Problemi a un polpaccio, niente Coppa col Sassuolo e primo match di campionato. Bonucci lavora in gruppo, Bernardeschi ancora a parte. Nessun problema per Zakaria, uscito dolorante contro il Verona
Giorgio Chiellini domani farà esami, un problema al polpaccio potrebbe tenerlo fuori per qualche partita. Certo il forfait con il Sassuolo giovedì in Coppa Italia e realisticamente nessuna speranza di vederlo in campo nello scontro diretto in campionato con l’Atalanta domenica prossima. Il rischio di uno stop più lungo mette seriamente a rischio anche le gare a seguire, ovvero il derby con il Torino e la gara d’andata degli ottavi di Champions League con il Villarreal, ma saranno appunto gli accertamenti al J Medical a chiarire meglio l’entità dell’infortunio e i tempi di recupero.
QUI CONTINASSA
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Per un difensore che si ferma ce n’è un altro pronto per tornare in campo. Bonucci, già da qualche giorno in gruppo, si candida per riprendersi il suo posto da…
Polemica sui social per un video che immortala il litigio tra i due giocatori. Nessun chiarimento dai due club, rischio prova tv
Il derby vinto in rimonta dal Milan sull’Inter si sta portando dietro anche qualche veleno. Circola da qualche ora sui social anche il video di un presunto sputo di Lautaro a Theo Hernandez.
nervi tesi
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Nel filmato si vede il milanista uscire dal campo, per scendere negli spogliatoi, subito dopo l’espulsione. Da sopra, improvvisamente, si vede spuntare Lautaro, che si appoggia alla balaustra di vetro, tenuto da alcune persone. Negli stessi istanti l’arbitro fischia la fine e Theo riemerge dalla scalinata e corre verso l’attaccante interista, anche lui tenuto da altre persone. I due giocatori si trovano faccia a faccia e dopo qualche secondo vengono definitivamente divisi.
Resta il mistero del presunto sputo, che dal video non si vede in modo chiaro. C’è stato o sono volati soltanto degli insulti? E quale è stato il motivo scatenante della…
La capolista del girone C battuta in casa, ma cadono anche Avellino e Monopoli. Nel gruppo B gli emiliani non staccano il Modena
Dopo il sabato dedicato al girone A con la fuga in vetta del Südtirol, ricco programma domenicale per i gironi B e C. Ecco tutto quanto accaduto.
GIRONE B
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Nell’attesa per il super posticipo del lunedì Modena-Cesena (al Braglia alle 21), la Reggiana torna con un solo punto dall’insidiosa trasferta di Carrara (1-1): granata avanti nella ripresa con Zamparo, poi però il missile su punizione di Tunjov ha ristabilito la parità. Nel finale, le espulsioni di Rozzio e Rossi con la squadra di Aimo Diana che ha concluso in nove. Ai piedi del podio, continua la risalita di Entella e Pescara. I liguri – due volte avanti e due volte raggiunti – passano a Olbia (2-3) con la zampata nel finale di Silvio Merkaj. Nono risultato utile per il Pescara di Auteri, che ha schierato titolari i nuovi Ierardi (in gol), Pontisso e Cernigoi: 3-1 al Gubbio, ma partita aperta fino al gol in pieno recupero del solito Ferrari. Inatteso capitombolo dell’Ancona-Matelica al Del Conero, dove la Pistoiese ultima in classifica trionfa (0-3) grazie al pomeriggio di gloria dello scatenato centravanti Michele Vano, autore di una tripletta (sullo 0-2, Seculin para a Moretti il rigore che avrebbe potuto riaprirla). Va al Siena il derby col Montevarchi (2-0): un gol per tempo di Paloschi e Cardoselli per il secondo successo di fila dei bianconeri di Padalino. Torna al successo dopo cinque turni di astinenza il Pontedera: 2-0 all’Imolese (Foglia e Benedetti). Allunga sulla zona playout anche il Teramo, a cui basta un gran gol di Codromaz per superare la Lucchese (1-0). Senza grandi emozioni lo 0-0 tra Grosseto e Fermana, con i maremmani che si ritrovano al penultimo posto. A scavalcarli la rigenerata Viterbese, vittoriosa sul campo della Vis Pesaro (0-2, primo gol per Bianchinamo) e al secondo successo consecutivo.
GIRONE C
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Dopo gli ultimi sofferti risultati positivi, il momento poco brillante del Bari genera un inatteso k.o. in casa contro il Messina (1-2): biancorossi subito avanti con Terranova di testa da calcio d’angolo, pari immediato di Trasciani nelle stesse modalità, poi nel finale – con i biancorossi sbilanciati alla ricerca del successo – ripartenza letale conclusa da Gonçalves per il colpaccio (il portoghese era andato a segno già a Palermo nell’infrasettimanale). Anche questa volta, però, le più immediate inseguitrici non approfittano dei tentennamenti della capolista: il vantaggio sul secondo posto scende da nove a otto punti, lì dove si attesta il sorprendente Francavilla che ha steso 4-1 il Potenza con doppietta del ritrovato Patierno. Nel big match di Catanzaro, la squadra di Vivarini piazza l’acuto superando 2-0 l’Avellino che non perdeva da 16 turni: dopo un primo tempo equilibrato, i gol di Vazquez da lontano e Martinelli di testa per il terzo successo consecutivo dei giallorossi che raggiungono a quota 42 proprio gli irpini. Gli stessi punti li ha il Monopoli (prossimo avversario del Bari), che crolla però inaspettatamente a Picerno (3-0) terminando una serie di sei risultati utili. Secondo 2-2 di fila per il Palermo che – dopo essersi fatto rimontare dal Messina nel derby del Barbera – questa volta evita il k.o. a Campobasso grazie alla doppietta di Brunori. Sembra in affanno anche la Turris, al secondo k.o. in pochi giorni: a Torre del Greco passa il Catania (1-3), con il primo gol del capocannoniere Luca Moro (21 in campionato) da quando è stato acquistato dal Sassuolo per la prossima stagione. Il Taranto cade a Viterbo con il Monterosi (2-1), mentre il Foggia di Zeman evita il quarto k.o. di fila grazie a Ferrante: allo Zaccheria finisce 1-1 con la Fidelis Andria, passata in vantaggio con Bonavolontà e raggiunta dall’argentino che si è negativizzato dal Covid nell’immediata vigilia della partita. C’è la firma di Eusepi (1-0) sul successo playoff della Juve Stabia sul Latina, mentre finisce senza gol Vibonese-Paganese.
Il giocatore si è sensibilmente avvicinato alle idee del tecnico, che dal canto suo ha derogato certi a principi tattici per permettere al brasiliano di esprimersi al meglio
Il “nuovo” Luis Alberto somiglia molto a quello “antico”, anche se attorno tanto è cambiato. Non i compagni di squadra che sono più o meno gli stessi. Ma il contesto nel quale lui e loro devono muoversi, quello sì. Lo spagnolo ha fatto parecchia fatica ad adattarsi alla nuova realtà voluta da Maurizio Sarri, ma dopo sei mesi vissuti pericolosamente in bilico tra campo e panchina, il centrocampista andaluso sembra finalmente tornato sui suoi migliori livelli, gli stessi che nei felici anni inzaghiani gli erano valsi il soprannome di Mago.
La svolta
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Qualcosa è cambiato nelle ultime settimane. Innanzitutto nel giocatore che si è sensibilmente avvicinato alle idee del tecnico e a ciò che gli chiedeva. Ma è cambiato qualcosa anche nell’allenatore, che ha derogato a certi rigidi principi per…
Dopo la madre, anche Claudio Vigorelli, procuratore del giocatore, ha risposto alla c.t. della nazionale femminile che aveva parlato di un ragazzo “da educare”: “Dispiace non abbia saputo smussare il linguaggio per adeguarsi al ruolo e alla situazione”. E la Roma chiederà spiegazioni alla Figc
Il clamore, le polemiche, il dispiacere e le riposte. Dopo il post in cui stamattina Francesca Zaniolo, mamma di Nicolò, è entrata nell’agone dei social per difendere il figlio dagli attacchi mediatici a cui era stato sottoposto, a seguito dell’espulsione rimediata nel concitato finale della partita contro il Genoa, scende in campo anche Claudio Vigorelli, agente del giocatore. Il manager di solito è restio a prendere la parola direttamente, non amando la ribalta che spesso il calcio concede a troppi. Stavolta, però, ritiene opportuno farlo, con una dichiarazione che, rammaricandosi per l’uscita giudicata poco felice della c.t. azzurra, Milena Bertolini (“Zaniolo va educato,…
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I rappresentanti dei venti club si sono riuniti questa mattina: si è discusso soprattutto di un profilo comune, meglio se politico. Tante schede bianche: servivano 14 voti su 20
Come previsto nulla si è deciso nella prima assemblea elettiva della Lega Serie A in cui i 20 club sono chiamati a scegliere il successore di Paolo Dal Pino alla presidenza. In questo primo incontro, che si è da poco concluso nell’hotel Palazzo Parigi di Milano, si è discusso soprattutto del profilo che dovrà avere il massimo rappresentante delle società: molti club spingono infatti per un profilo politico in grado di farsi ascoltare dal governo su ristori e non sono. Si sta cercando di unire le correnti per arrivare a una figura condivisa in grado di far ritrovare pure la necessaria sintonia all’interno della Lega. Al momento dei voti sono state molte le schede bianche e si è rimasti lontanissimi dai 14 voti su 20 necessari per l’elezione.
La vittoria col Verona firmata dai due acquisti di gennaio, Vlahovic e Zakaria, riaccende il popolo bianconero: tanta consapevolezza della distanza che rende proibitiva la corsa al titolo, con un occhio agli altri obiettivi stagionali
L’entusiasmo è alle stelle, in casa Juventus. L’ottimismo è cresciuto ulteriormente dopo il debutto – con tanto di gol per entrambi – dei neo arrivati Vlahovic e Zakaria. I tre punti conquistati contro l’Hellas Verona hanno consentito di scavalcare l’Atalanta – prossima avversaria in campionato – e di guadagnare la quarta posizione in classifica, che non è altro che l’obiettivo minimo stagionale fissato dal club l’estate scorsa.
Da qui al sogno scudetto, però, la strada è lunga e difficilmente percorribile, a questo punto della stagione: la maggior parte dei tifosi bianconeri che si esprimono sui social non ci credono, anche se gli scontri diretti tra Inter, Napoli e Milan potrebbero ancora consentire di accorciare le distanze sulle…
Quando scriveremo la storia di questo campionato, di sicuro faremo riferimento alla 24a giornata, in cui l’Inter ha rimesso in gioco uno scudetto che stava per infilarsi in tasca. Vincendo il derby, avrebbe fatto fuori il Milan dalla corsa al titolo e avrebbe potuto gestire con serenità la trasferta di Napoli, lo scoglio più ostile prima del traguardo. E invece, in tre minuti, ha rimesso in vita il Milan, carico a mille dopo la stracittadina, risalito a un solo punto dalla capolista. A un solo punto è risalito anche il Napoli, passato a Venezia e non meno carico. Il gol di Osimhen assomiglia tanto a un guanto di sfida gettato sul prato. Non era titolare dalla partita contro l’Inter (21 novembre), quando s’infortunò. E’ tornato a segnare in campionato dopo 112 giorni. Lo ha fatto di testa, colpendo la palla non lontano dalle ossa che si era fratturato, come per annunciare al mondo che si è lasciato tutto alle spalle. Anche la paura. E’ pronto per affrontare…
Una stagione sull’altalena e adesso uno snodo cruciale per le due romane, impegnate nei quarti di Coppa contro Inter e Milan
Fa effetto, a ripensarci adesso. Già, perché l’estate scorsa, appena qualche mese fa, su una cosa il mondo del calcio sembrava trovarsi d’accordo: le due squadre romane, con Mourinho e Sarri, avrebbero fatto un formidabile passo avanti. In termini di autostima, stabilità, in una parola nelle proprie certezze. Dieci mesi dopo, ed è singolare, Roma e Lazio o Lazio e Roma – perché la classifica le vede gemelle – viaggiano entrambe nella loro instabilità, in quegli alti e bassi che stanno caratterizzando il loro cammino.
Numeri
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Così la Roma, al netto delle recriminazioni arbitrali, ha 39 punti in classifica. Così la Lazio, al netto del mancato rafforzamento sul mercato, ha 39 punti in classifica. Che, se vai ad analizzare, in 24 partite di campionato, ti dice che tutte e due le squadre viaggiano ad appena 1,6 di media. Poco, per chi si…
Bojinov racconta Vlahovic: “A 15 anni voleva essere Ibra e giocare nella Juve” Parla l’ex attaccante di Fiorentina e Juventus, centravanti del Partizan quando Dusan cominciò ad allenarsi con la prima squadra [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]
Classe 2003, Riccardo Fabbriconi è nato in in provincia di Brescia ma ha il cuore giallorosso
A 18 anni, 11 mesi e 26 giorni è diventato l’artista maschile più giovane ad aver vinto il Festival di Sanremo, scrive Mattia Marzi su Il Messaggero. Arrivato all’Ariston senza aver mai fatto un concerto in vita sua, si è mangiato il palco, rubando pure la scena al suo partner Mahmood, ex vincitore. La rivelazione del Festival ha un nome: Blanco. Classe 2003, Riccardo Fabbriconi – è il suo vero nome – è nato e cresciuto a Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia. Ma nelle sue vene scorre sangue per metà romano, da parte di padre. “È di Primavalle, si è trasferito dopo aver conosciuto mamma. Da lui ho ereditato la passione per la Roma. Giocavo a calcio anch’io, nel Vighenzi: difensore. Poi è arrivata la musica”. È stato proprio il papà a suggerirgli di presentare Brividi a Sanremo: “I genitori non sbagliano mai”.
Assemblea per un nome condiviso. Spuntano Casini e Alfano. Sul consigliere Blandini (Siae) pesa un conflitto di interessi
La caccia al nuovo presidente della Lega Serie A parte questa mattina alle 11.30, quando all’Hotel Palazzo Parigi di Milano i rappresentanti dei 20 club si incontreranno per la prima volta per discutere del dopo Dal Pino. Che si esca da questa assemblea elettiva con un nuovo numero 1 è praticamente impossibile. L’appuntamento di oggi ha soprattutto lo scopo di trovare una convergenza sul profilo del nuovo presidente. E su questo gran parte delle società ha già le idee molto chiare: si punta infatti a un politico che, in un momento come quello che sta passando il calcio, sia in grado di farsi ascoltare a Palazzo Chigi e dintorni, per intervenire al più presto sul tema ristori o sulla capienza degli stadi, ma anche sulla modifica della legge Melandri sulla commercializzazione dei diritti televisivi da molti considerata una zavorra anacronistica….
Giampaolo: “Ansia per Manolo”. Il club potrebbe tornare sul mercato
Gioia, ma non totale. Vittoria sontuosa per la Samp: il ritorno al Ferraris di Marco Giampaolo è stato da urlo. Eppure… “Sono contento, ma preoccupato per Gabbiadini”. Poche parole, quelle del tecnico blucerchiato al termine della gara contro il Sassuolo, che però ben riassumono il morale suo e di tutta la Samp sulla situazione relativa a Manolo: “Aspettiamo gli accertamenti”, sospira Giampaolo.
ESAMI
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Stamane è prevista la risonanza magnetica, che dovrà stabilire l’esatta entità dell’infortunio subìto ieri dall’attaccante sul finire del primo tempo, in seguito a una torsione innaturale del ginocchio sinistro. Se si trattasse di qualcosa di grave, non è escluso che il club ritorni sul mercato (cercando fra gli svincolati: Giovinco è un’ipotesi) per sopperire alle difficoltà di un reparto già con gli uomini contati. Giampaolo si è definito «fortunato, perché non ho dovuto…
Questo è “Bordocampo”, il meglio dell’ultima giornata di Serie A con La Gazzetta dello Sport. Ascolta il nostro podcast
Dopo la 24ª giornata di Serie A, in attesa di Salernitana-Spezia, il campionato sembra prepotentemente riaprirsi: adesso l’Inter, seppur con una partita da recuperare, guida con un solo punto di vantaggio su Milan e Napoli. Nel frattempo, la Juve sorpassa l’Atalanta al quarto posto, grazie all’impatto già determinante dei nuovi arrivi, Vlahovic e Zakaria. E tornano le polemiche arbitrali, dopo il gol annullato a Zaniolo e la sua conseguente espulsione in Roma-Genoa. Ne parliamo con i giornalisti della Gazzetta dello Sport Luca Taidelli, Andrea Di Caro, Fabio Bianchi, Fabiana Della Valle, Andrea Elefante, G. B. Olivero, Massimo Cecchini, Mario Pagliara e Filippo Grimaldi.
Come un fulmine a ciel sereno arriva nella notte la notizia della separazione tra Nikola Kalinic e il Verona. L’attaccante, che sembrava essersi convinto di rimanere all’Hellas dopo il gol al Bologna e che è entrato al 72′ nella gara con la Juventus, lascia invece l’Hellas per cercare, probabilmente all’estero, una situazione che gli garantisca di giocare di più.
Questo il comunicato del club: “Hellas Verona FC comunica la risoluzione consensuale del contratto con il calciatore Nikola Kalinić, 34enne attaccante croato che lascia il Club gialloblù, con il quale – in una stagione e mezza – ha disputato complessivamente 33 partite in Serie A, mettendo a segno 6 reti e servendo 2 assist-gol.
Hellas Verona FC ringrazia e saluta affettuosamente ‘Kale’, augurandogli le migliori soddisfazioni per il prosieguo della sua carriera sportiva.
La vittoria col Verona e il positivo esordio dei nuovi acquisti non sposta gli obiettivi: “Dobbiamo arrivare in Champions e servono 80 punti”
“Lo scudetto? Riguarda le tre davanti, Inter, Milan e Napoli. Noi dobbiamo fare un passo alla volta – ha commentato a Dazn l’allenatore della Juve Massimiliano Allegri dopo il 2-0 contro il Verona -. Noi ora abbiamo nel mirino la semifinale di coppa Italia e un piazzamento per la Champions: servono 80 punti”.
aria nuova vita nuova
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“C’era entusiasmo per l’arrivo dei due giocatori nuovi, la società è stata molto brava. Questo è un bel segnale. Contro il Verona è stata una partita tosta, noi abbiamo approcciato nel modo giusto e i tre davanti hanno lavorato bene. c’è stata disponibilità da parte di tutti. C’è stata qualità, abbiamo avuto occasioni, sono contento della prestazione ma il cammino è ancora lungo. Oggi era importante vincere, con l’arrivo dei due giocatori nuovi c’era entusiasmo, sarebbe stato un peccato non…
Al termine del match vinto per 2-0 contro il Torino, mister Gabriele Cioffi è intervenuto ai microfoni di Dazn. Ecco le sue dichiarazioni
Finalmente, l’Udinese conquista la prima vittoria del 2022. Il team friulano, questo pomeriggio, ha disputato una partita di carattere, giocando con personalità e cattiveria. Il gol decisivo è arrivato al 93′ grazie alla punizione di Nahuel Molina. Cinque minuti più tardi, Pussetto ha chiuso il match con un rigore. Al termine della gara, mister Gabriele Cioffi è intervenuto ai microfoni di Dazn. Ecco le sue dichiarazioni.
Ecco il commento di msiter Cioffi. ”Questa vittoria ha un valore incredibile. Grande merito ai ragazzi. E’ stata una prestazione di volontà. La nostra forza è il gruppo ed oggi lo abbiamo dimostrato a pieno. Nuytinck e Walace fuori? Sono scelte tecniche. Come dicevo prima, la nostra forza è il gruppo. Oggi hanno giocato cinque nuovi acquisti o comunque giocatori poco valorizzati e hanno fornito una grande prestazione….
Al termine del match Udinese-Torino, valido per la 24^ giornata di Serie A, Matteo Paro – il vice dello squalificato Ivan Juric – è intervenuto ai microfoni di DAZN commentando la partita, terminata con la vittoria dei friulani per 2-0 (qui la cronaca), con le seguenti dichiarazioni.
Perché non abbiamo visto un’attitudine da Toro?
“Prestazione non buona. Sapevamo che sarebbe stata una partita del genere, contro una squadra tosta fisicamente. Solitamente riusciamo a prendere l’inerzia della partita in modo diverso, oggi ci siamo riusciti meno. Nel primo tempo nei primi 20’ abbiamo sfruttato poco delle situazioni che volevamo creare, in generale abbiamo fatto una partita al di sotto delle nostre ultime prestazioni e questo ha permesso all’Udinese di crearci dei problemi. Detto questo, spiace perdere a due minuti dalla fine in questo modo. Ma la prestazione è stata al di sotto delle ultime partite”.
Non è stato vero Toro, si è vista una Udinese compatta, intelligente e meritevole del 2-0 finale. Alla ripresa i granata frenano e compiono un netto passo indietro sul piano del gioco, non riuscendo ad approfittare del rallentamento di Roma e Fiorentina. L’Udinese invece capitalizza con Molina e con il rigore di Pussetto nei minuti di recupero i due errori di Milinkovic e porta a casa tre punti d’oro. Che, va detto, avrebbe comunque meritato per la prestazione di livello superiore. Tanti giocatori al di sotto del loro standard abituali tra i granata, che per il Venezia perdono Mandragora (espulso) e Lukic (ammonito, era in diffida). Ci mette del suo pure Juric (squalificato e rimpiazzato dal vice Paro), che ad inizio ripresa sposta Lukic in difesa facendo saltare il già precario equilibrio della sua squadra.
senza scintilla
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Aveva probabilmente annusato il pericolo, Ivan Juric, che appena ventiquattrore fa…
Sampdoria-Sassuolo, le pagelle: Sensi debutto da 8; disastro Kyriakopoulos: 4,5 Fra i liguri solo Supryaga sottotono, fra gli emiliani poche le sufficienze [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]
Venezia-Napoli: Osimhen, un gol da 7. Nani deludente: 5 Nella squadra di Spalletti bene anche Lobotka, in quella di Zanetti eccelle Okereke [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]
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Apre il nigeriano al 58′, chiude Petagna al 99′. Azzurri col Milan a -1 dalla capolista: sabato lo scontro diretto con la squadra di Inzaghi
L’urlo del Napoli. Contro il Venezia arriva il 2-0 della quarta vittoria di fila che significa vedere, assieme al Milan, la capolista Inter a un solo punto di distacco, anche se i nerazzurri hanno una gara in mano. Dopo un primo tempo col 72% di possesso palla ma a conti fatti senza una grande spinta offensiva, il colpo del k.o. arriva al 58’ della ripresa con un colpo di testa di Osimhen su cross di Politano. L’1-0 non sveglia il Venezia, e gli azzurri gestiscono così senza affanno la restante parte di gara, con i lagunari cher giocano gli ultimi 5’ senza l’espulso Ebuehi (duro fallo su Mertens), subendo poi il 2-0 in contropiede con Petagna che ribadisce in rete la respinta di Lezzerini su tiro di Mertens.
E’ un Walter Mazzarri visibilmente soddisfatto quello che si presenta davanti a taccuini e telecamere al termine della gara con l’Atalanta conclusasi con la vittoria dei sardi, grazie alle due reti di Pereiro. Diverse le considerazioni del tecnico: “Credo sia un risultato è meritato, è importante i ragazzi che credano nelle idee dell’allenatore e questo hanno fatto. C’erano tante assenze, i miei giocatori hanno fatto una grande partita e siamo stati ripagati dei nostri sforzi. Sono vent’anni che alleno, i giocatori mi hanno sempre seguito e si è visto. Abbiamo avuto problemi all’inizio della mia gestione tecnica ma è normale, del resto quando entri in corsa le scelte forti le puoi fare poi solo sul mercato. Ora la squadra gioca con lo spirito dell’allenatore. A volte ti vanno bene gli episodi, ma il Cagliari è una squadra diversa ormai da 4-5-6 partite”.
Sulla rinascita del Cagliari, dopo la partenza a gennaio di alcuni giocatori come Caceres e Godin che erano entrati…
L’allenatore dell’Atalanta analizza il ko col Cagliari: “Ci è mancata qualità, dobbiamo ritrovare serenità e mettere la testa apposto. Non ho visto appagamento, ma un po’ di sufficienza sì”
Gasperini analizza con freddezza la sconfitta col Cagliari: “Abbiamo avuto la partita in mano nel primo tempo ma giocando con poca qualità, specialmente sugli ultimi passaggi e nelle conclusioni. Poi siamo rimasti in 10 e abbiamo perso le misure, le distanze. Ma in generale abbiamo dimostrato di avere dei problemi in diversi ruoli. Dobbiamo rimettere la testa apposto, tornare a essere squadra compatta, oggi siamo stati troppo brutti. Serve serenità, non dobbiamo dare per scontate certe cose. Non ho visto appagamento, ma un po’ di sufficienza sì”.
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Dallo studio di Sky lo stuzzicano sul primo gol di Pereiro, rivisto al Var e giudicato regolare: “Gli episodi come sempre pesano tanto. Non siamo fortunatissimi col Var. Il tocco col braccio è netto, lo hanno…
L’uruguaiano segna due gol e viene steso fuori area da Musso, espulso. In 10 la Dea pareggia momentaneamente con Palomino ma poi cede. Nuovo stop per Zapata
Dal nostro inviato Francesco Velluzzi
Colpaccio del Cagliari che sbanca il Gewiss 2-1 con l’Atalanta in 10 dal 53’ per rosso diretto al portiere Musso. Decide la doppietta di Pereiro (51’ e 68’), con Palomino che aveva agguantato il pari al 64’. Gasperini perde anche Zapata, entrato al 58’ ma uscito dopo un quarto d’ora per un’aggravarsi dell’infortunio che lo aveva già bloccato in precedenza.
Il primo tempo offre ben poche emozioni, unico sussulto una respinta a pugni uniti di Cragno su tiro da fuori di Malinovskyi. Per il resto il muro dei sardi ha la meglio sulla manovra troppo lenta della Dea. Al 50’ la svolta: traversone di Dalbert, Gaston Pereiro beffa Musso e porta in vantaggio i sardi. Nemmeno il tempo di mettere la palla al centro e Pereiro sfrutta un erroraccio della…
Una rimonta pazzesca, un secondo tempo – anzi tre minuti del secondo tempo – che è già entrato nell’epica rossonera. Il giorno dopo, i tifosi milanisti stanno rivivendo in una sorta di interminabile loop i momenti più esaltanti del derby. Noi, in particolare, abbiamo scelto cinque cartoline. La prima è quella di Maignan che prima spaventa la fetta rossonera di San Siro e poi la esalta, uscendo abbondantemente dall’area per andare a chiudere una ripartenza interista come un perfetto centrale difensivo: tackle pazzesco nel primo tempo su Calhanoglu, a cui sradica la palla dai piedi. Pericolo sventato con una buona dose di follia unita a una perfetta scelta di tempo. E’ quel tipo di cose senza mezze misure: se ti riescono, fai il fenomeno; se fallisci, figuraccia in mondovisione. Ma ieri era prepotentemente la partita di Mike, che l’ha dimostrato anche così.
Con l’ultimissimo aggiornamento, FIFA riconosce a Maignan la stessa valutazione dello sloveno dell’Inter. Fine del dominio di Handanovic tra i pali a Milano?
Mike Maignan è stato tra i protagonisti assoluti del derby di Milano e anche FIFA 22, pur con un po’ di ritardo, ne riconosce le caratteristiche da numero 1. Complice il non essere ancora approdato ad un palcoscenico degno delle sue qualità, il francese è stato visto dal videogioco calcistico con una certa diffidenza, pur partendo fin da subito da una valutazione sontuosa. Nel corso della stagione, superato l’infortunio che aveva consegnato a Tatarusanu i guanti da titolare, ha saputo scalare le gerarchie, sino a raggiungere il grande rivale nella stracittadina – lo sloveno Handanovic – con cui…