Fasano, il dg Obbiettivo: “Riorganizziamo il calendario, giochiamo anche in notturna”

Dinanzi ai diversi scenari che si prospettano per la ripresa del Campionato di Serie D e di tutti i campionati dilettantistici di calcio, il nostro direttore generale Antonio Obbiettivo è voluto intervenire per poter offrire delle soluzioni non appena l’incubo Coronavirus sarà terminato: “In questo momento storico-spiega il dg biancoazzurro-le priorità sono altre e il calcio non lo è sicuramente. La salute viene prima di tutto e su questo siamo d’accordo. C’è da dire però che anche nel settore del calcio dilettantistico in molti sono in gravi difficoltà poiché in tantissimi si guadagnano da vivere esclusivamente da questo sport e hanno tutto il diritto di portare a casa i contratti pattuiti. Però allo stesso tempo, gli addetti ai lavori dovranno comprendere con grande senso di responsabilità che tantissime Società, essendo basate sull’economia del territorio, avranno difficoltà enormi. Servirà quindi compattezza ed è giusto che tutte le componenti si vengano incontro per trovare la migliore soluzione: FIGC, Addetti ai lavori, Società.La situazione meriterebbe un approfondimento specifico perché le criticità in questo mondo spesso sono ad ampio spettro.Èuna categoria in crisi nera da anni ormai e, questa emergenza non ha fatto altro che aggravare una situazione già borderline.Il mio è un discorso in prospettiva, relativo a quando l’emergenza sanitaria potrà farci pensare a trovare una soluzione riguardo i campionati dilettantistici, in modo da risultare il meno possibile penalizzato chi lavora in questo mondo, indotto compreso. Leggo di accorati appelli ad annullare la stagione in corso e sono completamente contrario a questa ipotesi.

Poi leggo di formule strane, di soli play-off e play-out, in questa situazione ognuno giustamente dice la sua. Trovo però davvero complicate e astruse alcune soluzioni prospettate. A mio modesto modo di vedere, credo che per i dilettanti la soluzione ideale, più fattibile,meno invasiva e più lineare sarebbe quella di considerare come data di fine campionato il 30 agosto anziché il 30 giugno. Creando una “norma speciale” che consideri questo termine temporale ai fini di tesseramenti, prestiti, accordi economici etc. e ri-calendarizzando la stagione, magari in notturna se si dovesse andare verso la stagione più calda. Credo accontenterebbe tutti. Trovo inapplicabile l’annullamento di una stagione, sarebbe assurdo e ingeneroso per tutti, meglio considerare questa sosta, una sospensione a data da destinarsi, ma appunto con una norma speciale che allunghi la stagione sportiva 2019-2020.Chi ha fatto investimenti ingenti non lo merita, la stagione insomma va portata in fondo, non appena si avrà la soluzione definitiva dell’emergenza sanitaria in atto.Con questa formula non ci sarebbe la necessità di rincorrere date operando una compressione delle gare in tempi molto ristretti, permettendo inoltre ai calciatori, agli staff di tornare a lavorare in maniera più adeguata, senza rischiare infortuni.

L’eccezionalità della situazione non permette allo stato attuale soluzioni migliori secondo me e poi non creerebbe vantaggi o svantaggi per nessuno.Intanto pensiamo a rispettare i decreti con senso civico e disciplina, unica soluzione al contenimento di questa emergenza sanitaria.

Taranto, Matute: “Se torniamo a giocare, l’obiettivo è vincere i playoff”

Ai microfoni di Giornalerossoblu.it è intervenuto Kelvin Matute, centrocampista del Taranto. Queste le sue dichiarazioni in merito alla situazione attuale, con uno sguardo anche verso il futuro:

Innanzitutto come stai, e come stai passando questo periodo di riposo forzato?
“Sto bene, sono in casa con la mia famiglia. Stiamo passando un momento bruttissimo per la storia del mondo. Dispiace per tutti quelli che stanno soffrendo”.

Se dovesse dipendere da te, faresti riprendere il campionato? E alla fine secondo una tua opinione cosa succederà?
“Per adesso è difficile parlare del campionato, visto quello che sta succedendo. La vita viene prima di tutto, perciò discutere di calcio è superfluo, dobbiamo essere umani e cercare di aiutare il prossimo”.

Cosa non è andato in questa stagione?
“È stata una stagione particolare, non è andato niente per il verso giusto. Personalmente non sono venuto qua per giocare questo campionato, ma volevo vincerlo, poiché ero anche convinto del progetto. Abbiamo fatto di tutto per vincere in campo, ma purtroppo non è andata, anche le partite che potevamo fare nostre sono girate storte. A questo punto non posso dire cosa è andato storto o meno, non riesco a capirlo”.

Qual è l’obiettivo del Taranto in questa annata, qualora si dovesse riprendere a giocare?
“Minimo vincere i play off. Anche se per il momento siamo fuori, sono fiducioso di questo gruppo. La sosta ci poteva aiutare a dare una scossa. Abbiamo la voglia di fare risultato, tanto che pensavo che prima o poi la ruota dovesse girare dalla nostra parte, ma così non è stato”.

Vorresti rimanere in riva allo ionio per un’altra stagione?
“La mia intenzione era quella di vincere il campionato e di proseguire con la maglia del Taranto. Il campionato non è ancora finito, adesso non posso dire che non voglio rimanere, anche perché mi piacerebbe vestire la maglia rossoblù anche il prossimo anno. Ora vediamo come vanno a finire le cose e poi tireremo le somme”.

Foggia, capitan Gentile: “Non vanifichiamo mesi di lavoro”

Il capitano del Foggia, Federico Gentile, intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport (ed. Puglia) ha parlato di quanto i rossoneri siano pronti alla ripresa del campionato: “Un mese di completa inattività comincia a pesare sulla vita di tutti i giorni. Io non dispero e confido che prima o poi si torni alla normalità. Adesso pensiamo prima alla salute, si giochi o meno in questo momento ha davvero poca importanza. Se poi si gioca però è meglio, così non butteremmo all’aria mesi di lavoro“.

Taranto, Cuccurullo: “Non c’è voglia di pensare alla fine del campionato”

Ai microfoni di MondoRossoBlù quest’oggi uno degli under della compagine jonica, stiamo parlando del centrocampista Marco Cuccurullo, classe 2000 in prestito dal Benevento.

Marco, stiamo vivendo indubbiamente una situazione non facile
Proprio così, il Covid-19 ci ha colpiti all’improvviso e ci ha costretto a fermare tutti i campionati. So che è difficile ma dobbiamo adeguarci, questo è un virus pericoloso. Tutto ciò che possiamo fare è stare tranquilli a casa per evitare inutili diffusioni di contagi.

Come va il rapporto con la società e l’allenamento a distanza?
Abbastanza bene. Con la società e col mister, ma anche con lo staff medico c’è grande sintonia e stiamo mantenendo dei contatti costanti. Per gli allenamenti stiamo ricevendo delle schede per mantenerci in forma, anche se non tutti hanno la casa grande per potersi esercitare: prima facevamo attività fuori casa ma adesso sappiamo tutti che le attuali disposizioni ce lo impediscono.

Chiaramente parlarne adesso è impossibile, ma hai delle tue soluzioni per la ripresa?
Come hai detto tu adesso non c’è nemmeno molta voglia di pensare al domani. Viviamo nell’incertezza, i casi continuano ad aumentare, quindi la cosa fondamentale adesso è pensare a sconfiggere questo virus, poi se il campionato lo finiremo a maggio o a giugno non cambierà granché.

Parliamo di calcio giocato: che bilancio fai della tua esperienza al Taranto sino a questo momento?
Sicuramente posso dire di aver imparato tanto in quest’anno. La mia fortuna è stata quella di essere arrivato in un grande gruppo, e di questo ne sono onorato. Sono cresciuto anche nelle difficoltà che abbiamo incontrato durante la stagione, e per questo devo dire grazie ai miei compagni che hanno più esperienza: mi hanno migliorato sotto tanti punti di vista, sia tecnici che caratteriali. Posso assicurare che darò il massimo fino alla fine.

Un saluto a tutti i tifosi rossoblù
Ciao a tutti, ragazzi, forza Taranto e, soprattutto, restiamo a casa.

Taranto, Guaita: “La falsa partenza ha prodotto effetti disastrosi”

Sicuramente quella interrotta tre settimane da non potrà mai considerarsi la sua migliore stagione, ma Leandro Guaita, 33enne esterno argentino del Taranto guarda avanti, in attesa che la pandemia di Covid-19 possa rallentare e consentire il graduale ritorno alla normalità.

Come sta trascorrendo questo tempo sospeso?
Come tutti, chiuso nella mia casa qui a Taranto. Siamo ovviamente preoccupati per l’escalation di contagi che si sono registrati in Italia ed osserviamo scrupolosamente le indicazioni fornite dal Governo. Ora la priorità è quella di preservare la salute, per il calcio ci sarà tempo dopo, quando tutto questo sarà alle spalle. È chiaro, però, che nel frattempo cerco di mantenermi in forma attenendomi alle schede di allenamento che settimanalmente il nostro preparatore atletico ci invia. Purtroppo non tutti abbiamo a disposizione giardini o cortili per svolgere attività all’aperto e chi, come me, deve lavorare in casa, è molto limitato.

Tornando con la mente a qualche settimana fa, c’è il rammarico per un campionato che il Taranto e Guaita non hanno vissuto da protagonisti come ci si attendeva.
Il calcio è uno sport di quadra, e come tale va vissuto e valutato. Da qui si può tranquillamente desumere che il mio rendimento è stato in linea con quello di tutto l’organico. So di aver reso molto meno rispetto al passato, ma purtroppo in questa annata tutto ha girato per il verso sbagliato. A cominciare dalla gara con il Brindisi. Psicologicamente quella falsa partenza ha prodotto effetti disastrosi sul piano dell’entusiasmo. La piazza ha cominciato a mugugnare e, nonostante le successive tre vittorie, non siamo riusciti a mantenere la continuità necessaria. Se le analizziamo tutte, le nostre sconfitte, ci renderemo conto che c’è sempre stato qualche episodio che ci ha penalizzato. L’unica volte, forse, che la fortuna ci aveva baiato le gote è stata quando abbiamo agguantato il pareggio nella gara interna contro il Cerignola. Gioia effimera, subito vanificata dalla sconfitta a tavolino. Anche quella per noi è stata una mazzata.

Cosa c’è nel futuro di Guaita, ammesso che si riesca a riprendere a giocare?
Io mi auguro ci sia il Taranto. Spero di avere un’altra opportunità.

Foggia, Felleca: “Andremo in serie C, in campo o con ripescaggio”

Roberto Felleca, patron del Foggia, attraverso le colonne del Corriere dello Sport ha rassicurato i propri tifosi: “I nostri programmi sono confermati, stiano tranquilli i nostri tifosi. Siamo la migliore seconda, classifica alla mano, sarebbe giusto ripescarci qualora i campionati finissero qui. Pur avendo la promozione in tasca, vorremmo però. tornare a giocare perché vogliamo completare l’opera“.

Nessun contrasto con il Bitonto: “Noi ragioniamo solo pensando al Foggia. Se ritornassimo a giocare a un mese dallo stop dei campionati, si partirebbe tutti alla pari sia dal punto di vista fisico che d a quello atletico e lo spettacolo per i tifosi credo non mancherebbe“.

Bitonto, bomber Patierno a NC: “Lotta a tre per la C, ma sarà difficile riprendere”

Insieme a Scotto è l’unico attaccante di serie D ad aver già collezionato la bellezza di 20 reti: parliamo di “Kikko” Patierno, 29enne attaccante del Bitonto, alla sua terza stagione consecutiva in maglia neroverde. Un rendimento costantemente elevato per il bomber, che si è raccontato in esclusiva ai microfoni della nostra redazione: “Quando quest’anno ho ricominciato a lavorare, ho pensato subito a voler migliorare rispetto allo scorso anno e, fin dall’inizio, sapevo che potevo ritoccare il mio record personale. A livello di squadra, già in ritiro vedevo una squadra che poteva migliorarsi, poi con le idee del mister, e con i calciatori forti, mi sono convinto che avremmo fatto un campionato di vertice. Noi dal 15 ottobre siamo primi in classifica, non è da tutti essere al comando per tanti mesi“.

Sulla lotta alla serie C: “Per me Foggia e Cerignola sono le squadre che si giocano il campionato con noi; il Sorrento è una grande squadra, sta facendo meglio di tutti, ma se penso agli organici, credo sia una lotta a tre“.

Sul futuro della stagione corrente: “Desidero che tutto torni alla normalità, vorrei vincere il campionato sul campo, ma, vedendo ciò che sta accadendo, credo sia difficile riprendere. Ci atteniamo a chi dall’alto prenderà le decisioni“.

Taranto, Manzo: “Novembre decisivo in negativo per il nostro campionato”

Per Stefano Manzo il riposo forzato era cominciato ben prima che l’esplosione della pandemia causata dalla diffusione del virus Covid-19 provocasse il lockdown italiano. La frattura della clavicola rimediata lo scorso 23 febbraio in occasione di Taranto-Bitonto, infatti, lo ha costretto ad un intervento chirurgico (effettuato dal dottor Mario Mercede presso la clinica Pineta Grande di Castelvolturno) e ad un lungo periodo di riabilitazione.

Manzo, come procede la convalescenza?
“Tutto sommato bene. Oggi (ieri, ndr) avrei dovuto sostenere una visita di controllo, ma vista la situazione mi è stato consigliato di rimanere in casa. Il prossimo 30 marzo, però, dovrò necessariamente recarmi presso la struttura dove mi sono operato per togliere il filo di Kirshner (il tutore in titanio che ora è all’interno della sua spalla) e constatare se il tutto volge alla completa guarigione. Non nascondo che sono impaziente, anche perchè è oltre un mese che ho il braccio immobilizzato ed ora che avverto miglioramenti comincia a pesarmi non poco”.

E dal punto di vista psicologico come ha assorbito questo periodo, coinciso con lo scoppio della pandemia le successive restrizioni?
“Sinceramente, considerando anche la mia condizione fisica, per me cambia poco. In ogni caso non avrei potuto allenarmi, nè tantomeno giocare. E’ chiaro che il mio obiettivo personale è quello di recuperare quanto prima per farmi trovare pronto nel momento in cui si deciderà di riprendere a giocare”.

Si tornerà a giocare? Lei che sensazioni ha?
“Da quello che si può evincere dalle decisioni dell’Uefa e delle varie Federazioni, penso che ci sia la volontà di riprendere a giocare non appena le condizioni lo permetteranno. Ovviamente va tutelata prima la salute pubblica e, se ripresa sarà, avverrà solo in situazioni di massima sicurezza. Lo spostamento di un anno degli Europei è il segnale che tutti vogliono portare a termine i vari campionati nazionali, e dunque a cascata anche quello di serie D”.

Per il Taranto si tratterebbe di portare a termine un campionato deludente.
“Purtroppo siamo mancati in alcune partite nel mese di novembre. Quelle sconfitte in successione hanno condizionato in negativo tutta l’intera stagione”.

Cristian Agnelli: «Foggia, tutto fa pensare a te»

Allo stesso modo dei tesserati di tutte altre squadre anche i calciatori della Pergolettese sono rimasti al domicilio di lavoro con le attenzioni che l’emergenza sanitaria impone.

Responsabilmente, da cittadino prima che calciatore, suo malgrado (la famiglia si trova in Puglia), resta in sede anche il 34enne Cristian Agnelli arrivato ad inizio campionato nella formazione gialloblù cremasca.

Centrocampista di grande esperienza, per aver militato nel Lecce, Verona, Catanzaro, Juve Stabia, Salernitana, Benevento e Spal oltre alla nazionale under 19 e 20. Ma è soprattutto a Foggia che ha lasciato, e accumulato, splendidi ricordi.

Agnelli è stato l’unico calciatore nella storia ad aver realizzato con la maglia del Foggia almeno una presenza in ben quattro categorie differenti: «E’ stato un onore per me aver indossato quella maglia. Sono nato a Foggia, ci vivo tuttora con mia moglie e i miei due figli Melissa e Gerardo anche se la situazione mi ha ha portato a continuare la carriera al nord con la Pergolettese dove mi trovo benissimo».

A Foggia ho iniziato tutta la trafila del settore giovanile. Dopo aver maturato qualche anno di esperienza con altre squadre sono ritornato nel 2012 da dove è iniziata una splendida cavalcata che ci ha portato dalla D alla serie B con una tifoseria incredibile che ci faceva volare. Ho sempre dichiarato che vestire la maglia del Foggia per me era come indossare la maglia della Nazionale, con le stesse emozioni: è stato qualcosa di incredibile». Foggia una città che vive di calcio? «Forse a volte anche un po’ troppo, spesso si va agli eccessi che fanno male. Questo è dovuto anche al fatto che la città non offre tante alternative e spesso si arriva a quella esasperazione che non aiuta né la gente né la squadra stessa. Lì o si vince il campionato o si entra nello sconforto e lo si è visto anche lo scorso anno: si vuole tutto e subito e non si riesce a programmare».

C’è stato un allenatore a Foggia negli anni con cui si è sentito legato maggiormente e conserva il miglior ricordo? «Sono sempre stato un pro-allenatore nel senso che cerco di andarci sempre d’accordo perchè capisco il ruolo difficile che copre. Poi ho ancora rapporti bellissimi con tutti, ma se devo citarne qualcuno sicuramente De Zerbi che mi ha dato maggiori soddisfazioni e mi ha insegnato qualcosa che ancora non conoscevo, quella mentalità vincente e di restare sempre un gradino sopra gli altri. Non posso scordarmi di Stroppa che mi ha trasmesso quella voglia di impegnarmi in qualcosa di grande e non posso fare a meno di dimenticarmi Padalino con cui ho fatto un percorso insieme e che è stato il fautore di questa rinascita del Foggia».

Gravina, mister Loseto: “Molto difficile riprendere il campionato”

Intervenuto sul profilo ufficiale del Gravina, il tecnico gialloblu Valeriano Loseto ha parlato del delicato momento che la squadra sta vivendo, così come le altre, durante l’emergenza sanitaria per il Coronavirus.

Questo quanto raccolto dai colleghi di tuttocalciopuglia: “Io ho un’idea che si accomuna con quella del presidente: credo che sia molto difficile che possa riprendere il campionato. La situazione fa molta paura, speriamo che si possa trovare un vaccino che possa mettere fine a tutta questa situazione. Da professionista spero che si possa riprendere quanto prima, ma è difficile. Mi sento spesso con i ragazzi che continuano ad allenarsi, per come possono, nelle loro abitazioni“.

Taranto, la fondazione Taras: “No a questi metodi nella nostra comunità”

L’A.p.s. Taras 706 a.C. condanna nel modo più deciso il gesto intimidatorio indirizzato nei giorni scorsi a Massimo Giove, che si aggiunge alla serie di atti violenti rivolti nei mesi scorsi a dirigenti, ex dirigenti e calciatori rossoblù.
Questi metodi non devono e non possono trovare cittadinanza nella nostra comunità e, più in generale, nello sport. Anche la più dura critica nei confronti dell’operato dell’attuale proprietà del Taranto deve avvenire nel perimetro di modalità democratiche e non violente. Al buon senso e alla lealtà, pertanto, richiamiamo tutte le componenti che si interrogano sul futuro del nostro amato Taranto, specialmente in un momento di tensione collettiva come quello che stiamo affrontando.

Cerignola, capitan Dicecco: “Questa piazza merita ben altro”

Il capitano è sempre il capitano ed è, giustamente, il punto di riferimento di tutta la squadra. Ed allora Domenico Dicecco dalla sua Lanciano (dove abita) tiene il collegamento con tutti i calciatori dell’Audace Cerignola. “Diciamo che con le nuove tecnologie ci vediamo tutti i giorni – ammette il capitano dell’Audace Cerignola -, spesso i nostri incontri sui social servono anche per sdrammatizzare il momento che stiamo vivendo“.

Nonostante la lontananza tra i vari calciatori, il più delle volte sembra di essere nello spogliatoio del Monterisi. “Gli scherzi tra i ragazzi sono all’ordine del giorno – continua Dicecco -, giusto così: questi momenti aiutano ad avere più amalgama tra noi e spesso non si parla solo di calcio ma anche di situazioni famigliari. Posso confermare che la squadra sta bene, gli manca solo il campo ed un pallone”.

Il centrocampista Domenico Dicecco capitano dell’undici di mister Vincenzo Feola è uno dei veterani dell’organico glialloblu: per lui oltre 400 presenze tra Serie B e C. Dicecco (36 anni) ha esperienza da vendere: nel campionato cadetto ha indossato la casacca di Avellino e Virtus Lanciano (squadra della sua città natale). Nella vecchia C1 tante presenze tra Chieti, Barletta, Avellino, Virtus Lanciano, Catania e Sambenedettese. “Certo, è’ una situazione difficile – rimarca Dicecco -. Faccio appello a tutti di rispettare le misure previste e di restare a casa. Stiamo combattendo contro qualcosa di invisibile. E solo stando a casa e rispettando le regole possiamo vincere. Cerignola è nel mio cuore: speriamo passi tutto al più presto“.

Il capitano del Cerignola è ottimista e non vede l’ora di riabbraciare i suoi compagni di squadra. “Stiamo vivendo tutti un periodo molto complesso, dobbiamo unirci per superare la tempesta – rilancia Dicecco -. Dobbiamo avere tutti un comportamento responsabile per tutelare noi stessi e gli altri. Vivendo in Abruzzo devo dire che non si riesce a capire quando questo momento drammatico possa passare. Detto ciò abbiamo il dovere morale di credere nella ripresa di tutto il mondo dello sport in quanto simboleggerebbe la ripresa del nostro Paese. Da nord a sud stiamo vivendo una tragedia, perciò non bisogna strumentalizzare la situazione”. Una stagione positiva per lui fin quando si è giocato. “Ho calpestato campi da gioco di piazze importanti, ma Cerignola è una piazza che merita categorie superiori – conclude -, mi auguro che un giorno questa piazza possa arrivare il più in alto possibile”.

Taranto, il ds De Santis a NC: “Qui una pressione fuori da ogni logica”

Il direttore sportivo Vincenzo De Santis è, dallo scorso 12 dicembre, in forza al Taranto. Ne sono successe di cose in queste tre mesi, tra calcio giocato, calciomercato e contestazione.

Abbiamo interevistato il ds jonico per saperne di più: “Quando sono arrivato a Taranto si è parlato soprattutto di progettualità, non era una cosa a breve termine; fare mercato di riparazione è difficile e deleterio, finisci col prendere ciò che trovi. Molti giocatori che volevo ingaggiare hanno preferito sposare altre situazioni, tipo Bitonto o Foggia, situazioni migliori di classifica e di ambiente. I campionati si vincono costruendo una base nel tempo, non solo facendo squadre forti. Da esterno, ho sempre pensato che a Taranto si è cambiato troppo; standoci dentro, mi rendo conto che qui si lavora sotto una pressione fuori da ogni logica, e porta tutte le componenti a sbagliare. Mai trovate da altre parti una situazione del genere: giuste le contestazioni, ma qui c’è un’esasperazione che parte da lontano, contro tutto e tutti che passano e non fanno risultato“.

Faccio un esempio di progettualità“, continua il ds jonico. “Gasperini all’inizio con l’Atalanta ha perso tante partite consecutive; lo hanno, però, legittimato, ed oggi sono ai quarti di finale di Champion’s League. Qui si è fatta sempre la rivoluzione per dare l’ossicino; Taranto è una piazza importante, affascinante, ma in questo momento si è sempre partiti al contrario, mai con umiltà e silenzio. Altra cosa che ho notato stando qui, ed è uno dei mali peggiori: quasi tutti gli addetti ai lavori tarantini, se non sono all’interno del progetto Taranto, fanno la guerra al Taranto; lo avevo percepito anche negli anni scorsi. Si va a fomentare la piazza, perché uno è l’amico di un altro, troppe fughe di notizie che vengono riportate in maniera sbagliata“.

Sulla lotta alla serie C: “Fino a qualche tempo fa avrei dato il Bitonto come favorita, poiché avevano avuto un ruolino di marcia impressionante. Anche i neroverdi, però, hanno accusato un po’ di flessione. Il Cerignola è la squadra più forte sulla carta, solo che hanno perso due partite importanti a Foggia e sul campo della Gelbison, e quest’ultima ha spezzato un po’ l’entusiasmo. Mancano otto partite e può succedere di tutto, oggi vedo il Foggia favorito, anche se il Sorrento sta facendo un campionato straordinario, e ne approfitto per complimentarmi con mister, staff e calciatori, un altro esempio di programmazione, dando fiducia a Maiuri“.

Foggia, Corda: «Sarà un campionato da otto giornate»

È rimasto a Foggia in attesa della ripresa del campionato. Ninni Corda non è tornato in Sardegna e sta osservando inmaniera religiosa i giorni di divieto assoluto.

Studia, legge e si informa su quello che sta succedendo. In Lombardia ha vissuto diversi anni, nella scorsa stagione a Como ha vinto il campionato. Guarda le immagini in tv e soffre, capisce che è stato meglio fermarsi.

«La vita viene prima di ogni cosa, il calcio ha fatto bene a mettersi da parte. Sono rimasto a Foggia, ci sentiamo ogni giorno con i calciatori e attendiamo la ripresa. Sappiamo che quello sarà il momento in cui tutto sarà passato. Nel frattempo rispettiamo le regole: restiamo a casa».

Incognite Sul più bello si è fermato il campionato del Foggia,mentre la formazione rossonera era arrivata ad un punto dalla capolista Bitonto ed era pronta a giocarsi il gran finale, compreso quello scontro diretto allo Zaccheria su cui tutti puntavano.

«Non scendiamo in campo dal 1 marzo, poi ci siamo allenati una sola settimana -prosegue Corda-. La salute dei calciatori prima di tutto, non ho mai avuto grandi dubbi rispetto a questa scelta. Con il mio staff abbiamo preparato un piano personalizzato per tutti i calciatori. Lo stanno rispettando, anche se ora con l’inasprimento delle regole sul jogging qualcosa potrebbe cambiare. Dalla Lega ci hanno comunque assicurato la concessione di quindici giorni, per rifare la preparazione prima della ripresa del campionato».

Restano delle incognite sulla ripresa, con la possibilità di arrivare anche in estate: «Sarà un mini torneo di otto partite, vincerà chi sbaglierà meno. Noi non vediamo l’ora di riprendere, ma bisognerà aspettare ancora».

Raccomandazioni Nella sua casa a Foggia il tecnico si raccomanda: «Consentitemi di fare un appello: restate in casa e facciamo in modo di far terminare questo brutto periodo. Sono convinto che ci aspetteranno grandi cose per il futuro, ora bisogna stare fermi e seguire le regole».

La Capitanata è la terra dove il Covid-19 ha contagiato più persone in Puglia, per questo l’allenatore cagliaritano ha voluto lanciare un messaggio ai tanti tifosi rossoneri:«Le immagini del Nord mi rattristano, dopo la Sardegna ho abitato cinque anni in Lombardia. L’anno scorso la splendida vittoria con il Como. Davvero sono colpito, ma sono convinto che ne verranno fuori. Tutta l’Italia ne verrà fuori. E noi riprenderemo la nostra normalità».

Taranto, non si ferma la contestazione: altra testa mozzata, Giove nel mirino

Nemmeno l’emergenza coronavirus placa la contestazione nei confronti di Massimo Giove, presidente del Taranto. Come riporta Canale 85, nella mattinata di venerdì scorso, sulla porta che dà accesso agli spogliatoi dello stadio “Iacovone” è stato rinvenuto uno striscione con una testa mozzata di maiale. È l’ennesimo attacco nei confronti del numero uno rossoblu, il quale ha fatto sapere a più riprese che non intende mollare nonostante queste minacce.

Taranto, Guaita: “Il girone di ritorno è sempre più difficile. Futuro? Se la società vuole…”

I colleghi di giornalerossoblu hanno intervistato Leandro Guaita, esterno argentino del Taranto giunto la scorsa estate in riva allo Ionio. Con lui abbiamo affrontato vari argomenti ma in primis il calciatore stesso ci ha tenuto a rivolgere un appello all’intera cittadinanza e tifoseria di Taranto sull’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Tifosi restate a casa: “In questo momento tutti noi calciatori siamo a casa. Alcuni di noi qui a Taranto ma la maggior parte nelle rispettive città di origine. Speriamo che questa situazione legata al virus migliori presto e ci prepariamo nel miglior modo possibile, considerando le difficoltà, per una eventuale ripresa delle attività agonistiche. Stiamo seguendo il programma di allenamenti personalizzato che abbiamo. C’è chi ha a disposizioni degli attrezzi per allenarsi e chi no ma ci inventiamo comunque qualsiasi modo. Stiamo seguendo anche una dieta per mantenere i nostri standard abituali e la linea. A proposito di questo argomento, però, ci tengo a fare un appello ai tifosi del Taranto. Sono sicuro che andrà tutto per il verso giusto ma bisogna seguire le disposizioni del decreto e stare a casa il più possibile. Anche io sto uscendo solo per fare la spesa. Basta che solo uno di non non segua il giusto comportamento per mettere in pericolo la vita dell’altro. Dai nostri gesti dipende la salute altrui, per cui mi raccomando, torneremo presto a parlare di calcio ma per far questo dobbiamo essere uniti.”

Scelte del calcio: “Sicuramente almeno all’inizio c’è stata una sottovalutazione del problema che adesso si sta rivelando in realtà molto grave a livello mondiale. Per questo motivo si è deciso di andare avanti col calcio anche in serie A e nelle competizioni europee. Sicuramente si è tardato a prendere certe decisioni, ora però l’importante è che ora si sia presa la giusta coscienza. Mi sono piaciute molto ad esempio alcune iniziative di raccolta fondi da destinare agli ospedali da parti di molti calciatori di serie A.”

Taranto senza vittorie e reti: “Effettivamente i numeri sono questi. Dopo la partita di Sorrento dei primi di Febbraio abbiamo avuto difficoltà a segnare e vincere. Poi però penso che ci siano state prestazioni come quella in casa col Bitonto in cui abbiamo fatto di tutto per segnare senza riuscirci, colpimmo anche due pali a cospetto della prima della classe. Anche contro il Foggia in precedenza avremmo meritato di più, loro trovarono un gol fortuito mentre noi con la traversa di Oggiano non riuscimmo a raccogliere almeno un punto che avremmo meritato. Poi sono arrivate partite disastrose come quella di Altamura dettate a mio avviso dal momento e dalle circostanze negative come successo anche con il Gladiator. Queste sono figlie delle situazioni. Nel girone di ritorno tutto è più difficile, ci sono squadre che si devono salvare e si mettono tutte dietro la linea della palla perché un punto contro di noi gli va bene. Nel gruppo però non c’è stato uno scollamento, siamo sempre stati compatti. Ci sono semplicemente state delle partite da cancellare in cui non siamo riusciti a sbloccare la gara e per il troppo nervosismo poi abbiamo incassato delle brutte sconfitte. Non è un caso che le nostre migliori prestazioni nel girone di ritorno siano state contro squadre come Bitonto, Casarano e per numero di occasioni anche quella col Foggia. Sono convinto che l’annata sia nata male ma cercheremo di farla finire nel migliore dei modi. Ci sono state un’infinità di occasioni sprecate e pali , non abbiamo mai avuto un pizzico di fortuna. Anche le partite casalinghe contro Brindisi, Nocerina e Sorrento hanno dell’incredibile. Basta pensare che alla prima giornata abbiamo perso con Brindisi al 90′ dopo aver prodotto almeno 4-5 occasioni. L’unica sconfitta del girone di andata meritata fu quella di Fasano. Non voglio dire che sia tutta colpa della sfortuna, per carità ma di certo non siamo stati fortunati.

Posizione in campo e rendimento: “Sto giocando sia sulla corsia mancina che su quella destra. Posso dire che sono due ruoli diversi, ci sono aspetti positivi di giocare in ambo i ruoli. Giocando a destra, dove ho giocato maggiormente, assisti i compagni mentre a sinistra ci sono più possibilità di andare al tiro. A questo punto però sinceramente i ruoli contano poco, bisogna mettere la palla in porta in qualsiasi modo. Io sono convinto che ci sono delle annate in cui la sfera entra in porta anche se tiri da centrocampo, altre in cui non entra neanche da mezzo metro dalla porta. La mia esperienza personale me lo ha insegnato.

Aspetti caratteriali: Se mi chiedi se questa squadra giocherebbe meglio in Lega Pro che non in serie D dico che tutto è possibile, forse non tutti si sono adattati al meglio. Ci sono giocatori a cui succede questo, penso a qualcuno del Cerignola ad esempio che è sceso dalla serie A ma all’inizio ha faticato molto. La serie D è un campionato difficile in cui si gioca poco a calcio; magari si prepara una partita guardando i filmati degli avversari che poi fanno tutt’altra partita. Un esempio è quello della partita col Foggia al ritorno, in cui loro hanno attuato una tattica attendistica e con eccesso di agonismo. Erano venuti qui per prendere un punto e si sono trovati a portarne via tre. In questi campionati si vince così, con gol sporchi e partite brutte. Anche nella mia esperienza a Potenza vincevamo spesso così. Finchè non si sblocca la partita soffri, poi magari vincevamo con tre gol di scarto.

Obiettivo play-off: “Sento parlare di questo fatto che il Taranto non potrebbe essere ripescato perché nell’arco degli ultimi cinque anni ne ha già usufruito, ma io non sono così convinto di questo. Nel calcio ogni anno cambiano le regole e non si sa mai cosa può accadere. Noi intanto dobbiamo rientrare nei play-off e poi vincerli. Non è facile ma ci proveremo fino in fondo. Credo che nelle ultime partite da qui alla fine l’avversario del Taranto sia proprio il Taranto. Se ricominciamo in un mese e mezzo dovremo fare otto partite; incomincerà un mini torneo in cui dovremo giocare spesso e tutti si daranno battaglia per i rispettivi obiettivi- Sarà molto importante partire forte.”

Rendimento personale: Nella mia stagione c’è stato un cambio di rendimento, questo lo so. Nelle prime partite molto mi hanno condizionato i risultati. Le prime sei partite le abbiamo iniziate con mister Ragno facendo un certo tipo di gioco con un modulo. Il gioco era un buon gioco ma i risultati non sono arrivati e penso sempre alle gare con Brindisi e Nocerina che sono state incredibili. Poi dico che anche per quanto mi riguarda è difficile vedere subito un calciatore al top dopo il ritiro. Sapevamo di dover partire forte e vincere pur non essendo al massimo e purtroppo non ci siamo riusciti. Dopo abbiamo cambiato allenatore con schemi e metodi. Poi è giunto il mercato, per quasi due mesi ero incerto della mia permanenza ma non per mia volontà. Anzi mi hanno chiamato e cercato squadre di Lega Pro ma io sin da questa estate avevo dato la precedenza al Taranto, perché voglio vincere qui. Alla fine la società ha deciso di tenermi e io ne sono stato molto contento, ma durante il calcio mercato non è stato facile. Non giocavo perché c’era la possibilità che la società potesse vendermi e per me è stato brutto.”

Futuro e società: “Il mio obiettivo personale e la mia sfida è quello di vincere a Taranto. Finchè il Taranto vorrà, ed avrà voglia di provare a vincere io sarò disposto ad ascoltare i programmi della dirigenza. La scorsa estate non appena ho perso la finale play-off con il Potenza contro il Catania, tra l’altro senza perdere neanche una partita delle due, ho accettato Taranto. E posso garantire che avevo diverse richieste di categoria superiore. Il contratto a livello economico che mi offrivano era lo stesso di quello del Taranto, quindi la mia è stata proprio una scelta voluta. Volevo giocare e vincere qui, anche perché sono consapevole che le contestazioni e l’ambiente ostile di quest’anno sono un’eccezione. La tifoseria del Taranto è tra le migliori d’Italia. Purtroppo il dissenso verso il Presidente Giove si è manifestato anche con forme eccessive. Sappiamo che la tifoseria del Taranto non ha più pazienza, giustamente però bisogna anche capire che non si può contestare una squadra dalle prime partite. Così si fa un danno solo a se stessi. Ora abbiamo un campionato a termine e speriamo di farlo tutti insieme.”

Coronavirus, proposte Foggia. Felleca: «Campionato ad agosto o C…»

A ruota libera parla il presidente del Foggia, Roberto Felleca, che hai colleghi di gianlucadimarzio.com parla dell’attuale situazione che vive il calcio italiano, in particolare la serie D, e fa le sue proproste su come risolvere la questione inerente la ripartenza dei campionati.

Questo quanto evidenziato dalla nostra redazione: “In Serie D ci sono squadre che hanno investito milioni di euro e non è accettabile che gli venga tolta la possibilità di giocarsi la promozione in C. In questo momento gli imprenditori devono cercare di sopravvivere alla crisi. Il segnale lanciato dal Presidente della Casertana D’Agostino deve far riflettere sulle ripercussioni che questa crisi avrà anche sul sistema calcio. Noi stiamo cercando di garantire i rimborsi ai calciatori ma deve essere chiaro che non possiamo andare avanti cosi ancora per molto. Credo, inoltre, che le società dilettantistiche siano le più penalizzate dalle misure adottate dal Governo, eppure ci sono club come Foggia o Palermo che hanno investito molto più di tante società di Serie C. Il campionato deve essere portato a termine, a costo di giocare anche ad agosto e settembre, magari posticipando l’inizio della prossima stagione. In alternativa, se proprio l’emergenza sanitaria non dovesse darci la possibilità di tornare in campo, sarebbe giusto far salire in C le prime due in classifica di ogni girone di Serie D. È il minimo per tutelare chi ha investito cifre cosi importanti. Non credo che sarebbe un dramma aumentare per una stagione le partecipanti alla Serie C”.

Brindisi, il ds Dionisio: “Gli imprenditori devono pensare prima alle loro aziende…”

Il direttore Sportivo del Brindisi Nicola Dionisio è intervenuto in diretta a ‘100 Sport Magazine’ su Studio 100 Tv: “Non è il momento di fare proposte o ipotesi, non mi permetto di fare consigli anche perché in questo momento conta solo l’emergenza sanitaria. In ogni caso riprendere il campionato è da irresponsabili, si metterebbe a rischio la salute di calciatori, dirigenti, tecnici e tifosi. Tra l’altro quello che è accaduto a Caserta deve essere un campanello d’allarme per il calcio. Ovviamente adesso gli imprenditori e Presidenti devono pensare principalmente a salvare le proprie aziende. Da scartare anche l’ipotesi porte chiuse, sarebbe un danno enorme per i club”.

Taranto, Manzo: “Operazione ok, periodo difficile per tutti”

Intervistato dai colleghi di Canale 85, Stefano Manzo parla del suo infortunio e della attuale situazione. Infortunatosi nel primo tempo di Taranto – Bitonto dello scorso 23 febbraio, il centrocampista rossoblù è a casa in attesa di iniziare la riabilitazione per una frattura della clavicola con interessamento della scapola. Ecco le sue parole:

Fortunatamente l’operazione è andata bene. Attualmente porto un tutore per immobilizzare la spalla. Quando lo toglierò potrò iniziare la riabilitazione e il richiamo sul campo. È un periodo difficile per tutti, si vive con ansia e paura. Ci manca la quotidianità, prima tutto era scontato adesso no. Ci dobbiamo attenere alle regole, stare in casa e speriamo di uscire presto da questo incubo. Spero di tornare alla vita di tutti i giorni, mi piacerebbe finire questo campionato e rivedere i tifosi allo Iacovone“.

Taranto, Pelliccia: «Ripartenza campionato? Ci faremo trovare pronti»

Ai colleghi de “La Gazzetta del Mezzogiorno” ha parlato il terzino mancino del Taranto, ma di proprietà della Paganese, Salvatore Pelliccia. Col campionato fermo, naturalmente l’argomento principe è quando e se ripartirà lo stesso.

Ecco quanto riportato dalla nostra redazione: «È nostro dovere farci trovare pronti nel momento in cui si deciderà di tornare a giocare. Certo, psicologicamente non è un grande momento, ma dobbiamo comunque rimanere concentrati e curare la forma fisica, perché siamo atleti e come tali dobbiamo comportarci. Se mi doveste chiedere cosa non ha funzionato in questa annata, onestamente non saprei proprio rispondere. Il gruppo non ha mai mostrato crepe, noi ci siamo sempre allenati al massimo delle nostre potenzialità e abbiamo provato a dare il massimo. Purtroppo i risultati non sono venuti e questo ci rammarica non poco. Penso che una pausa così lunga potrà alterare gli equilibri. Dico questo pensando a quelle compagini che prima dell’interruzione attraversavano un periodo di forma straordinario, condito dalla continuità di risultati. Interrompere di botto il proprio percorso potrebbe causare contraccolpi non semplici da gestire. Questo aspetto, nel caso di ripresa del torneo, a mio avviso peserà».

Foggia, patron Felleca: “Dilettanti penalizzati dagli aiuti dello stato”

Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione Studio100 Sport Magazine, il presidente del Foggia Felleca parla dell’attuale situazione del calcio e del suo Francavilla. Ecco le sue parole:

L’aspetto dilettantistico è molto penalizzato anche dagli aiuti dello Stato. Realtà come Foggia, Palermo, che hanno speso tantissimo, si trovano in una situazione di difficoltà perché non si può pensare di risolvere questa crisi con cifre irrisorie. Cosa ci aspetta in futuro? Non sappiamo quando torneremo a giocare, se tra uno o quattro mesi. Ci deve far riflettere dal punto di vista societario, siamo compatti e fiduciosi di riprendere la nostra marcia.
Adesso occorre terminare il campionato, per intero, anche se dovessero finire a luglio. Se la situazione non potesse migliorare, ripartirei con le 8 gare finali anche ad agosto e riprendere il nuovo campionato dopo poche settimane a settembre. Se non dovesse essere possibile promuovere le prime due e allargare i gironi di serie C per un anno, anche perché molti club in difficoltà, si sa, avranno difficoltà ad iscriversi l’anno prossimo.

Casarano, Morleo: “Non so quandio, ma torneremo a giocare”

Archimede Morleo, difensore del Casarano, è stato intervistato dall’ufficio stampa della società salentina.

Come state vivendo questa situazione? Come stai rispondendo a questa emergenza?

La squadra è perennemente in contatto, ci sentiamo giornalmente da mattina a sera, tramite il nostro gruppo whatsapp, siamo sempre attivi, e questo tiene vivo il legame e ci tiene uniti comunque, staff tecnico e medico compresi, questo ci fa sentire vivi e non ci fa staccare la spina. Gli allenamenti? Ci stiamo allenando, non possiamo permetterci di farci prendere dalla pigrizia dello stare a casa e dalla tranquillità dettata del vivere sempre tra le mura domestiche. Si cerca di vivere con serenità questa nuova condizione e con le nuove abitudini che siamo chiamati a rispettare, anche se trascorrere tutto il giorno in casa non è così facile da accettare, ora è fondamentale e lo sappiamo bene. Mi è capitato una sola volta di dover uscire per necessità e vedere, in giro, che tutto non è più come prima, fa specie, così come vedere quelle poche persone con le mascherine sul volto, fa davvero un certo effetto…, non posso dire che tutto questo non trasmetta angoscia, ma spero veramente che presto tutto possa passare.

Come finirà? Il campionato arriverà alla fine? Quale sarà il futuro di questa stagione? Ad un’eventuale ripresa vi troverete pronti?

Per me si ripartirà, bisognerà vedere quando, ma il campionato ricomincerà. E’ giusto prendere il tempo necessario per far passare tutto per poi ripartire, a porte chiuse, credo, sicuramente, perché un conto è avere ventidue persone in un rettangolo, che mille, o poco più, tutti insieme, parlo delle nostre categorie. Non sarà facile riattaccare la spina, per quanto ci si possa preparare per la ripresa, questa sosta la accuseremo tutti, e potrà succedere di tutto, di nuovo, come ad inizio campionato, perché vuoi o non vuoi questo periodo influisce sicuramente e, chi si farà trovare più pronto fisicamente e psicologicamente, farà la differenza. La voglia di ripartire ce l’abbiamo tutti, però ora è necessario questo stop. La preparazione è fondamentale e ed è quello che stiamo facendo, anche da casa, seguiti da tutto lo staff e servirà ad essere pronti, per quello che è possibile, alla ripartenza.

Vi state allenando autonomamente da casa? Vi segue lo staff?

Si, siamo seguiti da uno staff sempre presente, sia tecnico che medico. Ognuno ha il suo programma da seguire, lo staff dà quotidianamente indicazioni su come procedere.

Appena si tornerà in campo sarà un po’ come un nuovo campionato. Quanto è importante farsi trovare pronti anche a livello fisico? Quante possibilità ha il Casarano di pervenire ai playoff?

Mancano otto partire, abbiamo le stesse possibilità di quando abbiamo disputato l’ultima gara, non è cambiato niente né per noi né per gli altri. Noi ripartiremo con un big match, col Bitonto, le prime cinque squadre in classifica le abbiamo incontrate tutte, tranne il Bitonto, appunto. Ci attende un calendario relativamente più semplice, ma questa situazione azzera tutto, ci sono tutte le incognite possibili. Come ho già detto, ci stiamo allenando ma non tocchiamo la palla e, quando ricominci, è sempre più difficile riprendere dimestichezza col il lato tecnico del gioco.

Vedendo il lato positivo…, questa è un’occasione per staccare dalla vita frenetica del calciatore e rilassarsi?

Assolutamente no, a stare sempre dentro casa non è facile per nessuno, io ho bisogno di essere sempre attivo. Non vediamo l’ora di riprendere la normale routine quotidiana, con i nostri allenamenti e le gare ogni domenica. Di vacanza non si può affatto parlare, in una situazione come questa … ma sono anche convinto che, se tutti rispetteranno le regole, usciremo presto da questa situazione.

Qual è il tuo messaggio di fiducia… sul campionato e sulla ripresa in generale?

La situazione che stiamo vivendo sta seminando ovunque tanta paura: anche 4/5 calciatori di serie A hanno contratto il virus, ma sono tutti asintomatici, a parte un caso, mi pare, l’80% dei contagiati, quelli che sappiamo, guariscono…, io sono, a prescindere, ottimista!

Ripeto, se tutti ci atteniamo seriamente alle regole e alle disposizioni ministeriali ne usciremo presto, altrimenti i tempi si allungheranno, quindi, per quanto possa essere ottimista, voglio ribadire: seguiamo le regole perché solo questo ci aiuterà a superare tutto, presto.

Brindisi, mister Ciullo: “Complicato allenarsi a casa. In quattro per la serie C”

Nonostante una stagione turbolenta, il Brindisi ad oggi sarebbe salvo: con 31 punti in classifica, la compagine pugliese ne ha due di vantaggio sulla Fidelis Andria, ultima squadra in zona playout. Reduce dal pareggio importante sul campo del Bitonto, il Brindisi dovrà lottare fino alla fine per mantenere la categoria. Di questo ed altro abbiamo parlato con il tecnico Salvatore Ciullo, il quale ci ha cordialmente concesso un’intervista telefonica: “Per le difficoltà che abbiamo, oggi siamo salvi e ci fa piacere. Potevamo avere qualche punto in più per le prestazioni fatte, ma vabbene così. Stiamo lottando per mantenere la categoria, posso ritenermi soddisfatto per quanto fatto finora“.

Sulle difficoltà legate ad un lungo stop: “Possono essere tante. I ragazzi oggi hanno dei problemi anche ad allenarsi, a casa si può fare poco per mantenersi in forma; fin quando non si uscirà per allenarsi insieme, sarà complicato. La situazione è critica, stare fermi un mese e mezzo è una problematica seria; dovremo essere bravi con il mio staff per tirare fuori il meglio nelle ultime otto partite. Certo è che più tardi si ricomincia, peggio è“.

Sulla lotta alla serie C: “Secondo me le prime quattro sono tutte in lizza. Bitonto e Foggia sono più avanti, ma io vedo molto bene anche il Sorrento, autore di un grande campionato, così come il Cerignola. Anche perché, quando e se si rientra, diventa un altro campionato“.

Bitonto, Taurino: «Primato eccezionale ma ora le priorità sono altre»

Sembra quasi che il primato in classifica del Bitonto sia un qualcosa di molto lontano. Il drammatico e delicato momento che sta vivendo l’intero Paese per l’emergenza coronavirus lascia il segno e tiene col fiato sospeso anche i protagonisti di una squadra che fino ad un paio di settimane fa era sospinta dal grande entusiasmo per avere nelle propriemani lo scettro del comando.

«Sono giornate terribili per tutti gli italiani e non solo – sottolinea l’allenatore del Bitonto, Roberto Taurino -. Il calcio passa in secondo piano, non può essere diversamente. Quello che conta adesso è tutelare e salvaguardare la salute della gente. Sin da quando il virus si è diffuso in alcune regioni del Nord, io insieme ai dirigenti e ai calciatori ci siamo resi conto di come già fosse tutto difficile. Ma, non pensavamo che l’epidemia sarebbe diventata così preoccupante. L’unica cosa da fare è rispettare scrupolosamente le restrizioni emanate dal governo». In virtù dei provvedimenti adottati dall’esecutivo e dalla stessa Lega Nazionale Dilettanti, anche il Bitonto ha deciso di sospendere gli allenamenti a data da destinarsi.

«Ci siamo allenati sabato scorso perché inizialmente il campionato era stato sospeso fino al 15 marzo. Infatti, domenica avevamo in programma una partita amichevole, ma considerato l’aggravarsi della situazione abbiamo preferito nongiocarla. Con una decisione unanime abbiamo interrotto qualsiasi forma di allenamento collegiale. Poi, lo stop dell’attività agonistica fino al 3 aprile voluto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Giusto così. In questo momento le priorità sono altre».

Problematico parlare di calcio. Roberto Taurino riesce a fare un piccolo sforzo. «Abbiamo costruito qualcosa di straordinario fino a quando si è giocato, andando al di là di ogni più rosea previsione in un girone molto competitivo per la presenza di formazioni blasonate. Il primo posto resta un motivo di orgoglio ma, ripeto per ora il nostro pensiero è altrove. I giocatori sono a casa, ognuno di loro si allena seguendo una tabella che abbiamo stilato. Mi, sento spesso durante il giorno perché il contatto telefonico è l’unica cosa possibile per confrontarci, per uno scambio di opinioni. La speranza per il bene della salute di tutti gli italiani è che si riesca debellare il coronavirus nel più breve tempo possibile. Ci sono, purtroppo, tante persone che hanno perso la vita. Il futuro? Non so se dopo il 3 aprile sarà possibile riprendere l’attività calcistica. C’è il rischio che i campionati possano slittare ulteriormente, con quali prospettive nessuno può dirlo attualmente. Toccherà alla Federazione decidere in base all’evolversi di questa epidemia».

LND, il vice presidente Morgana: “Disposti a giocare anche a luglio”

Sandro Morgana, vicepresidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport: “Siamo in attesa di capire e costretti a seguire gli eventi. Io credo che al cessare dell’emergenza, bisogna fare assolutamente 2 cose: provare a salvare la stagione, anche a costo di proseguire fino a giugno o ai primi di luglio, e assicurare sostenibilità al sistema che si basa di fatto sull’autofinanziamento da parte dei club. Figc, Lega e Governo dovranno fare ogni sforzo sulla questione. Lo sport ha una grande valenza sociale e andrà sostenuto“.

Casarano, il diesse Pitino: «Siamo in piena zona play-off»

La pausa forzata del campionato porta anche a tracciare una sorta di parziale bilancio della stagione. Il direttore sportivo del Casarano, Marcello Pitino, analizza così: «Siamo partiti per disputare un campionato competitivo anche se è la prima stagione in serie D, con una società che da solo due anni fa ha iniziato seppure con una dirigenza che in passato aveva già esperienza in ambito calcistico. Giochiamo in un girone da tutti indicato come il più difficile di tutta la serie D e lo vediamo soprattutto dalle squadre di seconda fascia che hanno alzato il livello qualitativo, oltre a tutte quelle compagini con un blasone che stanno facendo una stagione importante. Siamo in piena zona play off e vogliamo raggiungerla per dare soddisfazioni alla società e ai nostri tifosi». Torna poi sulla batosta subita a Sorrento: «Prima del 7- 0, con l’avvento del nuovo allenatore Dino Bitetto venivamo da 13 partite in cui avevamo subito una sola sconfìtta, quella in casa con il Cerignola».

Taranto, Giove: “Vendo solo a chi ha progetti seri”

Voce determinata, atteggiamento “sul pezzo”, impermeabile alle critiche. Il tentativo è quello di capire le intenzioni di Giove e lo stato di salute del Taranto.

La società è in vendita? Tillia e il suo gruppo hanno formulato una proposta
La ringrazio, ma non ho preso in considerazione la loro offerta. Dobbiamo partire in generale, però, da un presupposto fondamentale, che faccio da imprenditore e da tifoso. Dal primo punto di vista ho il dovere di vendere a chi fornisce garanzie solide e programi seri: è un dovere non solo per me ma per il futuro del Taranto. Da tifoso aggiungo che venderò solo se si affaccerà un gruppo industriale importante, con risorse e programmi ambiziosi per il calcio e per la città che possa rapresentare un salto di qualità economico e sportivo rispetto al sottoscritto. So che non è un’ambizione facile da realizzare in una città depressacome la nostra ma se non si verificherà io sono pronto a continuare, più determinato di prima con l’intento di fare un campionato competitivo.

Due nomi: Canonico e Campitiello
Su Canonico mi sono già espresso: è un amico, abbiamo interessi aziendali in comune. Al momento sono certo che ha in mente solo il Bisceglie. Campitiello non ho il piacere di conoscerlo, mai avuto contatti.

Altre trattative sotterranee?
Nessuna, vi prego di credermi

Situazione debitoria: grave? Sostenibile? Può dirci precisamente di più?
Girano molte fandonie a questo proposito. Distinguiamo: la società ha un debito significativo (Giove non vuole fare cifre, ndc) verso l’Erario la cui stragrande parte riviene da gestioni precedenti alle mie. Già molto tempo fa è stata concordata una rateizzazione a 10 anni con l’Agenzia delle Entrate (da indiscrezioni circa 90.000 euro, ndc) che stiamo puntualmente onorando. Aggiungo: nelle scorse settimane ho estinto anticipatamente alcuni impegni che risalgono alla gestione Zelatore-Bongiovanni (sempre da indiscrezioni, Giove avrebbe estinto in anticipo le rate residue del mutuo acceso per il ripescaggio del 2016, per circa 150.000 euro, ndc). Ad oggi la società non ha alcun contenzioso in piedi. Il debito gestionale e sportivo è interamente saldato ed onorato a scadenza: non c’è tesserato o calciatore o fornitore che avanzi un euro dal sottoscritto. Permettetemi una battuta: l’unico debito che devo ancora saldare sono i 4.500 euro di multe ricevute tra Altamura e Santa Maria Capua Vetere”.

Quali colpe si assume?
Certamente ho commesso molti errori, questo non l’ho mai negato. Innanzitutto ho sbagliato a fare troppi proclami di vittoria la scorsa estate, convinto com’ero di aver costruito una super squadra per vincere il campionato. E sempre sbagliato alzare le aspettative anche quando sei certo della bontà di ciò che stai facendo. Poi ci sono i tanti errori nel progetto sportivo, come purtroppo possono capitare in una stagione. Detto questo non posso rimproverarmi nulla in termini di risorse investite, di passione e di tempo dedicato al Taranto, di cui non mi pento perché l’ho fatto e lo faccio son spirito da tifoso”

Con la Taras è andato giù duro, troppo nei confronti di chi ha contribuito alla salvezza societaria nel 2012.
Il mio giudizio riguarda la mia gestione. Non hanno portato alcun contributo costruttivo, né economicamente, né in termini di abbonamenti, né su altri aspetti. Lamentano di non aver visionato il bilancio in anticipo: conoscono bene quella situazione debitoria verso l’Erario che descrivevo prima perché loro erano dentro le gestioni precedenti che quel debito hanno generato e non ricordo che allora abbiano sollevato polemiche come quelle che stanno alzando nei confronti del sottoscritto. Vi svelo due dettagli: nei giorni scorsi mi hanno proposto di acquisire la loro quota, aspetto che lo facciano formalmente; l’attuale logo della società è di loro proprietà. Gli ho chiesto di cederlo gratuitamente al Taranto, ma si sono rifiutati. A giugno avremo allora un nuovo simbolo di proprietà del club.

Secondo alcune voci il DS De Santis sarebbe ormai defilato
Ripeto quanto detto più volte: a giugno ci siederemo con De Santis come pure con Panarelli, faremo un blancio e trarremo valutazioni serene e puntuali.

Chiosa sul fermo del campionato
A norma di regolamento il torneo può essere completato entro il 30 giugno, tempo per finire il campionato ce n’è. Ma come tutta Italia non sappiamo cosa accadrà.

Casarano, il diesse Pitino: «Dobbiamo riequilibrare l’organico»

Marcello Pitino, direttore sportivo del Casarano, ritiene giusta la sospensione dei cam­pionati. «È stata una decisio­ne logica», dice. «Qualcuno, fi­nalmente, si è preso la respon­sabilità di attuare decisioni vere, in questo momento c’è bisogno di dare certezze. Da parte del governo del calcio dilettantistico è stata assunta una decisione giustissima, perché prima di tutto viene la salute della collettività e dopo si valuterà, sul piano dell’or­ganizzazione calcistica, quel­lo che di dovrà fare. È una si­tuazione assolutamente nuo­va, dare suggerimenti credo sia anche inopportuno. Per ora non resta che attenersi scrupolosamente alle disposi­zioni che ci sono state fornite, anche per gli allenamenti».

Foggia, Corda: «La salute prima di tutto»

Le porte dello Zaccheria sono rimaste chiuse. Il Foggia ha annullato tutti gli allenamenti a tempo indeterminato. Ai calciatori è stato comunicato di tenersi in forma attraverso un programma personalizzato sia per l’alimentazione che per l’aspetto atletico. Chiaramente la sosta forzata inciderà e non poco sulla condizione. Subito dopo la decisione del Governo italiano di estendere la zona rossa anche al sud Italia, il club ha deciso di annullare tutto e di pensare a tutelare i propri tesserati.

«Prima di tutto viene la salute, avremmo voluto dedicare una vittoria al nostro magazziniere Antonio (morto in un incidente stradale la scorsa settimana, mentre raggiungeva il campo d’allenamento. ndr.). Comunque è stato giusto fermarsi», ha ribadito più volte il tecnico Ninni Corda. Le schede Non sarebbe stato immaginabile sostenere allenamenti in queste settimane, per questo lo staff tecnico ha preparato una serie di schede personalizzate che Gentile e compagni dovranno rispettare. La squadra nella passata settimana ha lavorato regolarmente fino a domenica scorsa. Il Foggia non scende in campo da domenica 1 marzo, quando allo Zaccheria riuscì ad aggiudicarsi il derby contro il Nardò e riportarsi in classifica ad un punto dalla vetta occupata dal Bitonto.Il rinvio della trasferta contro il Grumentum e l’ulteriore slittamento del calendario ha bloccato tutto.