Bari, biancorossi ancora sconfitti. La Supercoppa si mette male dopo il blitz del SudTirol

Il Bari non sa più vincere. Dopo la vittoria del campionato, i biancorossi di Michele Mignani hanno tirato quella spina che proprio il tecnico genovese aveva, alla vigilia, intimato di non staccare. Dopo la sconfitta con il Palermo che ha chiuso la stagione in campionato, altro disco rosso per i galletti che perdono la prima partita del triangolare di Supercoppa di Serie C. Al “San Nicola” finisce 1-2 per il SudTirol di Javorcic che fa un grande passo verso la conquista del trofeo.

Clima estivo al “San Nicola” con poco più di 5000 spettatori ad assistere alla gara. Mignani ripropone Polverino in porta con Di Cesare a guidare la difesa insieme a Gigliotti. Confermato il centrocampo con Mallamo ad accendere la coppia Simeri-Cheddira. Di contro, la formazione trentina si affida al collaudato 4-3-2-1 con Casiraghi in panchina e l’ex reggino Fischnaller a guidare l’attacco.

I ritmi sono relativamente alti per essere una gara di fine stagione con le due squadre che provano a superarsi. Ci prova intorno al 10′ Simeri ma l’attaccante campano manca il pallone in un tentativo di rovesciata. Al 24esimo doppia occasione ma prima Mallamo e poi Maita non trovano per poco la via del gol. Il SudTirol mette i brividi alla mezz’ora con Fischnaller che colpisce un clamoroso palo ma, passato il pericolo, è il Bari a piazzare la zampata del vantaggio: D’Errico calcia dal limite e batte il portiere ospite Meli e 1-0 per i galletti.

La ripresa si apre col pareggio degli ospiti: è De Col a trovare un bel tiro che batte Polverino per il pareggio ospite. Il Bari cala decisamente il ritmo e va vicinissimo allo svantaggio con Vinetot che tutto solo manda incredibilmente alto da ottima posizione. Il SudTirol si gioca la carta Casiraghi e la mossa di Javorcic porta i suoi frutti al 72esimo: pallone dalla destra e girata vincente della punta trentina che manda avanti i suoi. Mignani si gioca l’artiglieria pesante con gli innesti offensivi di Galano, Citro ed Antenucci ed è proprio il 7 biancorosso ad andare vicino al gol ma il suo tiro si spegne di poco fuori. I minuti finali vedono uno sterile forcing del galletto in una gara che termina dopo 3 minuti di recupero con la vittoria del SudTirol per 2-1.

Altra brutta figura ed altra sconfitta interna. La strada verso la conquista della Supercoppa si complica già in maniera quasi decisiva con il Bari atteso sabato prossimo per la seconda ed ultima sfida al “Braglia” di Modena. Al di là del trofeo, quello che balza all’occhio è la scarsa ferocia in campo e l’incapacità di creare azioni da gol con continuità. La festa post-promozione ha evidentemente annebbiato i galletti che sta dando l’impressione di essere una squadra che non veda l’ora di chiudere la stagione e pensare alle vacanze. Non è questo l’atteggiamento giusto per una squadra che ha vinto il torneo e ha l’obbligo di chiudere al meglio la stagione. Inoltre, queste partite, sono anche l’occasione di farsi notare in vista del calciomercato estivo.

Antonio Genchi

Bari, il Messina sbanca il San Nicola per 2-1. I siciliani vincono il loro Sanremo con due assoli mentre i biancorossi stonano

Il Festival di Sanremo è finito da poche ore ed ha vinto la canzone “Brividi” del duo formato da Mahmood-Blanco. Un titolo che, dopo la sconfitta interna contro il Messina per 2-1, può sembrare una profezia dal palco dell’Ariston. I biancorossi di Mignani, in una partita strana, vanno in vantaggio con Terranova ma i giallorossi prima pareggiano e poi nel finale assestano il colpo vincente. Prima sconfitta casalinga per la truppa barese che non perdevano in casa da marzo quando il Potenza si impose 2-0. Primo posto ancora al sicuro ma la battuta d’arresto deve far riflettere in vista delle prossime uscite.

Mignani, per la sfida contro i peloritani, deve fare a meno di Botta, Mallamo e Paponi. Recuperati, dopo la squalifica, Frattali e Ricci che sono subito titolari. Ancora panchina per Galano e Simeri con il tandem Antenucci-Cheddira ad iniziare il match. Il Messina di Raciti si presenta in Puglia con un 3-5-1-1 con il solo Adorante in attacco che vince il ballottaggio con l’esperto Piovaccari. Prima del match, il presidente biancorosso Luigi De Laurentiis ha premiato, con una maglia celebrativa, il capitano biancorosso Valerio Di Cesare per le sue 150 presenze con il galletto.

La gara, davanti ai circa 5000 spettatori, vede un Messina che approccia bene al match con un tentativo di Fofana ma il tentativo del centrocampista siciliano viene smorzato da Gigliotti. Il Bari, dopo dei minuti di difficoltà, prende in mano le redini del gioco e, prima va vicino al gol con Antenucci poi il vantaggio lo trova per davvero. Angolo di Maiello per l’inzuccata perfetta di Emanuele Terranova che batte il portiere siciliano Lewandovski. Quarto gol per l’ex difensore del Frosinone dopo le reti messe a segno contro Catania, Turris e Campobasso. La gara sembra mettersi in discesa per i bianchi di Mignani ma passano cinque giri di orologio e il Messina perviene al pareggio: Fazzi chiama Frattali all’intervento in angolo da cui nasce il gol di Trasciani. La traiettoria del pallone inganna Pucino che salta fuori tempo consentendo al difensore giallorosso di firmare il pareggio. Il gol degli ospiti ha il potere di mettere il Bari in difficoltà a livello mentale con la squadra che fatica a costruire azioni degne di nota. Il Messina controlla agevolmente il match e si salva con tanta fortuna sul colpo di testa di Mirco Antenucci su cross di Pucino con il pallone che si stampa sul palo e salva Lewandovski. Il primo tempo che si chiude con l’occasionissima capitata al bomber molisano che per pochi centimetri non riporta il Bari in vantaggio.

La ripresa ha uno spartito chiaro e definito: il Bari costruisce col Messina tutto chiuso a protezione del pareggio. Il tecnico ospite Raciti ci prova con Piovaccari e Statella mentre Mignani si gioca la carta Galano: il fantasista foggiano, arrivato dal Pescara, ritorna a vestire la maglia biancorossa dopo 1344 giorni e quel doloroso pomeriggio di Cittadella che estromise i galletti dai playoff. I biancorossi stringono d’assedio il Messina ma fanno fatica a concretizzare la gran mole di gioco prodotta. Ci prova Terranova al 73′ ma il colpo di testa è di poco impreciso e soprattutto Cheddira che al 76′ ha il pallone giusto per il sorpasso ma Lewandovski si salva da campione. Biancorossi che mettono nel mirino la vittoria ma è il Messina a trovare il colpo del Ko: pallone sanguinoso perso in attacco con Fofana che sprinta e serve Goncalves che fredda comodamente Frattali. 1-2 e secondo gol consecutivo per il terzino già in gol nel pari di Palermo. Doccia fredda, anzi gelata, per il Bari che nei restanti minuti prova confusamente una reazione che non porta a nulla di buono. Triplice fischio e Messina che festeggia un colpo salvezza insperato, Bari che si lecca le ferite tra i fischi dei pochi presenti.

Sconfitta deludente quest’oggi per il Bari contro un avversario arrivato in Puglia con poche velleità. La squadra di Mignani, pur facendo la partita e dettando i ritmi, ha palesato limiti in fase di costruzione con tanti palloni malgestiti e poche occasione create in attacco. Di contro, è bastato un errore in avanti per far partire il contropiede letale che ha portato al gol di Goncalves. La classifica, nonostante la battuta d’arresto, resta rassicurante con 8 punti di distacco dalla seconda ma bisogna resettare tutto in vista dei due impegni fuori casa contro Monopoli e Turris.

Bari (4-3-1-2): Frattali, Pucino, Terranova, Gigliotti, Ricci, Maita, Maiello, Scavone, D’Errico, Antenucci, Cheddira. All. Mignani

ACR Messina (4-4-2): Lewandowski, Trasciani, Fazzi, Celic, Carillo (c), Rizzo, Fofana, Marginean, Russo, Adorante, Concalves. All. Raciti

Antonio Genchi

Il Bari naufraga a Francavilla. 3-0 e niente fuga

Doveva essere la gara della fuga, della conferma e di una piccola spallata al campionato. Si è trasformata in una disfatta. Il Bari perde 3-0 a Francavilla Fontana e non sfrutta il passo falso interno del Catanzaro, sconfitto a domicilio dal Monopoli.

Biancorossi che si presentano alla “Nuovarredo Arena” senza gli infortunati Marras e Scavone ma recuperano Di Gennaro che va in panchina. Solito 4-3-1-2 di Mignani con tandem offensivo Antenucci-Cheddira con l’argentino Botta dietro di loro. Padroni di casa in fortissima emergenza con mister Taurino che disegna un 3-5-2 con Ekuban e Ventola (nipote del più celebre Nicola, protagonista in maglia biancorossa negli anni ’90) a guidare l’attacco.

Passano solo sette giri di lancette e un pallone messo in mezzo dalla sinistra trova Ekuban più lesto di tutti ad anticipare Di Cesare e battere Frattali. Esplode la tifoseria locale che già pregusta il prestigioso scalpo. Il Bari non c’è e subisce passivamente le incursioni avversarie attaccando in maniera confusa. Al 27′ Caporale chiude, anticipatamente il match: fuga alla George Weah dei bei tempi, slalom tra i birilli biancorossa e raddoppio a tu per tu con Frattali. Il Bari appare in difficoltà come un pugile all’angolo che continua a subire colpi. Al 30esimo alza bandiera bianca capitan Di Cesare (problemi alla caviglia) con Celiento che prende il suo posto al fianco di Terranova. La ripresa vede un Bari che cerca di impensierire l’avversario ma di pericoli dalle parti di Milli se ne vedono col contagocce. Al 71esimo cala il definitivo game-over sul match: proprio Ventola sottomisura batte Frattali ed è notte fonda per la banda di Mignani. Botta prima e poi il subentrato Citro cercano il gol della bandiera ma la dea bendata oggi non è dalla parte dei biancorossi. Fischio finale, dopo sei minuti di recupero, a sancire il 3-0 per la formazione brindisina che sale a quota 17 punti in classifica.

Sconfitta deludente più per come è maturata che per i danni provocati alla classifica. I biancorossi rimangono primi al comando a +4 sul Catanzaro, prossimo avversario sabato al San Nicola. La squadra barese ha sbagliato l’approccio alla gara, troppo timido, finendo subito in balia di una Virtus Francavilla che fa festa grande. A tratti, si è rivisto il Bari impaurito e spaesato dello scorso anno incapace tanto di reagire allo svantaggio quanto di limitare le folate offensive avversarie. Il centrocampo è stato sovrastato a livello fisico e tecnico con D’Errico e Botta ben limitati dai colleghi del Francavilla. In avanti polveri bagnate (per non dire zuppe) per Cheddira e, soprattutto Antenucci, che continua ad inanellare prestazioni poco convincenti li in attacco.

Resta da capire che effetti avrà questa debacle sul gruppo e sull’ambiente biancorosso. Un pugno allo stomaco, come quello preso quest’oggi, può minare le certezze oppure provocare una voglia matta di reagire. Lo sapremo sabato alle 14 nel big match del San Nicola contro il Catanzaro.

Virtus Francavilla (3-5-2): Milli; Idda, Caporale, Delvino; Pierno, Toscano, Prezioso, Tchetchoua, Ingrosso; Ventola, Ekuban. All. Funaro 

Panchina: Cassano, Negro, Feltrin, Carella, Matropietro, Gianfreda, Dacosta, Padovano, Magnavita

Bari (4-3-1-2): Frattali; Belli, Di Cesare, Terranova, Mazzotta; Mallamo, Maita, D’Errico; Botta; Antenucci, Cheddira. All. Mignani

Panchina: Polverino, Plitko, Gigliotti, Celiento, Bianco, Simeri, Citro, Lollo, Di Gennaro, Pucino, Ricci, Paponi

Antonio Genchi

Incredibile a Cerignola: costa cara la sconfitta a Feola, esonerato!

La società dell’Audace Cerignola ha esonerato mister Feola e tutto il suo staff dopo la cocente sconfitta interna contro l’Altamura, la decisione segue alcune “opinabili scelte tecniche” e dalla mancanza di impegno e di attaccamento da parte di alcuni atleti.

Feola era subentrato al dimissionario Farina appena due settimane fa. A breve seguiranno sviluppi.

Matteo Bancone

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Bari brutto e autolesionista. Capradossi-autogol e biancorossi Ko 2-1 a Brescia

Un Bari, a tratti davvero brutto, perde 2-1 al “Rigamonti” di Brescia nell’anticipo della giornata numero undici di Serie B. In una serata da film horror, i galletti vanno sotto con il gol del solito Caracciolo ma riescono, al primo affondo, a pareggiare con Galano. Nella ripresa arriva il fantozziano autogol di Elio Capradossi che riporta in vantaggio i lombardi che conquistano tre punti fondamentali in ottica salvezza.

Fabio Grosso conferma in blocco la squadra vista contro il Cittadella inserendo Cassani al posto di Capradossi. Di contro, Pasquale Marino si affida ad un insolito 3-4-2-1 con Andrea Caracciolo sostenuto dalla coppia Ferrante-Machin. Sull’esterno sinistro spazio all’ex Furlan.

L’inizio è tutto di marca bresciana con Basha che deve fare gli straordinari per evitare il gol. Gol che, però, arriva al minuto 19 con il sempreverde Caracciolo, ben servito da Ferrante, che batte Micai e porta in vantaggio i suoi. I biancorossi sembrano rimasti alla gara col Cittadella e subiscono le azioni dei padroni di casa che sfiorano, prima con Ferrante e poi con Martinelli, il 2-0. Al primo vero affondo, però, i biancorossi sono bravi (e fortunati) e trovare il pareggio con Galano bravo a farsi a trovare all’appuntamento su cross di Fiamozzi. Il gol dell’undici biancorosso è soltanto un fuoco di paglia con il Brescia che va vicinissimo al gol del 2-1 ancora con Caracciolo che fa tremare la traversa di Micai.

Il secondo tempo si apre con Capradossi dentro al posto di Marrone. Qualche minuto più tardi sventola bandiera bianca Basha che viene sostituito dall’ex Ternana Petriccione. Quando la gara sembra mettersi sui binari giusti, il Bari mette in atto puro sadomasochismo: su un cross innocuo di Furlan, Capradossi tenta un goffo anticipo battendo il proprio portiere Micai, non esente comunque da colpe. Il Brescia ringrazia e porta a casa questo 2-1. Di minuti alla fine ne mancano ancora 36 più recupero ma non è serata per il Bari. La squadra si innervosisce e vengono ammoniti prima Capradossi e poi Busellato. I biancorossi non sono sciolti come in altre occasioni ma qualcosina la costruiscono. Al minuto 72 è Iocolano ad avere sui piedi una buona occasione ma il suo tiro viene murato da Gastaldello. Ultima chance per l’esterno ex Alessandria che viene sostituito da Ciccio Brienza. Il Bari preme ma non sfonda: l’ultima occasione capita a Busellato che, però, mette fuori. Triplice fischio e Game over al “Rigamonti”.

Non uno ma tanti passi indietro rispetto alla buona prova offerta venerdi col Cittadella. Il Bari contro il Brescia ha accusato limiti difensivi importanti con i lombardi che avrebbero potuto segnare più gol e che hanno meritato questa vittoria. Questa sera c’è davvero poco da salvare e sicuramente non è piaciuto l’atteggiamento dei biancorossi, apparsi lenti e svogliati. Difficile da capire anche la scelta di Grosso di inserire, alla fine del primo tempo, quel Capradossi apparso in difficoltà nelle ultime uscite. Da salvare Galano che aveva momentaneamente pareggiato i conti ma questo Bari è ancora troppo dipendente da due barra massimo tre pedine. Anche oggi Nenè, Floro Flores, per non parlare di Kozak sono rimasti in panchina e bisogna iniziarsi a chiedere la loro utilità alla causa. Il Brescia con la vittoria odierna spazza il momento nero in cui ritorna il Bari pensando alle gare lontano dal “San Nicola”. Dispiace, soprattutto, perchè con una vittoria il Bari avrebbe agguantato il primo posto in classifica e si sarebbe visto tanto pubblico sabato contro l’Ascoli.

BRESCIA-BARI 2-1

BRESCIA: Minelli, Somma, Gastaldello, Lancini, Furlan, Bisoli, Martinelli, Cancellotti, Machin, Ferrante, Caracciolo.

BARI: Micai, Gyomber, Marrone, Cassani, Fiamozzi, Basha, Busellato, Improta, Iocolano, Cissè, Galano

RETI: 19′ Caracciolo, 34′ Galano, 54′ Aut. Capradossi

ANTONIO GENCHI

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Franca abbatte l’Audace, Pontenza in fuga?

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Grande cornice di pubblico al “Viviani” di Potenza per il big match di giornata fra Potenza e Audace Cerignola. Mister Farina preferisce affidarsi ad  un accorto 3 5 2  che in fase difensiva si trasforma in 5 3 2  con la retroguardia formata da Pollidori,Ciano e la novità Ngom, le chiavi del centrocampo sono affidate a Iannini, affiancato da Vicedomini e  Russo, con Gambino e Montaldi coppia di attacco.Le squadre nelle prime battute del match appaiono piuttosto timide e si limitano allo studio reciproco.Il Cerignola è il primo a tentare timoroso l’affondo con Benvenga che sugli sviluppi di calcio d’angolo tocca di testa una palla che termina alta.Il Potenza, pian piano, prende le misure alla squadra ofantina e al 26’ si fa pericoloso con Guaita che con una conclusione dalla distanza costringe Abagnale a rifugiarsi in angolo.  I rossoblu con il passare del tempo prendono il pallino del gioco e dominano in maniera sterile la seconda parte del match, con il primo tempo che si chiude così 0 a 0.

Le due squadre tornano sul terreno di gioco con gli stessi ventidue della prima frazione di gara. Il Potenza riparte all’attacco così come aveva chiuso e al 50’ si sblocca il match: Panico pennella per Franca che con una stupenda rovesciata batte l’incolpevole Abagnale mettendo a segno il gol della domenica. Il Cerignola è in confusione totale e due minuti più tardi subisce il secondo gol,  Siclari raccoglie una palla vagante a centrocampo, se la porta avanti di testa, Ngom non riesce a contrastare l’avanti potentino che continua la cavalcata fino alla porta dell’Audace battendo per la seconda volta Abagnale. Sulle ali dell’entusiasmo la squadra di Ragno continua ad attaccare e il trentasettenne Franca, autentico mattatore del match, al 61’ triplica recuperando palla all’interno dell’area e battendo imparabilmente per la terza volta l’estremo difensore del Cerignola. Farina cambia l’attacco della sua squadra apparso abbastanza statico, schierando in avanti Longo, Morra e Russo Sante, e il Cerignola prova a rifarsi sotto al 67’  proprio con il neo entrato Longo che con un colpo di testa su cross di Russo mette i brividi ai tifosi di casa. Al 79’ è ancora il folletto campano che con un’azione personale  ruba palla alla difesa di casa, serve al centro Morra che di tacco al volo cerca di sorprendere Breza che però recupera facilmente il pallone. In pieno recupero Lionetti ha sui piedi la palla del poker, ma il numero uno ofantino è abile a metterci una pezza, per quella che poteva essere forse, una punizione troppo pesante.

Finisce con una sconfitta, la prima in campionato, per mister Farina da quando è alla guida dei gialloblù, (dopo un anno di risultati utili), ma non c’è tempo però per ripensare ad un primo posto che ora dista cinque lunghezze, bisogna ricominciare subito a lavorare, già da martedì per preparare la sfida di domenica prossima contro l’ostica Turris.

Matteo Bancone

 

TABELLINO

POTENZA VS AUDACE CERIGNOLA 50’ Franca, 52’ Siclari, 61’ Franca

POTENZA: Breza, Panico, Esposito(87’ Berardino), Signignano, Bertolo, Diop, Franca(90’ Guadalupi), Siclari(80’Disenso), Schiscano(70’ Lionetti), Di Somma, Guaita(64’Coccia)A disp: Mazzoleni, Ungaro,Bonabitacola, Russo Vito, All. Ragno

AUDACE CERIGNOLA: Abagnale,Cappellari, Pollidori,Ngom(60’ Dellino), Iannini, Montaldi(70’ Morra), Vicedomini(80’ Marinaro), Ciano(56’Russo S.),Russo L, Benvenga, Gambino(64’Longo) A disp. Maraolo, Marinaro, Volteggi, Portaccio,Dicillo All. Farina

ARBITRO:  Maggio  (Logi)                 ASSISTENTI:Fissore (Nichelino), Lombardo (Aosta)

AMMONITI: Guaita(Potenza) Montaldi , Benvenga, Russo Luca, (Audace Cerignola) ESPULSI:-

NOTE:presenti circa 500 tifosi ospiti

Harakiri Bari. Lo Spezia in 10 batte i galletti: decide un eurogol di Lopez

 

Niente da fare per il Bari che continua nel suo lungo digiuno da vittorie in trasferta. Non è bastata neanche una buona prova contro uno Spezia ridotto in 10 per l’espulsione di Capelli ed anzi sono i liguri a vincere. Galletti sconfitti per 1-0 con il gol nel finale di Lopez che punisce un incolpevole Micai.

In Liguria, Grosso si affida al 3-5-2. Rispetto alla gara contro la Ternana, difesa e centrocampo sono uguali mentre in attacco partono dal primo minuto Floro Flores e Brienza. Solo panchina per Cissè, dato tra i titolari alla vigilia. Modulo speculare per lo Spezia di Gallo che in attacco si affida al tandem Granoche-Marilungo. In un primo tempo dove vince la noia ed i tatticismi è il Bari a provare il gol. Al 19′ è Fiamozzi a provarci con un tiro mentre al 29′ è Tello ad avere sui piedi un occasione d’oro ma il centrocampista, scuola Juve, manda fuori incredibilmente. Lo Spezia si vede al 40esimo con Capelli che di testa fa venire i brividi a Micai.

La ripresa si apre con il gol annullato allo Spezia: Maggiore anticipa Micai ma controlla il pallone con la mano e l’arbitro Ros annulla il successivo gol. La girandola di cambi da un Bari a trazione anteriore: escono Tello e Brienza per Cissè e Petriccione. Il Bari tiene bene il campo e al 75esimo resta anche in superiorità numerica: doppia ammonizione per Capelli che lascia gli spezzini in 10. Biancorossi che sembrano pronti a colpire ed invece subiscono la beffa: al minuto 83 punizione per i locali con la barriera che respinge, pallone sui piedi di Lopez che tira un missile imparabile per Micai. 1-0 per lo Spezia con il terzino uruguayano, ex Lecce e già a segno contro il Bari col Benevento.

Ultimi minuti concitati con Galano che rientra in campo. Saltano tutti gli schemi ed il Bari prova a rimediare ad un match che sembrava in controllo. Nel recupero è proprio Galano ad avere la palla buona, ma il foggiano cicca la sfera. Triplice fischio del signor Ros ed è festa al “Picco”.

Quarta sconfitta stagionale per il Bari, la terza consecutiva in trasferta. Un pò come successo contro il Frosinone, il Bari tiene bene il campo, annusa il colpaccio ma viene punito alla prima sbavatura. Rispetto alle gare interne con Cremonese e Ternana, comunque, si è visto un Bari più lento e con le polveri bagnate in attacco. Improta non è riuscito a fare il folletto e Floro Flores non ha inciso. Continua il buon momento della difesa, punita solo da una prodezza balistica di Lopez. Galletti che torneranno in campo contro l’Avellino domenica al “San Nicola”. I campani arrivano carichi al match dopo la pazzesca rimonta ai danni dell’Empoli.

Per la classifica dettagliata cliccare qui.

SPEZIA – BARI 1-0

SPEZIA: Bassi, Capelli, De Col, Ceccaroni, Lopez, Maggiore, Bolzoni, Pessina, Vignali, Granoche, Marilungo.

BARI: Micai, Capradossi, Marrone, Gyomber, Fiamozzi, Tello, Basha, Busellato, Improta, Floro Flores, Brienza.

ARBITRO: Ros

RETI: 83′ Lopez

ANTONIO GENCHI

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Un Bari versione Penelope fa e disfa. Col Frosinone arriva la terza sconfitta consecutiva

Bari come Penelope. Riprendendo l’epica “Odissea” di Omero, il Bari di Fabio Grosso ricorda molto Penelope che, per sfuggire alle avances dei Proci, di giorno tesseva la tela e di notte la disfaceva.

Contro il Frosinone, i galletti sono stati capaci di alternare momenti di puro harakiri a momenti di reazione. I numeri, comunque, dicono di un 3-2 che costringe i biancorossi al terzo stop di fila e una classifica che inizia a piangere.

Sorpresa iniziale per l’esclusione dall’undici titolare di Fiamozzi a cui viene preferito il ritrovato Cassani. In attacco Floro Flores vince il ballottaggio con Nenè e viene affiancato da Improta e Brienza. Di contro, Moreno Longo conferma per il suo Frosinone la formazione prevista alla vigilia.

Inizia il match ed il Bari va subito sotto. Corre il 5′ quando su un innocuo cross dalla destra, Cassani si “inventa” una palombella di testa che non da scampo a Micai. Pessimo l’inizio dell’esperto terzino piemontese che ritrovava una maglia da titolare dopo diversi mesi.

Ma come ogni Penelope che si rispetti il Bari distrugge ma è anche in grado di costruire. Passano dieci minuti ed i galletti pervengono al pareggio con Improta dopo una splendida azione.

I biancorossi prendono coraggio e si conquistano, con Tello, un calcio di rigore che ancora Improta trasforma per il 2-1 pugliese.

Festa biancorossa che, però, dura solo un minuto: Maiello ci prova con un tiro debole, Micai respinge male e serve un assist involontario a bomber Ciofani che insacca comodamente.

Bari che prova a rimettere la freccia del sorpasso ma si scontra contro un super Bardi che nega il nuovo vantaggio prima a Brienza e poi a Floro Flores e Busellato. Primo tempo che si chiude sul 2-2

La ripresa si apre con ritmi più blandi ma al primo vero affondo, i ciociari trovano il terzo gol. Stavolta è Sammarco ad approfittare dell’addormentata difesa barese con un Micai non esente da colpe.

Tris che scuote i galletti che ci provano con molta confusione. Entrano anche Nenè e Cissè ma il risultato non cambia ed il Frosinone può esultare per i tre punti.

Le sconfitte consecutive adesso salgono a tre ed è tempo per i primissimi giudizi. Il Bari anche al “Partenio” ha dimostrato quali sono i suoi pro e i suoi contro. La squadra gioca un calcio a tratti anche piacevole, costruisce palle gol ed è spesso padrone del campo. Discorso che cambia radicalmente quando sono gli avversari ad avere il pallone tra i piedi con i galletti che appaiono difensivamente in difficoltà. Oggi, inoltre, agli errori di reparto (che non ci sono stati), ci sono stati degli errori singoli da matita blu.

Sul banco degli imputati (seppure solo alla quarta giornata) sale Fabio Grosso che sembra incapace di dare una solidità difensiva alla retroguardia biancorossa. Oggi ha esordito Gyomber che ha ben figurato e, martedì con la Cremonese, potrebbe essere riproposto. Insieme al tecnico, anche Alessandro Micai è tra i flop del “Partenio”: il portiere mantovano in queste prime gare è stato poco determinante con otto gol sul groppone nelle ultime tre uscite.

Urge fare ammenda degli errori velocemente perchè, come detto, martedì si torna in campo contro la Cremonese nel turno infrasettimanale al “San Nicola”. Contro i grigio-rossi, già battuti in Coppa Italia, serve una prova diversa e soprattutto punti, quelli che il Bari sta perdendo in queste settimane.

FROSINONE – BARI 3-2

FROSINONE: Bardi, Ariaudo, Krajnc, Terranova, M.Ciofani, Maiello, Sammarco, Gori, Crivello, Ciofani, Ciano.

BARI: Micai, Cassani, Marrone, Gyomber, D’Elia, Basha, Tello, Busellato, Improta, Floro Flores, Brienza.

ANTONIO GENCHI

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Veneziana indigesta per il Bari. I lagunari vincono 2-0 al San Nicola

Doveva essere la partita del riscatto per il Bari ed invece, contro il Venezia, arriva un altra sconfitta. I biancorossi cadono al “San Nicola” per 2-0 dopo una prova deludente sia in fase offensiva che in fase difensiva.

In un pomeriggio quasi estivo, i biancorossi devono riscattare la battuta d’arresto di Empoli. Grosso deve fare a meno di Galano, ancora infortunato, e si affida a Marrone in difesa con Iocolano nel tridente offensivo. Di contro, l’altro ex campione del Mondo nel 2006 Pippo Inzaghi si mette a specchio con Zigoni a guidare l’attacco.

La prima occasione è del Bari con Nenè che ci prova ma il suo tiro è respinto da Audero. Il copione della gara è il Bari che manovra ed il Venezia che si chiude e prova il contropiede. Al 30′ i veneti ripartono e D’Elia in maniera scomposta interviene su Zigoni ed è rigore che l’ex Bentivoglio trasforma. I galletti tentano di pareggiare ma in maniera confusa e poco redditizia con il primo tempo che si chiude sullo 0-1.

Nella ripresa, il copione cambia poco. Il Bari continua una pressione più territoriale che pericolosa ed il Venezia chiuso a protezione del vantaggio. Vantaggio che raddoppia verso l’ora di gioco: Zigoni stoppa un pallone di petto e si presenta a tu per tu con Micai che viene battuto per il 2-0 veneto.

Grosso tenta il tutto per tutto mandando in campo Brienza, Floro Flores e Cissè. La manovra è confusa con Brienza che ci prova ma il pallone sibila fuori. L’ultima occasione, in pieno recupero, è di Improta ma Audero si salva con un pò di fortuna. Marinelli manda tutti negli spogliatoi sancendo la seconda sconfitta stagionale del Bari, la prima casalinga.

Una sconfitta che fa male per come è maturata. Il Venezia, dopo due 0-0 consecutivi, è venuto a Bari per ottenere un punticino e torna in laguna con tutta la posta in palio. Merito di una prova difensiva ottima che ha annullato gli attacchi biancorossi. Il Bari continua a manifestare quei difetti che ormai sembrano congeniti: la difesa traballa troppo e basta una verticalizzazione per mandare in tilt la retroguardia.

Per la gara di oggi, il migliore (o comunque il meno peggio) è Riccardo Improta: l’esterno campano è stato tra i più pericolosi e conquista la palma di migliore in campo.

Prossimo impegno per i galletti sabato prossimo al “Partenio” di Avellino contro il Frosinone. Contro Ciano e compagnia cantante, servirà una prova difensiva diversa per uscire dalla gara con i ciociari con qualche punto in saccoccia.

BARI – VENEZIA 0-2

BARI: Micai, Fiamozzi, Capradossi, Marrone, D’Elia, Basha, Salzano, Tello, Nenè, Iocolano, Improta.

VENEZIA: Audero, Del Grosso, Domizzi, Andelkovic, Zampano, Modolo, Bentivoglio, Suciu, Moreo, Zigoni, Falzerano.

RETI: 30′ Bentivoglio rig, 58′ Zigoni

ANTONIO GENCHI 

[sc name=”Genchi”]

Bari, una difesa da incubo condanna i biancorossi. 3-2 per l’Empoli con un super-Caputo

Prima gara in trasferta per il Bari e prima sconfitta stagionale. I biancorossi, di Fabio Grosso, escono sconfitti dal “Castellani” di Empoli per 3-2 nella 2°giornata di Serie B.

Dopo il buon inizio contro il Cesena, il Bari si presenta in Toscana con rinnovato ottimismo. Senza i nazionali Basha e Gyomber e l’infortunato Galano, il tecnico Grosso si affida a Brienza dal primo minuto con Nenè ed Improta.

L’inizio è da incubo: in undici minuti l’Empoli approfitta di due amnesie della difesa biancorossa con l’ex Caputo che realizza una doppietta. Due ceffoni in pieno volto che fanno malissimo ma che hanno il merito di svegliare i galletti dal torpore iniziale.

I pugliesi si riorganizzano e pervengono al 2-1 con un altro ex Tello: il centrocampista colombiano sfrutta al meglio un assist di Nenè e riapre i conti in quello che è stato il suo stadio nella passata stagione. Con il gol del numero 21, si va negli spogliatoi.

Il secondo tempo non spazza via i dubbi difensivi del Bari.  Al 54esimo è Donnarumma a sfuggire ai radar di Capradossi e calare il tris per i suoi. Il Bari è alle corde ed è ancora l’Empoli con l’insaziabile Caputo a sfiorare il poker.

Grosso capisce che è il momento di cambiare e manda in campo Floro Flores e Iocolano per Tonucci e Salzano. Bari a trazione anteriore che rientra in partita con D’Elia bravo a battere Provedel dalla distanza.

Finale all’arma bianca per il Bari che attacca alla ricerca del pari. Prima è il toscano Simic a murare Iocolano a botta sicura poi è Floro Flores a mancare il gol del 3-3.

Sconfitta che si poteva mettere in preventivo ma che fa male per il modo in cui è arrivata. Tonucci e Capradossi, nel primo quarto d’ora, sono stati letteralmente ridicolizzati da Caputo che ha siglato la doppietta che ha spianato la strada. Apprezzabile la reazione sia sul 2-0 che sul 3-1 con i galletti capaci di tornare in partita e sfiorare, nel finale, il pareggio.

Migliore in campo per noi il centrocampista Tello: il colombiano bissa la buona prova col Cesena con il gol del 2-1 ed è sempre nel vivo della manovra.

Prossimo impegno sabato pomeriggio alle 15 contro il Venezia di Pippo Inzaghi.

EMPOLI – BARI 3-2

EMPOLI: Provedel, Luperto, Romagnoli, Simic, Pasqual, Bennacer, Krunic, Castagnetti, Untersee, Caputo, Donnarumma

BARI: Micai, Fiamozzi, Tonucci, Capradossi, D’Elia, Marrone, Tello, Salzano, Brienza, Nenè, Improta

ARBITRO: Chiffi di Padova

RETI: 10′ e 12′ Caputo, 41′ Tello, 54′ Donnarumma, 67′ D’Elia

ANTONIO GENCHI 

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All’Unione Calcio non basta una prova volitiva: sconfitta a Cerignola

Gli azzurri soccombono per 2-0 contro la compagine gialloblu. La gara si decide nella ripresa: Morra e Loiodice siglano il successo, nel mezzo un palo di Di Pierro

Volontà e carattere non bastano all’Unione Calcio per uscire indenni dal “Monterisi” di Cerignola, sconfitta per 2-0 dalla compagine gialloblu nel venticinquesimo turno di campionato.

Mister Zinfollino conferma Salomone in difesa, chiamando al rientro anche Sangirardi e Cossu. Motivazioni alle stelle per i cerignolani, costretti a vincere per ribadire le distanze dal Bitonto, vittorioso contro il Noicattaro. Non ne risentono gli azzurri, ordinati ed accorti, che tengono alla larga gli avversari dalla porta difesa da Musacco. Anzi, sono Ventura e Piperis a provare a pungere per primi, ma entrambi i tentativi difettano di precisione.

I padroni di casa rispondono al 18’ con una punizione dal vertice sinistro dell’area di Loiodice che non inquadra lo specchio della porta. Dopo 2’, sugli sviluppi di un calcio piazzato per gli azzurri, Piperis va giù in area; il direttore di gara espelle il numero undici azzurro e Pollidori, con le due squadra costrette in dieci uomini. Il gioco riprende dopo 3’ ed alla mezz’ora è ancora una volta Loiodice a provare lo spunto personale, concluso con un destro che non preoccupa Musacco. Al 37’ Caprioli risponde con un mancino dalla distanza, l’estremo Marinaro è reattivo nella presa.

Partenza ancora migliore dell’Unione Calcio nella ripresa con Moscelli che, dopo poco meno di quaranta secondi, prova a sorprendere Marinaro disegnando una traiettoria velenosa direttamente dalla bandierina, ma il numero uno di casa smanaccia, sventando il pericolo.

Due squilli di Di Rito tra il 5’ e l’8’ non sortiscono gli effetti sperati dai gialloblu, mentre al 12’ tra gli azzurri alza bandiera bianca Salomone (fastidio muscolare), sostituito da De Mango.

Passano 4’ ed il Cerignola sblocca con Morra, abile a leggere il suggerimento nel corridoio di Di Rito, superando Musacco con un diagonale. Gli azzurri non mollano ma al 26’ perdono Cossu, sostituito da Quercia, quest’ultimo al rientro dopo un lungo infortunio.

L’Unione Calcio resta in gara ed al 32’ è il neoentrato Di Pierro a costruire la più grossa occasione, coordinandosi in uno stop e tiro al volo che mette fuori causa Roberto Marinaro, salvato soltanto dal palo alla sua sinistra. Gol mancato, gol subito. Infatti dopo 5’ il Cerignola bissa con Loiodice, lesto nell’inzuccata sul secondo palo, imbeccato dalla destra da Morra.

Gli azzurri non demordono ed al 39’ ci vuole un provvidenziale intervento della retroguardia di casa per impedire a Dattoli di calciare nello specchio nel cuore dell’area di rigore, sugli sviluppi di un calcio di punizione. A 3’ dallo scadere sale in cattedra Roberto Marinaro, che nega la gioia del gol a De Mango, smorzando la traiettoria del suo destro sul secondo palo, dopo essere stato servito con il contagiri nello spazio da Moscelli. Nel terzo dei 4’ di recupero, invece, Carmine Marinaro punta alle gambe di De Mango, gesto che non sfugge al direttore di gara, sanzionato con un rosso diretto.

La battuta d’arresto contro i gialloblu costringe gli azzurri al secondo stop consecutivo, con il distacco dalla zona playout accorciatosi a quattro lunghezze. Prova fondamentale per i biscegliesi sarà la prossima sfida contro il Noicattaro, compagine che precede di un solo punto Di Pierro e compagni.

AUDACE CERIGNOLA – UNIONE CALCIO BISCEGLIE 2-0 (0-0 pt)

AUDACE CERIGNOLA: Marinaro R., Belluoccio, Cappellari, Vicedomini, Ciano, Pollidori, Russo (12’ st Altares), Marinaro C., Di Rito (29’ st Dipasquale), Liodice, Morra (26’ st Ladogana). A disp: Diouf, Sakho, Albanese, Oliva. Allenatore: Farina.

UNIONE CALCIO: Musacco, Salomone (12’ st De Mango), Asselti, Bartoli, Cossu (26’ st Quercia), Caprioli, Dattoli, Sangirardi, Ventura (30’ st Di Pierro), Moscelli, Piperis. A disp: Albano, Vispo, Mastropasqua, Bavaro. Allenatore: Zinfollino.

ARBITRO: Leone (Barletta). ASSISTENTI: Nardi (Taranto); Scrima (Taranto).

MARCATORI: 16’ st Morra, 37’ st Loiodice.

AMMONITI: R. Marinaro, Musacco, Sangirardi, Moscelli.

ESPULSI: Piperis (20’ pt), Pollidori (20’ pt), C. Marinaro (48’ st)

Addetto Stampa Unione Calcio Bisceglie

Valentina Sinigaglia

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Bari, Chiavari ancora amara per i biancorossi. Ammari e Diaw stendono i galletti 2-0 e li riportano con i piedi per terra

Brutta sconfitta per il Bari che, a Chiavari contro l’Entella, rimedia un 2-0 al termine di una gara mal giocata, senza rendersi mai realmente pericolosi dalle parti del portiere avversario. Se in attacco le cose sono andate male in difesa, se possibile, si è fatto anche peggio con tantissime occasioni concesse agli avversari oltre ai due gol di Ammari e Diaw. 

Colantuono ripropone la difesa centrale vista contro il Brescia con il tandem Suagher-Moras. A sinistra non recupera Morleo con Cassani al suo posto mentre a centrocampo si rivede Macek con Basha e Salzano. In avanti tridente con Galano e Parigini a sostegno di Floro Flores. La Virtus Entella di Roberto Breda opta per il prevedibile 4-3-1-2 con la coppia Catellani e il grande ex Caputo a far paura. Si gioca con un campo sintetico reso scivolosissimo dalla copiosa pioggia caduta sulla zona e l’inizio del Bari è da incubo: passano pochi minuti e l’Entella coglie una traversa con Troiano e poco dopo ci prova con Ammari, Micai si salva in maniera poco elegante ma efficace. I padroni di casa sono protagonisti del match e stringono alle corde i galletti: Caputo serve a Palermo un pallone d’oro ma l’azione sfuma. Il gol è nell’aria e arriva al minuto 27: in contropiede, Caputo serve con un tacco Ammari che batte Micai da distanza ravvicinata. Il Bari è frastornato e chi si aspetta una reazione al ceffone subito resta deluso: è ancora Caputo, verso la mezz’ora, ad avere sui piedi la palla del 2-0 ma sbaglia da posizione favorevole. La difesa del Bari è in bambola con capitan Moras in giornata più che negativa con un Caputo che spadroneggia e costringe il greco alle maniere dure per fermarlo con ammonizione dell’ex bolognese. La ripresa si apre con l’ingresso di Raicevic al posto di Macek e soprattutto con la speranza di un Bari più pericoloso. Pugliesi che ci provano con Salzano ma la botta del mediano ex Crotone si spegne fuori. I galletti, seppur senza fare nulla di trascendentale, ci provano con Galano e Basha senza però inquadrare la porta dell’inoperoso Iacobucci. Il sigillo alla vittoria ligure lo mette Diaw (subentrato a Catellani) che manda al bar Moras (peggiore in campo) e batte Micai per il 2-0. Giornata nera per i galletti che neanche l’ingresso di Maniero riesce ad aggiustare. Al termine degli inspiegabili cinque minuti di recupero, l’arbitro Chiffi manda tutti negli spogliatoi con il tripliche fischio.

Il Bari, dopo le tre vittorie di fila, torna con i piedi sulla terra con un 2-0 sul groppone (stesso risultato del campionato scorso). Oltre al risultato, la cosa che balza all’occhio è la prova offerta dai biancorossi: dopo il blitz di Benevento, tifosi ed addetti ai lavori si aspettavano una squadra che in trasferta si era finalmente svegliata ma oggi abbiamo assistito ad una prova a tratti imbarazzante. Un discorso a parte lo meriterebbe il terreno da gioco di Chiavari, reso un pantano dalla pioggia, ma dare la colpa della sconfitta alle condizioni del manto erboso sarebbe riduttivo. La squadra di Colantuono si è consegnata dai primissimi minuti al suo avversario, senza tirare mai in porta e non dando mai l’impressione di poter rientrare in partita. Sconfitta pesante nell’ottica playoff e devastante per eventuali sogni di promozione diretta. Sabato, ospite al “San Nicola”, arriva il Frosinone e contro i ciociari servirà una prova diametralmente opposta a quella di oggi.

ENTELLA: Iacobucci, Belli, Benedetti, Ceccarelli, Baraye, Troiano, Moscati, Palermo, Ammari, Caputo, Catellani.

BARI: Micai, Sabelli, Moras, Suagher, Cassani, Basha, Macek, Salzano, Galano, Parigini, Floro Flores.

ARBITRO: Chiffi di Padova

RETI: 27′ Ammari, 84′ Diaw

ANTONIO GENCHI 

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Eccellenza, 23^Giornata – Cerignola, il derby è tuo. Il Bitonto tiene il passo mentre crolla il Team Altamura. Noicattaro, buona la prima di Buccolieri. Ecco i risultati

La ventitreesima giornata di Eccellenza va in archivio con alcuni risultati importanti. Il turno odierno ha visto, nelle otto gare disputate alle 15, una sola vittoria casalinga (importantissima poi vedremo), quattro pareggi, tre vittorie esterne con quattordici reti messe a segne sui vari campi.

L’attenzione degli addetti ai lavori era indubbiamente sulla gara tra Casarano ed Altamura. Chi si aspettava una gara combattuta è rimasto deluso con i salentini di Sportillo che archiviano, abbastanza facilmente, la pratica murgiana con un rotondo 3-0: per i rossoblù a segno Schirinzi, Pignataro e Caputo che condannano la squadra di Di Maio (rimasta in dieci per l’espulsione di Fernandez) alla prima sconfitta in campionato. Ne approfittano Cerignola e Bitonto che in classifica staccano l’undici barese. I dauni fanno proprio il derby foggiano contro il Vieste: allo “Spina” è 0-4 con il poker servito da Di Rito, Pollidori (doppietta per lui) e Ladogana che vanno volare in testa la squadra di mister Farina. Vince, una gara tanto difficile quanto importante, il Bitonto che espugna Trani per 1-0: a decidere il match ed interrompere la serie utile dei tranesi è Pierino Zotti con una magistrale punizione. In zona salvezza, vittoria fondamentale dell’Avetrana che espugna il campo dell‘Hellas Taranto per 0-2 grazie ai gol di Coquin su rigore e Richella. Buona la prima (anzi buonissima) di Buccolieri alla guida del Noicattaro: i rossoneri asfaltano 4-0 il Molfetta grazie ai gol di Schirone, Faliero, Fieroni e Loconte e mettono un importante mattoncino nel puzzle salvezza. Pareggi per 1-1 per Barletta e Uc Bisceglie: i biancorossi impattano con il Novoli grazie ai gol di Lavopa e Rizzo mentre gli uomini di Zinfollino tornano da Galatina con il medesimo risultato con i gol di De Mango e Pastorelli. Finisce 0-0 il derby tra Gallipoli ed Otranto.

CLASSIFICA: Cerignola 54 punti, Bitonto 50, Altamura 48, Casarano 46, Vieste 35, Barletta 34, Otranto 32, Uc Bisceglie e Noicattaro 29, Galatina 26, Novoli 23, Gallipoli 22, Avetrana 20, Molfetta 19, Trani 18, Hellas Taranto 15.

ANTONIO GENCHI 

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Noicattaro, continua il tabù casalingo. Sfortuna e un rigore dubbio condannano l’undici rossonero. Augelli dal dischetto fa volare il Vieste

Il Noicattaro in casa non sa più ne vincere ne quantomeno segnare. Dopo il bel blitz di Otranto, i rossoneri di Castelletti erano chiamati a confermarsi contro il Vieste di Bonetti ma al “Comunale” continua l’astinenza dal gol e arriva la sconfitta per 0-1.

Il tecnico di casa deve fare a meno di De Luisi al centro difesa con il duo Pazienza e Di Fino davanti a Sansonna. Torna titolare il quasi 40enne Tenzone che guida il tridente compleato da Guglielmi e Fieroni. Bonelli, dopo l’amaro esordio di Galatina, si affida in avanti ad Augelli, Compierchio e Triggiani. La prima azione del match è di marca foggiana con un cross di Compierchio e un colpo di testa debole di Augelli. Il Noicattaro risponde prima con Fieroni (alta la conclusione del 9 noiano) e poi con Guglielmi che chiama Innangi alla deviazione in corner. Al 31esimo, sugli sviluppi di un corner è Faliero a provarci con un tiro da fuori che mette i brividi al portiere garganico. Nella ripresa, la gara è decisamente più divertente. Fieroni al 50esimo impegna severamente Innangi mentre sul fronte opposto è Compierchio, ben servivo da Augelli, ad avere sul sinistro la palla del vantaggio ma spara fuori. Fieroni è scatenato e va vicinissimo al gol: sombrero su un difensore dauno e tiro poco fuori. Il Noicattaro sembra in palla: al 57esimo azione personale di Guglielmi che si libera di un marcatore e si presenta al limite dell’area per scoccare un tiro alto ma non di molto. Quando il gol sembra maturo per i padroni di casa arriva il vantaggio foggiano: Compierchio prova un azione in area di rigore ma viene chiuso in maniera, all’apparenza regolare, ma l’arbitro Tomasi di Lecce vede un rigore che Rocco Augelli trasforma nello 0-1 viestano. Il gol mette apprensione ai noiani che rischiano di fare harakiri al 67esimo quando Pazienza cerca di anticipare un avversario ma manda il pallone verso la propria porta di poco alto. Forcing finale del Noicattaro: al minuto 83 un traversone di Loconte mette apprensione alla retroguardia foggiana che si salva sul successivo tentativo di Salvi. Al minuto 87 arriva l’occasionissima: bel pallone dalla destra che trova Loconte tutto solo, l’esterno calcia ma prende l’incrocio col pallone che torna in area, arriva Schirone per il tap-in ma sulla linea, incredibilmente, un difensore salva tutto. Il Vieste, in pieno recupero, ha la palla giusta per chiudere il match ma Saani in contropiede manda alto da ottima posizione. Triplice fischio che condanna il Noicattaro alla sconfitta e fa tornare al dolce gusto dei tre punti esterni il Vieste che si riaffaccia in zona playoff. Il Noicattaro domenica tornerà al “Comunale” contro il Team Altamura mentre i viestani ospitano l’Unione Calcio Bisceglie.

NOICATTARO: Sansonna, Barone, Cassano, Faliero, Di Fino, Pazienza, Salvi, Schirone, Fieroni, Tenzone, Guglielmi.

VIESTE: Innangi, Lucatelli, Silvestri, Cesar, Sollitto, Caruso, Augelli, Potenza, Triggiani, Colella, Compierchio.

RETI: 63° Augelli rig.

ANTONIO GENCHI 

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Eccellenza, 20^Giornata – Bitonto sprecone e sconfitto. Altamura, col Gallipoli è solo 0-0. Cerignola, occasione d’oro per volare. Ecco le partite del pomeriggio

Ventesima giornata di Eccellenza che va in archivio, in attesa dell’importante match del “Monterisi” tra Cerignola e Barletta che avrà il suo fischio d’inizio alle ore 17.30. Il ventesimo appuntamento del campionato ha visto una penuria di gol con una giornata di magra che, se non è da record stagionale, poco ci manca con sole otto reti siglate sui vari campi.

Passo falso che rischia di costare carissimo al Bitonto: i neroverdi dello squalificato De Candia cedono 2-0 a Terlizzi casa dell’Unione Calcio Bisceglie. La partita viene condotta in lungo e in largo dai bitontini che sfiorano il gol in diverse occasioni ma sono poco cinici. Qualità che invece non manca ai ragazzi di Zinfollino (in foto) che vanno in rete nella ripresa con Ventura e con un rigore trasformato in pieno recupero da Di Pierro. Non perde ma fa un rallentamento inatteso il Team Altamura che, in casa, non va oltre lo 0-0 contro un coriaceo Gallipoli. 0-0 anche del Trani che non riesce a superare l’Avetrana in terra tarantina. Vince il Casarano di Sportillo al 90esimo: sulla terra battuta del “Cezzi” di Novoli è il fischiatissimo ex Pignataro a regalare ai suoi il gol vittoria proprio nelle battute conclusive. Salento che porta bene al Noicattaro: la formazione di Castelletti, dopo la vittoria a Novoli, sbanca anche il “Nachira” di Otranto per 1-0 grazie al gol nel primo tempo di Guglielmi. Salento, invece indigesto, per il Vieste che perde 1-0 a Galatina: i ragazzi di mister Mosca ringraziano Paulinho che al 12esimo mette a segno il gol partita e rovina l’esordio sulla panchina garganica di Bonetti. Colpo salvezza del Molfetta che abbatte 3-0 l’Hellas Taranto al “Paolo Poli”: i biancorossi di Mauro Lanza fanno festa grazie ai gol di Visconti, Cesareo e Barone che danno una boccata d’ossigeno alla squadra adriatica.

Il turno, come detto, sarà completato dalla gara tra Cerignola e Barletta mentre tutta l’Eccellenza tornerà in campo giovedì per disputare la 17esima giornata non giocata a causa del maltempo.

CLASSIFICA: Cerignola 43*, Bitonto 40, Altamura* e Casarano 38, Barletta 29*, Vieste 28, Uc Bisceglie e Otranto 27, Noicattaro 26, Galatina 25, Novoli 20, Gallipoli 17, Molfetta 15, Avetrana 14, Hellas Taranto* e Trani 11.

* = 1 gara in meno

ANTONIO GENCHI 

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Eccellenza, 18^Giornata – Il Cerignola continua la marcia: 3-1 al Gallipoli. Bene il Bitonto che vince a Molfetta. Blitz per Trani e Noicattaro. Ecco i risultati

Il campionato di Eccellenza inaugura (finalmente ci sarebbe da dire) questo suo 2017 con la diciottesima giornata. Il turno odierno non è completo in quanto, la gara del “D’Angelo” tra Altamura ed Hellas Taranto è stato rinviato a causa delle condizioni dell’impianto murgiano flagellato dalle nevicate dei giorni scorsi.

Nelle sette gare disputate quest’oggi si registrano quattro vittorie casalinghe e tre esterne (nessun pareggio) con ventidue gol siglati sui vari campi della categoria. In testa, non sbaglia un colpo l’Audace Cerignola: il sodalizio foggiano regola 3-1 il Gallipoli grazie ai gol di Loiodice, Di Rito e Morra mentre per i salentini il gol della bandiera è stato siglato da De Giorgi. Con la vittoria odierna, ottenuta contro la formazione giallorossa di Cimarelli, i ragazzi di Farina consolidano la prima posizione e inanellano il dodicesimo risultato utile di fila (senza considerare il turno rinviato con il Trani). Alle spalle di Marinaro e compagnia, il Team Altamura è rimasto fermo come detto per la gara non disputata contro l’Hellas Taranto mentre avanza il Bitonto: la formazione neroverde sbanca 3-1 il “Poli” nel derby contro il Molfetta. I ragazzi di De Candia vanno sotto grazie al gol di Cesareo ma poi un super Manzari (doppietta) e un rigore dell’eterno Pierino Zotti danno il successo ai bitontini. Cade il Casarano nel derby di Galatina: i ragazzi di Mosca vincono nel finale 1-0 grazie al gol di Paulinho. Bel balzo in classifica, invece, per il Vieste che si aggiudica, in rimonta, il match col Barletta: vantaggio biancorosso con Faccini (primo gol con la maglia barlettana per lui) ma poi si scatena Rocco Augelli che sigla la doppietta del sorpasso. Vittorie importanti in trasferta per Trani e Noicattaro: i biancazzurri espugnano il difficile campo di Otranto per 3-1 (gol dei Pettinicchio boys con una doppietta di Trotta e Tedesco mentre per gli idruntini a segno Deffo) mentre i noiani ottengono il risultato a sorpresa di giornata tornando da Novoli con i tre punti (1-2 col vantaggio rossoblù di Malagnino, poi un gol in mischia da il pareggio e Faliero regala ai suoi la vittoria). Vittoria anche per l’Unione Calcio Bisceglie che, in casa, archivia 2-1 la pratica Avetrana: vantaggio locale con Moscelli su rigore, pari tarantino con Marinaro ma nella ripresa arriva il nuovo vantaggio con Di Pierro. 

CLASSIFICA: Cerignola 40, Bitonto 37, Altamura* 36, Casarano 32, Vieste 28, Otranto 27, Barletta 26, Uc Bisceglie 24, Noicattaro 23, Galatina 22, Novoli 19, Gallipoli 13, Molfetta 12, Hellas Taranto* e Avetrana 10, Trani 9.

ANTONIO GENCHI 

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Bari, la sfida contro la Spal ritorna dopo ventitre anni. L’ultima vittoria fu con Catuzzi

Messo in cascina l’agrodolce punto raggranellato ad Ascoli, il Bari chiude questo suo 2016 ricevendo al “San Nicola” i romagnoli della Spal.

Il match contro la formazione ferrarese è una sfida che torna a disputarsi a distanza di oltre vent’anni vista la lunghissima militanza della Spal tra la vecchia Serie C e l’attuale Lega Pro. Nella storia, sono ben quindici i precedenti tra i romagnoli e i biancorossi in terra pugliese con uno score di otto vittorie del galletto, sei pareggio e soltanto un blitz ospite (0-1 datato 23 maggio del 1965).

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Nell’ultimo incontro, disputato nel marzo 1993, ci fu uno scialbo 0-0 mentre l’ultima vittoria barese risale al 1982 quando un autogol del romagnolo Reali decise il match in favore dei galletti, allora allenati dal compianto Enrico Catuzzi (in foto)

ANTONIO GENCHI 

Bari, che occasione al vento. I biancorossi sprecano l’impossibile e vengono puniti dal “pazzo” Pazzini. Verona vince 1-0

Uscire dal “Bentegodi” con dei rimpianti per una mancata vittoria? Incredibile alla vigilia pensarla cosi ma è proprio quello che veleggia nelle menti dei tifosi biancorossi al termine di Hellas Verona-Bari. Gli scaligeri fanno proprio il primo posticipo della sedicesima giornata del campionato di Serie B e tornano in vetta alla classifica.

Il Bari approda in Veneto dopo tre sconfitte consecutive in trasferta ed è la prima di Stefano Colantuono lontano dal “San Nicola”. Il tecnico romano opta per il solito 4-3-3 ma deve fare a meno, in partenza, di Maniero e Valiani con in avanti Furlan e Brienza a sostegno di De Luca, falso nueve. Il Verona, reduce da due sconfitte pesantissime, si affida a Pazzini con Siligardi e Luppi ai suoi lati. Romulo viene dirottato in difesa mentre a centrocampo viene inserito Zaccagni insieme a Fossati e Bessa. L’Hellas inizia il match in maniera vigorosa: gli scaligeri collezionano diverse occasioni con Siligardi, Souprayen e Bessa che mettono alle corde i galletti nei primi venti minuti. Il Bari si sblocca e ci prova ma Romizi mette a lato. Il Verona ha il predominio territoriale e ci prova con Pazzini ma l’ex Moras (tra i migliori) salva tutto. Il primo tempo si chiude con una ghiotta occasione per i biancorossi ma Romizi, ben servito da Sabelli, spara alle stelle da buonissima posizione. La ripresa si apre con un altra chance per i pugliesi: De Luca ha sui piedi la palla del vantaggio ma mette fuori a tu per tu con Nicolas. Colantuono decide di rinforzare l’atttacco togliendo proprio De Luca e inserendo Maniero. La partita è davvero gradevole con Brienza che ci prova ma il suo tiro si spegne di un nulla fuori e poi col veronese Valoti (subentrato a Siligardi) che trova Micai prontissimo alla parata di piede. La risposta pugliese è l’occasione più importante del match: lancio dalla difesa, sponda involontaria di Caracciolo che apre una prateria a Furlan che resiste al ritorno dei difensori gialloblù ma a tu per tu con Nicolas tira debolmente favorendo la parata del portiere brasiliano. Il Verona preme e va anche in gol con Pazzini ma sul suo colpo di testa centra Luppi che era in netto fuorigioco. Il match sembra incanalato sul pareggio ma arriva una doccia gelata per i pugliesi con Pazzini che sugli sviluppi di un corner firma di testa il gol partita. Nei restanti minuti, i galletti provano ad andare in avanti ma nel forcing conclusivo guadagnano solo un ammonizione, per simulazione, con Furlan. Triplice fischio di Aureliano ed Hellas che torna alla vittoria.

Tanti rimpianti per il Bari che tiene botta al Verona ma manca di freddezza. I galletti costruiscono 4-5 palle gol nitide ma tra sfortuna, imprecisione e poca lucidità, la difesa scaligera si salva. Una delle leggi del calcio dice: gol fallito, gol subito ed è proprio cosi. Il Verona sfrutta Pazzini che in Serie B è un lusso e punisce i galletti che ottengono una sconfitta immeritata. Appuntamento con Bari-Salernitana. 

VERONA: Nicolas, Romulo, Souprayen, Bianchetti, Caracciolo, Fossati, Bessa, Zaccagni, Luppi, Siligardi, Pazzini.

BARI: Micai, Cassani, Moras, Tonucci, Sabelli, Fedele, Basha, Romizi, Brienza, Furlan, De Luca.

RETI: 83° Pazzini

ANTONIO GENCHI 

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Bari, De Luca primo gol in stagione ma i biancorossi non ridono. Il Latina vince 2-1 e boccia i galletti

Non c’è due….senza tre. La trasferta del “Francioni” di Latina è ancora una volta indigesta per il Bari e la sconfitta, per 2-1 contro i pontini, mette a nudo le difficoltà di questa squadra soprattutto in trasferta. I biancorossi dovevano cancellare il ricordo delle trasferte deludenti di Frosinone e Novara ma in terra laziale arriva la terza sconfitta consecutiva lontana dal “San Nicola”.

Cronaca – Il tecnico Stellone deve rinunciare a Sabelli (squalificato) con Ivan. Fedato e Monachello bloccati in infermeria. Classico 4-4-2 con Cassani terzino destro, Doumbià che viene preferito a Martinho nel ruolo di esterno sinistro e il tandem Maniero-Brienza in avanti. Dopo una fase di studio iniziale, il Latina alla prima occasione passa: Doumbià è ingenuo nell’appoggiarsi su Nica e l’arbitro Abisso decreta il penalty che l’ex leccese Corvia trasforma. Il primo tempo scorre via noioso; noia che viene rotta dal 2-0 pontino: Doumbia, dopo il rigore, ne combina un altra concedendo una punizione dal limite che Scaglia trasforma magistralmente. Nella ripresa, il francesino lascia spazio a Martinho ed è tutt’altra musica: l’ex Verona mette in mezzo con Di Cesare che in spaccata va vicinissimo al gol. Bari sfortunato qualche minuto più tardi: Furlan crossa, Bruscagin interviene e manda sul palo, ne nasce un ping pong che Brienza prova a risolvere con un colpo di tacco che sbatte ancora sul palo. Il Latina controlla e potrebbe mettere la zampata decisiva: punizione dalla destra di Scaglia che mette in mezzo, Garcia solo in area colpisce il palo con un colpo di testa. Gol fallito, gol subito: pochi minuti più tardi è De Luca a riaprire il match sullo sviluppo di calcio d’angolo. Sul 2-1 la partita è decisamente più divertente col Bari che attacca e il Latina che prova il contropiede. Il Bari ha un occasionissima per pareggiare con De Luca ma l’ex atalantino si fa ipnotizzare da un super Pinsoglio. Il Latina va vicino al gol con Gilberto e soprattutto con Corvia con Micai che tiene in piedi la baracca sino al termine.

Ennesimo esame fallito dai biancorossi lontano da Bari. La vittoria manca dal blitz di Perugia e i biancorossi galleggiano ancora nel limbo della metà classifica. In negativo, da segnalare la prova del giovane Doumbià: dopo alcune gare in cui non aveva fatto male, i due gol purtroppo sono due suoi errori con il rigore e la punizione. In una gara molto nervosa, non ha convinto neanche il ritorno dal primo minuto di Fedele con Romizi che sarebbe stato da preferire allo svizzero. I tre punti persi contro il Latina preoccupano anche per il calendario che aspetta i biancorossi: Spezia e Carpi in casa, poi a Verona. Un trittico infernale che potrebbe far davvero male ad una squadra come il Bari attuale.

ANTONIO GENCHI

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Barletta, la squadra perde a Novoli e i tifosi insorgono sul web: “Via De Santis e Bitetto”

Clima bollente in quel di Barletta dopo la deludente sconfitta maturata al “Totò Cezzi” di Novoli. La squadra biancorossa ha ceduto 2-1 ai rossoblù di Schipa dopo essere passati in vantaggio con il gol dell’argentino Dirito ma non è riuscita a tenere ed è stata rimontata dalla doppietta di Pignataro. La sconfitta di oggi è arrivata contro una formazione, indubbiamente, meno ambiziosa di quella biancorossa e fa sprofondare la truppa di Bitetto a -7 dalle due capoliste. Salento ancora amaro per la truppa di Francesco Bitetto che, nelle due precedenti gare giocate nel leccese, ha raccolto una sconfitta a Casarano ed un pareggio abbastanza deludente a Galatina.

Nell’immediato post-gara di Novoli, è montata la rabbia dei tifosi biancorossi. Attraverso i social network ed i numerosi gruppi che seguono le vicende del Barletta, i supporter hanno sfogato la loro delusione per l’andamento della squadra additando il diesse Vincenzo De Santis ed il tecnico Bitetto, come i principali colpevoli. L’ex diesse del Bisceglie e l’allenatore sono stati presi di mira con numerosi post e commenti che avevano tutti un filo conduttore: le dimissioni.

Partendo dal presupposto che siamo ancora a fine ottobre e la squadra ha tutte le strade libere per arrivare alla promozione in Serie D, cerchiamo di capire la situazione. La rabbia dei tifosi è dovuta al confronto con la passata stagione: lo scorso anno, i biancorossi di Pizzulli nonostante mille difficoltà economiche ed una rosa, sicuramente, meno forte riuscì con grinta e voglia ad arrivare in finale playoff in una stagione dove si pensava dovesse lottare per non retrocedere. La squadra dell’ex tecnico aveva l’aggravante di giocare a Canosa senza il calore dei tifosi ma suppliva con quelle doti che ai tifosi tanto piacciono ossia sangue e sudore. Quest’anno il progetto, almeno sulla carta, è ambizioso ma con l’addio di Sergio La Cava qualcosa sembra essersi inceppato: il tecnico Bitetto ha ereditato una squadra non fatta da lui e non è riuscito a dare una sua impronta alla formazione barlettana. L’ex allenatore di Mola e Unione Calcio Bisceglie viene accusato di non aver dato un gioco a Zingrillo e compagnia con i risultati deludenti. La colpa che la tifoseria muove a De Santis è invece quella di non aver dato fiducia alla squadra della passata stagione e di aver allestito una squadra senza “attributi”.

Uno dei limiti oggettivi di questo Barletta è l’essere legato troppo alle individualità: se i vari Mignogna, Pellecchia e Loiodice sono in giornata la formazione biancorossa è devastante mentre se la squadra avversaria li imbriglia o sono in giornata “no” la squadra è bloccata. In difesa Ola e Digiorgio non stanno dando quelle garanzie che due del loro calibro e della loro esperienza dovrebbero poter offrire in Eccellenza mentre a centrocampo, la lacuna più visibile è la mancanza di un regista. Lo scorso anno, il Barletta aveva Francesco Cantatore uno che in questa categoria ci sta alla grande e che faceva partire tutte le azioni. Avendo un centrocampo muscolare, la manovra fa fatica a partire con il risultato che il gioco è noioso e i risultati sono scadenti. Tornando con la mente, per un attimo, allo scorso anno si parlava del dualismo tra l’esperto portiere Di Candia e il giovane Diouf: con il portiere “over” in campo, la difesa era molto più sicura e c’erano meno gaffe rispetto alla inesperienza (giustificabile vista l’età) del portierino. Perchè non è stato preso un portiere esperto e di garanzia? Nel Gravina che ha stravinto il campionato, la porta è stata affidata a Cilumbriello che difende i pali tuttora in Serie D.

Si prospetta una settimana di fuoco in riva all’Adriatico anche se la posizione di Bitetto, per il momento, resta salda. Domenica prossima, quando al “Manzi” farà visita il deludente Molfetta è d’obbligo riprendere a vincere e, soprattutto, riallacciare quel rapporto di fiducia tra la squadra e la tifoseria.

ANTONIO GENCHI

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Eccellenza, 8^Giornata – L’Altamura non vince ed il campionato ha un nuovo padrone…anzi due. Male il Barletta. Ecco i risultati con classifica

L’ottava giornata di Eccellenza pugliese ci consegna un sorpasso in vetta con il Team Altamura che deve lasciare il primato alla coppia formata da Bitonto e Cerignola. Nella giornata numero otto si sono registrate cinque vittorie casalinghe, due pareggi, un solo blitz esterno con ventiquattro gol sui vari campi.

Come detto, il Team Altamura di Gennaro Di Maio non è più la capolista del torneo di Eccellenza: i biancorossi impattano 0-0 in casa contro il Casarano che “grazia” la formazione murgiana con un calcio di rigore sbagliato da Mino Tedesco. Ne approfittano il Bitonto ed il Cerignola: i neroverdi battono, da copione, la Vigor Trani per 7-0 grazie alle doppiette di Zotti, di Manzari e ai gol di Albrizio, Turitto e Sciacoviello. Vola, a braccetto con la formazione di De Candia, anche il Cerignola che archivia 3-1 la pratica Vieste: nel derby dauno vanno a segno ancora Marinaro, Morra e Lasalandra mentre i garganici di Cinque avevano pareggiato momentaneamente i conti con Colella. Ricordando l’esito dello scorso anno, avevamo messo in guardia il Barletta col Novoli e, ancora una volta, il Salento risulta indigesto per i ragazzi di Bitetto: i rossoblù di mister Schipa vanno sotto col gol di Nicolas Dirito ma un super Pignataro prima pareggia e nel finale ribalta i conti. Vittoria importante per l’Otranto di Salvadore che si aggiudica il derby leccese col Gallipoli: per la formazione adriatica a segno Palma con una doppietta. Rimanendo in tema derby, vince il Noicattaro di Castelletti che conquista a Molfetta la prima vittoria esterna della stagione grazie ai gol di Tenzone, Salvi e Schirone. Vittoria al fotofinish per l’Unione Calcio Bisceglie: col Galatina inizia Sangirardi, pareggia il salentino Marasco ma è Caprioli in pieno recupero a regalare una vittoria che fa respirare un pò Gino Zinfollino. 1-1 che serve a poco ad entrambe quello maturato tra Avetrana ed Hellas Taranto: vantaggio ospite con Camporeale ma nel finale è Radicchio a pareggiare i conti al “Valentino Mazzola”.

CLASSIFICA: Bitonto e Cerignola 19. Altamura 18, Casarano 15, Otranto e Vieste 14, Uc Bisceglie, Noicattaro e Barletta 12, Novoli e Gallipoli 8, Molfetta e Avetrana 6, Galatina ed Hellas Taranto 5, Trani 1.

ANTONIO GENCHI

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Bari, i biancorossi falliscono l’esame di maturità Novara. I piemontesi vincono 1-0, decide Faragò

Trasferte indigeste per i biancorossi che, dopo la sconfitta di Frosinone, rimediano un altro stop in quel di Novara. In una gara dai ritmi lenti e a tratti compassati, i ragazzi di Stellone soccombono 1-0 grazie al gol messo a segno nel primo tempo da Faragò.

Il tecnico romano si affida a De Luca in avanti con Monachello e Basha sostituisce lo stacanovista Valiani. Il Novara di Boscaglia all’ultimo tiene fuori Galabinov per la coppia Sansone-Bajde. La gara è lenta con le due squadre che impiegano diversi minuti per studiarsi ma è il Novara a provare di smuovere la situazione con Viola che ha una ghiotta occasione per portare in vantaggio i suoi, para Micai. I biancorossi sono assenti ingiustificati e i piemontesi passano con Faragò: bello schema su calcio d’angolo che porta alla conclusione il centrocampista novarese che in acrobazia firma l’ 1-0. Lo schiaffo subito non desta dal sonno la banda di Stellone che prova, nella ripresa, a mischiare un pò le acque con gli ingressi di Maniero e poi di Castrovilli. Il copione non cambia con Sansone che in un paio di occasioni spaventa Micai. Il Bari prova in maniera confusa a pareggiare: prima Sabelli spara fuori poi è Maniero a fallire un contropiede. Il Bari inizia a giocare ed è anche sfortunato quando lo slovacco Ivan tira in porta ma coglie un palo (sulla respinta Furlan spara alto). La partita scorre via e termina con una punizione battuta malissimo da Furlan da buona posizione. Triplice fischio e Novara che, dopo aver steso 1-0 l’Avellino, stende i biancorossi con il medesimo punteggio e scavalca i pugliesi in classifica. Ennesima prova scialba del Bari che vanifica quanto di buono fatto (almeno sul punto di vista della concretezza) con il Trapani.

Dopo Trapani, i tifosi ed i addetti ai lavori si aspettavano una conferma ma è arrivata un altra prova deludente. Basha e De Luca fanno rimpiangere Valiani e Maniero che, una volta entrato, ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei pochi che quando manca si sente. L’attaccante campano, pur senza strafare, rende molto più pericoloso lo sterile attacco barese mentre il suo compagno De Luca fallisce l’ennesima occasione (ormai abbiamo perso il conto). La cosa che preoccupa è che, dopo il ceffone di Faragò, non c’è stata alcuna reazione che è arrivata solo nel finale. A salire sul banco degli imputati, dopo la vittoria con i siciliani, è ancora Roberto Stellone che non è riuscito a dare un impronta di gioco efficace e nell’intervallo non è riuscito a trasmettere la voglia alla squadra di entrare e cercare di sistemare la partita. Con la Pro Vercelli ennesimo esame di maturità per questo Bari ma, se la voglia di studiare è questa……

NOVARA: Da Costa, Dickmann, Scognamiglio, Troest, Calderoni, Viola, Casarini, Faragò, Adorjan, Sansone, Bajde.

BARI: Micai, Sabelli, Tonucci, Moras, Daprelà, Romizi, Furlan, Ivan, Basha, Monachello, De Luca.

RETI: 38° Faragò

ANTONIO GENCHI

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Serie B, 9^Giornata – Il Verona vince e sorpassa il Cittadella in testa. Bene Frosinone, Entella e Carpi

Nona giornata in Serie B che è stato suddiviso in una sorta di spezzatino tra venerdì, sabato, domenica e lunedì. Nel nono turno si sono registrate sei vittorie interne, due blitz esterni, tre pareggi con trentuno reti messe a segno sui vari campi della cadetteria.

La giornata si era aperta venerdì con il Cesena che continua ad andare a rilento: la formazione bianconera va in vantaggio contro la Spal con Cinelli nel secondo tempo ma in pieno recupero, quando la vittoria sembrava ormai assicurata, ci ha pensato il ferrarese Cremonesi a pareggiare i conti dando il pareggio alla squadra di Semplici.

Sabato si sono giocate sette gare. Perde e deve cedere il primato il Cittadella di Venturato che cade 2-0 a Perugia: la formazione di Bucchi inanella la quarta vittoria consecutiva grazie alla doppietta di Di Carmine che consegna la vittoria agli umbri. Mette la freccia ed effettua il sorpasso, il Verona di Pecchia (in foto) che si sbarazza 4-1 dell’Ascoli: al “Del Duca” gli scaligeri vanno a segno con Pazzini, Zaccagni, Bessa ed ancora Pazzini mentre per i bianconeri il gol della bandiera porta la firma del giovane Orsolini. Partita davvero pirotecnica quella tra Entella e Benevento: i sanniti vanno sullo 0-2 grazie alla doppietta di Ceravolo, sembra tutto facile per i campani ma i liguri tornano di prepotenza e con le reti di Tremolada, Sini e Caputo ribaltano il punteggio e volano in classifica. Un super Di Gaudio fa volare il Carpi: l’esterno di Castori è il protagonista assoluto nel 2-0 rifilato al Latina grazie alla sua doppietta che stende i laziali. Vince e, in parte convince, anche il Frosinone che batte 3-1 il Bari: i ciociari di Marino vanno a segno con Dionisi (doppietta) e Sammarco prima del gol della bandiera pugliese siglato da Daprelà. Vittorie preziose per Pro Vercelli ed Avellino: i primi battono 2-1 nel derby il Novara col vantaggio ospite firmato da Sansone prima della rimonta dei Longo Boys con La Mantia ed Emanuello. Come detto, vincono anche i lupi dell’Avellino che battono 1-0 il quotato Spezia grazie al gol di capitan D’Angelo. BresciaSalernitana termina 1-1: vantaggio granata con Improta ma a pochi minuti dal termine arriva il pareggio di Bisoli. Sempre rimanendo nella famiglia Bisoli, dopo il gol del figlio, arriva anche la prima vittoria per il padre Pierpaolo: il suo Vicenza sbanca 1-0 Pisa grazie al gol di Raicevic.

La giornata si è chiusa con il posticipo tra Trapani e Ternana: gara vivace e ricca di gol quella del “Provinciale” col vantaggio siciliano grazie a Ciaramitaro; gli umbri ribaltano con il duo Avenatti e Gumina ma in pieno recupero arriva il 2-2 con Petkovic, che evita alla formazione di Cosmi un altra sconfitta.

CLASSIFICA: Verona 20, Cittadella 18, Carpi 16, Perugia ed Entella 15, Benevento e Frosinone 14, Spezia 13, Brescia, Spal, Pisa e Pro Vercelli 12, Bari e Salernitana 10, Cesena, Vicenza ed Avellino 9, Latina, Novara e Ternana 8, Ascoli 7, Trapani 6.

ANTONIO GENCHI

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Bari, a Frosinone arriva un pesante 3-1. Attacco sterile e la difesa è da film horror

Esame di maturità fallito miseramente per il Bari di Roberto Stellone che torna da Frosinone con le ossa rotte ed un 3-1 in saccoccia. Dopo la gara pareggiata contro la Virtus Entella, ci si aspettava una conferma dai biancorossi almeno sotto il punto di vista del gioco e, si sperava, anche di gol ma tutte le aspettative della vigilia sono rimaste disattese. La squadra pugliese tiene testa ai laziali soltanto i primi venti minuti di gioco prima di soccombere al cospetto di Dionisi e soci che fanno ammattire la disastrosa difesa barese.

Il tecnico Stellone (che tornava in quella Frosinone che lo ha accolto da eroe dopo i campionati vinti dalla Lega Pro alla Serie A) si affida alla stessa squadra che sette giorni fa aveva ben figurato con l’Entella mentre i laziali di Pasquale Marino si affidano al collaudato 4-3-3 col trio Paganini-Dionisi e Ciofani in attacco. La gara, arbitrata dal genovese Ghersini, vive un inizio scoppiettante con Ciofani per il Frosinone e Fedato per il Bari che ci provano pericolosamente ma in entrambi i casi la palla termina di poco fuori. Il Bari tiene testa e ancora con l’ex livornese va vicino al gol (parata di Bardi) e con De Luca che ci prova di prima intenzione ma è il Frosinone, intorno alla mezzora, a passare: Dionisi punisce il Bari e il suo vecchio allenatore con una serpentina che termina con un bel tiro che beffa Micai. Il Bari attacca confusamente e viene punito prima del riposo: azione dalla sinistra e pallone che termina ancora a Dionisi che con un colpo di punta batte ancora il portiere ospite Micai. Si va negli spogliatoi col 2-0 ma nella ripresa il copione non cambia: il 3-0 arriva al minuto 58 con Sammarco che sfrutta un assist di Ciofani per fare secco, ancora una volta Micai. Girandola di cambi per entrambe le squadre ma il Bari riesce solo a trovare il gol della bandiera con Daprelà che di testa batte Bardi. L’ultimo ad arrendersi (per cosi dire) è De Luca che ci prova in un paio di circostanze ma Bardi controlla agilmente. Termina 3-1 con il Frosinone che può festeggiare una vittoria importante mentre il Bari (accompagnato nella trasferta laziale da circa 2000 tifosi) esce tra i fischi dei tifosi baresi delusi dalla prestazione molto deludente dei propri beniamini.

Un passo indietro pauroso dei galletti dopo la gara pareggiata contro l’Entella. Contro i liguri, i biancorossi sono stati fermati solo dalla sfortuna dopo aver creato decine di palle gol non finalizzate a dovere. Contro il Frosinone in attacco la squadra ha costruito pochissimo e la difesa, che sinora aveva dato delle garanzie, è andata in allarme rosso dando a Ciofani e Dionisi la possibilità di banchettare tranquillamente in area di rigore. La classifica ora è preoccupante con 10 punti in 9 giornate con il club pugliese che è finito nella parte destra della classifica. Sabato al “San Nicola” sarà di scena un altra grande delusa di questo campionato ossia il Trapani che è a caccia della prima vittoria in campionato.

FROSINONE: Bardi, Mazzotta, Ariaudo, Pryima, M.Ciofani, Gori, Sammarco, Soddimo, Paganini, Ciofani, Dionisi.

BARI: Micai, Sabelli, Tonucci, Di Cesare, Daprelà, Martinho, Fedato, Valiani, Fedele, De Luca, Brienza.

RETI: 33° Dionisi, 43° Dionisi, 58° Sammarco, 76° Daprelà

ANTONIO GENCHI 

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Finisce l’effetto “Bari” sulla Nazionale. Vince la Francia 3-1. Ventura inizia con un ko

Inizia col piede sbagliato l’avventura di Giampiero Ventura sulla panchina della Nazionale italiana. L’ex tecnico di Bari e Torino esordisce con una sconfitta per 3-1 contro la Francia di Didier Deschamps nella gara giocata al “San Nicola” di Bari, che festeggia grazie ai gol di Martial, Giroud e Kurzawa mentre il momentaneo pareggio era stato siglato dal salentino Pellè.

Azzurri (schierati in maglia bianca) che si affidano al collaudato 3-5-2 di matrice Conte e si affidavano alla coppia dell’Europeo, Pelle-Eder con Candreva e De Sciglio sugli esterni. 4-3-3 per i francesi di Deschamps che tornavano in campo dopo la finale dell’Europeo giocato in casa perso col Portogallo: in attacco spazio al tridente Griezmann, Martial e Giroud con l’ex juventino Pogba a centrocampo.

Inizia bene l’Italia con Pellè che sfiora il gol ma al minuto 17 è la Francia a passare: errore di Chiellini che spiana la strada alla fuga di Martial, il calciatore dello United vola e trafigge Buffon. L’Italia reagisce e pareggia qualche minuto più tardi: fuga di Eder sulla destra, l’interista crossa e trova Pellè che stoppa e si gira battendo Mandanda. La situazione di parità dura però poco con i cugini d’oltralpe che passano nuovamente in vantaggio con Olivier Giroud che sfrutta un altro grossolano errore di Chiellini e batte Buffon per la seconda volta. Nella ripresa c’è la classica girandola di sostituzioni con gli esordi in maglia azzurra dello juventino Rugani e soprattutto del portiere Gianluigi Donnarumma che è il più giovane portiere della storia italiana. Nel finale, la Francia chiude il match col terzino del Psg, Kurzawa che infila Donnarumma sul primo palo e fissa il punteggio sul 3-1 finale.

Finisce cosi l’effetto benefico e fortunato di Bari sulla Nazionale. Nelle ultime due occasioni, gli azzurri allenati da Prandelli e Conte avevano battuto Spagna e Olanda dando al capoluogo pugliese la nomea di portafortuna azzurro. Il tecnico genovese avrà tanto da lavorare in vista del primo impegno ufficiale dell’Italia che sarà lunedì contro Israele per le qualificazioni ai mondiali.

ANTONIO GENCHI 

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Cavese – Manfredonia 3-1
male la prima

Esordio con sconfitta per l’Asd Manfredonia Calcio. La Cavese batte i sipontini per tre reti ad una. Biancocelesti in vantaggio al 10′ con Coccia (M), rimonta campana con reti al 12′ di Marzullo, al 36′ di De Rosa (rig.) e al di 75′ Palumbo.

Il Tabellino:

Cavese: Salsano, Capaldo, Picascia, Ausiello, Varchetta, Manzo, D’Avanzo (60′ Rinaldi), Della Corte (73′ Bocchino), Marzullo (86′ Statella), De Rosa, Palumbo.
A disp: Aprile, Giordano, La Mura, Siciliano, Petti, Giordano. All: Agovino Massimo.

Manfredonia: Addario, Fiore, Rizzi, Stajano, Vergori, Coccia (74′ Simonetti), Basta, Gentile C., Del Prete, La Porta (83′ Molenda), Ricucci (66′ Palumbo).
A disp: Barcellona, Forte, Palumbo, Totaro, Scippo, Zaccaro, De Vita. All: Vadacca Massimiliano.
Arbitro: Perrotti di Campobasso. Assistenti: Farina (Campobasso) e Pizzi (Termoli)
Ammoniti: Capaldo (C), Vergori e Stajano (M)
Recuperi: 1+4.

Questi i risultati delle altre partite

SERIE D GIR. H – 1^ GIORNATA

Bisceglie – Potenza ore 18.00
Brindisi – Sarnese 3-0 39′ e 78′ Croce, 75′ rig. Molinari
Francavilla – Grottaglie 5-1 23′ Sperandeo, 25′ e 53′ Picci, 76′ Zito (G), 85′ Sindjc, 87′ Aleksic
Gelbison – Taranto 0-1 63′ Mignogna
Monopoli – Arzanese 2-2 31′ Murano, 35′ Di Matteo (A), 53′ rig. Manzo, 85′ Tarascio
Puteolana – San Severo 2-2 19′ Lombardi, 35′ e 66′ Sorriso (P), 55′ rig. Carminati
Pomigliano – Gallipoli 1-2 29′ Tedesco, 75′ rig. Panico (P), 77′ Volpicelli
Scafatese – F. Andria 2-3 8′ Lattanzio, 11′ Olcese, 44′ Moscelli, 56′Evacuo (S), 73′Cirillo (S)

manfredonianews.it