella mente dei tifosi neroverdi e di chi ieri era accomodato al “Città degli Ulivi”.

I granata leccesi hanno vinto 3 – 0, ma c’è da sottolineare che dopo1′ Triozzi ha ricevuto una gomitata da Gigante (non sanzionato), ha lasciato il campo in barella ed è stato trasportato al San Paolo per due punti di sutura al labbro, con intervento chirurgico scongiurato. Al 10′ Roselli espulso per proteste. Al 36′ rigore dubbio concesso al Nardò per fallo di Cantatore su Caporale e trasformato da Vicedomini. Al 41′ rosso diretto anche a Mastrolonardo per motivi ancora ignoti. Normale, poi, che in 9 contro 11 per il Bitonto c’è stato poco da fare contro la corazzata guidata da Nicola Ragno che, seppur rimaneggiata e con parecchi giocatori non nel loro ruolo abituale, ha avuto vita facile ma non ha dimostrato di essere scintillante.

Per i neroverdi una sconfitta che brucia, la seconda consecutiva, e pesantissima da digerire.

La partita.Che sarebbe stata una partita da mettere negli annali lo si capisce subito. Il Bitonto perde subito Triozzi (al suo posto l’esordiente Cantatore, classe ’97) e Roselli, troppo polemico nei confronti dell’arbitro. Nonostante l’uomo in meno, però, la squadra di Di Venere imbriglia bene il Nardò, chiudendosi benissimo a riccio e pronto a ripartire in contropiede. Le emozioni, infatti, sono pressoché nulle e tutte di marca bitontina con una bella punizione di Mastrolonardo al 25′ smanacciata da Caroppo in calcio d’angolo e la bagarre dal calcio d’angolo successivo.

Al 36′, però, Di Tommaso sanziona con il penalty l’entrata di Cantatore su Caporale. Dal dischetto capitan Vicedomini fredda De Blasio. Cinque giri di orologio più tardi il direttore di gara decide di mandare sotto la doccia anche Mastrolonardo, reo di aver avuto un gesto di stizza per una punizione ai suoi danni segnalata in ritardo dallo stesso arbitro. Il “Città degli Ulivi” diventa una bolgia sia in campo (volano spintoni e battibecchi con gioco fermo per qualche minuto) sia sugli spalti, con i tifosi neroverdi che invitano i giocatori a lasciare il campo per protesta contro la discutibilissima condotta arbitrale.

No, non è uno scherzo, Di Tommaso è stato anche capace di questo. E di uscire scortato dalle forze dell’ordine a fine primo tempo.

La ripresa ha poco da raccontare perché al 4′ c’è il raddoppio di Bozzi ben imbeccato dalla sinistra. Il Bitonto, sotto di due gol e di due uomini, ha comunque la forza di continuare a lottare e di creare grattacapi alla retroguardia granata e ci prova con Terrone stoppato soltanto al momento del tiro dopo una splendida azione personale. E invece il palo a fermare Sangirardi che, tutto solo davanti a Caroppo dopo una stupenda azione di contropiede firmata Palazzo – Terrone, riesce a non segnare mandando sul legno.

Sì, perché oltre all’arbitraggio sciagurato i padroni di casa hanno un conto in sospeso con la fortuna. Come dimostra la marcatura, la terza del Nardò, presa su capovolgimento di fronte. A segnarla è ancora Bozzi, spizzicando di testa un cross dalla sinistra. Un gollonzo, per l’appunto.

Manca mezz’ora alla fine, ma sul 3 – 0 non accade più nulla. E non può succedere più niente.

Finisce con i 22 protagonisti a prendersi gli abbracci delle rispettive tifoserie (numerosissimi anche quelli giunti dal Salento). Il momento più bello di una domenica nerissima all’ombra dell’olivo.

Nello spogliatoio.Nessuno ha voglia di parlare. Bocche cucite e incredulità per quello che si è visto in campo. Prova a farlo mister Di Venere: «E’ difficile commentare queste partite perché quando hai degli ostacoli davanti tutto diventa impossibile. Sono convinto che anche in 10 avremmo potuto vincere la partita, ma in 9 è diventato tutto più complicato. L’arbitro? Quando si fanno gli scambi, questi possono essere i risultati. Ora dobbiamo solo pensare a domenica prossima».Ad attendere il Bitonto ci sarà il Casarano, quart’ultimo con 10 punti in classifica, 3 in meno dei neroverdi.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto