ESCLUSIVA CWP – Loconte (Spinazzola): “Mi aspettavo la prima piazza. Col Bitritto scontro alla pari, a Foggia sarà gara intensa”

Con otto vittorie – e due pareggi – nelle prime dieci partite, la Nuova Spinazzola ha chiaramente lanciato il guanto di sfida per la promozione al prossimo campionato d’Eccellenza. La squadra di mister Schiavone guida infatti il Girone A di Promozione con quattro lunghezze di vantaggio sul Foggia Incedit.

Merito di questo importante avvio di stagione va dato anche alla vena realizzativa di Francesco Loconte. “È un risultato frutto di sacrifici e duro lavoro. Questo gruppo tutto i giorni in allenamento ce la mette tutta e poi ovviamente abbiamo tanta qualità, quindi è un risultato che mi aspettavo“, ha ammesso il bomber andriese – già nove centri all’attivo – in esclusiva ai microfoni di CalcioWebPuglia.it.

Intanto i biancoblù sono reduci dal pari (0-0) che gli ha imposto il Bitritto Norba domenica scorsa all’Alen Fasciano: “Loro erano preparati. Non era facile perché hanno giocatori di qualità e sapevo che sarebbe stato uno scontro alla pari – chiarisce Loconte –. Avendo giocato tre partite in una settimana abbiamo accusato un po’ di stanchezza“.

Il pronto riscatto è già dietro l’angolo. Fra tre giorni, infatti, la Nuova Spinazzola farà visita alla seconda della classe, il Foggia Incedit: “È un campo ostico e loro una buona squadra, messa bene in campo ed organizzata. Sicuramente sarà una partita intensa e spettacolare. Che vinca il migliore!“.

Ma nella lotta per la promozione non c’è soltanto la squadra di Enrico La Salandra da battere: “Sicuramente il Bitritto: è organizzata e con giocatori di qualità. Con loro ed il Foggia Incedit, secondo me, ce la giocheremo fino alla fine“.

In chiusura una nota a livello personale. Su venticinque gol realizzati, ben sedici portano la firma del duo Loconte-Lomuscio, un feeling nato qualche anno fa in Prima Categoria sotto i colori della Virtus Andria: “Oltre all’esperienza della Virtus con Lazzaro c’è un feeling anche al di là del campo – conclude –. C’è molto affiatamento, siamo un gruppo speciale. Questo è ciò che ogni domenica, oltre alla qualità, ci dà la giusta determinazione per vincere ogni partita o almeno per provarci“.

RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE CONSENTIVA PREVIA CITAZIONE FONTE CALCIOWEBPUGLIA.IT

ESCLUSIVA CWP – Chiaradia (FBC Gravina): “La svolta dopo il KO col Matino. Prima la salvezza e poi…”

Una vittoria in quel di Marigliano giunta al fotofinish, sette giorni prima tre reti rifilate alla capolista Bitonto: l’FBC Gravina sembra aver dato la svolta al suo campionato nel Girone H di Serie D.

Per quanto riguarda la partita con la Mariglianese, direi che abbiamo fatto una grande vittoria su un campo difficile e contro una squadra rognosa. Non abbiamo fatto una grande partita, ma lo sapevamo che sarebbe stato difficile. Si sa che, quando si va in Campania, non è mai facile vincere“, ammette il capitano della formazione di mister Summa, Giuseppe Chiaradia, in esclusiva ai nostri microfoni.

Nona stagione per l’attaccante classe ’92, gravinese doc, il quale ricorda che la debacle interna – inaspettata – col Matino di fine Ottobre ha dato la scossa giusta alla squadra: “Dopo quella sconfitta è cambiato l’atteggiamento di ognuno di noi. Sappiamo che non dobbiamo commettere più quegli errori perché siamo una squadra con tanti nuovi elementi e diversi giovani. Quindi la prima cosa che non deve mai mancare è l’atteggiamento in campo“.

Dopo queste due importanti vittorie (Bitonto e Mariglianese) i murgiani non si possono nascondere. I playoff sono alla loro portata? “Per quanto riguarda i playoff lasciamo questo discorso agli altri, che sicuramente sono squadre allestite per gareggiare nelle posizioni alte della classifica – chiarisce Chiaradia -. Noi dobbiamo a salvarci e quello resta il nostro obiettivo primario. Poi è normale che dare continuità ai risultati, giocando con serenità, qualcosa in più della semplice salvezza ce la può far immaginare. Ma, ripeto, prima viene la salvezza“.

E la salvezza, come tiene a precisare il capitano del Gravina, passa anche dalle prossime due gare contro il Brindisi (in casa) e poi in trasferta a Francavilla in Sinni: “Domenica giochiamo in casa contro un Brindisi che si è rinforzato e che, comunque, vorrà fare punti per risalire in classifica. Certamente non sarà una gara semplice, ma noi abbiamo già concesso vari punti in casa e non dobbiamo ricadere sugli errori fatti in passato. Dobbiamo volere la vittoria ad ogni costo. Poi andremo a Francavilla, squadra che si sta giocando il podio e sarà durissima, in quanto hanno un allenatore (Nicola Ragno ndr.) che conosce a memoria questa categoria ed è il valore aggiunto di questa squadra. Noi, magari, cercheremo di fargli uno sgambetto…“.

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“CONOSCIAMOLI MEGLIO”: Manuel Taveri, una freccia nell’ arco di Branà.

“Conosciamoli Meglio” è una rubrica che rappresenta un viaggio alla scoperta settimanale dei calciatori della Polisportiva Virtus Matino.
La scorsa settimana avevamo intervistato uno dei più “giovani veterani” del gruppo bianco azzurro, stiamo parlando di Davide Cavalieri che, come sappiamo si trova a Matino da tre anni nonostante sia un under.
Le attenzioni odierne sono rivolte a Manuel Taveri, ultimo arrivato in casa matinese, che domenica scorsa ha esordito sul campo della Casertana subentrando ad inizio ripresa ad Inguscio.
Manuel Taveri è un terzino sinistro classe 2002 proveniente dal Latte Dolce Sassari sempre Serie D Girone G.
Originario di Brindisi è cresciuto nel settore giovanile dell’ US Lecce, giocando con la squadra della sua città nella scorsa stagione sempre nella quarta serie nazionale.
Dopo la breve esperienza in Sardegna torna nel Salento in una delle squadre migliori dove un giovane può iniziare la sua scalata verso palcoscenici più importanti.

Manuel innanzitutto grazie per la disponibilità. Presentati: facci capire meglio che tipo di giocatore sei, qual è il tuo ruolo, le caratteristiche principali ed in che zona del campo e con quale soluzione tattica ti senti più a tuo agio.

Sono una mezz’ ala ma negli ultimi tre anni ho imparato a giocare nel ruolo di terzino sinistro e di esterno. In particolare il quinto di sinistra è un ruolo che non mi dispiace affatto. Poi qualsiasi posizione scelga il Mister cerco sempre di dare il massimo.

Cosa ti ha spinto e convinto ad accettare la proposta della Virtus Matino?

Ho scelto la Virtus Matino perché tutte le persone che ne hanno fatto parte e con le quali ho avuto modo di parlare me ne hanno parlato bene. Vengo da 2 anni abbastanza sfortunati dal punto di vista della continuità e credo che questo sia l’anno della svolta. Nonostante sia qui da pochi giorni, mi sento già a mio agio dal primo momento.

Domenica hai fatto l’esordio in campionato contro la big per eccellenza del Girone H. Come l’ hai vissuta? Ti saresti aspettato un inizio più “soft” magari contro una squadra meno ostica e blasonata?

Abbiamo affrontato una delle squadre più organizzate dell’intero campionato, ma non ho sentito la pressione. Volevo scendere in campo dando tutto me stesso e così ho fatto. Il Mister mi da continuamente consigli per migliorare ed adattarmi alla sua filosofia di gioco.

Domenica c’è il derby con il Nardò, una partita molto importante per tutto l’ambiente non solo per la situazione di classifica attuale in cui versano entrambe le squadre. Quali sono le sensazioni e le impressioni che ti accompagnano in questa settimana che precede la gara?

Sappiamo che domenica ci aspetta un derby sentito, ma abbiamo bisogno di punti e daremo il massimo per vincere. Stiamo lavorando ad alta intensità in settimana ed io ho fiducia in me stesso, nei miei compagni e nello staff.

Per concludere: ritieni la Serie D un palcoscenico da trampolino di lancio per voi giovani calciatori oppure un categoria nella quale ambientarsi e stabilizzarsi?

La Serie D, ed in particolar modo il girone H, è un trampolino di lancio per noi giovani, perché abbiamo modo di confrontarci con giocatori di altre categorie e partita dopo partita impariamo tanto.

Danilo Sandalo

ESCLUSIVA – Salomone: “Francavilla? Rilassamento mentale. Sabato vedremo e su Polito…”

Passano gli anni, le società e le squadre ma Michele Salomone e il Bari sono li, al fianco dei baresi, da sempre. Il giornalista barese di RadioNorba è la voce storica dei biancorossi in casa e fuori per raccontare le gesta dei galletti alla radiolina o, magari, in macchina tornando a casa emozionandosi per un gol.

In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato Salomone sul momento dei biancorossi all’indomani della pesante sconfitta della “Nuovarredo Arena” contro la Virtus Francavilla per 3-0. Un occhio di riguardo, inevitabilmente, è andato alla conferenza stampa del Ds Polito e alla prossima sfida di Antenucci e compagni contro il Catanzaro sabato pomeriggio allo stadio San Nicola.

A Francavilla il Bari è incappato nella prima sconfitta stagionale al termine di una prestazione che ha lasciato tutti perplessi. Questo calo dei biancorossi ti preoccupa o è qualcosa che la truppa di Mignani supererà senza molti problemi?

Per me si è trattato di un fatto mentale. Impossibile che siano diventati ciucci nel giro di sette o quattro giorni. Impossibile anche che abbiano manifestato un calo atletico come qualcuno sostiene, perché il Bari non è stato in partita neanche nei primi cinque minuti. Ecco perché penso ad un rilassamento mentale. Almeno me lo auguro, perché altrimenti quale sarebbe la causa? Vedremo se questo colpo di tosse è conseguenza di saliva andata di traverso o altro.

Oggi c’è stata la strigliata di Ciro Polito. Quanto è mancato nella gestione De Laurentiis una figura cosi nei momenti difficili?


Per la prima volta dopo tre anni e mezzo abbiamo un direttore sportivo. E ieri lo ha dimostrato sia con la tempestivita’ con cui ha convocato la conferenza stampa, sia per i contenuti. Niente scuse o alibi, abbiamo fatto schifo, ha detto in sostanza. Come non essere d’accordo?

Sabato c’è il big match con il Catanzaro. Tra le fila dei calabresi c’è quel barese doc di Pietro Cianci. Come giudichi la sua avventura in biancorosso nella scorsa stagione?


La giudico positiva perché comunque sino a quando è stato bene fisicamente ha dato il suo contributo (e i suoi punti) al Bari. Consideriamo che ha giocato in una stagione caratterizzata dal doppio cambio in panchina e dall’assenza totale di un direttore sportivo da febbraio ai play off dove ci siamo presentati senza una guida. Fatto senza precedenti nel calcio italiano.

Sei la voce storica del Bari da quel famoso Trapani-Bari ne è passata di acqua sotto i ponti. Quella di sabato sarà la numero? E se ne dovessi prendere una quale sceglieresti?


Sabato? Credo la numero 2184. Sono tante, ma tutte realizzate con grande passione. Questo e’ il 47esimo campionato del Bari che racconto alla radio senza soluzione di continuita’. Sono un privilegiato. La radiocronaca che scelgo, che mi e’ rimasta nel cuore e’ quella dell’8 febbraio 1984. A Torino si giocava la gara di andata degli ottavi di finale della Coppa Italia fra Juventus e Bari. I biancorossi erano in serie C e vinsero per 2-1 con gol all’ultimo minuto di Lopez ponendo le premesse per il superamento del turno ( 2-2 nella gara di ritorno al Della Vittoria gremitissimo). Invitai i tifosi ad accogliere la squadra all’aeroporto e tremila persone si riversarono sulla pista di decollo e atterraggio con fumogeni e bandiere e quindi con rischi pazzeschi che non avevo calcolato. Il giorno dopo fui “strigliato” dal Questore che alla fine mi disse. “pero’ ha fatto una grande radiocronaca!”

Antonio Genchi

“Road to Serie A…”: ospite finale è l’ ex giallorosso Paolo Baldieri

Ultimo appuntamento della rubrica che ci ha accompagnato per tutta la settimana con un ospite che dopo aver giocato nel Lecce per quattro stagioni tra il 1991/92 ed il 1994/95 ha deciso di tornare nel Salento a vivere insieme alla famiglia, dove ormai risiede da 16 anni a questa parte gestendo uno dei bar più rinomati della città che prende proprio il suo nome “Baldieri dolce e salato“.

-Ciao Paolo, innanzitutto come stai e come hai vissuto questi giorni di attesa per questa partita così importante?

Tensione come se dovessi giocare io perchè è una partita importante e l’ obiettivo lo è altrettanto. Siamo lì e dipende da noi, inoltre in certe situazioni la tensione non sempre viene dominata. Senza responsabilità addosso facciamo cose impossibili mentre con le responsabilità è tutto diverso.

-Credo che il mister abbia fatto un buon lavoro psicologico sui giocatori, vedi per esempio al partita con il Brescia che è stata gestita benissimo dai giocatori in campo.

Vero, quella partita è stata gestita alla grande però questa è diversa perchè è l’ ultima e non c’è appello! L’ allenatore sa sempre come gestire il suo gruppo…io per esempio li avrei portati tutti al mare a bere birra e patatine per stemperare la tensione!!!(ride)

-A prescindere dal risultato di domani non credi che a questa squadra vada fatto un plauso per il bel campionato svolto fin ora?

Grandissimo perchè hanno fatto un campionato strepitoso. Una squadra partita per salvarsi che mi ricorda molto il Lecce del 1992/93 in cui giocavo dove partimmo con una squadra di ragazzini, tipo Orlandini e Scarchilli, per salvarci e invece ottenemmo la promozione all’ ultima giornata. Devo essere sincero però su una cosa che questa squadra gioca decisamente meglio della nostra.

-Come giudichi il lavoro del mister?

Buono, perchè credo sia cresciuto anche lui insieme alla squadra. Sotto l’ aspetto del gioco e della preparazione mentale dei giocatori ha fatto un lavoro grandioso.

-Lecce ormai è diventata casa tua da diversi anni. Cosa ti ha spinto a scegliere il Salento come luogo dove vivere al di là dell’ esperienza calcistica?

In realtà sono tornato. Tra l’ altro ho moglie romana e non leccese quindi non avevo un legame, però avevo delle attività commerciali che mi portavano a stare spesso a Lecce quindi ho parlato con la famiglia proponendo il trasferimento nel Salento per un anno ed ora sono 16 anni che siamo qui! Ci troviamo molto bene anche perchè il territorio è cresciuto anche grazie al turismo.

-Personalmente uno dei ricordi d’ infanzia che ricordo di più è proprio il tuo gol alla Juve di Trapattoni.

Fu una stagione disastrata con tanti giocatori sia giovani che stranieri come Ayew o Gumprecht che non avevano la minima esperienza del calcio italiano. Avevamo Notaristefano, Gerson, Ceramicola però era una squadra incompleta perchè davanti c’ ero solo io. Inoltre erano anni disgraziati perchè vi era il passaggio societario che creò non pochi subbugli.

-Per concludere, vuoi fare un appello a giocatori e tifosi in vista della partita di domani?

Ai tifosi dico di sostenere la squadra a squarciagola dall’ inizio alla fine, anche perchè anche per gli avversari non sarà facile giocare davani a trentamila spettatori. Ai giocatori di giocare spensierati come hanno fatto fin ora, cercare di alleggerire il carico di responsabilità anche perchè comunque vada noi siamo soddisfatti. Bisogna sempre cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Ringraziamo Paolo Baldieri a nome di tutta la redazione di Calciowebpuglia per la disponibilità e la professionalità. Il nostro viaggio si conclude qui sperando che tutto ciò che si sia detto in questa settimana sia servito a far salire l’ entusiasmo di chi vive il calcio come una passione. La speranza è che i personaggi intervistati come per esempio Camorani o lo stesso Baldieri possano farci tornare indietro nel tempo con le emozioni e le sensazioni e magari veicolando tutti lo stesso pensiero riuscire a riviverle, così come ha sostenuto Terron Fabio.
Grazie quindi a tutti e che domani sia il giorno che tutto il Salento attende da sette lunghi anni ma comunque vada, come ha sostenuto Paolo Baldieri, il bicchiere va visto sempre mezzo pieno.

Danilo Sandalo

ESCLUSIVA – Pucciarelli (MondoSportivo): “Bari minimo da playoff. Dei biancorossi temo Galano. E occhio a Rossi della Salernitana…”

Classifica corta in Serie B e campionato davvero equilibrato, come non si vedeva ormai da qualche anno: per il Bari, che naviga costantemente in zona playoff, è una settimana cruciale, in considerazione dello scontro diretto con la Salernitana che potrebbe condizionare notevolmente la prosecuzione del torneo di entrambe le compagini.

A riguardo abbiamo sentito in esclusiva Giuseppe Pucciarelli, redattore di MondoSportivo e SalernoGranata, che ai nostri microfoni ha presentato così la sfida.

[sc name=”CIRO”]

Un inizio di stagione davvero entusiasmante. Il campionato di Serie B si sta dimostrando equilibrato, i colpi di scena sono all’ordine del giorno. Qual è il tuo giudizio a riguardo? Cosa dobbiamo aspettarci quest’anno?

“La Serie B è un torneo equilibrato per definizione, ma quest’anno sembra essere la prima settimana di un Giro o di un Tour, quando il simbolo del primato cambia quotidianamente a causa degli abbuoni. Poi arrivano le montagne che sgranano la classifica. Ecco, la B deve ancora arrivare alle montagne. E queste montagne sono le vittorie in trasferta. Il grande equilibrio è figlio del predominio del fattore campo. Si vedono pochi segni 2 e questo fa si che nessuno può andare in fuga. Credo che però alla lunga avremo 6-7 squadre che si distanzieranno in vetta, sfruttando il loro maggior tasso tecnico”.

Tra le protagoniste di questa Serie B c’è proprio la Salernitana. I granata stanno facendo molto bene: perchè? Cosa c’è alla base di questo inizio di torneo positivo?

“La Salernitana è figlia di questo paradossale inizio di campionato. I granata hanno perso punti con squadre alla loro portata, ma poi si sono rifatti alla grande in partite sulla carta ostiche. Ciliegina sulla torta è ovviamente il derby del Partenio vinto in quel modo, da 2-0 a 2-3 con gol decisivo di Minala al 96′. Lì si sono sviluppate pienamente le caratteristiche di questa Salernitana: carattere e determinazione. Se non ci fossero, non rimonti situazioni di svantaggio come spesso è accaduto in questa stagione”.

Nel prossimo turno sfida dura per la Salernitana, il Bari, e viceversa. Chi tenere d’occhio tra i granata? E quale potrebbe essere la chiave di lettura, anche tattica, della gara?

“La Salernitana arriva al match col Bari in totale emergenza. Fuori causa Sprocati e praticamente l’intera difesa titolare. Bollini ha a disposizione il solo Mantovani come centrale abile e arruolabile. A meno che le pratiche per ingaggiare lo svincolato Milanovic giungano a conclusione in tempo. Se non dovesse farcela anche Vitale, probabile il ritorno alla difesa a 4 con Kiyine a destra, Asmah a sinistra e Pucino-Mantovani in mezzo. Il Bari potrebbe sfruttare questa emergenza in casa granata. Soprattutto con Cristian Galano, un calciatore che per me farebbe bene anche in Serie A. Ma attenzione: la Salernitana non molla mai. E oltre al carattere, fossi in Grosso temerei moltissimo Alessandro Rossi. L’attaccante scuola Lazio è un Petagna: non perde mai palla. Sperando che, al contrario dell’atalantino, segni di più in carriera”.

Chi temi invece tra i biancorossi? I granata riusciranno a prendere le giuste contromisure?

“Temo tutto il Bari nel suo complesso ma, come detto precedentemente, la menzione particolare spetta a Cristian Galano. Davvero non mi capacito come l’ex Vicenza sia ancora in B. Mi auguro che la difesa rabberciata della Salernitana possa riuscire a contenerlo”.

Ultima domanda: un pronostico per Salernitana-Bari? E infine puoi pronosticarci la posizione finale delle due squadre in classifica?

“Il Bari è da annoverare nell’insieme di 6-7 squadre che possono giocarsi la promozione diretta. Mal che vada, i galletti per me sono già ai playoff. La Salernitana deve arrivare alla svelta ai 50 punti. E poi, conoscendo la passione del pubblico granata, ci si diverte…”.

Si ringrazia Giuseppe Pucciarelli per la disponibilità.

Virtus Andria, Biancofiore: “Derby? Vittoria meritata, sono contento. Voglio fame calcistica e mi aspetto…”

Che sia Giovinazzo o Virtus Andria mister Biancofiore continua a fare bene. Infatti dopo aver sfiorato nella precedente annata l’accesso ai playoff in prima categoria con il club biancoverde (qualificazione non centrata per problematiche societarie interne dopo un girone di andata in cui il trainer barese è stato al primo posto per tantissime giornate ) si sta confermando su alti livelli anche in questo inizio di annata. La Virtus Andria è terza a sole due lunghezze dalla capolista Canosa.

Un avvio assolutamente incoraggiante per una squadra che nello scorso campionato ha faticato non poco per rimanere in prima categoria. Dieci punti in cinque gare e vittoria domenica scorsa nella stracittadina contro la Nuova Andria. Abbiamo ascoltato in esclusiva il tecnico della Virtus per capire le sue impressioni su questo avvio di torneo e più in generale su quella che può essere il ruolo di Frezza e soci in una stagione sicuramente non facile da affrontare: “Certamente sono molto contento per i ragazzi che ci tenevano in modo particolare a questo derby, io essendo barese non l’ho avvertita come una partita particolare, anche perchè per me tutte le sfide sono importanti allo stesso modo. Direi che la vittoria è meritata per quello che si è visto in campo, anche se devo fare i complimenti alla Nuova Andria, una squadra che gioca un buon calcio e ben disposta tatticamente. Il dato numerico del terzo posto ora è irrilevante, siamo appena alla quinta giornata, il mio vero obiettivo è cercare di migliorare il risultato sportivo della precedente annata, visto che la salvezza è stata centrata davvero al fotofinish. Inoltre voglio una squadra che entri in campo sempre tra le mura amiche e in trasferta con la mentalità vincente e con la “fame calcistica” di volerle vincere tutte. Dobbiamo guardare ad una gara per volta, bisogna crescere in merito alla coesione del gruppo solo così potremmo ben figurare, ragionare per la positività collettiva mettendo da parte gli egoismi personali. Mi aspetto altresì maggiore concentrazione in campo nei primi minuti di gara dove spesso concediamo qualcosa di troppo agli avversari. Errore da non commettere per esempio domenica prossima nella trasferta a Trinitapoli, loro sul proprio campo sono davvero temibili e al primo errore ti castigano. Ci vorrà una Virtus perfetta per tornare a casa con un risultato positivo. Ringrazio la società per l’importante occasione che mi sta dando, faccio a loro pubblicamente i complimenti perchè ho modo di confrontarmi quotidianamente con una dirigenza seria e che ha voglia sempre di crescere e migliorarsi”.

Clemente Calabrese

[sc name=”Genchi”]

ESCLUSIVA – Ezio Forziati: “Catanzaro? Stiamo lavorando sodo. Vogliamo centrare gli obiettivi”

È arrivata nuovamente anche per lui. E si perchè Ezio Forziati giovane trainer barese dopo l’ultima esperienza come vice allenatore dell’ Akragas in Lega Pro assieme a Nicola Legrottaglie torna in serie C. Riparte da Catanzaro stavolta affianco di Davide Dionigi in un torneo che pone la formazione calabrese in predicato di poter svolgere un ruolo di spessore . Certo il calendario pronti via non agevola certamente un ingresso morbido al nuovo staff tecnico, Matera all’esordio sabato scorso e Trapani in trasferta nel monday night di settimana prossima, ma conoscendo le qualità professionali e la dedizione al lavoro del duo Dionigi – Forziati ci si può aspettare presto un Catanzaro nelle zone nobili della graduatoria. Sotto l’aspetto del gioco già non sono mancate indicazioni davvero positive contro il Matera. A poco più di una settimana dal suo arrivo in calabria abbiamo ascoltato in esclusiva proprio Ezio Forziati per capire le sue sensazioni a mente fredda su questa nuova importante occasione : ” Sono sicuramente felice di poter proseguire il mio cammino tra i professionisti dopo aver lavorato con Akragas e Barletta. Tra l’altro proprio quest’anno sono stato vicinissimo a firmare come primo allenatore in un club di serie D. Catanzaro è una piazza importante e stimolante, personalmente darò il massimo per ripagare la fiducia della società e sopratutto di mister Dionigi che ritengo un tecnico di grande spessore. Stiamo lavorando sodo per prepararci al meglio alla prossima partita difficilissima con il Trapani, ma siamo soddisfatti della rosa che ci ha messo a disposizione. Continueremo a lavorare alacremente per migliorare in maniera costante e portare il Catanzaro a centrare gli obiettivi prefissati dal club “.
CLEMENTE CALABRESE
[sc name=”Genchi”]

ESCLUSIVA – Caprioli (TuttoBari.com): “Grosso è una scommessa ma le impressioni sono positive. Da Sogliano mi aspetto quattro colpi e sulle favorite in Serie B dico…”

Il Bari formato “Grosso” sta lavorando tra le montagne di Bedollo. Il club biancorosso, dopo un campionato deludente, ha voglia di ripartire in una stagione che, per forza di cosa, dev’essere quella del riscatto. Il presidente Giancaspro ha confermato il diesse Sogliano ma ha cambiato tecnico passando da Colantuono a Fabio Grosso.

Per capire qualcosa in più di quanto bolle in pentola in casa Bari, abbiamo sentito in esclusiva per calciowebpuglia.it, il giornalista Mario Caprioli della testata tuttobari.com. 

Ennesima rivoluzione in casa Bari. L’addio a Stefano Colantuono ha spalancato le porte della panchina biancorossa a Fabio Grosso. Che impressioni hai sul lavoro svolto e su quanto potrà fare l’ex campione del mondo 2006 in biancorosso? 

“Le impressioni sono positive ma è chiaro che rappresenta una scommessa in Serie B in quanto è la sua prima esperienza nel calcio professionistico dopo tanta gavetta con la Primavera della Juventus. Sembra che ci sia una squadra che lavori molto palla a terra, l’allenatore sta provando diverse soluzioni ma si dovrebbe partire con il 4-3-3 provato in questi primi giorni di ritiro. Vedo un gruppo compatto anche se siamo ancora alle prime battute della nuova stagione. Speriamo possa portare nuova linfa anche all’interno dello spogliatoio ma c’è fiducia”.

Tiene banco in città il tormentone Dezi. Come pensi finirà questa “telenovela”?

“Dobbiamo dire che il calciatore ha trovato un accordo economico con la società biancorossa cosi come il Bari ha l’accordo con il Napoli ma il suo entourage lo spinge verso la Serie A. Negli ultimi giorni si è inserito il Parma che sta spingendo tantissimo ma il giocatore ha dato la sua parola al Bari. Percentuali? Bari favorito al 60% e il Parma al 40%. E’ chiaro che se Dezi dovesse venire a Bari sposterebbe tanto gli equilibri del centrocampo in quanto avere Dezi o non averlo è una gran bella differenza”.

Al di là del centrocampista abruzzese, cosa serve ancora a questo Bari e quali potrebbero essere le prossime mosse del ds Sogliano?

“Saranno quattro. Il Bari all’80% è al completo e mancano un terzino destro che possa essere un valido ricambio di Scalera che verrà valutato in questa prima parte di stagione. Serve assolutamente un difensore centrale con uno tra Tonucci e Moras che uscirà, più Tonucci penso. A centrocampo serve un giocatore dai piedi buoni con Colombatto che può essere la soluzione ideale e poi una mezz’ala tra Dezi e Bertolo che Sogliano conosce bene avendolo già avuto a Palermo e c’è una trattativa in corso tra Bari e River Plate per il centrocampista argentino”

Panoramica sulle altre di B: il Bari parte a fari spenti in un campionato che appare più competitivo di quello della passata stagione. Quali squadre possono ambire al salto di categoria?

“A differenza degli anni scorsi magari non ci può essere il Cagliari o il Verona di turno però il Frosinone parte con i favori del pronostico. Già lo scorso anno aveva una rosa ultra-competitiva per la vittoria del campionato e con gli inserimenti di Maiello, Beghetto e Ciano sono la candidata numero uno per la vittoria del campionato. Le altre? Mi aspettavo di più dal Venezia sul mercato, cosi cosi il Parma che ha fatto un bel colpo con Siligardi, il Foggia può dire la sua con un progetto di gioco ben collaudato e poi Palermo, Pescara, Empoli che ha la rosa dello scorso anno e può lottare per entrare tra le prime. Il Bari? Può essere una sorpresa ma al momento non me la sento di metterla tra le prime”.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Troina, Pagana: “Aggrediti dai giocatori dell’Altamura negli spogliatoi. Mandato all’ospedale due tesserati. Altamura? Mi ha deluso come squadra e come uomini”

Il pomeriggio infrasettimanale mette il “Game Over” sul cammino del Team Altamura in Coppa Italia di Eccellenza. I biancorossi, nei quarti di finale, sono usciti sconfitti dal doppio confronto contro i siciliani del Troina che, sia all’andata che al ritorno, hanno battuto i murgiani per 1-0.

Oltre a quanto successo in campo, però, l’attenzione si è focalizzata su quanto successo prima del match. La società siciliana ha accusato di aver subito un aggressione prima di scendere in campo con due calciatori e un dirigente finiti addirittura all’ospedale per ricevere cure mediche. Per capire un pò la situazione e parlare, ovviamente, dell’incontro in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia abbiamo sentito il tecnico della formazione siciliana Giuseppe Pagana.

Mister, innanzitutto complimenti per il passaggio del turno. Sui social, sono girate notizie su un aggressione che avreste subito in quel di Altamura. Cosa ci può dire di più in merito?

Quando siamo arrivati nel sottopassaggio, i giocatori e l’allenatore dell’Altamura ci hanno aggrediti prima di entrare nello spogliatoio. Ci hanno aggrediti alle spalle aggredendo, in un primo momento, il nostro tesserato Milillo ed è successa una rissa. Hanno mandato all’ospedale, oltre Milillo anche un altro tesserato Facundo e il nostro segretario Salvatore. 

Mister, ma ci tolga una curiosità. Era già successo qualcosa all’andata, c’erano insomma le avvisaglie di questo clima ostile?

Assolutamente no. Loro sono stati accolti benissimo, hanno dormito nell’albergo del nostro presidente e c’è stato il gemellaggio tra i tifosi che si sono scambiati le sciarpe. Loro, forse, pensavano di intimorirci ma non ci sono riusciti.

Lasciamo questi discorsi che col calcio non hanno nulla a che fare e torniamo al campo. Avete affrontato una formazione molto forte, almeno sulla carta, come il Team Altamura. Tra la gara di settimana scorsa e quella odierna, si aspettava di più dai biancorossi?

Mi aspettavo molto di più. L’Altamura ha un organico che, sulla carta, potrebbe giocare tranquillamente anche in Serie D ma sinceramente tra andata e ritorno non hanno meritato nulla. Oggi, forse, ho capito il perchè non riescono a rendere perchè prima di essere calciatori bisogna essere uomini. Di oggi, salvo solo Gigi Rana che è un signore e il portiere che quando l’arbitro ha fischiato l’inizio è venuto da noi in panchina a scusarsi di quanto è successo.

Da giocatore ha vestito anche la maglia del Bari ed, episodi violenti a parte, è stato un dolce ritorno in Puglia. Che ricordo ha dell’esperienza, seppur breve, a Bari?

In Puglia io sono stato non bene ma benissimo. A Bari, ma anche a Gallipoli, ho trovato gente accogliente ed un ambiente fantastico. Quello che ci è successo oggi mi lascia perplesso perchè ho sempre parlato bene della Puglia e dei pugliesi. La cosa che più dispiace è che sono stati i tesserati a fare questo e non i tifosi. 

ANTONIO GENCHI

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Giovinazzo – Romito: “Ieri è vero abbiamo perso ma i playoff sono a 3 punti, ci crediamo”

E’vero che l’obiettivo principale era la salvezza ed è stato raggiunto con largo anticipo, quindi i complimenti sono doverosi , ma comunque Giovinazzo cercasi. E si perchè la vita e lo sport ci insegnano che quando hai centrato l’obiettivo primario devi sempre provare a centrarne un altro ancora più prestigioso. Invece praticamente nella sfida per provare a raggiungere playoff contro la Nuova Andria andata in scena ieri al De Pergola i biancoverdi non sono pervenuti . Uno zero a quattro senza attenuanti. Perchè perdere ci sta ma se lo si fa lottando. Invece Capriati e compagni sono capitolati senza opporre alcuna resistenza. Non esattamente il giusto atteggiamento per una squadra che invece avrebbe dovuto giocare con il coltello tra i denti per provare a raggiungere il quinto posto solitario . Invece attualmente a condividere a pari punti la quarta e la quinta piazza della graduatoria sono a quota 35 Borgorosso Molfetta e Nuova Andria, a 38 invece occupano la seconda e terza posizione Terlizzi e Celle San Vito. Viene da chiedersi, in un campionato così livellato ed equilibrato dove è andato a finire l’atteggiamento battagliero, sfrontato e il bel calcio espresso dai biancoverdi, non dimentichiamo infatti che la squadra di mister Biancofiore per tantissime giornate è stata prima in classifica. Contro la Nuova Andria è mancata quella voglia feroce quel “sangue agli occhi” di voler a tutti i costi ottenere l’intera posta in palio contro un avversario che pur avendo segnato quattro gol sostanzialmente non ha fatto nulla di straordinario per vincere la partita. Ne abbiamo parlato con Roberto Romito, uno dei calciatori più esperti della squadra: “Ieri abbiamo commesso troppi errori individuali soprattutto sui primi due gol subiti, ho sbagliato anche io. Poi sullo zero due è normale scoprirsi troppo alla ricerca del gol che possa riaprire la gara e ne abbiamo subiti altrettanti. Dispiace molto aver subito questa sconfitta. La salvezza l’abbiamo raggiunta ormai con anticipo. I punti che ci separano dalla zona playoff sono soltanto 3 e in questi 270 minuti restanti venderemo cara la pelle perchè vogliamo provare a raggiungere il secondo obiettivo quello dei playoff. Per farlo però già da domenica prossima a Celle dobbiamo stare maggiormente sul pezzo, servirà una partita perfetta, non dobbiamo commettere errori e sia senior che under devono dare molto di più rispetto a quanto hanno dato ieri e nelle precedenti uscite. Questo è un campionato molto equilibrato si può vincere o perdere contro chiunque”. Bhe bisogna davvero augurarsi che il Giovinazzo dia davvero il massimo a partire dalla gara di Cella per provare a regalarsi un finale con il botto e dare lustro al girone di andata eccelso disputato. Come direbbero quelli brava basta solo riprendere a giocare a pallone e metterci “quel sangue agli occhi” o quella “cazzimma ” per dirla alla De Laurentis non pervenute ieri e tutto è ancora possibile.

Redazione

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ESCLUSIVA – Ds Marco Milano: “Bari, grazie a Giancaspro e Sogliano. Benevento dirà molto. Su Lega Pro, Serie D, Eccellenza e Promozione dico che…”

Il mese di Febbraio anticipa la primavera ed è il trampolino di lancio per la volata finale in tutti i campionati. Se in Serie B e Lega Pro mancano ancora tante gare, in D, Eccellenza e Promozione siamo ormai al rush finale con le squadre a caccia dei vari obiettivi come la promozione, i playoff o la salvezza.

Per parlare a 360° gradi del calcio pugliese, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito il diesse Marco Milano con cui abbiamo avuto modo di disquisire di diverse tematiche dalla Serie B con il Bari sino al campionato di Promozione. Milano avvocato e gran tifoso del Bari, nonostante la giovanissima età, vanta già una serie di esperienze importanti da Direttore Sportivo in società del territorio barese come BitontoCorato, Bitritto e Giovinazzo. 

Direttore Milano, nell’ultimo calciomercato invernale, il Bari è stato tra i protagonisti in cadetteria con una ventina di operazioni tra arrivi e partenze. Pensa che una rivoluzione cosi importante serviva a questa squadra e come giudichi il lavoro del diesse Sogliano?

Innanzitutto vorrei fare una premessa: ci tengo a ringraziare pubblicamente il presidente dott. Giancaspro per tutti i sacrifici compiuti finora. Questa estate stavamo per fallire un’altra volta, in modo assolutamente silenzioso. Se nel 2017 si può ancora parlare di Serie B a Bari, il merito è solo del presidente Giancaspro. Detto ciò, il Bari è stata sicuramente la regina del mercato della Serie B nella sessione invernale, con tantissime operazioni sia in entrata che in uscita. Sono arrivati calciatori importanti per la categoria come Floro Flores, Salzano e Galano, ed ora anche numericamente abbiamo un organico importante. Complimenti al direttore sportivo Sogliano perché ha dimostrato di sapersi muovere sul mercato con esperienza e disinvoltura, ponendo anche le basi per la prossima stagione (i prestiti dell’attaccante Montini e del portiere Furlan al Monopoli in Lega Pro ne sono l’esempio tangibile). Evidentemente, di comune accordo con il mister Colantuono, si è scelto di stravolgere la rosa di calciatori a disposizione per tentare di intraprendere, con nuovi nomi, la strada della continuità di risultati, evitando i tanti incidenti di percorso e gli inspiegabili blackout sia di risultati che di prestazioni, come ad esempio accaduto contro il Cittadella e nelle trasferte di Frosinone, Novara e Latina.

Alla luce dei nuovi arrivati, dove può arrivare oggettivamente questo Bari?

A dispetto di quello che può dire la classifica finora, io ho sempre avuto fiducia nel Bari quest’anno. Finalmente abbiamo un allenatore e un direttore sportivo esperti e preparati, potrebbe essere l’anno giusto per raccogliere soddisfazioni a fine campionato. Alla luce delle tante operazioni di mercato compiute nella sessione invernale, che hanno stravolto la rosa di calciatori a disposizione di Colantuono, non è vietato puntare anche alla Serie A diretta (prime due posizioni, distanti nove punti). Al momento dobbiamo pensare a raggiungere nel più breve tempo possibile la quinta posizione, occupata dal Perugia, che dista solo tre punti. Poi con un bel filotto di vittorie consecutive, cosa che è mancata finora alla squadra, potremmo insidiare anche le primissime posizioni della classifica. La partita di venerdì sera a Benevento dirà molto, può essere considerato un vero e proprio esame di maturità per la squadra, finora dal rendimento abbastanza insufficiente nelle gare in trasferta

Nel girone C di Lega Pro stiamo assistendo ad un derby a distanza tra Lecce e Foggia per la vittoria finale. Chi la spunterà tra le due o pensi in un ritorno di Matera e Juve Stabia?

Che bello vedere due squadre pugliesi contendersi un posto per la promozione diretta in Serie B ! Sia il Lecce che il Foggia dispongono di due ottimi organici e di due bravi allenatori, in più sono grandi piazze affamate del grande calcio finalmente. La Juve Stabia, dopo essere stata per qualche giornata capolista, ha dato segnali negativi perdendo tanti punti nelle gare del nuovo anno e pare tagliata fuori dalla corsa per il primo posto. Anche il Matera pare essersi messo alle spalle il periodo di forma migliore, lasciando strada a Foggia e Lecce nelle ultime giornate. In chiave playoff occhio alla rivelazione Virtus Francavilla, che oltre ad un buon organico dispone anche di una società serissima alle spalle e di un allenatore giovane e molto preparato, Antonio Calabro. Se il campionato fosse partito a novembre, adesso la Virtus insidierebbe il primato del Lecce e del Foggia.

In D, dopo una prima parte a livelli ottimi, il Gravina sta perdendo colpi ed è arrivato anche l’esonero di mister De Luca. Cosa succede all’ingranaggio murgiano che sembrava perfetto fino a pochi mesi fa?

In Serie D non accenna a fermarsi la corsa verso il professionismo della capolista Trastevere, insidiata solo dal Bisceglie e dalla Nocerina. Agli amici gravinesi voglio rivolgere due considerazioni personali: la Serie D è uno dei campionati nazionali più tosti, completamente diverso dai campionati regionali quali l’Eccellenza e la Promozione, per cui lo scotto della matricola si paga eccome! Inoltre dopo aver vinto negli ultimi due campionati tutto quello che era possibile, campionati e coppe, sia in Eccellenza che in Promozione, mi verrebbe da dire che…non si può vincere tutti gli anni. Questo primo campionato della storia in Serie D deve essere una annata di transizione, che serve per fare esperienza e prendere dimestichezza con la nuova categoria. I playoff non devono essere un’ossessione ma un qualcosa che se capita è positivo, per mettere le basi per la prossima stagione. A dicembre il reparto offensivo della squadra è stato completamente rivoluzionato, vista la atavica carenza di gol delle punte, con l’arrivo, tra gli altri, del bomber barese Picci. Dispiace per l’amico Claudio De Luca, allenatore giovane, serio e preparato.

Capitolo Eccellenza: chi vince il campionato tra le tre di testa e pensi che il Trani possa salvarsi anche senza playout?

Ho sempre sostenuto dall’inizio dell’anno che il Cerignola, da neopromossa, avrebbe vinto il campionato di Eccellenza. L’inizio di stagione non è stato dei più esaltanti, tanto che la società ha deciso di “cambiare progetto” in corsa, rivoluzionando lo staff tecnico e la rosa dei calciatori. E comunque i risultati si sono visti, la squadra ha conquistato subito il primo posto in classifica (che dura ormai da diverse giornate) e nelle partite che contano ha raccolto sempre punti (nelle difficili trasferte di Bitonto, Altamura e Casarano). Prevedo la loro vittoria finale, ed auguro alla Team Altamura di trionfare nella Coppa Italia nazionale, in modo da festeggiare due squadre pugliesi che fanno il salto in Serie D. Il Trani, in seguito alla rivoluzione sul mercato operata nella sessione invernale, attualmente dispone di un organico di tutto rispetto, al pari delle candidate ai playoff. Emblematici sono stati gli arrivi del bomber Tedesco e del capocannoniere del campionato, Pasquale Trotta, segno delle ambizioni della nuova società. A sette giornate dalla fine, non sono più ultimi in classifica e possono tranquillamente salvarsi senza disputare i playout, come organico sono un passo avanti rispetto alle altre candidate alla salvezza.

Chiusura sulla Promozione: ormai l’Omnia Bitonto sembra inarrivabile, chi sarà la squadra che potrebbe accompagnare i bitontini nel salto di categoria?

Si sapeva che sarebbe stato un dominio incontrastato dell’Omnia Bitonto in questa annata della Promozione, anzi la sorpresa più grande è stato l’arrivo della “concorrenza” nel girone di ritorno. Mi riferisco al Corato, che ha cambiato completamente volto nel calciomercato dicembrino e, con un bel filotto di vittorie, è arrivato a meno sei dalla capolista, vincendo anche il confronto diretto a Bitonto. Sicuramente il Corato è la squadra più accreditata per la vittoria dei playoff e per fare compagnia (probabilmente) all’Omnia il prossimo anno in Eccellenza. Per gli altri posti playoff se la giocheranno il Molfetta, la Fortis Altamura e lo Sporting Ordona, ricordando la famosa regola dei sette punti di distacco tra una posizione playoff e l’altra. In coda la Rutiglianese è ad un passo dalla retrocessione in Prima Categoria, mentre per evitare tutte le rimanenti squadre sono coinvolte per evitare i playout. Nessuno può stare tranquillo a sette giornate dal termine del campionato, tra la sesta in classifica e la quintultima ci sono solamente quattro punti di distacco!

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Otranto, Salvadore: “Contro l’Hellas serviva fare risultato. Casarano? La più in forma del momento e sulla vittoria finale dico…”

Il blitz di Statte contro l’Hellas Taranto è stato accolto con grande entusiasmo in casa Otranto. La squadra idruntina, con il successo in terra tarantina, ha interrotto un digiuno di vittorie che durava dal lontano 18 dicembre quando i salentini liquidarono 2-0 l’Avetrana.

Con i tre punti incassati contro gli ionici, la squadra adriatica è balzata al settimo posto di questo campionato di Eccellenza con un rassicurante +10 sulla zona playout. Dopo una stagione scorsa che ha costretto i salentini alla salvezza tramite playout, quest’anno la situazione è molto più tranquilla e il discorso playoff, per il momento, non è ancora del tutto chiuso. Per parlare della situazione attuale, ma non solo, abbiamo sentito, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, il tecnico della formazione salentina ossia Andrea Salvadore che ha commentato, insieme a noi, il campionato fin qui disputato dai suoi ragazzi.

Mister Salvadore, il suo Otranto nell’ultima uscita ha vinto contro l’Hellas Taranto conquistando tre punti importantissimi per il vostro proseguo di campionato. Con la salvezza, ormai acquisita, è possibile pensare a qualcosa di più ambizioso?

Venivamo da tre sconfitte e dal pareggio, nel recupero, a Molfetta ed era quindi fondamentale fare risultato con l’Hellas Taranto. Venivamo da un periodo non troppo felice e, purtroppo, i risultati negativi avevano messo un po di nervosismo e non eravamo molto tranquilli. Serviva fare risultato per ritrovarci soprattutto a livello mentale. La sosta ci ha rilassati a livello mentale. Inoltre degli episodi hanno deciso le tre partite perse, un periodo che non girava. Siamo partiti a fare un campionato tranquillo e non correre rischi come l anno scorso ma è chiaro che si può fare sempre di più; siamo nei programmi, siamo dietro a 6 grosse squadre e questo è solo motivo d orgoglio. Ci è mancata un pò di continuità sino adesso e dobbiamo migliorare questo aspetto, dobbiamo fare il massimo queste nove partite e poi si faranno i conti. Sono comunque soddisfatto di quello fatto sino adesso.

La gara di Statte, oltre ai tre punti, ha portato anche una coda polemica con le due società che, via social, si sono accusate a vicenda di comportamenti “fuori dalle regole”. Cosa ci può dire in merito?

Parliamo solo di calcio. Sono 7 anni che sono ad Otranto ed i numeri parlano chiaro: mai una multa, mai storie extra calcistiche, Coppa disciplina vinta e sempre tra i primi a livello disciplinare e non ho altro da aggiungere. Ringrazio i ragazzi che hanno risposto in campo, sono un gruppo grandioso, sopratutto veri uomini e poi veri calciatori.

Tornando al calcio giocato, domenica riceverete al “Nachira”, il Casarano quarta forza di questa Eccellenza. Che partita dobbiamo aspettarci in questo derby?

Domenica affrontiamo una squadra in salute e credo la più in forma del momento. E’ un derby importante per entrambi: loro per rimanere sulla scia delle prime e noi per ambire a qualcosa di più importante per non finire il campionato nell’ anonimato. Faremo il massimo per arrivare più in alto possibile e soprattutto per fare quei 6 o 7 punti per la matematica salvezza. Fino adesso siamo i più piccoli dietro a 6 grosse squadre con realtà è storia calcistica molto differente.

Chiusura doverosa sui giochi al vertice. Secondo lei, chi lo vincerà questo campionato di Eccellenza?

Sul campionato credo che il Cerignola ha qualcosa in più. L’ Altamura potrebbe pagare l impegno della coppa mentre il Bitonto potrebbe approfittarne di qualche passo falso delle due e non escluderei il Casarano stesso.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Uc Bisceglie, Zinfollino: “Preoccupato dal mercato. Molti nostri richiesti da grandi squadre”

Quando Davide batte Golia. Nella maggior parte dei casi, il più grande batte il più piccolo ma non è cosi in casa Unione Calcio Bisceglie. La formazione biscegliese si sta scrollando di dosso l’etichetta di “seconda squadra” o squadra B” della città adriatica ritagliandosi uno spazio importante nel calcio pugliese.

La società presieduta dal presidente Enzo Pedone sono già diversi anni che affronta le stagioni con la giusta serietà e la giusta competenza. Il campionato di Eccellenza è stato raggiunto lo scorso anno ed ora la squadra si sta togliendo belle soddisfazioni diventando una formazione di riferimento della Premier League pugliese. L’apice è stato raggiunto giovedì, quando Moscelli e soci hanno eliminato il gigante Barletta e sono approdati nella finale regionale di Coppa Italia di Eccellenza, dove sfideranno il Team Altamura. Uno degli artefici principali di questo inizio di stagione alla grande è, indubbiamente, il tecnico Gino Zinfollino che abbiamo ascoltato in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia. Con il tecnico andriese abbiamo parlato della finalissima raggiunta con un doveroso occhio di riguardo al mercato, che aprirà i battenti giovedi 1 dicembre.

Mister Zinfollino, nell’ultima giornata è arrivato un pareggio abbastanza deludente contro il Novoli. Quanto ha pesato sulla squadra, soprattutto a livello nervoso ma anche fisico, la sfida di giovedì contro il Barletta?

Bisogna innanzitutto individuare la realtà che siamo. Non possiamo gestire due competizioni ed è normale che se sprechi tante energie in una partita importante, come quella di giovedì, paghi dazio. Non abbiamo una rosa di 23 elementi di cui 20 allo stesso livello ma abbiamo 22 giocatori con 13-14 elementi con cui puoi competere. Serve, oltre alle qualità, anche la mentalità e questo lo abbiamo pagato domenica. La gara? Come approccio è stato anche buono e in una gara dove c’era bisogno di attenzione come giovedi o anche più abbiamo pagato qualche disattenzione. Se analizzo la gara, c’è stata una buona partenza da parte nostra, poi c’è stato un errore e gli avversari si sono caricate. Abbiamo avuto diverse occasioni che se fossimo stati più cattivi avremmo vinto la partita. In questo momento non siamo pronti per competere in due occasioni come Campionato e Coppa. 

A proposito della Coppa. Innanzitutto complimenti per la finale che avete raggiunto, tra l’altro eliminando due corazzate come Bitonto e Barletta. Le volevo chiedere, per una società come l’Unione Calcio questo trofeo è importante solo per il blasone di averlo vinto o è più importante per il dopo, per la strada che la Coppa può dare verso la D?

Essendo una realtà di seconda fascia, arrivare in finale ci da la possibilità di migliorare. La sfida è proibitiva perchè affrontiamo un avversario forte come l’Altamura e non sappiamo che tipo di mercato farà. Se punti a vincere la Coppa per il blasone e la visibilità è normale fare un pensierino alla strada che per noi sarebbe verso il paradiso come la Serie D. Il mercato farà capire tante cose.

Giovedi si aprirà questa sessione invernale. Alcune squadre come ad esempio Cerignola e Barletta stanno facendo già alcune operazioni. Che mercato dobbiamo aspettarci da voi? 

Doveva essere un mercato oculato con la possibilità di migliorarci in base alle nostre forze economiche. Una cosa che da una parte mi fa piacere e dall’altra un pò meno è che diversi nostri calciatori sono stati richiesti e la paura è perdere elementi importanti della rosa. Le sirene delle piazze importanti stanno chiamando diversi elementi chiave della nostra rosa e la cosa ci metterebbe in difficoltà perchè non è facile andarli a rimpiazzare. Il nostro mercato è di attesa sperando di mantenere questo gruppo di calciatori che, nonostante la mancanza di pubblico e di tifosi, sta facendo molto bene. 

Un ruolo fondamentale nel successo dell’Unione Calcio Bisceglie c’è l’ha la società che anche nei momenti difficili l’ha sostenuta. Quanto è importante avere una società vicina che la sostiene anche quando le cose non vanno bene?

La fiducia della società ti rafforza nello spogliatoio e ti da autostima per andare avanti. Ho la fortuna di avere una dirigenza sempre presente al campo e vede il lavoro svolto. Quando i risultati non venivano, anche dopo buone prestazioni, loro valutavano il buon lavoro fatto durante la settimana e la mia passione nel progetto. Li devo ringraziare per la fiducia che mi hanno dato ad inizio stagione ma anche dopo i risultati negativi e questa fiducia ha dato il là alla svolta che si è avuta con la vittoria di Bitonto in Coppa. Stiamo raccogliendo un pò meno ma sono comunque soddisfatto e ringrazio ancora una società attenta che sta vicina al lavoro quotidiano.

Prossima sfida molto difficile al “D’Angelo” di Altamura. Che partità si aspetta in terra murgiana?

Partita difficilissima sulla carta ma abbiamo sempre reagito bene e questo ci deve dare la forza domenica di prepararla bene. Dobbiamo staccarci dal mercato e ricompattarci perchè ci sono calciatori che hanno le batterie scariche e abbiamo due calciatori importanti squalificati come Pinto e Moscelli. Devo tentare di recuperare qualche giocatore che è agli sgoccioli da problemi fisici ma ho paura che possa accadere qualcosa giovedi in sede di mercato.

Siamo quasi alla fine del girone di andata e tra coppa e campionato le avete affrontate quasi tutte. Qual’è, secondo lei, la squadra che ha qualcosa in più delle altre e può vincere questo campionato?

A livello di potenzialità generale, il Cerignola ha qualcosa in più delle altre in quanto può contare su una società importante, una tifoseria che ti può trascinare ma al momento chi sta esprimendo il miglior calcio è il Bitonto. Poi c’è l’Altamura che sulla carta è la squadra con i calciatori più importanti della categoria. Chi sarà bravo in sede di mercato a puntellare sarà la squadra che vincerà. 

Giovedi avete vinto ed eliminato il Barletta, forse la più grossa delusione fin qui. Avendola vista da vicino, come giudica la situazione a Barletta? Cosa non funziona?

La garanzia era ed è il direttore sportivo De Santis che conosce bene la categoria. L’ambiente di Barletta, dove ho lavorato nel settore giovanile, è un pò particolare in quanto vive molto di alti e bassi. Magari, all’inizio, la squadra non ha inanellato i primi 3-4 risultati pieni e questo ha tolto certezze dando all’ambiente il pessimismo. Questo si è riversato sui calciatori che magari non hanno avuto la personalità per uscirne. Il direttore, forse, non ha trovato ancora la chiave di lettura ma da quello che ho letto stanno cercando di ricostruire una grande squadra a dimostrazione di quanto ci tiene la società. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Francesco Morga: “Fiorenzuola, ecco cosa è successo. Mi sto allenando con la Berretti del Monopoli grazie a mister Caricola e sul futuro…”

Quando un cavillo burocratico o un ritardo di pochi giorni ti costringono ad alcuni mesi di inattività. E’ quello che è successo a Francesco Morga, attaccante di Monopoli che ha vestito tantissime maglie tra la vecchia Serie C e l’attuale Lega Pro. Dall’approdo al Genoa di Enrico Preziosi che ripartiva dalla C dopo il caos  della gara Genoa-Venezia sino a vestire maglie importanti per la categoria come Juve Stabia, Giulianova, Rimini, Alessandria, Arezzo e infine Fiorenzuola. Ed è proprio alla fine della stagione disputata con gli emiliani in Serie D, che sono iniziati i problemi “burocratici” per Morga che lui stesso, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, ci ha spiegato.

Francesco, abbiamo letto del mancato trasferimento al Messina per problematiche burocratiche con il tuo vecchio club ossia il Fiorenzuola. Ci puoi spiegare cosa è successo?

Rispetto alle società professionistiche, che quando un calciatore gli scade il contratto c’è lo svincolo automatico, in Serie D funziona che ci sono delle date prefissate. Dal 1 al 15 luglio devi mettere in svincolo i giocatori dell’annata passata ed è successo che il Fiorenzuola, ci tengo a precisare in buona fede, ha fatto questo svincolo qualche giorno dopo dei tempi previsti. Sia io che loro eravamo convinti che il mio svincolo era andato a buon fine e anchio ero sicuro di essere svincolato. A saperlo, mi sarei organizzato nei tempi giusti per trovare squadra ossia il 31 agosto per la Lega Pro e il 16 settembre per la Serie D. Io, convinto di essere svincolato, il 18-20 settembre avevo trovato l’accordo con il Messina ma il mio trasferimento non è stato accettato in quanto risultavo bloccato in questa squadra. La mia situazione attuale? Devo aspettare il 1 dicembre per fare un trasferimento nelle società dilettantistiche oppure il 16 dicembre ed entro in regime di svincolo e posso accasarmi anche in Lega Pro. 

Per fortuna, questo tuo “calvario” dovrebbe finire tra qualche giorno con la riapertura del mercato. Bolle già qualcosa in pentola?

Sinceramente non voglio aspettare gennaio perchè è troppo lunga e non vedo l’ora di ritornare. Sto prendendo in considerazione l’idea di andare in Serie D e non ti nascondo che qualche squadra del girone H mi ha cercato. Se c’è qualche progetto buono è giusto prenderlo in considerazione. 

Nella tua carriera, hai vestito tantissime maglie soprattutto al centro-nord. Alla soglia dei trent’anni, come spieghi il fatto di non aver mai giocato in una pugliese? E’ un problema di “nessuno è profeta in patria”?

Diciamo che, per fortuna, ho avuto sempre un buon mercato di squadre di Lega Pro che in Puglia in passato non c’erano. Il Monopoli sono un paio di anni che è salito ma prima c’era poca roba. Per fortuna ho girato piazze come Genoa, Alessandria, Juve Stabia, Giulianova ma non è che non ho mai preso in considerazione di giocare in Puglia. A Rimini avevo tre anni di contratto e quando hai contratti di 2, 3 o 4 anni fai fatica a prendere in considerazione altre ipotesi.

Per tenerti in forma, in attesa di rientrare, ti stai allenando con la Berretti del Monopoli. Oltre a questo, sei monopolitano e credo ti tieni informato sull’andamento della formazione biancoverde. Come giudichi questo campionato dei gabbiani?

Innanzitutto ci tengo a ringraziare il mister Mimmo Caricola in quanto mi ha dato la possibilità di allenarmi con loro. Ho imparato molto da lui e anche se allena i ragazzini è un tecnico molto preparato. Ringrazio anche il presidente del settore giovanile Laricchia che mi sta dando l’occasione di stare con loro. Mi sto allenando con loro in quanto si allenano in modo molto professionale con il preparatore atletico Gianni per farmi trovare pronto. Il Monopoli? La Lega Pro è un campionato molto equilibrato e molto tosto anche come calore dei campi. La squadra sta pagando un ultimo mese un pò negativo ma sta rispettando gli obiettivi che si erano prestabiliti all’inizio. L’obiettivo loro è quello di raggiungere una salvezza tranquilla e credo ce la faranno con dei calciatori all’altezza della situazione. 

Nella tua carriera hai vestito tante maglie e hai giocato con tantissimi giocatori. Qual’è quello più forte con cui hai avuto modo di giocare? 

Quello che mi ha lasciato un segno e un ottimo ricordo è sicuramente Nicola Caccia. Io ero il suo pupillo quando eravamo al Genoa e mi ha fatto imparare molte cose in campo ma soprattutto fuori come professionalità in allenamento. Inoltre, lui dopo due anni ha smesso e quando è andato ad allenare la Biellese il primo giocatore che prese sono stato io. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Gianluca Tavellin: “Mio padre ha giocato nel Bari, la vecchia stella del Sud. Verona? A volte sembra il Foggia di Zeman e sul Bari attuale…”

Messe in archivio le gare interne contro Spezia e Carpi, il Bari deve affrontare quello che, finora, è stato un pò il tallone d’achille della formazione biancorossa ossia le trasferte. La prossima, inoltre, non sarà una trasferta semplicissima con il Bari di Colantuono che renderà visita alla capolista Hellas Verona. Gli scaligeri, allenati da Fabio Pecchia, sono la formazione più forte del torneo anche se, nelle ultime due uscite, sono arrivate due figuracce contro Novara e Cittadella che hanno banchettato sulla difesa gialloblù siglando, in tutto, nove gol.

Per conoscere meglio la squadra gialloblù abbiamo ascoltato, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, il giornalista veronese Gianluca Tavellin. Con lui abbiamo avuto modo di conoscere meglio il momento attuale della squadra veneta ma non è mancato un piccolo salto nel passato, a tinte biancorosse. Il papà di Tavellin, Guido Tavellin ha infatti vestito la maglia del Bari nell’immediato dopoguerra con sessanta gettoni raccolti in Serie A nelle stagioni 46-47 e 47-48: “Mio papà ha giocato nel Bari con Tondonati, Maestrelli, Costagliola ed io ho il Bari nel cuore anche se, quando ha giocato lui, io non ero ancora nato. Era l’epoca di quando il Bari riuscì a battere il grande Torino. Ricordo, con piacere, una foto con quella formazione all’ingresso della sala stampa del San Nicola e fu la formazione che, se non sbaglio, fece il record con il settimo posto in Serie A. Il Bari del mio papà lo chiamavano la “Vecchia Stella Del Sud” perchè aveva battuto il Napoli ed altre squadre blasonate”. 

Dopo questo salto nel passato e aver ricordato Guido Tavellin con la maglia biancorossa, torniamo al presente. Domenica c’è Hellas Verona-Bari, con gli scaligeri che vengono da nove gol incassati nelle ultime due uscite. Cosa succede a questa squadra?

Il tecnico Pecchia deve trovare delle contromisure. Lui non ha modificato la sua mentalità, una mentalità quasi totalmente offensiva simile a Zeman ma con qualche differenza: Zeman cercava la velocità sulle ali mentre Pecchia preferisce il gioco palla a terra con scambi veloci. La caratteristica principale erano questi tre di metà campo con Fossati centromediano con Romulo e Bessa che giravano sempre non dando punti di riferimento. Inoltre, c’era Pazzini che ogni pallone che toccava o era gol o era rigore e con 12 gol ha fatto un buon bottino. Il Verona ha pagato, come molte squadre tra A e B, la mancanza di difensori degni di nota con Moras, ad esempio, che è stato lasciato andar via. La società ha preferito prendere Caracciolo che è un buon difensore che a Cittadella è mancato e la sua assenza si è sentita cosi come mancava anche Cherubin; Pecchia ha preferito, anzichè inserire un difensore giovane ma di ruolo, spostare al centro Pisano con Romulo in difesa e la mossa non ha pagato avendo sconquassato la squadra. Il Verona anche quando vinceva concedeva sempre occasioni e gol e fa male la fase difensiva. Contro il Cittadella, il portiere ha fatto la frittata completa con tre errori ma è la squadra poco quadrata che forse ha ricevuto troppi complimenti. Il Verona è una buona squadra ma non è il Cagliari dell’anno scorso e, dopo questi nove gol, c’è da vedere di che pasta è fatto il mister. 

Parlavamo poco fa di mister Pecchia, che ha fatto il secondo di Rafa Benitez nelle sue avventure al Napoli, al Real Madrid ed al Newcastle. Il tecnico spagnolo adottava il suo famoso 4-2-3-1. Pecchia invece che moduli adotta? E’ rimasto fedele al suo maestro oppure ha una sua identità?

Lui parte con un 4-3-3 ma solo in fase difensiva. Escludendo i difensori è una sorta di casino organizzato con tutta gente che sa giocare a calcio. I difensori che sono più bravi ad impostare che non a difendere mentre da metà campo in su ci sono tanti giocatori bravi tecnicamente, danno del tu al pallone come Romulo, Bessa, Siligardi, Luppi, Valoti e sono andati tutti in rete dando al Verona il primo attacco della Serie B. A volte, sembra il classico Foggia di Zeman che vince 5-0 e poi prende 5 gol in casa nella giornata no. 

Dopo queste due batoste, come si è mossa la società?

La società adesso è intervenuta. Ad esempio, Pecchia in casa aveva abolito il ritiro mentre prima di Bari credo ci andranno. Dopo Spezia, che ha vinto 4-1, ha dato due giorni di riposo mentre dopo Cittadella gli ha tolto un giorno. Si allenavano solo la mattina, come le grandi squadre, mentre adesso si allenano anche il pomeriggio. Hanno accusato il colpo in quanto quello che è successo è stato abbastanza clamoroso, col Verona che era partito come un treno dall’estate e ha preso nove gol in due partite.

Capitolo ambiente: sappiamo tutti che lo stadio “Bentegodi” è sempre caldo con tanti tifosi a spingere l’Hellas. Che situazione troverà il Bari dopo queste due sconfitte? Solito calore o la tifoseria ha accusato il colpo?

Il Bari troverà il solito ambiente in quanto sono molto attaccati alla squadra. I tempi, comunque, sono cambiati e i tifosi si compiacciono con se stessi coi social, coi video ecc.. L’anno scorso, nonostante la retrocessione a gennaio, hanno incitato sino all’ultimo e anche domenica daranno un grande sostegno.

Prima, hai citato un grande ex come Moras che ha militato tanti anni nel Verona. Tra gli ex dell’incontro ci sarà anche Sean Sogliano, diventato quest’anno Ds del Bari. Che ricordo avete di lui come persona e come direttore sportivo?

Di Sogliano abbiamo un ricordo positivo e una persona di poche parole, molto interventista che con Mandorlini era sempre lì. Ha portato la squadra dalla B alla A e ha fatto due campionati di A dopo forse si è rotto qualcosa col presidente Setti. Sogliano ha portato Luca Toni a Verona; ci avevano provato a portarlo anche in B però lui ha preferito rimanere a Firenze.

Chiudiamo con un tuo giudizio, da persona esterna, sul Bari. Come vedi la squadra biancorossa e il campionato fin qui fatto dai galletti?

Onestamente non mi aspettavo queste difficoltà ma ci sta. Colantuono è un allenatore molto fisico, molto stimato da Sogliano cosa che magari non era con Stellone. E’ una squadra costruita per salire in A cosi come Novara, Spal e Perugia. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Corrado Colombo: “Stasera sfida combattuta. Colantuono ottimo tecnico. Seguo sempre il Bari e il mio ricordo più bello…”

La quattordicesima giornata di Serie B si chiuderà stasera con la sfida del “San Nicola” tra il Bari e lo Spezia. Una sfida delicata per entrambe le compagini, separate da un solo punto in classifica, che vogliono dare un senso al loro campionato.

In vista del match di questa sera, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato un importante doppio ex ossia Corrado Colombo. Colombo, professione attaccante, ha vestito i colori dello Spezia nella stagione 2007/2008 per poi approdare alla corte del Bari targato Conte-Perinetti e centrare l’obiettivo promozione in Serie A. Per Colombo, che ora milita nella Pistoiese, sedici presenze in biancorosso condite da tre reti (uno di questi di pregevole fattura con una rovesciata ad Avellino). Con lui abbiamo avuto modo di parlare del presente di Bari e Spezia ma anche di un recente passato in Puglia con in panchina un certo Antonio Conte.

Corrado Colombo, ex attaccante tra le altre di Bari e Spezia. Stasera biancorossi e bianconeri si sfidano al San Nicola.Che partita dobbiamo aspettarci tra queste due formazioni?

Sarà una partita combattuta. Due squadre che vorranno rifarsi dalle ultime partite che non sono andate molto bene con lo Spezia ha perso in casa 4-1 col Verona e il Bari 2-1 a Latina con l’esonero di Stellone. Il Bari, sicuramente, ci metterà qualcosa in più per dimostrare quello che non ha dimostrato sinora.

Col Bari hai ottenuto una bella promozione in Serie A. Segui ancora le vicende della squadra biancorossa e se si, come giudichi la stagione biancorossa con il recentissimo esonero di Stellone e l’avvento di Colantuono?

Si, seguo sempre le vicende del Bari. Guardo sempre il risultato il sabato e qualche commento su facebook. Pensavo che l’avvento di Stellone potesse aprire un ciclo ma non è stato cosi. E’ un peccato ma hanno preso un ottimo tecnico come Colantuono, quindi credo possa far bene, rialzarsi e disputare un ottimo campionato da qui alla fine.

Quel Bari era allenato da un certo Antonio Conte, poi alla Juve, all’Italia e ora al Chelsea. Ti aspettavi questo suo successo e com’erano i rapporti tra voi due?

Si, si vedeva quotidianamente che aveva qualcosa di più di altri allenatori. Mi aspettavo che potesse fare una carriera. I nostri rapporti, negli ultimi tempi a Bari, non erano buoni ma dopo un annetto ci siamo risentiti quando lui andò all’Atalanta e da allora i nostri rapporti sono ottimi.

Il primo ricordo che ti viene in mente pensando alla piazza biancorossa? (aneddoti, episodi)

L’aneddoto più bello di quell’anno fu sicuramente il ritorno da Piacenza. Mi ricordo sia che si guardava la partita in albergo a Piacenza quando il Livorno perse con la Triestina e festeggiammo in albergo. Il secondo ricordo è il giro in pullman per la città e fu fantastico e ricordo con piacere l’affetto dei baresi nei miei confronti.

Dando il Verona come logica favorita, quale sarà l’altra promossa in A direttamente secondo te?

Non so chi può andare su col Verona. Ogni anno c’è sempre la sorpresa, quest’anno c’è il Cittadella ma il campionato di Serie B è molto lungo e si deciderà tutto verso marzo. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Matteo Mongelli (TuttoAtalanta): “Colantuono? Grintoso. A Bergamo giocava con un 4-4-1-1. L’accoglienza dei baresi? Penso che…”

Dopo l’esonero di Roberto Stellone, è iniziato ufficialmente il corso biancorosso di Stefano Colantuono. Il tecnico romano arriva a Bari con un contratto fino al prossimo giugno ma saranno i risultati (come sempre) a stabilire il suo futuro sulla panchina del galletto.

Colantuono è un tecnico affermato e molto conosciuto che ha avuto modo di allenare per tanti anni in Serie A. Nella sua carriera ha guidato Sambenedettese, Catania, Perugia, Torino, Palermo e soprattutto Atalanta prima della parentesi a Udine. Con i bergamaschi, il tecnico laziale, ha ottenuto due promozioni in Serie A e ha guidato gli orobici a salvezze tranquille nella massima serie. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato Matteo Mongelli del sito tuttoatalanta.com che ha avuto modo di conoscere il nuovo mister biancorosso nei tanti anni alla guida della Dea.

Michele, a Bergamo Stefano Colantuono lo conoscete molto bene avendolo avuto come allenatore per tante stagioni. Oltre al discorso tecnico, che personaggio è Colantuono?

Se dovessi scegliere un aggettivo per descriverlo è indubbiamente “grintoso”. Sembra, quasi quasi, che accompagni lui il gioco dei suoi ragazzi ed è uno molto incline agli obiettivi: se l’obiettivo è andare in Serie A come quando allenava l’Atalanta in B lui cerca di vincere tutte le partite mentre se è la salvezza gioca per quello; si rispecchia molto nell’obiettivo da raggiungere. Studia molto la tattica, l’avversario e in alcuni casi riesce ad azzeccare la partita mentre in altri ha delle pecche ma come un pò tutti gli allenatori. Qui ha lasciato sicuramente un bel ricordo quando è stato esonerato era finito un ciclo. Il rapporto verso i giornalisti? Lui si fa molto prendere dalla partita e, se la partita va male, ha un attimo di nervosismo e se il giornalista gli fa una domanda sbagliata lui si arrabbia. E’ un tipo molto focoso quando allena ma anche fuori nelle conferenze stampa. Bari? La scossa motivazionale la da, non sono mai mancate alle sue squadre le motivazioni che lui da poi da qui a dire che porterà il Bari in Serie A ce ne passa. Dipenderà dagli uomini e la classifica che troverà; un allenatore che subentra ha pochissimo tempo.

Dopo aver conosciuto meglio l’uomo, capiamo un pò meglio l’allenatore. Che moduli, di solito, adotta Colantuono per le sue squadre?

A Bergamo giocava in un modo per i giocatori che aveva a disposizione. C’era una punta fissa come Denis e dietro un trequartista Maxi Moralez con un centrocampo e difesa a quattro. In partenza era, quindi, un 4-4-1-1 ma in fase d’attacco diventava un 4-3-3. Colantuono è sicuramente uno pragmatico ossia, in base alla rosa che ha a disposizione, trova la tattica e non viceversa come, magari, ha fatto Gasperini quest’anno con la sua idea di calcio. 

Hai parlato di trequartista e mi viene in mente subito Brienza, che lui ha già avuto nella sua avventura bergamasca. Ripartirà da lui?

Si, secondo me si. Può farlo partire dalla trequarti e Brienza è un giocatore che Colantuono ha sempre fatto giocare a sorpresa. Avendo dei buoni piedi può sicuramente partire dalla trequarti.

Dopo l’avventura a Bergamo, Colantuono è stato allenatore dell’Udinese con risultati non proprio eccellenti. Cosa non ha funzionato li in Friuli per lui?

Colantuono è uno che ha bisogno di tempo. A Bergamo ha avuto il tempo per fare bene e confermarsi tra alti e bassi mentre ad Udine, forse, al primo basso l’hanno mandato via. A Bergamo ha preso la squadra in Serie B ed ha avuto il giusto tempo di riorganizzare e fare bene.

Ieri primo allenato del tecnico alla presenza di circa 200 sostenitori biancorossi che hanno dato il loro saluto al nuovo allenatore. Conoscendo un po il personaggio, è un accoglienza positiva o è un tipo che magari cerca la tranquillità nel lavoro?

Secondo me l’ha accolta molto positivamente. Più l’ambiente è caldo più lui è invogliato a far bene. Ha bisogno di calore e spinta del pubblico, non a caso, a Bergamo incitava il pubblico. Come ogni allenatore, quando arriva in una nuova città fa piacere sentire il calore del pubblico. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Antonio Bertizzolo (LatinaOggi): “Bari pubblico da Champions League. Sabato mi aspetto un Latina che non attende e su Stellone…”

Dopo aver archiviato la pratica Pro Vercelli, il Bari di Roberto Stellone sarà di scena al “Francioni” contro il Latina di mister Vivarini. Una gara delicata, quella per i galletti, che devono riscattare le ultime uscite di Frosinone e Novara dove hanno raccolto soltanto critiche.

Nello stadio che fu il The End dei sogni promozione del Bari nell’anno della stagione fallimentare, i biancorossi troveranno un avversario che boccheggia nei bassifondi della classifica. Per conoscere meglio il Latina abbiamo sentito, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia.it, il giornalista pontino Antonio Bertizzolo, giornalista di latinaoggi.it. Con lui abbiamo analizzato la situazione della squadra nerazzurra con un ricordo, doveroso, dei playoff giocati nella stagione 2013/2014 con il Latina di Breda che eliminò la squadra pugliese, allora allenata dal duo Alberti-Zavettieri.

Antonio, sabato c’è Latina-Bari. Il Latina, classifica alla mano, non naviga in ottime acque. Che partita dobbiamo aspettarci dalla squadra di mister Vivarini?

Non mi aspetto una partita di attesa da parte del Latina, che dovrà dettare i tempi e i ritmi cercando la vittoria. Mi aspetto una partita dove cercherà il gol con una squadra che sta attraversando una fase delicata con problemi a centrocampo e difesa. Il Latina ha la seconda peggior difesa del campionato con un problema anche mentale senza avere una grossa identità e senza leader. Il Bari è costruito per cercare di arrivare in Serie A, con un organico di grandissimo rispetto con Maniero, Micai con un allenatore molto esperto che ha fatto grandissime cose a Frosinone. Su Roberto Stellone, se devo dare la mia spiegazione al momento altalenante del Bari, dico che in un ambiente come Frosinone senza grosse pressioni ha fatto buone cose mentre a Bari avverte molto la pressione dell’ambiente. A Frosinone veniva trattato come un Re, è entrato nella loro storia e, per me, è un allenatore che può far bene in una piccola squadra. 

Cerchiamo di conoscere un pò meglio questo Latina: che modulo e che formazione ti aspetti da mister Vivarini?

Vivarini adotta solitamente un 3-5-2 che può diventare 3-4-1-2. I titolari sono Dellafiore, Brosco che però sarà infortunato, Bruscagin, a centrocampo Mariga, De Vitis, Di Matteo, Rocca. In attacco c’è Paponi che assomiglia un pò a Maniero con Acosty e Boakye che sinora è stato un oggetto misterioso.

A proposito dell’ex attaccante del Sassuolo è confermato che non ci sarà? E poi è stato un pò una delusione. Come lo giudichi?

Si, ti confermo che col Bari non c’è. Boakye è il fantasma del calciatore di qualche anno fa: dopo il suo arrivo, fece benissimo all’esordio, poi sbagliò un calcio di rigore e si è perso un pò. Sembra un giocatore normale che non fa la differenza e che dovrebbe fare visto anche quant’è stato pagato. I giocatori fanno la differenza in base all’ambiente e all’allenatore. 

Parlando di Bari e di Latina, il ricordo va subito alla doppia sfida playoff.

Ho avuto il piacere di essere al “San Nicola” in occasione della vittoria rubata del Latina firmata da Bruno. Uno dei ricordi più belli, da quando seguo il Latina, è sicuramente il gol di Ristovski al 92esimo davanti ad una cornice di pubblico che il Latina, difficilmente, rivedrà. Il Bari mi è sempre stato simpatico dai tempi di Imparato, Loseto, Iorio, Bolchi, Fascetti. Il Bari è un club che deve fare stabilmente la Serie A con un pubblico da Champions League. L’anno in cui vi mettemmo i bastoni tra le ruote avete fatto un capolavoro, senza società. Rispetto a quella gara sono rimasti Brosco, Bruscagin e Milani che è diventato collaboratore di Vivarini. Fu una doppia sfida dai nervi tesi e ho un ricordo, nella gara di ritorno, di Paparesta che era molto teso. Per il Bari centrare la finale sarebbe stato il coronamento di un capolavoro sportivo e umano con un popolo incredibile: ricordo a Latina vennero 1500 spettatori che è ancora il record. Ho visto su youtube le immagini dei tifosi del Bari che seguirono la gara in piazza e fu emozionante.

Ti faccio un ultima domanda in chiusura: ogni anno si parla del Bari come una delle protagoniste ma, puntualmente, le attese vengono deluse. Da spettatore esterno al mondo Bari, cosa manca secondo te al galletto per fare quel salto di qualità?

Al di là degli allenatori, il salto di qualità lo si fa se dietro c’è una società solida, forte e con un identità. Il Bari sta pagando, per certi punti di vista, quel terremoto vissuto tre anni fa con un cambio societario. Il discorso è fondamentalmente di società perchè se hai una società forte, un allenatore forte le cose vengono naturalmente. Le pressioni? Credo a Bari sia naturale che ci siano e vanno messe in conto. Serve una società forte, un allenatore che va d’accordo con la società ed anche un pò di pazienza. La Serie B è un campionato, comunque, molto lungo quindi può essere che a marzo-aprile vi andate a fare i playoff.

ANTONIO GENCHI

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ESCLUSIVA – Noicattaro, Alfredo Tenzone: “Molfetta? Contento per il gol e vittoria meritata. Noicattaro campionato medio-alto e sulla vittoria finale…”

A 39 anni suonati, Alfredo Tenzone da Bari continua a divertirsi e a far divertire i tifosi della propria squadra. Una carriera ventennale che lo ha visto vestire le maglie di tantissime squadre di Serie D ed Eccellenza: Fasano, Trani, Noicattaro, Barletta, Bitonto, Nardò, Ostuni, Terlizzi, Molfetta, Mola sono alcune delle tappe della carriera di uno dei giocatori più forti e talentuosi della nostra regione.

Dopo un estate tribolata, con il Mola che ha chiuso battenti e si è trasferito a Noicattaro, Tenzone ha deciso di seguire il presidente Divella nell’avventura noiana con tantissimi ex di quel Mola che fece molto bene come il portiere Sansonna ed il centrocampista Schirone. Domenica, in casa del Molfetta, è arrivata anche la prima gioia stagionale con il gol che ha aperto il 3-0 rifilato ai biancorossi e ha consegnato la prima vittoria in trasferta. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito proprio Alfredo Tenzone per capire la gara del “Poli” e per decifrare questo Noicattaro, partito tra lo scetticismo di molti ma che sta facendo molto bene.

Alfredo, domenica a Molfetta primo gol stagionale con il Noicattaro. Che partita è stata?

Per il mio gol sono contento ma sono più contento per la prestazione della squadra. E’ stata una partita interpretata bene, la vittoria è stata ampiamente meritata.

Dopo aver raccolto punti soltanto in casa, domenica primi punti anche lontano dal Comunale. Dove può arrivare questo Noicattaro?

Il Noicattaro può fare, secondo il mio parere, un campionato medio-alto.

In estate c’è stato il trasferimento del titolo da Mola a Noicattaro con tutte le problematiche del caso…come avete vissuto questa situazione?

Per quanto riguarda il trasferimento a Noicattaro, sicuramente, c’è stato un pò di dispiacere per i tifosi del Mola ma noi dobbiamo fare i giocatori.

Sei uno dei veterani di questa categoria per presenze e gol…secondo te chi vince il campionato?

Per la vittoria del campionato ci sono 3-4 squadre che possono giocarsi il campionato ossia Cerignola, Barletta, Altamura e Bitonto.

L’ultima domanda ti riguarda direttamente: hai fatto una carriera, comunque buona, tra Serie D ed Eccellenza. Cosa ti è mancato per fare il grande salto e giocare nei professionisti?

Un pò la testa. Nel momento in cui potevo fare il salto ci sono stati sempre infortuni e poi, come si dice, bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

ANTONIO GENCHI

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ESCLUSIVA – Savino Daleno: “Bei ricordi col Barletta? Un gol a Brindisi ed il ripescaggio. Dirito farà almeno 15 gol e sul Manzi…”

Il campionato di Eccellenza pugliese annovera, tra le sue protagoniste, il Barletta. La società biancorossa è una delle candidate più accreditate al salto di categoria ma l’inizio di stagione non è stato dei più esaltanti. In Coppa Italia di categoria la squadra di Francesco Bitetto ha superato con qualche difficoltà il turno con il Vieste mentre in campionato Sguera e compagni sono leggermente attardati rispetto alle primissime posizioni.

All’indomani del pareggio ottenuto in casa contro il Team Altamura, abbiamo voluto sentire uno che conosce il Barletta e l’ambiente barlettano come le sue tasche ossia Savino Daleno. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito l’ex capitano biancorosso in merito all’andamento e ai problemi che sta attraversando il “suo” Barletta cercando di capire eventuali soluzioni.

Il Barletta di La Cava prima e poi di Bitetto è partito col chiaro intento di vincere questo campionato di Eccellenza. I biancorossi, però, sono attardati di qualche punto rispetto alle primissime: dove può arrivare questo Barletta? Può vincere il torneo o vedi squadre più attrezzate?

Sicuramente il Barletta è attrezzato per poter vincere il campionato. E’ ovvio che, insieme biancorossi, ci sono Altamura, Cerignola, Casarano e Bitonto che lotteranno per le prime posizioni. E’ chiaro, inoltre, che da barlettano mi auguro che alla fine sia proprio la squadra della mia città a spuntarla.

Hai giocato tanti anni nel Barletta, la squadra della tua città. Se ti chiedessi un ricordo, il primo che ti viene in mente o magari quello a cui sei più legato?

I ricordi sono tanti, legati ad una maglia che ho sempre ritenuto una seconda pelle. Credo che ai primi posti metterei la rete realizzata a Brindisi sotto ad una curva stracolma di tifosi barlettani. Un altro bel momento è stato il ripescaggio nei professionisti dopo tanti anni di inferno nei campionati dilettantistici.

Torniamo al Barletta attuale. La squadra, da esterno, sembra fatta di tanti buoni giocatori ma non sembra avere il trascinatore, il giocatore che nei momenti di difficoltà carica gli altri e li porta alla vittoria. Come giudichi questa mancanza di un vero e proprio leader?

E’ una domanda alla quale è difficile dare una risposta. Non faccio parte della squadra, non vivo lo spogliatoio e quindi non ho elementi per rispondere razionalmente. Credo, però, che giocatori come Ola, Di Giorgio e Mignogna hanno tutte le caratteristiche per ricoprire questo ruolo.

Uno dei possibili giocatori che potrebbero prendere questo ruolo è Nicolas Dirito ma l’attaccante argentino non sta segnando come i tifosi si aspettano. Oltre ai limiti del “delantero” barlettano, sbaglio se dico che la squadra non lo supporta a dovere e magari è circondato da “solisti” come possono essere magari Loiodice e Mignogna?

Dirito è uno dei migliori attaccanti della categoria e non solo. Statene certi che anche quest’anno riuscirà a mettere a segno almeno 15 reti. Non credo che non venga supportato dai compagni; stiamo parlando di gente come Pellecchia, Loiodice, Sguera e Mignogna elementi al fianco dei quali qualsiasi attaccante vorrebbe giocare. Vedrete, con il tempo, che Dirito e la squadra daranno i frutti che tutti sì aspettano.

Come giudichi Francesco Bitetto e il lavoro sin qui svolto dall’ex allenatore dell’Unione Calcio Bisceglie?

Conosco Bitetto con il quale ho anche giocato e credo che stia lavorando piuttosto bene. Non dimentichiamoci che ha preso una squadra non costruita da lui. Con il tempo, le cose si aggiusteranno anche se il tempo non è un buon alleato per il tecnico in questo sport. A qualsiasi livello se non arrivano i risultati le cose si complicano ma sono sicuro che il Barletta sarà protagonista fino al termine della stagione.

Chiusura doverosa sulla situazione stadio: ti sei espresso sul fatto che il Manzi è inadeguato ad ospitare una squadra come il Barletta. Con lo scorrere delle giornate, sei rimasto della stessa idea o no?

Sul Manzi c’è poco da aggiungere. Una città come Barletta non può avere un impianto del genere; è vergognoso per i cittadini e per chi vuole fare calcio. Il mio augurio è che questa situazione si risolva in fretta e che non faccia passare la voglia e la passione a questa società e a chi vorrà in futuro fare calcio in questa città.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Marchigiani (Il Secolo XIX): “Stellone uno dei migliori in Serie B. Per domenica Bari favorito e su Caputo…

Negli anni ’80, Albano e Romina cantavano la celebre “Nostalgia canaglia”, quella nostalgia che molti tifosi del Bari e addetti ai lavori proveranno con il ritorno della gara dei galletti alla domenica. La domenica è il giorno del calcio per antonomasia e per tutti i nostalgici che avevano giusto il tempo di finire le “brasciole” o la pasta al forno prima di volare allo stadio col Bari, magari, in Serie A. Purtroppo l’impegno domenicale è solamente una casualità con la gara della Nazionale che ha fatto traslare la Serie B alla domenica.

I biancorossi di Roberto Stellone, reduci dal pareggio ottenuto a Brescia, ricevono la visita della Virtus Entella che, a proposito di nostalgia canaglia, annovera tra le proprie fila quel Ciccio Caputo, capitano del Bari fino a qualche anno fa. In vista della gara contro i liguri, abbiamo ascoltato in esclusiva per calciowebpuglia, il giornalista Domenico Marchigiani del quotidiano genovese “Il Secolo XIX”. Con lui abbiamo voluto un pò conoscere meglio la realtà dell’Entella e come arriva la formazione di Breda al match del “San Nicola”.

Domenico, domenica ci sarà Bari-Entella. Come arriva la squadra ligure a questo appuntamento e cosa dobbiamo aspettarci dall’undici di Breda?

Indubbiamente è una squadra che ci arriva bene con una classifica abbastanza tranquillizzante e ci arriva con la voglia di fare qualcosa di meglio in trasferta visto che sugli 11 punti in classifica, 10 li ha fatti in casa. Per una squadra che si deve salvare 11 punti, comunque, sono un buon bottino.

Sulla panchina della Virtus c’è Roberto Breda, un tecnico molto esperto in Serie B e che a Bari ben conosciamo (Bari-Latina dei playoff ndr). Che tipo di formazione vedremo all’opera e, magari, se ci puoi abbozzare una probabile formazione titolare.

Il modulo è sempre quello ossia un 4-3-1-2 che Breda ha ereditato da Aglietti. Ha un paio di dubbi al momento che sono Palermo (influenza), Belli (affaticamento muscolare) e anche Masucci (botta al costato rimediata col Vicenza). In porta dovrebbe esserci Iacobucci, in difesa coppia centrale Pellizzer-Ceccarelli con Iacoponi a destra e a sinistra ballottaggio Sini-Keità, al rientro. A centrocampo Belli a destra, Troiano perno centrale con Palermo centro-sinistra, in avanti Tremolada agirà alle spalle della coppia Cutolo e Ciccio Caputo.

A proposito di Ciccio Caputo, che hai citato in formazione e che guiderà l’attacco contro il Bari, dopo l’esperienza barese si è rilanciato in quel di Chiavari. Finalmente ha trovato la sua dimensione li in Liguria?

Sicuramente si. Il bacino d’utenza di Chiavari non è minimamente paragonabile a quello di Bari cosi come le pressioni. Ciccio qua ha trovato il suo habitat, una piazza dove può esprimersi e la sua dimensione. Una città a misura di uomo, dove puoi passeggiare tranquillamente e in più è difficile essere profeti in patria. La società ha fatto un grosso sacrificio quest’estate per prenderne il cartellino e lui sta ripagando con diciassette gol lo scorso anno e già cinque quest’anno.

Parlavi, giustamente, di differenze di pressioni tra una piazza come Bari ed una come Chiavari. Andando a vedere la classifica notiamo molte medio-piccole li in alto mentre piazze grosse come Bari o Salernitana più indietro. E’ sempre più la B delle piccole in quanto magari è più facile esprimersi?

Indubbiamente ci sono meno pressioni. La popolazione di Chiavari, ad esempio, non raggiunge forse neanche un quartiere di Bari e questo da un parametro di come vivere una piazza del genere. La tranquillità aiuta, anche se, la troppa tranquillità ad alcuni calciatori non li stimola. Dipende tutto dal calciatore, c’è quello che vuole stare tranquillo e quello che vuole avere pressioni per caricarsi. 

Segui l’Entella che ogni anno dice di voler raggiungere la salvezza compreso quest’anno. Nelle prime giornate la squadra di Breda ha fatto molto bene e ti chiedo: sempre la solita solfa della salvezza oppure la squadra ligure può ambire a qualcosa di più prestigioso come un posto nei playoff?

La solfa della salvezza è giusta per una società piccola come l’Entella ma se andiamo a vedere il parco giocatori con giocatori che la Serie B l’hanno frequentata come Iacobucci, Ceccarelli, Pellizzer, Troiano, Caputo, Cutolo, Masucci. Oltre a questi ci sono i giovani: l’Entella negli ultimi due anni ha fatto esordire nove ragazzi provenienti dalla Primavera con un lavoro sotto che tanti non conoscono. La Primavera è seconda in classifica, ha vinto a Roma con la Roma campione d’Italia e ha giocatori come Francesco Puntoriere che lo voleva la Juventus. C’è un movimento di una società seria ed organizzata che guarda al futuro, con l’obiettivo di costruire giocatori in casa come ad esempio Zampano che ora gioca in Serie A col Pescara. La società fa un ottimo lavoro di scouting con l’obiettivo di valorizzare giovani e venderli. I giovani qui hanno la possibilità di giocare e crescere con tranquillità ed è un grande vantaggio per un giovane senza avere grosse pressioni.

Torniamo un momento al Bari. Ci puoi dire la tua impressione, da esterno, sulla squadra biancorossa? Cosa pensi della squadra di Stellone e dove può arrivare, secondo te, questo Bari?

Il Bari, per me, è una delle squadre più forti della Serie B. Non vedo tantissime squadre più forti del Bari, forse il Verona. A me due squadre che intrigano molto sono il Bari e lo Spezia che è una squadra molto solida, ha risolto la questione croata, con un tecnico come Di Carlo che farà parlare di sè come il Bari. Stellone? Per me è uno dei migliori allenatori in assoluto in categoria. Chiaro che poi non è facile, la Serie B come sai è una maratona molto logorante ma del Bari ne sentiremo parlare. Il Bari deve fare del “San Nicola” un fortino. Ho visto il Bari impegnato a Brescia e mi ha fatto una buona impressione, è stato molto sfortunato ma posso dire che meritava di vincere.

Chiudiamo con un pronostico: come pensi che finirà Bari-Entella?

Il Bari, sulla carta, è favorito ma l’Entella ha pochissimo da perdere e tutto da guadagnare. Deve scrollarsi quei fantasmi da trasferta anche se ha perso due volte fuori casa: a Frosinone frutto di episodi mentre a Carpi fu penalizzata da una decisione arbitrale. Punti di forza dell’Entella? La tranquillità.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Manzari si prende il Bitonto a suon di gol: “Spero di non fermarmi. Bitonto? Mix giusto per far bene. Dopo Altamura…”

Gennaro Manzari si prende di prepotenza il Bitonto e lo fa nel solo modo che un attaccante conosce: fare gol. La punta neroverde sta letteralmente trascinando la compagine barese in questo inizio di stagione.

Dopo una stagione abbastanza tribolata, con una salvezza arrivata nel finale, il Bitonto ha deciso di fare le cose in grande ingaggiando calciatori importanti come il centrocampista Cantatore dal Barletta, la punta Turitto dal Trani e l’eterno Pierino Zotti con la conferma degli elementi più importanti dello scorso campionato tra cui proprio Manzari.

Mossa non fu più giusta con l’attaccante ex Trani che ha ripagato la fiducia della società siglando ben sei gol in cinque gare: gol nell’andata contro il Noicattaro e tripletta ancora contro la formazione rossonera, gol decisivo al 93° che ha permesso ai suoi di sbancare Novoli ed infine la rete che ha aperto il 2-0 contro il Molfetta. Insomma un Manzari in versione Re Mida in un momento dove ogni pallone che tocca diventa oro. In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato proprio la punta bitontina per capire meglio il suo magic moment:

Cinque gol nel giro di dieci giorni. Hai iniziato alla grande questa stagione?  

Si, posso dire che è stato un inizio di campionato molto buono dal punto di vista realizzativo però non devo sentirmi appagato perché così facendo farei un errore madornale. Per un attaccante fare goal è tutto e spero di non fermarmi e di continuare a fare goal per dare gioie alla mia squadra.

Dopo la batosta con l’Altamura il bitonto si è ripreso. Cosa vi siete detti nello spogliatoio dopo quella sconfitta?

Dopo la sconfitta di Altamura dove, secondo me abbiamo fatto un ottima gara, ci siamo riuniti tutti quanti con molta tranquillità e abbiamo preso gli aspetti positivi di quella partita che ce ne sono stati tanti ed abbiamo esaminato quelli negativi cercando di nn ripeterli più. Fino a questo momento credo che ci siamo riusciti facendo ottime gare con Novoli e Molfetta raccogliendo 6 punti molto importanti.

Quest’anno il Bitonto è ricco di talento con gente come Terrone, Zotti, Roselli, Cantatore ecc…obiettivo vittoria del campionato?

Quest’anno a differenza dell’anno scorso abbiamo gente di qualità, vedi Roselli, Zotti, Turitto, Cantatore ed è rimasta gente del calibro di Bonasia, Modesto e De Santis. Un mix giusto per fare davvero bene in questo campionato molto difficile. L’obiettivo di quest’anno é fare bene. Ti ripeto abbiamo gente navigata per questa categoria e l’obiettivo è fare un ottimo campionato. Noi sicuramente ci metteremo massimo impegno e sacrificio in ogni partita per vincerle.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Christian Schipani (BeneventoCalcio.it): “Al San Nicola ci sarà entusiasmo. Serie B campionato strano e bisogna fare squadra”

Importante, quanto interessante, la sfida di sabato alle ore 15.00 tra il Bari di Stellone e il Benevento di Marco Baroni. Una sfida che si può definire, tranquillamente, di alta classifica visto che le due compagini si affrontano appaiate in classifica a quota otto punti (il Benevento ha totalizzato nove punti ma ha subito una penalizzazione di un punto in classifica).

Questo “derby del Sud” vedrà due formazioni molto diverse tra loro: i biancorossi sono una delle formazioni storiche della cadetteria e, anche quest’anno, è stato costruito per tentare quantomeno l’approdo ai playoff mentre gli stregoni beneventani sono alla prima stagione in Serie B e hanno dalla loro l’entusiasmo di una matricola. Per capire meglio come arriva la formazione sannita all’impegno in Puglia, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia.it, abbiamo sentito il giornalista beneventano Christian Schipani, collaboratore del sito BeneventoCalcio.it.

Christian, sabato sfida di “alta classifica” tra Bari e Benevento. Come ci arrivano gli stregoni a questa gara?

Gli stregoni arrivano a questa partita con la mentalità di chi è consapevole del proprio potenziale e soprattutto con zero sconfitte, un dato che sta a significare la solidità del Benevento. E soprattutto al San Nicola , seppur con una squadra cambiata in gran parte, ci sarà ancora l’entusiasmo dovuto alla promozione e questa è un’arma in più per una squadra che ha degli obiettivi.

Che tipo di formazione adotta Baroni e quale potrebbe essere la probabile formazione?

Il Benevento è tutt’ora un cantiere aperto, le formazioni sono state diverse, ma solitamente Baroni predilige un centrocampo a tre e il trequartista dietro la punta, direi un 4-3-1-2, ma tende ad adattarsi a seconda degli uomini che ha a disposizione.

Nei giallorossi militano due calciatori che hanno giocato a Bari l’anno scorso senza convincere ossia Jakimovski e Puscas. come sta andando la loro avventura nel Sannio?

Puscas ha iniziato subito bene segnando un gol, poi ha avuto l’infortunio alla mano durante l’impegno con la Nazionale e quindi è stato fermo ai box, ma il piede di partenza è stato ottimo. Jakimovski è ancora tutto da valutare, ma vale il discorso fatto per il rumeno: le premesse sono buone e, tra l’altro, il gol del 2-0 contro il Verona è partito proprio dai suoi piedi.

Benevento, Cittadella, Spal…tutte stanno andando bene da neopromosse. E’ sempre più la B delle piccole?

Più che la B delle piccole, è la B di chi sa fare squadra, di chi riesce ad avere un gruppo compatto. Non serve avere il nome grande in squadra per essere forte e imbattibile. La Serie B è un campionato difficile e strano. Il Benevento contro il Verona, almeno sulla carta e sulle statistiche doveva già perdere in partenza e invece ha vinto due a zero. Cosa vuol dire? Vuol dire che bisogna fare squadra, giocare in undici e non puntare sui singoli o affidarsi ai nomi che vengono dalle big della Serie A. Se il Cittadella ha fatto en plein lo deve alla sua solidità in campo.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Mattia Mazzocoli (CesenaToday): “Bari test impegnativo. Mancherà Rodriguez e quasi certamente anche Ciano. Sulla gara alle 19 dico che…”

(foto: ilrestodelcarlino.it)

Il quarto turno di Serie B si aprirà venerdì sera alle ore 19 con la gara tra Bari e Cesena. Sfida davvero interessante, quella del “San Nicola”, tra due formazioni che si approcciano a questo campionato con ambiziose velleità.

Le squadre di Stellone e Drago hanno l’obiettivo minimo di raggiungere i playoff dopo averli ottenuti anche nella scorsa stagione con entrambe le squadre poi eliminate ai preliminari rispettivamente da Novara e Spezia. L’antipasto del campionato cadetto metterà di fronte due formazioni appaiate a quattro punti anche se, per onore di cronaca, il Cesena ha giocato soltanto due gare (entrambe al “Manuzzi” con il pareggio contro il Perugia e la vittoria contro il Carpi) e dovrà recuperare il 27 settembre la partita non disputata contro l’Ascoli alla prima uscita.

Per capire come arriva la formazione romagnola all’impegno in Puglia, abbiamo contattato in esclusiva per calciowebpuglia.it, il social media manager, Mattia Mazzocoli che ha fatto un pò il punto della situazione in casa bianconera.

Venerdì importante sfida tra Bari e Cesena. Come arriva il Cesena a questo incontro?

Dopo il pareggio interno in rimonta con il Perugia, la vittoria con il Carpi ha dato morale alla squadra di Drago. Gli acciacchi però ci sono, sopratutto in attacco dove è scontata l’assenza di Rodriguez e molto probabile quella di Camillo Ciano, a causa del fastidio ad un adduttore. In dubbio pure Balzano, che ha subito una contusione al ginocchio.

Mister Drago è al secondo anno alla guida dei romagnoli. Cosa ci dobbiamo aspettare dall’ex tecnico del Crotone e il suo Cesena?

Quello di Bari sarà un test impegnativo per entrambe: il San Nicola è un campo storicamente difficile per il Cesena, ma negli ultimi anni molti sono stati i pareggi e quindi c’è da aspettarsi una gara molto equilibrata.

Probabile formazione?

Drago non si è mai sbilanciato troppo sulla formazione, sopratutto a diversi giorni dal match. E’ comunque probabile una conferma della formazione che ha steso il Carpi, sopratutto in attacco dove viste le pesanti assenze, non c’è molto margine di scelta.

Nei giorni scorsi i tifosi del Cesena hanno polemizzato per via dell’orario della gara. Come giudica questa polemica contro la scelta di giocare alle ore 19?

I diritti televisivi, anche in serie B, ormai la fanno da padrone a discapito dei tifosi che vorrebbero seguire la propria squadra anche in trasferta. Il pubblico di Cesena è tra i più numerosi e caldi della serie B, per questo bisognerebbe dare ai tifosi la possibilità fisica di poter seguire il Cavalluccio anche in una trasferta di 5 ore e mezza d’auto come quella pugliese. Giocare alle 19 ‘taglia le gambe’ anche a chi voleva prendersi mezza giornata di ferie al pomeriggio, Giocare alle 21 non sarebbe stato comunque il massimo della comodità, ma certamente sarebbe stato più agevole.

Nel corso del calciomercato estivo il Cesena ha perso tanti pezzi da novanta tra cui Ragusa, Sensi e sopratutto Kessiè che tanto sta facendo bene in Serie A. Dove può e vuole arrivare questo Cesena?

Il Cesena, come del resto tutte le squadre di non primissima fascia, è purtroppo ormai abituato a dar via i pezzi da ’90’: difficile fare diversamente. Kessie sta dimostrando che l’Atalanta ha fatto una scelta giusta, Sensi e Ragusa certamente non si discutono. Ma la dirigenza ha comunque fatto un discreto mercato: il campionato di serie B è lungo e difficile, ma i playoff sono certamente alla portata dei bianconeri di Romagna.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Giulia Guidi (VicenzaToday): “Col Bari non so che Vicenza sarà. Rientrano D’Elia ed Adejo e su Galano…”

Impegno, ancora in trasferta, per il Bari di Roberto Stellone che, dopo aver sbancato il “Curi” di Perugia, cerca conferme in terra veneta rendendo visita al Vicenza di Franco Lerda. Dopo i tre punti raccolti in Umbria, grazie al rigore trasformato nel recupero da Riccardo Maniero, il Bari deve trovare quella continuità necessaria per ambire a grossi traguardi in Serie B e di contro avrà un Vicenza reduce da due sconfitte di fila, rimediate contro il Carpi e la Spal.

La gara del “Menti” può, tranquillamente, definirsi una classica del campionato cadetto con le due squadre che, per tanti anni, hanno anche calcato i campi della Serie A. Quello di sabato sarà il confronto numero trentacinque (tra A, B e Coppa Italia) tra le due squadre, divise da tantissimi chilometri ma accomunate dagli stessi colori sociali.

Per avvicinarsi alla sfida in terra vicentina, abbiamo ascoltato, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, la giornalista Giulia Guidi della testata Vicenzatoday.it, che segue da vicino le sorti di quella che, una volta, era il glorioso Lanerossi. Con lei abbiamo voluto capire che avversario si troverà il Bari e che insidie potrà nascondere la sfida di sabato alle ore 15.

Dopo un estate difficile con le voci di un possibile fallimento dietro l’angolo, il Vicenza ha cambiato società. Cos’è successo?

Un rischio reale di mancata iscrizione realmente non c’è mai stato. C’è stato un passaggio di consegne abbastanza tribolato dopo aver vissuto due estati difficili (considerando anche la scorsa ndr). Abbiamo, però, avuto un passaggio di società che qui auspicavamo da svariati anni e la società non è fallita. 

L’inizio del campionato non è stato dei migliori con due sconfitte nelle prime due giornate. Che partite sono state?

Le due partite, nonostante siano state perse entrambe con un passivo abbastanza pesante, sono completamente diverse. La cosa che mi preoccupa di più sono gli 0 gol fatti oltre ai 5 subiti (2 col Carpi e 3 con la Spal). Con il Carpi, il Vicenza ha letteralmente dominato la partita per un ora abbondante e per uno svarione difensivo del giovane Bogdan ha perso contro un Carpi che è notoriamente cinico. Dopo aver subito, il Carpi si è infilato al primo svarione e dopo pochi minuti ha realizzato il 2-0 contro una squadra priva di tanti titolari in ginocchio ma la prova l’abbiamo giudicata tutti positivamente. Molto diversa, invece, la partita contro la Spal dove non mi è affatto piaciuta la difesa di mister Lerda verso la squadra. Va bene che eri in dieci uomini dal quinto minuto ma non è giustificabile in una partita dove la Spal sembrava il Real Madrid. La sconfitta con la Spal ci ha lasciati molto preoccupati perchè abbiamo visto un netto passo indietro e ci lascia pensare che l’ambiente, al suo interno, non sia del tutto sereno.

Dopo queste due gare che, a quanto mi dici, sono state molto diverse ti chiedo: che Vicenza ci dobbiamo aspettare sabato?

Sinceramente ce lo chiediamo anche noi ma sarà un Vicenza con il coltello fra i denti. Intanto rientra Raicevic in attacco che è stato protagonista di una campagna acquisti abbastanza tribolata: il presidente Pastorelli gli aveva offerto un aumento, lui voleva andar via e a quel punto il presidente ha ritirato quest’offerta e visto che grosse offerte non ce ne sono state lui è rimasto. Speriamo che lui e il suo procuratore siano persone mature e che capiscano che per andar via a gennaio devono fare un girone d’andata dignitoso e Raicevic ha tutte le carte in regole per andare in A. Lo scambio Maniero-Raicevic? Voci buttate lì. Lerda? Ci ha salvato modificando il 4-3-3 di Marino trasformandolo in 4-2-3-1 con Galano dietro la punta. Adesso, Lerda non è uno zemaniano ma è uno molto concreto e adotta con il 4-3-3 che a suo dire è quello che si sposa meglio con gli uomini a disposizione. Non avendo un metodista a centrocampo, è meglio a tre che a due. Si sono allenati in gruppo e rientrano sicuramente i difensori Adejo e D’Elia e c’è Zaccardo che speriamo capisca subito la categoria visto che giocare in A e in B sono due cose differenti. Tutti presenti tranne Benussi squalificato. Abbiamo visto due Vicenza molto diversi e non so quale sarà quello che vedremo sabato.

A Vicenza gioca quel Cristian Galano, ex biancorosso, che molti in Puglia rimpiangono. Come sta andando la sua avventura lì in Veneto?

Lo scorso anno positivo. Col Carpi ha giocato bene e ha rischiato anche di andare in gol e, nonostante la sconfitta per 2-0, gli ho messo 6.5 convincente in pagella però con la Spal non si è visto in campo. 

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Marco Milano: “Bari? Allibito dalla gestione Paparesta. Per l’Eccellenza dico Cerignola e sul mio futuro…”

Tra pochi giorni sarà Ferragosto e molti andranno in vacanza. Vacanze finite, invece, per il mondo del calcio con le varie squadre che hanno iniziato da qualche settimana la preparazione ed alcune (vedi il Bari) ha già affrontato i primi impegni ufficiali.

Mancano poche settimane all’inizio dei vari campionati ed è tempo di previsioni su chi potrebbe recitare un ruolo da protagonista nella prossima stagione. Per capirne un pò di più, in esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo sentito il diesse Marco Milano. Il giovane avvocato barese è, nonostante la giovane età, uno dei più esperti addetti ai lavori tra Promozione ed Eccellenza avendo maturato importanti esperienze con Corato, Bitritto, Bitonto e nell’ultima stagione a Giovinazzo.

Milano, il Bari dopo la gestione Paparesta ha cambiato tutto con Giancaspro e l’avvento del diesse Sogliano. Come giudichi la campagna acquisti dei biancorossi e cosa serve ancora per essere competitivi?

Premetto che sono rimasto veramente allibito dagli ultimi due anni della gestione Paparesta e dall’esito societario finale di questa estate! Una su tutte: se non ci sono patrimoni finanziari nella società, come si fa a rinnovare per ben tre anni il contratto ad un direttore sportivo rumeno, a cifre notevoli? Detto questo, complimenti al nuovo presidente Giancaspro perchè è stato davvero impeccabile finora, nonostante il pochissimo tempo avuto a disposizione. Ha uscito già parecchi soldini, proprio per non tornare indietro di due anni (in Tribunale), ha mantenuto la promessa fatta ai tifosi di cambiare il logo del Bari con l’inserimento dello storico galletto, ma soprattutto si è circondato di addetti ai lavori tra i migliori in circolazione. Il direttore sportivo Sogliano non ha bisogno di presentazioni, Stellone è un signor allenatore, uno dei giovani emergenti di cui sicuramente ne sentiremo parlare in futuro. Attualmente l’organico è incompleto, a mio parere mancano ancora 5-6 giocatori per stare tranquilli, per coprire ruoli chiave nello scacchiere tattico e per aumentare il numero di soluzioni a disposizione di Stellone. Ma finora sono arrivati a Bari calciatori molto interessanti che sicuramente faranno bene. Con quei famosi 5-6 innesti siamo assolutamente da playoff, ma occhio a non cadere nelle debolezze della vecchia gestione societaria, illudendo i tifosi sulle ambizioni della squadra, che poi si trasformano in un boomerang durante l’arco del campionato. Meglio mantenere un profilo basso e lavorare a fari spenti.

 

Il torneo di Eccellenza è al via: che campionato dobbiamo aspettarci? Monopolizzato da una formazione come il Gravina dello scorso anno o pensi che ci sarà battaglia?

Penso che quest’anno ci sarà da divertirsi di più in Eccellenza, sarà un campionato più livellato con tante squadre forti ai nastri di partenza. Su tutte io dico Cerignola: ho potuto apprezzare in prima persona lo scorso anno in Promozione la forza della formazione di mister Gallo, non solo tecnicamente ma in tutte le sue componenti, e la grande sinergia che c’è tra società-calciatori-tifosi. E’ la componente giusta per vincere i campionati, non per caso sono imbattuti in tutte le gare ufficiali da ben due anni, e quest’anno possono assolutamente ripetersi. Cerignola è una grandissima piazza che merita ben altri campionati, poi quest’anno disporrà anche di un “Monterisi” rifatto a nuovo (in tempi di record) con l’erba sintetica. Oltre al Cerignola partono tra le favorite, dopo il sontuoso mercato estivo, il Barletta e la Team Altamura dell’amico-collega Massimo Martelli. Due autentiche corazzate per questo campionato, e nello stesso tempo due piazze importanti e molto esigenti del calcio pugliese. Bene anche Bitonto e Unione Bisceglie, tutto da scoprire il nuovo Otranto di mister Salvadore, in versione “spagnola” dopo l’arrivo dei numerosi calciatori stranieri. Sono molto contento della risoluzione dei problemi in casa Atletico Vieste, una delle società più sane di Puglia. Mistero invece sul campionato che potrà disputerare il Casarano, a causa dei noti problemi societari che hanno condizionato l’estate della squadra salentina.

 

Capitolo Promozione: dopo la cavalcata trionfale del Cerignola, quest’anno chi potrà prendere il posto dei dauni e vincere il torneo?

Dopo due campionati consecutivi di Promozione monopolizzati prima dal Gravina e poi dal Cerignola, credo che anche quest’anno assisteremo ad una cavalcata trionfale di una squadra su tutte le altre: l’Omnia Bitonto. Grazie al lavoro del mister Benny Costantino e all’ottimo organico messo a disposizione dal bravo direttore nonchè mio amico Leonardo Rubini, non si può che puntare a vincere il torneo. Purtroppo fa da contraltare a tutto ciò il fatto di non poter giocare “in casa” a Bitonto e di non avere una tifoseria che supporta l’Omnia, ma con un roster di calciatori di categoria superiore hanno tutti i numeri per sbaragliare la concorrenza. Una spanna sotto lo Sporting Ordona del presidente Mariano Tarantino, che ci riproverà dopo la sconfitta nella finale playoff dello scorso anno. Quest’anno vedo molto bene la Fortis Altamura e il nuovo Molfetta Calcio (nato dall’acquisto del titolo del Modugno). Laterza è una piazza dalle grandi potenzialità, possono essere la sorpresa del campionato; così come il Trulli e Grotte di Castellana, che dispone di uno dei migliori allenatori in circolazione, Vito Sgobba. A differenza dello scorso campionato, quest’anno prevedo il riscatto delle squadre baresi, possono togliersi diverse soddisfazioni. Vedo in difficoltà e meno attrezzate le squadre foggiane, partono in svantaggio rispetto allo scorso campionato. Le possibili sorprese? Sono curiosissimo di vedere all’opera il nuovo Corato (piazza che conosco benissimo essendoci stato qualche campionato fa), quest’anno affidato a Vito Fanelli, e il Canosa di mister Leonino, rivelazione dello scorso campionato e vincitrice degli ultimi playoff.

 

Dopo l’addio al Giovinazzo quale sarà il futuro di Marco Milano?

Come si dice……….chi vivrà vedrà! Ho ricevuto qualche chiamata durante l’estate, ma niente di concreto e di serio. Purtroppo io non ho nè padroni nè sponsor, forse per questo diventa più difficile trovare squadra? Un po’ di riposo dal calcio non può che farmi bene, attendo fiducioso una chiamata seria nelle prossime settimane o nei prossimi mesi.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Francesco Bitetto: “Rientro se cercano allenatori e non sponsorizzati. In Eccellenza vedo bene Altamura, Barletta e Cerignola mentre sul Monopoli…”

Dopo la salvezza ottenuta lo scorso alla guida dell’Unione Calcio Bisceglie e il successivo addio alla compagine del presidente Pedone, Francesco Bitetto è in cerca di squadra.

L’ex tecnico del Monopoli è, senza dubbio, uno dei migliori tecnici in circolazione come età e come preparazione ma nel calcio di oggi l’essere in gamba non basta. E’ lo stesso Bitetto, in esclusiva ai nostri microfoni, ad ammettere in maniera velata di non allenare in quanto fuori dal giro degli allenatori che portano gli sponsor alle società: “Quando rientro su una panchina? Mi auguro di rientrare fra qualche mese sempre se cercano allenatori e non sponsorizzati – attacca Bitetto – In Eccellenza credo che l’ Altamura, Cerignola e Barletta se la giochino salvo imprevisti mentre per l’Unione Calcio Bisceglie Zinfollino non deve convincere me ma chi lo ha chiamato. Il Monopoli? Visto le difficoltà economiche in Lega pro credo che il livello sua molto equilibrato verso il basso si decide tutto sulle capacita’ gestionali delle societa’ e non dal calcio di campo fatta eccezione di qualche squadra.

ANTONIO GENCHI

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ESCLUSIVA – Otranto, Salvadore: “Accordo per Boualam. Cerchiamo una punta e un esterno senior e sugli under…”

Dopo l’apprendistato della scorsa stagione con la salvezza ottenuta ai playout (vinti contro il Mesagne), l’Otranto formato 2016-2017 ripartirà dall’Eccellenza e con alla guida sempre mister Andrea Salvadore.

In esclusiva ai microfoni di calciowebdilettanti, abbiamo ascoltato proprio il mister salentino sul mercato degli idruntini con particolare riferimento all’arrivo del terzino ex Mesagne Hamadi Boualam che sembra destinato a vestire la maglia adriatica il prossimo anno: “Boulame ha già raggiunto l’accordo con la società – conferma mister Salvadore – per il resto stiano cercando una punta ed un esterno di attacco senior e dobbiamo ancora sistemare il pacchetto under. In questi giorni ci dovrebbero essere alcune entrate. Stiamo andando in avanti un po lentamente – conclude Salvadore”.

ANTONIO GENCHI 

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ESCLUSIVA – Rocco Augelli: “Sto valutando alcune situazioni. Vieste? Penso che…”

Dopo la promozione in Eccellenza del Cerignola, molti pensavano ad una pattuglia foggiana che raddoppiava la propria presenza nella Premier League pugliese. Ma purtroppo, la crisi societaria del Vieste rischia di far scomparire la realtà garganica dal palcoscenico dell’Eccellenza.

Se si parla di Vieste non si può non pensare a Rocco Augelli. L’attaccante, insieme a suo fratello Paolo, è stato per anni una colonna del Vieste di Franco Cinque e con i suoi gol ha trascinato i dauni fino ad un passo dai playoff. In esclusiva ai microfoni di calciowebdilettanti.it, abbiamo chiesto a lui del futuro del calcio a Vieste e ovviamente anche del suo: “Il Vieste? Penso che il futuro non sarà roseo ma stanno cercando di salvare il titolo sportivo in tutti i modi. Per quanto mi riguarda sto valutando alcune situazioni e penso di decidere entro 4-5 giorni. Le situazioni che ci sono in ballo? Sia in Eccellenza che in Serie D”. 

ANTONIO GENCHI 

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