Bari, con il Latina prova scialba ma vittoria doveva essere e vittoria è stata. 2-0 firmato Galano e Fedele mettono Ko i pontini

Un Bari bruttino si sbarazza 2-0 della cenerentola Latina e torna al dolce gusto dei tre punti. La partita contro i nerazzurri fa tornare il Bari alla vittoria dopo tre gare in cui i galletti avevano collezionato un solo punto (col Novara) e due figuracce (Trapani e Vercelli).

Assenze pesanti in casa Bari: tra infermeria e Giudice Sportivo, Colantuono (squalifcato anch’egli dopo l’espulsione rimediata al Silvio Piola) ha gli uomini contati. A centrocampo tornano Basha e Fedele mentre in attacco c’è Parigini a sostituire l’infortunato Brienza. Il Latina di Vivarini perde in difesa un elemento importante come Brosco e inizialmente lascia in panchina il meno celebre dei fratelli Insigne. La Curva Nord, dopo le deludenti prestazioni, è in protesta e per qualche minuto resta in un religioso silenzio senza sventolare alcuna bandiera. L’inizio è da incubo per il Bari con i laziali che collezionano diverse palle gol con Corvia e Pinato ma entrambi non riescono a segnare. La Curva si sveglia, i galletti in campo no: sono ancora i nerazzurri (oggi di bianco vestiti) a preoccupare Micai che salva i suoi. Il Bari sembra stordito ma ha la ghiotta occasione di andare in vantaggio proprio sui titoli di coda del primo tempo: Parigini, ben servito da Floro Flores, ha lo specchio libero ma incredibilmente calcia fuori graziando Pinsoglio. La ripresa si apre su toni blandi con le due squadre che si affrontano principalmente a centrocampo. La noia generale viene squarciata dal gol barese: Sabelli sfonda dalla destra ed offre a Galano un cioccolatino che l’undici barese trasforma nell’ 1-0. Il gol, però, non spegne le velleità laziali che ci provano e su una punizione di Corvia è un super Micai a salvare i suoi. Nel finale, entrano Maniero e Raicevic ma è Fedele, un centrocampista, a siglare il 2-0 con una potente punizione. 2-0 e Sacchi manda tutti negli spogliatoi.

Partita bruttina, dicevamo in apertura, con un Latina che spesso (forse troppo) si è reso pericoloso. La differenza in classifica non si è vista ed anche la crisi societaria che sta attanagliando i laziali non ha avuto ripercussioni nella gara di oggi. Tre punti che consentono di mantenere il passo delle altre e di guadagnare punti su altre (vedi Verona, Cittadella) ma che non possono nascondere le lacune di questa squadra. La gara, a tratti, è stata soporifera e nella serata umida del “San Nicola”, il Bari ha cinicamente sfruttato le occasioni avute. Da segnalare, tra le negatività della serata, l’infortunio muscolare a Floro Flores con la punta campana costretta ad alzare bandiera bianca. Maniero e/o Raicevic, siete pronti a sfruttare l’occasione?. Prossimo appuntamento al “Picco” di La Spezia.

BARI: Micai, Sabelli, Capradossi, Tonucci, Basha, Fedele, Romizi, Floro Flores, Galano, Parigini.

LATINA: Pinsoglio, Coppolaro, Dellafiore, Nica, Bruscagin, Rocca, Pinato, Di Matteo, Bandinelli, Corvia, Bonaiuto.

ARBITRO: Sacchi

RETI: 64′ Galano e 92′ Fedele

SPETTATORI: 15mila circa

ANTONIO GENCHI 

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Bari, De Luca primo gol in stagione ma i biancorossi non ridono. Il Latina vince 2-1 e boccia i galletti

Non c’è due….senza tre. La trasferta del “Francioni” di Latina è ancora una volta indigesta per il Bari e la sconfitta, per 2-1 contro i pontini, mette a nudo le difficoltà di questa squadra soprattutto in trasferta. I biancorossi dovevano cancellare il ricordo delle trasferte deludenti di Frosinone e Novara ma in terra laziale arriva la terza sconfitta consecutiva lontana dal “San Nicola”.

Cronaca – Il tecnico Stellone deve rinunciare a Sabelli (squalificato) con Ivan. Fedato e Monachello bloccati in infermeria. Classico 4-4-2 con Cassani terzino destro, Doumbià che viene preferito a Martinho nel ruolo di esterno sinistro e il tandem Maniero-Brienza in avanti. Dopo una fase di studio iniziale, il Latina alla prima occasione passa: Doumbià è ingenuo nell’appoggiarsi su Nica e l’arbitro Abisso decreta il penalty che l’ex leccese Corvia trasforma. Il primo tempo scorre via noioso; noia che viene rotta dal 2-0 pontino: Doumbia, dopo il rigore, ne combina un altra concedendo una punizione dal limite che Scaglia trasforma magistralmente. Nella ripresa, il francesino lascia spazio a Martinho ed è tutt’altra musica: l’ex Verona mette in mezzo con Di Cesare che in spaccata va vicinissimo al gol. Bari sfortunato qualche minuto più tardi: Furlan crossa, Bruscagin interviene e manda sul palo, ne nasce un ping pong che Brienza prova a risolvere con un colpo di tacco che sbatte ancora sul palo. Il Latina controlla e potrebbe mettere la zampata decisiva: punizione dalla destra di Scaglia che mette in mezzo, Garcia solo in area colpisce il palo con un colpo di testa. Gol fallito, gol subito: pochi minuti più tardi è De Luca a riaprire il match sullo sviluppo di calcio d’angolo. Sul 2-1 la partita è decisamente più divertente col Bari che attacca e il Latina che prova il contropiede. Il Bari ha un occasionissima per pareggiare con De Luca ma l’ex atalantino si fa ipnotizzare da un super Pinsoglio. Il Latina va vicino al gol con Gilberto e soprattutto con Corvia con Micai che tiene in piedi la baracca sino al termine.

Ennesimo esame fallito dai biancorossi lontano da Bari. La vittoria manca dal blitz di Perugia e i biancorossi galleggiano ancora nel limbo della metà classifica. In negativo, da segnalare la prova del giovane Doumbià: dopo alcune gare in cui non aveva fatto male, i due gol purtroppo sono due suoi errori con il rigore e la punizione. In una gara molto nervosa, non ha convinto neanche il ritorno dal primo minuto di Fedele con Romizi che sarebbe stato da preferire allo svizzero. I tre punti persi contro il Latina preoccupano anche per il calendario che aspetta i biancorossi: Spezia e Carpi in casa, poi a Verona. Un trittico infernale che potrebbe far davvero male ad una squadra come il Bari attuale.

ANTONIO GENCHI

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Bari, messa da parte la querelle Paparesta-Giancaspro si torna in campo. A Latina per cancellare Frosinone e Novara ma Stellone è ancora in emergenza

Settimana movimentata in casa Bari con la conferenza stampa dell’ex presidente biancorosso Gianluca Paparesta. Mercoledì, in un noto albergo cittadino e alla presenza dei giornalisti, l’ex arbitro ha comunicato di voler intraprendere un azione legale nei confronti dell’attuale proprietario del club, Cosmo Giancaspro. Paparesta, che per circa due anni è stato il numero uno del club di Via Torrebella, contesta le modalità di acquisizione delle quote societarie e che sarà un giudice a decidere se le quote rimarranno nelle mani dell’imprenditore molfettese oppure torneranno nelle mani dello stesso Paparesta.

Se la vicenda tra Giancaspro e Paparesta avrà come giudice un magistrato, per capire se il Bari è finalmente guarito ci sarà come giudice il campo. La squadra di Roberto Stellone è partita alla volta del Lazio dove affronterà il Latina sabato alle ore 15. Dopo aver messo in archivio la gara vinta contro la Pro Vercelli, i biancorossi devono dare risposte in trasferta: se in casa la formazione pugliese ha offerto delle vittorie (più o meno confortanti), in trasferta i risultati sono stati deludenti con la batosta di Frosinone e la gara persa a Novara.

Di contro, la banda di Stellone, avrà un Latina con l’acqua alla gola e affamato di punti. La squadra pontina, allenata da Vivarini, in casa difficilmente perde e vuole mantenere questo andamento. Per la gara del “Francioni”, il Bari continuerà una sorta di emergenza con diversi elementi che mancheranno all’appello oppure sono in condizioni precarie. Oltre a Stefano Sabelli, appiedato dal Giudice Sportivo, in terra laziale mancheranno anche Monachello (pubalgia), Ivan (problemi muscolari) e Fedato (reduce dall’operazione alla mano) mentre Riccardo Maniero continua a convivere con problemi. Buone notizie arrivano da Boateng e sopratutto dal ritorno in lista di Matteo Fedele con l’ex Carpi che aveva fatto molto bene sino al momento dello stop.

Partendo dal consueto 4-4-2 di Stellone dovrebbero esserci Micai in porta, difesa con Cassani (anche lui non al top) a destra, Daprelà a sinistra con la collaudata coppia Moras – Di Cesare al centro. Sulle fasce pronti Furlan e Martinho (favorito su Doumbia) mentre in mezzo Valiani è certo di una maglia da titolare col ballottaggio Romizi-Fedele (60% per il primo, 40% per lo svizzero) mentre in attacco Brienza sarà affiancato da Maniero, uomo imprescindibile per questo Bari.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Antonio Bertizzolo (LatinaOggi): “Bari pubblico da Champions League. Sabato mi aspetto un Latina che non attende e su Stellone…”

Dopo aver archiviato la pratica Pro Vercelli, il Bari di Roberto Stellone sarà di scena al “Francioni” contro il Latina di mister Vivarini. Una gara delicata, quella per i galletti, che devono riscattare le ultime uscite di Frosinone e Novara dove hanno raccolto soltanto critiche.

Nello stadio che fu il The End dei sogni promozione del Bari nell’anno della stagione fallimentare, i biancorossi troveranno un avversario che boccheggia nei bassifondi della classifica. Per conoscere meglio il Latina abbiamo sentito, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia.it, il giornalista pontino Antonio Bertizzolo, giornalista di latinaoggi.it. Con lui abbiamo analizzato la situazione della squadra nerazzurra con un ricordo, doveroso, dei playoff giocati nella stagione 2013/2014 con il Latina di Breda che eliminò la squadra pugliese, allora allenata dal duo Alberti-Zavettieri.

Antonio, sabato c’è Latina-Bari. Il Latina, classifica alla mano, non naviga in ottime acque. Che partita dobbiamo aspettarci dalla squadra di mister Vivarini?

Non mi aspetto una partita di attesa da parte del Latina, che dovrà dettare i tempi e i ritmi cercando la vittoria. Mi aspetto una partita dove cercherà il gol con una squadra che sta attraversando una fase delicata con problemi a centrocampo e difesa. Il Latina ha la seconda peggior difesa del campionato con un problema anche mentale senza avere una grossa identità e senza leader. Il Bari è costruito per cercare di arrivare in Serie A, con un organico di grandissimo rispetto con Maniero, Micai con un allenatore molto esperto che ha fatto grandissime cose a Frosinone. Su Roberto Stellone, se devo dare la mia spiegazione al momento altalenante del Bari, dico che in un ambiente come Frosinone senza grosse pressioni ha fatto buone cose mentre a Bari avverte molto la pressione dell’ambiente. A Frosinone veniva trattato come un Re, è entrato nella loro storia e, per me, è un allenatore che può far bene in una piccola squadra. 

Cerchiamo di conoscere un pò meglio questo Latina: che modulo e che formazione ti aspetti da mister Vivarini?

Vivarini adotta solitamente un 3-5-2 che può diventare 3-4-1-2. I titolari sono Dellafiore, Brosco che però sarà infortunato, Bruscagin, a centrocampo Mariga, De Vitis, Di Matteo, Rocca. In attacco c’è Paponi che assomiglia un pò a Maniero con Acosty e Boakye che sinora è stato un oggetto misterioso.

A proposito dell’ex attaccante del Sassuolo è confermato che non ci sarà? E poi è stato un pò una delusione. Come lo giudichi?

Si, ti confermo che col Bari non c’è. Boakye è il fantasma del calciatore di qualche anno fa: dopo il suo arrivo, fece benissimo all’esordio, poi sbagliò un calcio di rigore e si è perso un pò. Sembra un giocatore normale che non fa la differenza e che dovrebbe fare visto anche quant’è stato pagato. I giocatori fanno la differenza in base all’ambiente e all’allenatore. 

Parlando di Bari e di Latina, il ricordo va subito alla doppia sfida playoff.

Ho avuto il piacere di essere al “San Nicola” in occasione della vittoria rubata del Latina firmata da Bruno. Uno dei ricordi più belli, da quando seguo il Latina, è sicuramente il gol di Ristovski al 92esimo davanti ad una cornice di pubblico che il Latina, difficilmente, rivedrà. Il Bari mi è sempre stato simpatico dai tempi di Imparato, Loseto, Iorio, Bolchi, Fascetti. Il Bari è un club che deve fare stabilmente la Serie A con un pubblico da Champions League. L’anno in cui vi mettemmo i bastoni tra le ruote avete fatto un capolavoro, senza società. Rispetto a quella gara sono rimasti Brosco, Bruscagin e Milani che è diventato collaboratore di Vivarini. Fu una doppia sfida dai nervi tesi e ho un ricordo, nella gara di ritorno, di Paparesta che era molto teso. Per il Bari centrare la finale sarebbe stato il coronamento di un capolavoro sportivo e umano con un popolo incredibile: ricordo a Latina vennero 1500 spettatori che è ancora il record. Ho visto su youtube le immagini dei tifosi del Bari che seguirono la gara in piazza e fu emozionante.

Ti faccio un ultima domanda in chiusura: ogni anno si parla del Bari come una delle protagoniste ma, puntualmente, le attese vengono deluse. Da spettatore esterno al mondo Bari, cosa manca secondo te al galletto per fare quel salto di qualità?

Al di là degli allenatori, il salto di qualità lo si fa se dietro c’è una società solida, forte e con un identità. Il Bari sta pagando, per certi punti di vista, quel terremoto vissuto tre anni fa con un cambio societario. Il discorso è fondamentalmente di società perchè se hai una società forte, un allenatore forte le cose vengono naturalmente. Le pressioni? Credo a Bari sia naturale che ci siano e vanno messe in conto. Serve una società forte, un allenatore che va d’accordo con la società ed anche un pò di pazienza. La Serie B è un campionato, comunque, molto lungo quindi può essere che a marzo-aprile vi andate a fare i playoff.

ANTONIO GENCHI

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Bari, l’anno scorso a Latina fu rimonta. La sconfitta più dolorosa fu…un pareggio. Ecco i precedenti tra Latina e Bari

Dopo aver steso 2-0 la Pro Vercelli, il Bari proverà a riallacciare il filo anche con le trasferte. I biancorossi, lontano dalla Puglia, non fanno punti dal pareggio ottenuto a Brescia con le gare di Frosinone e Novara che hanno dato solo amarezze alla squadra di Roberto Stellone.

La gara che si giocherà sabato allo stadio “Francioni” sarà la settimana tra i pontini ed i galletti. Lo score sinora dice due vittorie baresi, un pareggio e tre affermazioni dei padroni di casa.

Pur non essendo una classica, la prima sfida tra Latina e Bari risale a più di sessant’anni fa: correva il 1951 quando i biancorossi vinsero 4-0 con le reti di Carraro, Canonico, Meneghetti e Voros. La sfida tornò nel 2013/2014 con una doppia sfida in terra laziale. In campionato, il Latina di Roberto Breda vinse contro il Bari di Alberti per 1-0 grazie ad un gol dell’ex biancorosso Abdelkhader Ghezzal ma la delusione più grossa arrivò qualche mese più tardi. Il Bari riuscì ad arrivare ai playoff al culmine di una stagione fallimentare che ebbe dell’incredibile con i galletti che passarono dall’incubo fallimento al sogno Serie A. Dopo aver eliminato il Crotone, i playoff misero di fronte Latina e Bari: dopo il 2-2 del “San Nicola”, i galletti si giocarono la gara a Latina senza diversi elementi ma riuscirono, comunque, ad andare in vantaggio con un rigore di Polenta. La finale sembra fatta ma un rigore dubbio trasformato da Jonathas taglia le gambe ai galletti che subiscono anche il 2-1 di Laribi. La gara sembra finita ma Galano la pareggia ma nei pochi minuti che mancano alla fine i biancorossi non riescono a segnare il gol decisivo. Bari eliminato e tanta amarezza nell’ambiente biancorosso con migliaia di tifosi che avevano seguito la squadra nel Lazio e, quelli che ancora più numerosi, seguirono la partita in Piazza Prefettura. Nella stagione successiva, il Latina vinse 2-0 contro il Bari del subentrato Davide Nicola grazie alle reti di Brosco e di Oduamadi. La rivincita, seppur parziale, arrivò lo scorso anno con il Bari, sempre di Nicola, che rimontò il Latina e vinse 2-1: vantaggio pontino con Scaglia ma nel finale arrivò l’uno-due firmato da Valiani e Donati. 

ANTONIO GENCHI 

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