Manfredonia, ufficializzato il sipontino Palumbo

Volto nuovo in casa del Manfredonia. Mister Franco Cinque potrà infatti contare anche sull’apporto del centrocampista under, classe 2002, Antonio Palumbo.

L’ufficialità del giocatore d’origini sipontine è arrivato dalla società tramite una nota postata su Facebook: “#ManfredoniaCalcio1932 firma #AntonioPalumbo Un altro manfredoniano a disposizione del Mister Cinque. Si tratta di Antonio Palumbo, centrocampista difensivo classe 2002, che in passato ha vestito le maglie di Foggia, Trinitapoli e Cerignola.Palumbo nasce sportivamente nell’ex Salvemini e con orgoglio torna a Manfredonia per difendere i colori della città.La società rivolge un grosso in bocca al lupo al ragazzo!“.

Marco Roberti, un giovane in rosa al Manfredonia

Classe 2004, timido in volto e di poche parole, così appare il giovane centrocampista manfredoniano, da poco tempo inserito in rosa da mister Cinque.

Ha dichiarato: “Era aprile e mister Ionata, colui che mi ha formato maggiormente, mi ha chiamato chiedendomi se volevo allenarmi con la prima squadra ed ovviamente ho accettato. Sapevo, però, che le fatiche si sarebbero intensificate. Fino a poco tempo fa cantavo sugli spalti dopo la partita della domenica mattina, con Francesco De Filippo, portiere della Juniores che conosco fin da piccolo, con lui ho un rapporto speciale. Continuo anche ad allenarmi con la Juniores”.

Ha fatto piacere anche alla sua famiglia, aggiungendo che però sua madre vorrebbe si impegnasse di più sullo studio: “Sono all’ultimo anno del liceo scientifico e richiede il massimo impegno. Ammetto che non eccello in alcuna materia, ma faccio comunque il minimo indispensabile finché non c’è da impegnarsi sul serio”.

Come già accennato, Roberti è molto legato e grato ai mister precedenti, in particolare ricorda Franco Grasso: “Mi sostiene tutt’ora e ha sempre creduto in me, lui in realtà crede in tutti i giovani sportivi della città e vorrebbe che il settore giovanile avesse più lustro. Ha aiutato anche altri ragazzi come me e noto che è orgoglioso quando ci vede giocare ”.

Di gol ne ha fatti tanti, ci confessa, ma nessuno ha meritato una sua dedica: “Penso che il mio gioco sia creativo, non mi piacciono le azioni troppo corte o poco studiate. È vero, l’importante è fare gol, ma se non c’è calcolo e astuzia, il talento serve a ben poco”.

Come ripetuto negli articoli precedenti, il Donia ha un gruppo compatto e i veterani tendono ad indirizzare le “reclute” della prima squadra e su questo Roberti afferma: “Matteo Stoppiello è come un fratello maggiore, non solo per me. In prima squadra ho ritrovato Michele Mastrogiacomo, Giuseppe D’Amico e Giuseppe Guerra e spero di poter condividere con loro tanti altri bei momenti”. 

Roberti vuole esprimersi anche sulla questione-campo: “Uno dei miei sogni è quello di sentire il mio nome dallo speaker. Tanto di cappello allo stadio di Monte S. Angelo, ringrazio per l’ospitalità, però tutti vogliamo tornare a giocare qui”.

Riguardo le ultime prestazioni, commenta: “Tralasciando la disfatta a Bisceglie, posso dire che la squadra reagisce bene e il lavoro del mister sta dando i suoi frutti”.

Il giovane biancoceleste ha anche una fede calcistica, tifa a’ Magica: “La Roma è sempre stata la mia squadra del cuore e ho sofferto tanto per l’addio di Totti, inutile dire che è il mio idolo. Mourinho? Non ero felicissimo del suo arrivo, non amo la sua impostazione di gioco e noto che ultimamente la squadra è poco motivata. A parte l’Inter, vedo molto favorito il Napoli”.

E dopo che i napoletani avranno azionato i loro metodi scaramantici (anche piuttosto intuibili, ndr), non resta che augurare alla squadra di proseguire per il meglio, e alla giovane promessa sipontina di crescere ancora.

Michela Rinaldi

Agustìn Laborda (Manfredonia): il mediano che viene da lontano

È da poco tre mesi, qui in Italia, e il suo italiano non è così male. Disponile e sorridente, così si è presentato ai nostri microfoni: “L’accoglienza è stata ottima, non pensavo di trovarmi così bene fin da subito. Anche a Grottaglie, seppur sono stato per pochissimo tempo, ho compreso che qui in Europa il gioco del calcio è più tecnico, i ragazzi fin da piccoli sono indottrinati. In Argentina, o comunque in Sudamerica, i bambini sviluppano una velocità e uno scatto differente, giocando tantissimo per le strade. Così ho iniziato io, a sei anni”.

Il giovane centrocampista è cresciuto a Buenos Aires e lì ha forgiato il suo ruolo: “All’inizio ero arruolato come mediano, infatti il mio primo numero di maglia fu il 5 (ci tiene a precisare che invece, qui in Italia, il numero del mediano solitamente è il 6 ndr.) e penso che il centrocampo sia il mio posto. Posso servire la mia squadra in varie occasioni e non amo molto il gioco “ristretto”. Credo che un buon gioco offensivo, se non troppo enfatizzato, sia il migliore, senza tralasciare le decisioni del mister e le varie rivali, sempre diverse tra loro”.

La famiglia è un tassello importante per un giovane che, per inseguire i suoi sogni, si allontana; proprio su questo si sofferma: “Ho due fratelli e una sorella, amano tutti il calcio e mi sostengono sempre. Mi spiace vederli poco, ma siamo sempre in contatto. La pandemia è stata traumatica per tutti, per chi pratica sport di squadra ancora di più, e rivivere queste emozioni fa sempre bene. Sono fieri di me”. Il gruppo? È eccezionale, poi avendo in squadra altri due “hermanos argentinos” (l’attaccante D’Imperio Santiago e il difensore Morro Nicolas), mi fa sentire di più a casa e ci divertiamo tantissimo, sembriamo dei pazzi (ride, ndr). Il mister si prodiga per noi e mette al primo posto la nostra persona, questo lo rende speciale”.

L’argentino ha addirittura giocato in Grecia, a Ael Lekfimmi (Corfù) e spiega: “Ci sono tantissimi italiani lì, ci sono stato per un anno (2020/2021 periodo pandemico), però in precedenza ho tastato il terreno spagnolo (2019/2020 PE Sant Jordi e dopo CD Inter Ibiza). Ma l’emozione più grande l’ho vissuta quando mi hanno contattato per un provino all’Excursionistas, squadra della mia città”.

Infine, Laborda ha aggiunto che è fiducioso nei confronti dei progetti del mister (l’allenatore Franco Cinque ndr.), che riguardo la sconfitta contro l’U.S Bisceglie ha dichiarato di aver compreso durante i momenti-cardine che hanno portato alla sconfitta, condizionati anche da alcuni episodi arbitrali. Nonostante ciò, ha concluso, i primi 60 minuti di gara i suoi biancocelesti avevano dominato.

Con il costante sostegno dei tifosi, le prossime sfide saranno affrontate meglio: parola di Laborda.

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Han pasado un poco más de tres meses, aquí en Italia, y tu italiano no es tan malo. Estaba dispuesto y sonriente, por lo que se presentó a nuestros micrófonos: “La bienvenida fue excelente, no pensé que me encontraría tan bien de inmediato. Incluso en Grottaglie, aunque llevo muy poco tiempo, me di cuenta de que aquí en Europa el juego del fútbol es más técnico, se adoctrina a los niños desde pequeños. En Argentina, o al menos en Sudamérica, los niños desarrollan una velocidad y sprint diferente, jugando mucho en las calles. Entonces comencé cuando tenía seis años ”.

El joven centrocampista creció en Buenos Aires y allí forjó su papel: “Al principio estaba inscrito como centrocampista, de hecho mi primer número de camiseta fue el 5 (quiere precisar que en cambio, aquí en Italia, el número de medianos suele ser 6 ed) y creo que el mediocampo es mi lugar. Puedo servir a mi equipo en varias ocasiones y no me gusta mucho el juego “restringido”. Creo que un buen juego ofensivo, si no demasiado enfatizado, es lo mejor, sin descuidar las decisiones del técnico y de los distintos rivales, que siempre son diferentes entre sí ”.

La familia es una pieza importante para un joven que, para perseguir sus sueños, se marcha; Precisamente en esto se centra: “Tengo dos hermanos y una hermana, todos aman el fútbol y siempre me apoyan. Lamento ver poco de ellos, pero siempre estamos en contacto. La pandemia ha sido traumática para todos, para quienes practican deportes de equipo aún más, y revivir estas emociones siempre es bueno. Están orgullosos de mí ”. ¿El grupo? Es excepcional, luego tener otros dos “hermanos argentinos” en el equipo (el delantero D’Imperio Santiago y el zaguero Morro Nicolás), me hace sentir más como en casa y nos divertimos mucho, nos vemos como locos (risas, ed) . El entrenador hace todo lo posible por nosotros y pone a nuestra persona en primer lugar, eso lo hace especial ”.

El argentino incluso ha jugado en Grecia, a Ael Lekfimmi (Corfú) y explica: “Hay muchos italianos ahí, yo llevo un año (periodo de pandemia 2020/2021), pero antes probé el suelo español (2019 / 2020 PE Sant Jordi y después CD Inter Ibiza). Pero la emoción más grande la experimenté cuando me contactaron para una audición en los Excursionistas, un equipo de mi ciudad ”.

Finalmente, Laborda agregó que confía en los planes del técnico (Franco Cinque), que respecto a la derrota ante el U.S Bisceglie declaró que entendió durante los puntos cruciales que llevaron a la derrota, también condicionada por algunos episodios. A pesar de esto, concluyó, los primeros 60 minutos su biancocelesti había dominado la raza.

Con el apoyo constante de la afición, los próximos retos se afrontarán mejor: palabra de Laborda.

Michela Rinaldi

Luigi Agnelli “Manftedonia, una città che mi è rimasta nel cuore”

Dopo la convincente prova nel derby contro il Vieste, l’Orta Nova affronta un’altra garganica nel decimo turno del campionato di Eccellenza Girone A. I biancoazzurri saranno ospiti a Monte Sant’Angelo del Manfredonia, la città dell’Arcangelo ospita infatti quest’anno le gare casalinghe dei sipontini, a causa dell’indisponibilita’ del Miramare.

Una gara dal sapore forte per il tecnico biancoazzurro Luigi Agnelli, che in riva al golfo ha vissuto due stagioni importanti, conquistando il record di punti: “Una città che mi è rimasta nel cuore – commenta il tecnico foggiano – il calore della piazza ed i suoi tifosi rappresentano ricordi indimenticabili”. Guardando alla partita invece i biancoazzurri hanno la possibilità di allontanare ulteriormente la zona retrocessione, in una sfida in cui gli ortesi proveranno a fare il salto di qualità, cercando di fare punti anche contro una squadra che in classifica ne ha dei biancoazzurri. Finora infatti gli ortesi hanno raccolto punti solo contro le squadre che sono dietro in classifica, far bene contro i sipontini rappresenterebbe un ulteriore step in ottica crescita per un gruppo giovane, ma deciso a far bene. Per la gara di Monte Sant’Angelo è stato designato il Sig. Paolo Cipriani della sezione di Molfetta, assistenti il Sig. Danilo D’Ambrosio, della stessa sezione arbitrale ed il Sig. Gaetano Fiore della sezione di Barletta, fischio d’inizio fissato per le 14:30, highlights ed interviste su Playnews24.com.

Luca Caporale – playnews24.com

Franco Cinque (Manfredonia), il lungo percorso

A tre settimane dalla scorsa intervista, ritorna il mister Cinque ai nostri microfoni e dichiara:

“Non è stato facile recuperare ed in effetti non penso sia ancora terminato il lavoro di rinforzamento. Essendo un tecnico, devo adattarmi all’organico che mi viene fornito e fare in modo che tutti abbiano un posto in campo. Ultimamente, seppur il mercato non sia terminato e di conseguenza bisogna parlarne alla stampa con prudenza, posso dire che abbiamo “rimpolpato” la rosa almeno con almeno tre elementi. Per fortuna, la nostra infermeria si può considerare vuota, a parte qualche normale fastidio che si può avere (a causa anche della diversa temperatura del comune di Monte Sant’Angelo rispetto alla cittadina marina sipontina, ndr)”.

È importante, dunque, ricordare che ultimamente la società si è mobilitata nel cercare rinforzi, accogliendo l’appello sia del mister che dei tifosi:

“Da parte della direzione c’è totale disponibilità e fiducia e da parte mia sono ricambiate. Altre variazioni in rosa? Se ci saranno non dipenderanno da me, ma dalle possibili circostanti che posso essere disciplinari, di competenza ecc.”

Riguardo le ultime gare, racconta:

“Contro il Vieste, come a noi accade spesso, la tenacia si è affievolita nel secondo tempo, potevamo portare a casa i tre punti, tralasciando che il rigore al 92′ è stato, a parer mio, decisamente dubbio. Penso che questi elementi possano influenzare tanto i risultati e dare meno spazio alla meritocrazia, ma questo è un aspetto fondamentale dello sport, non solo del calcio . Invece, con l’U.S Bisceglie la circostanza è stata differente. È una squadra con forti cardini ed esponenti di spicco per questa categoria, però noi volevamo a tutti i costi portare a casa la vittoria, così abbiamo regalato un’altra gioia a questo splendido pubblico che è disposto a venire in alta quota pur di seguirci”.

Domenica, i ragazzi del “Miramare” sfideranno il Di Benedetto Trinitapoli (ex Barletta, allenato da Cinque fino a settembre, ndr) e non vi è alcun dubbio che questa gara verrà affrontata a muso duro come tutte le altre, non è vero mister? 

Michela Rinaldi

Manfredonia, Pres. Rodice contro l’abolizione dei playoff: “Decisione insensata. Campionato falsato”

L’Ing. Gianni Rotice è contrario a quanto stabilito di recente dal Comitato Regionale Puglia FIGC/LND, ossia abolire i playoff d’Eccellenza. Questa decisione porterà infatti soltanto le prime classificate dei due gironi a contendersi la promozione in Serie D tramite una finale in campo neutro. Ed è per questo che il presidente del Manfredonia ne ha chiesto ufficialmente la revisione.

Una decisione che va contro le stesse regole del buon senso. Regole che dovrebbero essere stabilite prima dell’inizio del Campionato al fine di permettere alle società di investire le proprie risorse per organizzare al meglio il torneo e le stesse ambizioni finali“, è il pensiero del signor Rotice che si legge dalle pagine online del IlSipontino.net.

Rotice si è soffermato anche sul fatto che in altre regioni, come la Basilicata ad esempio, “i play off d’Eccellenza si disputeranno regolarmente, come previsto dal Comunicato ufficiale n. 1 della Lega Nazionale Dilettanti diramato il 1° luglio 2021 che, invece, è stato completamente ignorato dal direttivo pugliese“.

Dal mese di gennaio 2022 molti organici, calcolando l’impossibilità di raggiungere obiettivi, potrebbero essere smantellati – ammette Rotice – per finalità di risparmio economico, con un campionato che risulterà completamente falsato“.

Ufficiale – Manfredonia, due argentini alla corte di mister Cinque

Due riforzi sudamericani per il Manfredonia. Parliamo degli argentini D’Imperio Tarabini Santiago Luis e Nicolás Morro (in foto): entrambi classe 1997 con trascorsi nel Grottaglie, il primo è un attaccante, il secondo un difensore.

Ne ha reso nota l’operazione in tandem la stessa società tramite la propria pagina Facebook. Ecco i comunicati:

D’Imperio Tarabini Santiago Luis è un nuovo calciatore del Manfredonia Calcio 1932: i sipontini si assicurano le prestazioni e i gol dell’argentino cl. 1997.

Argentino di Buenos Aires, D’Imperio ha al suo attivo esperienze con il CA Acassuso (serie b argentina), Deportivo Pereira (serie b colombiana) e CA Atlas, sempre in Argentina.

Ha vestito inoltre le maglie dei Tulsa Roughnecks e dei Milwaukee Torrent nella seconda lega statunitense. In Italia invece l’esperienza con il Grottaglie.

Fisico imponente, 186 cm, l’argentino è un tipico attaccante da area di rigore, forte fisicamente e tecnico, con una grinta che lo porta anche a sacrificarsi per la squadra. Domenica nella gara interna con l’Unione Calcio Bisceglie ha già timbrato il cartellino, entrando dalla panchina e firmando il pesantissimo gol vittoria.

Queste le prime parole del nostro nuovo attaccante: “Sono entusiasta di indossare questi colori, a me così familiari. L’impatto è stato ottimo, e non solo per l’esordio con il gol, ma soprattutto per l’ambiente che ho trovato e che sono certo mi aiuterà a dare il meglio. Ringrazio la società, il mister e il direttore per la fiducia nei miei confronti e spero di ripagare i tifosi con le mie prestazioni e i mie goal. Forza Manfredonia“.

“Il Manfredonia Calcio 1932 si assicura le prestazioni del difensore Nicolas Morro, il terzo tassello argentino dopo Laborda e Santiago D’Imperio.

Il classe 1997, vanta al suo attivo le esperienze con il Quilmes AC, il Gral. Lamadrid, l’Atlas Fútbol Club ed il CA Argentino De Merlo, tutte in patria. In Italia lo porta il Grottaglie.

Nicolas è un difensore che può disimpegnarsi sia in una difesa a tre che a quattro, grazie alla sua duttilità e al suo senso della posizione. Calciatore reattivo e abile nelle chiusure, ha nel colpo di testa una delle sue armi migliori, oltre a possedere un carattere tipico della terra d’origine.

Morro ha esordito domenica contro l’Unione Calcio Bisceglie ed è pronto a proseguire il campionato. Queste le prime parole da calciatore biancoceleste: “Arrivare a Manfredonia è per me motivo di orgoglio e sono carico per questa nuova avventura. La vittoria di domenica deve essere un punto di partenza e con i miei compagni siamo pronti per ottenere altri risultati positivi. Ho trovato un ambiente ottimo ed uno spogliatoio affiatato e non vedo l’ora di tornare in campo. Forza Manfredonia“.

L’Unione Calcio soccombe al Manfredonia

Primo stop esterno per gli azzurri, superati per 3-2 dalla compagine garganica, al termine di una gara vivace e combattuta

S’interrompe dopo due turni la striscia positiva dell’Unione Calcio, sconfitta per 3-2 dal Manfredonia al “Comunale” di Monte Sant’Angelo nel settimo turno di campionato.

La gara entra subito nel vivo, con il punteggio che si sblocca dopo soli 15’ in virtù del vantaggio garganico siglato dall’ex Ingredda, abile a trovare l’incornata sul primo palo da corner di Trotta.

Immediata la risposta degli azzurri, affidata al pari firmato Zinetti dopo tre giri di lancette, letale nella conclusione in area piccola su assist di Piarulli.

I ritmi della contesa non accennano a calare e, pochi secondi dopo la mezz’ora, il Manfredonia rimette nuovamente la freccia ancora con Ingredda, che castiga nuovamente con un colpo di testa gli azzurri, finalizzando un contropiede.

Galvanizzati dal nuovo vantaggio, i sipontini accarezzano il tris al 39’ con Eletto, ma Lullo si supera nella risposta sulla conclusione ad incrociare dalla sinistra.

L’Unione Calcio ha la palla del 2-2 pochi minuti più tardi: Andriano pesca Manzari che manca l’aggancio a tu per tu con l’estremo Mascolo.

La prima frazione si chiude con il Manfredonia in avanti, Trotta intercetta un passaggio impreciso degli azzurri e prova a beffare Lullo con un pallonetto che termina di poco a lato.

Nella ripresa è l’Unione Calcio a far appuntare la prima occasione grazie alla conclusione dalla distanza di Manzari, disinnescata in due tempi da Mascolo.

Al 24’ Colangione atterra in area di rigore Amoroso, per il direttore di gara non ci sono dubbi sul calcio di rigore: Manzari s’incarica della battuta impeccabile, per il meritato pareggio biscegliese.

Lo stesso numero nove azzurro, due minuti più tardi, sguscia sulla sinistra, trovandosi a tu per tu con Mascolo, l’estremo di casa è bravo nell’anticipo e disinnesca l’iniziativa di Manzari.

La sfida non risparmia capovolgimenti di fronte ed al 36’ il neoentrato D’Imperio risolve in mischia sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, insaccando di testa la sfera smanacciata dal subentrato Di Bari e rimessa in area da Colangione, per il 3-2 garganico.

Ancora tutto da rifare, quindi, per l’Unione Calcio che al 40’ ci prova ancora con Manzari direttamente su calcio piazzato, provvidenziale la deviazione in corner della barriera.

Gli azzurri alzano ulteriormente il ritmo nei minuti finali ed al 43’ Camporeale tenta di risolvere con una conclusione dalla sinistra, smanacciata da Mascolo.

Forcing finale infruttuoso per i biscegliesi, che incappano nel secondo stop stagionale, il primo esterno.

Domenica prossima la compagine del tecnico Rumma tornerà al “Di Liddo”, dove ospiterà il San Marco, reduce dal pari interno contro Borgorosso Molfetta.

MANFREDONIA – UNIONE CALCIO BISCEGLIE: 3-2 (2-1 pt)

Manfredonia: Mascolo, Cicerelli, Manna, Laborda, Colangione, Morro, Trotta (46’ st Stoppiello), Eletto, Ingredda (27’ st Monopoli), De Battista (27’ st D’Imperio), Salvemini. A disp: Sarri, Ciuffreda, Persichella, Lauriola, Sementino, De Filippo, Stoppiello. All. Cinque.

Unione Calcio: Lullo (23’ st Di Bari), D’Alba (39’ st Tedone), Preziosa (1’ st Amoruso), Zingrillo, Andriano, Digiorgio, Zinetti, Inchingolo (23’ st Camporeale), Manzari, Amoroso, Piarulli. A disp: Bufi, Quacquarelli, Mastrorilli, Petrignani, Binetti.  All. Rumma.

Arbitro: Rocco Epicoco (Brindisi); assistenti: Alessandro Scrima (Taranto), Luca Latini (Foggia).

Marcatori: 15’ pt e 33’ pt Ingredda (M), 18’ pt Zinetti (U), 23’ st Manzari (U) (rig.), 36’ st D’Imperio (M).

Ammoniti: Zinetti (U), Amoroso (U), De Battista (M), Colangione (M).

Ufficio Stampa Unione Calcio Bisceglie

Franco Cinque, un ritorno inaspettato a Manfredonia

A causa dei pochi punti raccolti nelle prime tre giornate, mister Ricucci è stato sollevato dal suo incarico e così ha ripreso il suo posto Franco Cinque, per la terza volta:

“Non mi aspettavo di essere chiamato da un dirigente sipontino così presto dopo le divergenze con il presidente del di Benedetto Trinitapoli (ex Barletta, squadra con cui ha battuto il Donia durante i play off, proprio al Miramare), ma non c’è due senza tre (ride, ndr) e sono fiero di tornare qui. Sono di Manfredonia e grande tifoso, ho sempre pensato che negli ultimi anni meritasse di più. Che gruppo ho trovato? Nonostante le difficoltà siamo uniti, sappiamo che mancano elementi importanti soprattutto in difesa e per questo la società si applicherà e aspettiamo con ansia anche il completo recupero di Sementino”.

Ha anche un occhio di riguardo nei confronti dei tifosi, aggiunge infatti: “Non è sbagliato considerarli <dodicesimo uomo in campo>, sanno darti la giusta carica e grinta, noi contiamo sempre sul loro appoggio. Tenendo in conto la diversa sede di gioco (per ora si gioca a Monta Sant’Angelo), apprezziamo chi viene a trovarci e si spera al più presto di tornare al Miramare”.

Sull’impostazione di gioco, non sembra che Cinque abbia pensieri molto rigidi: “Enfatizzare una fase è controproducente e spesso fallimentare , va messo in atto il giusto equilibrio e comprendere quali uomini si ha a disposizione, in questo modo non c’è neanche necessità di parlare di schemi o moduli, ma di gioco e basta”.

Ex difensore del Donia, ha dietro di sé una lunga carriera nelle serie minori: “Ho occupato per la prima volta l’area tecnica nel 2009, subito dopo aver terminato la mia carriera da calciatore, a Vieste, ho iniziato ad allenare. L’anno dopo, abbiamo vinto il campionato di Promozione e siamo saliti in Eccellenza. Nel 2012, mi è stata affidata per la prima volta il timone dei biancocelesti ed sono rimasto fino al 2015. Dal 2015 al 2017 sono stata a Barletta, poi un anno a Trinitapoli e prima di venire qui ero tornato di nuovo a Barletta”.

Il nuovo mister non fa troppe promesse, solo una: dare il massimo per questa nuova sfida che, date le varie circostanze, sembrerebbe essere tutta in salita…

Michela Rinaldi

Francesco Ciuffreda (Manfredonia), un ragazzo cresciuto al Miramare

Ormai ha 19 anni, il difensore che ha esordito tra i “grandi” quando indossava ancora la maglia degli allievi, così Francesco Ciuffreda ci racconta di queste esperienze:

“In realtà, la mia prima squadra è stata la Salvemini, dove ho conosciuto anche Nico quando avevo 7 anni. Dopo due anni sono venuto qui e ho continuato, fino ad arrivare rapidamente in prima squadra. Anche se sono rimasto qui, penso di essere cresciuto perché l’ambiente è sempre stato favorevole, mi sono trovato in sintonia con tutti i ragazzi e mister. Se si lavora serenamente non si hanno problemi nel migliorarsi”.

A proposito di allenatori, ricorda chi gli ha dato completa fiducia: “Partendo da Agnelli, tutti mi hanno incoraggiato sempre, sia in campo che fuori, in particolar modo mister Rufini, con cui potevamo veramente coronare il sogno“.

Nel settore giovanile gli era stato affidato un posto in centrocampo, ma poi le cose sono cambiate: “Per fortuna ci si è resi conto che fare il filtro non faceva proprio per me (ride, ndr) e che era la difesa pane per i miei denti, per questo il mio è un gioco duro e rischioso da un punto di vista sanzionale. Non a caso il mio primo numero di maglia è stato il 5”.

Il suo “attaccamento alla maglia” nasce in realtà da lontano, poiché da piccolino guardava le partite al Miramare con suo nonno. Non solo, la sua famiglia ha appoggiato le varie scelte: “Mi hanno sempre apprezzato, anche se a causa degli impegni ho perso un anno a scuola. Ci tengono a vedermi giocare, perché sanno che con un pallone tra i piedi sono felice, penso siano orgogliosi di me”.

Come già ha anticipato, i ricordi sono tanti ma alcuni si possono riportare: “Il periodo del covid mi ha completamente scosso, il gruppo non era lo stesso in maniera individuale, però al ritorno abbiamo mostrato di aver superato del tutto i disagi, tralasciando il risultato. Un ricordo bello? Quando mi hanno detto che avrei giocato in prima squadra. In fin dei conti, quando vedevo in campo i calciatori del Donia dicevo che un giorno avrei voluto far lo stesso, potevo non esserne felice?”.

Anche se il suo ruolo non è “da gol”, ne ha comunque realizzati e dedicati qualcuno ad un suo amico: “Io e Niccolò viviamo le stesse emozioni, lui gioca nel Calcio a 5, così ci scambiamo le reti dedicate (ride, ndr)”.

Un giovane così innamorato del calcio, poteva non avere una fede calcistica? Risposta, no: “Certo che sono tifoso, rossonero precisamente. Mio padre tifa per i cuginetti e quando c’è il derby casa mia si trasforma. Un calciatore a cui mi ispiro? Ho tanta stima per Sergio Ramos, non esiste difensore migliore, almeno in Italia non è presente una figura del genere per il suo ruolo”.

Le considerazioni sul campionato sono abbastanza “pungenti”, poiché il difensore biancoceleste riconosce che c’è bisogno di un arduo lavoro, seppur con poche parole: “Ora che siamo fuori dalla Coppa possiamo concentrarci del tutto al campionato, io personalmente ho tanta fiducia, ma penso di non essere una voce fuori dal coro”. 

In effetti, da ora si fa sul serio…

Michela Rinaldi

Manfredonia Calcio, anche Nico Salvemini torna in biancazzurro

Anche Nico Salvemini, centrocampista diciottenne manfredoniano, dopo l’esperienza triennale fatta a Ferrara, torna fra i sipontini e racconta: “A 6 anni ho iniziato a giocare a calcio con la Salvemini (prestigiosa società sportiva giovanile di Manfredonia) e non l’ho lasciato più. Ho anche vinto, qui al Miramare, un campionato con mister Marinaro Credo che sono ricordi indelebili. Giocare a Ferrara, nella Spal dall’età di 14 anni, è stato elemento di grande crescita personale e calcistica, tanto che, a proposito del mio ruolo posso  dire che all’inizio giocavo come esterno e non a centrocampo, per questo non davo il massimo, poi ho fatto anche qualche presenza in Nazionale. L’ambiente era diverso, non solo per la categoria (la Spal era in Serie A) ma anche per la posizione geografica. Sono stati duri i primi giorni anche nell’ambito scolastico, ma poi man mano mi hanno conosciuto ed apprezzato. Quest’anno, dopo un periodo particolare nell’Audace Cerignola (Serie D), sono tornato su, ma le cose non sono andate benissimo e ho ricevuto la chiamata dallo staff sipontino per tornare a vestire questa maglia, potevo mai dire di no? (Ride, ndr)”.

La sua famiglia, volendo soprattutto il bene del “campione di casa”, l’ha sempre sostenuto, andando a trovarlo ogni quindici giorni (in occasioni delle sfide casalinghe). I bei ricordi sono tanti, ma in particolare il giovane ricorda “La prima sfida con i professionisti, contro il Brescia, è stata un’emozione unica, chi se la dimentica? Giocavo con gli Under 15. Sugli spalti non mancava la gente che mi conosceva, oltre alla mia famiglia. Ho fatto doppietta, addirittura una rete in zona Cesarini. Una pagina brutta, invece, è stata la sconfitta contro il Chievo. Quella finale di playoff, persa 5-1 non l’ho ancora digerito, lo ammetto”.

Parlando di numeri, è orgoglioso di dire che sulla sua prima maglia aveva c’era stampato il numero 10. Salvemini  non sembrerebbe aver una grande passione per i team della serie A italiana, così accenna una sottile simpatia per la Juve. Riguardo gli idoli, il centrocampista spiega “Mi piace il carattere tecnico di Neymar e De Bruyne, penso che questo tipo di personalità formino l’aspetto vincente di una squadra, quello che i tifosi apprezzano di più”.

Prima della sfida contro il Trani, vinta 3-0 in casa, il Donia ha subito una sconfitta in Coppa Italia contro l’Atletico Vieste e su quest’ultima gara chiarisce: “Non è stato del tutto incoraggiante, lo ammetto, ma siamo stati anche un po’ sfortunati. Dopo l’espulsione di Colangione, abbiamo fatto una prestazione sofferta, ma a quel punto eravamo già in svantaggio. In panchina non avevamo a disposizione difensori centrali e Sementino ha avvertito anche dei problemi fisici, per fortuna ha recuperato rapidamente, comunque non ci abbattiamo, c’è pur sempre il ritorno. Anche se ho segnato, il gruppo non ha portato a casa la vittoria ed era questo ciò che conta, quando si è una squadra non si può ragionare in maniera individualista. Fiducia da parte del mister? Non mi aspetto nulla, durante le settimana mostro di voler stare in campo, allenandomi e se il mister lo ritiene opportuno mi schiera. Io faccio il mio dovere, ma è il mister a prendere le decisioni”. 

Sia lo stadio che i tifosi sono parte integrante di questa società e Salvemini afferma: “Come già hanno dichiarato i miei compagni nelle interviste precedenti (per questa testata, ndr), è un peccato non poter usufruire del nostro campo. I ragazzi meritavano di vederci correre qui, dopo tutti i problemi legati alla pandemia”.

Il centrocampista ha parlato chiaro, ma per tornare al Miramare bisognerà aspettare almeno 4 mesi.

Michela Rinadi