Con il campionato in stand-by in casa Taranto il protagonista diventa il calciomercato. Il direttore sportivo Francesco Montervino ha regalato un tassello davvero importante per la rosa di Giuseppe Laterza: Fernando Tissone. Il tecnico rossoblù ai microfoni di Canale 85 evidenzia:
“E’ stato bravo il nostro direttore sportivo nel cogliere questa grande opportunità. E’ un colpo di spessore tecnico che porta esperienza e, dunque, mentalità”.
Un giocatore cruciale per la crescita del Taranto, che ha cominciato benissimo il suo Girone H. Inoltre, Laterza sottolinea l’aspetto tattico con Tissone in rosa:
“Con Tissone ho la possibilità di giostrare diverse soluzioni e moduli. Tutto questo in un collettivo solido e con un’identità forte”. L’argentino si è messo subito a disposizione del tecnico ed è in splendida forma. Una notizia davvero importante per la tifoseria, delusa dalle aspettative di un altro grande ex calciatore come Stracqualursi, successivamente ceduto al Fasano. Adesso, in attesa di scendere in campo, i rossoblù sudano in allenamento per farsi trovare pronti e proseguire il cammino verso il sogno promozione.
Reggina-Lecce di sabato pomeriggio, in programma allo Stadio “Oreste Granillo”, rappresenta una sfida di lusso per il campionato di Serie B, in quanto le due squadre nei primi anni 2000 si ritrovavano spesso ad affrontarsi nella massima serie. Erano gli anni d’ oro dei patron Giovanni Semeraro, per i salentini, e Lillo Foti per i calabresi, ma anche di Lima, Conticchio, Lucarelli, Chevanton, Vucinic, Bojinov, Ledesma da una parte e Pirlo, Baronio, Cozza, Di Michele e Taibi dall’ altra, giusto per fare qualche nome. Il Lecce di mister Corini, dopo il pareggio casalingo con il Monza, deve riprendere la marcia per non perdere ulteriore quota dalle prime posizioni, mentre la Reggina deve fare lo stesso per non trovarsi in una posizione di classifica pericolosa che rischierebbe di far perdere ulteriore tranquillità agli uomini di Baroni. A tal proposito ne abbiamo parlato con Rocco Calandruccio, giornalista ed opinionista di Calciocalabrese.it, il quale ha fornito il suo punto di vista sulla sfida di sabato, ma anche sull’ organico e sulle ambizioni della squadra giallorossa, senza tralasciare di affrontare qualche vicenda che negli ultimi giorni risulta essere particolarmente “chiacchierata” in casa amaranto.
Rocco Calandruccio, giornalista di Calciocalabrese.it
Reggina-Lecce è una sfida che si ripropone in Serie B dopo diversi anni di assenza e che nei primi anni 2000 vedeva le due compagini affrontarsi nella massima serie. Che partita ti aspetti sabato al “Granillo”?
Secondo me sarà una partita equilibrata e delicata per entrambe dove gli episodi faranno la differenza. La Reggina dopo la sconfitta di Ascoli deve cercare di fare assolutamente risultato per mettersi in una posizione di classifica tranquilla, mentre il Lecce deve cercare di non perdere ulteriore terreno dalle prime posizioni, pertanto la vedo aperta a ogni risultato.
Il Lecce, dopo ben nove risultati utili consecutivi, ha subito una lieve flessione rimediando una doppia sconfitta rispettivamente contro Pisa e Spal, coincisa tra l’ altro con l’assenza in panchina del suo allenatore per via della positività al Covid. Credi che tutto questo possa aver influito sul cammino dei salentini verso la promozione diretta, ma soprattutto i giallorossi possono puntare al ritorno immediato nella massima serie?
L’ assenza di Corini sicuramente ha influito essendo un punto di riferimento, però il Lecce ha una rosa di tutto rispetto e magari con il mercato di Gennaio potrà completare l’ organico per puntare seriamente alla promozione, anche perchè ripeto il Lecce ha tutte le carte in regola per puntare alla promozione diretta.
Qual è il giocatore del Lecce che ti piace e ti impressiona di più e di cui faresti volentieri a meno per la sfida di sabato?
A me piace tantissimo Coda e onestamente è il calciatore che più invidio agli avversari perchè è uno dei pochi che nella categoria fa davvero la differenza.
La Reggina, al contrario delle aspettative della vigilia, sta vivendo una stagione poco serena dove prima c’è stato il cambio di allenatore, mentre ora si mormora di una crisi economica all’ orizzonte. C’è qualcosa di vero in queste voci o sono i soliti “rumors” creati ad hoc per destabilizzare l’ ambiente?
A mio avviso credo siano le solite voci che lasciano il tempo che trovano. Personalmente mi attengo al comunicato stampa divulgato dalla società che ha smentito categoricamente quanto circolato negli ultimi giorni.
Secondo te la scelta di Baroni è stata fatta per centrare una salvezza tranquilla oppure per provare a puntare a qualcosa in più, tipo i playoff?
Baroni al momento come obiettivo ha quello posizionare la Reggina in una zona tranquilla della classifica. Se poi con il tempo ci dovesse essere una continuità di risultati si potrebbe parlare di altro, ma allo stato attuale l’ obiettivo è rimanere lontani dalle sabbie mobili.
L’ assenza del pubblico ha influenzato il rendimento delle squadre sia in positivo che in negativo?
L’ assenza del pubblico ha condizionato sicuramente tutte le squadre, ma al Sud a mio parere dove il tifo è più caldo e passionale credo si sia sentito molto di più. Ma questo non deve essere un alibi perchè è un fattore che si conosceva già da prima che il campionato iniziasse, però sicuramente questa situazione ha quasi annullato il fattore campo in quanto giocare in casa o in trasferta cambia veramente poco.
Per concludere, un pronostico secco per la partita di sabato.
Personalmente sono orientato per un pareggio, ma come parlavo stamattina con Riccardo Paciocco, ex di Reggina e Lecce, è una partita che lascia aperti più risultati.
Grazie per la disponibilità e che vinca il…migliore!
Grazie a Te e speriamo di assistere a una bella gara.
La S.S. Monopoli 1966 comunica di aver sottoscritto un accordo di addestramento tecnico con il calciatore Gianmarco Alba valido fino al 30 giugno 2021. Cresciuto nel settore giovanile del Bari, il centrocampista monopolitano classe 2001, nella s.s. 2018/19 si trasferisce al Benevento dove disputa il Campionato Primavera 2 e successivamente al Calcio Foggia. Alba è già a disposizione di mister Scienza e del suo staff per le sedute di allenamento.
Francesco Giorno, attraverso il proprio profilo Facebook, ha voluto salutare così il Monopoli, dopo l’ufficialità del suo trasferimento all’Alessandria:
“Ed eccoci qua… Siamo arrivati al capitolo finale di questa avventura, un’esperienza indimenticabile che porterò sempre con me, ma come in tutte le cose c’è un inizio ed una fine. Ho trascorso momenti che rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore, insieme abbiamo scritto pagine importanti e sono orgoglioso di aver fatto parte della vostra storia raggiungendo traguardi impensabili e risultati incredibili. Ringrazio la società, tutte le persone che lavorano dietro le quinte, Mister Scienza ed il suo staff, ma soprattutto tutti i miei compagni con i quali ho condiviso emozioni uniche e sarò sempre grato a loro; ci tenevo molto a concludere nel migliore dei modi, speravo più di tutti di poter aiutare la squadra ma a volte la troppa voglia di fare bene può giocare brutti scherzi, volevo prendermi delle responsabilità come ho sempre fatto, ma purtroppo il calcio è anche questo. Voglio ringraziare tutti i tifosi che ci hanno sempre sostenuto, non potrò mai dimenticare il ritorno dopo la vittoria di Reggio Calabria, emozioni rare, la città mi ha fatto sempre sentire a casa, a Monopoli resterò legato per sempre. Da oggi inizia una nuova tappa della mia carriera e sono pronto ad affrontarla, come ho sempre fatto, con impegno, determinazione e professionalità”.
Francesco Giorno è un nuovo giocatore dell’Alessandria. I Grigi hanno prelevato a titolo definitivo dal Monopoli il centrocampista classe ’93. Per il calciatore contratto fino a giugno 2023.
Matteo Pedrini è un nuovo giocatore del Bisceglie. L’ala classe 2000 arriva dall’Atalanta con la formula del prestito fino al termine della stagione. Nella prima metà del torneo Pedrini ha vestito la maglia del Grosseto.
La S.S. Monopoli 1966 comunica di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Roberto Taliento, fino al 30 giugno 2021.
Il portiere classe 1999 è cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta disputando tutti i campionati fino a quello Primavera; nella s.s. 2017/18 fa il suo esordio tra i professionisti con la maglia della Giana Erminio, totalizzando 24 presenze in due anni. Nell’ultima stagione, 8 partite tra le fila del Südtirol.
La S.S. Monopoli 1966 comunica che è stato definito con la società Ternana Calcio il rientro dal prestito del calciatore Guido Marilungo. La Società ringrazia Guido per l’impegno e la professionalità dimostrata augurandogli le migliori fortune personali e professionali.
L’ottimo avvio di stagione del Foggia ha acceso i riflettori sulla società rossonera, finita nel mirino di imprenditori interessati a rilevarne le quote. Tra questi, secondo il Corriere del Mezzogiorno, ci sarebbe anche il produttore cinematografico Francesco Di Silvio, nome confermato anche dall’amministratore delegato del club pugliese, Davide Pelusi:
“Francesco Di Silvio e Francesco Marrocchino, un po’ come avviene nel cinema, sono quelli che coalizzano attorno a loro forze, energie e risorse economiche per portare avanti un progetto. Io ho cercato di creare i presupposti affinché maturasse l’interesse nei confronti del Foggia, nel momento in cui è diventato più concreto e fattibile, ho messo a conoscenza e in contatto tutte le persone interessate a questa opportunità. Sono persone legate al nostro territorio, in loro ho trovato un forte interesse nei confronti della piazza e della tifoseria”.
Sui tempi di un’eventuale trattativa, Pelusi non si sbilancia:
“Non ne ho idea, in un attimo si può sbloccare tutto. Qualora dovesse concretizzarsi tutto, un’eventuale conclusione in tempi ristretti permetterebbe ai subentranti di poter essere immediatamente operativi anche sull’organico”.
Gli americani, ultimamente già entrati nel Campobasso, potrebbero presto diventare una costante in Serie D. Secondo quanto riportato dai colleghi de il Corriere dello Sport, infatti, ci sono dei fondi di investimento milionari americani, con sedi dislocate tra New York e Miami, interessati ad investire in nove club di Serie D.
Nello specifico gli americani si starebbero interessando a Real Giulianova, Gladiator, Latina, Acr Messina, Ostiamare, Sanremese, Sorrento, Taranto e Trastevere.
Club che farebbero parte di un piano di investimento nel mondo del calcio ben più ampio e che porterebbe anche a Pescara e Reggina in Serie B, Bisceglie, Catanzaro, Cavese, Foggia, Lecco, Sambenedettese e Vibonese in Serie C e Lugano e Chiasso in Svizzera.
A determinare l’interesse sarebbe stata un attenta indagine di marketing che avrebbe analizzato forza del brand, legame con la città, potenzialità di crescita e collocazione territoriale.
Sempre secondo quanto riportalo dal Corriere dello Sport, gli emissari dei fondi di investimento si sarebbero già fatti vivi con le società sopracitate ma le attuali proprietà avrebbero fornito una scarna documentazione di fatto rallentando una eventuale trattativa.
Quel che pare certo è che sarebbero pronti investimenti fino a 10 milioni di dollari per entrare in questi club.
Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, quest’oggi è stato nominato consigliere di Lega Pro. Queste le parole del numero uno biancazzurro a tuttocalciopuglia.com:
“Le sensazioni sono positive perché c’è la volontà, insieme al rieletto presidente Ghirelli, insieme ai suoi vice e agli altri cinque componenti del Consiglio direttivo, di fare bene e siamo consapevoli di trovarci in un momento assolutamente decisivo per poter fare le riforme di cui si parla da tanti anni. Ci auguriamo di poter incidere positivamente per rendere finalmente la Lega Pro sostenibile e che sia effettivamente un contenitore di squadre che servono al calcio italiano per fare formazione sui giovani, mantenendo alta l’asticella della qualità. Il mio obiettivo sarà quello di rendermi disponibile ad ascoltare tutti i colleghi presidenti e fare sintesi di tutte quelle che sono le richieste e le esigenze, portando le riforme opportune per migliorare la nostra Lega”.
Giornata di shopping per il Bisceglie. Oltre a Salvatore Tazza, classe ’98 in arrivo dalla Cavese, il club pugliese, secondo quanto riportato da tuttocalciopuglia.com, ha praticamente raggiunto l’accordo anche con un altro classe ’98, Andrea Masetti, terzino svincolato dopo l’esperienza all’Arezzo.
La S.S. Monopoli 1966 comunica di aver raggiunto l’accordo con il Calcio Catania per la cessione, a titolo definitivo, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Simone Sales.
La bellezza nel calcio non conosce categorìa, come altre componenti di questo sport. Probabilmente lo sa bene Antonio Caputo che continua a deliziare tifosi e addetti ai lavori con delle reti tanto belle quanto pesanti.
Quella con l’Altamura, ad esempio, è stata determinante per i tre punti, giunta al 95′ e sull’uno ad uno sul quale si era fissata la gara facendo esplodere i pochi presenti al Giovanni Paolo II e i tanti, dietro lo schermo, nelle proprie case.
La perfezione. Una punizione dal limite che Caputo ha disegnato in modo perfetto e indirizzato sotto l’incrodo. «La distanza non era tanta – ha poi raccontato al termine della gara – ho pensato die se l’avessi fatta passare sulla barriera per il portiere sarebbe stato difficile prenderla». Deduzione giusta e settimo gol segnato dall’attaccante originario di Brindisi che ha trovato anche la prima doppietta stagionale: suo, infatti, anche il gol che ha sbloccato la gara, in movimento, con la difesa avversaria schierata che però niente ha potuto.
Già con il Casarano, sempre su punizione, Caputo, aveva messo il sigillo sulla vittoria, siglando il 2-0 fìnale, mentre con il Gravina aveva aperto i giochi con un poderoso rasoterra che di prima si era insaccato alle spalle del portiere ospite. Le altre due reti che si incastonano nel puzzle delle marcature Caputo sono quella a Sorrento, nella prima giornata di campionato, un tiro a giro sotto l’incrocio che purtroppo non servi per tornare a casa vincenti e quella a Brindisi quando il cross dalla fascia di Potenza trovò il tiro al volo di piatto dell’attaccante granata ed il gol. E presente nell’elenco anche quello dal dischetto: l’unica nota dolce dell’amarissima giornata di Portiti infatti è stata proprio il suo rigore. È lui il capocannoniere dei neretini dopo undici giornate con sette gol all’attivo e ottime prestazioni accompagnate da tanta serietà, impegno e umiltà. Ha assaporato anche la panchina, meritando però la maglia da titolare insieme a quel gruppo che per lui è fondamentale: «È merito della squadra, dell’allenatore e di tutti. È anche mio. certo, ma in campo non vado da solo. I miei gol hanno l’apporto di tutti». La strada verso la salvezza è ancora lunga e per Caputo c’è tutto il tempo per regalare e regalarsi altre perle con cui completare quel personale puzzle da incorniciare poi a fine stagione.
Intervenuto nella giornata di ieri nel corso del programma della web radio Diffusione Stereo “Meeting – i fatti e i protagonisti dello sport”, Ciro Favetta attaccante del Casarano, ha voluto dire la sua in merito alla vittoria contro il Cerignola:
“Credo sia stata – spiega – la migliore partita della stagione, anche se si sarebbe potuto fare qualcosa in più a livello difensivo. Vanno fatti i complimenti a tutti i miei compagni e al tecnico, ora bisognerà dare continuità ai risultati. L’unica pecca sono stati i cali di concentrazione, perché dopo aver siglato il 4-1 non avremmo dovuto dare adito ai nostri avversari. A causa del risultato ci siamo adagiati sugli errori, ma sono certo che ciò non accadrà più. Aldilà di chi fa gol e il risultato che deve dare spirito alla squadra, prima viene il Casarano poi l’ego personale”.
Infine, il centravanti ex Taranto ha voluto esporsi in merito al momento del girone H di Serie D:
“Credo – conclude – che ci siano tre o quattro squadre importanti all’interno del girone, con le quali dovremo giocarcela fino alla fine. Credo che questo sia un campionato che sarà vinto, anche in virtù della pandemia da covid-19, da quella compagine che mostrerà maggiore concentrazione all’interno dei match. Ad oggi ci sono diverse squadre che ci inseguono, poi c’è il Taranto che ha da due gare da recuperare, nella speranza che facciano un passo falso”.
Federico Gentile, ormai ex capitano del Foggia, sarebbe vicino ad accasarsi in un nuovo club, sempre in Serie C. Secondo quanto diffuso dalla redazione di TMW.com, Gentile sarebbe vicino ai marchigiani dell’Alma Juventus Fano.
Il centrocampista sarebbe pronti quindi a trasferirsi nel girone B. Il Fano è attualmente 18esimo, con 14 punti.
Maria Assunta Pintus avrebbe rifiutato l’offerta del Gruppo capeggiato da Di Silvio per l’acquisto delle proprie quote della Corporate, società che controlla l’80% del Foggia Calcio. Secondo quando riportato dal direttore di Calciowebpuglia Fabio Lattuchella a FoggiaTV, l’offerta sarebbe stata ritenuta dalla Pintus non congrua nella forma e nella sostanza. La socia avrebbe manifestato anche il suo dispiacere per lo svolgersi della trattativa, di cui la Pintus sarebbe stata informata soltanto a cose fatte, rilevando come si stia ripetendo un caso Follieri. La Pintus ha comunque garantito l’impegno della società nel rispetto di tutte le scadenze economiche fino al termine della stagione; ha inoltre ribadito anche la sua eventuale disponibilità a prendersi le quote di Felleca, diventando di fatto proprietaria del Foggia Calcio. Non ha comunque escluso che possa andare avanti la trattativa col gruppo interessato all’acquisto del Foggia. Cosa farà adesso Di Silvio: rilancerà? Od uscirà di scena? Insomma, il passaggio di mano del Foggia è ancora lontano dal verificarsi.
La Lega Pro, con un tweet, ha annunciato che l’assemblea dei club, com una maggioranza prossima all’unanimità, ha confermaro Francesco Ghirelli alla presidenza.
Simone Dell’Agnello ha tolto ieri sera le castagne dal fuoco al Foggia, andando a siglare la rete del definitivo pari nel posticipo contro la Juve Stabia. L’attaccante è poi intervenuto in sala stampa:
“E’ stato un gol importantissimo, mi ha fatto piacere il calore dei compagni, siamo un bellissimo gruppo. Da professionista ho onorato l’impegno fino in fondo, sono entrato 30 minuti ed è arrivato quel bel gol. Io qui sto bene e spero di togliermi tante soddisfazioni da qui alla fine del campionato. La pausa ci ha permesso di lavorare, ci siamo allenati discretamente bene in questi giorni, sapevamo di trovare un avversario forte, al nostro livello. Lo abbiamo subito un po’ all’inizio perché non ci aspettavamo una partenza così a 2mila all’ora. Ma poi abbiamo dimostrato che non siamo inferiori a loro, così come ad altre squadre affrontate finora. Speravamo nella vittoria perché potevamo staccarci dal gruppo, per essere terzi da soli. Ma siamo rimasti lì, non abbiamo perso, stiamo facendo tanti risultati utili consecutivi“.
Marcello Chiricallo, direttore sportivo del Monopoli, ha fatto il punto sulle strategie del mercato biancoverde coi colleghi de La Gazzetta dello Sport:
“Siamo intervenuti sul mercato con diverse operazioni, ma garantisco che non è finita qui. Siamo vigili su tutti i reparti, ma in questo momento le priorità sono un altro portiere under e un attaccante di un certo calibro. Cittadino? Non nego che si tratta di un giocatore del quale abbiamo chiesto informazioni. Al momento, però, il centrocampo è il reparto dove siamo più coperti, anche se il mercato non consente distrazioni…“.
Nel posticipo della diciottesima giornata del girone C il Foggia riprende nel finale la Juve Stabia, allungando la striscia positiva:
“Abbiamo trovato di fronte una grande squadra che sa giocare a calcio e ci ha messo in grossa difficoltà – commenta ai microfoni di Rai Sport il tecnico rossonero Marco Marchionni – nel secondo tempo i ragazzi sono rientrati con lo spirito giusto. Siamo stati un po’ ingenui sul rigore, per alcuni tratti della partita sembravamo quelli delle quattro sconfitte, ma ci abbiamo creduto fino alla fine e siamo riusciti a pareggiarla. Dobbiamo lavorare per migliorare sempre di più”.
Ninni Corda, direttore tecnico del Foggia, è intervenuto ai microfoni di Rai Sport prima del posticipo con la Juve Stabia:
“Sicuramente faremo un mercato molto rilassato perché siamo stati gli ultimi a finirlo, è stato un mercato eccezionale e i risultati lo dimostrano. Stiamo facendo molto bene, non possiamo che essere soddisfatti. Marchionni è carico già dal primo giorno ha sposato il nostro progetto, è un tecnico aziendalista. Siamo partiti in ritardo, facendo la squadra in fretta e furia e con un budget inferiorre rispetto a altre squadre, a dimostrazione che nel calcio non contano i soldi ma la programmazione”.
Dopo i due pesanti errori dal dischetto contro la Ternana, in casa Monopoli è il nuovo arrivato Edoardo Soleri a candidarsi per calciare il prossimo tiro dagli undici metri:
“Io volevo calciare il rigore, ma ci sono delle gerarchie: li hanno battuti Starita e Giorno, pazienza. Se ce ne sarà un altro, magari, mi metto a disposizione: è una responsabilità che vorrei prendermi“, ha detto nel post-partita l’attaccante ex Padova.
La punta ha poi proseguito:
“Indubbiamente la partita ci lascia l’amaro in bocca, abbiamo perso punti per strada. Pensiamo a domenica prossima, dovremo dare il massimo di noi stessi per ripartire – le parole riprese da tuttocalciopuglia.com –. Sono contento di come mi ha accolto il gruppo, il mister, la società. Anche se sono passati pochi giorni, ho sempre avuto in mente l’obiettivo di dare tutto“.
Uno scatenato Eugenio D’Ursi, attaccante del Bari, si è espresso in maniera critica nei confronti della capolista Ternana ai microfoni di RadioBari, come raccolto dai colleghi di TuttoBari:
“La Ternana? Guardiamo le loro partite: dovevano perdere per come hanno giocato. Sono in calo, spero che dopo aver perso una partita, ne perdano altre 2-3 consecutivamente. C’è una differenza enorme tra come stiamo giocando noi e loro. Noi abbiamo fatto 30 tiri in porta e 10 traverse, non ci possiamo fare niente. Hanno avuto culo, fanno gol al 92′, al 94′. Il calcio sta dando loro più di ciò che meritano. Non possono vincere sempre“.
Quando nasci a Taranto e diventi grande a Napoli ti assumi il rischio della imponderabilità della vita. Il senso delle proprie azioni può sfuggire, il peso della responsabilità si aggrava o si deforma. Francesco Montervino non è simpatico a tutti. Lui lo sa per primo. Forse si chiama personalità, un pizzico di arroganza resta in superficie. Ma basta un soffio di vento per scorgere in quel viso ruvido, la sincerità del suo sguardo.
Nato a Taranto, cresciuto a Napoli. Francesco Montervino non si diventa per caso… «Napoli può essere considerata una grande Taranto. La cultura tarantina acquisita mi ha permesso di integrarmi in una delle città più grandi d’Italia, di diventarne un simbolo in un certo periodo calcistico. Questa sicurezza che mostro, deriva dalle esperienze fatte, perché il pericolo di sbagliare in certi contesti è sempre dietro l’angolo. E sono tornato a Taranto con questo bagaglio importante».
Stagione 97/98, poco più che maggiorenne diventa capitano del Taranto. Ci spieghi la genesi dell’assegnazione di quella fascia… «Credo facesse parte di una strategia della società, una volontà di valorizzare un prodotto calcistico locale. Venivo da Parma con certe qualità caratteriali e quella fascia serviva per creare un interesse anche in funzione mercato. Infatti a dicembre passai all’Ancona: prima partita sul campo del Chievo Verona. Entrai nel finale e al 92’ mi procurai il rigore della vittoria».
Cosa ha rappresentato la parentesi di Napoli nella sua carriera? «Tutto. Sono stato uno degli artefici della rinascita, uno dei giocatori su cui il Napoli è stato ricostruito. Non essere rappresentato sul murales della Ferrovia Cumana? Mi basta sapere che tanti tifosi hanno definito quell’assenza scandalosa. Ma vorrei aggiungere che sono tra i cinque capitani del Napoli più amati, insieme a gente come Maradona, Bruscolotti, Hamsik».
A Taranto questo amore fatica ad emergere nei suoi confronti… «Di questo mi arrabbio molto. Se a Napoli e Salerno la stima si spreca e si manifesta in innumerevoli modi, perché nella mia città non dovrebbe essere lo stesso? Colpa forse di una mentalità che tende prima a distruggere. Taranto, però, è anche generosa, sa darsi completamente. In questo momento c’è una corazza durissima da rompere. Ci sono due modi: o essere carro armato o goccia cinese. Ho scelto la seconda via per essere apprezzato anche qui».
Da DS, forse, il compito è più articolato che da calciatore… «Però, pensiamoci bene. Ad Ancona, Napoli, Salerno ho sempre fatto parte di progetti di rinascita con un totale di sei campionati vinti. Gruppi risorti dalle ceneri. Da calciatore, è chiaro, la responsabilità è condivisa. Da direttore sportivo è differente, ma nella mia carriera sono stato sempre abituato a lottare per vincere».
Ha deciso di tornare. Magari le opportunità in giro per l’Italia non mancavano. Perché di nuovo a Taranto? «Non è stato un errore essere ritornati. Forse era una scelta precoce quella di sei anni fa nonostante i risultati raggiunti. Opportunità più prestigiose? Non è così semplice. Io dico sempre quello che penso, tendo ad andare allo scontro. In grandi società questo non te lo puoi sempre permettere. Ora rispetto a sei anni fa sono meno tifoso e più riflessivo. E poi capisco le dinamiche dello spogliatoio in modo immediato. Dove ho fatto il calciatore sono stato sempre capitano. Una ragione ci sarà».
Stiamo parlando di calcio. Ma anche di calcio di 25 anni fa. La sensazione è che questo sport sia oggi percepito in modo diverso specie dalle giovani generazioni… «La differenza è nella libertà di cui un bambino poteva disporre ieri rispetto ad oggi. Una serie di attività cognitive che prima si potevano immagazzinare e oggi non si può più. Un genitore prima di mandare un figlio alla scuola calcio vuol sapere se i campi sono in erba perfetta, se le docce funzionano, chi sono i maestri. Prima con due pietre si faceva una porta e si giocava con le scarpe che il giorno dopo non sarebbero più servite. Questo spiego quando faccio il docente a Coverciano nei corsi riguardanti il settore giovanile. Preferivo il calcio di prima. Ma oggi quel calcio non esiste più. E forse Taranto è rimasta indietro al calcio di 25 anni fa, pagando un’arretratezza di carattere organizzativo, senza accettare l’evoluzione che nel frattempo c’è stata».
Cosa vede nel 2021 del Taranto calcio? «Sei anni fa fui orgoglioso di riportare allo Iacovone 12.000 persone. Ecco, un desiderio sarebbe quello di rivedere uno stadio così pieno. Che Taranto sia una città dove si possa fare calcio e non si continui a dire il contrario. Con le persone giuste si può fare molto. Io finora sono soddisfatto del gruppo che si è formato, della struttura tecnica creata, che va al di là di un attaccante preso o non preso».
Quando ha saputo di avere il Covid cosa ha pensato? «Ho provato stupore, perché avevo seguito tutte le precauzioni, ma anche perché pensavo di sentirmi indistruttibile. Poi capisci che non hai il fisico di quindici anni prima. Io ho avuto un po’ di tosse e mal di gola: sapere di aver contagiato anche i miei genitori e mia sorella mi ha fatto comprendere che con questo virus non si scherza e non si può sottovalutare».
Aldo Roselli, presidente della Fidelis Andria, fa il punto della situazione in casa federiciana ai microfoni di antennasud 13:
“Sicuramente avremmo voluto giocare, avevamo un filotto di risultati positivi. Ma di fronte al Covid nessuno potrebbe fare nulla, pensiamo a guarire tutti il prima possibile. Mercato? Il budget di altre squadre, come il Casarano, è superiore al nostro. Noi restiamo coi piedi per terra, anche perché c’è ancora qualcos’altro da completare. Siamo riusciti a portare a casa determinati profili. Prendiamo le partite come vengono, ma restiamo coi piedi per terra. Panarelli? E’ un grande professionista, lui vive intensamente tutte le vigilie e non c’è mai niente di diverso rispetto al solito”.
È soddisfatto mister Danucci della prova del suo Nardò al cospetto della Team Altamura. Ecco quanto dichiarato nel dopo partita:
“La squadra ha reagito alla grande dopo il ko di Portici. C’era il rischio rimanessero alcune scorie ma la squadra ha saputo fare quadrato ed ha risposto presente. Gol a parte, non ha fatto tiri in porta l’Altamura. Il resto poi lo ha fatto Caputo con un gol straordinario”.