Casarano, il pensiero di Morleo sulle altre salentine
Intervenuto sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia, il difensore del Casarano Archimede Morleo esprime il suo pensiero anche sulle altre pugliesi del girone H, Taranto e Brindisi in primis. Ecco uno stralcio della sua intervista, pubblicata oggi:
Parliamo delle altre quattro squadre salentine: Fasano, Taranto, Brindisi e Nardò.
Il Fasano è a metà classifica e con la finale di Coppa Italia da giocare è quella che la classifica alla mano sta perdendo più di tutti. Mi aveva impressionato molto all’inizio del campionato, un gruppo consolidato anche se in casa li abbiamo battuti. Il loro livello è venuto fuori, hanno un bel gioco ma sono calati fisicamente.
Il Taranto è partita tra le favorite ed è secondo me una buona squadra anche se ha perso qualche pezzo. La piazza è esigente e particolare e avrebbe bisogno di più tranquillità per poter raggiungere importanti risultati. Se il campionato riprenderà, se la giocherà con noi per i playoff ma credo che abbiano comunque disputato un torneo sottotono, salvo qualche partita.
Il Brindisi è la squadra dove ho tanti amici anche per stagioni passate. Anche li una piazza importante e una buona squadra dove la tranquillità sarebbe fondamentale per centrare traguardi di rilievo. Comunque un campionato positivo anche se con alti e bassi.
Il Nardò è la squadra che in Coppa Italia ci aveva impressionato, specie con i giocatori davanti. Ha avuto qualche difficoltà all’inizio, poi con qualche rinforzo sono ripartiti e hanno ottenuto una serie di risultati utili consecutivi. All’andata li abbiamo battuti e non era la squadra vista in estate. Al ritorno, sia pure a sprazzi, l’abbiamo rivista.
Beppe Scienza (Monopoli): "Nessun fenomeno del web ha parlato delle donazioni dello sport"
Giuseppe Scienza, allenatore del Monopoli, è intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole sull’emergenza coronavirus:
“I problemi sono quelli della sanità, ed è la prima cosa, e il mondo del calcio è stato sensibile a questo. Ho però sentito parlare troppo poco tutti i fenomeni che sui social si permettono di giudicare, parlare e offendere, ma non ho sentito parlare della famiglia Agnelli che invece ha fatto una donazione straordinaria, come l’hanno fatta Zhang, Berlusconi, Totti e tanti altri calciatori famosi, che tante squadre si sono tassate per aiutare ospedali e città. Con loro molti sportivi e gente del mondo dello spettacolo, che hanno fatto la loro parte”.
Bitonto, mister Taurino: “Non se lo sport si sia fermato in tempo. La Lnd…”
Alla vigilia dell’emergenza Coronavirus, il Bitonto viveva il sogno promozione in Serie C: la squadra di mister Taurino, allenatore del club neroverde, è la prima classificata del girone H della Serie D. Il tecnico, ai microfoni di dabitonto.com, ha parlato del suo rapporto con lo staff ed i calciatori in questo periodo di emergenza e, soprattutto, delle sensazioni legate al progetto bitontino dal suo arrivo ad oggi.
“La tecnologia ed i “social” ci aiutano a mantenere un contatto costante tra staff e squadra. I ragazzi stanno tutti bene e stanno svolgendo un preciso programma individualizzato sotto l’attenta e scrupolosa supervisione del preparatore atletico Paolo Rizzo. Dover restare a casa senza poter respirare lo spogliatoio è davvero dura, ma assolutamente necessario in questo momento. Non so se lo Sport italiano si sia fermato in tempo ma il mio applauso va alla LND che è stata la prima Lega nazionale a fermare i campionati, dimostrando con i fatti che la salute è prioritaria”.
Il tecnico brindisino parla anche del suo approccio con la tifoseria e la città neroverde, dal suo arrivo ad oggi: “Con la piazza ho avuto subito un buon feeling (alimentatosi strada facendo grazie al percorso entusiasmante che i ragazzi ci stanno regalando) e il confronto con gli ultras neroverdi dopo le due sconfitte contro Fasano e Agropoli è stato determinante, secondo me… Ci ho messo la faccia, in quel momento così negativo, e i tifosi credo abbiano apprezzato il mio assumere le giuste responsabilità. Lì Bitonto ha iniziato a conoscere il Taurino uomo e non soltanto l’allenatore; di lì qualcosa è cambiato in meglio, tutti hanno iniziato a credere nel lavoro mio e di tutto lo staff. E sono arrivati anche i risultati sperati che ci meritavamo per il lavoro e l’impegno di tutti. La gente ha iniziato a credere, com’era giusto che fosse, anche e soprattutto nella figura cardine di tutto il progetto Bitonto Calcio, cioè il presidente Rossiello. A tal proposito, mi permetto di dare un consiglio a tutta la città: tenetevi ben stretto Francesco Rossiello e la sua straordinaria famiglia! Concludo ricordandovi che a luglio avevamo un grande sogno che oggi condividiamo noi squadra con tutta la città e tutti insieme proveremo a realizzarlo. Dobbiamo darci una mano, però, dobbiamo restare uniti e lottare insieme. Sempre. La parola chiave è stata, e lo è in questo momento più che mai, una sola: fiducia”.
Alessio Sabbione (Bari): “Abbiamo una grande voglia di tornare a correre e giocare”
Alessio Sabbione, giocatore del Bari, è intervenuto ai microfoni ufficiali del sito biancorosso per parlare del momento che sta attraversando il nostro paese:
“Abbiamo una grande voglia di tornare a correre e giocare, ma in questo momento quello che davvero conta è la salute. Dottori e infermieri, gente coraggiosa, che ogni giorno rischia la loro vita per aiutare gli altri, vanno ammirati e tanto ringraziati”.
Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): “Difficile si riprenda a giocare. Decisione di sistema”
La Lega Pro ha convocato per venerdì 3 aprile l’assemblea dei club per decidere della stagione in corso in relazione all’emergenza Coronavirus. Sull’ipotesi annullamento è intervenuto ai microfoni di TuttoCalcioPuglia.com Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla:
“Ne parleremo nell’assemblea del 3 aprile. Diciamo che vista la situazione di emergenza sanitaria la maggior parte di noi pensa che sia difficile poter riprendere a giocare quest’anno perché si metterebbe a grave rischio la salute dei giocatori oltre che far lievitare i costi di tutte le società per l’allungamento della stagione. Ma è una decisione che deve prendere tutto il sistema insieme a tutte le componenti”.
Beppe Scienza (Monopoli): “Cristallizzare classifica o prime due del girone in B”
Con la ripresa del campionato sempre in dubbio a causa dell’emergenza Coronavirus, prosegue la ridda di voci e proposte per il futuro della Serie C.
Dalle colonne del Corriere dello Sport ecco le idee di mister Giuseppe Scienza, tecnico del Monopoli: “Si potrebbe cristallizzare la situazione attuale, promozione diretta per la prima e playoff per le squadre dal 2° al 5° posto oppure mandare in B le prime due di ogni girone”.
Anche se c’è la consapevolezza che tutto dipenderà dalla situazione contingente: “La Figc vuole terminare la stagione, ma le dichiarazioni del ministro Spadafora fanno immaginare che sia impensabile riprendere a maggio”. In chiusura anche una battuta sul campionato super del Gabbiano: “Che rischia di passare in secondo piano, come l’annata devastante di Giuseppe Fella, un vero peccato. Di noi ne ha parlato tutta Italia, ne ha beneficiato l’intera città”.
Audace Cerignola, il ds Di Toro: “Non si può lasciare la stagione incompleta”
“Lasciare la stagione incompleta significa falsarla”. In casa dell’Audace Cerignola la pensano un pò tutti allo stesso modo: dirigenti, giocatori e staff tecnico vogliono terminare il campionato. La pensa così anche il direttore sportivo Elio Di Toro che spera di rivedere i suoi ragazzi calcare di nuovo i campi della Serie D.
“La situazione per il Paese è drammatica e mette in pericolo sia la salute che l’economia. Se penso che si possa portare a termine la stagione? Non lo so ma credo che sia troppo importante chiuderla. Lasciarla incompleta significa falsarla. Il nostro girone, per esempio, ha ancora tante partite da giocare e molti punti a disposizione può cambiare molto.”
Un periodo decisamente tosto, il calcio manca a tutti sia a chi va in campo che chi lo dirige. “Dobbiamo stare a casa per forza e ci dobbiamo arrangiare per come possiamo – rilancia Di Toro -: ogni settimana lo staff tecnico manda ai ragazzi il programma da seguire e loro si adeguano. Chiaramente però lo spogliatoio manca a tutti, manca il rapporto di ogni giorno, ma manca anche tanto la domenica, la sensazione della partita: speriamo di farlo presto, tornare a giocare vorrebbe dire che le cose in Italia si sono sistemate. Questo periodo è mentalmente molto tosto, ma non dobbiamo abbatterci.”
L’Audace Cerignola era in lotta per qualcosa di importante. “Per il momento teniamoci bassi, alla nostra stagione diamo un ottimo voto per la grande rincorsa. La classifica è bugiarda per il valore che abbiamo, meriteremmo molto di più.”
Gli manca il campo, gli mancano i suoi ragazzi – conclude il Ds del Cerignola -. Non è stato, per il momento, deciso quando si ritornerà in campo, in questo senso l’Audace Cerignola sta applicando le norme per come esse esistono e accettarne il responso con responsabilità e sensibilità.
Matteo Ciofani (Bari): “Il calcio ti dà tutto, ma può farti perdere la testa”
Matteo Ciofani, difensore del Bari, a Il Corriere Dello Sport racconta il suo percorso spirituale:
“Il calcio ti porta tutto, ma può farti perdere la testa. Ho preferito non perderla grazie alla fede. Ho dato un senso alla mia vita. Mosè è stato isolato col suo popolo. Un ritiro un po’ lungo, certo, ma necessario per proteggerli dagli egiziani. Gesù è stato isolato con Giacomo e Giovanni, che ebbero una rivelazione. Ed è stato in quarantena anche Lui, nel deserto, resistendo alle tentazioni del diavolo. Sappiamo tutti quanto sia dura questa prova e quanto forte sia l’avversario da affrontare. Per questo, come atleti e come cristiani, comprendiamo l’importanza e la grande utilità dell’isolamento e del rispetto dell’autorità. Solo così possiamo proteggerci. Nel domani di tutti noi c’è una grande sfida. Prepariamola in ritiro e vinceremo”.
Bitonto, Marsili: “Futuro incerto ma sarà molto difficile riprendere”
Oggi i colleghi di MondoRossoBlù hanno intervistato l’ex capitano del Taranto Massimiliano Marsili, centrocampista classe 1987, oggi tra le fila del Bitonto.
Max, una situazione paradossale alla quale non eravamo minimamente preparati…
No, esattamente, è successo tutto così in fretta. Non pensavamo che nel 2020 potesse accadere qualcosa del genere. Magari abbiamo anche sottovalutato il problema, adesso invece è diventata una situazione grave e pericolosa. La cosa più importante è tutelare noi e le nostre famiglia, il calcio passa in secondo piano.
Come va l’allenamento “indoor” e il rapporto con squadra e società in questo momento?
In questo momento l’unica cosa che possiamo fare è allenarci, e possiamo farlo solo qui, dato che per la nostra sicurezza non ci è concesso di andare fuori a farlo. Non è facile fare attività da soli, senza sentire il calore del gruppo e della squadra, ma è nostro dovere attenerci alle disposizioni. In tutto questo però il Bitonto ci è vicino: allenatore, staff tecnico e medico, presidente, tutti ci stanno facendo sentire il loro affetto, ci chiamano spesso e questo è importante. Naturalmente anche di squadra ci sentiamo ogni giorno, siamo un bel gruppo.
D’accordo, ipotizzare una ripresa al momento è impensabile, ma quale sarebbe una tua soluzione per la stagione in corso?
Adesso non so che dirti, difficile ipotizzare cosa succederà nelle prossime settimane, posso solo dire senza dubbio che riprendere sarà molto difficile. La Federazione farà le sue valutazioni, l’unica cosa che possiamo fare è allenarci e continuare a fare sacrifici da casa.
Per anni sei stato una bandiera del Taranto, cosa pensi della stagione travagliata che i rossoblù hanno affrontato sinora?
Sinceramente mi dispiace per la situazione che sta affrontando il Taranto, sono 12 anni che vivo in questa città e ne sono innamorato, ma adesso devo pensare alla mia squadra, il Bitonto, dove mi sono subito trovato a mio agio, sin dal primo giorno.
Un saluto a chi legge, in questo brutto momento
Posso dire a tutti di fare ancora degli sforzi, so che stare anche senza il calcio è difficile, ma tutti quanti insieme ne usciremo vincitori, l’importante adesso è salvaguardare noi e le nostre famiglie. Un abbraccio a tutti.
Giuseppe Fella (Monopoli): “Felice di essere entrato nella storia del club”
Giuseppe Fella, attaccante del Monopoli, ha risposto alle domande dei tifosi durante la diretta Instagram sull’account ufficiale del club.
“Speriamo che passi tutto questo, che sembra un incubo. Speriamo di tornare in campo e rimetterci in forma il più presto possibile. Mi manca tanto il calcio: è la mia vita ed è ciò che fai tutti i giorni. Tu riesci a resistere se hai una data precisa di rientro, ma non essendoci un giorno esatto vivi nell’incertezza. Il mio gol più bello? La rovesciata è il simbolo del calcio, però la rete al Bari. Quello che mi piace, per l’importanza e per l’atmosfera. Non pensavo di fare così bene a inizio anno, il mio obiettivo però era di arrivare a 15 gol. Li ho superati e mi fa piacere essere entrato nella storia del club”.
Piano da 400 milioni per lo sport di base. Sibilia: “Bene, perché noi siamo il tessuto sociale del Paese”
Per avere un futuro dopo il coronavirus, il calcio deve “restare unito”, perseguire “l’interesse collettivo”. E’ l’appello del presidente della LND Cosimo Sibilia in un’intervento all’Ansa. “Lo dico sempre, un euro investito nello sport viene restituito 300 volte sul piano della sanità“.
Il numero uno della LND ha anche e soprattutto commentato l’annuncio del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che ha prospettato un piano di 400 milioni di euro per sport di base e associazioni dilettantistiche. “Sono contento e ringrazio il ministro per la sua disponibilità. Mi aspetto misure importanti per il nostro movimento, perché le nostre società sono la fotografia del Paese”.
Beppe Scienza (Monopoli): “Mi sembra di essere sprofondato in un incubo”
L’allenatore del Monopoli, Giuseppe Scienza, è stato il primo ospite della nuova rubrica social del club pugliese. In diretta dalla sua casa, il tecnico ha risposto alle domande dei tifosi:
“Non si riesce a capire se ripartiremo o meno, è una situazione davvero scomoda. Io sono chiuso a casa da solo a Monopoli da quando c’è stato il decreto del governo. Sento tanta gente che si lamenta perché la convivenza con la famiglia può diventare un problema, io personalmente sto vivendo molto male il fatto di essere lontano dai miei cari. Mi sembra di essere sprofondato in un incubo, è come se fossero passati mesi da quando siamo tornati da Reggio Calabria dopo quella bellissima vittoria. Adesso andiamo in giro con mascherine e guanti, evitiamo la gente, le città hanno aspetti spettrali. Questo non è vivere”. Scienza ricorda le partite più belle della stagione biancoverde: “Ternana all’andata e Reggina a ritorno, due gare eccellenti dal punto di vista tecnico-tattico, contro avversarie fenomenali. Dispiace che questo nostro percorso rischi di finire nel dimenticatoio, inghiottito da questa situazione. Tutta Italia stava parlando del Monopoli”. Una battuta anche sulle ipotesi per finire la stagione: “O faranno dei playoff molto corti oppure le prime due vanno in B allargando il prossimo campionato cadetto oppure chiudono la stagione regolare così con questa classifica e mandano le squadre dalla seconda alla quinta ai playoff. L’indicazione della FIGC è quella di chiudere la stagione ma è chiaro che si rischia di finire oltre il 30 giugno”.
CONI, il presidente Malagò: “Molti sport annulleranno la stagione”
Il presidente del CONI Giovanni Malagò, ha parlato della ripresa della Serie A ai microfoni di Radio 24: “Non sono contrario a quanto fatto dalla Federugby (sospensione definitiva della stagione 2019/2020). Magari non condivido il timing perché l’ordinanza scade il 3 aprile… Ieri Spadafora ha detto che in precedenza era stato troppo ottimista sulla ripresa del campionato il 3 maggio. Secondo me si arriverà a quanto detto dal rugby in molti sport, non so se in tutti. Ogni sport lo devi guardare nella sua specificità“.
Fasano, il dg Obbiettivo: “Riorganizziamo il calendario, giochiamo anche in notturna”
Dinanzi ai diversi scenari che si prospettano per la ripresa del Campionato di Serie D e di tutti i campionati dilettantistici di calcio, il nostro direttore generale Antonio Obbiettivo è voluto intervenire per poter offrire delle soluzioni non appena l’incubo Coronavirus sarà terminato: “In questo momento storico-spiega il dg biancoazzurro-le priorità sono altre e il calcio non lo è sicuramente. La salute viene prima di tutto e su questo siamo d’accordo. C’è da dire però che anche nel settore del calcio dilettantistico in molti sono in gravi difficoltà poiché in tantissimi si guadagnano da vivere esclusivamente da questo sport e hanno tutto il diritto di portare a casa i contratti pattuiti. Però allo stesso tempo, gli addetti ai lavori dovranno comprendere con grande senso di responsabilità che tantissime Società, essendo basate sull’economia del territorio, avranno difficoltà enormi. Servirà quindi compattezza ed è giusto che tutte le componenti si vengano incontro per trovare la migliore soluzione: FIGC, Addetti ai lavori, Società.La situazione meriterebbe un approfondimento specifico perché le criticità in questo mondo spesso sono ad ampio spettro.Èuna categoria in crisi nera da anni ormai e, questa emergenza non ha fatto altro che aggravare una situazione già borderline.Il mio è un discorso in prospettiva, relativo a quando l’emergenza sanitaria potrà farci pensare a trovare una soluzione riguardo i campionati dilettantistici, in modo da risultare il meno possibile penalizzato chi lavora in questo mondo, indotto compreso. Leggo di accorati appelli ad annullare la stagione in corso e sono completamente contrario a questa ipotesi.
Poi leggo di formule strane, di soli play-off e play-out, in questa situazione ognuno giustamente dice la sua. Trovo però davvero complicate e astruse alcune soluzioni prospettate. A mio modesto modo di vedere, credo che per i dilettanti la soluzione ideale, più fattibile,meno invasiva e più lineare sarebbe quella di considerare come data di fine campionato il 30 agosto anziché il 30 giugno. Creando una “norma speciale” che consideri questo termine temporale ai fini di tesseramenti, prestiti, accordi economici etc. e ri-calendarizzando la stagione, magari in notturna se si dovesse andare verso la stagione più calda. Credo accontenterebbe tutti. Trovo inapplicabile l’annullamento di una stagione, sarebbe assurdo e ingeneroso per tutti, meglio considerare questa sosta, una sospensione a data da destinarsi, ma appunto con una norma speciale che allunghi la stagione sportiva 2019-2020.Chi ha fatto investimenti ingenti non lo merita, la stagione insomma va portata in fondo, non appena si avrà la soluzione definitiva dell’emergenza sanitaria in atto.Con questa formula non ci sarebbe la necessità di rincorrere date operando una compressione delle gare in tempi molto ristretti, permettendo inoltre ai calciatori, agli staff di tornare a lavorare in maniera più adeguata, senza rischiare infortuni.
L’eccezionalità della situazione non permette allo stato attuale soluzioni migliori secondo me e poi non creerebbe vantaggi o svantaggi per nessuno.Intanto pensiamo a rispettare i decreti con senso civico e disciplina, unica soluzione al contenimento di questa emergenza sanitaria.
Taranto, Matute: “Se torniamo a giocare, l’obiettivo è vincere i playoff”
Ai microfoni di Giornalerossoblu.it è intervenuto Kelvin Matute, centrocampista del Taranto. Queste le sue dichiarazioni in merito alla situazione attuale, con uno sguardo anche verso il futuro:
Innanzitutto come stai, e come stai passando questo periodo di riposo forzato?
“Sto bene, sono in casa con la mia famiglia. Stiamo passando un momento bruttissimo per la storia del mondo. Dispiace per tutti quelli che stanno soffrendo”.
Se dovesse dipendere da te, faresti riprendere il campionato? E alla fine secondo una tua opinione cosa succederà?
“Per adesso è difficile parlare del campionato, visto quello che sta succedendo. La vita viene prima di tutto, perciò discutere di calcio è superfluo, dobbiamo essere umani e cercare di aiutare il prossimo”.
Cosa non è andato in questa stagione?
“È stata una stagione particolare, non è andato niente per il verso giusto. Personalmente non sono venuto qua per giocare questo campionato, ma volevo vincerlo, poiché ero anche convinto del progetto. Abbiamo fatto di tutto per vincere in campo, ma purtroppo non è andata, anche le partite che potevamo fare nostre sono girate storte. A questo punto non posso dire cosa è andato storto o meno, non riesco a capirlo”.
Qual è l’obiettivo del Taranto in questa annata, qualora si dovesse riprendere a giocare?
“Minimo vincere i play off. Anche se per il momento siamo fuori, sono fiducioso di questo gruppo. La sosta ci poteva aiutare a dare una scossa. Abbiamo la voglia di fare risultato, tanto che pensavo che prima o poi la ruota dovesse girare dalla nostra parte, ma così non è stato”.
Vorresti rimanere in riva allo ionio per un’altra stagione?
“La mia intenzione era quella di vincere il campionato e di proseguire con la maglia del Taranto. Il campionato non è ancora finito, adesso non posso dire che non voglio rimanere, anche perché mi piacerebbe vestire la maglia rossoblù anche il prossimo anno. Ora vediamo come vanno a finire le cose e poi tireremo le somme”.
Figc, Gravina: “Vogliamo salvare la stagione 2019-2020 ma…”
L’emergenza coronavirus, come sappiamo, sta mettendo a dura prova anche il mondo del calcio. Ancora una volta è il massimo esponente del movimento calcistico italiano, il presidente della Figc, Gabriele Gravina a parlare. Stavolta sono i colleghi di Radio Sportiva ad intervistarlo sull’ovvio argomento di questi giorni: “Oggi possiamo abbandonarci a tutta una serie di elaborazioni, ma dobbiamo anche ricordarci che la prossima stagione ha una deadline chiara“, ha argomentato Gravina, riferendosi alle importanti scadenze già in calendario per giugno 2021. “Il prossimo anno avremo gli impegni dell’Europeo di calcio e competizioni internazionali legate ai club. Non possiamo commettere l’errore, già fatto lo scorso anno, di partire oltre metà agosto. È evidente che oltre metà luglio diventa complicato andare avanti con il campionato 2019-20. Dobbiamo però essere molto realisti e capire che in questo momento la situazione è in continua evoluzione. Abbiamo il dovere di approfondire giorno dopo giorno l’ipotesi della ripartenza, stiamo lavorando anche su ipotesi alternative“.
Emergenza Coronavirus : L’appello del Presidente del calcio pugliese, Vito Tisci
Andrà tutto bene, ne sono sicuro. Ma in questo momento così difficile per tutto il Paese, non solo per il calcio pugliese che ci sta tanto a cuore, abbiamo solo una priorità: tutelare la nostra salute. Il resto è un riflesso, lo vedremo più avanti. L’emergenza Coronavirus ha stravolto le nostre abitudini di vita, costringendoci a restare a casa con grande senso di responsabilità e maturità.
Ognuno di noi ha un ruolo importante in questo momento, non esistono più colori di maglia da difendere. Giochiamo tutti nella stessa squadra, possiamo vincere la partita solo restando distanti ma uniti.
Adesso siamo nel pieno dell’emergenza. Prevedere come e quando ripartiremo con le nostre attività è impossibile, perché i tempi sono legati al decorso di questa epidemia globale.Gli operatori della sanità stanno lavorando con impegno e dedizione per contenere e contrastare la diffusione dei contagi, siamo davvero in buone mani. Molti di loro sono persone che conosciamo, perché collaborano anche all’interno delle nostre Società. Questa gente va ringraziata e incoraggiata, perché mette a rischio la propria vita per salvaguardare quella di tutti noi.
Il calcio può aspettare, perché la nostra passione non muore mai. E sono sicuro che quando tutto sarà finito, ritroveremo entusiasmo, buonumore e tante nuove idee per ripartire ancora meglio di prima.
È con questo messaggio di speranza che vi saluto, con il sincero augurio di rivederci presto. La partita più importante la stiamo vincendo oggi. Insieme
f.to Vito Tisci
Foggia, capitan Gentile: “Non vanifichiamo mesi di lavoro”
Il capitano del Foggia, Federico Gentile, intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport (ed. Puglia) ha parlato di quanto i rossoneri siano pronti alla ripresa del campionato: “Un mese di completa inattività comincia a pesare sulla vita di tutti i giorni. Io non dispero e confido che prima o poi si torni alla normalità. Adesso pensiamo prima alla salute, si giochi o meno in questo momento ha davvero poca importanza. Se poi si gioca però è meglio, così non butteremmo all’aria mesi di lavoro“.
Taranto, Cuccurullo: “Non c’è voglia di pensare alla fine del campionato”
Ai microfoni di MondoRossoBlù quest’oggi uno degli under della compagine jonica, stiamo parlando del centrocampista Marco Cuccurullo, classe 2000 in prestito dal Benevento.
Marco, stiamo vivendo indubbiamente una situazione non facile
Proprio così, il Covid-19 ci ha colpiti all’improvviso e ci ha costretto a fermare tutti i campionati. So che è difficile ma dobbiamo adeguarci, questo è un virus pericoloso. Tutto ciò che possiamo fare è stare tranquilli a casa per evitare inutili diffusioni di contagi.
Come va il rapporto con la società e l’allenamento a distanza?
Abbastanza bene. Con la società e col mister, ma anche con lo staff medico c’è grande sintonia e stiamo mantenendo dei contatti costanti. Per gli allenamenti stiamo ricevendo delle schede per mantenerci in forma, anche se non tutti hanno la casa grande per potersi esercitare: prima facevamo attività fuori casa ma adesso sappiamo tutti che le attuali disposizioni ce lo impediscono.
Chiaramente parlarne adesso è impossibile, ma hai delle tue soluzioni per la ripresa?
Come hai detto tu adesso non c’è nemmeno molta voglia di pensare al domani. Viviamo nell’incertezza, i casi continuano ad aumentare, quindi la cosa fondamentale adesso è pensare a sconfiggere questo virus, poi se il campionato lo finiremo a maggio o a giugno non cambierà granché.
Parliamo di calcio giocato: che bilancio fai della tua esperienza al Taranto sino a questo momento?
Sicuramente posso dire di aver imparato tanto in quest’anno. La mia fortuna è stata quella di essere arrivato in un grande gruppo, e di questo ne sono onorato. Sono cresciuto anche nelle difficoltà che abbiamo incontrato durante la stagione, e per questo devo dire grazie ai miei compagni che hanno più esperienza: mi hanno migliorato sotto tanti punti di vista, sia tecnici che caratteriali. Posso assicurare che darò il massimo fino alla fine.
Un saluto a tutti i tifosi rossoblù
Ciao a tutti, ragazzi, forza Taranto e, soprattutto, restiamo a casa.
Daniele Marino (Virtus Francavilla): “Stop? Scelta che si poteva adottare prima”
Ospite del programma La Puglia nel Pallone in onda su Canale 85, Daniele Marino, difensore della Virtus Francavilla, ha parlato del periodo che sta affrontando il calcio italiano alle prese con l’emergenza Coronavirus:
“Fortunatamente lo staff ci ha dato un programma per poterci allenare. Noi da casa, ovviamente, cerchiamo di fare il massimo per quello che possiamo. Il resto della giornata lo trascorro insieme alla mia famiglia, specialmente alle mie due bambine che sono molto vivaci – sorride, come riportano i colleghi di TuttoCalcioPuglia.com -. Quindi dedico tanto tempo anche a loro, com’è giusto che sia. Stop dei campionati? È stata una scelta giusta che forse si poteva adottare già da prima. Fortunatamente, però, adesso si hanno delle linee guida da seguire, perciò noi incrociamo le dita e ci auguriamo di riprendere quanto prima per poter finire questo campionato. Adesso però dobbiamo pensare alla salute, e a stare tutti bene”.
Filippo Costa (Bari): “Il mio idolo è Marcelo, ma da piccolo adoravo Zanetti”
Filippo Costa, terzino del Bari, ha risposto alle domande dei tifosi biancorossi tramite i profili social del club:
“Quale è il mio idolo calcistico? E’ Marcelo del Real Madrid, però abbiamo caratteristiche un po’ diverse, anzi diciamo che è anche molto più forte di me. Da piccolino invece è sempre stato Zanetti dell’Inter, perché come costanza nelle partite, non ne sbagliava una, e come professionalità mi ha sempre stupito. Come mi trovo a Bari? In città mi trovo bene, mi piace molto il lungomare e quando ho la possibilità vado sempre a fare una passeggiata con la mia famiglia. Si mangia veramente molto bene ed il pesce è ottimo”.
Massimo Cerri (Ds Monopoli): “Anno zero per il calcio. Speriamo di ripartire in meglio”
Intervistato da ilcalciocalabrese.it, il direttore sportivo del Monopoli, Massimo Cerri, ha invocato l’unità delle componenti del mondo del calcio (e non solo) in questo momento di crisi:
“Dobbiamo aspettare, le istituzioni devono dimostrare unità di intenti e tutti dobbiamo dare l’impressione di essere uniti. Il calcio dovrà ripartire da zero. Ancora non sappiamo com’è questo virus e di conseguenza dobbiamo aspettare e sperare di ricominciare il prima possibile. L’economia dovrà ripartire da zero e così anche il calcio. Va ripensato tenendo presente tutti i parametri che si stanno verificando. Sarà un calcio diverso ma è un modo per ripartire in meglio”.
Mariano Fernandez (Ds Virtus Francavilla): “Esperienza che ci renderà più forti”
Ai microfoni di TuttoC.com il Ds della Virtus Francavilla Mariano Fernandez lancia un messaggio in questo momento particolare:
“Dobbiamo provare a essere più compatti possibile e di aiutare per quanto possiamo. Come società, su iniziativa del nostro portiere Giacomo Poluzzi, abbiamo effettuato una raccolta fondi a favore dell’ospedale di Francavilla. Posso quindi dire alla gente di stare tranquilla, di tenere botta, questo brutto momento passerà, sarà un’esperienza che potrà in qualche modo renderci tutti più forti”.
Taranto, Guaita: “La falsa partenza ha prodotto effetti disastrosi”
Sicuramente quella interrotta tre settimane da non potrà mai considerarsi la sua migliore stagione, ma Leandro Guaita, 33enne esterno argentino del Taranto guarda avanti, in attesa che la pandemia di Covid-19 possa rallentare e consentire il graduale ritorno alla normalità.
Come sta trascorrendo questo tempo sospeso?
Come tutti, chiuso nella mia casa qui a Taranto. Siamo ovviamente preoccupati per l’escalation di contagi che si sono registrati in Italia ed osserviamo scrupolosamente le indicazioni fornite dal Governo. Ora la priorità è quella di preservare la salute, per il calcio ci sarà tempo dopo, quando tutto questo sarà alle spalle. È chiaro, però, che nel frattempo cerco di mantenermi in forma attenendomi alle schede di allenamento che settimanalmente il nostro preparatore atletico ci invia. Purtroppo non tutti abbiamo a disposizione giardini o cortili per svolgere attività all’aperto e chi, come me, deve lavorare in casa, è molto limitato.
Tornando con la mente a qualche settimana fa, c’è il rammarico per un campionato che il Taranto e Guaita non hanno vissuto da protagonisti come ci si attendeva.
Il calcio è uno sport di quadra, e come tale va vissuto e valutato. Da qui si può tranquillamente desumere che il mio rendimento è stato in linea con quello di tutto l’organico. So di aver reso molto meno rispetto al passato, ma purtroppo in questa annata tutto ha girato per il verso sbagliato. A cominciare dalla gara con il Brindisi. Psicologicamente quella falsa partenza ha prodotto effetti disastrosi sul piano dell’entusiasmo. La piazza ha cominciato a mugugnare e, nonostante le successive tre vittorie, non siamo riusciti a mantenere la continuità necessaria. Se le analizziamo tutte, le nostre sconfitte, ci renderemo conto che c’è sempre stato qualche episodio che ci ha penalizzato. L’unica volte, forse, che la fortuna ci aveva baiato le gote è stata quando abbiamo agguantato il pareggio nella gara interna contro il Cerignola. Gioia effimera, subito vanificata dalla sconfitta a tavolino. Anche quella per noi è stata una mazzata.
Cosa c’è nel futuro di Guaita, ammesso che si riesca a riprendere a giocare?
Io mi auguro ci sia il Taranto. Spero di avere un’altra opportunità.
Gravina a Sky Sport: “Rischiamo di perdere 3000 società dilettantistiche”
Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, è intervenuto a Sky Sport, soffermandosi sulle strategie in merito alle tante ipotesi sulla ripresa dei campionati attualmente fermi a causa dall’emergenza Coronavirus: “L’ipotesi di passare ad una Serie A a 22 squadre dovrebbe confrontarsi con un campionato che probabilmente partirà già in ritardo e dovrà comunque finire a maggio 2021 per l’Europeo: mi apparirebbe cosa schizofrenica avere l’esigenza di giocare meno partite e fare una A con 22 squadre. Sarebbe un campionato ingestibile. Sono preoccupato per tutto il calcio, la A, la B, la C e il mondo dilettantistico – dice ancora Gravina -. Anzi, comincerei da lì perché è un settore che rischia di perdere oltre tremila società: un disastro”.