Archive 06/04/2020

Coronavirus, positivo l'ex Foggia Antonio Vacca

C’è anche un ex foggia nella lista dei calciatori professionisti di Serie A e B a risultare positivo al test per il Covid-19.

Si tratta dell’ex centrocampista e vicecapitano Antonio Junior Vacca. Il Venezia fa sapere attraverso un comunicato ufficiale che le condizioni del calciatore sono in miglioramento, dopo il superamento della fase sintomatica. Vacca si trova attualmente in isolamento.

Questo il comunicato della società lagunare.

“Venezia FC informa che il calciatore Antonio Junior Vacca è risultato positivo al test per l’identificazione del Coronavirus-COVID-19. Attualmente Antonio Junior Vacca si trova in isolamento presso la sua abitazione. Le sue condizioni di salute sono migliorate poichè ad oggi il giocatore ha superato la fase sintomatica. La società nei prossimi giorni si adopererà per far porre in essere le misure necessarie di verifica sullo stato di salute degli altri tesserati e dipendenti”.

Nicola Canonico (Presidente Bisceglie): “Il dramma è anche economico”

Il patron del Bisceglie, Nicola Canonico ha spiegato il suo punto di vista dopo l’Assemblea di Serie C, in un’intervista ad Antennasud, ripresa da “TuttocalcioPuglia”:
“Oggi parlare di calcio credo sia molto difficile. L’assemblea ha confermato le perplessità che ogni presidente ha rispetto alla ripresa di questo campionato. Il calcio è fatto da contatti, non è possibile mantenere le distanze di sicurezza ed è imbarazzante il contesto dei morti giornaliero. La gente non può mangiare, la situazione sicuramente non migliora al netto di tutte queste ristrettezze. E’ tutto drammatico. Ho sentito dei colleghi del nord scossi, li i casi sono superiori rispetto a quelli del sud. E non hanno la testa tranquilla. Al momento non ci sono le condizioni per proseguire dal punto di vista mentale. Ma il dramma è anche economico, perché quando si ripartirà probabilmente ci sarà un’altra Italia. Qualora mi sbagliassi ne sarei felice, ma ne dubito”.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): “Impossibile terminare la stagione”

La posizione della Virtus Francavilla è chiara e la espone il presidente Antonio Magrì, intervistato da “TuttoCalcioPuglia” dopo l’Assemblea tra i club di Serie C:
“Circa il 90% delle società intervenute pensa sia impossibile portare a termine la stagione – ha dichiarato Magrì – Per un discorso sanitario, visto che la situazione è ancora molto grave e alcune società del nord sono coinvolte direttamente con persone delle stesse che sono purtroppo venute a mancare, sia per un discorso economico perché portare la stagione oltre giugno comporterebbe costi insormontabili. Oggi i presidenti devono pensare a far ripartire le loro aziende e i loro lavoratori”.
Infine sul tema stipendi: “Si sta cercando di sollecitare per la cassa integrazione a coloro che non superano i 50.000 euro. lordi. Per gli altri, circa un terzo dei calciatori della C, si tratterà di trovare accordi personali. Se non dovesse esserci questa soluzione, la proposta sottoscritta da tutti è quella di pagare una sola mensilità qualora il campionato non dovesse riprendere; altrimenti due mensilità se si ricomincerà”.

L'allarme di Tommasi: «Servono garanzie per i giocatori di Serie C e D»

Intervistato da Rainews24, Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, ha parlato della questione dei tagli degli stipendi, tema molto discusso negli ultimi giorni.
Queste le parole del numero uno Aic: «Il Monza? Sono accordi che singolarmente i club stanno iniziando a cercare con i loro tesserati. Quello di cui stiamo parlando con la Lega Pro è un tema a cui teniamo molto, che sono i redditi più bassi. Soprattutto in Lega Pro, Serie D e nel calcio donne ci sono giocatori che mantengono la famiglia con redditi molto bassi, ma che rischiano oggi di non venire rispettati per la crisi. Il tentativo che stiamo facendo è capire se le risorse che si risparmiano e che si riescono a recuperare dal sistema possono aiutare ad avere almeno una garanzia e una tutela di questi stipendi più bassi, senz’altro non paragonabili a quelli che sentiamo sui giornali dei grandi campioni. Il 70% dei giocatori di lega Pro guadagna meno di 50 mila euro lordi. Sono tanti i ragazzi che oggi non hanno una prospettiva davanti perché non si sa quando e se si riprenderà a giocare. La Serie D conta più di 160 squadre ed è complicato trovare una situazione di sicurezza totale in tutto il territorio e quindi il rischio di finire anticipatamente è molto alto e questo ovviamente mette in difficoltà parecchi ragazzi che vivono di calcio. Al di là della tutela della salute dei singoli atleti, credo che abbiamo anche la responsabilità di far ripartire una macchina che non coinvolge solo atleti, allenatori e dirigenti, ma anche magazzinieri, massaggiatori, autisti, addetti al campo. Tutte queste persone devono essere messe in sicurezza e tornare al lavoro quando le condizioni lo permetteranno. Come abbiamo visto è troppo veloce l’inizio di un nuovo focolaio e non possiamo permettercelo».

Foggia, Viscomi: "speriamo si possa ripartire"

Il difensore del Foggia Francesco Viscomi ha analizzato il momento che sta attraversando ai colleghi del Corriere dello Sport: “Se penso che proprio ora avremmo potuto cominciare a divertirci… Foggia è una città che ti entra dentro, una tifoseria molto esigente ma caldissima. Lì ti senti davvero un calciatore arrivato anche se sei soltanto in Serie D. Sarebbe un sogno per me giocare il prossimo anno in C, non lo nascondo. Ci sono tutte le condizioni perchè ciò accada, ma c’erano anche prima quando correvamo in classifica per soffiare il primo posto al Bitonto. Ci stavamo riuscendo, eravamo ormai a un punto. Per questo dico che ci siamo fermati proprio sul più bello. Speriamo almeno che si possa ripartire”.

Team Altamura, il presidenca Calia: "Non ha senso pensare di tornare in campo"

Fatto (ahinoi) il Coronavirus, bisognava fare anche gli altamurani. La città di Altamura – tra le più colpite dalla pandemia dell’area metropolitana di Bari – non si è comunque persa d’animo, cercando di rispondere (e rialzarsi) attraverso le sue armi migliori. Tra queste spicca in primo piano lo sport cittadino, grazie alla Team Altamura.
Il club biancorosso, attraverso i suoi canali social, ha infatti promosso la consegna dei beni di prima necessità per le famiglie bisognose nei centri di raccolta di San Giovanni Bosco, San Lorenzo, Saero Cuore, Sant’Agostino e San Michele. Ma non solo: è infatti possibile la partecipazione con un contributo libero alla raccolta fondi per consentire l’acquisto di buoni spesa (codice IBAN per le donazioni IT46 B053 8541 3340 0000 0000 760). «Il nostro impegno – si legge nella nota societaria – non si ferma e continueremo uniti ai nostri amici, dirigenti, sponsor, tifosi e donatori. Vogliamo rifornire il più possibile e fino alla fine dell’emergenza. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, unitevi a noi. Facciamolo per la nostra città». Perchè a volte è soprattutto con la solidarietà che si può andare in gol. L’avversario da affrontare è ostico, la partita decisiva: si può vincere solo di squadra.
L’iniziativa è caldamente sostenuta e meglio illustrata dal presidente biancorosso Michele Calia: «È nata – dice – dall’ultimo Dpcm del presidente Conte. Abbiamo usato i fondi offerti ai vari comuni per aiutare le famiglie bisognose. Ci sentivamo in dovere di aiutare tante persone. Un grazie va ai soci ed a tutti i nostri sponsor, c’è stata una risposta incredibile da parte di tutti. Stiamo offrendo e distribuendo beni di prima necessità. Il tutto viene smistato in vari punti di raccolta. Notevole, per una città grande come Altamura. Noi rappresentiamo questa realtà a livello calcistico, dovevamo dare un segnale. La speranza, ovviamente, è quella di tornare al più presto alla normalità».
Impossibile, malgrado tutto, ignorare il calcio. L’incertezza è totale, non potrebbe essere altrimenti. Gli uomini guidati da mister Monticciolo erano impegnati nella lotta-salvezza, nel sempre ostico e competitivo girone H del campionato di Serie D. Ma la voglia (e soprattutto la possibilità) di tornare in campo deve essere forzatamente accantonata. Facile immaginare il senso di smarrimento ed un morale sotto i tacchi per Gambuzza e compagni: «Sono spesso in contatto con l’allenatore, cosi come coi calciatori. Da casa – prosegue – tutti stanno cercando di fare il massimo, ma la principale priorità al momento è quella di salvare le nostre aziende. Certo, è bene farsi trovare pronti nel caso di un’eventuale ripresa. Tutto l’ambiente è naturalmente disorientato, ciò dipende dallo stato d’incertezza attuale. Nessuno sa davvero cos’altro potrà accadere. Allo stato attuale direi che pensare al calcio giocato, e quindi proseguire l’attività sul campo, non avrebbe alcun senso. Lo sport va in secondo piano». Per tornare a riempire gli spalti del “Tonino D’Angelo” ci vorrà ancora un bel po’ di tempo, con buona pace di tutti.

CONI, il presidente Malagò: «Difficile ripartire»

«Si può ricominciare il 20 maggio? Deve essere confermato il discorso del capo della Protezione Civile: il problema non è solo la partita, ma che nelle squadre non ci siano infetti. Devono fare dei tamponi, tutti. Un eventuale positivo bloccherebbe tutto ancora una volta. Prima che questo avvenga voglio vederlo questo fi lm».
Lo dichiara il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla possibilità che il campionato di Serie A possa ripartire fi ne di maggio, dopo che Angelo Borrelli in mattinata ha detto che la “fase due”, quella della convivenza con il virus, potrebbe cominciare dal 16 di maggio.
«L’altra questione – prosegue il presidente del Coni a Radio Punto Nuovo – è che queste partite non si giocano in un’unica città. Che il 16 o il 20 maggio avremo una libertà di manovra diversa ce lo auspichiamo. Da lì ad andare in aeroporto tre volte a settimana la vedo più dura.. Capisco chi dice che sarebbe bello giocare al più presto per finire il campionato, poi però leggo le ragioni di presidenti che preferirebbero pensare già alla prossima stagione e non me la sento di dargli torto. Il calcio a porte chiuse, con 40 gradi all’ombra con 2 o 3 partite alla settimana… Al momento non la vedo facile». .
Quanto alla questione se e come finire la stagione del calcio e di tante altre discipline, Malagò sostiene che «prima di prendere una decisione si deve avere la certezza e la garanzia che vari elementi siano all’ordine del giorno. Bisogna distinguere due problematiche: la prima è quella delle richieste delle federazioni, che molto correttamente sono pervenute al Coni e noi abbiamo prodotto un documento di sintesi al governo. Poi le Leghe devono ascoltare il mandato delle federazioni riguardo il calendario e il numero dei gironi».
Il numero uno dello sport italiano, infine, ha parlato di aspetti economici: «Se è possibile che dal calcio arrivi un fondo per salvaguardare gli altri sport? La risposta è che oggi il calcio ha tanti problemi, come le altre federazioni, che si deve appellare piuttosto alle istituzioni. Oggi il mondo del calcio non è nelle condizioni di poter aiutare gli altri sport».

Il presidente Ghirelli: "Se crolla il castello, conto salato da pagare"

Sulle colonne del Corriere dello Sport, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli ha nuovamente posto il problema economico dei club alla base della necessità di tornare a giocare: “Vista la problematica, gli esperti di scienza devono dire la prima parola, poi vengono le autorità di Governo, la Figc, quindi la Lega e le società. Io sono quello che nel nome della salute ha bloccato tutto il 21 febbraio, in anticipo sul resto del calcio. Mai e poi mai permetterei che si tornasse a giocare se non fosse assolutamente certo il fattore salute. La stragrande maggioranza dei miei club è retta da proprietà appartenenti al tessuto imprenditoriale del posto, di piccola o media dimensione. Tanti di questi presidenti hanno l’acqua alla gola per le loro imprese, per i loro dipendenti: le pare che possano avere la forza per andare oltre questa crisi mettendo altri soldi nel calcio? Loro hanno bisogno di segnali urgentissimi, di appigli cui aggrapparsi altrimenti le rispettive realtà cadranno e trascineranno tutto. Che si torni a giocare o no, se non arrivano soluzioni di salvataggio del sistema, una larga fetta dei miei club non riuscirà a restare in piedi. E questo avrebbe conseguenze per tutto il campionato. Mi rendo conto che sentire cose tipo cassa integrazione possa far preoccupare ma se crolla il castello il conto da pagare sarà ben più salato per tutti”.

Taranto, Masi: "ecco come vivo questo momento particolare…"

Oggi ai microfoni di Mondorossoblù.it il calciatore del Taranto, Vincenzo Masi, ha confessato come sta vivendo questo momento particolare.
Cosa pensa della situazione attuale? Come sta vivendo questo momento da uomo e da atleta?
Penso che tutti noi stiamo vivendo un momento difficile, fatto di sconforto e di nostalgia, ma nonostante ciò non ho mai smesso di essere positivo. Questa situazione ha cambiato molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma sono fiducioso nello sperare che ritorni tutto alla normalità. Grazie al mister ed allo staff tecnico che ci fornisce giornalmente lavori e allenamenti da fare, fortunatamente, io e la squadra ci manteniamo allenati.
Il calcio come sta affrontando questa pandemia e poteva fare di più? Confida nel senso civico della gente e vede che sta rispettando le ordinanze?
Da un punto di vista calcistico credo che si siano adottate le misure giuste. La gente sta rispettando le ordinanze e ripeto: bisogna essere fiduciosi, combattere e andare avanti.
A Taranto come stanno vivendo la situazione, la città e la squadra?
La nostra squadra ha risposto bene a questa situazione, continuando ad allenarsi ,e cercando di dare il meglio. La città di Taranto, sicuramente ne avrà risentito del peso delle misure di precauzione, ma cerca di andare avanti.
Come si augura che finisca questo campionato? Qual è l’ opzione più giusta?
Mi auguro con tutto me stesso che la situazione pian piano si sblocchi e che le partite riprendano per portare a termine ciò che a settembre abbiamo cominciato.

Francesco Giorno (Monopoli): "Fella incredibile, Scienza potrebbe allenare in A"

Nella chat sul canale Instagram della società, il centrocampista del Monopoli Francesco Giorno fa il punto della situazione:
“Sento spesso i compagni – riporta TuttoCalcioPuglia.com – ringrazio anche la gente per la solidarietà che ci mostra. Ci aggiorniamo sugli allenamenti, anche col mister c’è un contatto quotidiano e costante. Scienza in B? Potrebbe allenare anche in A, lo dice la sua carriera. Per lui inoltre parlano piazze e risultati. A livello di carisma e di valori è destinato ad un altro tipo di carriera. La città mi piace tantissimo, mi sono subito innamorato. Soprattutto in estate siamo stati benissimo. Poi molto è legato anche all’andamento calcistico. E qui tutto va alla grande. Fella? Gli ho fatto l’assist contro la Viterbese, ma in generale lui quest’anno ha dimostrato di essere un attaccante incredibile. I gol fatti sono soprattutto merito suo. Sento che ci hanno scippato qualcosa. Fino a un mese fa ci credevamo tantissimo”.

Pierluigi Frattali (Bari): "Mi alleno in un parco recintato, manca la quotidianità"

Il portiere del Bari Pierluigi Frattali ha risposto alle domande poste dai tifosi biancorossi sulla pagina Facebook del club:
“Il periodo è difficile per tutti noi, dobbiamo tenere duro ma io sono privilegiato perché ho qui la mia famiglia, a differenza di alcuni miei compagni. Viviamo questo momento sperando che finisca tutto presto, sento spesso i miei genitori ed il resto dei miei parenti, è normale che mi manchino molto. Noi siamo abituati a lavorare tutti i giorni sul campo, ci manca la quotidianità. Cerco di dedicarmi il più possibile alla mia famiglia, anche se dopo venti giorni di quarantena bisogna stimolare un po’ l’inventiva. Ho la fortuna di abitare in un complesso con un parco condominiale recintato e posso allenarmi”. Lo riporta TuttoBari.com.

Alessandro Laricchia (AD Monopoli): "Ci aggrappiamo al sogno di riprendere in estate"

Alessandro Laricchia, amministratore delegato del Monopoli, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
“L’Assemblea di Lega ha avuto sostanzialmente per oggetto tutte le misure che il presidente Ghirelli sta adottando attraverso gli organi superiori del governo e del calcio. Parallelamente si è discusso della possibilità, noi come Lega Pro, di proporre alla FIGC la sospensione dei campionati alla luce di quello che sta succedendo, ma per questioni giuridiche circa le conseguenze anche economiche dell’annullamento abbiamo deciso di prendere ancora altro tempo. Con i calciatori si cercherà di fare un accordo che tutte le società dovranno eventualmente massimizzare. Il messaggio comune è quello di stare uniti per poter sopravvivere e salvare il sistema calcio inteso nella sua globalità. Noi ci fidiamo delle istituzioni, in particolar modo del nostro presidente di Lega. Nel rispetto della salute degli atleti, degli spettatori e nostra ci aggrappiamo al sogno di riprendere questo campionato anche in estate”.

Audace Cerignola, Coletti: "Vincere le ultime 8. Il sistema calcio ne uscirà…"

“Peccato perchè come avevamo recuperato molti punti negli ultimi tre mesi ne potevamo sicuramente recuperare altri nelle ultime otto partite”. Tommaso Coletti è rammaricato per lo stop del calcio ed in particolare per non aver potuto cavalcare il buon periodo che stava attraversando la sua Audace Cerignola, ma l’esperto calciatore è anche consapevole del momento che il Paese sta attraversando.
Giusto fermarsi, tra l’altro l’Audace Cerignola è stata una delle prime a fermarsi – rimarca –, una decisione importante da parte della società di bloccare subito gli allenamenti per tutelare l’incolumità dei propri calciatori”.
Una situazione surreale ed il rinnovo e l’invito a tutti di stare a casa. “Avevamo un sogno in testa ma in questo momento ci sono cose più importanti, c’è una battaglia da cui si può uscire solo con l’aiuto di tutti. Ci tenevo a ringraziare tantissimo medici, infermieri e addetti al servizio sanitario che in questo momento stanno facendo qualcosa di eroico e straordinario. Torneremo ad apprezzare le piccole cose che avevamo tralasciato. Con i compagni ci sentiamo ogni giorno, è un modo per stare insieme in qualche modo, per vivere lo spogliatoio anche a distanza”.
Coletti è sicuro che se il campionato riprenderà il Cerignola disputerà un gran finale. “Abbiamo raggiunto la giusta amalgama tra di noi – spiega -, e stavamo davvero giocando bene. Se dobbiamo giocare a giugno e luglio? Per me non ci sarebbe nessun problema, l’importante è tutelare i calciatori, il pubblico e tutto quanto ruota intorno al calcio. Spero che si trova una soluzione perchè questo virus ha messo tutto a soqquadro. Certo il sistema calcio ne uscirà con le ossa rotte economicamente e soprattutto nelle nostre categorie“.
Coletti è stato sicuramente il colpo dell’estate dell’Audace Cerignola ed il suo sogno e portare nella categoria superiore la compagine gialloblu. “E’ il sogno di noi tutti – ammette Coletti -, sogniamo di vincere le ultime otto partite con le altre che magari inciampano strada facendo. A livello personale ho avuto la fortuna di giocare in piazze importanti e mi sono sempre trovato bene ma a Cerignola è nato un feeling particolare. Ho iniziato in prova, per me è stata una sorta di sfida personale. Sono vicino casa mia e qui mi sono sentito parte di un progetto importante”.

Serie C, l'esito dell'odierna assemblea dei club

uesta mattina si è svolta in videoconferenza l’Assemblea dei Club di Lega Pro, la prima durante l’emergenza Covid-19. L’Assemblea si è svolta in un clima di commozione per il complicato momento che sta attraversando il Paese e per quanti, direttamente o indirettamente, sono toccati dal virus. Durante l’Assemblea sono stati illustrati e condivisi i primi risultati concreti che il Comitato di Crisi di Lega Pro ha conseguito, avvalendosi del supporto dei professionisti interni e dei consulenti di PWC TLS. I Club hanno manifestato la necessità di adottare il prima possibile misure che permettano la sostenibilità economica, a partire dallo svincolo sulle fideiussioni e la possibilità di accedere alla Cassa Integrazione in Deroga. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, i Club chiedono al Governo, al Ministro Spadafora e al Ministro Gualtieri la possibilità di prevedere questo intervento nelle prossime misure che saranno varate.
I Presidenti hanno dato al Presidente Ghirelli mandato di rappresentare alla FIGC la specificità della Serie C, una Lega particolarmente in difficoltà in questo momento, soprattutto per quelle squadre che si trovano nelle aree del Paese dove il virus registra una maggiore diffusione. Difficile pensare di tornare a giocare in città sconvolte, pur avendo in grande cura le ragioni giuridiche. Questi due elementi vanno tenuti insieme.
” Ho già rappresentato alla Federazione – dichiara Ghirelli al termine dell’Assemblea – le necessità e le istanze dei Club. È necessario trovare un punto di equilibrio tra le questioni etiche, le responsabilità collettive e la possibilità per le squadre della Serie C di continuare a spendersi in prima linea per quel calcio che fa bene al Paese. Abbiamo tracciato una linea comune sull’esigenza di riforme basate sul taglio dei costi ai fini della sostenibilità economica – prosegue Ghirelli. Il rischio è enorme per la C anche in relazione alla continuità aziendale”.
Il Presidente Ghirelli ha avuto inoltre mandato di proseguire la trattativa con l’AIC e con Aiac affinché si possa raggiungere una soluzione che richiede la consapevolezza che tutti devono fare grandi sacrifici in un momento di crisi così drammatica.
Nel corso dell’Assemblea, il Presidente ha ribadito che la priorità è la tutela della salute ed ha ricordato che la Serie C è stata la prima a fermare, lo scorso 21 febbraio, le partite nelle cosiddette zone rosse. Finché non ci saranno le condizioni sanitarie per giocare, come da indicazioni del Governo, non si scenderà in campo. Ghirelli ha citato le parole che il Presidente Infantino ha scritto all’omonimo calciatore della Carrarese per ringraziare i club di C e il loro impegno nel sociale, legato all’emergenza “Tu e i tuoi colleghi siete un punto di riferimento dei tifosi, dei bambini. Con le tante iniziative che attraverso i social diffondete, siete un esempio di educazione nei comportamenti che occorre tenere, perché la salute, il bene più prezioso che abbiamo, venga salvaguardata. La salute al primo posto, ieri, oggi e domani. La voglia e la speranza di tornare a gioire per un goal che entra in rete. Sta in questo binomio salute e goal, cioè paura e speranza il nostro agire di ogni giorno”.
Parole di vicinanza sono state espresse nei confronti di Cesare Fogliazza, AD della Pergolettese per i recenti lutti che hanno colpito il club.

Bitonto, il presidente Rossiello: "No ai turni infrasettimanali. Giochiamo in estate"

Questo quant dichiarato del presidente del Bitonto, Francesco Rossiello ai colleghi del Corriere dello Sport: “Il pensiero societario si rispecchia nell’intenzione di tornare in campo, completando così la stagione, ma è evidente che tale scenario sarà plausibile soltanto a condizione che il rischio-contagio sia totalmente azzerato. Abbiamo l’obbligo, infatti, di salvaguardare la salute dei nostri tesserati. In caso di ripresa, servirà innanzitutto garantire due-tre settimane di allenamenti affinché i calciatori possano riacquistare la corretta forma fisica, dopo di che si dovranno assicurare le tempistiche necessarie per consentire la disputa delle otto gare conclusive in linea con quanto stabilito agli inizi della stagione, vale a dire senza turni infrasettimanali: la stagione, in tal caso, verrebbe completata nell’arco di due mesi. Come società siamo disposti a giocare in estate”
“Qualora non vi fossero le condizioni per riprendere le attività”, continua il presidente neroverde, “saremmo propensi all’ipotesi di una cristallizzazione della classifica. Il Bitonto, nel corso di questi mesi, ha meritato ampiamente quel primo posto guadagnato a metà ottobre e, da quel momento, mai più lasciato: in alcuni periodi, siamo stati anche capace di portarci a +5 sulla seconda”.

Brindisi, intervista a Niccolò Dario

Il difensore del Brindisi Niccolò Dario ha rilasciato un’intervista ai colleghi di Agenda Sport.
Questo un estratto delle sue dichiarazioni: “In attesa della ripresa dei campionati, sto seguendo le sessioni di allenamento che ci ha mandato il professor Cristian Manco. Questa situazione di emergenza, che spero finisca presto, ci fa capire la reale importanza della vita. Il calcio passa in second’ordine. Mister Ciullo? Con lui ho avuto la possibilità di giocare con continuità, per questo lo ringrazio. Mi ha dato subito fiducia e, per un giovane come me, questa è stata la cosa più importante: spero di averlo ripagato con buone prestazioni”.

Taranto, Manzo: "Cosa non è andato? Vi spiego i tre problemi…"

Ai microfoni di Giornalerossoblu.it è intervenuto Luigi Manzo, difensore centrale dei rossoblù. Tra i temi toccati la situazione Coronavirus, la stagione ionica e uno sguardo al futuro. Queste le sue dichiarazioni:
Prima di tutto come stai, e come stai passando questo periodo di riposo forzato?
Fortunatamente io e la mia famiglia stiamo bene. Mi dedicando interamente a mio figlio, poiché in questo anno e mezzo sono stato molto fuori casa. Questo periodo non è bello sia per l’Italia che per il mondo”.
Se dovesse dipendere da te, faresti riprendere il campionato? E alla fine secondo una tua opinione cosa succederà?
Se si riprendesse vuol dire che la situazione si sta sistemando. Sinceramente però, la vedo un po’ difficile. Perché più tempo passa e più diventa complicato concludere il campionato. Ogni giorno ci sono tante vittime e i contagiati aumentano, a me sembra difficile che il campionato si concluda”.
Cosa è andato storto in questa annata?
Ho un mio pensiero, per me ci sono state tre situazioni che hanno fatto in modo che il Taranto non competa per la vittoria del campionato. All’inizio si partiva con i favori del pronostico e con troppa sicurezza, poi la partenza sbagliata ci ha tolto un po’ di fiducia e certezze. Eravamo un gruppo, anche a livello numerico, ed è normale, quando si parte in quella maniera, possiamo fare tutti i moralisti del mondo ma gli strascichi all’interno dello spogliatoio si fanno sentire. Con l’avvento di Panarelli, la rosa si è rinvigorita e il primo mese abbiamo fatto dei numeri importanti. Poi nella partita col Gravina ci é girato tutto storto e lì sono riusciti gli scheletri dall’armadio. Il periodo del mercato ha leso la serenità di tutti , poiché ogni giorno uscivano dei nomi. L’unico dispiacere è che il gruppo non è stato compatto in quel periodo, in quelle parte di stagione abbiamo imbarcato tanta acqua, anche perché sono arrivate critiche da tutte le parti, e le situazioni come quelle di Genchi e D’Agostino sono sfaccettature che ci si portava dietro da quando si sono venute a creare”.
Qual ora si dovesse riprendere, l’obiettivo del Taranto quale sarebbe?
L’obiettivo comune e personale deve essere quello di fare queste partite che rimangono al massimo delle proprie possibilità. Tante volte ci siamo dati degli obiettivi e non sono stati raggiunti, perciò mi auguro di finire questo campionato nel miglior modo possibile. Alla base c’è sempre una dignità, penso che ognuno di noi debba dare il massimo fino alla fine, poi se arriviamo nei play off dobbiamo giocarceli per concludere al meglio la stagione”.
Vorresti rimanere in riva allo ionio anche la prossima stagione?
Sinceramente mi sono trovato bene a Taranto, la città mi piace. A prescindere che l’empatia fra la squadra e i tifosi non ci sia mai stata, per via dei mancati risultati. Ci vorrebbe una linea guida, un pensiero unico, che faccia in modo che gli errori commessi negli anni precedenti non si ripetano. Detto ciò non avrei nessun problema a restare qui”.

Mariano Fernandez (DS Virtus Francavilla): "No a interessi personali, troviamo soluzione comune"

Mariano Fernandez, direttore sportivo della Virtus Francavilla, intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport, in merito all’assemblea di Lega di oggi, ha dichiarato.
“I club ovviamente diranno la propria. Credo che sia una situazione particolare. Spesso si ragiona per interessi propri, ma questa volta si deve trovare una soluzione per il bene del calcio e per la Serie C. I calciatori hanno voglia di tornare in campo ma, dal mio punto di vista, parlare oggi di calcio mi sembra assurdo, viste le condizioni del mondo”.

Giuseppe Carriero (Monopoli): "Il ritorno da Reggio Calabria l'emozione più grande"

Giuseppe Carriero, centrocampista del Monopoli, intervenuto in chat con i tifosi, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato:
“Il ritorno dalla trasferta di Reggio Calabria è stato il più emozionante di tutto l’anno. La gara la migliore, non solo per l’esito del match ma anche per l’importanza della posta in palio. A Monopoli mi sento a casa, è sempre bello quando i tifosi ti considerano importante, un punto di riferimento. Stiamo facendo una stagione importante, peccato per la sosta. Il calcio è la cosa che più amo in vita mia, ma bisogna rendersi conto del momento che stiamo attraversando. Cerchiamo di andare avanti, ci alleniamo mezza giornata seguendo scrupolosamente le indicazioni dello staff. Restare? Vengo dal Parma, ma in questo ambiente ed a queste condizioni restare non sarebbe male. Ci sono dei contratti in essere (prestito con diritto di riscatto, ndr), vedremo. Ma ne sarei felice. La città è tranquilla, ospitale”.

Lnd, il presidente Sibilia conferma: "Rischia il 30% delle società"

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, ha dichiarato: “Dalla relazione dei nostri esperti si evince che la Lega nazionale dilettanti potrebbe perdere intorno al 30% delle società sportive. Questo fa capire le condizioni in cui ci potremmo trovare, siamo molto preoccupati. Ci aspettiamo un’attenzione particolare per quanto riguarda il calcio giovanile e di base in Italia. Ci aspettiamo vicinanza per consentire di portare a termine i campionati con le certificazioni mediche dovute. Quando ci saranno le condizioni sanitarie potremo riprendere e il giudice dev’essere soltanto il rettangolo di gioco. Abbiamo la necessità di chiudere i campionati in 40-45 giorni, siamo obbligati a dare il risultato dal campo“.

Valerio Di Cesare (Bari): "Giocare a luglio e agosto? Non è un problema"

Valerio Di Cesare, capitano del Bari, intervenuto sui canali ufficiali del club, ha dichiarato:
“Speriamo di tornare presto in campo, è quello che tutti noi ci auguriamo, di terminare al più presto i campionati; non sarà certo un problema farlo a luglio, agosto, anche rinunciando alle ferie. Ovvio che le condizioni devono permettercelo, la salute viene prima di tutto. La Società ci ha fatto avere delle cyclette per aiutarci, ma non è la stessa cosa. Mi manca tutto, dai miei compagni, far lo scemo assieme a loro, la partita, lo stress, tutto quanto. Ma non possiamo farci niente, solo rispettare le regole e sperare di tornare presto”.

Taranto, mister Panarelli: "Lo insegnano: mai dare le dimissioni"

Il tecnico del Taranto, Luigi Panarelli, ha rilasciato la seguente intervista ai colleghi della Gazzetta del Mezzogiorno:
EMERGENZA COVID-19 – Oggi la priorità è la salute. Tutto il resto è secondario. Ma ognuno di noi ha disegnato la propria esistenza inseguendo un sogno, un ideale, una passione. Io vivo di calcio. Pensare al calcio, per me, è naturale. Inevitabile.
I NUMERI – Facile far parlare i numeri. Ho lavorato su un progetto che non era il mio. Ma avevo lasciato delle tracce e da lì sono ripartito, cercando la complicità di tutti. Sono rientrato nel gruppo, portando concetti e valori in cui credo. Abbiamo intrapreso un percorso, lavorando sul fisico e sulla tattica. Non solo quattro vittorie. Anche 13 gol fatti e 1 subito. E soprattutto l’attenzione di tutti verso ciò che proponevo.
IL BARATRO – Col Gravina potevamo fare gol subito: non uno ma quattro. Poi siamo andati sotto su una palla inattiva. Non fu sbagliato l’approccio. A Fasano prima frazione dignitosa. Nella ripresa la squadra è venuta clamorosamente meno e abbiamo perso con merito. Con la Nocerina, prima di soccombere, ci sono i due gol ingiustamente annullati, un palo e diversi salvataggi sulla linea di porta. Insomma, se proprio vogliamo trovare una matrice comune, io la rintraccerei nella mole, davvero considerevole, di episodi negativi.
CASO KOSNIC E SITUAZIONI VARIE – Che era mio dovere salvaguardare l’integrità psicologica del gruppo. Io lavoro sul campo. Il mio pensiero, alla fine, va sempre lì.
IDEA DI SQUADRA INIZIALE – Pensavo fosse una buona squadra composta da ottimi giocatori, non tutti, però, congeniali al progetto vincente che stava alla base. Mancava qualcosa. E sarebbe arrivata a dicembre. Su questo punto col presidente ci fu subito totale convergenza. La pensavamo allo stesso modo.
POST FRANCAVILLA – Esiste, semmai, la partita che mi suggerisce di essere sulla strada giusta. Dopo lo 0-4 di Francavilla in Sinni mi convinco che il Taranto, ritoccato adeguatamente, può vincere il campionato. Poi, però, cominciano gli smottamenti, le frenate, le scollature. Non c’è una data del crollo. Ci sono le tappe di una resa progressiva.
DESTABILIZZAZIONE – Mentre si avvicina il mercato, un ex dirigente va in tv e fa i nomi dei calciatori che non avrebbero più fatto parte del progetto. Commette un errore imperdonabile perché rischia di destabilizzare lo spogliatoio. Così tocca farmi carico delle ansie dei calciatori, raccontando loro la verità. E gli scompensi vengono attutiti.
CASO D’AGOSTINO – A Coverciano ci hanno insegnato che le dimissioni non si danno mai. Questione di etica professionale più che di calcolo economico. Se credi in quello che fai, non lasci le cose a metà. Sull’attacco erano comunque in corso delle valutazioni. Stavamo cercando qualcosa di diverso. Croce, per esempio, chiedeva maggiore minutaggio e io non potevo garantirglielo. Favetta, dopo quell’errore dal dischetto, non era più lui: mi confessò che voleva cambiare aria, non sopportando le pressioni della piazza. L’esclusione di D’Agostino l’ho invece subita. Ero contrario e l’ho detto.
LA COERENZA – Penso di sì. Sono cinque anni che alleno e ho avuto sei-sette spogliatoi da gestire perché dopo ogni mercato cambiano le dinamiche relazionali all’interno di un gruppo, e ho sempre fondato il rapporto sulla correttezza. La offro e la pretendo. Solo così è possibile crescere.
ALLENATORE MODERNO – L’allenatore moderno è chiamato ad evolversi continuamente. Non è più tempo di integralismi. Lavoro su più sistemi di gioco. E sui tanti modi di interpretare una partita condizionata com’è dalle cosiddette variabili esterne: la forza degli avversari, lo stato di forma dei singoli, la strategia da adottare.
DIFETTO DI CRESCITA – Penso che un po’ tutti facciano riferimento alle partite di Gravina e Francavilla, parlo dello scorso campionato. Ma ci si dimentica di tutte le altre partite dove le correzioni, anche robuste, hanno prodotto benefici innegabili. A Gravina, per esempio, riempii la formazione di attaccanti, portando in mezzo al campo i due migliori palleggiatori: D’Agostino e Salatino. Lo scopo era quella di velocizzare i tempi di esecuzione della manovra, nel tentativo di stanare un avversario che si era chiuso. Non fu sufficiente.
LA DIDATTICA – È il passaggio decisivo. Si tratta di trasferire ciò che sai nella testa dei calciatori, partendo dalla postura del corpo che deve essere corretta. Perché se un centrocampista dà le spalle al lato opposto, si preclude una visuale di gioco. Ma la didattica da sola non basta. Un allenatore deve avere personalità. Deve essere percepito come il leader.
MANCANZA DI GIOCO – Rispondo che è falso. Ci sono state prestazioni in cui la bellezza del gioco ha rimandato al Taranto di Dionigi. L’ho letto. Non me lo sto inventando. E partite vinte grazie agli opportuni accorgimenti, ovvero in forza di una lettura corretta. Penso alla partita di Sorrento. Il bel gioco da solo non fa vincere. È la qualità della prestazione che ti avvicina maggiormente alla vittoria. Il bel gioco è un dato soggettivo. Per Klopp è la capacità di arrivare in porta dopo tre passaggi. Per Guardiola è l’esaltazione del possesso palla prima dell’imbucata decisiva. Mi piace allargare le possibilità d’impiego dei calciatori che alleno. Convincerli che possono fare l’una e l’altra cosa. Penso a D’Agostino che non era abituato a curare la fase di non possesso, alla versatilità di Ferrara, a Marino che da interno di centrocampo fa il terzino, a Pelliccia che nasce centrocampista.
IDENTITA’ – È qualcosa che rimanda alla mentalità e all’atteggiamento. Ho avuto la fortuna nella mia carriera di avere allenatori importanti: Mazzone, Mondonico, Gigi Simoni, in ritiro con la Roma ho visto lavorare Capello. A tutti ho rubato qualcosa. Sono stato una spugna. Ora faccio sintesi. Perché col copia e incolla non si fa strada.
CAMBIAMENTO – Serve uno sforzo corale per un processo che, oltre a coinvolgere tutti, deve avere due cardini: l’orgoglio e la progettualità. Dobbiamo dimostrare al mondo che a Taranto valiamo. Mi conforta l’idea che questa fermata generale ci stia fornendo la possibilità di una presa di coscienza individuale. Ripartire sarà come rinascere. Viverla come un’occasione: non ci resta altro.
LA RICONFERMA – Sì, per due ragioni: dare continuità al lavoro svolto e condividere il progetto sin dalla sua stesura. Il calcio è fatto di scelte da indovinare e di tempi da rispettare. Non bisogna, ogni volta, smontare tutto. Occorre continuità programmatica sull’esempio del Chievo di Delneri, della scalata del Sassuolo, dell’Atalanta di Gasperini, della Lazio di Inzaghi. Guardo a quei modelli. E ai miei 100 punti in 52 partite da allenatore del Taranto. Ed è su quella panchina che mi rivedo ancora.

Centro Studi Tributari LND: attenzione a false email sui rimborsi

Con un comunicato stampa del 31 Marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate ha messo in guardia i contribuenti da false email concernenti richieste di dati per rimborsi di imposte. “In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto diverse segnalazioni relative a nuove email di phishing che notificano ai destinatari rimborsi fiscali inesistenti con l’obiettivo di raccogliere informazioni riservate – recita la nota – Le email in questione presentano come oggetto la dicitura “Notifica per il rimborso fiscale del 2019” e provengono da indirizzi email non riconducibili all’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia ha segnalato la comunicazione alla Polizia Postale e raccomanda ai contribuenti di non aprire la mail e di cancellarla immediatamente, anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone. Inoltre, ricorda che non vengono mai inviate comunicazioni via email relative ai rimborsi fiscali e che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è possibile consultare la sezione “Come sono pagati i rimborsi” per conoscere le modalità corrette con cui vengono erogati”. Con l’occasione si fa presente che non appena saranno fornite le necessarie istruzioni da parte dell’Amministrazione finanziaria per la richiesta dell’indennità ai collaboratori sportivi, di cui al decreto “Cura Italia”, la Lega Nazionale Dilettanti provvederà a darne comunicazione con apposita Circolare ai soggetti interessati.

Nardò, Vella: "Abbiamo risolto delle vecchie pendenze, ma…"

Paola Vella, responsabile marketing e public relations del Nardò, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del Corriere dello Sport: “Sarebbe inutile negare la preoccupazione legata al triste momento e purtroppo il calcio, una volta archiviata l’emergenza, pagherà un prezzo altissimo: l’interesse primario di una qualunque azienda, com’è giusto che sia, sarà quello di garantire una ripresa economica e di salvaguardare i rispettivi dipendenti e nessuna di esse considererà prioritari ambiti come le sponsorizzazioni o gli investimenti legati a questo sporto“.
Malgrado le difficoltà riscontrate a livello globale“, continua Vella, “la società del Nardò è solida, tant’è che di recente sono state sistemate anche alcune pendenze legate a situazioni passate. Da parte nostra vi è tutta l’intenzione di proseguire, ma per farlo necessitiamo dell’aiuto del pubblico: i tifosi sono la nostra prima forza e, malgrado io non sia del posto, ho sin da subito avvertito tutto il nostro calore e la loro passione nei confronti della causa calcistica. Quest’anno, in media, si sono registrate tra le 700 e le 1200 presenze allo stadio, con picchi ancor più elevati nelle gare di maggior spessore: la nostra stabilità dipende anche dagli incassi, senza i quali riscontreremmo alcune difficoltà. Ringrazio, a tal proposito, tutti i nostri seguaci, ma anche quelle aziende che, nonostante il default economico, continuano regolarmente a tenere fede agli impegni già sottoscritti in precedenza, mostrandoci così vicinanza e serietà“.