“CONOSCIAMOLI MEGLIO”: Manuel Taveri, una freccia nell’ arco di Branà.

“Conosciamoli Meglio” è una rubrica che rappresenta un viaggio alla scoperta settimanale dei calciatori della Polisportiva Virtus Matino.
La scorsa settimana avevamo intervistato uno dei più “giovani veterani” del gruppo bianco azzurro, stiamo parlando di Davide Cavalieri che, come sappiamo si trova a Matino da tre anni nonostante sia un under.
Le attenzioni odierne sono rivolte a Manuel Taveri, ultimo arrivato in casa matinese, che domenica scorsa ha esordito sul campo della Casertana subentrando ad inizio ripresa ad Inguscio.
Manuel Taveri è un terzino sinistro classe 2002 proveniente dal Latte Dolce Sassari sempre Serie D Girone G.
Originario di Brindisi è cresciuto nel settore giovanile dell’ US Lecce, giocando con la squadra della sua città nella scorsa stagione sempre nella quarta serie nazionale.
Dopo la breve esperienza in Sardegna torna nel Salento in una delle squadre migliori dove un giovane può iniziare la sua scalata verso palcoscenici più importanti.

Manuel innanzitutto grazie per la disponibilità. Presentati: facci capire meglio che tipo di giocatore sei, qual è il tuo ruolo, le caratteristiche principali ed in che zona del campo e con quale soluzione tattica ti senti più a tuo agio.

Sono una mezz’ ala ma negli ultimi tre anni ho imparato a giocare nel ruolo di terzino sinistro e di esterno. In particolare il quinto di sinistra è un ruolo che non mi dispiace affatto. Poi qualsiasi posizione scelga il Mister cerco sempre di dare il massimo.

Cosa ti ha spinto e convinto ad accettare la proposta della Virtus Matino?

Ho scelto la Virtus Matino perché tutte le persone che ne hanno fatto parte e con le quali ho avuto modo di parlare me ne hanno parlato bene. Vengo da 2 anni abbastanza sfortunati dal punto di vista della continuità e credo che questo sia l’anno della svolta. Nonostante sia qui da pochi giorni, mi sento già a mio agio dal primo momento.

Domenica hai fatto l’esordio in campionato contro la big per eccellenza del Girone H. Come l’ hai vissuta? Ti saresti aspettato un inizio più “soft” magari contro una squadra meno ostica e blasonata?

Abbiamo affrontato una delle squadre più organizzate dell’intero campionato, ma non ho sentito la pressione. Volevo scendere in campo dando tutto me stesso e così ho fatto. Il Mister mi da continuamente consigli per migliorare ed adattarmi alla sua filosofia di gioco.

Domenica c’è il derby con il Nardò, una partita molto importante per tutto l’ambiente non solo per la situazione di classifica attuale in cui versano entrambe le squadre. Quali sono le sensazioni e le impressioni che ti accompagnano in questa settimana che precede la gara?

Sappiamo che domenica ci aspetta un derby sentito, ma abbiamo bisogno di punti e daremo il massimo per vincere. Stiamo lavorando ad alta intensità in settimana ed io ho fiducia in me stesso, nei miei compagni e nello staff.

Per concludere: ritieni la Serie D un palcoscenico da trampolino di lancio per voi giovani calciatori oppure un categoria nella quale ambientarsi e stabilizzarsi?

La Serie D, ed in particolar modo il girone H, è un trampolino di lancio per noi giovani, perché abbiamo modo di confrontarci con giocatori di altre categorie e partita dopo partita impariamo tanto.

Danilo Sandalo

-ESCLUSIVO- Davide Cavalieri, Virtus Matino: “le sconfitte ci faranno maturare”.

Dopo un’ assenza durata quasi trent’ anni la Polisportiva Virtus Matino si riaffaccia quest’ anno nel campionato di Serie D dove fin ora, nonostante la classifica non sia particolarmente benevola per i ragazzi di mister Giuseppe Branà, ha ben figurato dimostrando di poter competere con le altre compagini della categoria.
Del resto si parla di una neopromossa e le difficoltà iniziali che si possono incontrare riguardano soprattutto l’ ambientamento con la nuova categoria.
Una squadra giovane la Virtus a partire dal tecnico che può vantare un blocco di tutto rispetto rappresentato dai riconfermati Giambuzzi, capitan Salto, Graziano Facundo, Franco Ruibal, Alemanni e Davide Cavalieri.
Proprio quest’ ultimo nonostante la sua giovane età lo si può considerare un veterano della squadra bianco azzurra essendo arrivato a Matino nel 2019 in Promozione.
Altro fattore guinness è rappresentato dal fatto che abbia già calcato i terreni della Serie D con il Rotonda nella stagione 2018/19.
Davide è un punto fermo della formazione di mister Branà e quest’ anno ha indossato anche la fascia di capitano in due occasioni ( a Brindisi in Coppa Italia ed in campionato contro il Fasano) in assenza di Damian Salto.
Proviamo a conoscerlo per capire meglio chi è Davide Cavalieri.

Innanzitutto grazie per la disponibilità Davide. Allora partiamo subito con una domanda quasi scontata: quali sono le tue impressioni su questa nuova avventura e su questo avvio di campionato in Serie D?

La Serie D è una categoria che ho assaggiato già in passato e conoscendo la mia squadra e il nostro staff ho pensato subito che avremmo potuto fare bene in questo campionato. Nonostante i risultati io credo che alla fine il lavoro paghi sempre. Sono fiducioso.

Nonostante la tua giovane età ormai puoi essere considerato un veterano della squadra essendo al terzo anno a Matino, dove recentemente hai indossato anche la fascia di capitano.
In proporzione, quanto ti lusinga o ti pesa questa responsabilità?

A dire il vero ho provato questa sensazione già l’anno scorso, anche se solo per una partita, ed è una responsabilità che mi carica e mi spinge a dare il meglio perché in quel momento rappresento una squadra e una società importante come Matino. Questo per me è motivo di grande orgoglio.

In queste prime giornate di campionato avete dimostrato di poter essere all’ altezza della categoria nonostante qualche defezione e qualche sconfitta inaspettata e spesso immeritata.
A tal proposito credi che abbiate pagato di più l’ impatto psicologico con la nuova realtà oppure possa trattarsi solo di un fattore dovuto alla giovane età della squadra?

Io credo che le sconfitte servano a farci capire come comportarci in alcuni momenti della partita. I gol che abbiamo subito derivano da piccoli errori che questa categoria ti fa pagare a caro prezzo, ma ci stiamo su lavorando e il mister è molto attento sotto tutti gli aspetti per cercare di migliorare i dettagli che fanno la differenza.

Domenica si va a Caserta contro la Casertana che nel Girone H è da considerarsi la big per eccellenza. Che sensazioni ti accompagnano in virtù di questa sfida?

Stiamo preparando la partita nei minimi dettagli, come sempre del resto. È chiaro che è una partita diversa dalle altre, un palcoscenico importante per noi e cercheremo di lottare con tutte le nostre forze per fare una bella prestazione e regalare una gioia ai tifosi.

Si ringrazia la Polisportiva Virtus Matino per la concessione dell’ immagine di copertina.

Danilo Sandalo

-ESCLUSIVA- Leandro Rizzo: ” In questi giorni deciderò il mio futuro”

(L’ immagine di copertina è stata gentilmente concessa dal diretto interessato Signor Leandro Rizzo)

Leandro Rizzo, ex calciatore dell’ Audace Barletta, finalista contro la Virtus Matino del torneo di Eccellenza appena concluso, si gode gli ultimi giorni di vacanza in attesa di conoscere il suo futuro.
L’ attaccante salentino, originario di Racale, vanta un palmares di tutto rispetto avendo giocato in Serie C1 con il Treviso ed in Serie C2 con il Gavorrano, per poi approdare a Barletta prima e Licata poi, dove ha vinto il campionato di Eccellenza e la Coppa Italia di categoria.
Nello scorso campionato di Eccellenza Pugliese è stato protagonista della semifinale vinta dall’ Audace Barletta per 4-3 contro il Manfredonia, dove Leandro ha messo a segno una storica tripletta che ha consegnato il pass per la finalissima di Francavilla Fontana.
Di seguito l’ intervista esclusiva rilasciata alla nostra testata.

LEANDRO ULTIMI GIORNI DI VACANZA PRIMA DI INIZIARE LA PREPARAZIONE UFFICIALE OPPURE HAI GIÀ RIPRESO AD ALLENARTI?

Ho ripreso da pochissimo ad allenarmi singolarmente. Quest’anno sono stato fermo soltanto un mese essendoci stata la finalissima il 27 giugno e non vedo l’ora di ricominciare ufficialmente ed integrarmi in un nuovo gruppo.

NELLO SCORSO CAMPIONATO HAI FALLITO LA PROMOZIONE IN SERIE D PROPRIO AL FOTOFINISH A CAUSA DELLA SCONFITTA MATURATA IN FINALE CONTRO LA VIRTUS MATINO. QUANTO PESA E QUANTO BRUCIA QUELLA PARTITA?

É stato un campionato strano quello appena concluso. L’ Audace Barletta era stata costruita in pochissimo tempo ed eravamo una squadra piuttosto giovane. Dovevamo vincere sempre per poter entrare nei play off. Li abbiamo centrati soltanto all’ultima partita. Abbiamo fatto un cammino devastante sotto tutti i punti di vista andando a vincere contro Mola, a San Severo, a Vieste, Bisceglie e pareggiando a Corato dove meritavamo la vittoria. Una volta arrivati ai playoff siamo andati a vincere fuori casa la semifinale a Manfredonia per 4 a 3, una partita che rimarrà per sempre nella mia testa grazie alla tripletta che ho realizzato in quella partita. Poi in casa la finale con il Corato vinta per 2 a 0. Insomma ricordi indelebili.

PER QUANTO RIGUARDA IL TUO FUTURO SEI IN GRADO DI DIRCI DOVE GIOCHERAI IL PROSSIMO ANNO OPPURE È ANCORA TUTTO TOP SECRET?

Il mio futuro? Ho tanta voglia di fare bene e cercare di vincere. Ho avuto una serie di contatti con squadre che vogliono vincere ma per il momento nulla di fatto ancora. Detto ciò in settimana sceglierò la società con cui mi leghero’, dove mi auguro di trovare tutti i presupposti che sto cercando. Di sicuro non ritornerò a Trinitapoli.

ANCHE SE LE ROSE DELLE SQUADRE SONO ANCORA IN FASE DI ALLESTIMENTO, SECONDO TE QUALI SARANNO LE PROTAGONISTE IN ECCELLENZA E SERIE D GIRONE H?

La Serie D è un campionato molto duro. Credo però che alla fine premierà la società che riuscirà a quantificare i sacrifici fatti durante l’ anno. Credo che possa essere l’anno del Cerignola, una società solida e modello. Ho degli ex compagni che giocano lì e posso dire che hanno le carte per ammazzare il campionato. In Eccellenza spero che vinca il Barletta dove sono molto legato dopo aver giocato un anno. Stanno costruendo una grande squadra (come ogni anno) ma non è facile giocare li. Ci vogliono personalità e attributi. In ogni caso è una corsa a due tra loro ed il Corato, però spero con tutto il cuore che vinca il Barletta. La mia ex squadra invece non la vedo tra primi posti, mi auguro che si possa salvare con tranquillità.
Nel Girone B la pretendente è sicuramente il Martina Franca che sta facendo un grande mercato e ha un allenatore molto bravo per la categoria. Spero che ci possano essere delle sorprese per quanto mi riguarda.

PER FINIRE, SECONDO TE IN ECCELLENZA BISOGNA CONTINUARE CON LA FORMULA A DOPPIO GIRONE OPPURE RITORNARE AL PASSATO CON GIRONE UNICO?

A livello personale spero che l’ Eccellenza pugliese ritorni al girone unico. Li si che diventerebbe prestigiosa con tutte le squadre attrezzate. Si toglierebbero tutte quelle società che non fanno del calcio una risorsa primaria.

IN BOCCA AL LUPO LEANDRO!

Crepi!

Danilo Sandalo

-ESCLUSIVA- Virtus Matino, parla il capitano Damian Salto:”Non vedo l’ora di tornare a giocare. Maradona un simbolo”.

Damian Salto, capitano della Polisportiva Virtus Matino, ha raccontato senza peli sulla lingua il suo modo di vivere il calcio e la vita. Da diversi anni ormai si trova in Italia dove ha giocato con Avetrana, Altamura, Nocerina, Deghi Calcio instaurando un rapporto d’ amore con il territorio grazie alle bellezze paesaggistiche ed ai rapporti d’ amicizia che sono diventati “familiari” come lui stesso ha affermato.
In questo periodo di pausa forzata si trova in Argentina dove sta continuando ad allenarsi per farsi trovare pronto non appena il campionato dovesse riprendere.
Come tutti gli argentini ha una passione sproporzionata per il calcio, ma anche una grande forza e determinazione per non arrendersi mai. La stessa forza dimostrata e trasmessa al popolo argentino da Diego Armando Maradona, suo grande idolo ed icona indiscussa di ogni amante di questo sport.

Ciao Damian, innanzitutto come stai e come stai vivendo questo periodo di pausa forzata?

E’ un periodo particolarmente difficile per tutti noi che siamo abituati a stare nello spogliatoio con compagni e staff e fare allenamento ogni giorno, quindi ci manca quel rituale. Al di là di essere qui in Argentina con la famiglia manca tantissimo il nostro lavoro.

Nei giorni scorsi è circolata una lettera che porta la firma dei capitani delle squadre pugliesi che militano nel campionato di Eccellenza, nella quale chiedete di riprendere a giocare quanto prima sia per una questione economica, sia per quanto riguarda la salute di ognuno di voi. Credi che sarete ascoltati o ancora una volta prevrrà l’ arroganza, la sordità e la cecità di chi non vuol sentire e vedere appositamente per non assumersi responsabilità?

Mi auguro di si. Ognuno sta mettendo la propria collaborazione e tutti aspettiamo e vogliamo tornare perchè siamo tutte persone che vivono di calcio al di là del bonus che percepiamo e che siamo disposti a mettere a disposizione delle società affinchè vengano prese le contromisure necessarie per tornare a giocare il prima possibile.

Quindi che sensazioni hai circa la ripartenza?

La mia sensazione personale è di fiducia di tornare a giocare a Marzo. Ogni giorno mi sveglio con questo pensiero perchè è la mia e nostra passione e se ti manca quella non riesci ad essere te stesso al cento per cento.

Parliamo d’ altro. Ormai sono diversi anni che giochi in Italia ed in particolar modo nelle regioni e province del Sud. C’è qualcosa che ti ha particolarmente colpito e che accomuna questi territori con l’ Argentina tuo Paese d’ origine?

E’ vero ho giocato sempre al Sud, dove ho trovato posti bellissimi, un mare mai visto e persone bellissime. Il posto che più si avvicina a casa mia, Buenos Aires, è Nocera avendo giocato con la Nocerina, per come loro vivono il calcio e la città. Ma in generale mi piacciono molto la Campania ed il Salento.

Il poeta argentino Jorge Luis Borges sosteneva che “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio”. Secondo Te il calcio è solo un gioco oppure è davvero arte e poesia che racchiude una storia da raccontare sempre più nuova?

Si per me il calcio non è solo un lavoro. Io qui in Argentina ho una scuola calcio dove prendo i ragazzini dalla favela per farli giocare a calcio e toglierli dalla strada, per far capire il valore della vita e dello stare insieme. E’ più di una passione per me tutto questo.

Il più grande artista, poeta e per molti “Dio del calcio” è stato Diego Armando Maradona, guarda caso anche lui argentino. E’ un caso che il più grande calciatore di tutti i tempi sia stato sudamericano? Inoltre Diego per voi argentini rappresenta più l’ artista ed il poeta del calcio oppure un grande uomo che è riuscito a ridare dignità a un popolo martoriato ed umiliato dalla dittatura militare?

Per noi Maradona rappresenta tante cose. Ogni persona che ha giocato a calcio ha sognato di essere Maradona. Inoltre ci ha fatto capire una cosa molto importante, che non sempre vince la squadra con più soldi, ma si vince con la passione e la determinazione. Era un grande esempio di sacrificio, di lavoro e passione.

C’è una frase a cui ti ispiri per cercare di superare ogni giorno gli ostacoli sia in campo che nella vita?

Non proprio. Cerco sempre di avere una motivazione essendo una persona positiva. Pretendo il massimo da me stesso e dico ogni domenica anche ai miei compagni di darci una mano perchè è tutti insieme che si raggiungono obiettivi e risultati.

In estate sei arrivato a Matino. Com’è nata questa proposta e questa scelta?

Sono arrivato al Matino perchè conoscevo Cristina la presidente, il prof. Simone e mister Branà avendoli avuti ad Avetrana. So come lavorano e inoltre ho creduto molto nella presidentessa perchè è una persona che vuole migliorarsi ogni anno ed è proprio quello che cerco anche io.

Se il campionato non dovesse riprendere pensi di rimanere ancora in Italia anche il prossimo anno oppure valuteresti di ritornare in Argentina?

Per come è la situazione non si può sapere ancora. Se il calcio non riprende non so cosa farò. Da questo virus abbiamo imparato che bisogna vivere alla giornata.

Per finire, tra il Sudamerica, ed in particolare l’ Argentina, ed il Salento sembra ci sia un legame quasi immaginario quanto forte ed inossidabile considerando che fin dall’ esordio del Lecce in Serie A nel 1985 sono arrivati gli argentini Barbas e Pasculli, quest’ ultimo campione del mondo con la nazionale a Messico 1986 da calciatore del Lecce, i quali si sono letteralmente innamorati di questa Terra (Pasculli ci vive tutt’ ora). Successivamente è stata la volta di Giacomazzi, Chevanton e Lima che vivono stabilmente nel Salento.
Una volta terminata la carriera pensi anche tu di seguire le orme di questi grandi campioni sudamericani e stabilirti definitivamente da queste parti?

E’ un posto che mi piace tanto dove ho trovato persone ed amici come una famiglia. Inoltre c’è il mare che è il più bello che abbia mai visto. Può essere una possibilità che a fine carriera mi stabilisca qui, quindi non dico niente per ora.

Ultimissima domanda secca: River o Boca?

Ahahahah…è una domanda molto semplice…ovviamente Boca Juniors la migliore squadra con i più grandi giocatori al mondo, Maradona, Tevez, Riquelme!!!

Grazie Damian a presto!

Grazie a Te e speriamo di ritornare presto!

Danilo Sandalo

-ESCLUSIVO- “Lo Sport come strumento di benessere e veicolo di aggregazione sociale”. Intervista all’Assessore Regionale allo Sport, Raffaele Piemontese

La Puglia come si sa è una delle regioni più belle ed attrattive d’ Italia per quanto riguarda l’ ambito turistico. Una regione che dal Gargano a Leuca propone un viaggio sensoriale immerso nelle bellezze che il paesaggio naturalistico ed architettonico possono offrire. Non a caso da diversi anni a questa parte è divenuta meta ambita di tantissimi turisti stranieri, in particolar modo dagli Stati Uniti, ma anche dalla Russia e dal Giappone.
Alla bellezza paesaggistica si associano però le problematiche tipiche dei territori del Sud Italia, dove la carenza di infrastrutture, la mancanza di lavoro stabile e talvolta anche il menefreghismo dei tanti, non sempre sono da esempio per i più giovani i quali non riescono a guardare al futuro in maniera rosea e sognatrice, proprio come accadeva spesso di fare da bambini guardando magari una partita e sognare un giorno di poter giocare in Serie A.
Rispetto ad altre realtà del Sud dello stivale però la Puglia è una delle regioni che più investe sullo Sport e sulle infrastrutture, in modo da poter creare una forte coesione tra sport, turismo e cultura. E non è un caso se Taranto sia stata scelta come sede dei Giochi del Mediterraneo del 2026.
In virtù di tutto questo ne abbiamo parlato proprio con l’ Assessore Regionale allo Sport, l’ avvocato Raffaele Piemontese, nativo di Foggia che è stato eletto al Consiglio regionale della Puglia il 31 maggio 2015, nelle liste del PD, con 11.418 voti, risultando il candidato più suffragato della provincia di Dauna.

Assessore, innanzitutto grazie per la disponibilità.
Partiamo elencando gli obiettivi raggiunti dal suo Assessorato durante questo mandato e ci indichi se a suo parere sono in linea con i programmi della vigilia.

Prima ancora di stilare l’elenco dei risultati che il mio assessorato ha raggiunto in questi cinque anni di lavoro e affrontare, quindi, la dimensione finanziaria di questa brillante operazione, ho il dovere di ricordare che tipo di rivoluzione è stata compiuta innanzitutto su un piano concettuale.
Inizialmente il nostro contributo è stato quello di avviare un piano strategico di responsabilità sociale: lo sport, che allora non godeva di buona simpatia negli ambienti della politica – per avere un’idea, quando ho cominciato, a luglio del 2015, gestivo un programma con un budget che non arrivava al milione di euro – ha guadagnato in poco tempo interesse e ammirazione perché ho creduto da subito nel potere della pratica sportiva.
Investire sullo sport vuol dire investire sul futuro: è uno strumento di benessere e di prevenzione, nonché un vero e proprio veicolo di aggregazione sociale.

Un passaggio fondamentale che serve per comprendere le dinamiche che contribuiscono al funzionamento del sistema sportivo. Il passo successivo è stato quindi intercettare le esigenze del mondo sportivo locale, coinvolgendo tutti i protagonisti del settore nella definizione delle scelte strategiche.
In tutta Italia dicono che non è mai esistita una programmazione delle politiche sportive così impegnativa, in termini di risorse economiche stanziate e di varietà delle attività sostenute, come quella che ha caratterizzato il quinquennio 2015-2020 della Regione Puglia.
In provincia di Foggia abbiamo destinato ben 12 milioni 553 mila 128 euro che la Regione Puglia a 260 beneficiari pubblici e privati.
Nello scorrere la “geografia” di questi interventi sulla rete degli impianti sportivi solo della Capitanata vi accorgerete che ben 51 Comuni foggiani sui 61 dell’intera provincia hanno ottenuto dei finanziamenti.

27 sono Comuni dei Monti Dauni, area dove è particolarmente importante sostenere certi servizi, tredici Comuni sono del Gargano, quattro dei cinque Comuni dei Reali Siti, tre nell’Alto Tavoliere, Zapponeta e, tra le grandi città, Lucera, San Severo e anche il capoluogo, Foggia.
E poi ci sono gli impianti del privato sociale, per la prima volta finanziati dalla Regione Puglia. In tutto sono 20, in provincia di Foggia, con finanziamenti tra i 97 mila e il tetto massimo dei 100 mila euro ciascuno.
Cinque anni di lavoro per investimenti che hanno interessato progetti, manifestazioni, grandi eventi (gli Europei di Scherma a Foggia nel 2019, il Giro d’Italia sul Gargano e nel 2022 i Mondiali di Orienteering), attrezzature e impiantistica.
Insomma, è stata una scelta politica elaborata sulla base dell’osservazione di quello che lo sport riesce a scatenare in termini di miglioramento degli stili di vita, rendendolo accessibile, divertente e ingrediente di una vita più sana.

Da Assessore regionale allo Sport si è trovato ad affrontare e vivere una situazione che definire insolita è a dir poco un eufemismo, stiamo parlando dell’ emergenza Covid-19. Questa circostanza ha inflitto un duro colpo alla società e di conseguenza anche allo Sport, in particolar modo quello dilettantistico. In che maniera siete intervenuti per favorire la ripresa?

Sappiamo benissimo tutti quanto il movimento sportivo pugliese sia stato pesantemente colpito dall’emergenza COVID-19, per questo motivo abbiamo lanciato insieme al Presidente Michele Emiliano misure specifiche di aiuto a fondo perduto per le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche con l’avviso pubblico “PugliaSport2020”.
331 realtà pugliesi (58 in provincia di Foggia) riceveranno un contributo di 500 euro, altre 600 (91 quelle foggiane) riceveranno un contributo di 1.500 euro, nell’ambito dei complessivi 3 milioni di euro.

Nel 2026 Taranto ospiterà i Giochi del Mediterraneo, un evento di grande prestigio non solo per lo Sport ma per l’intero territorio pugliese, considerando che sono diverse le città chiamate in questione ad ospitare eventi di varie discipline sportive. La Regione, in questo caso, che ruolo ha avuto nel promuovere la candidatura della città ionica e come si sta preparando a questa manifestazione?

Il presidente Michele Emiliano era lì, a Patrasso, in Grecia, il 24 agosto dell’anno scorso, a partecipare ai lavori dell’assemblea generale del Comitato Internazionale e a patrocinare fino all’ultimo miglio la candidatura di Taranto. Il sostegno politico e pratico della Regione Puglia è stato decisivo. Abbiamo mobilitato tutti i campioni dello sport pugliese per inviare un messaggio unitario di sostegno al capoluogo ionico. Quella che si combatte a Taranto è una battaglia storica per trovare un nuovo destino a una grande città, finora schiacciata dai veleni del suo sviluppo industriale. Perciò i Giochi del Mediterraneo sono molto più che un grande evento sportivo.
Senza contare che si muove anche un’economia dietro i grandi eventi sportivi. Oggi c’è chi decide una meta turistica, anche per un soggiorno breve, in funzione della possibilità che ha di fare qualche chilometro in
mountain bike o anche solo una semplice passeggiata per campagne, ma anche di assistere a un evento sportivo. Per capire come siamo riusciti a integrare sport e turismo, abbiamo preso i dati generati dai “device” di tutte le persone che sono state coinvolte in progetti come “Sport in cammino”, “Sentieri di Puglia” e “Puglia palestra a cielo aperto”, e abbiamo costruito una mappa
con le coordinate geografiche di 2.618 punti di interesse tra percorsi pedonali, percorsi misti,
ciclovie e impianti per lo sport all’aperto. Solo per la rete escursionistica presente nel territorio pugliese, abbiamo georeferenziato 1.216 percorsi solo qui in provincia di Foggia, la stragrande maggioranza. Da “Sport in Cammino”, in particolare, abbiamo tratto altri 8 percorsi in provincia di
Foggia: a Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Severo, Vieste e a San Nicandro Garganico.

Per concludere quali sono gli obiettivi futuri che il suo Assessorato si propone per permettere alla Puglia di essere più competitiva sia a livello strutturale che a livello sociale, considerando il fatto che lo Sport rappresenta da sempre uno degli alleati più forti e più sani con cui combattere piaghe sociali soprattutto tra i più giovani?

Innanzitutto tutte le iniziative progettuali strategiche, le manifestazioni e gli eventi sportivi hanno innescato un fenomeno di richiamo di un notevole flusso di turisti. Muovendo di conseguenza l’economia, come è successo lo scorso anno a Foggia per i Campionati Europei Cadetti e Giovani di Scherma: un’opportunità di marketing per il territorio che ha mosso numeri da record con la partecipazione di 43 delegazioni, 1250 atleti e 50 arbitri, più tecnici e accompagnatori. Questo è quello che si chiama turismo sportivo.
E poi non possiamo dimenticare la collaborazione con il CONI e il Comitato Paralimpico e l’acquisto di attrezzature tecnico-sportive e i contributi agli atleti paralimpici.
Io concepisco l’attività motoria come leva per la prevenzione sanitaria: ecco perché il vero intervento è ritenuto innovativo perché mirato al miglioramento dello stile di vita e del benessere della popolazione. Gli interventi che vedono lo sport e i corretti stili di vita come leve per la prevenzione, hanno ricadute proprio in termini di risparmio della spesa sanitaria, nel medio e lungo termine.
Devo citare i progetti ‘Sport in Cammino’, ‘Sentieri di Puglia’ e ‘Puglia palestra a cielo aperto’: iniziative aventi come finalità la promozione dell’attività motoria giornaliera, a piedi o in bici e, più in generale, della pratica sportiva nei centri urbani e nelle zone verdi del territorio.

Danilo Sandalo