Virtus Matino-Molfetta termina in parità. Damian Salto: “Siamo una squadra giovane che vuole far bene. Sappiamo di dover lottare”

Ancora un punto prezioso conquistato dalla Virtus Matino di mister Giuseppe Branà contro il Molfetta, una delle squadre più forti del Girone H di Serie D.
Una partita in cui i padroni di casa, pur essendo passati in svantaggio grazie ad un gol realizzato da Pozzebon al 19′ minuto del primo tempo al termine di una bella manovra iniziata con Turitto e proseguita con Caputo, avrebbero meritato sicuramente qualcosina in più visto le numerose azioni create e che un pò per precisione, un pò per bravura dell’ estremo difensore ospite Viola ed un pò per sfortuna, come nell’ occasione della traversa colpita da Graziano Facundo al 33′ minuto del primo tempo sul risultato di 1-0 per i baresi, non si sono concretizzate a favore dell’ undici bianco azzurro.
La ripresa si apre con il Matino nuovamente alla ricerca del pareggio che trova all’ 8′ minuto grazie ad una splendida rovesciata del numero nove Francesco Ancora su cui nulla ha potuto il sempre attento Viola dando uno schiaffo alla sfortuna che sembrava essersi accanita contro i ragazzi di Branà.
Un pareggio che lascia soddisfatti tutti in casa matinese così come confermato dal capitano Damian Salto il quale ha affermato “penso che abbiamo giocato un’ ottima partita contro una squadra considerata tra le migliori del girone. Noi giochiamo ogni partita come una finale e andiamo su ogni pallone senza paura e come se fosse l’ ultimo. Abbiamo giocato fin ora tre gare ed in due di queste siamo andati sotto di un gol, ma abbiamo avuto la forza ed il coraggio di recuperare e pareggiare. Questo dimostra che è sempre il campo a parlare e non il curriculum dei giocatori. Noi siamo una squadra giovane che vuole fare bene di domenica in domenica e per questo non ci poniamo limiti su dove possiamo arrivare. Per noi tutte le partite sono difficili e sappiamo che dobbiamo lottare! Siamo sulla buona strada e dobbiamo continuare così con la giusta umiltà, consapevoli della nostra forza”.
Il capitano ha anche analizzato il fattore campo che in questo momento penalizza non poco la squadra dal momento che si gioca all’ Heffort Sport Village di Parabita a causa dell’ impraticabilità della struttura matinese:
“Noi argentini, ma anche gli italiani credo, amiamo giocare con il pubblico sia in casa che fuori, sia a favore che contro, perchè ci dà una grande carica! Ma non ci dobbiamo lamentare per questo, piuttosto continuare a lavorare”.

Danilo Sandalo

Virtus Matino, una stagione da incorniciare: le voci dei protagonisti, dalla presidentessa a bomber Salguero, passando per mister Branà.

( Si ringrazia Virtus Matino Calcio Live per la concessione dell’ immagine di copertina )

Dopo la vittoria in campionato arrivata domenica scorsa, sul neutro di Francavilla Fontana, grazie a un perentorio 5-0 ai danni dell’ Audace Barletta, a Matino si respira ancora aria di festa.
Proprio così perchè la città e gli stessi protagonisti ancora non riescono a rendersi conto dell’ entità dell’ impresa raggiunta e probabilmente ci vorranno ancora alcuni giorni o addirittura settimane per capacitarsi del traguardo ottenuto e capirne l’ importanza.
Del resto, a Matino, la Serie D mancava da quasi un trentennio, 28 anni per l’ esattezza, tanto che all’ epoca si chiamava addirittura Interregionale ed i campi sui quali si giocava spesso erano in tufo.
Oggi il Campionato Nazionale Dilettanti è un signor torneo, con squadre di prim’ ordine, basti pensare che nelle ultime edizioni ci sono state compagnini del calibro di Bari, Palermo, Messina, Taranto, Foggia, Casarano, e così via.
Per una realtà piccola come Matino questo traguardo è da considerarsi storico dal momento che è stato raggiunto con tanta programmazione e caparbietà, partendo cinque anni fa dalla categoria più bassa presente nel calcio nazionale, ossia la Terza Categoria, e scalando annualmente le varie serie fino ad arrivare a giocarsi una finale regionale nella Premier League Pugliese.
Il percorso è stato difficile, basti pensare che fino a tre giornate dalla fine il Matino rischiava di rimanere fuori dai playoff, per poi riuscire a guadagnarseli dimostrando una grande grinta e Garra sudamericana, grazie ai gol di Salguero ed alle grandi prove di tutta la squadra di Branà.
Il resto è storia rappresentata dalla grandissima vittoria di Martina Franca, dall’ epica vittoria nella finale di Otranto contro il De Cagna e dalla memorabile finale regionale di Francavilla Fontana contro l’ Audace Barletta.
Una stagione da incorniciare e che rimarrà indelebile nei ricordi di tutti coloro che hanno seguito da vicino le imprese della squadra della presidentessa Costantino.
Un qualcosa che forse a parole non si può spiegare ma che i protagonisti hanno provato a fare, a partire proprio dagli artefici di questa vittoria, ossia la numero uno della società ed il tecnico Branà.

Cristina Costantino: Sono al lavoro notte e giorno per scalare la montagna burocratica per l’ iscrizione alla Serie D e varie problematiche inerenti. Per questo non sono neanche riuscita a godermi totalmente la vittoria perchè sono una persona che quando assume un impegno sente il peso e la responsabilità di quello che fa.
Per quanto riguarda l’ aspetto tecnico ci siamo presi una settimana di tempo per decidere meglio su chi riconfermare e su quali possano essere gli eventuali innesti per il prossimo campionato di Serie D.

Giuseppe Branà: Ancora non è facile capire quello che è successo, ma sono contento perchè è stato un anno assurdo ed interminabile in cui la ripresa dopo cinque mesi è stata abbastanza dura. Questa è la vittoria del lavoro di tutti e spero di continuare in Serie D perchè l’ ho conquistata sul campo e mi auguro possa avere la possibilità di farlo.
L’ emozione di domenica poi è stata qualcosa di indescrivibile che mi porto ancora dentro.

Alberto Tundo: Parto col dire che nonostante si tratti per me della terza promozione con il Matino, dato che sono qui da tre anni, e anche se quella della scorsa in promozione non è stata guadagnata sul campo, quest’ ultima ha avuto un sapore davvero speciale, perché è stata guadagnata domenica dopo domenica, minuto dopo minuto, dal momento che per un intero mese abbiamo solo lavorato pensando che quello sarebbe potuto essere l’ultimo allenamento, l’ultimo tampone… questo ci ha reso invincibili agli occhi di tutti, ci ha permesso di affrontare tutto in maniera serena e spontanea, semplicemente per cercare di stare più tempo insieme, inseguire la nostra passione e i nostri sogni giorno dopo giorno.
Si è creata tra noi una sorta di empatia dove non era più necessario dirci le cose perchè sapevamo che per ogni cosa potevamo contare l’uno per l’altro, questo non solo tra noi giocatori ma anche con staff tecnico e società. E’ stata davvero una sensazione unica!

Andrea Poletì: Appena Sono arrivato qui a Matino era la mia prima esperienza tra i grandi, ero carico ma avevo anche un po’ di paura , fortunatamente i miei compagni e soprattutto il mister mi hanno fatto sentire a mio agio fin dall’inizio, ma non avrei mai immaginato di arrivare a giocare una finale per la Serie D ,è stata un’emozione unica aver portato il Matino dopo tanto tempo in un palcoscenico così importante

Graziano Facundo: Sono felice per il traguardo raggiunto. È stata una stagione molto difficile per tutto quello che è successo. Ringrazio la città di Matino per aver accolto me e mia moglie in modo così amichevole. Complimenti e grazie alla società per la fiducia, grazie allo staff e ai miei compagni di squadra per la fantastica stagione e grazie ai tifosi che sono stati un’arma in più in campo.

Davide Cavalieri: La cosa che più mi vien fuori, oltre alla felicità ed alla gratitudine, è l’ orgoglio di aver fatto parte di questo gruppo, non solo perché abbiamo vinto il campionato, ma per come lo abbiamo riuscendo ad uscire dalle difficoltà. Da queste situazioni si vedono le persone di valore. E lasciami ringraziare ognuno che, sia da lontano o da vicino, ci ha fatto da supporto e dirgli che questo titolo è pure per loro.

Pasquale Musco: Sono arrivato qui a Matino per puro caso quando ormai tutto sembrava finito ed in molti di eravamo rassegnati al fatto che l’eccellenza non sarebbe ripartita.
Invece, quando la mia società ha deciso di non riprendere il torneo, si è fatta avanti questa splendida società che in questo calcio malato è difficile da trovare.
Mi sono sentito fin da subito a casa per l’ accoglienza che mi è stata data sia dai miei compagni di squadra che dalla società che, come ho già detto in precedenza, è stata fantastica.
Sono davvero contento che mi sia stata data fiducia per contribuire alla vittoria di questo campionato e spero che un giorno ci si possa rincontrare per scrivere nuove pagine di storia insieme.

Damian Salto: La partita di domenica rimarrà nella storia perchè non è facile vincere una finale per 5-0 e questo dimostra la grandezza di questa squadra. Noi sapevamo ed eravamo consapevoli del nostro valore e ci abbiamo creduto fino alla fine lavorando a testa bassa quando le cose non andavano molto bene.
Per me è stata una stagione fantastica in cui ho indossato la fascia di capitano che è stata un’ emozione e una responsabilità in più. Ora godiamoci qualche giorno di relax e poi se ne riparlerà.

Nicolas Marin: Dal primo minuto in cui sono arrivato a Matino mi sono sentito a casa grazie alla vicinanza di tutto lo staff che non ci ha fatto mai mancare niente. Siamo sempre stati una grande famiglia, non solo noi argentini, e lo si è visto da fuori. Inoltre avevamo una grande “fame” di vincere e rilancirci dopo le ultime esperienze ed i risultati si sono visti. Per me è stato un grande onore indossare questa maglia e dopo dieci anni che sono in Italia sono riuscito a vincere il primo trofeo, per questo sono molto felice per la scelta fatta nella mia carriera.

Giulio Fina: Qui a Matino è stata la mia prima esperienza tra i grandi ma fortunatamente ho trovato un mister ed un gruppo che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista calcistico che umano. La vittoria del campionato di eccellenza è stata la coronazione di un sogno anche se purtroppo nell’ultimo periodo sono stato infortunato, ma è stato bello stare a contatto con la squadra e poter fare gli ultimi minuti della finale.

Juan Salguero: Provo delle sensazioni di felicità e gratitudine, ma soprattutto sono orgoglioso di far parte di questo gruppo, non solo perché abbiamo vinto, ma principalmente per come lo abbiamo fatto riuscendo ad uscire dalle difficoltà. Sono questi i momenti in cui si vede il carattere ed il valore delle persone. E lasciami ringraziare a ognuno, che sia da lontano o vicino, ci ha supportati e dirgli finalmente che questa vittoria è per loro!

Danilo Sandalo

V. Matino – D.C. Otranto 1-2, Salto (Matino): “Dobbiamo continuare a lavorare sodo”

Il tanto atteso big match di giornata tra Virtus Matino e De Cagna Otranto finisce con la vittoria da parte degli ospiti che si sono imposti con il risultato di due reti ad una.
Una partita dai due volti quella della squadra di mister Branà che, fino al gol ospite arrivato con Mariano al 19′ minuto del primo tempo, aveva dimostrato la solita spigliatezza creando spazi ed occasioni che potevano far passare un brutto pomeriggio agli idruntini.
Subito il gol del vantaggio l’ undici matinese sembra quasi sparire dal campo consentendo agli avversari prendere sempre più possesso e consapevolezza di poter portare a casa il risultato.
Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare più di tanto fino al gol del raddoppio otrantino arrivato con Tourè su calcio di rigore assegnato dall’ arbitro in seguito ad un ingenuo fallo di C. Margagliotti ai danni di Mancarella.
A questo punto viene fuori l’ orgoglio del Matino che si spinge in avanti alla ricerca del gol e causa l’ espulsione, al 25′ minuto del secondo tempo, del difensore ospite Matteo Nacci per doppia ammonizione.
La porta dell’ Otranto diventa un assedio e Caroppo è chiamato agli straordinari ma sembra un pomeriggio stregato per i ragazzi di Branà che con capitan Salto colpiscono il palo a portiere battuto.
All’ 84′ minuto è Davide Cavalieri a siglare il gol che dimezza lo svantaggio e riapre le speranze per i bianco azzurri matinesi, grazie a un gran tiro da fuori area che si insacca alla destra dell’ incolpevole portiere idruntino.
Il Matino spinge e prova l’ assalto finale ma Caroppo continua nel suo personale show di giornata negando ancora una volta il gol a Cavalieri che di testa per poco non riesce a siglare la rete del pareggio e la sua doppietta personale.
Finale di gara molto acceso con un accenno di parapiglia al triplice fischio, causato anche da una direzione di gara forse troppo “leggera” vista qualche provocazione di troppo da parte degli ospiti che, sia chiaro, non hanno rubato nulla meritando di vincere sul campo, però certi atteggiamenti andrebbero rivisti e smorzati sul nascere e su questo è sindacabile solo il direttore di gara che è stato troppo permissivo e probabilmente si sarà affidato più al buon senso e alla maturità dei presenti sul terreno di gioco, trascurando però il fattore della “trance” agonistica che talvolta ha la meglio in circostanze come questa.
Amareggiato a fine gara Damian Salto, capitano della Virtus Matino, il quale ha dichiarato ” sicuramente non abbiamo fatto una buona gara nel primo tempo e nel secondo fino al gol del raddoppio dell’ Otranto. Dopo si è visto il vero Matino avendo avuto diverse occasioni per pareggiare e solo la sfortuna non ha permesso che ciò avvenisse. Mi dispiace moltissimo ma dobbiamo continuare a pedalare perchè mancano diverse partite e lo spirito da mettere è quello di continuare a credere che ogni domenica sia una finale “.

Danilo Sandalo


-ESCLUSIVA- Virtus Matino, parla il capitano Damian Salto:”Non vedo l’ora di tornare a giocare. Maradona un simbolo”.

Damian Salto, capitano della Polisportiva Virtus Matino, ha raccontato senza peli sulla lingua il suo modo di vivere il calcio e la vita. Da diversi anni ormai si trova in Italia dove ha giocato con Avetrana, Altamura, Nocerina, Deghi Calcio instaurando un rapporto d’ amore con il territorio grazie alle bellezze paesaggistiche ed ai rapporti d’ amicizia che sono diventati “familiari” come lui stesso ha affermato.
In questo periodo di pausa forzata si trova in Argentina dove sta continuando ad allenarsi per farsi trovare pronto non appena il campionato dovesse riprendere.
Come tutti gli argentini ha una passione sproporzionata per il calcio, ma anche una grande forza e determinazione per non arrendersi mai. La stessa forza dimostrata e trasmessa al popolo argentino da Diego Armando Maradona, suo grande idolo ed icona indiscussa di ogni amante di questo sport.

Ciao Damian, innanzitutto come stai e come stai vivendo questo periodo di pausa forzata?

E’ un periodo particolarmente difficile per tutti noi che siamo abituati a stare nello spogliatoio con compagni e staff e fare allenamento ogni giorno, quindi ci manca quel rituale. Al di là di essere qui in Argentina con la famiglia manca tantissimo il nostro lavoro.

Nei giorni scorsi è circolata una lettera che porta la firma dei capitani delle squadre pugliesi che militano nel campionato di Eccellenza, nella quale chiedete di riprendere a giocare quanto prima sia per una questione economica, sia per quanto riguarda la salute di ognuno di voi. Credi che sarete ascoltati o ancora una volta prevrrà l’ arroganza, la sordità e la cecità di chi non vuol sentire e vedere appositamente per non assumersi responsabilità?

Mi auguro di si. Ognuno sta mettendo la propria collaborazione e tutti aspettiamo e vogliamo tornare perchè siamo tutte persone che vivono di calcio al di là del bonus che percepiamo e che siamo disposti a mettere a disposizione delle società affinchè vengano prese le contromisure necessarie per tornare a giocare il prima possibile.

Quindi che sensazioni hai circa la ripartenza?

La mia sensazione personale è di fiducia di tornare a giocare a Marzo. Ogni giorno mi sveglio con questo pensiero perchè è la mia e nostra passione e se ti manca quella non riesci ad essere te stesso al cento per cento.

Parliamo d’ altro. Ormai sono diversi anni che giochi in Italia ed in particolar modo nelle regioni e province del Sud. C’è qualcosa che ti ha particolarmente colpito e che accomuna questi territori con l’ Argentina tuo Paese d’ origine?

E’ vero ho giocato sempre al Sud, dove ho trovato posti bellissimi, un mare mai visto e persone bellissime. Il posto che più si avvicina a casa mia, Buenos Aires, è Nocera avendo giocato con la Nocerina, per come loro vivono il calcio e la città. Ma in generale mi piacciono molto la Campania ed il Salento.

Il poeta argentino Jorge Luis Borges sosteneva che “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio”. Secondo Te il calcio è solo un gioco oppure è davvero arte e poesia che racchiude una storia da raccontare sempre più nuova?

Si per me il calcio non è solo un lavoro. Io qui in Argentina ho una scuola calcio dove prendo i ragazzini dalla favela per farli giocare a calcio e toglierli dalla strada, per far capire il valore della vita e dello stare insieme. E’ più di una passione per me tutto questo.

Il più grande artista, poeta e per molti “Dio del calcio” è stato Diego Armando Maradona, guarda caso anche lui argentino. E’ un caso che il più grande calciatore di tutti i tempi sia stato sudamericano? Inoltre Diego per voi argentini rappresenta più l’ artista ed il poeta del calcio oppure un grande uomo che è riuscito a ridare dignità a un popolo martoriato ed umiliato dalla dittatura militare?

Per noi Maradona rappresenta tante cose. Ogni persona che ha giocato a calcio ha sognato di essere Maradona. Inoltre ci ha fatto capire una cosa molto importante, che non sempre vince la squadra con più soldi, ma si vince con la passione e la determinazione. Era un grande esempio di sacrificio, di lavoro e passione.

C’è una frase a cui ti ispiri per cercare di superare ogni giorno gli ostacoli sia in campo che nella vita?

Non proprio. Cerco sempre di avere una motivazione essendo una persona positiva. Pretendo il massimo da me stesso e dico ogni domenica anche ai miei compagni di darci una mano perchè è tutti insieme che si raggiungono obiettivi e risultati.

In estate sei arrivato a Matino. Com’è nata questa proposta e questa scelta?

Sono arrivato al Matino perchè conoscevo Cristina la presidente, il prof. Simone e mister Branà avendoli avuti ad Avetrana. So come lavorano e inoltre ho creduto molto nella presidentessa perchè è una persona che vuole migliorarsi ogni anno ed è proprio quello che cerco anche io.

Se il campionato non dovesse riprendere pensi di rimanere ancora in Italia anche il prossimo anno oppure valuteresti di ritornare in Argentina?

Per come è la situazione non si può sapere ancora. Se il calcio non riprende non so cosa farò. Da questo virus abbiamo imparato che bisogna vivere alla giornata.

Per finire, tra il Sudamerica, ed in particolare l’ Argentina, ed il Salento sembra ci sia un legame quasi immaginario quanto forte ed inossidabile considerando che fin dall’ esordio del Lecce in Serie A nel 1985 sono arrivati gli argentini Barbas e Pasculli, quest’ ultimo campione del mondo con la nazionale a Messico 1986 da calciatore del Lecce, i quali si sono letteralmente innamorati di questa Terra (Pasculli ci vive tutt’ ora). Successivamente è stata la volta di Giacomazzi, Chevanton e Lima che vivono stabilmente nel Salento.
Una volta terminata la carriera pensi anche tu di seguire le orme di questi grandi campioni sudamericani e stabilirti definitivamente da queste parti?

E’ un posto che mi piace tanto dove ho trovato persone ed amici come una famiglia. Inoltre c’è il mare che è il più bello che abbia mai visto. Può essere una possibilità che a fine carriera mi stabilisca qui, quindi non dico niente per ora.

Ultimissima domanda secca: River o Boca?

Ahahahah…è una domanda molto semplice…ovviamente Boca Juniors la migliore squadra con i più grandi giocatori al mondo, Maradona, Tevez, Riquelme!!!

Grazie Damian a presto!

Grazie a Te e speriamo di ritornare presto!

Danilo Sandalo